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La diagnosi precoce e l’abilitazione dei bambini con deficit visivo

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L’Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza di Bologna, insieme all’UICI, l’ASP Sant’Alessio Margherita di Savoia di Roma e IAPB Italia, ha promosso per il 19 settembre prossimo a Roma il convegno nazionale denominato “AMGO 2025 (A me gli occhi)”, così come l’omonimo progetto, appuntamento dedicato alla diagnosi precoce e all’abilitazione dei bambini con deficit visivo

L’Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza di Bologna, insieme all’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), l’Azienda di Servizi alla Persona Disabile Visiva Sant’Alessio Margherita di Savoia di Roma e IAPB Italia, ha promosso per il 19 settembre prossimo a Roma (Sant’Alessio Margherita di Savoia, dalle ore 9) il convegno nazionale AMGO 2025 (A me gli occhi), appuntamento dedicato alla diagnosi precoce e all’abilitazione dei bambini con deficit visivo.
Nato per la prevenzione dell’ambliopia nella primissima infanzia, l’omonimo progetto AMGO si è negli anni ampliato, fino a diventare un riferimento nazionale per la salute visiva, la formazione specialistica e il sostegno alle famiglie.

Il convegno del 19 settembre prevede una sessione mattutina con workshop pratici dedicati alla clinica e una sessione pomeridiana con tavole rotonde e dibattiti multidisciplinari.
Saranno presenti per l’occasione oculisti, ortottisti, logopedisti, tiflotecnici, psichiatri e neuropsichiatri infantili. (S.B.)

A questo link è disponibile il programma completo del convegno. Ai partecipanti verranno riconosciuti crediti ECM tramite piattaforma FAD. Per ogni ulteriore informazione: Ufficio Stampa UICI Roma (Giovanni Fornaciari), ufficiostampa@uicroma.it.

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“Evolution Fest” tutta in favore dell’Associazione Disabili Bergamaschi

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Dal 12 al 18 settembre a Comun Nuovo (Bergamo), tornerà l’“Evolution Fest”, evento che unisce intrattenimento, sport e solidarietà, promosso dall’ADB (Associazione Disabili Bergamaschi), alla quale andrà interamente il ricavato della manifestazione, che sarà destinato in particolare al progetto di costruzione di una palestra di continuità riabilitativa

Si svolge ormai da nove anni, a Comun Nuovo, in provincia di Bergamo, l’Evolution Fest, evento che unisce intrattenimento, sport e solidarietà e che è promosso dall’ADB (Associazione Disabili Bergamaschi), organizzazione aderente alla FAIP (Federazione delle Associazioni Italiane di Persone con lesione al midollo spinale).
Dal 18 al 28 settembre, dunque, tra calcetto, burraco, serate a tema gastronomico, una corsa podistica non competitiva e altro ancora, il ricavato della manifestazione sarà interamente destinato al sostegno delle attività dell’ADB e in particolare al progetto di costruzione di una palestra di continuità riabilitativa, spazio innovativo dedicato al benessere e alla riabilitazione delle persone con disabilità.
Grazie quindi alla partecipazione di tutti e tutte, sarà possibile continuare a garantire servizi fondamentali per le persone con disabilità e i loro familiari, rafforzando la rete di supporto che l’ADB porta avanti quotidianamente con passione e dedizione. (S.B.)

Per ogni informazione: adriana.danelli@adbbergamo.it.

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Fondi per il supporto agli studenti e alle studentesse con disabilità delle Università

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In queste settimane sono arrivati dalle Università o dai Dipartimenti Regionali competenti i vari bandi che possono permettere agli studenti e alle studentesse con disabilità definita «gravissima» di accedere all’assegno forfettario destinato a contribuire alle spese sostenute per la remunerazione di personale qualificato che li assista durante le lezioni relative al proprio corso di studi. Il tutto in base al Decreto Ministeriale prodotto nel luglio scorso

Il Decreto Ministeriale 455/25 del 17 luglio scorso sostiene, come si legge all’articolo 1, comma 1, «il diritto allo studio degli studenti in condizione di disabilità gravissima ai sensi dell’articolo 3, comma 2, lettere b), d), e) e f) del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 26 settembre 2016 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 280 del 30 novembre 2016), iscritti a corsi di laurea erogati con modalità convenzionale o mista presso le università statali e non statali legalmente riconosciute ovvero a corsi accademici tenuti presso le istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica».
All’articolo 3, comma 1 del Decreto stesso, si stabilisce poi che «ciascun organismo per il diritto allo studio, competente per il territorio in cui gli studenti interessati frequentano le attività didattiche e interessato ad offrire l’opportunità di cui al presente decreto ai propri studenti, provvederà a pubblicare il bando per l’assegnazione del beneficio agli studenti ad esso iscritti».

Nelle scorse settimane hanno incominciato ad arrivare i vari bandi, allo scopo appunto di permettere agli studenti e alle studentesse interessati di ottenere l’assegno forfettario destinato a contribuire alle spese sostenute per la remunerazione di personale qualificato che li assista durante le lezioni relative al proprio corso di studi.
Da una prima nostra ricerca abbiamo individuato alcuni di quei bandi e li mettiamo a disposizione di Lettori e Lettrici a questo link. Per chi non trovasse quello di proprio riferimento, suggeriamo senz’altro di rivolgersi rapidamente alla propria Università o al Dipartimento Regionale competente per il territorio, chiedendo le necessarie informazioni. (S.B.)

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Diventare grandi con la spina bifida

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Organizzato dalle Associazioni ASBIN e ASBI per il 17 e 18 ottobre presso il Centro Spazio Vita Niguarda di Milano, il corso formativo a partecipazione gratuita denominato “Diventare grandi con la spina bifida” sarà una preziosa opportunità di formazione e confronto per chi lavora o vive accanto a bambini e adolescenti con spina bifida, grave malformazione congenita che interessa la colonna vertebrale

Crescere con la spina bifida – grave malformazione congenita che interessa la colonna vertebrale – significa affrontare ogni giorno varie sfide mediche, educative, relazionali e psicologiche. Si tratta infatti di una condizione complessa, che impone ai bambini e agli adolescenti un percorso fatto di visite, terapie, adattamenti e conquiste quotidiane. E insieme a chi ne soffre crescono anche le famiglie, i professionisti sanitari e sociali, gli insegnanti, i terapisti e tutti coloro che, a vario titolo, ne accompagnano il cammino verso l’autonomia.
È a queste figure che si rivolge Diventare grandi con la spina bifida, corso formativo a partecipazione gratuita (accreditato ECM), organizzato dall’ASBIN (Associazione Spina Bifida Niguarda) e dall’ASBI (Associazione Spina Bifida Italia), in programma per il 17 e 18 ottobre presso il Centro Spazio Vita Niguarda di Milano, preziosa opportunità di formazione e confronto per chi lavora o vive accanto a bambini e adolescenti con spina bifida. (S.B.)

Per approfondimenti e per il programma completo, accedere a questo link. Per altre informazioni: formazione@spaziovitaniguarda.com.

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Verso l’universalità dei linguaggi: un percorso di progettazione ampliata del patrimonio culturale

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Il 18 settembre a Roma, presso il Ministero della Cultura, vi sarà la conferenza “Verso l’universalità dei linguaggi: un percorso di progettazione ampliata del patrimonio culturale. Il CUG del MIC per la ricerca e per le pari opportunità”, evento nato a seguito della pubblicazione nel 2024, ad opera del CNR, del “Manuale di progettazione per l’accessibilità e la fruizione ampliata del patrimonio culturale”, curato da Gabriella Cetorelli e Luca Papi Il volume dal quale ha preso le mosse la conferenza del 18 settembre prossimo

Il 18 settembre a Roma, presso il Ministero della Cultura, nella prestigiosa cornice della Sala della Crociera nel Palazzo del Collegio Romano, si terrà la conferenza denominata Verso l’universalità dei linguaggi: un percorso di progettazione ampliata del patrimonio culturale. Il CUG (Comitato Unico di Garanzia) del MIC (Ministero della Cultura) per la ricerca e per le pari opportunità, evento nato a seguito della pubblicazione nel 2024, ad opera del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche– Dipartimento Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale-DSU) del Manuale di progettazione per l’accessibilità e la fruizione ampliata del patrimonio culturale. Dai funzionamenti della persona ai funzionamenti dei luoghi della cultura, curato da Gabriella Cetorelli e Luca Papi, la cui finalità è stata quella di declinare in un’opera prima, a livello nazionale e internazionale, gli argomenti inerenti alla progettazione per la fruizione universale dei patrimoni, tangibili e intangibili, mediante l’adozione di un’innovativa linea editoriale. «Si è infatti inteso porre il visitatore del patrimonio – come sottolineato al tempo della presentazione del volume – al centro dell’azione amministrativa, creando, attraverso l’impiego di facilitatori, buone prassi e contributi interdisciplinari, percorsi e orientamenti finalizzati alla “progettazione per tutti”».

Il Manuale è stato redatto nelle versioni digitale (liberamente consultabile a questo o a questo link), e cartacea, seguendo appunto i princìpi base dell’accessibilità e riscuotendo notevole interesse in àmbito accademico e della ricerca. Il progetto, inoltre, è stato al centro di un impegno corale teso a favorire la più ampia accessibilità possibile del volume, grazie a note istituzioni del settore, quali la Biblioteca Italiana per i Ciechi Regina Margherita di Monza (traduzione integrale in Braille) e la Fondazione ETS Officina dei Sensi di Ascoli Piceno (audiolibro). E ancora, è in corso di realizzazione la traduzione in lingua inglese a cura dell’Università di Macerata e si stanno, predisponendo le traduzioni in LIS (Lingua dei Segni italiana), a cura di ENS (Ente Nazionale Sordi) (ENS) e ANIOS (Associazione Interpreti di Lingua dei Segni Italiana), oltreché in IS (International Signs),a cura dell’Istituto dei Sordi di Torino. (S.B.)

Ringraziamo il Museo Tattile Statale Omero di Ancona per la segnalazione.

A questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento, a quest’altro link il programma completo della conferenza del 18 settembre, per la quale è prevista la sottotitolazione e la traduzione in LIS. L’evento, inoltre, verrà registrato e potrà essere seguito sul sito del Comitato Unico di Garanzia del Ministero della Cultura (a questo link).

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Un’occasione per esserci: il Summer Camp di Fondazione Time2

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Verrà inaugurata il 18 settembre, presso l’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, e sarà visitabile fino al 18 ottobre, la mostra fotografica “Un’occasione per esserci: il Summer Camp di Fondazione Time2”, racconto corale che ripercorre cinque anni di avventure, attività e relazioni che hanno segnato la crescita di tante ragazze e ragazzi con disabilità

Nel pomeriggio del 18 settembre, presso l’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino (Piazza Polonia, 94, ore 15.30), verrà inaugurata la mostra fotografica denominata Un’occasione per esserci: il Summer Camp di Fondazione Time2 (visitabile fino al 18 ottobre), un racconto corale che ripercorre cinque anni di avventure, attività e relazioni che hanno segnato la crescita di tante ragazze e ragazzi con disabilità.
L’esposizione, infatti, raccoglie le immagini realizzate dalle giovani e dai giovani che frequentano C’entro, il progetto di aggregazione giovanile di Fondazione Time2 a Casa Mistral, che hanno restituito attraverso il loro sguardo l’essenza di un’esperienza unica: un Summer Camp in Alta Val di Susa caratterizzatosi non solo come una vacanza, ma come un’esperienza di autonomia, spesso per la prima volta lontano da casa, che ha coinvolto appunto giovani con e senza disabilità in una settimana pensata per offrire a ciascuno la possibilità di vivere la pienezza dell’estate, in un contesto accessibile e a misura di ogni persona. (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di approfondimento. Per altre informazioni: ufficio stampa Fondazione Time2 (Silvia Bellucci), silviabellucci@bellspress.com.

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Disabilità e nuova Legge di Bilancio: servono azioni e risorse concrete

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«Ribadiamo la necessità di incalzare il Governo e il Parlamento, affinché siano stanziate risorse adeguate al pieno esercizio dei diritti delle persone con disabilità in ogni àmbito della vita: salute, istruzione, lavoro, mobilità, abitazione, inclusione sociale»: lo si è deto durante il Consiglio Nazionale della Federazione FISH, in vista dell’imminente presentazione della Nota di Aggiornamento del Documento di Finanza Pubblica, che orienterà le scelte della prossima Legge di Bilancio

La Legge Delega 227/121 in materia di disabilità, i progetti di vita personalizzati e partecipati, la Legge 112/16 (cosiddetta “Legge sul Dopo di Noi”), la normativa relativa all’amministrazione di sostegno e il Disegno di Legge sui caregiver familiari: questi i principali temi discussi nei giorni scorsi durante il Consiglio Nazionale della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), che ha per altro dedicato ampio spazio anche all’imminente presentazione della Nota di Aggiornamento del Documento di Finanza Pubblica, che orienterà le scelte della prossima Legge di Bilancio.
In tal senso, come si legge in una nota, «il Consiglio Nazionale della Federazione ha ribadito la necessità di incalzare il Governo e il Parlamento, affinché siano stanziate risorse adeguate al pieno esercizio dei diritti delle persone con disabilità in ogni àmbito della vita: salute, istruzione, lavoro, mobilità, abitazione, inclusione sociale». «Nonostante, infatti, i recenti avanzamenti normativi – si legge ancora – come la Legge 227/21 e la Legge 33/23 sull’assistenza alle persone anziane e non autosufficienti, la FISH invita le Istituzioni a non fermarsi, poiché troppe volte, in Italia, le riforme vengono varate “a costo zero” o con fondi occasionali e insufficienti, lasciando famiglie e persone con disabilità nell’incertezza, e spesso nell’impossibilità di accedere a servizi e sostegni».

«La disabilità – conclude la nota della FISH – è ancora oggi una condizione che espone le persone e le famiglie al rischio concreto di povertà, emarginazione e segregazione. Contrastare dunque questi fenomeni non è solo un dovere morale, ma un obbligo costituzionale, rispetto al quale servono politiche strutturate e interventi mirati, accompagnati da un finanziamento adeguato. Continueremo quindi, con fermezza e determinazione, a vigilare sull’operato delle Istituzioni e a stimolare un’azione concreta volta a costruire una società più inclusiva, equa e giusta per tutte le persone con disabilità». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@fishets.it.

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“Insieme – Il Festival di Paideia”: prima di tutto una festa

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Prima di tutto una festa, con tre giorni di intrattenimento, cultura, riflessione e condivisione, mettendo al centro la disabilità, la diversità e la partecipazione. E in apertura un ospite d’eccezione del panorama musicale italiano, quale Daniele Silvestri: sarà questo, dal 18 al 20 settembre a Torino, la terza edizione di “Insieme – Il Festival di Paideia”, promosso dalla Fondazione Paideia, organizzazione impegnata al fianco di bambini e bambine con disabilità e delle loro famiglie

Sta per tornare a Torino Insieme – Il Festival di Paideia, appuntamento annuale promosso dalla Fondazione Paideia, organizzazione impegnata da oltre trent’anni al fianco di bambini e bambine con disabilità e delle loro famiglie. La terza edizione dell’evento infatti, è in programma dal 18 al 20 settembre, con un programma ricco di eventi, testimonianze e momenti di incontro dedicati a tutta la cittadinanza. «Insieme – dicono da Paideia – è prima di tutto una festa: tre giorni di intrattenimento, cultura, riflessione e condivisione che mettono al centro la disabilità, la diversità e la partecipazione. Un’occasione preziosa per dare voce alle famiglie, raccontare esperienze, individuare bisogni e nuove sfide, promuovendo uno sguardo più consapevole e solidale».

Ad aprire il festival, dunque, un nome d’eccezione del panorama musicale italiano, vale a dire Daniele Silvestri, che nella serata del 18 settembre (ore 21), si esibirà in un concerto acustico, sul palco del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, con una speciale formazione in trio.
Il 19 e 20 settembre, quindi, la medesima sede accoglierà un fitto calendario di incontri e dialoghi con ospiti quali, tra gli altri, il direttore editoriale di Chora e Will Mario Calabresi, il direttore del Museo Egizio di Torino Christian Greco, la scrittrice ed editorialista Marina Cuollo, l’economista Azzurra Rinaldi, il filosofo e insegnante Matteo Saudino, lo psicopedagogista Stefano Rossi, il teologo laico e filosofo Vito Mancuso, il direttore della «Stampa» Andrea Malaguti e altri ancora.

La manifestazione sarà anche l’occasione per presentare i risultati di una nuova indagine di Paideia-BVA Doxa sull’impatto della disabilità nei confronti del sistema familiare, nata con l’obiettivo di generare nell’opinione pubblica una maggiore consapevolezza rispetto ai bisogni e alle sfide che ogni giorno tante famiglie sono chiamate ad affrontare.

Sabato 20, infine, per tutta la giornata, Piazza Bodoni si trasformerà in uno spazio a misura di famiglia, con laboratori, attività inclusive, giochi e spettacoli aperti a bambini, ragazzi e adulti. Un’occasione per vivere il centro di Torino in modo nuovo, gioioso e accessibile. (S.B.)

A questo link è disponibile il programma completo del Festival. Per ulteriori informazioni: Luna Rondana (lrondana@maybepress.it).

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10.000 followers, 10.000 grazie

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10.000 followers di Facebook raggiunti in questi giorni sono per noi una tappa importante che ci gratifica e ci riempie di soddisfazione. 10.000 grazie, dunque, e continuate a seguirci per rimanere sempre aggiornati e informati sulle disabilità in Italia e nel mondo

10.000 followers di Facebook possono sembrare poca cosa, quando cantanti, sportivi, attori e personaggi dello spettacolo ci hanno abituati a centinaia di migliaia di “seguaci”. Superando, però, è una testata giornalistica e in quanto tale, raccogliere 10.000 utenti che ci seguono costantemente è un traguardo ragguardevole, ancor più pensando che ci occupiamo di disabilità, argomento poco “frequentato” dal vasto pubblico dei social network.
Proprio in questi giorni il nostro “contatore della visibilità” online ha raggiunto questo numero che lascia, noi per primi, a bocca aperta. Avere tanti followers (e, ripeto, per un giornale 10.000 sono davvero tanti) non significa avere vinto una gara; un alto numero di persone che seguono i nostri account significa essere riusciti a creare una comunità interessata a ciò che pubblichiamo.
Un sèguito significativo conferisce credibilità e implica una responsabilità perché la fiducia che viene riposta in noi non sia vana. I followers non sono numeri da collezionare, spettatori passivi. Lo capiamo dalle interazioni con i post, non soltanto tramite i “mi piace”, ma anche attraverso le condivisioni su altri profili che amplificano il senso dei nostri articoli.
Ci sono poi i commenti che possono essere di assenso o dissenso; in ogni caso, purché espressi in maniera rispettosa e civile, contribuiscono a creare quel dialogo costruttivo intorno ai temi delle disabilità che da sempre è l’obiettivo a cui tende Superando.
Intorno a noi ci sono persone attive che si interessano in maniera autentica ai contenuti del giornale. Più che il numero assoluto, poi, è forse ancor più importante sottolineare che la crescita dei followers è stata costante e regolare nel tempo; questo ci fa pensare che non si tratti più soltanto di cittadini e cittadine coinvolti nella disabilità, ma che inizino a curarsene anche coloro che non vivono questa condizione direttamente o in famiglia. Se leggiamo bene questo dato, infatti, si deduce che le notizie legate alla disabilità non siano più un àmbito di nicchia dell’informazione, che ci sia curiosità e voglia di conoscere perché forse (finalmente!), piano piano, si sta comprendendo che i temi dei diritti riguardano tutti e tutte, nessuno esente e nessuno escluso.
Avere posto l’attenzione in questi oltre vent’anni alla comunicazione sociale di qualità, ad argomenti diversi e articolati che non fossero soltanto le barriere architettoniche a cui spesso viene associata a senso unico la disabilità, avere contribuito alla costante evoluzione del linguaggio che ora mette al centro la persona, ha infine premiato la costanza di Superando, l’impegno della redazione, di collaboratori e collaboratrici, dell’editore, spingendoci a dare ancora e sempre il meglio.
10.000 followers sono una tappa importante che ci gratifica e ci riempie di soddisfazione. 10.000 grazie, dunque, e continuate a seguirci per rimanere sempre aggiornati e informati sulle disabilità in Italia e nel mondo.

*Direttrice responsabile di Superando.

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Una grande festa a Padova per l’inaugurazione del parco comunale inclusivo “L’Albero del Tesoro”

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«Un luogo che non è solo un parco progettato per essere il più accessibile possibile, ma un concreto invito a ripensare gli spazi pubblici come luoghi capaci di includere, accogliere e valorizzare ogni singola persona»: così avevamo parlato, nel giugno scorso, dell'”Albero del Tesoro”, parco comunale inclusivo nato a Padova da un’idea della Fondazione Robert Hollman e coprogettato con vari enti non profit e scuole, che il 20 settembre verrà ufficialmente inaugurato Un’immagine dell'”Albero del Tesoro”

Nel mese di giugno scorso, il nostro Filippo Visentin aveva ampiamente raccontato, su queste stesse pagine, come a Padova, dopo una lunga gestazione, si fossero finalmente aperte le porte del parco comunale inclusivo L’Albero del Tesoro (Via Siena, zona Basso Isonzo), nato da un’idea della Fondazione Robert Hollman e cresciuto grazie alla coprogettazione di 17 enti non profit, impegnati sul fronte della disabilità e del sociale, nonché con il coinvolgimento di una trentina di scuole.
«Un luogo – avevamo scritto – che non è solo un parco progettato per essere il più accessibile possibile, ma un vero e proprio concreto invito a ripensare gli spazi pubblici come luoghi capaci di includere, accogliere e valorizzare ogni singola persona».

Per l’occasione avevamo anche segnalato che si sarebbe tenuta in questo mese di settembre l’inaugurazione ufficiale, pensata come una grande festa collettiva, con il taglio del nastro da parte delle autorità e la partecipazione aperta in particolare ai bambini e alle loro famiglie. Ed è quanto appunto avverrà il 20 settembre prossimo, dalle 10 alle 17.30. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: comunicazione@fondazioneroberthollman.it (Tatiana Mario).

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Ripartono gli incontri online sulla malattia di Parkinson, per il ciclo “Non siete soli”

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Si protrarrà dal 18 settembre al 18 dicembre, per un totale di 13 incontri, il secondo semestre di questo 2025 di “Non siete soli”, ciclo di appuntamenti online a partecipazione gratuita e aperti a tutti, promosso sempre dalla Confederazione Parkinson Italia e della Fondazione Fresco Parkinson Institute, rivolgendosi alle persone con la malattia di Parkinson, nonché ai loro familiari e ai caregiver, con l’obiettivo di informare e migliorare la loro qualità di vita

Sono ormai alcuni anni che ci occupiamo sulle nostre pagine di Non siete soli, ciclo di appuntamenti online a partecipazione gratuita e aperti a tutti, nato a suo tempo da un’idea della Confederazione Parkinson Italia e della Fondazione Fresco Parkinson Institute, rivolgendosi alle persone con la malattia di Parkinson, nonché ai loro familiari e ai caregiver, con l’obiettivo di informare e migliorare la loro qualità di vita, accrescendone le competenze legate alla gestione degli aspetti clinici, psicologici e sociali della malattia.
Torniamo dunque a occuparcene in vista del secondo semestre di incontri previsti per questo 2025, che ripartiranno dal 18 settembre e si terranno come sempre nei pomeriggi del giovedì (ore 17-18), condotti da esperti e professionisti del settore.

Questo il calendario dei temi in programma per un totale di tredici incontri:
° 18 settembre: FOG: cosa è e come trattarlo?
° 25 settembre: La demenza nella malattia di Parkinson: primaria o secondaria?
° 2 ottobre: La robotica nella malattia di Parkinson: cosa è e quali applicazioni?
° 9 ottobre: La malattia a corpi di Lewy: cosa è e quali novità
° 16 ottobre: Il Parkinson giovanile
° 23 ottobre: La scialorrea nella malattia di Parkinson: cosa possiamo fare?
° 30 ottobre: I disturbi del sonno: come riconoscerli e trattarli
° 6 novembre: La realtà virtuale nella malattia di Parkinson
° 13 novembre: La terapia genica nella malattia di Parkinson: quali novità dalla ricerca?
° 20 novembre: Malattia di Parkinson e pesticidi: quale relazione?
° 27 novembre: Quali novità dalle linee di indirizzo del tavolo nazionale di lavoro sulla malattia di Parkinson?
° 4 dicembre: Il ruolo dell’esperto in scienze motorie nella malattia di Parkinson
° 11 dicembre: Il dolore nella malattia di Parkinson: come riconoscerlo e trattarlo
° 18 dicembre: La fatica nella malattia di Parkinson: come gestirla.
(S.B.)

Per iscrizioni (gratuite) ai vari webinar e per ulteriori informazioni: segreteria@parkinson-italia.it; info@frescoparkinsoninstitute.it.

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“Il Novecento di Catarsini”: percepire l’arte con tutto il corpo

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Come già riferito anche su queste pagine, la città di Pisa sta ospitando “Il Novecento di Catarsini. Dalla macchia alla macchina”, che non è solo la prima grande personale dedicata dalla città toscana all’artista viareggino Alfredo Catarsini, ma anche un’esperienza unica per il modo in cui l’arte vi viene resa accessibile alle persone cieche e ipovedenti. Di questo e altro abbiamo parlato con Elena Martinelli, presidente della Fodazione Alfredo Catarsini 1899 Elena Martinelli, presidente della Fondazione Alfredo Catarsini 1899

Fino al 26 settembre prossimo, come già riferito anche su queste pagine, il Fortilizio della Cittadella di Pisa ospiterà Il Novecento di Catarsini. Dalla macchia alla macchina. Non si tratta soltanto della prima grande personale dedicata all’artista viareggino in città, ma anche di un’esperienza unica per il modo in cui l’arte è resa accessibile alle persone cieche e ipovedenti. Un modello che intreccia qualità artistica e attenzione all’inclusione, restituendo alla parola “mostra” un significato pieno, condiviso.
La professoressa Elena Martinelli, presidente della Fondazione Alfredo Catarsini 1899, racconta con grande passione il lavoro che sta dietro a questo bel progetto. «Ho voluto che l’esperienza cominciasse già dalla soglia», spiega. «All’ingresso ci sono due QR code: uno presenta la mostra, l’altro guida passo passo il visitatore. Ogni sala e ogni opera ha la propria audiodescrizione adattata, in italiano e in inglese, così da permettere alla persona con disabilità visiva non solo di comprendere l’opera, ma anche l’edificio che la ospita, in questo caso la Torre Guelfa, per potersi muovere il più possibile in autonomia o con il proprio accompagnatore».

Chi entra nella Cittadella a Pisa viene dunque accolto fin da subito dalla storia stessa del luogo, raccontata nelle audiodescrizioni insieme agli spazi, ai materiali, persino al numero dei gradini delle rampe. Un approccio che coniuga informazioni pratiche e suggestioni emotive, perché, come sottolinea Martinelli, «l’orientamento è parte integrante dell’accessibilità».
Al centro del percorso vi sono i laboratori esperienziali, sviluppati insieme al Museo Tattile Statale Omero di Ancona. Qui le parole diventano forme e le forme diventano esperienza: prima l’ascolto della descrizione adattata, poi la possibilità di esplorare con le mani un altorilievo ispirato a un’opera di Catarsini. «È fondamentale questa sequenza – spiega Martinelli -, se è vero che essa permette di immaginare, orientarsi e poi verificare con il tatto. È un modo per conciliare accessibilità e conservazione: quando un’opera non può essere toccata, offriamo un’alternativa che non è un ripiego, ma un arricchimento».

Ma il lavoro della Fondazione Catarsini non si limita alle sale espositive. Da anni porta avanti il Premio Catarsini, l’unico in Italia che invita studenti e studentesse dei licei artistici a realizzare opere tattili ispirate ai dipinti del maestro viareggino. «Chiediamo ai ragazzi e alle ragazze di reinterpretare immagini rendendole esplorabili con le mani – racconta Martinelli -. Queste opere alimentano i nostri laboratori lungo I luoghi di Catarsini, un cammino che collega Lucca alla Versilia. È un’esperienza educativa che forma i giovani e allo stesso tempo promuove nei territori un’idea di arte accessibile».

Nato nel 1899 e scomparso nel 1993, Alfredo Catarsini ha attraversato il Novecento passando dai paesaggi di ascendenza macchiaiola e postimpressionista al “Simbolismo meccanico”, in cui riflette sul rapporto tra uomo e macchina. «È un tema incredibilmente attuale – osserva Martinelli -. Catarsini aveva intuito infatti i rischi di un progresso tecnologico incontrollato. Oggi le sue opere dialogano con le tecnologie che usiamo per rendere l’arte inclusiva: QR code, audiodescrizioni, rilievi tattili. È un ponte che collega passato e presente».
Il risultato è un’esperienza che parla a tutti, chi vede e chi non vede. Molti visitatori raccontano di avere colto, grazie alle audiodescrizioni, dettagli che altrimenti sarebbero sfuggiti. «L’accessibilità non è un’eccezione – conclude Martinelli -, ma un modo per elevare la qualità dell’esperienza culturale. L’arte deve essere percepita con tutto il corpo, e non soltanto con gli occhi».

Il Novecento di Catarsini. Dalla macchia alla macchina, Fortilizio della Cittadella, Lungarno Ranieri Simonelli, Pisa, 5-26 settembre (orari: giovedì e venerdì 16–19; sabato e domenica 10–13 e 16–19); accessibilità: audioguide in italiano e inglese tramite QR code, laboratorio esperienziale tattile in collaborazione con il Museo Omero. Per informazioni: Marco Ferri (press@marcoferri.info).

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Cosa si vuole fare della rete di supporto all’inclusione scolastica faticosamente messa in piedi?

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Nel ravvisare alcune contraddizioni all’interno di recenti provvedimenti del Ministero dell’Istruzione e del Merito, rispetto a precedenti disposizioni del medesimo Ministero, Iacopo Balocco ravvisa la necessità di convocare l’Osservatorio Ministeriale sull’Inclusione, «anche per capire cosa si vuole fare della rete di supporto all’inclusione faticosamente messa in piedi con le Scuole Polo per l’Inclusione, i CTS (Centri Territoriali di Supporto) e gli Sportelli Autismo»

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha recentemente disposto uno stanziamento di 852.000 euro destinato alle azioni formative sull’inclusione scolastica per l’anno scolastico 2025/2026, comunicando la ripartizione delle risorse alle Scuole Polo Regionali per la formazione.
A questo punto mi domando: è al corrente il Ministero che con il Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 66, all’articolo 9, comma 9/2, ha disciplinato l’istituzione delle Scuole Polo per l’Inclusione in ogni provincia? In tale Decreto si legge infatti: «[…] 2. Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca indica modalità di riconoscimento di «scuole polo» che svolgono azioni di supporto e consulenza con le reti del territorio per la promozione di ricerca, sperimentazione e sviluppo di metodologie ed uso di strumenti didattici per l’inclusione».
E ancora, è al corrente il Ministero che con la Nota 12 aprile 2018, protocollo n. 847 ha elencato le azioni che, a mero titolo esemplificativo, possono essere attivate dalle Scuole Polo, tra le quali c’è anche la formazione? In tale Nota si parla infatti di «attività di informazione/formazione sia nei confronti del personale scolastico che degli stakeholder, in collaborazione con la scuola polo della formazione».
Quindi, perché assegnare alle Scuole Polo Regionali per la Formazione e non alle Scuole Polo regionali per l’Inclusione la formazione sull’inclusione? Perché le attività dovranno riguardare in modo specifico la formazione sull’inclusione, intesa in senso ampio, rivolta ai docenti di sostegno (per altro già formati attraverso il corso di specializzazione), con il coinvolgimento anche degli altri docenti, confermando di fatto la delega al docente per il sostegno?

Con queste domande rinnovo la necessità di convocare quanto prima l’Osservatorio Ministeriale sull’Inclusione, come richiesto nei giorni scorsi su queste pagine anche dalla FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), anche per capire cosa si vuole fare della rete di supporto all’inclusione faticosamente messa in piedi con l’istituzione delle Scuole Polo per l’Inclusione, dei CTS (Centri Territoriali di Supporto) e degli Sportelli Autismo, di cui a breve, dal 9 ottobre, vi sarà il 4° Convegno (se ne legga a questo link). (S.B.)

*Docente all’Istituto Statale Augusto Romagnoli di Roma di specializzazione per gli educatori dei minorati della vista; componente del GLIR (Gruppo di Lavoro Interistituzionale Regionale) presso l’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio; docente a contratto nei corsi di specializzazione per le attività di sostegno; amministratore della rassegna stampa su “Nuove Tecnologie, Didattica e Bisogni Educativi Speciali”.

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