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Come gestire la relazione con le persone sorde in emergenza

Superando - 12 Ottobre 2026 - 5:24pm

Presentato recentemente a Milano, il manuale “La persona sorda e l’emergenza” è una pubblicazione del Pio Istituto dei Sordi del capoluogo lombardo, curata da Consuelo Agnesi, architetta, Valentina Foa, psicologa, entrambe persone sorde, e da Stefano Zanut, già membro dell’Osservatorio sulla Sicurezza e il Soccorso delle Persone con Esigenze Speciali attivato dai Vigili del Fuoco. Tre persone ben note, dunque, nel campo della sicurezza inclusiva

Il 1° ottobre scorso, come segnalato anche su queste pagine, è stato presentato a Milano il manuale La persona sorda e l’emergenza, una pubblicazione del Pio Istituto dei Sordi del capoluogo lombardo, curata da Consuelo Agnesi, architetta, Valentina Foa, psicologa, entrambe persone sorde, e da Stefano Zanut, già direttore vicedirigente dei Vigili del Fuoco del Comando di Pordenone, nonché già membro dell’Osservatorio sulla Sicurezza e il Soccorso delle Persone con Esigenze Speciali attivato proprio dai Vigili del Fuoco, che per il nostro giornale cura la rubrica Sicurezza per tutti, anche in emergenza. Tre persone ben note, dunque, nel campo della sicurezza inclusiva.

L’incontro di presentazione è stato aperto dal presidente del Pio Istituto dei Sordi, Marco Petrillo, che ha evidenziato l’importanza di questa iniziativa, seguito da Stefano Zanut con un intervento finalizzato ad argomentare l’importanza di considerare il tema dell’emergenza declinato verso le specifiche necessità delle persone con disabilità. Titolo del suo intervento, Le persone con disabilità e l’emergenza: l’importanza di un manuale.
Valentina Foa si è invece soffermata sul tema Emergenza, persone sorde e vulnerabilità, con l’obiettivo di far conoscere meglio il profilo comportamentale di una persona sorda, e non solo in emergenza, rivolgendosi a chi è chiamato a gestire situazioni del genere, dai soccorritori professionali a chi si trova ad operare in queste situazioni per varie circostanze e in ogni ambiente della vita quotidiana.
Infine, Consuelo Agnesi ha proposto il contributo Progettare l’ambiente e gestire la relazione con le persone sorde in emergenza, aspetti che possono essere considerati come il cuore operativo del manuale. In tale contesto si è soffermata su come utilizzarlo, visto che contiene anche dei QR Code che permettono a chi lo consulta di accedere a brevi filmati, utili per capire questi concetti e come mettersi in relazione con le persone sorde in tali situazioni.

Successivamente si è attivata una viva discussione che ha coinvolto molti dei presenti. Armando De Salvatore del CRABA (Centro Regionale per l’Accessibilità e il Benessere Ambientale) della Federazione lombarda LEDHA, ha evidenziato l’importanza che nelle situazioni di emergenza può svolgere una comunità inclusiva, evidenziando in tal modo anche l’importanza della costruzione di una rete di relazioni tra persone.
Su questo aspetto diventa fondamentale anche l’attivazione di percorsi di sensibilizzazione e formazione delle persone con disabilità e delle loro Associazioni. A tal proposito, Antonio Pugliano, comandante dei Vigili del Fuoco di Como, ha raccontato le proprie esperienze nel campo della pianificazione del soccorso che ha portato all’attivazione di un percorso denominato SIC, acronimo di “Soccorso Inclusivo Como”. In continuità con quanto evidenziato dal relatore che l’ha preceduto, ha raccontato delle esperienze maturate nella città lariana con l’invito rivolto alle Associazioni di andare a conoscere il Comando dei Vigili del Fuoco e, di conseguenza, i possibili soccorritori che un giorno potrebbero incontrare.
Cristiano Cozzi, responsabile della Protezione Civile del Comune di Milano, ha portato invece la propria esperienza in questo campo con l’avvio di esercitazioni capaci di coinvolgere le persone con disabilità del territorio. Per questo si è soffermato anche sugli aspetti connessi con l’applicazione delle direttive del Capo Dipartimento della Protezione Civile Nazionale in merito alla redazione di piani di emergenza inclusivi (se ne legga già anche sulle nostre pagine a questo link).
Anche il presidente dell’ENS di Milano (Ente Nazionale Sordi), Salvatore Triolo, è intervenuto per portare i saluti e l’attenzione verso questa iniziativa da parte della propria Associazione, nonché per evidenziare l’importanza di poter avere notizia sui casi che coinvolgono le persone sorde, per farne tesoro proprio nel caso di iniziative come quella del Pio Istituto.
E infine, Fortunato Nicoletti, vicepresidente dell’Associazione Nessuno è Escluso, ma anche caposquadra dei Vigili del Fuoco, ha rimarcato gli aspetti positivi che in questo campo può giocare una formazione permanente e l’attenzione verso l’importante contributo che nel soccorso può dare una comunicazione.

A chiudere questa occasione di incontro, ricca di spunti, alla presenza anche di altri rappresentanti dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile e della Croce Rossa Italiana, è stato Stefano Cattaneo, direttore del Pio Istituto dei Sordi di Milano, che ha ribadito l’attenzione della propria Fondazione a queste tematiche, preannunciando ulteriori iniziative di questo tipo. (S.B.)

Ringraziamo Stefano Zanut per la collaborazione.

Il manuale La persona sorda e l’emergenza è disponibile integralmente a questo link.

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Percorso di capacitazione per genitori di figli e figlie con disabilità da 0 a 14 anni

Superando - 12 Ottobre 2026 - 4:46pm

Verrà presentato il 23 ottobre un nuovo ciclo a partecipazione gratuita del percorso dell’Officina della Vita Indipendente, messo a punto a partire dal 2010 dal Centro Studi DiVI per i Diritti e la Vita indipendente dell’Università di Torino, grazie al lavoro con oltre 200 famiglie da tutta Italia. Dedicato a genitori con figlie e figli con disabilità da 0 a 14 anni, il nuovo percorso intende accompagnarli a conoscerne e a rivendicarne i diritti, attraverso confronti ed esercitazioni che li supportino nel prendere in mano la regìa del loro percorso di vita

Nel pomeriggio del 23 ottobre prossimo (ore 18) verrà presentato presso il Castello di Miradolo a San Secondo di Pinerolo (Torino) un nuovo ciclo del percorso dell’Officina della Vita Indipendente, messo a punto a partire dal 2010 dal Centro Studi DiVI per i Diritti e la Vita indipendente dell’Università di Torino, grazie al lavoro con oltre 200 famiglie da tutta Italia. Dedicato a genitori con figlie e figli con disabilità da 0 a 14 anni, il nuovo percorso si pone l’obiettivo di accompagnare i genitori a conoscere e rivendicare i diritti dei propri figli, attraverso confronti ed esercitazioni che li supportino nel prendere in mano la regìa del loro percorso di vita. «Il nome Officina – spiegano infatti dal Centro Studi promotore – deriva dallo stile estremamente pratico degli incontri, mentre l’espressione Vita Indipendente fa esplicitamente riferimento all’articolo 19 (Vita indipendente ed inclusione nella società) della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che riconosce a ogni persona il diritto di scegliere dove e con chi vivere e di essere inclusa nella comunità».

Il lavoro proposto all’Officina della Vita Indipendente trova dunque in questo momento un ulteriore riferimento normativo, il Decreto Legislativo 62/24, che riconosce a ogni persona con disabilità il diritto a un progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato, progetto che secondo tale Decreto si costruisce a partire dai desideri e dalle scelte della persona con disabilità e che per i genitori di bambine e bambini significa poter orientare il prima possibile servizi e sostegni verso il futuro libero dei propri figli.
«La regìa del progetto di vita che si svilupperà nel corso degli incontri – spiegano ancora dal Centro Studi DiVI – si concretizzerà quindi nella definizione di obiettivi futuri, nell’individuare le persone che ruotano intorno alla famiglia e che possono sostenere i piccoli passi verso la vita futura dei propri figli e nell’avere sempre più conoscenza e forza per richiedere il rispetto dei propri diritti. Questa assunzione progressiva di potere sul progetto di vita dei propri figli da parte dei genitori può inoltre orientare in maniera diffusa lo sguardo della comunità che vive sul loro stesso territorio e costituisce un agire preventivo rispetto all’istituzionalizzazione, con i genitori che impostano dei sistemi di legami orientati al futuro e al rispetto dei diritti, per consentire ai loro figli di vivere deistituzionalizzati, su base di uguaglianza con gli altri». (S.B.)

La partecipazione all’incontro di presentazione del percorso del 23 ottobre ad ingresso libero, così come gratuita sarà la partecipazione al percorso stesso. Per ogni informazione e approfondimento: centrostudi-divi@unito.it.

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Fondazione Rarementis: il futuro comincia dal presente

Superando - 12 Ottobre 2026 - 1:57pm

Il “Durante e Dopo di Noi” al centro, per costruire opportunità, relazioni e percorsi di autonomia, inclusione e accessibilità, dando vita a una rete sinergica tra famiglie, professionisti, Istituzioni, Terzo Settore e imprese, che contribuisca a un cambiamento culturale volto a rendere visibili bisogni troppo spesso confinati nella sfera privata: è il percorso che si propone la Fondazione Rarementis, la cui presentazione ufficiale si avrà domani, 13 ottobre, a Roma

Presieduta da Giulia Fasanella e Vittorio Maio, la Fondazione Rarementis, che verrà presentata ufficialmente nel pomeriggio di domani, 13 ottobre, a Roma (Albergo Etico, Via Pisanelli, 39/41, ore 18.30), rivolgerà il proprio sguardo al “Durante e Dopo di Noi”, con l’obiettivo di costruire opportunità, relazioni e percorsi di autonomia, inclusione e accessibilità, dando vita a una rete sinergica tra famiglie, professionisti, Istituzioni, Terzo Settore e imprese, contribuendo a un necessario cambiamento culturale, che renda visibili bisogni troppo spesso confinati nella sfera privata.
Alla presentazione interverranno tra gli altri Walter Veltroni, sostenitore onorario della Fondazione e Barbara Funari, assessora alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: bmuhr@philiaassociates.it (Birgitta Muhr).

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Personale ATA – Decreto individuazione destinatari contratto a tempo determinato personale inserito nelle GP24 mesi per il profilo di CS- Esiti convocazione del 12 ottobre 2026

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 12 Ottobre 2026 - 1:42pm

m_pi.AOOUSPCZ.REGISTRO UFFICIALE(U).0010726.12-10-2026 INDIVIDUAZIONI PROFILO CS ESITI CONVOCAZIONE DEL 12 OTTOBRE 2026

1.000 persone con disabilità a bordo dell’“Amerigo Vespucci” a Trieste

Superando - 12 Ottobre 2026 - 1:39pm

Durante la tappa di Trieste del proprio tour, la celebre nave scuola della Marina Militare “Amerigo Vespucci” ha accolto circa 1.000 persone con disabilità, che vi hanno vissuto un’esperienza significativa, all’insegna dell’accoglienza e dell’accessibilità. Lo rende noto la ministra per le Disabilità Locatelli, che anche quest’anno ha voluto portare nel tour del celebre natante i temi dell’inclusione e della valorizzazione dei talenti di ogni persona, con tante organizzazioni che durante la settimana della “Barcolana” hanno raccontato le proprie attività Foto di gruppo a Trieste per la ministra Locatelli (al centro), in uno dei food truck inclusivi, presenti per l’occasione

La tappa di Trieste della nave Amerigo Vespucci, la nota nave scuola a vela della Marina Militare, in coincidenza con la settimana dedicata alla Barcolana, «ha saputo coniugare la valorizzazione delle eccellenze del territorio, l’inclusione e la partecipazione»: a dirlo è la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, che anche quest’anno ha voluto portare nel tour del celebre natante i temi dell’inclusione e della valorizzazione dei talenti di ogni persona. «A bordo – sottolinea la stessa Locatelli – sono salite circa 1.000 persone con disabilità, che hanno potuto vivere un’esperienza significativa, all’insegna dell’accoglienza e dell’accessibilità. 24 le Associazioni che hanno esposto i propri prodotti, raccontando attraverso il proprio lavoro esperienze e percorsi di inclusione, e 2 food truck. Grazie a tutte le associazioni e a quanti hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa, dimostrando quanto sia importante creare occasioni di incontro e dare opportunità alle realtà che ogni giorno lavorano per costruire una società più attenta e inclusiva».
«Dopo il successo dello scorso anno – racconta ancora la Ministra per le Disabilità – in cui in 15 tappe abbiamo coinvolto oltre 120 Associazioni e accolto più di 6.000 persone con disabilità a bordo, continuiamo così il cammino intrapreso e che ha permesso di portare un messaggio forte di accoglienza e inclusione. Con la Marina Militare stiamo anche ragionando su un progetto per la creazione di un tour virtuale che consenta anche alle persone che non possono salire a bordo di visitare una nave storica come il veliero Amerigo Vespucci».

Tra gli appuntamenti a Trieste, oltre alle visite a bordo e agli stand, anche tre panel, il primo dei quali sul tema I talenti e le competenze nello sport e nei progetti promossi dal Ministero per le Disabilità, con un focus sul progetto Velando, il secondo con un focus sul progetto di Special Olympics Tip Top Mountain e il terzo consistente in un convegno su Sport e disabilità.
Un’attenzione particolare, inoltre, è stata dedicata all’arte, alla musica e alla creatività, con la presenza di Locatelli nello spazio della Fondazione Bambini e Autismo per il Futuro di Pordenone, dell’ANFFAS (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo), di Progetto Noemi di Guardiagrele (Chieti) e di esperienze triestine quali Progetto Riabilitazione e la band inclusiva Calicanto, esibitasi in un proprio concerto. (S.B.)

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Comparto e Area Istruzione e Ricerca_ settore Scuola_ azioni di sciopero per l’intera giornata del 16 ottobre 2026

Ultime da USR Calabria - 12 Ottobre 2026 - 12:59pm

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Il teatro accessibile a Torino riparte con “Lu Santo Jullàre Françesco”

Superando - 12 Ottobre 2026 - 12:57pm

È sempre con grande piacere che segnaliamo l’avvio, anche per questa stagione 2026-2027, del percorso ideato dal Teatro Stabile di Torino-Teatro Nazionale, per consentire anche alle persone con disabilità sensoriale di assistere agli spettacoli mediante nuove tecnologie e materiali di approfondimento. Si ripartirà dunque da domani, 13 ottobre, fino a domenica 18, al Teatro Gobetti, con “Lu Santo Jullàre Françesco” di Dario Fo e Franca Rame L’attore Matthias Martelli durante una rappresentazione di “Lu Santo Jullàre Françesco” (immagine fornita da Teatro Stabile di Torino)

È sempre con grande piacere che segnaliamo l’avvio, anche per questa stagione 2025-2027, di un meritorio percorso da noi regolarmente seguito, ideato già da alcuni anni dal Teatro Stabile di Torino-Teatro Nazionale e sviluppato in collaborazione con il partner tecnologico PANTHEA e con l’Associazione +Cultura Accessibile, per consentire anche alle persone con disabilità visiva e sensoriale di assistere agli spettacoli mediante nuove tecnologie e materiali di approfondimento.
Rimandando Lettori e Lettrici a questo link, ove sono elencati tutti gli appuntamenti previsti in tale àmbito, qui segnaliamo il primo di essi, che sarà un omaggio a due importanti figure delle quali in questo 2026 si celebrano importanti ricorrenze: da una parte San Francesco d’Assisi, di cui, com’è noto, ricorre l’800° anniversario dalla scomparsa, dall’altra Dario Fo, nel centenario della nascita e a 10 anni dalla scomparsa.

Da domani, 13 ottobre a domenica 18, arriverà quindi al Teatro Gobetti di Torino, dopo una tournée internazionale che ha attraversato i cinque continenti, Lu Santo Jullàre Françesco di Dario Fo e Franca Rame, diretto e interpretato dall’istrionico Matthias Martelli, che racconta San Francesco in modo coraggioso e rivoluzionario: non un’icona distante, cioè, ma una figura viva che parla al nostro presente di pace, rispetto e condivisione, attraverso un linguaggio del corpo energico e una parlata ritmica che unisce dialetti e grammelot.
Le rappresentazioni saranno corredate come sempre da sovratitoli in italiano e in italiano accessibile con descrizione dei suoni, attraverso l’uso di dispositivi forniti direttamente dal Teatro, ovvero smart-glasses (occhiali smart) o smartphone messi a disposizione dal teatro. All’inizio di ogni recita, inoltre, è prevista la trasmissione in sala di una breve audiointroduzione e verrà resa disponibile l’audiodescrizione in cuffia per tutta la durata dello spettacolo, fruibile attraverso smartphone, sempre messi a disposizione dal teatro.
E ancora, nel pomeriggio del 16 ottobre (ore 18), è previsto l’ormai tradizionale appuntamento gratuito con il tour descrittivo e tattile sul palcoscenico (previa prenotazione, entro il 15 ottobre, scrivendo a accessibilita@teatrostabiletorino.it).
Da ricordare, poi, che in una specifica sezione del sito internet del Teatro Stabile (a questo link), predisposta per la lettura da parte di applicazioni screen reader e con funzioni accessibili, oltreché sulla app del Teatro stesso, sono disponibili alcuni materiali consultabili prima della fruizione dello spettacolo, ossia un video di approfondimento con audio, sottotitoli in italiano e in LIS (Lingua dei Segni Italiana) e la scheda di sala accessibile.
Da segnalare infine che le persone con disabilità avranno diritto al biglietto ridotto e, in caso di necessità, l’accompagnatore potrà entrare gratuitamente. (S.B.)

Per garantire al meglio l’accoglienza, è richiesta la prenotazione via e-mail (biglietteria@teatrostabiletorino.it) o telefonicamente (011 5169555), oppure presso la biglietteria del Teatro Carignano (martedì-sabato, ore 13-19; domenica, ore 14-19). A questo link è disponibile un approfondimento su Lu Santo Jullàre Françesco. Per ogni ulteriore informazione: accessibilita@teatrostabiletorino.it (Irene Di Chiaro).

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IMMISSIONI IN RUOLO 2026/2027 – D.M. n. 136/2026 Operazioni assunzionali informatizzate personale docente a.s. 2026/2027 – pubblicazione esiti – nomine giuridiche

Ultime da A. T. P. Cosenza - 12 Ottobre 2026 - 12:44pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

D.M. n. 136/2026 Operazioni assunzionali informatizzate personale docente a.s. 2026/2027 – pubblicazione esiti – nomine giuridiche

Ultime da USR Calabria - 12 Ottobre 2026 - 12:21pm

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Competenze digitali e familiarità con l’intelligenza artificiale per giovani donne con e senza disabilità

Superando - 12 Ottobre 2026 - 12:13pm

È stato prorogato fino al 30 ottobre il termine per iscriversi ai corsi di formazione del progetto “Donne e intelligenza artificiale”, da noi già ampiamente presentato a suo tempo, iniziativa promossa dalla Federazione FISH, in partnership con altre Associazioni e Federazioni, rivolta a giovani donne tra i 16 e i 25 anni, che avranno l’opportunità di sviluppare e migliorare le proprie competenze digitali, acquisendo familiarità con gli strumenti dell’intelligenza artificiale

È stato ulteriormente prorogato fino al 30 ottobre il termine per iscriversi ai corsi di formazione online e gratuiti del progetto Donne e intelligenza artificiale, da noi ampiamente presentato già nel luglio scorso (a questo link).
Si tratta, lo ricordiamo, di un’iniziativa rivolta esclusivamente a giovani donne tra i 16 e i 25 anni, che avranno l’opportunità di sviluppare e migliorare le proprie competenze digitali, acquisendo familiarità con gli strumenti dell’intelligenza artificiale.
Il progetto, che si avvale di un finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è promosso dalla FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), in partnership con numerose altre Associazioni e Federazioni. (S.B)

A questo link è disponibile un ulteriore testo di approfondimento. Il modulo per iscriversi (a uno o più corsi), è disponibile a questo link e va poi inviato, completo degli allegati richiesti, a segreteria@fishets.it (allo stesso indirizzo si possono chiedere ulteriori informazioni).

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Celebrare può servire, ma senza fatti non basta!

Superando - 12 Ottobre 2026 - 11:56am

«Il 10 ottobre – scrive Gianfranco Vitale – si è celebrata la Giornata Mondiale della Salute Mentale, promossa per sensibilizzare l’opinione pubblica, combattere lo stigma e richiamare l’attenzione sull’importanza del benessere psicologico. Ma la tutela della salute, della dignità e della qualità della vita delle persone riceve l’attenzione e le risorse che merita? Perché una giornata di sensibilizzazione ha senso soltanto se contribuisce a cambiare la realtà degli altri 364 giorni dell’anno. Celebrare può servire. Ma, senza fatti, non basta!» Realizzazione grafica elaborata in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale del 10 ottobre

Il 10 ottobre si è celebrata la Giornata Mondiale della Salute Mentale, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per sensibilizzare l’opinione pubblica, combattere lo stigma e richiamare l’attenzione sull’importanza del benessere psicologico.
Confesso di avere un rapporto difficile con la parola “celebrazione”. Ciò non mi impedisce di riconoscere quanto siano importanti queste iniziative. La salute mentale riguarda tutti, anche chi non sperimenta direttamente una condizione di disagio psicologico.
A preoccuparci è soprattutto la diffusione dei problemi legati al benessere mentale, che coinvolgono anche molti giovani e giovanissimi. Bullismo, isolamento sociale, uso problematico dei social network e consumo di alcol e droghe possono contribuire a situazioni di sofferenza che non possiamo ignorare. La cronaca ci restituisce spesso immagini drammatiche, ma sarebbe sbagliato identificare il disagio psichico con la violenza: chi soffre ha innanzitutto bisogno di ascolto, comprensione e sostegno.

Ma quanto è grande il problema e quanto siamo attrezzati per affrontarlo? Il Rapporto sulla Salute Mentale del Ministero della Salute, relativo al 2024, documenta che 845.516 persone sono state assistite dai servizi specialistici pubblici e che 272.497 hanno avuto un primo contatto con i Dipartimenti di Salute Mentale nel corso dell’anno. Numeri importanti, che tuttavia non restituiscono necessariamente l’intera dimensione del bisogno di assistenza.
La consapevolezza dei cittadini è cresciuta. Secondo un sondaggio IPSOS diffuso recentemente l’81% degli italiani considera il benessere psicologico importante quanto quello fisico. Eppure, soltanto il 38% ritiene che il sistema sanitario riservi ad esso la stessa attenzione.
La distanza tra la consapevolezza dei cittadini e la risposta dei servizi è evidente. La prevenzione, l’ascolto e la tempestività degli interventi dovrebbero essere priorità irrinunciabili. Non possiamo aspettare che una situazione diventi insostenibile prima di intervenire. Né possiamo affidarci a risposte esclusivamente farmacologiche, quando sono necessari anche sostegno psicologico, percorsi terapeutici individualizzati e continuità assistenziale. I farmaci, quando indicati, sono strumenti importanti; non possono però sostituire una presa in carico complessiva della persona.
Per questo i Pronto Soccorso non dovrebbero diventare l’approdo inevitabile di chi vive una crisi psichica. Occorre rafforzare i servizi territoriali e fare in modo che le Case della Comunità possano offrire risposte concrete anche alle persone con problemi di salute mentale. Non basta prevedere queste strutture sulla carta: servono professionisti, risorse e servizi realmente accessibili.
E tuttavia, la salute mentale non è soltanto una questione sanitaria. La solitudine, le difficoltà familiari, l’esclusione e la mancanza di opportunità possono aggravare la sofferenza. Sono quindi necessari anche luoghi di incontro, occasioni di socializzazione e spazi di ascolto, capaci di coinvolgere le famiglie, le scuole e le comunità. Soprattutto per i giovani, dobbiamo costruire contesti nei quali chiedere aiuto non sia motivo di vergogna e il disagio non venga ignorato fino a quando diventa più difficile affrontarlo.

E veniamo alle risorse economiche. Secondo i dati elaborati per il 2023 dalla SIEP (Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica, la spesa per l’assistenza territoriale alla salute mentale è stata stimata in circa 3,57 miliardi di euro, pari al 2,69% della spesa sanitaria corrente complessiva. Una quota che pone interrogativi sulla capacità del sistema di rispondere adeguatamente ai bisogni e di potenziare i servizi.
Nel frattempo, secondo le stime NATO pubblicate nel marzo di quest’anno, nel 2025 l’Italia ha destinato alla difesa il 2,01% del proprio PIL (Prodotto Interno Lordo.
È vero: sono percentuali riferite a grandezze economiche diverse, che non possono essere confrontate direttamente come se appartenessero allo stesso bilancio. Ma il confronto solleva comunque una questione politica legittima: quali priorità esprimono le scelte di spesa del nostro Paese?
Non si tratta di negare l’importanza della sicurezza, ma di domandarsi se la tutela della salute, della dignità e della qualità della vita delle persone riceva l’attenzione e le risorse che merita.
Sono uno di quelli a cui questo confronto interessa molto. E per questa ragione rivolgo al Governo e alla politica, nel suo complesso, un invito semplice e concreto: meno retorica, meno celebrazioni fini a se stesse e più impegno per garantire servizi, prevenzione e sostegno a chi ne ha bisogno.
Perché una giornata di sensibilizzazione ha senso soltanto se contribuisce a cambiare la realtà degli altri 364 giorni dell’anno.
Celebrare può servire. Ma senza fatti non basta!

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“Nuovi Giochi della gioventù” – Organizzazione delle attività per le scuole del primo e del secondo ciclo di istruzione

Ultime da USR Calabria - 10 Ottobre 2026 - 9:15am

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Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down: per un linguaggio che non danneggi le altre persone

Superando - 9 Ottobre 2026 - 6:44pm

In vista della Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down dell’11 ottobre, il CoorDown rilancia il messaggio della campagna internazionale promossa nel marzo scorso, «un messaggio chiaro che va dritto al punto: basta usare la parola “mong***ide” per insultare e denigrare! Ogni parola della disabilità usata per offendere produce infatti un danno reale: fa crescere gli stereotipi e legittima le discriminazioni. È il momento di far evolvere le nostre comunità e scegliere il rispetto»

«Se è stato possibile abbandonare usanze del passato oggi ritenute del tutto obsolete, perché non possiamo farlo con le parole che fanno male e il cui utilizzo contribuisce a creare un contesto culturale che associa la disabilità a incapacità, fallimento e marginalità?»: era partita da questo Just Evolve (“È ora di evolversi”), la campagna internazionale lanciata dal CoorDown (Coordinamento Nazionale Associazioni delle Persone con Sindrome di Down), in occasione della Giornata Mondiale sulla Sindrome di Down del 21 marzo, iniziativa basata su un video ora doppiato anche in italiano, con la voce di Noah M Matofsky che è quella di Francesco Romanelli, giovane attore con sindrome di Down, di 23 anni. In tal senso, grazie all’intelligenza artificiale, i movimenti labiali degli attori sono stati riallineati al parlato italiano per rendere il doppiaggio più naturale e il video più semplice da seguire.
Presentata ampiamente a suo tempo anche sulle nostre pagine, come tutte le campagne internazionali del CoorDown, anche Just Evolve ha ottenuto un grande successo, se è vero che oltre 2,4 milioni di persone hanno visto e condiviso il video sui social in versione italiana.
In vista ora della Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down dell’11 ottobre, CoorDown rilancia quel messaggio, «un messaggio chiaro – come viene sottolineato – che va dritto al punto: basta usare la parola mong***ide per insultare e denigrare! Ogni parola della disabilità usata per offendere produce infatti un danno reale: fa crescere gli stereotipi e legittima le discriminazioni. È il momento di far evolvere le nostre comunità e scegliere il rispetto».

«In Europa e nel mondo – dichiara Martina Fuga, Martina Fuga, presidente del CoorDown – vediamo segnali di involuzione che minacciano le fondamenta dell’inclusione delle persone con sindrome di Down: dal ritorno a classi e scuole separate, fino all’uso della disabilità come caratteristica da ridicolizzare o strumento per offendere. Siamo convinti che sia necessario smettere di usare parole come MONG***IDE a scuola come insulto tra studenti, al lavoro come scherzo tra colleghi, nello sport come sinonimo di incapacità. Ogni volta che si legittimano queste parole con un’alzata di spalle, con un sorriso o con il silenzio si demoliscono i diritti delle persone con sindrome di Down. Non è vero che non si può più dire nulla: si può scegliere un linguaggio che non danneggi le altre persone. E oggi evolvere è la risposta più forte a chi vorrebbe tornare indietro».

Nell’imminente weekend del 10 e 11 ottobre, CoorDown sarà in oltre 200 piazze d’Italia (a questo link l’elenco) insieme ai volontari delle Associazioni aderenti, per distribuire un messaggio di cioccolato realizzato con cacao proveniente dal commercio equo e solidale, che sostiene progetti di partecipazione attiva delle persone con sindrome di Down e campagne di comunicazione in tutto il territorio nazionale. (S.B.)

A questo link è disponibile un ulteriore testo di approfondimento. Per altre informazioni: ufficiostampa@coordown.it. La comunicazione internazionale del CoorDown
Nato nel 1987 allo scopo di promuovere azioni di comunicazione condivise tra le diverse organizzazioni italiane impegnate nella tutela e nella promozione dei diritti delle persone con sindrome di Down, il CoorDown crede da sempre e investe nella comunicazione di qualità. Ormai da molti anni, infatti, in collaborazione con agenzie di pubblicità note a livello internazionale, realizza campagne innovative (delle quali si è di volta in volta puntualmente occupata anche la nostra testata), che hanno ricevuto i più ambìti riconoscimenti.
A questo link è disponibile l’elenco delle varie campagne finora realizzate dal Coordinamento.

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Una giornata ricca di eventi a Padova per chiudere le celebrazioni dei 65 anni della UILDM

Superando - 9 Ottobre 2026 - 6:12pm

L’evento dell’11 ottobre a Padova, denominato “Il volontariato è un ponte”, chiuderà le celebrazioni per i 65 anni della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), Associazione che proprio nella città veneta ha la propria sede nazionale. Sarà una giornata aperta alla cittadinanza, prevedendo tra l’altro una tavola rotonda sul volontariato, attività sportive e laboratori inclusivi, oltre alla presentazione del bilancio di un anno della piattaforma digitale “Sostegninrete” Giovani della UILDM

Presentato nei giorni scorsi presso il Comune di Padova, come avevamo segnalato anche sulle nostre pagine, è in programma per l’11 ottobre nello storico Prato della Valle della città veneta l’evento Il volontariato è un ponte, che chiuderà le celebrazioni per i 65 anni della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), Associazione che proprio a Padova ha la propria sede nazionale e che dal 1961 è il punto di riferimento nazionale per le persone con distrofie e altre malattie neuromuscolari, impegnata su ricerca scientifica, inclusione sociale, diritto allo studio e al lavoro.
Fondata da Federico Milcovich, egli stesso persona con distrofia muscolare, la UILDM conta oggi su oltre 60 Sezioni locali e ogni anno, nel mese di ottobre, celebra le Giornate Nazionali UILDM.

Questa volta, in coincidenza appunto con il 65° anniversario, l’appuntamento sarà una giornata aperta alla cittadinanza, con saluti istituzionali, la tavola rotonda sul volontariato denominata Un ponte tra generazioni, attività sportive e laboratori inclusivi, oltre alla presentazione del bilancio di un anno di Sostegninrete, piattaforma digitale nata proprio dal mondo del volontariato e sostenuta con il progetto CareMatch da Intesa Sanpaolo attraverso il Programma Formula in collaborazione con il CESVI, iniziativa già ampiamente presentata anche sulle nostre pagine, che permette di connettere le persone con disabilità ad assistenti qualificati creando così una rete più efficiente per l’autodeterminazione di chi ha bisogno di assistenza. (S.B.)

A questo link è disponibile il programma completo dell’evento Il volontariato è un ponte, promosso a Padova dalla UILDM. Per ogni ulteriore informazione: uildmcomunicazione@uildm.it.

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Tanti eventi a Torino dedicati alla sensibilizzazione sull’afasia

Superando - 9 Ottobre 2026 - 5:41pm

Teatro, musica, spot sui mezzi di trasporto, vari momenti di sensibilizzazione e altro ancora: sta per entrare nel vivo a Torino la tradizionale Settimana dedicata alla sensibilizzazione sull’afasia, promossa dalla Fondazione Carlo Molo, in collaborazione con l’AITA Nazionale e di Torino/Piemonte (Associazioni Italiane Afasici), oltreché con il patrocinio del Comune di Torino, iniziativa che si concluderà in corrispondenza con la XIX Giornata Nazionale dell’Afasia La Mole Antonelliana di Torino illuminata di viola (colore simbolo dell’afasia) e con la scritta “L’afasia ti lascia senza parole”, in occasione di una delle precedenti edizioni della Settimana dedicata alla sensibilizzazione sull’afasia

Sta per entrare nel vivo a Torino la tradizionale Settimana dedicata alla sensibilizzazione sull’afasia, promossa dalla Fondazione Carlo Molo, in collaborazione con l’AITA Nazionale e di Torino/Piemonte (Associazioni Italiane Afasici), oltreché con il patrocinio del Comune di Torino, iniziativa che si concluderà in corrispondenza con la XIX Giornata Nazionale dell’Afasia.
Molti gli eventi promossi, a partire dall’anteprima con lo spot L’afasia ti lascia senza parole, centrato sul cinema muto e diffuso sui mezzi di trasporto pubblici e sulla metropolitana di Torino, consolidando una lunga collaborazione con GTT (Gruppo Trasporti Torinesi).
Nel pomeriggio di domani, 10 ottobre, quindi, alla Scuola Holden (Piazza Borgo Dora, 49, Torino, ore 17), La Compagnia del Caffè andrà in scena con Specchio Riflesso per la regia di Sara Bagnato e Andrea Marietta. Si tratta di una fiaba rocambolesca che vede protagonisti personaggi popolari delle fiabe (fate, streghe, pirati, principi e principesse) alle prese con sogni e desideri in una storia senza tempo (ingresso gratuito con offerta libera a sostegno delle attività di AITA Torino Pimonte. prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti tramite questo link).
Nel pomeriggio del 18 ottobre, invece, ai Giardini Reali sarà la volta della musica (ore 16), con una performance del coro La voce dell’Afasia (doppia replica), a cura dell’Associazione Musica e Cura grazie alla preziosa collaborazione con i Musei Reali.
Le giornate strettamente dedicate alla sensibilizzazione saranno invece quelle dal 12 al 17, quando sugli schermi della Sala 3 del Cinema Massimo si alterneranno spot e trailer dedicati a spettacoli e video prodotti dalla Fondazione Carlo Molo.
E ancora, come ogni anno si potrà sostenere l’attività dell’AITA con una libera donazione e il 13 ottobre all’ingresso dell0Ospedali Mauriziano Umberto I (ore 10-17) e il 14 e 20 ottobre all’ingresso dell’Ospedale San Camillo (ore 10-17) saranno presenti i volontari delle organizzazioni promotrici dei vari eventi.

Mentre poi bisognerà aspettare fino al 24 ottobre (ore 9-13), con la Giornata di Prevenzione aperta a tutti, dedicata all’individuazione precoce del decadimento cognitivo e alla promozione della salute cerebrale, promossa dall’Associazione Di.R.NE (Divulgazione della Riabilitazione Neurocognitiva), dal Laboratorio Sperimentale Afasia (patrocinato dalla Fondazione Carlo Molo) e dal Centro di Riabilitazione Cognitiva dello Studio Giachero-Calati, il tutto avvalendosi del patrocinio del Lions Club Torino La Mole, della Fondazione Carlo Molo e di Alice Piemonte, il 16 ottobre, come negli anni scorsi, ancora una volta la Mole Antonelliana sarà illuminata di viola, colore simbolo dell’afasia, anteprima della manifestazione nazionale Illuminiamo in nostri monumenti per l’afasia che nel corso delle sue quattro precedenti edizioni ha raccolto l’adesione di oltre 40 città.
Nella data dedicata si illumineranno tra l’altro di viola anche il Pirellone di Milano, e la Rocca Malatestiana di Rimini dove dal 16 al 19 si terrà il XII Congresso Nazionale AITA, iniziativa in collaborazione con AITA Nazionale, ALICE Nazionale e l’Associazione Afasici Toscana.

E da ultima, ma non certo ultima, una novità assoluta: in occasione infatti della Giornata Nazionale, si avvierà il canale podcast della Fondazione Carlo Molo, «un canale atipico – come viene presentato – cui parteciperanno esperti del mondo delle neuroscienze per portarci in viaggi inaspettati nel cervello e mettere a nudo alcune patologie cerebrali che non si conoscono abbastanza. Si inizierà il 16 ottobre con una puntata zero». (S.B.)

Per ogni ulteriore informazione: Ufficio Stampa Fondazione Carlo Molo (daniela.trunfio@fastwebnet.it). L’afasia
Si tratta di un’alterazione del linguaggio dovuta a lesioni alle aree del cervello deputate all’elaborazione di esso. Le alterazioni possono riguardare vari aspetti del linguaggio: comprensione, produzione, ripetizione, strutturazione.
Tra le cause più frequenti dell’insorgere dell’afasia, vanno individuati: ictus, ischemia transitoria, emorragia cerebrale, processi espansivi (tumori), processi degenerativi (atrofie cerebrali). La disabilità che ne consegue intacca la sfera sociale e relazionale, ponendo molto spesso la persona afasica in una situazione di disagio, depressione e isolamento.

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Umbria: i ritardi amministrativi negano diritti fondamentali alle persone con lesione midollare

Superando - 9 Ottobre 2026 - 4:56pm

In un’articolata nota di sollecito e indirizzo trasmessa alle Istituzioni Regionali dell’Umbria, l’AVI Umbria, la Federazione FAIP  e la Fondazione Serena Olivi hanno denunciato lo stallo nell’attuazione della Legge Regionale dell’Umbria 7/24, norma fondamentale, approvata all’unanimità, per garantire il diritto alla salute, la continuità dei percorsi sanitari e la vita indipendente delle persone con lesione al midollo spinale

In un’articolata nota di sollecito e indirizzo (disponibile integralmente a questo link) trasmessa alla Terza Commissione Consiliare Permanente (Sanità e Servizi Sociali) dell’Assemblea Legislativa della Regione Umbria, l’AVI Umbria (Associazione Vita Indipendente Umbria), la FAIP (Federazione delle Associazioni Italiane di persone con lesione al midollo spinale) e la Fondazione Serena Olivi hanno denunciato lo stallo nell’attuazione della Legge Regionale dell’Umbria 7/24 (Progetto globale delle persone con lesione midollare e funzionamento dell’unità spinale unipolare nel Servizio sociosanitario umbro), norma fondamentale, approvata all’unanimità, per garantire il diritto alla salute, la continuità dei percorsi sanitari e la vita indipendente delle persone con lesione al midollo spinale.

In Umbria vivono circa 450 persone con lesione midollare stabilizzata, con un’incidenza di 25-30 nuovi casi ogni anno. Ciononostante, l’Unità Spinale Unipolare dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia dispone di soli 13 posti letto, soffrendo carenze organiche e strutturali che causano liste d’attesa critiche: 30 giorni medi per i ricoveri in acuto e da 30 a 60 giorni per il trattamento delle complicanze.
«Nelle lesioni midollari la cronicità non equivale a stabilità, se è vero che i ritardi addebitabili alla mancata attuazione della legge provocano lesioni da pressione e complicanze neuro-urologiche, costringendo i cittadini all’emigrazione sanitaria e lesinando il diritto fondamentale alla vita indipendente»: così i tre presidenti di AVI Umbria, FAIP e Fondazione Serena Olivi nella nota inviata al presidente della Commissione Luca Simonetti, alla presidente dell’Assemblea Legislativa Sarah Bistocchi e alla presidente della Giunta Regionale Stefania Proietti.

Nel documento viene evidenziata un’analisi economico-clinica che dimostra l’inappropriatezza della spesa corrente: «Costo della prevenzione: la fornitura tempestiva di un ausilio posturale ad alta tecnologia (ad esempio un cuscino antidecubito) comporta una spesa compresa tra 400 e 800 euro una tantum. Costo della degenza: un solo giorno di ricovero in Unità Spinale Unipolare (Codice 28) varia tra 800 e 1.200 euro. Costo del danno evitabile: la mancata consegna preventiva dell’ausilio genera lesioni da pressione gravi (III-IV stadio) la cui cura richiede ricoveri da 60 a oltre 90 giorni e interventi chirurgici, per un impatto finanziario diretto tra 30.000 e oltre 50.000 euro a paziente».

Sono chiare e nette, dunque, le istanze di AVI Umbria, FAIP e Fondazione Serena Olivi, che chiedono alla Terza Commissione Regionale «un intervento formale ed urgente per:
° Sollecitare la Giunta Regionale all’approvazione immediata del PDTAS (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale + Sociale) co-progettato con le Associazioni di rappresentanza.
° Attivare l’articolo 12 della Legge Regionale 7/24 (Clausola Valutativa), esigendo la relazione annuale documentata sullo stato dell’Unità Spinale, sui posti letto e sui tempi d’attesa.
° Garantire il potenziamento dell’organico e dei posti letto dell’Unità Spinale Unipolare di Perugia sulla base del fabbisogno reale (articolo 2 della Legge Regionale 7/24).
° Rendere operative la Rete regionale integrata (articolo 8 della Legge Regionale 7/24) e la Consulta della Rete (articolo 10)». (S.B.)

Ricordiamo ancora il link al quale è disponibile il testo integrale del documento inviato da AVI Umbria, FAIP e Fondazione Serena Olivi alle Istituzioni Regionali dell’Umbria. Per ulteriori informazioni: Andrea Tonucci (andrea.tonucci@aviumbria.org).

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La rivoluzione siamo noi: cinque storie di vita con la SMA e un futuro che continua a cambiare

Superando - 9 Ottobre 2026 - 4:22pm

Cinque storie di vite rese difficili da una patologia genetica rara come la SMA (atrofia muscolare spinale), mma rese negli ultimi anni un po’ meno dure grazie alla ricerca scientifica e agli sforzi di chi combatte in prima linea. Sono le storie di Beatrice, Martina, Lara e Gaia, Samuel e Asia, che animano la campagna dell’Associazione Famiglie SMA denominata “La rivoluzione siamo noi. Storie di vita. Un futuro che continua a cambiare”, tuttora in corso fino al 12 ottobre Le protagoniste e i protagonisti della campagna di Famiglie SMA “La rivoluzione siamo noi”

Beatrice ha 3 anni e la SMA 1, la forma più severa di atrofia muscolare spinale. Grazie allo screening neonatale ha avuto la diagnosi a soli 7 giorni e ha potuto accedere immediatamente alla terapia, prima che la malattia producesse i danni gravi e irreversibili che la caratterizzano. Ora mangia da sola, si muove e gioca autonomamente. Una vera rivoluzione, considerando che fino a una manciata di anni fa l’aspettativa di vita di chi nasceva con lo stesso quadro clinico era bassissima. «Non è mai stanca. Già così piccola vorrebbe scalare alberi e montagne. E forse oggi ce la farebbe»: dice la mamma.

Quella di Beatrice è la prima delle cinque storie della nuova campagna dell’Associazione Famiglie SMA denominata La rivoluzione siamo noi. Storie di vita. Un futuro che continua a cambiare, in corso fino al 12 ottobre prossimo.
«Cinque video, cinque punti di vista diversi – spiegano dall’Associazione -, famiglie, persone che convivono con la SMA, genitori e caregiver danno voce a un cambiamento che non riguarda solo le terapie, ma il modo di vivere, progettare il futuro, costruire relazioni e conquistare autonomia. Ogni racconto mostra come ogni conquista sia il risultato dell’incontro tra innovazione terapeutica, supporto della comunità e determinazione delle persone».

Le altre storie che danno vita alla campagna sono quelle di Martina, 19 anni con la SMA 1, nata prima dell’avvento delle terapie e che utilizza la ventilazione meccanica 24 ore su 24. Ha scritto il suo primo libro con il puntatore oculare grazie al progetto Famiglie SMA in cerca d’autore e ha vissuto la sua prima esperienza lavorativa. Il suo percorso dimostra che l’autonomia non coincide necessariamente con l’assenza di supporto, ma con la possibilità di scegliere e partecipare alla propria vita.
Lara e Gaia sono due gemelle di 16 anni e convivono con la SMA di tipo 2; la famiglia ha ricevuto supporto legale e scolastico attraverso il Numero Verde Stella di Famiglie SMA e insieme raccontano una quotidianità fatta di impegno, sorellanza, danza agonistica e desiderio di vivere pienamente la propria adolescenza.
Samuel ha 7 anni e la SMA 1 ed è testimone dell’importanza delle terapie: oggi riesce a stare in piedi da solo e ha recuperato la possibilità di mangiare per bocca.
Asia, infine, ha 20 anni, la SMA di tipo 2 e sta costruendo la propria vita passo dopo passo: ha scritto un libro e ama viaggiare. In questo percorso Famiglie SMA offre supporto psicologico e sociale accompagnando le persone nella transizione dall’età pediatrica a quella adulta.

«Cinque capitoli – aggiungono dall’Associazione – per raccontare una malattia difficile, una patologia genetica rara in cui si perdono progressivamente le capacità motorie (in Italia nascono ogni anno circa 40-50 bambini con la SMA), rendendo difficili gesti quotidiani come sedersi e stare in piedi, nei casi più gravi deglutire e respirare. Una quotidianità complessa che negli ultimi anni – grazie alla ricerca scientifica e agli sforzi di chi combatte in prima linea – sta diventando un po’ meno dura. Se fino al 2017, infatti, non esistevano terapie per contrastarla, oggi se ne possono contare ben tre, tra cui la prima terapia genica e la prima a somministrazione orale. Nel 2019, inoltre, è arrivato lo screening neonatale, un test genetico che permette di intervenire prima che compaiano i sintomi bloccando l’avanzamento della patologia. Insieme, costituiscono armi potentissime che stanno cambiando la storia clinica della patologia. Eppure, a fronte di cambiamenti tanto importanti, è fondamentale non abbassare la guardia. Lo screening non è ancora diffuso in tutto il territorio nazionale (è in fase di avvio in Sicilia e Umbria, manca in Calabria, Basilicata e Molise) creando disparità di accesso alle cure. E i giovani adulti faticano ancora a trovare spazi e strumenti di autonomia».

«La rivoluzione scientifica – commenta Anita Pallara, presidente di Famiglie SMA – sta cambiando profondamente le prospettive, ma perché il cambiamento sia davvero completo deve essere accompagnato da una rivoluzione sociale, capace di mettere al centro la qualità della vita, i diritti e le opportunità di ogni persona. Questa nostra nuova campagna è un viaggio nelle storie delle persone che vivono la SMA e dentro ciò che la nostra Associazione rappresenta ogni giorno: presenza, ascolto, informazione e supporto. Con i nostri progetti lavoriamo perché nessuno sia lasciato da solo. Le storie che raccontiamo sono storie di vita, di possibilità e di futuro. Sostenerci significa contribuire concretamente a costruire quel futuro». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Michela Rossetti (rossetti-michela1@libero.it).

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“Turismi Accessibili”: i premi a quelle esperienze che trasformano l’accessibilità in azioni concrete

Superando - 9 Ottobre 2026 - 2:24pm

Dare risalto a progetti, attività, servizi, articoli, video e campagne di comunicazione che abbiano superato barriere architettoniche, sensoriali, ambientali e culturali: è l’obiettivo del Premio Nazionale “Turismi Accessibili – Imprenditori, Enti, Associazioni, Giornalisti, Comunicatori e Influencer superano le barriere”, promosso dall’Associazione teatina Diritti Diretti, di cui Superando è media partner e del quale sono stati resi noti i vincitori della nona edizione, in attesa della cerimonia conclusiva del 17 ottobre a Francavilla al Mare

Superando ne è già da tempo media partner ed è stato ancora una volta un piacere e un onore, per il nostro giornale, presentare nei mesi scorsi (a questo e a questo link) la nona edizione del Premio Nazionale Turismi Accessibili – Imprenditori, Enti, Associazioni, Giornalisti, Comunicatori e Influencer superano le barriere, promosso dall’Associazione teatina Diritti Diretti, per dare risalto a progetti, attività, servizi, articoli, video e campagne di comunicazione che abbiano superato barriere architettoniche, sensoriali, ambientali e culturali, dimostrando come l’accessibilità sia un volàno di sviluppo socio-economico oltre che un diritto fondamentale.
Si va ora verso la conclusione anche di questa edizione, con la cerimonia finale di premiazione in programma per il 17 ottobre presso il MUMI (Museo Michetti) di Francavilla al Mare (Chieti), in una giornata che comprenderà anche un momento di alta formazione e confronto tra istituzioni, professionisti e associazioni sulle migliori pratiche di progettazione inclusiva.
Nel frattempo, però, l’organizzazione ha già reso noti i vincitori, scelti tra 18 candidature distribuite in 10 Regioni, e anche con una significativa proiezione internazionale grazie alla partecipazione di Autism Friendly Club di Madrid tramite un progetto realizzato nel Lazio.
Il Premio degli Esperti, dunque, per Accoglienza e servizi turistico-ricettivi è andato ad Alpe Cimbra 4ALL (Trentino Alto Adige); per Accoglienza e fruizione nei luoghi della cultura al Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento (Sicilia); per Giornalismo e comunicazione all’architetto Rodolfo Dalla Mora (candidatura congiunta tra SIDIMA-Società Italiana Disability Mangere e AIDIMA-Associazione Italiana Disability Manager) (Veneto).
Accanto ai vincitori, inoltre, la giuria ha assegnato una Menzione Speciale, per l’impegno per l’accessibilità nell’àmbito di progetti risultati anch’essi «di altissimo profilo» ed esattamente a Florenz Open Air Resort (Emilia Romagna), Tiliaventum ASD (Friuli Venezia Giulia), Comune di Spoleto (Umbria), e Fondazione INDA (Sicilia).
Con particolare piacere, infine, apprendiamo delle Menzioni Speciali assegnate anche alla Fondazione Alfredo Catarsini 1899 di Viareggio, delle cui iniziative nell’àmbito dell’arte accessibile il nostro giornale è da tempo media partner, e a Maria Rosaria Ricci (Campania), firma frequente sulle nostre pagine.

A comporre la giuria multidisciplinare, presieduta da Marta Russo, presidente di Diritti Diretti,  sono stati professionisti con competenze trasversali sull’accessibilità, sul turismo, sul diritto, sulla formazione, nell’archeologia e negli àmbiti sociale e sanitario, quali l’avvocata Anna Guarini, la dirigente scolastica Concetta Stramacchia, gli archeologi Dario Scarpati e Gabriella Cetorelli (esperta, quest’ultima, di patrimoni Unesco presso il Ministero della Cultura), il counselor filosofico Graziano Stanziani e l’operatrice sanitaria Sabina Ferri. Una pluralità che ha consentito di analizzare i progetti secondo una prospettiva ampia, considerando l’accessibilità non solo dal punto di vista fisico, ma anche sensoriale, cognitivo e comunicativo.
Prestigiosi anche i supporti concessi all’iniziativa, svoltasi sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo e patrocinata dai Ministeri per le Disabilità e del Turismo, dal CUG (Comitato Unico di Garanzia) del Ministero della Cultura e dall’Autorità Garante Nazionale dei diritti delle persone con disabilità, oltreché da quelli della Regione Abruzzo, del Comune di Francavilla al Mare e degli Ordini degli Architetti PPC delle Province di Chieti e di Napoli.

«Il Premio – commenta Marta Russo, che oltre a presiedere Diritti Diretti, è disability manager e Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica – nasce per dare visibilità alle esperienze che trasformano l’accessibilità in azioni concrete. I progetti premiati e menzionati dimostrano che superare le barriere significa migliorare la qualità dei luoghi, dei servizi e delle esperienze per tutte le persone, agendo come una vera e propria leva di sviluppo economico, sociale e culturale per i territori». (S.B.)

L’elenco completo dei candidati alla nona edizione di Turismi Accessibili, con le rispettive schede di progetto, è consultabile a questo link. Per ogni ulteriore informazione: info@dirittidiretti.it.

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Percorso formativo “AI Literacy e DigComp 3.0: l’Intelligenza Artificiale in Classe”

Ultime da USR Calabria - 9 Ottobre 2026 - 2:04pm

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Arriva a Fano l’emozionante viaggio del “Cantiere dei Sogni”

Superando - 9 Ottobre 2026 - 12:56pm

Riuscire a valicare i limiti imposti dalla disabilità, con l’attività teatrale che rappresenta la possibilità di andare oltre se stessi, oltre il buio e il silenzio: è questo “Condominio ‘Sogni’”, produzione promossa dalla Fondazione Lega del Filo d’Oro e realizzata dalla compagnia “Il Cantiere dei Sogni”, composta da ragazzi e ragazze con sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale, insieme a volontari e attori amatoriali. Lo spettacolo tornerà in scena l’11 ottobre a Fano (Pesaro-Urbino)

«Questo spettacolo è molto più di una performance teatrale: è un’esperienza capace di mostrare come talento e creatività possano davvero superare ogni barriera. I componenti della compagnia Il Cantiere dei Sogni stanno infatti vivendo un percorso straordinario, in cui la disabilità non è un limite, ma un’opportunità per esprimersi e ispirare gli altri»: così Rossano Bartoli, presidente della Fondazione Lega del Filo d’Oro, aveva parlato sulle nostre pagine, alla fine dello scorso anno, dello spettacolo Il Condominio “Sogni”, una produzione della compagnia Il Cantiere dei Sogni, promossa appunto dalla Fondazione Lega del Filo d’Oro, per la regia di Gianni Giorgetti e Marinella Sbiroli, con l’adattamento dei testi di Francesco Mercurio e con la collaborazione dell’attore Neri Marcorè e del maestro Leonardo De Amicis, rispettivamente testimonial e ambassador della Fondazione stessa.
Ora Il Cantiere dei Sogni tornerà in scena l’11 ottobre al Teatro della Fortuna di Fano, in provincia di Pesaro-Urbino (Piazza XX Settembre, 1, ore 17), grazie alla collaborazione dell’Assessorato alla Cultura e ai Beni Culturali – Biblioteche del Comune di Fano.
«Questo spettacolo – viene spiegato – rappresenta un viaggio emozionante che attraverso il potere dei sogni abbraccia un forte messaggio di inclusione: la compagnia teatrale Il Cantiere dei Sogni, infatti, è composta da ragazzi e ragazze con sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale, insieme a volontari e attori amatoriali. Grazie alla forza creativa dell’immaginazione, i componenti della compagnia riescono a valicare i limiti imposti dalla disabilità, con l’attività teatrale che rappresenta la possibilità di andare oltre se stessi, oltre il buio e il silenzio, permettendo alle persone di esprimersi sviluppando le proprie capacità». (S.B.)

Lo spettacolo sarà con ingresso a donazione libera e prenotazione scrivendo a eventi@legadelfilodoro.it (o con WhatsApp a 334 6132920). Per altre informazioni: Federica Aruanno (f.aruanno@inc-comunicazione.it).

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