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Passeggiando tra arte e cultura: preadolescenti con sindrome di Down in attività di “esplorazione”

Superando - 17 Giugno 2025 - 12:04pm

Si può ancora sostenere online fino al 30 giugno il progetto dell’AIPD di Perugia (Associazione Italiana Persone con Sindrome di Down) denominato “Dono di Squadra – Passeggiando tra arte e cultura”, bella iniziativa che prevede il coinvolgimento di un gruppo di preadolescenti con sindrome di Down in attività di esplorazione del proprio territorio e del patrimonio culturale e artistico

Si può ancora sostenere online fino al 30 giugno (tramite questo link a Unicredit – Il mio dono) il progetto dell’AIPD di Perugia (Associazione Italiana Persone con Sindrome di Down) denominato Dono di Squadra – Passeggiando tra arte e cultura, una bella iniziativa che prevede il coinvolgimento di un gruppo di preadolescenti con sindrome di Down in attività di esplorazione del proprio territorio e del patrimonio culturale e artistico.
«Si tratta – spiegano dall’Associazione promotrice – di interventi progettuali atti ad incrementare le capacità e il potere di una persona o di un gruppo di persone di controllare le proprie vite e le proprie scelte, acquisendo maggiori competenze e risorse per migliorare la propria situazione. In tal senso sono previste collaborazioni con le realtà del territorio sia pubbliche che private (associazioni culturali, di volontariato, sportive, amministrazioni locali..). I ragazzi verranno accompagnati a sperimentare e vivere esperienze di autonomia con piccole “missioni di esplorazione” preparate con loro stessi, che saranno registrate in un diario tramite le immagini».

«Sono tanti – aggiungono dall’AIPD perugina – gli obiettivi che si pongono queste missioni: conoscenza del proprio territorio e crescita del senso di responsabilità, appartenenza, cittadinanza. Conoscenza dei luoghi, dal patrimonio artistico-museale, alla fruizione di concerti e spettacoli, a incontri con realtà significative del territorio (botteghe artigiane, “personaggi” e istituzioni del luogo)».

Negli otto mesi di attività, va ricordato in conclusione, è previsto un incontro ogni settimana di cui almeno 18 in esterno. (S.B.)

Come detto, è ancora possibile contribuire al progetto (ricordiamo ancora il link) fino al 30 giugno; dal canto suo Unicredit, nell’àmbito di Unicredit – Il mio dono, finanzierà le Associazioni che avranno raggiunto almeno 25 donazioni fatte da persone diverse entro la data di scadenza. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: aipdperugia@gmail.com.

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A voi studentesse e studenti con disabilità che avete arricchito le nostre scuole

Superando - 17 Giugno 2025 - 11:36am

«Avete reso la scuola un luogo più aperto, più attento, più rispettoso. Una scuola più vera. Grazie al vostro esempio, tutti – compagni, docenti, educatori – hanno potuto riscoprire il valore della solidarietà, del rispetto, dell’ascolto e dell’accoglienza»: lo scrive Vincenzo Falabella, presidente della Federazione FISH, rivolgendosi alle studentesse e agli studenti con disabilità che affronteranno l’Esame di Stato

Alle studentesse e agli studenti con disabilità che affrontano l’Esame di Stato: Care ragazze, Cari ragazzi, in questi giorni così importanti per voi, in cui si conclude un percorso scolastico e si apre un nuovo capitolo della vostra vita, desideriamo rivolgervi un pensiero speciale e sincero di incoraggiamento e di augurio.
Arrivare fin qui non è stato scontato né semplice. Il vostro cammino scolastico è stato spesso segnato da ostacoli, piccoli e grandi, che avete affrontato con determinazione, coraggio e una straordinaria forza d’animo. Ogni traguardo raggiunto, ogni passo avanti, è stato il frutto di un impegno profondo, quotidiano, che ha coinvolto voi, le vostre famiglie e tutta la comunità scolastica.
Sappiamo quanto il sostegno delle famiglie sia stato fondamentale lungo questo percorso: la loro presenza discreta ma costante, il loro incoraggiamento nei momenti difficili, la loro fiducia nelle vostre capacità hanno rappresentato una risorsa preziosa e insostituibile. A loro va il nostro sincero ringraziamento.

Ma oggi è soprattutto a voi che vogliamo dire grazie, voi che con la vostra presenza, avete arricchito le nostre scuole.
Il vostro percorso non è stato semplice. Spesso è stato segnato da ostacoli che altri non hanno dovuto affrontare: barriere, non solo fisiche ma anche culturali, difficoltà comunicative, fatiche quotidiane, incomprensioni e talvolta solitudini. Avete dovuto lottare per farvi ascoltare, per essere riconosciuti, per vedere rispettati i vostri diritti. Eppure, non avete mai perso la speranza e nonostante tutto, avete scelto di non fermarvi, avete continuato ad andare avanti con determinazione, passo dopo passo, affrontando sfide silenziose, invisibili agli occhi di molti, ma che voi avete saputo superare con dignità e tenacia, senza rinunciare alla vostra voglia di apprendere, di crescere, di costruire un futuro. E dimostrando a tutti che la forza non si misura solo nei risultati, ma nel coraggio con cui si affrontano le difficoltà.
Non vi siete mai arresi e oggi siete qui, pronti a sostenere l’Esame di Stato. Grazie, quindi, per averci insegnato che ogni difficoltà può essere affrontata in modo positivo e propositivo. Che la diversità non è un limite, ma una risorsa. Che l’inclusione non è un gesto da compiere, ma un modo di essere, da costruire giorno dopo giorno, insieme.
Avete reso la scuola un luogo più aperto, più attento, più rispettoso. Una scuola più vera. Grazie al vostro esempio, tutti – compagni, docenti, educatori – hanno potuto riscoprire il valore della solidarietà, del rispetto, dell’ascolto e dell’accoglienza.

L’Esame di Stato è un momento di passaggio, ma non definisce chi siete: il vostro valore, le vostre capacità, la vostra unicità vanno ben oltre una prova scritta od orale. Siate orgogliosi di ciò che avete raggiunto, e guardate avanti con fiducia. Il futuro vi aspetta, e siamo certi che, con la stessa tenacia dimostrata finora, saprete affrontarlo con successo.
A tutti voi, ragazze e ragazzi, va il nostro più affettuoso “in bocca al lupo” per questi esami e per tutto quello che verrà dopo.

*Presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), consigliere del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro).

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Commissioni esaminatrici per gli esami di Stato di abilitazione all’esercizio della libera professione di Geometra, Agrotecnico e Perito Agrario. Sessione 2025_Reperimento dei Presidenti e dei Commissari

Ultime da USR Calabria - 17 Giugno 2025 - 11:16am

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Rettifica Decreto cancellazioni da graduatorie di merito a seguito di rinuncia e di conferma in ruolo a.s. 2024/2025

Ultime da USR Calabria - 17 Giugno 2025 - 10:56am

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AVVISO – apertura funzioni per la presentazione telematica delle istanze di scioglimento della riserva

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 17 Giugno 2025 - 9:48am

Ministero dell’Istruzione e del Merito Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio II – Ambito Territoriale di Catanzaro Via Cosenza, 31 – ...

Cinque Azzurri alle Olimpiadi di Scacchi per Ciechi e Ipovedenti

Superando - 16 Giugno 2025 - 6:18pm

Sono in corso di svolgimento (fino al 26 giugno) a Vrnjačka Banja, in Serbia, le Olimpiadi di Scacchi per Ciechi e Ipovedenti e a rappresentare il nostro Paese vi è una squadra formata da cinque atleti selezionati dall’ASCID (Associazione Scacchisti Ciechi e Ipovedenti Italiani), rappresentando un movimento che coniuga sport, cultura, inclusione e resilienza Il viterbese Bersan Vrioni, capo delegazione della squadra azzurra alle Olimpiadi di Scacchi per Ciechi e Ipovedenti e attuale presidente dell’ASCID (Associazione Scacchisti Ciechi e Ipovedenti Italiani)

Da oggi, 16 giugno, e fino al 26 del mese, si tiene a Vrnjačka Banja, in Serbia, l’evento più atteso del quadriennio per il mondo degli scacchi paralimpici, vale a dire le Olimpiadi di Scacchi per Ciechi e Ipovedenti e a rappresentare il nostro Paese vi è una squadra formata da cinque atleti selezionati dall’ASCID (Associazione Scacchisti Ciechi e Ipovedenti Italiani), pronti a difendere i colori dell’Italia, mossa dopo mossa, sogno dopo sogno, in un contesto internazionale che richiama le migliori compagini dei cinque continenti, a rappresentare un movimento che coniuga sport, cultura, inclusione e resilienza.

Come leggiamo nel comunicato diffuso per l’occasione dall’ASCID, «la squadra azzurra è composta da Bersan Vrioni di Viterbo, capo delegazione, attuale presidente dell’ASCID, l’architetto e la voce che guida anche oltre la scacchiera; Marco Casadei di Forlì-Cesena, capitano, una mente strategica di rara lucidità, l’anima guerriera al servizio della squadra. Giancarlo Badano di Alessandria, esperto scacchista e punto di riferimento per l’intero movimento, presidente del Club Scacchistica Acquese Collino Group, le cui squadre, sotto la sua guida, militano nella massima serie nazionale, il Campionato Italiano a Squadre Master; Diego Poli di Trieste, uno dei giocatori più attivi dell’ASCID e istruttore riconosciuto dalla Federazione Scacchistica Italiana, che dedica tempo e passione alla formazione di nuovi giocatori; Jiazhuang Vandelli di Modena, classe 2002, al suo esordio in Nazionale, la promessa che avanza, lo sguardo fresco e audace verso il futuro. Si tratta di una squadra di tutto rispetto, con 183 presenze complessive in Nazionale e una strepitosa collezione di successi nei Campionati Italiani Assoluti, Rapid e On-line, dove sono saliti ben 67 volte sul podio, conquistando per 24 volte il titolo di Campione».

«Partecipare alle Olimpiadi – sottolinea Bersan Vrioni – non è solo un traguardo sportivo, ma un atto di testimonianza. Significa dimostrare che la passione e la competenza sanno vedere oltre ogni barriera. È la celebrazione della mente, dell’intuito, della concentrazione. È la prova che il talento non ha bisogno della vista per brillare. L’Olimpiade è la vetta del mondo sportivo, il palcoscenico dove ogni bandiera vibra di orgoglio. Anche quella italiana. Per questo invitiamo tutti a stringersi idealmente attorno alla nostra squadra, perché ogni messaggio, ogni condivisione, ogni pensiero positivo può diventare una forza invisibile che ci accompagna e ci sostiene, perché in quel silenzio assoluto che precede ogni mossa, tra concentrazione e tensione, c’è qualcosa di più di una semplice partita: c’è la rivendicazione del diritto a esserci, a competere, a vincere. Sulla scacchiera e nella vita». (S.B.)

È possibile seguire in tempo reale risultati e classifiche delle Olimpiadi di Scacchi per Ciechi e Ipovedenti, turno dopo turno, a questo link. Per ogni ulteriore informazione: presidenza@ascid.it.

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La terza edizione del “Disability Pride Torino”

Superando - 16 Giugno 2025 - 5:46pm

È in programma per il 20 giugno, presso la Sala delle Colonne del Palazzo Civico di Torino, la conferenza stampa di presentazione del “Disability Pride Torino”, la cui terza edizione è prevista per il 28 giugno nel capoluogo piemontese Un’immagine del “Disability Pride Torino” dello scorso anno

«Anche quest’anno scenderemo in strada per farci vedere, sentire, riconoscere, per dire che le persone con disabilità esistono, resistono e rivendicano accessibilità, autodeterminazione, diritti e rispetto»: lo dicono i promotori del Disability Pride Torino, iniziativa che vivrà la sua terza edizione il 28 giugno prossimo.
La conferenza stampa di presentazione dell’evento è in programma per il primo pomeriggio del 20 giugno, presso la Sala delle Colonne del Palazzo Civico di Torino (Piazza Palazzo di Città, 1, ore 14.30). Vi interverranno esponenti del Coordinamento Disability Pride Torino e rappresentanti delle Istituzioni. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: disabilitypridetorino@gmail.com.

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Gli “Stati Generali sulle Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo” delle Marche

Superando - 16 Giugno 2025 - 5:25pm

«Siamo certi che anche dalla nostra Regione arriveranno riflessioni importanti e utili alla costruzione di una società inclusiva, di pari diritti e opportunità»: lo dichiara il presidente dell’ANFFAS Marche Mario Sperandini, a proposito degli “Stati Generali ANFFAS sulle Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo” che per le Marche si terranno il 20 giugno a Macerata, presso l’Ateneo locale

Ultimo appuntamento con gli Stati Generali ANFFAS sulle Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo, prima dell’Assemblea Nazionale dell’ANFFAS stessa (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo), che si terrà nel prossimo mese di luglio e prima della pausa estiva: lo scenario questa volta sarà quello delle Marche, il 20 giugno a Macerata presso il Dipartimento di Scienze della Formazione (Polo Bertelli) dell’Università locale (Piazzale Bertelli, 1). Si tratterà di un appuntamento particolarmente sentito, dato che si terrà solo pochi giorni dopo la 18^ Conferenza Annuale degli Stati Parte della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, cui hanno preso parte a New York, come abbiamo riferito anche sulle nostre pagine, sia una delegazione dell’ANFFAS Nazionale che una dell’ANFFAS Macerata.

«Siamo felici – dichiara Roberto Speziale, presidente nazionale dell’ANFFAS – di ritrovarci nelle Marche a poca distanza da un evento internazionale così importante. Questo appuntamento ci consentirà ancora una volta di avere un confronto aperto con il territorio che potrà essere sicuramente arricchito dall’esperienza internazionale che abbiamo avuto alle Nazioni Unite. Il nostro obiettivo rimane quello di creare un dialogo comune con tutti i soggetti a vario titolo coinvolti e rispondere così realmente e concretamente alle esigenze delle persone con disabilità e delle loro famiglie».
«Crediamo fermamente – aggiunge Mario Sperandini, presidente dell’ANFFAS Marche – che l’appuntamento nella nostra Regione potrà contribuire a definire ancora di più il quadro nazionale su cui da ormai oltre un anno l’ANFFAS sta lavorando e siamo certi che anche dalle Marche arriveranno riflessioni importanti e utili alla costruzione di una società inclusiva, di pari diritti e opportunità».

Organizzato dalla stessa ANFFAS Marche, in collaborazione con l’ANFFAS Nazionale, l’incontro del 20 giugno porterà quindi nuovi spunti, confronti e interlocuzioni tra istituzioni, amministrazioni e realtà del Terzo Settore della Regione coinvolta, in particolare sui temi concernenti le disabilità intellettive e i disturbi del neurosviluppo, con un focus sulle specificità del territorio, che anche in questa occasione sarà evidenziato dagli autorappresentanti regionali, in prima linea con le loro osservazioni, riflessioni e richieste, che permetteranno di capire realmente la condizione delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo nella Regione.
Moderati da Emanuela Bertini, direttore dell’ANFFAS Nazionale e con il contributo anche questa volta di Alessandra Locatelli, ministra per le Disabilità, i lavori saranno aperti dai citati Roberto Speziale e Mario Sperandini, insieme a Marco Scarponi, presidente dell’ANFFAS Macerata. Quindi, dopo l’intervento degli Autorappresentanti e i saluti istituzionali – è stata confermata in tal senso la partecipazione di Natascia Mattucci, prorettrice dell’Università di Macerata, con Delega per l’Area Benessere e Welfare -, ci sarà l’intervento online di Gianluca Busilacchi dell’Università di Macerata, direttore scientifico del Centro Regionale di Ricerca e Documentazione sulla Disabilità delle Marche, sul tema I servizi per la disabilità nella regione Marche: uno stato dell’arte, seguito dalla sessione sui Diritti delle persone con disabilita intellettive e disturbi del neurosviluppo. Quadro Generale, con la relazione di Alessia Maria Gatto, legale componente del Centro Studi Giuridici e Sociali dell’ANFFAS Nazionale.
Nella seconda parte della giornata, infine, sono previsti due panel di dibattito, con un confronto tra le realtà ANFFAS delle Marche e un ulteriore confronto tra gli Enti del Terzo Settore e le Istituzioni.
Le conclusioni saranno affidate al presidente nazionale Speziale. (S.B.)

Sarà possibile partecipare all’incontro online su piattaforma Zoom oppure in presenza (previa iscrizione tramite questo link). Per ogni ulteriore informazione: comunicazione@anffas.net; anffasmarche@libero.it; nazionale@anffas.net.

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Comparto Istruzione e Ricerca_ settore Scuola_ sciopero generale l’intera giornata del 20 giugno 2025

Ultime da USR Calabria - 16 Giugno 2025 - 4:38pm

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Stefania Pedroni è la prima presidente nazionale donna della UILDM

Superando - 16 Giugno 2025 - 4:38pm

«La rivoluzione scientifica in atto nell’àmbito delle malattie neuromuscolari ci impone di essere pronti ad accogliere i cambiamenti nella cura e a tutelare i nuovi diritti che nascono nella società del 2025»: lo ha dichiarato Stefania Pedroni, subito dopo essere stata eletta alla Presidenza Nazionale della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), prima donna a guidare l’Associazione nata nel 1961, succedendo a Marco Rasconi, che continuerà a fare parte della squadra dei consiglieri nazionali Stefania Pedroni, nuova presidente nazionale della UILDM

«La rivoluzione scientifica in atto nell’àmbito delle malattie neuromuscolari ci impone di essere pronti ad accogliere i cambiamenti nella cura e a tutelare i nuovi diritti che nascono nella società del 2025. È un lavoro che possiamo fare, come squadra della Direzione Nazionale, insieme alle nostre Sezioni e ai nostri soci. È importante esserci prima di tutto sul territorio, per continuare a dare risposte, partendo dai bisogni delle famiglie e offrendo prospettive concrete alle persone con disabilità; altra nostra priorità sarà continuare a partecipare ai tavoli di lavoro, in dialogo con le Istituzioni e con le altre realtà associative»: lo ha dichiarato Stefania Pedroni, subito dopo essere stata eletta alla Presidenza Nazionale della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), prima donna a guidare l’Associazione nata nel 1961, succedendo a Marco Rasconi, che continuerà comunque a fare parte della squadra dei consiglieri nazionali.
Al proprio fianco, quale vicepresidente nazionale, Pedroni avrà Antonella Vigna, mentre Michele Adamo è stato riconfermato nel ruolo di segretario nazionale, con Michela Grande nuova tesoriera nazionale. Oltre al citato Rasconi, gli altri consiglieri nazionali dell’Associazione sono Maurizio Conte, Simone Giangiacomi, Anna Mannara e Massimiliano Venturi, completando una squadra di lavoro che rimarrà in carica fino al 2028.

Nata a Vignola (Modena) nel 1976, Stefania Pedroni fa parte dal 2016 della Direzione Nazionale UILDM e dal 2017 al 2025 ha ricoperto il ruolo di vicepresidente nazionale, dopo che dal 2013 al 2016 era stata vicepresidente della UILDM di Modena.
Psicologa con specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale, dal 2014 ha svolto la libera professione in studio privato a Zocca (Modena), proponendo colloqui individuali di valutazione, consulenza e supporto psicologico indirizzati ad adulti, adolescenti, bambini e genitori. Ha collaborato inoltre alla realizzazione e agli sviluppi di progetti per scuole ed enti.
Attualmente lavora come psicologa presso il Centro Clinico NeMO di Milano (NEuroMuscular Omnicentre), città in cui si è trasferita nel 2018.
Nel corso degli anni ha partecipato come relatrice/conduttrice a numerosi incontri formativi e ha perfezionato la propria formazione seguendo corsi, seminari, convegni, conferenze, workshop in tutta Italia. È appassionata di cinema, teatro, lettura.
Buon lavoro alla nuova Presidente anche dalla redazione di Superando. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: uildmcomunicazione@uildm.it.

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Personale docente II grado – Decreto esecuzione sentenza

Ultime da A. T. P. Cosenza - 16 Giugno 2025 - 3:54pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

Avviso apertura funzioni per la presentazione telematica delle istanze di scioglimento della riserva.

Ultime da A. T. P. Cosenza - 16 Giugno 2025 - 2:22pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

Nota 7533 del 16 giugno 2025 – Nuove procedure e modalità programmazione aa 2025-2026 budget assunzionale aa 2025-2026 Aggiornamento

Ultime dal MIUR - 16 Giugno 2025 - 2:10pm

Nota 7533 del 16 giugno 2025 – Nuove procedure e modalità programmazione aa 2025-2026 budget assunzionale aa 2025-2026 Aggiornamento

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La riabilitazione respiratoria nel paziente neuromuscolare: dalla teoria alla pratica

Superando - 16 Giugno 2025 - 2:00pm

Fornire una panoramica completa sul coinvolgimento respiratorio nelle malattie neuromuscolari, con particolare riferimento alle distrofie muscolari: è il principale obiettivo del corso di formazione “La riabilitazione respiratoria nel paziente neuromuscolare: dalla teoria alla pratica“, promosso per il 21 giugno a Cervia (Ravenna) dalla Commissione Medico-Scientifica della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) Riabilitazione respiratoria per una persona con patologia neuromuscolare

«Fornire una panoramica completa sul coinvolgimento respiratorio nelle malattie neuromuscolari, con particolare riferimento alle distrofie muscolari, evidenziando le specificità della fisiopatologia e le problematiche legate alla valutazione, al monitoraggio clinico e all’applicazione di tecniche e delle più recenti tecnologie nell’ambito della ventilazione meccanica e della disostruzione bronchiale»: viene presentato così il corso di formazione denominato La riabilitazione respiratoria nel paziente neuromuscolare: dalla teoria alla pratica, promosso per il 21 giugno presso la Casa del Volontariato, di Cervia (Ravenna) (Via Villafranca, 8b) dalla Commissione Medico-Scientifica della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare).
«L’iniziativa – viene spiegato ancora – punta anche a fornire una preparazione teorica e pratica in grado di creare un linguaggio comune tra medico e fisioterapista, a sostegno del lavoro in équipe multidisciplinare».

La giornata – rivolta a fisioterapisti, fisioterapisti respiratori, infermieri, medici chirurghi specialisti in Anestesia e Rianimazione, Malattie dell’Apparato Respiratorio, Medicina Fisica e Riabilitazione – sarà divisa in due parti, con quella teorica al mattino e quella pratica al pomeriggio, suddivisa in gruppi, che si occuperà in particolare dell’utilizzo di ausili e strumenti per la gestione respiratoria. Il tutto avvalendosi del patrocinio di AIFI (Associazione Italiana di Fisioterapia), ArIR (Associazione Riabilitatori dell’Insufficienza Respiratoria), SARNePI (Società di Anestesia e Rianimazione Neonatale Pediatrica Italiana), oltreché del riconoscimento della SIAARTI (Società Italiana Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva).

«Dopo gli appuntamenti da noi dedicati alla riabilitazione neuromotoria di Pordenone, Sassari e Torino nel biennio 2023-24 – afferma Stefania Pedroni, vicepresidente nazionale della UILDM -, la nostra Associazione arriverà a Cervia con il primo di una serie di corsi sulla presa in carico respiratoria, allo scopo di riuscire a stringere sempre più relazioni con i territori locali, per rispondere al meglio alle esigenze dei pazienti con distrofie muscolari e dei professionisti che vi operano. Con questi corsi di formazione intendiamo, inoltre, promuovere la diffusione tra pazienti e operatori sanitari delle Indicazioni per la presa in carico e la riabilitazione dei pazienti con distrofie neuromuscolari, due documenti redatti dalla nostra Associazione, per fornire raccomandazioni sulla gestione riabilitativa neuromotoria e respiratoria delle distrofie muscolari». (S.B.)

A questo link è disponibile il programma completo del corso di formazione di Cervia. Per ogni altra informazione: uildmcomunicazione@uildm.it.

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Aspetti e aspettative della riforma della disabilità

Superando - 16 Giugno 2025 - 1:23pm

È liberamente fruibile online il dossier “Aspetti e aspettative della riforma della disabilità”, che fornisce una prima disamina di alcuni dei Decreti Legislativi emanati in attuazione della Legge Delega 227/21 in materia di disabilità. Gli studi che vi vengono presentati «non sono un commentario breve all’articolato dei provvedimenti, quanto un’indagine sulle tensioni che lo animano», come precisa Ciro Tarantino, curatore, assieme a Massimiliano Verga, del lavoro Realizzazione grafica elaborata in occasione di un ciclo di incontri formativi proposti nel 2024 da Spazio DirSI – Disabilità in rete a Siena

È stato recentemente pubblicato sull’ultimo numero della rivista «Sociologia del diritto» (volume 52, numero 1, 2025) il dossier intitolato Aspetti e aspettative della riforma della disabilità, a cura di Ciro Tarantino, docente di Sociologia del Diritto presso il Dipartimento di Scienze Formative, Psicologiche e della Comunicazione dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, e di Massimiliano Verga, docente di Sociologia dei Diritti Fondamentali presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Milano-Bicocca (il dossier completo è liberamente fruibile e scaricabile a questo link, mentre a quest’altro link sono disponibili, sempre in formato pdf, i singoli contributi).
Oltre ai menzionati curatori, hanno contribuito al lavoro anche Daniele Piccione, consigliere parlamentare del Senato, nonché docente del Dipartimento di Giurisprudenza, Studi Politici e Internazionali dell’Università di Parma, e Cecilia M. Marchisio, docente del Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino.

Ricordiamo che la Legge 227/21, ovvero la Legge Delega al Governo in materia di disabilità, ha portato all’emanazione di tre Decreti Legislativi attuativi: il Decreto Legislativo 222/23, recante Disposizioni in materia di riqualificazione dei servizi pubblici per l’inclusione e l’accessibilità, il Decreto Legislativo 20/24, recante Istituzione dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, in attuazione della delega conferita al Governo, e il Decreto Legislativo 62/24, recante Definizione della con-dizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l’elaborazione e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato, mentre i diversi contributi del dossier si concentrano «sulle questioni nevralgiche della definizione della condizione di disabilità, della valutazione di base e dell’accomodamento ragionevole (Verga), del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato (Tarantino, Marchisio) e del Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità (Piccione)», come precisa Tarantino nell’Introduzione.
«Gli studi che si presentano non sono un commentario breve all’articolato dei provvedimenti, quanto un’indagine sulle tensioni che lo animano», si legge ancora nell’Introduzione. «Questo dossier viene pubblicato mentre il processo legislativo non si è del tutto esaurito, dato che la legge di delegazione ha stabilito che entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di attuazione possano esser adottati decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi previsti dalla stessa legge e secondo le sue procedure. Per questo motivo, il dossier, più che un bilancio provvisorio della riforma, è il segmento di un sismogramma dell’imminente ordine giuridico della disabilità», segnala ancora Tarantino.

La riforma della disabilità suscita, comprensibilmente, un notevole interesse nelle stesse persone con disabilità e nelle loro famiglie. Il confronto pubblico, anche acceso, che ha preso avvio il 19 febbraio scorso, a seguito della notizia del rinvio di un anno, al 1° gennaio 2027, dell’attuazione del Decreto Legislativo 62/24, e in particolare del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato – notizia anticipata, dal medesimo Tarantino anche su queste stesse pagine –, a parere di chi scrive, ha messo in luce che proprio lo strumento del progetto di vita sia quello che le persone con disabilità considerano come il più immediatamente impattante sulla loro quotidianità (una sezione tematica dedicata a tale confronto è disponibile a questo link). Ed è verosimilmente questa la ragione per cui intorno ad esso si addensano le maggiori aspettative.
Il dossier, e nello specifico il contributo denominato Gli spiriti della legge. Sulle tensioni istituenti del decreto legislativo 62/2024 in tema di progetto personalizzato per le persone con disabilità: Uno studio di animismo giuridico (disponibile a questo link), elaborato congiuntamente da Tarantino e Marchisio, propone una lettura della disciplina del progetto di vita, come formulata nel Decreto Legislativo 62/24, che fa emergere la «compresenza di un’istanza disponibilista e di una tensione indisponibilista», una tensione, quest’ultima, che però si discosta dal paradigma delineato dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Acquisire consapevolezza di questo dualismo è fondamentale perché, proprio in considerazione del fatto che l’iter legislativo della riforma non si è ancora concluso, è auspicabile che anche “dal basso” vengano promosse modifiche orientate ad incrementare l’aderenza della stessa riforma alla Convenzione ONU, ad esempio, ma non solo, sugli aspetti della prevenzione dell’istituzionalizzazione e della promozione della deistituzionalizzazione.

La circostanza che all’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità sia demandato il compito di «promuovere l’effettivo godimento dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone con disabilità, in condizione di eguaglianza con gli altri cittadini, anche impedendo che esse siano vittima di segregazione» (articolo 4, comma 1, lettera c del Decreto Legislativo 20/24), compito che va inteso anche nel senso di prescrizione tesa a favorire la deistituzionalizzazione – come efficacemente approfondito, tra le altre cose, nel contributo denominato Profilo costituzionale del Garante Nazionale dei diritti delle persone con disabilità, proposto da Piccione (disponibile a questo link) –, a parere di chi scrive, non sana il dualismo riscontrato da Tarantino e Marchisio nella disciplina del progetto di vita, giacché non è auspicabile che le persone con disabilità si ritrovino a dover attendere una pronuncia del Garante per non dover andare a vivere in una struttura residenziale contro la propria volontà, in ragione del fatto che il Decreto Legislativo 62/24, nel disciplinare il progetto di vita, ha lasciato la “porta socchiusa” all’istituzionalizzazione.
È certamente apprezzabile che all’Autorità Garante sia affidato anche questo compito, ma è legittimo attendersi, e rivendicare, che in materia di promozione della deistituzionalizzazione vi sia coerenza tra i diversi decreti legislativi citati, nonché tra questi e la Convenzione ONU.

Procedendo nella lettura, balza agli occhi come il tema dell’incoerenza – intesa sia come ambiguità, che come contraddittorietà – ricorra anche nel contributo di Verga, denominato Le parole della disabilità e la “valutazione di base”. Luci ed ombre delle novità introdotte dal decreto 62/2024 (disponibile a questo link). Non potendosi riassumere in questo contesto l’articolata riflessione proposta, ci si limita a segnalare che le incoerenze riguardano tanto gli aspetti linguistici che di contenuto. Segnaliamo, a titolo esemplificativo, un’incoerenza relativa al contenuto.
Affrontando il tema della “valutazione di base”, come disciplinata dal Decreto Legislativo 62/24, e in particolare l’affidamento, in via esclusiva, all’INPS, della gestione di tutto il procedimento di detta valutazione, Verga da un lato esprime apprezzamento. Scrive infatti: «È sicuramente lodevole l’unificazione delle procedure valutative in luogo dei differenti “percorsi” attualmente previsti». Ma dall’altro lato solleva perplessità sul fatto che agli oneri economici dell’ampliamento dell’organico, sia medico, sia amministrativo, imposto dall’accentramento della gestione in questione, si provveda «mediante una “corrispondente riduzione del Fondo per le politiche in favore delle persone con disabilità di cui all’articolo 1, comma 178, della legge 30 dicembre 2021, n. 234”. Considerando che quest’ultimo, dal 2023, ammonta a 350 milioni di euro annui e che gli oneri derivanti dal suddetto art. 9 [del Decreto Legislativo 62/24, N.d.R.] (più altri oneri contemplati nel decreto disabilità, anche questi coperti finanziariamente alla stregua dell’art. 9) ammontano ad oltre 270 milioni di euro, pare piuttosto evidente che in larghissima misura il Fondo servirà per coprire le spese della “nuova” macchina organizzativa e gestionale, e non per rispondere ai bisogni delle persone con disabilità. Un aspetto che si ritiene superfluo commentare ulteriormente».

Insomma, come si può intuire anche da queste succinte considerazioni, gli spunti di riflessione offerti dal dossier sono molteplici. Per tale ragione, ne suggeriamo senz’altro una lettura attenta.

I grassetti nelle citazioni testuali sono di intervento redazionale.

*Responsabile di Informare un’H-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) nel cui sito il presente contributo è già apparso e viene qui ripreso, con minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

L'articolo Aspetti e aspettative della riforma della disabilità proviene da Superando.

Apre a Rimini “Spiaggia Libera Tutti”

Superando - 16 Giugno 2025 - 12:54pm

Da oggi, 16 giugno, e fino all’8 settembre, nel cuore balneare di Rimini, si può accedere al servizio “Spiaggia Libera Tutti”, pensato per chi ama il mare e desidera viverlo senza barriere, con una gamma di servizi gratuiti pensati per garantire un’esperienza piacevole e inclusiva e una particolare attenzione alle persone con disabilità motorie, sensoriali o cognitive

Da oggi, 16 giugno, e fino all’8 settembre, nel cuore balneare di Rimini, all’ombra della Ruota Panoramica, si può accedere a una spiaggia libera davvero aperta a tutti e tutte, pensata per chi ama il mare e desidera viverlo senza barriere, offrendo una gamma di servizi gratuiti pensati per garantire un’esperienza piacevole e inclusiva.

«Questo servizio – spiegano dal Comune di Rimini – si chiama Spiaggia Libera Tutti ed è uno spazio curato e inclusivo, un progetto innovativo e pensato per garantire l’accesso al mare a tutte le persone, con particolare attenzione a chi ha disabilità motorie, sensoriali o cognitive, dove vivere la spiaggia sentendosi accolti e accolte. Vi sono infatti ampie passerelle che arrivano fino all’acqua, sedici gazebo prenotabili su pedane che offrono riparo dal sole, docce calde, servizi igienici accessibili e sedie da mare per facilitare l’ingresso in acqua; il tutto unitamente a personale formato e sempre disponibile». (S.B.)

A questo link è disponibile un ulteriore testo di approfondimento sul servizio Spiaggia Libera Tutti di Rimini. Per altre informazioni: turismoufficiostampa@comune.rimini.it.

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Quali esami di maturità per gli studenti e le studentesse con disabilità?

Superando - 16 Giugno 2025 - 12:33pm

«Per gli studenti e le studentesse con disabilità che si preparano a sostenere gli esami di maturità – scrive Salvatore Nocera -, si pone da tempo un problema, nel caso in cui si avvalgano del cosiddetto “PEI semplificato” (Piano Educativo Individualizzato), basato cioè su “prove equipollenti”. Ma una recente Circolare del Ministero, anziché semplificare le cose, le ha ulteriormente complicate. Vediamo perché»

Siamo in tempo di esami e per gli studenti e le studentesse con disabilità che si preparano a sostenere quelli di maturità, si pone da tempo un problema, nel caso in cui si avvalgano di un PEI (Piano Educativo Individualizzato) «con prove riconducibili a quelle ufficiali», come è scritto nell’articolo 20 del Decreto Legislativo 62/17, ossia il cosiddetto “PEI semplificato” o “per obiettivi minimi”. Tali prove sono quelle “equipollenti” di cui all’articolo 16, comma 3 della Legge 104/92.

Il concetto di prove equipollenti era stato ben chiarito nell’articolo 6, comma 1 del DPR 323/98, ma tale norma è stata improvvidamente – e forse inavvertitamente – abrogata. Essa precisava infatti che le prove equipollenti potessero differire da quelle ufficiali per le modalità di svolgimento (ad esempio prove scritte invece che orali e viceversa; questionari a scelta multipla con risposta “Sì” o “No”), oppure nei contenuti (ad esempio riduzione del numero di esercizi, oppure problema o tema diverso da quello dei compagni). Veniva però posta una condizione legale decisiva e cioè che tramite tali prove lo studente e la studentessa dimostrasse di avere acquisito apprendimenti idonei al conseguimento del titolo di studio, cioè promozione da un anno all’altro di scuola superiore e diploma agli esami di maturità. Questo evitava situazioni incresciose che invece si verificano dopo l’abrogazione del citato DPR 323/98, in caso di interpretazioni divergenti sul concetto odierno di “prove equipollenti”, tra il Presidente di Commissione e taluni Commissari. Infatti, la formulazione attuale è quella di «prove riconducibili a quelle ufficiali», contenuta nel menzionato articolo 20 del Decreto legislativo 62/17 e nelle Linee Guida allegate ai nuovi modelli di PEI con il Decreto Interministeriale 182/20, integrato dal Decreto Ministeriale 153/23. È quindi accaduto spesso che il Presidente di Commissione abbia ritenuto che le prove predisposte per gli studenti con disabilità non siano “riconducibili a quelle ufficiali” e ne abbia preteso il cambiamento, anche quando queste erano corrispondenti a quelle svolte sempre durante tutti gli anni di scuola superiore e, che per l’ultimo anno, vengono allegate all’apposita relazione specifica da presentare entro il 15 maggio.

La formulazione abrogata del DPR 323/98 evitava anche un altro problema che invece oggi talora si presenta e cioè che la Commissione ritenga di formulare le prove prima dell’apertura delle buste ministeriali, per non fare attendere troppo lo studente/studentessa con disabilità dopo l’apertura delle buste stesse, per dover predisporre le prove “corrispondenti a quelle ministeriali”. Infatti, la previsione del citato articolo 6, comma 1 dell’abrogato DPR 323/98, sul fatto che le prove potessero differenziarsi da quelle ufficiali anche per i contenuti, consentivano alle Commissioni di predisporle il giorno precedente alle prove scritte, tenendo come condizione irrinunciabile che esse dovessero, se superate, consentire il conseguimento del diploma e quindi essere per apprendimenti almeno intorno alla sufficienza. In assenza della norma abrogata, questa autonomia tecnico-professionale è dubbia, dal momento che molti Presidenti di Commissione pretendono che prima della predisposizione vi sia l’apertura delle buste ministeriali con forti attese da parte degli studenti e delle studuentesse con disabilità.

A seguito di tutto quanto detto, le Associazioni impegnate per i diritti delle persone con disabilità chiedono da tempo al Ministero di ripristinare l’abrogato articolo 6, comma 1 del DPR 323/98 abrogato e il 12 giugno scorso il Ministero stesso ha ritenuto di accogliere questa pressante richiesta, emanando tuttavia una Circolare che riprende solo le parti meno importanti di quella norma, omettendo proprie quelle chiarissime del citato articolo 6 e sostituendole con circonlocuzioni che invece di agevolare, aggraveranno le difficoltà interpretative e quindi il diritto alle prove equipollenti degli studenti.
A questo punto non si comprende perché il Ministero, di fronte ad una richiesta semplicissima, abbia voluto dare una risposta assolutamente insoddisfacente, che complica ulteriormente le cose.
Ormai a pochi giorni dall’inizio degli esami è difficile sperare che il Ministero torni sui suoi passi e faccia pervenire ai Presidenti delle Commissioni una circolare telegrafica che si limiti a riprodurre l’articolo 6, comma 1 del DPR 323/98. Questo, però, farebbe tirare un grandissimo sospiro di sollievo agli studenti/studentesse con disabilità e ai componenti le Commissioni.

*Il presente contributo è già apparso in «La Tecnica della Scuola», con il titolo “Esame di maturità 2025: quali prove per gli alunni con disabilità?” e viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al diverso contenitore e con altro tiolo, per gentile concessione.

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AVVISO di apertura funzioni per lo scioglimento della riserva negli elenchi aggiuntivi alle GPS di I fascia

Ultime da USR Calabria - 16 Giugno 2025 - 12:05pm

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Perché sono necessarie una serie di modifiche alla Legge sull’amministrazione di sostegno

Superando - 16 Giugno 2025 - 11:59am

«Una serie di correzioni alla Legge che ha introdotto l’amministrazione di sostegno – scrive Salvatore Nocera – sono necessarie e alcune di quelle contenute in una Proposta di Legge di iniziativa popolare sono pienamente condivisibili. Sarebbe pertanto opportuno che quella Proposta di Legge raggiungere le 50.000 firme necessarie, per poter essere presentata e anche migliorata, durante l’eventuale discussione parlamentare»

Ho letto e riletto in Superando, con crescente interesse, attenzione e passione, l’importante incontro della direttrice responsabile di Superando Stefania Delendati con la professoressa Maria Giulia Bernardini, ordinaria di Diritto all’Università di Ferrara [“La visione ‘incapacitante” nell’applicazione dell’amministrazione di sostegno”, N.d.R.].
Il servizio riguardava il tema delle modifiche alla normativa italiana sull’amministratore di sostegno, conseguenti ad un invito rivolto al nostro Paese dal Comitato delle Nazioni Unite sull’attuazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, con riguardo all’articolo 12 della stessa (Uguale riconoscimento dinanzi alla legge), concernente il rispetto massimo da garantire alla libertà di espressione della volontà delle persone con disabilità; tale invito non è ancora stato pienamente recepito dall’Italia, a causa, come dice la professoressa Bernardini, di una cultura “incapacitante”, conseguenza di una visione ancora medica della disabilità. Ciò fa sì che l’amministratore che la stessa legge definisce “di sostegno” alla manifestazione di volontà della persona con disabilità si traduca in talune fattispecie, per legge, in un “rappresentante” della stessa e quindi in qualcuno che sostituisce la propria volontà a quella della persona con disabilità.
Questa sostituzione ha determinato talora casi abnormi di conflitto tra le due volontà, con prevalenza di quella dell’amministratore di sostegno, casi che hanno prodotto addirittura situazioni di gravi sofferenze morali all’“amministrato”, di cui si è pure occupata la cronaca  e dei quali Superando ha dato notizia grazie agli articoli di Simona Lancioni. Quest’ultima sta pure sostenendo una campagna di sensibilizzazione per la sottoscrizione anche online, con scadenza il 30 giugno prossimo, di una Proposta di Legge di iniziativa popolare su modifiche alla Legge 6/04 che ha introdotto appunto l’amministratore di sostegno.
È anche a seguito di ciò che Superando ha pubblicato un’ampia intervista con il professor Paolo Cendon, che è stato l’ispiratore della Legge 6/04 – indubbiamente un miglioramento rispetto alla situazione precedente legata all’interdizione – il quale però non ritiene necessarie modifiche, ritenendo “casi-limite” quelli in cui l’amministratore di sostegno si sostituisce all’amministrato. Come direbbe la professoressa Bernardini, egli ha ancora una visione “paternalistica”, ritenendo che la nostra legge sia nata per tutelare le persone “non in grado di provvedere ai propri interessi”.
Giustamente egli afferma che la precedente terminologia del Codice Civile era ben peggiore e cioè “persone incapaci”; a proposito di tale termine, però, la professoressa Bernardini osserva che ormai la concezione dell’articolo 12 della Convenzione ONU è diametralmente opposta anche a quella della stessa legge sull’amministratore di sostegno. In altre parole, l’Italia continua a “presumere” che talune persone con disabilità siano “incapaci” di esprimere totalmente la propria volontà, mentre l’articolo 12 della Convenzione ha ormai capovolto questa “presunzione”, avendo stabilito che tutte le persone con disabilità siano “capaci” di esprimere, sia pure nei modi estremi, la loro volontà . Ecco perché l’Italia sarebbe inadempiente rispetto all’invito del Comitato ONU e quindi all’articolo 12 della Convenzione.

Tempo addietro la FISH (già Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, oggi Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) si è occupata di questi problemi, in un incontro promosso insieme all’ANFFAS (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo.) e al Consiglio Nazionale del Notariato. Dopo quell’incontro, però, il tema, assai importante, non è stato più ripreso, mentre ha fatto capolino la citata Proposta di Legge di iniziativa popolare, che, lo ricordiamo, si può sottoscrivere accedendo a questo link.
Il tema, per noi persone con disabilità, è certamente di notevole importanza, come si evidenzia anche dalla ripetuta attenzione dedicata ad esso da Superando. Certo, passare dalla concezione di “presunzione di incapacità” a quella di “presunzione di capacità” è un bel salto innanzitutto di carattere psico-socio-culturale e quindi giuridico.
Invero suppongo che sino ad ora ci abbiano condizionato quelli che il professor Cendon chiama “casi-limite”. Ricordo ad esempio dalla giurisprudenza il caso di una persona coinvolta in un gravissimo incidente stradale che deve essere sottoposta ad un intervento chirurgico quanto mai urgente. La normativa pretende il previo “consenso informato” del paziente che però non è assolutamente in grado di esprimerlo; si è dunque ricorso frequentemente, come in casi simili a questo, alla nomina di un amministratore di sostegno che, in realtà, sostituisce (non sostiene) la volontà del paziente, consentendo così l’intervento che salva la vita.
Un altro esempio può riguardare il caso di una persona con problemi intellettivi molto gravi la quale, essendo ad esempio diabetica, pretende di voler mangiare continuamente grando quantità di dolci; in tal caso l’amministratore di sostegno deve negare la volontà dell’amministrato nel suo primario interesse di salute.
Ma a parte i “casi limite”, sembra ormai necessario un maggiore rispetto della volontà dell’amministrato, specie alla luce delle numerose situazioni riportare anche da Superando. Come dice la professoressa Bernardini, ciò può avvenire ad esempio avvalendosi di una persona che conosca molto bene le abitudini e i desideri dell’interessato dell’”amministrato. In tal senso, oggi l’articolo 22 del Decreto Legislativo 62/24 ha introdotto la figura del “facilitatore”. La professoressa suggerisce pure che, di fronte al rischio di interventi autoritari dell’amministratore di sostegno, sarebbe opportuna “una pluralità di amministratori”. Ciò potrebbe avvenire, a mio avviso, con la previsione della nomina di un “pro-amministratore di sostegno”, come avviene ancora con la nomina del “protutore” e sugli eventuali conflitti di opinioni tra i due amministratori, dovrebbe intervenire il giudice tutelare.

Dunque delle correzioni alla Legge 6/04 vanno introdotte. La menzionata Proposta di Legge di iniziativa popolare ne propone un certo numero; alcune mi sembrano massimaliste, ma altre sono pienamente condivisibili. Pertanto, sarebbe opportuno raggiungere le 50.000 firme necessarie, sottoscrivendola al link che ricordo ancora, perché possa essere presentata e poi, durante la discussione parlamentare, fare introdurre modifiche che smussino le proposte eccessive e introducendo altre proposte migliorative.
Cosa ne pensano le Associazioni aderenti alla FISH?

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Dai Quartieri Spagnoli di Napoli una storia di autonomia e una vittoria contro la criminalità organizzata

Superando - 13 Giugno 2025 - 6:24pm

Nei Quartieri Spagnoli di Napoli è stata inaugurata la “Casa Comune”, un co-housing destinato a persone con disabilità intellettive all’interno di una struttura abitativa che è un bene confiscato alla criminalità organizzata, il tutto nell’àmbito delle attività socioassistenziali promosse dalla Fondazione FOQUS e finalizzate appunto a promuovere le abilità personali, sociali e professionali di giovani in particolare con disturbo dello spettro autistico e sindrome di Down Un’immagine della giornata inaugurale della “Casa Comune”, avvenuta il 27 maggio scorso

In queste ultime settimane la vittoria dello scudetto per Napoli non è stata l’unico primato! Il 27 maggio scorso, infatti, nei Quartieri Spagnoli della città è stata inaugurata la Casa Comune, primo co-housing destinato a persone con disabilità cognitiva del Centro Argo, centro diurno non medicalizzato che dal 2016 lavora per bambini, giovani e adulti nello stesso quartiere della città.
La struttura abitativa ha la finalità di fare evolvere e ampliare le attività socioassistenziali promosse da dieci anni dalla Fondazione FOQUS, finalizzate a valorizzare i talenti di giovani con difficoltà cognitive, in particolare, nello spettro autistico e con la sindrome di Down, promuovendone le abilità personali, sociali e professionali.
Infatti, sui duecento metri quadrati dell’appartamento appena diventato co-housing, disposti su due piani con annessa una terrazza, sono stati creati spazi per promuovere percorsi di autonomia, occasione di socializzazione, formazione e lavoro.

Nell’immobile, che è un bene confiscato alla camorra e reso disponibile dal Comune di Napoli alla Fondazione FOQUS, si svolgeranno laboratori di cucina, di produzione e inscatolamento di tavolette di cioccolata (i giovani produrranno la Cioccolata dei Quartieri Spagnoli che sarà venduta come un gadget dolciario nei negozi e nei bar del quartiere), oltre a sperimentare forme di autonomia sociale e personale per prepararsi a vivere senza la famiglia, in contesti di vita che appartengono alla fase definita solitamente “Dopo di Noi”. In concreto, ciò significa fare la spesa, pulire e rassettare la casa, preparare i pasti, prendere confidenza con le attività di quartiere. La Casa Comune offre infatti ai suoi giovani ospiti con disabilità cognitiva l’opportunità di fare un’esperienza unica e molto importante: sperimentare cioè una vita autonoma e di socializzazione in àmbiti diversi da quelli della famiglia e del Centro che li accoglie, ma in una “loro” casa.
I posti letto a disposizione sono sedici, divisi in due diverse sedi, una ubicata nell’appartamento sequestrato alla criminalità organizzata, ora diventato luogo sociale; l’altra presso la sede della Fondazione stessa, nell’ex monastero oggi trasformato in un hub di servizi educativi, nuove imprese giovanili, attività culturali e produttive, che ospita ogni giorno migliaia di persone le quali vi arrivano per studiare, prendersi cura degli altri, apprendere e lavorare.

I giovani con disabilita cognitiva frequenteranno in due gruppi di otto ognuna delle due sedi della Casa Comune. All’inizio, per fare un’esperienza graduale, gli stessi ospiti vivranno nella struttura dal lunedì al giovedì, seguiti da personale qualificato, per valutarne gli step di autonomia dal contesto familiare; con il passare del tempo, poi, in prospettiva abiteranno in modo definitivo.
Durante i weekend la Casa Comune viene adibita a uso B&B sociale, occasioni in cui i giovani abitanti con disabilità cognitiva si trasformano dall’essere ospiti della casa a diventarne host, accogliendo cioè i turisti interessanti a conoscere la Napoli solidale, rassettando le camere e preparando le colazioni.

L’iniziativa si presenta anche come un’opera di riqualificazione. «La famiglia camorrista che abitava nell’appartamento, lo aveva vandalizzato – dichiara Renato Quaglia, direttore della Fondazione FOQUS – e per questo l’edificio si trovava in un grande stato di abbandono; è stato possibile ristrutturarlo grazie a imponenti lavori finanziati con una raccolta fondi promossa da Guber Banca (banca bresciana che ha istituito un conto corrente dedicato: chi aderiva a quel conto accettava di destinare parte degli interessi al progetto napoletano che la banca raddoppiava) ed è stato arredato grazie a Enel Cuore».
Di questa doppia valenza sociale è fiera l’Amministrazione Comunale di Napoli, considerandola sia come un’attenzione particolare ai cittadini più vulnerabili, sia come un recupero e, soprattutto, come il riutilizzo di un bene a scopo sociale.

Riassumendo, in conclusione, va detto che la realizzazione della Casa Comune è stata resa possibile grazie alla sinergia di varie realtà, quali la Fondazione FOQUS, l’Associazione Quartieri Spagnoli, il Consorzio Core ed Enel Cuore, con il finanziamento di Guber Banca e delComune di Napoli.

*Il presente servizio è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it», con il titolo “Disabilità cognitiva e vita autonoma: una storia dai Quartieri Spagnoli che è anche una vittoria contro la camorra”, e viene qui ripreso, con diverso titolo e alcuni riadattamenti al differente contenitore, per gentile concessione.

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