Centri Territoriali di Supporto B.E.S. - Calabria
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Se il luogo comune vince sulla verità

Superando - 31 Ottobre 2025 - 5:22pm

«Ho spesso usato la frase “è arrivato il momento di smettere di coltivare, solo, ciascuno, il proprio orticello!” – scrive Liana Cappato – comportandomi di conseguenza. Ma perché parlo di “luogo comune che vince sulla verità”? Perché in realtà accade proprio che siano in troppi, anche tra coloro che pronunciano quella frase, a “coltivare il proprio orticello”!»

Esistono espressioni che ormai fanno parte del linguaggio comune e il cui significato, in realtà profondo, viene dato per scontato da una moltitudine di persone: veri e propri slogan, sulla bocca di tutti, in una società ventriloqua in cui le persone che pensano e che usano il cervello per fare propria un’idea sono “merce rara”. L’esempio più lampante è quello della parola “inclusione”, abusata, forse sopravvalutata, di conseguenza depauperata.
Non voglio minimamente riprendere un argomento già ampliamente indagato in modo spesso esaustivo (ricordo, in proposito, il recente consueto ottimo intervento di Gianfranco Vitale su queste stesse pagine [“Inclusione difficile: la sfida delle persone autistiche”, N.d.R.]). Voglio soffermarmi oggi su un’espressione che io stessa ho sovente usato, specialmente nell’ultimo anno, da quando è nata l’Associazione della quale sono presidente [Autismo Fuori dal Coro ODV, N.d.R.], ma che utilizzavo volentieri anche in passato: «È arrivato il momento di smettere di coltivare, solo, ciascuno, il proprio orticello!». E diamine, ci credo realmente! Racconterò un brevissimo aneddoto sperando di non stancare i lettori.

Quando mio figlio era piccolo, ricordo che gli dimezzarono, a scuola, le ore di assistente alla comunicazione e alle autonomie (che io volgarmente (?) chiamavo “Educatore”. E pensare che “Educare” deriva da e-ducere, tirare fuori il meglio di ciascuno). Quando chiesi il reintegro delle ore che erano passate da otto a quattro, mi dissero di fare ricorso, al limite le avrebbero tolte a qualcun altro. Bene, in quell’occasione dichiarai a gran voce che MAI avrei ceduto al ricatto e decisi di promuovere da sola una raccolta firme, che poi venne anche siglata da un sindacato.
Poco tempo dopo in Comune mi diedero un appuntamento, al quale pensavo ingenuamente che sarei andata accompagnata da una delegazione di mamme nella mia stessa condizione, firmatarie. E invece mi ritrovai sola. Tuttavia ero contenta, perché le ore di Educatore di mio figlio non vennero reintegrate, ma in compenso non avevo “guardato il mio orticello”; non avevo ceduto al ricatto; non avevo calpestato i diritti di un altro bambino a favore del mio.
Non ho fatto scalpore, anzi, per la verità se ci penso sono uscita perdente da quella vicenda e non sono stata nemmeno un buon esempio. Non è servito a nessuno se non a me stessa, ma mi sono ripetuta dentro di me, con un certo orgoglio che “non ho guardato il mio orticello!”.
Forse non dovrei dirlo, ma io penso che in verità se davvero nessuno pensasse anziché solo a se stesso al bene comune, cominceremmo a sentire “odore di cambiamento”.
Oggi quasi tutte le persone che interloquiscono con me in fatto di disabilità usano correntemente e con estrema disinvoltura questa espressione e ci credono realmente! Ma cosa vuol dire “non coltivare solo il proprio orticello”? Certo non vuol dire passare per “fessacchiotti”, come magari è successo a me, ma men che meno vuol dire riempirsi la bocca di parole ormai svuotate del loro profondo significato! Questa espressione deve diventare uno stile di vita e non restare uno slogan. Deve prevedere una crescita personale tale che ci porti a pensare e a lottare per un’idea che ci conduca verso il bene comune e non solo nostro.

Vengo al punto. Nella mia città, oltre al Centro di Neuropsicopatologia dell’Età Evolutiva che è titolato ad effettuare diagnosi più o meno precoci (più meno che più), con relative certificazioni e terapie riabilitative, vi è un Centro convenzionato ASL di altissimo livello, che ha la presa in carico di circa 300 (trecento) bambini che diversamente diventerebbero numeri in lista d’attesa.
Anche in questo caso non coltivo il mio orticello, perché mio figlio ha 22 anni e in quel Centro non ci è mai dovuto andare e, a questo punto, mai ci andrà. Un Centro nel quale operano professionisti formati e attenti, fondamentale per il contributo necessario a snellire queste benedette liste d’attesa, ad aiutare i bambini nel loro percorso di crescita e ad accompagnare le famiglie che, a loro volta, necessitano di un supporto emotivo nell’affrontare le difficoltà e le fragilità del loro figlio.
Oggi questo Centro è a serio rischio chiusura e a poco o nulla sono serviti appelli, raccolte fondi, incontri con i servizi e quant’altro. Il solo spiraglio che si apre oggi è una banalissima raccolta di firme, non certo per chiedere un miracolo, ma perché per decenni nella mia città abbiamo assistito allo sfacelo di una villa sul mare in stile liberty, lasciata nel completo e totale abbandono, fino a quando qualche anno fa il miracolo è avvenuto e la villa è stata ristrutturata. Ma è vuota e inutilizzata. Vuota e inutilizzata!
La raccolta di firme è chiaro che è rivolta a destinare almeno parte dell’edificio al Centro, ed è altrettanto chiaro che ci sia qualche cittadino che non è d’accordo con questa idea. Ma perché parlo di “luogo comune che vince sulla verità”? Perché se fosse vero che la società si orienta gradualmente a superare una visione personalistica della vita; se fosse vero che tutte le Associazioni esistenti ed emergenti hanno lo stesso nobile obiettivo, quello di superare gli interessi personali e territoriali per tendere ad un mondo più giusto; se fosse pure vero che l’interesse primario è quello comune, allora, essendo stata divulgata una raccolta di firme su tutto il territorio nazionale, il numero di firme raccolto ad oggi dovrebbe di gran lunga superare le tremila unità e raggiungere cifre ben più alte. Invece… «Io non vivo lì, quindi…», «Mio figlio è maggiorenne, quindi…», «Chi ha voglia di leggere… Quindi…» E via discorrendo. Sta di fatto che le firme raccolte non toccano – ripeto – le tremila unità, al momento.
La chiusura di un servizio così importante rappresenta il fallimento della società e non solo perché “oggi tocca a me, ma domani potrebbe toccare a te!”. Ignorare bellamente quell’appello accorato significa esattamente coltivare solo il proprio orticello. Le poche migliaia di firme sono la prova tangibile del fatto che è proprio quello che stiamo continuando ostinatamente a fare, ignorare il bene comune, facendo la fortuna di rappresentanti del mondo politico che, di fronte ad un simile atteggiamento egoistico, “si fregano le mani”.
Ancora una volta siamo colpevoli noi famiglie dell’inadempienza di Istituzioni e Servizi, perché una volta ottenuto il risultato sperato per nostro figlio siamo soddisfatti e non solo: non facciamo più mezza rimostranza per paura di perdere quel poco che abbiamo ottenuto che, ricordo, non è un privilegio, ma un diritto! Nessuno ci ha regalato niente! Hanno solo fatto il loro dovere. concedendo, talvolta, il “minimo sindacale” (una manciata di ore di logopedia e psicomotricità, senza magari prevedere un trattamento comportamentale o altro).
Il problema è che a volte lo stesso atteggiamento lo hanno le Associazioni che, per paura di perdere piccoli risultati ottenuti, stanno zitte e fanno “orecchie da mercante”, quando gli si fa notare che esistono situazioni come questa!

Siamo di fronte ad un sistema ben articolato, perché ogni aspetto legato al riconoscimento e al rispetto dei Diritti delle Persone con disabilità e dei loro familiari è abilmente raggirato. A prescindere dal caso di cui ho appena parlato (caso che non dovrebbe esistere, perché secondo me è la Regione di appartenenza stessa che dovrebbe garantire il proseguimento del Servizio), si pensi a quanto nel mondo della politica e dell’associazionismo si continui a parlare di leggi fantasma sui Diritti dei Caregiver, quando poi leggiamo articoli il cui titolo recita Stretta sui permessi 104!
«Eh ma c’è chi se n’è approfittato per andare alle Maldive», «Eh ma hanno il contrassegno per il parcheggio!», «Eh, ma per colpa di chi frega ci rimetto io che ne ho bisogno!»…
Ebbene, la persona con un familiare con disabilità a carico non usa la 104 per andare tre giorni alle Maldive: avere un familiare (magari un figlio) a carico da accudire, lavorando, non significa soltanto portarlo a fare una visita. Avere bisogno di un permesso 104 potrebbe anche voler dire «Ragazzi, non ce la faccio più, ho bisogno di mezza giornata di respiro!» perché per noi le ferie non esistono! Ma questo concetto non viene capito talvolta nemmeno da chi la 104 ce l’ha e, invece di ribellarci tutti a una presa di posizione arrogante come questa, diamo ragione a chi la assume, dimenticando che è la stessa persona che si riempie la bocca di leggi inesistenti sui diritti e sulle tutele dei caregiver.

Ed eccoci di nuovo a guardare ciascuno il proprio orticello, perché persino la questione dell’“accomodamento ragionevole”, per quanto riguarda i turni lavorativi, dà parecchio fastidio.
Insomma, da una parte si fanno grandi parole su nuove fantomatiche leggi a tutela di tutti i soggetti coinvolti, dall’altra non solo non si fa nessuna legge, ma si tenta di dare un giro di vite ad una legge di tutela, che non sarà certamente perfetta, e sarà sicuramente fallibile ma… ha un grande innegabile pregio: ESISTE! Ed è già qualcosa.

Quindi, se davvero siamo persone a cui non piace coltivare solo il proprio orticello, cominciamo a non dare spazio a certi articoli e facciamoli passare inosservati perché poi, vox populi… E quando andiamo a lavorare, noi che possiamo, ricordiamo che se un collega chiede di uscire un’ora prima o entrare un’ora dopo, non lo fa per metterci in difficoltà, ma per sopravvivere.
Sì, perché spesso accade che noi caregiver si debba sopravvivere, perché persino vivere diventa un lusso.

*Presidente di Autismo Fuori dal Coro ODV.

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Personale ATA: Avviso: Pubblicazione graduatorie d’istituto III Fascia personale ATA triennio 2024/2027 – Termine unico di pubblicazione ai sensi dell’art. 8, comma 5, del D.M. n. 89/2024

Ultime da A. T. P. Cosenza - 31 Ottobre 2025 - 4:36pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

I.C. SPEZZANO ALBANESE – Interpello per conferimento supplenza breve per la classe di concorso ADEE – SOSTEGNO SC. PRIM. PSICOFISICO EH

Ultime da A. T. P. Cosenza - 31 Ottobre 2025 - 4:33pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

Uno studio sulla doppia marginalizzazione delle donne con disabilità

Superando - 31 Ottobre 2025 - 4:33pm

Una studentessa dell’Università Cattolica di Milano, sta conducendo, nell’àmbito del proprio percorso di studio, una ricerca qualitativa sul tema della “Doppia marginalizzazione delle donne con disabilità”, con particolare attenzione all’inserimento nel mondo del lavoro e alle esperienze di discriminazione multipla. Per questo sta cercando donne con disabilità disponibili a partecipare a una breve intervista semi-strutturata online Donne con diverse forme di disabilità

Come viene segnalato nel proprio sito dal Centro Informare un’h, Joely Jimenez Sanchez, studentessa del Corso di Laurea Magistrale in Consulenza Pedagogica per la Disabilità e la Marginalità, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, nell’àmbito del proprio percorso di studi sta conducendo una ricerca qualitativa sul tema della Doppia marginalizzazione delle donne con disabilità, con particolare attenzione all’inserimento nel mondo del lavoro e alle esperienze di discriminazione multipla. Per questo sta cercando donne con disabilità disponibili a partecipare a una breve intervista semi-strutturata online, «con l’obiettivo – come spiega – di dare voce alle esperienze personali, valorizzando i punti di forza, le difficoltà e le strategie di resilienza».
Tutti i dati raccolti saranno naturalmente trattati in modo anonimo e riservato, e utilizzati esclusivamente a fini di ricerca accademica.
Coloro che siano interessate possono quindi contattare Joely Jimenez Sanchez all’indirizzo joely.jimenezsanchez01@icatt.it.

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“La voce del colore”: cinque pittori sordi in mostra a Milano

Superando - 31 Ottobre 2025 - 4:17pm

Si chiama “La voce del colore” la mostra promossa dalla Fondazione Pio Istituto dei Sordi di Milano, che dal 7 al 16 novembre, nel capoluogo lombardo, ricorderà e racconterà il lavoro e le storie di cinque pittori sordi milanesi, divenuti a partire dal dopoguerra eccellenze nel mondo dell’arte, vale a dire Lauro Bolondi, Luciana Bora, Giuseppe Coppin, Arnoldo Sidoli e Primo Cajani

Si chiama La voce del colore la mostra promossa dalla Fondazione Pio Istituto dei Sordi di Milano, voluta per ricordare e raccontare il lavoro e le storie di cinque pittori sordi milanesi, divenuti a partire dal dopoguerra eccellenze nel mondo dell’arte, vale a dire Lauro Bolondi, Luciana Bora, Giuseppe Coppin, Arnoldo Sidoli e Primo Cajani.
Portata avanti in sinergia con i figli dei pittori stessi e con Emiliano Mereghetti, studioso di storia dei sordi, la mostra, patrocinata dal Municipio 6 del Comune di Milano, dall’ENS Milano (Ente Nazionale Sordi) e dall’UNEBA Lombardia, verrà inaugurata il 7 novembre, presso l’Ex-Fornace di Milano (Alzaia Naviglio Pavese, 16, ore 17) e sarà poi visitabile a ingresso libero fino al 16 novembre.

In occasione dell’inaugurazione verrà anche proiettato in anteprima il documentario Tutti i colori del silenzio di Fabio Martina, la cui realizzazione è stata sostenuta dal Fondo Sordità Milano.
L’arte dei sordi sarà poi nel pomeriggio del 15 novembre (ore 16) al centro di un incontro con esperti sordi e udenti, cui prenderà parte tra gli altri anche Primo Cajani, unico pittore vivente in mostra.

«In questa esposizione – dicono i promotori – a prendere voce è il colore, anche quando, nei casi estremi, è ridotto a un solo tono, un colore che fa sentire chiaramente la propria voce e che si esprime con partiture diverse per ciascun artista». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: info@pioistiututodeisordi.org.

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D.D.G. prot. n. AOODRCAL 32009 del 31.10.2025 – Esito Avviso prot. n. AOODRCAL31536 del 29/10/2025 – AUTORIZZAZIONE ALLA CONCESSIONE ESONERI/SEMIESONERI ALLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE OGGETTO DI DIMENSIONAMENTO 2024/2025.

Ultime da USR Calabria - 31 Ottobre 2025 - 1:35pm

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Le novità della Riforma sulla disabilità e il ruolo dell’INPS

Superando - 31 Ottobre 2025 - 1:27pm

È disponibile online un opuscolo prodotto dall’INPS che descrive le i principali aspetti della riforma sulla disabilità introdotta dal Decreto Legislativo 62/24, applicativo della Legge Delega 227/21, indicando le Province coinvolte, le specifiche condizioni di disabilità interessate al momento, nonché i passaggi futuri di implementazione, il tutto illustrando segnatamente anche il ruolo centrale assunto dall’INPS stesso nei processi di accertamento sanitario

È disponibile online (a questo link) una brochure prodotta dall’INPS che illustra i principali aspetti della Riforma della disabilità e il ruolo centrale assunto dall’INPS stesso nei processi di accertamento sanitario.
Introdotta infatti, com’è noto, dal Decreto Legislativo 62/24, applicativo della Legge Delega 227/21 in materia di disabilità, la riforma ha apportato significative novità in materia di tutela, assistenza e, in particolare, nelle modalità di riconoscimento della disabilità, facendo sì che sia appunto l’INPS ad assumere il ruolo di unico soggetto competente per l’accertamento sanitario, attraverso una nuova procedura che prende avvio con l’invio del certificato medico introduttivo.

Nella brochure prodotta dall’Istituto vengono descritte in maniera semplice e chiara le tempistiche della fase sperimentale della Riforma — in cui attualmente ci troviamo — indicando le Province coinvolte, le specifiche condizioni di disabilità interessate al momento, nonché gli step futuri di implementazione della Legge Delega e dei relativi Decreti Legislativi.
Il documento fornisce inoltre informazioni dettagliate sulla Riforma, sul nuovo processo di valutazione, sulle modalità di riconoscimento della disabilità, sulle sedi coinvolte nella sperimentazione e sulla Disability Card, proponendo anche un confronto tra il processo di riconoscimento della disabilità precedente alla Riforma e quello introdotto dalla nuova normativa, con una descrizione dei soggetti coinvolti e delle rispettive competenze. (HandyLex)

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I.C. BISIGNANO – Interpello Nazionale ai sensi dell’art.13 c. 23 O.M. 88/2024 – Avviso finalizzato al reclutamento di docenti forniti della specializzazione per la classe di concorso ADEE – SCUOLA PRIMARIA – SOSTEGNO

Ultime da A. T. P. Cosenza - 31 Ottobre 2025 - 12:46pm

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Comparto e Area Istruzione e Ricerca_ settore scuola_ sciopero intera giornata del 4 novembre 2025

Ultime da A. T. P. Cosenza - 31 Ottobre 2025 - 12:43pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

Il valore sociale del gioco

Superando - 31 Ottobre 2025 - 12:39pm

Il gioco che diventa non solo uno strumento educativo e riabilitativo, ma anche un modo concreto per avvicinare bambini e adulti alla diversità e promuovere l’inclusione sin dall’infanzia: se ne parlerà il 5 novembre a Osimo (Ancona), durante l’incontro “Il valore sociale del gioco”, promosso congiuntamente dalla Fondazione Lega del Filo d’Oro, punto di riferimento in Italia per la sordocecità e la pluridisabilità psicosensoriale, con Clementoni, nota azienda leader nel mercato del gioco educativo Una giovane seguita dalla Lega del Filo d’Oro, insieme a un’operatrice

Nella mattinata del 5 novembre a Osimo (Ancona), presso la Sala Polifunzionale del Centro Nazionale Fondazione Lega del Filo d’Oro (Via Linguetta, 3, ore 10.30), è in programma l’evento denominato Il valore sociale del gioco, promosso congiuntamente dalla stessa Fondazione Lega del Filo d’Oro, punto di riferimento in Italia da oltre sessant’anni per la sordocecità e la pluridisabilità psicosensoriale, con Clementoni, nota azienda leader nel mercato del gioco educativo.

Dedicato sostanzialmente all’importanza del gioco come opportunità di crescita, inclusione e sensibilizzazione, l’incontro sarà tra l’altro l’occasione per presentare in anteprima stampa la versione speciale di Sapientino, creato ad hoc e donato da Clementoni alla Lega del Filo d’Oro a sostegno dei progetti di quest’ultima.
«Attraverso le esperienze dei professionisti delle due realtà – spiegano i promotori dell’incontro -, entrambe eccellenze del territorio marchigiano, sarà possibile scoprire come il gioco possa diventare non solo uno strumento educativo e riabilitativo, ma anche un modo concreto per avvicinare bambini e adulti alla diversità e promuovere l’inclusione sin dall’infanzia».

Interverranno per l’occasione Rossano Bartoli, presidente della Fondazione Lega del Filo d’Oro; Pierpaolo Clementoni, direttore consumer research & insight della Società Clementoni; Tamara Lapucci, che in quest’ultima è responsabile consumer insight; Paola Nicolini, docente di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione all’Università di Macerata; Patrizia Ceccarani, segretario del Comitato Tecnico Scientifico ed Etico della Fondazione Lega del Filo d’Oro.
È prevista inoltre la testimonianza di una mamma che fa riferimento alla Lega del Filo d’Oro e a moderare l’incontro sarà Manolita Scocco, giornalista di TVRS. (S.B.)

Per informazioni: Virginia Matteucci (v.matteucci@inc-comunicazione.it); Chiara Ambrogini (ambrogini.c@legadelfilodoro.it).

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Diritto allo studio 2025 – integrazione elenchi definitivi.

Ultime da A. T. P. Cosenza - 31 Ottobre 2025 - 12:34pm

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Ora lo screening neonatale esteso diventi davvero accessibile a tutti, senza differenze territoriali

Superando - 31 Ottobre 2025 - 12:18pm

Anche l’AISMME, come altre Associazioni, commenta con soddisfazione l’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni sull’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza, che prevede l’inserimento dello screening neonatale esteso per varie patologie, tra cui anche otto nuove malattie metaboliche rare. «Ora però – dicono dalla stessa AISMME – bisogna completare il percorso, rendendo lo screening neonatale esteso davvero accessibile a tutti, senza differenze territoriali» Realizzazione grafica elaborata dall’AISMME

«Questo è un risultato che famiglie, pazienti, associazioni e mondo medico attendevano da anni»: così Cristina Vallotto, presidente dell’AISMME (Associazione Italiana Sostegno Malattie Metaboliche Ereditarie), commenta l’intesa raggiunta nei scorsi in Conferenza Stato-Regioni sull’aggiornamento dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), che prevede l’inserimento dello screening neonatale esteso per una serie di patologie, come avevamo già riferito nei giorni scorsi, a proposito della SMA (atrofia muscolare spinale) e tra le altre anche per otto nuove malattie metaboliche rare.

«L’estensione dallo screening neonatale allo screening neonatale esteso – prosegue Vallotto – è una conquista che abbiamo perseguito sin dal 2005 con determinazione: significa garantire a ogni neonato la possibilità di una diagnosi precoce e di un trattamento tempestivo, evitando conseguenze gravi e spesso irreversibili. È stato un grande passo avanti per tutto il Paese. Ma abbiamo dovuto attendere otto lunghissimi anni prima di questo e finalmente vediamo concluso un primo passaggio fondamentale, che porterà all’inclusione nel pannello dello screening neonatale esteso di otto nuove malattie metaboliche e rare: immunodeficienze combinate gravi (SCID), mucopolisaccaridosi di tipo I (MPS I), adrenoleucodistrofia legata all’X (X-ALD), malattia di Pompe, malattia di Fabry, malattia di Gaucher e altre glicogenosi. Si tratta di malattie gravi, per le quali la diagnosi precoce rappresenta un cambio di passo nel trattamento e nella qualità di vita dei pazienti».

Per l’AISMME il testo approvato nei giorni scorsi significa anche il riconoscimento dello screening neonatale esteso come strumento fondamentale di prevenzione, equità e salute pubblica, in grado di consentire trattamenti tempestivi grazie alle diagnosi precoci, ma anche il riconoscimento del ruolo determinante delle associazioni di pazienti e famiglie, sempre più soggetti attivi nelle politiche sanitarie e motore di cambiamento.
«Sin dalla nostra costituzione nel 2005 – puntualizza a tal proposito Manuela Vaccarotto, vicepresidente dell’AISMME – abbiamo lavorato moltissimo per questo e non possiamo che essere soddisfatte. Ma non dobbiamo dimenticare che questo è un risultato che arriva troppo tardi per tanti bambini e bambine che nel passato non hanno potuto avere la diagnosi precoce e hanno pagato la lentezza della politica con la loro vita o con disabilità fortemente invalidanti, causate da un ritardo diagnostico. Un prezzo che non vogliamo si continui a pagare: il percorso, infatti, non è ancora concluso e il documento deve ora passare alle Commissioni Parlamentari competenti. Ci auguriamo pertanto che tutto il processo venga completato senza ulteriori ritardi. Ogni giorno in più, infatti, ha pesanti conseguenze».

L’AISMME lancia quindi il seguente appello alla politica e agli Amministratori Regionali: “È ormai chiaro che non si può viaggiare a velocità diverse: è indispensabile velocizzare i processi di inclusione delle malattie nel pannello dello screening neonatale esteso. L’aggiornamento dello screening neonatale, un’eccellenza tutta italiana che non ha paragone nel mondo per il numero di malattie screenate per tutti i nuovi nati, deve godere di una corsia preferenziale e di un fondo nazionale dedicato, per non restare vincolato ai tempi lunghissimi di revisione dei LEA e poter essere aggiornato con l’evoluzione scientifica. Si tratta di un programma di prevenzione e salute pubblica che deve poter evolvere con la scienza, non restare fermo per motivi burocratici».
«Nuove malattie sottoposte a screening, inoltre, significano anche più bambini/bambine identificati. «Occorre dunque valorizzare la rete nazionale dei Centri di screening, diagnosi e cura – conclude Vallotto – , che dev’essere rafforzata per garantire uniformità e qualità su tutto il territorio, assicurando uguali diritti e opportunità di salute a tutti i neonati, indipendentemente dalla Regione in cui nascono. Ora servono continuità, risorse e volontà politica per completare il percorso e rendere lo screening neonatale esteso davvero accessibile a tutti, senza differenze territoriali». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: info@aismme.org (Giuliana Valerio).

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IIS ROSSANO ITAS ITC – Interpello nazionale per incarichi CdC A044 – Scienze e tecnologie tessili, dell’abbigliamento e della moda

Ultime da A. T. P. Cosenza - 31 Ottobre 2025 - 12:13pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

Comparto e Area Istruzione e Ricerca_ settore scuola_ sciopero intera giornata del 4 novembre 2025

Ultime da USR Calabria - 31 Ottobre 2025 - 10:54am

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Fruizione dei permessi per il diritto allo studio- 150 ore- Comparto Funzioni Centrali

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Fruizione dei permessi per il diritto allo studio- 150 ore- Comparto Istruzione e Ricerca

Ultime da USR Calabria - 31 Ottobre 2025 - 9:42am

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Decreto legge 159 del 31 ottobre 2025 - Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile

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Categorie - News Normativa

Testo decreto-legge 127 del 9 settembre 2025 coordinato con legge di conversione 164 del 30 ottobre 2025 - Riforma esame di Stato e avvio anno scolastico 2025-2026

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“Speciali”? No, Persone come tutte le altre! L’“Inspiration Porn” che distoglie l’attenzione dalle vere barriere

Superando - 30 Ottobre 2025 - 6:32pm

«Immagini di persone con disabilità accompagnate da frasi come “Io sono speciale” – scrivono dall’Associazione sammarinese Attiva-Mente – rappresentate quindi come “eroi” o “fonti d’ispirazione” solo per la loro esistenza, sono esempi di “Inspiration Porn”, forma di abilismo mascherato da positività, che in realtà distoglie l’attenzione da quelle barriere sociali, culturali e architettoniche che limitano l’autonomia e la partecipazione delle persone con disabilità» Un classico esempio di “Inspiration Porn”, generato con l’intelligenza artificiale

Quando vediamo immagini come quella qui a fianco generata tramite l’intelligenza artificiale, in cui una persona con disabilità è accompagnata da frasi come “Io sono speciale”, dovremmo fermarci a riflettere. Perché “speciale”? Perché usa una sedia a rotelle? Perché ha la sindrome di Down? Perché vive la propria vita come chiunque altro?
Questo è un esempio di Inspiration Porn, cioè quella tendenza a rappresentare le persone con disabilità come “eroi” o “fonti d’ispirazione” solo per la loro esistenza. Un meccanismo che anche se può sembrare positivo, in realtà rafforza uno sguardo paternalistico e abilista: la disabilità viene trasformata in uno spettacolo emotivo per il pubblico senza disabilità, invece di essere riconosciuta come una condizione umana normale, senza bisogno di etichette “speciali”.

Le persone con disabilità non sono qui per ispirare nessuno. Sono qui per vivere la propria vita – con gioie, difficoltà, sogni e conquiste – esattamente come tutti gli altri. Abbattiamo lo stereotipo dell’“eroe disabile” e costruiamo una società davvero inclusiva, in cui nessuno debba essere considerato “speciale” solo per il fatto di esistere.
Le immagini che ritraggono persone con disabilità accompagnate da frasi come Io sono speciale o Non hai scuse! sono quindi esempi emblematici di Inspiration Porn, fenomeno reso noto a suo tempo dall’attivista Stella Young, che descrive appunto la tendenza dei media e della società a trattare le persone con disabilità come fonti d’ispirazione per il pubblico senza disabilità, spesso senza alcun merito o risultato concreto, ma semplicemente per il fatto di esistere con una disabilità.

L’Inspiration Porn non è solo un problema di rappresentazione: è una forma di abilismo mascherato da positività. Implicando infatti che la disabilità sia una condizione “terribile”, superabile solo con una straordinaria forza di volontà, distoglie l’attenzione dalle vere barriere – quelle sociali, culturali e architettoniche – che limitano l’autonomia e la partecipazione delle persone con disabilità.
Questa narrazione edulcorata e sentimentalista sposta l’attenzione dai diritti e dall’accessibilità all’esaltazione della “determinazione individuale”, deresponsabilizzando la società dal garantire pari opportunità.
Usare immagini come quelle di cui si è detto senza un contesto critico rafforza stereotipi e aspettative tossiche: la persona con disabilità deve essere sempre sorridente, resiliente e “ispiratrice”, altrimenti viene ignorata.

Per una vera inclusione, dobbiamo smettere di glorificare la disabilità come se fosse un’eccezione straordinaria e cominciare a riconoscere le persone con disabilità per ciò che sono: cittadini e cittadine con diritti, desideri e vite piene e complesse, proprio come tutti gli altri.

*Attiva-Mente è un’Associazione della Repubblica di San Marino (attivamentersm@gmail.com).

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Valutazione dei farmaci ed educazione sanitaria: il ruolo dei pazienti nei processi regolatori

Superando - 30 Ottobre 2025 - 5:57pm

Cresce sempre più il ruolo delle Associazioni di pazienti nei confronti degli enti regolatori, che riconoscono l’importanza della loro partecipazione in processi quali la valutazione dei farmaci o l’educazione sanitaria. Alla luce di tale evoluzione, Rarelab, con la media partnership dell’OMaR, promuoverà il 4 novembre l’incontro “Il ruolo del paziente nei processi regolatori: L’esperienza InPags”, per favorire il dialogo tra le Associazioni e l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco)

Sta crescendo sempre più il ruolo delle Associazioni di pazienti nei confronti degli enti regolatori, come l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) o, a livello continentale l’EMA (Agenzia Europea dei Medicinali), ma anche nelle procedure adottate dalle autorità regolatorie dei singoli Stati, che riconoscono l’importanza della loro partecipazione nei processi regolatori, dalla valutazione dei farmaci all’educazione sanitaria.
Nello specifico del nostro Paese, dopo un primo processo di riconoscimento e partecipazione delle singole Associazioni di pazienti avviato dal Ministero della Salute nel 2022, anche l’AIFA, con il proprio Regolamento relativo alle norme sull’organizzazione e il funzionamento della Commissione Scientifico-Economica del Farmaco, ha previsto (articolo 11) la facoltà per la Commissione di chiamare in audizione le Associazioni o Società Scientifiche maggiormente rappresentative, in relazione alle tematiche in discussione.

Alla luce di quanto detto, ossia dell’importanza crescente del ruolo dei pazienti nei processi decisionali, oltreché del lavoro già avviato a partire dal 2023 attraverso il progetto InPags (I pazienti protagonisti delle decisioni terapeutiche), Rarelab, con la media partnership dell’OMaR (Osservatorio Malattie Rare), si propone di favorire il dialogo tra le Associazioni di pazienti e l’AIFA, attraverso l’incontro online intitolato Il ruolo del paziente nei processi regolatori: L’esperienza InPags, in programma per la mattinata del 4 novembre (ore 11). (S.B.)

A questo link è disponibile il programma completo dell’incontro. I lavori potranno essere seguiti tramite la piattaforma Zoom. Per ulteriori informazioni: melchionna@rarelab.eu (Rossella Melchionna).

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