Ormai da oltre 35 anni l’ADB (Associazione Disabili Bergamaschi), aderente da tempo alla Federazione FAIP, costituisce un solido punto fermo per chi, nella Provincia di Bergamo, vive una condizione di disabilità, in particolare a seguito di una lesione midollare. Tale organizzazione, infatti, lavora quotidianamente per promuovere autonomia, inclusione e partecipazione, con un approccio centrato sulla persona e sulla costruzione di percorsi di vita personalizzati
«Come presidente della FAIP (Federazione delle Associazioni Italiane di Persone con Lesione al Midollo Spinale), sono profondamente orgoglioso di avere all’interno della nostra Federazione realtà come l’ADB (Associazione Disabili Bergamaschi), che come tante altre Associazioni sul territorio, rappresenta ciò che di più autentico e significativo esprime il mondo dell’associazionismo e del Terzo Settore: impegno costante, competenza e una straordinaria capacità di costruire risposte concrete ai bisogni delle persone. La loro presenza quotidiana, la capacità di fare rete, la vicinanza reale a chi affronta una lesione midollare sono l’essenza stessa di una società civile che vuole essere inclusiva e giusta. Questo è il valore dell’associazionismo, questo è il bello del Terzo Settore: persone che si mettono in gioco, che non si rassegnano, che trasformano la difficoltà in occasione di crescita collettiva. Un saluto affettuoso e un grande abbraccio agli amici di Bergamo, che con costanza, determinazione e passione continuano ogni giorno a difendere i diritti, la dignità e la libertà di chi vive con una lesione al midollo spinale. Insieme, possiamo continuare a fare la differenza»: così Vincenzo Falabella, presidente della FAIP, si esprime sull’ADB, che da anni è parte attiva di tale Federazione, confermando il riconoscimento, a livello nazionale, del lavoro svolto da questa Associazione lombarda e rafforzando il senso di appartenenza a una rete che, unita, può incidere sul presente e sul futuro delle politiche sulla disabilità in Italia.
Ormai da oltre 35 anni l’ADB costituisce un solido punto fermo per chi, nella Provincia di Bergamo, vive una condizione di disabilità, in particolare a seguito di una lesione midollare. Tale organizzazione, infatti, lavora quotidianamente per promuovere autonomia, inclusione e partecipazione, con un approccio centrato sulla persona e sulla costruzione di percorsi di vita personalizzati.
La sede dell’ADB, in Via Borgo Palazzo a Bergamo, è molto più di un luogo fisico, caratterizzandosi infatti come uno spazio di ascolto e di accoglienza, dove le persone trovano supporto concreto, ma anche un confronto umano con chi ha vissuto esperienze simili. Il percorso riabilitativo, infatti, non è solo clinico, riguardando anche l’aspetto emotivo, sociale e relazionale della vita quotidiana.
«Il nostro obiettivo – sottolineano infatti dall’ADB – non è semplicemente assistere, ma accompagnare verso una vita indipendente, che consenta a ogni persona di esprimere le proprie potenzialità e partecipare attivamente alla vita della comunità. I servizi da noi offerti spaziano dal supporto psicologico alla consulenza per l’accessibilità, dalla gestione burocratica post-lesione alle attività ricreative e sportive. Né mancano progetti rivolti all’inserimento lavorativo e alla sensibilizzazione nelle scuole e sul territorio. In ogni àmbito, quindi, cerchiamo di promuovere un’idea di disabilità che superi i limiti imposti dagli stereotipi, mettendo al centro la persona e non la condizione».
Come detto in precedenza, l’ADB aderisce da anni alla Federazione FAIP, una rete nazionale attraverso la quale contribuisce in modo diretto al confronto con le Istituzioni, offrendo la propria esperienza e visione per promuovere politiche pubbliche più eque e inclusive. «Partecipare alla FAIP – sottolinea Falabella – significa infatti essere parte di un movimento che non si limita alla solidarietà, ma agisce anche in termini di advocacy [tutela], rivendicando il diritto a una vita indipendente, l’accesso alle cure adeguate, la piena accessibilità dei luoghi e dei servizi, e il riconoscimento delle competenze e del valore sociale delle persone con disabilità. Grazie a questo impegno, l’ADB porta la voce di chi vive una lesione spinale anche nei tavoli di lavoro nazionali, contribuendo a orientare le scelte politiche e legislative in materia di disabilità. Un lavoro, questo, che spesso è silenzioso, ma che è fondamentale per cambiare la cultura, oltre che le norme».
Tornando al territorio, qui la forza dell’ADB sta anche nella collaborazione attiva con enti pubblici, strutture sanitarie, realtà educative e associazioni. A tal proposito, in questi anni l’associazione si è fatta promotrice di iniziative mirate a rendere la Provincia di Bergamo più accessibile e consapevole, con l’obiettivo di costruire una società capace di includere davvero, non solo in teoria. «Ogni storia è diversa, ma tutte hanno bisogno di ascolto, di strumenti e di una rete di sostegno per poter ripartire», spiegano i volontari dell’ADB, molti dei quali hanno vissuto in prima persona il percorso di riabilitazione e reinserimento sociale.
Ma dietro ad ogni traguardo raggiunto, c’è naturalmente l’impegno costante di persone che hanno scelto di dedicare tempo, competenze e passione al servizio degli altri. E innanzitutto vi è il presidente Claudio Tombolini, guida solida e appassionata, insieme e a tutti i dirigenti che con dedizione portano avanti le attività quotidiane dell’ADB. Un ruolo fondamentale, poi, lo svolge anche Giuseppe Brignoli, rappresentante dell’Associazione all’interno della FAIP, che contribuisce con competenza e sensibilità al dibattito nazionale sui diritti delle persone con lesione midollare. Un grazie speciale merita infine anche Adriana Danelli, instancabile segretaria e punto di riferimento operativo dell’Associazione, che da anni assicura continuità, organizzazione e umanità in ogni progetto.
«E il ringraziamento – dicono dalla FAIP – va esteso a tutti i volontari, collaboratori, operatori e soci che, giorno dopo giorno, rendono grande una realtà come l’ADB. È grazie a loro, infatti, se l’Associazione continua ad essere un faro di speranza, solidarietà e concretezza per chi affronta nuove sfide. In un’epoca in cui il rischio di marginalizzazione è ancora alto, l’ADB rappresenta una realtà che resiste con determinazione. Lo fa offrendo quotidianamente presenza, competenza e umanità a chi si trova improvvisamente a dover ripensare la propria vita».
«Invitiamo quindi tutti coloro che vogliano conoscere meglio le nostre attività – concludono dall’Associazione bergamasca – a visitare la nostra sede di Via Borgo Palazzo o a seguire i nostri canali social ufficiali. Perché, come dimostra anche la nostra esperienza, dopo una lesione, la vita non si ferma: può ricominciare, con dignità e nuove prospettive». (S.B.)
Per ulteriori informazioni: info@adbbergamo.it.
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