Sempre più persone impegnate a “scalare” l’accessibilità in montagna
Considerato che la montagna, come meta turistica, sta prendendo sempre più piede, focalizziamo questa volta l’attenzione sulla fruibilità delle zone montane da parte delle persone con disabilità.
In questa direzione, negli ultimi anni un grande lavoro è stato compiuto dal CAI (Club Alpino Italiano), promuovendo l’escursionismo adattato, realtà in grado di trasformare i sentieri di montagna in spazi di reale inclusione.
Chiave di volta di questo impegno non indifferente è la joëlette, una speciale carrozzina monoruota da fuori strada, che prende il nome dall’azienda francese che la produce; munita di ammortizzatori e bracci anteriori e posteriori, permette alle persone con disabilità motoria di percorrere sentieri sterrati, ciò che altrimenti non potrebbero fare in autonomia. L’ausilio richiede l’impiego di quattro volontari CAI, che non solo gestiscono l’equilibrio, la trazione, la frenata, ma costruiscono un’esperienza di vita e di relazione con il trasportato, l’accompagnatore e il caregiver, in piena condivisione con la montagna. Infatti, la montagnaterapia e l’escursionismo adattato, attività svolte da alcune sezioni del CAI, vanno ben oltre il semplice trasporto: portare una persona con la joëlette può essere cioè definita “l’avventura della lentezza”, e nello stesso tempo, incarna molto bene il motto Da soli si va veloci, insieme si va lontano, nel senso che su tale ausilio si pesa il passeggero che appoggia sulla ruota centrale, ma lo sforzo e la responsabilità vengono condivisi, creando così un legame umano fortissimo tra passeggeri, familiari e volontari, dove le barriere fisiche e sociali si annullano passo dopo passo.
Riportiamo dunque alcune esperienze significative promosse da altrettante Sezioni del CAI, meritevoli di attenzione.
La Sezione di Novara sta portando avanti il progetto Diversamente Escursion-Abile, consistente in diversi azioni: l’individualizzazione e il censimento di percorsi accessibili sul territorio, da rendere disponibili attraverso una pubblicazione sia cartacea, sia sul web; nel frattempo, vengono organizzate escursioni accessibili per persone che fino ad ora erano impossibilitate a fare questi percorsi.
Tutto ciò è reso possibile grazie alla collaborazione con le Associazioni del territorio novarese. In particolare, la Sezione CAI Est Monterosa ha dato vita a uno spazio internet con tutte le informazioni sull’accessibilità dei sentieri e degli ausili necessari per percorrerli in tutto il territorio della Provincia di Novara e oltre. Questa singola progettualità si inserisce in un’ottica molto più ampia che ridefinisce il paradigma della montagna del Nord e del Centro Italia: la stessa montagna, cioè, non è più considerata come un’esperienza da vivere in modo individualistico, solitario e competitivo, ma come un contesto collettivo, dove la vetta diventa uno spazio da condividere.
Proprio per questa nuova visione, oltre alla progettualità del CAI, diverse località montane stanno prestando molta attenzione all’accessibilità e alla fruibilità da parte di più persone possibili, comprese quelle con disabilità.
Sicuramente, grazie alle recenti Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina, le montagne lombarde sono state rese il più possibile accessibili. Infatti, negli ultimi due anni è stato dato un grande impulso al progetto regionale STAI (Servizi per un Turismo Accessibile e Inclusivo), con l’obiettivo di valorizzare i territori montani e lacustri delle Province di Bergamo e Brescia, e renderli più accessibili a tutti e tutte. Ciò consiste nella realizzazione di infrastrutture e nell’organizzazione dei servizi accessibili, oltreché nella creazione di nuove opportunità e competenze anche per le persone con disabilità, nonché nella divulgazione di una cultura dell’accessibilità incentrata sulla qualità dei servizi e prodotti turistici.
Il Trentino Alto Adige, per cultura e tradizione, è uno dei territori montuosi maggiormente accessibili e fruibili, come ben testimonia il sito Trentino per tutti – Per una vacanza accessibile, che presenta un ottimo mix tra le proposte mirate degli operatori e le esperienze delle Associazioni. Né va dimenticato il sito Dolomiti accessibili – Visit Dolomites in cui i percorsi vengono descritti dettagliatamente, in modo tale che chiunque, prima della partenza, può valutarne pendenze, fondi stradali e punti di sosta.
Particolarmente dedicato al turismo accessibile è poi il sito di Visit Paganella, dove si trovano proposte come percorsi in bici da fare in tandem e handbike, provvisti di parcheggi e punti ristoro accessibili; la visita al Museo Etnografico Trentino San Michele è inoltre possibile effettuarla in piena autonomia grazie alle informazioni in CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa), e alla presenza di un montacarichi per superare i dislivelli originari della struttura; e infine il Parco del Respiro, dove ci sono vari ambienti archetipo ma tutti completamente accessibili.
La Valle d’Aosta ha realizzato il portale In alto con le ruote, dedicato ai percorsi accessibili, con i grandi dislivelli tracciati in modo tale che siano alla portata da tutti.
In Emilia Romagna il Consorzio ExtraBo ha creato un sito sul turismo accessibile dove è possibile trovare ogni informazione inerente l’accessibilità dei percorsi del crinale appenninico, per vivere il territorio in totale sicurezza.
Il Friuli Venezia Giulia, infine, promuove il turismo accessibile attraverso il progetto Una Regione per Tutti, riguardante ogni suo territorio (mare, montagna, pianura, collina). Tale progettualità consiste di costruire un ambiente fruibile da tutti, fondato sui princìpi di uguaglianza e di pari dignità di tutti i cittadini, fornendo nello stesso tempo più informazioni possibili a tal proposito.
Pienamente consapevoli che il presente con tribuito non esaurisce certo il tema dell’accessibilità della montagna, contiamo di proseguire a indagare sulle possibilità offerte da altre zone del nostro Paese.
*Il presente contributo è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it», e viene qui ripreso, con diverso titolo e una serie di riadattamenti al differente contenitore, per gentile concessione.
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