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Verso un consapevole percorso di inclusione lavorativa delle persone con disabilità

28 Novembre 2025 - 6:01pm

Nell’àmbito dell’iniziativa “La Statale inclusiva: lezioni aperte sulla disabilità”, con cui l’Università Statale di Milano ha voluto quest’anno avvicinarsi alla Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 Dicembre, vi sarà il 2 dicembre il convegno sul diritto al lavoro delle persone con disabilità, intitolato “Talenti e lavoro. Verso un consapevole percorso di inclusione delle persone con disabilità”, organizzato dall’Ateneo milanese, insieme alla CEI e alla Fondazione Diritti Umani

Nel dare notizia qualche settimana fa della bella iniziativa promossa dall’Università Statale di Milano, denominata La Statale inclusiva: lezioni aperte sulla disabilità, programma di cinquanta lezioni con i docenti dell’Ateneo, dal 17 novembre al 5 dicembre, per trattare i temi della disabilità e dell’inclusività, il modo con cui quest’anno l’Ateneo lombardo ha voluto avvicinarsi al 3 Dicembre, Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, avevamo anche accennato che in tale àmbito, a completare il programma, era stato programmato per il 2 dicembre il convegno sul tema del diritto al lavoro delle persone con disabilità, intitolato Talenti e lavoro. Verso un consapevole percorso di inclusione delle persone con disabilità, organizzato dall’Ateneo milanese, insieme al Servizio Nazionale per la Pastorale delle Persone con Disabilità e all’Ufficio Nazionale per i Problemi Sociali e il Lavoro della CEI (Conferenza Episcopale Italiana), oltreché con la Fondazione Diritti Umani.
Torniamo ora a parlarne, nell’imminenza dell’evento, ricordando appunto che l’incontro si terrà, come detto, il 2 dicembre (Università Statale di Milano, Via Festa del Perdono, 7, ore 9.30-16.30), ripartito in una sessione plenaria e in altre sessioni specifiche (a questo link il programma completo).

Per quanto riguarda i temi dei vari interventi, si parlerà tra l’altro di diritti, linguaggio e comunicazione per una nuova cultura dell’inclusione delle persone con disabilità, di formazione delle stesse nelle Università e nei percorsi professionali, di buone pratiche per l’inserimento lavorativo, di accomodamento ragionevole, nuove tecnologie e altro ancora. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: stefania.leone@unimi.it; pastoraledisabili@chiesacattolica.it.

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Parole senza barriere. Il linguaggio inclusivo per raccontare la disabilità

28 Novembre 2025 - 5:30pm

Le “trappole” linguistiche da evitare, un linguaggio attento e rispettoso che abbatta le barriere sociali e altro ancora: se ne parlerà il 5 dicembre all’Istituto dei Ciechi Cavazza di Bologna, nell’incontro “Parole senza barriere. Il linguaggio inclusivo per raccontare la disabilità”, fruibile anche da remoto, organizzato dall’Ordine dei Giornalisti e dalla Fondazione Giornalisti dell’Emilia-Romagna, in collaborazione con l’Associazione Le lenti del pregiudizio, la Rete GiULia Giornaliste

Le “trappole” linguistiche da evitare, un linguaggio attento e rispettoso che abbatta le barriere sociali e quanto sia facile e importante creare dei contenuti che siano realmente accessibili a tutti e tutte: di questo si parlerà nella mattinata del 5 dicembre a Bologna (presso l’Istituto dei Ciechi Cavazza, Via Castiglione, 71, ore 9.30-13.30), durante l’incontro denominato Parole senza barriere. Il linguaggio inclusivo per raccontare la disabilità, fruibile anche da remoto, organizzato, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 Dicembre, dall’Ordine dei Giornalisti e dalla Fondazione Giornalisti dell’Emilia-Romagna, in collaborazione con l’Associazione Le lenti del pregiudizio, la Rete GiULia Giornaliste e il patrocinio dell’Istituto dei Ciechi Cavazza.

Introdotto e moderato da Serena Bersani, consigliera dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna e presidente della Rete GiULia Giornaliste, l’incontro, dopo i saluti di Giacomo Prati, psicologo e formatore dell’Istituto dei Ciechi Cavazza e l’apertura di Silvestro Ramunno, presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna, prevede gli interventi di Katia Caravello, psicologa-psicoterapeuta, presidente dell’Associazione Le lenti del pregiudizio” (Semplicemente persone. Come il linguaggio influenza la rappresentazione della disabilità); Lorenzo Sani, consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti (Comunicare la disabilità e la salute mentale oltre stigma e pregiudizi); Elena Malaguti, ordinaria di Didattica e Pedagogia Speciale all’Università di Bologna (Neurodivergenze: la ricchezza oltre la diagnosi); Fulvio De Nigris, giornalista, presidente della Fondazione Amici di Luca-Casa dei Risegli Luca De Nigris (Il ruolo del caregiver nel racconto della disabilità); Giovanni Cellucci, ingegnere elettronico, servizio tiflotecnico ed esperto di accessibilità digitale presso l’Istituto dei Ciechi Cavazza (Dall’esclusione all’inclusione: come semplici accorgimenti tecnici rendono i tuoi contenuti veramente universali). (S.B.)

Per partecipare in presenza o via Zoom, accedere a questo link. Per altre informazioni: info@lelentidlepregiudizio.it.

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E finalmente la sordocecità diventa una disabilità unica e specifica!

28 Novembre 2025 - 5:02pm

Parlano giustamente di «traguardo fondamentale per tutte le persone sordocieche e per le loro famiglie», dalla Fondazione Lega del Filo d’Oro, dopo che nel Disegno di Legge “Semplificazioni-bis”, approvato dal Parlamento, si riconosce formalmente la sordocecità come disabilità unica e specifica, estendendo il riconoscimento di essa a tutte le persone con compromissioni combinate, totali o parziali, di vista e udito, congenite o acquisite, a prescindere dall’età di insorgenza

«A pochi giorni dalla Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, celebriamo quello che riteniamo un traguardo fondamentale per tutte le persone sordocieche e per le loro famiglie»: così Rossano Bartoli, presidente della Fondazione Lega del Filo d’Oro, commenta l’approvazione definitiva, da parte del Parlamento, del Disegno di Legge cosiddetto “Semplificazioni-bis”, nel quale si riconosce formalmente la sordocecità come disabilità unica e specifica, estendendo cioè il riconoscimento della sordocecità a tutte le persone con compromissioni combinate, totali o parziali, di vista e udito, congenite o acquisite, a prescindere dall’età di insorgenza, dando finalmente piena attuazione alla Legge 107/10 (Misure per il riconoscimento dei diritti delle persone sordocieche).

«L’approvazione definitiva di questo Disegno di Legge – prosegue Bartoli – rappresenta un risultato per cui abbiamo lavorato instancabilmente: finalmente la sordocecità è riconosciuta come disabilità unica, senza discriminazioni basate sull’età di insorgenza. Siamo felici e soddisfatti per questo importante passo avanti che garantirà pari dignità e diritti a tutte le persone che non vedono e non sentono. È un risultato che suggella oltre 60 anni di impegno della nostra organizzazione e che ci fa guardare al futuro con maggiore speranza. Continuando infatti a lavorare insieme – Istituzioni, Terzo Settore e Società Civile – potremo costruire una società davvero più equa, accessibile e inclusiva».

«Il provvedimento – concludono dalla Lega del Filo d’Oro – riguarda oltre 360.000 persone con disabilità sensoriali e plurime alla vista e all’udito e, contemporaneamente, con limitazioni di tipo motorio. Una stima, per altro, che attualmente è al ribasso, perché non tiene in considerazione i minori al di sotto dei 15 anni, che non erano inclusi nella relativa rilevazione, e le persone che presentano, oltre alla minorazione sensoriale, anche una disabilità intellettiva. Tutte persone che troppo spesso rischiano di rimanere invisibili, confinate nell’isolamento imposto dalla propria disabilità». (S.B.)

A questo link è disponibile un ulteriore testo di approfondimento. Per altre informazioni: Virginia Matteucci (v.matteucci@inc-comunicazione.it).

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Un seminario sul tema “Le vulnerabili: disagio sociale, disabilità e violenza”

28 Novembre 2025 - 2:04pm

Il seminario del 5 e 6 dicembre a Ravenna, “Le vulnerabili: disagio sociale, disabilità e violenza”, è organizzato dall’Associazione Femminile Maschile Plurale, in collaborazione con la Cooperativa Villaggio Globale. Durante l’incontro, fruibile anche da remoto, si tratterà in modo specifico il tema della violenza nei confronti di donne reputate più vulnerabili, per individuare quali risposte trovare per l’accoglienza, l’ascolto, l’accompagnamento all’uscita dalla violenza e verso una vita indipendente

Si svolgerà a Ravenna, il 5 e 6 dicembre, Le vulnerabili: disagio sociale, disabilità e violenza, seminario aperto al pubblico organizzato dall’Associazione Femminile Maschile Plurale, in collaborazione con la Cooperativa Sociale Villaggio Globale. L’iniziativa si colloca nell’àmbito di una rassegna di eventi (undicesima edizione) organizzati dal Comune di Ravenna in occasione della recente Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
«Ogni corpo è di per sé vulnerabile per incidente, malattia, catastrofi naturali e prodotte dagli esseri umani. Esistono corpi considerati maggiormente vulnerabili di altri, come il corpo delle donne quando, in particolare, si parla di violenza di genere», spiegano dall’Organizzazione. Vi sono poi dei corpi che sono considerati ancora più vulnerabili, sono quelli «delle donne anziane, donne con disabilità, donne senza fissa dimora, con dipendenze, in situazione di povertà, soggette a tratta, con diverso orientamento sessuale, ecc. Ma la loro vulnerabilità non risiede nell’avere un corpo biologicamente (e anagraficamente) sessuato, bensì nel costrutto culturale e politico-economico che crea svalorizzazione, oggettificazione, sfruttamento, discriminazione e marginalizzazione sociale con conseguente assenza di pari opportunità».

Il seminario di Ravenna intende dunque trattare in modo specifico il tema della violenza nei confronti delle donne reputate più vulnerabili e individuare quali risposte – in termini di servizi pubblici o gestiti da associazioni e/o organizzazioni – si possono trovare per l’accoglienza, l’ascolto, l’accompagnamento all’uscita dalla violenza e verso una vita indipendente.
«Fra esempi positivi e criticità tuttora presenti si ascolteranno voci diverse, dati e ricerche, aprendo al confronto con chi vorrà partecipare portando il proprio ascolto, riflessione ed esperienza. Il pomeriggio di venerdì 5 sarà dedicato alle relazioni che inquadreranno il tema del seminario, mentre nella mattinata di sabato 6 verranno presentate alcune esperienze con le quali aprire un confronto e prospettare azioni future».

L’incontro si terrà nella Sala Silvio Buozzi di Ravenna (Viale Enrico Berlinguer, 11), ma potrà essere seguito anche da remoto sul canale YouTube dell’Associazione Femminile Maschile Plurale (a questo link).
Nel dettaglio: il 5 dicembre (ore 15.30-19), i lavori saranno coordinati da Piera Nobili, presidente dell’Associazione Femminile Maschile Plurale. Dopo i saluti istituzionali di Francesca Impellizzeri, assessora comunale alle Politiche e alla Cultura di Genere, sono previsti i seguenti interventi: I falsi miti sull’accoglienza delle donne con disabilità vittime di violenza, esposto da chi scrive, Simona Lancioni, responsabile del Centro Informare un’h di Peccioli (Pisa); Ai margini. Invisibilità e violenza, di Nadia Teresa Muscialini, dirigente psicologa, Azienda Socio Sanitaria Territoriale Santi Paolo e Carlo di Milano; Ricerca Vi.Va.: osservazioni sul sistema di accoglienza dei Centri Antiviolenza, di Rosa Giovanna Piaia, socia dell’Associazione Femminile Maschile Plurale; I Centri antiviolenza dalla nascita alle sfide contemporanee: un’analisi intersezionale, di Sara Boicelli, dottoranda in Diritti umani: evoluzione, tutela e limiti all’Università di Palermo.
Il 6 dicembre, quindi (ore 9.30-12.30), la già menzionata Rosa Giovanna Piaia coordinerà l’esposizione delle seguenti esperienze: Segni contro la violenza di genere, esposta da Francesca Penzo, Marta Multinu e Benedetto Puccia, operatrici e operatore di MICCE; Re dei Girgenti, di Arianna Ballotta; Progetto crescita, di Elisa Guarini; Avvocati di strada, di Michele Muscillo; Chiama ChiAMA, di Maria Cristina Pesci. (Simona Lancioni)

Per ulteriori informazioni: redazione@femminilemaschileplurale.it.
Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’h – Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso, con alcune modifiche dovute al diverso contenitore, per gentile concessione.

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Una rete nazionale di auto adattate di cortesia

28 Novembre 2025 - 1:34pm

In vista dell’ormai imminente Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 Dicembre, l’Associazione ANGLAT lancia una rete nazionale di auto adattate di cortesia, servizio che intende garantire gratuitamente mobilità immediata alle persone con disabilità nei momenti più critici (auto in riparazione, necessità di ore guida per esame patente, visite mediche, commissioni)

Dopo un anno in cui ha accelerato il proprio impegno sul fronte dell’inclusione nella guida, con la presentazione del Nuovo Prontuario Adattamenti (se ne legga anche sulle nostre pagine), attuato in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, oltreché con la nuova edizione del Corso di Pilotaggio CH ACI Sport, l’Associazione ANGLAT lancia una nuova iniziativa, sulla quale avremo occasione di tornare più approfonditamente, vale a dire una rete nazionale di auto adattate di cortesia, servizio che intende garantire gratuitamente mobilità immediata alle persone con disabilità nei momenti più critici (auto in riparazione, necessità di ore guida per esame patente, visite mediche, commissioni).
Il lancio del progetto avviene proprio oggi, 28 novembre, con la consegna delle prime dieci vetture, in vista dell’imminente Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 Dicembre e connettendosi strettamente allo stesso tema scelto quest’anno per tale evento, vale a dire Promuovere società che includano le persone con disabilità per promuovere il progresso sociale. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Katia Pallone (katia.pallone@gmail.com).

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Un nuovo modo di vivere il museo al Lavazza di Torino

28 Novembre 2025 - 1:07pm

Un nuovo modo di vivere il museo, pensato per accogliere pubblici con esigenze diverse e offrire strumenti che superino barriere sensoriali, cognitive e comunicative: consiste in questo il prrogetto “Il Museo è Aperto”, che verrà inaugurato il 3 Dicembre a Torino dal Museo Lavazza, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità

In occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 Dicembre, il Museo Lavazza di Torino – struttura avviata nel 2018, vera esperienza immersiva sulla cultura del caffè – inaugurerà il progetto denominato Il Museo è Aperto, iniziativa voluta per rendere la visita museale il più possibile accessibile e inclusiva, sviluppata dal Museo Lavazza, in coerenza con la visione culturale e sociale del Gruppo Lavazza e all’interno del programma IncluVisity, dedicato alla promozione della diversità, dell’equità e dell’inclusione.

«Il progetto – viene spiegato – propone un nuovo modo di vivere il museo, pensato per accogliere pubblici con esigenze diverse e offrire strumenti che superino barriere sensoriali, cognitive e comunicative, quali: audio-racconti narrativi accessibili tramite QR-code in rilievo, percorsi tattili per persone cieche e ipovedenti, video in LIS e sottotitoli per persone sorde o con difficoltà uditive, mappe in CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) per persone con disabilità cognitive, neurodivergenze, ma anche per bambini e bambine che si avvicinano alla lettura». (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento. Per altre informazioni: comunicazione.nuvola@lavazza.com (Paola Varallo).

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Bologna e Area Metropolitana: la fruizione ampliata dei contenuti culturali

28 Novembre 2025 - 12:44pm

Condividendo l’obiettivo di potenziare l’accessibilità fisica, sensoriale e cognitiva al patrimonio culturale per i pubblici con disabilità e fragilità diverse, i musei e i luoghi della cultura di Bologna e Area Metropolitana promuoveranno per il secondo anno consecutivo, dal 29 novembre al 14 dicembre, una serie di iniziative, in occasione dell’imminente Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 Dicembre

«La fruizione ampliata dei contenuti culturali, anche in una prospettiva di sostenibilità sociale, può e deve diventare sempre di più uno strumento fondamentale per eliminare tutti gli ostacoli che limitano il rispetto dei diritti imprescindibili della persona, non solo in occasione del 3 Dicembre, ma tutto l’anno, in linea con una politica di inclusione e apertura a tutti i tipi di pubblico»: è partendo da tale convinzione, ossia condividendo l’obiettivo di potenziare l’accessibilità fisica, sensoriale e cognitiva al patrimonio culturale per i pubblici con disabilità e fragilità diverse, che per il secondo anno consecutivo musei e luoghi della cultura di Bologna e Area Metropolitana promuovono una serie di iniziative, in occasione dell’imminente Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 Dicembre, con il coordinamento del Settore Musei Civici del Comune di Bologna e della Città Metropolitana di Bologna.

Le varie iniziative, dunque (il programma completo è disponibile a questo link) si protrarranno da domani, 29 novembre, fino al 14 dicembre, comprendendo complessivamente ben 31 attività – tra visite guidate tattili, visite guidate in LIS (Lingua dei Segni Italiana), concerti, incontri, laboratori, letture, attività di espressione motoria e degustazioni – promosse da 17 realtà in 11 Comuni del territorio metropolitano di Bologna (Anzola dell’Emilia, Baricella, Bentivoglio, Bologna, Dozza, Galliera, Imola, Pianoro, San Giovanni in Persiceto, San Lazzaro di Savena, Sant’Agata Bolognese).

Da ricordare, in conclusione, che nelle sedi dei Musei Civici di Bologna, l’ingresso è gratuito per le persone con disabilità e per i possessori della Carta Europea della Disabilità e per un accompagnatore (S.B.)

A questo link è disponibile l’elenco delle Istituzioni e delle sedi aderenti al programma (a Bologna e località dell’Area Metropolitana). Per ogni ulteriore informazione: ufficiostampabolognamusei@comune.bologna.it

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Le richieste del Parlamento Europeo per aggiornare la Strategia sui Diritti delle Persone con Disabilità

28 Novembre 2025 - 11:56am

Il Parlamento Europeo ha approvato la propria Relazione riguardante il secondo quinquennio della Strategia Europea sui Diritti delle Persone con Disabilità 2021-2030, chiedendo urgentemente alla Commissione Europea nuove azioni e iniziative-faro di aggiornamento della Strategia stessa. La palla passa quindi alla Commissione, che oltre a garantire effettivamente nuove azioni, ha anche lanciato una pubblica consultazione cui tutti e tutte potranno contribuire fino al 5 febbraio

Con 490 voti a favore, 9 contrari e 109 astensioni, il Parlamento Europeo ha approvato nei giorni scorsi la propria Relazione riguardante il secondo quinquennio della Strategia Europea sui Diritti delle Persone con Disabilità 2021-2030, documento presentato dall’eurodeputata María Rosa Estarás Ferragut con cui si chiedono urgentemente alla Commissione Euuropea nuove azioni e iniziative-faro di aggiornamento della Strategia stessa. Tra le altre cose, il Parlamento esorta la Commissione a prestare particolare attenzione al costo della vita aggiuntivo per le persone con disabilità, alla situazione delle donne e ragazze con disabilità, alla salute mentale e al disagio mentale tra le persone con disabilità e alle persone con disabilità cosiddette “invisibili”. Dal canto suo, la Commissione, oltre a confermare che proporrà effettivamente nuove azioni per questa strategia nel 2026, ha avviato su questo una consultazione pubblica cui tutti e tutte possono fornire il proprio contributo, entro il 5 febbraio prossimo, tramite questo link.

Nell’accogliere con favore i contenuti della Relazione approvata dal Parlamento Europeo, «poiché in linea con i nostri appelli espressi da tempo», l’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, ne elenca di seguito le principali azioni richieste:
° Una garanzia per l’occupazione e le competenze finanziata dall’Unione Europea per le persone con disabilità, ispirata a iniziative di successo come la Garanzia per i Giovani.
° Proseguire negli sforzi per migliorare la libera circolazione delle persone con disabilità in tutta l’Unione Europea.
° Rafforzare AccessibleEU, il Centro Europeo per l’Accessibilità, attraverso la creazione di una specifica agenzia di regolamentazione permanente.
° Approvare una Direttiva che disciplini l’uso di algoritmi di intelligenza artificiale per la gestione, il monitoraggio e il reclutamento dei lavoratori: essa affronterebbe infatti i rischi di discriminazione che candidati e dipendenti con disabilità spesso subiscono a causa appunto degli algoritmi di intelligenza artificiale.
° Un ambizioso e concreto accordo sul Regolamento (CE) 261/2004 sui diritti dei passeggeri nei voli aerei.
° La revisione del Regolamento (UE) 1300/2014 sull’accessibilità delle infrastrutture ferroviarie per le persone con disabilità, al fine di affrontare e prevenire le persistenti sfide e discriminazioni cui esse devono affrontare.
° Iniziative legislative necessarie a garantire pari diritti di voto e di eleggibilità per le persone con disabilità.
° Una strategia dell’Unione Europea sulla transizione dagli istituti all’assistenza territoriale.
° Rendere disponibili tutti i dibattiti in plenaria in Parlamento con l’interpretazione dei segni internazionali. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Parlamento Europeo – Ufficio di Collegamento in Italia (epitalia@europarl.europa.eu).

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Due panchine blu, simbolo di inclusione e accessibilità, verranno inaugurate a Orbetello

27 Novembre 2025 - 6:30pm

Simbolo di inclusione e accessibilità, per invitare tutti a fermarsi, riposare e riflettere sull’importanza della diversità, due panchine blu verranno inaugurate il 3 dicembre a Orbetello (Grosseto), in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, dalla Fondazione La Casa di Mario, che opera a fianco dell’Associazione Oltre lo Sguardo

La Fondazione La Casa di Mario di Orbetello (Grosseto), che opera a fianco dell’Associazione Oltre lo Sguardo, inaugurerà nella propria città, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 dicembre l’installazione di due panchine blu nell’area verde situata tra Via Pola (Palazzetto dello Sport) e Via Trieste, nei pressi della Fondazione stessa e del Centro Mare (ore 11).

«Questa iniziativa – spiega Elena Improta, presidente di Oltre lo Sguardo – è stata resa possibile grazie all’importante contributo del consigliere comunale Roberto Berardi, che ha individuato le panchine da recuperare e dipingere di blu. Desideriamo esprimere la nostra sincera gratitudine anche al sindaco di Orbetello Andrea Casamenti, per il suo costante supporto e per l’attenzione che, insieme alla vicesindaca e assessora al Sociale Chiara Piccini, ha sempre mostrato nei confronti delle persone più fragili».
«Le panchine blu – aggiunge Improta – rappresentano un simbolo di inclusione e accessibilità, invitando tutti a fermarsi, riposare e riflettere sull’importanza della diversità. Un messaggio significativo sarà impresso su una piccola targa realizzata dalla Fondazione, da attaccare a una delle panchine, che reciterà: “Le diversità rendono ogni essere umano unico”».

Sintetizzando in conclusione le motivazioni dell’iniziativa, se ne possono individuare tre, ossia promuovere l’inclusione, con le panchine blu che diventeranno un punto d’incontro per persone con e senza disabilità, favorendo interazione e socializzazione; sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dell’accessibilità e dell’inclusione; creare un ambiente accogliente, dove tutti possano sentirsi a proprio agio e rilassarsi. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: oltrelosguardoorbetello@gmail.com.

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Le future linee programmatiche del Movimento Apostolico Ciechi, in congresso a Roma

27 Novembre 2025 - 5:50pm

Associazione di fedeli laici, vedenti e non vedenti, impegnati in un cammino di fede, condivisione e promozione umana, che opera nella società e nella Chiesa affinché le persone con disabilità vi partecipino attivamente e nessuno sia escluso, il MAC (Movimento Apostolico Ciechi) sta vivendo a Roma il proprio XIX Congresso Nazionale, dove verranno definite le linee programmatiche dell’Associazione per il prossimo quadriennio ed eletto il nuovo Consiglio Nazionale

È in programma fino al 30 novembre a Roma (Casa “San Juan de Avila”, Via Pietro De Francisci, 158), il XIX Congresso Nazionale del MAC (Movimento Apostolico Ciechi), centrato sul tema La speranza siamo noi quando testimoniamo l’amore di Cristo.
Associazione di fedeli laici, vedenti e non vedenti, presente in tutta Italia con 48 gruppi diocesani, impegnati in un cammino di fede, condivisione e promozione umana, che opera nella società e nella Chiesa affinché le persone con disabilità vi partecipino attivamente e nessuno sia escluso.
Per l’occasione, l’assemblea del MAC sarà chiamata a definire le linee programmatiche dell’Associazione per il prossimo quadriennio e a eleggere il nuovo Consiglio Nazionale, nonché a modificare il proprio Statuto, per affrontare con maggiore dinamismo le sfide moderne. (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di approfondimento. Per altre informazioni: mac@movimentoapostolicociechi.it.

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L’esplorazione tattile che diventa un vero e proprio gioco investigativo

27 Novembre 2025 - 5:32pm

Si chiama “Un enigma tra le mani” l’appuntamento pensato per le famiglie con bambine e bambini dai 6 ai 10 anni, in programma per il 30 novembre alla “Galleria Booh!” del Museo Tattile Statale Omero di Ancona, un percorso sensoriale in totale oscurità, che trasformerà l’esplorazione tattile in un vero e proprio gioco investigativo La “Galleria Booh!” al Museo Tattile Statale Omero di Ancona

Dopo Il buio di Booh!, da noi presentato a suo tempo, la Galleria Booh!, nuovo ambiente permanente del rinnovato Spazio Contemporaneo presente nel Museo Tattile Statale Omero di Ancona, dove l’arte si esplora con le mani, nel mistero e nella magia del buio, ospiterà una nuova iniziativa, nel pomeriggio del 30 novembre (ore 16.30), denominata Un enigma tra le mani.
«Si tratta – spiegano dalla struttura marchigiana – di un appuntamento pensato per le famiglie con bambine e bambini dai 6 ai 10 anni, un percorso sensoriale che trasformerà l’esplorazione tattile in un vero e proprio gioco investigativo. In totale oscurità, infatti, guidati dallo staff esperto del nostro Museo, bambine, bambini e adulti si muoveranno nello spazio affidandosi esclusivamente al tatto. Lungo il percorso incontreranno tre sculture della collezione ciascuna delle quali custodirà un dettaglio, un indizio, un segnale da interpretare attraverso le mani. Toccare diventerà così un’azione attenta e concentrata, un modo per entrare nella materia e comprenderla senza il filtro della vista. Al termine dell’esplorazione, poi, il pubblico sarà invitato a sciogliere un piccolo enigma, costruito proprio sulle sensazioni tattili raccolte, un esercizio di immaginazione, logica e sensibilità che stimolerà curiosità, autonomia e desiderio di scoperta, valorizzando il contatto diretto con l’arte».

«Con questo secondo appuntamento, la nostra Galleria Booh! – aggiungono dal Museo Omero – conferma la sua natura di luogo poetico e sorprendente, uno spazio dove l’esperienza sensoriale è allo stesso tempo gioco, conoscenza e relazione». (S.B.)

L’iniziativa del 30 novembre, come detto, sarà rivolta a famiglie con bambine e bambini dai 6 ai 10 anni. Costo: 5 euro (gratuito per persone con disabilità e accompagnatori). La prenotazione è obbligatoria, tramite l’indirizzo redazione@museoomero.it (tel. e WhatsApp 335 5696985).

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Le persone con disabilità visive in viaggio

27 Novembre 2025 - 5:12pm

Rivolto alla cittadinanza tutta, il convegno “Le persone con disabilità visive in viaggio. Diritti e buone prassi per un trasporto accessibile”, organizzato per il 2 dicembre a Torino dall’UICI Piemonte, riunirà rappresentanti istituzionali, esperti del settore dei trasporti e referenti dell’UICI stessa, per affrontare temi quuali il quadro normativo sulla mobilità accessibile, i diritti dei passeggeri con disabilità visive, le buone prassi nei sistemi di trasporto, le criticità e le prospettive future

«Prendere un treno o un aereo, fare un viaggio di lavoro o concedersi una vacanza: tutte queste azioni sono sinonimo di libertà, autonomia, vita adulta. In una parola, sono indicatori di normalità. Ma per chi non vede o ha una grave minorazione visiva, potersi spostare in autonomia e sicurezza non è affatto scontato. Benché riconosciuta, infatti, dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, la mobilità accessibile è un orizzonte che va continuamente conquistato, ridefinito e rinegoziato. In Italia, negli ultimi decenni, sono stati fatti considerevoli passi avanti, ma molto resta da fare»: lo dicono dall’UICI Piemonte (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), presentando il convegno Le persone con disabilità visive in viaggio. Diritti e buone prassi per un trasporto accessibile, organizzato per la mattinata del 2 dicembre a Torino (Sala Trasparenze del Grattacielo della Regione Piemonte, Piazza Piemonte, 1, ore 9-12.30), incontro rivolto non solo ai diretti interessati ma a tutti i cittadini e le cittadine, che riunirà rappresentanti istituzionali, esperti del settore dei trasporti e referenti dell’UICI, per affrontare una serie di punti nodali, tra cui il quadro normativo sulla mobilità accessibile, i diritti dei passeggeri con disabilità visive, le buone prassi nei sistemi di trasporto, le criticità esistenti e le prospettive future.

«Viaggiare, sia per necessità che per piacere, dovrebbe essere un diritto accessibile a tutti e tutte – sottolinea Franco Lepore, presidente dell’UICI Piemonte -, indipendentemente dalla loro condizione. E del resto, in base alla normativa internazionale, le persone con disabilità e/o a mobilità ridotta hanno diritto di accedere autonomamente ad ogni mezzo di trasporto e di ricevere l’assistenza necessaria senza costi aggiuntivi e senza discriminazioni. Con il convegno del 2 dicembre vogliamo dunque condividere buone prassi e linee guida per garantire sistemi di trasporto realmente accessibili e inclusivi. Le Istituzioni, i gestori di infrastrutture e i vettori di trasporto devono compiere ogni sforzo possibile per rimuovere gli ostacoli che, ancora oggi, impediscono la piena mobilità delle persone con disabilità. Solo un sistema di trasporto accessibile e fruibile può contribuire alla piena inclusione delle persone con disabilità, anche in viaggio». (S.B.)

A questo link è disponibile il programma completo del convegno. L’ingresso sarà gratuito, ma consentito solo alle persone preventivamente registrate, tramite il modulo presente a questo link. Per ulteriori informazioni. comunicazione@uicpiemonte.it (Lorenzo Montanaro).

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In tutta Europa basket unificato: che passione!

27 Novembre 2025 - 4:42pm

Si protrarrà fino al 3 dicembre la ventiduesima edizione dell’“European Basketball Week” di Special Olympics, il movimento internazionale dello sport praticato da persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, evento che coinvolge oltre 25.000 partecipanti in 25 Paesi, vedendo entrare in campo giovani con e senza disabilità (“basket unificato”), in più di 250 diverse iniziative, molte delle quali anche nel nostro Paese Foto di gruppo per la presentazione a Rieti degli eventi italiani della ventiduesima “Special Olympics European Basketball Week”

È in corso già dal 25 novembre e fino al 3 dicembre la ventiduesima edizione dell’European Basketball Week di Special Olympics, il movimento internazionale dello sport praticato da persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo. Si tratta di un evento che coinvolge oltre 25.000 partecipanti in 25 Paesi, vedendo entrare in campo giovani con e senza disabilità, in più di 250 diverse iniziative, perché il “basket unificato”, quello cioè giocato in formazioni miste, è ritenuto la chiave per raggiungere l’obiettivo.

La conferenza stampa di presentazione degli eventi italiani (a questo link vi è l’elenco) si è svolta nei giorni scorsi a Rieti, aperta da Alessio Grassini, atleta Special Olympics, che ha dichiarato: «Ho 18 anni, faccio parte da quasi quattro anni della Fortitudo Baskin Rieti. Quando ho iniziato avevo un po’ paura perché non conoscevo nessuno, ero stordito da tutto quanto. Però col tempo mi sono trovato bene, ho fatto amicizia con tutti. Mi alleno costantemente con loro, abbiamo vinto e perso tante partite. Spero di continuare a crescere e migliorare con loro».
Dal canto suo, Sofia Guadagnoli, atleta partner Special Olympics, ovvero persona senza disabilità, ha affermato «Special Olympics e lo sport unificato mi hanno aperto la mente, mi confronto con atleti fantastici. Avevo smesso di giocare a basket e questa è stata un’opportunità per ricominciare a praticare questo sport». (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento sulla presentazione a Rieti degli eventi italiani per la ventiduesima Special Olympics European Basketball Week. Per altre informazioni: stampa@specialolympics.it (Giampiero Casale).

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“Dialoghi con Mister Parkinson – Storie di carattere. Oltre il tremore”: l’incontro di Pavia

27 Novembre 2025 - 2:06pm

Dopo le tappe di Bergamo, Novara, Napoli e Treviso, arriverà domani, 28 novembre, a Pavia il ciclo di eventi “Dialoghi con Mister Parkinson – Storie di carattere. Oltre il tremore”, presentato nello scorso mese di settembre anche sulle nostre pagine e promosso dalla Confederazione Parkinson Italia, con il sostegno non condizionante di Zambon Italia

Avevamo presentato nel settembre scorso il ciclo di eventi denominato Dialoghi con Mister Parkinson – Storie di carattere. Oltre il tremore, promosso dalla Confederazione Parkinson Italia, con il sostegno non condizionante di Zambon Italia, che dal 19 settembre ha incominciato ad attraversare l’Italia, con la proiezione di volta in volta del docufilm che dà il nome al ciclo stesso, seguito da una tavola rotonda con testimonianze e approfondimenti su ricerca, qualità della vita e bisogni concreti di chi convive con la malattia.

Dopo le tappe di Bergamo, Novara, Napoli e Treviso, dunque, è prevista per il 28 novembre quella di Pavia (Sala Conferenze di Palazzo Broletto, Piazza della Vittoria, ore 17.30), con gli interventi di Roberta Zangaglia, direttore facente funzioni della Struttura Complessa Parkinson e Disordini del Movimento nella Fondazione Mondino IRCCS di Pavia; Carlo Dallocchio, direttore della Struttura Complessa di Neurologia, Dipartimento Area Medica Specialistica e Dipartimento Funzionale Sperimentale Interaziendale di Neuroscienze dell’ASST Pavia; Giangi Milesi, presidente della Confederazione Parkinson Italia; Adele Rea, presidente dell’Associazione Pavese Parkinsoniani. La moderazione sarà affidata a Cabiria Reina di Zambon Italia. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: segreteria@parkinson-italia.it; parkinsonpavia@gmail.com.

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“I diritti delle persone con disabilità”, che fornisce a tutti le basi per essere parte del processo di liberazione di una comunità oppressa

27 Novembre 2025 - 1:41pm

È stata pubblicata una nuova edizione di “I diritti delle persone con disabilità. Percorsi di attuazione della Convenzione ONU”, opera di Natascia Curto e Cecilia Maria Marchisio, testo che partendo dalla definizione di “disabilità” come forma della diversità umana, illustra la trasformazione innescata dalla recente Riforma della disabilità, evidenziando gli elementi fondamentali del suo dispositivo primario di attuazione: il progetto di vita individuale personalizzato partecipato

[Con l’opera “I diritti delle persone con disabilità. Percorsi di attuazione della Convenzione ONU”, N.d.R.] Cecilia Maria Marchisio e Natascia Curto* ci accompagnano in un viaggio alla scoperta della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, rendendo accessibile una questione complessa e quanto mai attuale e urgente. Nell’affrontare la radicalità del documento, scopriamo infatti un altro modo di concepire la disabilità e, quindi, di approcciarci ad essa. Pagina dopo pagina, abbandoniamo i vecchi preconcetti, l’idea che per la persona con disabilità siano sufficienti cura e custodia in percorsi e luoghi scelti da altri e incontriamo, finalmente, la persona.
E forse un po’ ci stupiamo e fatichiamo a pensare che quella persona abbia i nostri stessi diritti, che sia l’unica titolare del proprio percorso esistenziale che, addirittura, abbia diritto di sbagliare.
La luce si accende, via via più intensa, ogni volta che ci troviamo a rispondere a quella domanda che ci lascia disarmati: se fossi io? Se qualcuno decidesse al mio posto, della mia vita?
La risposta è sempre la stessa: il silenzio imbarazzato di chi, in quel preciso istante, comprende che i diritti sono di tutti o non sono. Indipendentemente dai sostegni necessari ad esercitarli. È da lì che parte una nuova consapevolezza. È lì che germina una nuova cultura della disabilità.

Questa nuova edizione del libro di Marchisio e Curto ci regala un capitolo prezioso interamente dedicato al progetto di vita personalizzato e partecipato che si basa sul superamento delle pratiche e degli approcci di natura abilista: «Essi, infatti, funzionano esattamente all’inverso rispetto al progetto di vita a vocazione emancipatoria definito dalla Legge 227/21, poiché hanno come esito atteso un set di funzionamenti e competenze più vicino a quello di chi non ha una disabilità, sulla base dell’assunto per cui tale assetto modificato consentirà alla persona un migliore accesso. Al contrario, il progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato è costruito per consentire alla persona di accedere ai contesti della vita di tutti mediante gli adattamenti necessari indipendentemente dal funzionamento, poiché questo accesso incondizionato, lo abbiamo visto diffusamente nel CAP. 1, costituisce uno dei cuori proprio della Convenzione ONU».

Il progetto di vita, dunque, non può essere un form da compilare, un elenco di abilità, competenze o deficit su cui apporre una crocetta e in base ai quali decidere delle vite altrui.
«Si tratta di rendere procedurale ciò che la letteratura definisce un’asserzione di sovranità della persona realizzata attraverso l’eliminazione di tutte le forme di incapacitazione diretta o indiretta (Ciro Tarantino, a cura di, Il soggiorno obbligato. La disabilità fra dispositivi di incapacitazione e strategie di emancipazione, il Mulino, 2024) che costituisce il tratto comune di tutti i processi emancipatori».

Nel proliferare continuo e confuso di corsi e manuali sul progetto di vita, l’analisi di Marchisio e Curto ci consente di non perdere la bussola, ci fornisce le basi per essere, tutti noi, parte del processo verso la liberazione di una comunità oppressa.
Abbiamo gli strumenti. Spetta a noi trasformare l’immaginario, ampliare i margini del possibile, provare a costruire un futuro rispettoso dei diritti delle persone con disabilità nel mondo di tutti e su base di uguaglianza con gli altri.
Farlo in solitudine o condividere il cammino farà la differenza.

*Attivista per i diritti delle persone con disabilità.
**Cecilia Maria Marchisio è professoressa associata di Pedagogia Speciale nel Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino, Natascia Curto è ricercatrice in Pedagogia Speciale nel medesimo Dipartimento. Entrambe sono componenti fondatrici del Centro studi per i diritti e la vita indipendente dell’Università di Torino.

Natascia Curto e Cecilia Maria Marchisio, I diritti delle persone con disabilità. Percorsi di attuazione della Convenzione ONU. Nuova edizione, Collana Tascabili Faber, 164 pagine, 16 euro.
Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’h – Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso, con minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

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“Da donna a donna”: un progetto a Milano per la salute delle donne sorde

27 Novembre 2025 - 12:12pm

Organizzato a Milano dall’Impresa Sociale Spazio Aperto Servizi, in collaborazione con l’ASST Santi Paolo e Carlo e con il contributo del Pio Istituto dei Sordi, verrà avviato domani, 28 novembre, nel capoluogo lombardo, il progetto “Da donna a donna”, voluto per rispondere al bisogno di informazioni e orientamento sulla salute da parte di donne sorde, promuovendo l’accessibilità ai Consultori e in generale alle informazioni in àmbito ostetrico-ginecologico

Organizzato a Milano dall’Impresa Sociale Spazio Aperto Servizi, in collaborazione con l’ASST Santi Paolo e Carlo e con il contributo del Pio Istituto dei Sordi, verrà avviato nel pomeriggio di domani, 28 novembre, a Milano (Consultorio di Via Monreale, 13, ore 15), il progetto denominato Da donna a donna, voluto per rispondere al bisogno di informazioni e orientamento sulla salute da parte di donne sorde, promuovendo l’accessibilità ai Consultori e in generale alle informazioni in àmbito ostetrico-ginecologico.
Il primo incontro, come detto, è in programma per domani, 28 novembre, mentre quelli successivi sono previsti per il 30 gennaio, 20 marzo e 17 aprile del nuovo anno (a questo link i contenuti degli incontri e altri approfondimenti sul progetto). (S.B.)

Ringraziamo Martina Gerosa per la segnalazione.

Per ulteriori informazioni: dadonnaadonna@spazioapertoservizi.org.

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La terza Settimana dei Diritti delle Persone con Disabilità, promossa dala Parlamento Europeo

27 Novembre 2025 - 11:55am

Numerosi gli eventi previsti dal 1° al 5 dicembre per la terza Settimana dei Diritti delle Persone con Disabilità (alcuni dei quali trasmessi in streaming online con funzionalità di accessibilità), ospitata dal Parlamento Europeo, e ad alcuni di essi parteciperà attivamente anche il Forum Europeo sulla Disabilità. Il tutto in concomitanza con la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 Dicembre e con la conferenza del 4-5 dicembre a Bruxelles, per la Giornata Europea delle Persone con Disabilità

In concomitanza con la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 Dicembre, di cui in altra parte del giornale abbiamo già segnalato il tema di quest’anno (Promuovere società che includano le persone con disabilità per promuovere il progresso sociale) e anche in corrispondenza con la conferenza del 4 e 5 dicembre a Bruxelles, per la Giornata Europea delle Persone con Disabilità, il Parlamento Europeo ospiterà dal 1° al 5 dicembre la sua terza Settimana dei Diritti delle Persone con Disabilità che vedrà gli Eurodeputati unirsi ad altri responsabili politici e alla società civile per valutare i progressi e garantire che i diritti delle persone con disabilità rimangano al centro delle politiche e delle politiche amministrative dell’Unione Europea.

Numerosi gli eventi previsti, alcuni dei quali trasmessi in streaming online con funzionalità di accessibilità; nella pagina ufficiale presente nel web è disponibile il programma completo.
Tra i vari argomenti che verranno trattati, da segnalare quelli riguardanti la revisione, da parte del Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, di quanto attuato dall’Unione Europea eispeto all’applicazione della Convenzione ONU, ma anche gli alloggi inclusivi e la vita indipendente, l’occupazione e l’accessibilità sul posto di lavoro, l’assistenza sanitaria, nonché l’assistenza attenta alle esigenze di genere, l’accessibilità digitale e l’etica dell’intelligenza artificiale, la capacità giuridica e i partenariati globali per l’inclusione.

Dal canto suo, l’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, sempre nell’àmbito della Settimana ospitata dal Parlamento Europeo e con l’obiettivo di fare rispettare ad ogni livello il motto Nulla su di Noi senza di Noi, sarà presente a propria volta ad una serie di incontri, a partire dal 1° dicembre, con la partecipazione all’udienza pubblica congiunta sul tema Alloggi inclusivi per tutti: accessibilità, diritti delle persone con disabilità, gruppi vulnerabili e inclusione sociale nella politica abitativa dell’Unione Europea.
Il 2 dicembre, quindi, interverrà alla conferenza denominata Perché la vita indipendente è così importante? E al workshop La revisione dell’UE entro il 2025, a cura del Comitato delle Nazioni Unite per i diritti delle persone con disabilità, in particolare dal punto di vista delle varie petizioni ricevute in tale settore.
E ancora, il 3 dicembre, il Forum parteciperà all’incontro su Accessibilità: stato dell’arte e prospettive future alla luce delle raccomandazioni delle Nazioni Unite e all’audizione pubblica su Sostegno di qualità per le persone con disabilità e per chi si prende cura di loro sul posto di lavoro e nella comunità.
Infine, il 4 dicembre, l’udienza pubblica su Capacità giuridica e meccanismi di supporto decisionale per gli adulti – Discussione sulla proposta di regolamento del 2023 sulla protezione degli adulti vulnerabili e lo scambio di opinioni sul tema generale Diritti, libertà e lacune residue nella protezione delle persone con disabilità nell’Unione Europea. (S.B.)

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Prosegue “INCinema Film Festival” a Udine, tra opere imperdibili, mostre e incontri, tutti accessibili

26 Novembre 2025 - 6:26pm

Prosegue con successo a Udine la tappa d’avvio della terza edizione di “INCinema Film Festival”, festival cinematografico fruibile anche dalle persone con disabilità sensoriali, di cui Superando è da sempre media partner. Tra gli appuntamenti di questi giorni, vi sarà anche l’anteprima di “Put Your Soul in Your Hand and Walk”, film che racconta la vita quotidiana a Gaza attraverso le videochiamate tra la regista iraniana Sepideh Farsi e la fotoreporter palestinese Fatma Hassouna Una bella foto di Fatma Hassouna, la fotoreporter palestinese protagonista del film “Put Your Soul in Your Hand and Walk”, uccisa a Gaza nell’aprile di quest’anno, insieme a sei membri della sua famiglia, a causa di un attacco israeliano

Ampiamente presentata la scorsa settimana sulle nostre pagine, la terza edizione dell’INCinema Film Festival, di cui Superando è media partner sin dagli esordi, sta vivendo con successo la sua prima tappa al Cinema Visionario di Udine. Si tratta, lo ricordiamo, di una manifestazione ideata da Federico Spoletti e diretta da Angela Prudenzi che, come abbiamo ampiamente riferito a suo tempo, si svolge sia in presenza al cinema, sia da remoto su piattaforma MYmovies One e che soprattutto offre l’opportunità di vedere dei film in sala in modalità inclusiva anche a chi non può andare regolarmente al cinema, essendo il primo evento del genere in Italia fruibile anche dalle persone con disabilità sensoriali, che solitamente non possono partecipare ai festival cinematografici.
Ma vediamo nel dettaglio cosa succede oggi, 26 novembre, e nei prossimi giorni a Udine.

Innanzitutto, nella serata di oggi, 26 novembre (ore 19.30), verranno proiettati due film realmente imperdibili, quali È piccerella di Elvira Notari (Italia, 1922, 63 minuti), opera restaurata, muta con didascalie e musica, proposta in occasione del centocinquantenario dalla nascita di Notari, uno dei rarissimi film sopravvissuti della prima regista italiana, pioniera del cinema mondiale.
Successivamente (ore 21.30), vi sarà l’anteprima nazionale di C’era una volta mia madre (Ma mère, Dieu et Sylvie Vartan) di Ken Scott (Francia, 2025, 112 minuti), il nuovo film franco-canadese di tale regista, tratto dal romanzo autobiografico di Roland Perez, grande successo editoriale in Francia.
Ambientato nella Parigi degli anni Sessanta, il film racconta il legame speciale tra un bambino nato con un difetto congenito e la madre, determinata a garantirgli una vita “normale” e a non permettere che la disabilità ne ostacoli il futuro.

Domani, 27 novembre, vi sarà poi uno degli appuntamenti più significativi della tappa udinese di INCinema, ossia l’anteprima di Put Your Soul in Your Hand and Walk di Sepideh Farsi (Francia-Iran-Palestina, 2025, 112 minuti), film presentato in lingua originale con sottotitoli in italiano, che racconta la vita quotidiana a Gaza attraverso le videochiamate tra la regista iraniana Farsi e la fotoreporter palestinese Fatma Hassouna, durate un anno intero.
Tra connessioni instabili, immagini rubate al quotidiano e suoni della guerra, le due donne costruiscono un film-testimonianza sulla vita sotto assedio. Bloccata al confine egiziano e impossibilitata a entrare a Gaza, Farsi decide di raccontare il conflitto attraverso queste conversazioni con Fatma, che documentano bombardamenti, perdite familiari, fughe verso rifugi improvvisati. Il film intreccia le loro parole, le fotografie di Hassouna e materiali di reportage internazionali, restituendo uno sguardo intimo e struggente sulla sopravvivenza civile durante la guerra.
Il 16 aprile di quest’anno, poi, il giorno dopo l’annuncio della selezione del film al Festival di Cannes, Fatma Hassouna è stata uccisa insieme a sei membri della sua famiglia in un attacco mirato israeliano.
Presentato a Cannes nella sezione ACID, Put Your Soul in Your Hand and Walk è stato accolto come un ritratto umano, potente e devastante, capace di restituire voce a chi vive sotto assedio.

In occasione inoltre dell’anteprima del film, INCinema presenterà anche la mostra fotografica denominata The Eye of Gaza (ospitata dalla Biblioteca Vincenzo Joppi, Piazza Marconi, 8, Udine, fino al 6 dicembre e pienamente accessibile anch’essa), dedicata a Fatma Hassouna, raccogliendone una selezione di scatti realizzati a Gaza durante la primavera e l’estate del 2024 e condivisi con Sepideh Farsi per la realizzazione del documentario.

E da ultima, ma non ultima, prima della proiezione del film (ore 19.30), la presentazione dei libri Hassan e il genocidio. Gaza, un giornalista e i disegni che l’hanno salvato e Il popolo meraviglioso. Storie di umani più che umani nello sterminio di Gaza di Raffaele Oriani, Alhassan Selmi e Marcella Bancaforte, incontro dedicato alla stampa palestinese e alla copertura giornalistica internazionale del conflitto di Gaza, con la partecipazione in sala di Raffaele Oriani.

Infine, il 28 novembre sarà animato da un grande classico (ore 19.30) e da un titolo premiato con l’Orso d’Oro, il massimo riconoscimento del Festival Cinematografico di Berlino (ore 21.30).
Si tratta innanzitutto di Come eravamo (The Way We Were) di Sydney Pollack (Stati Uniti, 1973, 118 minuti), omaggio al grande attore Robert Redford, recentemente scomparso, con uno dei film più iconici della sua carriera, un’opera ormai raramente visibile sul grande schermo, di cui protagonista insieme a Redford è stata Barbra Streisand.
Sarà quindi la volta di Dreams di Dag Johan Haugerud (Norvegia, 2024, 110 minuti), vincitore, come detto, del Festival di Berlino, la cui storia ruota attorno a Johanne, 17 anni, che si innamora della sua insegnante. Incapace di rivelarlo, affida emozioni e timori a un diario. Quando la madre e la nonna lo scoprono, si apre un confronto generazionale sulle emozioni, la sessualità e il potere del racconto.

Ricordiamo in conclusione che a Udine l’evento è prodotto e organizzato da SUB-TI ACCESS, in collaborazione con l’Associazione Libero Accesso, con il sostegno del Comune e il supporto della Banca di Udine, e anche in collaborazione con MYmovies One e il Cinema Visionario, oltreché avvalendosi dei patrocini della Consulta Regionale delle Associazioni delle Persone con Disabilità e delle loro Famiglie del Friuli Venezia Giulia, di ADV (Associazione Disabili Visivi), FIADDA (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone sorde e Famiglie), FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), ANFAMIV (Associazione Nazionale delle Famiglie delle persone con Minorazioni Visive), Aniridia Italiana, ENS Friuli Venezia Giulia (Ente Nazionale Sordi) e UICI Friuli Venezia Giulia (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).
Altri partner sono BIM, la Cineteca di Bologna, CSC-Cineteca Nazionale, Europictures, L’Age d’Or, Wanted, MK2, Reves d’eau, la Fondazione Aquileia, Friuli Venezia Giulia Film Commission, Trieste Film Festival, la Biblioteca Joppi, l’Associazione +Cultura Accessibile e la Fondazione Friuli. Partner tecnico EARCATCH, media partner, oltre a Superando, FRED Film Radio e Radio Magica. (S.B.)

Per ogni ulteriore informazione: Martina Tonarelli (martina.tonarelli@fred.fm); Cristina Scognamillo (criscognamillo@gmail.com).

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I tirocini formativi, strumenti essenziali sulla strada dell’autonomia e dell’inclusione

26 Novembre 2025 - 5:17pm

Continua, con ottimi risultati, il progetto “Pronti per l’Indipendenza”, di cui è capofila la Federazione FISH e nel quale i tirocini sono l’elemento cruciale di sperimentazione pratica del percorso formativo, con i partecipanti che possono applicare sul campo le competenze acquisite nei moduli riguardanti aree essenziali come la pianificazione della vita indipendente, la gestione delle risorse finanziarie, l’accessibilità e l’adattamento ambientale, la ricerca e l’organizzazione dei servizi di supporto

La FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) si sofferma in una nota sullo svolgimento dei tirocini formativi e sulla conclusione positiva di alcuni di essi, attivati nell’àmbito del progetto Pronti per l’Indipendenza, presentato anche su queste pagine, al momento dell’avvio, nell’estate dello scorso anno.
Tale iniziativa, che si avvale di un finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociale e di cui la FISH è capofila, è nata, come viene spiegato, «dalla profonda convinzione che la vita indipendente non sia solo un diritto, ma il fondamento per una vita soddisfacente e autodeterminata. Questa iniziativa si è concentrata sulla formazione e la sensibilizzazione, fornendo strumenti e risorse concreti non solo alle persone con disabilità, ma anche alle loro famiglie, agli operatori del settore e alle reti associative. In tal senso, i tirocini rappresentano l’elemento cruciale di sperimentazione pratica del percorso formativo, con i partecipanti che hanno avuto l’opportunità di applicare sul campo le competenze acquisite nei moduli riguardanti aree essenziali come la pianificazione della vita indipendente, la gestione delle risorse finanziarie, l’accessibilità e l’adattamento ambientale, la ricerca e l’organizzazione dei servizi di supporto».

Secondo la Federazione, un fattore determinante per il successo di questa fase è stata la qualità e la rete degli Enti ospitanti. «i tirocini – viene infatti spiegato -, alcuni dei quali sono ancora in pieno svolgimento, sono stati attivati presso organizzazioni di grande rilievo nel panorama sociale italiano, tra cui la Lega del Filo d’Oro, l’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori perSone con Autismo), la Fondazione Marino per l’Autismo, Alteriamoci APS, CIPSS COOP (Cooperativa Interventi Promozionali Socio-Sanitari), nonché numerosi Enti Pubblici. Grazie dunque al supporto di queste realtà, le esperienze pratiche hanno consentito ai tirocinanti di misurarsi direttamente con la realtà lavorativa e sociale, consolidando l’acquisizione di competenze chiave per l’empowerment personale e l’effettiva inclusione nella società».

«Il successo di questi tirocini – commenta Vincenzo Falabella, presidente della FISH – conferma che l’investimento nella formazione mirata e nel supporto diretto è la chiave per superare gli ostacoli all’autonomia. Il progetto, per altro, non si esaurisce con la fine di questi percorsi: questo meccanismo di “supporto alla pari” (peer support) è infatti essenziale per offrire sostegno continuo, scambiare buone pratiche e motivare le persone con disabilità a definire e perseguire i propri obiettivi di vita. Pronti per l’Indipendenza continua dunque la propria opera, dimostrando che l’obiettivo della piena autonomia è un traguardo concretamente raggiungibile». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@fishets.it.

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Assegno di cura: uno strumento importante, ma gestito male dagli Enti Locali

26 Novembre 2025 - 4:48pm

«Uno degli strumenti potenzialmente più adeguati a garantire servizi efficaci a persone in situazione di gravissima disabilità – scrivono Mario Caldora e Giovanni Bembo, guardando nello specifico alla Regione Campania e alla città di Napoli – potrebbe essere l’“assegno di cura”, ma purtroppo ne viene addossato alla persona con disabilità o alla sua famiglia un insostenibile onere di anticipazione delle spese necessarie. Perché non affidarne la gestione all’INPS?»

Già due anni fa segnalammo su queste stesse pagine [“Assegni di cura o ‘gratta e vinci’?”, N.d.R.], che uno degli strumenti potenzialmente più adeguati a garantire servizi efficaci alle persone con disabilità gravissima – riferendoci nella fattispecie alla realtà della Regione Campania e nello specifico della città di Napoli – potrebbe essere l’“assegno di cura”, ma purtroppo la positività di tale strumento viene sistematicamente vanificata, in quanto finisce per addossare alla persona con disabilità o alla sua famiglia un insostenibile e troppo lungo onere di anticipazione delle spese necessarie.

Gli assegni di cura sono contributi economici omnicomprensivi erogati dall’Ambito Territoriale in favore di persone non autosufficienti in condizioni di disabilità gravissima e grave assistite a domicilio; sono finanziati tramite le risorse del Fondo per la Non Autosufficienza e costituiscono un titolo di riconoscimento delle prestazioni di assistenza tutelare svolte dai familiari, e/o dagli assistenti familiari a contratto, in sostituzione delle prestazioni professionali erogate dagli operatori socio sanitari.
La realtà è che il Comune di Napoli ha creato e continua a creare dei vuoti assistenziali, cosicché le famiglie delle persone con disabilità gravissime e non autosufficienti, oltre a non ricevere l’assegno di cura per molto tempo dal Comune, si trovano improvvisamente a dover far fronte, con notevoli spese economiche, all’assistenza dei propri figli in continuo peggioramento a causa delle proprie patologie.
L’importo dell’assegno dovrebbe essere di 1.200 euro mensili per i “gravissimi” e di 600 euro per i “gravi”, ma l’Amministrazione Comunale di Napoli, con la motivazione del ridotto accredito dei fondi da parte della Regione Campania, nel 2024 ha decurtato l’assegno del 38 %, introducendo l’obbligo di rendicontazione, che noi riteniamo comunque giusto e doveroso. E tuttavia, i fondi continuano a mancare.

Ci domandiamo allora: perché non prendere in considerazione la possibilità di richiedere che la gestione del servizio/beneficio “assegno di cura” venga sottratta alla Regione e ai Comuni che hanno ampiamente dimostrato di non saperlo gestire con continuità e puntualità, assegnandone quindi l’erogazione all’INPS, che avrebbe maggior titolo, autorevolezza, trasparenza e imparzialità nella somministrazione di esso?

*Mario Caldora è genitore e tutore di Chiara, persona con disabilità gravissima e già responsabile del Comitato per il Diritto all’Assistenza “Cinzia Fico” di Napoli (mcaldora68@gmail.com); Giovanni Bembo è presidente del Coordinamento Regionale H della Campania.

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