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Tutti quelli che dicono: il Piano Educativo Individualizzato non è affatto un impiccio burocratico!

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«Il Piano Educativo Individualizzato non è un mero adempimento burocratico né uno strumento per la sola assegnazione delle ore di sostegno, ma è una componente essenziale del diritto all’inclusione e allo studio degli studenti e delle studentesse con disabilità»: il CoorDown e la Federazione Osservatorio182 si esprimono su posizioni analoghe a quelle rese note nei giorni scorsi da altre organizzazioni, rispetto alle anticipazioni sul cosiddetto “Decreto Scuola”, riguardanti il PEI (Piano Educativo Individualizzato) (foto di CoorDown)

Il CoorDown (Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down) e la Federazione Osservatorio182 si esprimono su posizioni analoghe a quelle rese note nei giorni scorsi anche sulle nostre pagine sia congiuntamente da ANFFAS (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo) e AIPD (Associazione Italiana Persone con Sindrome di Down), sia da Marie Helene Benedetti, presidente dell’Associazione Asperger Abruzzo, rispetto alle anticipazioni sul cosiddetto “Decreto Scuola”, approvato il 24 settembre scorso dal Consiglio dei Ministri, riguardanti il PEI (Piano Educativo Individualizzato) degli studenti e studentesse con disabilità.

«Ribadiamo – si legge infatti in una nota diffusa dal CoorDown – che il Piano Educativo Individualizzato non è un mero adempimento burocratico né uno strumento per la sola assegnazione delle ore di sostegno, ma rappresenta una componente essenziale del diritto all’inclusione e allo studio degli studenti e delle studentesse con disabilità. Esso deve quindi poter essere aggiornato sulla base dell’evoluzione della persona, dei suoi progressi e dei suoi bisogni educativi. Limitarne la modifica alla sola presenza di nuove e gravi diagnosi ne comprometterebbe la funzione e la necessaria personalizzazione del percorso scolastico».
«Manifestiamo inoltre perplessità – aggiungono dal Coordinamento – per il mancato coinvolgimento dell’Osservatorio Permanente per l’inclusione scolastica, previsto dalla normativa vigente».
«In attesa di esaminare il testo ufficiale del Decreto – concludono –, continueremo a vigilare sulla tutela del diritto allo studio e dell’inclusione scolastica, opponendoci a ogni riduzione del PEI a un semplice atto burocratico» (a questo link è disponibile un ulteriore approfondimento).

Dal canto suo, la Federazione Osservatorio182, nel sottolineare che se le anticipazioni venissero confermate, «si assisterebbe non solo ad uno stravolgimento totale di un documento importante come il PEI, ma anche ad un venir meno della partecipazione dei genitori nella definizione di esso».
Si dichiara quindi «preoccupata per le ipotesi formulate e nel chiedere una necessaria modifica per restituire centralità tanto alla pianificazione educativo-didattica quanto alla partecipazione corresponsabile della famiglia, si rende disponibile per un confronto e per un’attiva collaborazione con le Istituzioni preposte, affinché possa essere nuovamente riaffermata quella visione e quell’attenzione alla persona che rendono il nostro Paese un riferimento internazionale sui temi dell’inclusione scolastica».
«Contestualmente – concludono dalla Federazione -, in considerazione del delicato momento dell’anno scolastico, che vede le scuole impegnate nell’elaborazione del PEI definitivo, da concludersi entro la fine di ottobre, chiediamo che i competenti uffici del Ministero si adoperino quanto prima nel predisporre e fornire alle scuole indicazioni puntuali, affinché possano gestire al meglio eventuali cambiamenti» (a questo link è disponibile un ulteriore approfondimento). (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@coordown.it; osservatorio182.federazione@gmail.com.

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“I Pensieri di Marta” al “Campania Libri Festival”

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Si chiama come il progetto nazionale che ha portato la sua ideatrice a coinvolgere migliaia di studenti e studentesse delle scuole di ogni ordine e grado: il libro “I Pensieri di Marta”, che raccoglie storie, riflessioni ed emozioni nate proprio dal dialogo di Marta Russo a tu per tu con gli studenti e i docenti di tutta Italia, verrà presentato domani, 1° ottobre, e venerdì 2, a Napoli, nell’àmbito della quinta edizione del “Campania Libri Festival” Marta Russo con il suo libro “I Pensieri di Marta”

Nell’àmbito della quinta edizione del Campania Libri Festival, domani, 1° ottobre, e venerdì 2, Palazzo Reale di Napoli ospiterà nello Stand 45 Marta Russo, per la presentazione del suo fortunato volume I Pensieri di Marta (Atile Edizioni), opera al centro dell’attenzione mediatica anche grazie a un approfondimento pubblicato quase mese fa dal quotidiano «Il Mattino», che ne ha scritto come di uno strumento didattico e narrativo ideale per i progetti di lettura delle scuole italiane di ogni ordine e grado.
Il festival partenopeo, che quest’anno adotta il suggestivo claim Jesce sole (letteralmente “Esci, sole!”), diventa così il palcoscenico ideale per mostrare come la letteratura possa farsi motore di cambiamento sociale e culturale tra i banchi.

I Pensieri di Marta raccoglie storie, riflessioni ed emozioni nate proprio dal dialogo a tu per tu con gli studenti e i docenti di tutta Italia. Attraverso vari racconti inclusivi, Marta Russo – nota attivista, Cavaliere della Repubblica, “influencer dell’accessibilità” e anche presidente dell’Associazione Diritti Diretti, organizzatrice del concorso Turismi Accessibili, di cui Superando è media partner – promuove un radicale cambio di prospettiva, con la disabilità, l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’accessibilità universale che smettono di essere temi puramente burocratici per trasformarsi in un percorso educativo, empatico e comunitario.
«Il Progetto di Vita appartiene prima di tutto alla persona, ricorda Russo – e questo libro è nato con l’obiettivo di entrare nelle classi e dialogare con i ragazzi. Lavoriamo ogni giorno affinché la lettura diventi un’opportunità per capire che la diversità è un dono prezioso e l’inclusione una pratica quotidiana, a partire proprio dai giovani».
Da sette anni, infatti, Marta Russo propone alle scuole il progetto nazionale su disabilità e barriere, accessibilità e inclusione, denominato anch’esso I Pensieri di Marta (pure di esso Superando è media partner), del che negli ultimi due anni ha coinvolto ben 50.000 studenti e studentesse di ogni ordine e grado e che è prossimo al lancio della settima edizione.
Con la partecipazione al Campania Libri Festival, la sua campagna di sensibilizzazione si arricchisce pertanto di un nuovo importante tassello, confermando la centralità del libro come veicolo per tradurre i diritti in azioni concrete e accessibili a tutti. (S.B.)

Per ogni ulteriore informazione: ipensieridimarta@gmail.com.

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“Sardinia Run for Autism”: continua il percorso dello sport contro gli stereotipi sull’autismo

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La “Sardinia Run for Autism” del 4 ottobre a Cagliari sarà l’evento inaugurale di un progetto più ampio, denominato “Filippide in Movimento”, ideato dall’Associazione Sportiva Dilettantistica Progetto Filippide Cagliari e Sud Sardegna e sostenuto dalla Fondazione di Sardegna, che prevede varie discipline sportive con cui gli atleti sardi con disturbo dello spettro autistico si cimenteranno in un programma denso di attività, svolte con il supporto stretto di educatori e professionisti Giovani dell’Associazione Progetto Filippide Cagliari e Sud Sardegna che parteciperanno alla “Sardinia Run for Autism”

La Sardinia Run for Autism del 4 ottobre a Cagliari sarà l’evento inaugurale di un progetto più ampio, denominato Filippide in Movimento, ideato dall’Associazione Sportiva Dilettantistica Progetto Filippide Cagliari e Sud Sardegna e sostenuto dalla Fondazione di Sardegna, che prevede varie discipline sportive con cui gli atleti sardi con disturbo dello spettro autistico si cimenteranno in un programma denso di attività, svolte con il supporto stretto di educatori e professionisti. E l’evento di Cagliari, segnatamente ispirato all’edizione romana organizzata ogni anno dal Progetto Filippide Nazionale, la Run for Autism, sarà una giornata tutta all’insegna dello sport, con cui richiamare l’attenzione del pubblico sul tema dell’autismo, attraverso un percorso che partirà da Piazza degli Arcipelaghi del Poetto e costeggerà la spiaggia in un tragitto completamente accessibile a chiunque voglia prendere parte all’evento.
Per l’avvio della giornata, inoltre, sono state invitate numerose personalità tra rappresentanti delle istituzioni politiche e di importanti realtà impegnate nello sport e nella disabilità, oltre alla preziosa partecipazione delle organizzazioni che hanno sostenuto l’iniziativa, apportando un contributo fondamentale grazie alla propria esperienza, nonché degli sponsor, che hanno deciso di appoggiare l’iniziativa, condividendone la causa.
«Il 4 ottobre – sottolineano quindi i promotori -, sarà una giornata che unirà una camminata aperta alla cittadinanza e una corsa agonistica, permettendo a persone con e senza disabilità di vivere e condividere la stessa esperienza sportiva, all’insegna di un messaggio concreto contro stereotipi e pregiudizi, per affermare il diritto delle persone con autismo ad accedere allo sport in tutte le sue forme, compresa quella agonistica».

«E tuttavia – ricordano da Progetto Filippide Cagliari e Sud Sardegna- la Sardinia Run for Autism sarà solo un’altra tappa del percorso da noi svolto sin dal 2014, con la nascita della nostra Associazione Sportiva Dilettantistica avvenuta per la volontà di alcuni genitori di persone con disturbo dello spettro autistico che si sono uniti con la convinzione che lo sport sia uno strumento dal potenziale straordinario, in grado di far fronte alle esigenze in cui le persone autistiche vivono uno svantaggio naturale, come la socialità e le relazioni, oltre a produrre ricadute positive in termini di sensibilizzazione della comunità e abbattimento degli stereotipi che ancora oggi permeano l’immagine della persona autistica. È da queste basi che è nato l’intero progetto e l’idea di realizzare la giornata del 4 ottobre, la cui data si colloca a ridosso della settimana successiva a quella che l’Unione Europea dedica annualmente alla promozione dello sport e dei suoi valori, offrendo un’occasione concreta per ribadire come l’attività sportiva possa rappresentare un mezzo efficace di incontro, crescita personale, autonomia e inclusione sociale».

L’iniziativa potrà contare sul patrocinio di svariate Istituzioni, la Presidenza del Consiglio Regionale della Sardegna, la Città Metropolitana e il Comune di Cagliari, il Progetto Filippide Nazionale, la FISDIR (Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali), la FIE (Federazione Italiana Escursionismo) e il Comitato Territoriale di Cagliari dell’UISP (Unione Italiana Sport per Tutti).
«Sono estremamente contenta – dichiara Marcellina Spiga, presidente di Progetto Filippide Cagliari e Sud Sardegna – per le risposte ricevute dalle Istituzioni politiche e dalle importanti realtà impegnate nello sport. È un segnale che mostra chiaramente come il lavoro svolto, dalla mia Associazione e dalla altre con cui condividiamo gli obiettivi, stia andando nella giusta direzione sortendo gli effetti voluti. Una vicinanza che ci carica di energie e che ci stimola a sollevare l’asticella a un obiettivo più alto: quello di rendere la Sardinia Run for Autism una ricorrenza annuale fissa. Non voglio illudermi, ma certamente io e tutta l’Associazione lavoreremo affinché questo avvenga, e se la comunità locale ci appoggerà e le risorse lo consentiranno, noi ci prenderemo con piacere questo incarico».
«Ci tengo infine a rivolgere un ringraziamento particolare al presidente del Progetto Filippide Nazionale, Nicola Pintus, che fin da subito ha appoggiato l’idea della Run, concordandone il nome che si ispira all’edizione che viene curata a Roma. Sarà un piacere riceverlo e dargli la parola con cui si aprirà ufficialmente la prima edizione sarda». (S.B.)

Per ulteriori approfondimenti, accedere a questo link. Per ogni altra informazione: filippide.cagliari@gmail.com.

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A Tolmezzo c’è “Abilmente in pista 2026”

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Persone con disabilità maggiorenni che avranno la possibilità di sperimentarsi nella guida di autovetture, affiancate da un istruttore, e di effettuare giri di pista a fianco dei piloti su auto da rally: sarà questo e altro ancora la nuova edizione di “Abilmente in pista”, iniziativa promossa a Tolmezzo (Udine) dall’ANFFAS Alto Friuli, in collaborazione con I Bambini delle Fate, oltreché con il contributo del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia e il supporto di altre istituzioni pubbliche e di privati

Come ci segnala l’ANFAMIV (Associazione Nazionale delle Famiglie delle persone con Minorazioni Visive), il 3 ottobre, presso la “Pista guida sicura” di Tolmezzo, in provincia di Udine (Via Tagliamento, 1), vi sarà l’edizione 2026 dell’iniziativa Abilmente in pista, organizzata dall’ANFFAS Alto Friuli (Associazione Nazionale Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo), in collaborazione con I Bambini delle Fate, oltreché con il contributo del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia e il supporto di altre istituzioni pubbliche e di privati.
L’evento offrirà alle persone con disabilità maggiorenni la possibilità di sperimentarsi nella guida di autovetture, affiancate da un istruttore, e di effettuare giri di pista a fianco dei piloti su auto da rally. Vi sarà inoltre un’esposizione aperta al pubblico di auto da rally d’epoca.
Parteciperanno alla giornata famiglie, volontari, associazioni, scuole guida, scuderie di rally e altre realtà del territorio ed è anche prevista la presenza di Autostrade Alto Adriatico e della Polizia di Stato, con interventi dedicati alla sicurezza stradale attraverso lezioni teoriche e dimostrazioni pratiche. (S.B.)

Per ogni informazione e approfondimento: info@anffasaltofriuli.it.

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Il tempo della scuola è determinante per il Progetto di Vita di ogni giovane: non possiamo più sbagliare!

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«Il tempo della scuola è determinante per il futuro e per il Progetto di Vita di ogni giovane: è lì che si costruisce il domani e su questo non possiamo sbagliare. Ora è il momento dei fatti, e noi ci siamo, con la forza di chi ogni giorno rappresenta le famiglie e le loro battaglie»: così il Presidente della FISH Campania Pezzurro commenta con favore il “cambio di passo” del GLIR campano (Gruppo di Lavoro Interistituzionale Regionale), sostanziato anche dalla partecipazione ad esso, per la prima volta, dell’Assessore Regionale alle Politiche Sociali e alla Scuola

«Quindici anni di partecipazione al GLIR (Gruppo di Lavoro Interistituzionale Regionale) e questa volta, la prima, l’Assessore Regionale alle Politiche Sociali e alla Scuola era seduto al tavolo, di persona: non è una nota a margine, ma un segnale politico forte, che accogliamo con convinzione»: a dirlo è Gennaro Pezzurro, presidente della FISH Campania (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), a proposito appunto dell’incontro del GLIR, convocato dalla direttrice generale dell’Ufficio Scolastico Regionale campano Monica Matano, che ha visto la partecipazione delle principali realtà del mondo associativo, ossia, oltre alla FISH, la FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), l’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo) )e l’AID (Associazione Italiana Dislessia).

Con l’obiettivo esplicito di “cambiare passo”, dunque, il GLIR ha deciso, nella sua totalità, di avviare tre tavoli di lavoro specifici su altrettanti nodi ritenuti decisivi, vale a dire PEI (Piano Educativo Individualizzato) e Progetto di Vita – Formazione in servizio del personale scolastico – Integrazione e cooperazione interistituzionale.
A suggellare il percorso, è stata quindi formalizzata una dichiarazione di intenti sulla collaborazione e sul raccordo tra Istituzioni, con l’obiettivo di costruire modelli condivisi e realmente attuabili. Al lavoro saranno chiamati l’Ufficio Scolastico Regionale, l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), le Associazioni di persone con disabilità e l’Università (CUR-Comitato di Coordinamento Regionale delle Università Campane).

I dati illustrati per l’occasione da Monica Matano fotografano una realtà fatta in Campania di 34.851 docenti di sostegno, 40.951 alunne e alunni, studentesse e studenti con disabilità certificata, 6.773 docenti in continuità didattica. «Quest’ultimo dato – sottolinea Pezzurro – ha un valore particolare per la FISH: la legge sulla continuità didattica, infatti, è stata fortemente voluta dalla nostra Federazione, che ne ha fatto una vera battaglia di civiltà. Una battaglia condotta anche nelle aule di giustizia, contro le azioni legali dei sindacati che si opponevano a questo diritto, e vinta nell’esclusivo interesse degli alunni e delle alunne con disabilità. Oggi quel risultato ha un volto concreto: 6.773 docenti che garantiscono a bambine, bambini e ragazzi la stabilità della relazione educativa».

«Apprezziamo profondamente – conclude il Presidente della FISH Campania – la dinamicità e la sensibilità della direttrice Matano e dei suoi validissimi collaboratori, e ringraziamo l’Assessore Regionale per avere dimostrato che le promesse si mantengono. Oggi si apre un nuovo corso per questo GLIR, che mette al centro i diritti delle bambine e dei bambini, delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti. La continuità didattica l’abbiamo voluta, difesa e conquistata, anche in tribunale, perché i diritti dei nostri figli non si negoziano. Il tempo della scuola è determinante, infatti, per il futuro e per il Progetto di Vita di ogni giovane: è lì che si costruisce il domani. La Costituzione affida alla scuola il compito di essere l’altra gamba dell’educazione, insieme alla famiglia: su questo non possiamo sbagliare. Ora è il momento dei fatti, e noi ci siamo, con la forza di chi ogni giorno rappresenta le famiglie e le loro battaglie». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: fishcampania@gmail.com.

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Lavoro e disabilità: quando la riforma entra in azienda

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Evento online che mette in comunicazione la domanda e l’offerta di lavoro, dedicato alle persone con disabilità e in generale alle cosiddette “categorie protette”, “Inclusion Job Day”, di cui Superando è anche media partner, si “sdoppierà” anche in questo mese di ottobre, a partire dall’incontro online del 2 ottobre, dedicato al tema “Lavoro e disabilità: quando la riforma entra in azienda”

Evento online che mette in comunicazione la domanda e l’offerta di lavoro, dedicato alle persone con disabilità e in generale appartenenti alle cosiddette “categorie protette” (come da Legge 68/99) che vogliano dare una svolta al loro futuro professionale e alle aziende che cerchino nuovi profili qualificati da inserire nell’organico, Inclusion Job Day è progettato e organizzato dall’agenzia digitale Hidoly, che ha realizzato l’infrastruttura tecnologica e che fornisce l’assistenza prima, durante e dopo l’evento, e da Cesop HR Consulting Company, che cura la presenza delle aziende partecipanti.
Si tratta di un’iniziativa che come Superando seguiamo sin dagli inizi e che dall’autunno dello scorso anno ci vede anche impegnati come media partner.
Questo 2026 ha coinciso con il settimo anno di Inclusion Job Day e dopo gli appuntamenti di marzo e giugno, quello conclusivo di questo mese di ottobre si suddividerà ancora una volta in due momenti diversi il primo dei quali sarà centrato, nella mattinata del 2 ottobre (ore 11-12), sull’incontro online dedicato al tema Lavoro e disabilità: quando la riforma entra in azienda, proseguendo quindi il ciclo rivolto a chi si occupa di Risorse Umane e Sostenibilità Sociale, ai disability manager e a chi segue con interesse le tematiche relative a DE&I (Disabilità, Equità e Inclusione). (S.B.)

Per il programma completo e per iscriversi al webinar del 2 ottobre, fare riferimento a questo link. Per ogni altra informazione: segreteria@inclusionjobday.com.

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La “Mela di AISM”: per un futuro libero dalla sclerosi multipla e dalle patologie correlate

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3 milioni di mele, 14.000 volontari e 5.000 piazze italiane con un unico obiettivo: costruire un futuro libero dalla sclerosi multipla e dalle patologie correlate, affinché nessun giovane debba rinunciare ai propri progetti di vita, se è vero che proprio la sclerosi multipla è la prima causa di disabilità neurologica nei giovani adulti, dopo i traumi: sarà tutto questo al centro dell’edizione 2026 della “Mela di AISM”, tradizionale iniziativa che tornerà dal 2 al 4 ottobre, in occasione della “Giornata del Dono” Volontarie dell’AISM impegnate in una precedente edizione della “Mela di AISM”

3 milioni di mele, 14.000 volontari e 5.000 piazze italiane con un unico obiettivo: costruire un futuro libero dalla sclerosi multipla e dalle patologie correlate, affinché nessun giovane debba rinunciare ai propri progetti di vita, se è vero che proprio la sclerosi multipla è la prima causa di disabilità neurologica nei giovani adulti, dopo i traumi: sarà tutto questo al centro dell’edizione 2026 della Mela di AISM, tradizionale iniziativa che tornerà dal 2 al 4 ottobre, in occasione della Giornata del Dono, mobilitando l’Italia per sostenere la ricerca scientifica, i servizi e i diritti delle persone con sclerosi multipla e patologie correlate.
Promossa come sempre dall’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, l’iniziativa ne rappresenta uno degli appuntamenti di informazione, sensibilizzazione e raccolta fondi più importanti dell’anno, inserendosi anche nella più ampia campagna nazionale di informazione, sensibilizzazione e raccolta fondi promossa dall’Associazione sulle reti RAI, in collaborazione con la Direzione Rai per la Sostenibilità – ESG, che già dal 28 settembre sta dedicando ampio spazio al tema della sclerosi multipla su tutte le reti dell’emittente pubblica (e vi è anche il numero solidale 45512).
Volto della Mela di AISM, ormai da dodici anni, è il noto chef Alessandro Borghese, che per l’occasione ha realizzato la speciale ricetta con le mele denominata Macaron che passion!. E al suo fianco, la storica madrina dell’AISM, la scrittrice, conduttrice e attrice Antonella Ferrari e il ballerino Ivan Cottini, che insieme a molti altri amici e sostenitori renderanno ancora più speciale questa edizione dell’evento. (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento. Per altre informazioni: Ufficio Stampa e Comunicazione AISM (Barbara Erba), barbaraerba@gmail.com.

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Inclusione e diritti delle persone con disabilità: a che punto siamo davvero?

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Cinque ore di diretta streaming per verificare lo stato reale dei diritti delle persone con disabilità in Italia, focalizzandosi in particolare su progetto di vita, caregiver familiari e inclusione scolastica: è la proposta di ABC Italia (Associazione Bambini Cerebrolesi), intitolata appunto “Inclusione: a che punto siamo davvero? Maratona sui diritti delle persone con disabilità”, programmata per il 2 ottobre (ore 18.30-23.30), un momento di verifica pubblica e politica a livello nazionale, aperto a tutti e tutte

Cinque ore di diretta streaming per verificare lo stato reale dei diritti delle persone con disabilità in Italia, focalizzandosi in particolare su progetto di vita, caregiver familiari e inclusione scolastica: è la proposta di ABC Italia (Associazione Bambini Cerebrolesi), intitolata appunto Inclusione: a che punto siamo davvero? Maratona sui diritti delle persone con disabilità, programmata per il 2 ottobre dalle 18.30 alle 23.30, un momento di verifica pubblica e politica a livello nazionale per valutare l’effettivo stato di attuazione dei diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie.
Condotto dal presidente di ABC Italia Marco Espa e dalla responsabile del Centro Studi ABC Francesca Palmas, l’incontro si articolerà su cinque ore di trasmissione continua diffuse su scala nazionale, raccogliendo analisi, denunce e testimonianze dirette da tutte le regioni del Paese, anche attraverso video di proposta e di denuncia dei diretti interessati. Vi parteciperanno Presidenti Regionali dell’ABC e numerosi protagonisti della vita sociale e scientifica italiana, vale a dire Dario Ianes (Fondazione Scuola e Ricerca, Trento), Mirella Silvani (CNOAS, Ordine Nazionale Assistenti Sociali), Fabio Ragaini (Gruppo Solidarietà), Claudio Imprudente (giornalista e scrittore), Alessandro Chiarini (presidente nazionale del CONFAD-Coordinamento Nazionale Famiglie con Disabilità), Fabio Ferrucci (Università del Molise), Daniele Romano (sociologo e familiare di persona con disabilità), Andrea Tonucci (AVI Umbria-Agenzia Vita Indipendente), Salvatore Nocera (Presidente del Comitato dei Garanti della FISH-Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), Dario Petri (past president dell’ABC), Kai Stephan Paulus (neurologo dell’Associazione Parkinson), Pierangelo Cappai (presidente della WAO-World Autism Organization e della FISH Sardegna), Maria Cosentino (Cooperativa C’era l’acca, Aosta).
«L’iniziativa – spiegano da ABC Italia – affonda le sue radici nei 25 anni di storia della nostra organizzazione e nella consolidata competenza maturata dalla nostra stessa Associazione fin dal 2000 nella co-progettazione dei piani personalizzati. Forti di questo percorso storico e scientifico, ci poniamo pone come voce autorevole per sollecitare il passaggio definitivo da una logica assistenziale all’affermazione dei diritti umani ed esigibili».

Nel dettaglio, la maratona, come detto, si articolerà principalmente su tre pilastri tematici, a partire dal Progetto di Vita, analizzando il principio di autodeterminazione e dell’effettiva costruzione dei percorsi personalizzati. La diretta affronterà in sostanza l’allocazione delle risorse dedicate e la continuità dei sostegni per superare la mera erogazione monetaria e garantire un piano sostenibile, fuori da ogni logica di segregazione e istituzionalizzazione.
Per quanto riguarda poi i caregiver familiari, partendo da una valutazione della tutela giuridica, economica e sociale del lavoro di cura informale, al centro del dibattito vi sarà la necessità di un riconoscimento normativo certo, la tutela della salute e della qualità di vita di chi assiste e il definitivo superamento dell’isolamento sociale.
Rispetto infine all’inclusione scolastica, verrà esaminata la tenuta del quadro normativo attuale e delle garanzie per l’effettivo esercizio del diritto allo studio, affrontando temi quali la continuità didattica, l’adeguatezza delle strategie inclusive e l’abbattimento delle barriere fisiche, organizzative e culturali nell’intero sistema scolastico.

«Non possiamo più permetterci – afferma Marco Espa – che i diritti sanciti dalle leggi restino confinati sulla carta. In un periodo dove si attaccano con proposte segregazioniste e razziste i diritti delle persone con disabilità in tutta Europa, esiste un’urgenza politica e sociale improrogabile: trasformare le garanzie teoriche in interventi concreti ed esigibili su tutto il territorio nazionale attraverso un congruo finanziamento ai progetti di vita. È indispensabile pertanto compiere una svolta culturale definitiva, superando la logica assistenziale per affermare il diritto primario all’autodeterminazione».
«La maratona del 2 ottobre – aggiunge Francesca Palmas – rappresenterà un’occasione ineludibile per confrontare le prassi reali con i modelli teorici, garantendo che il percorso formativo e sociale non subisca battute d’arresto. Accoglieremo le voci di tutti e tutte».

Da segnalare in conclusione che ABC Italia invita cittadini/cittadine, famiglie, persone con disabilità, operatori sociosanitari e docenti a inviare brevi contributi video (della durata massima di un minuto) per offrire uno spaccato autentico della situazione sul territorio (tramite WhatsApp al numero 070 40 10 10). (S.B.)

Per ogni ulteriore informazione e approfondimento: abc@abcitalia.org.

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Un progetto per riqualificare le scuole inclusive del Turkana in Kenya

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La nota organizzazione internazionale CBM, impegnata nella salute, l’educazione, il lavoro e i diritti delle persone con disabilità nel mondo, sta lavorando per riqualificare 5 scuole dell’infanzia nel Turkana, regione del Kenya che affronta una delle crisi educative più gravi del Paese africano, ove 5 bambini con disabilità su 6 non vanno a scuola. Il tutto costruendo ambienti accessibili, sicuri e inclusivi, dove ogni bambina e bambino possa imparare, giocare e trovare un’opportunità per il proprio futuro Bambino e maestra alla lavagna in una scuola del Turkana in Kenya

Ci sono luoghi nel mondo in cui la scuola è molto più di un luogo di apprendimento: è la chiave per uscire dalla povertà, dall’isolamento, e provare a costruirsi un futuro: è il caso del Turkana, regione africana del Kenya nord-occidentale, al confine con Uganda, Sud Sudan ed Etiopia. Qui vivono un milione di persone (oltre a decine di migliaia di rifugiati), la povertà supera il 79% della popolazione e l’impatto della crisi climatica, insieme alla natura nomade della comunità pastorale e alle grandi distanze, rendono difficile l’accesso all’istruzione, in particolare per i bambini con disabilità.
In Kenya, per altro, l’educazione inclusiva è un pilastro della Costituzione del 2010 e del Basic Education Act del 2013, che garantiscono diritto all’istruzione gratuita e obbligatoria per tutti, ma – nonostante gli sforzi combinati del Governo e della Contea – il Turkana sta affrontando una delle crisi educative più gravi del Paese: qui 1 bambino su 2 tra 6 e 13 anni non frequenta la scuola (media nazionale 92,5%). Un dato che sale drammaticamente per i bambini con disabilità: 5 bambini con disabilità su 6 non vanno a scuola.
Le cause vanno ricercate in infrastrutture inaccessibili, barriere socio-culturali (le famiglie tendono a dare priorità all’istruzione dei figli “normodotati”), carenza di personale qualificato e di materiali didattici adeguati, impatto di conflitti e clima (l’insicurezza e la siccità cronica colpiscono la frequenza scolastica).

Per questo CBM, la nota organizzazione internazionale impegnata nella salute, l’educazione, il lavoro e i diritti delle persone con disabilità nel mondo, sta lavorando per riqualificare 5 scuole dell’infanzia nel Turkana, costruendo ambienti accessibili, sicuri e inclusivi, dove ogni bambina e bambino possa imparare, giocare e trovare un’opportunità per il proprio futuro.
I più vulnerabili, come detto, sono i bambini con disabilità che spesso, oltre alle limitazioni fisiche, vivono un dolore anche psicologico perché si sentono diversi dai loro coetanei. «Ho un problema alla gamba e non riesco a correre. Per questo i miei compagni mi escludono dai giochi», racconta uno di loro. E non sono rari, purtroppo, nemmeno i casi di violenza e abusi. «C’era una bambina sorda che non sapeva parlare. Non andava a scuola. Ha subito abusi sessuali e a 14 anni è rimasta incinta. I bambini con disabilità non sono in grado di difendersi e per questo hanno più probabilità di essere molestati».

Il progetto di CBM, realizzato in collaborazione con il partner locale WKP (Waldorf Kakuma Project), coinvolge 639 bambini, inclusi 59 bambini con disabilità fisiche, sensoriali e intellettive.
In un contesto fatto di edifici con barriere architettoniche, privi di rampe e di servizi igienici, senza arredi e spazi sicuri per giocare, dove la siccità cronica colpisce la frequenza scolastica (e richiede interventi che uniscano istruzione e supporto nutrizionale) l’obiettivo è trasformare le scuole, coinvolgendo famiglie, insegnanti e autorità locali. Gli interventi comprendono la ristrutturazione e la messa in sicurezza degli edifici, l’eliminazione delle barriere architettoniche, la decorazione delle aule con murales e materiali didattici visivi, la costruzione di cucine, bagni accessibili, sistemi di raccolta dell’acqua piovana, l’allestimento di cortili scolastici inclusivi.
«Finalmente avremo scuole inclusive che per me significa luoghi dove tutti gli alunni sono accolti, senza barriere fisiche o culturali», commenta Ignatius, insegnante della scuola per l’infanzia. (V.Z.)

La campagna di raccolta fondi per sostenere il progetto di CBM è tuttora in corso (se ne legga a questo link). Per ogni altra informazione: valeria@tree-ideas.it (Valeria Zanoni).

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Il passato ci guida, il futuro ci chiama. 60 anni di Casa del Sole

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Due giornate di formazione e confronto in cui l’esperienza maturata dalla Casa del Sole nei confronti di bambini, ragazzi e adulti con disabilità dialogherà con la ricerca scientifica, l’innovazione e l’evoluzione dei modelli educativi, riabilitativi e sociosanitari: sarà questo il convegno scientifico del 2 e 10 ottobre a Mantova, denominato “Il passato ci guida, il futuro ci chiama. 60 anni di Casa del Sole”, promosso dall’organizzazione di San Silvestro di Curtatone per il proprio 60° anniversario

Nata nel 1966, la Casa del Sole di San Silvestro di Curtatone (Mantova) si prende cura di bambini e ragazzi con diverse disabilità (paralisi cerebrale infantile, autismo, ritardi cognitivi), considerando la disabilità stessa come il punto di partenza per un cammino di educazione e di riabilitazione che li valorizzi pienamente come Persone. E al medesimo principio si rifà anche l’intervento a favore delle persone con disabilità adulte, in una visione dinamica per la quale è possibile attuare un cammino di Educazione Permanente.
Ora, in occasione del proprio 60° anniversario, l’organizzazione mantovana promuoverà per il 2 e il 10 ottobre a Mantova (Auditorium del Seminario Vescovile, Via Cairoli, 20), il convegno scientifico denominato Il passato ci guida, il futuro ci chiama. 60 anni di Casa del Sole. Dialogo tra sapere dell’esperienza e sapere scientifico: la memoria di sessant’anni di pratica tra ricerca e innovazione.
«Saranno due giornate di formazione e confronto – si legge nella presentazione – in cui l’esperienza maturata da Casa del Sole dialogherà con la ricerca scientifica, l’innovazione e l’evoluzione dei modelli educativi, riabilitativi e sociosanitari». (S.B.)

A questo link è disponibile il programma completo del convegno (iscrizione necessaria tramite questo link). Per ulteriori informazioni: formazione@casadelsole.org.

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Un nuovo concetto di accessibilità culturale: creare ambienti che si adattino alle persone

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Rendere musei e istituzioni culturali luoghi in cui le persone con disabilità intellettiva possano partecipare in modo più autonomo e vivere esperienze costruite sui propri bisogni, interessi e modalità di interazione: è il senso di INCLUDE-ID, progetto europeo quadriennale coordinato dall’IRCCS Eugenio Medea, che riunisce un consorzio di 10 partner provenienti da 7 Paesi, mettendo insieme competenze nell’àmbito della disabilità intellettiva, delle neuroscienze e della psicologia, dell’educazione, del design inclusivo, delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale Foto di gruppo per i partecipanti al meeting che ha dato l’avvio a “INCLUDE-ID”

Rendere musei e istituzioni culturali luoghi in cui le persone con disabilità intellettiva possano partecipare in modo più autonomo e vivere esperienze costruite sui propri bisogni, interessi e modalità di interazione: è il senso di INCLUDE-ID (Including people with intellectual disabilities in cultural institutions), progetto europeo coordinato dall’IRCCS Eugenio Medea e selezionato come Research and Innovation Action nell’àmbito del programma continentale Horizon Europe, iniziativa nata appunto prendendo atto della necessità di affrontare un divario ancora significativo nell’accesso alla cultura. «Nonostante infatti i progressi compiuti sul fronte dell’accessibilità – sottolineano dall’IRCSS Medea -, le persone con disabilità intellettiva incontrano ancora ostacoli nella piena partecipazione alle esperienze culturali e le soluzioni disponibili sono spesso basate su percorsi facilitati standardizzati, che non riescono a tenere conto dell’ampia variabilità dei bisogni e delle caratteristiche individuali. In tal senso, uno degli elementi innovativi di INCLUDE-ID è l’impiego di strumenti digitali adattivi e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale, per sviluppare esperienze culturali personalizzate, capaci di tenere conto dei diversi profili di funzionamento, degli interessi e dei bisogni individuali. Le tecnologie saranno integrate con pratiche educative e adattamenti multimodali e sperimentate con bambini, adolescenti e giovani adulti con disabilità intellettiva».

«L’accessibilità museale – spiega Rosario Montirosso, coordinatore del progetto e responsabile del Centro 0-3 dell’IRCCS Medea – si è spesso basata su percorsi facilitati pensati per rispondere in modo uniforme a bisogni che, in realtà, possono essere molto diversi da persona a persona. INCLUDE-ID parte proprio da questa consapevolezza: non esiste un unico modo di rendere accessibile un’esperienza culturale e le persone con disabilità intellettiva possono avere profili cognitivi e comunicativi, interessi e modalità di interazione molto differenti. Attraverso strumenti digitali adattivi e un uso etico dell’intelligenza artificiale vogliamo quindi sviluppare esperienze capaci di adattarsi alla singola persona, valorizzandone caratteristiche, interessi e modalità di partecipazione. L’obiettivo è fare in modo che ciascuno possa vivere l’esperienza culturale con maggiore autonomia, secondo i propri modi e i propri tempi».

Nel dettaglio, il progetto lavorerà lungo quattro direttrici principali, ossia comprendere i bisogni delle persone con disabilità intellettiva e delle istituzioni culturali; co-progettare e sperimentare esperienze inclusive e personalizzate attraverso strumenti digitali adattivi e un utilizzo etico dell’intelligenza artificiale; promuovere autonomia, partecipazione e opportunità di inclusione sociale e lavorativa lungo diverse fasi della vita; tradurre i risultati della ricerca in buone pratiche e raccomandazioni utili alle istituzioni e alle politiche pubbliche.
«L’obiettivo finale – come viene sottolineato dai promotori – è contribuire a un cambiamento più ampio nel modo di concepire l’accessibilità culturale: non più soltanto rimuovere le barriere all’ingresso, ma creare ambienti capaci di adattarsi alle persone, riconoscendo la diversità dei modi di comprendere, comunicare, partecipare e vivere l’esperienza culturale».

Uno dei princìpi centrali del progetto è certamente il coinvolgimento diretto delle persone con disabilità intellettiva e delle persone che fanno parte dei loro contesti di vita: bambini, giovani adulti, famiglie, educatori, insegnanti e professionisti delle istituzioni culturali saranno infatti coinvolti nella co-progettazione e valutazione dei nuovi percorsi, affinché le soluzioni sviluppate rispondano a bisogni reali e possano essere trasferite in contesti differenti.

INCLUDE-ID è quadriennale e riunisce un consorzio di 10 partner provenienti da 7 Paesi (Italia, Svizzera, Regno Unito, Norvegia, Austria, Germania e Belgio), mettendo insieme competenze nell’àmbito della disabilità intellettiva, delle neuroscienze e della psicologia, dell’educazione, del design inclusivo, delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale (nel box in calce la scheda con tutte le organizzazioni coinvolte). E tra i partner figura anche la Presidenza del Consiglio – Ministero per le Disabilità, «il cui coinvolgimento – si annota – contribuirà a favorire il trasferimento dei risultati scientifici e delle soluzioni sviluppate verso le politiche pubbliche e a promuovere modelli replicabili in altre istituzioni culturali a livello nazionale ed europeo».
Per quanto riguarda la sperimentazione, essa si articolerà in due principali percorsi, rivolti a diverse fasi della vita.
In Italia, il progetto coinvolgerà bambini e adolescenti con disabilità intellettiva, insieme alle loro famiglie e alle scuole, nella progettazione e sperimentazione di percorsi di visita inclusivi e personalizzati. Le attività si svolgeranno in Lombardia presso la Fondazione Luigi Rovati a Milano, Villa Panza a Varese e Palazzo Moroni a Bergamo.
Nel Regno Unito, invece, protagonisti saranno giovani adulti con disabilità intellettiva presso il National Botanic Garden of Wales. E in tale contesto, essi non saranno soltanto fruitori dell’esperienza culturale, ma verranno coinvolti attivamente come guide e mediatori, con l’obiettivo di promuovere competenze, autonomia e nuove opportunità di partecipazione sociale e lavorativa.

Tra i partner italiani, segnaliamo in conclusione, non è certo casuale la presenza dell’Associazione milanese L’abilità, impegnata da anni, con ottimi risultati, nel progetto Museo per Tutti. «Con quest’ultimo  – commenta a tal proposito Laura Borghetto, che dell’Associazione milanese è fondatrice e direttrice generale – ci impegniamo ogni giorno perché la cultura e la bellezza siano un diritto condiviso. Grazie a INCLUDE-ID porteremo ora la nostra esperienza in un network europeo, entrando in dialogo con competenze scientifiche, educative e tecnologiche internazionali. Il progresso e l’intelligenza artificiale possono aprire opportunità importanti, ma vanno sempre progettati a partire dalle persone, dai loro interessi e dai loro bisogni». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficio.stampa@lanostrafamiglia.it (Cristina Trombetti); info@hangargroup.it (Alessia Borgonovo).

INCLUDE-ID: la scheda
Titolo completo: INCLUDE-ID – Including people with intellectual disabilities in cultural institutions: supporting participation and enjoyment through digital innovation and artificial intelligence.
Programma: Horizon Europe – HORIZON-CL2-2025-01-TRANSFO-09.

Tipologia: Research and Innovation Action (RIA).
Durata: 48 mesi.
Finanziamento: € 3.398.987,01.
Coordinatore: IRCCS Eugenio Medea – Associazione La Nostra Famiglia, Italia.
Partner di progetto:
° Associazione L’abilità Onlus, Italia

° Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI), Svizzera
° Università di Cardiff, Regno Unito
° Norges Teknisk-Naturvitenskapelige Universitet (NTNU), Norvegia
° Immanence Srl Società Benefit, Italia
° Europäischer Dachverband Design für Alle (EIDD), Austria
° Stiftung Preussischer Kulturbesitz (SPK), Germania
° The Lisbon Council for Economic Competitiveness ASBL, Belgio
° Presidenza del Consiglio dei Ministri, Italia
Enti e organizzazioni coinvolte:
° Associazione Genitori La Nostra Famiglia

° Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI)
° Fondazione Luigi Rovati
° National Botanic Garden of Wales
° Welsh Centre for Learning Disability Inclusive Research – Learning Disability Wales

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L’impatto di un infortunio va misurato sulla vita complessiva della persona

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Audita alla Camera sulla Proposta di Legge con cui si intende concedere il patrocinio a spese dello Stato, a prescindere dal reddito, in caso di decesso o totale inabilità derivante da violazioni delle norme antinfortunistiche sul lavoro, la Federazione FISH ha sottolineato la necessità di slegare la tutela dal mero concetto di inabilità lavorativa al 100%, se è vero che un grave infortunio può compromettere drasticamente l’autonomia, la vita di relazione e la partecipazione sociale di una persona, pur in presenza di una capacità lavorativa residua

Alla base della Proposta di Legge C. 2904, avanzata dalla deputata Chiara Gribaudo, vi è la volontà di modificare l’articolo 76 del DPR 115/02, per concedere il patrocinio a spese dello Stato, a prescindere dal reddito, in caso di decesso o «totale inabilità» derivante da violazioni delle norme antinfortunistiche. Su tale tema la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) è stata audita presso la II Commissione Giustizia della Camera, accogliendo con favore la finalità della norma e sottolineando come «la discrepanza tra l’immediatezza delle spese legali e periziali e i tempi per accertare la gravità del danno sanitario creino spesso gravi difficoltà economiche alla vittima».
La Federazione ha tuttavia evidenziato alcune criticità, a partire dalla dicitura «persona resa totalmente inabile», che rischia di escludere ingiustamente molte persone. «In linea infatti con la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità – si legge in una nota – e con la recente riforma della disabilità fissata dal Decreto Legislativo 62/24, chiediamo di slegare la tutela dal mero concetto di inabilità lavorativa al 100%, se è vero che un grave infortunio può compromettere drasticamente l’autonomia, la vita di relazione e la partecipazione sociale di un individuo, pur in presenza di una capacità lavorativa residua».
La FISH ha anche proposto di «estendere la deroga al limite reddituale a chiunque, a causa dell’infortunio (o per un aggravamento significativo di una condizione preesistente), si trovi in una situazione di disabilità con necessità di sostegno intensivo di livello elevato o molto elevato (ai sensi della Legge 104/92 aggiornata)».

Nella memoria presentata dalla FISH, vi sono ulteriori proposte volte a garantire una tutela legale immediata e completa e innanzitutto, per evitare che le lunghezze burocratiche blocchino la difesa, viene proposto un accesso tempestivo mediante l’ammissibilità provvisoria al patrocinio basata sulla documentazione medica subito disponibile, senza attendere perizie definitive o sentenze di condanna.
A ciò si affianca la copertura diretta delle spese tecniche e periziali, con lo Stato che si fa carico senza anticipi dei costi di consulenti specialistici (medico-legali, ingegneri) e di esami diagnostici indispensabili.
La tutela viene poi estesa anche ai giudizi civili, previdenziali e del lavoro collegati all’infortunio, come le cause di risarcimento, reintegro o accomodamento ragionevole, garantendo l’esenzione dai limiti di reddito oltre il solo processo penale.
Infine, la FISH chiede di includere anche la tutela di familiari e caregiver che fanno valere i propri diritti, insieme ad adattamenti procedurali ed ausili per l’accessibilità del processo, il tutto sostenuto da un indispensabile ricalcolo delle risorse finanziarie che superi la stima iniziale di 10 milioni all’anno, per rendere le misure davvero efficaci.

«L’accesso effettivo alla giustizia – dichiara Vincenzo Falabella, presidente della FISH –  non può dipendere dalla disponibilità economica di una persona nel momento in cui affronta il dramma di un grave infortunio sul lavoro. Chiediamo pertanto al Parlamento di allineare la norma alla nuova cultura e terminologia della disabilità: l’impatto di un infortunio si misura sulla vita complessiva della persona e sulla sua necessità di sostegni, non solo sulla perdita percentualizzata della capacità lavorativa». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@fishets.it.

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Le proposte del Forum Terzo Settore in vista della Legge di Bilancio per il 2027

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Nel corso di un incontro in programma per il 1° ottobre a Roma, il Forum Nazionale del Terzo Settore presenterà a Governo e Parlamento, in vista della Legge di Bilancio per il 2027, le proprie proposte che sono il risultato di un lavoro collettivo svolto nei mesi scorsi, individuando alcune priorità di intervento sui principali temi sociali e territoriali del Paese, tra cui il contrasto alla povertà, l’educazione, la transizione ecologica, il sostegno al Terzo Settore e l’economia sociale

Nel corso di un incontro in programma per la mattinata del 1° ottobre a Roma (Sala Capranichetta dell’Hotel Nazionale, Piazza Montecitorio, 125, ore 11-13) il Forum Nazionale del Terzo Settore presenterà a Governo e Parlamento, in vista della Legge di Bilancio per il 2027, le proprie proposte che sono il risultato di un lavoro collettivo svolto nei mesi scorsi, individuando alcune priorità di intervento sui principali temi sociali e territoriali del Paese, tra cui il contrasto alla povertà, l’educazione, la transizione ecologica, il sostegno al Terzo Settore e l’economia sociale.
Ha già confermato la propria presenza Maria Teresa Bellucci, viceministra del Lavoro e delle Politiche Sociali e sono stati invitati il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, i capigruppo di Camera e Senato e i componenti delle Commissioni Bilancio.
Nel corso dell’incontro, dopo l’intervento introduttivo del portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, Giancarlo Moretti, sono previsti alcuni approfondimenti dedicati a educazione e istruzione, cooperazione internazionale, sport e benessere, politiche di welfare e attività culturali. (S.B.)

L’incontro  sarà trasmesso in diretta sul canale YouTube del Forum Terzo Settore (a questo link). Per ulteriori informazioni: stampa@forumterzosettore.it.
A questo link vi è l’elenco completo di tutti i soci e degli aderenti al Forum Nazionale del Terzo Settore, tra cui anche la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).

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