Aggregatore di feed

Continuano le “passeggiate inclusive” a Gorizia, per migliorare sempre più la mobilità della città

Superando -

Dopo un’analoga iniziativa proposta in ottobre, una nuova “passeggiata inclusiva” è stata organizzata a Gorizia dal Comune della città, su spinta e richiesta della Federazione FISH Friuli Venezia Giulia, nuova occasione per verificare il grado di reale accessibilità del centro cittadino e per progettare il capoluogo isontino del domani in modo più inclusivo. Il tutto anche potendo contare, ora, sul Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche recentemente approvato dal Consiglio Comunale I partecipanti alla nuova “passeggiata inclusiva” promossa a Gorizia dalla FISH Friuli Venezia Giulia

Una nuova “passeggiata inclusiva”, dopo la precedente del mese di ottobre [se ne legga anche sulle nostre pagine, N.d.R.], è stata organizzata a Gorizia dal Comune della città, su spinta e richiesta della FISH Friuli Venezia Giulia (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), nuova preziosissima occasione per verificare il grado di reale accessibilità del centro cittadino e per progettare il capoluogo isontino del domani in modo più inclusivo. Il tutto anche potendo contare, ora, sul PEBA (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche) recentemente approvato dal Consiglio Comunale.

Se la prima passeggiata di ottobre si era concentrata sul percorso tra la Stazione Ferroviaria e il Municipio, la seconda ha affrontato le strade che dalla Casa Comunale di Gorizia raggiungono Piazza Vittoria e di lì Piazza De Amicis, nel cuore del centro storico.
Vi hanno preso parte oltre una trentina di persone, in rappresentanza anche dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), dell’Associazione Diritto di parola e della Pro Loco, oltre a privati cittadini che quotidianamente si confrontano con le difficoltà legate a una disabilità. C’era anche il consigliere regionale Diego Moretti, mentre per il Comune erano presenti gli assessori al Welfare Silvana Romano e ai Lavori Pubblici Sarah Filisetti.
Ancora una volta Filisetti ha voluto sperimentare in prima persona le difficoltà che le persone con disabilità sono chiamate ad affrontare quotidianamente. Se infatti nella prima passeggiata di ottobre si era accomodata su una carrozzina, nella seconda, ad occhi chiusi, ha camminato servendosi di un bastone per ciechi.

Diverse le criticità evidenziate nel corso della giornata. Ad esempio è emersa la necessità di installare un semaforo sonoro per l’attraversamento della strada da parte di persone con disabilità visiva all’incrocio tra Corso Verdi, Via Oberdan e Via Boccaccio, all’altezza della Posta Centrale, mentre andrebbero rivisti gli scivoli agli attraversamenti pedonali tra Via Oberdan, Via Roma e Piazza Vittoria. Qui, sul rialzo centrale, mancano del tutto i percorsi tattilo-plantari per gli spostamenti in autonomia delle persone con disabilità visive, ma i problemi più gravi riguardano le vicine Via Seminario e Via Carducci, asse di collegamento con Piazza De Amicis, dove si trovano i frequentati Musei provinciali. «In entrambi i casi – spiega Giampiero Licinio, presidente della FISH Friuli Venezia Giulia – i marciapiedi sono impossibili da percorrere in carrozzina, e dunque chi si sposta così deve scendere in strada. Durante la nostra passeggiata ci ha pensato la Polizia Locale, che ringraziamo, a farci da scorta in quel punto. Da rivedere anche lo scivolo di fronte all’ingresso della Fondazione Carigo, molto pendente e in un tratto stretto del marciapiede».
La stessa FISH Regionale e le altre Associazioni del mondo della disabilità puntano ad effettuare anche una ricognizione della presenza di servizi igienici (pubblici o all’interno dei locali) accessibili alle persone con disabilità. Una lacuna ancora da colmare in una città sempre più frequentata anche dai turisti nell’anno della Capitale Europea della Cultura.

Nel prossimo futuro, fanno sapere ancora la FISH e il Comune goriziano, nuove “passeggiate inclusive” interesseranno anche altre zone del territorio cittadino.

L'articolo Continuano le “passeggiate inclusive” a Gorizia, per migliorare sempre più la mobilità della città proviene da Superando.

Verso l’Agenda Nazionale per la malattia di Parkinson

Superando -

È stata la Confederazione Parkinson Italia a promuovere l’avvio di un Tavolo di Lavoro Nazionale sulla malattia di Parkinson, con l’obiettivo di definire un’agenda condivisa per affrontare in modo sistemico le principali criticità legate alla diagnosi, alla gestione e all’assistenza delle persone con Parkinson. Sarà questo il tema al centro del convegno denominato appunto “Verso l’Agenda Nazionale per la malattia di Parkinson”, promosso per il 25 novembre a Roma Particolare di una delle foto di Giovanni Diffidenti che compongono la mostra “NonChiamatemiMorbo”, promossa dalla Confederazione Parkinson Italia

Negli ultimi decenni la malattia di Parkinson ha certamente assunto un peso crescente tra le patologie croniche complesse, con un impatto sempre più rilevante non solo sul piano clinico-assistenziale, ma anche su quello sociale, familiare ed economico. È in tale contesto che la Confederazione Parkinson Italia ha promosso l’avvio del Tavolo di Lavoro Nazionale sulla malattia di Parkinson, con l’obiettivo di definire un’agenda condivisa per affrontare in modo sistemico le principali criticità legate alla diagnosi, alla gestione e all’assistenza delle persone con Parkinson.
Sarà questo il tema al centro del convegno denominato appunto Verso l’Agenda Nazionale per la malattia di Parkinson, promosso per la mattinata del 25 novembre a Roma (Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro, Piazza Capranica, 72, ore 11-13), su iniziativa della senatrice Murelli, in collaborazione con la stessa Confederazione Parkinson Italia. (S.B.)

A questo link è disponibile l’elenco degli interventi al convegno. Per ulteriori informazioni: segreteria@parkinson-italia.it. La malattia di Parkinson
È una malattia neurodegenerativa cronica, causata dalla progressiva morte dei neuroni situati in una piccola zona del cervello che producono il neurotrasmettitore dopamina, il quale controlla i movimenti. Chi ha il Parkinson produce sempre meno dopamina, perdendo progressivamente il controllo del proprio corpo.
Arrivano così tremori, rigidità, lentezza nei movimenti, depressione, insonnia, disfagia, fino alla perdita completa dell’autonomia personale e all’impossibilità di svolgere le più semplici attività quotidiane (vestirsi, mangiare, lavarsi, parlare ecc.).
Non esiste una cura risolutiva, ma solo trattamenti sintomatici che aiutano a convivere con la malattia la quale continua a progredire.
Oggi in Italia si stima vi siano circa 300.000 malati di Parkinson, che secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità sono destinati a raddoppiare entro i prossimi quindici anni. Va tenuto conto inoltre che si parla di una patologia rispetto alla quale gli organi d’informazione, l’opinione pubblica e le stesse Istituzioni hanno ancora una percezione errata, considerandola una “malattia dei vecchi”: l’età d’esordio, infatti, si fa sempre più giovane (un paziente su quattro ha meno di 50 anni, il 10% meno di 40 anni), e la metà dei malati è in età lavorativa, cosicché si può dire che vi siano circa 25.000 famiglie, in Italia, con figli in età scolare in cui uno dei genitori è colpito dalla malattia.

Confederazione Parkinson Italia
Parkinson Italia è una Confederazione di Associazioni di Volontariato, ovvero un network per la malattia di Parkinson e i Parkinsoniani, che attraverso l’adesione delle singole Associazioni, è aperto a tutti: pazienti, volontari, familiari e simpatizzanti.
L’autonomia e la cooperazione sono i punti di forza della Confederazione, nata nel 1998 e che quindi proprio lo scorso anno ha celebrato il proprio ventennale: infatti, le Associazioni aderenti da una parte conservano tutta la libertà di azione, dall’altra si connettono a una rete di contatti e di iniziative. In questo modo il rispetto delle esigenze locali si unisce all’efficienza di una struttura di coordinamento.
Parkinson Italia – che aderisce alla FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone conn Disabilità e Famiglie) – si adopera per informare l’opinione pubblica, le istituzioni e i mass-media circa:
° la gravità degli aspetti nascosti della malattia;
° le conseguenze sulle persone che ne soffrono, il loro nucleo familiare e la società.
Con l’obiettivo di ottenere adeguati trattamenti sanitari e tutele sociali, la Confederazione si fa portavoce e promotore di:
– istanze dei pazienti e dei caregiver;
– progetti su specifiche esigenze e problemi;
– studi, indagini e ricerche sociali;
– proposte di legge e adeguamenti di disposizioni in materia di salute pubblica e tutele sociali.

L'articolo Verso l’Agenda Nazionale per la malattia di Parkinson proviene da Superando.

3 Dicembre 2025: l’inclusione della disabilità al centro del progresso sociale

Superando -

Dal 1981 il 3 Dicembre è la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, dedicata ogni anno ad un tema specifico, che questa volta sarà “Promuovere società che includano le persone con disabilità per promuovere il progresso sociale”, in sintonia con l’appello lanciato recentemente durante il Secondo Vertice Mondiale per lo Sviluppo Sociale di Doha, in cui i leader mondiali hanno ribadito il proprio impegno a porre appunto l’inclusione della disabilità al centro del progresso sociale

Il 3 Dicembre è la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità dal 1981, quando cioè fu indetta dalle Nazioni Unite con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza verso la comprensione dei problemi connessi alla disabilità e l’impegno per garantire la dignità, i diritti e il benessere delle persone con disabilità. Ogni anno la Giornata è dedicata ad un tema specifico, che quest’anno sarà Fostering disability-inclusive societies for advancing social progress, ossia Promuovere società che includano le persone con disabilità per promuovere il progresso sociale.

Come si può leggere nel portale dell’ONU, allo spazio dedicato all’evento, «le celebrazioni di quest’anno si baseranno direttamente sullo slancio derivante dal Secondo Vertice Mondiale per lo Sviluppo Sociale, tenutosi a Doha, in Qatar, dal 4 al 6 novembre scorsi, in cui i leader mondiali hanno ribadito il loro impegno a costruire un mondo giusto, inclusivo ed equo, lanciando altresì un appello a porre l’inclusione della disabilità al centro del progresso sociale».
In tal senso, la Dichiarazione Politica prodotta a Doha ha voluto evidenziare alla comunità globale «che promuovere lo sviluppo sociale è impossibile senza la piena inclusione, partecipazione e leadership delle persone con disabilità. E tuttavia, in ogni zona del mondo le persone con disabilità continuano a incontrare ostacoli persistenti, ossia maggiori rischi di povertà, accesso limitato a un lavoro dignitoso e salari più bassi, lacune nella protezione sociale, barriere all’autonomia, alla dignità e nei sistemi di assistenza e supporto, accesso disuguale alle tecnologie assistive e ad ambienti accessibili».
«Mentre dunque i vari Stati si impegnano ad accelerare i progressi nell’eliminazione della povertà, nell’occupazione produttiva e nell’inclusione sociale – si è concluso a Doha -, l’inclusione della disabilità rimane sia una precondizione che un motore di cambiamento duraturo».

Da tale assunto prenderà le mosse anche la celebrazione del 3 dicembre, presso la sede dell’ONU di New York, un evento incentrato sulla ricerca di soluzioni concrete, che nella mattinata di quel giorno riunirà esponenti di Stati Membri, leader delle Nazioni Unite, attivisti per i diritti delle persone con disabilità e giovani. (Stefano Borgato)

L'articolo 3 Dicembre 2025: l’inclusione della disabilità al centro del progresso sociale proviene da Superando.

“Myra Contest” a Milano, una bellezza da toccare, più che da esibire

Superando -

Tornerà il 23 novembre a Milano il “Myra Contest”, esperienza creativa e sensoriale ideata da Myra Lab, impresa sociale che permette l’inserimento lavorativo di persone cieche e ipovedenti nel campo del design di gioielli. Questa volta, però, dopo il successo del 2024, che aveva visto 15 persone cieche e ipovedenti progettare il proprio gioiello e vederlo realizzato e messo in vendita, saranno content creator e influencer a mettersi in gioco, guidati da persone con disabilità visiva o intellettiva Persone con disabilità visiva partecipanti al “Myra Contest” dello scorso anno

Tornerà il 23 novembre a Milano il Myra Contest, esperienza creativa e sensoriale ideata da Myra Lab, impresa sociale che permette l’inserimento lavorativo di persone cieche e ipovedenti nel campo del design di gioielli, grazie alla revisione del processo di creazione, che non parte più dal disegno ma dalla modellazione di una pasta malleabile. Il pezzo unico prodotto artigianalmente viene poi scansionato, stampato in 3D e rifinito a mano.
Quest’anno, però, dopo il successo dell’edizione del 2024, che aveva visto 15 persone cieche e ipovedenti progettare il proprio gioiello e vederlo realizzato e messo in vendita, il format cambierà prospettiva: saranno infatti content creator e influencer a mettersi in gioco, affrontando la sfida di modellare la porcellana bendati, guidati da persone con disabilità visiva o intellettiva.
«Un cambio di sguardo – spiegano i promotori – per ricordare che creare significa anche lasciarsi guidare, affidarsi, ascoltare. Il contest, va ricordato, non è una gara, non prevede premi in denaro o sfide a tempo: c’è infatti spazio per rallentare, ascoltare e lasciarsi guidare e chi è spesso osservato prende in mano la direzione e diventa punto di riferimento. È proprio questo il valore che vogliamo costruire: un’alleanza tra mondi che raramente si incontrano, una bellezza da toccare, più che da esibire».

Al Myra Contest 2025 parteciperanno dunque content creator e attivisti che ogni giorno usano i social per parlare di corpi, diritti, salute mentale, accessibilità e dignità. Tra loro Francesca Contessini, creator con disabilità motoria che racconta con ironia e lucidità la vita oltre le barriere; Pegah Moshir Pour, attivista italo-iraniana per i diritti umani e digitali; Marta Luisa Presterà, influencer impegnata nella sensibilizzazione sul tema del suicidio, attraverso uno storytelling personale.
A giudicare poi i gioielli, sarà una giuria composta da persone cieche e ipovedenti che hanno fatto dell’esperienza sensoriale, del linguaggio e della relazione un modo di abitare il mondo, quali Daniele Cassioli; campione paralimpico di sci nautico; Elena Travaini, ballerina e modella; Giuseppe Cesena, giornalista e fondatore della Disabili International Radio. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: info@myra-lab.com.

L'articolo “Myra Contest” a Milano, una bellezza da toccare, più che da esibire proviene da Superando.

Favore per quei provvedimenti fiscali riguardanti il Terzo Settore

Superando -

Vengono accolti con favore, dal Forum del Terzo Settore, dalla Federazione FISH e dall’Associazione AIPD, i provvedimenti fiscali riuguardanti il Terzo Settore, approvati in questi giorni dal Consiglio dei Ministri, e in particolare la disposizione riguardante il rinvio di dieci anni, fino al 2036, dell’obbligo di apertura della partita IVA per le Associazioni che offrono servizi rivolti ai propri soci

«Da quanto apprendiamo, il Decreto sui temi fiscali per il Terzo Settore approvato ieri in Consiglio dei Ministri ha recepito alcune importanti istanze che portiamo avanti da anni per garantire sostenibilità alle attività svolte dalle organizzazioni che operano per l’interesse collettivo»: a dirlo in una nota è Giancarlo Moretti, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, a seguito appunto del via libera in Consiglio dei Ministri del Decreto Legislativo in attuazione della Delega al Governo sulla riforma fiscale (Legge 111/23), contenente disposizioni in materia di Terzo Settore, crisi d’impresa, sport e IVA. «Tra queste – annota Moretti -, la prima disposizione riguarda il rinvio di dieci anni, fino al 2036, della temuta entrata in vigore dell’obbligo di apertura della partita IVA per le Associazioni che offrono servizi rivolti ai propri soci. Quest’obbligo, che era previsto dal prossimo 1° gennaio, avrebbe causato pesanti e ingiustificate ripercussioni burocratiche ed economiche, soprattutto alle realtà più piccole: la decisione, quindi, di mantenere l’attuale regime di esclusione IVA va incontro alle esigenze di un comparto che si caratterizza per il valore sociale che è in grado di produrre, e accoglie i numerosi nostri appelli, insieme a quelli di tante altre realtà associative del Paese».
«Un’altra positiva norma che sarebbe contenuta nel Decreto – prosegue il Portavoce del Forum – riguarda l’armonizzazione dell’IVA al 5% tra i diversi soggetti del Terzo Settore: in particolare per le ONLUS – tipologia destinata a breve a scomparire per effetto del Codice del Terzo Settore – questo provvedimento consentirà loro di proseguire il proprio lavoro con la necessaria serenità, potendo scegliere di divenire ETS (Enti di Terzo Settore), senza essere penalizzate dal punto di vista fiscale».
«In attesa dunque di leggere il testo definitivo in Gazzetta Ufficiale – conclude Moretti -, esprimiamo soddisfazione per l’impegno di Governo e Parlamento nel tutelare il Terzo Settore da norme che ne avrebbero fortemente ostacolato l’attività e lo sviluppo. Ci auguriamo, infine, che già a partire dalla prossima Legge di Bilancio, si possa trovare una soluzione anche alla questione dell’IRAP, una tassa ingiusta che ancora grava, incomprensibilmente, sul non profit in misura ben maggiore che sulle imprese profit».

Anche Vincenzo Falabella, presidente della FISH (aderente al Forum del Terzo Settore), oltreché consigliere del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro), accoglie con favore, come si legge in una nota, «la decisione del Consiglio dei Ministri di approvare la proroga decennale dell’esclusione IVA per gli Enti del Terzo Settore, provvedimento che rappresenta un atto di politica fiscale di rilievo, intervenendo su un tema cruciale per la sostenibilità economica e gestionale degli Enti di Terzo Settore, garantendo certezza normativa, continuità operativa e una riduzione significativa degli oneri amministrativi».
«La misura – prosegue Falabella – conferma l’attenzione verso un comparto che svolge funzioni di interesse generale e che costituisce un pilastro del welfare comunitario, contribuendo alla coesione sociale, alla tutela delle persone più fragili e allo sviluppo di modelli innovativi di inclusione e partecipazione. Una maggiore stabilità fiscale permette infatti agli enti di programmare interventi a lungo termine, rafforzando la capacità del Terzo Settore di agire come partner strategico delle Istituzioni Pubbliche».
«La proroga decennale dell’esclusione IVA – conclude – rappresenta pertanto un segnale politico chiaro, ossia che il Terzo Settore non è un attore marginale, ma una componente strutturale del sistema Paese e la scelta del Governo va nella direzione di consolidare l’alleanza tra istituzioni e realtà sociali che operano quotidianamente per garantire diritti, inclusione e servizi essenziali alle comunità».

Infine, anche l’AIPD (Associazione Italiana Persone con Sindrome di Down), aderente sia al Forum del Terzo Settore che alla FISH, si dichiara soddisfatta per la proroga al 2036 dell’entrata in vigore del regime IVA per gli Enti del Terzo Settore. «Possiamo finalmente tirare un sospiro di sollievo – afferma a tal proposito Gianfranco Salbini, presidente nazionale dell’Associazione – perché questa proroga evita un impatto economico gravissimo su migliaia di realtà che, come la nostra, garantiscono ogni giorno servizi essenziali, inclusione e sostegno alle persone con disabilità e alle loro famiglie. È una scelta che protegge la nostra capacità di operare con continuità e qualità. L’applicazione immediata dell’IVA avrebbe infatti messo a rischio molti progetti e aumentato i costi di gestione, sottraendo risorse preziose proprio alle attività che sostengono diritti, autonomia e partecipazione. Questa decisione, quindi, restituisce stabilità al Terzo Settore e ci permette di pianificare il futuro con maggiore serenità».
«Esprimiamo infine il nostro apprezzamento – conclude – verso tutte le realtà associative e i rappresentanti istituzionali che hanno lavorato per scongiurare un cambiamento che avrebbe inciso negativamente sul mondo dell’associazionismo italiano». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: stampa@forumterzosettore.it; ufficiostampa@fishets.it; ufficiostampaaipd@gmail.com.
A questo link vi è l’elenco completo di tutti i soci e degli aderenti al Forum Nazionale del Terzo Settore.

L'articolo Favore per quei provvedimenti fiscali riguardanti il Terzo Settore proviene da Superando.

Emozionanti storie anche per le giornate conclusive della decima edizione di “Uno Sguardo Raro”

Superando -

Siamo alla vigilia delle giornate conclusive per “Uno Sguardo Raro-Rare Disease International Film Festival” (decima edizione), il primo Festival Internazionale di Cinema che seleziona e promuove le migliori opere video provenienti da tutto il mondo sul tema delle malattie rare, della disabilità e dell’inclusione sociale. Accadrà domani, 22 novembre, e domenica 23 alla Casa del Cinema di Roma, quando vi sarà tra l’altro la cerimonia di premiazione delle varie categorie Una realizzazione grafica elaborata per la decima edizione di “Uno Sguardo Raro”

«Dieci anni di emozioni e una nuova storia da scrivere, insieme: nel 2016 abbiamo acceso un piccolo faro, senza sapere fin dove ci avrebbe condotto. Da allora, anno dopo anno, abbiamo raccolto storie, sguardi, emozioni. Abbiamo costruito qualcosa di unico insieme a chi ha scelto di raccontarsi e ha creduto nel potere del cinema come strumento di cambiamento. Oggi siamo pronti a celebrare un traguardo speciale, quello della decima edizione, che unirà passato e futuro, memoria e nuove visioni, con la stessa intensità che ci accompagna da sempre»: così i promotori di Uno Sguardo Raro-Rare Disease International Film Festival avevano lanciato, anche sulle nostre pagine, la decima edizione del primo Festival Internazionale di Cinema che seleziona e promuove le migliori opere video provenienti da tutto il mondo sul tema delle malattie rare, della disabilità e dell’inclusione sociale.
Ora siamo ormai alla vigilia dell’evento finale, quando cioè sta per concludersi il “viaggio” tra scuole e biblioteche di questa settimana a Roma e dintorni (Biblioteca Goffredo Mameli, Biblioteca Guglielmo Marconi, Biblioteca Laurentina, IISS Cine-tv Roberto Rossellini, Cinema Madison di Grottaferrata, alla presenza di studenti e docenti delle scuole secondarie di Roma e Grottaferrata), per arrivare ai due appuntamenti alla Casa del Cinema di Roma, due giornate ancora ricche di storie e di incontri.
Accadrà nel pomeriggio di domani, sabato 22 (ore 16), che sarà tutto dedicato alle proiezioni di opere «capaci di raccontare la rarità con sensibilità e potenza narrativa», come viene detto, mentre nel pomeriggio di domenica 23 (ore 17), la cerimonia di premiazione consentirà di conoscere i vincitori nelle varie categorie di questa decima edizione di Uno Sguardo Raro. (S.B.)

L’ingresso agli eventi del 22 e 23 novembre alla Casa del Cinema di Roma sarà gratuito (con prenotazione). Per informazioni: info@unosguardoraro.org.

L'articolo Emozionanti storie anche per le giornate conclusive della decima edizione di “Uno Sguardo Raro” proviene da Superando.

Una “maratona di voci” per accendere i riflettori soprattutto sulla violenza nei confronti delle donne con disabilità

Superando -

Una vera e propria “maratona di voci”, denominata “Zitta a chi?”, sarà la proposta dell’UICI per il 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, un appuntamento in diretta su SlashRadio pensato in particolare per accendere i riflettori sulla violenza che riguarda le donne e le ragazze con disabilità

Una vera e propria “maratona di voci”, denominata Zitta a chi?, sarà la proposta dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) per il 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, un appuntamento in diretta su SlashRadio pensato in particolare per accendere i riflettori soprattutto sulla violenza che riguarda le donne e le ragazze con disabilità.
Dalle 15.30 alle 18.30, dunque, si alterneranno interventi di esperte, giornaliste, scrittrici, economiste, magistrati e attiviste impegnati nella difesa dei diritti delle donne e tra gli ospiti vi saranno le giornaliste Nunzia De Girolamo, Tiziana Ferrario e Silvia Garambois, le scrittrici Elena Bonuccelli e Donatella Columbro, l’economista Azzurra Rinaldi, l’attivista e giornalista Giulia Siviero, il magistrato Fabio Roia. Accanto a loro, rappresentanti istituzionali, associazioni e soprattutto le testimonianze di donne con disabilità che hanno trovato il coraggio di raccontare la propria esperienza di violenza.
«Intendiamo accendere un faro su chi vive nella doppia ombra della disabilità e della violenza – dicono dall’UICI – e che troppo spesso viene lasciata ai margini del dibattito pubblico, delle politiche di tutela, dell’immaginario collettivo. Per dare inoltre ulteriore forza simbolica all’evento, alle 18 la facciata della nostra sede nazionale di Via Borgognona a Roma si illuminerà di rosso, sottolineando la necessità di non voltarsi dall’altra parte di fronte a ogni forma di abuso. Contemporaneamente saranno illuminate di rosso anche le nostre sedi di Milano e Catania, in abbraccio ideale da Nord a Sud. Ogni nostra sede, infine, organizzerà momenti di riflessione e ascolto con istituzioni, soci e cittadini».

«La violenza di genere – dichiara la vicepresidente dell’UICI Linda Legname – va contrastata con determinazione, senza esitazioni e senza silenzi. Troppe donne, comprese quelle con disabilità, affrontano barriere fisiche, culturali e sociali che le espongono a rischi ancora maggiori. Nessuna donna, mai, deve essere messa a tacere né lasciata sola. Come UICI ribadiamo il nostro impegno e ci uniamo alle voci che attraversano il Paese e il mondo, nel promuovere una cultura di rispetto, tutela e inclusione, lavorando al fianco di enti pubblici e organizzazioni, per prevenire, proteggere e offrire sostegno a chi trova il coraggio di chiedere aiuto».
«La giornata del 25 novembre – aggiunge – non sia solo memoria, ma azione concreta. Perché nessuna donna, mai, debba essere messa a tacere. Perché nessuna donna debba sentirsi sola nel chiedere aiuto, nel farsi ascoltare, nel vedere riconosciuti i propri diritti e la propria dignità. Continuiamo a fare luce insieme, affinché ogni donna possa vivere libera dalla paura e dalla violenza». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Vincenzo Massa (vincenzo.massa@uici.it).

L'articolo Una “maratona di voci” per accendere i riflettori soprattutto sulla violenza nei confronti delle donne con disabilità proviene da Superando.

I quarant’anni dell’ANGSA, che indica le linee da seguire oggi

Superando -

«Indichiamo oggi due forti criticità: l’urgenza di aggiornare i regolamenti regionali per l’accreditamento dei servizi residenziali e la necessità di finanziare e condurre la ricerca in modo centralizzato»: lo ha detto il presidente dell’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori perSone con Autismo) Marino, in occasione dell’evento celebrativo dei quarant’anni dell’Associazione Il tavolo dei relatori durante l’evento promosso alla Camera dei Deputati per i quarant’anni dell’ANGSA

4.000 Famiglie e 70 Associazioni federate con una presenza capillare in tutto il Paese. Questo è oggi l’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori perSone con Autismo), Associazione Nazionale che si occupa esclusivamente di autismo. Fondata nel 1985, compie quarant’anni. Le “candeline” sono state spente nel corso di un momento celebrativo organizzato a Roma presso la Camera dei Deputati, alla presenza della ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli [si legga anche la nostra presentazione dell’incontro, N.d.R.].
Auguri sono giunti anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella che nel suo messaggio ha scritto tra l’altro: «In questi anni ANGSA ha saputo coniugare competenza , sensibilità e dedizione nella difesa dei diritti delle persone con disabilità relazionale».

Giovanni Marino, presidente nazionale dell’Associazione, si è assunto il compito di indicare quali sono, secondo l’Associazione, le questioni più rilevanti da affrontare nell’immediato: «La vita delle famiglie di persone con autismo – ha sottolineato – è spesso segnata da una battaglia quotidiana contro la burocrazia degli Enti, la disparità dei sistemi regionali, la carenza di professionisti qualificati nelle scuole, nella sanità e nell’ambito educativo, per il supporto alla vita degli adulti. Oggi indichiamo due forti criticità: la necessità e l’urgenza di aggiornare i regolamenti regionali per l’accreditamento dei servizi residenziali perché risultano disallineati rispetto ai princìpi di flessibilità e inclusione raccomandati. È urgente un aggiornamento di queste norme pensate con un’ottica assistenzialistica che diventano però troppo facilmente segreganti. Il secondo tema è quello della ricerca: occorre che sia finanziata e condotta in modo centralizzato, perché i fondi ad essa dedicati non possono essere parcellizzati a livello regionale. L’esperienza dei 7 milioni previsti con il relativo Decreto, divisi tra le Regioni, è stato infatti un fallimento».

L’evento ha visto la partecipazione di Vincenzo Falabella, presidente della FISH, la Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie cui l’ANGSA aderisce da sempre, ed è stato l’occasione per fare il punto sulla condizione delle persone dello spettro autistico che in Italia sono circa 500.000, con un’incidenza di 1/36 nati, come detto dalla dottoressa Maria Luisa Scattoni, dirigente dell’Istituto Superiore di Sanità intervenuta al dibattito. Nel nostro Paese, come nel resto del mondo, l’autismo rappresenta un’emergenza sanitaria e sociale non più eludibile o procrastinabile.

Il professor Carlo Hanau, tra i soci fondatori dell’ANGSA, oggi presidente dell’APRI (Associazione per la ricerca sull’autismo Cimadori), ha voluto precisare: «La storia della nostra Associazione, l’impegno quarantennale dei genitori e di tutto il mondo associativo ha contribuito a definire un perimetro legislativo di diritti avanzato che il sistema sanitario e sociale fatica però a trasformare in prassi. Persistono grandi criticità in merito a esigibilità, gestione e rifinanziamento del Fondo Autismo per la ricerca, residenzialità, inclusione scolastica e lavorativa».

Il futuro: «Siamo alla soglia di una necessità inderogabile di una rivoluzione culturale per la disabilità e per l’autismo – ha spiegato Arianna Porzi, presidente dell’ANGSA Torino -, con il passaggio da “oggetti di cura” a “soggetti di diritti”, come sancito dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e recepito dalle nuove normative italiane (Legge 227/21 e Decreto Legislativo 62/24). È il riconoscimento al diritto fondamentale a una vita autodiretta in cui i diritti fondamentali – all’autodeterminazione, all’inclusione, a una vita piena – non sono concessioni, ma princìpi che devono essere garantiti e protetti, senza la necessità di doverli costantemente perseguire nelle aule di un tribunale. Questo riconoscimento dei diritti è il fondamento su cui costruire il vero obiettivo: permettere a ogni persona di realizzare se stessa». (L.B.)

Per ulteriori informazioni: Luca Benigni (luca.benigni@gmail.com).

L'articolo I quarant’anni dell’ANGSA, che indica le linee da seguire oggi proviene da Superando.

“INCinema Film Festival” continua con ostinazione, perché la cultura può e deve essere di tutti e tutte

Superando -

Con piacere registriamo l’imminente avvio a Udine della terza edizione di “INCinema Film Festival”, di cui Superando è da sempre media partner, il primo festival cinematografico in Italia (e non solo) fruibile anche dalle persone con disabilità sensoriali. «Continuiamo con ostinazione, con fiducia e con un principio irrinunciabile – dice l’ideatore Federico Spoletti -: la cultura è di tutti, e il cinema è di tutti. E non smetteremo di ricordarlo a chi, per abitudine o convenienza, continua a dimenticarlo»

Per Superando è stato un onore e un orgoglio seguire da media partner, passo dopo passo, le prime due edizioni di INCinema Film Festival, manifestazione ideata da Federico Spoletti e diretta da Angela Prudenzi che, come abbiamo ampiamente riferito a suo tempo, si svolge sia in presenza al cinema, sia da remoto su piattaforma MYmovies One e che soprattutto offre l’opportunità di vedere dei film in sala in modalità inclusiva anche a chi non può andare regolarmente al cinema. Si tratta infatti del primo evento del genere in Italia fruibile anche dalle persone con disabilità sensoriali, che solitamente non possono partecipare ai festival cinematografici.
È quindi con piacere che registriamo l’imminente avvio della terza edizione, ciò che avverrà al Cinema Visionario di Udine (Via Fabio Asquini, 33) dal 25 novembre al 1° dicembre, tra anteprime e restauri, un omaggio a Fatma Hassouna, fotoreporter uccisa a Gaza, una mostra fotografica e l’anteprima del film Put Your Soul in Your Hand and Walk della regista iraniana Sepideh Farsi. Il tutto in attesa delle successive tappe del 2026, a Trieste (20 gennaio), Londra (marzo) e New York (aprile). Ma ci sarà tempo per parlarne.
Qui, in sede di presentazione generale del Festival, rimandando Lettori e Lettrici a questo link, per il dettaglio del programma di Udine, ricordiamo innanzitutto che nella cittrà friulana l’evento è prodotto e organizzato da SUB-TI ACCESS, in collaborazione con l’Associazione Libero Accesso, con il sostegno del Comune e il supporto della Banca di Udine, e anche in collaborazione con MYmovies One e il Cinema Visionario, oltreché avvalendosi dei patrocini della Consulta Regionale delle Associazioni delle Persone con Disabilità e delle loro Famiglie del Friuli Venezia Giulia, di ADV (Associazione Disabili Visivi), FIADDA (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone sorde e Famiglie), FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), ANFAMIV (Associazione Nazionale delle Famiglie delle persone con Minorazioni Visive), Aniridia Italiana, ENS Friuli Venezia Giulia (Ente Nazionale Sordi) e UICI Friuli Venezia Giulia (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).
Altri partner sono BIM, la Cineteca di Bologna, CSC-Cineteca Nazionale, Europictures, L’Age d’Or, Wanted, MK2, Reves d’eau, la Fondazione Aquileia, Friuli Venezia Giulia Film Commission, Trieste Film Festival, la Biblioteca Joppi, l’Associazione +Cultura Accessibile e la Fondazione Friuli. Partner tecnico EARCATCH, media partner, oltre a Superando, FRED Film Radio e Radio Magica.
E a questo punto, augurando buone visioni a tutte e tutti, ben volentieri diamo spazio a quanto scritto da Federico Spoletti e Angela Prudenzi, in sede di presentazione di questa terza edizione del Festival. (S.B.)

Quando tre anni fa abbiamo immaginato INCinema, avevamo un obiettivo semplice e ambizioso allo stesso tempo: dimostrare che la magia del cinema può – e deve – essere accessibile a tutti. Creare un festival in cui anche le persone con disabilità sensoriali potessero vivere pienamente quell’esperienza speciale fatta di storie, emozioni, incontri e comunità.
Il nuovo European Accessibility Act, entrato in vigore il 28 giugno scorso, avrebbe dovuto rappresentare uno spartiacque per l’accessibilità culturale in Europa. Eppure, guardando alla situazione italiana, dobbiamo constatare con amarezza che per l’audiovisivo non è cambiato molto. Soprattutto nell’atteggiamento di una larga parte della filiera: distributori ed esercenti che continuano a ignorare la partecipazione del pubblico con disabilità sensoriali.
Alcuni grandi distributori italiani scelgono di non rispondere alle richieste di partecipazione ricevute da INCinema; altri arrivano a dire che quel pubblico “non è utile”, ostacolando i registi che desiderano invece aderire al progetto.
Difficile non rimanere colpiti da questa chiusura. Ed è triste constatare che, ancora una volta, il profitto immediato viene messo davanti ai diritti delle persone – e all’evidenza che tutti, prima o poi, diventiamo spettatori con una qualche forma di fragilità sensoriale.
La proiezione in sala non è considerata tecnicamente un servizio digitale e quindi non ricade pienamente sotto le disposizioni dell’European Accessibility Act, come se i film viaggiassero ancora in pellicola. Ma resta un fatto incontestabile: la nuova normativa europea spinge in modo inequivocabile verso una piena fruibilità dei contenuti culturali anche da parte delle persone con disabilità sensoriali. Chi oggi sceglie di ignorare questo percorso non solo rischia di restare indietro, ma contribuisce a rafforzare una cultura di esclusione.
Per fortuna, fuori dall’Italia la situazione è diversa. Il successo straordinario di INCinema a New York lo scorso anno ci ha dato l’entusiasmo per andare avanti, così come la nascita di progetti ispirati a INCinema in Belgio e Polonia. Ma anche eventi di primo piano come il Toronto International Film Festival stanno ampliando la loro programmazione accessibile, esattamente secondo i criteri che abbiamo adottato sin dalla prima edizione. Segno che la direzione è quella giusta, e che il cambiamento culturale è possibile.
Non mancano, anche in Italia, segnali positivi. Uno fra tutti, il piccolo ma grande Festival dell’Archeologia di Aquileia che ha scelto da quest’anno di rendere accessibile l’intero suo programma. Ma anche quei distributori italiani illuminati che credono nel nostro progetto e che ci hanno concesso i film – bellissimi – che compongono questa terza edizione: lungometraggi, documentari, classici restaurati e i cortometraggi (nella seconda edizione del concorso INCorto). Tutti, naturalmente, accessibili anche a chi solitamente non può andare al cinema.
Un ringraziamento a chi rende possibile tutto questo. In primo luogo il Comune di Udine, la Banca di Udine, e tutte le Associazioni delle persone con disabilità che ci sostengono e ci accompagnano. Angela Prudenzi, la nostra meravigliosa direttrice artistica, i collaboratori, sempre più numerosi, senza i quali INCinema non potrebbe esistere.
INCinema continua, con ostinazione, con fiducia e con un principio irrinunciabile: la cultura è di tutti, e il cinema è di tutti. E noi non smetteremo di ricordarlo a chi, per abitudine o convenienza, continua a dimenticarlo.
Federico Spoletti – Fondatore di INCinema

La terza edizione di INCinema, nell’anno dell’entrata in vigore della Direttiva Europea che auspica che produttori, distributori ed esercenti riconoscano con maggiore determinazione l’esistenza di pubblici con esigenze specifiche, trova ancora di più la sua ragion d’essere. Se infatti la Direttiva non può essere considerata un obbligo, resta che l’accesso alla cultura è un diritto e con esso anche la possibilità di andare al cinema.
La visione di un film richiede la comprensione di un linguaggio complesso che unisce immagine, parola, suono ed emozione per arrivare al cuore dello spettatore. Le versioni accessibili sono lo strumento capace di ampliare la possibilità del cinema di comunicare attraverso più sensi e più linguaggi.
I film si creano per gli spettatori, non fanno eccezione i titoli in programma che meritano il giudizio di tutti i pubblici perché parlano di conflitti, di crisi interiori, di problematiche esistenziali, di sentimenti e di vita, in sostanza di noi, come solo il cinema sa fare.
Film nuovissimi e opere di cineteca, a dimostrazione di un’arte che non ha mai perso la sua forza.
Angela Prudenzi – Direttrice Artistica di INCinema

Ricordiamo ancora il link al quale è disponibile l’approfondimento sul programma delle giornate di Udine. Nel sito del Festival è disponibile poi ogni altra notizia. Per ulteriori informazioni: Cristina Scognamillo (criscognamillo@gmail.com); Martina Tonarelli (martina.tonarelli@fred.fm).

L'articolo “INCinema Film Festival” continua con ostinazione, perché la cultura può e deve essere di tutti e tutte proviene da Superando.

Pagine

Abbonamento a Centri Territoriali di Supporto B.E.S. - Calabria aggregatore