«Il lavoro che attende l’Osservatorio Ministeriale sull’Inclusione Scolastica, riconvocato per il prossimo 2 ottobre, è davvero tanto», scrive Salvatore Nocera, che esamina anche punto per punto l’Ordine del Giorno di quella prossima riunione. «Questo – aggiunge – anche a causa del mancato funzionamento dell’Osservatorio degli ultimi due anni. Serve dunque una nuova forte spinta propulsiva, che permetta di recuperare il tempo perduto»
Come già segnalato nei giorni scorsi su queste stesse pagine, il Ministro dell’Istruzione e del Merito ha riconvocato per il 2 ottobre prossimo l’Osservatorio per trattare gli urgenti problemi dell’inclusione scolastica. Sarà una riunione importante perché l’Osservatorio risulta rinnovato rispetto a quello precedente, sia nel Comitato Tecnico Scientifico che nella Consulta delle Associazioni.
L’Osservatorio stesso, va ricordato, nasce con la Circolare Ministeriale n. 262/88, a seguito della famosa Sentenza della Corte Costituzionale 215/87, che affermò definitivamente il diritto pieno ed incomprimibile allo studio degli studenti con disabilità nelle scuole di ogni ordine e grado e nelle università. Tale diritto, infatti, sino ad allora, aveva avuto un esito incerto, sia in dottrina che in magistratura. Quella Circolare, riprendendo i princìpi di tale sentenza, ha istituito appunto un Osservatorio con il compito di seguire l’evolversi del processo inclusivo nel nostro Paese, con la raccolta di dati statistici, ricerche e collaborazioni con altri Ministeri, al fine di seguire il progetto di vita degli alunni con disabilità a partire dal periodo prescolare, per una sempre maggiore tutela della qualità inclusiva nella scuola e anche per l’inserimento nel mondo del lavoro.
A questa fase meramente amministrativa è seguito il riconoscimento legislativo con l’articolo 15 del Decreto Legislativo 66/17, in cui sono stati meglio precisati gli obiettivi, le modalità e gli effetti di questo importantissimo organismo di partecipazione delle Associazioni di persone con disabilità, alla formulazione di pareri “facoltativi” da fornire al Ministero.
Il termine “facoltativi”, per altro, può dare adito a qualche perplessità interpretativa, se confrontato con l’articolo 4, comma 3, della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata dall’Italia con la Legge 18/09, che recita: «Nell’elaborazione e nell’attuazione della legislazione e delle politiche da adottare per attuare la presente Convenzione, così come negli altri processi decisionali relativi a questioni concernenti le persone con disabilità, gli Stati Parti operano in stretta consultazione e coinvolgono attivamente le persone con disabilità, compresi i minori con disabilità, attraverso le loro organizzazioni rappresentative». Infatti, sembrerebbe che la Convenzione, pur non prevedendo che le organizzazioni di persone con disabilità debbano esprimere pareri “obbligatori”, comunque ne prevede un attivo coinvolgimento, non solo con pareri “facoltativi”, e non solo nei confronti della pronuncia di pareri su atti legislativi, ma anche «negli altri processi decisionali relativi a questioni concernenti le persone con disabilità», quali potrebbero essere, ad esempio, quelli relativi all’emanazione di regolamenti che dettagliano le modalità di fruizione dei diritti delle persone con disabilità.
L’Osservatorio rinnovato, dunque, è stato istituito tramite il Decreto Ministeriale n. 185 del 10 settembre 2024. Esso è presieduto dal ministro Giuseppe Valditara o da un suo delegato e il primo delegato naturale è certamente la sottosegretaria Paola Frassinetti, che il Governo ha nominato proprio con “delega per l’inclusione scolastica”.
È costituito da due organismi: il Comitato Tecnico Scientifico (articolo 5), «composto da: Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione; – Direttore generale per il personale scolastico; – Direttore generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione; – Direttore Generale per lo studente, l’inclusione, l’orientamento e il contrasto alla dispersione scolastica; – Dirigente amministrativo dell’Ufficio IV della Direzione Generale per lo studente, l’inclusione, l’orientamento e il contrasto alla dispersione scolastica; – Direttore generale per l’istruzione tecnica e professionale e per la formazione e per la formazione tecnica superiore; – Direttore generale per gli affari internazionale e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione; – Direttore generale per l’innovazione digitale, la semplificazione e la statistica; – Direttore generale per l’edilizia scolastica, le risorse e il supporto alle istituzioni scolastiche; – Direttore generale dell’Unità di missione per il PNRR; – Rappresentante del Ministero dell’università e della ricerca – Direzione generale degli ordinamenti della formazione superiore e del diritto allo studio; – Rappresentante del Ministero del lavoro e delle politiche sociali; – Rappresentante del Ministero della salute; – Rappresentante del Ministero per le disabilità; – Rappresentante del Ministero per la famiglia, la natalità e le pari opportunità; – Rappresentante della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano; – Rappresentante dell’ANCI; – Rappresentante dell’INPS; – Presidente della Conferenza nazionale universitaria dei delegati per la disabilità (CNUDD); – Presidente della Società italiana di pedagogia speciale (SIPeS); – Presidente della Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (SINPiA); – Presidente del Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi (CNOP); – Rappresentante del Forum associazioni professionali docenti e dirigenti scolastici; – Rappresentante del Forum nazionale delle associazioni dei genitori della scuola (FONAGS); – Rappresentante del Forum delle associazioni studentesche; – Presidente della FISH; – Presidente della FAND».
La Consulta delle Associazioni, invece, è composta dai Presidenti delle Associazioni Nazionali maggiormente rappresentative delle persone con disabilità e delle loro famiglie, che abbiano debitamente documentato la loro diffusione a livello nazionale con almeno cinque sedi regionali ed un numero di iscritti non inferiore a tremila, oltre che dai due presidenti, o loro delegati, delle due Federazioni FISH e FAND (articoli 4 e 6).
Le Associazioni legittimate in base al Decreto Ministeriale del 16 gennaio 2025 sono: «ABC – Associazione bambini cerebrolesi; AIAS – Associazione italiana assistenza spastici; AICE – Associazione italiana contro l’epilessia; AID – Associazione italiana dislessia; AIRIPA – Associazione Italiana per la Ricerca e l’Intervento nella Psicopatologia dell’Apprendimento; ANFFAS – Associazione Nazionale di Famiglie e persone con disabilità intellettive e disturbi nel neurosviluppo; ANGSA – Associazione nazionale genitori soggetti autistici [in realtà Associazione nazionale genitori di perSone con autismo]; ANMIC – Associazione nazionale mutilati e invalidi civili; ANMIL – Associazione nazionale mutilati invalidi del lavoro; COORDOWN – Coordinamento nazionale associazioni delle persone con sindrome down; ENS – Ente nazionale sordomuti [in realtà Ente Nazionale Sordi]; FAND – Federazione tra le associazioni nazionali dei disabili [in realtà Federazione tra le Associazioni Nazionali di Persone con Disabilità]; FIADDA – Famiglie italiane associate per la difesa dei diritti degli audiolesi [in realtà Federazione Italiana per i Diritti delle Persone sorde e Famiglie]; FIRST – Federazione italiana rete sostegno e tutela diritti delle persone con disabilità; FISH – Federazione italiana per il superamento dell’handicap [oggi Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie]; UICI – Unione italiana ciechi e ipovedenti; UILDM – Unione italiana lotta alla distrofia muscolare; UNMS – Unione nazionale mutilati per servizio».
L’Osservatorio ha il compito di studiare i problemi relativi all’inclusione scolastica e di esprimere pareri facoltativi, e non obbligatori, come stabilito nel già citato articolo 15 del Decreto 66/17, sui Decreti Legislativi e sui Disegni di Legge proposti dal Ministro dell’Istruzione e del Merito concernenti l’inclusione scolastica.
I pareri sono formalmente espressi dal Comitato Tecnico Scientifico, mentre i problemi ad essi relativi sono discussi dall’Osservatorio in seduta comune, oppure dalla sola Consulta delle Associazioni.
La segreteria dell’Osservatorio è svolta dall’Ufficio IV della Direzione Generale per lo Studente, attualmente diretto da Azzurra Mottolese, e ad esso possono essere rivolte le richieste dei membri dell’Osservatorio, scrivendo alla segreteria stessa (dgsip.segreteria@istruzione.it).
Veniamo dunque ai punti posti all’Ordine del Giorno della riunione del 2 ottobre, tutti molto importanti:
° Avvio dell’anno scolastico e misure adottate per garantire la continuità didattica agli alunni con disabilità: questo argomento si avvale già di una prima risposta positiva, poiché il Ministero ha comunicato che ben oltre il 50% delle richieste di continuità dei docenti a tempo determinato è stata accolta, mentre per il residuo 50% circa non è stato possibile perché il personale era transitato intanto in ruolo, o perché non vi erano le rigorose condizioni previste dal Decreto Ministeriale 32/25.
Ovviamente, oltre a questo problema, se ne dovranno individuare molti altri, relativi all’inizio di questo anno scolastico, come segnalato già su queste pagine sia da Vincenzo Falabella (a questo link), sia da chi scrive (a questo link).
° Stato di attuazione dei percorsi formativi ai sensi degli articoli 6 e 7 del decreto-legge 31 maggio 2024, n. 71, convertito con modificazioni dalla legge 29 luglio 2024, n. 106, per la specializzazione sul sostegno: questo è un problema abbastanza delicato, poiché sull’istituzione di tali corsi, di contenuto ridotto rispetto a quelli ufficiali, svolti online, anche in modo asincrono e con scarso tirocinio indiretto, fin dall’inizio vi sono state osservazioni critiche da parte della SIPeS (Società Italiana di Pedagogia Speciale), del Collettivo Docenti di Sostegno Specializzati, e di chi scrive. Quelle osservazioni critiche si sono poi rinnovate a seguito della notizia che di tali corsi previsti «in via eccezionale di necessità e urgenza» (quindi per una sola volta) dal Decreto Legge 71/24 (convertito nella Legge 106/24), si prevede una seconda edizione con le stesse disastrose modalità, in tempi ristrettissimi e frequentati da docenti che contemporaneamente lavorano al mattino e non hanno quindi, in tali condizioni, una seria possibilità di riflettere e assimilare, sedimentandoli, i concetti e di sistematizzarli culturalmente.
° Piani educativi individualizzati (PEI) in modalità informatizzata di cui al decreto interministeriale 1° agosto 2023 n. 153: corsi di formazione per il personale scolastico a cura del Ministero dell’istruzione e del merito: altro argomento assai importante perché in concreto concerne l’attuazione pratica su piattaforma digitale dei nuovi modelli di PEI formulati in chiave ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità), sulla base del nuovo profilo di funzionamento introdotto dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
In proposito è stata sollevata un’osservazione critica molto rilevante da parte di un grande esperto in materia di inclusione scolastica, il professor Flavio Fogarolo, su una lista di discussione specializzata, un giudizio che pienamente condivido. Ne riporto le parole: «Quanto al PEI digitale, spero che qualcuno chieda finalmente di correggere la disposizione che troviamo nella Guida Rapida (a pag. 85 della versione 4.0) secondo cui ai membri del GLO [Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione] che si rifiutano di firmare il PEI viene tolto il diritto di firma. E viene fatto esplicitamente l’esempio dei genitori: “L’utente, prima di confermare l’operazione, ha la possibilità di intervenire sull’elenco dei firmatari autorizzati, revocandone eventualmente l’abilitazione mediante la cancellazione del segno di spunta dalla corrispondente casella (si pensi anche al caso di familiari dell’alunno, individuati inizialmente come firmatari, che non volessero sottoscrivere il PEI)”. Molti genitori esprimono il loro dissenso verso un PEI su cui non sono d’accordo, ma che non possono bloccare perché si trovano strutturalmente in minoranza, rifiutandosi di firmarlo. È un gesto simbolico, che formalmente conta poco, ma con il PEI digitale scompare anch’esso senza lasciare traccia perché a questi genitori viene tolto il diritto di firma e l’unanimità viene così magicamente ripristinata. Io lo trovo scandaloso».
Questo problema non è di scarsa importanza, dal momento che la famiglia è un soggetto ineliminabile del GLO e non è possibile escluderlo se si rifiuta di sottoscrivere un PEI che non condivide, e che comunque ha validità anche senza la sottoscrizione di essa, fatto che comunque risulta al verbale della riunione dell’Osservatorio.
° Varie ed eventuali: sulle “varie” si potrebbe accennare ad un elenco di problemi da mettere in calendario per le successive riunioni dell’Osservatorio, a partire, ad esempio, dalla strana novità dei due Progetti di Legge in discussione, l’uno alla Camera (n. 2303) sull’assegnazione di ore di sostegno agli alunni con DSA (disturbi specifici dell’apprendimento), sottraendole ai compagni con disabilità, l’altro al Senato (n. 1508) sull’introduzione dei PDP (Piano Didattico Personalizzato) per gli studenti con disabilità iscritti e frequentanti le università, e l’obbligo di formazione per tutti i docenti universitari sulla didattica inclusiva.
Su tali Progetti di Legge chi scrive ha già espresso serie perplessità su queste stesse pagine; su quello presentato al Senato, inoltre, circola sui social la seguente dichiarazione della SIPeS e di altre Società Scientifiche: «Nell’esprimere un apprezzamento per l’interesse manifestato a favore degli studenti e delle studentesse con DSA che frequentano l’università desideriamo far presente che il disegno di legge N. 1508, di cui solo recentemente siamo venuti a conoscenza, presenta delle criticità che ne renderebbero impossibile l’applicazione e finirebbero per agire a danno piuttosto che a favore degli stessi studenti e delle stesse studentesse».
E in ogni caso, sarà anche necessario dedicare una prossima ravvicinata riunione anche all’approvazione del regolamento di funzionamento dei due organi dell’Osservatorio Scolastico e delle Commissioni alle quali affidare immediatamente lo studio di tutti i problemi indicati nei già citati articoli di Falabella e di chi scrive, di cui sopra al primo punto dell’Ordine del Giorno.
Come si vede, il lavoro è tanto, anche per il mancato funzionamento dell’Osservatorio degli ultimi due anni, però si è certi che d’ora in poi il Ministro infonderà una nuova forte spinta propulsiva che permetterà di recuperare il tempo perduto.
*Esperto di normativa sull’inclusione.
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