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Pubblicazione richiesta di conciliazione reclutamento- mancata supplenza, a.s. 2025/26
Individuazione personale della scuola con compititi tutoriali presso i corsi in Scienze della formazione primaria a.s. 2025/2026
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Pubblicazione richiesta di conciliazione assegnazione provvisoria interprovinciale, a.s. 2025/26
Contrastare la violenza nei confronti delle donne con disabilità puntando su accessibilità e inclusione
Nella mattinata del 25 settembre, presso l’Istituto dei Sordi di Torino (Viale San Pancrazio, 65, ore 10-12), verrà ufficialmente presentato PRIDE – Protezione e Referral Intersezionale contro la violenza per le persone con Disabilità per una società più Equa, progetto promosso dallo stesso Istituto dei Sordi di Torino, in collaborazione con CBM Italia e la LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), avvalendosi del sostegno del Fondo di Beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale di Intesa Sanpaolo.
«Obiettivo dell’iniziativa – spiegano i promotori – è contrastare la violenza ai danni delle donne e delle ragazze con disabilità, rendendo più accessibili e inclusivi i servizi di prevenzione, emersione e supporto dedicati».
Durante l’incontro del 25 settembre, dunque, Istituzioni e Associazioni si confronteranno per condividere esperienze e strumenti utili a garantire pari diritti e opportunità.
Interverranno per l’occasione Enrico Dolza, direttore dell’Istituto dei Sordi di Torino; Chiara Anselmo, responsabile dell’Advocacy per CBM Italia; Laura Abet, responsabile del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi della LEDHA; Jacopo Rosatelli, assessore al Welfare, ai Diritti e alle Pari Opportunità del Comune di Torino; Chiara Foglietta, assessora alle Politiche per l’Ambiente e l’Innovazione del Comune di Torino; Jacopo Suppo, vicesindaco della Città Metropolitana di Torino; Lisa Noja, consigliera della Regione Lombardia. (S.B.)
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Interpello nazionale del 23.09.2025 per supplenze di educazione motoria scuola primaria – Istituto Comprensivo Mameli – Manzoni Amantea (CS)
Una presentazione a Lecce del libro “La disabilità non è una vocazione”
«Nell’àmbito della ricerca e del dibattito sul rapporto tra fede e disabilità e sul ruolo delle persone con disabilità all’interno della Chiesa, questo scritto fissa punti fondamentali e offre chiavi di lettura alternative con cui approcciare in modo nuovo argomenti che la tradizione ha sempre usato per giustificare comportamenti escludenti e marginalizzanti le persone con disabilità all’interno della comunità ecclesiale»: lo ha scritto sulle nostre pagine Donata Scannavini, presentando La disabilità non è una vocazione (Edizioni Qiqajon, 2025), libro scritto a quattro mani da Simone Stifani, persona con disabilità, laureato in Scienze Religiose e da Luciano Manicardi, monaco di Bose e biblista.
Il volume sarà al centro di una pubblica presentazione, nel pomeriggio del 25 settembre, presso il Monastero San Giovanni Evangelista Benedettine di Lecce (ore 18), con l’introduzione di sr Luciana Mirijam Mele osb e alla presenza di Simone Stifani, che dialogherà con Sabino Chialà, prioore di Bose. (S.B.)
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Personale docente di sostegno – adeguamento dell’organico di diritto alle situazioni di fatto per ogni ordine e grado di istruzione – a.s. 2025/26
Tagliare i fondi a studenti e studentesse con disabilità è una violazione dei loro diritti umani
Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo il seguente contributo, a proposito di una situazione da noi denunciata nei giorni scorsi, riguardante la Provincia di Savona e gli studenti e le studentesse con disabilità di quel territorio. Con un’unica precisazione: che purtroppo situazioni analoghe si stanno con tutta probabilità verificando anche in altre parti d’Italia e pertanto quel che scrive qui di seguito Giampiero Griffo è applicabile pure altrove.
La vicenda della Provincia di Savona che ha deciso di tagliare i fondi che permettevano di realizzare i PEI (Piani Educativi Individualizzati), in particolare per coinvolgere gli educatori, nei processi di inclusione scolastica, come denunciato su queste stesse pagine dal professor Luca Malvicini, si configura come una palese discriminazione nei riguardi degli alunni e delle alunne delle classi frequentanti gli istituti secondari di secondo grado. Infatti in questo caso quegli alunni e alunne si troverebbero a non avere eguaglianza di opportunità rispetto ai compagni di quelle scuole, violando i loro diritti umani.
Lo si evince dalla Sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 10 settembre 2020 (Ricorso n. 59751/15 – Causa G.L. contro l’Italia), che ha condannato il nostro Paese, interpretando il caso di una bambina autistica che non aveva ricevuto adeguati sostegni per la frequenza scolastica, dal momento che il Comune di Eboli (Salerno) aveva dichiarato di non avere fondi.
Alla luce, dunque, della legislazione inclusiva italiana, della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità, del Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali, e della Carta Sociale Europea, la Corte dei Diritti dell’Uomo aveva condannato l’Italia per la «mancata determinazione delle reali necessità dell’alunna con disabilità ricorrente, nel mettere in campo le soluzioni atte a soddisfare quelle esigenze che le avrebbero consentito di frequentare la scuola in condizioni per quanto possibile equivalenti a quelle degli altri bambini, senza imporre un onere sproporzionato o eccessivo all’Amministrazione Scolastica». In particolare il caso aveva fatto riferimento alla mancata fornitura di servizi educativi specializzati.
La Sentenza, quindi, aveva sottolineato la grave discriminazione, vista l’importanza dell’istruzione e condannato appunto l’Italia al rimborso delle spese processuali e materiali sostenute dalla famiglia per garantire alla bimba gli adeguati sostegni, oltre a 10.000 euro per danno morale.
Nel caso specifico, pertanto, chi scrive propone senz’altro di inviare una lettera alla Provincia di Savona, firmata dai familiari degli alunni colpiti dai tagli, sottolineando la possibilità di essere denunciati per discriminazione e violazione dei diritti umani.
*Membro del Consiglio Mondiale di DPI (Disabled Peoples’ International).
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Interpello nazionale – avviso finalizzato al reclutamento di docenti a.s. 2025/2026 Specializzazione classe di concorso ADEE sostegno scuola primaria – I.C. “Gentili”-“Bruno” di Paola (CS)
Interpello nazionale per supplenza su classe di concorso A043– Scienze e tecnologie nautiche per 10 (dieci) ore settimanali A.S. 2025/26 IIS CETRARO
Report annuale delle Attività Sportive Scolastiche 2024 – 2025
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Individuazione personale della scuola con compititi tutoriali presso i corsi in Scienze della formazione primaria a.s. 2025/2026
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Possibili soluzioni alle criticità nella fornitura di ausili e presìdi per le persone con disabilità
Come anticipato nei giorni scorsi, la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) è stata audita presso la Sottocommissione costituita nell’ambito della Commissione Nazionale per l’aggiornamento dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e la promozione dell’appropriatezza nel Servizio Sanitario Nazionale, occasione durante la quale – rappresentata dal proprio consigliere Michele Adamo, segretario nazionale della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) e da Giovanni Merlo, direttore della LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità), componente lombarda della Federazione – la stessa FISH ha presentato i risultati di un questionario somministrato alla propria rete associativa, riguardante le criticità riscontrate nella fornitura di ausili e presìdi per le persone con disabilità.
A proposito di tali strumenti, «la fornitura di essi – come si legge in una nota della FISH – rientra appunto tra i LEA, ossia l’insieme di prestazioni e servizi che il Servizio Sanitario Nazionale ha il dovere di garantire a tutti i cittadini. Nonostante ciò, però, i dati a nostra disposizione svelano inefficienze sistemiche e oneri importanti a carico di cittadini e cittadine. Secondo un’indagine di Confindustria Dispositivi Medici dell’ottobre 2023, ad esempio, il 50% dei pazienti attende oltre tre mesi per ricevere un ausilio e a questo si aggiunge un’inadeguata valutazione di adattabilità al domicilio, che viene effettuata solo nel 19% dei casi. Sono criticità che si traducono altresì in un impoverimento per le famiglie, se è vero che il 43,3% delle persone con disabilità sostiene spese aggiuntive superiori al 10% del costo del dispositivo, superando talvolta la tariffa ufficiale. L’incidenza della spesa privata raggiunge, dunque, il 74,98% rispetto a quella pubblica, un chiaro indicatore dell’eccessivo carico finanziario sulle persone con disabilità e le loro famiglie».
Durante la citata audizione, dunque, la FISH ha proposto una serie di soluzioni, ritenendo innanzitutto «fondamentale estendere gli strumenti di valutazione previsti per i LEA anche al settore degli ausili e aumentare in modo strutturale gli investimenti pubblici, ciò che dev’essere accompagnato da azioni concrete per migliorare il sistema, armonizzando i tariffari regionali, eliminando le disparità territoriali e snellendo le procedure burocratiche (prescrizione, autorizzazione ed erogazione) per i presìdi monouso, come cateteri o ausili per stomia. È necessario, inoltre, reintrodurre i codici di ISO di standardizzazione dei prodotti (ISO), nel Nomenclatore Tariffario, indispensabili per la rapida sostituzione e riparazione dei diversi componenti (come batterie e ruote)».
La Federazione, infine, non ha mancato di sottolineare la necessità di «un supporto e coinvolgimento costante delle famiglie e delle Associazioni di rappresentanza nella definizione delle politiche sanitarie, per assicurare che le decisioni rispondano alle reali esigenze delle persone con disabilità». (S.B.)
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Avviso di specifico interpello per la selezione di n.1 docente per la classe di concorso A023 Lingua italiana per discenti di lingua straniera (alloglotti)- IC ROCCA IMPERIALE
La responsabilità sociale d’impresa che entra in un ospedale
L’ASSI Gulliver (Associazione Sindrome di Sotos Italia) inaugurerà nella mattinata di domani, 23 settembre, a Piove di Sacco, in provincia di Padova, il nuovo format Coffee Talk, denominato Sorridere Insieme: Ricerca, Responsabilità e Innovazione Sociale, pensato per creare un dialogo diretto tra imprese, donatori e mondo sanitario sul tema della responsabilità sociale d’impresa.
«La scelta della sede – sottolineano dall’Associazione – rappresenta l’elemento distintivo dell’iniziativa: non un centro congressi, ma l’Ospedale Immacolata Concezione di Piove di Sacco – ULSS 6 Euganea, dove ogni giorno si costruiscono percorsi di cura e inclusione. Qui, grazie al sostegno di aziende e donatori, è stato potenziato il Reparto di Odontoiatria di Comunità, diretto dal dottor Claudio Gallo, che applica la CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) per migliorare la relazione medico-paziente e garantire l’accesso alle cure a bambine e bambini non verbali. Questo Coffee Talk, dunque, segna un passo importante: portare cioè la riflessione sulla responsabilità sociale d’impresa all’interno dell’ospedale, mostrando concretamente ai donatori l’impatto delle loro scelte. Non solo parole, ma risultati tangibili che si traducono in terapie, inclusione e innovazione sociale».
«Portare un talk in ospedale significa accorciare la distanza tra chi sostiene e chi ogni giorno si prende cura dei pazienti», afferma Anna Celi, presidente di ASSI Gulliver. «Per noi – aggiunge – questo è anche un esercizio di trasparenza: vogliamo far vedere cosa la nostra Associazione realizza grazie alle donazioni. In questo ospedale, ad esempio, abbiamo interamente finanziato il progetto Sorridere Insieme, basato sulla CAA, che permette di rendere le cure odontoiatriche accessibili a piccoli pazienti che non possono esprimere emozioni».
«Il reparto di Odontoiatria di Comunità di Piove di Sacco – dichiara dal canto suo Claudio Gallo – è un laboratorio di innovazione, nato dalla collaborazione tra sanità pubblica, associazioni e imprese. Grazie alla CAA e a progetti come Sorridere Insieme possiamo rendere accessibili le cure anche a persone fragili, migliorando la qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie».
Con questa iniziativa, dunque, ASSI Gulliver intende introdurre un format che coniuga trasparenza, partecipazione e valorizzazione delle buone pratiche, rafforzando il legame tra sanità, imprese e società civile. (S.B.)
Per ulteriori informazioni: Francesca Pucci (pucci.comunicazione@gmail.com).L'articolo La responsabilità sociale d’impresa che entra in un ospedale proviene da Superando.
Due utili guide per l’autonomia
Conoscere, capire, agire: tre parole chiave che oggi diventano più semplici grazie alle due nuove guide online realizzate nell’ambito di Match Point: strumenti vincenti per il domani delle persone con malattie neuromuscolari, progetto innovativo promosso dalla UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) e dall’Associazione Parent Project, di cui abbiamo già avuto occasione di occuparci, pensato per supportare le persone con malattie neuromuscolari e le loro famiglie nella gestione della quotidianità e nella costruzione di percorsi di autonomia e vita indipendente.
Si tratta di strumenti pensati, come detto, per persone con malattie neuromuscolari, famiglie e anche operatori, che arricchiscono e completano i percorsi formativi avviati con il progetto Match Point e che sono ora a disposizione di tutta la comunità.
Progettare il domani: strumenti e principi per vivere da protagonisti è la guida pensate per persone con malattie neuromuscolari e per le loro famiglie, con informazioni chiare e accessibili, oltre a spunti pratici per costruire progetti di vita personalizzati.
Con l’altro, non per l’altro. Il nuovo modo di operare nella cura si rivolge invece ad assistenti personali, OSS (operatori/trici socio-sanitari), ASA (ausiliari/e socio-assistenziali) e altri operatori e operatrici, offrendo indicazioni pratiche per lavorare in modo consapevole e professionale, con attenzione ai diritti e alle reali esigenze delle persone con disabilità.
Le guide sono scaricabili gratuitamente e disponibili a tutti e tutte a questo link. (Simona Lancioni)
Il presente contributo è l’estratto di un testo già apparso nel sito di Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa). Per gentile concessione.
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Intelligenza artificiale e disabilità: un incontro sulla via dell’inclusione
Si terrà nel pomeriggio del 24 settembre (ore 17.30-19.30) un interessante incontro online (titolo: IA – Intelligenza Artificiale: un impatto significativo sulla vita delle persone con disabilità), promosso dalla FISH Calabria (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglia), per indagare appunto e riflettere circa la rivoluzionaria e positiva influenza che può avere l’intelligenza artificiale sulla vita quotidiana delle persone con disabilità.
«In generale – spiegano dalla FISH Calabria – il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e gli addetti ai lavori sui temi dell’accessibilità e dell’autonomia, focus fondamentali per supportare il Progetto di Vita delle persone con disabilità. Nel corso di questo incontro, dunque, si farà il punto sulle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale per migliorare la qualità della vita, superare le barriere e promuovere l’inclusione sociale e lavorativa».
Interverranno per l’occasione esperti del settore e rappresentanti delle Associazioni tra cui Vincenzino Lio, ingegnere informatico e docente, che illustrerà le potenzialità dell’intelligenza artificiale. Con il coordinamento di Nunzia Coppedé, presidente della FISH Calabria, saranno poi presenti anche Annamaria Bianchi, formatrice dell’Associazione La Spiga di Cosenza, Giuseppa Pizzata, presidente della FIADDA di Reggio Calabria (Associazione per i Diritti delle Persone sorde e Famiglie) e Agostino Marzella, consigliere delegato dell’UICI di Cosenza (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).
L’iniziativa si inserisce nell’àmbito del progetto Protagonisti sempre (rientrante nei programmi di rilevanza locale promossi da Associazioni di Volontariato, APS e Organizzazioni del Terzo Settore, in linea con gli articoli 72 e 73 del Decreto Legislativo 117/17-Codice del Terzo Settore, fondi ADP 2022-2024), ideato e promosso dalla FISH Calabria, insieme alle Associazioni Prader Willi, Il Girasole e La Spiga, che a partire dal 5 maggio scorso, ha avviato la diffusione di bandi e manifestazioni d’interesse a livello regionale e territoriale in Calabria, dedicati alla disabilità. Per i prossimi mesi, gli enti promotori pubblicheranno sul proprio portale le informazioni e la documentazione necessarie per la partecipazione. «Attraverso questo strumento di informazione e formazione – sottolineano dalla FISH Calabria -, la nostra Federazione, in qualità di Ente capofila, insieme alle Associazioni partner, intende facilitare l’utilizzo delle risorse disponibili nei Comuni e sull’intero territorio regionale, ridurre i divari causati da una comunicazione debole o assente sui diritti delle persone con disabilità e aumentare la qualità della vita dei beneficiari, garantendo risposte concrete ai loro bisogni. A tal proposito ricordiamo che nel nostro portale (a questo link) sono consultabili le schede informative rivolte alle Associazioni, alle persone con disabilità e ai rispettivi familiari, al fine di sostenere tutti i soggetti nel rispetto del loro diritto all’informazione e alla formazione». (S.B.)
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Rapportino sul pianeta Terra
Soltanto una semplice precisazione: ovviamente il seguente testo è tutto frutto di fantasia. O no?
DATA COSMICA: Digià 20255
SOLDATO DI 1° GRADO: M’en Vado Quaelà
OGGETTO: Verifica su segnalazione dell’Avanguardia Fic-Can-Aso
In seguito alla sopraccitata segnalazione e su ordine proveniente dalla nostra stella madre Piungamba, sono arrivato sul pianeta indicato col delicato incarico di compiere un’indagine basata sugli autoctoni difettosi, localmente denominati “Disabili”. Qui giunto, ho provveduto a tramutarmi nelle sembianze di uno dei due organismi viventi disgiunti (cioè Uomo/Donna) che hanno colonizzato questo minuscolo corpo celeste, ribattezzato Terra, e ho incominciato la raccolta dei dati essenziali. Per dare meno nell’occhio non ho scelto un corpo imperfetto, bensì uno uguale alla maggioranza del popolume, che comunque è ben lontano dal rappresentare la perfezione.
Come ben si poteva immaginare, il sistema informativo utilizzato da questi bipedi e, talvolta, biruote o muniti di appoggi, è alquanto rudimentale, quindi mi è stato facile entrare rapidamente in possesso degli elementi necessari al mio accertamento.
In un primo tempo ho captato la loro strana suddivisione dei difettosi nei gruppi sensoriali, motori, intellettivi e psichici, constatando come gli esponenti di queste ultime due categorie siano molto più vicini alle nostre modalità di logica che non tutto il resto della popolazione. In aggiunta ho faticato non poco nell’interpretazione corretta dei diversi appellativi (di cui parecchi anche assurdi) per definire i suddetti individui danneggiati: Portatori di handicap, Diversamente abili, Invalidi, Persone fragili, Neurodiversi, Fisicamente svantaggiati, Soggetti con bisogni speciali e via via con questi arcaismi, svilendo il peraltro abbastanza raffinato strumento comunicativo del linguaggio che utilizzano. Così ho trascorso ore e ore indigene a osservare un dispositivo preistorico quanto inutile, la cosiddetta televisione, in cui esseri privi di qualsiasi competenza sproloquiavano tutto il tempo di argomenti futili, riportando quasi solo i casi tristi o clamorosi dei sopraindicati disabili.
Altre notizie me le sono procurate da giornali e riviste, sistemi antidiluviani di supporto cartaceo su cui vengono stampati a cadenza ravvicinata gli ultimi avvenimenti del globo. Anche in questo caso però, oltre a guerre e catastrofi, la fuffa degli illusori annunci di terapie miracolose in via di scoprimento e i soliti casi pietosi dominavano i relativi contenuti. Inutilmente ho provato a seguire la lagnosa maratona di un certo ente, credo di ricordare si chiamasse Trelethon o Teletetthon, ma sono quasi morto di noia.
Allora, tanto per svegliarmi, mi sono recato presso le biblioteche, ampi spazi al chiuso con scaffali zeppi di libri, oggetti che sfruttano lo stesso principio dei giornali, ma sono di dimensioni più piccole e più spessi. Comunque questi arnesi si sono rivelati illuminanti database per apprendere le caratteristiche salienti della breve e davvero misera storia evolutiva umana. Tuttavia, nei numerosi volumi ivi presenti mi è apparsa decisamente esigua la percentuale di trattati sull’handicap (chiedo scusa ai miei superiori per il termine, ma pian piano mi sto assuefacendo ai costumi autoctoni). Oltretutto i pochi tomi di questo genere colà parcheggiati erano costituiti da incomprensibili saggi teorici, fumose analisi sociali e orribili autobiografie scritte da qualche imperfetto.
Proseguo. Ancora esiste una rete di connessione planetaria, denominata internet, attiva su rozzi computer e che risulta essere un vero marasma senza capo né coda, assolutamente inutilizzabile per un’adeguata crescita culturale e tecnologica. Inoltre, a parte lodevoli eccezioni, tipo un certo Superando, vengono divulgate notizie superflue, false e tendenziose.
Da quest’accozzaglia di materiali ho appreso ulteriori particolari, questi sì interessanti, riguardo chi ha un qualsiasi elemento gravemente incidentato del suo corpo. Li elenco in modo casuale: l’ingiusto privilegio di parcheggiare ovunque il proprio mezzo di trasporto, i grandi ostacoli nel poter esercitare le piacevoli prassi di riproduzione della razza, l’improbabile sistema di vita autonoma (indipendente, dicono loro), sostenuto e condotto in maniera insufficiente, la perdurante costruzione di edifici non accessibili a tutti, le continue barriere frapposte a chi ha un apparato cerebrale o visivo danneggiato, i tizi nominati city manager che però valgono (ma non ho afferrato bene il significato) al pari dei due di picche, l’arretratissima tecnologia dei rudimentali ausili e via via emettendo acqua salata dai dotti lacrimali.
A guisa di ulteriore controllo, in ambienti promiscui etichettati come bar, sedi di partito, case di riposo, sale del bingo (uno strano gioco in cui si perde sempre), associazioni, comunità e centri diurni, ho anche provato a interagire con i sedicenti organismi i quali, senza alcuna ombra di vergogna, hanno sciorinato un’indole violenta, egoistica, disonesta, bugiarda, impulsiva, collerica, attaccabrighe, irresponsabile, avida, diffidente, superba, vanitosa e ignorante. Infatti, nel momento in cui molti teorici si riempiono la bocca sulla parità dei diritti, parecchi di loro muoiono di fame tutti i giorni, mentre gli altri, invece di aiutarli, si lamentano per il rincaro del caffè (bevanda diffusa seppur pessima).
Il quadro che ne emerge è desolante: si autodefiniscono intelligenti (figurarsi, si sono incoronati nientepopodimeno che “Homo Sapiens”!), ma hanno sistemi di governo strampalati in cui eleggono i loro rappresentanti peggiori, hanno ideato le religioni e costruiscono chiese su chiese attribuendo a un inverosimile Dio magagne, guai e responsabilità proprie, non contrastano in alcun modo ingiustizie, disuguaglianze e violenze, non posseggono alcuna profondità di visione del futuro e la creatività è pari a zero virgola zero.
In sovrappiù è presente poca o niente empatia fra chi cura (i medici) e i curati (i malati), troppi credono nella medicina ascientifica, gli stessi difettosi si approfittano spesso della loro condizione, esiste (incredibile a dirsi) la tanto celebrata e nondimeno rara solidarietà, mentre dovrebbe essere la norma, i poteri pubblici sono miopi, inefficaci ed egoisti e infine, mai visto in migliaia di altre galassie, si sono addirittura inventati l’inclusione, una prassi molto citata. ma assolutamente non applicata.
La domanda che mi suggerisce l’esperienza da veterano è: perché avviene ciò? Che bisogno ne hanno? Per noi piungambesi è un paradosso, poiché nelle specie sociali, come quella oggetto della nostra verifica, l’inclusione dovrebbe essere automaticamente connaturata. Consentitemi un terrestre “Boh…”!
Infine, gli organismi umani locali, danneggiati compresi, nonostante siano ancora incapaci di compiere viaggi interstellari e dunque abitando solo quel pianeta, lo stanno lo stesso soffocando grazie a un immotivato inquinamento e al consumo senza ragione delle esigue risorse naturali rimaste a disposizione.
Ma non basta, in quanto hanno pure ammassato così tante armi letali da potersi garantire l’autoestinzione in una manciata di anni (vedi altresì la differenza dei bilanci tra le cifre stanziate per la ricerca medica e quelle per le spese militari). Molto meglio di loro (e soprattutto meno distruttive) si sono dimostrate tutte le altre specie animali presenti su questa insignificante palla acquosa.
In conclusione ritengo che non sia il caso di sprecare inutilmente le nostre energie per assoggettare questa razza così priva d’interesse, arcaica e perniciosa. Infatti, a breve termine, in virtù di quanto segnalato poc’anzi, provvederanno loro stessi a cancellarsi dall’universo.
Questo è tutto. Chiudo così il rapporto e mi accingo a compiere i preparativi per il rientro alla confortevole base di Piungamba.
In fede: Soldato di 1° grado M’en Vado Quaelà
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