Le riforme degli ultimi anni sul fronte della disabilità non possono restare sulla carta
«Le riforme approvate negli ultimi anni non possono rimanere incompiute né trasformarsi in semplici enunciazioni di principio»: è il messaggio forte e chiaro lanciato dalla Giunta Nazionale della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), riunitasi nei giorni scorsi insieme ai Presidenti delle FISH Regionali per avviare, nel segno della partecipazione e del confronto con la rete associativa, il percorso verso il prossimo congresso elettivo della Federazione.
Particolare preoccupazione è stata espressa per l’occasione rispetto all’andamento della sperimentazione prevista dal Decreto Legislativo 62/24, attuativo della Legge Delega 227/21 in materia di disabilità. «Il confronto con i territori – si legge infatti in una nota diffusa dalla Federazione – ha fatto emergere criticità organizzative e amministrative che, se non affrontate rapidamente, rischiano di compromettere l’entrata a regime della riforma prevista per gennaio 2027. Per questo la FISH chiede al Ministero per le Disabilità di adottare con urgenza i decreti correttivi necessari, eliminando gli ostacoli emersi nella fase sperimentale, garantendo un’applicazione uniforme della riforma su tutto il territorio nazionale e assicurando la piena operatività del nuovo sistema fin dalla sua entrata in vigore».
Durante la riunione, ampio spazio è stato dedicato anche al tema della deistituzionalizzazione, riconosciuta come una priorità imprescindibile per garantire il diritto a una vita indipendente, autonoma e pienamente inclusa nella comunità. In tal senso, dalla FISH è stata ribadita «la necessità di investire in progetti personalizzati, rafforzare i sostegni territoriali e favorire il progressivo superamento delle strutture segreganti ancora presenti nel nostro Paese. Nonostante un quadro normativo ormai orientato alla tutela dei diritti, il processo continua infatti a scontrarsi con finanziamenti discontinui, modelli culturali ormai superati e una cronica carenza di politiche efficaci per l’inclusione abitativa e sociale».
Si è quindi parlato anche di scuola e di lavoro. Riguardo alla prima, la Federazione ha denunciato ancora una volta «la mancata piena attuazione dei Decreti Applicativi del Decreto Legislativo 66/17 sull’inclusione», «una situazione – si è detto – che continua a compromettere la qualità dell’inclusione e il diritto allo studio». È stata inoltre richiamata con forza l’attenzione «sul rischio di un grave arretramento culturale alimentato dal riemergere di proposte che ipotizzano un ritorno a classi o percorsi separati per gli alunni con disabilità. Si tratterebbe di una scelta che cancellerebbe decenni di conquiste civili e metterebbe in discussione il modello italiano di inclusione scolastica, riconosciuto a livello internazionale. La nostra Federazione è pronta a opporsi con determinazione, contro qualsiasi tentativo di riportare indietro le lancette della storia».Sul versante occupazionale, invece, «il diritto al lavoro – viene sottolineato nella nota della FISH – resta ancora oggi un obiettivo non raggiunto per troppe persone con disabilità, nonostante gli strumenti normativi già disponibili».
La Federazione ha ribadito quindi la necessità di dare piena attuazione alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, «proseguendo con decisione il percorso di superamento degli istituti dell’interdizione e dell’inabilitazione e rafforzando gli strumenti di sostegno alle decisioni, nel pieno rispetto della volontà, della dignità e dell’autodeterminazione della persona, a partire dall’amministrazione di sostegno».
E un appello altrettanto deciso è stato rivolto al Parlamento «affinché concluda rapidamente l’iter del Disegno di Legge sul caregiver familiare. Le famiglie, infatti, non possono continuare ad attendere: è necessario riconoscere finalmente il valore sociale di chi ogni giorno garantisce assistenza e cura ai propri cari, assicurando tutele, diritti e sostegni adeguati».
A rendere infine ancora più urgente il passaggio dalle parole ai fatti c’è anche il terzo Piano di Azione triennale per la promozione dei diritti e l’inclusione delle Persone con Disabilità, che individua con chiarezza obiettivi, priorità e linee di intervento per rendere effettivi i diritti delle persone con disabilità.
Dalla Giunta Nazionale della FISH è arrivato pertanto un messaggio politico chiaro: «le riforme approvate negli ultimi anni non possono restare sulla carta. E spetta a Governo, Regioni, Comuni e a tutte le Amministrazioni coinvolte assumersi fino in fondo le proprie responsabilità e dare immediata attuazione alle misure previste, senza ulteriori rinvii, ritardi o scarichi di competenze. Ogni giorno di attesa significa infatti continuare a non garantire i diritti che appartengono alle persone con disabilità e alle loro famiglie. Perché la domanda, oggi, è una sola: se non ora, quando?».
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