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La rivista «Tiflologia per l’integrazione», un laboratorio di ricerca per avviare un dibattito sulle disabilità visive

4 Febbraio 2026 - 4:27pm

Divenuta semestrale nel 2023, «Tiflologia per l’integrazione» è una rivista in formato cartaceo e a libero accesso, promossa dalla Biblioteca Italiana per i Ciechi “Regina Margherita” di Monza, la cui ambiziosa aspirazione è quella di diventare un vero e proprio laboratorio epistemologico di ricerca per avviare un dibattito sulle disabilità visive (cecità, ipovisione e disabilità complessa)

Divenuta semestrale nel 2023 (con un numero a giugno e uno a dicembre), «Tiflologia per l’integrazione» è una rivista edita da Morcelliana in formato cartaceo e a libero accesso. È promossa dalla Biblioteca Italiana per i Ciechi “Regina Margherita” di Monza, il cui presidente, Pietro Piscitelli, è anche direttore responsabile della stessa. L’ambiziosa aspirazione della pubblicazione è quella di diventare un laboratorio epistemologico di ricerca per avviare un dibattito sulle disabilità visive (cecità, ipovisione e disabilità complessa).

La rivista è così articolata: Editoriale, Studi e ricerche, La disabilità visiva e i linguaggi delle arti, Antologia, La parola a …, Recensioni.
L’Editoriale, curato dal direttore scientifico professor Stefano Salmeri, ha funzione di approfondimento e riflessione sulle tematiche di tiflopedagogia. Le sezioni Studi e ricerche e La disabilità visiva e i linguaggi delle arti (letteratura, italiana e straniera, film, arti figurative, musica, ecc.) raccolgono quindi i contributi di studiosi del mondo accademico nazionale e internazionale, anche in lingua straniera (inglese, francese, spagnolo, tedesco, portoghese); i contributi stessi sono sottoposti a doppio referaggio cieco. E ancora, la sezione Antologia ospita interventi di studiosi già pubblicati sulla rivista nella sua prima versione editoriale, fino al 2022, o relazioni tenute a convegni legati all’attività di promozione culturale dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), dell’IRIFOR (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione dell’UICI stessa) e della Biblioteca Italiana per i Ciechi. Questa parte è a cura del Comitato Editoriale.
La sezione La parola a…, infine, è aperta ai contributi di educatori, insegnanti (di ogni ordine e grado scolastico), genitori dell’UICI e di altri Enti collegati, al fine di rendere più efficaci e aperti il confronto e il dialogo, condividendo esperienze e progetti della prassi quotidiana, nel rispetto della specificità dei bisogni formativi degli allievi e delle esigenze di aggiornamento dei docenti, mentre le Recensioni sono dedicate a libri che trattano direttamente la tematica delle disabilità visive o temi legati alla disabilità in generale o a figure professionali che operano con la disabilità; la rivista accetta libri per la sezione.
Tutti i contributi hanno titolo in italiano e in inglese, sono corredati da abstract e cinque parole chiave in italiano e in inglese.

«Tiflologia per l’integrazione» persegue la finalità di abbattere pregiudizi e stigmi, che spingono a vedere prima la disabilità e poi l’allievo nel processo educativo, processo che rischia così di ridursi a intervento prevalentemente riabilitativo o addirittura addestrativo. In prospettiva emancipatrice e promuovendo l’autonomia e il decondizionamento, la rivista vuole perciò concorrere a costruire un contesto socio-culturale inclusivo in cui le persone con disabilità visive possano diventare protagoniste del proprio processo di apprendimento, immaginando e costruendo un Progetto di Vita a partire da una concezione critica e dinamicamente divergente.
Il periodico rappresenta senz’altro un’unicità nell’universo editoriale come rivista specifica sulle tematiche legate alle disabilità visive lungo tutto l’arco della vita e con un’attenzione a tutti gli àmbiti della quotidianità (scolastico, lavorativo, sociale, culturale, sportivo, di accessibilità ad ampio respiro). (Simona Lancioni)

Per contatti: Stefano Salmeri (stefano.salmeri@unikore.it) e Francesco Giacanelli (cdtinfo@bibciechi.it).
Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli e viene qui ripreso, con minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

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Il videogioco al Niguarda di Milano, come linguaggio terapeutico

4 Febbraio 2026 - 2:11pm

Progetto promosso da Spazio Vita Niguarda, in collaborazione con il reparto di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Ospedale Niguarda di Milano, “Gaming che cura” porta la “Videogame Therapy” in tale nosocomio, all’interno del polo tecnologico “TechLAB”, spazio dedicato appunto al videogioco accessibile e inclusivo, con l’obiettivo di supportare adolescenti con disturbi del neurosviluppo

Si chiama Gaming che cura ed è un progetto promosso dalla struttura polifunzionale Spazio Vita Niguarda, in collaborazione con il reparto di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Ospedale Niguarda di Milano, che porta la Videogame Therapy in tale nosocomio, all’interno del polo tecnologico TechLAB, spazio dedicato appunto al videogioco accessibile e inclusivo, con l’obiettivo di supportare adolescenti con disturbi del neurosviluppo.
«Si tratta di un progetto – spiegano i promotori – che sceglie di partire da ciò che i ragazzi conoscono e abitano ogni giorno, il videogioco, non come evasione, ma come linguaggio terapeutico, capace di creare un ponte tra la persona e il percorso di cura».

A sostegno di Gaming che cura è già attiva una campagna di raccolta fondi sul portale Crowdforlife, piattaforma di crowdfunding di Crédit Agricole Italia, che contribuirà con un terzo dell’importo donato. I fondi raccolti serviranno per allestire postazioni terapeutiche dedicate, acquistare software e tecnologie specifiche per lo svolgimento delle attività. Dal canto suo, Spazio Vita Niguarda metterà a disposizione i propri spazi e le proprie tecnologie, rafforzando concretamente il servizio offerto all’Ospedale Niguarda e ai suoi pazienti, oltre a contribuire con un cofinanziamento per la formazione dei propri specialisti e degli operatori del reparto di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

«Sostenere Gaming che cura – concludono da Spazio Vita Niguarda – significa contribuire a rendere la cura più vicina ai bisogni reali dei giovani pazienti, offrendo nuove possibilità di relazione, ascolto e accompagnamento all’interno dell’ospedale». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: segreteria@spaziovitaniguarda.com.

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Ci hanno lasciato due grandi donne con disabilità

4 Febbraio 2026 - 1:46pm

«Nel giro di due giorni – scrive Salvatoire Nocera – ci hanno lasciato due grandi donne con disabilità, Stefania Delendati e Ileana Argentin, entrambe impegnate socialmente, la prima come giornalista e la seconda in politica. Di loro, in questi giorni, si sono giustamente raccontate le virtù pubbliche sulla difesa e la diffusione dei diritti umani delle persone con disabilità, io desidero invece ricordare la virtù che in loro mi ha colpito di più e cioè la femminilità» Stefania Delendati

A distanza di appena un giorno una dall’altra ci hanno lasciato due grandi donne con disabilità, Stefania Delendati e Ileana Argentin, entrambe impegnate socialmente, la prima come giornalista e la seconda in politica.
Di loro, in questi giorni, si sono giustamente raccontate, sulla stampa e sui social, le virtù pubbliche sulla difesa e la diffusione dei diritti umani delle persone con disabilità, pur se in modo differente, Stefania con la scrittura, Ileana con l’impegno politico. Non ripeterò quindi quanto è stato già detto e scritto molto meglio di come potrei fare io; dopo avere ascoltato su WhatsApp il commosso saluto di Valeria Cotura della FIADDA (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone sorde e Famiglie) [ne riprenderemo quanto prima i contenuti anche in altra parte del nostro giornale, N.d.R.], desidero invece ricordare la virtù che in loro mi ha colpito di più e cioè la loro femminilità.

In Stefania traspare negli scritti e nel suo modo di affrontare i temi da sviluppare su Superando, testata tramite la quale l’ho conosciuta. Penso al garbo con il quale fece rivolgere a Simona Lancioni e a me un’intervista al professor Paolo Cendon del quale volevamo criticare in modo polemico alcuni risultati assai gravi ai quali aveva dato occasione la sua legge sull’amministratore di sostegno.
Penso alla gentilezza con cui intervistava le persone con disabilità su Superando, avendo fatto una scelta editoriale molto felice di presentare alcune vite significative di donne che avevano affrontato la propria disabilità con coraggio ed impegno.

Penso ancora alla sensibilità e alla disponibilità con la quale inviò al Presidente della Repubblica un documento di appoggio alla richiesta di grazia per un’avvocatessa che era incappata nelle maglie della Giustizia proprio per una cattiva applicazione della legge sull’amministratore di sostegno.

Ileana Argentin

Di Ileana, come giustamente dice Valeria Cotura, mi ha sempre colpito il suo senso di femminilità nella cura del vestire e del trucco. Questa eleganza personale rendeva molto più gradevoli ed efficaci le sue stesse battaglie politiche. E questo suo atteggiamento era per me molto singolare, dal momento che, dopo il Sessantotto del secolo scorso e per circa i vent’anni successivi, le ragazze di sinistra vestivano in modo sciatto, non curandosi del trucco, come segno di protesta contro “l’imborghesimento che produceva l’integrazione nel sistema”.

Ecco cosa desidero ricordare di Stefania Delendati e di Ileana Argentin, oltre, ovviamente, al loro impegno sociale e politico e ai frutti che ne sono derivati, come, ad esempio, da una parte i tanti articoli di Stefania che “ci hanno formato”, dall’altra la Legge 112/16 sul “Dopo di Noi”, di cui Ileana fu la prima firmataria.

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Dal 1° marzo sperimentazione della “riforma della disabilità” in altre 40 Province

4 Febbraio 2026 - 1:25pm

Verrà estesa a ulteriori 40 Province, a partire dal 1° marzo, la sperimentazione del nuovo sistema previsto dal Decreto Legislativo 62/24 che in attuazione della Legge Delega 227/21 in materia di disabilità, semplifica il sistema di accertamento dell’invalidità civile e introduce la nuova valutazione multidimensionale per l’elaborazione del Progetto di Vita delle persone con disabilità. Com’è noto, poi, dal 1° gennaio 2027, conclusa la sperimentazione, la Legge dovrà essere implementata in tutte le Province del Paese

«Con l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del “Decreto Legge PNRR”, verrà estesa a ulteriori 40 Province*, a partire dal 1° marzo prossimo, la sperimentazione del nuovo sistema previsto dal Decreto Legislativo 62/24 che semplifica il sistema di accertamento dell’invalidità civile e introduce la nuova valutazione multidimensionale per l’elaborazione del Progetto di Vita delle persone con disabilità»: lo dichiara in una nota la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, ricordando poi che questa cosiddetta “riforma della disabilità” «dà attuazione alla Legge Delega 227/21 in materia di disabilità, approvata all’unanimità dal Parlamento, ed è legata ad un passaggio importante per la sesta rata del PNRR. Dal 1° gennaio 2027, poi, al termine della fase di sperimentazione, la Legge sarà implementata in tutte le Province, come per tutti i progetti e le riforme legate al PNRR. Risulta pertanto fondamentale il percorso di formazione e sperimentazione messo a punto dal Ministero per le Disabilità che sta offrendo ai territori e agli operatori dei servizi l’opportunità di arrivare preparati al 1° gennaio 2027».
In tal senso, aggiunge, «voglio ringraziare il gruppo dei formatori nazionali, tutte le Regioni e gli Enti di riferimento territoriale per il grande impegno e per la serietà con la quale stanno affrontando questo percorso fondamentale per le persone con disabilità e le loro famiglie».

«Le Province non comprese in questo nuovo gruppo che partirà dal 1° marzo – conclude Locatelli – potranno comunque affrontare il percorso di formazione, visto appunto che, come detto, dal 1° gennaio 2027 la Legge dovrà essere implementata in tutto il Paese». (S.B.)

*Queste le nuove 40 Province interessate dalla sperimentazione a partire dal 1° marzo prossimo: Chieti, Potenza, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Caserta, Bologna, Rimini, Piacenza, Ravenna, Pordenone, Udine, Roma, La Spezia, Savona, Bergamo, Como, Milano, Mantova, Pavia, Sondrio, Ancona, Ascoli Piceno, Campobasso, Asti, Cuneo, Torino, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Catania, Messina, Arezzo, Massa Carrara, Bolzano, Terni, Treviso, Venezia, Verona.

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La campagna “L’inclusione si fa solo insieme”: l’evento conclusivo

3 Febbraio 2026 - 6:36pm

Un vero e proprio “giro della Lombardia”, per accompagnare il percorso di implementazione della Legge Regionale sul diritto alla vita indipendente: è stato questo la campagna “L’inclusione si fa solo insieme”, lanciata nel 2023 dalla Federazione LEDHA, che vivrà ora il 13 febbraio il proprio evento conclusivo a Milano, presso la sede del Consiglio Regionale della Lombardia, incontro durante il quale si parlerà anche dello stato di avanzamento della cosiddetta “Riforma della disabilità” avviata a livello nazionale

«Un vero e proprio “giro della Lombardia” di circa novanta tappe, durante le quali si svolgeranno, in ogni territorio, focus group ed eventi di formazione e informazione»: così, nella primavera del 2023, avevamo presentato sulle nostre pagine la campagna denominata L’inclusione si fa solo insieme promossa dalla LEDHA, la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità che costituisce la componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), in collaborazione con CSVnet Lombardia, FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), il Forum Terzo Settore Lombardia e l’Università di Milano-Bicocca, per accompagnare il percorso di implementazione della Legge Regionale della Lombardia 25/22 (Politiche di welfare sociale regionale per il riconoscimento del diritto alla vita indipendente e all’inclusione sociale di tutte le persone con disabilità).
Si è trattato di un percorso che abbiamo seguito di volta in volta e che ora, dopo quasi tre anni, volge alla conclusione. L’evento finale, infatti, è in programma per la mattinata del 13 febbraio, a Palazzo Pirelli di Milano, sede del Consiglio Regionale della Lombardia (ore 9.30-13).

L’incontro, promosso dalla LEDHA stessa e dall’Intergruppo presente nel Consiglio Regionale della Lombardia “Non autosufficienza e vita indipendente delle persone con disabilità”, sarà appunto l’occasione per presentare i risultati della campagna, per fare segnatamente il bilancio sullo stato di attuazione della Legge Regionale 25/22, nonché sulla sperimentazione del Decreto Legislativo 62/24 (Definizione della condizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l’elaborazione e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato), applicativo della Legge Delega 227/21 in materia di disabilità, ossia della cosiddetta “Riforma della disabilità”.

Sono previsti gli interventi di Elena Lucchini, assessora alla Famiglia, alla Solidarietà Sociale, alla Disabilità e alle Pari Opportunità della Regione Lombardia, Alessandra Locatelli, ministra per le Disabilità, dei rappresentanti delle Direzioni Generali della Lombardia maggiormente coinvolte (Famiglia, Welfare, Istruzione e Lavoro), dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), del Forum del Terzo Settore e della LEDHA.
«Si tratta di un appuntamento particolarmente significativo – sottolineano i promotori – e per questo invitiamo partecipare e a contribuire alla diffusione della notizia, per favorire la più ampia partecipazione possibile delle persone interessate». (S.B.)

Le iscrizioni sono già aperte tramite questo link (entro il 10 febbraio). Per ogni ulteriore informazione: comunicazione@ledha.it (entro breve la LEDHA stessa comunicherà nel proprio sito l’eventuale possibilità di seguire i lavori anche in streaming).

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Legge di Bilancio: le misure riguardanti direttamente o indirettamente le persone con disabilità

3 Febbraio 2026 - 5:44pm

Le misure contenute nella Legge di Bilancio per il 2026 esplicitamente dedicate alle persone con disabilità e ai loro nuclei familiari, ma anche quelle che le riguardano in modo più indiretto: tutte vengono trattate in un ampio approfondimento proposto dal Centro Studi Giuridici HandyLex del quale suggeriamo senz’altro la consultazione

«La Legge di Bilancio per il 2026 (Legge 199/25) include un insieme di disposizioni che, a vario titolo, interessano le persone con disabilità e i loro nuclei familiari. Alcune misure sono esplicitamente dedicate, mentre, accanto ad esse, la manovra interviene su aspetti organizzativi e procedurali che possono incidere sull’attuazione concreta dei diritti. Infine, sono presenti disposizioni di carattere trasversale, come quelle che incidono sul calcolo del patrimonio mobiliare ai fini ISEE e sulle modalità di adeguamento degli enti erogatori di prestazioni sociali agevolate, che pur non essendo misure “disabilità-specifiche”, possono riflettersi sull’accesso e sulla quantificazione di interventi e servizi territoriali utilizzati anche da persone con disabilità»: si apre così un ampio approfondimento curato dal Centro Studi Giuridici HandyLex, riguardante appunto la Legge di Bilancio per il 2026, testo che suggeriamo senz’altro di consultare (a questo link).

Per comodità di consultazione dell’approfondimento, riportiamo anche l’Indice dello stesso, ripartito nei seguenti nove punti:
1. ISEE ed accesso alle prestazioni agevolate.
2. Caregiver familiare: Fondo per iniziative legislative (comma 227).
3. Governance e capacità amministrativa: Dipartimento disabilità e Segreteria tecnica (commi 284-285).
4. Scuola e inclusione: LEP per assistenza all’autonomia e alla comunicazione (commi 706-711).
5. Lavoro: piattaforma telematica INPS e controlli sui permessi ex art. 33 L. 104/1992 (commi 723-724).
6. Mobilità e TPL: Fondo per la mobilità delle persone con disabilità e a ridotta mobilità (commi 872-874).
7. Sostegno al movimento associativo ed a enti rappresentativi.
8. Sanità: assistenza protesica e tariffe (comma 350).
9. Sintesi operativa: cosa monitorare nei prossimi mesi. (S.B.)

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Sostenere chi si prende cura delle persone con disabilità: il rapporto tra famiglia e servizi

3 Febbraio 2026 - 5:25pm

Terzo incontro, il 6 febbraio, sul tema “Gestire i rapporti nella rete”, nell’àmbito del ciclo “Disabilità. Sostenere chi si prende cura”, avviatoi nel dicembre scorso a nelle Marche a cure del Gruppo Solidarietà, rivolgendosi a familiari e caregiver di persone con disabilità

Terzo incontro, il 6 febbraio, sul tema Gestire i rapporti nella rete, del ciclo denominato Disabilità. Sostenere chi si prende cura, organizzato nelle Marche dal Gruppo Solidarietà, rivolgendosi a familiari e caregiver di persone con disabilità, che si tiene presso la Biblioteca La Fornace di Moie di Maiolati Spontini (Ancona) e che avevamo presentato nel dicembre scorso.
«Dopo i primi due incontri – spiegano i promotori -, in cui abbiamo compreso meglio come funziona il sistema dei servizi, della presa in carico, i ruoli e le funzioni degli enti, dedichiamo questo tero appuntamento ad una dimensione, forse poco esplorata, che riguarda il rapporto tra famiglia e servizi. Un rapporto, questo, che può, nel corso del tempo, vivere conflittualità, incomprensione, sfiducia, diventando una dimensione del vissuto familiare che richiede davvero tante energie. Scegliamo allora di fermarci e prendercene cura».

Condotto da Gloria Gagliardini del Gruppo Solidarietà, l’incontro sarà in modalità dialogica ed esperienziale e per questo è richiesta l’iscrizione entro il 4 febbraio.
L’incontro conclusivo del ciclo, ricordiamo infine, si avrà il 6 marzo sul tema Prendersi cura di sé e con la conduzione di Antonella Boni. (S.B.)

L’incontro è a partecipazione gratuita, ma, come detto, con iscrizione necessaria, chiamando la segreteria del Gruppo Solidarietà al numero 0731 703327 (mattina, 9.30-12) o tramite WhatsApp al numero 328 2675137. Per ogni altra informazione: grusol@grusol.it.

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Quando Stefania Delendati vinse il “Premio Marina Garbesi” per il suo giornalismo a favore dei diritti

3 Febbraio 2026 - 2:33pm

Riceviamo il seguente ricordo dai promotori del “Premio Marina Garbesi” (con una nota anche del Comune di Imola), che lo scorso anno lo conferirono alla nostra direttrice responsabile Stefania Delendati «per l’impegno a tutela dei diritti delle persone con disabilità, la cura e la tenacia con cui lo svolge, l’eleganza dello stile, il contributo costante alla storia ventennale di Superando, organo d’informazione che affronta, e risolve, la questione del linguaggio sulle persone con disabilità nella pratica quotidiana» Stefania Delendati

Nel mese di aprile dello scorso anno, come avevamo ampiamente segnalato, eravamo stati particolarmente orgogliosi dell’assegnazione a Imola del “Premio Marina Garbesi” (terza edizione) alla nostra direttrice responsabile Stefania Delendati, scomparsa nei giorni scorsi.
Oggi riceviamo e ben volentieri pubblichiamo il seguente contributo dai promotori di quel prestigioso premio giornalistico, contenente anche quanto dichiarato in questi giorni dal Comune di Imola.

Stefania Delendati, vincitrice della sezione Giornalismo del nostro Premio, è mancata, a 49 anni, per le complicazioni successive a un intervento chirurgico. Dal maggio del 2024 era direttrice responsabile di Superando, che l’ha ricordata riproponendo l’articolo con cui si presentò ai Lettori e alle Lettrici nel nuovo ruolo. Lettori e Lettrici che già la conoscevano bene perché scriveva per Superando da oltre dieci anni.
La motivazione del Premio sottolineava, oltre all’impegno di Stefania Delendati a tutela dei diritti delle persone con disabilità, «l’eleganza dello stile». Un approccio alle notizie e alla scrittura ben riassunti in questo passaggio di quel suo editoriale di presentazione: «Non mi è mai piaciuto dire “mondo della disabilità”, è in antitesi con l’inclusione, una maniera per relegare una parte di umanità su un pianeta distante, mentre dobbiamo conoscerci e arricchirci a vicenda nell’unico mondo di cui tutti facciamo parte. Dobbiamo tendere la mano anche noi, persone con disabilità, non rannicchiarci in una zona di comfort dove tutto ci è dovuto, farci conoscere anche con i nostri difetti, perché un altro tabù da abbattere è quello che ci vede buoni e perfetti, un po’ santi un po’ eroi, figli di una narrazione stereotipata. Il giorno in cui di una persona con disabilità oggettivamente insopportabile si avrà il coraggio di dire con sincerità quel che si pensa di lei, l’ultimo pregiudizio sarà abbattuto!».

Come ha scritto in questi giorni Vincenzo Falabella, presidente della FISH, la Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie che è anche editore di Superando.it, «il contributo di Stefania è stato centrale nel costruire un’informazione capace di accompagnare il dibattito pubblico con competenza e profondità, senza mai perdere di vista le ricadute concrete delle politiche e delle scelte istituzionali sulla vita quotidiana delle persone con disabilità e delle loro famiglie».

Mentre abbracciamo i genitori e gli amici di Stefania, ci fa piacere ricordarla oggi – e lo faremo poi ad aprile, nella nuova edizione del Premio – con le parole che le ha dedicato Alessandro Cannavò su queste stesse pagine: «Come spiegai nel post che scrissi lo scorso anno [ripreso anche da Superando a questo link, N.d.R.] in occasione del Premio Garbesi ricevuto a Imola, Stefania, che una malattia genetica aveva relegato su una sedia a rotelle togliendole forza e movimenti, aveva la capacità di guardare lontano, di oltrepassare quel suo corpo così fragile e trasportarsi con la mente, la cultura, lo studio, nelle situazioni che raccontava, da vera cronista. Un valore straordinario messo a disposizione, senza clamori ma con grande sostanza, al servizio delle cause della disabilità».

Il cordoglio dell’Amministrazione, della Giunta e della Città di Imola è stato espresso dal sindaco, Marco Panieri e dall’assessore alla Cultura Giacomo Gambi: «Giornalista di grande sensibilità, competenza e rigore civile, Stefania ha dedicato il suo lavoro alla tutela dei diritti delle persone con disabilità, contribuendo in modo determinante a una cultura dell’informazione attenta, rispettosa e capace di incidere concretamente nella società. Il suo impegno, riconosciuto anche dalla nostra città, lascia un segno importante e duraturo. Nel 2024 le era stato conferito il Premio Garbesi, a testimonianza del valore del suo contributo professionale e umano».
«Il Premio Marina Garbesi – ricorda ancora la nota – è stato istituito col sostegno del Comune di Imola da Ludovico Bellu, un giovane uomo autistico, figlio della giornalista di Repubblica scomparsa il 4 aprile 2021, per promuovere un’informazione rispettosa della disabilità. Alla famiglia, alla redazione di Superando.it e a tutte le persone che le hanno voluto bene va il pensiero e l’abbraccio sincero della comunità imolese».

*info@premiomarinagarbesi.it.

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Non un semplice logo, ma l’idea di una casa della ricerca aperta

3 Febbraio 2026 - 2:04pm

«Il 29 gennaio scorso per l’APRI (Associazione per la ricerca sull’autismo Cimadori), è stato un giorno speciale – scrive Carlo Hanau -: abbiamo infatti presentato il nostro nuovo logo, ma in realtà stiamo condividendo molto di più: una storia fatta di impegno, di relazioni autentiche e di speranze che si intrecciano»

Il 29 gennaio scorso per l’APRI, che oggi è l’Associazione per la ricerca sull’autismo Cimadori, è stato un giorno speciale. Abbiamo infatti presentato il nostro nuovo logo, ma in realtà stiamo condividendo molto di più: una storia fatta di impegno, di relazioni autentiche e di speranze che si intrecciano. Il nuovo logo, infatti, rappresenta – come si può vedere qui a fianco – una bussola stilizzata con al centro una casa. Il tetto, a forma di freccia, indica il Nord e simboleggia la direzione della ricerca, mentre i triangoli rivolti a Sud, Est e Ovest esprimono l’esplorazione in ogni direzione.
Questo segno racconta l’idea di una casa della ricerca aperta, orientata e in continuo movimento, un luogo che guida, accoglie e spinge sempre a cercare nuove strade.
Questo nuovo segno grafico non è solo un’immagine. È il riflesso di ogni passo avanti, di ogni ricerca che diventa possibilità, di ogni famiglia che trova ascolto, di ogni occasione in cui insieme abbiamo scelto di aprire, e non chiudere, le porte del futuro.

Un grazie speciale va a Paolo Prossen, che ha donato con grande generosità la sua creatività e la sua sensibilità per dare vita a questo simbolo.
Prossen è un graphic designer italo-francese con oltre quarant’anni di esperienza nella progettazione di marchi e nella comunicazione istituzionale. Il suo lavoro attraversa àmbiti diversi – dalla ricerca scientifica alla moda, dalla finanza alla cultura e al food – con un approccio rigoroso e allo stesso tempo sensibile al contesto e all’identità dei brand.
Nel corso della sua carriera ha collaborato con realtà internazionali e istituzionali di primo piano, tra cui Adidas, Borsalino, Confindustria Moda, Disney, CNR-Bologna, Carso-Kras Università di Trieste, Area Science Park, Rinascente, Coin e i Musei d’Arte Contemporanea di Lund (Svezia) e Aarhus (Danimarca). Un percorso, il suo, che riflette una visione del design come strumento strategico, capace di dare forma e coerenza a valori complessi nel tempo.

Grazie a tutte le persone che camminano al nostro fianco. Continuiamo ad aprire strade, insieme.

Ringraziamo Simona Lancioni per la collaborazione.

*Presidente dell’APRI (Associazione per la ricerca sull’autismo Cimadori, in passato Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l’autismo e il danno cerebrale), già docente di Programmazione e organizzazione dei servizi sociali e sanitari nelle Università di Modena e Reggio Emilia e di Bologna.

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La professoressa Ileana Argentin

2 Febbraio 2026 - 6:02pm

«L’impegno politico-istituzionale di Ileana Argentin – scrive tra l’altro Federico Girelli – è a tutti noto. Meno noto, forse, è il suo ruolo di docente universitaria. Ileana, infatti, insegnava Diritto delle Disabilità nell’Università Niccolò Cusano di Roma, facendo vedere ai giovani (e a tutti noi) che le persone con disabilità non sono “marziani”, ma “persone” che, se adeguatamente supportate, possono svolgere le più diverse attività, financo, ove possibile, così complesse come la docenza universitaria» Ileana Argentin

Come abbiamo già scritto in altra parte del nostro giornale, Ileana Argentin, scomparsa nei giorni scorsi a Roma all’età di 62 anni, era stata deputata per due Legislature dal 2008 al 2018, oltreché impegnata a lungo nel mondo dell’associazionismo e anche docente all’Università Unicusano (Università degli Studi Niccolò Cusano) di Roma. È un altro docente di quello stesso Ateneo, Federico Girelli, a inviarci il seguente ricordo cui diamo ben volentieri spazio.

Ileana Argentin è venuta a mancare. In questi casi spesso si dice che la dipartita della persona lascia un vuoto. Beh, nel caso di Ileana, semmai, direi che resta un pieno: Ileana ci lascia infatti tutti i contenuti e i traguardi di tante battaglie di attività sociale e politica a sostegno delle persone con disabilità.
Il suo impegno politico-istituzionale è a tutti noto. Meno noto, forse, è il suo ruolo di docente universitaria. Ileana, infatti, insegnava Diritto delle Disabilità nell’Università Niccolò Cusano di Roma.
Quando assunse l’incarico di insegnamento fu bello ritrovarci nella mia Università: naturalmente ci conoscevamo da tempo in ragione non solo dei miei interessi scientifici, ma anche per via del comune impegno sociale sul fronte delle disabilità, che aveva fatto sì che ci incontrassimo in diverse occasioni. Insomma, grazie all’Università Ileana ed io, oltre che amici siamo diventati “colleghi”.
Non va data per scontata la volontà di Ileana di cimentarsi anche nell’insegnamento universitario: lo sforzo, sì è questo il termine esatto, lo sforzo che ha dovuto fare per svolgere questa ulteriore (ennesima) attività non può certo esser sottovalutato. Nelle sue condizioni nulla era facile o scontato: eppure, quando all’Università ci fermavamo a parlare, dalla sua persona traspariva sempre naturalezza, mai stanchezza.
La docenza di Ileana è stata un’attività preziosa non solo sul piano didattico: è stato anche un atto politico. Ad uno studente universitario, magari non di frequente, può capitare di avere un collega o una collega con disabilità. Ma quante volte ha l’opportunità di confrontarsi con un professore (in questo caso una professoressa) con disabilità?
Nel fare lezione, nel fare gli esami, nel partecipare alle sedute di laurea, nel ricevere gli studenti, faceva vedere ai giovani (e a tutti noi) che le persone con disabilità non sono “marziani”, ma sono appunto persone che, se adeguatamente supportate, possono svolgere le più diverse attività, financo, ove possibile, così complesse come la docenza universitaria.
Ileana, con la sua presenza all’Università, ha concretamente combattuto l’idea – ancora troppo diffusa – per cui da una parte ci sono i cosiddetti “normali” e dall’altra i “disabili”, quando, invece, la realtà è che esiste un unico genere umano, ricco di tante diversità che, come tali, vanno riconosciute e valorizzate.
Arrivederci, Ileana.

*Professore di Diritto Costituzionale all’Università degli Studi Niccolò Cusano di Roma, presidente del Comitato Siblings.

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“Storie, Voci e Luoghi Accessibili” a Quartu Sant’Elena

2 Febbraio 2026 - 5:36pm

Verrà presentato il 5 febbraio a Quartu Sant’Elena (Cagliari) il progetto “Storie, Voci e Luoghi Accessibili”, iniziativa promossa dall’Associazione Impatto Teatro e sostenuta dal Comune locale, che mira a trasformare la percezione della disabilità, affrontando il tema dell’accessibilità e dell’inclusione sociale attraverso un percorso multidisciplinare fatto di laboratori sensoriali di teatro, danza, canto, scrittura creativa e produzioni cinematografiche

«Questa iniziativa mira a trasformare la percezione della disabilità e a promuovere un’idea di città realmente aperta a tutti, attraverso l’arte e la creatività, affrontando appunto il tema dell’accessibilità e dell’inclusione sociale attraverso un percorso multidisciplinare fatto di laboratori sensoriali di teatro, danza, canto, scrittura creativa e produzioni cinematografiche»: sarà questo, a Quartu Sant’Elena (Cagliari), popoloso centro della Sardegna, il terzo per abitanti dopo Cagliari e Sassari, il progetto denominato Storie, Voci e Luoghi Accessibili, promosso dall’Associazione di Promozione Sociale Impatto Teatro, diretto da Karim Galici e sostenuto dall’Assessorato alle Politiche Sociali e Generazionali del Comune di Quartu Sant’Elena, unitamente a più di 20 partner.

Il progetto, che si svilupperà con numerose attività aperte al pubblico da questo mese di febbraio fino a luglio, verrà presentato nella mattinata del 5 febbraio (Sala Convegni dello Spazio Michelangelo Pira, Via Brigata Sassari, Quartu Sant’Elena, ore 11.30), alla presenza di Karim Galici, del sindaco di Quartu Sant’Elena Graziano Milia e di altri rappresentanti istituzionali. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Dafne Turillazzi (dafneturillazzi@gmail.com).

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Ileana Argentin, una vita di impegno per i diritti delle persone con disabilità

2 Febbraio 2026 - 4:41pm

«Donna con disabilità – scrive Vincenzo Falabella, ricordando Ileana Argentin, scomparsa nei giorni scorsi a 62 anni – è stata una figura centrale e autorevole nella lunga e difficile battaglia per il riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità in Italia. La sua vita è stata un esempio di impegno civile profondo, nato dall’esperienza personale e trasformato in azione politica concreta, sempre orientata alla giustizia sociale e all’uguaglianza sostanziale» Ileana Argentin

Deputata per due Legislature dal 2008 al 2018, già impegnata in precedenza nel mondo dell’associazionismo come presidente, tra l’altro, della UILDM di Roma (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), e anche docente all’Università Unicusano, è scomparsa a 62 anni Ileana Argentin, donna con atrofia muscolare spinale. Come è stato scritto, «il suo è stato un impegno instancabile per i diritti delle persone con disabilità, un’attività a tutti i livelli, dall’associazionismo e dal volontariato fino al Parlamento, passando per Consigli Comunali o di Circoscrizione nella Capitale».
Riceviamo e pubblichiamo il seguente ricordo di Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).

Ileana Argentin non è stata solo una donna con disabilità, ma una figura centrale e autorevole nella lunga e difficile battaglia per il riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità in Italia. La sua vita è stata un esempio di impegno civile profondo, nato dall’esperienza personale e trasformato in azione politica concreta, sempre orientata alla giustizia sociale e all’uguaglianza sostanziale.
Conosceva direttamente le barriere fisiche, culturali e istituzionali che ostacolano l’autonomia e la piena partecipazione delle persone con disabilità. Per questo ha scelto di non accettare l’emarginazione come destino, ma di contrastarla con determinazione e competenza. Ileana ha sempre affermato che le persone con disabilità non devono essere oggetto di assistenza passiva, ma soggetti di diritto, cittadini e cittadine a pieno titolo, protagonisti della propria vita.

Durante la sua permanenza in Parlamento, uno dei risultati più significativi del suo impegno è stata la cosiddetta “Legge sul Dopo di Noi” [Legge 112 del 2016, “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”, N.d.R.], da lei fortemente voluta e sostenuta, una norma che ha rappresentato una svolta culturale e politica fondamentale, affrontando una delle paure più profonde delle famiglie delle persone con disabilità: il futuro dei propri figli quando i genitori non ci saranno più. Ileana ha lottato affinché lo Stato si assumesse la responsabilità di garantire continuità di cura, autonomia abitativa, inclusione sociale e rispetto della dignità della persona, superando una visione puramente assistenzialistica. Il “Dopo di Noi” non è stato per lei solo un provvedimento normativo, ma un atto di civiltà, che riconosce il diritto a una vita dignitosa anche oltre la protezione familiare.
Nel suo impegno pubblico, Argentin ha lavorato perché l’accessibilità fosse riconosciuta come un diritto fondamentale e non come una concessione, e perché l’inclusione diventasse una pratica reale nelle scuole, nel lavoro, nei servizi e negli spazi della vita quotidiana. Ha denunciato con chiarezza ogni forma di discriminazione, ricordando che una società che esclude le persone con disabilità è una società ingiusta e incompleta.

Nel suo percorso politico e civile, ha sempre attribuito grande valore al confronto con il mondo associativo, e in particolare con la FISH. Il rapporto con tale Federazione è stato caratterizzato da un dialogo costante, talvolta anche da dibattiti intensi e critici, ma sempre fondati su un obiettivo comune: l’affermazione dei diritti delle persone con disabilità. Ileana non ha mai temuto il confronto, neppure quando le posizioni erano diverse, perché riteneva che il dissenso argomentato fosse una risorsa e non un ostacolo. Nei dibattiti con la FISH ha difeso con forza la centralità delle persone con disabilità nelle scelte politiche, riconoscendo al movimento associativo un ruolo fondamentale di stimolo, controllo e proposta nei confronti delle istituzioni. Questo dialogo, a volte serrato ma sempre leale, ha contribuito a rafforzare politiche più consapevoli e aderenti ai bisogni reali, dimostrando come il cambiamento nasca dall’ascolto reciproco e dalla collaborazione tra rappresentanza politica e società civile organizzata.

Ileana Argentin ci lascia un’eredità politica e morale di grande valore. Ci ha insegnato che i diritti non sono mai acquisiti una volta per tutte, ma vanno difesi e ampliati; che la disabilità non è un limite individuale, bensì il risultato di un contesto che non sa accogliere le differenze; che la dignità della persona non può essere subordinata a logiche economiche o burocratiche.
La sua scomparsa rappresenta una perdita profonda, ma anche una chiamata alla responsabilità collettiva. Ricordarla significa continuare la sua battaglia, dare forza alle sue idee e lavorare ogni giorno per una società davvero inclusiva, in cui nessuna persona con disabilità venga lasciata sola.

*Presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).

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Carta europea della disabilità e Contrassegno Europeo di Parcheggio: verso l’adozione della Direttiva Europea

2 Febbraio 2026 - 4:11pm

Tra le deleghe al Governo per l’attuazione della normativa europea, approvate con la Legge 91 dello scorso anno, ce n’è una relativa all’esecuzione della Direttiva Europea sulla Carta Europea della Disabilità e sul Contrassegno Europeo di Parcheggio, strumenti volti a facilitare e favorire la mobilità delle persone con disabilità all’interno dello spazio continentale, che secondo quella stessa Direttiva dovranno essere adottati entro il 2028 da tutti gli Stati dell’Unione Europea

Tra le diverse deleghe al Governo per l’attuazione della normativa europea, approvate con la Legge 91/25, ce n’è una relativa all’esecuzione della Direttiva (UE) 2024/2841 sulla Carta Europea della Disabilità (European Disability Card) e sul Contrassegno Europeo di Parcheggio (European Parking Card) per le persone con disabilità.
L’articolo 17 della Legge 91/25 stabilisce infatti la «delega al Governo per il recepimento della direttiva (UE) 2024/2841 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2024, che istituisce la Carta europea della disabilità e il contrassegno europeo di parcheggio per le persone con disabilità».

Quella Direttiva Europea prevede in sostanza che tutti gli Stati dell’Unione Europea adottino entro il 2028 la Carta Europea della Disabilità e il Contrassegno Europeo di Parcheggio con le caratteristiche previste. Si tratta di due strumenti volti a facilitare e favorire la mobilità delle persone con disabilità all’interno dello spazio europeo.
Va sottolineato che l’Italia è stata uno degli otto Paesi che hanno preso parte al progetto pilota della Carta Europea della Disabilità, cominciando a rilasciarla già nel 2018.
Con la delega oggetto del presente contributo, si dovrà dunque andare ad adeguare l’attuale Carta Europea della Disabilità, rilasciata dall’INPS, alle caratteristiche richieste dalla Direttiva Europea e a sostituire l’attuale contrassegno auto con uno di modello europeo, condiviso con tutti gli Stati membri.
Nel farlo, dunque, il Governo deve rispettare sia i princìpi generali già previsti dalla legge, sia alcune regole specifiche, ossia:
° aggiornare e coordinare le norme esistenti per applicare correttamente la Direttiva Europea, eliminando quelle incompatibili;
° stabilire quali siano le autorità competenti, a livello nazionale e locale, per l’applicazione della Direttiva;
° definire chi si occupa del rilascio e del rinnovo gratuito della Carta Europea della Disabilità e del Contrassegno Europeo di Parcheggio, anche in caso di smarrimento o danneggiamento;
° attribuire al Dipartimento per le Politiche in favore delle Persone con Disabilità e ai Comuni i compiti previsti dalla Direttiva, prevedendo forme di coordinamento tra loro;
° affidare la produzione e la stampa della Carta Europea della Disabilità e del Contrassegno Europeo di Parcheggio, anche in formato digitale, a un soggetto specializzato, utilizzando sistemi di sicurezza contro falsificazioni e contraffazioni, compreso il codice QR;
° fissare in dieci anni la durata di validità della Carta Europea della Disabilità e del Contrassegno Europeo di Parcheggio;
° definire le modalità tecniche per l’uso della versione digitale dei documenti, secondo le regole stabilite dall’Unione Europea;
° garantire che le persone con disabilità provenienti da altri Paesi dell’Unione Europea ricevano in Italia lo stesso trattamento delle persone residenti, comprese eventuali agevolazioni per accompagnatori o assistenti;
° prevedere procedure per sostituire i contrassegni di parcheggio attualmente in uso in Italia entro il 5 dicembre 2029;
° regolamentare il trattamento dei dati personali necessari al rilascio e al rinnovo dei documenti, assicurandone sicurezza, riservatezza e correttezza;
° rendere disponibili sui siti istituzionali informazioni chiare sulle agevolazioni, sui parcheggi riservati e sull’uso della Carta e del Contrassegno;
° coinvolgere attivamente le Associazioni delle persone con disabilità nello sviluppo, nell’attuazione e nella valutazione delle nuove misure;
° definire un sistema di tutela e di sanzioni per chi viola le disposizioni della direttiva, con sanzioni adeguate e proporzionate; i proventi delle sanzioni saranno destinati al Dipartimento per le Politiche in favore delle Persone con Disabilità.

Detto che i relativi Decreti Legislativi saranno adottati previa acquisizione del parere della Conferenza Unificata Stato-Regioni-Enti Locali, va ricordato che le spese necessarie per l’attuazione di alcune di queste misure sono coperte tramite fondi già previsti per il recepimento delle norme europee.

*HandyLex è il Centro Studi Giuridici della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).

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Impariamo insieme, Stefania, a stare sospese

2 Febbraio 2026 - 4:03pm

«Mentre eri ricoverata – scrive Simona Lancioni nel suo ricordo di Stefania Delendati -, Ti avevo spedito una poesia. Sapevo che non avresti gradito frasi consolatorie, non piacciono neanche a me. Ma forse una poesia l’avresti apprezzata. Pensavo che avremmo imparato insieme a stare sospese. E io oggi, un po’ sospesa, mi ci sento. Non avendo un corpo a cui consegnarla, consegno la poesia al mondo. È il mio omaggio per Te» Stefania Delendati

Non siamo solo persone che scrivono, lavorano o si scambiano impressioni, siamo anime che si toccano, legami che si intrecciano e che la morte non può spezzare. Voglio salutare così, Stefania Delendati, giornalista e direttrice responsabile di «Superando», venuta mancare il 30 gennaio, all’età di 49 anni. Una Persona che ho avuto modo di conoscere e stimare.
Ti saluto col dolore della separazione, ma anche con la gratitudine della condivisione. Mentre eri ricoverata, Ti avevo spedito una poesia. Sapevo che non avresti gradito frasi consolatorie, non piacciono neanche a me. Ma forse una poesia l’avresti apprezzata. Pensavo che avremmo imparato insieme a stare sospese. E io oggi, un po’ sospesa, mi ci sento.
Eccola, la poesia, non avendo un corpo a cui consegnarla, la consegno al mondo. È il mio omaggio per Te. Con affetto.
Mi riguardano del mondo / tutte le piccole cose, / il sonno dei sassi, / gli spaventi dell’acqua che trema, / la stoffa della luce, / la gravità delle foglie. / Imparo. / A stare sospesa. (Chandra Livia Candiani)

*Responsabile di Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli nel cui sito il presente contributo è già apparso e viene qui ripreso per gentile concessione.

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La testimonianza e lo straordinario patrimonio che ci ha lasciato Stefania

2 Febbraio 2026 - 1:07pm

«Stefania aveva la capacità di guardare lontano – scrive Alessandro Cannavò, responsabile del blog “InVisibili” del «Corriere della Sera.it», ricordando la nostra direttrice Stefania Delendata che di quel blog era collaboratrice fissa -, la capacità di oltrepassare quel suo corpo così fragile e trasportarsi con la mente, la cultura, lo studio, nelle situazioni che raccontava, da vera cronista. Un valore straordinario messo a disposizione, senza clamori ma con grande sostanza, al servizio delle cause della disabilità» Alessandro Cannavò insieme a Stefania Delendati

Oltre che direttrice responsabile di Superando, Stefania Delendati, scomparsa il 30 gennaio scorso, era anche collaboratrice fissa di InVisibili, il noto blog del «Corriere della Sera.it» dedicato alla disabilità. Più che volentieri riprendiamo proprio da InVisibili il ricordo del responsabile del blog Alessandro Cannavò.

«Ciao a tutti, ben ritrovati nel nuovo anno che speriamo porti cose belle! Vi propongo per il blog una nuova intervista ad una fisioterapista di Bergamo, Mara Violani, a cui nel 2018 è stata diagnosticata la sclerosi multipla. In modo particolare, mi interessa “indagare” come vive questa condizione una persona che lavora in ambito sanitario e che quindi in un certo senso ora è passata dall’altra parte della barricata, e se questo ha cambiato il suo rapporto con i pazienti. In attesa di sapere se posso procedere, vi ringrazio come sempre per l’attenzione. Un caro saluto a presto, Stefania»: sono tornato indietro di un paio di settimane o poco più per ritrovare, in data 14 gennaio, quest’ultima mail speditami da Stefania Delendati, che ci ha lasciati il 30 gennaio a 49 anni, per i postumi di un’operazione in seguito a un blocco intestinale, gettandoci in un dolore profondo. Quelle poche righe, con semplici comunicazioni di lavoro, racchiudono già tutto il suo spirito, tutta la sua passione e la sua serietà nel lavoro.
Stefania, firma di lunga data di Superando.it di cui era diventata nel 2024 direttrice responsabile, è stata una stella fulgente che ha brillato per un po’ di anni anche qui nel blog InVisibili, illuminandolo con una scrittura impeccabile, la profondità di analisi, i toni pacati, le punte di ironia.
Che dono che aveva Stefania nel trovare storie di disabilità inusuali, nel saperle raccontare arricchendole di ogni dettaglio, nella capacità di ascolto e di interpretazione del mondo della disabilità.
Come spiegai nel post che scrissi lo scorso anno [ripreso anche da Superando a questo link, N.d.R.] in occasione del Premio Garbesi ricevuto a Imola, Stefania, che una malattia genetica aveva relegato su una sedia a rotelle togliendole forza e movimenti, aveva la capacità di guardare lontano, di oltrepassare quel suo corpo così fragile e trasportarsi con la mente, la cultura, lo studio, nelle situazioni che raccontava, da vera cronista. Un valore straordinario messo a disposizione, senza clamori ma con grande sostanza, al servizio delle cause della disabilità.
In questo giorno tristissimo, che ci pare ingiusto come ogni giorno di una morte prematura, bisogna anche onorare la fatica, la capacità di resilienza e di reazione che le persone come Stefania e i loro familiari (ai genitori di Stefania il più grande abbraccio) hanno messo in campo ogni giorno, aggrappandosi alla vita. Stefania questa volta si è dovuta arrendere, ma ci lascia una testimonianza e un patrimonio straordinari.
Il blog InVisibili, che si appresta ormai a compiere 14 anni su «Corriere.it», può vantare nella sua storia momenti esaltanti, tra ricordi, iniziative, battaglie. Ma ha nel suo destino anche il dover affrontare perdite enormi: Stefania è il quarto addio dopo Franco Bomprezzi, Simona Petaccia, Antonio Giuseppe Malafarina. Sono tutti lì, con le loro foto, nel parterre di firme. E li rimarranno con il loro esempio, la loro grandissima dignità.

*Il presente contributo è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it», con il titolo “Stefania addio, ci hai dato una straordinaria lezione di bravura e dignità» e viene qui ripreso, con minime modifiche dovute al diverso contenitore, per gentile concessione.

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La prima ricerca in Italia sulla partecipazione e l’attivismo online

2 Febbraio 2026 - 12:39pm

Promossa dalla Fondazione Terzjus e dalla piattaforma Italia non profit, “Mi Attivo Per…” è stata certamente la prima ricerca in Italia sulla partecipazione e l’attivismo online. I primi risultati in anteprima verranno presentati domani, 3 febbraio, nel corso di un incontro online a partecipazione gratuita, aperto a tutti e tutte

Promossa dalla Fondazione Terzjus e dalla piattaforma Italia non profit, Mi Attivo Per… è stata certamente la prima ricerca in Italia sulla partecipazione e l’attivismo online, chiusasi il 30 settembre dello scorso anno. A suo tempo era stata presentata così: «Oggi le persone si attivano in tanti modi diversi: c’è chi firma una petizione, chi partecipa a una raccolta fondi, chi si impegna per la propria comunità, chi usa i social per far sentire la propria voce. Questa ricerca nasce per capire meglio come si partecipa, perché ci si attiva – online o di persona – e quali motivazioni spingono ognuno di noi».

L’iniziativa ha coinvolto tantissimi cittadini e cittadine in tutta Italia, raccogliendo una partecipazione davvero notevole e nella mattinata di domani, 3 febbraio (ore 12-13), è in programma un incontro online di presentazione dei risultati in anteprima, a partecipazione gratuita, mentre i risultati completi della ricerca saranno pubblicati ufficialmente il 6 marzo all’interno del Terzjus Report 2025 della Fondazione Terzjus, che verrà presentato a Roma nella stessa giornata e sarà fruibile anche online.

Aperto a tutti e tutte, il webinar di domani, moderato da Mara Moioli, co-fondatrice e capo progettazione di Italia non profit, prevede la partecipazione di Andrea Bassi, professore di Sociologia Generale all’Università di Bologna; Luigi Bobba, presidente della Fondazione Terzjus; Luigi Ceccarini, professore di Scienza Politica presso l’Università di Urbino Carlo Bo; Claudia Ladu, project manager di Italia non profit. (S.B.)

Per partecipare al webinar di domani, 3 febbraio, è necessario iscriversi tramite questo link. Per ulteriori informazioni: rim@italianonprofit.it.

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La mia sintonia con Stefania

2 Febbraio 2026 - 12:14pm

«Sentivo  sintonia di intenti, di metodi, di approccio alla vita e alle persone – scrive Laura Bonanni in questo suo ricordo di Stefania Delendati -, insomma, “viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda”. Ho vissuto altre perdite improvvise e inaspettate… Se il taglio è stato brusco e duro, nello stesso tempo ho pian piano, cominciato a sentire la presenza di queste persone nella mia vita ad altri livelli, poiché quando si costruisce un rapporto autentico e si sono condivisi parti e spazi di vita, l’altro resta in noi» Stefania Delendati

Sulla scomparsa della nostra direttrice responsabile Stefania Delendati, riceviamo e ben volentieri pubblichiamo questo contributo di Laura Bonanni, psicologa, psicoterapeuta, collaboratrice del nostro giornale e autrice anche di poesie in romanesco, al cui ricordo fa seguire alcuni suoi versi.
L’occasione ci è propizia inoltre – non potendolo fare uno per uno, da quanti sono stati -, per ringraziare caldamente tutti i tanti, tantissimi messaggi di vicinanza che abbiamo ricevuto. Grazie a tutti e tutte.

Ho appreso la scomparsa di Stefania aprendo la newsletter di Superando di oggi, 31 gennaio.
Sono addolorata e sconcertata! Ma si sa, la morte non manda il preavviso e «…come un ladro viene quando meno te lo aspetti» (Matteo 24, 42-51).
Non conoscevo bene Stefania e neppure da molto, ma dalle mail che ci siamo scambiate ho subito percepito una sintonia, una sensibilità profonda, una bella professionalità e ciò me l’ha subito resa familiare e consona ad un mio stile di procedere nelle relazioni.
Stefania è stata generosa con me. Pochi mesi fa mi aveva scritto un bel pezzo per il blog del «Corriere della Sera.it» InVisibili e poi mi aveva proposto la stesura di un articolo per Superando, in merito ad un mio intervento come relatrice, ad un convegno di specialisti in psicoterapia.
Sentivo reciprocità sincera fra noi, sintonia di intenti, di metodi, di approccio alla vita e alle persone. Insomma, “viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda”.
Ho vissuto altre perdite improvvise e inaspettate… Se il taglio è stato brusco e duro, nello stesso tempo ho pian piano, cominciato a sentire la presenza di queste persone nella mia vita ad altri livelli, poiché quando si costruisce un rapporto autentico e si sono condivisi parti e spazi di vita, l’altro resta in noi. Cioè alcuni suoi modi di fare, modi di vedere le cose, di vivere la vita, cominciano ad integrarsi con la nostra personalità.
Io ho fede e voglio averla! Non può finire tutto qui!
Ringrazio Stefania e sono vicina alla sua famiglia: non la scorderemo.
Concludo con delle belle e veritiere parole di un mio caro amico scomparso un paio di anni fa improvvisamente e inaspettatamente: Padre Lello Lanzilli SJ: «Non esiste nessuna bara, nessun sepolcro che può rinchiudere l’Amore… Perché l’Amore non muore mai…».

C’è tempo pe’ ogni cosa, / c’è tempo per il “rosa”. / C’è tempo pe’ un pensiero / che a volte è cupo e nero. / C’è tempo per i baci a vorte molto audaci. / C’è tempo per urlare, / quando stai troppo male… / C’è tempo pe’ sta’ soli in propria compagnia, non sempre è armonia… / C’è tempo pe’ ’sto corpo che spesso sopportiamo / e a volte poco amiamo.
Te fai mille domande, / te chiedi tante cose… / Ma siamo veramente ’na scheggia de un bel niente? / Ma siamo come rosa che pure se preziosa, / sfiorisce e se consuma lì, dentro la spazzatura?
Io credo che ’sto tempo che è cosa assai veloce / non è poi così atroce, / perché lui ci permette di far ben circolare / qualcosa assai speciale: / il bene, il bello, il cuore, / perché è solo se c’è amore / potrai guardà lontano oltre quell’aeroplano… / Oltre ’sto tempo corto che non sarà mai morto / se quando te ne andrai il cuor ti porterai.
Quel cuore che ha pulsato / e che ha sempre dato: / a un figlio, ad un fratello / o a quel genitore, con vera e umana passione. / A volte un po’ in conflitto, pe’ storto, non per dritto. / Ma siamo tanto umani e anche ben carnali. / Possiamo perdonarci anche se siamo “stracci”.
E dopo questo tempo che è come un lampo svelto… / tu apri gli occhi al Cielo, che non è più mistero. / E già da questa vita puoi far cosa gradita: / coltiva la passione, la voglia, un’intenzione… / e allora già vivrai il Cielo che sarai!

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Stefania Delendati, una guida autorevole al servizio dei diritti e della disabilità

2 Febbraio 2026 - 11:42am

«Il contributo di Stefania Delendati – scrive tra l’altro Vincenzo Falabella – è stato centrale nel costruire un’informazione capace di accompagnare il dibattito pubblico con competenza e profondità, senza mai perdere di vista le ricadute concrete delle politiche e delle scelte istituzionali sulla vita quotidiana delle persone con disabilità e delle loro famiglie» Stefania Delendati

La scomparsa di Stefania Delendati, direttrice responsabile di Superando, rappresenta una perdita profonda per il mondo dell’informazione sociale e per l’intera comunità delle persone con disabilità.
Con il suo lavoro, svolto sempre con rigore, passione e un forte senso di responsabilità, Stefania ha contribuito in modo determinante a rendere sempre più Superando uno strumento autorevole di informazione, analisi e cultura sui temi dei diritti, dell’inclusione e della disabilità.
Da editore di Superando posso affermare che nel suo ruolo di direttrice Stefania ha lavorato in stretta, costante e proficua collaborazione con Stefano Borgato, segretario di redazione sin dall’avvio del giornale, e con la nostra Federazione FISH, condividendo una visione editoriale comune fondata sulla qualità e sull’approfondimento dei contenuti, sull’accuratezza e l’affidabilità delle fonti e sull’utilizzo di un linguaggio attento, rispettoso e centrato sulle persone.
Questo lavoro condiviso ha permesso di rafforzare in modo significativo il legame tra la testata e la rete associativa della FISH, contribuendo a valorizzarne le esperienze, le competenze e le istanze provenienti dai territori. Superando si è così consolidato come uno spazio autorevole di informazione e riflessione, capace di dare visibilità alle buone pratiche, di sostenere una rappresentazione corretta e non stereotipata della disabilità e di favorire un dialogo costante tra le associazioni, le istituzioni e la società civile.
Il contributo di Stefania è stato centrale nel costruire un’informazione capace di accompagnare il dibattito pubblico con competenza e profondità, senza mai perdere di vista le ricadute concrete delle politiche e delle scelte istituzionali sulla vita quotidiana delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Attraverso Superando, ha sostenuto e seguito con attenzione le principali battaglie civili del movimento per i diritti, dall’inclusione scolastica e lavorativa all’accessibilità e alla piena partecipazione sociale.
Il suo lavoro ha rappresentato un vero e proprio presidio culturale e civile, orientato a contrastare stereotipi, narrazioni pietistiche e approcci assistenzialistici, promuovendo invece una lettura della disabilità fondata sui diritti, sull’autodeterminazione e sulla cittadinanza attiva. In questo percorso, Stefania ha sempre dimostrato una grande sensibilità umana, unita a una profonda competenza professionale.
La sua scomparsa lascia un vuoto umano e professionale difficile da colmare, ma anche un’eredità solida fatta di metodo, valori e visione. Continuare il lavoro di Superando nel solco da lei tracciato, in dialogo con Stefano Borgato e con la rete associativa della FISH, significa onorarne la memoria e dare continuità a un impegno che resta oggi più che mai necessario.
Quindi grazie Stefania: con il tuo lavoro lasci una testimonianza concreta di rigore editoriale, responsabilità culturale e impegno civile, contribuendo a rendere Superando non solo uno strumento di informazione, ma uno spazio autentico di diritti, partecipazione e rispetto delle persone.

*Presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).

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Ciao Stefania, grazie per tutti i regali che ci hai fatto

30 Gennaio 2026 - 1:50pm

Per Superando è davvero molto difficile dare oggi la notizia di una perdita che ci lascia senza fiato e senza parole. È mancata a 49 anni la nostra cara direttrice responsabile Stefania Delendati, una persona che i nostri Lettori e Lettrici avevano imparato in questi anni ad apprezzare per la sua intelligenza, per l’umanità e per la non comune voglia di ascoltare e di raccontare. Ne riproponiamo il testo con cui nel maggio di due anni fa si era presentata quale direttrice responsabile Stefania Delendati

Per Superando è davvero molto difficile dare oggi questa notizia, la notizia di una perdita che ci lascia completamente senza fiato e senza parole.
È mancata a 49 anni per le complicazioni successive a un intervento chirurgico la nostra cara direttrice responsabile Stefania Delendati, una persona che i nostri Lettori e Lettrici avevano imparato in questi anni ad apprezzare per la sua intelligenza, per l’umanità e per la non comune voglia di ascoltare e di raccontare.
Quando nel maggio del 2024 era diventata la nostra direttrice responsabile, era stata la prima donna a farlo, succedendo a veri “giganti” della comunicazione sulla disabilità quali erano stati Franco Bomprezzi e Antonio Giuseppe Malafarina.
Nell’articolo con cui si era presentata – e che crediamo giusto riproporre qui di seguito, per far capire meglio di chi stiamo parlando, anche  chi non la conosceva bene – lei, che collaborava con Superando sin dal 2013, si era detta emozionata di prendere il posto di quei suoi “maestri”. In questi duue anni non li ha fatti rimpianger e la sua perdita, che ci vede stretti in un abbraccio con i familiari, oltre che essere particolarmente dolorosa da un punto di vista umano per coloro che le erano vicini da tanto tempo, come chi scrive, crediamo sia grave non solo per il mondo della disabilità, ma per la cultura del nostro Paese in generale.
Ciao Stefania, è stato un regalo conoscerti e lavorare assieme. (Stefano Borgato)

20 maggio 2024:
“Benvenuta Stefania Delendati, la nostra nuova direttrice responsabile”
Il mio primo articolo pubblicato da Superando si intitolava Tutti a bordo delle carrozzine del futuro. Era l’8 novembre 2013 e con quel pezzo dedicato ai prototipi più avveniristici di sedie a rotelle mi affacciavo a questa testata che fino ad allora avevo seguito da lontano, con una certa riverenza.
Sono passati quasi undici anni e oggi (stento a crederci) sono qui a presentarmi come direttrice responsabile, consapevole dell’onere e dell’onore che comportano questo incarico, in quanto anche prima donna al timone da quando Superando è nato, con la garanzia di mettere tutto il mio impegno in questa nuova esperienza.
Chi ci segue forse conosce il mio nome, ma essendo per natura timida e per necessità poco avvezza alle frequentazioni degli eventi inerenti la disabilità, mi sembra giusto raccontare qualcosa di me.
Sono arrivata al giornalismo per passione e per destino. Passione per la scrittura, da sempre, il destino ha fatto il resto, mettendo sulla mia strada persone che navigavano in questo mestiere da anni e mi hanno dato fiducia, insegnandomi e credendo in me più di quanto io stessa vi abbia mai creduto.
Scrivo per diverse testate dal 1995 e non mi sono sempre occupata soltanto di disabilità; questo argomento che mi riguarda da vicino in quanto persona con disabilità è stato un “ritorno al primo amore” dopo una parentesi di qualche anno in cui ho scritto di storia, economia e cultura del mio territorio, il Parmense. Se parlare di disabilità per una giornalista in sedia a rotelle può sembrare normale, anzi, quasi scontato, Vi assicuro che continuo ogni giorno ad imparare cose nuove. Imparo anche dai miei errori: se leggete infatti quel primo articolo del 2013 troverete la definizione “persone con handicap”, oggi caduta in disuso, ma che allora, ogni tanto, si utilizzava ancora.
Superando è stato uno dei terreni comuni in cui nel tempo il linguaggio ha saputo trasformarsi e diventare consapevole delle diversità che sono insite in ogni persona che abbia o meno una disabilità. Una nuova prospettiva di ragionamento alimentata da professionisti come Franco Bomprezzi e Antonio Giuseppe Malafarina, inarrivabili nel lavoro di decostruzione dei pregiudizi, a partire dall’uso corretto delle parole che non è questione marginale: è da lì, infatti, che si comincia a ragionare sulle soluzioni ai problemi concreti che vivono quotidianamente le persone con disabilità e le loro famiglie (assistenza domiciliare, vita indipendente, “Dopo di Noi”, contributi per continuare a vivere a casa propria, inclusione scolastica e lavorativa, erogazione dei servizi sociosanitari, barriere architettoniche specchio di quelle culturali, solo per citarne alcuni). Franco e Antonio erano maestri nell’aprire varchi di dialogo su ognuno di questi temi, con competenza, e di proporne di nuovi non meno importanti, come la sessualità, il tempo libero, lo sport, i viaggi, l’accesso alla cultura, ovvero il diritto di esprimersi come individui.
Ho avuto il privilegio di conoscere entrambi, anche se non come avrei desiderato, non c’è stato il tempo necessario. Ora che mi accingo a prendere il posto che è stato loro alla guida di Superando sono emozionata e nel solco che hanno tracciato farò in modo che i temi della disabilità continuino ad essere trattati senza pietismo, in maniera approfondita e precisa, mai pedante e senza salire in cattedra, perché sempre più vorrei che questa testata fosse seguita da tutti e non considerata un mezzo di informazione di nicchia, letto soltanto dagli “addetti ai lavori”.
Ho capito scrivendo che la disabilità abita ogni àmbito, la trovi anche laddove ti pare impossibile, a dimostrazione che non è un argomento riservato a pochi, ma può toccare chiunque.
Non mi è mai piaciuto dire “mondo della disabilità”, è in antitesi con l’inclusione, una maniera per relegare una parte di umanità su un pianeta distante, mentre dobbiamo conoscerci e arricchirci a vicenda nell’unico mondo di cui tutti facciamo parte.
Dobbiamo tendere la mano anche noi, persone con disabilità, non rannicchiarci in una zona di comfort dove tutto ci è dovuto, farci conoscere anche con i nostri difetti, perché un altro tabù da abbattere è quello che ci vede buoni e perfetti, un po’ santi un po’ eroi, figli di una narrazione stereotipata. Il giorno in cui di una persona con disabilità oggettivamente insopportabile si avrà il coraggio di dire con sincerità quel che si pensa di lei, l’ultimo pregiudizio sarà abbattuto!
Ecco, quel che mi è sempre piaciuto di Superando è proprio dare la possibilità di esprimere, anche con ironia, questi concetti che gettano il seme del dubbio, l’apertura verso opinioni divergenti espresse con rispetto, senza giudicare, con la volontà di riflettere insieme.
Ringrazio fin d’ora i tanti preparati collaboratori e il caro segretario di redazione Stefano Borgato al quale mi lega un rapporto di amicizia e stima ultratrentennale. Confido nel Vostro sostegno e nelle Vostre idee che sono pronta ad accogliere per dare voce a tutti. Sono felice di continuare ad imparare da Voi e di fare con Voi informazione sociale di qualità, mettendo altri tasselli affinché la disabilità sia sempre meno marginale.
Stefania Delendati

L'articolo Ciao Stefania, grazie per tutti i regali che ci hai fatto proviene da Superando.

“OLTRE!”, un gioco educativo interattivo che racconta cos’è veramente la disabilità

29 Gennaio 2026 - 6:01pm

Nell’àmbito del progetto “Generazione inclusiva”, promosso da CBM Italia con il sostegno della Fondazione CDP e in collaborazione con l’ANFFAS, nasce “OLTRE! Vedere e superare le barriere”, gioco educativo progettato con Hackability, che permette a studenti e studentesse di sperimentare in modo attivo e coinvolgente come la disabilità non sia una caratteristica individuale, ma il risultato dell’interazione tra le persone e ambienti non ancora pensati per tutti e tutte

Promosso da CBM Italia con il sostegno della Fondazione CDP (Ente non profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti) e in collaborazione con l’ANFFAS (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo), il progetto Generazione inclusiva punta a promuovere la sensibilizzazione sulla disabilità e l’empowerment (crescita dell’autoconsapevolezza) dei ragazzi e ragazze con disabilità, insieme alle loro famiglie, iniziativa che si inserisce nel più ampio impegno di CBM Italia, organizzazione internazionale attiva in Italia e nel mondo della quale molto spesso abbiamo occasione di occuparci sulle nostre pagine, che opera per la piena inclusione delle persone con disabilità e la promozione dei loro diritti, riconoscendo nell’educazione uno strumento essenziale di cambiamento sociale.

Novità nell’àmbito del progetto è l’ideazione di OLTRE! Vedere e superare le barriere, gioco educativo interamente dedicato al tema della disabilità, progettato con Hackability, organizzazione non profit di Torino impegnata nella promozione dell’accessibilità e dell’inclusione.
OLTRE! permette in sostanza a studenti e studentesse di sperimentare in modo attivo e coinvolgente come la disabilità non sia una caratteristica individuale, ma il risultato dell’interazione tra le persone e ambienti non ancora pensati per tutti e tutte.

Tre le scuole secondarie di secondo grado direttamente coinvolte, l’Istituto Azuni di Cagliari, l’Istituto Del Prete-Falcone di Sava (Taranto) e l’Istituto Polo Liceale di Corigliano Rossano (Cosenza). Rivolta a studenti tra 15 e 18 anni, l’iniziativa si articola in diverse tipologie di intervento, coinvolgendo l’intera comunità scolastica.
La prima linea di azione prevede dieci incontri di formazione rivolti al personale scolastico, in particolare docenti ed educatori, con l’obiettivo di rafforzare competenze e strumenti sui temi della disabilità, dell’inclusione e dei diritti, promuovendo pratiche educative più inclusive.
La seconda consiste in un percorso di orientamento dedicato ai ragazzi e alle ragazze con disabilità insieme alle loro famiglie, per contrastare il fenomeno dell’abbandono dei percorsi formativi dopo il diploma e favorire una maggiore consapevolezza delle opportunità di studio, di formazione e di avvicinamento al mondo del lavoro, inclusi tirocini ed esperienze professionalizzanti.
La terza direttrice, infine, trasversale e partecipativa, coinvolge tutti gli studenti e le studentesse delle classi aderenti attraverso attività di sensibilizzazione che promuovono il confronto, la collaborazione e il pensiero critico. In questa fase viene appunto utilizzato OLTRE! Vedere e superare le barriere.
Cuore del gioco è la challenge finale, una vera e propria sfida creativa che metterà in dialogo le classi dei tre territori. I gruppi di studenti e studentesse saranno chiamati a ideare e progettare soluzioni innovative, sostenibili e inclusive per rendere più accessibili i propri ambienti di vita e di apprendimento. Le proposte più efficaci verranno poi selezionate e le squadre vincitrici potranno presentare i loro progetti durante l’evento conclusivo, mettendo al centro il ruolo attivo di ragazzi e ragazze nel costruire scuole e comunità più inclusive.

«L’obiettivo fondamentale – sottolineano da CBM Italia – è capire che la disabilità non è una “mancanza” della persona, ma parte integrante della diversità umana e il risultato di una relazione con un ambiente non ancora pensato per tutti, che le barriere non sono solo fisiche ma anche culturali e comportamentali e che un futuro più inclusivo è il frutto di una decisione culturale e progettuale che ci coinvolge tutti e che ci spinge ad andare, appunto…OLTRE!». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Valeria Zanoni (valeria@tree-ideas.it).

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