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“FVG Olympics 2025”, tra tennis tavolo, bocce e tiro a segno

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Giunta alla ventesima edizione e organizzata dall’Associazione Tetra-Paraplegici del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con la Fondazione Centro Progetto Spilimbergo, si è tenuta alla fine di settembre la manifestazione “FVG Olympics 2025”, iniziativa che prevede la competizione non agonistica di varie discipline sportive riservate alle persone con mielolesione in carrozzina, dal tennis tavolo alla boccia con scivolo per tetraplegici, dalle bocce al tiro a segno con pistola e carabina Un cospicuo gruppo di partecipanti alla manifestazione “FVG Olympics 2025” di Spilimbergo

Giunta alla ventesima edizione e organizzata dall’Associazione Tetra-Paraplegici del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con la Fondazione Centro Progetto Spilimbergo, si è tenuta il 27 settembre scorso la manifestazione FVG Olympics 2025, iniziativa che prevede la competizione non agonistica di varie discipline sportive riservate alle persone con mielolesione in carrozzina.
L’evento si è svolto a Spilimbergo (Pordenone), presso il complesso della citata Fondazione Centro Progetto Spilimbergo, struttura di completamento riabilitativo e mantenimento fisioterapico, destinata a persone con lesione del midollo spinale, ma anche negli impianti sportivi del Comune e della Bocciofila Spilimberghese, sempre caratterizzatisi come appassionati collaboratori dell’iniziativa. Quest’ultima si è avvalsa del patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Spilimbergo, dell’ASUFC (Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale), della FAIP (Federazione delle Associazioni Italiane di Persone con Lesione al Midollo Spinale), del CIP (Comitato Italiano Paralimpico) e del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano). 84 le persone partecipanti tra cui 60 “atleti”.

La giornata di gare si è articolata, come detto, su un ventaglio di diverse discipline, dal tennis tavolo alla boccia con scivolo per tetraplegici, dalle bocce al tiro a segno con pistola e carabina.
«Va evidenziato – sottolineano dall’Associazione Tetra-Paraplegici del Friuli Venezia Giulia – il carattere non strettamente competitivo della manifestazione che spesso è anche l’occasione per verificare il proprio stato di efficienza fisica e l’eventuale impostazione di un programma di recupero, tra dieta, fisioterapia e attività sportiva, più o meno intensa. Vogliamo quindi assolutamente rimarcare l’aspetto sociale e solidaristico di una manifestazione che da sempre si connota come luogo d’incontro fra atleti, sportivi, familiari, amici e persone con disabilità che in questa occasione approfittano per rivedersi con piacere, magari dopo un’accesa rivalità sul campo di gara, per dialogare sulle più prosaiche esperienze di vita».
«L’incontro – concludono dall’Associazione promotrice – è stato anche occasione di confronto con alcuni sponsor che possono meglio informare gli intervenuti su nuovi prodotti o aggiornamenti di quelli esistenti e ai quali a cui va anche il nostro ringraziamento per l’aiuto che ci rende possibile realizzare questa manifestazione. Un grazie particolare, quindi, a Coloplast, Chinesport, Giesse, Porzio, Carrozzeria Bozzato, Triride e Permobil».

Per quanto riguarda i premiati, le bocce hanno visto classificarsi, dal 1° al 4° posto, le coppie Carlet-Nocent, Boem-D’Ambrosio, Menia-Bidoli e Latifa-Petrillo.
Nel torneo di tennistavolo, invece, tra i Principianti ha vinto Tarek Madi, davanti a Roberto Barbazza, Claudio Borsoi ed Elena Pezzarrini, tra gli Agonisti Alen Corbatti, prevalendo su Federico Carlet e Salvatore Modica.
E ancora, nel torneo di boccia interna, tra i Principianti è arrivata prima Stefania Tomasin, davanti a Pietro Brussi, Margherita Caporusso ed Edoardo Pivetta, tra gli Esperti, Massimiliano Naibo, davanti a Claudio Calligaris, Giulio Bazzo ed Emilio Marson.
Infine, nel tiro a segno con carabina ha prevalso Federico Carlet su Roberto Barbazza e Fabrizio Menia, in quello con pistola Salvatore Modica, davanti a Fabrizio Menia e Massimiliano Naibo. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: segreteria@paraplegicifvg.it.

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Un’intensa due giorni a Salerno sulla sindrome di Sjögren

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L’inaugurazione di una nuova panchina azzurra, nell’àmbito dell’omonimo progetto di sensibilizzazione sulla sindrome di Sjögren, un evento rivolto alle scuole superiori e il XV Congresso Nazionale sul tema “Sindrome di Sjögren Primaria Sistemica: dal sospetto diagnostico all’approccio multidisciplinare in una malattia rara, complessa e tentacolare”: sarà una due giorni particolarmente intensa per l’Associazione ANIMASS, quella dell’8 e 9 ottobre a Salerno A sinistra Lucia Marotta, fondatrice e presidente dell’ANIMASS, insieme all’attrice Daniela Poggi, protagonista del cortometraggio “L’amante Sjögren”, voluto dalla stessa ANIMASS

Sarà una due giorni particolarmente intensa per l’ANIMASS (Associazione Nazionale Italiana Malati Sindrome di Sjögren) a Salerno, quella che prenderà il via nella mattinata di domani, 8 ottobre, con l’inaugurazione nella città campana della trentanovesima panchina azzurra, nell’àmbito dell’omonimo progetto di sensibilizzazione sulla sindrome di Sjögren, presso la Direzione del Settore Politiche Sociali e Giovanili (Via La Carnale, 8, ore 10) avvalendosi del patrocinio dell’Assessorato Comunale alle Politiche Sociali e Giovanili.
A tale momento seguirà l’incontro denominato Raccontare una malattia rara attraverso il cinema, la medicina narrativa e l’arte, patrocinato anch’esso dall’Assessorato Comunale alle Politiche Sociali e Giovanili e con la collaborazione dell’Assessorato stesso, presso il Salone dei Marmi del Comune di Salerno (ore 11), rivolgendosi nello specifico alle scuole superiori della città.

Il 9 ottobre, poi, presso l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Salerno (Via SS. Martiri Salernitani, 31, ore 13-18.30), che ne sarà anche patrocinante, è in programma il XV Convegno Nazionale promosso dall’ANIMASS, sul tema Sindrome di Sjögren Primaria Sistemica: dal sospetto diagnostico all’approccio multidisciplinare in una malattia rara, complessa e tentacolare, al quale interverranno le autorità locali, quelle regionali, alcuni esperti della patologia e una serie di ricercatori (a questo link il programma completo).
Durante il convegno verrà proiettato tra l’altro il cortometraggio L’amante Sjögren e il video delle opere artistiche realizzate dagli alunni dei laboratori di fotografia, pittura e scultura del Liceo Artistico di Salerno, ispiratisi al libro di medicina narrativa Dietro la Sindrome di Sjögren di Lucia Marotta, fondatrice e presidente dell’ANIMASS.

Patologia che colpisce in grande maggioranza le donne (in proporzione di 9 a 1), la sindrome di Sjögren è una malattia autoimmune, sistemica, degenerativa e inguaribile che può attaccare tutte le mucose dell’organismo: occhi, bocca, naso, reni, pancreas, fegato, cuore, apparato cardiocircolatorio, apparato osteo-articolare e polmonare, degenerando spesso in linfoma non-Hodgkin, con conseguenze fatali per il 5-8% delle circa 12.000/16.000 persone malate. Tra le malattie autoimmuni è quella con il più alto rischio di linfoproliferazioni (44 volte superiore alla popolazione generale), oltre a provocare gravi effetti non soltanto sotto l’aspetto clinico e psicologico, ma anche nei confronti della vita sociale e affettiva.
A causa della complessità clinica, una diagnosi precoce e una prevenzione mirata sono sempre molto difficili, ma assolutamente necessarie e per superare questo pesante ostacolo identificativo, è opportuno lavorare in rete per la presa in carico a trecentosessanta gradi delle persone malate. Ed è importante anche la conoscenza tra i giovani, per creare attenzione e accoglienza nei confronti dei coetanei/coetanee colpiti da una malattia rara invisibile come questa, che coinvolge anche la fascia pediatrica. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: animass.sjogren2005@gmail.com.

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Sclerosi multipla pediatrica e patologie correlate: “siamo molto altro rispetto alla nostra diagnosi!”

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“Siamo molto altro rispetto alla nostra diagnosi”: con queste parole, i bambini e gli adolescenti con sclerosi multipla pediatrica e patologie correlate vogliono raccontare chi siano davvero. Per rispondere ai loro bisogni, l’AISM, insieme all’AINMO, ha attivato una rete di servizi dedicati e ha scelto di dare voce alle loro storie, vissuti ed emozioni. Da qui è nata l’iniziativa “#SonoMoltoAltro”, che culminerà l’11 ottobre in un evento nazionale a Roma

“Siamo molto altro rispetto alla nostra diagnosi”: con queste parole, i bambini e gli adolescenti con sclerosi multipla pediatrica vogliono raccontare chi siano davvero. Dietro ad ogni diagnosi, infatti, c’è una storia di smarrimento, di ricerca, di speranza.
Negli ultimi anni, l’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) e l’AINMO (Associazione Italiana Neuromielite Ottica), nata, quest’ultima, per volontà della stessa AISM, hanno ricevuto oltre 400 richieste di supporto attraverso sportelli informativi e Numero Verde. Si tratta di ticket aperti da genitori di bambini e ragazzi sotto i 18 anni che convivono con la sclerosi multipla pediatrica, con la MOGAD (malattia associata agli anticorpi anti-MOG) o con le NMOSD (malattie dei disturbi dello spettro della neuromielite ottica), tutte patologie neuroinfiammatorie rare che colpiscono il sistema nervoso centrale in età evolutiva.
Spesso poco conosciute, queste patologie possono provocare perdita della vista, difficoltà motorie, problemi cognitivi e richiedono un lungo percorso di cura e adattamento. Le domande riguardano in genere la ricerca scientifica, i protocolli terapeutici, la scuola, la burocrazia, l’accesso ai servizi e, soprattutto, il bisogno di non sentirsi soli. In molti casi, ad esempio, uno stesso genitore ha contattato le due Associazioni più volte, per quesiti diversi o per approfondire lo stesso tema. Dietro ogni richiesta, infatti, c’è appunto il bisogno comune di essere accompagnati in un percorso spesso poco conosciuto, con informazioni chiare e strumenti adeguati.

Per rispondere dunque a tali bisogni, l’AISM, insieme all’AINMO, ha attivato una rete di servizi dedicati e ha scelto di dare voce alle storie, ai vissuti e alle emozioni. Da qui è nata l’iniziativa denominata #SonoMoltoAltro, che si apre ora al racconto, alla riflessione e alla condivisione e che culminerà l’11 ottobre in un evento nazionale, promosso dall’AISM con il patrocinio dell’AINMO e il supporto della Fondazione Mediolanum.
L’evento si terrà a Roma (Talent Garden, Via Ostiense, 92) e sarà uno spazio inclusivo di incontro tra famiglie, esperti, scuole, clinici e psicologi, con l’obiettivo di ascoltare le storie dei bambini e dei ragazzi, condividere esperienze, promuovere consapevolezza e costruire una rete di supporto.
La giornata prevede testimonianze dirette, laboratori per i minori e i loro fratelli, tavole rotonde, aggiornamenti su ricerca e clinica, oltre a contenuti multimediali, tra cui un nuovo episodio del cartone animato #SonoMoltoAltro, ispirato alle loro esperienze.
«Ogni bambino è molto più della sua diagnosi – afferma Michela Bruzzone che dirige l’Area Servizi e Progetti Socio Sanitari dell’AISM – ed è per questo che la nostra Associazione ha sviluppato una serie di servizi dedicati alle famiglie, con l’obiettivo di offrire un sostegno concreto, qualificato e continuativo lungo tutto il percorso della malattia».

Aiutare bambini e ragazzi a sviluppare consapevolezza, autonomia e fiducia nel proprio percorso di crescita, nonostante la malattia: è dunque questo l’obiettivo dell’AISM che, insieme all’AINMO, è al fianco delle famiglie sin dal momento della diagnosi, con servizi quali uno sportello nazionale e il già citato Numero Verde, oltreché con supporto psicologico per bambini, genitori e fratelli, consulenze educative per facilitare il dialogo con la scuola, promuovendo inclusione e partecipazione, nonché materiali informativi pensati per le diverse fasce d’età. Senza dimenticare i momenti di incontro promossi dall’AISM tra le famiglie, per rafforzare la rete, contrastare l’isolamento e offrire un orientamento continuo verso i percorsi medico-riabilitativi più adatti.

Dal Barometro della Sclerosi Multipla 2025 dell’AISM risulta che solo il 38% dei minori con sclerosi multipla ha accesso a un Piano Educativo Individualizzato (PEI), un dato, questo, che segnala una criticità strutturale nel sistema scolastico, ancora impreparato ad accogliere questi studenti. Nei casi di NMOSD e MOGAD, poi, la carenza di informazioni è ancora più critica. A tal proposito, l’AISM ha realizzato materiali specifici per docenti ed educatori, con indicazioni pratiche per una scuola più attenta e inclusiva.
Sempre il Barometro della Sclerosi Multipla 2025 segnala anche l’urgenza di rafforzare i centri pediatrici, garantire continuità terapeutica e integrare la sclerosi multipla pediatrica nei PDTA (Piani Diagnostici Terapeutici Assistenziali) e nei Progetti di Vita previsti dalla Riforma sulla Disabilità, conseguente alla Legge 227/21. Queste diagnosi, tuttavia, restano quasi assenti dal dibattito pubblico. L’AISM e l’AINMO lanciano pertanto un appello, sottolineando che è arrivato il momento di dare voce ai bambini e ai ragazzi con sclerosi multipla, NMOSD e MOGAD, riconoscere i diritti, garantire continuità nella presa in carico e costruire una società davvero inclusiva. (B.E. e S.B.)

A questo link è disponibile una scheda sulla sclerosi multipla, la MOGAD e le NMOSD, a questo un approfondimento sul cartone animato #SonoMoltoAltro, a questo e a questo le testimonianze rispettivamente di Valentina e di Paolo e Stefania. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Ufficio Stampa e Comunicazione AISM (Barbara Erba), barbaraerba@gmail.com.

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Continuità didattica e formazione obbligatoria per gli insegnanti: superare così le criticità dell’inclusione

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In occasione di un’audizione presso la VII Commissione della Camera, nel quadro dell’esame della Proposta di Legge sull’“Introduzione della qualifica di docente per l’inclusione”, la Federazione FISH ha presentato una Memoria, il cui testo si conclude con una propria Proposta di Legge, in favore della continuità didattica e della formazione specializzata sul sostegno

In occasione di un’audizione presso la VII Commissione della Camera (Cultura, Scienza e Istruzione), la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), rappresentata dal presidente Vincenzo Falabella e dal presidente vicario Roberto Speziale, ha presentato una propria Memoria (disponibile integralmente a questo link), nel quadro dell’esame della Proposta di Legge C 2303 (Introduzione della qualifica di docente per l’inclusione).
«A oltre quarant’anni dall’introduzione dell’insegnante specializzato per il sostegno, con la Legge 104/92 – si legge in una nota diffusa dalla FISH -, il sistema italiano presenta criticità strutturali che compromettono gravemente la realizzazione effettiva del diritto all’inclusione scolastica. In particolare, ad oggi, circa il 43% degli insegnanti di sostegno è privo di specializzazione specifica e quindi non ha seguito percorsi formativi abilitanti e professionalizzanti per rispondere ai bisogni educativi degli alunni e delle alunne con disabilità». «Questa percentuale inaccettabile – ha dichiarato Vincenzo Falabella in sede di audizione – compromette seriamente la qualità dell’istruzione offerta ai nostri studenti e alle nostre studentesse con disabilità. L’introduzione di una figura professionale dedicata all’insegnamento di sostegno, infatti, non può e non deve essere un “contentino” o un “provvedimento spot”, ma l’occasione per sanare le disfunzioni sistemiche che riguardano formazione, continuità e stabilità del personale».

A tal proposito, la FISH ha presentato una propria Proposta di Legge per la continuità didattica e la formazione specializzata sul sostegno, che prevede in particolare l’istituzione di specifiche classi di concorso per il sostegno didattico; il riconoscimento della continuità didattica come elemento strutturale dell’inclusione; criteri chiari e qualificanti per la nomina dei docenti specializzati; l’obbligo di formazione specifica in materia di inclusione anche per i docenti curricolari; una definizione chiara di ruolo e competenze degli assistenti all’autonomia e alla comunicazione, figure essenziali per l’effettiva partecipazione scolastica.
«Concordo pienamente con quanto dichiarato dal presidente Falabella – afferma Roberto Speziale -: l’inclusione scolastica deve essere, prima di tutto e soprattutto, una questione di qualità e non solo di quantità, tenendo al centro sempre gli interessi delle bambine/i, alunne/i, studenti/esse con disabilità. Il primo soggetto che deve essere responsabilizzato è l’insegnante curricolare, ma è anche necessario valorizzare ulteriormente la figura del docente specializzato sul sostegno e dell’assistente all’autonomia e comunicazione, se si vuole realmente che l’inclusione scolastica non rimanga un mero enunciato normativo. L’auspicio, dunque, è che al più presto si approvi la proposta della FISH in ordine all’istituzione di specifiche classi di sostegno». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@fishets.it.

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Personale ATA – AVVISO DI CONVOCAZIONE N. 6 per conferimento incarichi a tempo determinato – profilo di Collaboratore Scolastico – Scorrimento da GP24mesi – a.s. 2025/2026 e Disponibilità Sed

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La Coppa del Mondo di pallavolo unificata di Special Olympics

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Si sta giocando in questi giorni a Katowice, in Polonia, la prima edizione della “Special Olympics Unified Volleyball World Cup 2025”, ossia la Coppa del Mondo di pallavolo unificata di Special Olympics, il movimento internazionale dello sport praticato da persone con disabilità intellettive, evento che attraverso il linguaggio universale dello sport, mira ad incoraggiare persone con e senza disabilità intellettive a fare squadra Tutte insieme le componenti delle squadre in Polonia, al termine della partita tra Italia ed Emirati Arabi Uniti

Si sta giocando in questi giorni a Katowice (Polonia) la prima edizione della Special Olympics Unified Volleyball World Cup 2025, ossia la Coppa del Mondo di pallavolo unificata di Special Olympics, il movimento internazionale dello sport praticato da persone con disabilità intellettive.
Organizzato da Special Olympics Polonia, in collaborazione con la Federazione Polacca di Pallavolo e con il sostegno del Ministero dello Sport e del Turismo della Polonia, della FIVB (Federazione Internazionale della Pallavolo), del PFRON (Fondo dello Stato Polacco per la riabilitazione delle persone con disabilità), della Città di Katowice e dello sponsor Toyota, l’evento, come viene sottolineato da Special Olympics Italia, «mira, attraverso il linguaggio universale dello sport, ad incoraggiare persone con e senza disabilità intellettive a fare squadra, stringendo nuove amicizie oltre il campo di gara, così come a promuovere lo sport unificato, che vede a fianco persone con e senza disabilità, strumento che contribuisce a costruire una società più accogliente e inclusiva».
Il Team Italia, accompagnato in qualità di ambassador dall’ex pallavolista Consuelo Mangifesta, sta competendo nella categoria femminile. (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento. È possibile seguire in tempo reale i vari risultati tramite questo link. Per altre informazioni: stampa@specialolympics.it (Giampiero Casale).

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Formazione sugli strumenti legislativi a tutela dei diritti delle persone con disabilità

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Migliorare la tutela dei diritti delle persone con disabilità, consentendo loro di godere di quanto previsto da ogni strumento legislativo europeo e internazionale: punta soprattutto a questo il progetto transnazionale “LITIS”, che vede quale partner italiano la CILD (Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti Civili) e nel cui àmbito è previsto per il 9 e 10 ottobre un evento formativo I partner del progetto “LITIS”

Abbiamo già avuto occasione, nei mesi scorsi (a questo e a questo link), di occuparci del progetto LITIS (Enhance the knowledge and skills of legal professionals and other stakeholders in using strategic litigation to enforce the rights of persons with disabilities, ossia letteralmente “Migliorare le conoscenze e le competenze dei professionisti legali e di altri soggetti interessati all’uso del contenzioso strategico per far rispettare i diritti delle persone con disabilità”), iniziativa transnazionale avviata nel mese di marzo dello scorso anno e in fase di svolgimento fino al prossimo mese di dicembre, con il sostegno finanziario del programma europeo CERV (Citizens, Equality, Rights and Values, “Cittadini, Uguaglianza, Diritti e Valori”).
A realizzare il progetto l’Associazione Pro Refugiu (Romania), l’Università di Bucarest (Romania), l’Università di Salamanca (Spagna) e, per il nostro Paese, la CILD (Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti Civili), il tutto con il principale obiettivo di migliorare la tutela dei diritti delle persone con disabilità, consentendo loro di godere di ogni diritto previsto dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e da altri strumenti legislativi europei e internazionali, facilitando inoltre l’accesso a un’efficace tutela giurisdizionale attraverso controversie strategiche, quando le persone con disabilità sono soggette a discriminazioni multiple e intersezionali.

Rientrerà sempre nell’àmbito di LITIS l’evento di formazione online, in programma sia per il 9 che per il 10 ottobre, segnatamente rivolto a portatori d’interesse (stakeholder), associazioni e professionisti che lavorano nel campo della difesa dei diritti delle persone con disabilità, nonché a chi sia interessato alla Strategic Litigation (“contenzioso strategico”) per la promozione dei diritti umani e dell’uguaglianza.
Che cos’è la Strategic Litigation, gli aspetti legali e procedurali nei procedimenti della Corte Europea riguardanti la Strategic Litigation stessa, casi studio e buone prassi, le difficoltà nell’accesso alla giustizia (intersezionalità e discriminazione multipla), strategie di tutela legale e pianificazione del “contenzioso straategico”: questi i temi al centro dell’evento di formazione, che sarà in lingua inglese, ma con traduzione simultanea in italiano. (S.B.)

A questo link i dettagli dell’evento formativo. Per altre informazioni: Elisa Leoni (elisa@cild.eu).

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L’importanza di fare rete tra tutte le realtà che offrono servizi essenziali e di qualità

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«L’importanza di fare rete tra le realtà che offrono servizi essenziali e di qualità, mettendo al centro il rispetto dei diritti umani»: è quanto ha sottolineato Vincenzo Falabella, presidente della FISH e  consigliere del CNEL, in sede di presentazione del nuovo Codice Deontologico dell’Educatore Professionale, «documento che rappresenta una bussola preziosa», secondo Elrena Improta, presidente dell’Associazione Oltre lo Sguardo e della Fondazione La Casa di Mario L’intervento del presidente della FISH e consigliere del CNEL Falabella, in sede di presentazione del nuovo Codice Deontologico dell’Educatore Professionale

«A nome degli Enti del Terzo Settore che rappresento e come donna impegnata, sia come genitore nella cura di mio figlio ormai adulto, sia nel supporto a tutte le persone con disabilità e fragilità sociale, voglio ringraziare per il prezioso lavoro svolto nella stesura di questo nuovo Codice, documento che rappresenta una bussola preziosa, una pietra miliare fondamentale per stabilire le regole di comportamento che ogni professionista deve rispettare, poiché le persone con fragilità e le loro famiglie hanno bisogno di professionisti capaci di non erigere muri, ma di costruire ponti di alleanza, ascolto, rispetto e affettività autentica»: lo ha affermato Elena Improta, presidente dell’Associazione Oltre lo Sguardo e della Fondazione La Casa di Mario, in sede di presentazione a Roma, in occasione della Giornata Internazionale dell’Educatore Professionale, del nuovo Codice Deontologico dell’Educatore Professionale, da parte della Commissione di Albo Nazionale degli Educatori Professionali.
Alla tavola rotonda denominata Etica e pratica quotidiana, organizzata per l’occasione, ha partecipato anche Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità) e consigliere del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro), che ha voluto sottolineare «l’importanza di fare rete tra tutte le realtà che offrono servizi essenziali e di qualità ai cittadini e alle cittadine, mettendo al centro il rispetto dei diritti umani». (S.B.)

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Lavoro, inclusione e diritti. Prospettive per le persone con disabilità

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Le sfide e le opportunità legate all’inclusione delle persone con disabilità nel mondo del lavoro saranno al centro dell’incontro “Lavoro, inclusione e diritti. Prospettive per le persone con disabilità”, promosso per domani, 8 ottobre, a Roma, da Generali Italia., prevedendo la presentazione di scenari normativi, buone pratiche e prospettive professionali, attraverso testimonianze significative e il contributo di esperti

Esplorare le sfide e le opportunità legate all’inclusione delle persone con disabilità nel mondo del lavoro, presentando scenari normativi, buone pratiche e prospettive professionali, attraverso testimonianze significative e il contributo di esperti: verterà su questo l’incontro denominato Lavoro, inclusione e diritti. Prospettive per le persone con disabilità, promosso a Roma (Spazio Vittoria, Via Vittoria Colonna, 11, ore 14) per il pomeriggio di domani, 8 ottobre, da Generali Italia.

L’incontro sarà centrato dapprima su una tavola rotonda cui parteciperanno Maurizio Borgo, presidente dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità; Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) e consigliere del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro); Arturo Maresca, professore emerito di Diritto del Lavoro presso l’Università La Sapienza di Roma e avvocato cassazionista; Maurizio Audizi, HR Organization & Legal Director di ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici); Anna Nozza, Country Chief People & Organization Officer di Generali Italia.
Seguiranno le Storie che fanno la differenza, con le testimonianze di Valentina Perniciaro, madre e caregiver, fondatrice della Fondazione Tetrabondi e di Daniele Cassioli, atleta paralimpico di sci nautico, fondatore dell’Associazione Real Eyes Sport.
A moderare l’evento sarà Corinna De Cesare, giornalista, autrice e conduttrice. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: sustainability@generali.com.

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“Sensibil-Mente”: il quarto convegno online di Sportelli Autismo Italia

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“Sensibil-mente, un viaggio tra percezioni ed emozioni, introiettate, proiettate, riflesse”: sarà il filo conduttore del convegno online di Sportelli Autismo Italia, che si articolerà su quattro giornate successive (9, 10, 16 e 17 ottobre), quarta edizione di un’iniziativa organizzata in collaborazione con l’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori di perSone con Autismo) e con il Gruppo Asperger Nazionale

Sensibil-mente, un viaggio tra percezioni ed emozioni, introiettate, proiettate, riflesse: sarà questo il filo conduttore dell’imminente convegno online di Sportelli Autismo Italia, che si articolerà su quattro giornate successive (9, 10, 16 e 17 ottobre), quarta edizione di un’iniziativa organizzata in collaborazione con l’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori di perSone con Autismo) e con il Gruppo Asperger Nazionale.
«L’evento – sottolineano i promotori – si caratterizzerà ancora una volta come un punto di riferimento fondamentale per le persone autistiche e i loro familiari, i professionisti della scuola e degli enti che si occupano di minori e adulti con disturbo dello spettro autistico. Le quattro giornate saranno animate dagli interventi di nove relatori, mentre otto saranno quelli che illustreranno le esperienze nelle scuole aderenti al Gruppo Nazionale di libera aggregazione SAI».

Il Gruppo Nazionale Sportelli Autismo Italia (SAI) è nato nel 2016 come una mailing list finalizzata al confronto e alla reciprocità, con lo scopo di annullare le distanze geografiche e condividere idee, dubbi e proposte formative con i dirigenti scolastici e i docenti operatori degli Sportelli Autismo a livello nazionale, oltre che per definire linee programmatiche di intervento comuni e progettare insieme percorsi a servizio della comunità nazionale. Attualmente il Gruppo è presente in sedici Regioni ed è punto di riferimento per dirigenti scolastici e docenti operatori. Esso conta su 59 Sportelli istituiti nelle varie Province italiane, di cui 41 operativi e 18 in via di riattivazione.
La Lista SAI accoglie tra gli altri professionisti autorevoli quali Flavio Fogarolo, esperto di normativa scolastica, didattica inclusiva e cofondatore del modello di supporto scolastico Sportello Autismo; Lucio Cottini, docente ordinario dell’Università di Urbino; Lucia Ferlino dell’Istituto Tecnologie Didattiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Genova. Nella pagina web dedicata, insegnanti, famiglie e personale di altri enti possono trovare materiali sempre aggiornati e selezionati.
Gli Sportelli sono normati dal Decreto 435/15 del Ministero dell’Istruzione e il Gruppo di essi è sostenuto dall’ANGSA Nazionale e dal Gruppo Asperger Nazionale. Dal canto suo, l’ANGSA ha firmato nel 2019 un Accordo di Intenti con il Ministero dell’Istruzione e il 2 agosto 2023 un Protocollo d’Intesa.
«L’obiettivo a cui si punta – spiegano dall’ANGSA – è promuovere e sviluppare in ogni Provincia italiana gli Sportelli Autismo, quali sedi territoriali di supporto alle scuole e alle famiglie sui temi dell’inclusione di bambine e bambini, alunne e alunni, studentesse e studenti con disturbo dello spettro autistico».

Per quanto riguarda infine il tema scelto per quest’anno, Sensibil-Mente, «esso – come viene spiegato – è incentrato sulla scoperta e la comprensione del complesso mondo delle emozioni. Insieme, infatti, si esploreranno le percezioni e le emozioni introiettate, proiettate e riflesse, analizzando come si manifestano e si intrecciano nel progetto di vita di ciascuno. Esperti di livello nazionale e internazionale, insieme a dirigenti scolastici e docenti operatori degli Sportelli Autismo Italia, condivideranno le loro esperienze di buone pratiche, offrendo spunti di riflessione e approfondimento lungo questo percorso di condivisione». (S.B.)

A questo link è disponibile il programma completo del convegno, per partecipare al quale non c’è bisogno di un’iscrizione formale, basta infatti collegarsi, per ciascuna giornata, a questo link. Alle dirette di ciascuna delle quattro giornate seguirà il montaggio e il caricamento dei singoli video-interventi sul canale YouTube dell’ANGSA, con i link disponibili nel sito del Gruppo SAI, nel quale sono disponibili anche tutti i materiali relativi alle precedenti edizioni del convegno (a questo link). Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa ANGSA (Luca Benigni), luca.benigni@gmail.com.

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I “Corpi Rifrangenti” del terzo “Disability Film Festival”

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Dal 10 al 12 ottobre vi sarà a Torino la terza edizione del “Disability Film Festival”, rassegna culturale pop incentrata sulla disabilità e organizzata dall’Associazione Volonwrite, con l’obiettivo di «trasformare i linguaggi espressivi, e il cinema in particolare, in uno spazio di riflessione e confronto in cui ogni corpo diventa protagonista di una storia autentica: un “corpo rifrangente” capace di spezzare i preconcetti e illuminare la ricchezza della diversità»

Sta per arrivare la terza edizione del Disability Film Festival (DFF3), la rassegna culturale pop incentrata sulla disabilità. Organizzata da Volonwrite, Associazione che da anni promuove progetti di comunicazione sociale e culturale volti a mettere in luce le potenzialità delle persone con disabilità, l’iniziativa si svolgerà dal 10 al 12 ottobre presso l’Off Topic a Torino.
Il proposito è quello di «trasformare i linguaggi espressivi, e il cinema in particolare, in uno spazio di riflessione e confronto in cui ogni corpo diventa protagonista di una storia autentica: un “corpo rifrangente” capace di spezzare i preconcetti e illuminare la ricchezza della diversità», come spiegano dall’organizzazione, che ha deciso di dedicare questa edizione alla memoria del regista Mirko Locatelli e del cantautore Paolo Benvegnù, amici e fonte di ispirazione per la comunità del Festival.

Grande attenzione è stata riservata all’accessibilità. «Il Festival – si legge infatti nella nota di presentazione – non è solo una rassegna di film, ma è un laboratorio partecipativo che prevede proiezioni, presentazioni, incontri, laboratori e momenti di confronto diretto tra registi, attori e pubblico. Ogni dettaglio è studiato per garantire piena accessibilità: dalla location priva di barriere architettoniche ai servizi di audiodescrizione, sottotitolazione e interpretariato in LIS, fino agli spazi pensati per persone neurodivergenti. Questi accorgimenti, ulteriormente sviluppati e aggiornati, permettono a chiunque di vivere un’esperienza culturale di alta qualità e di sentirsi parte integrante del dialogo sociale».

Corpi Rifrangenti, come già accennato, è invece il tema scelto per questa edizione della manifestazione, allo scopo di esprimere «l’idea che ogni persona, con le sue sfumature e peculiarità, contribuisce a riflettere e a rompere i canoni imposti da una società omologante». Un tema che sarà sviluppato in prospettiva intersezionale, col proposito di contrastare le discriminazioni sulla base della disabilità, ma anche quelle connesse alle diverse identità di genere, all’orientamento sessuale e all’appartenenza etnica, e di valorizzare la valenza trasformativa della diversità stessa.
Il programma completo, davvero ricco, è disponibile a questo link.

Ma perché partecipare al Disability Film Festival? Perché farlo «significa investire in una cultura che dà spazio a tutte le voci. Ogni presenza sarà un piccolo mattoncino per abbattere le barriere, per creare occasioni di confronto e per affermare il diritto di ciascuno di esprimersi liberamente attraverso il cinema e l’arte – argomentano dall’organizzazione –. Insieme possiamo far sì che il Disability Film Festival diventi non solo un evento, ma un simbolo di cambiamento e una piattaforma per il dialogo, capace di promuovere una società più equa e solidale». (Simona Lancioni)

Per ulteriori informazioni: associazionevolonwrite@gmail.com.
Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso, con minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

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Nuovo servizio dell’AVI Umbria sul modello del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi

Superando -

Verrà annunciato l’8 ottobre l’avvio di un percorso di formazione e partnership tra l’AVI Umbria e la Federazione lombarda LEDHA, che porterà a introdurre un nuovo servizio di tutela all’interno dell’Agenzia per la Vita Indipendente gestita dalla stessa AVI Umbria, ossia un Servizio Antidiscriminazione, ispirato al modello collaudato del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi della LEDHA

Verrà annunciato l’8 ottobre, nel corso di una conferenza stampa a Terni (Centro per l’Autonomia Umbro, Via Papa Benedetto III, 48, ore 11.30-13.30), l’avvio del percorso di formazione e partnership tra l’AVI Umbria (Associazione Vita Indipendente Umbria) e la LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), che porterà a introdurre un nuovo servizio di tutela all’interno dell’Agenzia per la Vita Indipendente gestita dalla stessa AVI Umbria. Recentemente evolutasi nel modello hub-spoke (“struttura organizzativa a rete”), grazie al progetto Agency for Capacity Building*, tale Agenzia, infatti, è oggi in grado di ospitare e sperimentare il Servizio Antidiscriminazione, ispirato al modello collaudato del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi della LEDHA.

«Il percorso formativo – spiegano dall’AVI Umbria – è fondamentale per dotare il personale dell’Agenzia dello strumento specialistico necessario a contrastare la discriminazione in àmbiti cruciali quali sanità, scuola, lavoro, accesso a spazi e servizi pubblici e privati, e provvidenze economiche, riflettendo l’approccio proattivo del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi».
Durante la conferenza stampa dell’8 ottobre, dunque, verrà appunto presentato l’accordo di collaborazione tra AVI Umbria e LEDHA, volto a garantire che il personale umbro sia formato secondo gli standard necessari per avviare il servizio in linea con gli standard e i risultati ottenuti in Lombardia, in ottemperanza ai princìpi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.

«La collaborazione con la LEDHA – sottolinea Andrea Tonucci, presidente dell’AVI Umbria – è fondamentale. Questo percorso formativo è il primo passo per implementare un servizio specializzato all’interno della nostra Agenzia per la Vita Indipendente in ottica hub-spoke. Utilizzando infatti l’evoluzione permessa dal progetto Agency for Capacity Building, puntiamo a importare un know-how di eccellenza che possa definire e sperimentare buone pratiche per un modello di welfare non solo inclusivo, ma realmente partecipato e capace di promuovere e tutelare attivamente i diritti delle persone con disabilità in tutta l’Umbria».
«Siamo pronti a supportare l’AVI Umbria in questo percorso – afferma dal canto suo Giovanni Merlo, direttore della LEDHA -, garantendo il rigore tecnico e l’esperienza maturata in anni di attività legale e stragiudiziale. Assicurare la piena partecipazione e l’esercizio dei diritti è un imperativo civico e legale, e l’espansione del modello Antidiscriminazione in Umbria è un passo significativo in questa direzione».

Oltre ad Andrea Tonucci e a Giovanni Merlo, parteciperanno alla conferenza stampa dell’8 ottobre a Terni, Marialuisa Meacci, presidente della FISH Umbria, Massimo Rolla, Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità, Bianca Maria Tagliaferri, presidente dell’Osservatorio Regionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità e Luca Simonetti, presidente della III Commissione (Sanità, Sociale, Cultura) della Regione Umbria. (S.B.)

*Il progetto “Agency for Capacity Building – Protagonisti attivi per la Vita Indipendente e l’Inclusione”, finanziato dalla Regione Umbria, vede l’AVI Umbria quale capofila, in partenariato con l’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), l’AIPD di Perugia (Associazione Italiana Persone con Sindrome di Down), AParT e Terni Digital. L’iniziativa coinvolge inoltre, in qualità di enti collaboratori, l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), CESVOL Umbria (Centro Servizi Volontariato) e la FISH Umbria, oltre ai Comuni capofila delle sette Zone Sociali della Regione: Perugia, Terni, Assisi, Narni, Città di Castello, Marsciano e Foligno. L’obiettivo generale è la sperimentazione di buone pratiche per un modello di welfare regionale inclusivo e partecipato.

Per ulteriori informazioni: segreteria@aviumbria.org.

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