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Persone con sindromi atassiche protagoniste di un “raid inclusivo” all’Adventure Land Park di Cassino

L’AISA Lazio (Associazione Italiana per la lotta alle Sindromi Atassiche) e l’Associazione Cassino Adventure uniranno il 21 settembre le forze per un evento all’insegna dell’inclusione e della solidarietà, unico nel suo genere e denominato “Inclusive Raid”, in programma all’Adventure Land Park di Cassino (Frosinone). Protagoniste saranno le persone con sindromi atassiche, pronte ad affrontare le acque del fiume Gari a bordo di gommoni, per cimentarsi nel “Soft Rafting”

L’AISA Lazio (Associazione Italiana per la lotta alle Sindromi Atassiche) e l’Associazione Cassino Adventure uniranno le forze per una giornata all’insegna dell’inclusione e della solidarietà, un evento unico nel suo genere, denominato Inclusive Raid in programma il 21 settembre dalle 9, presso l’Adventure Land Park di Cassino (Frosinone).

Protagoniste indiscusse della giornata saranno proprio le persone con sindromi atassiche che unitamente ai propri accompagnatori e alle esperte guide di Cassino Adventure, affronteranno insieme le emozionanti e cristalline acque del fiume Gari a bordo di gommoni, per cimentarsi nel Soft Rafting.
«Un’esperienza – sottolineano i promotori – che dimostrerà come sport e natura possano essere accessibili a tutti e tutte, superando ogni limite e barriera». (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di approfondimento. Per altre informazioni: odv.aisalazio@gmail.com.

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L’amore ha bisogno di spazio 2.0

«Riflettere insieme sulla costruzione di percorsi educativi condivisi di accompagnamento alle relazioni e alla sessualità, che possano offrire strumenti adeguati e rispettosi ai giovani adulti con sindrome di Down, che siano di supporto alle famiglie e realizzati in un’ottica di rete, coinvolgendo anche operatori e insegnanti»: è l’obiettivo del convegno L’amore ha bisogno di spazio 2.0″, promosso per domani, 20 settembre, a Rimini dal CoorDown

«L’amore e la sessualità, le relazioni hanno bisogno di spazio. E i giovani con disabilità intellettiva, in particolare, hanno bisogno di uno spazio con tempi lunghi, linguaggio semplice e molta fiducia. Hanno bisogno di potersi immaginare e progettarsi adulti in grado di avere una vita relazionale come tutte le altre persone intorno a loro. E la famiglia ha un ruolo cruciale nel trovare un equilibrio complesso tra la protezione, il supporto e la libertà di vivere la propria vita in autonomia. Un intreccio di desideri, paure, tabù e resistenze che caratterizza questo percorso delle persone con sindrome di Down, spesso così pieno di ostacoli e incertezze che in moltissimi casi resta incompiuto»: viene presentato così il convegno di domani, 20 settembre, a Rimini (Centro Congressi SGR), denominato L’amore ha bisogno di spazio 2.0, che vedrà il CoorDown (Coordinamento Nazionale delle Associazioni delle Persone con Sindrome di Down) tornare in Romagna, per una giornata di approfondimento, workshop e condivisione con esperti, genitori, psicologi, operatori e insegnanti e la partecipazione diretta e attiva di ragazze, ragazzi e adulti con sindrome di Down.

«L’obiettivo – spiegano dal CoorDown – è riflettere insieme sulla costruzione di percorsi educativi condivisi di accompagnamento alle relazioni e alla sessualità, che possano offrire strumenti adeguati e rispettosi ai giovani adulti con sindrome di Down, che siano di supporto alle famiglie e realizzati in un’ottica di rete, coinvolgendo anche operatori e insegnanti. Il convegno si colloca in continuità con la prima edizione del 2022 e, come allora, sarà la prima tappa di un programma formativo rivolto alle Associazioni aderenti al nostro Coordinamento, ma aperto anche ad altre Associazioni e realtà dai territori».

Nel corso della mattinata, dunque, il programma prevede le lezioni di Mario Paolini e di Angelo Lascioli, mentre nel pomeriggio si riprenderà con la presentazione del progetto L’amore ha bisogno di spazio 2.0 e la divisione in tre gruppi di lavoro per giovani adulti, famiglie, operatori e insegnanti, coordinati da Daniele Rossetti, Elisabetta Cimatti, Ivana Pili, Anna Pretolani, Sonia Mazzitelli e Antonella Falugiani. Chiuderà i lavori una sessione plenaria con i risultati della giornata.

«Torniamo a Rimini – sottolinea Antonella Falugiani, responsabilità del settore Sessualità del CoorDown – per mettere ancora una volta al centro un diritto e una necessità importanti per le persone con sindrome di Down. Il percorso affrontato finora è stato complesso e articolato, fatto di soddisfazioni, ma anche di tante difficoltà. Le famiglie hanno il compito più difficile da portare avanti: superare pregiudizi e tabù, trovare la forza di andare oltre le proprie paure, immaginando e riconoscendo adulto il proprio figlio anche se non corrisponde all’immagine stereotipata che si ha dell’età adulta. Per questo il nuovo progetto formativo vuole mettere al centro tutti i nodi più controversi che abbiamo imparato a conoscere nel confronto con i genitori. Creare fiducia significa infatti trovare strade comuni e dare supporto, fondamentale è la condivisione in gruppo delle difficoltà, che aiuta molto a non sentirsi soli e a non mollare». (S.B.)

A questo link è disponibile il programma completo del convegno di Rimini. Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@coordown.it.

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Studenti con disabilità: perché quei tagli della Provincia di Savona non hanno alcuna base legale

«Tagliando i finanziamenti – denuncia l’insegnante Luca Malvicini – la Provincia di Savona non permette di fatto il rispetto dei PEI (Piani Educativi Individualizzati) degli studenti con disabilità, sottoscritti da operatori sociosanitari, docenti e famiglie nelle scuole superiori». «Quei tagli – comenta Salvatore Nocera – riflettono purtroppo una triste vicenda che si ripete monotonamente ogni anno in molte parti d’Italia, ma che non ha alcuna base legale» 

Scrivo a nome di molti genitori che in questi giorni si sono rivolti al sottoscritto e ad altre Associazioni, operanti localmente [Provincia di Savona] da anni nel settore dell’inclusione e della partecipazione alla cittadinanza attiva da parte di persone con disabilità.
Come una doccia fredda, nel caldo mese di agosto, le scuole hanno ricevuto perentoria comunicazione di taglio dei fondi che sarebbero serviti per redigere i contratti degli educatori che da anni operano encomiabilmente, con grande empatia e professionalità, nelle classi frequentate da ragazze e ragazzi tra i 14 e i 20 anni che (moltissime volte purtroppo solamente) nell’ambiente scolastico trovano quotidianamente spunti di crescita, arricchimento personale e culturale, occasioni di scambio comunicazionale e relazionale con i coetanei.
In sostanza la Provincia di Savona ha perentoriamente e unilateralmente tagliato i fondi per il diritto allo studio degli allievi certificati come da Legge 104/92 in stato di gravità (articolo 3, comma 3), frequentanti gli Istituti Secondari di Secondo Grado, non permettendo di fatto – come invece era sempre avvenuto negli anni precedenti – il rispetto dei PEI (Piani Educativi Individualizzati) sottoscritti da operatori sociosanitari, docenti e famiglie.
I Dirigenti scolastici del territorio provinciale, evidenziando la gravità della situazione, hanno immediatamente scritto chiedendo un incontro urgente con i funzionari, l’Assessore preposto e il Presidente della Provincia, ma ad oggi, dopo quasi tre settimane, non hanno avuto alcuna risposta.
La scuola è iniziata e purtroppo aleggia il timore di orario ridotto di frequenza: come sempre vengono penalizzati i più deboli e bisognosi.
Sicuramente non subiremo questa scellerata scelta e invitiamo tutti quanti a porre urgente rimedio a questa gravissima ingiustizia.
Gli insegnanti di sostegno dei diversi Istituti Superiori, esprimendo la propria vicinanza sia alle famiglie degli allievi, sia a quelle degli educatori che fino all’anno scolastico scorso hanno operato nelle classi e che ad oggi non hanno certezza di occupazione, si dicono pronti a testimoniare perché la situazione ritorni almeno come negli anni precedenti, anche con una lezione pubblica da svolgersi nell’atrio della sede provinciale.
Luca Malvicini – Docente di ruolo a tempo indeterminato. Professore dei corsi di specializzazione per insegnanti di sostegno all’Università di Genova.

Diamo spazio qui di seguito al commento di Salvatore Nocera, presidente del Comitato dei Garanti della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie)

Il taglio dei finanziamenti operato dalla Provincia di Savona per l’assistenza, l’autonomia e la comunicazione degli studenti e delle studentesse con disabilità frequentanti le scuole superiori, e la conseguente riduzione arbitraria del numero di ore di assistenza indicate nel PEI (Piano Educativo Individualizzato) per ogni studente è purtroppo una triste vicenda che si ripete monotonamente ogni anno, ma che non ha alcuna base legale. Infatti, già la Sentenza 275/16 della Corte Costituzionale ha stabilito che gli Enti Locali non possono addurre la motivazione dei vincoli di bilancio per ridurre il numero delle ore di assistenza indicate nel PEI.
A tale Sentenza ha fatto seguito anche quella del Consiglio di Stato 2023/17 con la quale si è stabilito che nessuno può ridurre il numero delle ore di sostegno indicato nel PEI (e il principio vale pure per gli assistenti per l’autonomia e la comunicazione come vedremo più oltre); ciò perché i componenti il Gruppo di Lavoro (GLO) che formula il PEI sono i soli che conoscono veramente i bisogni degli studenti con disabilità.
In conseguenza di questi princìpi sanciti dalle Supreme Magistrature, anche i giudici ordinari hanno ormai consolidato una giurisprudenza costante. Si vedano da ultimo l’Ordinanza del Tribunale di Catanzaro 517/25 del 18 febbraio 2025 (se ne legga nel sito dell’Associazione AIPD a questo link, alla quale ha fatto seguito l’Ordinanza 2799/25 del 2 aprile 2025, prodotta dal Tribunale di Marsala (se ne legga a questo link sempre nel sito dell’AIPD).
Un “incidente di percorso”, invero, si era verificato, proprio riguardo agli assistenti per l’autonomia e la comunicazione, con la Sentenza del Consiglio di Stato 7089/24 del 27 agosto 2024 (III Sezione), nella quale si era sostenuto che, a differenza del diritto al numero di ore di sostegno, intangibili perché diritto costituzionalmente garantito, il numero delle ore di assistenza per l’autonomia e la comunicazione sarebbe dovuto essere rimesso alle disponibilità finanziarie, di bilancio, degli Enti Locali e quindi alla loro discrezionalità; con ciò veniva pertanto negato il diritto costituzionale all’assistenza. Fortunatamente, a rimettere in ordine le cose ha provveduto lo stesso Consiglio di Stato pochi mesi dopo, con la Sentenza 9323/24 del 20 novembre 2024 (VII Sezione), che richiamando espressamente la precedente Sentenza della III Sezione e contrastandola, ha precisato che anche il diritto all’assistenza scolastica per l’autonomia e la comunicazione è un diritto costituzionalmente garantito. Pertanto gli Enti Locali, pur avendo ricevuto dallo Stato o dalle Regioni fondi a ciò destinati in quantità insufficiente, debbono attingere ad altre voci di bilancio, fatte salve le spese dichiarate obbligatorie per legge.
Sulla base di quanto detto, pertanto, le famiglie degli alunni e delle alunne con disabilità frequentanti le scuole superiori della provincia di Savona potrebbero riunirsi in gruppetti omogenei e proporre dei ricorsi collettivi, che costano molto meno di quelli individuali, ricorsi che certamente avranno esito positivo.
Con i migliori auguri per le famiglie degli studenti e delle studentesse con disabilità della Provincia di Savona.
Salvatore Nocera – Presidente del Comitato dei Garanti della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie)

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Per un accesso più efficace e tempestivo agli ausili necessari per la mobilità personale

«Un’occasione importante perpromuovere soluzioni per garantire un accesso più efficace e tempestivo agli ausili necessari per la mobilità personale»: lo dicono dalla FISH, a proposito dell’imminente audizione della Federazione presso la Sottocommissione costituita nell’ambito della Commissione Nazionale per l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza e la promozione dell’appropriatezza nel Servizio Sanitario Nazionale

Il 22 settembre la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle persone con Disabilità e Famiglie) verrà audita presso la Sottocommissione costituita nell’ambito della Commissione Nazionale per l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza e la promozione dell’appropriatezza nel Servizio Sanitario Nazionale.
Per l’occasione la Federazione presenterà i risultati del questionario somministrato alla propria rete associativa, riguardante le criticità riscontrate dagli assistiti con disabilità grave e complessa in relazione alla fornitura dei dispositivi per la mobilità personale (articolo 30 bis della Legge 96/17).

A rappresentare la FISH saranno il consigliere Michele Adamo, segretario nazionale della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) e Giovanni Merlo, direttore della LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità), la componente lombarda della Federazione.
Come viene sottolineato in una nota, «l’audizione rappresenterà un’occasione importante per discutere i risultati della rilevazione e per promuovere soluzioni per garantire un accesso più efficace e tempestivo agli ausili necessari per la mobilità personale». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@fishets.it.

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Vent’anni per la “Maratoluna” in Friuli Venezia Giulia

La “Maratoluna”, camminata non competitiva che unisce la comunità di San Giovanni di Casarsa della Delizia (Pordenone), celebrerà il 21 settembre un traguardo importante, vivendo la ventesima edizione, dedicata al miele e al ricordo di Gino Cristante, persona molto vicina all’Impresa Sociale Laluna, recentemente scomparso. È infatti la stessa Laluna, insieme all’organizzazione di volontariato Oltrelaluna, a promuovere da sempre quella che è ben più di una semplice passeggiata

La Maratoluna, camminata non competitiva che da vent’anni unisce la comunità di San Giovanni di Casarsa della Delizia (Pordenone), celebrerà il 21 settembre un traguardo importante, vivendo appunto la ventesima edizione, edizione speciale dell’iniziativa dedicata al miele e al ricordo di Gino Cristante, persona molto vicina all’Impresa Sociale Laluna, recentemente scomparso. È infatti la stessa Laluna, insieme all’organizzazione di volontariato Oltrelaluna, a promuovere quella che è più di una semplice passeggiata, caratterizzandosi anche come un momento di festa, un’occasione per stare insieme e riscoprire il territorio in modo sano, divertente e inclusivo.

La camminata, che si snoderà su un percorso di 6 chilometri e mezzo, partirà alle 9.30 dalla sede di Laluna (Via Runcis, 59, San Giovanni di Casarsa della Delizia), sarà come sempre accessibile a tutti e tutte, articolandosi su un tragitto pensato per accogliere famiglie, bambini, persone con disabilità, anziani e sportivi, in un’atmosfera conviviale. Filo conduttore dell’evento, come detto, il tema del miele, per celebrare la natura e il lavoro prezioso di salvaguardia delle api.
L’evento si avvarrà del patrocinio del Comune di Casarsa della Delizia e della collaborazione dell’Associazione Culturale L’Arte della Musica, nell’àmbito della rassegna Note Sconfinate, realizzata con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Michela Sovrano (michela.sovrano@gmail.com).

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Come “toccare un goal”!

«Grazie al dispositivo “Touch2See” – racconta Rosselle Boette, persona con disabilità visiva – ho potuto letteralmente “assistere” alla partita di calcio Cagliari-Parma ed è stata un’esperienza fantastica, accessibile a trecentosessanta gradi, da rifare assolutamente!» Il dispositivo “Touch2See”, sorta di piattaforma che simula un campo di calcio

Grazie all’UICI di Sassari (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), il 13 settembre scorso chi scrive, persona con disabilità visiva, ha potuto assistere alla partita di calcio Cagliari-Parma, ed è stata un’esperienza a dir poco fantastica!
Per seguire al meglio la partita, il personale tecnico ci ha dato un dispositivo che io trovo non solo utilissimo, ma anche interattivo. Si chiama Touch2See ed è una sorta di piattaforma che simula il campo da calcio. Su di essa infatti, oltre ad essere segnate le porte delle squadre, è presente anche la palla che, tramite un meccanismo magnetico, simula perfettamente il movimento del pallone sul vero campo, permettendo di seguirne gli spostamenti con le mani.
Pura rivoluzione, se pensiamo ai nati ciechi che non hanno idea di come sia fatto un campo da calcio!
Oltre a queste caratteristiche, il dispositivo vibra molto forte quando qualcuno segna un goal e meno forte quando ad esempio la palla va fuori campo. Ma non finisce qui, infatti a questo oggetto è possibile collegare gli auricolari, in modo tale da sentire la cronaca in diretta e avere un’esperienza completa della partita.
Ovviamente, non meno importante è stato tutto il resto, sentire gli ultras, le grida di incoraggiamento per la squadra del cuore, le persone in tumulto quando veniva segnato un goal, ma anche qualche iscallonisi [“non rompere…”] che non guasta mai…
È stato qualcosa di magico e accessibile a trecentosessanta gradi, da rifare assolutamente!

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Buon compleanno alla Girobussola, impegnata a Bologna per le persone con disabilità visiva

Compie 12 anni La Girobussola, Associazione bolognese impegnata dal 2013 nel campo dell’accessibilità per persone con disabilità visiva, un traguardo da festeggiare degnamente, come avverrà nel pomeriggio di domani, 20 settembre, con una grande festa tutta all’insegna dell’inclusione e dell’accessibilità

È già un bel traguardo compiere 12 anni, per La Girobussola, Associazione bolognese impegnata dal 2013 nel campo dell’accessibilità per persone con disabilità visiva, un traguardo da festeggiare degnamente, come avverrà nel pomeriggio di domani, 20 settembre, con una grande festa tutta all’insegna dell’inclusione e dell’accessibilità.

L’appuntamento, dunque, è dalle 16 a Fondo Comini (Via Aristotile Fioravanti, 68), nel cuore del popolare quartiere della Bolognina, con musica dal vivo, laboratori multisensoriali, giochi, buon cibo e tante sorprese. «Un’occasione per celebrare il nostro percorso insieme a tutte le persone che l’hanno reso possibile – dicono dalla Girobussole -, con una gran festa aperta a tutte e tutti!».

L’ingresso all’evento sarà libero e gratuito, mentre tutte le attività proposte saranno ad offerta libera e consapevole, con i fondi raccolti durante la giornata che sosterranno le future attività dell’Associazione promotrice. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: info@lagirobussola.com.

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Disabilità e trasporto aereo : un viaggio senza problemi è ancora un’eccezione

Disabilità e trasporto aereo in Europa: un viaggio senza problemi è ancora un’eccezione

 

Diamo ben volentieri spazio, qui di seguito, alla nostra traduzione della prefazione di Yannis Vardakastanis, presidente dell’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, al prossimo Rapporto sui Diritti Umani Rights delayed: Air travel for passengers with disabilities (letteralmente “Diritti in ritardo: Viaggi aerei per passeggeri con disabilità”), che l’EDF stesso pubblicherà nel prossimo mese di novembre.

 

Il principio della libera circolazione è stato uno dei più grandi traguardi raggiunti dall’Unione Europea. Purtroppo, non tutti possono studiare, lavorare, viaggiare o vivere in un altro Paese dell’Unione: la mancanza di accessibilità, infatti, soprattutto nei trasporti, rappresenta un grave ostacolo alla libertà di movimento di 100 milioni di persone con disabilità in Europa.

Il trasporto, però, non è un lusso di cui possiamo fare a meno: è un servizio fondamentale che ci rende membri attivi della società e determina il nostro accesso ai diritti più elementari, tra cui l’istruzione e il lavoro.

Con il proprio quadro normativo sui diritti dei passeggeri, l’Unione Europea ha adottato misure importanti per garantire il nostro diritto al trasporto e tuttavia, si può fare molto di più, soprattutto per quanto riguarda il trasporto aereo. In tale settore, infatti, nonostante l’esistenza di una legislazione europea ben definita, siamo ancora discriminati da aerei e aeroporti inaccessibili, norme di sicurezza poco chiare, mancato riconoscimento dei nostri cani da assistenza, risarcimenti limitati per carrozzine danneggiate o assistenza inadeguata.

Ci auguriamo dunque che il nostro prossimo Rapporto sui Diritti Umani dedicato a tale tema fornisca prove per migliorare le norme esistenti e, soprattutto, sensibilizzi sui numerosi ostacoli che continuano a escluderci.

Va ricordato che la mancanza di sistemi di trasporto accessibili ci obbliga a notificare in anticipo ogni volta che desideriamo viaggiare, a contattare a lungo le compagnie di trasporto per viaggiare con i nostri ausili per la mobilità e i cani da assistenza, a pianificare attentamente ogni fase dell’itinerario e a sostenere costi più elevati. La maggior parte dei passeggeri, invece, ha la certezza che, a meno che non si verifichi un evento eccezionale, completerà il viaggio senza problemi, mentre le persone con disabilità sanno che completare il viaggio senza problemi può essere un’eccezione.

A partire quindi dal nostro prossimo Rapporto, speriamo di poter aprire la strada a un’esperienza di viaggio più inclusiva e accessibile e come recita il nostro motto, Niente su di Noi senza di Noi, il movimento per la disabilità è pronto a supportare le autorità pubbliche, gli aeroporti e le compagnie aeree in questo processo.

*Presidente dell’EDF (European Disability Forum).

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Prevenzione delle malattie respiratorie nel Modenese, perché il respiro è vita!

Tornerà il 20 settembre a Pavullo nel Frignano (Modena), la “Giornata Nazionale del Respiro”, iniziativa promossa a livello nazionale dall’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri e per il secondo anno vi sarà celebrata dal personale sanitario di Villa Pineta Gruppo KOS, allo scopo di sensibilizzare e informare la cittadinanza sulle malattie respiratorie, tramite screening gratuiti, consulti e altre iniziative

Tornerà il 20 settembre a Pavullo nel Frignano (Modena), la Giornata Nazionale del Respiro, iniziativa promossa a livello nazionale dall’AIPO (Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri) e per il secondo anno celebrata dal personale sanitario di Villa Pineta Gruppo KOS allo scopo di sensibilizzare e informare la cittadinanza sulle malattie respiratorie. A tal proposito, nella mattinata di quel giorno (ore 9-13) verranno effettuati gratuitamente numerosi screening per la prevenzione delle malattie respiratorie, nella Piazza della Chiesa di San Bartolomeo, dove appunto il personale specializzato di Villa Pineta di Gaiato, con medici specialisti e fisioterapisti, sarà a disposizione per effettuare spirometrie, ma anche saturazione dell’ossigeno e frequenza cardiaca. Sarà inoltre possibile avere dei consulti sulle patologie dell’apparato respiratorio.

«Si tratta di una giornata – spiegano i promotori dell’iniziativa – che diventa ancora più simbolica in un territorio come l’Emilia Romagna, e Modena in particolare, in cui l’inquinamento ambientale presenta un livello elevato, con possibili conseguenze negative per la salute delle persone, soprattutto per le fasce più fragili, quali bambini e anziani».
«I tre fattori importanti alla base del peggioramento del respiro anche nella provincia di Modena – sottolinea Gianfranco Beghi, medico pneumologo e direttore di struttura di Villa Pineta – sono l’inquinamento, l’attività lavorativa e il fumo. In età pediatrica, invece, è l’ambiente domestico che influisce sullo sviluppo polmonare e chiaramente l’inquinamento; non ultimo le mamme e i papà che fumano durante la gravidanza».

In occasione della Giornata Nazionale, altresì, l’équipe medica multidisciplinare di Villa Pineta illustrerà anche la possibilità dei percorsi di teleriabilitazione, servizio che consente al paziente di proseguire il percorso riabilitativo da casa sotto il monitoraggio dei fisioterapisti specializzati. È questo un modello di cura avviato sin dall’inizio di quest’anno, che ha reso le cure accessibili a tutti garantendo la continuità terapeutica. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: d.annolino@adcommunications.it (Deborah Annolino).

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Uno spazio nelle scuole dedicato all’ascolto

«Mi piacerebbe sapere l’opinione del Ministro dell’Istruzione e del Merito – scrive Luca Faccio – sull’idea di considerare l’introduzione, in tutti i programmi scolastici, di uno spazio dedicato all’ascolto, di almeno due ore a settimana, dove gli studenti, partendo magari dai fatti dell’attualità e della cronaca, potessero confrontarsi tra loro ed esprimere i propri pensieri, imparando così ad ascoltarsi»

Vorrei rivolgermi direttamente al ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara, per chiedere di considerare l’introduzione, in tutti i programmi scolastici, di uno spazio dedicato all’ascolto, di almeno due ore a settimana, dove gli studenti, partendo magari dai fatti dell’attualità e della cronaca, possano confrontarsi tra loro ed esprimere i propri pensieri, imparando così ad ascoltarsi. Poi, guidati dal personale docente, con estrema dolcezza e comprensione, approdare a un percorso introspettivo che li porti a riconoscere le proprie emozioni e successivamente ad esprimerle. Credo infatti che questo tipo di percorso possa ridurre atteggiamenti aggressivi presenti sempre più spesso nelle relazioni fra gli adolescenti e non solo.
Se i giovani imparassero ad ascoltarsi, ad esempio, incontrando un compagno con disabilità o una persona portata all’introversione, con tutta probabilità non lo deriderebbero, né lo bullizzerebbero, ma si avvicinerebbero con dolcezza, aiutandosi vicendevolmente, senza sentirsi diversi l’uno rispetto all’altro, facendolo diventare così uno splendido momento di ricchezza per tutti.
Apparentemente questa mia idea potrebbe sembrare sottrarre del tempo prezioso all’acquisizione dei programmi scolastici, ma credo sia indispensabile che la scuola, insieme alle famiglie e ad altre strutture educative, debba dare spazio ai bisogni ulteriori dei giovani, perché se una persona è serena, anche l’acquisizione delle materie di studio può diventare più piacevole e meno complessa.
Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensa il Ministro e se questa mia proposta potrebbe essere realmente applicata.

*Blogger, persona con disabilità.

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La nona edizione di “Accarezza l’Arte”, per “leggere” le opere con le mani

È un’iniziativa che Superando segue sin dagli esordi “Accarezza l’Arte”, mostra tattile con sculture e opere da toccare, che da domani, 19 settembre, fino al 27 del mese, vivrà la nona edizione nel cortile e loggiato di Palazzo Vaj a Prato, promossa come sempre dall’Associazione Arcantarte, impegnata da anni in attività culturali, artistiche, ambientali, educative e del tempo libero, con particolare attenzione alla sostenibilità e all’inclusione

È un’iniziativa che il nostro giornale segue sin dagli esordi Accarezza l’Arte, mostra tattile con sculture e opere da toccare nel cortile e loggiato di Palazzo Vaj a Prato, di cui domani, 19 settembre (ore 18), si inaugurerà la nona edizione, il tutto promosso da Arcantarte (in collaborazione con l’Associazione Industraiele e Commerciale dell’Arte della Lana), Associazione di Promozione Sociale che da anni opera per favorire un processo comunicativo di crescita e relazione, tramite attività culturali, artistiche, ambientali, educative e del tempo libero con particolare attenzione alla sostenibilità e all’inclusione.
«La mostra – spiegano da Arcantarte – è un approccio all’esplorazione tattile, forma di conoscenza che si attua “leggendo” le opere d’arte con le mani, un percorso percettivo-sensoriale pensato espressamente per le persone con disabilità visiva, ma utile a tutti, in quanto coinvolge, oltre alla vista, anche gli altri sensi. In tal senso, la scultura è l’espressione artistica che più di tutte beneficia del contatto fisico, se è vero che un’opera tridimensionale non è solo piacevole alla vista, ma anche al tatto, poiché l’uso della materia e il modo in cui l’artista la tratta, la leviga e la arrotonda permette alla mano e alle dita di scivolare piacevolmente su di essa, percorrendone le forme e traendone quel godimento che si prova nell’atto di accarezzare».

Fino al 27 settembre, dunque, saranno presenti le opere di Giovanna Bellanca, Italo Bolano, Raffaele Campanale, Roberto Ceccherini, Giuliano Ciardi, Angela Ciccarello, Mattia Crisci, Martina Fontana, Franco Mauro Franchi, Marta Gelsumini, Alessandro Gonfiantini, Claudio Maddaleno, Antonella Nannicini, Lucia Pretto, Riccardo Puggelli, Emi Scatena e Giacomo Vannucchi.
Durante tutto il periodo dell’esposizione, inoltre, saranno proposte visite tattili guidate gratuite a cura di Arcantarte (con prenotazione obbligatoria, scrivendo a arcantarteaps@gmail.com).
E ancora, sono in programma anche due eventi speciali, a ingresso libero, nella mattinata del 20 settembre (ore 10), con la proposta di un’esperienza inclusiva e multisensoriale che unirà la mostra tattile a un reading con interprete LIS e musica. Per l’occasione, la novella per tutti Dumbo il polpo sarà letta dall’autrice Carla Vinci, con commento musicale di Andrew Serafini e traduzione in LIS di Dania Nardi (a seguire visita guidata alla mostra tattile anche in Lingua dei Segni).
Nel pomeriggio del 24 settembre, infine (ore 18), in collaborazione con la Fondazione Opera Santa Rita, Arcantarte presenterà il video Franco Mauro Franchi, Maestro d’Arte e di Vita (a questo link è disponibile un approfondimento su Franco Mauro Franchi).

Da ricordare in conclusione che l’iniziativa si avvale del patrocinio e del contributo del Comune di Prato, nonché del patrocinio dell’UICI di Prato (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), dell’ENS di Prato (Ente Nazionale Sordi), di altri Enti della città toscana (Palazzo delle Professioni, Fondazione Pin Polo Universitario di Prato, Ordine degli Architetti), della Monash University, di Disability Pride Toscana e dell’Associazione MAC (Musei a Colazione). (S.B.)

Per ulteriori informazioni: arcantarteaps@gmail.com.

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Un mare sicuro e accessibile: se ne parlerà al Salone Nautico di Genova

I Timonieri Sbandati, Associazione che porta la vela oltre ogni barriera, la SICS (Scuola Italiana Cani da Salvataggio), eccellenza nel soccorso in acqua e Osculati, azienda leader nel settore della nautica, uniranno le forze il 21 settembre, nell’àmbito del Salone Nautico di Genova, per presentare l’evento “Un Mare per Tutti”, iniziativa voluta per sensibilizzare sull’importanza della sicurezza in mare e dell’accessibilità per tutte e tutti Una simpatica foto di gruppo dei Timonieri Sbandati

I Timonieri Sbandati, Associazione che porta la vela oltre ogni barriera, la SICS (Scuola Italiana Cani da Salvataggio), eccellenza nel soccorso in acqua e Osculati, azienda leader nel settore della nautica, da sempre al fianco di chi vive il mare, uniranno le forze il 21 settembre, al Teatro del Mare di Genova, nell’àmbito del Salone Nautico del capoluogo ligure, per presentare l’evento Un Mare per Tutti, iniziativa voluta per sensibilizzare sull’importanza della sicurezza in mare e dell’accessibilità per tutte e tutti.
Durante l’incontro (ore 15-16), verrà proiettato il video integrale di un’esercitazione realizzata nelle acque di Viareggio, dove i cani della SICS e i velisti con disabilità dei Timonieri Sbandati hanno collaborato in simulazioni di recupero di “uomo a mare”, utilizzando dispositivi di sicurezza forniti da Osculati, prove che hanno permesso non solo di testare sul campo le dotazioni di sicurezza, ma anche di dimostrare che il mare può e deve essere accessibile a tutti. (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento. Per altre informazioni: info@itimonierisbandati.it.

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Un’importante iniziativa culturale per dare la spinta decisiva a un cinema accessibile a tutti e tutte

La proiezione accessibile in 14 sale italiane, dal 22 al 28 settembre, di un capolavoro del cinema italiano quale “La dolce vita” di Federico Fellini, in versione restaurata, per responsabilizzare operatori e pubblico sulla necessità di avere finalmente la produzione e la distribuzione di film italiani anche in versione accessibile: è la bella iniziativa promossa dall’Associazione +Cultura Accessibile, in partnership con l’ANICA, l’ANEC e la Cineteca Nazionale

È una proposta molto interessante, quella che arriva dall’Associazione +Cultura Accessibile, impegnata ormai da anni per ottenere contenuti filmici accessibili a tutti e tutte. Insieme infatti ai più importanti attori dell’industria cinematografica italiana, l’ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive Digitali), l’ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema) e la Cineteca Nazionale, oltreché con altri partner nazionali, +Cultura Accessibile ha organizzato una vera e propria tournée in 14 cinema italiani, dal 22 al 28 settembre, del capolavoro di Federico Fellini La dolce vita, uscito esattamente 65 anni fa, che vi verrà proiettato in versione digitalizzata, restaurata dalla Cineteca Nazionale e resa accessibile a tutti e tutte dai partecipanti alla decima edizione del corso per sottotitolatori e audiodescrittori (edizione 2025), promosso anch’esso da +Cultura Accessibile, di cui è partner da molti anni la stessa Cineteca Nazionale. Un corso che dalla prossima edizione aggiungerà tra i propri partner anche l’ANICA Academy.

«La formula che vogliamo venga diffusa capillarmente – spiegano da +Cultura Accessibile – è il film proiettato con sottotitoli facilitati sul digitale standardizzato (DGP-Digital Cinema Package) e con audiodescrizione scaricabile da una app specializzata e fruibile in sala su smartphone. Ma a chi sono rivolte le proiezioni accessibili? Alle categorie di persone in situazione di fragilità, comprendenti le persone con disabilità sensoriale e cognitiva, ma anche alle persone di lingua straniera che vogliono apprendere l’italiano (oltre il 75% del pubblico straniero, infatti, utilizza la sottotitolazione facilitata per apprendere una lingua), nonché alle persone anziane, a coloro che hanno deficit di attenzione e ad altre categorie ancora, coinvolgenti pure i più giovani. L’accessibilità ai contenuti filmici si può altresì connotare come uno strumento di Audience Development, ossia di quell’approccio strategico utilizzato dalle organizzazioni culturali per creare relazioni durature e significative con pubblici esistenti e potenziali, ampliando la loro accessibilità, comprensione e partecipazione attraverso la co-creazione e l’adozione di pratiche culturali più inclusive».

Va da sé, dunque, che questa iniziativa sia decisamente importante da un punto di vista culturale, ma non è il solo aspetto che la rende degna di nota, se è vero che essa intende anche stimolare distributori ed esercenti di cinema a promuovere una volta per tutte i film italiani anche nella versione accessibile. «Come si sa – sottolineano a tal proposito da +Cultura Accessibile – la produzione cinematografica che accede alla Tax Credit del Ministero ha l’obbligo di produrre e depositare la resa accessibile, come stabilito dalla Legge 220/16. Ma siccome sembra sempre mancare un ultimo passaggio per arrivare a questo risultato, bisogna continuare a insistere con azioni di sensibilizzazione che responsabilizzino sia gli operatori che il pubblico. In altri Paesi il traguardo è già stato raggiunto, ora tocca a noi!».

In conclusione non resta che ricordare il calendario delle proiezioni accessibili della Dolce Vita:
22 settembre:
° Cagliari, Cinema Greenwich d’essai, ore 20
° Genova, Sala Sivori, ore 18
° Matera, Cinema Piccolo, ore 18
° Napoli, Cinema Vittoria, ore 21
23 settembre:
° Barletta, Cinema Opera Omnia, ore 18
° Roma, Cinema Barberini, ore 19
° Venezia, Multisala Rossini, ore 20,15
24 settembre:
° Palermo, Cinema Rouge et Noir, ore 20.30
25 settembre:
° Bologna, Cinema Modernissimo, ore 17
26 settembre:
° Bari, Cinema ABC, ore 19.30
° Torino, Cinema Massimo, ore 20.30
28 settembre:
° Firenze, Cinema Astra, ore 15
° Milano, Anteo Palazzo del Cinema, ore 10
° San Teodoro (Sassari), MAST, Museo Archeologico San Teodoro, ore 20
(S.B.)

Per ulteriori informazioni: Daniela Trunfio (daniela.trunfio@fastwebnet.it).

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I corsi gratuiti di informatica di Orbolandia, rivolti a persone cieche e sordocieche

Anche per questa stagione 2025-2026 stanno per ripartire i corsi gratuiti online di informatica promossi dalla community Orbolandia, rivolti a persone con disabilità visiva, con una novità importante: oltre infatti ai consueti corsi individuali su iPhone e Mac, saranno attivati anche corsi specifici per l’uso delle barre Braille, con particolare attenzione alle persone sordocieche

Nell’ormai lontano 2014 si era presentata sulle nostre pagine come una «community di aiutoaiuto di Ciechi a misura di città. News, App e ausili tifloinformatici senza orpelli e gabelli». Via via negli anni, poi, Orbolandia.it, si è resa visibile soprattutto con i propri corsi gratuiti online di informatica, rivolti a persone con disabilità visiva.
Anche per questa stagione 2025-2026, dunque, sta per ripartire quella bella iniziativa, con una novità importante: oltre infatti ai consueti corsi individuali su iPhone e Mac, saranno attivati anche corsi specifici per l’uso delle barre Braille, con particolare attenzione alle persone sordocieche.
Le lezioni si terranno online tramite Microsoft Teams, con avvio il 6 ottobre prossimo per il primo gruppo, il 12 gennaio 2026 per il secondo, e un terzo ciclo di ripasso previsto per il mese di maggio del prossimo anno.
Come detto, i corsi sono gratuiti, richiedendo solo una donazione simbolica alla Lega del Filo d’Oro. (S.B.)

Le iscrizioni ai corsi di Orbolandia.it sono aperte fino ad esaurimento posti. Per partecipare fare riferimento a questo link. Per informazioni: orbolandia@orbolandia.it.

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Tutto dedicato allo sport l’Open Day dell’Istituto Montecatone di Imola

Sarà tutto dedicato allo sport lo speciale Open Day del 20 settembre dell’Istituto Riabilitativo Montecatone, la nota struttura di Imola (Bologna) impegnata nella riabilitazione di persone mielolese o con grave cerebrolesione acquisita, con illustri ospiti del mondo paralimpico e non solo, tra i quali anche il recente campione mondiale di nuoto, l’imolese Simone Cerasuolo Giuseppe “Pippo” Galliano, campione di padel in carrozzina, impegnato in un tour nelle Unità Spinali italiane

Sarà tutto dedicato allo sport lo speciale Open Day del 20 settembre dell’Istituto Riabilitativo Montecatone, la nota struttura di Imola (Bologna) impegnata nella riabilitazione di persone mielolese o con grave cerebrolesione acquisita. La giornata, infatti, inizierà al mattino al Palace Sport Center di Imola (Via Gronchi, 9, ore 10.-15-12), dove assieme ad alcuni pazienti di Montecatone, vi saranno vari campioni del padel in carrozzina, tra cui anche Giuseppe “Pippo” Galliano, referente dell’Associazione Para Padel Project, impegnato in un tour nelle Unità Spinali italiane.
Lo stesso Galliano sarà poi protagonista nel pomeriggio di una testimonianza nel Parco dell’Istituto di Montecatone, dove dalle 13 alle 17 vi sarà la seconda parte dell’Open Day. Assieme a lui Davide Cortini e Omar Bortolacelli, entrambi ex pazienti dell’Istituto, che racconteranno le loro esperienze di rinascita attraverso lo sport.
Cortini è campione di handbike della Nazionale Azzurra di Paraciclismo, fresco di medaglia di bronzo ai recenti Campionati Mondiali in Belgio, mentre Bortolacelli è uno sportivo che annovera diversi interessi, tra handbike, motociclismo e maratona, non disdegnando le sfide impossibili, come quella che nel 2021 lo vide salire al Santuario della Madonna di San Luca a Bologna utilizzando un esoscheletro.

Ospite d’eccezione della giornata sarà il campione del mondo di nuoto Simone Cerasuolo, atleta dell’Imolanuoto che ha conquistato l’oro nei 50 rana ai recenti Campionati Mondiali di Singapore, accompagnato dal presidente della sua Società Mirko Piancastelli, dall’allenatore Cesare Casella e dai compagni di squadra Michele Busa, Alessandro Pinzuti, Arianna Castiglioni e Alessia Polieri.

Per tutto il pomeriggio, infine, musica dal vivo con il duo Loris Ceroni e Antonella Nuti, tornei di bocce e tennis tavolo e dimostrazioni di pet therapy con le volontarie dell’Associazione Chiaramilla. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: segreteriadirezione@montecatone.com.

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Bambini e bambine con malattia rara e disabilità: dalla diagnosi all’assistenza

Aumentare le conoscenze e le competenze sulle malattie rare e rafforzare il legame con i pediatri del territorio su tale tema: è l’obiettivo promosso dalla Fondazione Lega del Filo d’Oro, insieme alla Clinica Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria e dell’Università Politecnica delle Marche, con il congresso “Il bambino con malattia rara e disabilità, dalla diagnosi all’assistenza”, di cui il 20 settembre vi sarà la quarta edizione a Osimo (Ancona) Una bimba con malattia rara seguita dalla Lega del Filo d’Oro

«I bambini/bambine con malattia rara e le loro famiglie fronteggiano ogni giorno sfide durissime: a causa infatti delle difficoltà nel raggiungimento di una diagnosi certa e nell’individuazione di cure risolutive, avere a che fare con una patologia rara può generare in chi ne è colpito e nei suoi familiari una forte insicurezza. Per questo, è fondamentale aumentare le conoscenze e le competenze in questo settore e rafforzare il legame con i pediatri del territorio, per orientare correttamente il percorso diagnostico e assistenziale del neonato/bambino con malattia rara».
È con questo obiettivo che viene promosso dalla Fondazione Lega del Filo d’Oro, insieme alla Clinica Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria e dell’Università Politecnica delle Marche, il congresso Il bambino con malattia rara e disabilità, dalla diagnosi all’assistenza, iniziativa che il 20 settembre, alla luce dell’interesse suscitato negli anni scorsi, giungerà alla sua quarta edizione.
Questa volta l’attenzione sarà dedicata in particolare alle malattie rare che possono dare origine a patologie renali.
L’appuntamento, dunque, è, come detto, per la giornata del 20 settembre presso il Centro Nazionale della Lega del Filo d’Oro a Osimo, in provincia di Ancona (Via Linguetta, 3) e si rivolgerà non solo ai pediatri del territorio marchigiano, ma anche a tutte le figure professionali coinvolte nella diagnosi e nella cura dei pazienti pediatrici affetti da malattie rare e delle loro famiglie. (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento. Per altre informazioni: v.matteucci@inc-comunicazione.it (Virginia Matteucci).

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È discriminazione non assicurare il sostegno scolastico ad alunni e alunne con disabilità!

Un Tribunale stabilisce che non rispettare quanto scritto nel PEI (Piano Educativo Individualizzato) di un ragazzo con disabilità è discriminazione, ma la scuola ne ignora il provvedimento: una situazione, questa, che consente all’Associazione AIPD di fare il punto sull’inizio dell’anno scolastico per gli alunni e le alunne con disabilità, ponendo anche tre precise richieste a coloro che a tutti i livelli sono chiamati a realizzare concretamente l’inclusione scolastica

«Quel provvedimento parla chiaro – scrivono dall’AIPD Nazionale (Associazione Italiana Persone con Sindrome di Down) e ordina a parte convenuta [la scuola, N.d.R.] la cessazione della condotta di discriminazione attuata in via indiretta nei confronti di Mario (nome di fantasia), attribuendogli, entro l’inizio dell’anno scolastico corrente (15 settembre), un insegnante di sostegno, sostenendo le relative spese, per il monte orario indicato nel Piano Educativo Individualizzato. Ad oggi, tuttavia, non solo l’insegnante di sostegno non c’è, ma l’ultima parola rivolta dalla scuola alla famiglia è contenuta nella lettera trasmessa dalla dirigente della scuola dell’infanzia a cui il bambino è iscritto: “Il prossimo anno scolastico non ci sarà alcun docente di sostegno. Pertanto i genitori dovranno decidere la scuola che dovrà frequentare il proprio figlio che meglio ritengono soddisfacente”. Si tratta di un caso che, come ben sappiamo, non è purtroppo isolato e che ci è stato segnalato dal papà di un bambino con sindrome di Down, dopo mesi di dinieghi, umiliazioni e isolamento inflitti a mio figlio».

Il provvedimento cui si fa riferimento è stata prodotta il 3 settembre scorso dal Tribunale di Vallo della Lucania (Salerno) e il 10 settembre si è tenuto il GLO della scuola coinvolta (Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione) che però non ha tenuto conto in alcun modo dell’Ordinanza del Tribunale e ha quindi ignorato le disposizioni ricevute. «Ad oggi – riferisce il papà – non ho ricevuto alcuna risposta: finora, nessuno degli obblighi giudiziali è stato adempiuto».
«Non è così che avremmo voluto raccontare l’inizio del nuovo anno scolastico – sottolineano dall’AIPD -: questa storia è però il segno che l’attenzione debba rimanere alta e che tutti gli strumenti debbano essere messi in campo perché il diritto all’inclusione scolastica sia effettivamente garantito. Il nostro Paese, del resto, vanta in questo campo non solo una normativa all’avanguardia, ma anche Sentenze che accendono un faro, prima fra tutte, la Sentenza 265/16 della Corte Costituzionale, che svincola chiaramente l’inclusione scolastica dalle esigenze di bilancio e dalla disponibilità di risorse, una Sentenza che, insieme a tutte le altre Associazioni, avevamo definito come “storica”. Oggi, non meno significativa è quell’Ordinanza del Tribunale di Vallo della Lucania, che inquadra come «condotta di discriminazione in via indiretta» la mancata assegnazione dell’insegnante di sostegno. Una chiara indicazione per tutte le scuole – siano esse pubbliche o paritarie – che sono quindi obbligate ad assicurare il sostegno scolastico agli alunni e alle alunne con disabilità, pena l’accusa di condotta discriminatoria».

«Alla luce di quanto accaduto in quella scuola – commenta Gianfranco Salbini, presidente nazionale dell’AIPD e dei numerosi casi che ogni anno ci vengono segnalati, ricordiamo alle famiglie e alle istituzioni scolastiche che il diritto all’inclusione scolastica e quindi alle ore di sostegno previste nei PEI (Piano Educativo Individualizzato) è inalienabile e non vincolabile a esigenze organizzative o di bilancio. Purtroppo, tante famiglie devono ricorrere alle vie legali per vedersi riconosciuto questo diritto e in alcuni casi – come in quello di cui si parla – anche l’esito positivo del ricorso non sempre è sufficiente a garantire il risultato. Esprimiamo comunque soddisfazione per l’Ordinanza del Tribunale di Vallo della Lucania, che riafferma il diritto allo studio e all’inclusione come inalienabile, indicando la violazione di questo come condotta discriminatoria. Il nostro augurio a tutti i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze che sono tornati a scuola nei giorni scorsi è di trovare un ambiente accogliente, che sappia mettere in campo tutti gli strumenti e le risorse per valorizzare le loro capacità. Oggi, purtroppo, non possiamo ignorare un sentimento diffuso di scoraggiamento, di fronte a una realtà che è ancora lontana dall’ideale di una scuola davvero inclusiva, capace di accogliere tutti e tutte, senza eccezioni. Proprio per questo non possiamo smettere di crederci e di lottare: perché anche se quella scuola forse non arriverà domani, ogni passo avanti è un dovere nei confronti di chi la vive oggi».

Il nuovo anno scolastico, ricordano ancora dall’AIPD, si è aperto con alcune novità che hanno o potrebbero avere un impatto importante sugli studenti e le studentesse con disabilità. Innanzitutto, il divieto di utilizzo dei cellulari. «Per i ragazzi e le ragazze con sindrome di Down, in particolare, lo smartphone è uno strumento che facilita non solo l’attività didattica, ma anche la partecipazione sociale e l’autonomia personale. Non nascondiamo la nostra preoccupazione verso una regola che, se rigidamente applicata, potrebbe avere ricadute negative sui percorsi di questi studenti», commenta a tal proposito Salbini.
Bene invece la continuità del sostegno, che è stata assicurata dal Ministero, e che, aggiunge il Presidente dell’AIPD, «ci risulta stia già dando buoni frutti, permettendo a tanti studenti di ritrovarsi accanto la stessa figura di supporto dello scorso anno. Per quanto riguarda invece l’assistenza specialistica, continuiamo a ricevere segnalazioni di casi in cui l’ente locale ne eroga meno di quanta indicata nei PEI, facendosi forti della Sentenza prodotta dal Consiglio di Stato nell’agosto dello scorso anno, nonostante vari tribunali locali abbiano ribadito che le ore indicate nel PEI vanno erogate, a prescindere dalle esigenze di bilancio dell’ente».

A questo punto, quindi, vi sono tre precise richieste rivolte dall’AIPD a coloro che a tutti i livelli sono chiamati a realizzare concretamente l’inclusione scolastica: dal Ministero agli Uffici Scolastici Regionali, passando per dirigenti e insegnanti:
° Garantire sempre quanto previsto nel PEI, per quanto riguarda le ore di sostegno e dell’assistente educativo, fin dai primi giorni di scuola e per tutto l’anno scolastico.
° Assicurare agli studenti e alle studentesse con disabilità la possibilità di utilizzare i dispositivi digitali (inclusi i cellulari), per gli scopi concordati e previsti.
° Aumentare i contributi per il sostegno anche nelle scuole paritarie, in modo da realizzare una piena equiparazione degli alunni con disabilità nelle scuole di tutto il Paese, evitando alle famiglie l’onere di ricorsi giurisdizionali per ottenere la realizzazione di un diritto. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampaaipd@gmail.com.

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Le “Parole per capire” la violenza di genere contro le donne con disabilità

Il 22 settembre vi sarà a Grosseto “Parole per capire”, evento conclusivo del progetto “La violenza di genere contro le donne con disabilità”, promosso dall’Associazione Olympia de Gouges e finanziato dal Comune della città toscana. “Parole per capire” è anche la denominazione di un glossario minimo sulla violenza contro le donne con disabilità che verrà distribuito ai partecipanti e alle partecipanti Particolare di un ritratto della drammaturga e attivista Olympe de Gouges, alla quale si deve la “Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina” e che venne condannata a morte nel 1793 per le proprie idee. A lei si ispira l’Associazione grossetana Olympia de Gouges

Il 22 settembre prossimo si terrà Parole per capire, evento conclusivo del progetto La violenza di genere contro le donne con disabilità, promosso dall’Associazione Olympia de Gouges, e finanziato dal Comune di Grosseto. Parole per capire è anche la denominazione di un glossario minimo sulla violenza contro le donne con disabilità che verrà distribuito ai/alle partecipanti. Si tratta di un agile strumento elaborato dall’Associazione Olympia de Gouges per sensibilizzare la popolazione su questo importantissimo tema a partire da concetti quali la violenza, la doppia discriminazione, l’invisibilità, l’ascolto, la rete, la consapevolezza e i diritti (è disponibile a questo link).

L’incontro sarà ospitato, a partire dalle 15, presso l’Aula Magna della Biblioteca Comunale Chelliana di Grosseto (Via Mazzini,. 36). Sabrina Gaglianone, presidente dall’Associazione Olympia de Gouges, farà gli onori di casa, porgendo un saluto di benvenuto e introducendo i lavori, mentre il Comune ospitante sarà rappresentato da Carla Minacci, assessora con Delega al Sociale, alle Politiche della Casa e ai Rapporti con il Coeso.
A seguire la psicologa e psicoterapeuta Agnese Benedetti e chi scrive [Simona Lancioni], in qualità di responsabile del Centro Informare un’h, presenteranno il libro La voce a te dovuta. Donne con disabilità e violenza di genere (edizioni la meridiana, 2024, nona uscita della collana “i libri di accaParlante”, dedicata all’accessibilità culturale e realizzata in collaborazione con il Centro Documentazione Handicap-Cooperativa Accaparlante di Bologna), e dialogheranno con l’autrice, Valeria Alpi, giornalista, formatrice, viaggiatrice con disabilità. A questo link è possibile leggere una nostra presentazione dell’opera.
L’incontro si concluderà con gli interventi dei diversi partner del progetto.

Costituitasi nel 1998, l’Associazione Olympia de Gouges gestisce attualmente due Centri Antiviolenza (a Grosseto ed a Orbetello), quattro Punti di Ascolto (a Follonica, Amiata, Capalbio e Manciano), una Casa Rifugio a indirizzo segreto e una Casa di seconda accoglienza. Essa fa parte dell’Associazione Nazionale D.i.Re. (Donne in Rete contro la violenza) e di TOSCA, il Coordinamento Toscano dei Centri Antiviolenza.
Olympe de Gouges (1748-1793), la figura a cui si ispira l’Associazione, è stata una drammaturga e attivista francese che visse durante la Rivoluzione Francese. A lei si deve la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina (del 1791), che affermava l’uguaglianza politica e sociale tra uomini e donne. Per le sue idee venne condannata a morte sulla ghigliottina. La condanna venne eseguita a Parigi, il 3 novembre 1793. (Simona Lancioni)

Per ulteriori informazioni: segreteria@olympiadegouges.net.
Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti dovuti al diverso contenitore, per gentile concessione. Sui temi qui trattati suggeriamo anche la consultazione, sempre nel sito di Informare un’h, delle sezioni dedicata alla Violenza nei confronti delle donne con disabilità e a Donne con disabilità.

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Una Sentenza della Corte di Giustizia Europea a tutela di una caregiver che lavora

Una Sentenza della Corte di Giustizia Europea ha stabilito che le disposizioni antidiscriminatorie contenute nella Direttiva Europea sulla parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, si applichino anche al lavoratore o alla lavoratrice che, pur non essendo una persona con disabilità, si senta svantaggiato/a sul lavoro a causa del ruolo di caregiver di un figlio con disabilità. Vediamo di cosa si tratta esattamente Una caregiver insieme alla figlia con disabilità

Con la Sentenza C-34/24 (resa pubblica l’11 settembre scorso) la Corte di Giustizia Europea ha stabilito che le disposizioni antidiscriminatorie contenute nella Direttiva 2000/78/CE del Consiglio d’Europa del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, si appicchino anche al lavoratore o alla lavoratrice che, pur non essendo una persona con disabilità, si senta svantaggiato/a sul lavoro a causa del ruolo di caregiver di un figlio con disabilità. Costoro possono far valere in giudizio il principio del divieto di discriminazione indiretta fondata sulla disabilità, mentre il datore di lavoro di tale caregiver è tenuto ad adottare gli accomodamenti ragionevoli necessari alla conciliazione dell’attività di assistenza con quella lavorativa.

Nello specifico, la Corte di Giustizia Europea è stata chiamata a pronunciarsi sul caso di una madre caregiver che presta assistenza al figlio con grave disabilità (attualmente si direbbe “con necessità di sostegni molto elevati o intensivi”), la quale aveva accusato il proprio datore di lavoro di avere adottato un comportamento discriminatorio nei suoi confronti, rifiutandosi di accoglierne la richiesta di essere assegnata stabilmente a un turno fisso al mattino per lo svolgimento delle sue funzioni, al fine di consentirle di prestare al figlio l’assistenza e la parte essenziale delle cure di cui questi ha bisogno, e, contestualmente, di continuare a svolgere la propria attività lavorativa in condizioni di parità rispetto agli altri dipendenti.
In tale contesto, la Corte Suprema di Cassazione italiana ha chiesto alla Corte di Giustizia Europea, in particolare, se la Direttiva 2000/78/CE debba essere interpretata nel senso che una persona quale la madre ricorrente, che non è lei stessa una persona con disabilità, possa invocare in giudizio il principio del divieto di qualsiasi discriminazione indiretta sul luogo di lavoro fondata sulla disabilità. In caso affermativo, è stato chiesto che venga stabilito se il datore di lavoro del/lla caregiver sia tenuto ad adottare nei suoi confronti degli accomodamenti ragionevoli, ai sensi di tale Direttiva, al fine di porre rimedio alla situazione discriminatoria.

Come abbiamo visto, la Corte di Giustizia Europea ha accolto entrambe le istanze. Questo quanto stabilito nelle conclusioni:
«1) L’articolo 1 e l’articolo 2, paragrafo 1 e paragrafo 2, lettera b), della direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, devono essere interpretati nel senso che: un lavoratore che, pur non essendo egli stesso disabile, sostenga di essere vittima di un particolare svantaggio sul lavoro, a causa della disabilità del proprio figlio, al quale presta l’assistenza e la parte essenziale delle cure di cui egli ha bisogno, può far valere in giudizio il principio del divieto di qualsiasi discriminazione indiretta fondata sulla disabilità previsto da tali disposizioni. 2) L’articolo 5 della direttiva 2000/78 deve essere interpretato nel senso che: qualora un lavoratore che, pur non essendo egli stesso disabile, sia il “caregiver” del figlio disabile, il datore di lavoro di tale “caregiver” è tenuto ad adottare, a titolo delle “soluzioni ragionevoli” previste da tale articolo, provvedimenti appropriati, in particolare per quanto riguarda l’adattamento dei ritmi di lavoro e la modifica delle mansioni da svolgere, al fine di consentirgli, in funzione delle esigenze della situazione concreta, di prestare l’assistenza e la parte essenziale delle cure di cui il figlio ha bisogno, purché tali provvedimenti non richiedano a tale datore di lavoro un onere sproporzionato». (Simona Lancioni)

Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso, con minimi riadattamenti dovuti al diverso contenitore, insieme all’immagine utilizzata, per gentile concessione.

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Imparare a vedere per imparare a fotografare

Frutto dell’omonimo progetto ideato dall’Associazione bolognese Tempo e Diaframma, in collaborazione con l’Associazione GRD Bologna, che è consistito in un laboratorio accessibile e inclusivo, con il coinvolgimento di giovani con sindrome di Down e disturbo dello spettro autistico in un percorso progressivo di avvicinamento alla fotografia, sarà dal 19 al 21 settembre a Modena la mostra fotografica “Imparare a vedere per imparare a fotografare” Particolare di una foto di Francesca che farà parte della mostra di Modena

Sarà già visitabile il 19 settembre (ore 10-23), così come nei due giorni successivi (sabato 20, ore 10-23, domenica 21, ore 10-21), con l’inaugurazione ufficiale prevista per sabato 20 (ore 19), presso l’Acetaia Malpighi Off di Modena (Piazza Roma, 39/A), nell’àmbito del 25° “festivalfilosofiapaideia”, la mostra fotografica Imparare a vedere per imparare a fotografare, frutto dell’omonimo progetto ideato dall’Associazione Fotografica bolognese Tempo e Diaframma, a cura di Gabriele Fiolo e Cristina Ferri, avvalendosi della collaborazione dell’Associazione GRD Bologna (Genitori Ragazzi Down).

«Questo progetto – spiegano i promotori – è consistito in un laboratorio fotografico accessibile e inclusivo che ha coinvolto giovani con sindrome di Down e disturbo dello spettro autistico in un percorso progressivo di avvicinamento alla fotografia, con l’obiettivo di stimolarne l’osservazione, favorirne l’espressione personale e potenziarne l’autonomia comunicativa. Al centro vi è stato un principio semplice ma essenziale: prima della tecnica, la fotografia richiede uno sguardo consapevole. “Vedere davvero”, infatti, significa attenzione, ascolto e riflessione; la fotografia diventa così strumento di apprendimento, capace di affinare la percezione, stimolare il pensiero critico e offrire un’esperienza diretta del mondo».
«Il percorso partecipato – aggiungono – ha permesso dunque ad Alessandro, Dino, Francesca, Giulia B., Giulia P. e Luca di raccontare se stessi e il proprio punto di vista, dando vita a un progetto autentico che risponde al bisogno di espressione, riconoscimento e inclusione».

Durante la mostra di Modena sarà anche allestito un set fotografico professionale dove i giovani autori fotograferanno i visitatori, trasformando l’evento in un’occasione di incontro e condivisione.
Detto del ringraziamento speciale degli organizzatori a Barbara Guarienti Guidotti (product manager) e Sebastiano Forni (music producer), per la loro preziosa collaborazione al progetto, va ricordato in conclusione che la mostra è stata realizzata con il patrocinio dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna e dell’Ordine Regionale dei Giornalisti, in collaborazione con Happy Hand, New Voices Lions e con il sostegno di Acetaia Malpighi, Granarolo, Cleto Chiarli, Lions International Distretto 108 Tb e Distretto Leo, Sigem, Ottiche Creative e  Zonamista. (S.B.)

A questo link è disponibile un ulteriore approfondimento. Per ulteriori informazioni: info@tempoediaframma.it.

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