L’accoglienza in ospedale delle persone con disabilità visiva: un incontro di formazione
«Il sistema sanitario è uno tra i principali indicatori del benessere di una società: in un momento così delicato come un percorso di cura, ogni cittadino dovrebbe potersi sentire accolto e a proprio agio. Siamo dunque molto contenti che l’Ospedale di Biella abbia dato seguito alla nostra proposta e abbia scelto di puntare sulla conoscenza della disabilità, base indispensabile per qualsiasi azione. Ovviamente la formazione del personale è solo un aspetto della questione: altri elementi, altrettanto importanti, potrebbero riguardare la resa accessibile degli spazi, con l’abbattimento delle barriere architettoniche e senso-percettive. Di sicuro, quello compiuto nei giorni scorsi è un primo passo prezioso che speriamo segni l’inizio di una proficua collaborazione»: così Franco Lepore, presidente dell’UICI Piemonte (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), commenta il momento di formazione rivolto al personale medico e infermieristico promosso dall’ASL di Biella e dalla stessa UICI del Piemonte, iniziativa che ha coinvolto circa 80 partecipanti e che ha avuto al centro l’accoglienza in ospedale delle persone con disabilità visiva.
«Quando un paziente completamente cieco o con gravi minorazioni visive arriva in una struttura sanitaria, spesso si trova disorientato – sottolineano dall’UICI piemontese – e in uno spazio grande e complesso, può avere difficoltà di orientamento. Inoltre, la mancanza di controllo visivo rende più difficile capire che cosa stia accadendo e come relazionarsi al meglio con il personale sanitario. Bastano però pochi e semplici accorgimenti perché la persona si senta accolta, ma soprattutto sia protagonista di scelte consapevoli e non passivo destinatario di azioni altrui».
Proposto nell’àmbito del progetto dell’UICI Il Piemonte al mio fianco, co-finanziato dalla Regione e volto segnatamente a favorire l’inclusione sociale delle persone con disabilità visiva, il momento formativo si è articolato in due sessioni, una più teorica, l’altra marcatamente pratica.
Inizialmente, dunque, i partecipanti hanno familiarizzato con il panorama della disabilità visiva, «un mondo molto frastagliato – come ricordano i promotori del percorso -. Infatti, contrariamente a quanto spesso riportato dagli organi di stampa, le parole “cieco” e “ipovedente” non sono sinonimi: la prima indica infatti una persona completamente priva della vista, mentre la seconda si riferisce a gravi compromissioni visive, con caratteristiche e sfumature anche molto diverse, il che ovviamente porta con sé risvolti psicologici e necessità riabilitative differenziate».
È stato poi fornito qualche cenno sulla mobilità delle persone con disabilità visiva, parlando di bastone bianco, cane guida, percorsi tattili, codice Braille e nuove tecnologie.
Nella seconda parte, invece, sono state illustrate le principali regole di comportamento per interagire correttamente con i pazienti ciechi e ipovedenti, tra cui il consiglio di rivolgersi sempre alla persona con disabilità e non a chi l’accompagna, l’accortezza di descrivere le operazioni che si stanno compiendo sul corpo del paziente in modo che questi ne sia consapevole. Sono state inoltre spiegate le tecniche per accompagnare chi non vede in totale sicurezza.
Al termine dell’incontro la soddisfazione tra i partecipanti è stata visibile, tanto da far pensare di organizzare appuntamenti simili in altre sedi, tra cui le Case di Comunità.
«Accogliere una persona – dichiara Mario Sanò, direttore generale dell’ASL di Biella – significa saperne riconoscere i bisogni, anche nel momento, particolarmente delicato, dell’accesso a una struttura sanitaria. Questo incontro, rivolto al personale della nostra ASL e a volontari impegnati nell’accoglienza, ha fornito indicazioni concrete e immediatamente applicabili nei nostri servizi. Ringrazio quindi il presidente dell’UICI Piemonte Franco Lepore, unitamente alla presidente dell’UICI di Biella Stefania Coppola, per il qualificato contributo offerto». (S.B.)
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