Centri Territoriali di Supporto B.E.S. - Calabria
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Storia di Renato, ossia quando la scuola diventa realmente alleanza tra studenti, insegnanti ed educatori

Superando - 7 Luglio 2025 - 4:09pm

La vicenda di Renato, studente con diagnosi di disturbo dello spettro autistico che ha recentemente superato al meglio l’esame di maturità con il voto di 89/100, è un esempio concreto di come la scuola, quando diventa realmente alleanza tra studenti, insegnanti ed educatori, può diventare lo spazio in cui le difficoltà si trasformano in opportunità, e le fragilità in forza Lo studente Renato Giosuè Arena con il professor Antonio Paride Epifani

Renato è uno studente con diagnosi di disturbo dello spettro autistico e per lui affrontare un percorso scolastico liceale all’interno di un contesto non sempre strutturato per rispondere pienamente alle sue esigenze ha rappresentato certamente una sfida quotidiana. Ma Renato ha dimostrato capacità di adattamento e una volontà costante di apprendere, anche nei momenti di maggiore difficoltà. «La sua esperienza – è stato scritto – testimonia quanto sia importante una reale inclusione scolastica, che non si limiti al semplice inserimento fisico in classe, ma che preveda una progettualità mirata, una comunicazione efficace tra tutte le figure coinvolte e un rispetto profondo dei tempi e delle modalità di apprendimento della persona. Renato, infatti, non è stato solo un alunno da accompagnare, ma un protagonista attivo del proprio percorso, capace di affermare con forza la propria identità, le proprie capacità e il proprio diritto ad apprendere come ogni altro compagno».

In quest’ultimo anno, dunque, nella classe 5 B di Scienze Umane al Liceo Polivalente Don Quirico Punzi di Cisternino (Brindisi), composta da 22 studenti e studentesse (2 soli maschi), dopo un inizio incerto, con l’avvicendamento di due docenti di sostegno tra settembre e novembre, è subentrato il professor Antonio Paride Epifani, specializzato nel sostegno con una formazione maturata in Spagna e con un diploma di geometra (ITP), che ha saputo instaurare una relazione educativa con Renato, basata sulla fiducia, il rispetto reciproco e un approccio progressivo, riuscendo a guadagnarsi la stima dello studente.
E così, grazie alla capacità del docente di entrare in sintonia con il giovane e alla disponibilità di quest’ultimo ad affidarsi, il percorso ha preso una direzione positiva, arrivando a un risultato che è andato oltre le aspettative iniziali, con un brillante 89/100 al recente esame di maturità.

Va anche sottolineato come la professoressa Lilia Soloperto, coordinatrice di classe, avesse rifiutato, insieme al professor Epifani, l’ipotesi iniziale di un percorso differenziato per Renato, sostenendo invece un cammino ordinario che ne valorizzasse potenzialità e competenze. Una scelta che si è rivelata vincente, a dimostrazione che una visione educativa inclusiva, unita a professionalità e dedizione, possono davvero cambiare il destino scolastico e umano di uno studente.
Questa vicenda, quindi, è un esempio concreto di come la scuola, quando diventa realmente alleanza tra studenti, insegnanti ed educatori, può diventare lo spazio in cui le difficoltà si trasformano in opportunità, e le fragilità in forza. Com’è infatti stato ancora scritto, «Renato ha dimostrato che ogni traguardo è possibile, se si trova qualcuno disposto ad accompagnarti con dedizione, empatia e coraggio. La sua maturità non è solo il risultato di un esame, ma il simbolo di una conquista umana».

Il nome completo del giovane è Renato Giosuè Arena e vive ad Ostuni (Brindisi), nella Comunità di Accoglienza per Minori Villaggio SOS Ostuni, una delle tante strutture di questo tipo presenti in 136 Paesi del mondo, che accolgono oltre 86.000 persone, tra bambini/bambine e giovani in situazioni familiari di fragilità. La sua storia personale è segnata quindi da un contesto di comunità e accoglienza, che ha pure influito sulla sua crescita e sulla costruzione della sua identità.
Ad essere stato recentemente nominato presidente del Consiglio di Amministrazione Internazionale dei Villaggi SOS è Domenico Parisi, ex ospite proprio del Villaggio SOS di Ostuni, anche questo un segno tangibile di come, pure nei contesti più difficili, si possano costruire eccellenti percorsi di vita, con il giusto supporto e una comunità coesa. (S.B.)

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Avviso – Procedure di assunzione a tempo indeterminato del personale docente Obbligo di accettazione, a.s. 2025/26

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 7 Luglio 2025 - 3:14pm

Ministero dell’Istruzione e del Merito Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria  Ufficio II – Ambito Territoriale di Catanzaro Via Cosenza, 31 – 88100 Catanzaro e-mail: usp.cz@istruzione.it – ...

Cambia (in meglio) il sistema di accesso allo stadio milanese di San Siro per i tifosi con disabilità

Superando - 7 Luglio 2025 - 2:05pm

Dalla prossima stagione calcistica 2025/2026, i tifosi con disabilità che vorranno assistere alle partite di Inter e Milan allo Stadio di San Siro potranno per la prima volta acquistare biglietti singoli e abbonamenti tramite un nuovo sistema, che porrà fine all’epoca degli accrediti gara per gara e che obbligava le persone a un processo macchinoso e incerto, con criteri di assegnazione percepiti come poco chiari e lontani da una reale logica inclusiva Una persona con disabilità allo stadio di San Siro, insieme al suo accompagnatore, in occasione di una partita dell’Inter

Come leggiamo nel portale Persone con disabilità.it, dalla prossima stagione calcistica 2025/2026, i tifosi con disabilità che vorranno assistere alle partite di Inter e Milan allo Stadio di San Siro potranno per la prima volta acquistare biglietti singoli e abbonamenti tramite un sistema «paritario, trasparente e inclusivo che favorisca la partecipazione attiva e consapevole di tutti, nel rispetto dell’accessibilità e delle pari opportunità» , come scritto dalle due società, ponendo dunque fine all’epoca degli accrediti gara per gara, «che obbligava le persone – come sottolineato da Persone con disabilità.it – a un processo macchinoso e incerto, con criteri di assegnazione percepiti come poco chiari e lontani da una reale logica inclusiva».
I posti riservati all’interno dello Stadio di San Siro, dunque, saranno disponibili a chi è in possesso di una certificazione di disabilità che attesti invalidità al 100%, disabilità grave o necessità di sostegno intensivo (ai sensi delle Leggi 118/71 e 104/92). Ogni titolo darà accesso sia alla persona con disabilità, sia al suo accompagnatore a tariffe agevolate: 350 euro per l’abbonamento stagionale alla serie A, 35 euro per i big match, 25 euro per le partite ordinarie, 10 euro per la Coppa Italia. L’intero ricavato sarà destinato a progetti dedicati all’inclusione e allo sport per tutti, tra cui l’iniziativa Generazione Sport del Comune di Milano.

«Finalmente – commenta Anna Rossi, presidente della UILDM di Milano (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) e attiva nell’iniziativa AccessibAll – le persone con disabilità potranno sentirsi tifosi a tutti gli effetti, parte di una comunità che segue con costanza la propria squadra. Non dovranno più leggere “omaggio” sul biglietto, ma avranno il diritto di esserci, come tutti. Ed è anche particolarmente positivo il fatto che potranno acquistare l’abbonamento per l’intera stagione, cosa fino ad ora preclusa».
«Certo – concludono da Persone con disabilità.it -, il percorso non è finito: i limiti strutturali dello stadio restano, in particolare sul fronte della capienza e della visibilità dei posti riservati. Ma questo primo passo segna una direzione chiara: quella di uno sport che includa davvero». (S.B.)

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A un anno dalla conclusione del PNRR il Terzo Settore fa il punto

Superando - 7 Luglio 2025 - 1:41pm

È in programma per il 10 luglio a Roma la presentazione del rapporto “Il PNRR a un anno dalla conclusione. Il punto del Terzo Settore”, realizzato dal Forum del Terzo Settore, in collaborazione con la Fondazione Openpolis. Tre, in particolare, i focus specifici dell’indagine, vale a dire il sostegno alle persone vulnerabili, gli interventi per le persone senza fissa dimora, gli asili nido e le scuole dell’infanzia

Vi sarà nel pomeriggio del 10 luglio a Roma (Sala Capranichetta di Piazza di Monte Citorio, ore 15), la presentazione del rapporto denominato Il PNRR a un anno dalla conclusione. Il punto del Terzo Settore, realizzato dal Forum del Terzo Settore, in collaborazione con la Fondazione Openpolis.
«Giunto quest’anno alla sua terza edizione – spiegano dal Forum del Terzo Settore -, il documento porta avanti il percorso di analisi sul PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), uno degli strumenti più rilevanti della politica pubblica italiana degli ultimi decenni, con l’obiettivo di monitorarne gli sviluppi, le criticità e le ricadute concrete sui territori, in particolare rispetto alle misure di interesse per il Terzo Settore».

Sono in particolare tre i focus specifici dell’indagine, che verranno approfonditi durante la presentazione del 10 luglio, vale a dire il sostegno alle persone vulnerabili, gli interventi per le persone senza fissa dimora, gli asili nido e le scuole dell’infanzia.
«A poco più di un anno dalla scadenza del PNRR – aggiungono dal Forum del Terzo Settore – , il rapporto restituisce un quadro complesso sullo stato di attuazione del Piano e sull’impatto nell’àmbito della coesione sociale, ma offre anche l’opportunità, sulla base dei dati disponibili, di valutare l’effettiva partecipazione del mondo del Terzo Settore all’attuazione».

A questo link è disponibile il programma dell’evento del 10 luglio, che verrà trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube del Forum del Terzo Settore. Per ulteriori informazioni: stampa@forumterzosettore.it.
A questo link vi è l’elenco completo di tutti i soci e degli aderenti al Forum del Terzo Settore, tra cui anche la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).

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GPS 24/26 – DECRETO ESECUZIONE SENTENZA TRIB ORD ROMA

Ultime da A. T. P. Cosenza - 7 Luglio 2025 - 1:38pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

PUBBLICAZIONE 4° DECRETO PART TIME DOCENTI

Ultime da A. T. P. Cosenza - 7 Luglio 2025 - 1:34pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

Le realtà virtuose diventino la regola e non l’eccezione nella gestione delle persone con disabilità più complesse

Superando - 7 Luglio 2025 - 1:12pm

«Quello che spesso si predica a Melito di Porto Salvo è una realtà in continua evoluzione. Penso che sarebbe bene che i media ne parlassero, in modo che le realtà virtuose diventassero la regola e non l’eccezione anche nella gestione delle persone con disabilità più complesse»: lo scrive Daniela Mariani Cerati, reduce da una visita alla residenza e al centro riabilitativo della Fondazione Marino per l’autismo di Melito di Porto Salvo (Reggio Calabria). A seguire, diamo spazio al commento del fondatore di tale struttura Giovanni Marino

Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo le considerazioni di Daniela Mariani Cerati, dopo una visita alla residenza e al centro riabilitativo della Fondazione Marino per l’autismo di Melito di Porto Salvo (Reggio Calabria), seguite dal commento del fondatore della stessa Giovanni Marino.

Si devono leggere spesso notizie di maltrattamenti di persone con disabilità in strutture residenziali e semiresidenziali. Purtroppo solo le cose cattive fanno notizia. Sarebbe bene invece parlare anche delle cose buone od ottime, in modo che si creassero circoli virtuosi di imitazione.
Sono reduce da Melito di Porto Salvo (Reggio Calabria), dove ho visitato la residenza e il centro riabilitativo della Fondazione Marino per l’autismo. Gli ospiti della residenza sono dodici, alcuni dei quali molto problematici, ma evidentemente nessuno viene rifiutato. Per ognuno si cerca il modo di procurargli la migliore qualità di vita compatibile con la sua condizione. La casa è bella, pensata anche nella struttura, in modo che gli ospiti vi si possano muovere senza pericolo.
Le attività giornaliere sono lavori veri, utili e il fondatore, l’ingegner Giovanni Marino, sempre presente nella struttura, progetta costantemente nuove attività. Al momento vi è la Locanda Tre Chiavi, mensa per i poveri, dove i residenti della Fondazione servono a tavola e puliscono dopo il pasto, assistiti da un educatore. All’interno della struttura, inoltre, si fa ceramica e si progetta di aprire all’esterno un laboratorio di ceramica con annesso negozio per la vendita di quanto prodotto.
L’ingegner Marino ha appena comprato un pezzo di terra annesso alla residenza in cui si coltiveranno ulivi e, con un mini frantoio, si produrrà l’olio.
Tutto è pensato per tenere impegnati gli ospiti, come detto, in lavori veri, utili e inclusivi. E naturalmente la varietà delle opzioni lavorative fa sì che per ogni residente si possa trovare il lavoro che più lo appaga.
Nulla è stato improvvisato, ma prima dell’apertura della casa la progettazione strutturale e abilitativa è stata programmata con la consulenza del compianto Lucio Moderato, che dall’estremo Nord dell’Italia andava all’estremo Sud per portare la sua grande competenza in materia di abilitazione di persone con disabilità intellettive e relazionali senza limiti di gravità. La sua allieva numero 1 è stata la dottoressa Pasqualina Pace, che ora dirige il centro e mette costantemente in programma numerosi eventi di formazione, importantissimi per aumentare le competenze, ma anche per prevenire la demotivazione degli operatori.
Insomma: quello che spesso si predica a Melito di Porto Salvo è una realtà in continua evoluzione. Penso che sarebbe bene che i media ne parlassero, in modo che le realtà virtuose diventassero la regola e non l’eccezione anche nella gestione delle persone con disabilità più complesse.
Daniela Mariani Cerati – Componente dell’APRI (Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l’autismo e il danno cerebrale) e della lista di discussione Autismo-Scuola (autismo-scuola@autismo33.it).

Di seguito diamo spazio al commento di Giovanni Marino, fondatore della Fondazione Marino per l’autismo e presidente nazionale dell’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori di perSone con Autismo).

Ringrazio Daniela Mariani Cerati per gli apprezzamenti che ha voluto indirizzare ai servizi della Fondazione Marino per l’autismo. Spero che servano a provocare una discussione competente sul tema delle residenze nel nostro Paese.
La nostra è governata da un regolamento di accreditamento che garantisce interventi educativi e abilitativi in modo permanente. Nel 2005 era quello il valore aggiunto che ho saputo e potuto inserire per qualificare una residenza che andava oltre la mera assistenza. Con il tempo abbiamo sperimentato il valore del lavoro come mezzo di autonomia e di inclusione sociale che non deve mai finire o ridursi ad abitudini stereotipate. Le persone evolvono ed è necessario progettare per loro sempre nuovi stimoli.
Abbiamo pensato di coinvolgere nella gestione, con pari dignità, sia le famiglie che gli operatori che fanno parte, con un loro rappresentante, del Consiglio di Amministrazione, aggiornando lo Statuto e trasformando la Fondazione in un Ente partecipato e allargato a tutti i portatori di interesse. Il fine ultimo non è il profitto, ma il migliore benessere possibile dei nostri ragazzi.
Mi piace pensare che la nostra dottoressa Pasqualina Pace abbia fatto valere queste esperienze quando, componente del Panel dell’Istituto Superiore di Sanità, ha contribuito a scrivere la Linea Guida Adulti per l’autismo che tratta in modo assolutamente innovativo ed efficace il tema dei modelli abitativi.
Daniela Mariani Cerati conosce anche bene l’impegno associativo dell’ANGSA che si batte da anni (da troppi anni…) affinché il Ministero della Salute si assuma la responsabilità di aggiornare i regolamenti di accreditamento dei servizi residenziali attraverso l’emanazione di una Linea di Indirizzo da trasmettere alle Regioni. C’è bisogno infatti di una flessibilità nei modelli abitativi, tenendo conto dei processi evolutivi che consigliano di differenziare il carico assistenziale e di autonomia. C’è bisogno di svecchiare la parte strutturale che ancora prevede che sia disponibile la “camera visita parenti”, solo per fare un esempio. C’è bisogno che le verifiche non si limitino alla ricerca del granello di polvere sul pavimento, ma valutino il complesso della qualità di vita e la tipologia degli interventi e la valutazione degli esiti. C’è bisogno infine che ogni struttura rilasci un report periodico sulle attività documentate e che siano previste sanzioni in capo al gestore dell’ente, specialmente nel caso di abusi che devono prevedere la revoca del Decreto di Accreditamento.
Successivamente alla recente notizia sui maltrattamenti nella residenza del Torinese, il giornalista e scrittore Gianluca Nicoletti si chiedeva se esistesse un metodo per eliminare quegli abusi. Esiste, caro Gianluca, e si chiamano requisiti organizzativi dei regolamenti di accreditamento dei servizi residenziali. La differenza è come li fai, con quali controlli e quali sono le sanzioni da applicare. Non succederebbe più che il legale rappresentante di un servizio residenziale si svegli la mattina dichiarando che lui, “poverino”, non sapeva nulla di cosa stava accadendo nella sua struttura! Quando sai che rischi la revoca del Decreto di Accreditamento, appena ti svegli la mattina, alzi il telefono per chiedere com’è andata la notte in struttura e se va tutto bene.
L’ANGSA è impegnata da tempo su questo tema delicatissimo ma purtroppo non trova interlocutori presso il Ministero della Salute. Il sottosegretario Gemmato, che ha la delega sull’autismo, di fatto non la esercita e la governance di questa area critica, che in Australia, solo per fare un esempio, ha portato a un apposito Ministero per l’Autismo, è lasciata a se stessa.
Infine, mi consenta Daniela Mariani Cerati, di fare un cenno alle notizie di reato che circondano questi episodi e che mi lasciamo esterrefatto e indignato. Si legge che «dopo indagini che hanno impiegato molti mesi», la Magistratura avvia i procedimenti previsti. I risultati saranno sempre risolti con una sospensione temporanea dal servizio del dipendente. Ma come, ricevi una denuncia per maltrattamenti e aspetti sei mesi per concludere una indagine? Mi chiedo se sia possibile configurare il reato di favoreggiamento a carico del Magistrato che lascia perpetuare quei maltrattamenti per così tanto tempo, Mi chiedo se in casi di questo genere sia il “maltrattamento” l’unico reato ascrivibile. Temo che la realtà sia che la legislazione consideri ancora una persona con disabilità mentale una “non persona”. Apriti cielo, se quella persona fosse invece portatore di altre disabilità!
Giovanni Marino – Fondatore della Fondazione Marino per l’autismo e presidente nazionale dell’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori di perSone con Autismo).

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GPS 24/26 – DECRETO ESCLUSIONE GPS RIGETTO MIM TITOLO ESTERO

Ultime da A. T. P. Cosenza - 7 Luglio 2025 - 12:58pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

GPS 24/26 – DECRETO SCIOGLIMENTO RISERVA PER RICONSOCIMENTO TITOLO

Ultime da A. T. P. Cosenza - 7 Luglio 2025 - 12:38pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

AVVISO – Procedure di assunzione a tempo indeterminato del personale docente Obbligo di accettazione

Ultime da A. T. P. Cosenza - 7 Luglio 2025 - 12:36pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

Nota ministeriale 154209 del 7 luglio 2025 - Procedure assunzione tempo indeterminato personale docenti - Obbligo accettazione

Ultime dal MIUR - 7 Luglio 2025 - 12:24pm

Nota ministeriale 154209 del 7 luglio 2025 - Procedure assunzione tempo indeterminato personale docenti - Obbligo accettazione

Categorie - News Normativa

Inaugurato a Firenze un servizio per la salute ostetrico-ginecologica delle donne con disabilità

Superando - 7 Luglio 2025 - 12:17pm

Inaugurato presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze il “Polo Fiorenza” per la salute ostetrico-ginecologica delle donne con disabilità, promosso dalla Fondazione Foemina e dalla Fondazione CR Firenze, in collaborazione con la stessa sede ospitante. Tra i vari elementi qualificanti, ambienti totalmente accessibili, un team adeguatamente formato per accogliere pazienti con bisogni specifici di salute, nonché spazi adattati per facilitare la relazione informale e paritaria tra la paziente e lo staff dell’ospedale Un’immagine del “Polo Fiorenza” per la salute ostetrico-ginecologica delle donne con disabilità dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze (fonte: AOU Careggi)

Il 17 giugno scorso è stato inaugurato a Firenze il Polo Fiorenza per la salute ostetrico-ginecologica delle donne con disabilità, allo scopo di garantire cure accessibili e dignitose a tutte le donne.
Il nuovo servizio è stato promosso dalla Fondazione Foemina e dalla Fondazione CR Firenze, in collaborazione con l’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi, ed è situato all’interno del Dipartimento Assistenziale Integrato Materno-Infantile della stessa (questo il link della pagina dedicata al servizio sul sito dell’AOU Careggi).
Nello specifico, il nuovo Polo è situato al piano interrato del padiglione 7, negli spazi che già ospitano l’Ambulatorio Rosa Point, di cui il nuovo servizio costituisce un’evoluzione, e si configura come un potenziamento dell’offerta sanitaria rivolta alle donne con disabilità motorie, sensoriali e intellettive.

Il nuovo spazio è stato pensato in un’ottica inclusiva. Gli ambienti sono totalmente accessibili, arredati e strutturati in modo da permettere alle donne con disabilità di muoversi in autonomia e conservare la propria privacy. Il personale è costituito da un team dedicato e adeguatamente formato per poter accogliere pazienti con bisogni specifici di salute e tutti gli spazi sono stati riadattati per facilitare la relazione informale e paritaria tra la paziente e lo staff dell’ospedale.
Progettato dall’architetta Virginia Serrani dello studio DSP Srl, il nuovo Polo è stato concepito con un approccio innovativo, attento a ogni aspetto dell’accessibilità: segnaletica tattile, colori tenui, stimoli sensoriali, arredamento inclusivo, percorsi agevolati e, come già detto, personale adeguatamente formato per l’accoglienza delle donne che ne usufruiranno.

Per accedere al servizio è necessaria la tessera sanitaria e la richiesta del medico curante o dello specialista, con indicazione dell’eventuale esenzione e dell’eventuale quesito diagnostico. Per attivare il servizio è necessario inviare una mail a cupmaternita@aou-careggi.toscana.it (e per conoscenza a polofiorenza@aou-careggi.toscana.it) specificando obbligatoriamente: età, il tipo di disabilità, i contatti telefonici/mail dell’utente o del/la caregiver/familiare, nonché eventuali altre informazioni che potrebbero essere utili all’erogazione (per esempio lo stato di gravidanza ecc.). L’utente riceverà quindi una mail di risposta con i dati e il promemoria dell’appuntamento.
Durante la visita, potrebbero essere rilevate ulteriori prestazioni erogabili al momento, oppure con prenotazione successiva di cui iul medico o la medica si farà carico direttamente o tramite il personale dell’ambulatorio.

«Questo progetto nasce dalla consapevolezza che l’accesso alla salute non può essere uguale per tutti, se non si parte dal riconoscere e accogliere le differenze – ha dichiarato, in occasione dell’inaugurazione, Felice Petraglia, presidente della Fondazione Foemina –. Il Polo Fiorenza sarà un luogo pensato per offrire non solo cure, ma soprattutto rispetto, accoglienza e dignità a ogni paziente».
«Fondazione CR Firenze ha creduto e sostenuto questo progetto fin dalla sua ideazione – sono invece le parole di Maria Oliva Scaramuzzi, vicepresidente della Fondazione CR Firenze – perché promuove uno dei nostri valori più importanti: l’inclusività. Il Polo Fiorenza rappresenta un passo concreto verso una sanità che riconosce le differenze non come ostacoli ma come dimensioni da accogliere e rispettare».
«Il Polo Fiorenza rappresenterà un’evoluzione di servizi attivi da anni nell’AOU Careggi, dedicati alla salute della donna, come il Rosa Point, nato per la cura delle pazienti con disabilità motoria e il servizio ASDI per le pazienti con disabilità intellettiva [ASDI sta appunto per Assistenza Sanitaria Disabilità Intellettiva, N.d.R.], parti integranti del percorso PASS (Percorsi Assistenziali per Soggetti con bisogni Speciali) della Regione Toscana – ha affermato dal canto suo Angelamaria Becorpi, project manager del percorso PASS – e, grazie all’attivazione di un team dedicato, all’allestimento dei nuovi ambienti e alla fornitura di nuove attrezzature ad hoc, garantirà la possibilità di svolgere prime visite, controlli, screening e approfondimenti diagnostici collegandosi a tutti i servizi già presenti».
«Il progetto si pone un obiettivo ambizioso: garantire a tutte le donne, indipendentemente dalla loro condizione, un accesso equo e qualificato alle cure ostetrico-ginecologiche, superando barriere fisiche, culturali e comunicative – è scritto nel sito dell’AOU Careggi –. L’inaugurazione è stata anche l’occasione per presentare alla cittadinanza, agli operatori sanitari e alle istituzioni il frutto di una collaborazione virtuosa tra pubblico, privato sociale e Terzo Settore, a beneficio di una sanità più umana, più giusta e più vicina a chi ha maggiori fragilità». (Simona Lancioni)

Si ringrazia Patrizia Pepe per la segnalazione.

Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti dovuti al diverso contenitore, insieme all’immagine utilizzata per gentile concessione.
Per approfondire il tema della salute sessuale e riproduttiva delle donne con disabilità, suggeriamo anche di consultare, sempre nel sito di Informare un’h, il Repertorio 2021-2025 Servizi per la salute sessuale e riproduttiva preparati ad accogliere donne con disabilità, nonché le sezioni dedicate a Donne con disabilità: diritti sessuali e riproduttivi e a Donne con disabilità.

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Il convegno di Torino “Una Città per tutte le stagioni della Vita”

Superando - 7 Luglio 2025 - 11:51am

Quale esito del progetto “Non c’è disabilità senza sguardo sulla disabilità”, promosso dall’Associazione Nuova Generazione per il Bene Comune e da WeGlad, in collaborazione con la CPD di Torino (Consulta per le Persone in Difficoltà), si terrà l’11 luglio a Torino, presso la sede della Regione Piemonte, il convegno “Una Città per tutte le stagioni della Vita – Dall’accoglienza all’eliminazione delle barriere architettoniche”

Quale esito del progetto Non c’è disabilità senza sguardo sulla disabilità, promosso dall’Associazione Nuova Generazione per il Bene Comune e da WeGlad, in collaborazione con la CPD di Torino (Consulta per le Persone in Difficoltà), si terrà l’11 luglio a Torino, presso la sede della Regione Piemonte (Sala Trasparenza del Grattacielo della Regione, Piazza Piemonte, 1, ore 10), il convegno Una Città per tutte le stagioni della Vita – Dall’accoglienza all’eliminazione delle barriere architettoniche.

L’incontro sarà anche l’occasione per fare il punto sul bando promosso dalla Regione Piemonte e rivolto ai comuni, riguardo ai PEBA (Piani Eliminazione Barriere Architettoniche), portando alcune testimonianze di Comuni che hanno beneficiato del finanziamento PEBA del relativo Fondo, e in particolare quella della Città di Torino, della Città di Venaria Reale (Torino), della Città di Asti e del Comune di Moretta (Cuneo). (S.B.)

Per iscriversi al convegno (entro il 9 luglio), accedere a questo link. Per ulteriori informazioni: Fabrizio Vespa (fabrizio.vespa@cpdconsulta.it).

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AVVISO: pubblicazione disponibilità dopo i movimenti del personale docente di ogni ordine e grado e del personale educativo, a.s. 2025/26

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 7 Luglio 2025 - 10:34am

Ministero dell’Istruzione e del Merito Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria  Ufficio II – Ambito Territoriale di Catanzaro Via Cosenza, 31 – 88100 Catanzaro e-mail: usp.cz@istruzione.it – ...

Operazioni assunzionali a.s. 2025/2026 – avviso obbligo accettazione

Ultime da USR Calabria - 7 Luglio 2025 - 8:38am

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Azzurri e Azzurre sul podio in tutte le specialità dei Mondiali di calcio balilla paralimpico

Superando - 4 Luglio 2025 - 6:02pm

4 medaglie d’oro, 1 d’argento e 4 di bronzo: è lo splendido bilancio della delegazione italiana ai Campionati Mondiali di calcio balilla paralimpico disputatisi a Saragozza in Spagna, che hanno appunto visto gli Azzurri e le Azzurre trionfare in tutte le specialità in programma Foto di gruppo per la selezione italiana, splendida trionfatrice ai Mondiali di calcio balilla paralimpico di Saragozza in Spagna

Già campione in carica, la Nazionale Italiana a squadre di calcio balilla paralimpico ha vinto anche i Mondiali di Saragozza in Spagna, battendo il Belgio, al termine di un’emozionante finale che ha visto gli azzurri Daniele Riga e Corrado Montecaggi prevalere su Michael Smulders e Michaël Vanhoutte. A salire inoltre sul terzo gradino sono stati Luigi Iannone e Domenico Smario.
Ma non solo: il bilancio della selezione italiana in Spagna, infatti, è stato particolarmente positivo, con 4 medaglie d’oro, 1 d’argento e 4 di bronzo. Angelita Alves ha conquistato la vittoria nel wheelchair single femminile, con Maria Luigia Civili al terzo posto. Podio tutto italiano, invece, nel wheelchair single maschile, con Domenico Smario seguito da Francesco Bonanno e da Daniele Riga, mentre nel doppio open wheelchair vi è stata un’altra sfida tra Italia e Belgio con Iannone e Smario che hanno battuto Smulders e Vanhoutte. Al terzo posto Riga e Montecaggi.

«Non esito a definire “storici” questi risultati – commenta Francesco Bonanno, presidente della FPICB (Federazione Paralimpica Italiana Calcio Balilla) e recentemente nominato anche vicepresidente dell’ITSF (International Table Soccer Federation), come abbiamo riferito sulle nostre pagine – visto che la nostra selezione ha trionfato in tutte le specialità paralimpiche in programma, conquistando il gradino più alto del podio in ogni categoria. E a coronamento di questi successi, la nostra Nazionale ha anche vinto la Coppa del Mondo per Nazioni, confermandosi ai vertici del movimento internazionale».
«Questi risultati – aggiunge – rappresentano il frutto di un lavoro intenso, della dedizione dei nostri atleti, tecnici e volontari, e dell’impegno costante che ogni giorno mettiamo nella promozione dello sport paralimpico. Vincere, lo sappiamo tutti, è difficile, ma confermarsi al top lo è ancora di più». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Ufficio stampa FPICB (ufficiostampa@fpicb.it).

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Un percorso sul “Cammino I luoghi di Catarsini”, accessibile alle persone con disabilità visiva

Superando - 4 Luglio 2025 - 5:31pm

In occasione della festa dedicata a San Tommaso Apostolo, la Fondazione Alfredo Catarsini 1899 e l’Assessorato al Turismo del Comune di Lucca hanno organizzato per il 6 luglio la percorrenza di un tratto del “Cammino I luoghi di Catarsini”, interamente accessibile, quest’ultimo, anche alle persone con disabilità visive. Il tutto a partire dalla Chiesa di San Martino in Freddana, nel Comune di Pescaglia, con visita guidata al ciclo di affreschi che Alfredo Catarsini dipinse nel 1944 La Chiesa di San Martino in Freddana, nel Comune di Pescaglia (Lucca), da dove partirà il percorso del 6 luglio

In occasione della festa dedicata a San Tommaso Apostolo (3 luglio), la Fondazione Alfredo Catarsini 1899 e l’Assessorato al Turismo del Comune di Lucca hanno organizzato per il pomeriggio del 6 luglio (ore 15) la percorrenza di un tratto del Cammino I luoghi di Catarsini, a partire dalla Chiesa di San Martino in Freddana, nel Comune di Pescaglia, con visita guidata al ciclo di affreschi che Alfredo Catarsini dipinse nel 1944.
Davanti alla chiesa, come in ogni tappa del Cammino, si trova il totem ideato dalla Fondazione Catarsini 1899 che contiene testi con le descrizioni delle opere e molte altre notizie. I codici QR in rilievo, presenti in tutti gli 11 totem del Cammino, contengono le descrizioni adattate riservate in particolare alle persone con disabilità visive e ascoltabili con il proprio smartphone.
È quindi previsto il percorso di circa 4 chilometri, a piedi o con altri mezzi, insieme a una guida, fino alla Chiesa di San Tommaso Apostolo a Castagnori, nel comune di Lucca. Qui vi sarà la visita guidata al ciclo di affreschi dipinti nel 1945 da Catarsini e anche qui vi sarà il totem riservato alle notizie su Castagnori con descrizioni adattate e audioregistrate.

Il Cammino I luoghi di Catarsini, va ricordato, è interamente accessibile anche alle persone con disabilità visive, grazie anche al contributo dell’UICI di Lucca (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), per  la realizzazione delle descrizioni adattate e a quello dell’UICI Toscana per le audioregistrazioni.

L’iniziativa del 6 luglio rientrerà nell’àmbito del progetto pluriennale L’arte accessibile per tutti della Fondazione Alfredo Catarsini 1899, che ha come partner il Touring Club Italiano, l’UICI Toscana, il Museo Tattile Statale Omero di Ancona  e la Stamperia Braille della Regione Toscana.
L’evento, segnalato dall’arcivescovo di Lucca Paolo Giulietti per il Giubileo della Speranza, sarà patrocinato, oltreché dall’UICI Toscana, anche da Federcammini e dalla Comunità Parrocchiale Val Freddana Nord. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Marco Ferri (press@marcoferri.info).

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Un progetto che vuole dare voce ai giovani con disabilità in Italia e in Europa

Superando - 4 Luglio 2025 - 4:52pm

Un percorso formativo rivolto a giovani con disabilità tra i 18 e i 26 anni, per promuovere la loro partecipazione attiva alla vita pubblica: consiste in questo il progetto “Erasmus+ Keep Driven“, che coinvolge la Federazione LEDHA, CBM Italia e altre Associazioni europee, rivolgendosi appunto direttamente a giovani con disabilità, per guidarli nel processo di acquisizione di consapevolezza e competenze, offrendo una serie di opportunità uniche per essere parte attiva nella società, anche a livello europeo

Un percorso formativo rivolto a giovani con disabilità tra i 18 e i 26 anni, per promuovere la loro partecipazione attiva alla vita pubblica: consiste sostanzialmente in questo il progetto Erasmus+ Keep Driven, che coinvolge la LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), CBM Italia e altre Associazioni europee, rivolgendosi appunto direttamente a giovani con disabilità, per guidarli, attraverso specifiche misure di coinvolgimento e formazione, nel processo di acquisizione di consapevolezza e competenze, offrendo una serie di opportunità uniche per essere parte attiva nella società, anche a livello europeo.

Questa la presentazione dell’iniziativa, la cui partecipazione è del tutto gratuita, con le spese di viaggio, vitto e alloggio, per le persone e i loro assistente personale a carico dell’organizzazione: «Stiamo cercando giovani con disabilità tra i 18 e i 26 anni che abbiano voglia di mettersi in gioco anche in contesti internazionali (la conoscenza dell’inglese può essere utile); che vogliano fare la differenza, partecipando attivamente alla vita della propria comunità e in Europa, su un piano di parità con gli altri. Offriamo visite di studio in Lettonia e Francia, previste nei mesi di settembre e novembre; tre incontri formativi a Milano, sui diritti delle persone con disabilità e sugli strumenti/strategie per promuoverli; un workshop a Bruxelles, nel mese di marzo del 2026, per realizzare una campagna europea di advocacy, così da esprimere la propria voce in prima persona, a conclusione del progetto».
Gli interessati e le interessate a partecipare, dunque, possono inviare la propria candidatura entro il 25 luglio prossimo, compilando il questionario presente a questo link (saranno poi gli organizzatori a contattarli per i passaggi successivi). (S.B.)

Per ogni ulteriore informazione: comunicazione@ledha.it.

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Processi di negazione dell’identità di genere nelle persone con disabilità intellettive

Superando - 4 Luglio 2025 - 4:23pm

“Dai corpi alieni ai corpi neutri. Processi di negazione dell’identità di genere nelle persone con disabilità intellettive”: è questo il titolo di un saggio di Daniele Fedeli ed Eugenia Di Barbora, entrambi dell’Università di Udine, pubblicato su «MeTis journal» e liberamente fruibile online. Il testo indaga i meccanismi che rendono invisibili i corpi delle persone con disabilità intellettiva, private non solo dei diritti sessuali, ma anche della propria identità di genere Particolare di ritratto artistico sfocato di una donna, con effetto movimento, di Mert Coşkun (su Pexels)

Dai corpi alieni ai corpi neutri. Processi di negazione dell’identità di genere nelle persone con disabilità intellettive: è questo il titolo di un interessante saggio di Daniele Fedeli ed Eugenia Di Barbora, entrambi dell’Università di Udine, pubblicato da «MeTis journal», rivista internazionale di Pedagogia, Didattica e Scienze della Formazione Open Access e peer-reviewed (v. 15, n. 1 – 2025: La differenza fa paura: l’educazione come contrasto alla violenza e per la promozione di una cultura dell’alterità, pubblicato il 30 giugno scorso; nello specifico il contributo è pubblicato alle pagine 201-220 ed è liberamente fruibile in formato .pdf a questo link).

«Nel corso degli anni, c’è stato un progressivo riconoscimento dei diritti sessuali delle persone con disabilità fisiche, mentre nella disabilità intellettiva i corpi restano invisibili – argomentano Fedeli e Di Barbora nell’abstract –. La compromissione delle abilità comunicative considerate normative apre la strada a paure antiche, legate a una sessualità esplosiva, perversa, diabolica, in quanto priva di controllo razionale e di intelletto maturo. Il modo più immediato per esorcizzare queste paure è quello di de-sessualizzare e de-genderizzare il corpo, non più visto come alieno ma come neutro. Obiettivo del presente articolo è quello di indagare i meccanismi che rendono invisibili i corpi delle persone con disabilità intellettiva, private non solo dei diritti sessuali, ma anche della propria identità di genere. Questa analisi sarà condotta discutendo il dispositivo culturale sottostante: ridurre la disabilità al substrato biologico della menomazione, così come la costruzione sociale del genere al sesso biologico». (Simona Lancioni)

Si ringrazia Andrea Pancaldi per la segnalazione.

Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’h – Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso, con minimi riadattamenti al diverso contenitore, insieme all’immagine utilizzata, per gentile concessione.

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La 24ª Conferenza Internazionale sull’Educazione dei Sordi (ICED)

Superando - 4 Luglio 2025 - 2:01pm

Sarà questa volta Roma, dal 7 all’11 luglio, ad ospitare la “24ª Conferenza Internazionale sull’Educazione dei Sordi (ICED)”, denominata “More than Words – Più delle parole”, momento di incontro, scambio e condivisione nel campo della formazione delle persone sorde e con ipoacusia che viene organizzato ogni cinque anni in Paesi diversi, riunendo migliaia di ricercatori, insegnanti, dirigenti scolastici e genitori nonché autorevoli esperti internazionali in diversi settori

Dal 7 all’11 luglio l’Auditorium della Tecnica di Roma ospiterà la 24ª Conferenza Internazionale sull’Educazione dei Sordi (ICED), denominata More than Words – Più delle parole, momento di incontro, scambio e condivisione nel campo della formazione delle persone sorde e con ipoacusia che viene organizzato ogni cinque anni in Paesi diversi, riunendo migliaia di ricercatori, insegnanti, dirigenti scolastici e genitori nonché autorevoli esperti internazionali in settori quali la psicologia, la medicina, l’audiologia, la linguistica, la sociologia, l’accessibilità, le arti, la logopedia e la tecnologia.
L’incontro è organizzato dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), insieme alla Scuola Magarotto (Istituto Statale per l’Istruzione Specializzata per Sordi), oltreché con il sostegno della Fondazione Famiglia Rana, della Stichting Kentalis International Foundation, del Rochester Institute of Technology di Segni di Integrazione (Lazio Cooperativa Sociale ONLUS) e della Società Hassler Roma. (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ampio approfondimento sulla conferenza. Per ulteriori informazioni: info@iced2025.com.

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