Festival delle Abilità: la libertà di esserci, senza differenze
Aggiorniamo Lettori e Lettrici sulle ultime giornate del Festival delle Abilità di Milano, manifestazione avviata il 13 settembre scorso, di cui il nostro giornale è anche quest’anno media partner e della quale abbiamo già ampiamente scritto nelle scorse settimane (a questo e a questo link).
C’è un momento dell’anno in cui la Biblioteca Chiesa Rossa di Milano smette di essere soltanto un luogo di studio e di libri, e diventa un palcoscenico di libertà, inclusione ed emozione condivisa.
È il momento del Festival delle Abilità, che nel prossimo weekend trasformerà il parco e gli spazi della Biblioteca in un intreccio di suoni, colori e storie, aperti a tutti e accessibili davvero.
In questo fine settimana, dunque, entrando si potrà vedere il parco “imbandito” di laboratori all’aperto che invitano a fermarsi, a sporcarsi le mani di argilla, a partecipare. Bambini e adulti giocare e creare fianco a fianco, mentre artisti e volontari guidano con naturalezza. Non ci sono spettatori passivi: ognuno diventa parte della scena.
Il Festival delle Abilità porta in Biblioteca mostre fotografiche, performance teatrali e concerti che parlano a tutti i sensi. Non solo musica da ascoltare, ma vibrazioni da sentire. Non solo parole, ma anche segni che danzano nell’aria grazie alla Lingua dei Segni Italiana. Ogni spettacolo è pensato per essere fruito in modi diversi, perché la bellezza non ha confini e la cultura non conosce ostacoli.
Il tema scelto quest’anno, La Libertà – Liberi di vivere come tutti, prende corpo in ogni gesto e in ogni sorriso. La libertà non è raccontata come un concetto astratto, ma come la possibilità concreta di sedersi in un prato, ascoltare una storia, dipingere un quadro o ballare con altri. È la libertà di esserci, senza differenze. E quindi, in questo fine settimana, la Biblioteca Chiesa Rossa non sarà solo un edificio che custodisce libri: diventerà un luogo che custodisce persone. Uno spazio che invita all’incontro, alla scoperta reciproca, alla gioia di sentirsi parte di qualcosa di più grande.
E quando le luci della sera si accendono tra gli alberi, mentre un concerto chiude la giornata, resta la sensazione che questo festival non sia soltanto un appuntamento annuale, ma una lezione permanente: la diversità è bellezza, e la cultura è davvero tale solo se appartiene a tutti e tutte.
Il 20 settembre, dopo i saluti istituzionali, le parole di Antonio Giuseppe Malafarina [già direttore responsabile di Superando, N.d.R.] prenderanno vita in una performance poetica e multisensoriale che intreccerà parole, musica e lingua dei segni. Una produzione di Fondazione Mantovani Castorina che promette grandi emozioni grazie alla voce di Vlad Scolari e alla musica e alle illustrazioni di Tizio Tiziano.
E sempre la poesia sarà protagonista nella performance diffusa Il menu della poesia, con attori e attrici che serviranno al pubblico poesie su richiesta…
Simone Fanti dialogherà con Giovanni Cupidi e Valentino Picone, attore e conduttore, nel talk Libertà è partecipazione, durante il quale si parlerà dell’importanza di rendere accessibili l’arte e la cultura. Perché, come è stato detto più volte, «essere liberi vuol dire anche poter accedere a un concerto, uno spettacolo, un festival, sia da spettatori che da artisti. L’accessibilità non è un favore, ma un diritto».
La serata inizierà con lo spettacolo Disabilmente Comico, scritto da Lello Marangio, che recita sul palco insieme a Lino Barbieri, raccontando con ironia il quotidiano di chi vive e si muove su una carrozzina. Si ride e si riflette. Un binomio che al Festival è diventato un must.
Domenica 21, poi, arriveranno il coro Mani bianche del Veneto, che unisce la voce e la Lingua dei Segni Italiana (LIS), coinvolgendo ragazzi dai 6 anni in su, celebrando l’inclusione attraverso la musica e la comunicazione visiva. Il tutto in collaborazione con l’Orchestra Giovanile Diego Valeri di Campolongo Maggiore (Venezia) e con il Coro Manos Blancas SONG – Scuola Arcadia. Ma vi sarà anche lo spettacolo teatrale di Sara Parziani Romanzo di un’anamnesi, che narra di come si vive e si cresce con una disabilità “invisibile”.
Sarà infine anche il giorno in cui al festival sarà ricordato Leonardo Cardo, con lo spettacolo Lo zio Leo, che narra la storia di un grande uomo di piccola statura e della sua vita da invisibile nella Milano frenetica. Attivista, scrittore e anima dal cuore grande, lo zio Leo era amato da tutti e tutte*.
Ma il Festival delle Abilità è tanto di più e il programma è fitto: ce n’è per tutti i gusti! (a questo link tutti gli eventi).
*Già firma anche di Superando, Leonardo Cardo, detto “Zio Leo”, è scomparso il 25 novembre 2024 a 66 anni. A questo link vi è il nostro ricordo, a firma di Stefania Delendati.
**Il presente servizio è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it», con il titolo “Liberi di vivere come tutti: l’esempio concreto del Festival delle Abilità”, e viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.
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