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Anche la città di Udine inserita tra i “Percorsi inclusivi in Friuli Venezia Giulia”

15 Settembre 2025 - 1:55pm

La città di Udine è stata inserita nel progetto “Percorsi inclusivi in Friuli Venezia Giulia”, che promuove turismo e cultura accessibili a tutti e tutte. Attraverso, dunque, un portale interattivo e accessibile, è possibile effettuare un vero tour virtuale della città friulana, con mappe, audiodescrizioni e percorsi studiati per diverse esigenze: persone con disabilità motorie, sensoriali o cognitive, famiglie, persone anziane e viaggiatori con animali domestici Piazza della Libertà a Udine

Come ci viene segnalato dall’ANFAMIV (Associazione Nazionale delle Famiglie delle persone con Minorazioni Visive), la città di Udine è stata inserita nel progetto Percorsi inclusivi in Friuli Venezia Giulia, che promuove turismo e cultura accessibili a tutti e tutte.
Attraverso, dunque, un portale interattivo e accessibile, è possibile effettuare un vero tour virtuale della città friulana, con mappe, audiodescrizioni e percorsi studiati per diverse esigenze: persone con disabilità motorie, sensoriali o cognitive, famiglie, persone anziane e viaggiatori con animali domestici.
«Si tratta certamente di un passo importante – commentano dall’ANFAMIV – verso un turismo esperienziale inclusivo e sostenibile». (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di approfondimento.

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Barriere eliminate in quella scuola? No, interventi sbagliati, pericolosi e non conformi alle norme!

15 Settembre 2025 - 1:36pm

«Da oltre un anno – denunciano dall’Associazione abruzzese Carrozzine Determinate – un ragazzo con disabilità iscritto all’Istituto Comprensivo di Atri, succursale di Casoli (Chieti), è costretto, a causa delle barriere architettoniche, ad essere sollevato di peso dai genitori per poter entrare o uscire da scuola. Di recente si è agito, ma con interventi sbagliati e non conformi alle leggi, rendendo addirittura la situazione più pericolosa!» Claudio Ferrante, presidente dell’Associazione Carrozzine Determinate, nei pressi della scuola di Casoli (Chieti)

«Da oltre un anno – denunciano dall’Associazione abruzzese Carrozzine Determinate – un ragazzo con disabilità di 12 anni, iscritto all’Istituto Comprensivo di Atri, succursale di Casoli (Chieti), è costretto, a causa delle barriere architettoniche, ad essere sollevato di peso dai propri genitori per poter entrare o uscire da scuola. Una condizione umiliante e inaccettabile, segnalata dai genitori ben 19 mesi fa alle autorità competenti e rimasta senza soluzione. Ebbene, solo il 1° settembre scorso sono iniziati i lavori, che hanno però portato ad interventi sbagliati, pericolosi e non conformi alle varie normative vigenti».
«Così come hanno fatto i lavori – dichiara infatti la mamma del ragazzo – sarò costretta nuovamente a prendere in braccio mio figlio per portarlo a scuola. Hanno infatti modificato la pendenza della rampa, senza per altro una pavimentazione in gomma antiscivolo, ma la parte finale l’hanno resa a mio avviso ancora più pericolosa: la carrozzina, infatti, rischia di precipitare rovinosamente e oltretutto in questo modo mio figlio avrà difficoltà persino a recarsi in palestra! Assurdo, infine, anche il fatto che mi abbiano dato istruzioni su come parcheggiare, obbligandomi a manovre rischiosissime in discesa, mentre in quella zona passano anche altri studenti diretti in palestra. Sono amareggiata, sconcertata, offesa: continuiamo a subire ingiustizie e umiliazioni».

«I lavori svolti – commenta duramente Claudio Ferrante, presidente dell’Associazione Carrozzine Determinate, recatosi presso la scuola di cui si parla, per constatare di persona la situazione – non solo non hanno eliminato le barriere, ma hanno creato nuovi pericoli. Il sindaco Piergiorgio Ferretti non ha ascoltato né la famiglia né le nostre segnalazioni, liquidandoci con un “non siete specialisti”. Ma una soluzione esisteva ed era chiara: una piattaforma elevatrice. Invece si è scelto di spendere denaro pubblico per opere inutili e pericolose. A questo punto sarebbe anche necessario e importante conoscere le determinazioni sul caso della Dirigente dell’Istituto Scolastico Nadia Graziani».
«Chiediamo dunque con forza all’assessore regionale all’Istruzione Roberto Sant’Angelo – conclude Ferrante -, di venire a verificare personalmente la situazione a Casoli. Siamo certi della sua sensibilità e del suo senso di giustizia, ma questa volta non c’è più tempo da perdere: non è tollerabile che in una scuola si violino i diritti umani, si discrimini e si umili un ragazzo di 12 anni solo perché in carrozzina. Ora basta!». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: carrozzinedeterminate@hotmail.it.

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Scoprire a Pavia i misteri del cervello

15 Settembre 2025 - 1:08pm

Cinque giornate di talk, laboratori e performance gratuiti e aperti a tutti, in cui il sapere scientifico incontrerà il linguaggio universale della musica e dello sport, offrendo alla cittadinanza un percorso inclusivo di conoscenza, esperienza e condivisione: sarà questo la rassegna scientifica e culturale “Pavia, città della salute – I tappa: il cervello”, che dal 17 al 21 settembre trasformerà la città lombarda in una vera e propria “capitale del cervello”

Cinque giornate di talk, laboratori e performance gratuiti e aperti a tutti, in cui il sapere scientifico incontrerà il linguaggio universale della musica e dello sport, offrendo alla cittadinanza un percorso inclusivo di conoscenza, esperienza e condivisione: sarà questo la rassegna scientifica e culturale Pavia, città della salute – I tappa: il cervello, ovvero un viaggio tra scienza, musica e movimento, per fare luce sul cervello, che dal 17 al 21 settembre trasformerà la città lombarda in una vera e propria “capitale del cervello”.
L’evento è promossa da BrainCircle Italia e dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Pavia, in collaborazione con la Provincia di Pavia, il contributo non condizionato di Lundbeck Italia e il patrocinio della Regione Lombardia, del Comune di Pavia, della Fondazione Mondino IRCCS, della SIN (Società Italiana di Neurologia), della SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza) e della Rete Città Sane OMS. (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ampio approfondimento, con le varie iniziative previste. L’ingresso a tutti gli eventi sarà gratuito, con registrazione obbligatoria. Per informazioni e prenotazioni, fare riferimento a questo link o all’indirizzo arianna.poldi@closetomedia.it (Arianna Poldi).

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“Reumaday Tour 2025” in Piemonte, per dare voce ai pazienti reumatologici

15 Settembre 2025 - 12:46pm

Dopo la conferenza stampa di lancio del 17 settembre, partirà in Piemonte il “Reumaday Tour 2025”, osservatorio itinerante dedicato alle malattie reumatologiche, pensato per ascoltare i bisogni reali di chi ne soffre, raccogliere buone pratiche e promuovere un confronto concreto tra reti cliniche, cittadinanza e decisori pubblici

«In Italia oltre 6 milioni di persone convivono con una malattia reumatologica autoimmune. Si tratta di patologie croniche che colpiscono spesso nel pieno dell’età lavorativa, causando dolore, disabilità e un impatto sociale ed economico enorme: più di 22 milioni di giornate lavorative perse ogni anno e un costo complessivo stimato in oltre 20 miliardi di euro. Per portare questa emergenza silenziosa sotto i riflettori, prende il via il Reumaday Tour 2025, progetto di sistema organizzato dalla nostra Cooperativa Sociale, che coinvolgerà nei prossimi mesi 11 ospedali del Piemonte, diverse Associazioni di pazienti e del territorio, rappresentanti delle Istituzioni regionali, management ospedaliero e clinici di differenti specialità, in servizio in molteplici strutture sanitarie della nostra Regione»: così, dalla Cooperativa Sociale torinese Will Care, viene presentato il Reumaday Tour 2025 in Piemonte, quello che cioè sarà un osservatorio itinerante dedicato appunto alle malattie reumatologiche, pensato per ascoltare i bisogni reali, raccogliere buone pratiche e promuovere un confronto concreto tra reti cliniche, cittadinanza e decisori pubblici.

La conferenza stampa di lancio del progetto è prevista per la mattinata del 17 settembre, presso la Sala Polivalente di Vol.To (Via Giolitti, 21, Torino, ore 11) e il progetto attraverserà poi il Piemonte con una tappa ospedaliera ogni settimana, fino all’evento conclusivo del 4 dicembre presso la Città della Salute e della Scienza di Torino (Ospedale Molinette).
«Ogni tappa – aggiungono da Will Care – offrirà ai cittadini l’opportunità di accedere a consulenze gratuite non diagnostiche con reumatologi, immunologi e dermatologi, di ricevere orientamento grazie al counselling vaccinale con medici igienisti, e di contribuire con testimonianze e bisogni concreti alla costruzione di un quadro reale della condizione reumatologica in Piemonte». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: segreteria@aapra.it.

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Continuiamo a credere in una scuola che non lasci indietro nessuno e che trasformi ogni limite in possibilità

15 Settembre 2025 - 12:21pm

«La nostra Federazione – scrivono dalla FISH in occasione dell’avvio del nuovo anno scolastico – continuerà a vigilare, denunciare e proporre. Ma, soprattutto, continueremo a credere in una scuola che sia ogni giorno una comunità inclusiva, che non lasci indietro nessuno e che trasformi ogni limite in possibilità. Che questo nuovo anno scolastico sia per tutti e tutte un tempo di scoperte, di relazioni autentiche e di passione per il sapere»

Riceviamo dalla FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) e ben volentieri pubblichiamo.

Care alunne e cari alunni, studentesse e studenti, docenti, dirigenti, operatori scolastici, famiglie tutte, l’inizio di un nuovo anno scolastico è sempre un momento speciale, carico di emozioni, aspettative e nuove sfide. Come Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie, desideriamo essere idealmente accanto a voi in ogni scuola, aula e corridoio, vicini a chi ogni giorno rende viva l’esperienza dell’educazione.

La scuola è il primo e più importante spazio di cittadinanza, un laboratorio dove si impara a vivere insieme, a rispettarsi e a valorizzare le differenze. Per questo, l’inclusione non è un concetto astratto, ma un compito quotidiano che riguarda tutti.
Un augurio speciale va a voi, studenti e studentesse con disabilità: che questo anno scolastico vi veda accolti, ascoltati e valorizzati nella vostra unicità. La disabilità non definisce chi siete, ma è una condizione che emerge dall’interazione con l’ambiente. Quando mancano strumenti e attenzioni, si creano ostacoli. Per questo, la scuola deve impegnarsi a rimuovere tutte le barriere, ripensando spazi, metodi e tempi, affinché ognuno possa esprimere il proprio potenziale.
Non si tratta solo di “integrare”, ma di coinvolgere attivamente e costruire una comunità scolastica in cui ogni persona, con i propri talenti e le proprie fragilità, sia parte integrante del gruppo.

Ci rivolgiamo anche a tutti gli altri studenti: siate curiosi, coraggiosi e aperti. Non abbiate paura delle differenze, ma esploratele. Ogni compagno, ogni compagna può arricchire il vostro cammino con nuovi punti di vista e mondi diversi.
A voi, docenti e dirigenti scolastici, chiediamo di continuare a promuovere una scuola accogliente e attenta, capace di adattarsi ai bisogni di tutti e tutte. Il vostro ruolo è centrale: la vera inclusione si realizza con una didattica flessibile, empatica e creativa.
Alle famiglie, che affrontano le sfide quotidiane con grande forza, diciamo: non siete sole. La comunità scolastica deve essere un alleato affidabile e la vostra voce è fondamentale per costruire percorsi educativi personalizzati e condivisi.
Infine, un ringraziamento speciale a tutti gli operatori scolastici, educatori, assistenti e personale ATA: il vostro lavoro è cruciale per garantire un ambiente accessibile, sicuro e dignitoso per tutti e tutte.

La nostra Federazione continuerà a vigilare, denunciare e proporre. Ma, soprattutto, continueremo a credere in una scuola che sia ogni giorno una comunità inclusiva, che non lasci indietro nessuno e che trasformi ogni limite in possibilità.
Che questo nuovo anno scolastico sia per tutti e tutte un tempo di scoperte, di relazioni autentiche e di passione per il sapere. E un augurio sincero di buon cammino a tutti e tutte.

*Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie.

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Non più tollerabile negare il diritto ad una sessualità libera e consapevole alle persone con disabilità o con disagio mentale

12 Settembre 2025 - 6:17pm

Vi sarà molto spazio anche al tema della sessualità negata per le persone con disabilità o con disagio mentale, nel corso dell’Assemblea Pubblica in programma per il 16 settembre a Roma, presso la Sala degli Atti Parlamentari del Senato, denominata “L’educazione affettiva e sessuale nella scuola pubblica: una decisione non più rinviabile” e promossa dal Forum Permanente sulla Sessualità delle Persone con Disabilità o con Disagio Mentale, in collaborazione con il CSV Lazio Foto di Andreas Bohnenstengel (©Andreas Bohnenstengel)

«In quanto rappresentanti del Forum Sessualità Disabilità da tempo lottiamo contro l’evidente atteggiamento discriminatorio nei confronti delle persone con disabilità o con disagio mentale che tende a negare loro il diritto ad una sessualità libera e consapevole. Riteniamo che la causa di questa situazione sia proprio da imputare all’assenza di un’educazione affettiva e sessuale nel nostro Paese.
La Finanziaria 2025, accogliendo un emendamento delle opposizioni, ha stanziato un fondo di 500.000 euro per promuovere, nei “piani triennali formativi scolastici, interventi educativi e corsi di educazione e di prevenzione sulle tematiche della salute sessuale e dell’educazione sessuale e affettiva” per gli studenti delle scuole medie di primo e secondo grado. Purtroppo tale fondo, con un’inammissibile forzatura, è stato invece destinato ad interventi di formazione sulla “prevenzione dell’infertilità”. Quella che già appariva come una minima apertura del Governo sul tema dell’educazione sessuale è stata di fatto annullata stravolgendo completamente la volontà del Parlamento.  Siamo convinti che sia necessario reagire e denunciare la “marcia indietro” del Governo rispetto al testo normativo approvato.
Non è più tollerabile che l’Italia sia uno dei pochi Paesi europei dove non è previsto un programma di educazione affettiva e sessuale nelle scuole.
Il Forum Sessualità Disabilità, con le associazioni aderenti, chiede a tutti i cittadini, enti e associazioni interessate di sottoscrivere il presente Appello di denuncia e di dichiarare la propria disponibilità a collaborare all’organizzazione di una Assemblea pubblica che affronti il tema dell’educazione affettiva e sessuale nella scuola coinvolgendo i principali soggetti interessati (studenti, professori, rappresentanti del mondo associativo impegnato nel sociale, forze politiche) e che formuli una proposta che possa produrre, finalmente, un risultato concreto: l’introduzione dell’educazione affettiva e sessuale nella scuola».

Quello riportato è il testo di un appello già sottoscritto da numerosi enti, associazioni e singoli cittadini e cittadine (a questo link è disponibile l’elenco di coloro che sono impegnati nel settore della disabilità o della salute mentale), lanciato dal Forum Permanente sulla Sessualità delle Persone con Disabilità o con Disagio Mentale, tuttora aperto a ogni altra sottoscrizione e che sarà alla base dell’Assemblea Pubblica denominata L’educazione affettiva e sessuale nella scuola pubblica: una decisione non più rinviabile, promossa dal Forum stesso, in collaborazione con il CSV Lazio (Centro di Servizio per il Volontariato), per il pomeriggio del 16 settembre a Roma, presso la Sala degli Atti Parlamentari del Senato (ore 16).

Moderata da Virginio Massimo, coordinatore del Forum Permanente sulla Sessualità delle Persone con Disabilità o con Disagio Mentale, l’Assemblea prevede le relazioni introduttive di Fabrizio Quattrini, sessuologo dell’Università dell’Aquila (Affettività e Sessualità: educare al rispetto e al benessere intimo nell’arco di vita) e di Barbara Centrone, dottoranda in Pedagogia all’Università Roma Tre (Perché è necessario che la scuola affronti il tema dell’educazione affettiva e sessuale).
Interverranno quindi, per gli studenti e i docenti, Bianca Piergentili (Rete degli studenti medi del Lazio) e Fabrizio Esposito (Associazione Per la Scuola della Repubblica).
Spazio poi al Punto di vista delle realtà sociali più penalizzate, vale a dire Le donne: la sessualità violenta, con Rosalba Taddeini dell’Associazione Differenza Donna; Le persone con disabilità o con disagio mentale: la sessualità negata, con Caterina Bossa, psicoterapeuta dell’Università di Torino; Roberto Speziale, presidente nazionale dell’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo); Gianfranco Salbini, presidente nazionale dell’AIPD (Associazione Italiana Persone con Sindrome di Down); Antonello D’Elia, presidente della Società di Psichiatria Democratica; Gisella Trincas, presidente dell’UNASAM (Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale). E ancora, Le persone appartenenti alla Comunità LGBTQI+: la sessualità discriminata, con Paola Corneli, presidente di Agedo Roma (Associazione di Genitori, Parenti e Amici di Persone LGBTQI+).
Infine, la presentazione dei progetti di legge sul tema dell’educazione affettiva e sessuale nella scuola, con la senatrice Alessandra Maiorino, prima firmataria del Disegno di Legge S 979 del 5 gennaio 2025 (Disposizioni finalizzate all’introduzione di percorsi di educazione all’affettività e di educazione sessuale nell’àmbito del sistema nazionale di istruzione).
A chiudere una discussione con interventi preordinati dei partecipanti, al fine di individuare un possibile percorso per una soluzione condivisa. (S.B.)

Ringraziamo Salvatore Nocera per la collaborazione.

Per ogni informazione: forum.sessualita21@gmail.com.

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Riflessioni che sono anche alla base della scelta consapevole sul lascito solidale

12 Settembre 2025 - 5:22pm

Riflettere sulla morte può aiutare a vivere meglio? Nasce da tale quesito l’idea di CBM Italia di organizzare per il 15 settembre a Milano l’incontro sul tema “Questioni di vita e di morte”, con la partecipazione della filosofa e tanatologa Marina Sozzi e di don Mauro Santoro, sacerdote della Diocesi di Milano. Le riflessioni che emergeranno dall’incontro saranno anche alla base di una scelta consapevole riguardante il lascito solidale La partita a scacchi con la morte, nel celebre film di Ingmar Bergman del 1957 “Il settimo sigillo”

Riflettere sulla morte può aiutare a vivere meglio? Nasce da tale quesito l’idea di CBM Italia – la componente nazionale dell’organizzazione impegnata nella salute, l’educazione, il lavoro e i diritti delle persone con disabilità in Italia e nel mondo – di organizzare l’incontro sul tema Questioni di vita e di morte aperto a chiunque desideri confrontarsi sulla vita, la morte, le paure e i desideri, con libertà e rispetto, insieme alla filosofa e tanatologa Marina Sozzi e a don Mauro Santoro, sacerdote della Diocesi di Milano. L’iniziativa prende le mosse dall’omonima rubrica online in cui gli stessi due esperti rispondono alle domande del pubblico di CBM.
Appuntamento, dunque, per il pomeriggio del 15 settembre (ore 17.30), presso la sede di CBM Italia a Milano (Via Gioia, 72, ore 17.30), per una serie di riflessioni che sono anche alla base di una scelta consapevole riguardante il lascito solidale, il testamento che include anche un ente benefico tra i beneficiari, lasciando un contributo in denaro o un bene della quota disponibile. (S.B.)

L’incontro del 15 settembre sarà a ingresso libero, ma su prenotazione. A questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento. Per informazioni: Caterina Argirò (caterina.argiro@leacrobate.it).

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Il calcio balilla paralimpico, l’inclusione, l’accessibilità e l’adattamento di tutti gli ambienti di vita

12 Settembre 2025 - 4:46pm

Domani, 13 settembre e domenica 14, la città di Jesolo (Venezia) accoglierà per la quinta volta consecutiva il Campionato Italiano a Squadre Paralimpico di calcio balilla, e altre competizioni di questa disciplina, nonché la seconda edizione dell’incontro “Palla al Centro”, format di confronto aperto e partecipativo sui temi dell’inclusione, dell’accessibilità e dell’adattamento di tutti gli ambienti di vita Un incontro di calcio balilla paralimpico

Domani, 13 settembre e domenica 14, la città di Jesolo (Venezia) accoglierà per la quinta volta consecutiva il Campionato Italiano a Squadre Paralimpico di calcio balilla, organizzato dalla FPICB (Federazione Paralimpica Italiana Calcio Balilla).
Accadrà al Villaggio Marzotto della località balneare veneta (Viale Oriente, 44) e a scendere in campo saranno tra le altre 22 squadre paralimpiche con 110 giocatori, oltre a più di 50 atleti DIR (Disabilità Intellettivo Relazionale). Oltre al campionato a squadre, infatti, vi sarà anche il Campionato Nazionale DIR, un Torneo Promozionale per “Normodotati” e il Campionato Nazionale Inclusivo, «format che – come sottolineano dalla FPICB – incarna perfettamente la nostra missione, mettendo insieme persone con e senza disabilità in un’unica, appassionante competizione».

Da segnalare inoltre che per l’occasione, domani, 13 settembre, presso la stessa sede (ore 10-15), è in programma anche la seconda edizione dell’incontro Palla al Centro, format di confronto aperto e partecipativo sui temi dell’inclusione, dell’accessibilità e dell’adattamento di tutti gli ambienti di vita.
Tale progetto è promosso dall’azienda Mobility Care, in collaborazione con la FPICB, le aziende Handytech e Studio 3A e il network di professionisti Exilà. (S.B.)

A questo link è disponibile un approfondimento sulla due giorni di calcio balilla paralimpica (per altre informazioni: ufficiostampa@fpicb.it); a quest’altro link vi è invece un approfondimento su Palla al Centro (per altre informazioni: matteo.pisan@mobilitycare.it).

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Il Festival delle Abilità è pronto a mixare ancora una volta spettacoli, cultura e diritti

12 Settembre 2025 - 4:13pm

«Ogni anno riusciamo a mixare spettacoli e cultura con quella leggerezza indispensabile per trasmettere l’importanza dei diritti, di cui spesso ci dimentichiamo»: lo ha affermato il giornalista Simone Fanti, direttore della Fondazione Mantovani Castorina, organizzazione che promuove il Festival delle Abilità, evento che da domani, 13 settembre, fino al 21 del mese, si articolerà su un ricco programma di arte, cultura e inclusione. Ancora una volta Superando ne è media partner Un’immagine del Festival delle Abilità 2024

Siamo ormai alla vigilia della sesta edizione del Festival delle Abilità di Milano, manifestazione di cui Superando ha ancora una volta il piacere e l’onore di essere media partner, in programma appunto dal 13 al 21 settembre alla Cascina Chiesa Rossa di Milano.
Dopo avere ampiamente raccontato l’evento sin dalla scorsa settimana, ci piace oggi riprendere quanto affermato durante la conferenza stampa di presentazione presso il Comune di Milano da uno degli ideatori, il giornalista Simone Fanti, direttore della Fondazione Mantovani Castorina, organizzazione che promuove il Festival: «Da sei anni a questa parte – ha dichiarato – il Festival delle Abilità è una grande festa, come fosse una pozione magica quasi alchemica. Ogni anno, infatti, riusciamo a mixare spettacoli e cultura con quella leggerezza indispensabile per trasmettere l’importanza dei diritti, di cui spesso ci dimentichiamo. I diritti sono stati acquisiti con grandi battaglie, ma molto spesso il diritto di vivere, di esistere, è precluso a molti. Con questo Festival vogliamo rendere fruibile l’arte, creare una fucina di sperimentazione, dar voce alle persone con disabilità, ma soprattutto ai loro talenti».
«Anche la sede – ha aggiunto -, la Biblioteca di Chiesa Rossa di Milano, – è parte attiva di questa magia: è incredibile come, una volta lì, le disabilità sembrino svanire. L’inclusione, come diceva Antonio Giuseppe Malafarina, presidente onorario della Fondazione Mantovani Castorina e co-creatore del Festival, è una parola magica: quando esiste, svanisce. Ci si immerge nella festa e ci si dimentica di essere persone con disabilità. Ecco, questo dovrebbe essere. Per questo ci stiamo battendo».

Ricordiamo che il tema scelto per quest’anno dalla Fondazione Mantovani Castorina – coadiuvata nell’organizzazione da una rete di partner pubblici, privati e del Terzo Settore – sarà La Libertà. Liberi di vivere come tutti, «esprimendosi e partecipando senza barriere – come è stato detto -, attraverso un ricco programma di arte, cultura e inclusione che trasformerà spazi, storie e sguardi in un’esperienza di bellezza accessibile a tutti e tutte». (S.B.)

A questo link è disponibile un ampio approfondimento riguardante tutti i contenuti della conferenza stampa di presentazione del 6° Festival delle Abilità. Per altre informazioni: festivaldelleabilita@gmail.com (Roberta Curia; Francesca Favotto).

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Edizione 2025 della Consultazione Pubblica lanciata dall’Agenzia ANFFAS sulle discriminazioni

12 Settembre 2025 - 2:05pm

È un documento senz’altro degno di nota, quello messo liberamente a disposizione di tutti e tutte dall’Agenzia Nazionale ANFFAS “Prof.ssa Maria Rita Saulle” contro ogni forma di discriminazione basata sulla disabilità, vale a dire quello contenente i risultati dell’edizione 2025 della Consultazione Pubblica lanciata dall’Agenzia stessa, in continuità con quella compiuta due anni fa

È un documento di grande importanza e sostanza, quello messo liberamente a disposizione di tutti e tutte (a questo link) dall’Agenzia Nazionale ANFFAS* “Prof.ssa Maria Rita Saulle” contro ogni forma di discriminazione basata sulla disabilità, vale a dire quello contenente i risultati dell’edizione 2025 della Consultazione Pubblica lanciata dall’Agenzia stessa, in continuità con quella compiuta nel 2023.

«Realizzata anche questa in cinque differenti versioni – come viene spiegato -, ossia persone con disabilità, familiari, operatori, responsabili di enti che gestiscono servizi e operatori altri, l’indagine 2025 ha visto coinvolte 1.470 persone e ha consentito di aggiornare e completare i dati ricavati dalla precedente rilevazione, anche grazie al contributo dei partecipanti al progetto TuttInclusi – Ridurre le ineguaglianze promuovendo l’inclusione sociale, ai fini di disporre di informazioni necessarie a definire politiche e programmi utili alla realizzazione di quelle condizioni di opportunità di partecipazione su base di uguaglianza con gli altri per tutte le persone con disabilità, incluse quelle che evidenziano un’elevata intensità di sostegni, a cui il nostro Paese, nonostante la normativa avanzata, deve ancora arrivare». (S.B.)

*L’ANFFAS è l’Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo, aderente alla FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).

Ricordiamo ancora il link al quale è liberamente visionabile e scaricabile il documento di cui si parla nel presente contributo. Per ulteriori informazioni: comunicazione@anffas.net.

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Un provvedimento della Corte di Cassazione sui permessi 104

12 Settembre 2025 - 1:44pm

Tramite un recente provvedimento, la Corte di Cassazione ha ribadito che il lavoratore beneficiario dei permessi da Legge 104 per prestare assistenza alla persona con disabilità non commette alcuna violazione della norma se, durante il loro godimento, non svolge tale assistenza in un orario corrispondente o rientrante nell’orario del suo turno lavorativo

Con l’Ordinanza n. 23185, pubblicata il 12 agosto scorso, la Corte di Cassazione ha ribadito che il lavoratore beneficiario dei permessi da Legge 104 per prestare assistenza alla persona con disabilità non commette alcuna violazione della norma se, durante il loro godimento, non svolge tale assistenza in un orario corrispondente o rientrante nell’orario del suo turno lavorativo.
La Suprema Corte, infatti, ha sottolineato come il diritto del dipendente di usufruire dei permessi come da Legge 104/92 non sia un diritto a cui la legge attribuisce una limitazione temporale. L’importante è che il supporto e il sostegno necessario alla persona con disabilità vengano effettivamente forniti dall’utilizzatore dei permessi.
I giudici di legittimità hanno quindi chiarito che il godimento degli stessi è possibile anche quando e se l’assistenza alla persona con disabilità viene svolta durante le ore serali o notturne. In aggiunta, la medesima Ordinanza ricorda come l’onere di provare che il proprio dipendente ha utilizzato i suddetti permessi per attività personali, e non per assistere il proprio caro con disabilità, spetti al suo datore di lavoro.

Nel dettagio va detto che attraverso l’atto menzionato, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla parte attoriale contro la decisione della Corte di Appello barese di annullare il licenziamento di un suo dipendente, stabilendone l’immediata reintegrazione con versamento dell’indennità commisurata alla retribuzione totale dalla data del licenziamento. Il dipendente, infatti, era stato licenziato perché, stando a quanto riportato da un investigatore assunto dal suo titolare, non aveva assistito la persona con disabilità nei giorni richiesti come da permessi per Legge 104. Delle foto provavano che, in due dei tre giorni di permesso, aveva trascorso un paio d’ore al mattino passeggiando sulla spiaggia con il figlio.
Secondo la Corte di Appello di Bari, le attività d’indagine svolte dall’investigatore si sono concentrate solamente sugli spostamenti giornalieri dell’indagato, senza verificare se questi avesse o meno prestato assistenza alla persona con disabilità durante le ore serali e/o notturne. La Corte territoriale aveva dunque valutato che il dipendente era riuscito a dimostrare come, proprio nel corso della sera e della notte, avesse assistito il proprio familiare con disabilità, essendo quello il lasso di tempo in cui l’azione di cura era necessaria, a causa dei particolari bisogni medici e assistenziali di quest’ultimo, sancendo così l’illegittimità del licenziamento avvenuto.
Dopodiché, come detto, il datore di lavoro ha presentato ricorso di fronte alla Cassazione, che ha confermato la Sentenza di secondo grado e affermato l’utilizzo legittimo dei permessi anche in caso di assistenza notturna/serale del familiare e l’assenza di vincoli temporali in capo a chi richiede e utilizza i permessi 104 per l’assistenza a una persona con disabilità.

*Centro Studi Giuridici HandyLex della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).

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Per un progetto umanitario rivolto alle persone con disabilità motorie di Gaza

12 Settembre 2025 - 1:07pm

«Vogliamo lanciare l’idea – scrivono Claudio Calligaris e Margherita Caporusso dell’Associazione Tetra-Paraplegici del Friuli Venezia Giulia – di un progetto umanitario specificatamente rivolto alle persone con disabilità motorie di Gaza, proponendo la costituzione di un Coordinamento Nazionale che miri appunto punti a raccogliere fondi, materiale sanitario, ausili e protesi» (©Getty)

La nostra Associazione [Associazione Tetra-Paraplegici del Friuli Venezia Giulia] non fa politica, tantomeno politica internazionale. Però quanto sta succedendo a Gaza non può non colpire la coscienza di ciascun essere umano.
Noi auspichiamo il ripristino di condizioni di pace e sicurezza per tutti, chiedendo e auspicando da una parte il rilascio degli ostaggi israeliani rapiti da Hamas e la cessazione degli attacchi ad Israele, dall’altra parte, con la medesima forza e determinazione, la cessazione del massacro di civili a Gaza da parte dell’esercito israeliano e il ritiro dello stesso da quel territorio affinché si creino le premesse per la ricostruzione.
Quando sarà tornata la pace, o per lo meno saranno ripristinate condizioni di agibilità e sicurezza minime, si porrà anche il problema del ripristino e riparazione delle strutture sanitarie e riabilitative riguardanti le persone con disabilità.
Sarebbe nostra intenzione provare ad aiutare quelle persone, raccogliendo e facendo arrivare, attraverso canali garantiti da organizzazioni internazionali, denaro per la ricostruzione e materiale sanitario specifico oltre ad ausili e protesi.

La nostra modesta Associazione, palesemente, non è in grado di far fronte ad un simile progetto. Per questo proponiamo la costituzione di un Coordinamento Nazionale che punti a raccogliere fondi dai cittadini e materiale sanitario, ausili e protesi sia da singole persone che da strutture sanitarie pubbliche e private, oltreché, direttamente, dalle imprese produttrici. Questo Coordinamento dovrebbe anche individuare gli interlocutori locali e i canali per far arrivare danaro e materiali.
La nostra Associazione può fornire alcuni contatti basati sull’esperienza passata di una nostra socia.

Noi lanciamo quindi l’idea, siamo disponibili e interessati, e se ci sarà una corrispondenza e un’adesione adeguata questo potrebbe diventare un progetto umanitario specificatamente rivolto alle persone con disabilità motorie.
Non intendiamo per altro eludere una domanda che potrebbe essere posta: perché per Gaza sì e altri no? Secondo noi perché Gaza è relativamente vicina a noi e perché quanto sta accadendo ha dimensioni enormi. Tuttavia proponiamo che questo eventuale Coordinamento divenga permanente e, nel suo piccolo, si proponga di intervenire anche in altre parti del mondo per portare aiuto alle persone con disabilità.
Se poi già esistesse un Coordinamento con queste caratteristiche, a noi non noto, saremmo ben contenti di aderirvi.

*Associazione Tetra-Paraplegici del Friuli Venezia Giulia.

Sul medesimo tema trattato nel presente contributo, segnaliamo anche i recenti testi da noi pubblicati: Le persone con disabilità durante le guerre di Giampiero Griffo (a questo link); Almeno 21.000 bambini e bambine di Gaza sono diventati persone con disabilità (a questo link); Perché non possiamo tacere di LEDHA (a questo link).

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L’intelligenza artificiale generativa che riproduce i pregiudizi anche sulle persone con disabilità visibili

12 Settembre 2025 - 12:39pm

I sistemi di intelligenza artificiale generativa riproducono e talora rafforzano pregiudizi e stereotipi, in particolare nella rappresentazione di donne, persone nere, persone anziane e persone con disabilità visibili, proposta dalle immagini professionali generate dall’intelligenza artificiale stessa: è quanto emerge da uno studio canadese, che vede appunto le persone con disabilità visibili del tutto assenti in ogni categoria professionale considerata dall’indagine

I sistemi di intelligenza artificiale (IA) generativa riproducono e rafforzano pregiudizi e stereotipi antidemocratici, in particolare nella rappresentazione di donne, persone nere, persone anziane e persone con disabilità visibili, espressa nelle immagini professionali generate dall’IA stessa: è quanto emerge dallo studio denominato Generative AI Carries Non-Democratic Biases and Stereotypes: Representation of Women, Black Individuals, Age Groups, and People with Disability in AI-Generated Images across Occupations, condotto da Ayoob Sadeghiani della Toronto Metropolitan University, e pubblicato sulla rivista «JEOD – Journal of Entrepreneurial and Organizational Diversity» (14(1): 119-130 del 2025).

In particolare, l’Autore dello studio ha analizzato 444 immagini generate da Microsoft Designer, Meta AI e Ideogram in 37 professioni, riscontrando significative disparità nella rappresentazione. Le donne sono sottorappresentate nei ruoli dirigenziali e tecnologici, le persone nere sono quasi assenti e le persone con disabilità visibili sono completamente assenti in tutte le categorie.
È stato inoltre osservato un chiaro pregiudizio legato all’età, con i giovani rappresentati prevalentemente.
Questi modelli suggeriscono dunque che gli strumenti di intelligenza artificiale generativa replichino, e in alcuni casi amplifichino, le disuguaglianze e gli stereotipi esistenti sul posto di lavoro, minando i valori democratici di equità e inclusione.

Queste le osservazioni di Sadeghiani in merito all’esito dell’indagine: «I miei risultati evidenziano l’urgente necessità di un’esposizione algoritmica alla diversità e raccomando agli sviluppatori di intelligenza artificiale e agli utenti aziendali di verificare i propri strumenti per individuare i rischi legati a equità, diversità e inclusione (EDI). Sostengo l’importanza dell’inclusione di gruppi diversi nello sviluppo e nella governance dell’intelligenza artificiale, per promuovere tecnologie più democratiche e socialmente responsabili». (Simona Lancioni)

Si ringrazia Andrea Pancaldi per la segnalazione.

Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso, con minimi riadattamenti dovuti al diverso contenitore, insieme all’immagine utilizzata, per gentile concessione.

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Ai Lettori e alle Lettrici: aiutateci a scovare ogni possibile caso di “malainclusione scolastica”

12 Settembre 2025 - 12:11pm

«Al fine di scovare tutti i possibili casi di “malainclusione scolastica” – scrive Salvatore Nocera -, invito Lettori e Lettrici a segnalare a Superando problemi che si presentino in questo primo mese di frequenza nelle scuole, per avere un quadro chiaro della situazione e per proporre io stesso, o altri esperti del settore, eventuali ipotesi di soluzioni, sulla base della normativa e della giurisprudenza»

Il 9 settembre scorso il presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), Vincenzo Falabella, ha diffuso un comunicato stampa [i cui contenuti sono stati ripresi anche su queste pagine, N.d.,R.], con il quale, nel prendere atto positivamente della soddisfacente attuazione della norma sulla continuità didattica dei docenti di sostegno precari, comunicava di avere inviato una lettera al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, chiedendo urgentemente la convocazione dell’Osservatorio Ministeriale sull’Inclusione Scolastica, per affrontare immediatamente una serie di temi («Analizzare in modo approfondito l’andamento dell’avvio dell’anno scolastico, individuare le criticità sistemiche e territoriali e definire misure tempestive per garantire a ogni studente e studentessa con disabilità un’esperienza scolastica realmente inclusiva»), in vista dell’inizio del nuovo anno scolastico e indicando alcuni problemi che le famiglie degli alunni e delle alunne con disabilità incontrano più frequentemente, quali il ritardo nella nomina degli insegnanti di sostegno e degli assistenti per l’autonomia e la comunicazione, nonché problemi per il trasporto gratuito.
A tali questioni, statisticamente più frequenti, purtroppo, se ne aggiungono spesso altre, quali ad esempio, qui indicate in modo non esaustivo:
° la mancanza di continuità didattica dei docenti di sostegno, di ruolo e precari;
° la mancata specializzazione di molti docenti di sostegno;
° la mancata formazione sull’inclusione da parte dei docenti disciplinari;
° la carenza o scarsa disponibilità, talora, di assistenti per l’igiene degli alunni/alunne con disabilità, non sempre formati;
° la formazione di classi numerose con un numero eccessivo di alunni rispetto a quello consentito in presenza di alunni/alunne con disabilità, o l’eccessivo numero di alunni/alunne con disabilità nella stessa classe;
° il ritardo nelle certificazioni di disabilità da parte dell’INPS o, più frequentemente, il ritardo della certificazione di scolarizzazione da parte delle ASL;
° la carenza di esperti sanitari per la partecipazione ai GLO (Gruppi di Lavoro Operativi per per l’Inclusione), per la formulazione dei PEI (piani Educativi Individualizzati);
° l’assurda permanenza delle nomine dei docenti di sostegno con specializzazione polivalente ancora sulla base di tre elenchi distinti per persone con minorazione della vista, dell’udito e psicofisica, come quando esistevano solo le specializzazioni monovalenti, il che comporta che un docente di sostegno di ruolo con specializzazione polivalente, se nominato ad esempio su cattedra per persone con minorazione della vista, appena l’alunno assegnato passa al grado superiore di istruzione, se non ci sono altri alunni minorati della vista nella stessa scuola, perde il posto come un qualunque docente precario. In tal senso è incredibile come, a distanza di circa quarant’anni dall’introduzione delle specializzazioni polivalenti (1986), ancora non siano state unificati quei tre elenchi;
° i problemi incontrati dalle famiglie che iscrivono alunni con disabilità alle scuole paritarie nelle quali, pur essendovi un finanziamento statale proprio per il sostegno (Legge 62/00), quando il fondo assegnato a tal fine presso l’Ufficio Scolastico Regionale si esaurisce, le scuole chiedono che sia la famiglia a pagare l’insegnante di sostegno;
° in caso di ritardo nell’assegnazione degli assistenti per l’autonomia e la comunicazione – ritardo che talora si protrae anche per due o tre mesi – le famiglie spesso si sobbarcano la spesa di un assistente segnalato da loro alla scuola, pur di garantire il diritto allo studio al proprio figlio. Tale prassi, pur essendo discutibile, è, di fatto, una negazione del diritto allo studio;
° ancora risulta che circa i due terzi delle scuole italiane presentano barriere architettoniche e sensopercettive o per l’ingresso a scuola, o/e per l’accesso ai servizi igienici.

Certamente questo elenco, come detto in precedenza, non è esaustivo, se è vero che ad esso andrebbero aggiunte le “criticità sistemiche” dovute alla mancata attuazione di quasi tutte le norme del Decreto Legislativo 66/17, come modificato dal Decreto Legislativo 96/19, vale a dire:
– l’articolo 3, relativo alla formulazione del profilo professionale nazionale degli assistenti per l’autonomia e la comunicazione con uno stato economico che garantisca il salario per tutto l’anno, attualmente erogato per i soli giorni di effettiva presenza a scuola dell’alunno con disabilità assegnato;
– l’articolo 4, relativo alla valutazione della qualità inclusiva realizzata nelle singole classi e nelle singole scuole;
– l’articolo 5, relativo alla formulazione del profilo di funzionamento, sostituendo la diagnosi funzionale e il profilo dinamico funzionale;
– l’articolo 9, sulla costituzione dei GIT (Gruppi per l’Inclusione Territoriale) che avrebbero dovuto sostituire i GLIP (Gruppi di Lavoro Interistituzionali Provinciali), i quali sono stati abrogati, portando così a un gravissimo vuoto legislativo;
– l’articolo 10, relativo all’istituzione e funzionamento dei CTS (Centri Territoriali di Supporto);
– l’articolo 12, concernente la specializzazione biennale dei docenti di sostegno della scuola primaria;
– l’articolo 13, riguardante la formazione obbligatoria in servizio sull’inclusione scolastica di tutti i docenti;
– l’articolo 14, sulla continuità didattica dei docenti di sostegno;
– l’articolo 16, dedicato all’istruzione domiciliare da svolgersi anche a distanza. A tal proposito, stranamente si è sparsa la voce che l’istruzione domiciliare a distanza non possa più essere effettuata, privando tutti gli alunni, e non solo quelli con disabilità, che per motivi di salute debbono essere assenti per almeno trenta giorni, dal diritto allo studio. Tale diceria è conseguenza dell’erronea interpretazione delle norme che hanno sospeso l’applicazione della normativa eccezionale introdotta con la pandemia; essendo stata vietata la frequenza scolastica, era stata introdotta obbligatoriamente la DAD (Didattica A Distanza); ovviamente, cessata la pandemia, è venuto meno l’obbligo di DAD, ma indiscutibilmente permane il diritto all’istruzione domiciliare secondo quanto previsto dal citato articolo 16 del Decreto 66/17.

Proprio al fine dunque di scovare tutti i possibili casi di “malainclusione scolastica”, invito ogni Lettore e Lettrice e quanti siano interessati, a segnalare problemi che si presentino in questo primo mese di frequenza nelle scuole affinché la Federazione FISH possa avere un quadro chiaro della situazione di inizio anno scolastico ed io stesso, oltre ad altri esperti del settore, possa eventualmente rispondere a tali segnalazioni dei tanti problemi citati in precedenza, o ad altri ancora, indicati sulla base della normativa e della giurisprudenza. Il tutto per proporre eventuali ipotesi di soluzioni, che potranno essere gestite consensualmente tra scuola e famiglie nel rispetto del principio di “accomodamento ragionevole” fissato dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con disabilità, a tutela estrema dei loro diritti, o, in mancanza, in sede contenziosa presso i Tribunali Civili o Amministrativi.
Fiducioso, quindi, che la collaborazione dei Lettori e delle Lettrici sia tale da poter raccogliere sufficiente documentazione per fornire risposte utili a quanti le chiederanno, ringrazio fin d’ora chi vorrà intervenire, inviando a Superando (info@superando.it) non solo semplici segnalazioni, ma anche articoli argomentati.

*Esperto di normativa scolastica inclusiva.

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Un incontro sul Progetto di Vita in Friuli Venezia Giulia

11 Settembre 2025 - 6:39pm

Promosso dalla Consulta delle Associazioni delle Persone con Disabilità e delle loro Famiglie della Provincia di Pordenone, in collaborazione con l’Associazione Idea e con la Regione Friuli Venezia Giulia, si terrà il 16 settembre a Sacile (Pordenone) un workshop sul tema del “Progetto di Vita” previsto dal Decreto Legislativo 62/24, incontro aperto a persone con disabilità, familiari, operatori e realtà del Terzo Settore, nonché alla cittadinanza tutta

Promosso dalla Consulta delle Associazioni delle Persone con Disabilità e delle loro Famiglie della Provincia di Pordenone, in collaborazione con l’Associazione Idea e con la Direzione Centrale Salute, Politiche Sociali e Disabilità della Regione Friuli Venezia Giulia, è in programma per il pomeriggio del 16 settembre, presso l’Associazione Serenissima di Sacile, in provincia di Pordenone (Via Carducci, 16, ore 15-17), un workshop sul tema del Progetto di Vita, previsto dal Decreto Legislativo 62/24, incontro aperto a persone con disabilità, familiari, operatori e realtà del Terzo Settore, nonché alla cittadinanza tutta.

«Questo appuntamento – sottolineano i promotori – arriva in una fase cruciale della riforma nazionale sulla disabilità. Il Decreto Legislativo 62/24 ha introdotto, tra l’altro, la definizione della condizione di disabilità, la valutazione di base, l’accomodamento ragionevole e la valutazione multidimensionale funzionale all’elaborazione e all’attuazione del progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato. In Friuli Venezia Giulia, la Delibera di Giunta Regionale 176/25 ha avviato indicazioni e strumenti operativi per la predisposizione del progetto di vita e per la sperimentazione territoriale, con un focus iniziale sul territorio di Trieste. Nel quadro dunque del citato Decreto Legislativo, il progetto di vita è il documento‐processo che orienta, nel medio-lungo periodo, i sostegni necessari alla persona con disabilità, integrando àmbiti sanitari, sociali, educativi, formativi, del lavoro, della casa e della vita di relazione. È costruito con un percorso di valutazione multidimensionale (Unità di Valutazione Multidisciplinare) e con la partecipazione attiva della persona e della sua famiglia, in modo tale da tradurre aspirazioni, preferenze e bisogni in obiettivi, interventi e responsabilità chiare tra i soggetti coinvolti. Tra i princìpi, vi sono la libertà di scelta del luogo di abitazione e la continuità dei sostegni in coerenza con gli obiettivi di vita. Con il workshop di Sacile intendiamo quindi offrire un inquadramento culturale e giuridico della riforma, un glossario essenziale del nuovo lessico, oltre ad esempi pratici di progetto di vita e a un aggiornamento sull’attuazione regionale».

Interverranno all’incontro Stefano Baldini, presidente dell’Associazione Idea (Dal diritto di cittadinanza al “Progetto di vita”: l’evoluzione culturale e legislativa del D.Lgs. 62/2024); Sergio Raimondo, presidente della Consulta delle Associazioni delle Persone con Disabilità e delle loro Famiglie della Provincia di Pordenone (Nuovo lessico, tempistiche e livelli di sostegno; lo slittamento dell’attuazione al 1° gennaio 2027); Roberta Zona, presidente della Consulta Regionale delle Associazioni delle Persone con Disabilità e loro Famiglie del Territorio Isontino (Definizione della condizione di disabilità e valutazione di base; accomodamento ragionevole; esempi di progetto di vita); Sergio Boscarol, responsabile per la Regione Friuli Venezia Giulia della Programmazione e Gestione degli Interventi e Servizi in materia di Disabilità (Quadro regionale FVG e DGR 176/2025: ambito pilota, processi, modello di progetto, strumenti Q-VAD e protocollo operativo; sperimentazione 2025–2026 e prospettive 2027). (S.B.)

È gradita la prenotazione (per informazioni e prenotazioni: pordenone@consultadisabili.fvg.it).

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Inserimento lavorativo: lo Sportello Lavoro della Nostra Famiglia buona prassi a livello europeo

11 Settembre 2025 - 5:04pm

Lo Sportello Lavoro dell’Associazione La Nostra Famiglia è stato inserito come modello di buone prassi nelle Linee Guida per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità pubblicate dalla Commissione Europea, per sostenere gli Stati Membri nel garantire che le persone con disabilità godano di inclusione sociale e autonomia economica attraverso l’occupazione

Lo Sportello Lavoro dell’Associazione La Nostra Famiglia è stato inserito come modello di buone prassi nelle Linee Guida per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità pubblicate dalla Commissione Europea. Si tratta di Study on alternative employment models for persons with disabilities (“Studio sui modelli occupazionali alternativi per le persone con disabilità”), uno degli ultimi risultati del Pacchetto Occupazione Disabili, iniziativa dell’Unione Europea per sostenere gli Stati Membri nel garantire che le persone con disabilità godano di inclusione sociale e autonomia economica attraverso l’occupazione.
Lo studio presenta una rassegna dello stato attuale delle pratiche relative a un’ampia gamma di modelli organizzativi che consentono alle persone con disabilità di partecipare a un lavoro produttivo, comprendendo un’analisi approfondita di 8 Stati dell’Unione Europea (Austria, Germania, Irlanda, Italia, Lituania, Paesi Bassi, Spagna e Svezia), oltre a 20 buone pratiche e 16 raccomandazioni, per promuovere appunto l’occupazione di qualità delle persone con disabilità.

«Il collocamento al lavoro – commenta Margherita Fossati, psicoterapeuta dello Sportello Lavoro della Nostra famiglia – rappresenta la fase finale di un processo di orientamento e formazione, basato su processi di promozione della motivazione e della partecipazione, che tengano conto della necessità di contrastare il vissuto di inadeguatezza con cui spesso le persone si confrontano, in ragione della propria disabilità e delle mancate opportunità sociali».
«Occorre pertanto conciliare le esigenze dell’azienda con le attitudini del lavoratore – aggiunge Clara Fusi, responsabile del servizio – portando un valore aggiunto e un arricchimento reciproco per i singoli e per l’intera organizzazione. Per questo motivo costruiamo con i responsabili dell’azienda le modalità di collocamento personalizzato e definiamo il percorso di inclusione in base all’organizzazione aziendale».

Le attività previste dallo Sportello Lavoro della Nostra Famiglia, per garantire l’orientamento e il collocamento delle persone con disabilità, riguardano dunque la valutazione delle competenze, l’analisi delle mansioni lavorative ipotizzate, il collocamento mirato, il tutoring per la fase iniziale e il coaching per sostenere il consolidamento delle abilità lavorative. Inoltre, lo Sportello, in collaborazione con i servizi territoriali, propone incontri di sensibilizzazione rivolti al personale dell’azienda ospitante, per facilitare il superamento di pregiudizi sulla disabilità e favorire aspettative realistiche in ambiente di lavoro. In particolare sono allo studio iniziative per promuovere una cultura proattiva della sicurezza dei lavoratori appartenenti alle cosiddette “categorie protette”, con la convinzione che un luogo di lavoro accessibile e sicuro per le persone con disabilità sia a maggior ragione più sicuro e accessibile per tutti i dipendenti.

Da ricordare, in conclusione, che lo Sportello Lavoro è dedicato esclusivamente a persone con invalidità o disabilità e che favorisce l’accesso all’occupazione con un’offerta integrata e personalizzata di servizi, grazie ai fondi del Sistema Dotale di Regione Lombardia. (C.T. e S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficio.stampa@lanostrafamiglia.it (Cristina Trombetti).

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Sul Circuito di Cremona le ultime gare dell’“European Handy Bridgestone Cup”

11 Settembre 2025 - 4:28pm

Da domani, 12 settembre, a domenica 14, sarà per la prima volta il Circuito di Cremona ad ospitare l’ultima, decisiva sfida della stagione 2025 dell’“European Handy Bridgestone Cup”, il campionato europeo motociclistico di velocità riservato ai piloti con disabilità, organizzato da Di.Di.-Diversamente Disabili

Semaforo pronto a spegnersi per l’ultima, decisiva sfida della stagione 2025 dell’European Handy Bridgestone Cup, il campionato europeo motociclistico di velocità riservato ai piloti con disabilità, organizzato da Di.Di.-Diversamente Disabili. Da domani, 12 settembre, fino a domenica 14, a far da cornice a prove libere, qualifiche e gare sarà per la prima volta il Circuito di Cremona.
In palio, dunque, non vi saranno solo le vittorie di giornata, ma appunto i titoli europei 2025 nelle classi 600cc e 1000cc e nelle relative categorie delle “disabilità minori” (Lesser Impaired), con una situazione ancora tutta aperta, che vedrà 17 piloti pronti a dare il massimo per chiudere la stagione sul gradino più alto del podio. (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di approfondimento. Per altre informazioni: diversamentedisabili@gmail.com (Chiara Valentini).

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“The Mary Shelley Picture Show” nei quartieri popolari di Milano

11 Settembre 2025 - 4:06pm

Dopo l’anteprima di giugno al Teatro Elfo Puccini di Milano, lo spettacolo “The Mary Shelley Picture Show”, kolossal musical-teatrale fulcro di un progetto di teatro sociale e partecipativo promosso dalla compagnia Minima Theatralia e dai Duperdu (Marta M. Marangoni e Fabio Wolf), tornerà dal 13 settembre nel capoluogo lombardo con un tour gratuito nei quartieri popolari, trasformando piazze, cortili e parchi in palcoscenici aperti a tutti Una scena di “The Mary Shelley Picture Show”

Dopo l’anteprima di giugno al Teatro Elfo Puccini di Milano, cui avevamo dedicato a suo tempo un ampio spazio (Minima Theatralia, incontro di “diverse diversità”), lo spettacolo The Mary Shelley Picture Show, kolossal musical-teatrale fulcro del progetto di teatro sociale e partecipativo denominato Frankenstein: La Creatura Siamo Noi e promosso dalla compagnia Minima Theatralia e dai Duperdu (Marta M. Marangoni e Fabio Wolf), tornerà dal 13 settembre nel capoluogo lombardo con un tour gratuito nei quartieri popolari, trasformando piazze, cortili e parchi in palcoscenici aperti a tutti.
In scena 80 cittadini-attori, dai 5 agli 80 anni, con abilità, origini e storie differenti, affiancati da artisti professionisti e coinvolgendo Associazioni del territorio, quali: l’Orchestra Inclusiva Esagramma, il Collettivo Clown, il Coro Ipazia, avvalendosi del sostegno della Fondazione Alia Falck e del Comune di Milano.

Ma ci sono anche attori e attrici con disabilità in Minima Theatralia, aveva chiesto sulle nostre pagine Stefania Delendati a Marta M. Marangoni? «Sì, naturalmente sì –aveva risposto -. Molte persone con disabilità motorie, come la nostra socia Erminia e il marito Michele, lei nata senza gambe e lui con una forma spastica, sviluppano una volontà ferrea nel superare le difficoltà quotidiane. Erminia e Michele si spostano con un furgone adattato alle loro disabilità, e nonostante le immense fatiche che affrontano, entrambi sono sempre presenti e pronti a partecipare, senza farsi frenare dalle piccole pigrizie che talvolta affliggono chi, come noi, non ha difficoltà fisiche. La loro determinazione e la voglia di esserci sono un esempio di capacità di adattamento straordinario per tutto il gruppo».

Dedicato alla memoria di Antonio Sancassani, che portò il celebre musical Rocky Horror Picture Show in Italia, The Mary Shelley Picture Show, con le sue nuove rappresentazioni di Milano, andrà dunque in scena, come detto, a partire dal 13 settembre (Piazza Prealpi/Auditorium Esagramma, concerto-spettacolo, ore 17.30), per proseguire il 15 settembre (Spazio Gorla, proiezione integrale e concerto dal vivo, ore 19.30), il 9 ottobre (luogo da definire, evento con Associazioni locali, ore 16) e il 18 ottobre (Niguarda, performance con bambini e Coro Ipazia, ore 16.30), concludendosi il 28 novembre (Fermata Clown, Mezzanino Dateo, Clown Gala, ore 21). (S.B.)

Ricordiamo ancora il link al nostro ampio servizio dedicato all’anteprima di giugno di The Mary Shelley Picture Show. Per ulteriori informazioni: Fabio Miceli (miceli.ufficiostampa@gmail.com).

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Il Festival “Aut Art 2025”: quattro giornate per raccontare l’autismo, un viaggio tra le parole non dette

11 Settembre 2025 - 1:45pm

«Quattro giornate per raccontare l’autismo, un viaggio tra le parole non dette, le emozioni che faticano a raccontarsi e che trovano nell’arte la loro forza espressiva»: viene presentato così “Aut Art 3”, terza edizione di una manifestazione in programma a Roma dal 25 al 28 settembre, un Festival Nazionale nato per dare alle persone con disturbo dello spettro autistico la possibilità di raccontarsi attraverso i linguaggi e gli strumenti più adeguati alle proprie caratteristiche

«Quattro giornate per raccontare l’autismo, un viaggio tra le parole non dette, le emozioni che faticano a raccontarsi e che trovano nell’arte la loro forza espressiva, all’insegna di quanto scrisse Pablo Picasso, ossia “non giudicare sbagliato quel che non conosci, prendi l’occasione per comprendere”»: viene presentato così Aut Art 3, ovvero la terza edizione del Festival Nazionale nato per raccontare l’autismo o meglio ancora, per dare alle persone con disturbo dello spettro autistico la possibilità di raccontarsi attraverso i linguaggi e gli strumenti più adeguati alle proprie caratteristiche.

L’iniziativa, in programma dal 25 al 28 settembre al Teatro degli Eroi di Roma (Via Girolamo Savonarola, 36/m), è il frutto di un progetto ideato e promosso dall’Associazione Siamo Delfini (impariamo l’autismo) e realizzato in sinergia con le altre organizzazioni io autentico (Qualità di Vita per le Persone con Autismo), FIDA (Forum Italiano Diritti Autismo), La Palestra delle Autonomie e Aicab, per creare appunto un contesto, come viene sottolineato, «in cui alla persona con disturbo dello spettro autistico siano garantite un’accessibilità sensibile e attenta, un luogo in cui sia posta al centro di ogni attività proposta e in cui ad ogni forma di espressione artistica, nata dalla creatività e dal talento individuale, sia offerta un’adeguata visibilità, sia riservata la giusta considerazione e sostenuta la ricerca di una gratificazione personale».
«Rappresentare se stessi attraverso l’arte – aggiungono i promotori di Aut Art -, esprimendo emozioni e pensieri, raccontare storie, offrire una realtà immaginifica assolutamente originale, esplorare la propria identità e condividerla, può essere una chiave in grado di aprire canali di comunicazione e creare relazione, come può accadere, quindi, in queste quattro giornate di festa dedicate alla socializzazione, all’amicizia, all’interazione tra persone neurotipiche e persone neurodivergenti».

Nel dettaglio del programma – fatto di  un susseguirsi di incontri, idee a confronto e spunti di riflessione rubati alle pagine di libri, con esposizioni di lavori artistici, momenti musicali, esibizioni sportive, suggerimenti dalla moda, testimonianze raccolte da una telecamera e storie raccontate sulle tavole di legno di un teatro, il tutto con l’accompagnamento, per gli artisti autistici, di personaggi di spicco dell’universo artistico e sportivo (a questo link il programma completo) – va innanzitutto segnalato che ognuna delle quattro giornate inizierà con Aut Meeting, tavola rotonda in cui si svilupperanno temi di grande importanza (progetto di vita; sicurezza; emergenza; difficoltà del “viaggio” intrapreso dopo la diagnosi; risorse che la società offre; necessità di superare i limiti della propria realtà per una visione più ampia del “fare” insieme). «In tal senso – dicono gli organizzatori – segnaliamo come di particolare rilievo anche gli incontri dedicati ai cambiamenti che avvengono nell’esistenza e nella personalità dei caregiver e quelli riguardanti l’importanza del supporto che l’osteopatia può offrire alla persona autistica».
Significativa, inoltre, l’apertura, sempre nell’àmbito del Festival, di uno sportello di ascolto e confermato, dall’edizione del 2024, il focus sul Primo Soccorso.
Tra le novità di questa terza edizione, l’attenzione allo sport e all’avventura e la creazione di un concorso, l’Aut Art Award, per premiare il progetto più virtuoso tra quelli presentati dalle diverse Associazioni presenti sul territorio nazionale.

I pomeriggi, invece, dedicati all’arte, allo spettacolo, al teatro, alla moda e alla danza, saranno aperti da Aut Books, con la presentazione di libri, seguita dalla sezione dedicata all’arte, che vedrà un cospicuo numero di pittori, fumettisti, mosaicisti e progettisti esporre e raccontare i loro lavori guidati da esperti d’arte, galleristi e psicologi. «Siamo orgogliosi di dire – affermano da Siamo Delfini – che quest’anno, sul palco del Teatro degli Eroi approderà il “futuro”, l’ideazione di una nuova forma di scrittura facilitante per tutti, importantissima per le persone autistiche. Nuovi artisti, quindi, ma anche la conferma di molte delle presenze dello scorso anno, nell’àmbito della musica, della recitazione e del cinema, che vedrà tra l’altro la proiezione del lungometraggio La vita da grandi, per la regia di Greta Scarano, che ha per protagonista un attore che ritornerà all’Aut Art dopo questa meravigliosa avventura, Yuri Tuci, affiancato da Matilda De Angelis».
«E ancora – concludono dall’Associazione -, pittori, poeti, scrittori, musicisti, cantanti, danzatori e un meraviglioso gruppo di attori nello spettro autistico, provenienti da Ferrara: I Musicanti. Altra novità la presenza a seguire tutto il festival di un gruppo di Aut Giornalisti provenienti dalla Campania, i Rubricaut, accompagnati da LIRATV, con cui collaborano da tanto. E sempre dalla Campania l’Aut Lab, spazio in cui i bambini e i ragazzi presenti in teatro, potranno accedere durante i convegni mattutini, insieme a coetanei provenienti da alcune scuole romane, a laboratori artistici ideati dall’Associazione La Palestra delle Autonomie di Napoli (Sventoliamo a colori e La musica che gira in tondo)». (S.B.)

Ringraziamo Cristiana Mazzoni per la collaborazione.

Ricordiamo ancora il link al quale è disponibile il programma completo. Per ogni ulteriore informazione: associazione@siamodelfini.it.

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Fondi per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione e per il trasporto scolastico

11 Settembre 2025 - 12:56pm

Annunciata l’intesa, in Conferenza Unificata, per i Decreti della Ministra per le Disabilità che assegnano 260 milioni per l’anno 2025 ai Comuni e alle Regioni, per gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione a supporto degli studenti e delle studentesse con disabilità. Istituito anche un fondo da 70 milioni, per il trasporto scolastico degli stessi studenti e studentesse con disabilità

È stata annunciata l’intesa, in Conferenza Unificata, per i Decreti della Ministra per le Disabilità che assegnano 260 milioni di euro per l’anno 2025 ai Comuni e alle Regioni, per gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione a supporto degli studenti e delle studentesse con disabilità delle scuole di ogni ordine e grado.
È stato anche istituito un fondo per il trasporto degli studenti e delle studentesse con disabilità da 70 milioni di euro, «per supportare ulteriormente le spese dei Comuni e delle famiglie – sottolinea la stessa ministra per le Disabilità Locatelli – e per facilitare i giovani con disabilità sempre di più anche in contesti territoriali più isolati o difficili da raggiungere». (S.B.)

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