Bene arrivato Filippo, sulla strada di Franco, Antonio e Stefania!
Le nostre Lettrici e i nostri Lettori lo conoscono già, come prezioso collaboratore del nostro giornale, ma da oggi Filippo Visentin ne diventa anche il nuovo direttore responsabile, succedendo alla sua grande amica Stefania Delendati, la cui prematura scomparsa, il 30 gennaio scorso, è stata una ferita grave non solo per il mondo della disabilità, ma per la cultura del nostro Paese in generale.
Prima dunque di cedere la parola allo stesso Filippo, nonché a Vincenzo Falabella, presidente della FISH, la Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie, che è l’editrice di Superando, ricordiamo che Visentin, persona con disabilità visiva, è nato nel 1970, a Padova, città dove vive e lavora. Sin da bambino si è dedicato allo studio della musica, in particolare del pianoforte, apprendendo il valore della segnografia musicale Braille. Ha conseguito il diploma in pianoforte jazz e tiene recital pianistici, collaborando anche con attori e autori teatrali. Nel 1995 si è laureato in Lettere Moderne e poco più di un mese fa in Scienze Filosofiche. È giornalista pubblicista.
Ne segnaliamo infine tre libri, L’opera di Carlo Rosselli. Contributo bibliografico (1997), I colori del buio, scritto a quattro mani con Laura Boerci (2009) e Una cieca bellezza. Sguardi, cecità e meraviglie, scritto a quattro mani con Elena Malagoli (2023), oltre alla collaborazione per il documentario Otto Weidt – Uno tra i Giusti, diretto da Nathalie Signorini su soggetto di Silvia Cutrera. E anche, nel 2022, il suo primo CD pianistico, intitolato Promenade.
Bene arrivato Filippo, sul percorso tracciato dai nostri cari Franco Bomprezzi, Antonio Giuseppe Malafarina e Stefania Delendati. (Stefano Borgato)
Raccogliere un’eredità preziosa: in punta di piedi, per scardinare gli stereotipi
di Filippo Visentin*
Care Lettrici e cari Lettori di Superando, assumere da oggi la direzione di questa testata è per me un onore, un compito che accolgo con grande emozione e senso di responsabilità. Entro in questa che considero una vera e propria “casa” del giornalismo sociale, consapevole della storia che queste pagine portano con sé e delle voci straordinarie che le hanno animate e le animano.
Rivolgo innanzi tutto il mio più sincero ringraziamento all’Editore e al nostro segretario di redazione Stefano Borgato per la fiducia accordatami. Un ricordo va poi a chi mi ha preceduto alla guida di Superando, figure che hanno fatto la storia della comunicazione sui diritti in Italia, come Franco Bomprezzi e Antonio Giuseppe Malafarina, capaci di tracciare un solco indelebile nel modo di raccontare la disabilità.
Ma c’è un pensiero che mi tocca nel profondo, un ricordo intimo che sento il bisogno di condividere con tutti voi: quello rivolto a Stefania Delendati, la nostra Direttrice che ci ha lasciati prematuramente solo pochi mesi fa. A lei mi legava un sentimento di profonda amicizia e di immensa stima, sia personale che professionale. È stato proprio grazie a Stefania che nel 2024 ho accolto il suo invito a riprendere a scrivere e a collaborare con questa testata. Attraverso i suoi articoli, le nostre lunghe conversazioni, i suoi consigli e il suo instancabile impegno editoriale ho potuto toccare con mano cosa significhi davvero fare del Buon Giornalismo. Nel suo lavoro ho trovato sempre un garbo e un rispetto profondi per le vite raccontate, unite alla capacità di entrare dentro ogni storia in punta di piedi. Ma accanto a questa delicatezza c’era anche una volontà ferma, ostinata, di cercare le parole giuste, quelle parole capaci di scardinare una narrazione sulla disabilità fin troppo spesso limitante e stereotipata.
Ed è proprio ragionando sulle parole che vorrei condividere con voi la bussola che guiderà il mio cammino.
Chi mi conosce sa che non nutro una particolare simpatia per la parola “inclusione”, un termine oggi onnipresente, forse persino abusato. Non amo l’idea implicita che vi sia qualcuno nella posizione di decidere chi possa entrare e chi invece debba restare fuori, chi meriti di essere accolto e chi no, dentro un mondo che sembra appartenere sempre di più a pochi.
Proprio questa logica continua invece troppo spesso a manifestarsi anche attraverso la mancanza di accessibilità, che ancora oggi rappresenta una delle forme più silenziose e pervasive di discriminazione. Perché quando un luogo, un servizio, un libro, un sito o uno spazio culturale non sono accessibili, il messaggio che passa è semplice e crudele: qualcuno, lì dentro, non era previsto. Non servono divieti espliciti per lasciare una persona fuori; a volte basta ignorarne l’esistenza.
Mi piace allora pensare un po’ alla musica, mondo da cui provengo e che più di ogni altro mi ha insegnato una prospettiva diversa. Tutti siamo naturalmente parte di qualcosa. Dentro un’orchestra, come in una band, ogni strumento, ogni nota ha una propria voce, un proprio colore, una propria ragione di esistere. Alcune presenze possono sembrare più evidenti, altre più discrete, ma nessuna è davvero irrilevante. Perché anche il suono più piccolo contribuisce a dare senso all’insieme, e senza quella voce la musica, semplicemente, non sarebbe più la stessa.
È da questo insegnamento e da quello preziosissimo di Stefania, che voglio ripartire insieme a voi. Il mio impegno sarà quello di fare di Superando uno spazio in cui non si chiede il permesso di entrare, ma dove esercitare il diritto di esserci, di raccontarsi e di cambiare le cose.
Grazie per la fiducia e buona lettura.
*Direttore responsabile di Superando (visentin@superando.it).
Un nuovo passo nel cammino di Superando
di Vincenzo Falabella*
Ci sono passaggi che non rappresentano soltanto un cambio di direzione, ma segnano la continuità di una visione, di un impegno, di una responsabilità collettiva. Oggi, per Superando, è uno di quei momenti.
Dopo il prezioso lavoro di Franco Bomprezzi, di Antonio Giuseppe Malafarina e di Stefania Delendati, la direzione responsabile del giornale passa a Filippo Visentin. A lui, a nome dell’intera Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie, rivolgo un augurio sincero di buon lavoro, con la certezza che saprà proseguire questo cammino con competenza, passione e coraggio.
Filippo Visentin è un giornalista, un uomo di cultura e di informazione. È una persona che conosce profondamente il valore delle parole e il peso che esse assumono quando si affrontano i temi della disabilità. Perché parlare di disabilità significa, prima di tutto, assumersi la responsabilità del linguaggio. Le parole vanno pensate, pesate, comprese, prima ancora di essere pronunciate o scritte. Possono costruire consapevolezza oppure alimentare stereotipi; possono aprire spazi di libertà oppure consolidare barriere culturali.
Filippo questo lo sa bene. Lo sa come professionista dell’informazione e lo sa come persona con disabilità che ha saputo andare oltre ogni riduzione della propria condizione, affermandosi attraverso la competenza, la cultura e la forza delle idee. Non ha mai accettato che la disabilità fosse il confine entro cui essere raccontato. Ha scelto invece di farne uno strumento di consapevolezza, uno sguardo capace di leggere la realtà con profondità e autenticità.
Superando nasce e continua a vivere con una missione chiara: informare, comunicare, denunciare quando serve, proporre quando necessario, dare voce ai diritti e alle persone. Non una comunicazione accomodante o paternalistica, ma libera, rigorosa e coraggiosa. Perché i temi della disabilità non possono essere affrontati con superficialità o retorica. Hanno bisogno di verità, di competenza e anche della capacità di disturbare le coscienze quando occorre. E di coraggio, Filippo Visentin ne ha da vendere.
Siamo certi che saprà guidare Superando mantenendone viva l’identità, continuando a fare dell’informazione uno strumento di emancipazione culturale e civile. In un tempo in cui spesso il dibattito pubblico si consuma nella velocità e nella semplificazione, abbiamo bisogno di giornalismo autentico, capace di approfondire, di ascoltare e di restituire dignità alle persone e ai loro diritti.
A Filippo va quindi la nostra fiducia, il nostro sostegno e il nostro grazie per avere accettato questa sfida importante. Una sfida che riguarda tutti noi, perché il cambiamento culturale passa anche da qui: dalla qualità dell’informazione, dalla forza delle idee e dalla responsabilità delle parole.
Buon lavoro, direttore.
*Presidente della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), editrice di Superando.
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