Dalla telemedicina poco integrata nei Centri sulla Sclerosi Multipla, all’utilizzo dell’intelligenza artificiale senza indicazioni ufficiali condivise; dalla riforma della disabilità ancora poco conosciuta dalle persone, all’impatto della sclerosi multipla su lavoro, autonomia e partecipazione sociale: sono alcuni dei nodi portati dall’AISM e dalla propria Fondazione FISM all’attenzione del Parlamento, durante l’incontro celebrativo che ha preceduto la Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla di domani, 30 maggio
Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati, iluminato di rosso, come accadrà domani, 30 maggio, per la Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla
Dalla telemedicina poco integrata nei Centri sulla Sclerosi Multipla e quasi mai remunerata dal sistema sanitario, fino all’utilizzo dell’intelligenza artificiale senza indicazioni ufficiali condivise; dalla riforma della disabilità ancora poco conosciuta dalle persone, fino all’impatto della sclerosi multipla su lavoro, autonomia e partecipazione sociale: sono alcuni dei nodi portati dall’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) e dalla propria Fondazione FISM all’attenzione del Parlamento durante la celebrazione della Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla presso la Camera dei Deputati.
Al centro vi è stato il confronto con le Istituzioni, la comunità scientifica e i vari portatori d’interesse sui grandi temi che guideranno l’Agenda della SM e patologie correlate 2030: programmazione sanitaria e piena inclusione e partecipazione sociale. Un percorso che entra dunque nei principali dossier aperti del Parlamento: dalla riforma della disabilità al cosiddetto “DdL caregiver”, dall’accesso all’innovazione terapeutica ai temi delle assicurazioni, dalla semplificazione per l’accesso alla patente, fino alla mobilità, al lavoro e alla presa in carico territoriale.
La celebrazione si è svolta nel pieno della Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla, percorso che culminerà con la Giornata Mondiale di domani, 30 maggio, quando oltre 200 monumenti e luoghi simbolici in tutta Italia saranno illuminati di rosso per richiamare l’attenzione sulla sclerosi multipla e sulle patologie correlate. Tra essi anche Palazzo Montecitorio, Palazzo Madama e Palazzo Chigi a Roma.
L’Agenda della SM e patologie correlate 2030 definisce obiettivi e direzioni di cambiamento per i prossimi cinque anni attraverso un lavoro di consultazione che ha coinvolto persone con sclerosi multipla, caregiver, professionisti sanitari, ricercatori, istituzioni e altri portatori d’interesse. Al centro del documento vi è un cambio di prospettiva: non limitarsi cioè alla gestione della patologia, ma agire sulla qualità della vita, sull’autonomia, sulla partecipazione sociale e sui diritti delle persone con sclerosi multipla e patologie correlate.
«Per quanto concreta, pragmatica, fortemente orientata all’azione, la nostra Agenda 2030 ha la necessità di essere calata progressivamente nello spazio e nel tempo, facendosi mozione e campagna di mobilitazione»: lo ha dichiarato Francesco Vacca, presidente nazionale dell’AISM, aprendo i lavori dell’incontro in Parlamento, insieme a Mario Alberto Battaglia, presidente della Fondazione FISM e direttore generale dell’AISM stessa.
In tal senso Vacca ha collegato il percorso dell’Agenda al lavoro dell’Intergruppo Parlamentare sulla sclerosi multipla e patologie correlate e alla costruzione di nuovi “cantieri” di cambiamento condiviso.
Nel corso dell’evento sono intervenuti la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli e il presidente della Commissione Affari Sociali della Camera Ugo Cappellacci. Messaggi istituzionali sono arrivati inoltre dal presidente della Camera Lorenzo Fontana e dalla viceministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci. È stato anche trasmesso un videomessaggio del presidente di Farmindustria Marcello Cattani.
Nel suo messaggio di saluto, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha ribadito il sostegno alla ricerca scientifica, all’innovazione terapeutica e alla collaborazione tra istituzioni, comunità scientifica e associazioni per costruire percorsi di presa in carico sempre più appropriati e personalizzati. Ha inoltre espresso apprezzamento per il lavoro svolto dall’AISM e per il ruolo dell’Intergruppo Parlamentare sulla sclerosi multipla, definito «uno spazio trasversale ed essenziale per trasformare in misure concrete il diritto alla cura e all’inclusione sociale di tutti coloro che convivono con questa malattia cronica», rinnovando il massimo impegno affinché «nessuno venga lasciato solo nel proprio percorso di cura e di vita».
Proprio al menzionato Intergruppo parlamentare sulla Sclerosi Multipla e patologie correlate, nato nel novembre 2025 come sede stabile di confronto tra Parlamento, Governo, comunità scientifica e associazioni è stato dedicato uno dei momenti centrali della giornata. Tale organismo si inserisce infatti nel percorso politico avviato dall’AISM con la campagna #1000azionioltrelaSM e con le mozioni sulla sclerosi multipla, approvate dalla Camera nel novembre 2024.
«L’Agenda 2030 promossa dall’AISM – ha dichiarato la senatrice Tilde Minasi, co-presidente dell’Intergruppo – rappresenta un passaggio fondamentale: non un semplice documento, ma un percorso di ascolto e co-progettazione che ha coinvolto cittadini con sclerosi multipla, caregiver, clinici, istituzioni e Parlamento, individuando priorità precise su cui intervenire. Da questo lavoro è maturata anche la costituzione, a novembre 2025, del nostro Intergruppo Parlamentare. Ora il compito è consolidare quel percorso e trasformare le priorità emerse in un’agenda istituzionale stabile. È in questa direzione che l’Intergruppo ha già avviato un programma strutturato di confronto e approfondimento, finalizzato a raccogliere evidenze e tradurre i bisogni delle persone con sclerosi multipla in iniziative concrete. L’obiettivo è fare in modo che la voce di queste persone entri stabilmente nei processi decisionali, come criterio permanente per orientare politiche più giuste, efficaci e aderenti alla vita reale».
La deputata Luana Zanella, altra co-presidente dell’Intergruppo, ha sottolineato invece il valore politico e istituzionale del percorso avviato dall’AISM con l’Agenda 2030 e con la consultazione #1000azionioltrelaSM. «Tutto ciò – ha affermato – indica una rotta precisa: diagnosi tempestiva, percorsi di cura omogenei, accesso all’innovazione, riabilitazione, inclusione, lavoro, mobilità, sostegni adeguati e accesso ai servizi. Oltre alla ricerca scientifica che sostiene tutte queste linee di priorità d’azione. In qualità di co-presidente dell’Intergruppo, confermo la volontà e l’impegno di questo organismo a dare continuità a queste priorità attraverso un percorso strutturato di confronto con il mondo scientifico, il Terzo Settore, le Istituzioni nazionali e territoriali e tutti i soggetti coinvolti nella presa in carico delle persone con sclerosi multipla. Affrontare questa malattia nella sua complessità e con le evidenze fornite da AISM e FISM ci consente di mettere a fuoco problemi più ampi e trovare soluzioni normative e politiche che siano in grado di impattare positivamente sull’intero sistema e di qualificare l’azione politica».
A chiudere la celebrazione, vi è stata la firma simbolica della Carta dei Diritti delle persone con sclerosi multipla e patologie correlate, loro familiari e caregiver da parte dei relatori e degli esponenti istituzionali presenti, come impegno condiviso a trasformare l’Agenda della SM 2030 in azioni concrete per le persone con sclerosi multipla e patologie correlate.
In tal senso, Una Agenda, Mille Agende è il principio che accompagnerà il percorso dell’Agenda della SM 2030: trasformare cioè le priorità condivise in cambiamenti concreti e diffusi, capaci di incidere realmente sulla qualità della vita delle persone entro il 2030. «Siamo tutti chiamati a contribuire, ciascuno per la propria parte, alla costruzione di un sistema più accessibile, equo e vicino alla vita reale delle persone. Un sistema capace di adattarsi alla vita delle persone e non il contrario», ha concluso Vacca.
A delineare il contesto del confronto istituzionale sono stati anche i nuovi dati del Barometro della SM e patologie correlate 2026. Sul fronte della programmazione sanitaria emerge il rallentamento nella diffusione dei PDTA aziendali e interaziendali (Piani Diagnostici Terapeutici Assistenziali), ritenuti strumenti efficaci per costruire percorsi realmente integrati di presa in carico, frenati però dalla persistente crisi di personale. Nei Centri sulla Sclerosi Multipla, infatti, il carico supera le 600 persone per neurologo, oltre il doppio dello standard indicato dall’AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali).
I dati evidenziano anche il miglioramento delle cure neurologiche, che si riflette nella riduzione dell’intervallo diagnostico medio: si è passati da oltre 76 mesi per le persone con sintomi insorti prima del 2000 a meno di 19 mesi per quelle con esordio tra il 2020 e il 2022. Restano però criticità nella diagnosi precoce, soprattutto nella capacità di riconoscimento dei sintomi e nella formazione dei medici di medicina generale.
Particolare attenzione, quindi, è stata dedicata alle nuove tecnologie, con la telemedicina che, come accennato in precedenza, non viene quasi mai riconosciuta economicamente ed è quindi poco incentivata nella pratica clinica.
Cresce parallelamente il ricorso all’intelligenza artificiale, ma 3 persone su 4 segnalano l’assenza di indicazioni ufficiali e strumenti condivisi di governance e sperimentazione, ritenendo che tale assenza di regolamentazione possa comportare rischi clinici rilevanti. Molti, infine, evidenziano l’urgenza di investire nella formazione dei professionisti sanitari.
Nel corso dell’incontro è stato poi richiamato il tema dell’attuazione della riforma della disabilità e del nuovo modello di valutazione e progetto di vita: oltre la metà delle persone con sclerosi multipla ha affrontato più di un accertamento negli ultimi tre anni. Persistono inoltre forti criticità nella valutazione dei cosiddetti “sintomi invisibili” e nella preparazione delle commissioni medico-legali. Secondo i dati presentati, il 63,6% delle persone coinvolte nelle Province interessate dalla sperimentazione dichiara di conoscere poco o nulla il nuovo sistema di valutazione.
Per quanto concerne la scuola e l’università, essi restano contesti ritenuti ad alto rischio di esclusione per le persone con sclerosi multipla e patologie correlate in assenza di accomodamenti ragionevoli e strumenti adeguati di supporto.
Forte è anche l’impatto sul lavoro e sull’autonomia personale, così come restano diffuse discriminazioni e barriere nella vita quotidiana.
Quasi sei persone su dieci con disabilità grave dichiarano infine di non riuscire a realizzarsi pienamente nella propria vita personale e sociale, a conferma di come l’inaccessibilità degli ambienti e dei contesti di vita continui ancora oggi a limitare concretamente diritti, autonomia e partecipazione. (B.E. e S.B.)
Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa e Comunicazione AISM (Barbara Erba), barbara.erba@aism.it.
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