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Tracce altre prove svolte per iscritto – Concorso ordinario 2024 – Scuola secondaria di primo e secondo grado (D.D.G. n. 3059 del 10.12.2024)
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Tracce altre prove svolte per iscritto – Concorso ordinario 2023 – Scuola secondaria di primo e secondo grado (D.D.G. n. 2575 del 06.12.2023)
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Il progetto “SALSA”: la domotica per migliorare la vita delle persone in situazione di fragilità
Si chiama SALSA, acronimo che sta per Sensoristica e Automazione per la Libertà, la Sicurezza e l’Autonomia, il progetto realizzato dall’Associazione Informatici Senza Frontiere con la Cooperativa Cascina Biblioteca di Milano e la Fondazione Don Gnocchi, che utilizza la domotica come strumento concreto per migliorare la vita delle persone in situazione di fragilità, iniziativa che ha già coinvolto oltre 125 persone in 28 appartamenti.
Nel pomeriggio del 17 settembre SALSA verrà presentato alla stampa nel corso di un incontro in programma a Milano (Sala Cardini della Fondazione Don Carlo Gnocchi-IRCCS Santa Maria Nascente, Via Capecelatro, 66, ore 14.30), che consentirà anche ai presenti di visitare il laboratorio domotico nell’Unità DAT (Domotica, Ausili, Terapia Occupazionale) dell’IRCCS di Milano della Fondazione Don Gnocchi, con due ambienti dimostrativi.
Interverranno Marco Pasquato, di Informatici Senza Frontiere, coordinatore del progetto SALSA; Marianna Guzzetti, referente del progetto per Cascina Biblioteca; Claudia Salatino, referente del progetto per la Fondazione Don Gnocchi; Andrea Labruto, direttore sanitario dell’IRCCS Santa Maria Nascente-Fondazione Don Gnocchi; Rosa Maria Converti, responsabile dell’Unità Operativa Semplice e dell’Unità di Riabilitazionre DAT dell’IRCCS Santa Maria Nascente-Fondazione Don Gnocchi. (S.B.)
Tanti bolidi storici in Trentino, in favore di chi si impegna per le persone con autismo
Sono già più di 70 le vetture iscritte alla 13^ AppassionAuto, tutti bolidi storici provenienti da ogni parte d’Italia e dall’estero, che si raduneranno in Trentino dal 12 al 14 settembre, partendo da Comano Terme e salendo a Campiglio, per poi scendere a San Lorenzo in Banale, arrivando a Castel Valer in Val di Non e chiudendo a Mollaro con un grande pranzo presso TAMA Aernova con musica e intrattenimento.
Ad accogliere tutti sarà Giovanni Coletti, presidente della Fondazione Trentina per l’Autismo, che racconterà insieme al proprio staff tutte le ultime novità della propria struttura Casa Sebastiano e di Villa Gioia, residenza dedicata al “Dopo di Noi” recentemente inaugurata. Vero obiettivo dell’evento, infatti, sarà proprio la raccolta fondi a favore della Fondazione Trentina per l’Autismo e di altri enti che si occupano di persone con disturbi dello spettro autistico e neurodivergenza. (S.B.)
AVVISO D.M. n. 137/2025 Operazioni assunzionali informatizzate personale docente a.s. 2025/2026 Scorrimenti graduatorie
Autismo: un percorso di accompagnamento e sostegno alle famiglie
Hanno partecipato quindici persone, il massimo dei posti disponibili, al primo dei sei incontri di Autismo: percorsi di accompagnamento e sostegno alle famiglie, progetto formativo promosso dall’OPSA (Opera della Provvidenza Sant’Antonio) di Sarmeola di Rubàno (Padova) e dalla Fondazione IRPEA di Padova, in collaborazione con l’Azienda ULSS 6 Euganea e con il contributo della Regione Veneto, iniziativa destinata appunto ai familiari di persone con disturbo dello spettro autistico e guidata da professionisti in servizio all’OPSA, con l’obiettivo di costituire uno spazio di formazione e di ascolto dei caregiver nell’esperienza di presa in carico dei loro cari.
«L’approccio e la “filosofia” – spiegano i promotori – sono sintetizzati da una citazione dai libri autobiografici della scrittrice e artista australiana Donna Williams, ossia “La persona autistica si sente meglio se voi seguite la sua guida”».
Il percorso, dunque, che impegnerà i partecipanti fino al 13 ottobre, si articola in incontri di formazione, ascolto e condivisione, partendo dal calarsi nel contesto specifico della vita quotidiana delle famiglie, e individuando quali risorse da impiegare siano già presenti o da sviluppare. «Occorrono infatti strumenti specifici – sottolineano dall’OPSA – per ascoltare e leggere la vita emotiva e affettiva delle persone con disturbo dello spettro autistico e per conoscere, affrontare e gestire le tappe evolutive dall’infanzia, all’adolescenza, all’adultità».
A guidare le famiglie sono Elisabetta Bellinello, psicologa, psicoterapeuta e direttrice socio-assistenziale dell’OPSA; Simone Barbagallo e Marta Buttignol, rispettivamente psicologo e pedagogista responsabile del Servizio Educativo dell’OPSA stessa.
Quest’ultima è una struttura sociosanitaria che, con i propri servizi residenziali e semiresidenziali, accoglie diverse forme di fragilità nelle aree della disabilità (fisica e/o intellettiva, disabilità acquisite) e degli anziani con decadimento cognitivo. Il personale vi lavora in équipe multidisciplinari, sviluppando progetti di accoglienza e assistenza che hanno al centro l’ospite e la promozione della sua qualità di vita.
Il percorso formativo per i familiari delle persone con disturbi dello spettro autistico è appunto una delle iniziative con cui la struttura e i suoi professionisti intendono mettere al servizio della comunità le proprie conoscenze, che vengono continuamente sviluppate nelle due aree di interesse, determinando anche un costante lavoro di innovazione nell’elaborazione dei progetti personalizzati di assistenza offerti. (S.B.)
In Basilicata oltre 50 famiglie con la SLA vivono nel silenzio e nell’abbandono
Proprio quando mancano pochi giorni alla XVIII Giornata Nazionale SLA del 18 settembre, evento di cui abbiamo già ampiamente riferito in altra parte del giornale, con l’Italia intera che abbraccerà la comunità delle persone con la SLA (sclerosi laterale amiotrofica), illuminando tra l’altro di verde centinaia di piazze e monumenti, in Basilicata, come denuncia l’AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica), «vi sono oltre 50 famiglie che vivono nel silenzio e nell’abbandono, poiché il Fondo Regionale dedicato appunto alla SLA non è stato ripristinato, con i pagamenti degli assegni di cura fermi al mese di maggio scorso, le cure domiciliari che non hanno alcuna prospettiva di rafforzamento, mentre non hanno avuto seguito i contatti istituzionali che erano stati promessi».
È infatti dal febbraio scorso che l’AISLA chiede interventi concreti, tramite PEC, lettere e solleciti, ottenendo finalmente solo il 15 luglio un incontro con l’Assessorato Regionale alla Salute della Basilica, occasione in cui la Regione si era impegnata pubblicamente, dichiarando «di non voler lasciare sole le famiglie colpite dalla SLA» e manifestando «attenzione concreta verso i loro bisogni reali». Da allora, però, nessuna risposta è arrivata, nessun atto è stato compiuto.
«Non si tratta di burocrazia lenta – commenta Pina Esposito, segretario nazionale d4ell’AISLA – ma di un deliberato fallimento politico. Ogni giorno senza risposte è un insulto alla dignità di chi vive con la SLA e alla pazienza delle famiglie».
«Alla vigilia della Giornata Nazionale SLA – proseguono dall’Associazione -, quando l’Italia si mobiliterà con una voce sola per affermare diritti e dignità, in Basilicata il silenzio della politica pesa come un tradimento. Le famiglie, già provate da una malattia crudele e inguaribile, si ritrovano senza sostegni, senza certezze, senza interlocutori».
Alla luce di tutto ciò, quindi, in una lettera ufficiale inviata il 4 settembre al presidente della Regione Vito Bardi, l’AISLA aveva chiesto «il ripristino immediato del Fondo SLA, con stanziamento certo e continuativo; lo sblocco immediato dei pagamenti arretrati degli assegni di cura; l’attivazione urgente di un tavolo tecnico permanente», con l’Associazione stessa, «per dare risposte strutturate all’assistenza domiciliare e alla presa in carico».
Anche quella lettera, però, è seguito il silenzio e pertanto l’Associazione ribadisce che «la SLA non aspetta. E nemmeno le famiglie possono più aspettare!». (S.B.)
Decreto Legge 127 del 9 settembre 2025 - Riforma esame di Stato secondo ciclo di istruzione e avvio anno scolastico 2025-2026
AVVISO D.M. n. 137/2025 Operazioni assunzionali informatizzate personale docente a.s. 2025/2026 Scorrimenti graduatorie.
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Convocare l’Osservatorio per definire misure che garantiscano una scuola realmente inclusiva
Tra ieri, 8 settembre (Provincia di Bolzano) e il 16 del mese (Calabria e Puglia), in tutte le Regioni d’Italia prenderà il via il nuovo anno scolastico 2025-2026 e in questi giorni la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) sta raccogliendo le preoccupazioni di numerose famiglie di alunni e alunne con disabilità, che temono di non vedere garantito il pieno diritto all’istruzione per i loro figli.
«Le testimonianze da noi raccolte – si legge in una nota diffusa dalla Federazione – evidenziano in particolare una serie di criticità ricorrenti, tre le quali innanzitutto l’insufficienza di docenti di sostegno o ritardi nelle loro assegnazioni, la carenza di assistenti all’autonomia e alla comunicazione, nonché l’inadeguatezza dei servizi di trasporto e delle strutture scolastiche.
Per far sì, dunque, che vengano urgentemente affrontate tali questioni, la stessa FISH ha inviato una lettera al ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara, chiedendo la convocazione immediata dell’Osservatorio Nazionale sull’Inclusione Scolastica, con l’obiettivo di «analizzare in modo approfondito l’andamento dell’avvio dell’anno scolastico, individuare le criticità sistemiche e territoriali e definire misure tempestive per garantire a ogni studente e studentessa con disabilità un’esperienza scolastica realmente inclusiva».
«La scuola – sottolinea Vincenzo Falabella, presidente della FISH – dev’essere un luogo di formazione, crescita e merito per tutti e tutte, senza alcuna distinzione. Purtroppo, la disorganizzazione e le carenze nelle risorse rischiano di lasciare migliaia di studenti e studentesse con disabilità fuori da un percorso di istruzione che è un loro diritto fondamentale». (S.B.)
Concorso per titoli ed esami per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola dell’infanzia e primaria su posto comune e di sostegno, DM 26 ottobre 2023, n. 206, D.D.G. n. 3060 del 10.12.2024 – SECONDO decreto di integrazione per scorrimento...
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Parere Consiglio di Stato 829 del 9 settembre 2025 - Indicazioni nazionali scuola infanzia e primo ciclo
Anche le Associazioni liguri della disabilità uditiva al “Giubileo della Disabilità Regionale”
Il 12 settembre anche le Associazioni Effetà Liguria (Conoscere la Disabilità Uditiva) e ALI (Associazione Ligure Ipoudenti – Sulle Ali dell’Udito) parteciperanno, insieme ad altre, alla giornata del Giubileo della Disabilità presso il Santuario di Nostra Signora della Guardia di Ceranesi (Genova).
Si tratta di un’iniziativa diocesana organizzata da don Matteo Pescetto, responsabile della Commissione Pastorale della Disabilità della Diocesi di Genova.
Da ricordare che all’interno del Santuario, vicino al pulpito, vi è una zona accessibile per persone ipoudenti con un sistema ad induzione magnetica. (S.B.)
Ringraziamo Liliana Cardone per la segnalazione.
A questo link ulteriori informazioni sull’iniziativa.Oltre 25 discipline sportive per il nono “Sotto Gamba Game” in Toscana
Mancano ormai pochi giorni a un evento seguito regolarmente anche dal nostro giornale, vale a dire il Sotto Gamba Game presso il Resort Riva degli Etruschi di San Vincenzo (Livorno) del quale dal 12 al 14 settembre vi sarà la nona edizione, organizzata come sempre dall’Associazione Sportiva dilettantistica Toscana Disabili Sport, in collaborazione con Riva degli Etruschi e Tutun Club Sport e Servizi, all’insegna di varie novità e nuove partnership, ma sempre con il principale obiettivo dell’integrazione e del superamento di tutte le barriere, anche psicologiche, offrendo ad atleti, appassionati e famiglie l’occasione di cimentarsi in oltre venticinque discipline sportive a terra e in mare.
Tra le nuove partnership, ad esempio, la FISPIC (Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi) entrerà quest’anno ufficialmente nell’“equipaggio” della manifestazione, portando discipline quali lo showdown, il judo, il calcio a cinque e, per la prima volta, il blind tennis, che vedrà tra gli altri scendere in campo nomi noti anche a livello internazionale, quali Rosa Daniela Pierri e Giancarlo Berganti. Inoltre, il CIP Toscana (Comitato Italiano Paralimpico), in collaborazione con la Direzione Regionale Toscana dell’INAIL, si integrerà per tutta la durata dell’evento con il Campus Paralimpico per assistiti INAIL.
Per tutti i partecipanti, quindi, sarà possibile come sempre misurarsi con campioni del mondo paralimpico che verranno a giocare per condividere la loro esperienza.
«Grazie a queste sinergie – sottolineano i promotori – il Sotto Gamba Game non si limita ad essere un evento a sé stante, ma costituisce un vero e proprio punto di partenza volto al reinserimento sociale attraverso lo sport». (S.B.)
Il progetto “HP VIP Movie Life”: aprire porte verso il mondo e verso se stessi
HP è l’unità di misura della potenza dei motori, quella citata da Lucio Battisti: «Motocicletta 10 HP. Tutta cromata. È tua se dici sì». Nella storia che stiamo per raccontare la “potenza” è quella di sei ragazze e ragazzi dell’Alto Sebino e della Val Camonica, tra le Province di Bergamo e Brescia. Sono Miriam Carrara, Alessia Gheza, Giorgio Moscardi, Samuele Meni, Andrea Soardi e Mattia Baccanelli l’anima di HP VIP Movie Life, un progetto dell’Associazione di Promozione Sociale TempoRelativo di Darfo Boario Terme (Brescia) e del Centro Psicologico-Educativo Madill di Lovere (Bergamo).
HP VIP Movie Life non è la solita iniziativa che coinvolge persone con disabilità in attività di gruppo, ma permette ai partecipanti di toccare tematiche di sostanza, a volte scomode, soprattutto se associate alla disabilità.
I sei protagonisti sono i VIP del nome del progetto, ovvero persone importanti che cercano di dare valore ai loro sogni, giovani adulti dai 18 ai 30 anni con problemi cognitivi che esplorano “territori” visti come inavvicinabili per chi ha una disabilità: amore e sesso, vita e morte, giusto e sbagliato, il divertimento e i suoi abissi, il rapporto con Dio.
«Cominciamo dalle domande dei ragazzi, dai loro silenzi, dalle loro curiosità. La casetta di Madill è il campo base dal quale partire e al quale fare ritorno», racconta l’educatore Pier Giuseppe China. «Videoregistriamo incontri, dialoghi e momenti di vita, per restituire alla comunità la voce reale del gruppo, così com’è: ingenua, provocatoria, a volte spiazzante. Un esempio? Ricordo Samuele che, tremando un po’, chiese “che significa vivere senza rimpianti?”. Quella domanda ha acceso una discussione che ha toccato tutti».
Ma come nasce e si sviluppa questo progetto? Lo chiediamo alla dottoressa Roberta Macario, presidente dell’Associazione TempoRelativo: «È iniziato a marzo 2023 e si sviluppa su un intero anno. Non esportiamo messaggi preconfezionati: favoriamo incontri autentici con religiosi, artisti, associazioni, famiglie». Perché la scelta di condividere tutto sui social? «La scelta di diffondere il materiale sui social non è inseguire visibilità, ma creare brevi scintille di pensiero nella società: domande poste da ragazzi con disabilità cognitive che diventano provocazioni per adulti, educatori, istituzioni. E lo facciamo con etica: i protagonisti decidono cosa condividere, tuteliamo dignità e consenso, non trasformiamo vulnerabilità in contenuto facile. Il nostro obiettivo è cambiare la prospettiva, far vedere questi giovani non come oggetto di cura ma come soggetti che pensano, sentono».
Conosciamoli meglio, dunque, questi protagonisti: «Ciao, mi chiamo Samuele, ho 22 anni, ho frequentato una scuola professionale come operatore commerciale addetto alle vendite. Da quest’anno lavoro part-time presso una biblioteca comunale. Amo moltissimo leggere, viaggiare per conoscere paesi nuovi con i loro costumi e le loro tradizioni. Alcuni di questi viaggi li sto sperimentando con il gruppo. Il progetto più bello che ho nel cassetto e che forse si potrebbe realizzare sarebbe quello di aprire un caffè letterario».
Giorgio: «Io amo tanto la musica e mi piacerebbe frequentare il mondo dei concerti, conoscere tanti cantanti. Vorrei diventare anche un vocalist famoso».
Miriam: «Il mio sogno è questo gruppo HP VIP Movie Life. Ho un fidanzato, lui ama me e io amo lui».
Alessia: «Mi piacciono i crime, gli anime, i film horror e le canzoni straniere. Sono una ragazza disponibile, coraggiosa, volonterosa e di bocca buona. Sono poco sorridente e poco affettuosa. Mi piace anche nuotare, tirare con l’arco e fare atletica con i miei amici. Uno dei miei sogni è diventare una brava nuotatrice».
Il progetto si sviluppa mediante dei viaggi in alcune città italiane che diventano lo sfondo ideale per esplorare le sfumature della vita. Ogni viaggio ha un filo conduttore: Amore e Psiche racconta l’amore in tutte le sue forme, quello romantico, familiare, sessuale, l’amore per se stessi e per le proprie passioni; il Viaggio di Caronte affronta temi etici come il testamento biologico, l’eutanasia, la libertà di ricerca scientifica, il sentimento di perdita; il Viaggio di Nemesi si addentra nell’ingiustizia e nella marginalità, incontrando coloro che combattono in prima linea per tutelare i territori cosiddetti “difficili”; il Viaggio di Bacco svela le sfaccettature del divertimento e approfondisce il tema del pericolo; il Viaggio fra gli Dei va alla scoperta delle diverse religioni.
Per Miriam e Alessia, le romantiche del gruppo, il viaggio a Venezia è stato quello più coinvolgente perché, per dirla come Miriam, «c’è l’amore». Ma anche gli operatori coinvolti hanno le loro “preferenze”. Michele Pizio, psicomotricista, ricorda «il viaggio a Rimini, sul tema del divertimento, è stato fisicamente ed emotivamente liberatorio. A un certo punto, seduti addentando un panino alla mortadella, Michela ha detto: “Mi diverto quando non devo dimostrare niente a nessuno”. È stato un momento importante, perché ci ha ricordato che il divertimento vero, per i nostri ragazzi, non è solo attività, ma libertà di essere se stessi senza giudizio».
È stato il viaggio del divertimento, ma anche del movimento e della sua importanza. Come spiega sempre Michele, «il nostro lavoro mette insieme mente e corpo. Per molti dei nostri ragazzi le parole non bastano: il movimento, il gesto, il ritmo, diventano linguaggi preziosi per esprimere ciò che sentono. Non usiamo la psicomotricità come decorazione, ma come strumento per far emergere emozioni e pensieri che altrimenti resterebbero chiusi. Quando andiamo in una piazza, nei sotterranei di Napoli o semplicemente sul battello del Lago d’Iseo, il corpo risponde, la curiosità prende forma».
Anche Pier Giuseppe China lega il ricordo ad un aneddoto su una ragazza del gruppo: «Il viaggio a Firenze, dedicato all’amore, ha avuto un impatto fortissimo. Non solo l’amore romantico, ma quello per se stessi, per gli altri, per la vita. Mentre camminavo con Miriam, lei mi raccontava del suo fidanzato e ha detto: “Forse amare è vedere il bello negli altri anche quando loro non lo vedono”. Era la prima volta che la sentivo parlare di sé con tanta sicurezza, forse la frase non era espressa in questo modo, ma frammentata, sporca, inceppata, ma il senso era proprio quello».
Parlando del viaggio a Brescia nel mondo delle religioni, Roberta Macario ricorda Mattia che ha detto: “Se Dio può avere tanti vestiti diversi, forse anche le persone possono avere tanti modi di credere”. È stata una frase semplice, ma potentissima, perché riassume lo spirito del progetto: capire che il mondo è fatto di differenze che arricchiscono, non che dividono».
HP VIP Movie Life non ha concluso la sua strada, è ancora in marcia il Viaggio di Caronte: «Siamo ancora a metà del tragitto, e meno male: non ho fretta di arrivare alla destinazione finale!», dice Pier Giuseppe China, non nascondendo un pizzico di nostalgia se pensa a quando tutto sarà finito. «In pratica stiamo esplorando il tema della vita e della morte senza giri di parole, con curiosità e anche con qualche sorriso. I ragazzi stanno incontrando luoghi e persone che ci aiutano a capire che la morte non è solo “fine”, ma anche memoria, passaggio, trasformazione. L’idea è che, come sul traghetto di Caronte, ci si guardi intorno, si chiacchieri con chi viaggia con noi e magari si scoprano cose che non si pensava di voler sapere. E alla fine, se possibile, scendere tutti con la voglia di vivere ancora di più intensamente».
Ma cosa avete imparato da HP VIP Movie Life, avete fatto nuove amicizie? Andrea afferma di avere imparato «a conoscere il bello di viaggiare in gruppo e all’interno fare nuove amicizie. La cosa più bella è l’armonia che si crea nello star bene tutti insieme».
«Da questa esperienza ho imparato alcuni limiti del pericolo del divertimento; nuove amicizie ne ho fatte, soprattutto le piadine erano buonissime ed ho conosciuto un signore che aveva molte foto di sposi e di bambini», è il pensiero di Mattia.
Alessia, oltre ad essere rimasta impressionata dalla creazione del vetro di Murano, è felice di avere fatto nuove amicizie, così come Giorgio che ora frequenta i suoi nuovi amici anche fuori dal gruppo HP VIP Movie Life.
Il progetto lascia un’eredità importante anche alle figure professionali che l’hanno voluto e animato. «Per me è stata una palestra di ascolto, di quelle vere», spiega Michele Pizio. «Ho imparato a riconoscere come cambia il respiro di un ragazzo quando si sente compreso, o come si muove il suo corpo quando una domanda lo tocca davvero. Ho sentito che il confine tra professione e persona diventa sottilissimo. Ti rendi conto che il tuo lavoro funziona solo se ci metti dentro anche il tuo essere umano».
«Mi ha lasciato immagini che non se ne andranno più. Il sorriso di uno dei ragazzi davanti al mare a Napoli, le risate in spiaggia a Rimini, il silenzio carico di senso durante l’incontro nel tempio buddista», riflette Pier Giuseppe China. «Professionalmente, mi ha ricordato che non c’è manuale che valga quanto lo stare dentro le cose, insieme. Umanamente… diciamo che ora ho più voglia di viaggiare, e meno paura di fermarmi quando serve».
A Roberta Macario HP VIP Movie Life ha confermato che «il cambiamento non nasce dall’assistenza, ma dalla relazione. Ho visto ragazzi considerati “fragili” diventare punti di riferimento per gli altri, semplicemente perché hanno avuto l’occasione di esprimersi. Professionalmente mi ha dato la spinta a credere ancora di più in un modello di inclusione attiva; umanamente, la certezza che ogni incontro lascia un seme, e che il nostro compito è creare il terreno giusto perché possa germogliare».
Con la Presidente di TempoRelativo concludiamo questo intenso incontro parlando del futuro del progetto: «Vogliamo che il modello HP VIP Movie Life possa essere adottato da altre realtà, mantenendo la stessa essenza: mettere i ragazzi e le ragazze al centro come autori della propria esperienza, farli uscire, incontrare, scoprire, porre domande e lasciare tracce nella comunità. E guardando un po’ più avanti, ci piacerebbe arrivare a costruire un vero luogo di vita: una casa dove autonomia e sicurezza convivano, dove i ragazzi e le ragazze possano sperimentare il quotidiano con la serenità di avere accanto professionisti pronti a sostenerli quando serve. Un posto che non sia “un centro in cui restare”, ma un trampolino verso una vita adulta, ricca di scelte e di relazioni. Perché il senso del progetto è tutto qui: non creare spazi protetti in cui chiudersi, ma aprire porte verso il mondo e verso se stessi». Lo asseriva del resto anche Tommaso d’Aquino in “tempi non sospetti”: «La giustizia è la volontà di dare a ciascuno ciò che gli è dovuto», vale a dire rendere a ciascuno la libertà di essere se stesso, rendergli la coscienza di sé.
*Direttrice responsabile di Superando. Il presente contributo è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it» (con il titolo “HP VIP Movie Life, il progetto che avvicina le persone con disabilità cognitive alle sfumature della vita”) e viene qui ripreso per gentile concessione.
Violenza sulle donne con disabilità: importante incontro a Bruxelles, da seguire in streaming
Nella mattinata del 17 settembre, a Bruxelles, presso la sede del Parlamento Europeo, si terrà un incontro di scambio e una tavola rotonda pubblica sulle Buone pratiche per contrastare la discriminazione intersezionale e la violenza contro le donne con disabilità.
L’iniziativa è organizzata nell’àmbito di CARE-INT: Equipping future care professionals to tackle intersectional discrimination and violence against women with disabilities (“Fornire ai/alle futuri/e professionisti/e dell’assistenza gli strumenti per affrontare la discriminazione intersezionale e la violenza contro le donne con disabilità”), progetto realizzato in Italia e nei Paesi Bassi grazie al cofinanziamento dell’Unione Europea nell’ambito del programma Erasmus+.
L’incontro, che si terrà dalle 10 alle 13, nella sala Spinelli 1H1 del Parlamento Europeo, è organizzato da CBM Italia, in collaborazione con le Fondazioni Libellula e IREA, il Konig Willem I College, l’EDF (Forum Europeo sulla Disabilità), l’EASPD (Associazione Europea dei Fornitori di Servizi per le Persone con Disabilità), Inclusion Europe, l’ENIL (Rete Europea sulla Vita Indipendente) e la LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie). Esso sarà trasmesso in streaming sul canale YouTube di CBM Italia, a questo link.
Nato per riunire le migliori pratiche europee in tema di contrasto alla violenza nei confronti delle donne con disabilità e avviare un dialogo per sostenere e proteggere al meglio questo gruppo di donne, l’incontro si propone quale occasione per acquisire consapevolezza delle sfide uniche che devono affrontare le donne con disabilità; imparare dagli esperti e dalle esperte e scambiare buone pratiche con le organizzazioni leader; contribuire al dialogo e aiutare a plasmare una nuova pratica di condivisione delle conoscenze che dovrà consentire di affrontare questi problemi anche in futuro, ben oltre questa occasione di incontro.
Per quanto riguarda il contributo italiano, all’incontro interverrà Luisella Bosisio Fazzi, componente del Comitato delle Donne dell’EDF e del Gruppo Donne LEDHA, che presenterà il Progetto Artemisia. Reti antiviolenza accessibili (abbreviazione per “Attraverso Reti TErritoriali eMersione di SItuAzioni di violenza), avviato il 3 dicembre 2022 e conclusosi il 20 maggio di quest’anno, del quale Superando si è occupato a più riprese (ad esempio se ne legga a questo link).
Artemisia, va ricordato, ha avuto come obiettivo quello appunto di fare mergere il fenomeno della violenza nei confronti delle donne e delle ragazze con disabilità, nonché di costruire una rete di servizi accessibili e adeguati a supportare le vittime nella costruzione di percorsi di fuoriuscita dalla violenza stessa.
Il progetto è stato promosso dalle Fondazioni Somaschi, ASPHI (Accessibilità e Sostenibilità Digitale delle Persone con Disabilità per Habitat Inclusivi) e Centro per la famiglia card. Carlo Maria Martini, insieme alla già menzionata LEDHA e al CEAS (Centro Ambrosiano di Solidarietà).
In questo contesto, tra i risultati conseguiti con Artemisia, meritano certamente di essere segnalati l’adeguamento di una Casa Rifugio della Fondazione Somaschi per accogliere anche donne con disabilità fisica, sensoriale e cognitiva, nonché la pubblicazione di Artemisia. Reti antiviolenza accessibili. Linee di indirizzo per reti antiviolenza accessibili, strumento operativo che sintetizza i tre anni di lavoro del progetto e che è liberamente scaricabile da questo link.
Infine, sotto il profilo dell’accesso alle informazioni, è importante sapere che le menzionate Linee di indirizzo sono disponibili anche nella versione Easy To Read (linguaggio facile da leggere e da capire) a quest’altro link. (Simona Lancioni)
Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso, con minimi riadattamenti dovuti al diverso contenitore, insieme all’immagine utilizzata, per gentile concessione.
Le nomine dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità
L’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità è un organo collegiale istituito con il Decreto Legislativo 20/24, uno dei provvedimenti attuativi della Legge Delega 227/21 in materia di disabilità. Entrata formalmente in vigore dal 1° gennaio di quest’anno, l’Autorità Garante si compone di tre membri nominati nel dicembre 2024 con un atto firmato dai Presidenti di Senato e Camera. Si tratta dell’avvocato Maurizio Borgo, presidente del Collegio, del professor Francesco Vaia e del dottor Antonio Pelagatti.
All’inizio di agosto varie testate hanno riportato la notizia di un appello rivolto agli stessi Presidenti di Senato e Camera, sottoscritto da tutti i capigruppo di opposizione nel quale vengono contestate le suddette nomine e in particolare la scarsa indipendenza del Presidente, la circostanza che i componenti non abbiano adeguate esperienze pregresse in materia di disabilità e l’assenza della componente femminile, assenza, quest’ultima, in evidente contrasto con le disposizioni della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (ratificata dall’Italia con la Legge 18/09). (S.B.)
Ricorso al Consiglio di Stato r.g. 6700/2025 proposto da Ferraro Alessandro c/ MIM-USR per la Calabria, per la riforma dell’Ordinanza cautelare del TAR Lazio n. 4354/2025- Decreto del Consiglio di Stato n. 2984/2025.
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“Migrazioni e disabilità”: il convegno conclusivo del progetto “Ci siamo”
Come avevamo segnalato a suo tempo, era il mese di settembre del 2023, quando aveva ufficialmente preso avvio il progetto Ci siamo – Competenze e integrazione tra servizi per incoraggiare l’accesso e migliorare le opportunità delle persone con disabilità e con background migratorio, con la Fondazione ISMU (Iniziative e Studi sulla Multietnicità) quale capofila, con la collaborazione della LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) della Caritas Ambrosiana e della Fondazione Articolo 49.
Due anni dopo, ovvero esattamente nel pomeriggio del 15 settembre, ne è previsto il convegno conclusivo, denominato Migrazioni e disabilità, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (Aula G.127 Pio XI, Largo Gemelli, 1, ore 15.30-17.30), incontro che si potrà seguire anche in streaming.
Il progetto Ci siamo, lo ricordiamo, era stato avviato con l’obiettivo di superare l’invisibilità istituzionale delle persone con disabilità e background migratorio, gruppo particolarmente esposto al rischio di discriminazione intersezionale, facendo emergere le criticità del sistema territoriale nell’intercettare i soggetti più vulnerabili, rispondendo ai loro bisogni.
Il convegno del 15 settembre, quindi, sarà un momento di confronto e restituzione del lavoro svolto, sempre allo scopo di promuovere i diritti, l’inclusione sociale delle persone straniere con disabilità e nuove pratiche di integrazione.
Sugli esiti del progetto, si soffermeranno durante il convegno Laura Zanfrini della Fondazione ISMU (Competenze e integrazione tra servizi per incoraggiare l’accesso e migliorare le opportunità delle persone con disabilità e con background migratorio); Giovanni Merlo, direttore della LEDHA (Esigere i diritti, prepararsi alla maggiore età); Carlo Catania della Fondazione ISMU (Mettere a valore le competenze invisibili).
Vi saranno poi le testimonianze di Tamru Ireso, esperto di diritti umani, Zahra Masoumi dell’Associazione L’abilità di Milano e César Ernesto Arenas Ulloa, drammaturgo e attivista anticoloniale, seguite da uno spazio dedicato al tema L’esperienza svedese e internazionale, con Julius Mvenyi Ntobuah (Newcomers with Disabilities in Sweden e Global Network of Refugees with Disabilities).
Concluderà l’incontro una tavola rotonda moderata da Stefano Arduini, direttore di «Vita magazine» e «Vita.it», con la partecipazione di Mirco Fagioli dell’ATS Milano (Agenzia di Tutela della Salute); Chiara Formichi della Fondazione ISMU; Elena Garbelli dell’AFOL Metropolitana di Milano; Pedro Di Iorio del Servizio Accoglienza Immigrati di Caritas Ambrosiana; Valeria Negrini del Forum del Terzo Settore Lombardia; Livio Neri dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione; Caterina Viola dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Lodi. (S.B.)































