«Un’occasione di riflessione attiva sull’inclusione, sulla solidarietà e sulla cooperazione, con uno sguardo rivolto alle comunità del Mediterraneo e ai diritti delle persone con disabilità»: è il nono Festival della Cooperazione Internazionale, in corso fino al 19 ottobre a Ostuni e San Vito dei Normanni (Brindisi), organizzato dall’AIFO (Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau), in collaborazione con la RIDS (Rete Italiana Disabilità e Sviluppo)
L’immagine-simbolo del nono Festival della Cooperazione Internazionale
«In un contesto così lacerato come quello attuale, attraversato da un’angoscia di morte, cosa sta accadendo alle Istituzioni Globali nate alla fine della Seconda guerra mondiale per garantire la pace e il miglioramento della convivenza umana sul pianeta?»: è questa, così come articolata da Franco Colizzi, che ne è il coordinatore, la domanda chiave del nono Festival della Cooperazione Internazionale, manifestazione che si svolge in questi giorni e fino al 19 ottobre a Ostuni e a San Vito dei Normanni (Brindisi), seguita dal nostro giornale sin dagli esordi e dedicata questa volta al tema La Cooperazione Internazionale e il futuro delle Istituzioni Globali. Il tutto organizzato dall’AIFO (Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau), nell’àmbito della propria campagna per l’inclusione 2025, in collaborazione con la RIDS* (Rete Italiana Disabilità e Sviluppo), «un’occasione di riflessione attiva sull’inclusione – si legge nella presentazione -, sulla solidarietà e sulla cooperazione, con uno sguardo rivolto alle comunità del Mediterraneo e ai diritti delle persone con disabilità, tra iniziative culturali, educative e partecipative che portano l’evento a diventare un’esperienza civica e formativa diffusa e condivisa che coinvolge la città di Ostuni e altre città pugliesi».
Come sempre, dunque, in questa rassegna – per il cui programma completo rimandiamo Lettori e Lettrici a questo link, ricordando anche il patrocinio della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), molto spazio è riservato ai diritti delle persone con disabilità, a partire dall’incontro in programma per il pomeriggio del 15 ottobre (Auditorium della Biblioteca Comunale di Ostuni, ore 17.30), intitolato I diritti delle persone con disabilità sul territorio, moderato da Dario Siciliano, garante delle persone con disabilità nel Comune di San Vito dei Normanni (Brindisi) e socio AIFO, cui interverranno Giampiero Griffo, in rappresentanza di DPI Italia (Disabled Peoples’ International); Antonio Giampietro, garante della Regione Puglia per la persone con Disabilità; Giovanna Nacci, garante delle persone con disabilità del Comune di Ostuni; Bernadette Giovene, Assessora alle Politiche Sociali del Comune di Ostuni; Silvana Errico, sindaca di San Vito dei Normanni e vicepresidente dell’ANCI Puglia (Associazione Nazionale Comuni Italiani); Giovanni Quartulli, dirigente delle Politiche Sociali nel Comune di Ostuni; Franco Cavallo, medico fisiatra e componente del Consiglio di Amministrazione dell’AIFO; Nicola Moro, vicedirettore del mensile «Lo Scudo»; e, in collegamento Zoom, Vincenzo Falabella, presidente della FISH.
Nella giornata precedente, invece, ossia nel pomeriggio di domani, 14 ottobre, partiocolarmente importante sarà la presentazione della Dichiarazione di Amman-Berlino 2025 sull’Inclusione Globale, durante l’incontro dal titolo Dal Global Disability Summit il documento globale delle persone con disabilità (Auditorium della Biblioteca Comunale di Ostuni, ore 17.30), con l’introduzione di Luciano Ardesi, caporedattore di «Amici di Follereau»-AIFO, la relazione di Giampiero Griffo e la partecipazione delle già citate Bernadette Giovene e Silvana Errico.
A questo punto cediamo la parola a Franco Colizzi, che espone qui di seguito il razionale del Festival di quest’anno.
Un festival per Istituzioni giuste e inclusive, che aiutino a convivere senza massacrarsi
di Franco Colizzi*
1. La nona edizione del Festival della Cooperazione Internazionale si trova a dover svolgere le sue iniziative e le sue riflessioni in un contesto internazionale sempre più cupo. I furori bellici proseguono senza sosta poco al di sopra delle sponde del mar Nero, il territorio di Gaza è ridotto a un cumulo di macerie tra le quali vaga una popolazione massacrata in attesa di una vera pace, continuano le tragedie dei migranti nelle acque di un mare reso loro ostile da visioni lesive dei diritti umani e da incompetenze nazionali ed internazionali.
Il Festival, dunque, e la RIDS, la Rete Italiana Disabilità e Sviluppo che lo promuove, non può non porsi la domanda fondamentale di questa fase storica. In un contesto così lacerato ed attraversato da una angoscia di morte, cosa sta accadendo alle Istituzioni Globali nate alla fine della Seconda guerra mondiale per garantire la pace e il miglioramento della convivenza umana sul pianeta?
2. La Carta dell’ONU vieta l’uso unilaterale della forza armata e anche della minaccia dell’uso della forza, eccetto azioni di sicurezza collettiva ONU e l’esercizio della legittima difesa. Numerose Risoluzioni dell’Assemblea dell’ONU hanno dato forma a un diritto internazionale che ha reso i divieti suddetti imperativi, individuandoli come crimini contro la pace e sviluppando un diritto umanitario da applicare dentro i conflitti. Tali princìpi fondamentali sono stati stravolti e la guerra è tornata ad essere una modalità imposta di risoluzione di controversie internazionali (cosa che la Costituzione Italiana ripudia) e di tentativi di realizzare i propri fini, colpendo in maniera enorme, terroristica e criminale le popolazioni civili.
3. Vi sono diversi Stati nazionali, tra i quali Stati democratici importanti per le relazioni geopolitiche, che stanno delegittimando con diversi atti le Istituzioni internazionali. I mandati dell’ONU e i pronunciamenti della grande maggioranza delle nazioni che la costituiscono vengono disattesi e perfino irrisi. I finanziamenti alle diverse Agenzie dell’ONU vengono drasticamente ridotti o pesantemente condizionati ad interessi non certamente umanitari.
Le conseguenze di tali scelte possono essere molto gravi. Basti pensare al lavoro, già di per sé insufficiente, per la tutela dei diritti umani dei migranti e dei rifugiati, o all’attuazione, tuttora molto parziale, di tante Convenzioni ONU, come quella per i diritti dei bambini o quella per i diritti delle persone con disabilità. E come potrebbe il mondo affrontare una nuova pandemia o eventi sanitari catastrofici con una Organizzazione Mondiale della Sanità svuotata di autorità e di finanziamenti?
Nel contesto delle guerre e delle invasioni in atto pesa poi enormemente, ai fini del perseguimento di soluzioni diplomatiche alle controversie internazionali, la non adesione alla Corte Internazionale di Giustizia de L’Aia, organo giurisdizionale dell’ONU che vigila sull’applicazione e l’interpretazione del diritto internazionale, di Cina, Russia, Stati Uniti d’America, Israele.
In aggiunta a ciò, viene ignorata e delegittimata dagli stessi Stati l’autorità della Corte Penale Internazionale, fondata nel 2002 con 125 membri (tra i quali tutti i Paesi della Unione Europea), l’unico tribunale globale che può perseguire individui per genocidio, crimini contro l’umanità, crimini di guerra e crimini di aggressione.
E allora, chi può difendere la giustizia internazionale ed i diritti umani dai poteri più forti e violenti del pianeta?
4. C’è chi pensa di poter saccheggiare le terre rare ucraine o costruire futuristici resort sulla costa di Gaza, chi vuol ricostituire antichi imperi od occupare terre per presunto dono divino, anziché mantenere la priorità tutta umana del valore assoluto delle vite degli esseri umani. Noi vogliamo continuare a credere e sperare attivamente nella concreta possibilità di perseguire l’arte di vivere insieme, sostenendo la diffusa resistenza di energie umane e di popoli costruttori di pace, nel solco dell’Obiettivo 16 dell’Agenda ONU 2015-2030 (Pace, Giustizia e Istituzioni solide). Esso mira a promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo sostenibile, garantendo l’accesso universale alla giustizia e creando istituzioni efficaci, responsabili e trasparenti a tutti i livelli.
Attorno a questi temi ruotano ben otto giornate (11-13-14-15-16-17- 18-19 ottobre), in Ostuni, città madre del Festival, e in San Vito dei Normanni, città sorella del Festival.
5. Il Festival è strutturato per blocchi di riflessione. Per ricordare tutti coloro che, anche rischiando la vita, cercano di documentare con la loro professionalità le tragedie del mondo, in San Vito dei Normanni e in Ostuni verrà allestita una doppia mostra fotografica.
Il secondo blocco farà luce sugli strumenti internazionali e locali di attuazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, con il focus sull’appello conclusivo del Global Disability Summit di Amman e sul ruolo dei Garanti locali dei diritti delle persone con disabilità.
Il terzo è la prosecuzione di una discussione sul Manifesto del Convivialismo, proposta di “cooperare senza massacrarsi” avviata da due anni e ora giunta alla terza versione, sostenuta da migliaia di intellettuali, ricercatori e attivisti internazionali, per la giustizia sociale e la salvaguardia del pianeta.
L’ultimo segmento riguarda la futura ricostruzione dell’Ucraina e il contributo che possono dare i Patti di collaborazione tra Comuni italiani e Comuni ucraini, la necessità che l’Unione Europea si doti di Corpi Civili Europei di Pace e un approfondimento sul futuro delle istituzioni internazionali, fondamentali per superare la grave lesione dell’Obiettivo 16 della Agenda ONU 2015-2030.
In coerenza con la campagna nazionale per l’inclusione dell’AIFO, saremo anche presenti alle giornate del 18 e 19 ottobre a Brindisi, per celebrare la dignità e la vita delle persone con demenza nell’Alzheimer Fest.
*La RIDS è un’alleanza strategica avviata nel 2011 da due organizzazioni non governative, l’AIFO (Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau) ed EducAid, insieme a due organizzazioni di persone con disabilità, quali DPI Italia (Disabled Peoples’ International) e la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), alle quali si è aggiunto successivamente l’OVCI-La Nostra Famiglia (Organismo di Volontariato per la Cooperazione Internazionale). Il compito di essa è appunto quello di promuovere il protagonismo delle persone con disabilità e delle loro organizzazioni nei progetti di cooperazione internazionale, come afferma la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
**Coordinatore del Festival della Cooperazione Internazionale.
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