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AVVISO – Concorso per titoli ed esami per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria di primo e di secondo grado su posto comune e di sostegno, ai sensi dell’articolo 3, comma 8, del Decreto ministeriale 26 ottobre 2023, n. 205 –...

Ultime da USR Calabria - 5 Febbraio 2026 - 7:38pm

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AVVISO – Concorso per titoli ed esami per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria di primo e di secondo grado su posto comune e di sostegno, ai sensi dell’articolo 3, comma 8, del Decreto ministeriale 26 ottobre 2023, n. 205 –...

Ultime da USR Calabria - 5 Febbraio 2026 - 7:33pm

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“Riforma della disabilità” e il “caso Brescia”: senza soluzioni nazionali i problemi locali rischiano di ripetersi

Superando - 5 Febbraio 2026 - 6:35pm

«I problemi emersi nella sperimentazione a Brescia riguardano in particolare la riforma della certificazione che dovrebbe portare alla nuova “Valutazione di base della disabilità”. E sono problemi che se non saranno affrontati e risolti a livello nazionale, con tutta probabilità si riproporranno anche nelle Province alle quali si allargherà la sperimentazione»: lo dicono in una nota le Federazioni Lombarde LEDHA  e FAND, insieme alle componenti regionali di ANFFAS, ANMIC e del Forum Terzo Settore

«Nei giorni scorsi la ministra per le Disabilità Locatelli [se ne legga anche in Superando, N.d.R.] ha comunicato l’estensione dal 1° marzo della sperimentazione della “Riforma della disabilità” in altre 40 Province italiane, tra cui sei della Lombardia (Bergamo, Como, Milano, Mantova, Pavia e Sondrio). Dal canto nostro esprimiamo la nostra preoccupazione su tale prossima estensione della sperimentazione»: è quanto si legge in una nota diffusa congiuntamente dalla LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità), dalla FAND Lombardia (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), dall’ANFFAS Lombardia (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo), dall’ANMIC Lombardia (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili) e dal Forum Terzo Settore Lombardia.
Già all’inizio dello scorso mese di dicembre, per altro, anche sulle nostre pagine la LEDHA e la FAND Lombardia avevano espresso preoccupazione circa i problemi incontrati nel primo anno di sperimentazione di quanto previsto dalla riforma nella Provincia di Brescia. Anche per questo motivo, dunque, le due Federazioni avevano chiesto di essere inserite nella Cabina di regia territoriale regionale che ha il compito di seguire l’andamento e l’esito della sperimentazione, richiesta recepita in un incontro, ma a cui finora non è stato dato seguito.

«I problemi emersi nella sperimentazione bresciana – spiegano le varie organizzazioni firmatarie della nota congiunta – riguardano la riforma della certificazione che dovrebbe portare alla nuova “Valutazione di base della disabilità”: su questo fronte, infatti, si registrano preoccupanti ritardi e diversi problemi, dovuti sostanzialmente alla mancanza di medici, commissioni insufficienti e carenza di locali da destinare alle sedi di commissione decentrate sui territori provinciali da parte dell’INPS, per fare fronte al numero di richieste. Si consideri che con l’attuale normativa sono presenti Commissioni di accertamento dell’invalidità civile gestite dalle ASST (Aziende Socio Sanitarie Territoriali) in ogni Ambito territoriale, mentre l’INPS, fatto salvo il caso di Milano, ha prevalentemente Sedi Provinciali localizzate nei capoluoghi di provincia. Per quanto poi riguarda i “medici di categoria” (ANMIC, ANFFAS, ENS e UICI), sebbene siano stati richiesti dall’INPS aumenti pari al doppio degli attuali in organico, non è possibile procedere alle pratiche di contrattualizzazione in quanto la Direzione Regionale dell’INPS consentirà l’avvio delle procedure solo dopo che avrà avuto il via libera sui relativi fondi a disposizione da parte della propria Direzione Generale».
«Si tratta di problemi – commentano LEDHA, FAND, ANFFAS, ANMIC e Forum Terzo Settore della Lombardia – che risultano ancora presenti nel territorio bresciano e che se non saranno affrontati e risolti a livello nazionale dal Ministero per le Disabilità e dall’INPS, con tutta probabilità sono destinati a riproporsi nelle sei nuove Province della nostra Regione, generando grandi preoccupazioni tra gli addetti ai lavori, tra le persone con disabilità e le famiglie direttamente coinvolte. E sono anche le ragioni che hanno portato prima le organizzazioni sindacali e poi la stessa Regione Lombardia – nelle persone degli assessori Guido Bertolaso (Welfare) e Simona Tironi (Istruzione, Formazione e Lavoro) – a chiedere il rinvio dell’applicazione della riforma».

Rispetto a quest’ultimo dato, tuttavia, la posizione di LEDHA, FAND Lombardia e Forum Terzo Settore Lombardia, è chiara: «Riteniamo – affermano – che sia interesse delle persone con disabilità della Lombardia che la riforma sia applicata presto e bene su tutto il territorio regionale, dando un forte impulso all’attuazione di quanto previsto dal Decreto Legislativo 62/24 sul Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato, a sostegno delle esperienze già avviate nella nostra Regione a seguito dell’approvazione della Legge Regionale 25/22. Nel frattempo, però, invitiamo a riflettere sulle difficoltà emerse dall’esperienza del territorio bresciano in merito alla nuova “Valutazione di base” destinata ad assorbire le attuali modalità di certificazione dell’invalidità e della disabilità, approntando tutti gli strumenti necessari per ridurre i disagi. E proprio alla luce di queste considerazioni, riteniamo che sarebbe stato opportuno che a valutare e ad esprimersi sull’opportunità o meno di avviare o rinviare l’applicazione della riforma, almeno per quanto riguarda la “Valutazione di base”, non fossero stati i singoli Enti e Istituzioni coinvolte, ma un gruppo di lavoro con riunite tutte le parti coinvolte, comprese le organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità. Un metodo necessario non solo per definire i tempi di attuazione della riforma, ma anche i possibili e necessari interventi per affrontare e risolvere i problemi riscontrati a Brescia, anche per evitare che si ripropongano nel resto del territorio regionale».

«Per questo – conclude la nota congiunta delle varie organizzazioni lombarde – riteniamo urgente e necessaria la convocazione di un tavolo interistituzionale, che veda anche la partecipazione delle rappresentanze degli Enti di Terzo Settore, a partire da quelle delle Associazioni, dove poter confrontarsi sulle criticità e sulle possibili soluzioni, per evitare di affrontare le riforma in modo frammentato e al fine di rendere efficaci queste sperimentazioni territoriali. E nel frattempo torniamo ad invitare a riflettere sulle difficoltà emerse dall’esperienza del territorio bresciano in merito alla nuova “Valutazione di base”, approntando tutti gli strumenti necessari per ridurre i disagi». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@ledha.it.

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Il legame inscindibile tra i diritti delle persone con disabilità e i diritti dei caregiver familiari

Superando - 5 Febbraio 2026 - 5:45pm

In attesa dell’avvio della discussione parlamentare nelle Commissioni competenti sul Disegno di Legge riguardante i caregiver familiari, la Federazione FISH è intervenuta presso la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, richiamando l’attenzione «sul legame inscindibile tra diritti delle persone con disabilità e diritti dei caregiver familiari» e sottolineando come «l’assenza di una disciplina organica e strutturale continui a produrre gravi diseguaglianze e violazioni sistemiche»

«La Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata dall’Italia con la Legge 18/09, afferma con chiarezza che ogni violazione dei diritti delle persone con disabilità costituisce una violazione dei diritti umani. Si tratta di un principio che trova piena coerenza negli articoli 2, 3, 32 e 38 della Costituzione Italiana, che impongono alla Repubblica il dovere di garantire i diritti inviolabili della persona, l’eguaglianza sostanziale, il diritto alla salute e un sistema di assistenza pubblica adeguato. La solidarietà non può, quindi, tradursi in una delega integrale alle famiglie. Quando il carico assistenziale grava in modo esclusivo e continuativo sui caregiver familiari, senza tutele, riconoscimenti e supporti adeguati, si realizza una distorsione del principio costituzionale di solidarietà e si compromette l’effettività dei diritti delle persone con disabilità»: lo ha dichiarato la delegazione della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), che in attesa dell’avvio della discussione parlamentare nelle Commissioni competenti sul Disegno di Legge riguardante i caregiver familiari, approvato nel mese scorso dal Consiglio dei Ministri, è intervenuta presso la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, per richiamare l’attenzione «sul legame inscindibile tra diritti delle persone con disabilità e diritti dei caregiver familiari», sottolineando come «l’assenza di una disciplina organica e strutturale continui a produrre gravi diseguaglianze e violazioni sistemiche».

«Il percorso normativo nazionale ed europeo – è stato ancora sottolineato dalla FISH -, dalla Legge di Bilancio per il 2018 (Legge 205/17) al Decreto Legislativo 29/24, dalla Direttiva Europea 2019/1158 fino alla recente Sentenza della Corte di Giustizia Europea sugli accomodamenti ragionevoli per i lavoratori caregiver, converge verso un dato inequivocabile: senza una disciplina organica sul caregiver familiare, i diritti fondamentali restano sulla carta».
«Riconoscere e tutelare i caregiver familiari – ribadisce in tal senso Vincenzo Falabella, presidente della FISH – non è una concessione, ma un dovere costituzionale: senza una legge organica i diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie restano incompleti e diseguali».

La FISH intende dunque continuare a seguire con estrema attenzione l’iter del Disegno di Legge, auspicando che «il confronto nelle Commissioni competenti possa portare a scelte coerenti con i princìpi costituzionali e con gli obblighi internazionali assunti dall’Italia». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@fishets.it.
A questo link è disponibile l’elenco dei numerosi testi con cui Superando si è recentemente occupato del Disegno di Legge sui caregiver familiari approvato in gennaio dal Consiglio dei Ministri.

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AVVISO – Concorso per titoli ed esami per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria di primo e di secondo grado su posto comune e di sostegno, ai sensi dell’articolo 3, comma 8, del Decreto ministeriale 26 ottobre 2023, n. 205 –...

Ultime da USR Calabria - 5 Febbraio 2026 - 5:14pm

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AVVISO – Disposizioni per la presentazione delle istanze di iscrizione e per la presentazione delle istanze per il mantenimento nell’elenco regionale delle scuole non paritarie della Calabria ai sensi del Decreto ministeriale n. 263 del 29 novembre...

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 5 Febbraio 2026 - 5:11pm

All. A – Iscrizione elenco scuole non paritarie_2026-27 All. B -mantenimento nell’elenco regionale delle scuole non paritarie m_pi.AOODRCAL.REGISTRO UFFICIALE(U).0003907.05-02-2026 MIM_-Informativa_privacy-USR_Calabria Allegati All. A - Iscrizione ...

Notifica esito misura compensativa (Prova attitudinale) – riconoscimento titolo di abilitazione professionale CDC A051 – Scienze, Tecnologie e Tecniche Agrarie

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 5 Febbraio 2026 - 5:07pm

m_pi.AOOUSPCZ.REGISTRO UFFICIALE(U).0001264.05-02-2026 Allegati m_pi.AOOUSPCZ.REGISTRO UFFICIALE(U).0001264.05-02-2026 (290 kB)

Non è più tempo di inclusione come concessione benevola: è tempo di riconoscere!

Superando - 5 Febbraio 2026 - 5:04pm

«Quanto abbiamo letto in questi giorni – scrive Tonino Urgesi – non parla solo di un viaggio di istruzione negato a un docente di inglese cieco, ritenuto non in grado di vigilare sugli alunni, parla di un modello culturale ancora profondamente radicato, che confonde la disabilità con l’incapacità, la tutela con il controllo, la prudenza con la negazione dei diritti. Ma non siamo più nel tempo storico in cui le persone con disabilità devono “essere incluse” come concessione benevola da parte delle Istituzioni!»

Quanto letto in questi giorni sul «Corriere della Sera-Corriere Fiorentino» non parla solo di un viaggio di istruzione negato a un docente di inglese cieco, ritenuto dalla preside non in grado di vigilare sugli alunni. Parla di un modello culturale ancora profondamente radicato: quello che confonde la disabilità con l’incapacità, la tutela con il controllo, la prudenza con la negazione dei diritti.

Dal punto di vista psicologico e pedagogico, la decisione di escludere un docente cieco da un viaggio di istruzione, nonostante la fiducia esplicita di studenti e famiglie, rivela un meccanismo ben noto: il paternalismo abilista. Un atteggiamento che si maschera da protezione, ma che, in realtà, sottrae potere decisionale e riconoscimento professionale alla persona con disabilità.
Non siamo più nel tempo storico in cui le persone con disabilità devono “essere incluse” come concessione benevola da parte delle Istituzioni. Quel tempo è finito! Oggi siamo nel tempo in cui le persone con disabilità dovrebbero rivendicare la propria piena soggettività, la propria competenza, la propria dignità professionale e civile.
Educare, infatti, non significa solo vigilare. Significa costruire relazioni, promuovere responsabilità, sviluppare autonomia. Tutte competenze che quel docente esercita quotidianamente in aula, in contesti complessi e imprevedibili. Sostenere che tali competenze svaniscano appena si oltrepassa un confine geografico non è una valutazione oggettiva del rischio: è una proiezione della paura di chi decide.

Direi che dal punto di vista pedagogico, il messaggio implicito dato agli studenti e alle studentesse è assai devastante: che la disabilità è ancora un limite invalicabile, che la fiducia possa essere ritirata in qualsiasi momento, che i diritti siano sempre subordinati allo sguardo di chi detiene il potere.
E invece no. Le persone con disabilità non devono restare ferme ad aspettare di essere “ammesse”. Devono — e sempre più lo fanno — alzare la voce, occupare lo spazio che spetta loro, pretendere coerenza tra i princìpi proclamati e le pratiche reali. Non per eroismo, ma per giustizia e dignità. Perché la vera educazione inclusiva non consiste nel proteggere le persone con disabilità dal mondo, ma nello smantellare i modelli mentali che continuano a escluderle.
E questa, più di qualsiasi viaggio a Dublino, è la lezione che la scuola avrebbe dovuto e dovrebbe insegnare.

*Esperto di affettività e sessualità delle persone che vivono in un contesto disabilizzante.

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Può la filosofia favorire realmente una migliore inclusione sociale delle persone con disabilità?

Superando - 5 Febbraio 2026 - 4:47pm

La filosofia può realmente favorire una migliore inclusione sociale delle persone con disabilità tentando di costruire un ambiente comunitario, in cui tutti si relazionino in maniera fraterna, anziché conflittuale? Queste parole, proposte in modo affermativo dalla presentazione di Filosofia, inclusione, comunità, libro recentemente pubblicato da Luca Grecchi, docente universitario di Storia della Filosofia, costituiscono un affascinante quesito da sviluppare senz’altro in termini di dibattito

La filosofia può realmente favorire una migliore inclusione sociale delle persone con disabilità tentando di costruire un ambiente comunitario, in cui tutti si relazionino in maniera fraterna, anziché conflittuale? Queste parole, proposte in modo affermativo nella presentazione editoriale di un libro recentemente uscito, costituiscono per noi un affascinante quesito da sviluppare in termini di dibattito, fermo restando un pieno accordo sul fatto che, come si legge ancora nella presentazione editoriale, «la disabilità è un tema politico, oltre che culturale, riguardando l’effettiva realizzazione delle migliori condizioni di vita e la piena attuazione di quei diritti che consentano a tutti di condurre un’esistenza massimamente felice».

Il libro di cui parliamo è Filosofia, inclusione, comunità (Scholé, marchio di Morcelliana, 2026, collana “Orso blu”) e a firmarlo è Luca Grecchi, docente di Storia della Filosofia all’Università di Milano-Bicocca, direttore della rivista «Koinè» e di due collane di studi filosofici presso gli editori Petite Plaisance e Unicopli, oltreché autore di numerosi volumi di filosofia antica.
Corredato da una ricca bibliografia che attinge a piene mani anche da opere di persone piuttosto note nel mondo della cultura riguardante la disabilità («Sono, principalmente, uno studioso di filosofia antica – scrive Grecchi – non di pedagogia speciale e ho pertanto dovuto acquisire, per realizzare questo libro, alcune competenze di cui non disponevo»), il volume, sottolinea l’Autore nell’introduzione, si pone appunto come fine «di argomentare come la filosofia possa favorire una migliore inclusione delle persone con disabilità, un fine raggiungibile tentando di costituire, al contempo, un ambiente comunitario in cui le persone si relazionino in maniera quanto più possibile fraterna, anziché conflittuale».

«Negli ultimi decenni – aggiunge poi Grecchi – qualcosa è stato fatto nel nostro Paese, ma troppo poco rispetto a ciò che rimane da fare per favorire, per le persone con disabilità, lo svolgimento di una esistenza degna di essere vissuta. Fino a che sussisteranno dunque condizioni di esclusione, dunque di sofferenza, che colpiscono, nel mondo, centinaia di milioni di esseri umani, occorrerà segnalare, con verità, ogni situazione in cui l’inclusione viene, di fatto, negata. Ciò costituisce il necessario punto di partenza per potere poi, nel tempo, porre progettualmente rimedio a tale stato di cose. E la ricerca della verità, in un’ottica interale – che tenga, cioè, conto dell’intero, dunque della realtà per come essa si struttura nella articolazione delle sue parti -, costituisce il contenuto principale della filosofia, così come dell’inclusione».
Temi, quesiti e concetti del tutto degni di nota, che rendono assai utile “raccogliere la sfida” della filosofia lanciata da questo libro di Luca Grecchi, di cui consigliamo caldamente la lettura. (Stefano Borgato)

Luca Grecchi, Filosofia, inclusione, comunità, Brescia, Scholé (marchio di Morcelliana), 2026, (collana “Orso blu”), 189 pagine.

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Due appuntamenti educativi e multisensoriali al Museo Omero di Ancona, in collaborazione con “Erratica”

Superando - 5 Febbraio 2026 - 1:58pm

In collaborazione con la mostra “Erratica” (nuova edizione del “Premio Marche-Biennale d’Arte Contemporanea”), il Museo Tattile Statale Omero di Ancona proporrà nei prossimi giorni, presso la propria sede, due appuntamenti educativi e multisensoriali, il primo dei quali domani, 6 febbraio, sarà una visita guidata multisensoriale rivolta a un pubblico adulto, mentre l’8 febbraio è in programma un gioco-esplorazione rivolto a famiglie con bambini e bambine dai 6 anni in su Una delle sale della mostra “Erratica” alla Mole Vanvitelliana di Ancona, che sarà coinvolta nelle iniziative dei prossimi giorni proposte dal Museo Omero

Nel quadro di una collaborazione con la mostra Erratica, nuova edizione del Premio Marche-Biennale d’Arte Contemporanea, ospitata fino al 28 febbraio dalla Mole Vanvitelliana di Ancona, il Museo Tattile Statale Omero del capoluogo marchigiano, che ha anch’esso sede presso la Mole Vanvitelliana, proporrà nei prossimi giorni due appuntamenti educativi e multisensoriali, «pensati – così come vengono presentati – per ampliare l’esperienza di visita e renderla accessibile a pubblici diversi, offrendo un modo nuovo di vivere la mostra, non solo attraverso lo sguardo ma coinvolgendo il corpo, le mani, l’ascolto e l’immaginazione».
Nel pomeriggio di domani, 6 febbraio, dunque (ore 16.30), vi sarà una visita guidata multisensoriale rivolta a un pubblico adulto, tenuta dalle guide della mostra Erratica in collaborazione con lo staff del Museo Omero.
La mattinata dell’8 febbraio, invece (ore 10.30), sarà dedicata alle famiglie con bambine e bambini dai 6 anni in su e sarà un gioco-esplorazione denominato Esploratori erranti: alla scoperta dell’arte che si può toccare.
Il punto d’incontro per entrambe le attività sarà presso la biglietteria della Mostra Erratica alla Mole Vanvitelliana di Ancona. La prenotazione è obbligatoria e può essere effettuata telefonicamente o via WhatsApp (numero 335 5696985), o scrivendo a prenotazioni@museoomero.it. (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento. Per altre informazioni: redazione@museoomero.it.

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A Messina i migliori club del mondo di calcio balilla (paralimpici e non)

Superando - 5 Febbraio 2026 - 1:32pm

Atleti “normodotati” e paralimpici che insieme, ognuno nella rispettiva categoria, cercheranno di aggiudicarsi il titolo di “Miglior Club del Mondo”: accadrà da domani, 6 febbraio, a domenica 8, a Messina, che ospiterà appunto la sfida tra i miglior club del mondo di calcio balilla, con le finali della “World Champions League” di tale disciplina, evento indetto dall’ITSF, la Federazione Internazionale di Calcio Balilla e organizzato dalla FPICB, la Federazione Paralimpica Italiana Calcio Balilla

Come annunciato nel settembre dello scorso anno, da domani, 6 febbraio, fino a domenica 8, il PalaRescifina di Messina ospiterà la sfida tra i miglior club del mondo di calcio balilla, con le finali della World Champions League di tale disciplina, evento rinominato per l’occasione Gaming Arena Città di Messina, manifestazione iridata indetta dall’ITSF (International Table Soccer Federation) e organizzata dalla FPICB (Federazione Paralimpica Italiana Calcio Balilla), con la collaborazione del Comune di Messina e di Mediterranea Eventi.
Grande novità di questa edizione della manifestazione, la partecipazione di atleti “normodotati” e paralimpici che, ognuno nella rispettiva categoria, cercheranno di aggiudicarsi il titolo di Miglior Club del Mondo. In tal senso ci saranno contendenti in arrivo da tutto il mondo, suddivisi in Uomini, Donne, Juniores (ulteriore novità del 2026), Seniores (per chi ha più di 50 anni) e Para-sport/Disabili (altra novità).

«È la prima volta – dichiara Francesco Bonanno, presidente della FPICB e vicepresidente dell’ITSF – che l’Italia ospita un evento di tale portata e ne siamo onorati. L’edizione 2026 della World Champions League segna una tappa importante con l’introduzione delle categorie Junior e Para-sport/Disabili, rafforzando l’impegno di tutto il movimento verso l’inclusività e il futuro di questo sport che da sempre ha tra la finalità il divertimento, la sfida ma soprattutto l’unione». (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento. Per altre informazioni: Ufficio stampa FPICB, ufficiostampa@fpicb.it.

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Il caregiver familiare dev’essere riconosciuto come perno indispensabile del sistema di welfare

Superando - 5 Febbraio 2026 - 12:39pm

«La Legge dovrà riconoscere pienamente il lavoro di cura come lavoro, garantendo tutele adeguate e diritti certi, contribuendo così a un cambiamento culturale più ampio: il riconoscimento del caregiver familiare come perno indispensabile del sistema di welfare»: lo dichiara Gianfranco Salbini, presidente dell’AIPD (Associazione Italiana Persone con Sindrome di Down) commentando il Disegno di Legge sui caregiver familiari approvato nelle scorse settimane in Consiglio dei Ministri (foto di Archivio AIPD)

«L’arrivo del Disegno di Legge sui caregiver familiari in Consiglio dei Ministri – dicono dall’AIPD (Associazione Italiana Persone con Sindrome di Down) è stata una prima risposta importante alle richieste avanzate negli anni dalle associazioni e dalle famiglie. Si tratta del punto di approdo di un lungo percorso di proposte, confronti e mobilitazioni portate avanti da realtà profondamente radicate nei territori e nella quotidianità della cura, che hanno contribuito a rendere finalmente visibile una figura che, come da più parti si ripete, è perno e fulcro del nostro welfare».

Ricordando tuttavia anche le dichiarazioni rilasciate nelle scorse settimane da Associazioni e Federazioni, che convergono nel riconoscere il valore simbolico e politico di questo passaggio, l’AIPD sottolinea a propria volta «l’emergere di un nodo cruciale: i caregiver familiari, tutti, hanno bisogno di tutele e di servizi, ancora più che di risorse economiche. Il vero bisogno, che in tanti casi diventa urgente, è di vedere alleggerito il proprio carico di cura e garantiti spazi di riposo, tempo da dedicare a se stessi, alla relazione di coppia, agli altri figli e ai propri progetti di vita. Come genitori, sappiamo bene di cosa parliamo, perché lo viviamo ogni giorno sulla nostra pelle, spesso da molti anni. Per questo, qualche anno fa abbiamo voluto chiedere proprio ai caregiver familiari quali fossero i loro bisogni, quali le condizioni di vita, quali le prospettive che immaginavano per il proprio futuro e in tal senso abbiamo raccolto dati importanti nella ricerca Non uno di meno, realizzata insieme al Censis».

«Proprio a partire da quei dati – aggiungono ancora dall’Associazione -, oggi diciamo che i soldi – per altro insufficienti e inadeguati – non bastano: serve un rafforzamento strutturale dei servizi territoriali, a partire dall’assistenza domiciliare, dai servizi di sollievo e dai supporti socio-sanitari integrati. Il Disegno di Legge presentato non introduce un potenziamento diretto e vincolante dei servizi territoriali, né prevede un pacchetto nazionale di servizi dedicati ai caregiver, come sportelli di supporto, accompagnamento psicologico, formazione e interventi di sollievo diffusi in modo omogeneo sul territorio. La concreta attuazione delle misure resta in larga parte demandata a Regioni e Comuni, con il rischio di accentuare le disuguaglianze territoriali già esistenti».

«Il passaggio parlamentare – ribadisce Gianfranco Salbini, presidente nazionale dell’AIPD – rappresenta una fase decisiva e il Disegno di Legge è un punto di partenza importante, ma non può essere considerato un punto di arrivo. Per questo, ci uniamo a tante altre famiglie e associazioni, nel chiedere che il testo venga profondamente modificato e integrato, affinché sia in grado di rispondere ai bisogni reali delle persone coinvolte nella cura. In particolare è necessario che la Legge riconosca pienamente il lavoro di cura come lavoro, garantendo tutele adeguate e diritti certi, contribuendo così a un cambiamento culturale più ampio: il riconoscimento del caregiver familiare come perno indispensabile del sistema di welfare, senza il quale lo Stato non sarebbe in grado di reggere il peso dell’assistenza. Solo in questa prospettiva il provvedimento potrà incidere in modo significativo sulla vita quotidiana delle famiglie, offrendo non un riconoscimento formale, ma quella possibilità di “respiro” che rappresenta la vera misura della qualità di una politica sociale».
«In questa prospettiva – aggiunge Salbini – l’auspicio è che nel passaggio al Parlamento, che dovrebbe essere prossimo, si tenga conto delle richieste e delle indicazioni che arrivano da chi vive quotidianamente la condizione della cura, dalle famiglie e dalle associazioni che da anni operano sui territori. Un ascolto attento di queste voci può contribuire infatti a rendere il Disegno di Legge uno strumento più aderente ai bisogni reali e più capace di incidere concretamente sulla qualità della vita delle persone coinvolte».
«Come AIPD – conclude – confermiamo la nostra piena disponibilità al confronto con le Istituzioni e con il Parlamento, nella convinzione che solo attraverso un dialogo costante e costruttivo sia possibile arrivare a una legge realmente efficace, in grado di riconoscere il valore del lavoro di cura e di rafforzare un sistema di welfare più equo, inclusivo e sostenibile». (S.B.)

Superando si è già occupato del Disegno di Legge sui caregiver familiari con i testi:
° Caregiver familiari: il Parlamento approvi una norma all’altezza delle aspettative e dei diritti (a questo link)
° Caregiver familiari: quella norma richiede risorse economiche ben diverse di ANGSA (a questo link)
°
Lavoriamo insieme per rendere la legge sui caregiver familiari un punto di partenza solido di Vincenzo Falabella (a questo link)
° Disegno di Legge sui caregiver: servono cautela, concretezza e un testo da migliorare in Parlamento (a questo link)
° Per una Legge Nazionale sui caregiver familiari buona per tutti (a questo link)
° Caregiver familiari: la battaglia per le briciole e la battaglia per il pane di Gianfranco Vitale (a questo link)
° Caregiver familiari: la vera sfida è cambiare il modello di welfare di Daniele Romano (a questo link)
° Caregiver familiari: la non autosufficienza è una condizione di vita, non una condizione di povertà di Sara De Carli (a questo link).

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AVVISO Immissioni in ruolo personale docente a.s 2025/2026 Scorrimento graduatorie di merito NOMINE GIURIDICHE – CDC A050 – AM12 – AS12 – AS2B – AS2C

Ultime da USR Calabria - 5 Febbraio 2026 - 12:37pm

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Disposizioni per la presentazione delle istanze di iscrizione e per la presentazione delle istanze per il mantenimento nell’elenco regionale delle scuole non paritarie della Calabria

Ultime da A. T. P. Cosenza - 5 Febbraio 2026 - 12:34pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

: 21 marzo – Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, legge 8 marzo 2017, n. 20

Ultime da USR Calabria - 5 Febbraio 2026 - 12:28pm

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Ricorso al TAR Lazio RG 1293/2026 proposto da Aurelio Diego + altri C/MIM- decreto Tar Lazio n. 697/2026

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Rinnovi e nuove convenzioni tra l’Amministrazione scolastica e scuole primarie paritarie per l’a.s. 2026/2027.

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 5 Febbraio 2026 - 12:03pm

m_pi.AOODRCAL.REGISTRO UFFICIALE(U).0003886.05-02-2026 Richiesta rinnovo o stipula convenzione 2026-2027 Allegati m_pi.AOODRCAL.REGISTRO UFFICIALE(U).0003886.05-02-2026 (336 kB)Richiesta rinnovo o stipula convenzione 2026-2027 (83 kB)

Disposizioni per la presentazione delle istanze di iscrizione e per la presentazione delle istanze per il mantenimento nell’elenco regionale delle scuole non paritarie della Calabria ai sensi del Decreto ministeriale n. 263

Ultime da USR Calabria - 5 Febbraio 2026 - 11:43am

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«Sono una persona che fa domande»: Valentina Tomirotti, che parla di disabilità senza sconti

Superando - 5 Febbraio 2026 - 11:40am

«Sono un’attivista. La disabilità non è il mio tema, è il mio punto di partenza per parlare di tutto il resto e preferisco pensarmi come una persona che fa domande». E le domande di Valentina Tomirotti, giornalista e attivista che ha trasformato la propria esperienza in uno spazio pubblico di riflessione, denuncia e consapevolezza, sono domande necessarie, anche scomode, a conferma di quanto la disabilità sia ancora raccontata troppo spesso attraverso il filtro del pietismo o, peggio, dell’eroismo forzato

«Sono un’attivista. La disabilità non è il mio tema, è il mio punto di partenza per parlare di tutto il resto». E quando qualcuno le attribuisce l’etichetta di “rompipalle”, lei sorride e rilancia: «Preferisco pensarmi come una persona che fa domande». Domande necessarie, anche scomode, a conferma di quanto la disabilità, nel nostro Paese, sia ancora raccontata troppo spesso attraverso il filtro del pietismo o, peggio, dell’eroismo forzato.
Giornalista, attivista e anima del progetto Pepitosa, Valentina Tomirotti ha trasformato la propria esperienza in uno spazio pubblico di riflessione, denuncia e consapevolezza. Il suo lavoro non nasce dal desiderio di “commuovere”, ma da quello di cambiare lo sguardo: spostare l’attenzione dal corpo individuale alla responsabilità collettiva, dalle storie edificanti ai diritti.
«Perché la disabilità deve sempre essere raccontata come una tragedia o come una favola a lieto fine?», è una delle domande che attraversano spesso i suoi interventi. Per Valentina, parlare di disabilità significa prima di tutto chiamare le cose con il loro nome. Senza eufemismi, senza edulcorazioni. La disabilità è una condizione sociale e politica, non un difetto personale da compensare con la buona volontà.
Nel suo lavoro emerge con forza il rifiuto di quello che lei stessa definisce senza giri di parole Inspiration Porn ossia l’uso strumentale delle persone con disabilità come esempio motivazionale per chi disabile non è. «Se la mia vita serve solo a far sentire migliore qualcun altro, allora c’è un problema», osserva. Una posizione netta, che interroga anche il mondo dell’informazione, della pubblicità e della comunicazione in generale.

È proprio in questo spazio, spesso ambiguo, che si colloca un’altra parte importante del lavoro di Valentina Tomirotti: quello di consulente per la comunicazione. Negli anni ha collaborato con brand noti e realtà strutturate, accompagnandole in un percorso che va ben oltre la semplice “inclusione di facciata”. Il suo contributo consiste nel ripensare linguaggi, immagini e campagne affinché la disabilità non sia usata come leva emotiva, ma riconosciuta come parte della complessità del reale.
Ma chi sono i suoi interlocutori principali? In larga parte associazioni, aziende, enti e organizzazioni del Terzo Settore. Ed è proprio in questo lavoro quotidiano, spesso meno visibile ma decisivo, che Tomirotti porta con maggiore forza il suo messaggio politico e culturale. Lavorare con queste realtà significa incidere sui processi, formare chi comunica, evitare errori che alimentano stereotipi e costruire narrazioni rispettose, capaci di parlare a tutti senza schiacciare nessuno in ruoli predefiniti.
Un impegno che si estende anche all’àmbito audio e narrativo. Valentina ha infatti collaborato alla scrittura del podcast Corpi politici, per l’Associazione Luca Coscioni, contribuendo a dare voce a temi complessi legati ai diritti, all’autodeterminazione e alla libertà di scelta. Anche qui la cifra resta la stessa: niente toni edificanti, niente scorciatoie emotive, ma attenzione ai contenuti, alle parole, alle responsabilità di chi racconta.
I temi su cui si concentra restano molteplici e intrecciati. C’è il turismo accessibile, raccontato non come concessione gentile ma come diritto di cittadinanza. C’è il corpo, con tutto ciò che comporta in termini di identità, desiderio, estetica, libertà di espressione. E c’è il linguaggio, terreno decisivo su cui si costruiscono immaginari e si consolidano disuguaglianze.

Ma cosa significa davvero accessibilità? E chi decide quando uno spazio, un servizio o una città possono dirsi inclusivi? Sono interrogativi che Tomirotti rivolge tanto alle Istituzioni quanto ai Cittadini e alle Cittadine, senza mai assumere un tono consolatorio. Il suo è un attivismo quotidiano, fatto di articoli, consulenze, interventi pubblici e confronto costante sui social, dove l’ironia diventa spesso uno strumento politico.
Uno sguardo, il suo, che non si limita alla critica, ma prova a costruire. Nelle prossime settimane verrà infatti presentato un importante progetto di accessibilità per la città di Mantova, promosso dall’Associazione Pepitosa in carrozza, di cui è Presidente, che punta a ripensare spazi e servizi in un’ottica realmente inclusiva. Un’iniziativa che conferma come parlare di disabilità, per Valentina Tomirotti significhi soprattutto immaginare città e comunità pensate per la pluralità dei corpi e delle vite.
Forse è proprio questo il punto: smettere di chiedere alle persone con disabilità di adattarsi al mondo così com’è, e iniziare a domandarsi perché il mondo continui a essere progettato per pochi. Una domanda scomoda, certo. Ma necessaria.

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