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INTEGRAZIONE DIRITTO ALLO STUDIO 2025

Ultime da A. T. P. Cosenza -

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

“L’istante infinito”: per Flavio Cocanari e per tutte le persone con talassemia

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«Un racconto autentico, una voce che unisce, un viaggio potente tra storie, linguaggi ed emozioni di chi convive con la talassemia e per noi dedicato a Flavio Cocanari e a tutte le persone con talassemia, nel ventennale della nostra Associazione»: lo dicono dall’Associazione Amici di Flavio Cocanari, parlando del libro “L’istante infinito” di Michele Palazzetti, che verrà presentato il 17 ottobre a Ostia Lido (Roma)

«Un racconto autentico, una voce che unisce, un viaggio potente tra storie, linguaggi ed emozioni di chi convive con la talassemia»: lo dicono dall’Associazione Amici di Flavio Cocanari, parlando del libro L’istante infinito. Presente, passato e futuro di sé nelle parole di pazienti con talassemia di Michele Palazzetti, aggiungendo che «per noi è dedicato a Flavio Cocanari e a tutte le persone con talassemia, nel ventennale della nostra Associazione».
L’istante infinito verrà presentato nel pomeriggio del 17 ottobre a Ostia Lido (Roma), presso l’Hub Save the Children (Piazza Lorenzo Gasparri, 22, ore 17), nel corso di un incontro organizzato dalla stessa Associazione Amici di Flavio Cocanari, insieme all’Associazione Gocce di Vita e a QUI. Un Quartiere per Crescere, programma promosso da Save the Children, alla presenza dell’Autore e di rappresentanti delle organizzazioni promotrici. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: amicidiflavio@gmail.com.
Scomparso nel 2004, Flavio Cocanari, persona con disabilità, fu per anni responsabile nel Sindacato CISL del Dipartimento Handicap, oltre ad essere stato anche il primo dirigente sindacale in Europa ad avere la delega sulle disabilità.

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“Dialoghi con Mister Parkinson – Storie di carattere. Oltre il tremore”: l’incontro di Napoli

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Dopo le tappe di Bergamo e Novara, arriverà il 17 ottobre a Napoli il ciclo di eventi “Dialoghi con Mister Parkinson – Storie di carattere. Oltre il tremore”, presentato nello scorso mese di settembre anche sulle nostre pagine e promosso dalla Confederazione Parkinson Italia, con il sostegno non condizionante di Zambon Italia

Avevamo presentato nel settembre scorso il ciclo di eventi denominato Dialoghi con Mister Parkinson – Storie di carattere. Oltre il tremore, promosso dalla Confederazione Parkinson Italia, con il sostegno non condizionante di Zambon Italia, che dal 19 settembre ha incominciato ad attraversare l’Italia, con la proiezione di volta in volta del docufilm che dà il nome al ciclo stesso, seguito da una tavola rotonda con testimonianze e approfondimenti su ricerca, qualità della vita e bisogni concreti di chi convive con la malattia.

Dopo le tappe di Bergamo e Novara, dunque, è prevista il 17 ottobre quella di Napoli (Starhotels Terminus, Piazza Garibaldi, 91, ore 16), con gli interventi di Alessandro Tessitore, ordinario di Neurologia e direttore della Scuola di Specializzazione in Neurologia all’Università Luigi Vanvitelli di Napoli, oltreché direttore dell’Unità Operativa Complessa di Neurologia e Neurofisiopatologia nell’Azienda Ospedaliera Universitaria Vanvitelli; Anna Michela Vitulano, presidente dell’Associazione Parkinson Parthenope; Giangi Milesi, presidente della Confederazione Parkinson Italia. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: segreteria@parkinson-italia.it.

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Una Giornata Nazionale per quei fratelli e sorelle spesso ancora “invisibili”

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Secondo dati del 2018, erano circa 450.000 i bambini sotto i 16 anni con fratelli o sorelle affetti da malattie rare. A loro, i “Rare Siblings”, le Associazioni chiedono di dedicare una Giornata Nazionale il 31 maggio, in corrispondenza del “Siblings Day” europeo, sollecitando il Parlamento a votare la Proposta di Legge che ne sancisce l’istituzione. Un appello rilanciato nei giorni scorsi durante un incontro a Roma, dove è stata anche presentata la fiaba “La primavera del lupo farfalla” La fiaba “La primavera del lupo farfalla”, dedicata a fratelli e sorelle di persone con malattie rare, presentata durante l’incontro sui “Rare Siblings”

Fratelli e sorelle invisibili, bambini e bambine che, malgrado la loro età, sentono la responsabilità di prendersi cura dei loro fratelli e sorelle con una malattia o un tumore raro. Sono i Rare Siblings, figure silenziose, ma fondamentali, che meritano riconoscimento e tutela. È a loro che le Associazioni dei pazienti chiedono di dedicare una Giornata Nazionale, sollecitando il Parlamento a votare la Proposta di Legge che ne sancisce l’istituzione. E in occasione dell’evento Rare Siblings: dare luce e valore a chi c’è sempre, ma non si vede, tenutosi a Roma (se ne legga anche la nostra presentazione), Associazioni, clinici, psicologi e genitori hanno rilanciato quell’appello alle Istituzioni.

In Italia si stima che siano circa 450.000 i bambini sotto i 16 anni con fratelli o sorelle affetti da malattie rare, un dato relativo al 2018 che necessita di essere rivisto e approfondito. La Proposta di Legge per istituire una Giornata Nazionale dei Rare Siblings (AC 2213) è stata presentata alla Camera nel mese di gennaio di quest’anno dalla deputata Ilenia Malavasi. L’obiettivo dell’iniziativa è che il 31 maggio venga appunto dedicato ai fratelli e alle sorelle di persone affette da malattie rare, in sintonia con il Siblings Day europeo, e che le scuole di ogni ordine e grado possano promuovere iniziative didattiche, formative e informative, per approfondire la conoscenza di queste patologie e della condizione di questi bambini e ragazzi, che non sono pazienti, né caregiver, ma che vivono una realtà complessa, che merita attenzione specifica.

A testimonianza dell’urgenza di prendersi cura di queste persone, nonché a sostegno della stessa Proposta di Legge, nel corso dell’evento di Roma è stata presentata La primavera del lupo farfalla, fiaba scritta da Federica Ortolan e illustrata da Giulia Orecchia, realizzata da Carthusia Edizioni, insieme all’AITC (Associazione Italiana Tumori Cerebrali), ad Alagille Italia e a PFIC Italia Network, avvalendosi del patrocinio dell’OMaR (Osservatorio Malattie Rare) e di Rare Siblings, oltreché del supporto incondizionato dell’azienda biofarmaceutica Ipsen.
«Essere fratelli o sorelle di una persona con una malattia rara – dichiara Ilenia Malavasi, componente della Commissione Affari Sociali della Camera, promotrice dell’incontro di Roma – significa condividere un percorso di vita fatto di amore, responsabilità e resilienza, spesso vissuto in silenzio. L’istituzione di una Giornata Nazionale dedicata ai Rare Siblings non è soltanto un atto formale, ma un gesto simbolico e concreto di visibilità e dignità, per promuovere una nuova consapevolezza collettiva, capace di normalizzare la complessità di chi vive accanto alla malattia rara, superando pregiudizi e stereotipi, e costruendo una cultura fondata sull’inclusione, la solidarietà e la comprensione reciproca. È un impegno culturale e istituzionale che deve passare anche attraverso il coinvolgimento delle scuole, che possono diventare luoghi di formazione e cambiamento». (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento, a quest’altro link un’ampia scheda sulla fiaba La primavera del lupo farfalla. Per altre informazioni: Simone Iemmolo (simone.iemmolo@h-rp.it).

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L’augurio di un sostegno bipartisan per il Terzo Settore nella prossima Legge di Bilancio

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«Bene la sensibilità bipartisan sulla necessità di aumentare il tetto del 5 per mille, ma ci auguriamo accada lo stesso anche su altri interventi altrettanto fondamentali per il Terzo Settore»: lo afferma Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, osservando le discussioni in corso riguardanti le misure della prossima Legge di Bilancio

«Ci fa molto piacere che si stia discutendo sulle misure utili al Terzo Settore nella prossima Legge di Bilancio, a partire dal tema a noi caro del 5 per mille che oggi, a causa di un tetto fissato a 525 milioni di euro, lascia incompiuta la volontà di migliaia di contribuenti. A tal proposito osserviamo una sensibilità bipartisan sul bisogno di aumentare questo tetto, un bell’esempio di come si riesca a creare un terreno di gioco comune quando si tratta di incidere positivamente sull’impatto del non profit nel Paese. Ci auguriamo pertanto che possa esserci uguale determinazione anche su interventi altrettanto fondamentali per il Terzo Settore, quali la risoluzione delle varie questioni aperte riguardo l’IVA, e l’eliminazione dell’ingiusta imposta IRAP per il non profit. Anch’esse, infatti, possono essere il campo di una positiva convergenza politica»: lo dichiara in una nota Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: stampa@forumterzosettore.it.
A questo link vi è l’elenco completo di tutti i soci e degli aderenti al Forum Nazionale del Terzo Settore, tra cui anche la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).

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Un incontro sul Progetto di Vita in Friuli Venezia Giulia

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Si terrà il 16 ottobre a Gorizia un workshop sul “Progetto di Vita”, così come previsto dal Decreto Legislativo 62/24, applicativo della Legge Delega 227/21 in materia di disabilità, incontro organizzato dalla CTI (Consulta Territoriale di coordinamento delle associazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie dell’Isontino), assieme all’Associazione Idea e alla Direzione Centrale Salute, Politiche Sociali e Disabilità della Regione Friuli Venezia Giulia

È organizzato dalla CTI (Consulta Territoriale di coordinamento delle associazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie dell’Isontino), assieme all’Associazione Idea e alla Direzione Centrale Salute, Politiche Sociali e Disabilità della Regione Friuli Venezia Giulia, il workshop sul Progetto di Vita, così come previsto dal Decreto Legislativo 62/24, applicativo della Legge Delega 227/21 in materia di disabilità, incontro in programma per il pomeriggio del 16 ottobre a Gorizia (Sala Europa dell’Istituto Galilei Cossar, Via Puccini, 22, ore 15-17).

«Il Decreto Legislativo 62/24 – spiegano i promotori -, emanato a seguito della Legge Delega 227/21, ha introdotto il via sperimentale il Progetto di Vita e lo specifico procedimento ad esso legato. Il provvedimento nazionale sta trovando attuazione in alcune Province individuate con Decreto Ministeriale fra le quali anche quella di Trieste. Al Progetto di Vita, inoltre, si fa riferimento anche nei PEI scolastici (Piani Educativi Individualizzati), oltreché in altre normative nazionali e regionali. Per questo motivo le Consulte Territoriali del Friuli Venezia Giulia propongono un ciclo di workshop per fare chiarezza sulla procedura per la richiesta del Progetto di Vita stesso, sui possibili destinatari, sul cambiamento di linguaggio che sta interessando il “mondo della disabilità”, sulla definizione stessa della condizione di disabilità e su molti altri aspetti toccati dalle riforme in atto. Durante il workshop del 16 ottobre, dunque, ci sarà l’occasione di vedere come è strutturato un Progetto di Vita e verrà dato spazio alle richieste degli intervenuti. Il tutto rivolto a coloro che, a diverso titolo e per le più diverse ragioni, possono essere interessati ad approfondire il tema del Progetto di Vita, senza trascurare il fatto che non mancheranno nemmeno riferimenti al Progetto di Vita come già introdotto dall’articolo 14 della Legge 328/00, che trova ancora applicazione nelle Province per ora non interessate dalla sperimentazione».

Interverranno per l’occasione Stefano Baldini, Sara Covallero, Cristiano Stea, Roberta Zona, Sergio Boscarol e sarà anche presente una famiglia che condividerà la propria esperienza personale in relazione all’attivazione del Progetto di Vita per il proprio figlio. (S.B.)

Per motivi organizzativi è gradita la prenotazione tramite l’indirizzo consulta.territoriale.isontina@gmail.com. Per informazioni, lo stesso indirizzo o anche segreteria@consultadisabili.fvg.it.

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Terza e ultima edizione del 2025 per l’“Inclusion Job Day”

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Ultimo appuntamento dell’anno il 24 ottobre con “Inclusion Job Day”, l’evento online che favorisce l’inclusione lavorativa, un’opportunità concreta per diplomati, laureandi e laureati con disabilità per dare una svolta al loro futuro professionale, iniziativa che ha per la prima volta al proprio fianco anche la nostra testata Superando, in qualità di media partner

Appuntamento online venerdì 24 ottobre con la nuova edizione di Inclusion Job Day, la terza e ultima del 2025. Dalle 11 alle 18 di quel giorno, dunque, le persone con disabilità e/o appartenenti alle cosiddette “categorie protette” diplomate, laureande e laureate potranno incontrare – in modalità web senza spostarsi – piccole, medie imprese e multinazionali pronte ad offrire posizioni qualificate in vari settori. Un’occasione concreta per trovare lavoro dopo gli studi o per esplorare nuovi percorsi.

L’evento è progettato e organizzato dalla digital agency Hidoly, che ha realizzato l’infrastruttura tecnologica e fornisce l’assistenza prima, durante e dopo l’evento, e da Cesop HR Consulting Company, che cura la presenza delle aziende partecipanti. La piattaforma è accessibile secondo le linee guida internazionali WCAG 2.0 ed è prevista l’interprete LIS per tradurre le presentazioni delle aziende.
A supportare l’incontro del 24 ottobre, per la prima volta a fianco dell’Inclusion Job Day in qualità di media partner, vi sarà la nostra testata Superando che per altro segue questa iniziativa sin dagli esordi nel 2020 .

Le aziende partecipanti
Le imprese che ad oggi hanno già aderito rappresentano diversi settori merceologici e sono: Abbvie, Acea, Alerion Clean Power, Avio, Bristol Mayers Squibb, Cisalfa, DGS, Eli Lilly, Fincantieri, Fineco, Gruppo BCC Iccrea, Inwit, Iqvia, Open Fiber, Poste Italiane, Umana, Versace, Worldline.

Come accedere e partecipare
Per gli utenti basta registrarsi al sito (tramite questo link), completare il proprio profilo e allegare il curriculum vitae. Chi si è registrato potrà essere coinvolto nelle sessioni di formazione dedicate alle funzionalità della piattaforma per una partecipazione più efficace.

Che cosa offre l’Inclusion Job Day
Agli utenti:
° accesso gratuito alla piattaforma;
° partecipazione alle presentazioni aziendali;
° visibilità completa sui profili ricercati;
° incontro con i recruiter negli spazi virtuali dedicati;
° invio dei curriculum vitae;
° candidatura alle posizioni;
° organizzazione dei colloqui one-to-one;
° utilizzo della piattaforma anche dopo l’evento.

Alle aziende:
° presentazione dei company profile;
° caricamento dei profili ricercati;
° incontro con gli utenti negli spazi virtuali dedicati;
° organizzazione delle agende per gli incontri;
° gestione dei colloqui one-to-one;
° utilizzo della piattaforma anche dopo l’evento.

Dal 2020, anno di nascita del progetto, Inclusion Job Day conta oggi su oltre 5.000 iscritti – più della metà laureati o laureandi – e sulla partecipazione di circa 300 aziende tra medie imprese e multinazionali di diversi settori.

E come di consueto, a precedere l’evento sarà l’incontro Inclusion Job Talk, tavola rotonda online dalle 10 alle 11, con esperti del mondo imprenditoriale, accademico e istituzionale.
Questa volta il tema sarà Di cosa parliamo quando parliamo di abilismo? di cui discutere con Mattia Muratore ex atleta, ambasciatore dello sport paralimpico e scrittore; Arianna Pellizzer ricercatrice universitaria; Manuela Pioltelli, responsabile del Collocamento Mirato di Umana.
A introdurre i lavori saranno Roberta Barba dell’Agenzia Hidoly e Alessandro Pivi di Cesop HR Consulting Company. (R.B.)

Ricordiamo ancora il link per registrarsi all’Inclusion Job Day. Per rimanere aggiornato sulle prossime edizioni dell’iniziativa e su altre novità, basta poi iscriversi alla IJD Newsletter tramite questo link. Per ogni altra informazione: segreteria@inlusionjobday.com (tel. 347 6201534).

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In Piemonte cresce il consenso ampio e trasversale per il Modello DAMA

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Come informano dalla Rete Obiettivo DAMA Torino, nata lo scorso anno per promuovere l’implementazione del Modello DAMA (“Assistenza medica avanzata alle persone con disabilità”) in Piemonte, l’approvazione di un Ordine del Giorno anche da parte della Città di Torino, rafforza un consenso ormai ampio e trasversale in favore di tale modello. L’auspicio è che la Regione Piemonte ne formalizzi quanto prima l’attivazione in uno o più presìdi ospedalieri

Come informano dalla Rete Obiettivo DAMA Torino, nata nel novembre dello scorso anno, come avevamo segnalato anche sulle nostre pagine, «con l’intento di promuovere l’implementazione del Modello DAMA (Disabled Advanced Medical Assistance, ovvero “Assistenza medica avanzata alle persone con disabilità”) in Piemonte», la Città di Torino ha approvato un Ordine del Giorno, presentato dal consigliere Simone Fissolo – che impegna la Regione Piemonte ad avviare DAMA negli ospedali regionali, dando cioè concreta attuazione a «percorsi ospedalieri personalizzati per persone con disabilità intellettiva e/o autismo, superando barriere organizzative e garantendo accessi appropriati alle cure».

«Il voto di Torino – sottolineano dalla Rete Obiettivo DAMA Torino – si inserisce in un quadro di impegni istituzionali già assunti in Piemonte a più livelli. Quest’anno, infatti, hanno approvato Ordini del Giorno a sostegno di DAMA i Comuni di Druento (Deliberazione n. 21 del 13 giugno 2025, approvata all’unanimità), Collegno (Ordine del Giorno Sostegno dell’implementazione del modello DAMA, con impegni a sollecitare la Regione) e Nichelino (Ordine del Giorno con analogo oggetto a supporto dell’avvio regionale del modello). In parallelo, il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato il 4 agosto scorso l’Ordine del Giorno n. 323, che impegna la Giunta Regionale ad attivare DAMA, individuando le Aziende Sanitarie idonee. E ancora, la bozza del Piano Socio-Sanitario Regionale 2025-2030 del Piemonte cita espressamente il modello DAMA come leva per una Sanità inclusiva e ne prefigura l’applicazione nella rete ospedaliera piemontese [dell’Ordine del Giorno della Regione Piemonte e della bozza del Piano Socio-Sanitario Regionale si legga già anche sulle nostre pagine, N.d.R.]. Ricordiamo infine il Tavolo Tecnico Interministeriale DAMA, insediato con Decreto del 3 marzo 2025 (ministri Alessandra Locatelli e Orazio Schillaci, coordinamento di Filippo Ghelma), finalizzato a definire linee guida uniformi per l’adozione del modello sull’intero territorio nazionale».

«L’approvazione dell’Ordine del Giorno a Torino – commentano e concludono dalla Rete Obiettivo DAMA del capoluogo piemontese – rafforza quindi un consenso ormai ampio e trasversale in favore di DAMA. Auspichiamo pertanto che la Regione Piemonte formalizzi quanto prima l’attivazione di tale modello in uno o più presìdi ospedalieri, in linea con le imminenti linee guida nazionali, così da garantire percorsi di cura realmente accessibili e rispettosi dei diritti e dei bisogni delle persone con disabilità intellettiva e/o autismo». (S.B.)

A questo link è disponibile l’elenco di tutte le organizzazioni aderenti alla rete Obiettivo DAMA Torino. Per ulteriori informazioni: reteobiettivodama@gmail.com.

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L’Associazione Disabili Bergamaschi, punto di riferimento per il proprio territorio e non solo

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Ormai da oltre 35 anni l’ADB (Associazione Disabili Bergamaschi), aderente da tempo alla Federazione FAIP, costituisce un solido punto fermo per chi, nella Provincia di Bergamo, vive una condizione di disabilità, in particolare a seguito di una lesione midollare. Tale organizzazione, infatti, lavora quotidianamente per promuovere autonomia, inclusione e partecipazione, con un approccio centrato sulla persona e sulla costruzione di percorsi di vita personalizzati

«Come presidente della FAIP (Federazione delle Associazioni Italiane di Persone con Lesione al Midollo Spinale), sono profondamente orgoglioso di avere all’interno della nostra Federazione realtà come l’ADB (Associazione Disabili Bergamaschi), che come tante altre Associazioni sul territorio, rappresenta ciò che di più autentico e significativo esprime il mondo dell’associazionismo e del Terzo Settore: impegno costante, competenza e una straordinaria capacità di costruire risposte concrete ai bisogni delle persone. La loro presenza quotidiana, la capacità di fare rete, la vicinanza reale a chi affronta una lesione midollare sono l’essenza stessa di una società civile che vuole essere inclusiva e giusta. Questo è il valore dell’associazionismo, questo è il bello del Terzo Settore: persone che si mettono in gioco, che non si rassegnano, che trasformano la difficoltà in occasione di crescita collettiva. Un saluto affettuoso e un grande abbraccio agli amici di Bergamo, che con costanza, determinazione e passione continuano ogni giorno a difendere i diritti, la dignità e la libertà di chi vive con una lesione al midollo spinale. Insieme, possiamo continuare a fare la differenza»: così Vincenzo Falabella, presidente della FAIP, si esprime sull’ADB, che da anni è parte attiva di tale Federazione, confermando il riconoscimento, a livello nazionale, del lavoro svolto da questa Associazione lombarda e rafforzando il senso di appartenenza a una rete che, unita, può incidere sul presente e sul futuro delle politiche sulla disabilità in Italia.

Ormai da oltre 35 anni l’ADB costituisce un solido punto fermo per chi, nella Provincia di Bergamo, vive una condizione di disabilità, in particolare a seguito di una lesione midollare. Tale organizzazione, infatti, lavora quotidianamente per promuovere autonomia, inclusione e partecipazione, con un approccio centrato sulla persona e sulla costruzione di percorsi di vita personalizzati.
La sede dell’ADB, in Via Borgo Palazzo a Bergamo, è molto più di un luogo fisico, caratterizzandosi infatti come uno spazio di ascolto e di accoglienza, dove le persone trovano supporto concreto, ma anche un confronto umano con chi ha vissuto esperienze simili. Il percorso riabilitativo, infatti, non è solo clinico, riguardando anche l’aspetto emotivo, sociale e relazionale della vita quotidiana.
«Il nostro obiettivo – sottolineano infatti dall’ADB – non è semplicemente assistere, ma accompagnare verso una vita indipendente, che consenta a ogni persona di esprimere le proprie potenzialità e partecipare attivamente alla vita della comunità. I servizi da noi offerti spaziano dal supporto psicologico alla consulenza per l’accessibilità, dalla gestione burocratica post-lesione alle attività ricreative e sportive. Né mancano progetti rivolti all’inserimento lavorativo e alla sensibilizzazione nelle scuole e sul territorio. In ogni àmbito, quindi, cerchiamo di promuovere un’idea di disabilità che superi i limiti imposti dagli stereotipi, mettendo al centro la persona e non la condizione».

Come detto in precedenza, l’ADB aderisce da anni alla Federazione FAIP, una rete nazionale attraverso la quale contribuisce in modo diretto al confronto con le Istituzioni, offrendo la propria esperienza e visione per promuovere politiche pubbliche più eque e inclusive. «Partecipare alla FAIP – sottolinea Falabella – significa infatti essere parte di un movimento che non si limita alla solidarietà, ma agisce anche in termini di advocacy [tutela], rivendicando il diritto a una vita indipendente, l’accesso alle cure adeguate, la piena accessibilità dei luoghi e dei servizi, e il riconoscimento delle competenze e del valore sociale delle persone con disabilità. Grazie a questo impegno, l’ADB porta la voce di chi vive una lesione spinale anche nei tavoli di lavoro nazionali, contribuendo a orientare le scelte politiche e legislative in materia di disabilità. Un lavoro, questo, che spesso è silenzioso, ma che è fondamentale per cambiare la cultura, oltre che le norme».

Tornando al territorio, qui la forza dell’ADB sta anche nella collaborazione attiva con enti pubblici, strutture sanitarie, realtà educative e associazioni. A tal proposito, in questi anni l’associazione si è fatta promotrice di iniziative mirate a rendere la Provincia di Bergamo più accessibile e consapevole, con l’obiettivo di costruire una società capace di includere davvero, non solo in teoria. «Ogni storia è diversa, ma tutte hanno bisogno di ascolto, di strumenti e di una rete di sostegno per poter ripartire», spiegano i volontari dell’ADB, molti dei quali hanno vissuto in prima persona il percorso di riabilitazione e reinserimento sociale.

Ma dietro ad ogni traguardo raggiunto, c’è naturalmente l’impegno costante di persone che hanno scelto di dedicare tempo, competenze e passione al servizio degli altri. E innanzitutto vi è il presidente Claudio Tombolini, guida solida e appassionata, insieme e a tutti i dirigenti che con dedizione portano avanti le attività quotidiane dell’ADB. Un ruolo fondamentale, poi, lo svolge anche Giuseppe Brignoli, rappresentante dell’Associazione all’interno della FAIP, che contribuisce con competenza e sensibilità al dibattito nazionale sui diritti delle persone con lesione midollare. Un grazie speciale merita infine anche Adriana Danelli, instancabile segretaria e punto di riferimento operativo dell’Associazione, che da anni assicura continuità, organizzazione e umanità in ogni progetto.
«E il ringraziamento – dicono dalla FAIP – va esteso a tutti i volontari, collaboratori, operatori e soci che, giorno dopo giorno, rendono grande una realtà come l’ADB. È grazie a loro, infatti, se l’Associazione continua ad essere un faro di speranza, solidarietà e concretezza per chi affronta nuove sfide. In un’epoca in cui il rischio di marginalizzazione è ancora alto, l’ADB rappresenta una realtà che resiste con determinazione. Lo fa offrendo quotidianamente presenza, competenza e umanità a chi si trova improvvisamente a dover ripensare la propria vita».

«Invitiamo quindi tutti coloro che vogliano conoscere meglio le nostre attività – concludono dall’Associazione bergamasca – a visitare la nostra sede di Via Borgo Palazzo o a seguire i nostri canali social ufficiali. Perché, come dimostra anche la nostra esperienza, dopo una lesione, la vita non si ferma: può ricominciare, con dignità e nuove prospettive». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: info@adbbergamo.it.

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Quasi 3.400 firme per il ritiro di quegli emendamenti che fanno prorogare di un anno i corsi INDIRE sul sostegno

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Ben 3.348 persone, tra docenti di scuola, genitori, docenti universitari, dirigenti scolastici, membri di Associazioni di persone con disabilità, cittadini e cittadine, hanno sottoscritto un documento del MUISS (Movimento Unitario per l’Inclusione Scolastica e Sociale) in cui si chiede ai Senatori che li hanno firmati di ritirare quegli emendamenti al Decreto Legge 71/24, che farebbero slittare di un anno il termine dei percorsi di formazione per il sostegno attivati dall’INDIRE

«Chiediamo il ritiro immediato degli emendamenti presentati, riguardanti l’attivazione di ulteriori corsi per il conseguimento della specializzazione per il sostegno rivolti a coloro che hanno effettuato tre anni di servizio su posto di sostegno pur essendo privi del “titolo di specializzazione per le attività di sostegno”, come prevede la legge 5 febbraio 1992, n. 104. L’attivazione di ulteriori corsi, infatti, non si configurerebbe come misura di emergenza, bensì quale trasformazione di carattere strutturale per la formazione del personale specializzato, il che implicherebbe rivedere tutti i percorsi formativi»: è quanto si legge nel documento (disponibile integralmente a questo link) inviato dal MUISS (Movimento Unitario per l’Inclusione Scolastica e Sociale) e reso noto ai Ministri dell’Istruzione e del Merito, per le Disabilità e dell’Università e Ricerca, contenente appunto la richiesta a tutti i Senatori firmatari di ritirare gli emendamenti relativi all’attivazione di ulteriori corsi per il conseguimento della specializzazione per il sostegno, di cui al Decreto Legge 71/24, convertito nella Legge 106/24.
Un documento, va sottolineato, che in pochi giorni è stato sottoscritto, al momento in cui scriviamo, da ben 3.348 persone, «tra docenti, genitori, docenti universitari, dirigenti scolastici, membri delle diverse Associazioni di persone con disabilità e cittadini – spiegano dal MUISS -, preoccupati dell’eventuale protrarsi di una modalità di formazione che ha mostrato evidenti criticità e che doveva terminare, come recita il Decreto 71/24, entro dicembre 2025».

Su tale questione, come avevamo riferito anche sulle nostre pagine, si era espressa nei giorni scorsi anche la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), che ribadendo con forza «la necessità di lavorare per la creazione di un sistema scolastico veramente inclusivo, che garantisca una formazione adeguata e di alta qualità ai docenti», aveva evidenziato la questione, ricordando come «il Decreto Legge 71/24 avesse stabilito che fino al 31 dicembre 2025 la specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni e alle alunne con disabilità potesse essere conseguita attraverso percorsi di formazione attivati dall’INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa), in modalità prevalentemente asincrona».
«Ora però – avevano dichiarato dalla Federazione -, sono stati presentati degli emendamenti agli articoli 6 e 7 di quel Decreto Legge, che farebbero slittare il termine di quei percorsi di formazione al 31 dicembre 2026. Esprimendo dunque la nostra perplessità per quegli emendamenti e pur comprendendo le difficoltà insite nell’apportare cambiamenti tempestivi e radicali a un sistema complesso come quello della formazione degli insegnanti di sostegno, invitiamo i Senatori che hanno presentato gli emendamenti stessi a ritirarli e ad aprire un confronto con la nostra Federazione».

«Considerato quindi – conclude il documento del MUISS – che il profilo professionale del docente, come stabilito nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) siglato il 18 gennaio 2024, è costituito da competenze che si sviluppano “con il maturare dell’esperienza didattica, l’attività di studio e di sistematizzazione della pratica didattica” (articolo 42), avendo la consapevolezza della inderogabile necessità di assicurare alla scuola personale professionalmente competente e adeguatamente preparato, per garantire una didattica di qualità, risulta coerente con l’impostazione culturale sottesa alla progettualità inclusiva, procedere con i corsi di formazione di cui al Decreto Ministeriale 30 settembre 2011». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: muiss.segreteria@glin.it.

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“Insieme in libertà”: la XX Giornata Nazionale del Cane Guida per Ciechi

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Al centro della XX Giornata Nazionale del Cane Guida per Ciechi, promossa dall’UICI e caratterizzata dallo slogan “Diritti in movimento”, vi sarà a Roma un momento di grande visibilità istituzionale e pubblica, a partire da un incontro con il Presidente della Camera da parte di una delegazione dell’UICI, seguuito da una passeggiata dimostrativa nella Capitale, per sensibilizzare l’opinione pubblica e le Istituzioni sul diritto al libero accesso per i cani guida Immagine di copertina dell’opuscolo “Insieme in libertà”

«Tra tutte le decisioni che una persona cieca potrebbe dovere affrontare nel corso della sua vita, quella di accogliere accanto a sé un cane guida è, forse, tra le più profonde e trasformative. Non si tratta soltanto di scegliere un ausilio alla mobilità, ma di aprire la porta a una nuova forma di autonomia, di responsabilità e, soprattutto, di relazione. Non è solo un compagno silenzioso: è un alleato instancabile, capace di offrire sicurezza nei movimenti e negli spostamenti e, con il tempo, anche quella preziosa fluidità che rende naturale l’atto del camminare, persino in contesti urbani complessi e imprevedibili. Ma al di là della funzione tecnica, vi è qualcosa di più profondo. Il cane guida è, prima di tutto, un essere vivente che condivide la vita del proprio conduttore. Tra i due si instaura un legame unico, fatto di fiducia reciproca, comunicazione continua, affetto sincero. È un rapporto che non può essere costruito in modo superficiale: richiede dedizione, cura quotidiana, rispetto e – cosa non scontata – una reale volontà di mettersi in gioco, di investire tempo ed energie in una relazione complessa ma straordinariamente appagante»: si apre così l’opuscolo Insieme in libertà (disponibile a questo link), realizzato dall’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e dal Centro Regionale Helen Keller-Scuola Cani Guida di Messina, in occasione della XX Giornata Nazionale del Cane Guida per Ciechi del 16 ottobre, evento promosso dalla stessa UICI.

Al centro della Giornata di quest’anno, caratterizzata dallo slogan Diritti in movimento, vi sarà a Roma un momento di grande visibilità istituzionale e pubblica, dapprima con un incontro presso la Camera dei Deputati tra il presidente della stessa Lorenzo Fontana e una delegazione dell’UICI guidata dal presidente Mario Barbuto.
Successivamente è prevista una passeggiata dimostrativa, partendo dalla Camera dei Deputati per raggiungere Piazza di Spagna, con la partecipazione di cani guida, addestratori e famiglie Puppy Walker*, per sensibilizzare l’opinione pubblica e le Istituzioni sul diritto al libero accesso e sull’importanza di questi insostituibili compagni di vita delle persone cieche. (S.B.)

*Famiglie affidatarie di quelli che dovranno essere futuri cani guida.

Per ulteriori informazioni: Assunta Gammardella (assunta.gammardella@gmail.com).

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Un anno dopo la “Carta di Solfagnano”: il punto sulle priorità

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Esattamente un anno dopo la firma della “Carta di Solfagnano”, documento finale del G7 Inclusione e Disabilità, un incontro promosso dalla Ministra per le Disabilità per fare il punto sulle priorità e gli impegni portati avanti dopo quel passaggio in Umbria: accadrà il 16 ottobre, ancora al Castello di Solfagnano, presso Perugia, e l’incontro si chiamerà “La Carta di Solfagnano a un anno dal G7 – Il punto sulle priorità”

«Esattamente un anno dopo la firma della Carta di Solfagnano, documento finale del G7 sui temi dell’inclusione e della disabilità, faremo il punto sulle priorità e gli impegni portati avanti in quest’anno: dall’inclusione lavorativa alla vita indipendente, dallo sport alla messa in sicurezza delle persone con disabilità in caso di terremoti, alluvioni o situazioni critiche ed emergenziali. Sarà l’occasione per rinnovare il nostro impegno e continuare a promuovere quel cambiamento, anche culturale, che è iniziato»: così la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli presenta l’incontro denominato La Carta di Solfagnano a un anno dal G7 – Il punto sulle priorità, organizzato per il 16 ottobre allo stesso Castello di Solfagnano, presso Perugia, dove lo scorso anno venne definita l’omonima Carta.

L’evento si aprirà con i saluti istituzionali di Serafino Corti, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità, Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) e Nazaro Pagano, presidente della FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità).

A introdurre i lavori sarà Locatelli, dando il via ai quattro panel previsti, dedicati rispettivamente a Introduzione alle priorità della Carta di Solfagnano e l’inclusione come tema prioritario nelle agende politiche di tutti i Paesi; Accesso e accessibilità, promozione delle nuove tecnologie e dimensione sportiva, ricreativa e culturale della vita; Valorizzazione dei talenti e inclusione lavorativa, Vita autonoma e indipendente, Dignità della vita e servizi comunitari appropriati; Prevenzione e gestione della preparazione per le emergenze e per le situazioni di gestione post-emergenza, incluse le crisi climatiche, i conflitti armati e le crisi umanitarie. (S.B.)

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“Turismi Accessibili”: i vincitori e le targhe speciali

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In attesa della cerimonia conclusiva di Napoli dell’8° Premio Nazionale “Turismi Accessibili”, iniziativa ideata e realizzata dall’Associazione Diritti Diretti che è certamente tra i più prestigiosi riconoscimenti in tema di turismo accessibile e inclusivo e del quale abbiamo avuto quest’anno il piacere e l’onore di essere media partner, presentiamo oggi i vincitori scelti dalla Giuria degli Esperti, nonché le targhe speciali che verranno assegnate

In attesa della cerimonia conclusiva dell’ottava edizione del Premio Nazionale Turismi Accessibili – Imprenditori, Enti, Associazioni, Giornalisti, Comunicatori e Influencer Superano le Barriere, in programma per il 18 ottobre prossimo nella cornice del Complesso Museale dell’Augustissima Arciconfraternita della Santissima Trinità dei Pellegrini di Napoli (evento già segnalato sulle nostre pagine), presentiamo oggi le eccellenze italiane scelte dalla Giuria degli Esperti per questo 2025 che si presenta ricco di novità.
Il premio, ideato e realizzato da Diritti Diretti APS, è certamente tra i più prestigiosi riconoscimenti in tema di turismo accessibile e inclusivo e quest’anno Superando ha l’onore e il piacere di essere media partner dell’iniziativa.

Dicevamo delle candidature, quest’anno ben 14 sono state accolte e selezionate, tutte di altissimo profilo. Per ciascuna di loro il premio rappresenta una vetrina con alto impatto mediatico per il settore dell’accoglienza turistico ricettiva, la fruizione dei luoghi d’arte e della cultura, la comunicazione. A tutti i progetti viene dato spazio nel sito del Premio, ma anche nel sito I Pensieri di Marta e su tutti i social collegati.
Turismi Accessibili premia l’accessibilità che già esiste nelle varie tipologie di turismo: culturale, enogastronomico, sportivo, congressuale, balneare, montano, termale, scolastico, religioso, dando risalto sia a progetti, attività e servizi di chi, in Italia, è riuscito a produrre sviluppo socio-economico unendo i concetti di attrattività, innovazione, estetica e/o sostenibilità alla cultura dell’accessibilità, sia a servizi e articoli giornalistici, video e campagne di comunicazione che raccontano le eccellenze.
La Giuria degli Esperti ha valutato tutte le candidature e ha scelto le tre opere che rappresentano l’Eccellenza Italiana nei tre àmbiti previsti dal bando 2025.
Il Premio degli Esperti per Accoglienza e Fruizione nei Luoghi della Cultura va alla candidatura della Basilica Patriarcale di Aquileia, con il progetto La Basilica per Tutti che propone l’accessibilità universale nel sito Unesco, con la piena fruizione per persone con disabilità fisica, sensoriale e cognitiva, grazie ad informazioni, percorsi, ausili e personale altamente formato.
Il Premio degli Esperti per Giornalismo e Comunicazione va quindi alla candidatura dell’Associazione Sicilia Turismo per Tutti, con il progetto Sicilia Mare per Tutti che censisce e comunica l’accessibilità di oltre 200 spiagge pubbliche e private in Sicilia, garantendo un’ampia fruizione per le persone con disabilità fisica, sensoriale e cognitiva. Grazie al dialogo con Istituzioni, Enti Locali, imprenditori del settore e la presenza costante ad eventi e convegni, c’è stato infatti in Sicilia un forte impulso per l’accoglienza turistica accessibile e inclusiva.
Il Premio degli Esperti per Accoglienza e Servizi Turistico Ricettivi va infine alla candidatura dell’Associazione SardegnAccessibile, con l’omonimo progetto che ha permesso di realizzare tante spiagge accessibili in Sardegna, garantendo un’ampia fruizione da parte delle persone con disabilità. Anche qui, grazie al dialogo con Istituzioni, Enti Locali e Imprenditori del settore, si sta investendo in accessibilità e accoglienza turistica.

«Anche in questa edizione abbiamo ricevuto tante candidature straordinarie da tutta Italia – dichiara Marta Russo, presidente di Diritti Diretti – e ogni candidatura racconta un’eccellenza italiana in cui la Persona è al Centro; ogni progetto, dunque, rappresenta una spinta verso un mondo più attento all’inclusione e alle esigenze di ciascuno. Proprio per questo motivo, la Giuria ha deciso di assegnare una Targa Speciale anche ad alcune candidature che, pur non avendo potuto ricevere il massimo riconoscimento previsto, hanno tuttavia evidenziato un altissimo valore in fase avanzata del progetto».
Verrà quindi consegnata una targa per l’impegno per l’accessibilità ai seguenti progetti:
BlindTag System per l’impegno a migliorare l’accessibilità sensoriale per persone cieche e ipovedenti; al Comune di Tortoreto (Teramo), per l’accoglienza in città di turisti con disabilità, grazie a servizi specifici, dalle informazioni, alla mobilità, alle spiagge attrezzate; alla Fondazione ANFFAS Salerno per la realizzazione di un Summer Camp inclusivo in un hotel accessibile; e, infine, a La casa di Pat, una casa vacanze accessibile ospitale e aperta a progetti di autonomia.

A questo punto la Giuria degli Esperti e la presidente Marta Russo esprimono profonda gratitudine per l’impegno di ogni Persona, Associazione, Ente, Imprenditore che supporta il miglioramento della fruizione di luoghi, strutture e servizi, dando appuntamento, per la cerimonia di consegna dei riconoscimenti ai vincitori, per la mattinata del 18 ottobre alle 10, presso il Complesso Museale dell’Augustissima Arciconfraternita della Santissima Trinità dei Pellegrini – nel Salone del Mandato – Museo dei Pellegrini di Napoli, come sopra anticipato.
La cerimonia si aprirà con i saluti istituzionali di Giovanni Cacace, primicerio dell’Arciconfraternita dei Pellegrini, Alessandra Locatelli, ministra per le Disabilità, Gennaro Pezzurro, presidente della FISH Campania (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), in rappresentanza di Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH. A seguire vi sarà un convegno con relatori internazionali e ospiti d’eccezione.
Il Premio ha ottenuto per questa edizione prestigiosi patrocini istituzionali tra cui l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo, il Patrocinio del Ministero del Turismo, dell’ENIT-Agenzia Nazionale del Turismo, del CUG (Comitato Unico di Garanzia) del  Ministero della Cultura, dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Napoli e Provincia e di Chieti e Provincia.
Oltre a Superando in veste di media partner, quest’anno l’iniziativa ha visto vede come partner logistico Prospettiva Medina.

E tra le novità più significative di questa edizione, vi è stata proprio la scelta di portare la cerimonia di premiazione per la prima volta fuori dall’Abruzzo, in pieno centro storico di Napoli, in un luogo completamente accessibile alle persone con disabilità motorie, sensoriali e cognitive, un complesso museale che diviene esempio di accessibilità e percorsi inclusivi. «Si tratta di un segnale forte – sottolinea Marta Russo, che ha scelto tale sede -, soprattutto per il fatto che in una città a forte vocazione turistica come Napoli, ma che molto spesso può risultare difficile per la quantità di barriere, esistono eccellenze che vanno valorizzate, proprio come il Museo dei Pellegrini, la cui accessibilità fisica ho personalmente testato».
Influencer dell’Accessibilità, insignita dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella del titolo di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica, Marta Russo si impegna ogni giorno per realizzare un futuro più accogliente e crede fortemente nel valore del turismo accessibile, quale risorsa per la comunità. (S.D. e S.B.)

Tutte le informazioni sull’iniziativa sono disponibili (a questo e a questo link).
Ci siamo già occupati dell’edizione 2025 di Turismi Accessibili a questo e a questo link.

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