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Assistenza medica avanzata alle persone con disabilità: passi importanti per una diffusione capillare

20 Maggio 2025 - 12:02pm

Un nuovo importante passaggio per far sì che il modello DAMA (“Disabled Advanced Medical Assistance” ovvero “Assistenza medica avanzata alle persone con disabilità”) diventi realmente e finalmente un concreto modello di riferimento nazionale, diffuso capillarmente, si avrà con il convegno del 24 maggio a Catania, denominato “Dal modello DAMA alle Linee Guida nazionali. Occasioni di confronto per lo sviluppo di buone pratiche”, promosso dalla ministra per le Disabilità Locatelli

Due mesi fa avevamo segnalato con soddisfazione, sulle nostre pagine, la nascita del Tavolo tecnico interministeriale (Ministero per le Disabilità e Ministero della Salute) che dovrà stendere le Linee Guida Nazionali per il progetto DAMA (Disabled Advanced Medical Assistance ovvero “Assistenza medica avanzata alle persone con disabilità”), con l’obiettivo di garantire appunto sul territorio nazionale un modello organizzativo uniforme che faciliti l’accesso, l’accoglienza e la presa in carico dei bambini/bambine e delle persone adulte con disabilità presso le strutture sanitarie.
Un nuovo passaggio molto importante, per far sì che DAMA diventi realmente e finalmente un concreto modello di riferimento nazionale, diffuso capillarmente, si avrà con il convegno del 24 maggio a Catania (presso l’Hotel NH Parco Degli Aragonesi), denominato Dal modello DAMA alle Linee Guida nazionali. Occasioni di confronto per lo sviluppo di buone pratiche, promosso dalla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli.

«L’evento di Catania – sottolinea Locatelli – precederà l’insediamento del Tavolo Interministeriale per la stesura delle Linee Guida nazionali per i protocolli DAMA, Tavolo che sarà coordinato da Filippo Ghelma, direttore della Struttura Complessa DAMA all’Ospedale San Paolo di Milano, oltreché presidente dell’ASMED (Associazione per lo Studio dell’assistenza medica alla persona con Disabilità), che da anni coordina una rete di aziende ospedaliere che hanno già aderito ai percorsi specifici». «Si tratta – aggiunge – di un incontro che intendiamo replicare anche in altre Regioni e che vorrei coinvolgesse il maggior numero possibile di medici e direttori generali, sanitari e socio sanitari, di tutta Italia».

Rimandando Lettori e Lettrici al programma completo del convegno di Catania (disponibile a questo link; a quest’altro link le modalità per l’iscrizione) e ricordando che esso potrà essere seguito anche in diretta streaming (alla pagina Facebook “Alessandra Locatelli – Ministro per le Disabilità”), segnaliamo qui che dopo l’intervento introduttivo di Locatelli, porteranno i propri saluti Vincenzo Falabella e Nazaro Pagano, presidenti rispettivamente della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) e della FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) e alcuni esponenti del territorio.
Seguiranno gli interventi di una serie di autorevoli relatori che prenderanno la parola per raccontare le buone pratiche organizzative di alcuni ospedali che in Italia hanno già adottato un protocollo di presa in carico e cura avanzata per le persone con disabilità nel contesto ospedaliero. (S.B.)

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Centri per la Vita indipendente in Lombardia: una mappatura in costante aggiornamento

19 Maggio 2025 - 6:23pm

In collaborazione con le Associazioni UILDM e ANFFAS, la Federazione lombarda LEDHA sta accompagnando e sostenendo il percorso di crescita dei Centri per la Vita Indipendente, istituiti in Lombardia dalla Legge Regionale 25/22, luoghi in cui le persone con disabilità possono trovare un’équipe formata e capace di sostenerle nella costruzione del loro progetto di vita. Ne viene quindi proposta una prima mappatura che verrà periodicamente aggiornata

In collaborazione con la UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) e l’ANFFAS (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo), la LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità che costituisce la componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per i Diritti delle persone con Disabilità e Famiglie) sta accompagnando e sostenendo il percorso di crescita dei Centri per la Vita Indipendente, istituiti in Lombardia dalla Legge Regionale 25/22 (Politiche di welfare sociale regionale per il riconoscimento del diritto alla vita indipendente e all’inclusione sociale di tutte le persone con disabilità), luoghi in cui le persone con disabilità possono trovare un’équipe formata e capace di sostenerle nella costruzione del loro progetto di vita.

La LEDHA stessa propone ora una prima mappatura di tali Centri, disponibile a questo link, e che verrà periodicamente aggiornata, il tutto con l’obiettivo principale di censire la presenza di queste strutture nei diversi territori della Regione, fornendo alle persone con disabilità informazioni utili per un primo contatto. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@ledha.it.

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Protagonisti anche a Pordenone gli Autorappresentanti dell’ANFFAS

19 Maggio 2025 - 5:59pm

Sono stati gli Autorappresentanti dell’ANFFAS Friuli Venezia Giulia, tutte persone con disabilità intellettive, tra i protagonisti a Pordenone degli “Stati Generali ANFFAS sulle Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo”, riguardanti appunto il Friuli Venezia Giulia, squarciando il velo sulle criticità di un territorio considerato come di eccellenza, ma dove vi sono comunque ancora tanti passi da fare per il pieno rispetto dei diritti delle persone con disabilità Foto di gruppo a Pordenone per gli Autorappresentanti dell’ANFFAS Friuli Venezia Giulia

Alice e Manuel hanno parlato di diritto al tempo libero, Francesca ha esortato tutti e tutte al rispetto del diritto all’ascolto, Luca e Carlo si sono soffermati sul diritto alla mobilità, evidenziando i punti deboli di un sistema di verifica e accertamento che guarda ma non vede, che sente ma non ascolta, che si basa su stereotipi, mentre Angelo ha raccontato di un sistema sanitario per cui la persone con disabilità, in particolare quelle con disabilità intellettive e con disturbi del neurosviluppo, sono “invisibili” e trattate come “oggetti”: sono stati loro, gli Autorappresentanti dell’ANFFAS Friuli Venezia Giulia (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo), i protagonisti a Pordenone dei recenti Stati Generali ANFFAS sulle Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo, riguardanti appunto il Friuli Venezia Giulia (se ne legga anche la nostra presentazione), persone che hanno voluto squarciare il velo sulle criticità di un territorio considerato come di eccellenza, ma dove sono comunque ancora tanti i passi da fare, per arrivare davvero ad essere una Regione che rispetti in pieno i diritti delle persone con disabilità.

«In Friuli Venezia Giulia – ha spiegato Maria Cristina Schiratti, presidente dell’ANFFAS della Regione, organizzatrice dell’evento insieme all’ANFFAS Nazionale – è forte la voce degli Autorappresentanti che finalmente durante questi Stati Generali sono stati ascoltati dalle autorità presenti. Dalle varie tavole rotonde proposte sono emerse poi diverse criticità territoriali presenti in alcune zone della nostra Regione, in particolare in Carnia e nelle Valli del Natisone, e sicuramente un grande problema resta quello dei progetti legati all’abitare in autonomia per le persone con disabilità intellettiva e del neurosviluppo: è necessario sicuramente pensare a un coinvolgimento del settore privato sociale. Per quanto riguarda poi l’affiancamento, è necessario uscire dalla stima del minutaggio per le varie attività (ad esempio quanto la persona con disabilità impiega per lavarsi, vestirsi ecc.): ognuno, infatti, deve essere considerato singolarmente ed essere al centro di un progetto personalizzato di vita autonoma».

«Il Friuli Venezia Giulia – ha sottolineato dal canto suo il presidente nazionale dell’ANFFAS Roberto Speziale, in fase di conclusione dell’evento di Pordenone – si contraddistingue per un quadro positivo relativamente alla presa in carico, con alcuni aspetti che hanno criticità ma anche margini di miglioramento. Da anni in questo territorio le varie parti coinvolte hanno trovato forme di collaborazione che vanno convogliate nell’amministrazione condivisa di cui da tempo parliamo. Questo comporta ovviamente uno sforzo da parte di tutti. E tuttavia, il nostro agire deve sempre avere come stella polare il continuare a garantire dignità e diritti alle nostre persone e alle nostre famiglie, e il fulcro di tutto deve essere il Progetto di Vita, il che vuole dire niente più servizi precostituiti o standardizzati, ma flessibilità e sperimentazione: sono certo che continueremo su questa strada e che anche in Friuli Venezia Giulia vedremo ottimi risultati!».
Per l’occasione Speziale ha dato anche appuntamento ai prossimi Stati Generali del Piemonte, il 23 maggio, di cui riferiremo in altra parte del giornale, e all’Assemblea Nazionale ANFFAS del 5-6 luglio a Trieste.

Gli Stati Generali di Pordenone, dunque, hanno nuovamente acceso un ampio dibattito tra le varie parti coinvolte – istituzioni, amministrazioni, Enti del Terzo Settore, operatori del settore, famiglie e persone con disabilità – nel nome di quella co-programmazione e co-progettazione di cui l’ANFFAS è da sempre promotrice, con l’obiettivo primario di arrivare ad una società pienamente inclusiva in ogni suo ambito.
I lavori sono stati moderati da Emanuela Bertini, direttore generale dell’ANFFAS Nazionale e aperti dagli interventi di Emilio Rota, vicepresidente dell’ANFFAS Nazionale e dalla citata Maria Cristina Schiratti.
Intense e proficue sono state sia la sessione dedicata ai Diritti delle persone con disabilita intellettive e disturbi del neurosviluppo. Quadro Generale (il relativo documento è disponibile a questo link), sia le due tavole rotonde che hanno consentito di discutere di servizi per la vita indipendente, del “Durante e Dopo di Noi” e del Progetto di Vita. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: comunicazione@anffas.net.

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L’accessibilità alla comunicazione per le persone sorde e ipoacusiche

19 Maggio 2025 - 5:25pm

Si terrà il 21 maggio a Milano “Comunicare senza barriere… in piazza!”, ovvero “Insieme per garantire alle persone sorde e ipoacusiche l’accessibilità alla comunicazione”, appuntamento conclusivo del progetto “Comunicare senza barriere: azioni e strumenti per una piena inclusione delle persone sorde e ipoacusiche – Edizione 2023/24”, promosso dalla collaborazione tra Regione Lombardia, ENS Lombardia, Lega del Filo d’Oro e Associazione ALFA

È in programma per il 21 maggio a Milano l’evento denominato Comunicare senza barriere… in piazza!, ovvero Insieme per garantire alle persone sorde e ipoacusiche l’accessibilità alla comunicazione, appuntamento conclusivo del progetto Comunicare senza barriere: azioni e strumenti per una piena inclusione delle persone sorde e ipoacusiche – Edizione 2023/24, promosso dalla collaborazione tra il Sistema Sanitario della Regione Lombardia (ATS Brianza/Milano Città Metropolitana), ENS Lombardia (Ente Nazionale Sordi), Lega del Filo d’Oro e ALFA (Associazione Lombarda Famiglie Audiolesi), con il contributo del Ministero per le Disabilità e della Regione Lombardia.

Dalle 10 alle 16 del 21 maggio, dunque, in Piazza Città di Lombardia, 1, a Milano, dopo una parte dedicata esclusivamente alle scuole, a cura dell’Associazione ALFA, vi saranno performance artistiche, simulazioni, immersioni sensoriali, gazebo informativi e condivisioni degli esiti del progetto Comuicare senza barriere. (S.B.)

Ringraziamo per la segnalazione il Pio Istituto dei Sordi di Milano.

A questo link è disponibile il programma completo della giornata. Per ulteriori informazioni: alfaudio@tiscali.it.

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Sono ANDI e ti racconto la paralisi cerebrale

19 Maggio 2025 - 4:59pm

Il progetto europeo “AINCP“, una delle principali ricerche a livello continentale sull’intelligenza artificiale applicata alla paralisi cerebrale, coordinata dall’Università di Pisa, ha pubblicato un opuscolo illustrato, scaricabile gratuitamente nel web, pensato per essere stampato e colorato, rivolgendosi ai ragazzi e alle ragazze tra i 5 e i 15 anni

In occasione della recente Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Accessibilità del 15 maggio scorso, il progetto europeo AINCP, acronimo che sta per Artificial Intelligence in Cerebral Palsy, ossia “Intelligenza artificiale nella paralisi cerebrale”, una delle principali ricerche a livello europeo sull’intelligenza artificiale applicata alla paralisi cerebrale, coordinata dall’Università di Pisa, ha pubblicato un opuscolo illustrato scaricabile gratuitamente a questo link, che è stato pensato per essere stampato e colorato, rivolgendosi ai ragazzi e alle ragazze tra i 5 e i 15 anni.

«Seguendo le linee guida internazionali sull’accessibilità – spiegano i promotori dell’iniziativa -, l’opuscolo è stato progettato come un fumetto, con l’obiettivo di parlare in modo semplice e con un linguaggio innovativo della paralisi cerebrale. Si tratta quindi di un esempio efficace di giornalismo scientifico per ragazzi e ragazze, capace di spiegare concetti complessi in modo accessibile, coinvolgente e visivamente stimolante. L’obiettivo principale è segnatamente quello di far conoscere la paralisi cerebrale e il progetto AINCP, spiegando come la ricerca scientifica più avanzata stia lavorando in modo innovativo. Tra gli aspetti più rilevanti di AINCP, va ricordato, vi sono il coinvolgimento diretto dei ragazzi e delle famiglie e l’impiego di tecnologie d’avanguardia, come l’intelligenza artificiale, per migliorare il futuro delle persone con paralisi cerebrale».

«La pubblicazione dell’opuscolo – viene sottolineato ancora – coincide con il lancio di ANDI, un personaggio dal corpo simile ad uno schermo wearable e con occhi magici che si animano per raccontare ai bambini e alle bambine tutto ciò che conosce. ANDI accompagna i destinatari in un percorso di scoperta attraverso immagini da colorare, esempi pratici e giochi, pensati per essere condivisi con gli amici o, per i più piccoli, con l’aiuto dei genitori». (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento. Per altre informazioni: Roberta Rezoalli (r.rezoalli@gmail.com).

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La nuova Direzione Nazionale UILDM

19 Maggio 2025 - 4:27pm

In occasione delle proprie Manifestazioni Nazionali di Lignano Sabbiadoro (Udine), dedicate al tema “Dall’intelligenza artificiale all’intelligenza inclusiva”, la UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) ha provveduto al rinnovo della propria Direzione Nazionale e del Collegio Nazionale dei Probiviri che resteranno in carica fino al 2028 Partecipanti alle Manifestazioni Nazionali UILDM di Lignano Sabbiadoro (Udine)

In occasione delle proprie Manifestazioni Nazionali di Lignano Sabbiadoro (Udine), presentate nei giorni scorsi anche sulle nostre pagine e dedicate al tema Dall’intelligenza artificiale all’intelligenza inclusiva, la UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) ha provveduto anche al rinnovo della propria Direzione Nazionale e del Collegio Nazionale dei Probiviri che resteranno in carica fino al 2028.
Per la Direzione Nazionale, dunque, sono stati eletti Michele Adamo, Maurizio Conte, Simone Giangiacomi, Michela Grande, Anna Mannara, Stefania Pedroni, Marco Rasconi, Massimiliano Venturi e Antonella Vigna. Per il Collegio dei Probiviri, invece, Luciano Favretto, Liana Garini e Damiano Zampieri.
Nelle prossime settimane verranno determinate anche le varie cariche di Presidente, Vicepresidente, Segretario e Tesoriere. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: uildmcomunicazione@uildm.it.

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Se l’inclusione è solo “di facciata”

19 Maggio 2025 - 4:10pm

Anche se «l’evento “La Grande Sfida – IncontrArti” del 17 maggio all’Arena di Verona è stato presentato come un momento di incontro, cultura e inclusione», in realtà «si è trattato dell’ennesima operazione di facciata»: lo sostengono le due attiviste Valentina Tomirotti e Sofia Righetti, tornando a puntare il dito contro l’Arena di Verona, già nel 2023 uscita soccombente da una causa per discriminazione intentata da entrambe per non essere riuscite a partecipare a due concerti extra-lirici

Anche se «l’evento La Grande Sfida – IncontrArti del 17 maggio all’Arena di Verona è stato presentato come un momento di incontro, cultura e inclusione», in realtà «si è trattato dell’ennesima operazione di facciata»: lo sostengono due attiviste di lungo corso, Valentina Tomirotti, giornalista e con-fondatrice del movimento Live For All, e Sofia Righetti, filosofa, atleta paralimpica e attivista per i diritti delle persone con disabilità, che hanno ancora una volta puntato il dito contro l’Arena di Verona, che già nel 2023 era uscita soccombente da una causa per discriminazione intentata da entrambe per non essere riuscite a partecipare a due concerti extra-lirici (se ne legga a questo link).
«L’Arena di Verona continua a non essere un luogo realmente accessibile, eppure viene scelta come palcoscenico per un evento che pretende di parlare di inclusione. Questa è ipocrisia istituzionalizzata – ha denunciato Tomirotti –. Ci troviamo davanti all’uso della disabilità come foglia di fico per lavare l’immagine di chi, nei fatti, continua a discriminare gli spettatori con disabilità».

A preoccupare non è solo l’inadeguatezza della location, ma anche la narrazione stessa. «Questi eventi non fanno altro che strumentalizzare le storie delle persone con disabilità per generare empatia a comando – ha osservato Righetti –. L’inclusione non è un tema da palcoscenico, ma una responsabilità collettiva. Se non parte da un cambiamento strutturale, resta uno spettacolo per coscienze sporche».

Secondo le due attiviste «non si può parlare di “sfida” se l’unico ostacolo che si continua ad aggirare è quello del cambiamento reale. L’accesso limitato, i posti riservati insufficienti o marginali, l’assenza di percorsi realmente fruibili, e la mancanza di ascolto delle persone direttamente coinvolte sono segnali evidenti di una cultura che preferisce rappresentare la disabilità piuttosto che includerla». «Non ci servono testimonial o momenti emozionali, ma spazi, voce e pari opportunità. L’inclusione non può essere “un hashtag di marketing”. Deve essere la base su cui si costruisce ogni progetto culturale», aggiunge ancora Tomirotti.

«Eventi come questo alimentano una falsa percezione di progresso – sottolineano ancora le due attiviste –, quando nella realtà quotidiana permangono discriminazioni sistemiche: dalle barriere fisiche alla marginalizzazione culturale, dalla tokenizzazione mediatica alla mancata consultazione delle persone direttamente coinvolte».
«Fino a che gli spettatori con disabilità non avranno gli stessi diritti e opportunità in Arena come i non-disabili, questi eventi token [eventi simbolici, N.d.R.] non fanno altro che suggellare la discriminazione e la segregazione di cui sono vittime le persone con disabilità che vogliono partecipare agli spettacoli e ai concerti», annota Righetti.
«L’inclusione non è una scenografia da montare a seconda delle occasioni. È un lavoro collettivo e continuo che deve partire dal rispetto concreto e quotidiano dei diritti», rimarcano in conclusione le due attiviste.

Va per altro ricordato che sia Tomirotti che Righetti sono due promotrici del già citato movimento Live For All, un movimento nato proprio per ripensare l’accesso alla cultura, allo sport e allo spettacolo in chiave inclusiva e universale, concretizzatosi in una petizione sulla piattaforma Change.org per promuovere il Manifesto per Eventi dal vivo Accessibili.
Lo strumento si propone il raggiungimento di cinque obiettivi: prenotazioni uguali a tutti gli altri, con un click; numeri democratici; posti adeguati; basta segregazioni; nuovi parametri di progettazione delle infrastrutture.
Proprio in riferimento al citato Manifesto, le due attiviste osservano come esso sia «uno strumento concreto, politico e operativo per cambiare davvero le cose. Non è un elenco di buone intenzioni, ma un patto di responsabilità per organizzatori, istituzioni e spazi culturali. Perché l’inclusione non è una trovata da palco, ma un lavoro sistemico». (Simona Lancioni)

Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’h – Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

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Ogni volta che cade una barriera (culturale e non), nasce “un drago di possibilità”!

19 Maggio 2025 - 1:51pm

Presentato nei giorni scorsi, sarà una vera e propria “avventura pedagogica” il progetto “Forse un drago nascerà”, in cui la celebre Pianacoteca di Brera di Milano aprirà le porte a persone, bambini e adulti con disabilità intellettiva e autismo. A realizzare l’iniziativa sarà l’Associazione L’abilità , insieme ai Servizi Educativi della stessa Pinacoteca di Brera, sostenuta dall’Impresa Sociale I Bambini delle Fate
Il tavolo dei relatori durante l’incontro di presentazione del progetto “Forse un drago nascerà”

È stato presentato nei giorni scorsi a Milano il progetto denominato Forse un drago nascerà, realizzato dall’Associazione L’abilità, insieme ai Servizi Educativi della Pinacoteca di Brera, sostenuta dall’Impresa Sociale I Bambini delle Fate.
Si può definire tale iniziativa come una vera e propria “avventura pedagogica” in cui il celebre museo di Milano apre le porte a persone, bambini e adulti con disabilità intellettiva e autismo, «diventando – come sottolineano da L’abilità – spazio di benessere e qualità della vita, di immaginazione e di emozioni».

Il progetto si articolerà dunque in varie attività all’interno della Pinacoteca di Brera da ottobre 2025 fino a giugno 2026, a partire da un percorso di laboratori ludico-creativi della durata di un anno, che coinvolgerà un gruppo di bambini con autismo, fino a un percorso di visite guidate dedicate a gruppi di giovani e adulti con disabilità intellettiva.
Durante i laboratori ludico-creativi, gestiti dai Servizi Educativi della Pinacoteca di Brera, con il supporto dell’équipe pedagogica dell’Associazione L’abilità, i bambini e le bambine, oltre a dialogare con le opere esposte nel museo, potranno rielaborare le proprie emozioni in un percorso libero dalle logiche di prestazione, inclusivo e attento ai loro bisogni. Le visite guidate per i giovani e gli adulti con disabilità, invece, saranno il punto di partenza per più profonde osservazioni sull’arte e su come questa si rifletta sulla loro vita: «un percorso – spiegano i promotori – che porterà l’arte fuori dai confini del museo grazie al lavoro che i partecipanti proseguiranno nei loro servizi di appartenenza, insieme ai propri educatori e agli operatori dell’Associazione L’abilità». «In tal modo – aggiungono – la Pinacoteca rappresenterà uno spazio libero dove potersi esprimere, dando forma a quello che è stato definito il proprio “drago interiore”, un drago che può nascere da una macchia di colore, da un’emozione inaspettata o anche da un foglio in bianco».

«Questa iniziativa – dichiara Laura Borghetto, direttrice generale dell’Associazione L’abilità – è più di un progetto educativo, è un gesto concreto di inclusione, che permetterà ai bambini e agli adulti con disabilità intellettiva e con autismo di “abitare il museo”, sentendosi accolti e avendo la possibilità di esprimersi liberamente. È del resto proprio grazie al dialogo continuo tra il museo e il territorio che il museo stesso dà senso alla parola inclusione, se è vero che quando una barriera cade, un drago di possibilità nasce e l’arte e la cultura diventano davvero patrimonio di tutti e tutte, senza distinzioni. Siamo quindi felici e orgogliosi che il nostro contributo possa riempire di significato questa parola e continuare a cambiare, insieme, il volto della società».

Il progetto, va anche ricordato in conclusione, sarà reso possibile grazie al sostegno di numerose aziende, piccole e grandi, che hanno voluto creare impatto sociale in modo concreto e innovativo. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: comunicazione@labilita.org (Anna Tipaldi).

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Il calcio mi ha fatto sentire parte di una squadra, protagonista!

19 Maggio 2025 - 1:26pm

«Il calcio è vita, mi ha fatto sentire parte di una squadra, protagonista»: lo ha detto un giovane atleta di Special Olympics, il movimento di sport praticato da persone con disabilità intellettive, durante l’incontro di presentazione della “XXV Special Olympics European Football Week“, evento che si protrarrà fino al 24 maggio in oltre 45 Paesi di Europa-Eurasia, coinvolgendo più di 35.000 atleti/atlete con e senza disabilità intellettive

«Il calcio mi ha dato fiducia, mi ha insegnato a credere in me stesso» e «Il calcio è vita, mi ha fatto sentire parte di una squadra, protagonista»: lo hanno detto rispettivamente Antonio Barbato e Kristian Trifolelli, due giovani atleti di Special Olympics, il movimento di sport praticato da persone con disabilità intellettive, durante l’incontro di presentazione, presso la sede della Federazione Italiana Giuoco Calcio, della XXV Special Olympics European Football Week, che ha già preso il via in questi giorni e che si protrarrà fino al 24 maggio in oltre 45 Paesi di Europa-Eurasia, appuntamento ormai “storico”, che vedrà impegnati oltre 35.000 atleti/atlete con e senza disabilità intellettive, protagonisti di centinaia di eventi, con il supporto delle federazioni calcistiche, delle scuole e delle comunità locali.

«Venticinque anni fa abbiamo avviato l’European Football Week come Paese pilota – ha sottolineato in sede di presentazione dell’evento Alessandra Palazzotti, direttore Nazionale di Special Olympics Italia, organizzazione che tra l’altro aderisce alla FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) – e oggi i Paesi coinvolti sono ben 45,  un traguardo che racconta un percorso costruito grazie al gioco di squadra. Un’esperienza che continua a cambiare la vita, non solo degli Atleti, ma anche degli Atleti Partner coinvolti. Se in questi 25 anni siamo riusciti a realizzare tutto questo, immaginiamo dunque cosa potremo fare nei prossimi!». (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ampio approfondimento sulla presentazione della XXV Special Olympics European Football Week. Per altre informazioni: Ufficio Stampa Special Olympics Italia (Giampiero Casale), stampa@specialolympics.it.

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Il “Festival della Salute” è “sbarcato” in Emilia Romagna

19 Maggio 2025 - 12:47pm

Dopo 17 edizioni in Toscana, “sbarca” da oggi, 19 maggio, fino a sabato 24 in Emilia Romagna il Festival della Salute, tra Bologna e Casalecchio di Reno, con convegni in città, ma anche con iniziative per promuovere concretamente la prevenzione e l’educazione alimentare, il tutto ponendo l’accento sui due pilastri del vivere bene, salute e prevenzione, mettendo insieme rappresentanti delle Istituzioni, della Sanità, del Terzo Settore e del Volontariato

opo diciassette edizioni in Toscana, “sbarca” da oggi, 19 maggio, fino a sabato 24 in Emilia Romagna il Festival della Salute, tra Bologna e Casalecchio di Reno, con convegni in città, ma anche con iniziative per promuovere concretamente la prevenzione e l’educazione alimentare, il tutto ponendo l’accento sui due pilastri del vivere bene, salute e prevenzione, mettendo insieme rappresentanti delle Istituzioni, della Sanità, del Terzo Settore e del Volontariato.

«Il Festival della Salute – sottolineano i promotori – ha l’obiettivo di diffondere maggiore cultura e consapevolezza nei cittadini e nelle cittadine, promuovendo e tutelando il bene più prezioso quale è la salute. L’evento, dunque, vuole essere strumento di promozione, informazione e conoscenza, finalizzato alla promozione della salute e alla modifica di comportamenti inadeguati che favoriscono l’insorgere di malattie quali l’obesità, di grande rilevanza epidemiologica oltre che piaghe sociali sempre più diffuse. Le parole chiave sono prevenzione, cura e fragilità, dove un atteggiamento propositivo delle persone rimane indispensabile».

Tutti gli appuntamenti promossi dal Festival della Salute – organizzato in collaborazione con i Comuni di Bologna e Casalecchio di Reno, in collaborazione con il Dipartimento Prevenzione dell’AUSL di Bologna – saranno gratuiti e aperti alla cittadinanza. (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ulteriore presentazione, a quest’altro link il programma completo. Per altre informazioni: Ufficio Stampa del Festival della Salute (Deborah Annolino), d.annolino@adcommunications.it.

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I due centenari celebrati dall’Istituto Statale Augusto Romagnoli

19 Maggio 2025 - 12:19pm

Dopo che nell’ottobre dello scorso anno era stato impegnato con il centenario della prima pubblicazione di “Ragazzi ciechi“ di Augusto Romagnoli, il 21 e il 22 maggio l’Istituto Statale Augusto Romagnoli di Roma celebrerà con un convegno internazionale un altro centenario, vale a dire l’istituzione nel 1925 della “Regia Scuola di Metodo per insegnanti e maestri istitutori dei ciechi”, diretta dallo stesso professor Romagnoli fino alla sua morte nel 1946 L’Istituto Statale Augusto Romagnoli di Roma è subentrato alla precedente “Regia Scuola di Metodo per insegnanti e maestri istitutori dei ciechi”

«Ciò che crea un evento è ciò che è vivo, e ciò che è vivo è ciò che non si protegge dalla perdita di se stesso» (Christian Bobin, 1997), per dirla con le parole di un poeta. I due centenari che, a breve distanza, l’Istituto Statale Augusto Romagnoli di Roma ha organizzato sono un’importante, poetica, testimonianza di vita. Il 23 ottobre dello scorso anno, infatti [se ne legga anche in Superando a questo link, N.d.R.], l’Istituto è stato impegnato nel centenario della prima pubblicazione di Ragazzi ciechi di Augusto Romagnoli, mentre i prossimi 21 e 22 maggio si occuperà di un altro centenario: l’istituzione nel 1925, con Regio Decreto 2483, della Regia Scuola di Metodo per insegnanti e maestri istitutori dei ciechi, diretta dallo stesso professor Romagnoli fino alla sua morte nel 1946. Successivamente alla scuola di metodo, è nato l’Istituto Statale Augusto Romagnoli.
Per celebrare dunque il centenario dell’istituzione della Scuola di Metodo, a Roma, presso l’Istituto Romagnoli (Via Gregorio VII, 601), avrà luogo il 21 e 22 maggio, come detto, un convegno internazionale organizzato dall’Istituto stesso, insieme al Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Roma Tre, in collaborazione con l’UICI Nazionale (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e con il patrocinio della SIPeS (Società Italiana di Pedagogia Speciale) (a questo link è disponibile il programma completo del convegno).

Ma quale motivazione spinge l’Istituto Romagnoli a celebrare i due centenari? Di sicuro la consapevolezza della validità delle intuizioni tiflopedagogiche di Augusto Romagnoli, della modernità delle sue tesi, la necessità del compito di reinventare, come è sempre bene fare, non di imitare, le pratiche didattiche che Romagnoli proponeva. Reinventarle sulla base dei suoi sempre validi criteri educativi.
Il “metodo Romagnoli” in questi cento anni si è arricchito della mediazione del mondo e resiste alla perdita di se stesso. Lo dimostrano i numerosissimi contatti per consulenze, formazione, affiancamento che l’Istituto ha con le scuole tutte e non solo con quelle del Lazio. Lo dimostra la risposta dell’Istituto ai bisogni formativi dei docenti in servizio. E la risposta l’Istituto la trova guardando ai punti fermi che Augusto Romagnoli ha indicato, le cose essenziali che cento anni fa sono state individuate per un’educazione volta alla piena realizzazione di una persona con disabilità visiva: il gioco, l’orientamento, l’educazione al tatto, il Braille, l’educazione estetica, la musica, l’educazione immaginativa. E poi il confronto, la condivisione, tra persone che hanno diversi funzionamenti visivi: persone che vedono, persone che non vedono, persone che vedono poco, persone che vedono a loro modo. Inclusione!
La dinamicità dell’Istituto sta anche nel creare nuove strade, per interpretare, in modo sempre più convincente, il mandato istituzionale. E nel mandato istituzionale dell’Istituto la ricerca tiflopedagogica ricopre un ruolo importante. Con lo sguardo al passato, ma rivolti al futuro, l’Istituto ha dato avvio ad un importante accordo quadro di collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Roma Tre. Nato sotto l’impulso di un Dottorato di Ricerca sulla disabilità visiva e l’educazione immaginativa, tale accordo è l’occasione per disegnare insieme nuovi e importanti progetti di ricerca tiflopedagogica. Ed è questo il motivo per cui i due centenari sono stati promossi e organizzati congiuntamente dall’Istituto Romagnoli e dall’Università Roma Tre, ad avviare un proficuo percorso, caratterizzato da generosità professionale e autentico desiderio di esplorare insieme spazi di confronto, di confine, di superamento di barriere ed esclusioni, che se non si individuano si sommano.

Tornando al convegno dei prossimi giorni, il 21 maggio ci si focalizzerà sulla scuola di metodo e i criteri educativi di Augusto Romagnoli: I racconti dei luoghi e delle persone. Il 22 maggio, invece, sarà centrato innanzitutto su un tavola rotonda dedicata all’importanza dell’insegnamento e del laboratorio sulle disabilità sensoriali visive nel corso della specializzazione per le attività di sostegno. A seguire si parlerà del dono della testimonianza dei genitori, si presenteranno le buone pratiche delle scuole e anche un percorso di ricerca.

Nel ricordare dunque che l’Istituto Augusto Romagnoli è un Istituto Statale, di tutte e tutti, non si può che concludere con l’invito a tutte e tutti a partecipare, a raggiungerci, a contribuire a questa bella pagina di vita.

*Docente dell’Istituto Statale Augusto Romagnol” e PhD student del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Roma Tre.

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Le nuove misure per la tutela dei “clienti vulnerabili” nel settore energetico

16 Maggio 2025 - 6:20pm

La Legge 60/25, testo di conversione del Decreto Legge 19/25, recante “Misure urgenti in favore delle famiglie e delle imprese di agevolazione tariffaria per la fornitura di energia elettrica e gas naturale, nonché per la trasparenza delle offerte al dettaglio e il rafforzamento delle sanzioni delle Autorità di vigilanza”, ha introdotto ulteriori supporti e tutele per i cosiddetti “clienti vulnerabili”, tra cui le persone con disabilità, rispetto allo stesso Decreto Legge che ha convertito

Nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 29 aprile scorso, è stata pubblicata la Legge 60/25, testo di conversione del Decreto Legge 19/25, recante Misure urgenti in favore delle famiglie e delle imprese di agevolazione tariffaria per la fornitura di energia elettrica e gas naturale, nonché per la trasparenza delle offerte al dettaglio e il rafforzamento delle sanzioni delle Autorità di vigilanza.
Questa Legge, oltre a confermare le previsioni relative ai supporti e alle tutele per i cosiddetti “clienti vulnerabili”, presenti nel Decreto Legge che è andata a convertire, ne ha introdotto di ulteriori.

Prima di tutto, è opportuno ricordare che rientrano nella categoria dei “clienti vulnerabili”, secondo l’articolo 11 del Decreto Legislativo 210/21, coloro che si trovano in condizioni economicamente svantaggiate; coloro che versano in gravi condizioni di salute, tali da richiedere l’utilizzo di apparecchiature medico-terapeutiche alimentate dall’energia elettrica, necessarie per il loro mantenimento in vita, ai sensi dell’articolo 1, comma 75 della Legge 124/17; coloro che hanno il riconoscimento della propria condizione di disabilità, come da articolo 3 della Legge 104/92; le persone ultrasettantacinquenni; i titolari di utenze che si trovano nelle isole minori non interconnesse o ubicate in strutture abitative di emergenza, in ragione di calamità naturali.

Ebbene, le novità rivolte ai “clienti vulnerabili”, presenti nella Legge 60/25, sono quelle di seguito elencate.
° La recente normativa ha stabilito che per il 2025 venga riconosciuto un contributo straordinario di 200 euro, volto a coprire le spese di fornitura di energia elettrica, destinato a chi ha un ISEE pari o inferiore a 25.000 euro. A tale contributo si provvede nel limite delle risorse disponibili, necessarie a garantirne la copertura, a qualsiasi titolo, sul bilancio della Cassa per i servizi energetici ambientali.
È importante evidenziare che il suddetto contributo si aggiunge a quelli già esistenti nel nostro ordinamento, ovvero i “bonus sociali elettrico e gas”, che non vengono modificati.

° All’articolo 2, la Legge 60/25 conferma quanto già sancito dal Decreto Legge 19/25, relativamente al permanere dei clienti vulnerabili nel mercato tutelato. Essi potranno infatti evitare il passaggio obbligatorio al mercato libero fino al 31 marzo 2027.
In aggiunta, la norma introduce un regime transitorio per i clienti vulnerabili che non abbiano selezionato un fornitore nel mercato libero o nel servizio a tutele graduali, prevedendo che tali clienti continuino a essere riforniti attraverso il servizio di maggior tutela.

° Il nuovo comma 2 dell’articolo 2 stabilisce che non sia pignorabile l’abitazione di proprietà di una persona che abbia acquisito la qualifica di cliente vulnerabile, qualora il suo debito, derivante dal mancato pagamento delle bollette elettriche condominiali, non superi i 5.000 euro.
L’immobile, per essere non pignorabile in questa circostanza, deve essere l’unico posseduto dal debitore, deve essere il suo luogo di residenza e non deve rientrare nella categoria delle abitazioni di lusso.

° Lo stesso articolo, al comma 3, sancisce che coloro che dovessero diventare clienti vulnerabili e che al momento ricevono l’energia elettrica da servizi di fornitura a tutela graduale, continuino a ricevere tale prestazione energetica fino alla fine della sua durata, precedentemente stabilita.

° All’articolo 4, la Legge 60/25 introduce disposizioni in favore delle famiglie e microimprese vulnerabili, per far fronte all’emergenza dell’aumento dei prezzi del gas naturale e dell’energia elettrica, derivanti dall’aumento del prezzo internazionale del gas. Nello specifico, viene previsto che i soldi derivanti dall’aumento dell’IVA, causato dall’incremento del prezzo del gas, siano destinati a misure di sostegno per le famiglie e le microimprese vulnerabili, al fine di contenere il maggiore onere da queste sostenuto per la fornitura di gas naturale ed energia elettrica.
Le suddette somme saranno inserite in un apposito Fondo del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

*Centro Studi Giuridici HandyLex della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).

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“InVisibili”, ovvero “In fondo basta guardarsi dentro”

16 Maggio 2025 - 5:54pm

Dopo una preparazione di mesi, andrà in scena nella serata del 17 maggio a Crema (Cremona) la rappresentazione di “InVisibili. In fondo basta guardarsi dentro“, spettacolo promosso dalla Fondazione Alba ANFFAS Crema (Cremona), che ha coinvolto una trentina di persone di tale organizzazione Le tante persone coinvolte nella rappresentazione di “InVisibili”

Dopo una preparazione durata mesi, siamo ormai alla vigilia della rappresentazione di InVisibili. In fondo basta guardarsi dentro, spettacolo promosso dalla Fondazione Alba ANFFAS Crema (Cremona), che andrà appunto in scena nella serata di domani, sabato 17 maggio, al Teatro San Domenico di Crema.

Ideatrici della rappresentazione – che coinvolge una trentina di persone dell’ANFFAS (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo), che hanno anche partecipato alla scrittura dei testi – sono state le educatrici Alice Guanzini e Chiara Marchesi, appassionate referenti del progetto, in collaborazione con l’attore e regista Nicola Cazzalini e la locale Associazione Liberi e Forti, il tutto avvalendosi del patrocinio del Comune di Crema.

«InVisibili – spiegano Guanzini e Marchesi – nasce da un percorso psico-corporeo sulla consapevolezza e sul riconoscimento delle emozioni, cominciato nel 2022, al quale ha partecipato un gruppo eterogeneo di persone adulte con disabilità. A gennaio 2023, il lavoro svolto nell’anno precedente è stato rappresentato attraverso una mostra, dal nome Emozioni, allestita presso il Servizio Diurno Alternativo». (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di approfondimento. Per altre informazioni: comunicazione@fondazionealba.it (Luca Guerini).

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“Oltre il sipario, il cuore”: quando l’inclusione sale davvero sul palco

16 Maggio 2025 - 4:54pm

La recente rappresentazione a Savona dello spettacolo “Oltre il sipario, il cuore” non è stata una semplice performance, ma un’esperienza che ha coinvolto il cuore, che ha reso reale e palpabile il significato di inclusione. Giovani con e senza disabilità hanno lavorato insieme in un progetto, suscitando emozioni forti che hanno commosso ogni spettatore Un momento della rappresentazione di “Oltre il sipario, il cuore”

Con la rappresentazione di Oltre il sipario, il cuore, il 6 maggio scorso, al Teatro Gabriello Chiabrera di Savona, sul palco è accaduto qualcosa di straordinario. Non si è trattato di una semplice performance, ma di un’esperienza che ha coinvolto il cuore, che ha reso reale e palpabile il significato di inclusione. Giovani con e senza disabilità hanno lavorato insieme in un progetto, suscitando emozioni forti che hanno commosso ogni spettatore.

Una rete di persone, esperienze e territori
Ciò che ha reso unica quella rappresentazione non è stato tanto l’aspetto tecnico, quanto il percorso umano che lo ha preceduto. Un viaggio condiviso, fatto di ascolto, pazienza e della volontà di tirare fuori il meglio da ognuno. La forza di un progetto che ha unito esperienze diverse, creando relazioni vere.
Le Associazioni Seconda Stella A Destra e DNA Musica hanno avuto un ruolo centrale, focalizzando l’attenzione sulle persone e valorizzando le capacità di ognuno. Fondamentale anche il contributo di Marco Caudullo, direttore artistico di DNA Musica e direttore di scena dell’evento, che ha guidato il lavoro con visione e coerenza, contribuendo in modo decisivo alla riuscita dello spettacolo.
Tra le realtà che hanno partecipato all’iniziativa, pur non essendo presenti sul palco, vi è stata anche l’Associazione Genitori de La Nostra Famiglia Regione Liguria, che ha offerto un supporto concreto e prezioso. Insieme ad altre realtà del territorio e al Comune di Savona, ha reso possibile la realizzazione del progetto anche attraverso un impegno condiviso nelle risorse messe a disposizione.
Alla base di questa realtà, come detto, c’è stato un percorso più ampio, costruito nel tempo attraverso relazioni e alleanze, un’iniziativa frutto del lavoro congiunto di diverse Associazioni che fanno parte di Insieme si può, programma regionale ligure, nato per creare sinergie tra Enti del Terzo Settore e Istituzioni.
Questo progetto, dunque, ha visto la partecipazione di molteplici realtà, che hanno contribuito non solo con risorse, ma anche con competenze e impegno. Tale supporto ha permesso di offrire non solo opportunità, ma anche strumenti e risorse per dare forma ad esperienze concrete di inclusione, come quella vissuta sul palco del Teatro Chiabrera.
Un risultato che nasce dall’impegno condiviso di chi ogni giorno promuove una cultura capace di valorizzare ogni persona, mettendo al centro la partecipazione e il rispetto delle differenze. Ed è proprio da questa rete di alleanze e visioni condivise che ha preso forma qualcosa di più di uno spettacolo. Un’esperienza viva, fatta di presenze, voci e gesti capaci di toccare profondamente.

Un’altra immagine della rappresentazione di “Oltre il sipario, il cuore”

Il linguaggio universale delle emozioni
Ciò che è successo sulla ribalta è difficile da raccontare. Ogni gesto e ogni sguardo trasmettevano sincerità, la bellezza di un incontro che non aveva paura di mostrarsi per quello che era.
In un mondo che spesso teme la differenza, questo spettacolo ha dimostrato che la diversità è un valore, una risorsa da mettere al centro. Il pubblico lo ha percepito, ha sentito l’energia che veniva dal palco. C’era una connessione speciale tra artisti e spettatori, un’energia che ha unito tutti in un’unica emozione.

Un modello da cui trarre ispirazione
Oltre il sipario, il cuore ci lascia un messaggio forte: l’inclusione non è un concetto astratto, ma un processo che richiede impegno, cura e relazioni vere. Non è qualcosa che si costruisce in un giorno, ma un cammino che si fa insieme, giorno dopo giorno. E questo progetto mostra che una cultura inclusiva è possibile. Non è un sogno, ma una realtà concreta che nasce quando le comunità si impegnano seriamente. Invita a guardare ogni persona per ciò che è, senza pregiudizi e senza etichette.

Guardare oltre il sipario: una scelta che cambia tutto
Il titolo dello spettacolo, Oltre il sipario, il cuore, non poteva essere più appropriato. È un invito a guardare oltre, a non fermarsi alla superficie, a scoprire l’altro nella sua totalità senza filtri ed a riconoscere il valore di ogni persona.
Iniziative come questa ricordano che l’arte può essere uno strumento potente di cambiamento, capace di unire e di costruire ponti. Tali progetti insegnano inoltre che la vera bellezza nasce quando incontriamo l’altra persona con rispetto e senza pregiudizi.
Se vogliamo una società più giusta e accogliente dobbiamo partire da qui: dall’ascolto, dalla partecipazione e dalla relazione. Solo così possiamo andare oltre il sipario e scoprire che, alla fine, il cuore è il vero protagonista di ogni cambiamento.

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Elena Tomei, talento e inclusione sul palco con “La casalinga imperfetta”

16 Maggio 2025 - 4:22pm

Elena Tomei, attrice con disturbo dello spettro autistico, torna sul palco con “La casalinga imperfetta”, monologo in gara il 18 maggio alla rassegna “Artisti sul Comò” al Teatro Antigone di Roma. Dopo il successo di “Come dentro un Film”, Tomei porta in scena una storia di quotidianità e cambiamento, confermando un teatro da vivere come spazio di inclusione e crescita Elena Tomei

Il teatro si fa inclusione con Elena Tomei, giovane attrice con disturbo dello spettro autistico che continua a distinguersi sulla scena teatrale. Dopo il successo ottenuto con Come dentro un film, spettacolo scritto e diretto da Veronica Liberale (ne abbiamo parlato in più di un’occasione, come ad esempio a questo link), Tomei torna sul palco con un nuovo monologo, La casalinga imperfetta, che sarà in gara il 18 maggio alla rassegna comica Artisti sul Comò presso il Teatro Antigone di Roma (Via Vespucci, 42, ore 18).

Scritto da Francesca Nunzi e diretto da Romina Bufano, La casalinga imperfetta racconta la vita di una donna schiacciata da obblighi e preconcetti che, attraverso il racconto sincero e senza filtri delle proprie esperienze, invita il pubblico a riflettere e sorridere.
Nel suo percorso, Tomei ha dimostrato come l’arte sia uno strumento di espressione e crescita, vincendo tra l’altro, il Premio Lysistrata e affermandosi con spettacoli che mettono in luce il valore della diversità.
La sua interpretazione in Come dentro un film ha emozionato il pubblico con una storia di amicizia e riscatto, mentre nel nuovo spettacolo si cimenta con ironia in un racconto sulla vita quotidiana delle donne.

Un appuntamento da non perdere, quindi, quello del 18 maggio, dove Elena Tomei porta in scena una storia che parla di vita quotidiana e cambiamento, mostrando ancora una volta il valore dell’inclusione nel teatro. (C.C.)

Per ulteriori informazioni: elenatomei1990@gmail.com.

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L’anima “invisibile” delle imbarcazioni: il Museo Omero racconta la costruzione navale

16 Maggio 2025 - 4:06pm

Il Museo Tattile Statale Omero di Ancona propone un percorso accessibile per esplorare la costruzione navale, con l’anteprima della mostra “Barche e Navi – Forme, Strutture, Materiali”, in programma dal 17 al 22 maggio. L’esposizione, pensata per essere fruita anche da persone con disabilità visiva, porta alla luce l’anima invisibile delle imbarcazioni

Un viaggio nel mondo della costruzione navale, tra tecnica, ingegno e cultura del mare, accessibile a tutti e a tutte. È questo il cuore della mostra Barche e Navi – Forme, Strutture, Materiali, anteprima di un progetto espositivo più ampio, curato dal Museo Tattile Statale Omero di Ancona e dall’Associazione Culturale Uomini delle Navi, con il sostegno di Fincantieri, CRN, IIS Volterra-Elia, Cooperativa Motopescherecci e Società Rimorchiatori.

L’esposizione, ospitata dal 17 al 22 maggio nel Foyer Auditorium della Mole Vanvitelliana di Ancona, permette di esplorare il mondo delle imbarcazioni attraverso modelli in scala, disegni tecnici in rilievo e materiali autentici, nel pieno rispetto dell’approccio inclusivo che da sempre contraddistingue il Museo Omero.
Affacciandosi su un porto o scrutando il mare aperto, lo sguardo viene inevitabilmente catturato dalle sagome delle imbarcazioni. Alcune sostano silenziose all’ormeggio, altre solcano l’acqua, generando scenari sempre nuovi. Ogni nave racconta una storia diversa: la vela del diportista, il peschereccio, il traghetto carico di auto e persone, la nave passeggeri, lo yacht scintillante o la gigantesca porta-container. Di ciascuna vediamo solo la parte emersa, ma è ciò che si cela sotto la linea di galleggiamento a costituirne la vera anima strutturale.
La mostra si concentra proprio su questo “invisibile”, portandolo alla luce attraverso una selezione di modelli in scala che illustrano forme e strutture degli scafi, permettendo di comprendere come si progetta e si costruisce una nave, quali materiali vengono utilizzati e come si passa dall’idea iniziale alla sua concreta realizzazione.

L’inaugurazione ufficiale è prevista per la mattinata del 17 maggio (ore 11), nell’àmbito del festival Tipicità in blu, dedicato al mare e alle molteplici espressioni di esso. (C.C.)

Durante i giorni di apertura, il pubblico potrà visitare la mostra sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, mentre da lunedì a giovedì sarà accessibile dalle 16 alle 19. Per ulteriori informazioni: redazione@museoomero.it (Monica Bernacchia).

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I risultati di “Artemisia” nei confronti della violenza contro le donne con disabilità

16 Maggio 2025 - 12:45pm

Il convegno “Nessuna esclusa”, in programma per il 20 maggio a Milano, sarà l’occasione per presentare i risultati di tre anni di lavoro di formazione e sensibilizzazione, ovvero di quanto fatto nell’àmbito del progetto “Artemisia”, per fare emergere la violenza di genere ai danni delle donne e delle ragazze con disabilità e favorirne la presa in carico Artemisia Gentileschi, “Autoritratto come allegoria della Pittura” (particolare), (1638-39), Royal Collection Trust, Londra (Foto: Bridgeman/Aci). Alla pittrice secentesca si ispira il nome del progetto promosso in Lombardia

In questi anni abbiamo seguito costantemente sulle nostre pagine il progetto avviato in Lombardia il 3 dicembre 2022, con il nome di Artemisia – abbreviazione per “Attraverso Reti TErritoriali eMersione di SItuAzioni di violenza”, ma chiamato così anche in onore di Artemisia Gentileschi (nata nel 1593 e deceduta tra il 1652 e il 1656), la nota pittrice che subì una violenza sessuale a cui reagì facendo processare e condannare il colpevole) –, iniziativa promossa dalle Fondazioni Somaschi, ASPHI e Centro per la Famiglia Card. Carlo Maria Martini, insieme alla LEDHA (la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità che costituisce la componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) e al CEAS (Centro Ambrosiano di Solidarietà).
Quelle stesse organizzazioni hanno ora promosso per la mattinata del 20 maggio a Milano, presso la Sala Alessi di Palazzo Marino, il convegno Nessuna esclusa, che sarà appunto l’occasione per presentare i risultati di tre anni di lavoro di formazione e sensibilizzazione, per fare emergere la violenza di genere ai danni delle donne e delle ragazze con disabilità e favorirne la presa in carico.

«La collaborazione tra le organizzazioni che hanno promosso Artemisia – spiegano dalla LEDHA – si è concretizzata in un percorso formativo che ha coinvolto sia le operatrici dei Centri Antiviolenza, sia quanti operano nell’àmbito della disabilità. Questo lavoro in rete ha permesso di ottenere in soli tre anni risultati importanti, che verranno presentati durante il convegno del 20 maggio, a partire dall’approccio all’accoglienza delle donne con disabilità che si sono rivolte ai Centri Antiviolenza per chiedere aiuto».

Aperto dai saluti della ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, dell’assessore al Welfare del Comune di Milano Lamberto Bertolè e del direttore di Fondazione di Comunità Milano Filippo Petrolati, il convegno prevede poi gli interventi delle realtà coinvolte nel progetto che illustreranno le azioni messe in campo e le prospettive future di Artemisia.
A concludere, vi sarà una tavola rotonda con Giuseppe Arconzo, delegato del Sindaco di Milano per le Politiche sull’Accessibilità; Elena Lucchini, assessora alla Famiglia, alla Solidarietà Sociale, alla Disabilità e alle Pari Opportunità della Regione Lombardia; Miriam Pasqui della Direzione Welfare e Salute, Area Diritti e Inclusione del Comune di Milano; Mirco Fagioli della Struttura Complessa Rete Sociosanitaria e Sociale di ATS Milano Città Metropolitana; Manuela Zaltieri, presidente dell’Ordine degli assistenti sociali. (S.B.)

Per ogni ulteriore informazione: ufficiostampa@ledha.it.

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Inclusione e territorio: la nuova sede della Cooperativa Margherita di Sandrigo

16 Maggio 2025 - 12:19pm

La Cooperativa Margherita inaugura la sua nuova sede a Sandrigo (Vicenza), uno spazio pensato per accogliere e supportare persone con disabilità, anziani e bambini. L’evento, aperto alla cittadinanza, segna anche l’inizio del percorso verso la creazione di una Fondazione per garantire la continuità delle attività e rafforzare il legame con il territorio

Nella mattinata di sabato 17 maggio (ore 10), nel Comune di Sandrigo, in provincia di Vicenza (presso la Sala Teatro Arena di Via San Gaetano, 12), si terrà l’inaugurazione ufficiale della nuova sede della Cooperativa Margherita, nata grazie al progetto Un cuore grande come una casa.
L’evento, aperto alla cittadinanza, celebrerà la ristrutturazione dell’immobile concesso gratuitamente per 22 anni dalla Parrocchia di Sandrigo e presenterà il percorso verso la nascita di una Fondazione dedicata alla sostenibilità delle attività della Cooperativa che da trent’anni progetta e gestisce servizi per persone con disabilità, anziani, bambini e ragazzi.

La nuova sede, situata in Via San Gaetano, 14, ospiterà servizi innovativi per la comunità: Dopo di Noi e Vita Indipendente per persone con disabilità, In Gaja per anziani fragili e le loro famiglie, e Creability, un progetto creativo per bambini con disabilità. «Non solo uno spazio fisico – dichiara Valeria Ferraro, presidente della Cooperativa Margherita -, ma un luogo di relazioni e opportunità».

Alla cerimonia del 17 maggio parteciperanno sostenitori, volontari, tecnici della ristrutturazione e rappresentanti istituzionali, con la possibilità di visitare l’immobile e conoscere da vicino il progetto. (C.C.)

Per ulteriori informazioni: comunicazione@cooperativamargherita.org.

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Con “Tutti in Campo” il protagonista è il calcio integrato

16 Maggio 2025 - 12:06pm

“Tutti in Campo” è un torneo di calcio integrato, organizzato da 60 giovani dell’ITS JobsAcademy Lombardia e dal CSI Milano, che il 17 maggio riunirà oltre 300 atleti al Centro Sportivo Sandro Pertini di Cornaredo (Milano). L’evento celebra lo sport come strumento di inclusione e mira a diventare un modello replicabile a livello nazionale, abbattendo barriere e valorizzando le diversità Foto di gruppo alla presentazione di “Tutti in Campo”

Un evento sportivo che è molto più di una competizione: Tutti in Campo, il torneo di calcio integrato organizzato da 60 giovani della Fondazione ITS JobsAcademy Lombardia, in collaborazione con il CSI Milano (Centro Sportivo Italiano), si terrà il 17 maggio al Centro Sportivo Pertini di Cornaredo, in provincia di Milano (ne avevamo dato qui l’annuncio).

Presentato nei giorni scorsi presso il Comune di Milano, Tutti in Campo rappresenta l’esame finale che gli studenti dell’ITS devono sostenere a conclusione del programma didattico Sport for Good, coordinato dal professor Enrico Gelfi, che tratta lo sport a partire dai valori di cui è depositario.
Il prossimo 17 maggio, dunque, il Centro Sportivo Sandro Pertini di Cornaredo diventerà il cuore pulsante della manifestazione che vedrà la partecipazione di oltre 300 giovani atleti, tra cui atleti con disabilità, famiglie e studenti. L’iniziativa vuole celebrare il potere dello sport come strumento capace di eliminare le barriere e valorizzare le diversità attraverso appunto il calcio integrato, dove atleti con e senza disabilità si uniscono in squadre miste, mettendo in evidenza le capacità individuali di ciascun partecipante.

«Tutti in Campo è molto più di un torneo sportivo, è un esempio concreto di come lo sport possa diventare strumento di inclusione, crescita e cittadinanza attiva – ha dichiarato in sede di presentazione dell’iniziativa Martina Riva, assessora allo Sport, al Turismo e alle Politiche Giovanili del Comune di Milano -. È particolarmente significativo che a guidare questa iniziativa siano stati 60 giovani studenti, che con impegno e passione hanno saputo costruire un evento capace di unire persone con storie e vissuti diversi».
«Il calcio integrato attira su di sè sempre maggiore attenzione e questa proposta avanzata da Fondazione ITS JobsAcademy Lombardia ci ha lusingati, ma allo stesso tempo ci ha caricati di responsabilità perché abbiamo dovuto trovare le giuste parole per illustrare agli organizzatori il modo in cui i valori che regolano questo sport, ovvero inclusione e collaborazione, possano fondersi con il sano agonismo che si vive nelle nostre partite . Il torneo Tutti in campo sarà un’importantissima vetrina per il nostro movimento, che punta non solo ad allargarsi, ma anche ad essere considerato come esempio per gli altri territori», ha commentato Simone Argentin, coordinatore del progetto di calcio integrato del CSI (Centro Sportivo Italiano).

L’inclusione non sarà solo in campo: Tutti in Campo proporrà infatti anche eventi collaterali, attività ludiche e performance musicali. (C.C.) 

Per ulteriori informazioni: info@testoriufficiostampa.it.

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Prezioso quel protocollo d’intesa tra AISM e ANCI

16 Maggio 2025 - 11:52am

Un protocollo d’intesa è stato sottoscritto tra l’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) e l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), allo scopo di rafforzare la collaborazione reciproca nel promuovere l’inclusione, la qualità di vita e i diritti delle persone con sclerosi multipla e patologie correlate, oltreché, in generale, quelli di tutte le persone con disabilità, in un quadro di crescita dei territori Il presidente dell’AISM Francesco Vacca (a sinistra) e il vicepresidente dell’ANCI Roberto Pella sottoscrivono il protocollo d’intesa presso la sede nazionale dell’ANCI

Un protocollo d’intesa è stato sottoscritto nei giorni scorsi tra l’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) e l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), allo scopo di rafforzare la collaborazione reciproca nel promuovere l’inclusione, la qualità di vita e i diritti delle persone con sclerosi multipla e patologie correlate in un quadro di crescita dei territori.
«Questo accordo – sottolineano dall’AISM – rappresenta un importante passo avanti verso un modello di welfare territoriale più inclusivo, fondato sulla coprogrammazione e coprogettazione di interventi che rispondano concretamente ai bisogni delle comunità locali. Valido per i prossimi tre anni, e ulteriormente rinnovabile, il protocollo parte dalle esperienze virtuose già maturate nelle città e nelle regioni ed apre la strada a una serie di iniziative congiunte che mirano alla promozione dei diritti delle persone con disabilità e alla loro piena partecipazione alla vita sociale. Particolare attenzione sarà rivolta ai giovani e giovanissimi, con azioni di sensibilizzazione nelle scuole per promuovere l’inclusione scolastica ed educativa degli studenti con disabilità e gravi patologie. È prevista inoltre la possibilità di attivare progetti a supporto della salute, dello sport inclusivo, del benessere e dell’integrazione sociale, anche attraverso attività di tutela (advocacy), per migliorare prassi e normative. Altro àmbito chiave, infine, sarà la condivisione di dati e conoscenze, a fini di ricerca sociale e sanitaria, per orientare meglio le politiche locali in risposta ai bisogni delle persone con disabilità».

A partire da questa intesa, dunque, verranno valorizzate e declinate a livello locale campagne e iniziative nazionali già consolidate dall’AISM, come il laboratorio esperienziale sui sintomi Senti come mi sento, promosso in vista della mostra PortrAIts, dove le persone con sclerosi multipla presentano per immagini i loro sintomi invisibili attraverso l’intelligenza artificiale. Ma anche la diffusione e la sottoscrizione della Carta dei Diritti delle Persone con Sclerosi Multipla e Patologie Correlate, loro Familiari e Caregiver, la Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla, eventi sportivi inclusivi, iniziative di promozione e sostegno della salute e progetti territoriali di affermazione dei diritti, in stretta collaborazione con le Amministrazioni Comunali. Senza trascurare lo sviluppo di percorsi di formazione per operatori e volontari, gli interventi di educazione digitale e altre iniziative rivolte ai giovani, in coerenza con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU 2030, e in particolare sui temi della salute, dell’uguaglianza, del lavoro dignitoso e delle comunità sostenibili.

«La sottoscrizione di questo accordo con l’ANCI – afferma Francesco Vacca, presidente nazionale dell’AISM – rappresenta per noi un punto di svolta, lungo una strada tracciata da oltre cinquant’anni all’insegna della prossimità e vicinanza, che ci rende da sempre parte attiva della rete dei servizi dei territori e fattore di coesione e sviluppo delle comunità in sui siamo presenti.  Attraverso la coprogrammazione e la coprogettazione, intendiamo mettere insieme la comune esperienza e il profondo radicamento nei territori, per tradurre in progetti concreti le necessità di chi convive quotidianamente con la sclerosi multipla. Si tratta dunque di un protocollo che segna il potenziamento di una collaborazione strategica e partecipata, facendo leva sull’esperienza di ogni attore coinvolto, per costruire un modello di welfare inclusivo e vicino alle esigenze di tutti, trasformando le sfide sociali in opportunità di crescita e condivisione».
Soddisfazione per l’iniziativa, anche a nome del presidente dell’ANCI Gaetano Manfredi, viene espressa da parte del vicepresidente Roberto Pella, «convinto che la reciproca volontà di collaborare e il comune impegno contro le barriere sociali, per la promozione della salute e la piena attuazione dei diritti si concretizzerà in azioni tangibili volte alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla patologia e sul suo impatto sulle condizioni di vita delle persone e sulla comunità». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa e Comunicazione AISM (Barbara Erba), barbaraerba@gmail.com.

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