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Nel segno di Alex Zanardi la sesta edizione di “Obiettivo Tricolore”
Ideata nel 2020 da Alex Zanardi, la grande staffetta paralimpica Obiettivo Tricolore, voluta tramite il progetto Obiettivo3 dello stesso Zanardi, per unire l’Italia e promuovere lo sport senza barriere, vivrà dal 20 settembre all’8 ottobre la sesta edizione.
L’evento verrà presentato alla stampa domani, 9 settembre, a Roma (Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica – Palazzo Madama, ore 12), su iniziativa dell’atleta paralimpica e senatrice Giusy Versace. Interverranno per l’occasione Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i Giovani; Luciano Buonfiglio, presidente del CONI; Marco Giunio De Sanctis, presidente del CIP (Comitato Italiano Paralimpico); Cordiano Dagnoni, presidente della FCI (Federazione Ciclistica Italiana); il senatore Roberto Marti; Barbara Manni, responsabile marketing e comunicazione di Obiettivo3; Tiziano Monti e Simone Ciulli, atleti di Obiettivo 3. Modererà l’incontro il giornalista del «Corriere della Sera» Marco Bonarrigo. (S.B.)
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Personale ATA: Interpello per la copertura di posto di D.S.G.A vacante e non disponibile per un periodo superiore a 3 mesi – a.s. 2026-2027
Personale docente – Incarichi a tempo determinato a.s. 2026/2027 – Rettifica CDC ADEE
IMMISSIONI IN RUOLO 2026/2027 – RETTIFICA ASSEGNAZIONE SEDE AM56
AVVISO – DISPONIBILITA’ PER INCARICHI AGGIUNTIVI DI REGGENZA PRESSO L’ISTITUZIONE SCOLASTICA PLATI’-CARERI-DE AMICIS di PLATI’ (RC) – (ART. 19 DEL C.C.N.L. – AREA V DIRIGENZA SCOLASTICA SOTTOSCRITTO IN DATA 11/04/2006).
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Intelligenza artificiale e tecnologie digitali: prorogato il termine per i corsi rivolti a giovani donne
Dalla data del 15 settembre, prevista inizialmente, è stato prorogato di un mese, ossia fino al 15 ottobre, il termine per iscriversi ai corsi di formazione del progetto Donne e intelligenza artificiale, da noi ampiamente presentato nel luglio scorso (a questo link).
Si tratta, lo ricordiamo, di un’iniziativa rivolta esclusivamente a giovani donne tra i 16 e i 25 anni, che avranno l’opportunità di sviluppare e migliorare le proprie competenze digitali, acquisendo familiarità con gli strumenti dell’intelligenza artificiale.
Il progetto, che si avvale di un finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è promosso dalla FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), in partnership con numerose altre Associazioni e Federazioni. (S.B)
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ORDINANZA sul ricorso numero di R.G. 8468 del 2026, proposto da Annamaria Musitano, contro il M.I.M. e U.S.R. della Calabria, del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Quarta Bis) per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia,...
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ORDINANZA sul ricorso numero di R.G. 8459 del 2026, proposto da Annamaria MARRAPODI, contro il M.I.M. e U.S.R. della Calabria, del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Quarta Bis) per l’annullamento – del decreto dell’Ufficio...
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Elaborazione del progetto di vita individuale, personale e partecipato: una guida operativa
Com’è ormai ben noto, il Decreto Legislativo 62/24, applicativo della Legge Delega 227/21 in materia di disabilità, punta a superare l’attuale sistema dei servizi, basato sulla standardizzazione degli stessi, in favore di un modello centrato sulla persona e sui progetti di vita individuali, personalizzati e partecipati. «In tale contesto – come si legge nel sito di HandyLex -, il progetto di vita costituisce uno strumento volto a garantire piena inclusione sociale e qualità della vita della persona con disabilità e si caratterizza per essere individuale, definendo cioè percorsi non standardizzati per il raggiungimento degli obiettivi di vita, ma adeguati e plasmati su quella specifica persona; personalizzato, declinando gli obiettivi di vita secondo i bisogni, desideri e aspettative della Persona; partecipato, garantendo il protagonismo della persona, che deve essere supportata nell’espressione dei propri bisogni, desideri ed aspettative. Il progetto, infatti dev’essere inteso come il progetto della persona e non per la persona o sulla persona».
A tal proposito, dunque, HandyLex, che è il Centro Studi Giuridici della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), in collaborazione con l’ANFFAS (Associazione Nazionale e Famiglie di Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo), ha prodotto una guida operativa (disponibile a questo link), utile documento che accompagna l’istanza di attivazione del progetto di vita e la relativa proposta progettuale, al fine, come viene spiegato, «di supportare le amministrazioni competenti nella corretta gestione del procedimento; rendere chiari i passaggi operativi, i tempi e i ruoli; favorire una presa in carico tempestiva, integrata e centrata sulla persona». (S.B.)
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Decreto nomina giuridica area dei funzionari e dell’elevata qualificazione
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La responsabilità individuale di un gesto e le responsabilità sociali
Il “disabilicidio” non è necessariamente assimilabile al femminicidio, perché può nascere da una dinamica profondamente diversa. Nel caso del caregiver che arriva a uccidere la persona con disabilità che assiste, non è corretto presumere automaticamente una motivazione fondata sull’odio o sul desiderio di dominio. Questo non significa giustificare l’omicidio né negare la gravità del gesto: significa riconoscere che, in alcuni casi, esso può maturare dentro una situazione di abbandono, esaurimento e disperazione.
Tra le condizioni di rischio possono esserci una solitudine prolungata, un carico assistenziale continuo e sproporzionato, la mancanza di pause e di sostegno, l’esaurimento psicologico e fisico, le difficoltà economiche, l’isolamento sociale e l’assenza o l’insufficienza dei servizi territoriali. Il rischio aumenta quando il caregiver non riesce più a chiedere aiuto, quando vive la propria responsabilità come esclusiva e quando non esistono interventi tempestivi per affrontare crisi, conflitti o segnali di cedimento.
La responsabilità del gesto resta individuale, ma non può esaurire l’analisi del fenomeno. Una società dovrebbe chiedersi perché una persona possa arrivare a sentirsi completamente sola davanti a una responsabilità che non è umanamente sostenibile per un solo individuo. Prevenire significa intervenire prima che la disperazione diventi l’unica prospettiva possibile.
Servono quindi misure concrete: assistenza domiciliare adeguata e continuativa, servizi di sollievo e sostituzione temporanea, sostegni economici accessibili, supporto psicologico gratuito, formazione e accompagnamento per i caregiver, équipe territoriali capaci di individuare precocemente i segnali di crisi e procedure rapide per attivare aiuto e protezione.
È inoltre necessario garantire alla persona con disabilità servizi, tutela e possibilità di vita indipendente, così da non concentrare ogni responsabilità su un unico familiare. Solo una rete stabile e tempestiva può ridurre infatti il rischio e impedire che l’isolamento si trasformi in tragedia.
*Referente per l’Emilia Romagna del Coordinamento Nazionale CFU (Caregiver Familiari Uniti).
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Un gioco online (gratuito) per osservare la realtà da un punto di vista diverso
Si chiama Witek Adventures ed è un gioco online gratuito ideato da Łukasz Socha, sviluppatore polacco con disabilità. Il protagonista è Witek, una persona che utilizza una sedia a rotelle elettrica e deve affrontare situazioni apparentemente semplici della vita quotidiana: raggiungere un appuntamento, muoversi lungo un marciapiede, entrare in un luogo o usufruire di un servizio.
Il problema, però, non è la sua disabilità. Sono le automobili parcheggiate dove non dovrebbero, gli spazi inaccessibili, i percorsi interrotti e tutti quegli ostacoli che trasformano la normalità in un percorso a enigmi.
Attraverso brevi livelli narrativi, il giocatore esplora gli ambienti, interagisce con persone e oggetti e cerca possibili soluzioni. Un modo originale e immediato per mostrare quanto le barriere, spesso invisibili a chi non le incontra, possano limitare concretamente la libertà e l’autonomia. «Voglio dimostrare – dice Socha – che le situazioni che possono sembrare semplici non sono sempre così facili per le persone con disabilità».
Witek Adventures non chiede compassione: invita a osservare la realtà da un punto di vista diverso. E ricorda che l’accessibilità non è un favore riservato a qualcuno, ma una condizione indispensabile perché tutte le persone possano partecipare alla vita quotidiana con pari libertà.
Il gioco, come detto, è disponibile gratuitamente online, anche direttamente dal browser (a questo link). Tutti ci possono provare e magari la prossima volta che incontreranno un’auto sul marciapiede, un gradino senza alternativa o un passaggio troppo stretto, forse non sembreranno più ostacoli di poco conto.
*Attiva-Mente è un’Associazione della Repubblica di San Marino (attivamentersm@gmail.com).
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Rettifica Decreto
Il progetto “Sinestesie”: al Museo… con altri occhi
In occasione dei vent’anni di collaborazione tra il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli (Museo d’Arte Contemporanea) e l’UICI di Torino (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), ha preso il via presso la nota struttura piemontese il progetto denominato Sinestesie, il Laboratorio di narrazione sensoriale collettiva, che verrà presentato al pubblico il 10 settembre prossimo presso la sede della stessa UICI torinese (Corso Vittorio Emanuele II, 63, ore 16).
«Il Museo d’Arte Contemporanea – spiegano i promotori dell’iniziativa – è uno spazio dinamico dove l’arte si abita con tutta la propria sensibilità. Ecco allora che il Castello di Rivoli, grazie al grande lavoro di ricerca sul campo del Dipartimento Educazione, si fa laboratorio in cui sperimentare la sinestesia, ossia l’intreccio tra i diversi sensi, perché l’arte del nostro tempo supera il confine della vista e sradica i classici modelli percettivi. Qui ogni visitatore diventa protagonista di esperienze multisensoriali che attivano il corpo e la mente, la curiosità e la percezione, grazie alla ricchezza di stimoli offerti dall’incontro tra l’edificio e le opere, con una grande varietà di allestimenti che si rinnovano costantemente».
Come detto inizialmente, il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli ha avviato già ben vent’anni fa il dialogo con la sede torinese dell’UICI, un pionieristico cammino fatto di ricerche, sfide e sperimentazioni condivise per rendere il proprio Museo d’Arte Contemporanea. «Innumerevoli sono stati i percorsi di visite sensoriali co-progettate e realizzate insieme – ricordano dal Museo -, in particolare in stretta collaborazione con il professor Francesco Fratta, la cui eredità culturale è sempre viva e fonte inesauribile di ispirazione nel nostro impegno a favore dell’accessibilità. Ogni visita al Castello, alla Collezione e alle mostre è un’esperienza unica, fondata sulla relazione dinamica con l’ambiente e con le opere, sul coinvolgimento attivo dei visitatori con disabilità visiva, grazie al contatto personalizzato con ciascuno».
Al Museo, inoltre, sono a disposizione di tutti i visitatori i modelli tattili del complesso architettonico del Castello, realizzati dallo studio dell’architetto Andrea Bruno, sempre in collaborazione con il con il Dipartimento Educazione e la supervisione dell’UICI.
Lo scorso anno, quindi, come ulteriore evoluzione, è stata avviata una sperimentazione inedita nell’àmbito della Scuola della Curiosità, ampio progetto del Dipartimento Educazione in cui la curiosità è lo strumento principale e dove ogni domanda apre la porta a nuove prospettive. È nato da qui Sinestesie, gruppo di scrittura condivisa tra persone cieche e vedenti, in collaborazione con l’UICI di Torino e con il Centro di Consulenza Tiflodidattica del Piemonte, per raccontare il Museo in modo nuovo e accessibile a tutti. «Il risultato del lavoro di scrittura a più mani – viene detto – è un’inedita narrazione multisensoriale, che può offrire a un pubblico ampio la possibilità di cogliere prospettive inedite sulle opere d’arte contemporanea, oltre lo sguardo. Sinestesie rappresenta un modello innovativo basato sulla costruzione di senso condivisa. I testi del primo capitolo, intitolato Invito all’ascolto, sono disponibili nel web (a questo link) e in forma di brochure cartacea visivo-tattile presso il Museo, nell’ambito del Bando PNRR M1C3-3 per la Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei e luoghi della cultura pubblici non appartenenti al Ministero della Cultura».
Il progetto Sinestesie, ricapitoliamo in conclusione, è a cura di Paola Zanini e Brunella Manzardo, rispettivamente responsabile e referente per l’Accessibilità nel Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli (Museo d’Arte Contemporanea), in collaborazione con Lorenzo Montanaro (Comunicazione e Ufficio stampa dell’UICI di Torino) ed Elisabetta Grande, tiflopedagogista del Centro di Consulenza Tiflodidattica del Piemonte. (S.B.)
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Rilevazione dei docenti e Rilevazione del funzionamento – Avvio Scuole paritarie A.S. 2026/27
Personale ATA – Supplenze a.s. 2026/2027 – esiti convocazione 7 settembre 2026 – profilo Collaboratore scolastico
Personale ATA – disponibilità residue per il conferimento degli incarichi a tempo determinato a. s. 2026/27 – profilo Collaboratore Scolastico
Personale ATA – Decreto individuazione destinatari contratto a tempo determinato personale ATA inserito nelle GP24 mesi a. s. 2026/2027 – Profilo CS – Esiti convocazione del 7/9/2027
Informazioni sui diritti delle persone con disabilità: i rischi dell’intelligenza artificiale
Sempre più persone con disabilità e caregiver si rivolgono agli strumenti di intelligenza artificiale (ChatGPT, Google Gemini, Claude sono tra i più diffusi) per ottenere informazioni su invalidità civile, Legge 104, indennità di accompagnamento o altre tematiche relative alle norme in materia di disabilità. Si tratta di una tendenza comprensibile: questi strumenti, infatti, sono disponibili a qualsiasi ora, sono gratuiti, rispondono in modo chiaro e rassicurante. Ma nascondono dei rischi.
Le legali del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi della LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità) ricevono infatti con frequenza crescente richieste di informazioni basate su informazioni errate o non aggiornate, generate proprio da questi strumenti: norme citate in modo non appropriato, benefìci inesistenti, procedure non più in vigore, soglie ISEE riferite ad altre Regioni o ad anni precedenti.
Chi usa i chatbot per cercare informazioni lo fa in buona fede, e spesso riceve risposte che sembrano affidabili. Il problema è che i sistemi di intelligenza artificiale tendono ad assecondare, a confermare, a rassicurare. Anche quando hanno torto.
Ma perché le informazioni dell’intelligenza artificiale in materia di disabilità sono spesso inaffidabili? Le ragioni sono strutturali e indipendenti dalla qualità dello strumento utilizzato.
I dati di addestramento, innanzitutto, hanno una “scadenza”. Gli strumenti di intelligenza artificiale, in altre parole, vengono “addestrati” su un patrimonio di dati raccolti fino a un certo momento, superato il quale le loro conoscenze rimangono ferme. In materia di disabilità questo è un limite critico: le soglie ISEE, i criteri di accesso ai servizi, le procedure di richiesta delle prestazioni possono cambiare. Uno strumento di intelligenza artificiale può quindi citare con precisione una normativa che nel frattempo è stata modificata o sostituita, senza alcun segnale di aggiornamento, ma soprattutto non è in grado di calare la norma nella situazione specifica.
La normativa sulla disabilità, poi, è “territoriale”, se è vero che essa opera su tre livelli: nazionale (Leggi, Decreti, Circolari INPS), Regionale (in Lombardia, ad esempio, ma non solo, Delibere e criteri propri della Regione) e Locale (procedure specifiche di ASL, Comuni e Ambiti territoriali). Gli strumenti di intelligenza artificiale tendono invece a rispondere al livello nazionale, trattando le norme come uniformi su tutto il territorio. Ed è palese che nella pratica, le differenze (tra una Regione e l’altra, tra un Comune e l’altro, tra un caso e un altro possono essere decisive per l’esito di una richiesta.
Vi è poi anche il fenomeno delle cosiddette “allucinazioni”. Gli strumenti di intelligenza artificiale, cioè, soffrono di un difetto strutturale noto appunto come “allucinazione”, ossia, quando non dispongono di una risposta precisa, tendono comunque a produrre un testo coerente e apparentemente fondato, citando norme, riferimenti normativi e procedure che non esistono o non sono pertinenti. Il risultato viene presentato con lo stesso tono assertivo di una risposta corretta, senza alcuna indicazione che si tratti di un’informazione non verificata. È questo, più di ogni altro limite, a rendere questi strumenti particolarmente rischiosi.
Come utilizzare, dunque, l’intelligenza artificiale in modo corretto? Detto che sconsigliarne l’uso in assoluto non è né realistico né utile, esistono impieghi appropriati, anche in questo contesto.
L’intelligenza artificiale, ad esempio, può essere uno strumento efficace per comprendere il linguaggio burocratico di un documento già in possesso dell’utente (una lettera dell’INPS, una Delibera Comunale, una comunicazione della propria ATS-Agenzia di Tutela della Salute), chiedendo una spiegazione in termini semplici.
Può essere utile anche per rivedere la forma di una comunicazione scritta: correggere refusi, uniformare il registro, rendere il tono più adeguato al destinatario.
Non è invece uno strumento affidabile per sapere a quali prestazioni si ha diritto, quali procedure seguire, quali scadenze rispettare o come interpretare una norma rispetto a una situazione specifica.
In conclusione, va detto che un’informazione errata in materia di disabilità non è solo un inconveniente: può tradursi infatti in una domanda presentata fuori tempo, in un diritto non riconosciuto, in mesi di attesa persi e creare malintesi difficili da recuperare.
Dal canto loro, le legali del citato Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi della LEDHA offrono consulenza gratuita a famiglie e persone con disabilità in Lombardia. (I.S. e S.B.)
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