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Disabilità e background migratorio: “Il doppio confine” è un podcast che racconta una realtà spesso invisibile

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Si chiama “Il doppio confine” ed è un podcast che racconta cosa significa vivere in Italia affrontando contemporaneamente la disabilità e la condizione di migrante o figlio di migranti, tramite storie che danno voce a una realtà spesso invisibile, di persone che si trovano ogni giorno a superare barriere fisiche, culturali e istituzionali

Aziz ha una disabilità motoria e dal Marocco è arrivato in Italia, dove è riuscito a creare la propria impresa di pulizie, sfidando la diffidenza di chi non credeva nelle sue capacità. Zahra, iraniana, è madre di due figli con autismo: ogni giorno si batte per garantire loro l’assistenza cui hanno diritto. Tamru, giurista cieco fuggito dall’Etiopia, ha ricostruito la sua vita a Milano continuando a occuparsi di diritto antidiscriminatorio: le loro storie, diverse ma unite da una doppia sfida, sono al centro di Il doppio confine, podcast che racconta cosa significa vivere in Italia affrontando contemporaneamente la disabilità e la condizione di migrante o figlio di migranti.
Attraverso le parole di Aziz, Zahra e Tamru, il podcast dà voce a una realtà invisibile: quella delle persone con disabilità e background migratorio, che si trovano ogni giorno a superare barriere fisiche, culturali e istituzionali. Le loro esperienze rendono concreto un tema complesso come la discriminazione intersezionale, mostrando che le diverse forme di esclusione si intrecciano nella vita reale, anche a causa di servizi che spesso non si parlano e non si conoscono.
Alle voci dei protagonisti si affiancano poi le analisi di esperti e ricercatori, che approfondiscono gli aspetti giuridici, sociali e culturali della condizione delle persone con disabilità e con background migratorio.

Il doppio confine è prodotto da Intreccimedia e nasce all’interno del progetto CI SIAMO (che è anche un acronimo per Competenze e Integrazione tra Servizi per Incoraggiare l’Accesso e Migliorare le Opportunità delle persone con disabilità e con background migratorio), realizzato dalla Fondazione ISMU (Iniziative e Studi sulla Multtietnicità), dalla LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) dalla Caritas Ambrosiana e dalla Fondazione Articolo 49, con il contributo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e della Regione Lombardia.
Il progetto CI SIAMO punta a rendere i servizi del territorio più accessibili anche alle persone con disabilità e background migratorio, creando sinergie tra istituzioni, associazioni e operatori del Terzo Settore che, insieme, possano costruire percorsi di inclusione più equi e in grado di valorizzare il potenziale di ognuno. (I.S.)

Podcast Il doppio confine: testi e voce narrante di Dario Paladini; supervisione editoriale di Ilaria Sesana; sound design e post produzione di Angelo Miotto; produzione di Intreccimedia; copertina di Carola Fumagalli. È disponibile su Spotify, Apple Podcasts, Spreaker e su tutte le principali piattaforme. Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@ledha.it.

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Turismo di montagna accessibile sull’Altopiano della Paganella in Trentino

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Prenderà avvio da domani, 12 dicembre, a domenica 14, con le tre giornate del “Paganella Open Weekend”, ma proseguirà poi per l’intera stagione, il turismo di montagna senza barriere, accessibile a tutti e tutte, sull’Altopiano della Paganella in Trentino Immagine di repertorio di sci inclusivo sull’Altopiano della Paganella (foto di Filippo Frizzzera)

Come comunicano da Visit Paganella, marchio e identità comunicativa dell’Altopiano della Paganella in Trentino, da domani, 12 dicembre, a domenica 14, vi sarà il Paganella Open Weekend, ovvero tre giornate dedicate a una montagna senza barriere, pensata per accogliere tutti e tutte. Durante la tre giorni, infatti, sono in programma lezioni di sci con ausili specializzati (monoski e dualski), giri in carrozza trainata dai cavalli e ciaspolate tra i boschi innevati, per permettere alle persone con disabilità di vivere pienamente l’esperienza della neve. Tutte attività, così come skipass e noleggio dell’attrezzatura, che saranno gratuite per le stesse persone con disabilità.

L’impegno di Visit Paganella per un turismo aperto a tutti e tutte proseguirà poi per l’intera stagione: le scuole sci metteranno infatti a disposizione, sempre gratuitamente, gli ausili per le lezioni con maestri specializzati, rendendo la montagna un luogo di condivisione capace di superare barriere e valorizzare la forza delle persone. (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ulteriore ampio approfondimento. Per altre informazioni: Chiara Martignoni (chiara.martignoni@agenziapressplay.it).

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Dal powerchair hockey un tedoforo per Milano-Cortina 2026

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10.001 tra tedofori e tedofore coinvolti nel passaggio della Torcia Olimpica fino all’apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. E tra di loro, ad Agrigento, anche Giuseppe Sanfilippo, atleta con disabilità dei Leoni Sicani di powerchair hockey (hockey in carrozzina elettrica). Una grande occasione per fare luce su sport come l’hockey e il calcio in carrozzina elettrica, rivolti a persone con disabilità particolarmente importanti, ma ancora troppo poco conosciuti

Il 26 novembre, da Olimpia, in Grecia, è iniziato il viaggio della Fiamma Olimpica di Milano-Cortina 2026, arrivata il 4 dicembre a Roma e già ripartita, due giorni dopo, verso tutte le 110 Province della penisola. In totale, verranno percorsi 12.000 chilometri in 63 giorni, con 60 città di tappa e 10.001 tra tedofori e tedofore coinvolti nel passaggio della Torcia Olimpica fino all’apertura dei Giochi Olimpici Invernali, il 6 febbraio a Milano. Tra quei 10.001 vi sarà anche, nella tappa di Agrigento del 16 dicembre, Giuseppe Sanfilippo, presidente e atleta con disabilità, capitano della squadra dei Leoni Sicani di powerchair hockey (hockey in carrozzina elettrica), come raccontano qui di seguito Gaetano Glorioso, delegato regionale per la Sicilia della FIPPS (Federazione Italiana Paralimpica Powerchair Sport) e dirigente dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Aquile di Palermo, Nunzia Rita Di Giglia, allenatrice della squadra delle Aquile di Palermo, Mattia Sutera, Martina Porretto e Valeria Cervone, volontari del Servizio Civile Universale 2025-2026 presso la sede locale di progetto delle Aquile di Palermo. 

Giuseppe Sanfilippo, presidente e atleta con disabilità, capitano della squadra dei Leoni Sicani di powerchair hockey (hockey in carrozzina elettrica), sarà tra i tedofori della Fiamma Olimpica di Milano-Cortina 2026

È con immenso piacere e orgoglio che l’Ente Nazionale Tutela Disabilità e la nostra Associazione Sportiva Dilettantistica Aquile di Palermo annunciano una notizia che riteniamo possa segnare un vero e proprio salto di qualità per la FIPPS (Federazione Italiana Paralimpica Powerchair Sport) e per tutto il movimento  del powerchair sport del quale la nostra squadra, unitamente alle altre due siciliane (Leoni Sicani e Red Cobra) sono parte integrante da oltre un ventennio.
Giuseppe Sanfilippo, atleta di powerchair hockey (hockey su carrozzina elettrica), è stato infatti ufficialmente selezionato come Tedoforo per il Viaggio della Fiamma Olimpica di Milano-Cortina 2026. «Sei pronto ad entrare nella storia dei Giochi?»: inizia così la lettera ufficiale ricevuta da Giuseppe, che lo conferma come uno dei 10.001 protagonisti che avranno l’onore di trasportare il simbolo più importante dello sport mondiale. Egli diventa in questo modo ambasciatore non solo dei valori olimpici, ma anche della passione e della tenacia che caratterizzano ogni singolo atleta che pratica una delle discipline di powerchair sport.

Questa convocazione, da un lato è certamente per Giuseppe un traguardo e costituirà una indelebile esperienza di vita sul piano personale. Dall’altro, rappresenta l’espressione di una scelta coraggiosa e significativa operata dal vertice del Comitato Paralimpico Internazionale che ha inteso riconoscere il giusto rilievo al lavoro svolto dalla FIPPS e verso le numerose squadre Italiane ad essa federate.
Ma ancor di più, il fatto di coinvolgere in modo così importante un atleta che pratica l’hockey su carrozzina elettrica, è la testimonianza tangibile di una nuova attenzione verso il powerchair sport e dell’intendimento di volere riconoscere la meritata dignità agonistica alle due discipline sportive (hockey e calcio su carrozzina elettrica) che notoriamente sono rivolte a persone con disabilità particolarmente importanti.
Sappiamo bene quanto le nostre discipline abbiano bisogno di luce. Spesso i cosiddetti sport “minori” faticano a trovare spazio sui grandi media, nonostante l’altissimo livello tecnico che esprimono. La presenza di Giuseppe come tedoforo è, dunque, un’occasione imperdibile per fare luce su queste “sconosciute” discipline sportive paralimpiche. Per questo immaginiamo che la Fiamma Olimpica, passando tra le sue mani, illuminerà metaforicamente tutti i nostri campi da gioco, offrendo quella visibilità necessaria a far crescere il movimento e ad attrarre nuovi atleti e sostenitori.

La scelta di un tedoforo siciliano per la tappa di Agrigento accende inoltre i riflettori sulla nostra Regione, l’unica che dalla Campania in giù, con le sue tre squadre che praticano le discipline del powerchair sport, fornisce l’occasione a diverse decine di atleti di vivere l’esperienza vibrante della partecipazione sportiva-attiva ai rispettivi campionati nazionali, pur a fronte dei molteplici e comprensibili disagi di vario tipo che vengono, di volta in volta, affrontati nel corso delle lunghe trasferte.
Idealmente l’intero movimento sportivo del powerchair sarà accanto a Giuseppe Sanfilippo per rappresentare i valori che ci spingono ogni giorno a promuovere l’hockey e il calcio su carrozzina elettrica.
Si legge nella lettera di convocazione che il compito del tedoforo è «dare luce ai sogni delle persone», un impegno che Giuseppe siamo sicuri porterà a compimento con la consapevolezza che il mondo lo guarderà e che tutti noi, amanti del powerchair sport, gli saremo accanto.

Ringraziamo Salvatore Di Giglia per la collaborazione.

*Gaetano Glorioso, delegato regionale per la Sicilia della FIPPS (Federazione Italiana Paralimpica Powerchair Sport) e dirigente dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Aquile di Palermo; Nunzia Rita Di Giglia, allenatrice della squadra delle Aquile di Palermo; Mattia Sutera, Martina Porretto e Valeria Cervone, volontari del Servizio Civile Universale 2025-2026 presso la sede locale di progetto delle Aquile di Palermo.

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La Convenzione ONU 19 anni dopo: a che punto siamo?

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19 anni fa venne firmata a New York la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, un tempo sufficientemente lungo per misurare i progressi fatti, ma anche per riconoscere con chiarezza quanta strada resti ancora da percorrere verso una piena inclusione e il rispetto effettivo dei diritti di tutte le persone con disabilità. Se ne parlerà il 17 dicembre, nel corso dell’incontro online “Disabilità e diritti umani: a che punto siamo?”, organizzato dalla LEDHA e dalla FISH 2006: un lungo applauso accolse a New York, presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, l’approvazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, punto di riferimento imprescindibile, che ha sancito il diritto delle persone con disabilità a scegliere dove e con chi vivere come fondamento di una società realmente inclusiva

Era il 13 dicembre 2006, ovvero 19 anni fa, quando venne firmata, al Palazzo delle Nazioni Unite di New York, la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Si tratta certamente di un tempo sufficientemente lungo per misurare i progressi fatti, ma anche per riconoscere con chiarezza quanta strada resti ancora da percorrere verso una piena inclusione e il rispetto effettivo dei diritti di tutte le persone con disabilità.
La LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità) e la stessa FISH hanno dunque organizzato per il pomeriggio del 17 dicembre (ore 16), l’incontro online denominato Disabilità e diritti umani: a che punto siamo?.
«Questo incontro – spiegano i promotori – nasce sostanzialmente dall’esigenza di valutare, a quasi vent’anni dalla ratifica della Convenzione ONU, quali cambiamenti concreti siano stati raggiunti, quali criticità persistano e quale ruolo debbano avere oggi le Associazioni impegnate nella tutela dei diritti».

A introdurre e a moderare sarà Laura Abet, responsabile del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi della LEDHA. Seguiranno gli interventi di Alberto Fontana (LEDHA), Salvatore Nocera (FISH) e Giampiero Griffo (DPI-Disabled Peoples’ Internatioinal).
Le conclusioni saranno affidate ad Alessandro Manfredi, presidente della LEDHA. (S.B.)

Per iscriversi, accedere a questo link. Per ulteriori informazioni: comunicazione@ledha.it.

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Nel 79° anniversario dell’UNICEF ricordare sempre che “i più vulnerabili tra i vulnerabili” sono i bambini e le bambine con disabilità

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«Oggi dedichiamo questo anniversario a tutti quei bambini e bambine che ogni giorno vedono la propria infanzia negata, vittime di conflitti, violenze, povertà, rischi e pericoli che non hanno scelto di vivere e sopportare»: lo dichiara Nicola Graziano, presidente di UNICEF Italia, in occasione del 79° anniversario dell’UNICEF di oggi, 11 dicembre. E “i più vulnerabili tra i vulnerabili”, non manchiamo mai di ricordarlo, sono sempre i bambini e le bambine con disabilità

«Oggi vogliamo dedicare questo anniversario a tutti quei bambini e bambine che ogni giorno vedono la propria infanzia negata, vittime di conflitti, violenze, povertà, rischi e pericoli che non hanno scelto di vivere e sopportare»: lo dichiara Nicola Graziano, presidente di UNICEF Italia, in occasione del 79° anniversario dell’UNICEF che ricorre oggi, 11 dicembre.

«Attualmente – prosegue Graziano – i bambini e le bambine sono esposti a gravi violazioni ai livelli più alti mai registrati con un record di 41.370 violazioni verificate nel 2024, più del doppio della media degli ultimi 20 anni. L’UNICEF è nato l’11 dicembre 1946, per aiutare i bambini e le bambine al termine della seconda guerra mondiale, ma 79 anni dopo il suo mandato rimane attuale e fondamentale, visto il moltiplicarsi dei conflitti, l’aumento della fame, i tagli ai finanziamenti globali e il collasso dei servizi di base in tanti Paesi; nel 2026 oltre 200 milioni di bambini e bambine avranno bisogno di assistenza umanitaria; proprio in queste ore, infatti, abbiamo lanciato l’appello sull’intervento umanitario 2026 per fornire assistenza salvavita a 73 milioni di bambini in 133 Paesi e territori nel prossimo anno».

«In questa giornata di “celebrazione” – conclude il Presidente di UNICEF Italia – vorrei fare un ringraziamento speciale ai nostri operatori sul campo, che si trovano sempre più spesso a operare scelte difficili, in contesti pericolosi e in rapida evoluzione. Allo stesso tempo, ringrazio anche i tanti volontari di UNICEF Italia, cuore pulsante della nostra organizzazione, per il loro profondo e costante impegno a favore delle nostre attività per i bambini e le bambine più vulnerabili».
E “i più vulnerabili tra i vulnerabili”, non manchiamo mai di ricordarlo, sono sempre i bambini e le bambine con disabilità. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: press@unicef.it.

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Sindrome di Sjögren: un’altra panchina azzurra, una partita del cuore e un convegno

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La quarantunesima panchina azzurra nell’àmbito dell’omonimo progetto dell’ANIMASS (Associazione Nazionale Italiana Malati Sindrome di Sjögren), voluto per sensibilizzare sulla sindrome di Sjögren, arriverà il 13 dicembre a Villammare di Vibonati, altra località del Salernitano e questa volta, oltre al tradizionale convegno, la giornata sarà arricchita anche da una partita del cuore

Dopo tante panchine inaugurate in Sicilia, a Verona, a Rimini e in varie località di Salerno e Provincia, come abbiamo di volta in volta riferito anche sulle nostre pagine, si tornerà nel Salernitano per la quarantunesima panchina azzurra, nell’àmbito dell’omonimo progetto promosso dall’ANIMASS (Associazione Nazionale Italiana Malati Sindrome di Sjögren), per sensibilizzare sulla sindrome di Sjögren. Accadrà a Villammare di Vibonati il 13 dicembre (ore 15) e questa volta – oltre al tradizionale convegno che seguirà l’inaugurazione (Sindrome di Sjögren primaria sistemica, malattia rara subdola e discriminata, Museo Logos, Via Monastero Vibonati, ore 18.30), durante il quale verrà proiettato il cortometraggio L’amante Sjögren, con la presidente dell’ANIMASS Lucia Marotta che illustrerà le problematiche e le criticità della malattia e di quanto stia facendo da vent’anni la propria Associazione, per dare dignità alle persone malate e tutelarle nel loro diritto alla salute – l’iniziativa si arricchirà anche di una partita del cuore (ore 16.30). Il tutto avvalendosi del patrocinio e della collaborazione del Comune locale, del Rotary E-club Film & Friends D2101, del Comitato della Croce Rossa Italiana di Sapri e dell’Associazione Canticum.

Patologia che colpisce in grande maggioranza le donne (in proporzione di 9 a 1), la sindrome di Sjögren è una malattia autoimmune, sistemica, degenerativa e inguaribile che può attaccare tutte le mucose dell’organismo: occhi, bocca, naso, reni, pancreas, fegato, cuore, apparato cardiocircolatorio, apparato osteo-articolare e polmonare, degenerando spesso in linfoma non-Hodgkin, con conseguenze fatali per il 5-8% delle circa 12.000/16.000 persone malate. Tra le malattie autoimmuni è quella con il più alto rischio di linfoproliferazioni (44 volte superiore alla popolazione generale), oltre a provocare gravi effetti non soltanto sotto l’aspetto clinico e psicologico, ma anche nei confronti della vita sociale e affettiva.
A causa della complessità clinica, una diagnosi precoce e una prevenzione mirata sono sempre molto difficili, ma assolutamente necessarie e per superare questo pesante ostacolo identificativo, è opportuno lavorare in rete per la presa in carico a trecentosessanta gradi delle persone malate. Ed è importante anche la conoscenza tra i giovani, per creare attenzione e accoglienza nei confronti dei coetanei/coetanee colpiti da una malattia rara invisibile come questa, che coinvolge anche la fascia pediatrica. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: animass.sjogren2005@gmail.com.

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Lo stile inconfondibile di Botero, assai adatto alla fruizione da parte delle persone con disabilità visive

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Un elemento caratterizzante dell’importante esposizione “Fernando Botero. Tecnica monumentale”, in mostra al Forte di Bard della Valle d’Aosta fino al 6 aprile del prossimo anno, è il progetto sperimentale promosso dall’Associazione Forte di Bard e realizzato dai referenti della stessa, insieme a Dieci Occhi, in collaborazione con l’UICI Valdostana e la Cooperativa C’era l’Acca, iniziativa voluta per rendere la mostra fruibile da parte di persone con disabilità visive Uno dei pannelli tattili realizzati per la mostra “Fernando Botero. Tecnica monumentale” (©Marisa Jans/Archivi Forte di Bard)

È presente fino al 6 aprile del prossimo anno, al Forte di Bard in Valle d’Aosta, un importante progetto espositivo dedicato a Fernando Botero (1932-2023), realizzato in collaborazione con 24 Ore Cultura e la Fernando Botero Foundation. Curata da Cecilia Braschi e intitolata Fernando Botero. Tecnica monumentale, «la mostra – come si legge nella presentazione – ripercorre l’intera carriera del maestro colombiano, valorizzando la complementarietà tra pittura, scultura e disegno e approfondendo le ragioni delle sue scelte stilistiche dalle prime prove degli Anni Quaranta del Novecento fino alle ultime opere realizzate a Monaco tra il 2019 e il 2023».

Un elemento caratterizzante del percorso espositivo è un progetto sperimentale promosso dall’Associazione Forte di Bard e voluto per rendere la mostra fruibile a persone con disabilità visive, tramite la realizzazione di sei pannelli tattilo-visivi, in grado di restituire gli elementi principali delle opere selezionate, ognuno dei quali accompagnato da didascalie in Braille e da un QR Code accessibile tramite due app gratuite, che consente di approfondire facilmente contenuti e contesto. Inoltre, una scultura è stata riprodotta in 3D, per consentirne l’esplorazione tattile.
«Lo stile inconfondibile di Botero – spiegano i promotori dell’iniziativa -, caratterizzato da forme piene, volumi definiti e colori intensi, si rivela particolarmente adatto alla lettura tattile e alla percezione da parte di persone con disabilità visive. Il percorso inizia sin dall’ingresso della mostra, dove un pannello stampato anche in Braille introduce alle diverse sezioni tematiche. In ciascuna sezione è stata poi inserita la riproduzione tattile di un’opera ritenuta rappresentativa del tema trattato. Le opere pittoriche sono state riprodotte a rilievo su pannelli posizionati accanto agli originali, con le riproduzioni stesse che presentano contorni di diverso spessore e altezza, texture dedicate e colori di fondo che mettono in evidenza gli elementi compositivi, spesso sovrapposti. Per facilitare la comprensione, accanto alla riproduzione dell’intera opera è proposto anche il soggetto principale isolato, utile a riconoscere e distinguere le figure nella composizione. Quest’ultimo è un supporto che si rivela anche un efficace strumento di coinvolgimento pure per i visitatori più piccoli, che possono avvicinarsi all’opera attraverso un’esperienza tattile di scoperta dal dettaglio all’insieme».

«Tutte le riproduzioni – viene spiegato ancora – sono accompagnate da didascalie in Braille e in caratteri ad alta leggibilità. Mentre i pannelli a rilievo permettono di comprendere la struttura visiva dell’opera, le informazioni descrittive, come i singoli elementi raffigurati, i significati e i dettagli, sono fornite tramite specifici codici QR Navilens, che completano e potenziano l’esperienza tattile. Tali codici, attivabili tramite un’app gratuita, vengono riconosciuti automaticamente da qualsiasi smartphone anche a distanza e offrono contenuti fruibili in modalità differenti: in questa situazione per persone con disabilità visive e per visitatori di lingua straniera, grazie alla traduzione automatica in oltre 40 lingue».

Il meritorio progetto è stato sviluppato da un gruppo di lavoro composto dai referenti del Forte di Bard e da Dieci Occhi (Valentina Lungo, Tactile Book Designer, ed Enrico Delmastro, Graphic Designer), in collaborazione con la Sezione Valdostana dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e della Cooperativa Sociale C’era l’Acca, nell’àmbito del progetto Sensi+ Tecnologia per l’autonomia, realizzato in co-progettazione con l’Assessorato Regionale della Valle d’Aosta alla Sanità, alla Salute e alle Politiche Sociali.
«Si tratta di un’iniziativa – sottolineano da C’era l’Acca – che rappresenta un punto di svolta, aprendo nuovi spazi all’accessibilità museale e ponendo le basi per un percorso destinato a crescere con forza nei prossimi anni». (S.B.)

Ringraziamo Maria Cosentino per la collaborazione.

Per ulteriori informazioni: Cooperativa Sociale C’era l’Acca (ceralaccaturismo@gmail.com).

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Il Premio Bomprezzi-Capulli, che accende i riflettori nel modo giusto sulla disabilità e l’esclusione sociale

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Inchieste e storie, racconti inediti sulla disabilità, denuncia sociale, ma anche diritti ritrovati, protagonismo, partecipazione, esperienze innovative nella lotta alle diseguaglianze: è questo il Premio Bomprezzi-Capulli, di cui è stata lanciata in questi giorni la quinta edizione, cui potranno partecipare, fino al 3 febbraio 2026, giornalisti di testate nazionali, cartacee, digitali, radiofoniche o televisive Maria Grazia Capulli e Franco Bomprezzi ai quali è dedicato l’omonimo Premio

Come potremmo non essere sin dalla prima edizione al fianco del Premio Giornalistico Bomprezzi, divenuto da due anni Premio Bomprezzi-Capulli, considerando ciò che ha rappresentato per Superando Franco Bomprezzi, che ne è stato direttore responsabile fino alla sua scomparsa, avvenuta nel dicembre 2014? Parlare di questa iniziativa è per noi sempre un grande piacere e torniamo a farlo qualche giorno dopo l’apertura delle candidature per la quinta edizione – avvenuta in occasione della recente Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità – sempre a cura del Journalism Social Fund.
Per il quinto anno, quindi, potranno partecipare servizi di carta stampata, online, radio e TV, realizzati e pubblicati tra il 3 dicembre 2024 e il 3 dicembre 2025, ma la novità introdotta questa volta prevede la possibilità di proporre servizi, articoli e temi di strettissima attualità realizzati anche tra il 3 dicembre 2025 e il 2 febbraio 2026 ai quali saranno riservate le Menzioni Speciali per le categorie TV, Radio e Stampa (anche qui con premi in denaro).
Le date di scadenza delle candidature sono fissate per tutte le categorie al 3 febbraio 2026.

«Con questo premio – ha spiegato nel corso della cerimonia d’insediamento il presidente della giuria Paolo Corsini, direttore dell’Approfondimento RAI – non vogliamo solo celebrare e ricordare i lavori e l’esempio di Franco Bomprezzi e Maria Grazia Capulli, pietre miliari per chiunque si avvicini al giornalismo costruttivo e al racconto della disabilità. Vogliamo spingere chi decide cosa va in pagina o in onda – da chi è più in alto fino a chi riceve la proposta di un collaboratore – di aprire spiragli nuovi e dare spazio a queste tematiche, di dire sì a inchieste e storie, racconti inediti sulla disabilità, di denuncia sociale, ma anche di diritti ritrovati, di protagonismo e partecipazione, di esperienze innovative nella lotta alle diseguaglianze. Abbiamo imparato da Franco e Grazia a difendere il mestiere del giornalista come missione di responsabilità sociale e con questo intento ci aspettiamo che arriveranno i lavori dei nuovi Premiati».
Maria Grazia Capulli, lo ricordiamo è stata una giornalista del Tg2 RAI, ideatrice e conduttrice della rubrica televisiva Tutto il Bello che c’è, vera e propria finestra sul sociale e sul lato positivo dell’attualità.

Accendere dunque i riflettori su fragilità, inclusione, diritti umani e comunità marginalizzate, ma anche sulle notizie dal taglio positivo che siano in grado di contribuire all’attivazione e alla coscienza civica dei cittadini: è questo il focus dei due concorsi aperti a giornalisti di testate nazionali, cartacee, digitali, radiofoniche o televisive, per un premio che, lo ricordiamo, è supportato anche dall’organizzazione CBM Italia.
La cerimonia di insediamento della giuria – che si arricchisce ogni anno di firme di primo piano del mondo dell’informazione, tra carta stampata e online, TV, radio nazionali e testate di settore – si è avuta il 24 ottobre scorso al Castello di Grinzane Cavour in Piemonte, in occasione di Barolo en primeur, asta internazionale di solidarietà promossa dalla Fondazione Cassa Risparmio di Cuneo, che dal 2021 sostiene progetti ad alto impatto sociale in Italia e all’estero. (S.B.)

I bandi del 5° Premio Bomprezzi-Capulli sono scaricabili da questo link. Per ulteriori informazioni: Paola Amicucci (paolaamicucci1977@gmail.com).

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La quotidianità delle persone con disabilità: una giornata di studi a Napoli

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Promossa dall’Università Parthenope di Napoli, si terrà domani, 12 dicembre, nel capoluogo campano, la giornata di studi “La quotidianità delle persone con disabilità”, durante la quale si affronteranno i seguenti temi: “Parole, testi e inclusione: la disabilità nella letteratura e nel linguaggio giuridico”; “Prendersi cura: famiglie, disabilità e reti sociali”; “Scuola, competenze digitali e inclusione sociale”; “Disabilità e mercato del lavoro”; “Vivere il tempo libero: inclusione nello sport e nel turismo”

Promossa dal Dipartimento di Scienze Economiche, Giuridiche, Informatiche e Motorie dell’Università Parthenope di Napoli, è in programma per domani, 12 dicembre, nel capoluogo campano (Palazzo Pacanowski, ore 9.30), la giornata di studi sul tema La quotidianità delle persone con disabilità, durante la quale si affronteranno i seguenti temi: Parole, testi e inclusione: la disabilità nella letteratura e nel linguaggio giuridico; Prendersi cura: famiglie, disabilità e reti sociali; Scuola, competenze digitali e inclusione sociale; Disabilità e mercato del lavoro; Vivere il tempo libero: inclusione nello sport e nel turismo.
Tra i relatori vi sarà anche Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) e consigliere del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro). (S.B.)

Ringraziamo Guido Migliaccio per la segnalazione.

A questo link è disponibile il programma completo della giornata di studi.

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