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Il nuovo Piano Nazionale contro la violenza nei confronti delle donne e la disabilità: manca una visione d’insieme

Superando - 17 Novembre 2025 - 12:10pm

Pur essendo presenti nel nuovo Piano Nazionale contro la violenza nei confronti delle donne 2025-2027 numerosi interventi riguardanti le donne con disabilità, in esso, riguardo a tale materia, l’impressione è che una visione d’insieme. Un buon Piano antiviolenza dovrebbe infatti garantire alle donne con disabilità di poter fruire di ogni misura dallo stesso in condizioni di uguaglianza con le altre donne, ma non sembra essere così Galya Popova, “Playing with a Cloud” (“Giocando con una nuovola”), 2023

Non è difficile trovare sui media considerazioni critiche sul Piano Strategico Nazionale contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica 2025-2027 del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei, e nell’annesso Quadro operativo predisposto per l’attuazione di esso (relativo al 2025-2026), approvati con un Decreto del Presidente del Consiglio (DPCM) del 16 settembre scorso (si veda, ad esempio, il seguente approfondimento).
Qui di seguito ci proponiamo di analizzare come le donne con disabilità siano state considerate in entrambi i documenti, ricordando preliminarmente che, con la Legge 77/13, l’Italia ha rarificato la Convenzione di Istanbul (Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica), e che questa vieta esplicitamente qualsiasi discriminazione basata sulla disabilità (articolo 4).
Il Piano si compone di un’Introduzione e di cinque parti, presentando una struttura in quattro assi tematici (prevenzione, protezione, punizione e assistenza e promozione), ai quali si somma la cooperazione internazionale. Abbiamo verificato come il tema della disabilità è stato trattato all’interno dell’intero documento. A tal proposito riportiamo in un’apposita Scheda analitica i passaggi rilevati sia nel Piano che nel Quadro operativo (a questo link), mentre utilizziamo questo spazio per fare una sintesi dei contenuti operativi ed esprimere qualche considerazione alla luce di quanto emerso da questa analisi.

Preliminarmente segnaliamo che nel Piano sono presenti molteplici interventi inerenti alle donne con disabilità e che molte delle misure proposte sono state desunte dal Documento finale del Gruppo di lavoro sulla questione della violenza contro le donne con disabilità dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, a cura dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità, che lo ha approvato il 3 dicembre dello scorso anno (se ne legga a questo link).

Una sintesi
Volendo rimanere su un piano della concretezza e dell’operatività, le parti di maggiore rilevanza sono quelle che esplicitano gli impegni del Piano (Parte III) e le azioni programmate indicate nel Quadro operativo.
Gli impegni del Piano per le donne con disabilità in tema di Prevenzione possono essere così sintetizzati: l’attivazione di non meglio specificate azioni di emersione e contrasto della violenza nei confronti delle donne vittime di discriminazione multipla, tra le quali sono indicate anche quelle con disabilità, nei luoghi maggiormente a rischio; l’uso di strumenti che rendano accessibili i contenuti delle campagne specifiche alle donne con disabilità sensoriali e intellettive; la condivisione di un documento specifico per svolgere un’azione di prevenzione sistemica che individui i gruppi maggiormente vulnerabili; l’individuazione di luoghi fisici o virtuali in cui svolgere gli interventi di prevenzione destinati anche a donne vulnerabili; la promozione di campagne di sensibilizzazione e di informazione in tema di violenza accessibili anche alle donne più vulnerabili; azioni informative e comunicative mirate, accessibili anche a donne anziane e/o con disabilità. Mentre gli impegni in materia di formazione sono rinviati alla definizione di apposite Linee guida (previste dalla Legge 168/23), la cui stesura assumerà come riferimento le indicazioni contenute nel Libro Bianco per la formazione (se ne legga anche a questo link).

In materia di Protezione e Sostegno per le donne con disabilità sono indicate le seguenti priorità: l’implementazione di soluzioni operative per la parità di accesso ai servizi di protezione e sostegno anche per donne anziane e con disabilità; l’ampliamento delle modalità di utilizzo del servizio 1522, per consentire un accesso multicanale: in forma scritta, attraverso la Lingua dei Segni Italiana (LIS) in videochiamata e in Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA); per le donne con disabilità si richiede programmazione e attuazione di misure dedicate in relazione alle specificità dei target di riferimento; la promozione di iniziative volte al miglioramento dell’accessibilità dei servizi sia con riferimento al servizio 1522, ai Centri antiviolenza e alle Case rifugio, sia all’inclusività degli strumenti disponibili negli aspetti dell’accoglienza, della tutela e della salvaguardia; l’approfondimento, con riferimento all’accoglienza presso le strutture dedicate alla protezione e al sostegno delle vittime, delle casistiche che riguardano le donne con figli con disabilità e le donne con più di 65 anni.

Per quel che riguarda poi l’Asse Perseguire e Punire, non vi sono riferimenti alle donne con disabilità. Nell’àmbito infine dell’Asse Assistenza e Promozione, non è previsto che i dati siano disaggregati anche per la disabilità della vittima. E ancora, in materia di Cooperazione internazionale non è minimamente menzionato l’impatto sproporzionato che i conflitti armati e le emergenze umanitarie hanno sulle persone con disabilità, e in particolare sulle donne. Né sono previste misure volte a contrastare questa gravissima discriminazione.

Quanto alle azioni programmate identificate nel Quadro operativo riferito al 2025-2026, per le donne con disabilità figurano le seguenti: l’elaborazione e diffusione, nelle scuole, di materiali informativi sul fenomeno della violenza maschile nei confronti delle donne e la violenza domestica, che trattino anche della violenza confronti delle donne con disabilità; la realizzazione di una campagna di comunicazione rivolta alle donne con disabilità attraverso l’utilizzo di linguaggi per l’accessibilità universale; la promozione di percorsi di formazione rivolti alle donne con disabilità realizzati anche mediante lo sviluppo di materiali informativi sulla violenza contro le donne con disabilità; la promozione di iniziative volte a migliorare l’accessibilità del servizio 1522 per le donne con disabilità; la promozione di iniziative volte al miglioramento dell’accessibilità dell’accoglienza delle donne con disabilità presso i Centri antiviolenza e le Case rifugio; la definizione di protocolli di intesa con le Associazioni maggiormente rappresentative di persone con disabilità al fine di co-progettare interventi specifici.

Qualche considerazione
Volendo fare una valutazione complessiva, si rileva come, nel Piano, riguardo a questa materia, manchi una visione d’insieme. Infatti, se da un lato sono certamente apprezzabili l’ampliamento delle modalità di utilizzo del servizio 1522 e anche la promozione di percorsi di formazione rivolti alle donne con disabilità, dall’altro lato il fatto che non sia previsto che vengano raccolti dati disaggregati per la disabilità delle vittime si rivela una lacuna strategica.
Sottolineare «l’importanza di condurre specifiche rilevazioni sulle persone disabili» (pagina 35), ma non includere tali rilevazioni tra le misure previste, non si configura come un impegno concreto in tal senso. Questa lacuna, che può sembrare un tecnicismo, in realtà impedisce una descrizione accurata del fenomeno della violenza nei confronti delle donne con disabilità e, conseguentemente, la programmazione di servizi adeguati alle loro caratteristiche. Ne consegue che, sebbene nel Piano sia specificato che per le donne con disabilità «si richiede programmazione e attuazione di misure dedicate in relazione alle specificità dei target di riferimento» (pagina 55), tale indicazione, in mancanza di dati disaggregati per la disabilità della vittima, risulta inapplicabile.
Sempre in materia di dati – altra lacuna significativa – sono segnalati i dati ISTAT sui criteri di esclusione dall’accoglienza adottati dalle Case rifugio riguardo all’accoglienza stessa di figli e figlie delle donne accolte, ma sono invece omessi quelli relativi all’esclusione delle donne vittime di violenza interessate da qualche vulnerabilità, adottati dal 94,4% delle Case rifugio (fonte: ISTAT, Le case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza – Anno 2023, rapporto pubblicato il 14 aprile 2025). Un fenomeno in crescita che, tra le altre, esclude anche le donne con disabilità psichiatrica (si veda il seguente approfondimento).
Questa omissione fa emergere che le Istituzioni non intendono porre fine a questa pratica discriminatoria, sebbene l’esistenza di essa sia stata esplicitamente segnalata alle stesse dal Centro Informare un’h.
Le iniziative volte quindi al miglioramento dell’accessibilità dell’accoglienza delle donne con disabilità presso i Centri antiviolenza e le Case rifugio sono sicuramente apprezzabili, ma questa formulazione non esprime un vincolo esplicito riguardo al grado di accessibilità che questi servizi dovrebbero garantire. Tutta la formazione, inoltre, e dunque anche quella in materia di disabilità, è rimandata alla predisposizione di future Linee guida, ma il problema è che spesso, per le donne con disabilità, la mancanza di formazione di chi opera nella rete antiviolenza si traduce in esclusione dal servizio.
Per quanto poi concerne l’accesso alla giustizia, nessuna misura è prevista per le donne con disabilità, sebbene esse incontrino maggiori barriere e siano più esposte alla vittimizzazione secondaria rispetto alle altre donne, e neppure in tema di valutazione e gestione del rischio di letalità, di reiterazione e di recidiva, che invece dovrebbe ponderare la presenza della disabilità della vittima. Non solo, anche quando, sia nel Piano che nel Quadro operativo, sono previste misure e azioni specifiche per le donne con disabilità, non vengono indicate le risorse per farvi fronte.

Un buon Piano antiviolenza, va detto in conclusione, dovrebbe garantire che le donne con disabilità potessero fruire di tutte le misure previste nello stesso in condizioni di uguaglianza con le altre donne (erano orientati il tal senso i numerosi richiami rivolti all’Italia dal GREVIO, l’organismo indipendente, responsabile di monitorare l’attuazione della Convenzione di Istanbul, nell’ormai lontano 2020, se ne legga a questo link). Ma chi ha steso il Piano 2025-2027, pur avendo prestato attenzione alle donne con disabilità, non sembra essersi posto/a tale questione.

*Responsabile di Informare un’h – Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) nel cui sito il presente approfondimento è già apparso e viene qui ripreso, con minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

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AVVISO – Concorso per titoli ed esami per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria di I e II grado su posto comune e di sostegno, ai sensi del Decreto ministeriale 26 ottobre 2023, n. 205 – Costituzione delle commissioni...

Ultime da USR Calabria - 17 Novembre 2025 - 10:44am

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AVVISO – Concorso per titoli ed esami per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola dell’infanzia e primaria su posto comune e di sostegno, ai sensi del Decreto ministeriale 26 ottobre 2023, n. 206 – Costituzione delle commissioni giudicatrici

Ultime da USR Calabria - 17 Novembre 2025 - 10:39am

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Le persone con disabilità tra libertà e protezione

Superando - 14 Novembre 2025 - 6:19pm

Il recente seminario di Milano “Tra libertà e protezione”, del quale sono disponibili tutti i materiali prodotti, si è focalizzato su una questione sempre più urgente: da un lato le norme italiane attualmente in vigore si preoccupano di garantire la migliore tutela possibile alle persone ritenute non in grado di gestire in autonomia la propria esistenza, dall’altro, la Convenzione ONU insiste sul diritto ai sostegni necessari per esercitare la propria capacità giuridica. Visioni inconciliabili o è possibile una sintesi? “Tra libertà e protezione”

Segnalato a suo tempo anche su queste pagine, si è svolto il 30 ottobre scorso il seminario denominato Tra libertà e protezione, promosso dalla LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), in collaborazione con l’Università di Milano-Bicocca e la stessa FISH.
L’incontro ha preso il via da una questione sempre più urgente. Da un lato, cioè, le norme italiane attualmente in vigore si preoccupano di garantire la migliore tutela possibile alle persone ritenute non in grado di gestire in autonomia la propria esistenza. Dall’altro, la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità insiste sul diritto a ricevere il sostegno necessario per esercitare la propria capacità giuridica. Si tratta di visioni inconciliabili o è possibile arrivare ad una sintesi?
Durante il seminario i diversi relatori hanno provato a dare una risposta e a offrire spunti di riflessione su questo complesso e delicato argomento, ciascuno dal proprio specifico punto di vista.

I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali di Andrea Mangiatordi dell’Università di Milano-Bicocca e di Vincenzo Falabella, presidente della FISH, seguiti dall’intervento di Massimiliano Verga e Alessia Lovece (Università di Milano-Bicocca), incentrato sul Commento Generale n. 1 alla Convenzione ONU, prodotto dal Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
Un prezioso contributo sul tema è arrivato da Emer Begley della Federazione Irlandese sulla Disabilità, che ha presentato il contenuto dell’innovativa legge irlandese sull’assistenza alle decisioni (le slide presentate durante l’incontro sono disponibili a questo link).
A seguire la tavola rotonda, con i contributi di Paolo Cendon (Associazione Diritti in Movimento), Ciro Tarantino (Università Suor Orsola Benincasa di Napoli), Manuela Marastoni (giudice onorario del Tribunale di Busto Arsizio), Maria Giulia Bernardini (Università di Ferrara) ed Enrico Mantegazza (LEDHA).
A chiudere il seminario sono stati Alessandro Manfredi (presidente della LEDHA) e Matteo Schianchi (Università di Milano-Bicocca).

Il video integrale dell’incontro è disponibile sul canale YouTube della LEDHA. Aprendo la descrizione di esso è possibile selezionare i contenuti e visionare singolarmente gli interventi dei singoli relatori. (I.S.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@ledha.it.

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Accertamento rappresentatività sindacati triennio 2025-2027 comparto “Istruzione e Ricerca” (fonte ARAN)

Ultime dal MIUR - 14 Novembre 2025 - 6:04pm

Con delibera n. 12 del 14 novembre 2025, il Collegio di Indirizzo e Controllo dell’A.Ra.N. ha proceduto all’accertamento della rappresentatività sindacale per il triennio 2025–2027 nei comparti e nelle aree dirigenziali...

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Decreto ministeriale 221 e allegati del 14 novembre 2025- Consolidamento e sviluppo filiera formativa tecnologico-professionale

Ultime dal MIUR - 14 Novembre 2025 - 5:59pm

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Categorie - News Normativa

Gli incontri della FISH Campania con i candidati alla Presidenza della propria Regione

Superando - 14 Novembre 2025 - 5:44pm

Dopo avere lanciato nelle scorse settimane il proprio manifesto programmatico (“Il Progetto di Vita: l’agenda strategica per le persone con disabilità in Regione Campania”), in vista delle prossime elezioni della propria Regione, la Federazione FISH Campania ha dato il via a un ciclo di incontri strategici con i candidati alla Presidenza della Regione, all’insegna del motto “Le Politiche prima della Politica” e il primo confronto è stato con il candidato Roberto Fico Il candidato alla Presidenza della Regione Campania Roberto Fico sottoscrive il manifesto programmatico della FISH Campania, alla presenza del presidente della Federazione Gennaro Pezzurro

Dopo avere lanciato nelle scorse settimane il proprio manifesto programmatico, denominato Il Progetto di Vita: l’agenda strategica per le persone con disabilità in Regione Campania, in vista delle ormai prossime elezioni della propria Regione, in programma per il 23 e 24 novembre, come avevamo ampiante riferito anche sulle nostre pagine, la FISH Campania (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) ha dato il via a un ciclo di incontri strategici con i candidati alla Presidenza della Regione, iniziativa lanciata all’insegna del motto Le Politiche prima della Politica, il tutto segnatamente con l’obiettivo di rendere centrali e vincolanti, nella prossima legislatura, i diritti delle persone con disabilità.

Il primo confronto, dunque, si è tenuto a Sant’Arpino (Caserta), presso FABULA (Laboratorio di Comunità nell’Ex Municipio di Atella), con la partecipazione del candidato alla Presidenza della Regione Roberto Fico, nel corso di un incontro che è stato anche l’occasione per presentare il citato manifesto programmatico.
Ad aprire i lavori è stato il presidente della Federazione, Gennaro Pezzurro, che ha ribadito la necessità di un’applicazione del Decreto Legislativo 62/24 (Definizione della condizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l’elaborazione e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato), attuativo della Legge Delega 227/21 in materia di disabilità, attraverso impegni concreti e misurabili.
In apertura, è intervenuto in video anche il presidente nazionale della FISH, Vincenzo Falabella.

Il successivo dibattito ha poi portato all’approfondimento dei cinque macro-ambiti strategici in cui si ripartisce il manifesto della FISH Campania e che qui di seguito riprendiamo.
° Coerenza istituzionale: ovvero richiesta di applicazione tramite una Legge Regionale (e non una Delibera del Presidente di Giunta Regionale), per l’Osservatorio Regionale, con l’obiettivo di porre «la Persona e non la Disabilità al centro», evitando Leggi basate su singole patologie.
° Sostenibilità Finanziaria: qui, per conto della Federazione campana, Rosaria Duraccio ha illustrato la proposta di istituire un Fondo Unico Regionale per la Disabilità stabile, allo scopo di sostenere efficacemente il Progetto di Vita.
° Inclusione Lavorativa: sempre per conto della FISH Campania, Raffaele Puzio ha focalizzato l’attenzione sulla necessità di interventi strutturali per una reale inclusione lavorativa e per il miglioramento della qualità della vita.
° Salute e Riabilitazione: Salvatore Parisi dell’ANFFAS Campania (Associazione Nazionale Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo) ha sollecitato la riduzione delle liste di attesa e la sburocratizzazione dell’accesso ai servizi, proponendo un’interlocuzione diretta per la programmazione sanitaria e socio-sanitaria.
° Urgenza Caregiver: su quest’ultimo, ma non ultimo, macro-ambito, Vincenzo Gargiulo (FISH Campania) ha analizzato le esigenze del supporto necessario per i familiari, “supplenti del welfare”, chiedendo l’implementazione di servizi di sollievo (Respite Care) e l’inserimento del supporto psicologico nel Progetto di Vita.
A sintetizzare i vari dettagli del documento è stato Daniele Romano, già presidente della FISH Campania e tuttora componente della Giunta di essa.

A questo punto, il candidato alla Presidenza della Regione Roberto Fico, nel proprio intervento, ha promesso che se sarà eletto, il confronto con FISH e le Associazioni rappresentative delle persone con disabilità e delle loro famiglie costituirà un punto qualificante della propria azione politica, per costruire in Campania sostegni per il vero “Progetto di Vita”.
A conclusione dell’evento, quindi, Gennaro Pezzurro ha fatto sottoscrivere allo stesso Roberto Fico il manifesto programmatico della Federazione, per sancire l’impegno del candidato a «co-costruire politiche concrete per la giustizia e le pari opportunità».

Nel ricordare la presenza all’incontro anche del deputato Stefano Graziano e dei candidati al Consiglio Regionale Camilla Sgambato, Marco Esposito, Marco Villano e Francesco Apperti, la FISH Campania esprime in conclusione «un vivo ringraziamento alle Associazioni federate per la partecipazione attenta e molto preparata e per le intelligenti domande poste, nonché per avere proposto soluzioni concrete anziché rendersi protagoniste di mere lamentele. E un ringraziamento particolare lo porgiamo a FABULA per l’ospitalità offerta». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: fishcampania@gmail.com.

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Una preziosa opportunità (gratuita) per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro per le persone con disabilità

Superando - 14 Novembre 2025 - 5:06pm

È tornata attiva, con una banca dati aggiornata secondo le nuove tecnologie e resa più efficace, la piattaforma nazionale per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro per le persone con disabilità, cui ci si può iscrivere gratuitamente, iniziativa creata dall’Associazione ANDEL (Agenzia Nazionale Disabilità Lavoro), insieme a Value People e con il contributo della Fondazione Allianz UMANA MENTE

È tornata attiva in queste settimane la piattaforma nazionale per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro per le persone con disabilità, creata dall’Associazione ANDEL (Agenzia Nazionale Disabilità Lavoro), insieme a Value People e alla Fondazione Allianz UMANA MENTE. Grazie infatti al contributo economico di quest’ultima Fondazione, la relativa banca dati è stata aggiornata secondo le nuove tecnologie e resa più efficace. «Ora – spiega Marino Bottà, presidente di ANDEL – stiamo avvalendoci anche dell’intelligenza artificiale per facilitare le azioni di matching».

Ma come iscriversi alla piattaforma e come funziona? Essa è accessibile dai siti di ANDEL, Diversity Day e Attivamente accedendo ai quali la persona interessata dovrà poi cliccare sulla scritta accedi/registrati. Si apre una schermata con un modulo da compilare ed è anche possibile caricare il proprio curriculum vitae. Le informazioni raccolte serviranno per operare una scelta mirata dei candidati da proporre alle aziende che ne abbiano fatto richiesta.
«Al fine di evitare fraintendimenti e creare false aspettative – precisa Bottà -, è bene sottolineare che ANDEL non attiva una ricerca di lavoro per i singoli iscritti sulla piattaforma, ma facilita l’incontro domanda/offerta. Nel momento, quindi, in cui vi sia una richiesta proveniente da un’azienda, l’operatore addetto alla piattaforma avvia la ricerca e la selezione, inviando inoltre i curricula in formato anonimo alle aziende che ritiene possano essere interessate. Successivamente le persone selezionate verranno contattate da ANDEL per verificare la loro disponibilità e verranno messi in contatto con l’azienda interessata. Se necessario, un operatore affiancherà il candidato nel colloquio con l’azienda, e fornirà le necessarie consulenze e suggerimenti affinché l’inserimento abbia un esito positivo. Ove servirà, infine, verranno attivati inserimenti in Cooperative Sociali e percorsi di accompagnamento al lavoro tramite tirocini extracurriculari. Sempre sul sito, infine, si può accedere agli annunci di lavoro pubblicati dalle aziende cliccando su Consulta le posizioni lavorative. Tutti i servizi a favore delle persone con disabilità, va ricordato in conclusione, sono gratuiti». (S.B.)

Nell’invitare le singole persone ad iscriversi e le Associazioni a informare i propri associati, ANDEL segnala anche che per qualsiasi chiarimento o collaborazione è possibile contattare il proprio presidente Marino Bottà all’indirizzo marino.botta@andelagenzia.it.

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La sfida di “Sensuability & Comics” riguarda questa volta i fumetti famosi

Superando - 14 Novembre 2025 - 4:21pm

C’è tempo fino al 20 gennaio per partecipare all’ottava edizione di “Sensuability & Comics”, il concorso di fumetti e illustrazioni organizzato dall’Associazione NessunoTocchiMario, nell’àmbito del più ampio progetto “Sensuability”, ideato da Armanda Salvucci per approfondire il legame tra sessualità e disabilità. Tema di questa edizione i fumetti famosi, da Batman a Lady Oscar, da Dylan Dog ai Manga, linguaggio universale accessibile a tutti, capace di unire leggerezza e profondità

«Abbiamo scelto questa volta i fumetti famosi come tema perché sono un linguaggio universale, accessibile a tutti, capace di unire leggerezza e profondità. Pensiamo a Batman, che dietro la maschera nasconde fragilità e paure, oppure a Lady Oscar, che ha aperto uno spazio di riflessione sul genere e sull’identità ben prima che se ne parlasse apertamente o a Dylan Dog, che con le sue indagini tra incubi e desideri, ci racconta quanto l’eros sia intrecciato con le nostre paure più intime, mentre i Manga ci hanno insegnato che corpi e anime imperfetti possono essere potenti e affascinanti»: così Armanda Salvucci, ideatrice del progetto Sensuability, lancia l’ottava edizione di Sensuability & Comics, il concorso a fumetti seguito puntualmente anche da Superando, nato per sensibilizzare e informare sul tema della sessualità e disabilità attraverso le illustrazioni e i fumetti, che del progetto Sensuability costituisce il “cuore”, promosso come sempre dall’Associazione NessunoTocchiMario, e ancora una volta sostenuta dalla mostra Comicon.
«Ogni anno – aggiunge Salvucci – scegliamo di esprimere i nostri valori e le nostre convinzioni attraverso il prezioso strumento del fumetto, ma questa volta l’abbiamo trasformato nella vera sfida per i nostri artisti, proprio perché consapevoli dell’universo di possibilità che possono offrire. Attraverso quelle icone, dunque, invitiamo gli artisti a rileggere la sessualità e la disabilità senza stereotipi, per mostrare che ogni corpo è unico e sensuale, e che proprio nella loro unicità risiede la vera forza».

C’è tempo dunque fino al 20 gennaio 2026 per partecipare al concorso (gratuitamente), rivolto come sempre a giovani fumettiste/fumettisti e illustratrici/illustratori, esordienti, dai 16 anni in su, che abitino o lavorino su tutto il territorio nazionale.
Ogni partecipante dovrà realizzare un’opera originale e inedita, in forma di illustrazione (da 1 a 3 tavole) o di fumetto (da 1 a 5 tavole), nella quale sia appunto rappresentata una scena romantica, erotica o sensuale tratta da un fumetto famoso o significativo per l’artista, mettendo al centro protagonisti con corpi imperfetti ma estremamente sensuali.
La giuria sarà presieduta da Francesca Ghermandi, e composta dal giornalista Riccardo Corbò, dalla fumettista Fiamma, dal vignettista Fabio Magnasciutti e da Maya Vetri, capostaff dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma.
I vincitori saranno premiati durante l’inaugurazione della mostra Sensuability, che si terrà a Roma il 14 febbraio 2026 a Villa Altieri. In palio vi sarà un anno di frequenza gratuita a un corso di fumetto in una delle sedi della Scuola internazionale di Comics (tra Firenze, Milano, Torino, Reggio Emilia, Brescia, Genova, Pescara, Padova e Roma), la possibilità di esporre la tavola vincitrice del secondo posto durante il Comicon Napoli, una tavoletta grafica Wacom e un abbonamento ARF (Festival del Fumetto di Roma).

Sensuability & Comics continua quindi a proporsi come uno spazio creativo capace di abbattere pregiudizi, raccontare la sessualità in tutte le sue forme e promuovere un immaginario erotico nuovo e privo di pregiudizi, ironico e libero. (S.B.)

Le opere dei partecipanti dovranno essere inviate, come detto, entro il 20 gennaio 2026 all’indirizzo concorso@sensuability.it, corredate da una descrizione scritta e audio (sono ammesse sia versioni cartacee che elettroniche in formati pdf, tiff o jpeg). A questo link vi è il bando in forma integrale. Per ulteriori informazioni: Daniela Russo (russo.da@gmail.com).

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D.M. n. 137/2025 – OPERAZIONI ASSUNZIONALI A.S. 2025/2026 – AVVISO AVVIO FASE 1 CDC A020 – AM2B

Ultime da A. T. P. Cosenza - 14 Novembre 2025 - 2:17pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

Continuerà in Abruzzo il percorso di crescita del movimento Special Olympics

Superando - 14 Novembre 2025 - 1:59pm

Presentati all’Aquila, con la partecipazione di autorevoli rappresentanti delle Istituzioni e del mondo sportivo, i XXXVII Giochi Nazionali Invernali Special Olympics, la componente nazionale del movimento di sport praticato da persone con disabilità intellettive, evento che per la prima volta si terrà al Centro Sud del nostro Paese, dal 2 al 6 marzo 2026 a Ovindoli (l’Aquila), accogliendo più di 500 atleti con e senza disabilità intellettive La mascotte dei XXXVII Giochi Nazionali Invernali Special Olympics che si terranno nel marzo del prossimo anno a Ovindoli (l’Aquila)

Come avevamo segnalato nei giorni scorsi, sono stati presentati all’Aquila, nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato autorevoli rappresentanti delle Istituzioni Amministrative e del mondo sportivo, i XXXVII Giochi Nazionali Invernali Special Olympics, la componente nazionale del movimento di sport praticato da persone con disabilità intellettive, evento che per la prima volta si terrà al Centro Sud del nostro Paese, ossia dal 2 al 6 marzo 2026 a Ovindoli (l’Aquila), che accoglierà più di 500 atleti con e senza disabilità intellettive, impegnati a gareggiare nello sci alpino, nello sci nordico, nella corsa con le racchette da neve e nello snowboard, oltre ai familiari, tecnici e volontari.

Come spiegano da Special Olympics Italia, «la conferenza stampa si è aperta con un omaggio ai Giochi Mondiali Invernali Special Olympics Torino 2025, evento di portata internazionale che ha segnato un punto di svolta per il nostro movimento, contribuendo a farlo crescere e a inaugurare un nuovo capitolo di sviluppo. In tal senso i Giochi di Ovindoli rappresenteranno la naturale prosecuzione di quel percorso: un nuovo momento di visibilità per le politiche dell’inclusione sociale e un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica, attraverso conoscenza e partecipazione, contro ogni forma di emarginazione e pregiudizio verso le persone con disabilità intellettive».

All’incontro sono intervenuti anche i due atleti Special Oympics Demetra Emanuele e Marco Parisse. Emanuele ha voluto sottolineare che «per me lo sport è molto più di una semplice attività fisica: è un’opportunità per crescere, imparare, fare amicizia e sentirmi parte di una comunità. Questi Giochi saranno una grandissima occasione per noi atleti di misurare le nostre abilità, superare i nostri limiti e raggiungere nuovi, sorprendenti obiettivi. E saranno anche un’opportunità per essere visti, ammirati, ascoltati e riconosciuti come persone capaci e talentuose. Per questo, e grazie alla consapevolezza che Special Olympics mi ha dato, il mio motto personale è “Disabili a chi?”».
«Mi sono trasferito qui all’Aquila lo scorso giugno – ha affermato dal canto suo Marco Parisse -, ed è iniziato un nuovo, bellissimo capitolo della mia vita. Fino a pochi mesi fa vivevo in una comunità per minori a Macerata, in attesa di costruire il mio futuro. In poco tempo ho iniziato a lavorare nella ristorazione e, grazie a mio cugino, ho conosciuto Special Olympics, una vera “famiglia” in cui ho trovato amici e punti di riferimento. Lo sport mi fa sentire felice, mi rilassa e mi aiuta a non pensare alle difficoltà. Ed è proprio grazie allo sport che ho conosciuto la mia ragazza. Incredibile, ma in poco tempo la mia vita è cambiata: mi sento rinato. La mia disabilità non è un limite. Posso avere qualche difficoltà in certe cose, ma questo non significa che non possa provarci comunque, senza paura, per migliorare ogni giorno».

Da segnalare, in conclusione, che per l’occasione è stata anche presentata la mascotte ufficiale dei Giochi di Ovindoli, un orso marsicano, simbolo dell’Abruzzo, ideato e realizzato da Luca Malatesta, ex studente dell’Istituto d’Istruzione Superiore Vincenzo Moretti di Roseto degli Abruzzi (Teramo) e già partecipante a vari diversi eventi di Special Olympics nel ruolo di “atleta partner”.
Nella pagina Facebook di Special Olympics Italia (a questo link) è stato anche lanciato l’invito a suggerire il nome “giusto” per la mascotte. (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ulteriore, ampio approfondimento. Per altre informazioni: stampa@specialolympics.it (Giampiero Casale).

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AVVISO N. 12 – Procedura concorsuale per titoli ed esami per l’accesso al ruolo degli insegnanti di religione cattolica nella scuola secondaria di primo e secondo grado ai sensi del comma 1 dell’articolo 1- bis del decreto-legge 29 ottobre 2019, n.126,...

Ultime da USR Calabria - 14 Novembre 2025 - 1:49pm

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AVVISO N. 11 – Procedura concorsuale per titoli ed esami per l’accesso al ruolo degli insegnanti di religione cattolica nella scuola dell’infanzia e primaria ai sensi dell’articolo 1-bis, comma 1, del decreto-legge 29 ottobre 2019, n. 126, convertito...

Ultime da USR Calabria - 14 Novembre 2025 - 1:37pm

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Per una reale tutela delle persone con malattie rare

Superando - 14 Novembre 2025 - 1:32pm

Basato sulle esigenze della comunità di persone con miastenia gravis, patologia che costituisce un paradigma esemplare delle sfide riguardanti le persone con malattie rare, l’incontro “Tutela del paziente con malattie rare. La miastenia gravis come paradigma”, promosso per il 20 novembre a Roma dall’OMaR, intende contribuire a una riflessione più ampia sulla tutela del paziente raro e sul valore di un sistema sanitario equo, inclusivo e realmente centrato sulla persona Una realizzazione grafica che simboleggia le malattie rare

«Le malattie rare – ricordano dall’OMaR (Osservatorio Malattie Rare) – rappresentano un ambito della medicina e della sanità pubblica in cui le criticità strutturali del sistema emergono con particolare chiarezza: ritardi diagnostici, disomogeneità territoriali nell’accesso alle cure, carenza di percorsi integrati e limitata consapevolezza sociale. In tal senso, la miastenia gravis, rara malattia autoimmune che colpisce la giunzione neuromuscolare, costituisce un paradigma esemplare di tali sfide e, al tempo stesso, di come la collaborazione tra istituzioni, clinici e associazioni di pazienti possa tradursi in un miglioramento concreto della qualità dell’assistenza. E tuttavia, nonostante gli indubbi progressi scientifici e terapeutici degli ultimi anni, le persone con miastenia gravis continuano a sperimentare un percorso complesso, spesso segnato da diagnosi tardive, difficoltà di riconoscimento della patologia e disuguaglianze regionali nella presa in carico. Senza trascurare il peso invisibile della malattia che i pazienti vivono quotidianamente, se è vero  che la miastenia, pur non essendo visibile, condiziona profondamente la vita personale, sociale e professionale di chi ne è affetto».

Partirà da tali considerazioni l’incontro del 20 novembre a Roma (presso il MoMeC, Via della Colonna Antonina, 52, ore 16-18), denominato Tutela del paziente con malattie rare. La miastenia gravis come paradigma, e promosso dallo stesso OMaR, con il contributo non condizionante di UCB Pharma, realizzato allo scopo di stimolare un confronto concreto e costruttivo tra tutti gli attori coinvolti, istituzioni, comunità scientifica e associazioni di pazienti, delineando strategie condivise di miglioramento dell’assistenza e di tutela dei diritti.

«Nel portare all’attenzione delle istituzioni le esigenze della comunità miastenica – sottolineano ancora dall’OMaR – questa iniziativa intende contribuire a una riflessione più ampia sulla tutela del paziente raro e sul valore di un sistema sanitario equo, inclusivo e realmente centrato sulla persona». (S.B.)

Sara possibile seguire la diretta dell’evento sulla piattaforma Zoom. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@osservatoriomalattierare.it.

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AVVISO N. 10 – Procedura concorsuale per titoli ed esami per l’accesso al ruolo degli insegnanti di religione cattolica nella scuola dell’infanzia e primaria ai sensi dell’articolo 1-bis, comma 1, del decreto-legge 29 ottobre 2019, n. 126, convertito...

Ultime da USR Calabria - 14 Novembre 2025 - 1:18pm

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Verso i vent’anni della Convenzione ONU: una responsabilità che cresce e un invito a non lasciare indietro nessuno

Superando - 14 Novembre 2025 - 12:57pm

«Nel 2026 – scrivono dall’Associazione sammarinese Attiva-Mente – cadrà il 20° anniversario della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che ha trasformato la disabilità da condizione individuale a responsabilità collettiva, mostrando che la vita indipendente, l’accessibilità, l’uguaglianza e la partecipazione sono diritti fondamentali, non concessioni. Vent’anni che non sono solo memoria, ma una responsabilità che cresce e un invito a non lasciare indietro nessuno. Mai» Heba Hagrass, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità

Risuonano con una chiarezza tagliente le parole di Heba Hagrass, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità, in un’intervista rilasciata al Global Observatory dell’International Peace Institute, ove ha ricordato che, nonostante nel mondo ci siano oltre un miliardo e 300 milioni di persone con disabilità, nelle zone di conflitto queste cifre aumentano e diventano ancora più drammatiche. Eppure, queste vite continuano a restare invisibili nei meccanismi decisivi della pace, della protezione e della sicurezza internazionale.
A tal proposito Hagrass cita l’esempio della Striscia di Gaza, dove prima della guerra si stimavano 58.000 persone con disabilità, una cifra che probabilmente non restituiva la complessità reale del contesto. Dopo l’inasprirsi del conflitto, i feriti sono diventati più di 167.000 e circa un quarto di essi dovrà convivere con una disabilità permanente: oltre 40.000 persone che avranno bisogno di riabilitazione, assistenza e sostegno quotidiano. Eppure, nei momenti decisivi per salvare queste vite, durante l’allerta, l’evacuazione, i trasporti d’emergenza, le loro esigenze non sono state adeguatamente considerate, lasciandole ai margini della protezione.
Da qui nasce l’appello di Hagrass per la creazione di una nuova agenda globale dedicata a Disabilità, Pace e Sicurezza, capace di affiancare quelle già esistenti per donne e giovani e di includere finalmente le persone con disabilità come soggetti pienamente coinvolti nei percorsi di pace, ricostruzione e resilienza civile.

Accanto a questa prospettiva internazionale, si pone la riflessione proposta dall’AIFO (Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau), e dalla RIDS (Rete Italiana Disabilità e Sviluppo), in un articolo pubblicato su queste stesse pagine, che oltre a presentare un importante webinar in programma il 17 novembre, evidenzia come i conflitti moderni moltiplichino le disabilità e rendano ancora più vulnerabili persone che già convivono con una condizione di fragilità.
La guerra, spiegano AIFO e RIDS, interrompe cure e riabilitazione, abbatte infrastrutture, rende difficili gli spostamenti e la comunicazione, cancella diritti essenziali. E quando le cronache parlano di vittime, distruzioni e negoziati, troppo spesso chi ha una disabilità non compare, come se non esistesse o come se quei bisogni fossero “di serie B”. È una realtà che non possiamo più permetterci di ignorare.

In questo quadro, le parole di Hagrass e l’analisi pubblicata da Superando [sul tema si legga anche Giampiero Griffo, “Le persone con disabilità durante le guerre”, a questo link, N.d.R.] si incontrano e si rafforzano a vicenda, ricordandoci che i diritti delle persone con disabilità non sono un dettaglio accessorio nelle emergenze umanitarie, ma una questione di dignità umana. E la dignità va protetta ovunque: nella normalità della vita quotidiana, nei momenti di ricostruzione, ma anche, e soprattutto, nel caos delle emergenze e dei conflitti. È proprio lì che si misura la credibilità di un sistema internazionale e la capacità di una società di restare umana.

Come Attiva-Mente non siamo rimasti indifferenti, abbiamo cercato di mantenere alta l’attenzione su quanto accade, con iniziative e comunicati, esprimendo solidarietà verso le popolazioni colpite, in particolare verso le persone con disabilità, e scegliendo di non restare in silenzio di fronte ad atti disumani.
Ed è anche con questo spirito che guardiamo al 2026, in cui cadrà il 20° anniversario della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità: vent’anni non segnano solo il passare del tempo, rappresentano la maturazione di un impegno. La Convenzione ha rivoluzionato la comprensione della disabilità, trasformandola da condizione individuale a responsabilità collettiva. Ha dato voce, dignità e prospettiva. Ha mostrato che la vita indipendente, l’accessibilità, l’uguaglianza e la partecipazione sono diritti fondamentali, non concessioni.
Per questo, quando a fine giugno 2026 celebreremo la Convenzione con un evento significativo, non festeggeremo soltanto un anniversario, ma rinnoveremo una promessa. Daremo spazio al significato profondo della Convenzione stessa, alla sua forza trasformativa, al suo invito ad agire. E sarà proprio in questo contesto che cercheremo di coinvolgere, auspicabilmente, Heba Hagrass a San Marino, nella forma che per lei sarà possibile e opportuna, affinché possa portare la sua voce e la sua esperienza in un momento così simbolico. Anche un suo contributo a distanza sarebbe prezioso, capace di unire il nostro impegno locale alla prospettiva globale dei diritti umani.
Perché vent’anni di Convenzione ONU non sono soltanto memoria: sono una promessa che continua, una responsabilità che cresce e un invito a non lasciare indietro nessuno. Mai.

*Attiva-Mente è un’Associazione della Repubblica di San Marino (attivamentersm@gmail.com).

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D.M. n. 137/2025 – OPERAZIONI ASSUNZIONALI A.S. 2025/2026 – AVVISO AVVIO FASE 1 CDC A020 – AM2B

Ultime da USR Calabria - 14 Novembre 2025 - 12:56pm

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Il sostegno dev’essere sempre nella misura ritenuta necessaria all’inclusione dell’alunno

Superando - 14 Novembre 2025 - 12:25pm

Tramite una Sentenza prodotta nei giorni scorsi, il TAR della Lombardia ha accolto il ricorso proposto dai legali della Federazione Osservatorio182, contro un provvedimento adottato da un Istituto Comprensivo in provincia di Varese, che aveva attribuito 16 ore settimanali di sostegno a un alunno con disabilità grave, in contrasto evidente con le risultanze del Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione

Con la Sentenza n. 3672, prodotta il 12 novembre, il TAR della Lombardia ha accolto il ricorso proposto dai legali della Federazione Osservatorio182, contro un provvedimento adottato dall’Istituto Comprensivo di Vergiate (Varese), comunicato il 6 ottobre, che aveva attribuito 16 ore settimanali di sostegno a un alunno con disabilità grave (ai sensi dell’articolo 3, comma 3 della Legge 104/92), in contrasto evidente con le risultanze del GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione).
Come riferiscono dalla stessa Federazione Osservatorio182, «in sede giudiziale l’Amministrazione scolastica ha sostenuto di avere garantito una “copertura pressoché totale”, richiamando l’assegnazione di 16 ore di sostegno e 6 ore di educatrice comunale. Il Tribunale, invece, ha ritenuto tali deduzioni non idonee a superare i vizi prospettati, evidenziando che la proposta del GLO per l’anno scolastico 2025/2026 prevedeva 22 ore di sostegno integrate da 6 ore di educatore scolastico, in continuità con quanto rilevato nella verifica finale del PEI (Piano Educativo Individualizzato) 2024/2025. Il TAR ha quindi riconosciuto il difetto di istruttoria e il difetto di motivazione, poiché l’Amministrazione non ha chiarito i presupposti di fatto e di diritto che avrebbero giustificato la riduzione oraria, né si è confrontata con la gravità della situazione di disabilità accertata».

«Questa Sentenza – commentano dalla Federazione – ribadisce un principio consolidato: il sostegno dev’essere garantito nella misura necessaria a rendere effettivo il diritto all’istruzione e all’inclusione dell’alunno, senza alcuna preclusione normativa al rapporto 1:1 quando indispensabile (si veda anche TAR del Lazio – Latina, I, 30 dicembre 2022, n. 1051). Nei casi di maggiore complessità, inoltre, un sostegno pieno tutela anche lo svolgimento ordinato della didattica per l’intera classe (TAR del Lazio – Latina, I, 8 marzo 2019, n. 170). Il TAR lombardo richiama infine il principio – già affermato dalla giurisprudenza amministrativa – secondo cui non è legittimo un provvedimento di quantificazione del sostegno fondato esclusivamente sulla disponibilità del personale (TAR Lombardia – Milano, V, 15 gennaio 2024, n. 72)».
«Dal canto nostro – concludono sempre dalla Federazione Osservatorio182 – confermiamo tutto il nostro impegno a tutela dei diritti degli studenti con disabilità». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: osservatorio182.federazione@gmail.com.

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Essere parte del cambiamento: i giovani con disabilità nel Forum Europeo della Gioventù

Superando - 14 Novembre 2025 - 11:45am

Raccontiamo oggi come è avvenuta l’ammissione dell’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, al Forum Europeo della Gioventù, realtà associativa composta da oltre cento organizzazioni giovanili europee, che rappresenta la più importante piattaforma di incontro e partecipazione tra giovani impegnati per il cambiamento politico e sociale a livello continentale e nei rispettivi Paesi. E a raccontarlo è proprio chi per l’occasione ha rappresentato il Comitato Giovani dell’EDF Rareș Voicu, preesidente del Forum Europeo della Gioventù, con Elisa Marino, componente del Comitato Giovani del Forum Europeo sulla Disabilità

Il 7 e l’8 novembre chi scrive ha preso parte, come osservatrice del Comitato Giovani del Forum Europeo sulla Disabilità (EDF Youth Committee), al Consiglio dei Membri (COMEM) e all’Assemblea generale (GA) del Forum Europeo della Gioventù (European Youth Forum), tenutisi a Kandersteg in Svizzera.
Durante la prima giornata dei lavori, ho presentato quindi la candidatura dell’EDF, raccontando in particolare del Comitato Giovani di cui faccio parte, per entrare a far parte dello Youth Forum. Quest’ultimo è una realtà associativa composta da oltre cento organizzazioni giovanili europee, che rappresenta oggi la più importante piattaforma di incontro e partecipazione tra giovani impegnati per il cambiamento politico e sociale a livello europeo e, attraverso il supporto del Forum stesso, anche nazionale. I giovani rappresentati e coinvolti nello Youth Forum sono realmente milioni.

Nel corso della mia presentazione ho spiegato che il Forum Europeo sulla Disabilità è un’organizzazione ombrello che raccoglie al proprio interno 116 Associazioni di persone con disabilità situate in 45 Paesi europei. Fin dalla sua istituzione, nel 1996, esso svolge un importante lavoro di monitoraggio sul rispetto dei diritti delle persone con disabilità a livello transfrontaliero e di advocacy [tutela giuridica, N.d.R.] presso le Istituzioni continentali e le Nazioni Unite, per ottenere innanzitutto la piena attuazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. L’obiettivo è fare in modo che la voce delle persone con disabilità sia ascoltata e abbia un peso reale nel definire politiche e azioni in àmbiti fondamentali come il cambiamento climatico, il diritto di voto, la lotta alle discriminazioni e alla violenza.
Ho raccontato inoltre che il Comitato Giovani dell’EDF, di cui sono fieramente parte, ha incontrato Commissari e Parlamentari europei, ha partecipato a incontri con rappresentanti delle Nazioni Unite, al vertice sui cambiamenti climatici COP26, promuovendo azioni di sensibilizzazione, formazione e raccolta dati sulle questioni legate alla disabilità. Tale organismo lavora affinché le politiche europee tengano conto delle esigenze delle giovani persone con disabilità, in un’ottica multidimensionale e intersezionale, che consideri anche altri fattori, come il genere, la condizione economica o la discriminazione basata sull’orientamento sessuale o sulla nazionalità.
E ancora, ho ricordato ai membri dell’Assemblea dell’European Youth Forum le numerose collaborazioni tra il Comitato Giovani dell’EDF e lo stesso Youth Forum: corsi di formazione, documenti condivisi, organizzazione di eventi accessibili per coinvolgere tutti i giovani in Europa, sottolineando come, per costruire una società realmente inclusiva, in cui i diritti di tutti e tutte siano tutelati ed esercitabili, è necessario che le persone con disabilità siano ascoltate e coinvolte attivamente nelle piattaforme che rappresentano i diversi gruppi di giovani.
I giovani con disabilità, del resto, sono prima di tutto giovani: hanno esigenze specifiche legate alla loro condizione, ma condividono con tutti gli altri gli stessi bisogni, desideri, aspirazioni e diritti. Entrare a far parte dello Youth Forum significa pertanto garantire che le voci e le esigenze di milioni di giovani con disabilità in tutta Europa non vengano trascurate.
Se poi è importante sottolineare gli importanti traguardi raggiunti dal Forum Europeo sulla Disabilità nel proprio lavoro di advocacy, così come ha fatto il Forum Europeo della Gioventù, bisogna tuttavia dire che il cammino verso la piena realizzazione dei diritti dei giovani europei è ancora lungo. Solo uniti, quindi, possiamo essere più forti nel contribuire alla costruzione di una realtà europea inclusiva, in cui tutte le persone giovani possano autodeterminarsi, godere di una buona qualità della vita ed essere parte attiva dello sviluppo dell’Unione Europea, intesa come spazio di libertà, condivisione e giustizia e, di riflesso, anche dei rispettivi Paesi.

Al termine del mio intervento, sono uscita dalla sala congressuale in attesa che l’Assemblea votasse la decisione sull’ammissione dell’EDF. Dopo poco, sono stata richiamata all’interno: tutti i presenti si sono alzati in piedi applaudendo, e il Presidente del Forum mi ha consegnato il certificato ufficiale di ammissione dell’EDF come Membro Associato dell’European Youth Forum.
Da quel momento ho potuto prendere parte al resto dei lavori assembleari, conoscendo ragazze e ragazzi da tutta Europa, rappresentanti di organizzazioni che, con le proprie attività, stanno portando avanti piccoli e grandi cambiamenti per la tutela dei diritti umani.
Abbiamo assistito alla presentazione di diversi progetti, tutti stimolanti e ben strutturati: un’importante occasione di confronto sulla normativa europea di interesse e sullo stato dell’arte nei vari Paesi.
Ho apprezzato in particolare il momento delle approvazioni da parte dell’Assemblea delle diverse mozioni (a questo link vi è l’elenco completo di tutte quelle approvate), ossia; gli “impegni di indirizzo politico del Forum”, presentate da alcuni membri. Ognuna di esse tocca aspetti fondamentali della vita quotidiana e della situazione geopolitica europea e internazionale ed è stato molto significativo constatare come diversi firmatari di tali mozioni abbiano espresso la volontà di includere e rappresentare le valutazioni e le necessità dei giovani con disabilità.

*Componente del Comitato Giovani del Forum Europeo sulla Disabilità (EDF Youth Committee).

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Violenza di genere e disabilità: riconoscimento e interventi

Superando - 13 Novembre 2025 - 6:30pm

Fare “riconoscere” i segnali di una possibile violenza a chi ha a che fare con donne con disabilità: è uno dei principali obiettivi del corso di formazione gratuito “Violenza di genere e disabilità: riconoscimento e interventi”, promosso dalla UILDM di Pavia, dal Centro Antiviolenza LiberaMente e dal Comune di Pavia, rivolgendosi ad operatori, operatrici e altri professionisti che operano con persone con disabilità. L’iniziativa si articolerà su due incontri online il 19 e il 26 novembre

Sensibilizzare sulla dimensione intersezionale della violenza contro le donne è uno degli aspetti fondamentali della prevenzione e del contrasto alla violenza stessa. Mira proprio a questo Violenza di genere e disabilità: riconoscimento e interventi, un corso di formazione gratuito, promosso dalla UILDM di Pavia (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), dal Centro Antiviolenza LiberaMente e dal Comune di Pavia.
L’iniziativa è strutturato in due seminari online che si terranno il 19 e il 26 novembre, rientrando nell’àmbito delle celebrazioni per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Più nel dettaglio, Gli scopi dell’iniziativa sono quelli di approfondire il fenomeno della violenza di genere in chiave intersezionale; comprendere le specificità delle donne con disabilità vittime di violenza; fornire strumenti per l’accoglienza accessibile e la presa in carico personalizzata; promuovere il lavoro di rete e la costruzione di interventi integrati.
Il corso è rivolto a operator*, dei servizi pubblici e privati, assistenti sociali, educator* e altr* professionist* che operano con persone con disabilità. Esso è realizzato grazie al progetto Recovery, finanziato dalla Regione Lombardia (ATS Pavia). (Simona Lancioni)

Per informazioni: recovery.progetto@gmail.com.
Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso, con minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

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