Aggregatore di feed
Da Torino al Connecticut per la “Dream Ride Experience”
Ogni anno si svolge negli Stati Uniti la Dream Ride Experience, evento di beneficenza della Hometown Foundation a sostegno di Special Olympics, il movimento di sport praticato da persone con disabilità intellettive, e in generale dell’inclusione delle persone con disabilità.
L’edizione 2025, che si terrà dal 22 al 24 agosto in Connecticut, proporrà anche quest’anno tour motociclistici, parate di auto e un’esposizione di vetture di lusso.
Dallo scorso anno Pagani, marchio italiano specializzato nella produzione di hypercar, e la CPD di Torino (Consulta per le Persone in Difficoltà) offrono a una famiglia torinese con bambini con disabilità la possibilità di partecipare all’evento e questa volta è volata verso gli Stati Uniti una bambina con disturbo dello spettro autistico insieme alla sua famiglia, che come gli altri partecipanti potrà vivere esperienze uniche, salendo su moto e auto da sogno, sfilando in cortei e prendendo parte ad attività dedicate. (F.V. e S.B.)
L'articolo Da Torino al Connecticut per la “Dream Ride Experience” proviene da Superando.
Uno scatto fotografico per cambiare lo sguardo
«Le barriere più alte non sono quelle di cemento: sono i muri invisibili fatti di pregiudizio e indifferenza. È lì che l’inclusione diventa una rivoluzione culturale, un seme di speranza da piantare con gesti semplici, con uno scatto, con uno sguardo diverso sul mondo»: Attivamente ETS, giovane ma già vitale realtà nata a Napoli pochi anni fa, ha scelto proprio questa strada: trasformare la fotografia in voce, denuncia, racconto. Dare alle immagini la forza di cambiare coscienze.
Non si tratta solo di un’associazione, ma di una comunità che ogni giorno combatte perché nessuno resti ai margini, convinta che l’accessibilità non si limiti a rampe, ascensori o servizi adeguati. Infatti l’accessibilità, per Attivamente, è prima di tutto diritto alla partecipazione, al riconoscimento, alla dignità. Perché le barriere più dure da abbattere non si vedono: abitano negli sguardi che evitano, nei silenzi che isolano, nelle parole che feriscono.
Sin dagli inizi, dunque, Attivamente si è fatta portatrice di un motto che è insieme bussola e missione: “Da soli si corre di più, insieme si va lontano”. È stato questo spirito a intrecciare cammini con altre associazioni, famiglie, istituzioni, fino a dare vita a progetti che hanno seminato bellezza e cambiamento: dai laboratori creativi con i mattoncini, nati grazie alla collaborazione con i Brikkanti, alle campagne contro il cyberbullismo; e ogni iniziativa ha avuto un unico filo conduttore, l’inclusione.
Né sono mancate alleanze preziose con realtà come Autismo in Movimento Campania, Oltre il Muro Autismo ONLUS, SpecialmenteNoi Onlus ODV, UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), ENS (Ente Nazionale Sordi), e tante altre, fino alla seconda edizione di La disabilità va… in vacanza, progetto patrocinato dal Garante delle Persone con Disabilità della Regione Campania.
È proprio all’interno di quest’ultimo progetto che è nata la novità del 2025: un concorso fotografico aperto a tutti e tutte, basato su un invito semplice, ma potente, ossia raccontare con un click le barriere, ma anche le buone pratiche che ci circondano. Non selfie fugaci o immagini decorative, ma scatti che diventino specchio della realtà: la rampa che manca davanti a un negozio; l’ascensore rotto che isola il piano di un edificio; il bagno accessibile che finalmente c’è; l’autobus con il sollevatore che restituisce libertà; la libreria che diventa davvero per tutti.
Ogni foto è una denuncia o una testimonianza, un grido o un sorriso. Ogni foto è un atto di cambiamento, perché rende visibile ciò che spesso resta invisibile.
Partecipare al contest è semplice: basta inviare uno scatto alla mail dell’associazione (asso.attivamente2000@gmail.com), raccontando situazioni di inclusione o di barriera nei luoghi della vita quotidiana, bar, ristoranti, teatri, musei, parchi, mezzi pubblici. Il concorso è già aperto e resterà attivo fino al 30 settembre prossimo, data ultima per l’invio delle fotografie.
Ma il senso profondo dell’iniziativa va oltre la partecipazione tecnica: si tratta infatti di imparare a guardare diversamente. Non solo chi vive la disabilità in prima persona, ma chiunque: perché la costruzione di un mondo inclusivo è un compito comune.
Attivamente ci ricorda quindi che l’inclusione non è un favore, è un diritto. E che ogni piccolo gesto – anche un semplice scatto fotografico – può diventare seme di cambiamento. Un click che denuncia. Un click che racconta. Un click che costruisce. Un click che ci rende, finalmente, più umani.
L'articolo Uno scatto fotografico per cambiare lo sguardo proviene da Superando.
Un caso di licenziamento per offese nei confronti di una collega con disabilità
È certamente degna di attenzione la decisione della Corte di Cassazione Civile (Sezione Lavoro), che con l’Ordinanza n. 20036 del 18 luglio scorso, ha confermato la validità del licenziamento di un dipendente di un Punto Blu della Società Autostrade, per avere offeso pesantemente una collega con disabilità, paragonandola a una gallina, riproducendone il gesto e il verso; così, deridendola e umiliandola a causa della sua condizione fisica.
Il comportamento è stato ritenuto dai giudici della Suprema Corte assolutamente contrario ai doveri fondamentali del lavoratore; in particolare, la Corte ha dato grande importanza alla lesione della dignità della persona con disabilità, evidenziando che la condotta incriminata è inaccettabile e, pertanto, non può essere ammessa neppure sul posto di lavoro. Inoltre, l’autorevole Magistratura ha ribadito il principio giuridico per cui il rispetto delle persone, soprattutto se appartenenti alle categorie più vulnerabili, sia un valore fondamentale da tutelare e promuovere in tutti gli àmbiti, compreso quello professionale.
Di primo acchito, l’estremo provvedimento disciplinare può sembrare ai più eccessivo, ma in realtà non lo è: le offese di questo tipo nei confronti delle persone con disabilità sono considerate nell’ordinamento giuridico come fatti fortemente discriminanti. Qualsiasi forma di discriminazione nei confronti di una persona con disabilità, o di un suo familiare, è ritenuta infatti una violazione della normativa dei diritti umani.
La Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata dall’Italia con la Legge 18/09 stabilisce all’articolo 2 (Definizioni): «Per “discriminazione fondata sulla disabilità” si intende qualsivoglia distinzione, esclusione o restrizione sulla base della disabilità che abbia lo scopo o l’effetto di pregiudicare o annullare il riconoscimento, il godimento e l’esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali in campo politico, economico, sociale, culturale e civile o in qualsiasi altro campo. Essa include ogni forma di discriminazione, compreso Il rifiuto di un accomodamento ragionevole».
Oltre poi al superiore panorama sovranazionale, bisogna tenere in considerazione il nostro sistema legislativo che all’articolo 2087 del Codice Civile recita: «L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro».
Inoltre, è necessario ottemperare al Decreto Legislativo 216/03 che garantisce l’attuazione del principio di parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla religione, dalle convinzioni personali, dalla disabilità, dall’età e dall’orientamento sessuale, per quanto concerne l’occupazione e le condizioni di lavoro, sia nel settore pubblico, sia in quello privato, disponendo le misure necessarie affinché tali fattori non rappresentano un motivo di discriminazione.
In quest’ottica, dunque, sia le molestie, concepite come comportamenti indesiderati, sia il mobbing, specialmente nei confronti delle persone con disabilità o fragili, vengono ritenute forme di discriminazione vera e propria. In particolare, il mobbing si definisce come una violenza psicologica che può essere esercitata sul lavoratore, sia dal datore di lavoro, sia dai colleghi, sotto forma di maltrattamenti, vessazioni, aggressioni, umiliazioni, intimidazioni, persecuzioni, mortificazioni e offese. È proprio in questi casi che può rientrare il caso citato sopra. Infatti, nonostante il contegno disdicevole in questione possa sembrare poco grave ai meno attenti e suscitare infantile ilarità, esso dev’essere sanzionato nella giusta misura, perché provoca pesanti conseguenze a livello psicologico sulla vittima, soprattutto se prolungato nel tempo. Sussiste inoltre la possibilità che il colpevole assuma via via altre condotte persecutorie nei confronti dello stesso collega.
Una simile situazione, come si può facilmente immaginare, comporta sicuramente la seria compromissione delle capacità lavorative e l’autostima della vittima a danno della salute e della personalità, manifestandosi in problematiche psico–fisiche come stress, ansia, fobie, attacchi di panico, disturbi del sonno, problemi al sistema digestivo, emicranie, assunzione di droghe e alcool.
Considerata la complessità e la gravità di questo genere di atti commessi, è giusto pensare che il datore di lavoro se ne occupi seriamente e, se del caso, prenda i dovuti provvedimenti. In particolare, una volta avuta notizia dell’ipotesi di illecito, va intrapreso repentinamente il relativo accertamento ai sensi della Legge 300/70, normativa che tutela la dignità e la libertà di ogni lavoratore e la libertà dell’attività sindacale.
Tenendo ben in considerazione tutti questi fattori, risulta fondamentale raccogliere e conservare, possibilmente in ordine cronologico, tutto il materiale scritto a disposizione: eventuali lettere di contestazione, mail offensive, comunicazioni trasmesse per messaggistica, whatsapp, Instagram e Facebook, ordini di lavoro non attinenti al ruolo della persona. Molto importante è anche la documentazione medica comprendente i certificati, sia del medico di base che di quello competente, attestanti la data dell’insorgenza dei disturbi e la prescrizione dei farmaci, sia degli specialisti, psicologo, psichiatra, Centro di Salute mentale, Clinica del lavoro e la perizia medico-legale. Inoltre, risulta importante raccogliere anche le testimonianze dei colleghi di lavoro, pur tenendo in considerazione la loro possibile reticenza.
In questi casi, di fondamentale importanza è la figura dell’avvocato esperto di diritto del lavoro; il dipendente (con e senza disabilità) che si ritenga discriminato può infatti rivolgersi a lui, per verificare la sussistenza dei presupposti per agire giudizialmente, al fine di ottenere la tutela dei propri diritti.
Dal punto di vista legislativo, come si vede, il fenomeno della discriminazione è piuttosto ampiamente trattato. Si profilano, pertanto, due fattispecie discriminatorie, così come fissate dalla Legge 67/06 (Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni): quella diretta, quando una persona è specificamente trattata meno favorevolmente di altre in una situazione analoga; e quella indiretta, quando una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutri possono mettere le persone in una situazione di particolare svantaggio.
Si può concludere affermando che se la coscienza sociale ha fatto passi da gigante circa la giusta considerazione dell’aspetto in questione, nondimeno è avvenuto dal punto di vista legislativo, come pure da quello processuale: tutto ciò deve contribuire a contrastare sempre più l’intollerabile fenomeno.
*Il presente servizio è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it», con il titolo “Le offese a una collega con disabilità: un caso di licenziamento che trova fondamento nella legge”, e viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.
L'articolo Un caso di licenziamento per offese nei confronti di una collega con disabilità proviene da Superando.
ESITI INDIVIDUAZIONI SCORRIMENTI A.S. 2025/2026 -ASSEGNAZIONE PROVINCIA CS AS01 A037 EEEM
AVVISO D.M. n. 137/2025 Operazioni assunzionali informatizzate personale docente a.s. 2025/2026 Scorrimenti graduatorie – Integrazione.
You must be logged into the site to view this content.
Riabilitazione di bambini e bambine con disabilità provenienti da Gaza: un tavolo di lavoro
Si è insediato nei giorni scorsi a Roma un tavolo di lavoro, presieduto dalla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, per aiutare e sostenere i bambini e le bambine con disabilità e gravi patologie, provenienti in particolare dal territorio di Gaza, nell’àmbito della riabilitazione.
«L’obiettivo – ha spiegato per l’occasione Locatelli – è creare una rete che possa prendere in carico i bambini e le bambine con disabilità e garantire un percorso mirato di cura e riabilitazione. Le due principali Federazioni Nazionali di Associazioni che si occupano di persone con disabilità, FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) e FAND (Federazione delle Associazioni Nazionali di Persone con Disabilità), hanno già dato la loro disponibilità e anche altri Enti lavoreranno insieme per offrire un supporto concreto ai bambini. La rete è destinata ad ampliarsi con il coinvolgimento dei territori e dei servizi che saranno attivati a seconda delle necessità».
Alla riunione di insediamento hanno partecipato Fabio Ciciliano, capo dipartimento della Protezione Civile; Francesca Di Maolo, presidente dell’Istituto Serafico di Assisi; Domenico Giani, presidente delle Misericordie d’Italia; Valerio Mogini, responsabile della Direzione Sociosanitaria di Croce Rossa Italiana; e, per la Nostra Famiglia, la presidente Luisa Minoli, Cristina Vaudagna, advisor di Presidenza e Sandra Strazzer, responsabile dell’Area Sanitaria Dipartimentale del Polo IRCCS di Bosisio Parini (Lecco). (S.B.)
L'articolo Riabilitazione di bambini e bambine con disabilità provenienti da Gaza: un tavolo di lavoro proviene da Superando.
AVVISO D.M. n. 137/2025 Operazioni assunzionali informatizzate personale docente a.s. 2025/2026 Scorrimenti graduatorie
AVVISO D.M. n. 137/2025 Operazioni assunzionali informatizzate personale docente a.s. 2025/2026 Scorrimenti graduatorie.
You must be logged into the site to view this content.
ESITI INDIVIDUAZIONI SCORRIMENTI A.S. 2025/2026.
You must be logged into the site to view this content.
Decreto individuazione e assegnazione provincia dell’area dei funzionari e dell’elevata qualificazione a.s. 2025/2026.
You must be logged into the site to view this content.
Pubblicazione rettifica assegnazioni provvisorie interprovinciali cdc A028 – primo grado
Concorso per titoli ed esami per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria di primo e secondo grado su posto comune e di sostegno – DDG n. 3059 del 10.12.2024 – Decreto integrazione per scorrimento graduatoria di merito classe di...
You must be logged into the site to view this content.
Personale ATA – Pubblicazione graduatorie permanenti provinciali personale ATA – Rettifiche profilo Collaboratore Scolastico – a.s. 2025/2026
I diritti delle donne con disabilità della Thailandia
Il Comitato CEDAW, ovvero l’organismo indipendente preposto a monitorare l’applicazione della Convenzione ONU sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne negli Stati che l’hanno ratificata, ha recentemente pubblicato le proprie Osservazioni conclusive, adottate durante la 90^ Sessione, in cui sono stati esaminati Afghanistan, Botswana, Ciad, Figi, Irlanda, Messico, San Marino, Isole Salomone, Thailandia e Tuvalu.
Come per ogni sessione, l’International Disability Alliance (IDA) ha compilato gli estratti relativi alla disabilità delle dieci Osservazioni Conclusive adottate (che si possono trovare a questo link).
In tutti e dieci i Paesi esaminati sono state pubblicate raccomandazioni che facevano riferimento a donne e ragazze con disabilità, con circa 160 riferimenti alla disabilità o a donne e ragazze con disabilità in tutti i documenti.
Per questa sessione, l’IDA ha supportato le organizzazioni di donne con disabilità della Thailandia, fornendo assistenza tecnica, supporto logistico e finanziario per consentire la loro partecipazione alla sessione tenutasi a Ginevra, in Svizzera. Inoltre, sempre l’IDA ha collaborato nella fase preparatoria della sessione con i colleghi di Disabled Women Ireland e Coamex (Coalizione per i diritti delle persone con disabilità del Messico), sia durante le prime fasi della revisione, sia per la recente presentazione di rapporti alternativi (contribuendo alle risposte alla Lista delle questioni proposte per la sessione).
Concentrandosi sulla Thailandia, l’International Disability Alliance ha supportato l’AEPWWDs (Associazione per l’Emancipazione delle Donne con Disabilità), l’AWCF (Associazione delle Donne con Disabilità, dei Bambini con Disabilità e delle Loro Famiglie), l’Associazione delle Persone del Sud con Disabilità e l’Associazione delle Persone con Disabilità Nongbualumphu. Queste organizzazioni hanno elaborato un rapporto alternativo per la sessione (disponibile a questo link) e i loro rappresentanti si sono recati a Ginevra (ben due, con il supporto dell’IDA) per partecipare all’incontro pubblico delle organizzazioni non governative del 16 giugno e per sostenere, formalmente e informalmente, i diritti delle donne con disabilità.
Molte delle raccomandazioni formulate dal Comitato CEDAW riflettono gli sforzi di advocacy [tutela giuridica, N.d.R.] delle donne thailandesi con disabilità. In particolare, nella sezione dedicata ai meccanismi nazionali per il progresso delle donne, il Comitato ha evidenziato «la sottorappresentazione delle donne con disabilità nel Comitato per la Promozione dell’Uguaglianza di Genere» e la loro scarsa partecipazione alla definizione delle politiche per la parità di genere.
Quindi ha raccomandato alla Thailandia di «rivedere la sezione 6 del Gender Equality Act (2015) per rimuovere qualsiasi limitazione basata sulla disabilità alla partecipazione al Comitato per la Promozione dell’Uguaglianza di Genere e adottare misure per promuovere la partecipazione delle donne emarginate negli organismi per la parità di genere».
Fondamentale è stato il fatto che il Comitato abbia affrontato anche la pratica della sterilizzazione forzata delle donne con disabilità. Rispetto a questo tema, ha esortato la Thailandia a: «[g]iurare] che nessuna sterilizzazione o aborto venga eseguito senza il libero, previo e informato consenso delle donne con disabilità interessate, che i professionisti che eseguono sterilizzazioni e aborti senza tale consenso siano perseguiti e adeguatamente puniti, e che siano forniti senza indugio un risarcimento e un adeguato indennizzo economico alle donne con disabilità vittime di sterilizzazioni e aborti non consensuali». In tal modo, il Comitato ha ribadito il suo appello di lunga data a favore di giustizia e risarcimento per le sopravvissute alla sterilizzazione e all’aborto forzati.
Nell’àmbito quindi dell’occupazione e dell’economia dell’assistenza, dove il lavoro di cura è spesso affrontato dalla prospettiva delle donne come prestatrici di servizi non retribuite, informali e non riconosciute, il Comitato ha raccomandato alla Thailandia di «promuovere la condivisione equa delle responsabilità domestiche e di cura dei figli tra donne e uomini, anche introducendo un congedo di paternità retribuito e ampliando l’economia dell’assistenza e i servizi di assistenza per bambini, anziani e persone con disabilità».
Sebbene le persone con disabilità siano qui menzionate principalmente come destinatarie di assistenza, è essenziale includerle esplicitamente nelle discussioni sull’economia dell’assistenza per garantire che i loro diritti, in particolare il diritto a vivere in modo indipendente e ad essere incluse nella comunità (come previsto dall’articolo 19 della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità), siano rispettati e sostenuti.
Per concludere, l’International Disability Alliance ha condiviso le riflessioni di Nunthida Chitpukderat, presidente dell’Associazione delle donne con disabilità, dei bambini con disabilità e delle loro famiglie della Thailandia, che ha sottolineato: «La rete delle donne con disabilità si è interessata e ha sostenuto la necessità di affrontare il problema dell’occupazione delle donne con disabilità in Thailandia, che non ha un sistema di quote e le cui politiche non affrontano esplicitamente l’occupazione delle donne con disabilità, rendendo e perpetuando l’invisibilità delle donne con disabilità, impedendo loro di accedere a opportunità di lavoro». (Simona Lancioni)
Sui temi riguardanti le donne con disabilità, suggeriamo sempre anche la consultazione, nello stesso sito di Informare un’h, delle sezioni Donne con disabilità e Donne con disabilità: diritti sessuali e riproduttivi.
L'articolo I diritti delle donne con disabilità della Thailandia proviene da Superando.
Concorso per titoli ed esami per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria di primo e secondo grado su posto comune e di sostegno – DDG n. 3059 del 10.12.2024 – Decreto integrazione per scorrimento graduatoria di merito AM12 (ex...
You must be logged into the site to view this content.
RETTIFICHE ASSEGNAZIONI PROVVISORIE CDC A050- SECONDO GRADO
Pubblicazione graduatorie definitive ATA 24 mesi
“Montagna Libera Tutti”: l’inclusione che si fa camminando insieme
Sono tornati a casa con il sorriso, dopo un grande abbraccio collettivo, i ragazzi che hanno partecipato al camp inclusivo Montagna Libera Tutti, organizzato a Cese dei Marsi di Avezzano (l’Aquila) e dintorni dall’Associazione NoisyVision e dal tour operator Appennini for All.
L’iniziativa, cominciata il 7 agosto e conclusasi l’11 del mese, ha coinvolto sette ragazzi tra i 16 e i 20 anni: due giovani ciechi, un ragazzo ipovedente e ipoacusico e quattro giovani africani non accompagnati, uno dei quali con una disabilità.
Tante le attività organizzate in cinque giorni: escursioni nella natura, esperienze sensoriali, laboratori di cucina tradizionale, picnic all’aperto, partecipazione a festival culturali. Un’occasione per stabilire anche un rapporto significativo con la piccola comunità del paesino abruzzese. Ad esempio, imparando a fare la pasta dalle signore di Cese dei Marsi.
«Per NoisyVision è stata una sfida e poter dire di averla vinta è una grande soddisfazione», dichiara Dario Sorgato, fondatore e presidente di NoisyVision, che promuove l’accessibilità, l’inclusione e la consapevolezza sulle disabilità sensoriali, organizzando soprattutto cammini dove le persone cieche, ipovedenti, ipoacusiche e normodotate camminano fianco a fianco. «La risposta è nel modo in cui ci siamo salutati – aggiunge -, nella commozione, nei sorrisi dei ragazzi che timidamente si sono inseriti in questo gruppo per poi uscirne come amici. Come ha osservato Marzia, una socia di NoisyVision che ha partecipato al camp, ci sono state due difficoltà con cui i ragazzi si sono confrontati in questi giorni: quella delle cose apparentemente semplici come preparare la valigia, che per chi non vede può essere un grosso ostacolo della vita quotidiana, e quella dei ragazzi minorenni stranieri che si trovano nel nostro paese con la responsabilità della vita addosso, senza i genitori che si prendono cura di loro. Vedere questi due mondi a confronto è stato davvero emozionante».
«È stata un’esperienza molto positiva – afferma Mirko Cipollone, fondatore e direttore generale di Appennini for All, tour operator nato per rendere la montagna accessibile a tutte e tutti, valorizzando il territorio dell’Appennino centrale -. All’inizio c’era un po’ di timore perché per Appennini for All era il primo camp di questo genere, ma sono stati cinque giorni intensi. I ragazzi hanno lasciato qualcosa non solo a me, ma anche al paese di Cese dei Marsi. Gli adolescenti del posto li guardavano con curiosità. L’obiettivo di portare un camp in un paesino così piccolo è anche questo: far comprendere che tutti possono fare le cose e possono farle tutti insieme. Quindi, sono assolutamente felice di aver ospitato il camp nel paese dove Appennini for All ha la propria sede: la definirei un’edizione zero, che può essere ancora migliorata e replicata nei prossimi anni».
Obiettivo dell’iniziativa è stato favorire nei ragazzi una maggiore autonomia e consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti, imparando ad aiutarsi reciprocamente. Un risultato confermato dalle testimonianze dei giovani che hanno partecipato al camp.
«È andata benissimo, mi sono trovato bene con tutti. Mi porterò a casa tanto amore – nota Moustapha -. Pur conoscendoci da poco siamo stati molto affiatati e ci siamo aiutati a vicenda. Per esempio un giorno che sono rimasto senza nulla da mangiare, gli altri mi hanno dato una parte del loro cibo».
«Ci sono stati molti momenti da non dimenticare – aggiunge Stefano -. Mentre si camminava, ho notato la genuinità delle persone che vedono, nell’aiutare le persone che hanno difficoltà legate alla vista. Un atteggiamento che non è nato dalla costrizione, ma dalla volontà di aiutare gli altri. Troppo spesso, invece, mi ritrovo in situazioni in cui qualcuno si sente costretto ad aiutare, magari per pietismo, invece che per empatia».
«Anche per me dovrebbe essere sempre così: una persona vedente dovrebbe voler aiutare in maniera spontanea chi ha una difficoltà – gli fa eco Matteo – e credo che sia anche l’obiettivo di NoisyVision unire due categorie di persone per raggiungere un rapporto tra persone con e senza disabilità».
Francesco, d’altra parte, nota che «nelle giornate più impegnative le difficoltà ti uniscono anche di più, ti fanno muovere come un gruppo più compatto e più unito».
Mamoudou, invece, afferma che «con questa esperienza ho capito un po’ di più le difficoltà che hanno le persone che non vedono».
Tre dei ragazzi stranieri che hanno partecipato al camp sono seguiti dall’Associazione Villa Amantea di Milano, il quarto dall’Associazione Amici della Zizzi di Livorno. Al camp ha partecipato, nel ruolo di guida ambientale, Luca Gianotti, fondatore e coordinatore della Compagnia dei Cammini ETS e l’iniziativa è stata realizzata con il sostegno della Fondazione CARISPAQ e dal Comune di Ortona.
In occasione del camp, inoltre, sono stati presentati il documentario intitolato NoisyVision, promosso dall’omonima Associazione e realizzato da Glauco Tortoreto e Mattia Tufano – che racconta la storia dei 13 ragazzi che nel 2023 hanno preso parte al cammino inclusivo Anche a Leo piace giallo per adolescenti ipovedenti, non vedenti e vedenti lungo il Sentiero di Leonardo, da Lecco a Milano – e il libro di Dario Sorgato Guarda dove cammini. Passi condivisi sui sentieri del possibile, pubblicato quest’anno da Ediciclo, in cui il cammino è presentato come uno strumento per cambiare la percezione della disabilità, da parte sia delle stesse persone con disabilità sia di tutti coloro che non vivono la disabilità in prima persona. (Antonella Patete e Mariano Bottaccio)
Per ulteriori informazioni: antonellapatete.press@gmail.com; mariano.bottaccio@gmail.com.L'articolo “Montagna Libera Tutti”: l’inclusione che si fa camminando insieme proviene da Superando.
Concorso per titoli ed esami per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola dell’infanzia e primaria su posto comune e di sostegno, DM 26 ottobre 2023, n. 206 – D.D.G. n. 3060 del 10.12.2024 – Secondo decreto di integrazione per scorrimento...
You must be logged into the site to view this content.































