Consigliere dal 2023 del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro), Vincenzo Falabella vi ricopre il ruolo di responsabile dell’Osservatorio per l’Inclusione e l’Accessibilità e in tale veste, tra le ultime iniziative proposte, ha organizzato la giornata di studio sul tema “Lavoro e persone con disabilità”. Di questo e più in generale delle varie iniziative promosse nella Consiliatura del CNEL, parliamo con lui in questa intervista
Vincenzo Falabella è consigliere del CNEL dal settembre 2023
Divenuto Consigliere del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) il 22 settembre 2023, Vincenzo Falabella vi ricopre il ruolo di responsabile dell’Osservatorio per l’Inclusione e l’Accessibilità e in tale veste, tra le ultime iniziative proposte, ha organizzato per ieri, 30 marzo, presso la stressa sede del CNEL, la giornata di studio sul tema Lavoro e persone con disabilità. Di quest’ultima, e successivamente delle iniziative più in generale promosse nella Consiliatura del CNEL, parliamo con lui in questa intervista.
La giornata di studio al CNEL, dedicata al tema Lavoro e persone con disabilità, è stata utile, segnatamente, a fare il punto della situazione sull’inclusione lavorativa delle persone con disabilità nel nostro Paese. Ma nel dettaglio, quali evidenze, sfide e criticità sono emerse in particolare dall’incontro?
«Innanzitutto vorrei ricordare che all’incontro hanno partecipato il presidente del CNEL Renato Brunetta, la viceministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci e la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, con un videomessaggio, oltre a numerosi autorevoli relatori nelle tre sessioni previste dal programma. Ebbene, è emerso chiaramente che, nonostante i progressi realizzati, l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità in Italia resta una sfida strutturale. Persistono infatti criticità culturali, organizzative e normative che limitano l’accesso al mercato del lavoro, nonostante le indubbie competenze e capacità delle persone coinvolte. Allo stesso tempo, il dibattito ha evidenziato l’efficacia di percorsi personalizzati di formazione, accompagnamento e inserimento lavorativo, realizzati con il pieno coinvolgimento delle persone con disabilità. Questi modelli, se integrati con la collaborazione tra istituzioni, servizi per l’impiego, imprese, parti sociali ed enti del terzo settore, possono tradursi in risultati concreti e replicabili, promuovendo strumenti di incentivazione, responsabilità sociale d’impresa e innovazione organizzativa.
In sintesi, l’incontro ha confermato che l’inclusione lavorativa rappresenta un vero banco di prova per la capacità dello Stato di attuare i princìpi costituzionali di uguaglianza, dignità e partecipazione, richiedendo un impegno coordinato e condiviso tra istituzioni, imprese e società civile».
Il CNEL è ormai giunto alla metà dell’attuale Consiliatura. Ci può riassumere quali sono state le principali iniziative condotte dall’Osservatorio sull’Inclusione e l’Accessibilità di cui lei è responsabile?
«Da quando si è insediato, l’Osservatorio per l’Inclusione e l’Accessibilità del CNEL ha avviato un percorso concreto volto a orientare il decisore politico verso un Paese più inclusivo e accessibile per le persone con disabilità. A poco più di metà della Consiliatura 2023‑2028, dunque, l’Osservatorio ha già consolidato un approccio integrato, combinando ricerca, sensibilizzazione, proposta normativa e advocacy politica, riconoscendo nei corpi intermedi del CNEL un ruolo centrale nella mediazione tra esigenze sociali e decisioni legislative.
Uno dei primi interventi strategici è stata la definizione di linee guida basate su tre pilastri, ossia:
1) Ricerca, analisi, raccolta di dati, studio delle tendenze e delle buone prassi nazionali e internazionali, per fornire una base conoscitiva solida a supporto di osservazioni, pareri e proposte normative;
2) Comunicazione e sensibilizzazione delle parti rappresentate nel CNEL sui diritti e le esigenze delle persone con disabilità e di altri soggetti in situazione di fragilità, promuovendo consapevolezza e supporto a politiche inclusive;
3) Supporto alla trasformazione, collaborazione con stakeholder [portatori d’interesse, N.d.R.] e altre parti interessate, per tradurre conoscenza e consapevolezza in azioni concrete, favorendo dialogo, cooperazione e strategie efficaci per l’inclusione. In tal modo l’Osservatorio adotta una prospettiva intersezionale, per affrontare in maniera integrata le sfide complesse e interconnesse dell’inclusione e dell’accessibilità.
Questo approccio ha permesso di costruire una base conoscitiva solida, indispensabile per elaborare politiche mirate, sostenibili e replicabili.
Tra gli altri eventi significativi, oltre a quello di ieri sul lavoro, va segnalato il seminario sulla Disability Card, la Carta Europea della Disabilità [se ne legga già anche sulle nostre pagine, N.d.R.], che è servito a sottolineare come strumenti innovativi possano promuovere autonomia, accesso ai servizi e inclusione sociale, evidenziando che l’inclusione non rappresenta un costo, ma un investimento sociale ed economico».
E sul fronte più strettamente legislativo?
«Sul fronte legislativo l’Osservatorio ha promosso documenti, approfondimenti, pubblicazioni e Proposte di Legge concrete e strutturali, a partire da quella sulla continuità didattica degli alunni con disabilità, volta a ridurre la precarietà dei docenti di sostegno, garantire stabilità nella nomina, potenziare la formazione iniziale e in servizio e incentivare la permanenza nella scuola di appartenenza. Tale iniziativa mira segnatamente a colmare il divario tra i diritti degli studenti con disabilità e la loro effettiva garanzia; come evidenziato, infatti, dagli ultimi dati ISTAT, il 29,6% dei docenti di sostegno non è specializzato (38,2% al Nord) e circa il 68% degli studenti con disabilità cambia docente annualmente, con interruzioni anche nel corso dell’anno per quasi la metà degli alunni con disabilità intellettive.
Un’altra iniziativa legislativa riguarda l’amministrazione di sostegno, con l’obiettivo di allineare tale istituto ai principi dell’articolo 12 (Uguale riconoscimento dinanzi alla legge) della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ponendo al centro la piena capacità giuridica, la volontà e le preferenze dell’individuo. Il relativo Disegno di Legge amplia la platea dei soggetti nominabili, includendo Enti del Terzo Settore, Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona e Fondazioni di Comunità, e prevede la creazione di un elenco nazionale degli enti idonei presso il Ministero della Giustizia, con requisiti patrimoniali, organizzativi e competenze professionali specifiche.
Parallelamente, l’Osservatorio ha svolto e continua a svolgere un ruolo costante di tutela giuridica (advocacy) e dialogo istituzionale, promuovendo politiche pubbliche coerenti con la citata Convenzione ONU, sensibilizzando su disuguaglianze territoriali e culturali, e favorendo la collaborazione tra istituzioni, imprese ed enti del terzo settore.
In sintesi, si può dire che l’azione dell’Osservatorio sia caratterizzata da un approccio multilivello e integrato, che combina ricerca, proposta normativa e sensibilizzazione, con l’obiettivo di tradurre i princìpi di inclusione e accessibilità in risultati concreti e tangibili per la vita quotidiana delle persone con disabilità, consolidando il ruolo del CNEL come piattaforma di riferimento per la policy inclusiva».
Il CNEL, dunque, ha facoltà di proporre le leggi. Oltre a quanto già detto, quali disegni di legge sono stati presentati da lei e dall’Osservatorio? E ce n’è uno che le sta particolarmente a cuore o altri “in lavorazione”?
«Il CNEL, come previsto dall’articolo 99 della Costituzione, ha la facoltà di presentare Proposte di Legge e in tal senso l’Osservatorio di cui sono responsabile ha voluto utilizzare questo strumento per tradurre le esigenze delle persone con disabilità in iniziative legislative concrete.
Nel corso quindi dell’attuale Consiliatura, l’Osservatorio ha avviato lavori significativi, alcuni già approvati e altri in fase di definizione, con l’obiettivo di rafforzare diritti, autonomia e pari opportunità dei cittadini più fragili. Un esempio di Disegno di Legge già approvato di cui ho già detto in precedenza e che mi sta particolarmente a cuore, riguarda la continuità didattica degli alunni con disabilità, che garantisce lo stesso docente di sostegno per l’intero ciclo scolastico. Ritengo infatti che questa normativa tuteli stabilità, qualità dell’insegnamento e continuità educativa, riducendo quelle interruzioni che incidono negativamente sul percorso formativo e assicurando pari opportunità su tutto il territorio nazionale.
Tra le proposte “in lavorazione”, la prima riguarda la modifica dell’articolo 59 del “Codice degli Appalti” (Decreto Legislativo 36/23), per rafforzare l’autodeterminazione delle persone con disabilità nella scelta degli ausili e dei presìdi più adeguati alle proprie esigenze, superando la logica delle gare di appalto. Anche in questo àmbito, infatti, la libertà di scelta non è un dettaglio tecnico, ma è un diritto fondamentale che consente autonomia, partecipazione attiva alla società e pieno esercizio della cittadinanza, trasformando gli ausili in strumenti di inclusione ed emancipazione.
Un’altra Proposta interviene sulle strutture educative e socioassistenziali, come scuole dell’infanzia, asili nido e residenze per anziani e persone con disabilità, settori nei quali è essenziale garantire sicurezza, dignità e tutela dei soggetti più fragili. Qui il Disegno di Legge integra l’articolo 4 (Impianti audiovisivi e altri strumenti di controllo) dello Statuto dei Lavoratori (Legge 300/70), per esplicitare che l’uso di strumenti di controllo a distanza deve mirare alla protezione della salute e del benessere non solo dei lavoratori, ma di tutti gli individui presenti nei contesti sensibili, in piena coerenza con il Decreto Legislativo 81/08 (Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro) e con la normativa sulla privacy (Regolamento UE 2016/679 e Decreto Legislativo 101/18). Queste iniziative incarnano la filosofia dell’Osservatorio: coniugare inclusione sociale, tutela dei diritti delle persone con disabilità e innovazione normativa, traducendo evidenze, dati e istanze in strumenti legislativi concreti, in grado di incidere sulla vita quotidiana dei cittadini più vulnerabili e rafforzare l’effettività dei diritti fondamentali».
Ci piacerebbe certamente saperne di più su questi Disegni di Legge “in lavorazione”, a partire da quello riguardante il “Codice degli Appalti”.
«Come dicevo, si parla della modifica dell’articolo 59 del “Codice degli Appalti” e il percorso di confronto è attualmente in atto presso la Commissione Informazione del CNEL, presieduta dal presidente consigliere Michele Tiraboschi. Tale iter garantisce una valutazione inclusiva e partecipativa delle proposte, favorendo un dialogo costante con i consiglieri e con i rappresentanti dei corpi intermedi del CNEL. In tal modo, ogni possibile intervento normativo viene calibrato sulle esigenze concrete delle diverse componenti del CNEL stesso e, per estensione, delle persone con disabilità, assicurando che le decisioni legislative siano efficaci, sostenibili e radicate nella realtà sociale.
Nel merito di questa riforma, l’obiettivo primario di essa è rendere gli appalti pubblici strumenti realmente inclusivi, capaci di garantire alle persone con disabilità la libertà di scelta degli ausili e dei presìdi più adeguati alle proprie necessità. In questo modo, dispositivi e strumenti tecnici cessano di essere meri oggetti funzionali, diventando leve concrete di autonomia, partecipazione sociale e piena cittadinanza, in linea con i princìpi costituzionali di uguaglianza e tutela delle persone fragili. La proposta supera approcci tradizionali, meramente burocratici o orientati al prezzo, promuovendo invece un modello di appalto che integri diritti, inclusione e qualità della vita come criteri essenziali nella gestione delle procedure pubbliche».
E per quanto riguarda la Proposta di Legge relativa all’installazione di sistemi di videosorveglianza nelle scuole dell’infanzia, negli asili nido e nelle strutture residenziali per anziani non autosufficienti o per persone con disabilità?
«Pur essendo tale Proposta ancora in fase di esame legislativo, l’Osservatorio ha ritenuto importante avviare un percorso di audizioni articolato e inclusivo, coinvolgendo enti e istituzioni competenti, tra cui il Garante per la Protezione dei Dati Personali, il Comandante Generale dei NAS [Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri, N.d.R.] e numerosi esperti del settore.
Queste audizioni hanno permesso di approfondire le molteplici implicazioni dell’adozione di sistemi di videosorveglianza, valutandone gli effetti sulla sicurezza, sulla tutela della riservatezza, sulla dignità delle persone e sulle condizioni di lavoro del personale. Un approccio tecnico e multidisciplinare consente di raccogliere evidenze concrete e di costruire un confronto informato, necessario per elaborare proposte equilibrate e sostenibili. Il percorso di analisi e confronto intrapreso dall’Osservatorio non solo quindi arricchisce il dibattito interno alla Commissione, ma rappresenta anche un contributo fondamentale per garantire che eventuali interventi legislativi siano proporzionati, rispettosi dei diritti delle persone e in grado di rafforzare realmente la sicurezza degli ambienti sensibili.
Mi permetta di esprimere, in questa sede, la mia preoccupazione per l’assenza dell’Autorità Garante Nazionale per i Diritti delle Persone con Disabilità all’audizione su tale Disegno di Legge in materia di videosorveglianza, nonostante un invito formale regolarmente trasmesso. La decisione di non partecipare, infatti, motivata da argomentazioni prive di un adeguato fondamento giuridico e logico, si configura a mio parere come una forma di isolamento istituzionale difficilmente giustificabile, sia sul piano funzionale e istituzionale, tanto più in un contesto in cui il confronto tra Istituzioni rappresenta un presupposto imprescindibile per la tutela effettiva dei diritti fondamentali. È opportuno evidenziare come tutte le altre autorità e i soggetti convocati abbiano preso parte ai lavori, offrendo il proprio contributo e dimostrando, nei fatti, che la partecipazione ai tavoli istituzionali non solo è possibile, ma costituisce un preciso dovere.
In ogni caso, nonostante questa criticità, l’Osservatorio ha proseguito il proprio lavoro con rigore metodologico, valorizzando il contributo degli altri portatori d’interesse e degli esperti, con l’obiettivo di formulare proposte normative chiare, equilibrate e realmente efficaci, allo scopo di riuscire a trasformare strumenti tecnici e regolamentari in leve concrete di autonomia e partecipazione che garantiscano sicurezza, dignità e diritti alle persone con disabilità e alle loro famiglie».
In conclusione, cosa ci possiamo aspettare nel prossimo futuro dall’Osservatorio per l’Inclusione e l’Accessibilità del CNEL?
«Ci si può aspettare un impegno costante nel promuovere dialogo e confronto, sia al nostro interno che all’esterno. Abbiamo un programma di Consiliatura, approvato dall’Assemblea del CNEL, che fungerà da faro guida per il lavoro dell’Osservatorio, delineando priorità, obiettivi e strategie operative per i prossimi anni. Continueremo quindi a organizzare audizioni, momenti di confronto e occasioni di dialogo con le Istituzioni, ritenendo fondamentale che tutte le Istituzioni interessate partecipino attivamente, perché, lo ribadisco, solo attraverso la cooperazione e lo scambio di idee è possibile realizzare politiche inclusive concrete, in grado di incidere positivamente sulla vita delle persone con disabilità. L’Osservatorio intende quindi consolidare il proprio ruolo come luogo di sintesi e mediazione, dove esperienze, dati e istanze sociali si trasformino in proposte operative e legislative, aprendo la strada a interventi sempre più efficaci e condivisi». (R.A.)
L'articolo L’Osservatorio per l’Inclusione e l’Accessibilità del CNEL: la sintesi, la mediazione e gli atti concreti proviene da Superando.