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Il contributo dei giovani con disabilità all’edizione di Lecce di “Cinema a sorpresa”

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Biscotti realizzati da loro e anche la possibilità di mettersi alla prova nell’accoglienza del pubblico: così i giovani con disabilità impegnati a Lecce con l’Associazione Gli amici dello zio partecipano all’edizione leccese di “Cinema a sorpresa”, iniziativa promossa dall’Associazione PartyVolontario, dalla forte vocazione solidale, basata su proiezioni di film e cortometraggi il cui titolo viene svelato solo prima del buio in sala I biscotti realizzati dalle persone con disabilità degli Amici dello zio di Lecce, davanti alla locandina del “Cinema a sorpresa”

«L’obiettivo primario della nostra Associazione – spiega Alessandra De Bellis, socia degli Amici dello zio di Lecce – che è nata all’interno della pizzeria e laboratorio di prodotti lievitati Zio Giglio, è favorire l’inserimento di giovani con disabilità nel mondo del lavoro anche in realtà differenti da quella della ristorazione dove sono impegnati, incentivando cioè l’approccio con percorsi di varia natura, anche artistico-culturale. Per questo abbiamo accolto con entusiasmo l’idea di collaborare con questo progetto».
Si tratta dell’iniziativa Cinema a sorpresa, promossa dall’Associazione PartyVolontario, che sta vivendo in queste settimane a Lecce una nuova edizione, con la collaborazione di Biblioteca OgniBene e della partecipazione, appunto, dell’Associazione Gli amici dello zio, proseguendo nella città pugliese il percorso di una rassegna dalla forte vocazione solidale, basata su proiezioni di film e cortometraggi “a sorpresa”, il cui titolo viene cioè svelato solo prima del buio in sala.

«Il Cinema a sorpresa – spiega Giulio Guerrieri, ideatore e organizzatore dell’iniziativa – è, normalmente, una proiezione libera e gratuita di film che possono essere definiti d’essai, ma per la data del 23 dicembre il focus sarà sui classici del Natale per famiglie, mentre per la data del 30 dicembre l’attenzione sarà sui cortometraggi internazionali a tema solidale, con la finale dello Short Week End Film Festival. Sempre forti dei momenti di inclusione sociale e culturale, grazie alla costante collaborazione con Associazioni del territorio, siamo estremamente felici, questa volta, della sinergia con Gli amici dello zio. Innanzitutto vi è l’omaggio alla platea dei biscotti realizzati al mattino dai giovani di tale Associazione, grazie alla rete solidale innestata dallo chef Giuseppe Lucia, ciò che crea immediatamente un contatto forte, in un’ottica di inclusione autentica. Alle persone con disabilità, inoltre, viene offerta l’occasione di mettersi alla prova nell’accoglienza del pubblico sul luogo della proiezione, in funzione di “maschere gentili”, nel benvenuto agli spettatori, con illustrazione del progetto Cinema a sorpresa, e nella gestione coadiuvata di momenti di riflessione/discussione post proiezione, con coinvolgimento della platea». (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento. Per altre informazioni: comunicati.erba@gmail.com.

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Anche Marta Russo, giovane donna con disabilità, tra i 10.001 tedofori della Fiamma Olimpica

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Giovane donna con disabilità, influencer dell’accessibilità, presidente dell’Associazione Diritti Diretti e Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, persona che promuove ogni giorno i valori dell’inclusione, soprattutto attraverso i social e il sito web “I Pensieri di Marta”, Marta Russo sarà nel pomeriggio di oggi, 22 dicembre, a Gragnano, in Campania, una dei 10.001 tedofori delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026

Dopo che nei giorni scorsi avevamo dato la notizia riguardante l’atleta con disabilità Giuseppe Sanfilippo, tedoforo in Sicilia delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, ci occupiamo ora di un’altra tedofora con disabilità, che nel pomeriggio di oggi, 22 dicembre, sarà tra i protagonisti della tappa di Gragnano, in Campania, divenendo appunto una dei 10.001 tedofori di questa edizione dei Giochi ed entrando ufficialmente nella storia delle Olimpiadi e del messaggio di pace e fratellanza tra i popoli che la fiamma porta a tutti e tutte.
Si tratta di Marta Russo, giovane donna con disabilità, influencer dell’accessibilità, presidente dell’Associazione Diritti Diretti e Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, che attraverso i social e il sito web I Pensieri di Marta, promuove ogni giorno i valori dell’inclusione e la rivoluzione culturale per realizzare un mondo migliore per tutti.
Oltre poi a collaborare con le Istituzioni per migliorare l’accessibilità universale nei luoghi del turismo e della cultura, Russo propone il Premio Nazionale Turismi Accessibili, giunto all’ottava edizione e di cui Superando è stato media partner; e ancora, è ideatrice dell’unico progetto nazionale su Disabilità e Barriere, Accessibilità e Inclusione rivolto alle scuole, attualmente in corso, anche questo con la collaborazione della nostra testata. È autrice infine di un libro con racconti inclusivi per ragazzi e ragazze (I Pensieri di Marta. Una visione, un progetto, il libro).
La tappa di Gragnano verso le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 sarà dunque il luogo ideale per lanciare il messaggio di Marta, ossia: «Siamo tutti persone e tutti abbiamo talenti, competenze e il diritto di partecipare alla vita sociale, culturale e politica. Tutti con gli stessi diritti. Tutti insieme possiamo realizzare un mondo migliore». (S.D. e S.B.)

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Un 2025 da record per la Fondazione Telethon, a sostegno della ricerca sulle malattie genetiche rare

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«I nostri donatori non ci hanno lasciati soli davanti alla responsabilità di aver voluto produrre e distribuire quei farmaci abbandonati dall’industria farmaceutica perché non profittevoli»: lo sottolinea Luca di Montezemolo, presidente della Fondazione Telethon, a conclusione della tradizionale maratona sulle reti Rai, in un 2025 che ha portato a raccogliere oltre 70 milioni di euro a sostegno della ricerca sulle malattie genetiche rare Ilaria Villa, direttrice generale della Fondazione Telethon, insieme a una bimba affetta da una malattia genetica rara

Raccolta fondi da record quella di questo 2025 per la Fondazione Telethon, a sostegno della ricerca sulle malattie genetiche rare, con oltre 70 milioni di euro ricevuti durante il corso dell’anno (il numero solidale 45510 sarà per altro ancora attivo fino al 31 dicembre), a conclusione della tradizionale maratona della scorsa settimana sulle reti Rai.
Dalla sua nascita nel 1990, va ricordato, la Fondazione Telethon ha investito 741 milioni di euro in ricerca, finanziato 3.118 progetti con 1.916 ricercatori coinvolti e 661 malattie studiate.

«Anche quest’anno chiudiamo con una raccolta di grande successo – dichiara Luca di Montezemolo, presidente della Fondazione Telethon – che ci conferma come i nostri donatori non ci abbiano lasciati soli davanti alla responsabilità di aver voluto produrre e distribuire quei farmaci abbandonati dall’industria farmaceutica perché non profittevoli. È questa stessa generosità, ad esempio, che ci ha convinto, oggi, ad affrontare anche la sfida del mercato americano con la terapia genica per la sindrome di Wiskott-Aldrich. Sappiamo, più che mai, di poter contare su una “filiera” di altissima qualità: i nostri donatori, la collaborazione della Rai, i nostri fantastici ricercatori e i tantissimi indispensabili volontari. Per il bene superiore delle persone nate con una malattia genetica rara, abbiamo dimostrato di essere una squadra di passione e valore e questa è la certezza che ci spinge ad andare ancora avanti, fino alla prossima sfida».

«La maratona sulle reti Rai . afferma dal canto suo Ilaria Villa, direttrice generale della Fondazione Telethon – è da oltre 35 anni un appuntamento che ci permette di incontrare il Paese, di raccontare il valore della ricerca e delle storie delle famiglie che accompagnamo e che ci ricorda quanto il sostegno dei donatori, dei volontari e delle aziende sia stato fondamentale per la Fondazione Telethon per arrivare ad essere la prima organizzazione non profit al mondo ad aver portato una propria terapia ai pazienti sia in Europa che negli Stati Uniti: un traguardo che appartiene a tutti coloro che continuano a camminare al nostro fianco». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Chiara Longhi (chiara.longhi@havaspr.com).

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Autorità Garante delle persone con disabilità e Carabinieri: un accordo per rafforzare la vigilianza sulle strutture residenziali

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L’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità e il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute hanno siglato un protocollo di collaborazione volto a rafforzare la vigilanza sulle strutture che ospitano persone con disabilità. L’accordo prevede l’avvio di visite congiunte, con accesso illimitato a Residenze Sanitarie Assistenziali, case-famiglia e case di riposo, per verificare che vengano rispettati i diritti fondamentali degli ospiti

Lo scorso 17 dicembre l’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità e il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute hanno siglato un protocollo di collaborazione, volto a rafforzare la vigilanza sulle strutture che ospitano persone con disabilità. Né ha dato comunicazione la stessa Autorità Garante, con una propria nota in cui si scrive: «L’accordo prevede l’avvio di visite congiunte, con accesso illimitato a Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), case-famiglia e case di riposo, per verificare che vengano rispettati i diritti fondamentali degli ospiti, compresa l’assistenza socio-sanitaria e la possibilità di una vita sociale e relazionale soddisfacente».
L’Autorità Garante, anche sulla base di eventuali segnalazioni ricevute, avvierà le visite presso le strutture, in collaborazione appunto con il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute e i suoi NAS (Nuclei Antisofisticazioni e Sanità (NAS). In particolare a questi ultimi è affidato il compito di garantire «il supporto logistico, mettendo a disposizione il proprio personale per ispezioni in vari àmbiti, tra cui la verifica delle autorizzazioni, dei requisiti strutturali e igienici e della gestione della cura delle persone ospitate, tra cui anche la selezione dei fornitori e la formazione del personale».

«A nome del Collegio ringrazio l’Arma dei Carabinieri, e in particolare il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, per avere stipulato questo protocollo, che consentirà all’Autorità di svolgere uno dei propri compiti, ovvero quello delle visite presso le strutture che ospitano le persone con disabilità», ha dichiarato Maurizio Borgo, presidente del Collegio dell’Autorità Garante. «Queste visite sono state pensate dalla Legge istitutiva dell’Autorità [il Decreto Legislativo 20/24, N.d.R.] con un intento collaborativo e avranno un duplice obiettivo: verificare che le persone con disabilità ricevano un’adeguata assistenza socio-sanitaria e, non meno importante, siano messe nelle condizioni di condurre una vita sociale e relazionale nel pieno rispetto dei loro diritti, e di realizzare il loro progetto di vita, come previsto dalla riforma in materia di disabilità».

«L’Arma dei Carabinieri esprime grande soddisfazione per la sottoscrizione dell’accordo di collaborazione con l’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, che rafforza in modo concreto il sistema di tutela delle persone più fragili accolte nelle strutture sanitarie e socio-assistenziali», ha aggiunto il generale di brigata Raffaele Covetti. «Attraverso il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute e i NAS, l’Arma conferma il proprio impegno quotidiano nel garantire controlli rigorosi su igiene, sicurezza, qualità dell’assistenza e corretto trattamento degli ospiti, affinché i loro diritti e la loro dignità siano sempre pienamente rispettati. La collaborazione strutturata con l’Autorità Garante consentirà interventi ancora più efficaci e capillari, favorendo lo scambio di informazioni e competenze specialistiche per prevenire e contrastare ogni forma di abuso, irregolarità o discriminazione in ragione della disabilità. L’Arma dei Carabinieri ribadisce la propria vicinanza alle persone con disabilità e alle loro famiglie, ponendosi come presidio di legalità e sicurezza a tutela della salute pubblica, della qualità dei servizi e del pieno godimento dei diritti fondamentali in condizioni di uguaglianza con tutti gli altri cittadini».

La cerimonia di firma si è tenuta presso la sede dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, alla presenza del già citato presidente Maurizio Borgo, di Francesco Vaia e Antonio Pelagatti, membri del Collegio dell’Autorità, del già menzionato Raffaele Covetti, del colonnello Leonardo De Paola, capo ufficio comando e del luogotenente Angelo Domenico Merlino, addetto alla Sezione Operazioni del Comando dei Carabinieri. (Simona Lancioni)

Si ringrazia Andrea Pancaldi per la segnalazione.

Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’h – Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso, con minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

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Impresa e Sociale uniti dalla visione di costruire insieme spazi di vita migliori, per tutti

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Il Centro Papa Giovanni XXIII di Ancona e l’Agenzia Esclusiva Immobiliare di Castelfidardo (Ancona) hanno siglato un accordo in base al quale per ogni immobile venduto dall’agenzia verrà destinata una quota al sostegno di “Casa Sollievo”, struttura del Centro che accoglie per brevi periodi le persone con disabilità garantendo momenti di autonomia e attività educative e relazionali Catia De Angelis (a sinistra), titolare di Esclusiva Immobiliare, e Livia Accorroni del Centro Papa Giovanni XXIII di Ancona, sottoscrivono l’accordo

«Casa Sollievo l’abbiamo sempre definita “una casa fuori di casa” perché è un luogo caldo, amichevole, dove ogni persona con disabilità si sente accolta. Da oggi, grazie alla sensibilità di Esclusiva Immobiliare, possiamo continuare a offrire un ambiente sereno, inclusivo e ricco di opportunità per gli utenti e per le loro famiglie»: a dirlo è Livia Accorroni, consigliera e responsabile della raccolta fondi del Centro Papa Giovanni XXIII, a proposito dell’accordo siglato con l’Agenzia Esclusiva Immobiliare di Castelfidardo (Ancona), iniziativa in base alla quale per ogni immobile venduto da tale agenzia verrà destinata una quota al sostegno appunto di Casa Sollievo, struttura del Centro che accoglie per brevi periodi le persone con disabilità garantendo momenti di autonomia e attività educative e relazionali.
«Si tratta di un accordo – sottolineano ancora dal Centro Papa Giovanni XXIII – che unisce due mondi – Impresa e Sociale – in un’unica visione: costruire insieme spazi di vita migliori, per tutti». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Ufficio Comunicazione e Raccolta Fondi Centro Papa Giovanni XXIII di Ancona (Marco Trillini), marco.trillini@libero.it.

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Il percorso verso l’implementazione del Progetto di Vita individuale delle persone con disabilità

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Evitare che il Decreto Legislativo 62/24, applicativo della Legge Delega in materia di disabilità, rimanga una “riforma solo sulla carta”, trasformandolo invece nel motore di una società più equa, dove ogni persona con disabilità possa decidere liberamente del proprio futuro, fuori da ogni logica di isolamento o istituzionalizzazione: è quanto emerso dall’incontro pubblico promosso dalla Federazione FISH e centrato appunto sul percorso verso l’implementazione del Progetto di Vita individuale Realizzazione grafica elaborata in occasione di un ciclo di incontri formativi proposti nel 2024 da Spazio DirSI – Disabilità in rete a Siena

Al centro del dibattito dell’incontro pubblico promosso dalla FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), dedicato allo stato di attuazione del Decreto Legislativo 62/24 (Definizione della condizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l’elaborazione e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato), attuativo della Legge Delega 227/21 in materia di disabilità, vi è stato il percorso verso l’implementazione del Progetto di Vita individuale, strumento che, come noto, sposta definitivamente l’asse dalla semplice assistenza alla piena partecipazione sociale delle persone con disabilità.
Durante l’incontro, sono intervenute, tra gli altri, la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, con un videomessaggio di saluto e la viceministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci.

«L’evento – spiegano dalla FISH – ha rappresentato un momento di sintesi fondamentale tra le istanze del mondo associativo e le rappresentanze istituzionali. Abbiamo infatti presentato un’analisi dettagliata dello stato dell’arte, evidenziando come la riforma non possa prescindere da una collaborazione sinergica tra Enti Locali, Sanità e Terzo Settore. Durante il confronto, inoltre, abbiamo evidenziato alcune criticità emerse in questa fase di transizione, ribadendo in particolare l’urgenza di uniformare le procedure di valutazione su tutto il territorio nazionale e di garantire risorse strutturali che permettano di finanziare i budget di progetto in modo adeguato. In tal senso, abbiamo chiesto alle Istituzioni impegni precisi affinché la complessità burocratica non diventi un ostacolo al diritto all’autodeterminazione».

«Quando parliamo di Vita Indipendente, di autonomia – ha dichiarato Maria Teresa Bellucci – parliamo anche di lavoro che conferisce dignità alle persone. Le politiche sociali devono quindi abbandonare i sussidi e l’assistenzialismo e garantire il diritto di ogni persona di sentirsi parte attiva della società. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministero per le Disabilità stanno lavorando con la FISH e le altre Associazioni rappresentative, per fare in modo che le istanze e esigenze delle persone con disabilità trovino riscontro a livello normativo e pratico».

Oltre all’analisi politica, l’incontro ha permesso di condividere modelli e strumenti tecnici sviluppati per rafforzare l’autodeterminazione delle persone con disabilità e il supporto alle loro famiglie. Sono state infatti illustrate buone pratiche di co-progettazione che dimostrano come, laddove la persona viene messa al centro della pianificazione, la qualità della vita e l’inclusione lavorativa e sociale migliorano sensibilmente. È stata quindi anche l’occasione di fare il punto sui risultati raggiunti e i prossimi passi dei due progetti di cui la stessa FISH è capofila, vale a dire Pronti per l’Indipendenza [se ne legga già in altra parte del giornale, N.d.R.] e Insieme per l’Indipendenza.

«Il Progetto di Vita – ha affermato a margine dei lavori il presidente della FISH Vincenzo Falabella – non è un traguardo formale, ma l’inizio di una nuova fase verso la vita indipendente delle persone con disabilità. Con questo incontro abbiamo dimostrato che il mondo associativo è pronto a fare la propria parte con competenze e proposte concrete. Ora tocca alle Istituzioni assicurare che questo cambiamento di paradigma sia recepito da ogni ufficio amministrativo e in ogni territorio».

In conclusione la FISH ha ribadito la propria volontà di proseguire nel monitoraggio costante dell’attuazione della normativa. L’obiettivo resta segnatamente quello di evitare che il Decreto 62/24 rimanga una “riforma solo sulla carta”, trasformandolo invece nel motore di una società più equa, dove ogni persona con disabilità possa decidere liberamente del proprio futuro, fuori da ogni logica di isolamento o istituzionalizzazione. (R.A.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@fishets.it.

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Gli obiettivi raggiunti dal progetto “Pronti per l’Indipendenza”

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Lezioni rivolte alla comprensione della Legge Delega 227/21 in materia di disabilità e del Decreto Legislativo 62/2024, fino allo sviluppo di abilità comunicative e relazionali, per collaborare con altri professionisti ed enti coinvolti nel supporto alle persone con disabilità: i partecipanti al percorso di formazione nell’àmbito del progetto “Pronti per l’Indipendenza”, che ha quale capofila la Federazione FISH e che si avvia verso l’vento finale, ha visto tutti i candidati ammessi alla prova finale risultare idonei

Un programma rigoroso, che ha spaziato dalle lezioni rivolte alla comprensione della Legge Delega 227/21 in materia di disabilità e del Decreto Legislativo 62/2024, fino allo sviluppo di abilità comunicative e relazionali, per collaborare con altri professionisti ed enti coinvolti nel supporto alle persone con disabilità, ha coinvolto i partecipanti al percorso di 200 ore di formazione nell’àmbito del progetto Pronti per l’Indipendenza, che ha quale capofila la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle persone con Disabilità e Famiglie), con l’obiettivo di fornire competenze teorico-pratiche e strumenti di autonomia personale. Ebbene, tutti i candidati ammessi alla prova finale sono risultati idonei, dimostrando una preparazione solida e una forte motivazione.
«Il superamento della prova con il 100% di idoneità – commentano dalla FISH – testimonia non solo l’impegno degli allievi, ma anche la qualità del corpo docente e del modello formativo adottato».

Parallelamente alla chiusura della formazione, sta volgendo al termine anche la maggior parte dei tirocini formativi attivati presso gli enti partner. «E questo – sottolinea Vincenzo Falabella, presidente della FISH – segna anche il passaggio cruciale verso il mondo del lavoro, rendendoci felici di avere accompagnato le persone coinvolte in questa crescita che trasforma il concetto di “assistenza” in quello di “vita indipendente”».

Il progetto Pronti per l’Indipendenza, realizzato grazie a un finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, si avvia pertanto verso l’evento finale di restituzione dei risultati. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@fishets.it.

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“Play-Able”: per un nuovo livello di accessibilità dei videogiochi

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Rendere il videogioco accessibile anche a chi, a causa di barriere fisiche o cognitive, spesso non può vivere appieno l’esperienza del gaming: è l’obiettivo di “Play-Able – Per un nuovo livello di accessibilità”, progetto di responsabilità sociale realizzato da Bosch Italia, in stretta collaborazione con la Fondazione ASPHI, che da oltre quarant’anni promuove l’inclusione delle persone con disabilità attraverso l’uso delle tecnologie digitali

Rendere il videogioco accessibile anche a chi, a causa di barriere fisiche o cognitive, spesso non può vivere appieno l’esperienza del gaming: è l’obiettivo di Play-Able – Per un nuovo livello di accessibilità, progetto di responsabilità sociale realizzato da Bosch Italia, in stretta collaborazione con la Fondazione ASPHI (Accessibilità e Sostenibilità Digitale delle Persone con Disabilità per Habitat Inclusivi), che da oltre quarant’anni promuove l’inclusione delle persone con disabilità attraverso l’uso delle tecnologie digitali.
Nello specifico, ASPHI, grazie alla competenza maturata nel campo dell’accessibilità digitale e del gaming, ha curato la progettazione e l’adattamento delle postazioni di gioco donate ai ragazzi coinvolti. Ogni postazione è personalizzata combinando tecnologie, ausili e interfacce alternative, con l’obiettivo di aumentare l’autonomia nel gioco, sviluppare competenze digitali, favorire comunicazione, partecipazione e relazioni sociali.
L’intervento della Fondazione, inoltre, non si limita alla fornitura di ausili: alle famiglie, infatti, viene offerto un percorso di formazione dedicato, affinché la tecnologia diventi uno strumento di crescita e inclusione nella vita quotidiana e scolastica.

«Con Play-Able – spiegano i promotori dell’iniziativa – il videogioco supera il confine del semplice intrattenimento e diventa un mezzo di espressione, apprendimento e relazione. L’iniziativa permette infatti ai ragazzi di fare ciò che molti loro coetanei danno per scontato: divertirsi, condividere passioni, esplorare nuove abilità».
«Progetti come questo – dichiara Andrea Pontremoli, presidente di ASPHI – dimostrano quanto sia fondamentale costruire reti tra organizzazioni, aziende e comunità, per promuovere una cultura realmente inclusiva. In tal senso, la collaborazione con Bosch è un esempio di innovazione al servizio delle persone, capace di generare valore sociale e nuove opportunità». (S.B.)

A questo link è disponibile un ulteriore approfondimento. Per altre informazioni: Rossella Romeo (rromeo@asphi.it).

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I tortellini preparati da persone con autismo sugli scaffali dei supermercati di Modena e Provincia

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Prosegue e si consolida la collaborazione dell’Associazione modenese Il Tortellante con Conad Nord Ovest: da alcuni giorni, infatti, nei punti vendita Conad di Modena e Provincia, si possono trovare a scaffale i tortellini della linea “Bottega del Tortellante”, preparati nell’àmbito del progetto “IO LAVORO”, centrato sull’inserimento lavorativo di persone nello spettro autistico La preparazione dei tortellini

«Desidero ringraziare di cuore tutti i Soci Conad per la fiducia e l’entusiasmo con cui stanno sostenendo il nostro progetto. Diffondere infatti i nostri tortellini sul territorio significa aiutarci a creare opportunità reali per i nostri ragazzi e a far conoscere il valore sociale che ogni pacchetto racchiude»: a dirlo è Erika Coppelli, presidente dell’Associazione modenese Il Tortellante, annunciando la prosecuzione e l’ulteriore consolidamento della collaborazione del Tortellante stesso con Conad Nord Ovest, all’insegna di una partnership che da anni sostiene percorsi di inclusione, autonomia e partecipazione attraverso il lavoro, la formazione e la valorizzazione delle eccellenze del territorio.

Da alcuni giorni, dunque, in tutti gli undici punti vendita Conad di Modena, oltre a tre supermercati di Vignola, Castevetro e Formigine, i clienti possono trovare a scaffale i tortellini della linea La Bottega del Tortellante, buoni “due volte”, sia per la loro qualità – prodotti di «alto artigianato organizzato», li ha definiti il noto chef Massimo Bottura – sia perché contribuiscono a sostenere l’innovativo progetto del Tortellante, rivolto a giovani adulti con autismo e alle loro famiglie.
La preparazione dei tortellini, infatti, avviene a Vignola, presso il moderno stabilimento della Pasta di Celestino, dove si svolge il progetto IO LAVORO, dedicato all’inserimento lavorativo di persone nello spettro autistico (a questo link è disponibile un approfondimento sul progetto IO LAVORO).
Ad oggi, dieci tra ragazze e ragazzi del Tortellante si alternano a piccolo gruppo in sessioni lavorative nel ciclo produttivo della pasta fresca, seguiti dagli operatori dello staff scientifico del Tortellante e affiancati dalle maestranze dei vari reparti. Si va dalla piegatura a mano di tortelloni alle fasi di etichettatura e inscatolamento, seguendo naturalmente le rigorose normative di igiene e sicurezza sul lavoro.
«I risultati sono incoraggianti – sottolinea Coppelli -, e dimostrano che le persone con disturbo dello spettro autistico possono essere impiegate in ambienti lavorativi, in un’ottica di sempre maggiore autonomia per affrontare adeguatamente la vita adulta». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Silvia Panini (silvia.panini@fcp.it).

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