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La diciottesima Giornata Nazionale dell’Afasia

Anche quest’anno, in occasione della Giornata Nazionale dell’Afasia del 18 ottobre (XVIII edizione), la Fondazione Carlo Molo di Torino ha proposto una serie di iniziative nella propria città, allo scopo appunto di sensibilizzare e informare sulle tematiche relative a questo disturbo relativo alla parola e più generalmente alle difficoltà di comunicazione parlata e scritta, che colpisce circa un terzo di coloro che sono vittime di ictus, ischemia, emorragia e traumi cerebrali La Mole Antonelliana di Torino illuminata di violetto, colore-simbolo dell’afasia

Come ogni anno, anche in questo 2025, in occasione della Giornata Nazionale dell’Afasia del prossimo 18 ottobre, giunta alla sua diciottesima edizione, la Fondazione Carlo Molo di Torino ha proposto sin dall’inizio di questo mese una serie di iniziative nella propria città, allo scopo appunto di sensibilizzare e informare sulle tematiche relative a questo disturbo relativo alla parola e più generalmente alle difficoltà di comunicazione parlata e scritta, che colpisce circa un terzo di coloro che sono vittime di ictus, ischemia, emorragia e traumi cerebrali.
E quindi spot nei mezzi pubblici e nei cinema, incontri, eventi musicali e altro ancora, il tutto sullo sfondo dell’iniziativa L’afasia ti lascia senza parole, che giunta alla sua quarta edizione, conta ad oggi su oltre 40 città che in occasione della Giornata Nazionale, a partire dalla Mole Antonelliana di Torino, illuminano i propri monumenti simbolo di violetto, colore simbolo dell’afasia. (S.B.)

A questo link vi è l’elenco delle iniziative proposte dalla Fondazione Carlo Molo di Torino per la Giornata Nazionale dell’Afasia. Per ulteriori informazioni: info@fondazionecarlomolo.it.

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“Pensiero Imprudente”: lo “Stargate” della disabilità

«Il nocciolo della questione – scrive Claudio Imprudente nella sua rubrica “Pensiero Imprudente” – è che la persona con disabilità, volente o nolente, si deve affidare alle mani di un’altra persona e questo crea dipendenza e una sorta di distacco dalla realtà. Bisogna quindi fare un grande lavoro di consapevolezza di sé, un lavoro che porti a trovare il proprio portale di connessione con la realtà, come quello del film “Stargate”»

“In quel tempo…” facevamo una formazione presso il Centro Documentazione Handicap di Bologna con un gruppo di animatori con disabilità del Progetto Calamaio sul rapporto con il denaro e la consapevolezza della realtà. Questo è un argomento di difficile comprensione poiché spesso una persona con disabilità, per la sua condizione, fa fatica a essere nel “qui ed ora”.
Da un punto di vista psicologico, è come se la persona non avesse la percezione del proprio tempo, perché le cose si fanno più lente e il tempo sembra sfuggire.
Non si ha la padronanza del tempo, ma è il tempo che ha la padronanza della persona.

Il nocciolo della questione è che la persona con disabilità, volente o nolente, si deve affidare alle mani di un’altra persona. A volte è anche comodo, così non è responsabile della sua vita, sono gli altri a gestire il suo tempo, le sue energie, i suoi soldi.
Questo crea dipendenza, non dal denaro, ma dall’altra persona, quindi si crea un distacco dalla realtà. Ecco il punto: vivere in un mondo parallelo e irreale, cioè poco concreto.

A questo punto mi è venuta una domanda da fare a tutti: Ma ditemi, che ore sono in questo momento? Una domanda apertamente banale che ha causato il panico. Solo una persona aveva l’orologio.
Ho posto al gruppo questa domanda provocatoria perché ne ho uno allacciato al bracciolo della mia carrozzina, e mi piace pensare che sia una sorta di portale, proprio come quello del film Stargate (1994), attraverso il quale posso non solo organizzare al meglio il mio tempo e il mio spazio, ma anche entrare in connessione con il mondo della persona che mi è vicina, senza dipendere dal supporto di questa persona e dal suo modo di amministrare il tempo, rimanendo ancorato in una zona di comfort.

Claudio Imprudente, che cura per Superando la rubrica “Pensiero Imprudente”

La questione voleva, quindi, aprire uno spazio di riflessione perché ha confermato quella teoria secondo cui, siccome una persona con disabilità deve affidarsi ad un’altro/a che gestisce i suoi bisogni, desideri, progetti, non ha la percezione esatta del momento che sta vivendo, non è padrone, protagonista del suo tempo.

Tutto questo per dire che bisogna fare un grande lavoro di consapevolezza di sé: un lavoro che porti a trovare il proprio portale, e questo è il lavoro che ad esempio stiamo facendo da quarant’anni al Centro Documentazione Handicap.
E voi quale “Stargate” utilizzate per gestire il vostro tempo?
Scrivete a claudio@accaparlante.it oppure sulle mie pagine Facebook e Instagram. 

*Il presente contributo è già apparso nel sito del CDH-Cooperativa Accaparlante di Bologna, con il titolo “Lo Stargate della disabilità” e viene qui proposto, con minimi riadattamenti al diverso contenitore e un diverso titolo, per gentile concessione.

Pensiero Imprudente
Dalla fine del 2022 Claudio Imprudente è divenuto una firma regolare del nostro giornale, con questa suo spazio fisso che abbiamo concordato assieme di chiamare Pensiero Imprudente, grazie alla quale sta impreziosendo le nostre pagine, condividendo con Lettori e Lettrici il proprio sguardo sull’attualità.
Persona già assai nota a chi si occupa di disabilità e di tutto quanto ruota attorno a tale tema, Claudio Imprudente è giornalista, scrittore ed educatore, presidente onorario del CDH di Bologna (Centro Documentazione Handicap) e tra i fondatori della Comunità di Famiglie per l’Accoglienza Maranà-tha. All’interno del CDH ha ideato, insieme a un’équipe di educatori e formatori specializzati, il Progetto Calamaio, che da tantissimi anni propone percorsi formativi sulla diversità e l’handicap al mondo della scuola e del lavoro. Attraverso di esso ha realizzato, dal 1986 a oggi, più di diecimila incontri con gli studenti e le studentesse delle scuole italiane. In qualità di formatore, poi, è stato invitato a numerosi convegni e ha partecipato a trasmissioni televisive e radiofoniche.
Già direttore di una testata “storica” come «Hp-Accaparlante», ha pubblicato libri per adulti e ragazzi, dalle fiabe ai saggi, tra cui Una vita imprudente. Percorsi di un diversabile in un contesto di fiducia, Da geranio a educatore. Frammenti di un percorso possibile, entrambi editi da Erickson e il recente Scritti imprudenti. Idee e riflessioni intorno alla disabilità (La Meridiana).
Ha collaborato e collabora con varie riviste e testate, come il «Messaggero di Sant’Antonio», per cui cura da anni la rubrica “DiversaMente”. Il 18 Maggio 2011 è stato insignito della laurea ad honorem dall’Università di Bologna, in Formazione e Cooperazione.

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Verso l’elezione dei nuovi organi del Forum Nazionale del Terzo Settore

Il 21 ottobre a Roma vi sarà l’Assemblea elettiva del Forum Nazionale del Terzo Settore, dal titolo “Pace come condizione, giustizia sociale come impegno”, evento che vedrà dapprima una sessione di lavori aperta al pubblico, centrata appunto sui temi della pace e trasmessa in diretta streaming, mentre nella sessione pomeridiana i soci del Forum eleggeranno i nuovi organi del Forum in carica per i prossimi quattro anni, tra cui il Portavoce e il Coordinamento Nazionale

È in programma per il 21 ottobre a Roma (Eurostars Roma Aeterna, Piazza del Pigneto, 9), l’Assemblea elettiva del Forum Nazionale del Terzo Settore, dal titolo Pace come condizione, giustizia sociale come impegno, evento che vedrà in mattinata una sessione di lavori aperta al pubblico e trasmessa in diretta streaming, e una sessione pomeridiana riservata invece ai soci del Forum che eleggeranno i nuovi organi in carica per i prossimi quattro anni, tra cui il Portavoce e il Coordinamento Nazionale.

I lavori della mattinata, dunque, avranno al centro il tema della pace e si apriranno alle 10 con la testimonianza della coordinatrice sanitaria di Emergency a Gaza, Raffaela Baiocchi (in collegamento). A seguire, l’intervento di fine mandato della portavoce uscente del Forum, Vanessa Pallucchi, e i saluti istituzionali della viceministra al Lavoro e alle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci, della sottosegretaria al Ministero dell’Economia e Finanza Lucia Albano, il sottosegretario all’Ambiente Claudio Barbaro, il presidente dell’ACRI (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio), Giovanni Azzone e la presidente di CSVnet Chiara Tommasini.

L’incontro proseguirà con due tavoli di lavoro nei quali soci e partner del Forum discuteranno della visione che muove l’impegno sociale del Terzo Settore italiano sul piano dei diritti e dell’economia sociale, e delle sfide aperte per il prossimo futuro.
Con la moderazione di Stefano Arduini, direttore di «Vita», il dibattito vedrà quali protagonisti don Marco Pagniello (Caritas italiana), Marco Imperiale (Impresa sociale Con i Bambini), Annalisa Scopinaro (UNIAMO-Federazione Italiana Malattie Rare), Ledo Prato (Rete delle Culture), Ciro Bisogno (Polisportive Giovanili Salesiane), Leonardo Becchetti (Next), Paolo Venturi (AICCON), Stefano Consiglio (Fondazione Con il Sud), Emanuele Monaci (AGCI Imprese Sociali), Antonio Derinaldis (ADA-Associazione per i Diritti degli Anziani), Gabriele Melluso (Assoutenti). (S.B.)

A questo link è disponibile il programma completo. La diretta streaming della mattinata sarà disponibile sul canale YouTube del Forum Terzo Settore.
Per ulteriori informazioni: stampa@forumterzosettore.it.
A questo link vi è l’elenco completo di tutti i soci e degli aderenti al Forum Nazionale del Terzo Settore, tra cui anche la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).

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Vivere in un mondo fatto di buio e silenzio non significa smettere di sognare

«Vivere in un mondo fatto di buio e silenzio non significa smettere di sognare. Chi non vede e non sente, infatti, continua a credere in un futuro fatto di autonomia, relazioni e conquiste possibili, se sostenuto nel modo giusto»: viene presentata così, dalla Fondazione Lega del Filo d’Oro, la nuova campagna denominata “#spazioaisogni”, il cui obiettivo prioritario è auumentare ulteriormente la propria presenza sul territorio, e in particolare con le nuove sedi di Calabria e Sardegna Un’immagine-simbolo della campagna della Fondazione Lega del Filo d’Oro “#spazioaisogni”

«Tante famiglie ci raccontano che l’incontro con la nostra organizzazione cambia loro la vita, perché, dopo aver sentito tanti “no”, per la prima volta scoprono che oltre i limiti c’è un mondo di possibilità, anche per i loro figli: è per loro, e per tutte le persone sordocieche che ancora aspettano di essere raggiunte, che vogliamo ampliare la nostra presenza sul territorio, a partire dalle nuove sedi in Calabria e presto anche in Sardegna. Sostenere questa nostra campagna, dunque, significa contribuire a offrire più servizi, più vicinanza e più opportunità di vita a chi ne ha davvero bisogno»: a dirlo è Rossano Bartoli, presidente della Fondazione Lega del Filo d’Oro, all’avvio della nuova campagna solidale denominata #spazioaisogni, che viene presentata così dall’organizzazione nata a Osimo (Ancona) e che in tale città ha il proprio Centro Nazionale: «Vivere in un mondo fatto di buio e silenzio non significa smettere di sognare. Chi non vede e non sente, infatti, continua a credere in un futuro fatto di autonomia, relazioni e conquiste possibili, se sostenuto nel modo giusto. È questa la mission che perseguiamo da oltre sessant’anni, valorizzando le potenzialità di ogni persona sordocieca e con pluridisabilità psicosensoriale e accompagnandola, passo dopo passo, nel raggiungimento di traguardi che potevano sembrare impossibili».

Come sottolineato dunque anche dal presidente Bartoli, l’obiettivo prioritario di questa nuova iniziativa (numero solidale 45514, o tramite Satispay inquadrando il QR  Code dedicato) è aumentare ulteriormente la presenza sul territorio, con l’apertura di nuove sedi, come quella inaugurata nel giugno scorso a Rende, in Calabria, e quella in arrivo in Sardegna a Nuoro. Il tutto con l’obiettivo di rafforzare l’assistenza alle persone sordocieche ed essere sempre più vicini a chi ha bisogno di supporto. (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento. Per altre informazioni: Federica Aruanno (f.aruanno@inc-comunicazione.it).

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Approvati quegli emendamenti che prorogano di un anno i corsi INDIRE sul sostegno

Non sono servite né la ferma richiesta della Federazione FISH, né le migliaia di firme raccolte dal MUISS, per far sì che quegli emendamenti venissero ritirati: la loro approvazione, quindi, comporta di fatto lo svolgimento per un anno di ulteriori corsi per il conseguimento della specializzazione per il sostegno da parte dell’INDIRE, corsi ritenuti non adeguati. Nell’esprimere rammarico e perplessità, la FISH ne chiede ora per lo meno un aumento dei crediti formativi

Quasi 3.400 firme, che nel frattempo continuano a crescere, per il documento del MUISS (Movimento Unitario per l’Inclusione Scolastica e Sociale), disponibile integralmente a questo link, che chiedeva ai Senatori firmatari di ritirare quegli emendamenti relativi all’attivazione di ulteriori corsi per il conseguimento della specializzazione per il sostegno da parte dell’INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa), di cui al Decreto Legge 71/24, convertito nella Legge 106/24. E la ferma richiesta dai toni analoghi della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), di ritirare quegli stessi emendamenti «aprendo un confronto con la nostra Federazione»: ne avevamo riferito nei giorni scorsi, ma alla fine, quegli emendamenti agli articoli 6 e 7 del Decreto Legge 71/24, che prevedono lo slittamento del termine dei corsi di specializzazione erogati dall’INDIRE, sono stati approvati, estendendo di fatto la validità di queste modalità di erogazione dei corsi, fissata al 31 dicembre di quest’anno, fino al 31 dicembre 2026.

«Esprimiamo rammarico e forte perplessità in merito all’approvazione di quegli emendamenti – si legge oggi in una nota della FISH – rilevando anche con preoccupazione che l’approvazione degli stessa sia avvenuta senza un’adeguata e preventiva consultazione con la nostra Federazione».

«In considerazione dunque di tale proroga di un anno dei corsi di formazione gestiti dall’INDIRE – dichiara il presidente della FISH Vincenzo Falabella -, chiediamo al ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara di valutare un aumento dei crediti formativi previsti per tali corsi da 40 a 50, un aumento che non solo rifletterebbe l’estensione del percorso formativo, ma sarebbe importante per garantire una preparazione più adeguata e completa dei docenti e del personale scolastico. Un percorso formativo potenziato, infatti, è essenziale per affrontare con la dovuta competenza le sfide e le specificità di una reale e concreta inclusione scolastica, per tutti gli studenti e tutte le studentesse».

Nel ribadire quindi con forza «che la formazione degli insegnanti di sostegno è un pilastro essenziale per assicurare un’istruzione di qualità per tutti e tutte, intendiamo proseguire nel nostro impegno per questo obiettivo – concludono dalla FISH -, con l’auspicio che il sistema scolastico evolva presto verso soluzioni che garantiscano l’inclusione scolastica di tutti e tutte». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@fishets.it.

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Superando media partner di un’esperienza culinaria al buio

Il 25 ottobre a Viareggio, la “Degustazione a 4 Sensi”, di cui Superando sarà media partner, è un’iniziativa ideata dalla Fondazione Alfredo Catarsini 1899 e da Slow Food Versilia, in collaborazione con il Circolo Culturale Filippo Mazzei, a favore del perogetto “L’arte accessibile per tutti” con cui la stessa Fondazione Catarsini allestirà due laboratori esperienziali dedicati a persone con disabilità visiva, nel “Cammino i luoghi di Catarsini”, tramite due opere d’arte da esplorare con il tatto

Si svolgerà il prossimo 25 ottobre, presso il Palace Hotel di Viareggio (Via Flavio Gioia, 2, ore 19.30) e vedrà come media partner Superando, la Degustazione a 4 Sensi, esperienza culinaria avanzata che mira a intensificare la percezione e il risveglio sensoriale.
L’iniziativa, ideata dalla Fondazione Alfredo Catarsini 1899 e da Slow Food Versilia, in collaborazione con il Circolo Culturale Filippo Mazzei di Pisa, è un evento a favore del progetto pluriennale L’arte accessibile per tutti con il quale la stessa Fondazione Catarsini intende allestire due laboratori esperienziali dedicati a persone con disabilità visiva in altrettante tappe significative del Cammino i luoghi di Catarsini con due opere d’arte che potranno essere esplorate con il tatto. Si tratta di altorilievi scultorei, realizzati in scala e con un materiale speciale dallo scultore Massimiliano Trubbiani del Museo Tattile Statale Omero di Ancona.
Le opere sono reinterpretazioni dell’affresco dell’abside che si trova nella chiesa di San Martino in Freddana (frazione di Pescaglia in provincia di Lucca), dipinto da Alfredo Catarsini nel 1944/45, e della pala d’altare conservata nel Santuario della Santissima Annunziata a Viareggio, dipinto nel 1948. Le opere saranno donate alle rispettive chiese, dove chiunque potrà accedervi ed esplorarle liberamente.

La Fondazione Alfredo Catarsini 1899, di cui ci siamo spesso occupati su queste pagine, è impegnata in progetti e iniziative che favoriscono l’espansione culturale e inclusiva, l’accessibilità all’arte e ai luoghi di cultura per tutti. È in questo filone che rientra l’esperienza culinaria al buio del prossimo 25 ottobre a Viareggio.

Siamo abituati a mangiare con gli occhi, giudicando e anticipando ogni sapore prima ancora di assaggiarlo. Questo dominio della vista rende l’atto del mangiare meccanico e superficiale. Escludendo invece l’occhio, costringiamo gusto, olfatto, udito e tatto a prendere il controllo e il risultato non è solo un pasto, ma un’esplorazione: i sapori si rivelano con una complessità inattesa, le consistenze diventano un linguaggio e il cibo si scopre in modo intimo; la profonda attivazione sensoriale, inoltre, attiva il sistema nervoso e fissa nella memoria immagini mentali, rafforzando l’abilità di comprendere e interiorizzare il mondo che ci circonda.
La Degustazione a 4 Sensi porta con sé la valorizzazione di ricette della tradizione e di prodotti e produttori dell’omonimo territorio, selezionati per la messa a punto del menu che verrà svelato durante la serata e che prevede antipasto, primo, secondo, dessert, 2 vini, acqua e caffè. Un percorso sensoriale guidato da Emiliana Lucchesi, già ispettrice della Guida dei Ristoranti d’Italia dell’Espresso, scrittrice e giornalista e da Elena Martinelli, presidente della Fondazione Catarsini e ideatrice del progetto L’arte accessibile per tutti.

Partecipare a questo evento significa dunque non solo regalarsi un’esperienza indimenticabile, ma anche diventare parte attiva di un progetto di accessibilità e inclusione, imparando a trasferire il piacere della scoperta di un’immagine dal semplice piano visivo a quello sensoriale più ampio. (Stefania Delendati)

Per ulteriori informazioni: Marco Ferri (press@marcoferri.info).

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Diventare grandi con la spina bifida: un  corso di formazione

Si rivolge a chi lavora, ma anche a chi vive accanto a bambini e adolescenti con la spina bifida, il corso formativo gratuito “Diventare grandi con la spina bifida”, promosso per il 17 e 18 ottobre, presso il Centro Spazio Vita Niguarda di Milano dall’ASBIN (Associazione Spina Bifida e Idrocefalo Niguarda) e dall’ASBI (Associazione Spina Bifida Italia)

Crescere con la spina bifida – grave malformazione congenita che interessa la colonna vertebrale del nascituro e il suo contenuto nervoso durante i primissimi mesi di gravidanza – significa affrontare ogni giorno sfide complesse legate alla gestione delle cure, all’autonomia e alle relazioni sociali.
Per affrontare tutto ciò, si rivolge a chi lavora (personale medico, fisioterapisti/e, terapisti/e occupazionali, psicologi/psicologhe, educatori/trici), ma anche a chi vive accanto a bambini e adolescenti con spina bifida (familiari e caregiver), il corso formativo gratuito denominato Diventare grandi con la spina bifida, promosso per il 17 e 18 ottobre, presso il Centro Spazio Vita Niguarda di Milano dall’ASBIN (Associazione Spina Bifida e Idrocefalo Niguarda) e dall’ASBI (Associazione Spina Bifida Italia). (S.B.)

A questo link il modulo di iscrizione dedicato ai professionisti, a quest’altro link quello per le famiglie e i caregiver. Per ulteriori informazioni: segreteria@spaziovitaniguarda.com.

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Le produzioni accessibili alla Festa del Cinema di Roma e ad “Alice nella città”

Sette anteprime tra film e serie TV, in programma alla ventesima Festa del Cinema di Roma, in avvio oggi, 15 ottobre, e che si protrarrà fino al 26 del mese, oltre ad una nella sezione autonoma e parallela “Alice nella città”, saranno accessibili alle persone con disabilità visiva e uditiva grazie ai sottotitoli e alle audiodescrizioni realizzati da Artis Project e disponibili su MovieReading

Arriva un segnale certamente positivo, dalla ventesima Festa del Cinema di Roma, in fase di avvio proprio oggi, 15 ottobre, e che si protrarrà fino al 26 del mese, quello cioè riguardante il fatto che sette anteprime tra film e serie TV, nella selezione ufficiale della rassegna, e una nella sezione autonoma e parallela Alice nella città, saranno accessibili alle persone con disabilità visiva e uditiva grazie ai sottotitoli e alle audiodescrizioni realizzati da Artis Project e disponibili su MovieReading, durante la manifestazione e contestualmente all’uscita in sala o in TV.
«Lavoriamo da anni in questa direzione – ha dichiarato a tal proposito Francesca Via, direttrice generale della Fondazione Cinema per Roma -, anche attraverso specifiche norme nel regolamento della Festa e intendiamo portare avanti questo impegno pure nelle prossime edizioni, nel tentativo di produrre maggiore attenzione su questo tema e di ampliare sempre più l’offerta di titoli accessibili, per garantire a tutti proiezioni realmente inclusive».

Rimandando dunque Lettori e Lettrici al programma completo della rassegna (a questo link), vediamo quali saranno le produzioni accessibili alla Festa del Cinema di Roma. Si tratta di Pirandello – Il gigante innamorato, docufiction di Costanza Quatriglio che esplora la vita di Luigi Pirandello con, tra gli altri, Donatella Finocchiaro e Matilde Gioli; Alla festa della rivoluzione, film storico diretto da Arnaldo Catinari e ambientato nel 1919 a Fiume durante l’occupazione di Gabriele D’Annunzio; Fuori la verità, commedia di Davide Minnella sui conflitti, le dinamiche e le fragilità di una famiglia comune, con protagonisti Claudio Amendola e Claudia Gerini; Stella gemella di Luca Lucini, commedia contemporanea sulla fecondazione eteroparentale, con Margherita Buy, Martina Gatti, Matteo Olivetti e Laura Morante; Cinque secondi di Paolo Virzì, con protagonista Valerio Mastandrea.
Per quanto riguarda la TV, la serie RAI Sandokan, fiction internazionale con Can Yaman e Alessandro Preziosi; la quarta e ultima stagione di Vita da Carlo che conclude il viaggio autoironico di Carlo Verdone attraverso la sua vita e la carriera.
2 cuori e 2 capanne, infine, sarà l’unico film accessibile nella rassegna Alice nella città, commedia brillante con Edoardo Leo, Claudia Pandolfi, Gianmarco Tognazzi, Daniele Silvestri e Valerio Lundini, scritta e diretta da Massimiliano Bruno. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Michela Giorgini (mgiorgini@monginicomunicazione.com).

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L’inclusione non è un’utopia: la nascita del Movimento Unitario per l’Inclusione Scolastica e Sociale

L’incontro di presentazione del MUISS (Movimento Unitario per l’Inclusione Scolastica e Sociale) si è caratterizzato come un momento di rinascita del pensiero inclusivo quale responsabilità collettiva, educativa e civile. In un tempo segnato da nuove disuguaglianze, infatti, il nuovo Movimento si propone come spazio di convergenza, per rimettere al centro della scuola e della società i valori di equità, accessibilità e partecipazione

L’inclusione viaggia sempre. È impossibile tenerla ferma: con le parole dell’indimenticato Andrea Canevaro, ricordate da Nicola Striano, si è aperta a Roma la conferenza stampa di presentazione del MUISS (Movimento Unitario per l’Inclusione Scolastica e Sociale), svoltasi il 7 ottobre scorso a Roma, presso lo Spazio Esperienza Europa Davide Sassoli [se ne legga anche la nostra presentazione, N.d.R.].
Si è trattato di un incontro denso di contenuti, che ha riunito esperti, dirigenti, docenti, genitori e rappresentanti istituzionali, per riportare il tema dell’inclusione al centro del dibattito educativo e politico, in un momento storico segnato da una percepita regressione culturale e pedagogica.

Il MUISS nasce come progetto unitario e collettivo, dall’urgenza di reagire alla frammentazione e alla perdita di senso del percorso inclusivo italiano, riconosciuto per decenni come modello internazionale. L’obiettivo dichiarato è quello di garantire a tutte e tutti piena partecipazione alla vita sociale e i sostegni necessari per vivere nella comunità e poter fare, come tutti, le proprie scelte, investendo sulla scuola come perno dell’inclusione e della vita democratica. «Non possiamo restare spettatori di un sistema che rischia di disgregarsi – ha sottolineato Striano -: solo un’azione unitaria e collettiva potrà restituire alla scuola il suo ruolo di motore della coesione sociale».

Nel corso dell’incontro, Fernanda Fazio, che lo ha moderato, ha richiamato un passaggio del volume di Gianna Fregonara e Orsola Riva Non sparate sulla scuola: «La scuola è la più grande comunità organizzata del Paese. Scricchiola da tutte le parti eppure, per certe sue caratteristiche – è aperta a tutti, inclusiva e gratuita – è un modello da difendere. Ma come è possibile adattarla alle nuove sfide senza venderne l’anima?». Un monito, questo, che ha fatto da filo conduttore agli interventi successivi.
Pasquale Moliterni ha sottolineato la necessità di ricostruire ponti tra scuola e università, oggi troppo distanti, per rilanciare una formazione docente fondata sulla ricerca e sulla collaborazione professionale.
Roberta Scorza ha posto l’accento sul valore della formazione universitaria dei docenti specializzati, denunciando la precarizzazione dei percorsi e la deriva “mercificata” di alcuni modelli formativi: «L’inclusione non può essere episodica o burocratica – ha affermato – ma deve diventare cultura diffusa, autentica e continua».
Dal canto suo, Raffaele Iosa ha invitato a una riflessione critica sull’“eccesso di diagnosi” che oggi invade la scuola, relegando i saperi pedagogici in secondo piano: un’urgenza classificatoria che, anziché favorire la comprensione, rischia di ridurre la complessità degli alunni a categorie mediche, oscurando la dimensione educativa.
E ancora, Paola Mura ha ricordato come la scuola debba essere laboratorio di democrazia e autodeterminazione, luogo in cui ogni studente possa costruire il proprio progetto di vita, e ha sottolineato la necessità di riportare al centro il valore dell’equità, inteso – come ricorda la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità,– come diritto a vivere e partecipare «su base di uguaglianza con gli altri».
Roberta Passoni ha offerto un punto di vista prezioso sulla relazione educativa, sottolineando che l’autonomia dei figli non coincide con quella dei genitori, così come quella degli studenti non si sovrappone a quella degli insegnanti: una riflessione sul reciproco riconoscimento e sui limiti del ruolo educativo.
Infine, Dario Ianes ha richiamato l’importanza di mantenere l’unitarietà del movimento, evitando derive elitarie o frammentazioni, e promuovendo invece una partecipazione ampia e realmente condivisa: «Il MUISS – ha concluso – non vuole rappresentare una parte, ma una visione comune: quella di una scuola di tutti e tutte e per tutti e tutte».

L’incontro, dunque, oltre a mandare un segnale forte per il futuro dell’inclusione, è stato certamente più di una semplice presentazione: lo si può definire infatti come un momento di rinascita del pensiero inclusivo quale responsabilità collettiva, educativa e civile.
In un tempo segnato da nuove disuguaglianze, il MUISS si propone pertanto come spazio di convergenza, per rimettere al centro della scuola e della società i valori di equità, accessibilità e partecipazione. Perché – come ricordava Canevaro – l’inclusione, davvero, non può fermarsi.

*muiss.segreteria@glin.it.

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Un momento di incontro e di festa a Torino per la Giornata Nazionale del Cane Guida

Un confronto sui diritti e le sfide quotidiane di chi vive con il cane guida, la presentazione di un cucciolo che si sta formando per essere affiancato a una persona cieca e la proiezione del film “Una luce nel buio”: ci sarà questo, il 18 ottobre, durante l’incontro organizzato dall’UICI di Torino, in occasione della XX Giornata Nazionale del Cane Guida

In occasione della XX Giornata Nazionale del Cane Guida, di cui abbiamo già riferito in altra parte del giornale, l’UICI di Torino (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) ha promosso per il 18 ottobre (Fondazione Giubileo per la Cultura. Corso Bramante 58/7, ore 19) un momento di incontro e di festa, rivolto a tutti i cittadini e le cittadine.

L’evento si aprirà con un confronto sui diritti e le sfide quotidiane di chi vive con il cane guida. In collaborazione con l’Associazione Dog One Rescue verrà tra l’altro presentato un cucciolo che si sta formando per essere affiancato a una persona cieca.
Seguirà la proiezione del film Una luce nel buio (Love leads the way), che racconta la storia del primo cane guida negli Stati Uniti.

L’appuntamento (ingresso gratuito, fino a esaurimento posti) è stato organizzato con il patrocinio della Città di Torino e della Circoscrizione 8 del capoluogo piemontese. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa UICI Torino (Lorenzo Montanaro), ufficio.stampa@uictorino.it.

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FISH Calabria: un modello di attivismo e competenza

È diventata un modello di attivismo e competenza che ha saputo incidere profondamente sulle politiche della propria Regione e non solo. Ha promosso con costanza l’inclusione sociale e la piena attuazione dei diritti. Compie trent’anni la FISH Calabria (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) e il 18 ottobre celebrerà l’importante anniversario con una giornata di celebrazioni a Lamezia Terme, coincidente con il proprio Congresso elettivo

«Celebriamo con grande orgoglio i trent’anni di instancabile impegno della FISH Calabria. La sede calabrese non è solo una nostra diramazione territoriale, è un modello di attivismo e competenza che ha saputo incidere profondamente sulle politiche regionali. Alla FISH Calabria, dunque, vanno i nostri migliori auguri. Il loro lavoro è un pilastro essenziale per il pieno riconoscimento della cittadinanza attiva di ogni persona con disabilità, in Calabria e in tutta l’Italia. Avanti con rinnovata forza!»: così Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), celebra quello che per la FISH Calabria è certamente un traguardo “storico”, ossia appunto trent’anni di attività sul proprio territorio, che dalla sua fondazione l’hanno vista via via affermarsi come un punto di riferimento cruciale e una voce autorevole nelle politiche regionali sulla disabilità, promuovendo con costanza l’inclusione sociale e la piena attuazione dei diritti.

Per onorare questo importante anniversario, il 18 ottobre a Lamezia Terme (Catanzaro) la Federazione calabrese ha organizzato una giornata di celebrazioni, evento che sarà l’occasione non solo per celebrare i traguardi raggiunti, ma anche per prepararsi alle sfide del presente e del futuro nel campo dei diritti e dell’inclusione.
«Festeggiare il traguardo dei trent’anni di attività con il Congresso elettivo – sottolinea la presidente della FISH Calabria Nunzia Coppedé -, che vedrà la partecipazione del presidente nazionale della FISH Falabella, è stata una scelta importante. Abbiamo voluto mettere al centro il desiderio di ritrovarsi in presenza e di rinnovare gli organi statutari che dovranno traghettare la nostra Associazione verso il futuro». «Un futuro – aggiunge Coppedé – che si concentrerà su un rinnovato e proattivo impegno: portare la prospettiva delle persone con disabilità al centro di tutti i tavoli decisionali, della programmazione strategica e dei servizi essenziali della Regione. Il tutto con l’obiettivo primario dell’adozione e dell’applicazione capillare della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità da parte di tutti gli Enti e Associazioni calabresi». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: fishcalabria@gmail.com.

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“L’istante infinito”: per Flavio Cocanari e per tutte le persone con talassemia

«Un racconto autentico, una voce che unisce, un viaggio potente tra storie, linguaggi ed emozioni di chi convive con la talassemia e per noi dedicato a Flavio Cocanari e a tutte le persone con talassemia, nel ventennale della nostra Associazione»: lo dicono dall’Associazione Amici di Flavio Cocanari, parlando del libro “L’istante infinito” di Michele Palazzetti, che verrà presentato il 17 ottobre a Ostia Lido (Roma)

«Un racconto autentico, una voce che unisce, un viaggio potente tra storie, linguaggi ed emozioni di chi convive con la talassemia»: lo dicono dall’Associazione Amici di Flavio Cocanari, parlando del libro L’istante infinito. Presente, passato e futuro di sé nelle parole di pazienti con talassemia di Michele Palazzetti, aggiungendo che «per noi è dedicato a Flavio Cocanari e a tutte le persone con talassemia, nel ventennale della nostra Associazione».
L’istante infinito verrà presentato nel pomeriggio del 17 ottobre a Ostia Lido (Roma), presso l’Hub Save the Children (Piazza Lorenzo Gasparri, 22, ore 17), nel corso di un incontro organizzato dalla stessa Associazione Amici di Flavio Cocanari, insieme all’Associazione Gocce di Vita e a QUI. Un Quartiere per Crescere, programma promosso da Save the Children, alla presenza dell’Autore e di rappresentanti delle organizzazioni promotrici. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: amicidiflavio@gmail.com.
Scomparso nel 2004, Flavio Cocanari, persona con disabilità, fu per anni responsabile nel Sindacato CISL del Dipartimento Handicap, oltre ad essere stato anche il primo dirigente sindacale in Europa ad avere la delega sulle disabilità.

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“Dialoghi con Mister Parkinson – Storie di carattere. Oltre il tremore”: l’incontro di Napoli

Dopo le tappe di Bergamo e Novara, arriverà il 17 ottobre a Napoli il ciclo di eventi “Dialoghi con Mister Parkinson – Storie di carattere. Oltre il tremore”, presentato nello scorso mese di settembre anche sulle nostre pagine e promosso dalla Confederazione Parkinson Italia, con il sostegno non condizionante di Zambon Italia

Avevamo presentato nel settembre scorso il ciclo di eventi denominato Dialoghi con Mister Parkinson – Storie di carattere. Oltre il tremore, promosso dalla Confederazione Parkinson Italia, con il sostegno non condizionante di Zambon Italia, che dal 19 settembre ha incominciato ad attraversare l’Italia, con la proiezione di volta in volta del docufilm che dà il nome al ciclo stesso, seguito da una tavola rotonda con testimonianze e approfondimenti su ricerca, qualità della vita e bisogni concreti di chi convive con la malattia.

Dopo le tappe di Bergamo e Novara, dunque, è prevista il 17 ottobre quella di Napoli (Starhotels Terminus, Piazza Garibaldi, 91, ore 16), con gli interventi di Alessandro Tessitore, ordinario di Neurologia e direttore della Scuola di Specializzazione in Neurologia all’Università Luigi Vanvitelli di Napoli, oltreché direttore dell’Unità Operativa Complessa di Neurologia e Neurofisiopatologia nell’Azienda Ospedaliera Universitaria Vanvitelli; Anna Michela Vitulano, presidente dell’Associazione Parkinson Parthenope; Giangi Milesi, presidente della Confederazione Parkinson Italia. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: segreteria@parkinson-italia.it.

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Una Giornata Nazionale per quei fratelli e sorelle spesso ancora “invisibili”

Secondo dati del 2018, erano circa 450.000 i bambini sotto i 16 anni con fratelli o sorelle affetti da malattie rare. A loro, i “Rare Siblings”, le Associazioni chiedono di dedicare una Giornata Nazionale il 31 maggio, in corrispondenza del “Siblings Day” europeo, sollecitando il Parlamento a votare la Proposta di Legge che ne sancisce l’istituzione. Un appello rilanciato nei giorni scorsi durante un incontro a Roma, dove è stata anche presentata la fiaba “La primavera del lupo farfalla” La fiaba “La primavera del lupo farfalla”, dedicata a fratelli e sorelle di persone con malattie rare, presentata durante l’incontro sui “Rare Siblings”

Fratelli e sorelle invisibili, bambini e bambine che, malgrado la loro età, sentono la responsabilità di prendersi cura dei loro fratelli e sorelle con una malattia o un tumore raro. Sono i Rare Siblings, figure silenziose, ma fondamentali, che meritano riconoscimento e tutela. È a loro che le Associazioni dei pazienti chiedono di dedicare una Giornata Nazionale, sollecitando il Parlamento a votare la Proposta di Legge che ne sancisce l’istituzione. E in occasione dell’evento Rare Siblings: dare luce e valore a chi c’è sempre, ma non si vede, tenutosi a Roma (se ne legga anche la nostra presentazione), Associazioni, clinici, psicologi e genitori hanno rilanciato quell’appello alle Istituzioni.

In Italia si stima che siano circa 450.000 i bambini sotto i 16 anni con fratelli o sorelle affetti da malattie rare, un dato relativo al 2018 che necessita di essere rivisto e approfondito. La Proposta di Legge per istituire una Giornata Nazionale dei Rare Siblings (AC 2213) è stata presentata alla Camera nel mese di gennaio di quest’anno dalla deputata Ilenia Malavasi. L’obiettivo dell’iniziativa è che il 31 maggio venga appunto dedicato ai fratelli e alle sorelle di persone affette da malattie rare, in sintonia con il Siblings Day europeo, e che le scuole di ogni ordine e grado possano promuovere iniziative didattiche, formative e informative, per approfondire la conoscenza di queste patologie e della condizione di questi bambini e ragazzi, che non sono pazienti, né caregiver, ma che vivono una realtà complessa, che merita attenzione specifica.

A testimonianza dell’urgenza di prendersi cura di queste persone, nonché a sostegno della stessa Proposta di Legge, nel corso dell’evento di Roma è stata presentata La primavera del lupo farfalla, fiaba scritta da Federica Ortolan e illustrata da Giulia Orecchia, realizzata da Carthusia Edizioni, insieme all’AITC (Associazione Italiana Tumori Cerebrali), ad Alagille Italia e a PFIC Italia Network, avvalendosi del patrocinio dell’OMaR (Osservatorio Malattie Rare) e di Rare Siblings, oltreché del supporto incondizionato dell’azienda biofarmaceutica Ipsen.
«Essere fratelli o sorelle di una persona con una malattia rara – dichiara Ilenia Malavasi, componente della Commissione Affari Sociali della Camera, promotrice dell’incontro di Roma – significa condividere un percorso di vita fatto di amore, responsabilità e resilienza, spesso vissuto in silenzio. L’istituzione di una Giornata Nazionale dedicata ai Rare Siblings non è soltanto un atto formale, ma un gesto simbolico e concreto di visibilità e dignità, per promuovere una nuova consapevolezza collettiva, capace di normalizzare la complessità di chi vive accanto alla malattia rara, superando pregiudizi e stereotipi, e costruendo una cultura fondata sull’inclusione, la solidarietà e la comprensione reciproca. È un impegno culturale e istituzionale che deve passare anche attraverso il coinvolgimento delle scuole, che possono diventare luoghi di formazione e cambiamento». (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento, a quest’altro link un’ampia scheda sulla fiaba La primavera del lupo farfalla. Per altre informazioni: Simone Iemmolo (simone.iemmolo@h-rp.it).

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L’augurio di un sostegno bipartisan per il Terzo Settore nella prossima Legge di Bilancio

«Bene la sensibilità bipartisan sulla necessità di aumentare il tetto del 5 per mille, ma ci auguriamo accada lo stesso anche su altri interventi altrettanto fondamentali per il Terzo Settore»: lo afferma Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, osservando le discussioni in corso riguardanti le misure della prossima Legge di Bilancio

«Ci fa molto piacere che si stia discutendo sulle misure utili al Terzo Settore nella prossima Legge di Bilancio, a partire dal tema a noi caro del 5 per mille che oggi, a causa di un tetto fissato a 525 milioni di euro, lascia incompiuta la volontà di migliaia di contribuenti. A tal proposito osserviamo una sensibilità bipartisan sul bisogno di aumentare questo tetto, un bell’esempio di come si riesca a creare un terreno di gioco comune quando si tratta di incidere positivamente sull’impatto del non profit nel Paese. Ci auguriamo pertanto che possa esserci uguale determinazione anche su interventi altrettanto fondamentali per il Terzo Settore, quali la risoluzione delle varie questioni aperte riguardo l’IVA, e l’eliminazione dell’ingiusta imposta IRAP per il non profit. Anch’esse, infatti, possono essere il campo di una positiva convergenza politica»: lo dichiara in una nota Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: stampa@forumterzosettore.it.
A questo link vi è l’elenco completo di tutti i soci e degli aderenti al Forum Nazionale del Terzo Settore, tra cui anche la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).

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Un incontro sul Progetto di Vita in Friuli Venezia Giulia

Si terrà il 16 ottobre a Gorizia un workshop sul “Progetto di Vita”, così come previsto dal Decreto Legislativo 62/24, applicativo della Legge Delega 227/21 in materia di disabilità, incontro organizzato dalla CTI (Consulta Territoriale di coordinamento delle associazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie dell’Isontino), assieme all’Associazione Idea e alla Direzione Centrale Salute, Politiche Sociali e Disabilità della Regione Friuli Venezia Giulia

È organizzato dalla CTI (Consulta Territoriale di coordinamento delle associazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie dell’Isontino), assieme all’Associazione Idea e alla Direzione Centrale Salute, Politiche Sociali e Disabilità della Regione Friuli Venezia Giulia, il workshop sul Progetto di Vita, così come previsto dal Decreto Legislativo 62/24, applicativo della Legge Delega 227/21 in materia di disabilità, incontro in programma per il pomeriggio del 16 ottobre a Gorizia (Sala Europa dell’Istituto Galilei Cossar, Via Puccini, 22, ore 15-17).

«Il Decreto Legislativo 62/24 – spiegano i promotori -, emanato a seguito della Legge Delega 227/21, ha introdotto il via sperimentale il Progetto di Vita e lo specifico procedimento ad esso legato. Il provvedimento nazionale sta trovando attuazione in alcune Province individuate con Decreto Ministeriale fra le quali anche quella di Trieste. Al Progetto di Vita, inoltre, si fa riferimento anche nei PEI scolastici (Piani Educativi Individualizzati), oltreché in altre normative nazionali e regionali. Per questo motivo le Consulte Territoriali del Friuli Venezia Giulia propongono un ciclo di workshop per fare chiarezza sulla procedura per la richiesta del Progetto di Vita stesso, sui possibili destinatari, sul cambiamento di linguaggio che sta interessando il “mondo della disabilità”, sulla definizione stessa della condizione di disabilità e su molti altri aspetti toccati dalle riforme in atto. Durante il workshop del 16 ottobre, dunque, ci sarà l’occasione di vedere come è strutturato un Progetto di Vita e verrà dato spazio alle richieste degli intervenuti. Il tutto rivolto a coloro che, a diverso titolo e per le più diverse ragioni, possono essere interessati ad approfondire il tema del Progetto di Vita, senza trascurare il fatto che non mancheranno nemmeno riferimenti al Progetto di Vita come già introdotto dall’articolo 14 della Legge 328/00, che trova ancora applicazione nelle Province per ora non interessate dalla sperimentazione».

Interverranno per l’occasione Stefano Baldini, Sara Covallero, Cristiano Stea, Roberta Zona, Sergio Boscarol e sarà anche presente una famiglia che condividerà la propria esperienza personale in relazione all’attivazione del Progetto di Vita per il proprio figlio. (S.B.)

Per motivi organizzativi è gradita la prenotazione tramite l’indirizzo consulta.territoriale.isontina@gmail.com. Per informazioni, lo stesso indirizzo o anche segreteria@consultadisabili.fvg.it.

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Terza e ultima edizione del 2025 per l’“Inclusion Job Day”

Ultimo appuntamento dell’anno il 24 ottobre con “Inclusion Job Day”, l’evento online che favorisce l’inclusione lavorativa, un’opportunità concreta per diplomati, laureandi e laureati con disabilità per dare una svolta al loro futuro professionale, iniziativa che ha per la prima volta al proprio fianco anche la nostra testata Superando, in qualità di media partner

Appuntamento online venerdì 24 ottobre con la nuova edizione di Inclusion Job Day, la terza e ultima del 2025. Dalle 11 alle 18 di quel giorno, dunque, le persone con disabilità e/o appartenenti alle cosiddette “categorie protette” diplomate, laureande e laureate potranno incontrare – in modalità web senza spostarsi – piccole, medie imprese e multinazionali pronte ad offrire posizioni qualificate in vari settori. Un’occasione concreta per trovare lavoro dopo gli studi o per esplorare nuovi percorsi.

L’evento è progettato e organizzato dalla digital agency Hidoly, che ha realizzato l’infrastruttura tecnologica e fornisce l’assistenza prima, durante e dopo l’evento, e da Cesop HR Consulting Company, che cura la presenza delle aziende partecipanti. La piattaforma è accessibile secondo le linee guida internazionali WCAG 2.0 ed è prevista l’interprete LIS per tradurre le presentazioni delle aziende.
A supportare l’incontro del 24 ottobre, per la prima volta a fianco dell’Inclusion Job Day in qualità di media partner, vi sarà la nostra testata Superando che per altro segue questa iniziativa sin dagli esordi nel 2020 .

Le aziende partecipanti
Le imprese che ad oggi hanno già aderito rappresentano diversi settori merceologici e sono: Abbvie, Acea, Alerion Clean Power, Avio, Bristol Mayers Squibb, Cisalfa, DGS, Eli Lilly, Fincantieri, Fineco, Gruppo BCC Iccrea, Inwit, Iqvia, Open Fiber, Poste Italiane, Umana, Versace, Worldline.

Come accedere e partecipare
Per gli utenti basta registrarsi al sito (tramite questo link), completare il proprio profilo e allegare il curriculum vitae. Chi si è registrato potrà essere coinvolto nelle sessioni di formazione dedicate alle funzionalità della piattaforma per una partecipazione più efficace.

Che cosa offre l’Inclusion Job Day
Agli utenti:
° accesso gratuito alla piattaforma;
° partecipazione alle presentazioni aziendali;
° visibilità completa sui profili ricercati;
° incontro con i recruiter negli spazi virtuali dedicati;
° invio dei curriculum vitae;
° candidatura alle posizioni;
° organizzazione dei colloqui one-to-one;
° utilizzo della piattaforma anche dopo l’evento.

Alle aziende:
° presentazione dei company profile;
° caricamento dei profili ricercati;
° incontro con gli utenti negli spazi virtuali dedicati;
° organizzazione delle agende per gli incontri;
° gestione dei colloqui one-to-one;
° utilizzo della piattaforma anche dopo l’evento.

Dal 2020, anno di nascita del progetto, Inclusion Job Day conta oggi su oltre 5.000 iscritti – più della metà laureati o laureandi – e sulla partecipazione di circa 300 aziende tra medie imprese e multinazionali di diversi settori.

E come di consueto, a precedere l’evento sarà l’incontro Inclusion Job Talk, tavola rotonda online dalle 10 alle 11, con esperti del mondo imprenditoriale, accademico e istituzionale.
Questa volta il tema sarà Di cosa parliamo quando parliamo di abilismo? di cui discutere con Mattia Muratore ex atleta, ambasciatore dello sport paralimpico e scrittore; Arianna Pellizzer ricercatrice universitaria; Manuela Pioltelli, responsabile del Collocamento Mirato di Umana.
A introdurre i lavori saranno Roberta Barba dell’Agenzia Hidoly e Alessandro Pivi di Cesop HR Consulting Company. (R.B.)

Ricordiamo ancora il link per registrarsi all’Inclusion Job Day. Per rimanere aggiornato sulle prossime edizioni dell’iniziativa e su altre novità, basta poi iscriversi alla IJD Newsletter tramite questo link. Per ogni altra informazione: segreteria@inlusionjobday.com (tel. 347 6201534).

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In Piemonte cresce il consenso ampio e trasversale per il Modello DAMA

Come informano dalla Rete Obiettivo DAMA Torino, nata lo scorso anno per promuovere l’implementazione del Modello DAMA (“Assistenza medica avanzata alle persone con disabilità”) in Piemonte, l’approvazione di un Ordine del Giorno anche da parte della Città di Torino, rafforza un consenso ormai ampio e trasversale in favore di tale modello. L’auspicio è che la Regione Piemonte ne formalizzi quanto prima l’attivazione in uno o più presìdi ospedalieri

Come informano dalla Rete Obiettivo DAMA Torino, nata nel novembre dello scorso anno, come avevamo segnalato anche sulle nostre pagine, «con l’intento di promuovere l’implementazione del Modello DAMA (Disabled Advanced Medical Assistance, ovvero “Assistenza medica avanzata alle persone con disabilità”) in Piemonte», la Città di Torino ha approvato un Ordine del Giorno, presentato dal consigliere Simone Fissolo – che impegna la Regione Piemonte ad avviare DAMA negli ospedali regionali, dando cioè concreta attuazione a «percorsi ospedalieri personalizzati per persone con disabilità intellettiva e/o autismo, superando barriere organizzative e garantendo accessi appropriati alle cure».

«Il voto di Torino – sottolineano dalla Rete Obiettivo DAMA Torino – si inserisce in un quadro di impegni istituzionali già assunti in Piemonte a più livelli. Quest’anno, infatti, hanno approvato Ordini del Giorno a sostegno di DAMA i Comuni di Druento (Deliberazione n. 21 del 13 giugno 2025, approvata all’unanimità), Collegno (Ordine del Giorno Sostegno dell’implementazione del modello DAMA, con impegni a sollecitare la Regione) e Nichelino (Ordine del Giorno con analogo oggetto a supporto dell’avvio regionale del modello). In parallelo, il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato il 4 agosto scorso l’Ordine del Giorno n. 323, che impegna la Giunta Regionale ad attivare DAMA, individuando le Aziende Sanitarie idonee. E ancora, la bozza del Piano Socio-Sanitario Regionale 2025-2030 del Piemonte cita espressamente il modello DAMA come leva per una Sanità inclusiva e ne prefigura l’applicazione nella rete ospedaliera piemontese [dell’Ordine del Giorno della Regione Piemonte e della bozza del Piano Socio-Sanitario Regionale si legga già anche sulle nostre pagine, N.d.R.]. Ricordiamo infine il Tavolo Tecnico Interministeriale DAMA, insediato con Decreto del 3 marzo 2025 (ministri Alessandra Locatelli e Orazio Schillaci, coordinamento di Filippo Ghelma), finalizzato a definire linee guida uniformi per l’adozione del modello sull’intero territorio nazionale».

«L’approvazione dell’Ordine del Giorno a Torino – commentano e concludono dalla Rete Obiettivo DAMA del capoluogo piemontese – rafforza quindi un consenso ormai ampio e trasversale in favore di DAMA. Auspichiamo pertanto che la Regione Piemonte formalizzi quanto prima l’attivazione di tale modello in uno o più presìdi ospedalieri, in linea con le imminenti linee guida nazionali, così da garantire percorsi di cura realmente accessibili e rispettosi dei diritti e dei bisogni delle persone con disabilità intellettiva e/o autismo». (S.B.)

A questo link è disponibile l’elenco di tutte le organizzazioni aderenti alla rete Obiettivo DAMA Torino. Per ulteriori informazioni: reteobiettivodama@gmail.com.

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L’Associazione Disabili Bergamaschi, punto di riferimento per il proprio territorio e non solo

Ormai da oltre 35 anni l’ADB (Associazione Disabili Bergamaschi), aderente da tempo alla Federazione FAIP, costituisce un solido punto fermo per chi, nella Provincia di Bergamo, vive una condizione di disabilità, in particolare a seguito di una lesione midollare. Tale organizzazione, infatti, lavora quotidianamente per promuovere autonomia, inclusione e partecipazione, con un approccio centrato sulla persona e sulla costruzione di percorsi di vita personalizzati

«Come presidente della FAIP (Federazione delle Associazioni Italiane di Persone con Lesione al Midollo Spinale), sono profondamente orgoglioso di avere all’interno della nostra Federazione realtà come l’ADB (Associazione Disabili Bergamaschi), che come tante altre Associazioni sul territorio, rappresenta ciò che di più autentico e significativo esprime il mondo dell’associazionismo e del Terzo Settore: impegno costante, competenza e una straordinaria capacità di costruire risposte concrete ai bisogni delle persone. La loro presenza quotidiana, la capacità di fare rete, la vicinanza reale a chi affronta una lesione midollare sono l’essenza stessa di una società civile che vuole essere inclusiva e giusta. Questo è il valore dell’associazionismo, questo è il bello del Terzo Settore: persone che si mettono in gioco, che non si rassegnano, che trasformano la difficoltà in occasione di crescita collettiva. Un saluto affettuoso e un grande abbraccio agli amici di Bergamo, che con costanza, determinazione e passione continuano ogni giorno a difendere i diritti, la dignità e la libertà di chi vive con una lesione al midollo spinale. Insieme, possiamo continuare a fare la differenza»: così Vincenzo Falabella, presidente della FAIP, si esprime sull’ADB, che da anni è parte attiva di tale Federazione, confermando il riconoscimento, a livello nazionale, del lavoro svolto da questa Associazione lombarda e rafforzando il senso di appartenenza a una rete che, unita, può incidere sul presente e sul futuro delle politiche sulla disabilità in Italia.

Ormai da oltre 35 anni l’ADB costituisce un solido punto fermo per chi, nella Provincia di Bergamo, vive una condizione di disabilità, in particolare a seguito di una lesione midollare. Tale organizzazione, infatti, lavora quotidianamente per promuovere autonomia, inclusione e partecipazione, con un approccio centrato sulla persona e sulla costruzione di percorsi di vita personalizzati.
La sede dell’ADB, in Via Borgo Palazzo a Bergamo, è molto più di un luogo fisico, caratterizzandosi infatti come uno spazio di ascolto e di accoglienza, dove le persone trovano supporto concreto, ma anche un confronto umano con chi ha vissuto esperienze simili. Il percorso riabilitativo, infatti, non è solo clinico, riguardando anche l’aspetto emotivo, sociale e relazionale della vita quotidiana.
«Il nostro obiettivo – sottolineano infatti dall’ADB – non è semplicemente assistere, ma accompagnare verso una vita indipendente, che consenta a ogni persona di esprimere le proprie potenzialità e partecipare attivamente alla vita della comunità. I servizi da noi offerti spaziano dal supporto psicologico alla consulenza per l’accessibilità, dalla gestione burocratica post-lesione alle attività ricreative e sportive. Né mancano progetti rivolti all’inserimento lavorativo e alla sensibilizzazione nelle scuole e sul territorio. In ogni àmbito, quindi, cerchiamo di promuovere un’idea di disabilità che superi i limiti imposti dagli stereotipi, mettendo al centro la persona e non la condizione».

Come detto in precedenza, l’ADB aderisce da anni alla Federazione FAIP, una rete nazionale attraverso la quale contribuisce in modo diretto al confronto con le Istituzioni, offrendo la propria esperienza e visione per promuovere politiche pubbliche più eque e inclusive. «Partecipare alla FAIP – sottolinea Falabella – significa infatti essere parte di un movimento che non si limita alla solidarietà, ma agisce anche in termini di advocacy [tutela], rivendicando il diritto a una vita indipendente, l’accesso alle cure adeguate, la piena accessibilità dei luoghi e dei servizi, e il riconoscimento delle competenze e del valore sociale delle persone con disabilità. Grazie a questo impegno, l’ADB porta la voce di chi vive una lesione spinale anche nei tavoli di lavoro nazionali, contribuendo a orientare le scelte politiche e legislative in materia di disabilità. Un lavoro, questo, che spesso è silenzioso, ma che è fondamentale per cambiare la cultura, oltre che le norme».

Tornando al territorio, qui la forza dell’ADB sta anche nella collaborazione attiva con enti pubblici, strutture sanitarie, realtà educative e associazioni. A tal proposito, in questi anni l’associazione si è fatta promotrice di iniziative mirate a rendere la Provincia di Bergamo più accessibile e consapevole, con l’obiettivo di costruire una società capace di includere davvero, non solo in teoria. «Ogni storia è diversa, ma tutte hanno bisogno di ascolto, di strumenti e di una rete di sostegno per poter ripartire», spiegano i volontari dell’ADB, molti dei quali hanno vissuto in prima persona il percorso di riabilitazione e reinserimento sociale.

Ma dietro ad ogni traguardo raggiunto, c’è naturalmente l’impegno costante di persone che hanno scelto di dedicare tempo, competenze e passione al servizio degli altri. E innanzitutto vi è il presidente Claudio Tombolini, guida solida e appassionata, insieme e a tutti i dirigenti che con dedizione portano avanti le attività quotidiane dell’ADB. Un ruolo fondamentale, poi, lo svolge anche Giuseppe Brignoli, rappresentante dell’Associazione all’interno della FAIP, che contribuisce con competenza e sensibilità al dibattito nazionale sui diritti delle persone con lesione midollare. Un grazie speciale merita infine anche Adriana Danelli, instancabile segretaria e punto di riferimento operativo dell’Associazione, che da anni assicura continuità, organizzazione e umanità in ogni progetto.
«E il ringraziamento – dicono dalla FAIP – va esteso a tutti i volontari, collaboratori, operatori e soci che, giorno dopo giorno, rendono grande una realtà come l’ADB. È grazie a loro, infatti, se l’Associazione continua ad essere un faro di speranza, solidarietà e concretezza per chi affronta nuove sfide. In un’epoca in cui il rischio di marginalizzazione è ancora alto, l’ADB rappresenta una realtà che resiste con determinazione. Lo fa offrendo quotidianamente presenza, competenza e umanità a chi si trova improvvisamente a dover ripensare la propria vita».

«Invitiamo quindi tutti coloro che vogliano conoscere meglio le nostre attività – concludono dall’Associazione bergamasca – a visitare la nostra sede di Via Borgo Palazzo o a seguire i nostri canali social ufficiali. Perché, come dimostra anche la nostra esperienza, dopo una lesione, la vita non si ferma: può ricominciare, con dignità e nuove prospettive». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: info@adbbergamo.it.

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Quasi 3.400 firme per il ritiro di quegli emendamenti che fanno prorogare di un anno i corsi INDIRE sul sostegno

Ben 3.348 persone, tra docenti di scuola, genitori, docenti universitari, dirigenti scolastici, membri di Associazioni di persone con disabilità, cittadini e cittadine, hanno sottoscritto un documento del MUISS (Movimento Unitario per l’Inclusione Scolastica e Sociale) in cui si chiede ai Senatori che li hanno firmati di ritirare quegli emendamenti al Decreto Legge 71/24, che farebbero slittare di un anno il termine dei percorsi di formazione per il sostegno attivati dall’INDIRE

«Chiediamo il ritiro immediato degli emendamenti presentati, riguardanti l’attivazione di ulteriori corsi per il conseguimento della specializzazione per il sostegno rivolti a coloro che hanno effettuato tre anni di servizio su posto di sostegno pur essendo privi del “titolo di specializzazione per le attività di sostegno”, come prevede la legge 5 febbraio 1992, n. 104. L’attivazione di ulteriori corsi, infatti, non si configurerebbe come misura di emergenza, bensì quale trasformazione di carattere strutturale per la formazione del personale specializzato, il che implicherebbe rivedere tutti i percorsi formativi»: è quanto si legge nel documento (disponibile integralmente a questo link) inviato dal MUISS (Movimento Unitario per l’Inclusione Scolastica e Sociale) e reso noto ai Ministri dell’Istruzione e del Merito, per le Disabilità e dell’Università e Ricerca, contenente appunto la richiesta a tutti i Senatori firmatari di ritirare gli emendamenti relativi all’attivazione di ulteriori corsi per il conseguimento della specializzazione per il sostegno, di cui al Decreto Legge 71/24, convertito nella Legge 106/24.
Un documento, va sottolineato, che in pochi giorni è stato sottoscritto, al momento in cui scriviamo, da ben 3.348 persone, «tra docenti, genitori, docenti universitari, dirigenti scolastici, membri delle diverse Associazioni di persone con disabilità e cittadini – spiegano dal MUISS -, preoccupati dell’eventuale protrarsi di una modalità di formazione che ha mostrato evidenti criticità e che doveva terminare, come recita il Decreto 71/24, entro dicembre 2025».

Su tale questione, come avevamo riferito anche sulle nostre pagine, si era espressa nei giorni scorsi anche la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), che ribadendo con forza «la necessità di lavorare per la creazione di un sistema scolastico veramente inclusivo, che garantisca una formazione adeguata e di alta qualità ai docenti», aveva evidenziato la questione, ricordando come «il Decreto Legge 71/24 avesse stabilito che fino al 31 dicembre 2025 la specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni e alle alunne con disabilità potesse essere conseguita attraverso percorsi di formazione attivati dall’INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa), in modalità prevalentemente asincrona».
«Ora però – avevano dichiarato dalla Federazione -, sono stati presentati degli emendamenti agli articoli 6 e 7 di quel Decreto Legge, che farebbero slittare il termine di quei percorsi di formazione al 31 dicembre 2026. Esprimendo dunque la nostra perplessità per quegli emendamenti e pur comprendendo le difficoltà insite nell’apportare cambiamenti tempestivi e radicali a un sistema complesso come quello della formazione degli insegnanti di sostegno, invitiamo i Senatori che hanno presentato gli emendamenti stessi a ritirarli e ad aprire un confronto con la nostra Federazione».

«Considerato quindi – conclude il documento del MUISS – che il profilo professionale del docente, come stabilito nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) siglato il 18 gennaio 2024, è costituito da competenze che si sviluppano “con il maturare dell’esperienza didattica, l’attività di studio e di sistematizzazione della pratica didattica” (articolo 42), avendo la consapevolezza della inderogabile necessità di assicurare alla scuola personale professionalmente competente e adeguatamente preparato, per garantire una didattica di qualità, risulta coerente con l’impostazione culturale sottesa alla progettualità inclusiva, procedere con i corsi di formazione di cui al Decreto Ministeriale 30 settembre 2011». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: muiss.segreteria@glin.it.

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