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Le persone con sindrome di Down non solo possono lavorare, ma possono dare lavoro!

Superando - 9 Ottobre 2025 - 4:24pm

In vista del 12 ottobre, Giornata Nazionale delle Persone con la Sindrome di Down, l’AIPD lancia una piattaforma per aspiranti imprenditori e imprenditrici con sindrome di Down, dove le loro idee potranno incontrare singoli e aziende disposti a sostenerle, affinché diventino realtà. «Così l’inclusione fa un salto in avanti, ma anche in alto- dicono dall’Associazione -: persone con sindrome di Down che non solo possono lavorare, ma che possono dare lavoro»

«Mi sembrava di non piacere per quello che ero. Nessuno mi avrebbe assunto, quindi ho deciso di aprire un’attività in proprio: oggi Collette non solo ha trovato la sua strada e ha un biscottificio di successo, ma ha un sito e delle pagine social molto seguiti e potremmo definirla a tutti gli effetti una “influencer”, nel senso migliore del termine: perché con la sua intraprendenza e il suo coraggio, può essere di esempio a tante persone e incoraggiarle a scoprire i propri desideri e poi fare di tutto per realizzarli»: lo dicono dall’AIPD (Associazione Italiana Persone con Sindrome di Down), parlando di Collette Divitto, che ha la sindrome di Down ed è un’imprenditrice. «E contrariamente a quanto si potrebbe credere – aggiungono dall’Associazione -, non è l’unica. Fuori dal nostro Paese, infatti, l’imprenditoria è una strada percorribile e percorsa da diverse persone con sindrome di Down, che decidono – con l’aiuto di associazioni, familiari o amici – di trasformare una passione e un talento in un’attività tutta loro. E così non solo trovano un lavoro, ma col tempo lo assicurano anche ad altri».

Proprio dalla storia di Collette Divitto e dei suoi biscotti, di John Lee Cronin e della sua azienda di calzini e di tante altre in giro per il mondo e anche per l’Italia, l’AIPD ha preso ispirazione per lanciare un progetto ambizioso, in occasione dell’imminente Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down del 12 ottobre. «Non una campagna che si risolva nell’arco di pochi giorni – spiega Gianfranco Salbini, presidente nazionale dell’AIPD – che rischia di vedere disperso il messaggio, ma un percorso più ampio e duraturo, capace di produrre un cambiamento reale. Non solo dire qualcosa di rivoluzionario, ma fare qualcosa di rivoluzionario: scardinare cioè gli stereotipi e aprire a nuove possibilità. Vogliamo in sostanza incoraggiare e sostenere le persone con sindrome di Down a credere nelle proprie idee, dando loro l’opportunità di diventare imprenditori. Così facendo vogliamo far compiere un salto in avanti – ma anche in alto – al concetto di inclusione lavorativa. Perché una persona con sindrome di Down che apre un’attività non realizza soltanto il proprio sogno, ma può creare posti di lavoro e spazi di inclusione».

Tornando a Collette Divitto, si parla di una giovane imprenditrice e attivista americana nata nel 1990 con la sindrome di Down. Cresciuta a Ridgefield, nel Connecticut, ha sviluppato fin da piccola una passione per la cucina, in particolare per la preparazione dei biscotti. Spinta anche dalle difficoltà incontrate nel trovare un impiego tradizionale, Collette ha deciso di trasformare la sua passione in un’opportunità imprenditoriale e così, nel 2016, insieme alla madre Rosemary e alla sorella Blake, ha fondato Collettey’s Cookies, azienda che produce e vende biscotti artigianali.
Il suo primo cliente è stato un negozio locale di Boston, che ha venduto 100 confezioni dei suoi biscotti nella prima settimana. Da allora, l’azienda è cresciuta notevolmente, con vendite che oggi superano le 550.000 spedizioni in tutto il Nord America. Spinta da questo successo, Collette ha anche fondato la Collettey’s Leadership, organizzazione no-profit dedicata a fornire formazione e supporto a persone con disabilità, aiutandole a sviluppare competenze imprenditoriali e a raggiungere l’indipendenza.
Collette Divitto, dunque, è la prova vivente che le persone con sindrome di Down possono non solo lavorare, ma anche diventare imprenditori e imprenditrici. E anche in Italia la consapevolezza che questo sia possibile inizia a farsi strada: sempre più persone con sindrome di Down chiedono infatti all’AIPD informazioni e suggerimenti su come realizzare le proprie idee imprenditoriali.

Collette Divitto davanti ai suoi biscotti

Il quadro generale, purtroppo, resta difficile, nonostante i notevoli passi avanti compiuti negli ultimi quarant’anni e il lavoro continua ad essere un miraggio per la maggior parte delle persone con sindrome di Down: secondo infatti i dati della ricerca Non uno di meno, condotta da Censis per l’AIPD nel 2022, solo il 13,3% aveva un contratto da dipendente o collaboratore. A questo punto, quindi, l’idea è di rovesciare uno stereotipo: «Abituati a pensare le persone con sindrome di Down come persone da includere – dicono dall’AIPD -, proviamo oggi a immaginare che siano loro a includere. Al tempo stesso, viene a cadere un altro stereotipo: che le persone con sindrome di Down siano incapaci di creare e possano, tutt’al più, eseguire».
«Per smentire questo diffuso pregiudizio e contribuire alla creazione, finalmente, di una nuova visione e una nuova cultura della sindrome di Down e della disabilità in genere – sottolinea ancora Salbini -, diamo vita alla prima piattaforma per raccogliere e sostenere idee e progetti di persone con la sindrome di Down, progetti finanziabili principalmente da brand e aziende, ma anche dai privati cittadini».

La piattaforma si chiama Up-With-Down, ossia La piattaforma business con più geni e si presenterà con un taglio aziendale, pensata però per garantire la massima accessibilità.
Il lancio prevede tre fasi successive, la prima delle quali (Coming soon page) potrà consentire alle persone interessate, a partire dal 10 ottobre, di avere un’idea precisa del progetto e di lasciare il proprio recapito e-mail per essere avvisate dell’apertura delle candidature. Successivamente è prevista una Landing Page, in cui, dal mese di novembre, partirà la Call for Ideas e i candidati potranno caricare le proprie idee imprenditoriali. Infine, il 1° maggio 2026, in corrispondenza della Festa dei Lavoratori, arriverà online la piattaforma ufficiale che sarà la vetrina dei progetti inviati e attraverso la quale imprese e privati cittadini potranno iniziare a finanziare.
La relativa campagna di comunicazione, promozione e sensibilizzazione inizia dunque adesso e andrà avanti per i prossimi mesi, contribuendo a tenere viva l’attenzione e a richiamare l’interesse del pubblico fino al 1° maggio, momento sempre particolarmente significativo per l’AIPD, che riconosce nel lavoro il primo, fondamentale strumento di inclusione e autonomia.
«Si tratta di una rivoluzione che avevamo lasciato intendere già il 1° maggio scorso – affermano dall’Associazione -, con l’affermazione Non chiederti cosa puoi fare per me. Chiediti cosa io posso fare per te. La nuova campagna prenderà quindi in prestito il linguaggio della piattaforma per eccellenza dedicata al lavoro, LinkedIn, a confermare il fatto che qui non si parla di “lavoretti” né tantomeno di “passatempi”, ma di professioni e professionisti: perché le persone con sindrome di Down diventano adulte e, come tutti gli adulti, devono essere prese sul serio».

«Il nostro motto è da sempre “Se puoi pensarlo, allora lo puoi fare” – ricordano dall’AIPD -, è il principio e la convinzione su cui si basa la nostra storia, lunga più di 45 anni. Oggi lo diciamo ancora con più forza, mentre invitiamo le persone con sindrome di Down a superare paura e insicurezza, per mettere le ali alle proprie idee. A metter loro le gambe ci proveremo noi, insieme alle aziende, gli imprenditori e tutti coloro che vorranno dare fiducia a questo progetto».
«Il nostro auspicio – conclude dal canto suo Salbini -, ma soprattutto la nostra scommessa, è che grazie alla piattaforma che intendiamo costruire i sogni diventino desideri, i desideri progetti, i progetti realtà».

Da segnalare, infine, che la campagna dell’AIPD, realizzata grazie alla collaborazione dell’Agenzia Anema District, è realizzata nell’àmbito del proprio progetto Forma-mentis, sostenuto da un finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (annualità 2024) e già da noi ampiamente presentato nel settembre scorso. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampaaipd@gmail.com.

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AVVISO- attribuzione di esoneri e/o semiesoneri dall’insegnamento per i docenti delle istituzioni – scolastiche affidate in reggenza annuale ed oggetto di dimensionamento (a.s. 2025-2026).

Ultime da USR Calabria - 9 Ottobre 2025 - 4:17pm

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AVVISO- attribuzione di esoneri e/o semiesoneri dall’insegnamento per i docenti delle istituzioni – scolastiche affidate in reggenza annuale ed oggetto di dimensionamento (a.s. 2025-2026)

Ultime da USR Calabria - 9 Ottobre 2025 - 4:14pm

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Decreto direttoriale 2939 del 9 ottobre 2025 - Concorso per titoli e esami accesso a ruoli personale docente secondaria primo e secondo grado su posto comune e sostegno e allegati

Ultime dal MIUR - 9 Ottobre 2025 - 3:06pm

Decreto direttoriale 2939 del 9 ottobre 2025 - Concorso per titoli e esami accesso a ruoli personale docente secondaria primo e secondo grado su posto comune e sostegno e allegati

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Decreto direttoriale 2938 del 9 ottobre 2025 - Concorso per titoli e esami accesso a ruoli personale docente infanzia e primaria su posto comune e sostegno e allegati

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“Speaking Cables”, una performance di Agnese Banti accessibile alle persone con disabilità visiva

Superando - 9 Ottobre 2025 - 2:02pm

Debutterà domani, 10 ottobre, e sabato 11, al “Romaeuropa Festival”, e lo farà in versione “Expanded”, ossia resa accessibile alle persone cieche e ipovedenti: è la performance “Speaking Cables”, frutto di un progetto della sound artist e performer Agnese Banti Un’immmagine della performance di Agnese Banti “Speaking Cables” (©Monia-Pavoni)

Nato nel 1986, il Romaeuropa Festival, in corso nella Capitale fino al 16 novembre, continua a intrecciare generazioni e linguaggi tra danza, musica, teatro e creazione per l’infanzia (a questo link se ne può leggere un ampio approfondimento).
Nell’àmbito di esso segnaliamo qui Speaking Cables, progetto della sound artist e performer Agnese Banti, che debutterà domani, 10 ottobre, e sabato 11 per la prima volta al Festival, in versione Expanded, ossia resa accessibile alle persone cieche e ipovedenti. Grazie infatti a uno storyboard cartaceo con mappe tattili, le persone con disabilità visiva potranno seguire la narrazione in tempo reale, con un sistema di segnali che guiderà il percorso sensoriale. (S.B.)

Speaking Cables che è parte del programma della piattaforma Ultra Ref al Mattatoio. Per ulteriori informazioni: Giulia Di Giovanni (giulia.digiovanni@gdgpress.com).

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Per illuminare di conoscenza e solidarietà il futuro delle persone con la sindrome X Fragile

Superando - 9 Ottobre 2025 - 1:34pm

È la più diffusa causa ereditaria di disabilità intellettiva e la seconda causa genetica di autismo e tuttavia la sindrome X Fragile è ancora poco conosciuta: eventi come la Giornata Internazionale per la Consapevolezza sulla Sindrome X Fragile di domani, 10 ottobre, sono dunque ritenuti fondamentali, dall’Associazione Italiana Sindrome X Fragile, per accendere l’attenzione della società e delle istituzioni. Per l’occasione saranno numerosi i monumenti d’Italia a illuminarsi di blu Il logo internazionale della Giornata per la Consapevolezza sulla Sindrome X Fragile del 10 ottobre

È la più diffusa causa ereditaria di disabilità intellettiva e la seconda causa genetica di autismo, e tuttavia, nonostante l’elevata incidenza, la sindrome X Fragile è ancora poco conosciuta: eventi come quello di domani, 10 ottobre, dunque, che sarà la Giornata Internazionale per la Consapevolezza sulla Sindrome X Fragile (International Fragile X Awareness Day), sono ritenuti fondamentali, dall’Associazione Italiana Sindrome X Fragile, per accendere l’attenzione della società e delle istituzioni.
In tal senso, dunque, la stessa Associazione Italiana Sindrome X Fragile, insieme alle sue undici Sezioni territoriali, promuove per tutto questo mese di ottobre una serie di iniziative nazionali e locali, dedicate all’informazione, alla sensibilizzazione e alla vicinanza alle famiglie. E sempre per tutto il mese, numerosi Comuni e monumenti storici italiani si illumineranno di blu, colore simbolo della sindrome, tra cui anche il Palazzo Madama a Roma, sede del Senato e il palazzo dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità).

«La Giornata Internazionale del 10 ottobre – sottolinea Alessia Brunetti, presidente dell’Associazione Italiana Sindrome X Fragile – rappresenta certamente un’occasione importante per accendere l’attenzione pubblica sulla sindrome, per promuovere la ricerca scientifica e per sostenere le famiglie. Ma il nostro lavoro prosegue ogni giorno, per rafforzare inclusione e diritti delle persone che convivono con questa condizione genetica. Invitiamo dunque le istituzioni, i cittadini e le cittadine e i media a partecipare alle iniziative da noi promosse, unendosi alla campagna di consapevolezza e illuminando di conoscenza e solidarietà il futuro dei nostri ragazzi». (S.B.)

A questo link è disponibile l’elenco dei monumenti che si illumineranno di blu, con la segnalazione di altre iniziative promosse dall’ Associazione Italiana Sindrome X Fragile. Per ulteriori informazioni: info@xfragile.net (Alessandra Airoldi).

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In Sardegna… con Matteo: una nuova sfida con la sclerosi multipla

Superando - 9 Ottobre 2025 - 12:54pm

Si chiama “In Sardegna… con Matteo” il cammino speciale organizzato per Matteo Gamerro, ingegnere piemontese di 46 anni, persona con la sclerosi multipla con cui convive da quando aveva vent’anni, già protagonista di coraggiose avventure. La sua nuova sfida ha preso il via da Terralba e si concluderà il 14 ottobre a Torre dei Corsari, al termine di un itinerario appositamente ideato e studiato per lui da Federica Laneri. Andiamo a scoprire di cosa si tratta

In Sardegna… con Matteo: è questo il nome del cammino speciale in Sardegna organizzato per Matteo Gamerro, ingegnere di 46 anni di Barone Canavese (Torino), persona con la sclerosi multipla con cui convive da quando aveva 20 anni, già protagonista di coraggiose avventure. La sua nuova sfida ha preso il via ieri, 8 ottobre, da Terralba (Oristano) e si concluderà martedì 14 a Torre dei Corsari, dopo la tappa del giorno 13 a Porto Flavia, nel territorio di Iglesias, al termine di un itinerario appositamente studiato per lui sui sentieri del Cammino di Nostra Signora di Bonaria e del Cammino Minerario di Santa Barbara, toccando Arbus, Guspini e Montevecchio, nella Provincia del Sud Sardegna.

L’ideatrice di questo cammino è Federica Laneri, amante della Costa Verde e della Sardegna più in generale, che frequenta da circa vent’anni l’Isola e che ha sempre promosso con grande entusiasmo. Per questo 2025, dunque, Federica ha progettato e organizzato questa iniziativa unica dal punto di vista dell’impatto inclusivo, sociale, turistico e ambientale. L’ingegnere Gamerro, che comunica con il puntatore oculare, sarà dunque trasportato con la sua joëlette, la nota carrozzina fuoristrada monoruota, da un gruppo di “angeli custodi” lungo le tratte che, partendo da Terralba, come detto, toccheranno il territorio di Marceddì, Arbus, Guspini e Montevecchio, fino ad arrivare a Porto Flavia.
Laureata in Economia e Commercio, con una lunga esperienza lavorativa nel settore turistico, Federica Laneri, appassionata al benessere sociale e della persona, si è diplomata in Naturopatia e dal 2019 è anche docente della scuola secondaria superiore di secondo grado presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, sia sulla cattedra di Sostegno Psicofisico che di Economia Aziendale, dove si è specializzata e abilitata nel 2025. È anche volontaria dell’organizzazione di volontariato La Lumera (Area Natura e Area Salute) e di Pavia nel Cuore.

L’incontro “magico” tra Federica e Matteo è avvenuto a scuola, nel novembre dello scorso anno, e in quel momento Federica ha sentito il desiderio di proporgli sia la sua tesi di specializzazione per UniLink sia il cammino in Sardegna. La risposta di Matteo è stata «per me non ci sono problemi» ed è diventata la base di una sorta di “patto”, che si è trasformato nel motto Si può fare.
Ricorda Federica: «Dopo la tesi siamo stati invitati a Roma, all’università, e successivamente sono riuscita anche ad organizzare un incontro nel carcere della città con i detenuti che frequentavano la scuola dove ho insegnato nell’anno 2024-2025, realizzando momenti davvero unici per tutti i partecipanti».
Matteo è sempre stato una persona entusiasta, molto curioso, un grande sportivo e ha sempre amato viaggiare ed esplorare, così come tutta la sua famiglia. Dopo avere accettato, compreso e assecondato il grande cambiamento nella sua vita al momento della diagnosi, ha ricercato e trovato un modo per non fermarsi e vivere i viaggi sotto un’altra forma. Per lui l’esperienza dei cammini è il significato stesso di una vita ben spesa, all’insegna della voglia di conoscere e di sperimentarsi.
Quando si racconta, Matteo ricorda che la diagnosi di sclerosi multipla è arrivata quando aveva 20 anni, una forma progressiva che non si ferma ed è in carrozzina da 16 anni. Non smette però di “rimettersi in cammino” verso i suoi sogni, facendo cose apparentemente impossibili. Ha una laurea in Ingegneria, vive in una casa immersa nella natura in Piemonte e ora, come sopra accennato, per comunicare usa il puntatore oculare per scrivere, al PC e sui social.
Dal 2015 ad oggi ha scritto cinque libri tra cui 2 grandi+2 piccole e 4 uguali. In un’intervista rilasciata qualche tempo fa all’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), ha dichiarato: «Adoro viaggiare e scoprire il mondo. Questo turismo lento mi dà la possibilità di entrare in contatto con le anime e incontrare il cuore di coloro che ho la fortuna d’incrociare sulla mia strada. Ma questo è possibile solo grazie a belle persone che mi regalano una parte preziosa del loro tempo. A me questa condivisione dà molta forza e spero di restituire loro tanta gioia!».
Matteo ha già percorso due volte il Cammino di Santiago e 1.300 chilometri del Cammino di San Michele e come testimonianza sono stati realizzati due docufilm, che verranno proiettati in Sardegna a Terralba, Guspini e Arbus, per fare conoscere a un pubblico vasto le sue imprese.

Il cronoprogramma preciso e puntuale dei sette giorni del viaggio di Matteo è stato definito in base alle conoscenze di Federica del territorio, con il supporto e la collaborazione di amici, guide ambientali-escursionistiche, sparsi nei vari luoghi indicati, tutti detentori di conoscenze e professionalità speciali. E ogni tappa e luogo toccato dal cammino di Matteo saranno occasione di attività di accoglienza, ristoro, esperienze umane e sociali, scambi culturali con amministratori locali, studenti, cittadini, associazioni.

*Giornalista e consulente di comunicazione; tutrice volontaria per il Tribunale dei Minorenni di Milano; segretario-tesoriere dell’Associazione Insieme nel Viaggio.

Tutto il percorso di In Sardegna… con Matteo e le diverse iniziative ad esso legate possono essere seguite in diretta a questo link. Per approfondimenti e/o interviste: roberto.gamerro@sipuofareconmatteo.org.

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Olimpiadi e Paralimpiadi invernali Milano Cortina 2026 – Partecipazione delle studentesse e degli studenti agli eventi olimpici e paralimpici invernali

Ultime da USR Calabria - 9 Ottobre 2025 - 11:42am

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Il “Premio Poeta Sociale 2025” a Giovanni Marino

Superando - 9 Ottobre 2025 - 11:35am

«Ha costruito, a partire dal vissuto familiare, servizi e comunità di riferimento per le persone con lo spettro autistico. La sua esperienza sollecita e promuove a livello nazionale la ricerca di soluzioni nuove e durature di inclusione»: lo si legge tra le motivazioni del “Premio Poeta Sociale 2025” consegnato al presidente dell’ANGSA Giovanni Marino, nel corso della manifestazione “Poeta Sociale per il Bene Comune”, giunta alla sua seconda edizione e tenutasi a Verona

«Ha costruito, a partire dal vissuto familiare, servizi e comunità di riferimento per le persone con lo spettro autistico. La sua è una missione di vita, che sostiene il prezioso e amorevole accompagnamento clinico-educativo con la formazione delle famiglie e la collaborazione con istituzioni e reti associative. La sua esperienza sollecita e promuove a livello nazionale la ricerca di soluzioni nuove e durature di inclusione»: è questa la motivazione del Premio Poeta Sociale 2025 consegnato al presidente dell’ANGSA Nazionale (Associazione Nazionale Genitori di perSone con Autismo) Giovanni Marino, nel corso della manifestazione Poeta Sociale per il Bene Comune, giunta alla sua seconda edizione e tenutasi a Verona dal 1° al 5 ottobre.
Tale riconoscimento «celebra persone che, attraverso il loro impegno sociale, culturale e umano, diventano “creatori di speranza” in tempi di conflitti e ingiustizie. Il premio è dedicato a uomini e donne che: promuovono concretamente accoglienza e inclusione».
Nel filo di queste parole c’è la vita intera di Giovanni Marino e i tratti che caratterizzano la struttura residenziale, nata per dare assistenza e futuro ai suoi due figli con autismo grave, operativa a Melito di Porto Salvo (Reggio Calabria) e considerata modello di eccellenza finalizzato all’inclusione delle persone con autismo.
La struttura ospita 12 adulti maschi e ha fatto nascere La locanda Tre Chiavi, una mensa solidale in cui lavorano otto persone dai 20 ai 40 anni con disturbo dello spettro autistico. Si tratta di un progetto attivato nel 2014 con due finalità: inserire i ragazzi con autismo nel mondo del lavoro, e praticare solidarietà; la locanda, infatti, serve pasti gratuiti alle persone bisognose ed è l’unica mensa sociale del territorio.
«Le realtà residenziali nate dai genitori della nostra ANGSA – afferma Marino – sono ad oggi considerate modelli di riferimento nazionali e internazionali. Spesso sono state il luogo di passaggio, a volte non ultimo e definitivo, verso la deistituzionalizzazione di alcune persone con autismo che vivevano condizioni segreganti».
«I genitori di ANGSA – aggiunge – da sempre si interrogano sul modo di fare le domande ai propri figli, di “ascoltare” le loro risposte, interpretarle spesso, con il mandato poi di soddisfarle in modo flessibile e tempestivo, perché quei bisogni espressi sono reali e attuali, non procrastinabili. Tra le varie opzioni, le residenze non sono un obbligo, ma una possibilità, per alcuni la più adeguata a far condurre a molti dei nostri figli una vita che sia il più indipendente possibile». (L.B.)

Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa ANGSA (luca.benigni@gmail.com).

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Concorso per titoli ed esami per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria di primo e secondo grado, su posto comune e di sostegno D.D.G.3059/2024 – Decreto approvazione graduatorie di merito per la classe di concorso AS48 (ex...

Ultime da USR Calabria - 9 Ottobre 2025 - 11:07am

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D.M. n. 137/2025 – Operazioni assunzionali informatizzate personale docente a.s. 2025/2026 – Avviso avvio Fase 1 Scelta provincia – ccdc A015 – A040 – A060 – B006G

Ultime da A. T. P. Cosenza - 9 Ottobre 2025 - 10:44am

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

Concorso per titoli ed esami per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria di primo e di secondo grado su posto comune e di sostegno – D.D.G. n. 3059 del 10 dicembre 2024 – Decreto di integrazione per scorrimento graduatoria di...

Ultime da USR Calabria - 9 Ottobre 2025 - 10:43am

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Percorsi educativi per il contrasto alle dipendenze derivanti da droghe – Nuovi oppioidi sintetici

Ultime da USR Calabria - 9 Ottobre 2025 - 9:42am

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I diritti delle persone con disabilità non sono mai secondari: lo dice il Consiglio di Stato

Superando - 8 Ottobre 2025 - 6:22pm

Una recente Ordinanza del Consiglio di Stato, riguardante la richiesta di uno stallo di sosta personalizzato per persone con disabilità, ha ribadito che le Amministrazioni Pubbliche devono giustificare con rigore ogni diniego, specie quando incidono su diritti fondamentali come la libertà di movimento. Ne consegue un chiaro monito agli Enti Locali: la tutela dei diritti delle persone con disabilità non può mai essere trattata come una questione secondaria Uno stallo di sosta personalizzato

Tramite l’Ordinanza 3334/25, la Quinta Sezione del Consiglio di Stato ha fatto segnare un’importante affermazione dei diritti delle persone con disabilità, riformando una precedente decisione del TAR Campania (Sezione staccata di Salerno).
Al centro della vicenda, la richiesta di uno stallo di sosta personalizzato per persone con disabilità avanzata da un cittadino con gravi patologie motorie. Il TAR campano, con l’Ordinanza Cautelare 281/25, aveva rigettato la domanda di sospensiva presentata dal ricorrente contro il diniego comunale. Tuttavia, come detto, il Consiglio di Stato ha accolto l’appello (Ricorso n. 6490/25), evidenziando gravi carenze nell’istruttoria e nella motivazione del provvedimento amministrativo impugnato.

La vicenda ruota attorno all’applicazione dell’articolo 381, comma 5 del Regolamento di esecuzione del Codice della Strada (DPR 495/92), che consente al Comune di assegnare gratuitamente uno stallo riservato nei pressi dell’abitazione della persona con disabilità, a condizione che l’interessato non abbia disponibilità di uno spazio di sosta privato accessibile e che la zona presenti “alta densità di traffico”.
Secondo il Consiglio di Stato, l’Amministrazione Comunale ha omesso una corretta valutazione dei presupposti normativi: da un lato, infatti, ha sottovalutato l’effettiva condizione del richiedente, dall’altro, si è limitata ad affermare genericamente che la strada in questione non presenterebbe un’elevata densità di traffico, senza produrre un’istruttoria adeguata.
Il Collegio ha richiamato dunque un orientamento giurisprudenziale consolidato (Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana, Sentenza 978/24), secondo cui il Comune non può esercitare la propria discrezionalità in modo arbitrario, ma deve bilanciare le esigenze di viabilità con il diritto fondamentale della persona con disabilità motoria a una vita dignitosa.
«La norma – si legge nell’Ordinanza del Consiglio di Stato – è chiaramente finalizzata a migliorare le condizioni di vita delle persone con importanti limitazioni della capacità di deambulazione, garantendo il loro diritto alla libertà di movimento».
Il Consiglio di Stato ha quindi sospeso il provvedimento comunale, accogliendo l’istanza cautelare proposta in primo grado. La decisione impone all’Amministrazione di rivalutare la richiesta alla luce dei principi giurisprudenziali richiamati, conducendo una nuova istruttoria e motivando in modo puntuale ogni scelta. Inoltre, per ragioni di riservatezza e tutela dei dati sensibili, il provvedimento ha disposto l’oscuramento delle generalità delle parti e di ogni riferimento idoneo a rivelare lo stato di salute.

Si tratta di un’Ordinanza che si inserisce in un filone giurisprudenziale attento ai diritti delle persone con disabilità, ribadendo che le Amministrazioni Pubbliche devono giustificare con rigore ogni diniego, specie quando incidono su diritti fondamentali come la libertà di movimento. Ne consegue un chiaro monito agli Enti Locali: la tutela dei diritti delle persone con disabilità non può mai essere trattata come una questione secondaria.

*HandyLex è il Centro Studi Giuridici della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).

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Il futuro della riabilitazione

Superando - 8 Ottobre 2025 - 5:55pm

Si chiama “Moonwalker” ed è un robot per la riabilitazione di ultima generazione, frutto di un progetto finanziato dall’Università di Bologna, che ha scelto di installarlo a Villa Bellombra nei laboratori del capoluogo emiliano (“Joint Lab”) condivisi con il Presidio Ospedaliero Accreditato. Proprio l’inaugurazione dei “Joint Lab” sarà al centro del convegno “Il futuro della riabilitazione”, in programma domani, 9 ottobre

Moonwalker è un robot per la riabilitazione di ultima generazione, frutto di un progetto finanziato dall’Università di Bologna, che ha scelto di installarlo a Villa Bellombra nei laboratori del capoluogo emiliano (Joint Lab) condivisi con il Presidio Ospedaliero Accreditato.
Proprio l’inaugurazione dei Joint Lab sarà al centro del convegno denominato Il futuro della riabilitazione, in programma nella mattinata di domani, 9 ottobre (Aula Corsi del Presidio Ospedaliero Villa Bellombra, Via Casteldebole, 10/7, Bologna, ore 9-13), che nella seconda parte darà spazio ad alcune relazioni medico-scientifiche in àmbito riabilitativo, di teleriabilitazione e robotica, tutte metodiche che negli ultimi anni hanno dato risposte positive nel trattamento di numerose e gravi patologie. (S.B.)

A questo link è disponibile il programma completo, a quest’altro link un testo di ulteriore approfondimento. Per altre informazioni: Deborah Annolino (d.annolino@adcommunications.it).

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“Nessuna decisione senza di noi”: persone con disabilità che chiedono il proprio posto nella società

Superando - 8 Ottobre 2025 - 5:31pm

«Per costruire una società più equa e inclusiva è necessario che in Italia ci sia una maggiore presenza delle persone con sindrome di Down – e con disabilità in generale – nelle “stanze dove si decide”»: è partendo da tale concetto che il CoorDown torna a lanciare, in vista del 12 ottobre, Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down, la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi denominata “Nessuna decisione senza di noi” Un’immagine tratta dal video “No Decision Without Us” (“Nessuna decisione senza di noi”)

«Per costruire una società più equa e inclusiva è necessario che in Italia ci sia una maggiore presenza delle persone con sindrome di Down – e con disabilità in generale – nelle “stanze dove si decide”: ogni volta, infatti, che un diritto o un’opportunità vengono negati, si scopre che il mondo è stato pensato e disegnato su misura di chi detiene il potere di fare le scelte importanti. È tempo dunque di includere anche le persone con sindrome di Down nelle decisioni che contano e che hanno impatto diretto sulle vite di tutte e di tutti»: è partendo da tale concetto che il CoorDown (Coordinamento Nazionale Associazioni delle Persone con Sindrome di Down) torna a lanciare, in vista del 12 ottobre, Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down, la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi denominata Nessuna decisione senza di noi, un percorso iniziato sin dal 21 marzo scorso, in corrispondenza della Giornata Mondiale della Sindrome di Down (se ne legga ampiamente anche sulle nostre pagine) e che proseguirà sino alla fine di quest’anno.

Quella campagna, lo ricordiamo, è basata sul video No Decision Without Us (disponibile a questo link), che parte da Sophia, giovane ragazza con sindrome di Down che vuole affermare con determinazione i suoi gusti e la sua opinione in famiglia. La storia, in forma di musical incalzante, è un crescendo di persone e ambientazioni differenti unite dalla richiesta di avere il proprio posto nella società e di decidere delle possibilità che sperimentano nelle loro vite: a scuola, al lavoro, nelle Istituzioni, nei luoghi pubblici intorno a loro, all’insegna di autonomie personali che consentano loro di accedere ad ogni ruolo sociale e civile.

La campagna e l’appello da essa lanciato saranno al centro del tradizionale appuntamento annuale promosso da CoorDown, che vedrà nel fine settimane del 12 ottobre, in oltre 200 piazze d’Italia, i volontari delle Associazioni aderenti al Coordinamento distribuire il messaggio di cioccolato – realizzato con cacao proveniente dal commercio equo e solidale – che sostiene progetti volti all’autonomia e alla tutela dei diritti delle persone con sindrome di Down in tutto il territorio nazionale.

Grazie dunque alle centinaia di volontari, persone con sindrome di Down di ogni età, insieme a genitori, fratelli, sorelle e amici, saranno in prima linea negli eventi di piazza, per incontrare i sostenitori, dare informazioni, raccontare come verranno utilizzati i fondi raccolti (nella pagina dedicata del sito di CoorDown sono elencate le piazze delle città coinvolte).

«L’inclusione non sarà mai possibile – sottolinea Martina Fuga, presidente del CoorDown – se il mondo continuerà ad essere disegnato da pochi per pochi. Oggi vediamo fare passi indietro sul tema dell’inclusione: i diritti e le conquiste faticosamente raggiunte dalle persone con disabilità nel lavoro, nella scuola, nello sport e nella società sono rimessi in discussione. Le persone con sindrome di Down e le loro famiglie, invece, non possono e non vogliono solo difendere con fatica i passi avanti fatti finora, vogliamo farne centinaia in avanti, vogliamo chiedere davvero che si porti a compimento un cambiamento culturale fuori da ogni ipocrisia e scelta di facciata. Ogni giorno le Associazioni di tutta Italia si impegnano per costruire spazi e opportunità per le persone con sindrome di Down: deve esserci una risposta altrettanto forte dalle Istituzioni per garantire rappresentanza e partecipazione in ogni tavolo decisionale». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@coordown.it.

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La Giornata Mondiale della Vista nel segno della prevenzione per tutti e tutte

Superando - 8 Ottobre 2025 - 4:52pm

Segnaliamo alcune delle iniziative promosse in Italia in questi giorni, in occasione della Giornata Mondiale della Vista di domani, 9 ottobre, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità IAPB, insieme all’Unione Mondiale dei Ciechi, evento che si concentra in particolare sulla prevenzione di malattie oculari che, se non curate, possono pregiudicare in parte o totalmente la qualità visiva Una delle realizzazioni grafice curate da IAPB Italia per la Giornata Mondiale della Vista di quest’anno

Si celebra ogni anno il secondo giovedì di ottobre la Giornata Mondiale della Vista, promossa dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e dall’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità IAPB, insieme alla WBU, l’Unione Mondiale dei Ciechi, evento che si concentra in particolare sulla prevenzione di malattie oculari che, se non curate, possono pregiudicare la qualità visiva, se è vero che secondo le stime dell’OMS, circa l’80% dei casi di cecità sono considerati prevenibili.
Quest’anno, dunque, siamo alla vigilia della Giornata, che sarà appunto domani, 9 ottobre, e per l’occasione, ricordando che IAPB Italia, in collaborazione con le varie Sezioni dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), promuove in questi giorni numerose iniziative di informazione e sensibilizzazione (a questo link ne è disponibile l’elenco), oltre a controlli gratuiti della vista in numerose città, ne segnaliamo qui di seguito alcune, a partire da quelle presenti nelle città del Piemonte (l’elenco delle iniziative è disponibile città per città a questo link), con il presidente dell’UICI Piemonte, Franco Lepore, che ricorda come, «soprattutto nell’era degli smartphone e degli schermi luminosi, gli occhi siano sottoposti a continue sollecitazioni. Si tratta però di organi preziosi e delicati, dei quali bisogna avere cura. E vi sono poi malattie oculari, come il glaucoma, che nella fase iniziale non danno alcun sintomo, ma che, se non diagnosticate in tempo, possono avere effetti gravi. Ecco perché intendiamo promuovere con ogni mezzo la cultura della prevenzione, restando vicini a tutti, ma in particolare a chi di solito non si prende cura dei propri occhi, perché non ne ha le possibilità o non ne ha il tempo. Controlli periodici e buone pratiche da adottare nel quotidiano sono infatti ottimi strumenti per tutelare la salute visiva» (per ulteriori informazioni: Lorenzo Montanaro, comunicazione@uicpiemonte.it).

Particolarmente significativo, poi, è anche quanto promosso a Bologna, dove l’attenzione si concentrerà sui cosiddetti “invisibili” della città, i senza dimora, i poveri, coloro che quotidianamente trovano accoglienza e sostegno nelle strutture sociali di Bologna.
Promossa da IAPB Italia e attuata dall’UICI di Bologna, in collaborazione con la Caritas, l’iniziativa si avvarrà anche della collaborazione della struttura oculistica dell’AMOA (Associazione Medici Oculisti per l’Africa) e dell’Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza, con screening visivi gratuiti per la giornata di domani, 9 ottobre, presso la sede della Fondazione San Petronio (Via Santa Caterina, 8).
«In questa Giornata Mondiale della Vista – afferma Irene Balbo, presidente dell’UICI di Bologna – vogliamo lanciare un messaggio chiaro: la vista è un bene prezioso che appartiene a tutti, anche a chi troppo spesso rimane ai margini. Con questa iniziativa uniamo dunque prevenzione e solidarietà, portando la salute visiva là dove non sempre arriva. Guardare davvero gli altri, riconoscere chi vive invisibile accanto a noi, è il primo passo per costruire una città più giusta e inclusiva» (a questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento; per altre informazioni: Marzia Mecozzi, m.mecozzi@audiotre.com).

Restiamo in Emilia Romagna, guardando esattamente a Reggio Emilia, dove le attività sono già iniziate il 6 ottobre, con un partecipato incontro pubblico, e oltre a prevedere in questi giorni la distribuzione di opuscoli informativi in diversi punti della città e della provincia, tra domani, 9 ottobre e venerdì 10, l’UICI locale proporrà controlli oculistici gratuiti presso il proprio ambulatorio.
«Come ogni anno – dichiara Giuseppe Riva, presidente dell’UICI di Reggio Emilia, ribadendo anch’egli la fondamentale importanza della prevenzione – la Giornata Mondiale della Vista è per noi una delle principali occasioni per ribadire il valore della prevenzione. Nel nostro ambulatorio, rinnovato di recente e dotato di strumentazioni moderne, offriamo controlli gratuiti a chiunque ne abbia necessità, non solo ai nostri soci. La collaborazione con Farmacie Comunali Riunite e con i professionisti del settore ci consente di portare avanti un messaggio fondamentale: la vista è un bene prezioso, ma spesso la trascuriamo fino a quando non emergono problemi gravi. Patologie come glaucoma, cataratta e degenerazione maculare avanzano in modo silenzioso e, se non intercettate per tempo, possono compromettere la qualità della vita. La prevenzione e l’informazione restano dunque le armi più efficaci per proteggere la salute degli occhi» (a questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento; per altre informazioni: Marzia Mecozzi, m.mecozzi@audiotre.com).

E da ultime, ma non ultime, le iniziative della Cooperativa Sociale AbilNova di Trento, già avviate da ieri, 7 ottobre, con una conferenza stampa organizzata in collaborazione con l’UICI locale e che domani, 9 ottobre, porterà tale organizzazione ad Ala, per la conclusione di una campagna di prevenzione avviata lo scorso anno nelle diverse filiali territoriali della Cassa Rurale Vallagarina.
«Il nostro lavoro quotidiano – dichiara Giuseppe Fratea, presidente di AbilNova – è reso possibile grazie a un’équipe multidisciplinare che prende in carico la persona nella sua globalità, con l’obiettivo di garantire il massimo livello possibile di autonomia e qualità della vita» (a questo link è disponibile un testo di approfondimento; per altre informazioni: Irene Matassoni, ufficiostampa@abilnova.it). (S.B.)

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Nuovo Percorso formativo dell’EFT Calabria Piattaforma Scuola FuturaPoli Équipe

Ultime da USR Calabria - 8 Ottobre 2025 - 4:41pm

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Per combattere l’abilismo anche sul fronte dell’affettività e della sessualità

Superando - 8 Ottobre 2025 - 1:57pm

Si chiamerà “104 modi di amare” quella che l’11 ottobre a Roma, presso la Casa Internazionale delle Donne, sarà una giornata di dialogo e confronto sui temi dell’affettività e della sessualità per le persone con disabilità, evento promosso dalle Associazioni Parent Project e LoveGiver

104 modi di amare ossia una giornata di dialogo e confronto sui temi dell’affettività e della sessualità per le persone con disabilità, evento in programma per l’11 ottobre alla Casa Internazionale delle Donne di Roma (Via della Lungara, 19 – ingresso accessibile a Via della Penitenza, 17, ore 9.30-18.30), promosso dalle Associazioni Parent Project e LoveGiver.

«Quando si parla di disabilità – dicono da Parent Project – l’amore, il desiderio e la libertà di vivere relazioni piene restano spesso un tabù, a causa di barriere culturali, stereotipi e mancanza di informazioni. 104 modi di amare nasce dalla volontà di contribuire a rompere il silenzio su queste tematiche e creare uno spazio di confronto aperto, libero da pregiudizi e pietismi».
Da alcuni anni, del resto, il Centro Ascolto Duchenne di Parent Project lavora anche su questo fronte, promuovendo teleconsulenze per pazienti e familiari sull’affettività e la sessualità e dei gruppi di confronto tra pari, sempre in modalità telematica per permettere una maggiore partecipazione.
A raccontare di questa esperienza è Guglielmo Mezzanotte, giovane studente attivo nei gruppi di confronto: «Mi sono reso conto – dice – che alla fine io mi ponevo dei limiti che non c’erano. Pensavo, per esempio, essendo disabile: perché mai una ragazza dovrebbe stare con me? E invece tutti noi siamo ragazzi straordinari, quindi, perché no? Anche noi possiamo amare, perché tutti possiamo e dobbiamo amare e credo che questi gruppi siano molto utili perché ci confrontiamo anche tra di noi e così ci diamo manforte, ci aiutiamo a vicenda».

Insieme dunque ad esperti, attivisti e professionisti, all’incontro dell’11 ottobre si parlerà di come riconoscere e sostenere il diritto all’espressione affettiva e sessuale delle persone con disabilità, di assistenza sessuale, di buone prassi, di educazione, di desiderio e autodeterminazione. «E sarà un momento importante – sottolineano da Parent Project – per condividere esperienze, strumenti e prospettive, combattendo l’abilismo anche su questo fronte. Perché includere la dimensione dell’amore e della sessualità nella rappresentazione collettiva della disabilità è un passaggio imprescindibile per vedere, e quindi rappresentare, le persone con disabilità come persone a tutto tondo, non infantilizzate, non esseri umani e cittadini di serie B». (S.B.)

La partecipazione all’incontro è gratuita, ma i posti sono limitati: per visionare il programma e iscriversi, accedere a questo link. La plenaria del mattino sarà trasmessa anche in diretta sulla pagina Facebook di Parent Project. Per ogni ulteriore informazione: Elena Poletti (e.poletti@parentproject.it).

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