Centri Territoriali di Supporto B.E.S. - Calabria
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Personale ATA – Graduatorie definitive utilizzazioni e assegnazioni provvisorie personale ATA – profili CS – AA – AT – Assegnazioni sedi.

Ultime da A. T. P. Cosenza - 22 Agosto 2025 - 7:27pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

Personale ATA – Posti disponibili prima della mobilità di fatto annuale – profili_ CS – AA – AT

Ultime da A. T. P. Cosenza - 22 Agosto 2025 - 7:25pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

Due alloggi pubblici del Comune di Bergamo per l’autonomia di giovani adulti con disabilità intellettiva

Superando - 22 Agosto 2025 - 6:06pm

Due alloggi pubblici del Comune di Bergamo saranno destinati all’AIPD locale (Associazione Italiana Persone con Sindrome di Down), per sostenere percorsi di autonomia per giovani adulti con disabilità intellettiva. Si tratta dell’iniziativa denominata “Le chiavi di casa”, nata dall’esigenza di rendere più accessibili le opportunità abitative per le persone con disabilità, rigenerando al tempo stesso il patrimonio immobiliare pubblico della città di Bergamo

Come informa il portale Persone con disabilità.it, due alloggi pubblici del Comune di Bergamo saranno destinati all’AIPD locale (Associazione Italiana Persone con Sindrome di Down), per sostenere percorsi di autonomia per giovani adulti con disabilità intellettiva. Si tratta dell’iniziativa denominata Le chiavi di casa, nata dall’esigenza di rendere più accessibili le opportunità abitative per le persone con disabilità, rigenerando al tempo stesso il patrimonio immobiliare pubblico della città di Bergamo.

I due alloggi (Via Borgo Santa Caterina) saranno concessi in uso gratuito all’AIPD per quindici anni, con l’Associazione che si farà interamente carico della manutenzione e della gestione degli spazi, occupandosi anche dell’individuazione e dell’accompagnamento delle persone che vi andranno a vivere. Le persone con disabilità coinvolte non dovranno corrispondere alcun canone di affitto.
Il via libera al progetto è arrivato il 28 luglio scorso, con l’approvazione della relativa Delibera da parte della Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell’assessore alla Casa e all’housing sociale, Paolo Franco.

«Da anni attiva a Bergamo – viene sottolineato ancora da Persone con disabilità.it -, l’AIPD porta avanti numerose iniziative per favorire l’inserimento sociale e il protagonismo delle persone con sindrome di Down. Con Le chiavi di casa, l’Associazione intende promuovere un modello di coabitazione orientato all’autonomia, valorizzando al tempo stesso il patrimonio immobiliare pubblico e costruendo legami con la comunità locale». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: info@aipdbergamo.it.

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Montecatone è centro di riferimento per il trattamento delle lesioni da pressione

Superando - 22 Agosto 2025 - 5:50pm

Oltre 600 persone sono state operate per lesioni da decubito all’Istituto Riabilitativo Montecatone di Imola (Bologna), da quando è attivo, nell’àmbito del team “Wound Care“, l’omonimo protocollo. Con un tasso di guarigione del 96%, il servizio è riconosciuto a livello nazionale e Montecatone è considerato un centro di riferimento per il trattamento delle lesioni da pressione Un intervento per lesione da pressione all’Istituto Montecatone di Imola

Oltre 600 persone sono state operate per lesioni da decubito all’Istituto Riabilitativo Montecatone di Imola (Bologna) – la nota struttura impegnata nella riabilitazione di persone mielolese o con grave cerebrolesione acquisita – da quando è attivo, nell’àmbito del team Wound Care, coordinato da Micaela Battilana, l’omonimo protocollo.

Si tratta di un metodo specificamente rivolto a pazienti mielolesi e con lesioni neurologiche che si fonda su un approccio multidisciplinare e personalizzato.
Il gruppo di lavoro è composto da infermieri specializzati in vulnologia, medici vulnologi, chirurghi plastici, infettivologi, chirurghi generali, ortopedici e urologi. Si occupa del trattamento chirurgico e del follow-up a lungo termine dei pazienti. La task force è operativa dal 2012.
Con un tasso di guarigione del 96%, il team stesso gestisce i pazienti durante la degenza ospedaliera, garantendo una ripresa funzionale che consenta loro di sedersi per almeno quattro ore al giorno dopo l’intervento. L’attività prosegue anche dopo la dimissione, grazie a un ambulatorio dedicato e al supporto della telemedicina, che permette visite di primo e secondo livello a distanza.
«Il servizio – spiega il chirurgo plastico Luca Negosanti – è riconosciuto a livello nazionale e l’Istituto è considerato un centro di riferimento per il trattamento delle lesioni da pressione, con centinaia di casi gestiti dalla task force anche durante le difficoltà legate alla pandemia da Covid».

Si parla quindi di un modello avanzato e integrato nella cura delle lesioni da pressione, che coniuga competenze cliniche e strumenti digitali, migliorando significativamente la qualità della vita dei pazienti più fragili.
Il lavoro del team coinvolto, inoltre, ha prodotto numerose pubblicazioni scientifiche e contributi a convegni, come quelli dell’AISLeC (Associazione Infermieristica per lo Studio delle Lesioni Cutanee). (M.B.)

Per ulteriori informazioni: Massimo Boni (massimo.boni@montecatone.com).

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Buone prassi da far conoscere, per far sì che siano la norma e non lodevoli eccezioni

Superando - 22 Agosto 2025 - 5:30pm

«Le leggi italiane – scrive Daniela Mariani Cerati – sono aperte e solidali, ma devono essere accompagnate da buone prassi, che a loro volta vanno pubblicizzate in modo da diventare la norma e non una lodevole eccezione. Un’esperienza esemplare riguarda la pratica di due arti marziali (judo e karate) nella scuola primaria in orario curricolare. un a ricerca che ha coinvolto 31 bambini con diagnosi di disturbo dello spettro autistico di ogni livello» Il libro di Nicole Maussier ove si illustra la ricerca di cui si occupa Daniela Mariani Cerati nel presente contributo

La Legge 118 del 1971, ove all’articolo 28 si stabiliva che l’istruzione dell’obbligo dovesse avvenire nelle scuole normali della scuola pubblica per tutti, con l’abolizione delle scuole speciali, fu salutata da molti come una rivoluzione, come la fine di un’ingiusta ghettizzazione delle persone con disabilità. La parola d’ordine era “integrazione”, sostituita anni dopo con la parola “inclusione”.
La partecipazione di tutti alla scuola di tutti ha portato un beneficio immediato a molte persone con disabilità, ma non a tutte. Per i casi più complessi si è visto nel tempo che l’inclusione da sola non bastava. Era necessaria una preparazione specifica e, talvolta, un insegnamento personalizzato per l’alunno con disabilità, anche al di fuori della classe.

Oscillando da un estremo all’altro, si è arrivati, in alcuni casi, a una sorta di scuola speciale con rapporto uno a uno, trascurando uno degli ideali che aveva portato alla scelta del 1971: i benefìci dell’inclusione sia per gli allievi con disabilità che per quelli “normodotati”, che dovevano sviluppare solidarietà e capacità di aiuto grazie anche agli ambienti comuni e non separati.
Non si era tenuto conto della peculiarità di alcune condizioni che rendeva difficile, per i casi più complessi, la continua permanenza in classe e la partecipazione alle attività curricolari.

Il noto neurolinguista belga specializzato in disturbi dello spettro autistico Theo Peeters aveva pronunciato un giudizio molto severo sulla scelta italiana dell’inclusione a tutti i costi, dicendo che l’integrazione prospettata dalle leggi italiane equivaleva a far correre ad una velocità da atleti persone non allenate. Un’altra criticità evidenziata dallo stesso Peeters – ma non solo da lui – era la scarsa importanza che veniva data nella scuola italiana alla formazione specifica degli insegnanti, quasi che bastasse inserire un allievo con disabilità tra quelli senza disabilità per ottenere il miracolo. La formula che lui proponeva era “integrazione inversa”, ossia che in ogni classe dove fosse presente un alunno con disabilità si cercassero delle attività adatte a lui e che queste attività, una volta individuate, venissero fatte da tutta la classe, secondo il principio per cui un campione si può adattare ad andare a passo lento, mentre una persona non allenata non può correre alla pari di un campione.
Credo che in molte scuole ci siano esperienze virtuose di insegnanti preparati e di “integrazioni inverse” che vengono praticate, ma non pubblicizzate.

Un’esperienza esemplare, che è stata pubblicata in italiano nel libro di Nicole Maussier Sport e autismo: il modello Katautism e in seguito in inglese in un’importante rivista internazionale (Maussier N., Pierantozzi E., Manno, R. et al., Judo and karate in primary school as a means for the improvement of social inclusion for autistic children, in «Sport Sciences for Health», 2025), riguarda la pratica di due arti marziali (judo e karate) nella scuola primaria in orario curricolare.
La ricerca ha riguardato 31 bambini con diagnosi di disturbo dello spettro autistico di ogni livello, inseriti in classi nelle quali c’era un solo bambino certificato, in scuole situate in ogni parte d’Italia (Nord, Centro, Sud). Le lezioni si sono svolte per due volte alla settimana e per due anni. Sono state inclusive sin dall’inizio, cioè partecipate da tutta la classe, e mai in un rapporto esclusivo tra bambino certificato e operatore. Tutti i bambini con disabilità vi hanno partecipato dall’inizio alla fine e per nessuno di loro c’è stata la necessità di un ritiro dall’esperienza.

Quali sono stati, dunque, gli ingredienti di questo successo? Una formazione specifica degli allenatori, prima generale, poi personalizzata sulle caratteristiche peculiari dell’allievo, e una semplificazione delle regole della disciplina che tenesse conto delle peculiarità dell’alunno.
Qui vedo l’attuazione del consiglio di Theo Peeters. Se cambiamo un po’ le regole semplificandole, sarà un grosso vantaggio per il bambino con disabilità e non porterà nessuna difficoltà ai bambini “normodotati”, anzi probabilmente aiuterà quei bambini che, pur non essendo certificati, non sono particolarmente brillanti.
La formazione degli allenatori ha coinvolto poi tutto il personale scolastico. Conoscendo quanto sia importante per le persone autistiche la prevedibilità degli eventi, un’agenda con il programma settimanale degli allenamenti è stata esposta in classe nel linguaggio comprensibile ai bambini interessati, che per alcuni di loro era quello della CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa).
Nella ricerca erano presenti anche gli psicologi, ma solo come osservatori ed eventualmente come consiglieri degli allenatori, ma le figure di riferimento erano gli allenatori adeguatamente formati.
Già la partecipazione in modo continuativo ad un’attività sportiva insieme ai compagni in orario curricolare sarebbe un successo e un esempio da imitare, non solo per il benessere degli allievi certificati, ma anche per i compagni normodotati, che hanno contribuito al successo dando rinforzi spontanei: lodi date all’alunno con disabilità quando questo eseguiva correttamente le azioni previste nella disciplina. Infatti, «bravo!», detto da un compagno, è un rinforzo maggiore che detto da un adulto.
Gli autori della ricerca, inoltre, non si sono limitati a documentare il successo nella partecipazione ad attività sportive da parte di alunni con disturbi dello spettro autistico, cosa già positiva in quanto favorevole per la salute generale e per la socializzazione. Hanno utilizzato infatti dei test validati in letteratura per misurare il miglioramento in tre aree critiche: livello di autismo, compromissione sociale e abilità grosso motorie. Questi test, somministrati prima e dopo i due anni della sperimentazione, hanno documentato miglioramenti statisticamente significativi in tutte e tre le aree indicate.

Si tratta di una ricerca molto importante perché dà un esempio di vera inclusione nella scuola e perché indica una strada per contrastare la sedentarietà e l’isolamento che caratterizza molte persone con disturbi dello spettro autistico. Una volta superata la fase di sperimentazione, esperienze simili dovrebbero essere generalizzate dentro e fuori dalla scuola.
Gli autori sottolineano per altro l’importanza cruciale della formazione degli allenatori, ricordando che molte persone con autismo sono escluse dalle attività sportive per la mancanza di formazione specifica degli allenatori.
Ritengo molto importante che vi sia stata una pubblicazione in inglese in una rivista internazionale, in quanto il valore dell’inclusione, che per noi italiani è fondamentale, non è condiviso da altre nazioni anche vicine. Un’insegnante italiana che insegna in Inghilterra riferisce ad esempio che là si dà importanza prevalente alla protezione dei “bambini deboli”, più che all’inclusione, mentre un’altra insegnante italiana che opera in Olanda dice che là ci sono scuole differenziate non soltanto per le diverse categorie di persone con disabilità, ma anche per i “normodotati” in base al quoziente intellettivo. Non soltanto, ma che le scuole possono rifiutare i bambini, se li ritengono troppo problematici, tanto che alcuni bambini restano in famiglia a carico dei genitori e, non essendoci opportunità di incontro tra persone con e senza disabilità, i cittadini non conoscono neppure l’esistenza e le problematiche della disabilità.

Le leggi italiane, dunque, sono aperte e solidali, ma devono essere accompagnate da buone prassi, che a loro volta vanno pubblicizzate in modo da diventare la norma e non una lodevole eccezione.

*Componente dell’APRI (Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l’autismo e il danno cerebrale) e della lista di discussione Autismo-Scuola (autismo-scuola@autismo33.it).

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Formazione per operatori impegnati sulla disabilità complessa in presenza di minorazione visiva

Superando - 22 Agosto 2025 - 4:43pm

Ci si potrà iscrivere (gratuitamente) fino al 15 settembre al “Corso di formazione per operatori impegnati sulla disabilità complessa in presenza di minorazione visiva”, organizzato dal MAC (Movimento Apostolico Ciechi), in collaborazione con la Lega del Filo d’Oro, nell’àmbito del progetto “Autonomie Possibili”, cofinanziato, oltre che dal MAC, dall’Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza, dalla Casa Lavoro Donne Cieche, dall’Arcidiocesi e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna

È organizzato dal MAC (Movimento Apostolico Ciechi), in collaborazione con la Lega del Filo d’Oro, nell’àmbito del progetto Autonomie Possibili, cofinanziato, oltre che dal MAC, dall’Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza, dalla Casa Lavoro Donne Cieche, dall’Arcidiocesi e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, un Corso di formazione per operatori impegnati sulla disabilità complessa in presenza di minorazione visiva.
La partecipazione al corso stesso – certificato da Irecoop, ente di formazione accreditato dalla Regione Emilia Romagna – è gratuita, previa iscrizione entro il 15 settembre prossimo. Sono previste 60 ore (41 online e 19 in presenza), dal 26 settembre all’8 novembre. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e per iscriversi, fare riferimento a questo link.

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Persone con disabilità che valorizzano il patrimonio artistico e paesaggistico del Lago di Como

Superando - 22 Agosto 2025 - 4:13pm

Sono due giovani con disabilità del Centro di Lavoro Guidato CDD La Nostra Famiglia di Como i protagonisti del cortometraggio “Villa del Grumello, un tesoro tra eccellenza e fragilità”, frutto di un progetto realizzato in collaborazione con l’Associazione Villa del Grumello e la Fondazione Como ETS, oltreché con il supporto degli Amici di Como, voluto per sottolineare come anche le persone con disabilità possano dare il loro contributo per valorizzare il patrimonio artistico e paesaggistico del Lario I due giovani protagonisti di “Villa del Grumello, un tesoro tra eccellenza e fragilità”, in un’immagine del cortometraggio

Gli ospiti del Centro di Lavoro Guidato CDD La Nostra Famiglia di Como sono ormai una presenza viva e riconosciuta nel tessuto cittadino. Da anni portano energia, curiosità e desiderio di incontro attraverso iniziative artistiche, eventi culturali e percorsi educativi, pensati per aprirsi al territorio e raccontarsi al mondo.
È da questo spirito di apertura che è nato un nuovo progetto realizzato in collaborazione con l’Associazione Villa del Grumello e la Fondazione Como ETS – iniziativa, quest’ultima, promossa da Como 1907 per valorizzare il territorio -, grazie al prezioso supporto degli Amici di Como. Un’esperienza intensa, che ha preso forma durante l’estate e l’autunno dello scorso anno e che ha portato alla realizzazione del cortometraggio-documentario intitolato Villa del Grumello, un tesoro tra eccellenza e fragilità (disponibile a questo link), dedicato a uno dei luoghi più affascinanti della città, vale a dire appunto la Villa del Grumello, gioiello storico con un parco secolare ed una vista mozzafiato sul lago di Como ma anche un luogo di condivisione, di partecipazione e di progettualità: «La Villa – osserva infatti Chiara Bignami, responsabile dei progetti, eventi e comunicazione dell’Associazione Villa del Grumello – è luogo di sperimentazioni creative, contaminazioni disciplinari e iniziative che si aprono al territorio. È un luogo in trasformazione e continuo arricchimento, con una postura liminale tra città e “selva”, tra lago e cielo, tra cura e spontaneità, tra eccellenza e fragilità: è un luogo d’inclusione, che ricompone dicotomie e stimola approcci sensibili e sguardi capovolti».

«Il Centro di Lavoro Guidato di Como – spiega lo psicologo Luca Avellis, che ha curato il progetto con l’educatore Giorgio Gatti – da anni porta avanti un progetto di formazione e inclusione lavorativa per le persone con disabilità, con uno sguardo attento alla loro creatività e capacità di mettersi in gioco. Questo cortometraggio si inserisce in tale percorso culturale e nasce da una richiesta precisa: raccontare la bellezza di Como. E così, ispirati da questo obiettivo, abbiamo costruito una piccola storia».
Il corto, dunque, vede come protagonisti due giovani, impegnati in una caccia al tesoro con i loro compagni del Centro. Durante l’avventura si imbattono quasi per caso nella villa affacciata sul lago e ne restano rapiti. Qui incontrano Chiara Bignami, che li guida alla scoperta di questo luogo ricco di fascino e storia: «Attraverso le sue parole – aggiunge Avellis -, e con lo sguardo attento e curioso dei ragazzi, entriamo anche noi nella magia della villa, nei suoi scorci silenziosi, nei giardini, nella luce che filtra dalle vetrate».
La storia si chiude con un finale inatteso, ma è soprattutto il viaggio che resta impresso: quello dentro un luogo speciale, raccontato da chi, ogni giorno, cerca nuove strade per conoscere, sperimentare e vivere il proprio territorio da protagonista.

«Il territorio comasco – ricorda ancora Avellis – si è sempre caratterizzato per una grande sensibilità all’inclusione, garantendo alle persone con disabilità l’accesso alla bellezza dell’arte e della cultura. Ebbene, con questo progetto vogliamo sottolineare come anche le persone con disabilità possano dare il loro contributo per valorizzare il patrimonio artistico e paesaggistico del lago».
«Fondazione Como ETS – afferma la responsabile di essa Camilla Veronelli – nasce dall’idea di voler valorizzare il territorio e coloro che lo vivono ogni giorno con dedizione. Raccontare il nostro lago attraverso gli occhi e il cuore dei ragazzi è l’esempio perfetto di condivisione e inclusione per la comunità»,
«La Nostra Famiglia – conclude Daniele Brunati, direttore generale di Amici di Como – è una realtà preziosa per Como ed è per noi motivo d’orgoglio poterla annoverare tra i nostri partner storici. Da anni siamo legati da un rapporto umano e professionale che ci ha arricchito e ci ha permesso di portare a termine progetti importanti, iniziando con il confezionamento dei giocattoli in occasione della Città dei Balocchi, per arrivare al progetto Un Dono a Natale che senza il contributo delle persone del Centro di Lavoro Guidato, dei volontari, degli operatori e di Roberto e Mariapia Zanchini non sarebbe realtà. Ogni anno, infatti, in Via Zezio a Como vengono assemblati e distribuiti oltre 1.400 pacchi alimentari che vanno ad allietare le festività natalizie di altrettante famiglie. È stato quindi naturale, per Amici di Como, essere al fianco della Nostra Famiglia anche in questo nuovo progetto culturale che ancora una volta mette al centro i ragazzi e ne esalta ricchezze e peculiarità». (C.T. e S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficio.stampa@lanostrafamiglia.it (Cristina Trombetti).

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AVVISO D.M. n. 137/2025 Operazioni assunzionali informatizzate personale docente a.s. 2025/2026 Avvio Fase 2 Scelta sede aspiranti individuati su provincia con decreto prot. n. AOODRCAL0023942 del 22 agosto 2025

Ultime da A. T. P. Cosenza - 22 Agosto 2025 - 3:57pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

AVVISO D.M. n. 137/2025 Operazioni assunzionali informatizzate personale docente a.s. 2025/2026 Avvio Fase 2 Scelta sede aspiranti individuati su provincia con decreto prot. n. AOODRCAL0023942 del 22 agosto 2025

Ultime da USR Calabria - 22 Agosto 2025 - 2:44pm

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DECRETO SCAMBIO SEDI SERVIZIO CDC A051

Ultime da A. T. P. Cosenza - 22 Agosto 2025 - 2:07pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

Decreto D.M.137/2025 esiti individuazioni – cdc AM56-A059-AAAA-EEEE-A050-AM12-AS12-A044-A011

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Decreto D.M.137/2025 esiti individuazioni – cdc AM56-a059-AAAA-EEEE-A050-AM12-AS12-A044-A011

Ultime da USR Calabria - 22 Agosto 2025 - 2:00pm

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Pubblicazione avviso rettifiche secondo grado e rinuncia assegnazione

Ultime da A. T. P. Cosenza - 22 Agosto 2025 - 1:49pm

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RIPUBBLICAZIONE GPS DI OGNI ORDINE E GRADO 2025-2026

Ultime da A. T. P. Cosenza - 22 Agosto 2025 - 1:35pm

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“Il Po Invisibile”, un simbolo di crescita personale e collettiva

Superando - 22 Agosto 2025 - 1:30pm

«“Il Po Invisibile” è stato un simbolo di crescita personale e collettiva, di un’umanità inclusiva che auspichiamo sempre più contagiosa»: lo hanno detto gli atleti ciechi e ipovedenti che alla fine di luglio sono stati i protagonisti del progetto denominato appunto “Il Po Invisibile”, un viaggio in canoa lungo il “il grande fiume”, da San Benedetto Po (Mantova) a Ferrara, rivelatosi come un’esperienza in cui lo sport si è fatto linguaggio universale di inclusione, resilienza e scoperta I partecipanti al “Po Invisibile”

Dal 24 al 27 luglio scorso, tra il territorio mantovano e quello ferrarese, si è svolto Il Po Invisibile, progetto sostenuto dall’UICI Emilia Romagna (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e dall’IRIFOR Regionale (Istituto per la Ricerca la Formazione e la Riabilitazione dell’UICI), promosso dall’UICI di Ferrara in collaborazione con il Canoa Club Ferrara, e reso possibile grazie al contributo di numerosi co-finanziatori, tra cui il Rotary Club Ferrara, il Comune di Ferrara e diverse realtà locali.
«Si è trattato – dicono i promotori – di un progetto sportivo, riabilitativo e formativo che ha intrecciato cuore, passione, coraggio e condivisione, per raccontare il mondo della disabilità visiva attraverso lo sport. Un viaggio lungo “il grande fiume”, da San Benedetto Po (Mantova) a Ferrara, che ha rappresentato un’esperienza autentica e trasformativa, in cui lo sport si è fatto linguaggio universale di inclusione, resilienza e scoperta».

Cinque atleti ciechi e ipovedenti del Ferrarese, dunque (Silvia Bonifacio, Giada Petroccia, Giovanni Tuè, Massimo Sicchiero e il promotore dell’impresa Alberto Burgio), guidati dagli istruttori federali di paracanoa Fabrizio ed Elena Celtini, hanno affrontato la discesa del Po in canoa singola, sfidando le insidiose acque del fiume. Lungo tutto il percorso, l’assistenza logistica di Elena Bacillieri a bordo del suo camper, ha garantito supporto e sicurezza.
«Siamo felicissimi di avere partecipato a questo progetto – hanno dichiarato gli atleti -. Abbiamo migliorato la fiducia in noi stessi e dimostrato di poter realizzare qualcosa di grande pur avendo una disabilità visiva. La disabilità non deve fermarci ma spingerci a fare di più e fare meglio».

«L’iniziativa – sottolineano dall’UICI di Ferrara – ha superato i confini della semplice attività sportiva: è stato infatti un cammino condiviso, un ascolto profondo della natura e dei luoghi, un dialogo tra sensi, persone e territori. Gli atleti che si sono allenati con impegno per mesi in acque più tranquille, non si sono limitati a compiere un’impresa fisica particolarmente coraggiosa, ma hanno voluto sfidare e percepire ogni “respiro del grande fiume”, il calore della terra e la voce dei luoghi esplorati, dimostrando che si può “vedere con tutti i sensi e anche con il cuore”».

«Ricordo – dice Massimo Sicchiero – che durante l’interminabile traversata in canoa, chiedevamo ripetutamente all’istruttore quanto mancasse… E Fabrizio, con la voce da GPS guasto ma sicuro di sé, ci ripeteva il suo mantra motivazionale: “Un paio di chilometri e ci siamo!”, anche se il traguardo era ancora un miraggio all’orizzonte. Così si continuava a pagaiare!».
«È stata un’esperienza impegnativa ma grandiosa in tutti i sensi – sottolinea dal canto suo il trascinatore del Gruppo, Alberto Burgio, persona cieca -, a partire dalla località di partenza nel Mantovano, San Benedetto Po che, con le sue specialità gastronomiche, il Polirone e la basilica millenaria, ci ha donato uno spaccato storico-culturale, conviviale, spirituale e una splendida accoglienza grazie all’ospitalità offerta dall’UICI di Mantova, con la presidente Mirella Gavioli, i consiglieri Laura Luglio e Roberto China, alla considerazione ricevuta dal sindaco Roberto Lasagna e dagli assessori allo Sport Antonio Bernardelli e alla Cultura e Politiche Giovanili Vanessa Morandi, per non parlare dell’entusiasmante supporto del gruppo scout locale che a sorpresa ci ha garantito un imbarco sicuro e organizzato nonostante la pioggia. Tutti elementi che, insieme al clima amichevole di cui siamo stati “inondati”, hanno dato la spinta migliore per partire».

Superata dunque indenni, un po’ stanchi ma felici, la prima tappa, il gruppo è arrivato a Bergantino (Rovigo), e lì vi è stato l’incontro con la comunità, tra cui il sindaco e i rappresentanti dell’Associazione Ambientalista Airone, e la visita al Museo delle Giostre che ha reso la sosta particolarmente gradevole. Anche a Ficarolo, sempre nel Rodigino, l’abbraccio del paese e la presenza dell’AVIS Comunale, operante nell’attività di pet therapy con animali ESA (Emotional Support Animals), hanno coinvolto il gruppo che si è trovato letteralmente e piacevolmente “sospeso tra memoria e futuro”.

Infine Ferrara, da cui è partito il tutto, che ha accolto il gruppo come un porto d’arte e cultura, suggellando l’impresa con la sua bellezza silenziosa. Qui, ogni traguardo e ogni racconto è diventato poesia ed energia da condividere con amici, sostenitori, autorità e cittadinanza.
«Il Po Invisibile – annotano ancora dall’UICI ferrarese – non è stato solo un evento sportivo, ma un potente messaggio di apertura, consapevolezza e fiducia nelle potenzialità di ciascuno. Ogni incontro lungo il tragitto ha generato dialogo e connessione, superando barriere e paure visibili e invisibili. Questo viaggio, per altro, non ha rappresentato un arrivo, ma un punto di partenza, un invito ad abbattere muri, a costruire relazioni e a promuovere una società più inclusiva, in cui lo sport sia più praticato e accessibile a tutti. Perché l’invisibile, quando viene condiviso, si illumina. Perché lo sport, quando è inclusivo, diventa rivoluzione. Ogni pagaiata compiuta insieme è stata una spinta concreta verso un orizzonte più consapevole e umano».

«Un ringraziamento speciale – dichiarano gli atleti a una voce – va in primis ai “capitani coraggiosi” Fabrizio ed Elena Celtini per l’impegno e la rassicurante motivazione che ci ha accompagnati pagaiata dopo pagaiata, nonché a tutte le persone, gli enti e le istituzioni che hanno creduto in noi e ci hanno sostenuto, rendendo così possibile questa impresa che rappresenta oggi una soddisfazione collettiva. Ringraziamo poi le presidenti dell’UICI di Mantova e di Ferrara Mirella Gavioli e Alessandra Mambelli per l’amicizia e il prezioso supporto, il Canoa Club Ferrara nella persona del suo presidente Paolo Paramucchi, per l’apertura e la disponibilità, Elena Bacillieri, indispensabile spalla logistica, il sostegno economico dell’IRIFOR e dell’UICI Emilia Romagna, il Rotary Club di Ferrara, gli sponsor Pastificio Bondi, ristorante pizzeria Nonno Papero e tutti i donatori che ci hanno sostenuto attraverso la raccolta fondi lanciata sulla piattaforma Gofundme. E ancora, un grazie sentito allo studio “Graficc di Cristian Carletti” di Francolino per la realizzazione grafica del progetto e dei gadget». «E grazie di cuore – concludono – a chi ha creduto in questo sogno, lo ha sostenuto con un gesto o facendo semplicemente il tifo, accompagnandoci e pagaiando materialmente o virtualmente insieme a noi per raggiungere traguardi prima inimmaginabili. Il Po Invisibile è oggi un simbolo di crescita personale e collettiva, di un’umanità inclusiva che auspichiamo sempre più contagiosa». (M.M. e S.B.)

Per ulteriori informazioni: Marzia Mecozzi (m.mecozzi@audiotre.com).

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Una cerimonia per Antonio Giuseppe Malafarina che lo avrebbe lusingato, ma anche un po’ agitato…

Superando - 22 Agosto 2025 - 12:48pm

Per Superando è decisamente apprezzabile ogni iniziativa che ricorda Antonio Giuseppe Malafarina, già direttore responsabile del nostro giornale, giornalista di valore, animatore culturale sui temi della disabilità e anche poeta, ma soprattutto Persona con la P maiuscola, che salutava sempre con un sorriso accompagnato da una virgola, a lasciare costantemente aperto il dialogo. Questa volta l’iniziativa sarà a Bovalino, in provincia di Reggio Calabria, dove il 28 agosto accadrà davvero qualcosa di speciale

Per Superando Antonio Giuseppe Malafarina, giornalista di valore, animatore culturale sui temi della disabilità e anche poeta, scomparso l’11 febbraio dello scorso anno, è stato il direttore responsabile a partire dagli inizi del 2023. Ma per chi cura Superando, Antonio è stato soprattutto un caro amico, una Persona con la P maiuscola, che salutava sempre con un sorriso accompagnato da una virgola, a lasciare sempre aperto il dialogo. Ogni iniziativa che lo ricorda, dunque, è per noi decisamente apprezzabile e questa volta l’iniziativa arriva da Bovalino, in provincia di Reggio Calabria, dove il 28 agosto accadrà qualcosa di speciale, come racconta Elisabetta Piselli.

Il ritratto di Antonio Giuseppe Malafarina realizzato dallo street artist Davide Ratzo, sulla Parete dei Giusti che si trova all’interno della Biblioteca Chiesa Rossa di Milano

La voce di Antonio Giuseppe Malafarina continua ad accompagnarci. Le sue parole, le sue lotte e le sue rime verranno ricordate il prossimo 28 agosto a Bovalino, dove sarà inaugurata una scultura dell’artista con disabilità visiva Felice Tagliaferri, che ha dato forma a un simbolo di visione interiore, resilienza e speranza.
E non poteva che accadere in questo piccolo centro in provincia di Reggio Calabria, qui dove ha avuto inizio la seconda vita di Antonio, dopo quello che lui ha sempre definito un “tuffo normale”, l’ultimo prima di rientrare a casa, nella freschezza dei suoi 18 anni.

Mi sono fermata spesso a pensare cosa sia stato quell’evento guardandolo da più punti di vista, in primis quello di Antonio, senza mai riuscire nemmeno ad immaginare cosa deve essere stato passare dall’immagine di libertà per eccellenza, quella di un tuffo dagli scogli, come saluto all’estate prima di rientrare a casa, fresco di patente e di maggiore età, all’immobilità totale.
Antonio era in quella fase della vita nella quale tutto inizia a prendere forma, lui per primo, e ha dovuto prendere atto che la sua forma sarebbe stata per sempre un’altra cosa.
Ho pensato spesso anche ai suoi genitori, all’amore e alla dedizione totale che hanno avuto per Antonio. Da madre, so che avrei preferito che accadesse a me.
Ma la storia di Antonio non è fatta né di pietismo né di rassegnazione. Rimasto tetraplegico, ha iniziato ad esplorare il mondo e le parole da una nuova prospettiva. È diventato così attivista per i diritti delle persone con disabilità. Ne ha raccontato le storie diventando giornalista e ha esplorato l’intimità dell’essere umano con la poesia.
Antonio è riuscito ad entrare nel cuore delle persone, diventando, inconsapevolmente, fonte di ispirazione per molti. La sua ironia e soprattutto la sua autoironia, lo rendevano irresistibile.
Si è circondato di persone che l’hanno amato profondamente e seppur con una vita sociale che rasentava lo zero, Antonio era pieno di amici, con i quali manteneva relazioni tutt’altro che superficiali.

Molti di questi amici saranno presenti alla cerimonia del 28 agosto, tra loro Alessandro Cannavò, Lorenzo Sani, Claudio Arrigoni, Simone Fanti, Angelo Mantovani, Bruno Malafarina e Tiziana Raco, che ricostruiranno il mosaico di una vita ricca di passioni. Conoscendolo, di tutta questa attenzione sarebbe lusingato e al contempo agitato…
La cerimonia si aprirà con i saluti istituzionali dell’assessora della Regione Calabria Caterina Capponi e del sindaco di Bovalino Vincenzo Maesano. Seguirà l’intervento di Felice Tagliaferri, che racconterà il legame umano e artistico con Malafarina, prima del momento più atteso: il disvelamento dell’opera. Felice è parte del pacchetto “amici di Antonio” e siamo tutti emozionati all’idea di scoprire come avrà deciso di ricordarlo con la sua opera.
L’evento sarà apertao a tutti e tutte e per chi volesse partecipare, l’appuntamento è, come detto, per giovedì 28 agosto, dalle ore 18.30, in Piazza Canceglia a Bovalino.
Una festa tutta per te, caro Antonio. E adesso, come diresti tu, mi taccio. Un sorriso.

*Il presente servizio è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it», con il titolo “Bovalino ricorda Malafarina con una scultura di Tagliaferri”, e viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

L'articolo Una cerimonia per Antonio Giuseppe Malafarina che lo avrebbe lusingato, ma anche un po’ agitato… proviene da Superando.

“Paul Klee pittore musicista” con la Comunicazione Aumentativa Alternativa

Superando - 22 Agosto 2025 - 12:22pm

È dedicata a Paul Klee, artista tedesco con cittadinanza svizzera, annoverato tra i maggiori esponenti dell’astrattismo, che legava a doppio filo la sua arte alla musica, l’ultima opera del progetto “ArtistiCAA®” delle edizioni la meridiana. “Paul Klee pittore musicista”, questo il nome della nuova pubblicazione di Teresa Righetti realizzata con i simboli della CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa)

Il progetto ArtistiCAA® delle edizioni la meridiana è un’iniziativa che intende far conoscere artisti e artiste significativi nelle rispettive arti attraverso pubblicazioni realizzate con i simboli della CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa). E quindi, dopo Frida Kahlo pittrice coraggiosa (2023) e Vincent Van Gogh pittore malinconico (2024), Teresa Righetti ci porta alla scoperta di Paul Klee (1890-1940), artista tedesco con cittadinanza svizzera tra i maggiori esponenti dell’astrattismo, riconosciuto perché legava a doppio filo la sua arte alla musica.

Paul Klee pittore musicista, questo il titolo della nuova pubblicazione, ci racconta la vita e l’arte di questo importante artista nei simboli della CAA, dedicando ampio spazio alla descrizione delle opere e delle tecniche impiegate dallo stesso. Docenti di sostegno, educatori ed educatrici, genitori, insegnanti d’arte, curatori museali potranno pertanto, attraverso questo libro, avvicinare all’arte bambini e bambine, ragazzi e ragazze, adulti con disabilità cognitive e non solo.

Ricordiamo infine che le edizioni la meridiana hanno dedicato ai libri in CAA la collana editoriale “Parimenti. Proprio perché cresco”, iniziativa nata da un progetto condiviso con il Centro Documentazione Handicap/Cooperativa Accaparlante di Bologna e l’Associazione L’Arche Comunità “l’Arcobaleno” ONLUS di Granarolo (Bologna), con lo scopo di sviluppare libri in simboli per disabilità cognitive, aprendo nuove possibilità di lettura a un pubblico di giovani-adulti fino ad ora non raggiunti da alcuna pubblicazione.
Parimenti parte dal presupposto di offrire a tutti (tutte le menti) pari possibilità di accessibilità alla lettura e dunque alla conoscenza, premessa irrinunciabile per un esercizio attivo della cittadinanza. Proprio perché cresco è invece la risposta al bisogno da parte dei ragazzi di avere strumenti (in questo caso libri) adatti alla loro età e simili nei contenuti ai libri dei loro coetanei.
Attualmente fanno parte della collana 13 pubblicazioni in CAA, le cui schede sono pubblicate a questo link. (Simona Lancioni)

Teresa Righetti, Paul Klee pittore musicista, edizioni la meridiana, 2025, collana “Parimenti. Proprio perché cresco” (84 pagine, 14,73 euro).
Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso, con minimi riadattamenti dovuti al diverso contenitore, per gentile concessione.

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Pubblicazione utilizzazioni docenti religione cattolica a.s. 2025/2026.

Ultime da A. T. P. Cosenza - 22 Agosto 2025 - 12:11pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

Le prove equipollenti per gli studenti con disabilità non sono un optional!

Superando - 22 Agosto 2025 - 11:50am

«In occasione della prima e della seconda prova scritta dell’Esane di Stato in una scuola di Soverato (Catanzaro) – scrive Marina Dominijanni, coordinatrice dell’AIPD di Catanzaro – i Presidenti di Commissione hanno ritenuto di poter somministrare agli studenti con disabilità, per i quali, nel PEI (Piano Educativo Individualizzato), era indicato il «percorso personalizzato con prove equipollenti», le prove ministeriali, così come pervenute. Un comportamneto che riteniamo discriminatorio»

Come ogni anno, presso l’Istituto IPSSEOA Alberghiero di Soverato (Catanzaro) si è svolto l’Esame di Stato, al quale hanno preso parte alcuni studenti con disabilità.
Nelle giornate del 19 e del 20 giugno, in occasione della prima e della seconda prova scritta, i Presidenti di Commissione hanno ritenuto di poter somministrare agli stessi studenti con disabilità, per i quali, nel PEI (Piano Educativo Individualizzato), era indicato il «percorso personalizzato con prove equipollenti», le prove ministeriali, così come pervenute, sottraendosi all’impegno di preparare le corrispondenti “prove equipollenti”, come peraltro indicato nell’Allegato riservato di ciascuno studente, appositamente predisposto dal Consiglio di Classe entro il 15 maggio precedente e inviato in tempo utile alla relativa Commissione d’Esame, affinché si attenesse alle indicazioni in esso riportate, come stabilito dall’articolo 20 del Decreto Legislativo 62/17.

Questa decisione, assunta dai Presidenti di Commissione nonostante fosse palesemente contraria alle indicazioni di legge, ha messo in forte difficoltà gli studenti con disabilità, che si sono ritrovati a svolgere tracce per loro, per alcuni versi, poco o per nulla accessibili, in quanto non coerenti con il PEI, ossia non coerenti nelle modalità e/o nei mezzi e/o nei contenuti culturali e/o professionali (afferenti ai nuclei fondanti di ciascuna disciplina).
L’arbitraria decisione dei Presidenti di Commissione, per altro, è stata avvalorata e sostenuta anche dall’Ufficio Scolastico Regionale della Calabria, nella persona della Coordinatrice degli Ispettori, contattata per i necessari chiarimenti in merito alla procedura delle due prove scritte.

Il concetto di “prove equipollenti”, delineato dall’articolo 6, comma 1, del DPR 323/98 (provvedimento abrogato), è stato ripreso, con riferimento all’abrogato provvedimento, dalle Linee Guida di cui all’articolo 20 del Decreto Interministeriale 182/20, come modificato dal Decreto Interministeriale 153/23. Nello specifico, il provvedimento delinea e precisa in che cosa appunto consistano le prove equipollenti: si tratta di prove che, rispetto a quelle ministeriali, possono essere differenti per “modalità”, per “mezzi”, per contenuti culturali e/o professionali (purché si tratti di contenuti attinenti ai nuclei fondanti delle singole discipline). Tramite tali prove gli studenti possono dimostrare di avere acquisito le competenze utili ai fini del conseguimento del diploma rilasciato a conclusione degli Esami di Stato conclusivi del secondo ciclo di istruzione.
La questione è che i Presidenti di Commissione, così come alcuni Commissari, e lo stesso Ufficio Scolastico Regionale della Calabria, hanno stabilito che si poteva procedere senza ricorrere alle prove equipollenti adottate e indicate dal PEI, determinando non solo un mancato rispetto della normativa vigente in materia, ma, di fatto, discriminando gli studenti con disabilità nei loro diritti fondamentali, garantiti dalle norme in materia e dalla Costituzione stessa.

Il comportamento assunto dalle Commissioni nei confronti degli studenti con disabilità si configura pertanto come discriminatorio. Infatti, a pagare il prezzo di questo mancato rispetto della normativa vigente sono stati proprio gli studenti, privati della possibilità di dimostrare, anche con soddisfazione e con orgoglio, quanto appreso durante il loro percorso scolastico, meritando, di conseguenza, una giusta valutazione.
Non possiamo certamente tacere di fronte a questa grave ingiustizia, sconfortati dal fatto che ciò che dovrebbe essere garantito e tutelato dal sistema scolastico debba, ancora una volta, trovare accoglienza solamente nelle aule di un Tribunale.
Detto quindi che abbiamo chiesto supporto all’AIPD Nazionale (Associazione Italiana Persone Down) e alla Federazione Osservatorio182, chiediamo il rispetto delle normative vigenti e che agli studenti con disabilità venga davvero assicurata la possibilità di avvalersi di quanto rientra nei loro diritti.

*Coordinatrice dell’AIPD di Catanzaro (Associazione Italiana Persone con sindrome di Down).

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Personale Docente – Immissioni in ruolo a.s. 2025/2026- Decreto assegnazione sede cdc A037

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 22 Agosto 2025 - 10:03am

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