Due Progetti di Legge sull’inclusione scolastica e universitaria destinati a far discutere
Sono attualmente in discussione in Parlamento due Progetti di Legge riguardanti maggiori tutele per gli studenti con DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento), di cui non è stata molto diffusa la notizia e che invece incidono, a mio avviso, sulla preesistente normativa inclusiva, anche degli studenti con disabilità.
Il primo Progetto di Legge, presentato alla Camera con il n. 2303 sull’insegnante inclusivo (Introduzione della qualifica di “docente per l’inclusione”), sarebbe a mio avviso anche accettabile, essendo corrispondente ad una richiesta della stessa AID (Associazione Italiana Dislessia), se avesse tuttavia un adeguato finanziamento. La norma, però, prevede che dall’approvazione non derivino oneri per l’erario, è questo chiaramente significa che i docenti di sostegno nominati per un determinato numero di ore, talora con gravi costi per ricorsi da parte delle famiglie, dovranno occuparsi contemporaneamente della formulazione dei PDP (Piani Didattici Personalizzati) anche per i compagni con DSA, che sono in numero ben più che doppio di quelli con disabilità. Ciò comporterà che si renderà un pessimo servizio agli alunni con disabilità, senza arrecare un vero beneficio a quelli con DSA.
Conseguentemente, temo che le Associazioni di persone con disabilità, che hanno lottato tanto e ottenuto pure Sentenze della Corte Costituzionale, la quale ha riconosciuto il diritto allo studio costituzionalmente garantito e intangibile per gli alunni con disabilità, sicuramente insorgeranno contro tale Proposta di Legge, sollevando sia la questione di discriminazione, vietata dalla Legge 67/06, sia quella di legittimità costituzionale. Tanto più che non risulta che esse siano state preventivamente audite, come stabilito dall’articolo 4, comma 3 della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata dall’Italia con la Legge 18/09, secondo la quale qualunque atto concernente le persone con disabilità deve ricevere il preventivo parere, obbligatorio ma non vincolante, delle loro organizzazioni maggiormente rappresentative.
Il fatto che alcuni commentatori abbiano frettolosamente affermato che questo Progetto di Legge, non comportando aggravio di spesa, sarà approvato immediatamente, non è una saggia previsione, poiché ignora quanto mi sono permesso personalmente testé di prospettare, conoscendo il mondo del quale faccio parte e della cui normativa mi occupo da più di 50 anni.
Se per altro l’AID riuscisse a ottenere una copertura finanziaria sufficiente a coprire le spese che ammonterebbero almeno al doppio di quelle sostenute dallo Stato per gli alunni con disabilità, penso che le Associazioni di persone con disabilità non dovrebbero avere molto interesse a contrastare questo Progetto di Legge.
Il secondo Progetto di Legge, presentato al Senato con il n. 1508, sull’introduzione dell’obbligo del PDP (Progetto Didattico Personalizzato) per gli studenti con DSA pure all’Università, con contemporaneo obbligo di aggiornamento per tutti i docenti universitari sull’inclusione scolastica e universitaria, personalmente mi sembra poco coerente con la moderna logica inclusiva.
Infatti, mi risulta che nessuna Associazione di persone con disabilità sino ad oggi abbia mai chiesto una norma sull’obbligo del PEI, il Piano Educativo Individualizzato per gli studenti con disabilità, anche all’Università. Esse invece si sono battute per avere la nomina di un Delegato del Rettore per seguire tutti i problemi dell’inclusione universitaria, intervenendo con i colleghi disciplinari perché tengano conto dei bisogni educativi di questi studenti; inoltre, si sono battute per ottenere che gli Istituti per il Diritto allo Studio Universitario garantissero degli assistenti per particolari casi gravi, ad esempio assistenti personali per studenti con disabilità motoria; educatori con competenze tiflologiche per studenti ciechi; interpreti gestuali per studenti sordi segnanti o comunicatori per studenti sordi oralisti; non hanno mai chiesto, invece, insegnanti universitari di sostegno per alunni con disabilità intellettive o con disturbi del neurosviluppo, provvedendo a ciò le Linee Guida per l’Inclusione Universitaria, approvate di recente dai Rettori.
Quanto poi alla formazione obbligatoria di tutti i docenti universitari sull’inclusione, mi chiedo come il Ministero dell’Università e della Ricerca, di concerto con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, potrebbe approvare una norma simile, dal momento che ancora non esiste una normativa seria neppure per la formazione inclusiva di tutti i docenti disciplinari delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Infatti, le Associazioni hanno seriamente protestato – e stanno tuttora insistendo – affinché nei nuovi 60 CFU (Crediti Formativi Universitari) del nuovo anno abilitante venga aumentato l’attuale insignificante numero di CFU previsti per la Pedagogia e le Didattiche Generali e Speciali concernenti l’inclusione scolastica. Temo pertanto che anche su questo Progetto di Legge le Associazioni delle persone con disabilità possano sollevare qualche dubbio.
Sarà per altro importante conoscere il parere delle importanti Associazioni di docenti universitari, specie quello della SIPeS, la Società Italiana di Pedagogia Speciale, dal momento che il provvedimento in discussione al Senato riguarda espressamente i docenti universitari. Sarà altresì importante conoscere ufficialmente anche il parere dell’AID, la già citata Associazione Italiana Dislessia, dal momento che sono proprio gli alunni con DSA ad essere i destinatari di questa iniziativa parlamentare che sembra, forse inavvertitamente, promossa in contemporanea, onde avere così un possibile dimezzamento dei tempi di approvazione di entrambe le proposte.
E sarà infine interessante conoscere l’opinione delle Associazioni di persone con disabilità e, in particolare, delle due principali Federazioni, FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), e FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità).
Mi auguro pertanto che si apra un dibattito sereno e approfondito, dal quale possano ottenersi dei risultati operativi per tutti gli studenti e le studentesse che hanno problemi di apprendimento, ai quali spetta comunque il diritto pieno a un’inclusione scolastica di qualità.
*Il presente contributo è già apparso in «La Tecnica della Scuola», con il titolo “Inclusione scolastica e universitaria: due proposte di legge che faranno discutere” e viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al diverso contenitore e con altro titolo, per gentile concessione.
L'articolo Due Progetti di Legge sull’inclusione scolastica e universitaria destinati a far discutere proviene da Superando.






























