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Decreto ministeriale 29 del 19 febbraio 2026 - Revisione istituti tecnici (e allegati)

Ultime dal MIUR - 19 Febbraio 2026 - 2:35pm

Decreto ministeriale 29 del 19 febbraio 2026 - Revisione istituti tecnici (e allegati)

Categorie - News Normativa

Fatica, dolore e declino cognitivo nella sclerosi multipla progressiva: al lavoro tre studi internazionali

Superando - 19 Febbraio 2026 - 1:28pm

Non studi preliminari, ma ricerche pensate per verificare l’efficacia concreta di strategie che, se validate, potranno essere integrate nei sistemi sanitari: è l’obiettivo di tre studi internazionali finanziati dall’International Progressive MS Alliance, della quale l’AISM, con la sua Fondazione FISM, è membro fondatore, finanziatore e parte del Consiglio Esecutivo, per intervenire sui sintomi più invalidanti (fatica, dolore, difficoltà cognitive e mobilità) della sclerosi multipla progressiva Riabilitazione nella sclerosi multipla

Migliorare concretamente la vita delle persone con sclerosi multipla progressiva intervenendo sui sintomi più invalidanti, fatica, dolore, difficoltà cognitive e mobilità: è l’obiettivo di tre nuovi studi internazionali finanziati con 6,9 milioni di euro dall’International Progressive MS Alliance, nell’àmbito della seconda fase di un percorso di ricerca strutturato avviato dall’Alliance per progettare, testare e portare nella pratica clinica nuovi interventi per le forme progressive. Non quindi studi preliminari, ma ricerche pensate per verificare l’efficacia concreta di strategie che, se validate, potranno essere integrate nei sistemi sanitari. In sostanza, si tratta di un investimento che punta alla rapida trasferibilità degli interventi nella pratica clinica, accorciando la distanza tra ricerca e cura e tra i promotori dell’International Progressive MS Alliance, va ricordato, vi è l’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), con la sua Fondazione FISM, in qualità di membri fondatori, finanziatori e parte del Consiglio Esecutivo, un ruolo di governance internazionale che oggi si traduce anche nel coinvolgimento diretto della ricerca italiana in uno dei progetti selezionati.
L’Alliance, è anche opportuno ricordare, è una collaborazione internazionale che riunisce le principali organizzazioni impegnate sulla sclerosi multipla nel mondo, insieme a ricercatori, clinici, industria, fondazioni, donatori e persone con forme progressive di malattia. Essa è nata appunto per accelerare lo sviluppo di trattamenti efficaci e migliorare la qualità della vita delle persone con sclerosi multipla progressiva in tutto il mondo.
«Le forme progressive – sottolinea Mario Alberto Battaglia, presidente della Fondazione FISM – rappresentano ancora oggi l’area della sclerosi multipla con minori opzioni terapeutiche e con il maggiore impatto sulla disabilità. Per questo abbiamo voluto fortemente questa Alleanza fin dalla sua nascita. Con questo nuovo investimento internazionale rafforziamo il ruolo dell’AISM nella governance della ricerca globale e, soprattutto, confermiamo un impegno preciso: trasformare la scienza in soluzioni concrete per le oltre 144.000 persone con sclerosi multipla nel nostro Paese».

Come detto in precedenza, uno dei tre studi finanziati vede il coinvolgimento diretto del NeuroBRITE FISM Research Center, centro di eccellenza europeo dedicato alla neuroriabilitazione con sede a Genova presso l’AISM e la sua Fondazione. Il progetto, coordinato dall’Università di Hasselt (Belgio), studierà un programma di esercizio multimodale e personalizzato per contrastare la faticabilità durante il cammino, uno dei sintomi più impattanti nelle forme progressive. La faticabilità, infatti, non è semplice stanchezza, ma la progressiva riduzione della funzione mentre si cammina, che porta molte persone a fermarsi dopo pochi metri, con ricadute su autonomia, inclusione sociale e qualità della vita.
Il progetto includerà anche persone con disabilità moderata-severa, una popolazione spesso sottorappresentata nei trial clinici, ma tra le più esposte alla perdita progressiva di autonomia.
«Valuteremo approcci in grado di aumentare concretamente la capacità di camminare nella vita quotidiana – spiega Giampaolo Brichetto, direttore del NeuroBRITE FISM Research Center -: il nostro obiettivo è verificare non solo l’efficacia degli interventi, ma la loro immediata applicabilità nella pratica clinica italiana».
Il trial sarà guidato da Ludovico Pedullà, ricercatore FISM presso il NeuroBRITE FISM Research Center, che comprende al proprio interno il Servizio di Riabilitazione Ligure, struttura che segue ogni anno circa 1.200 persone con sclerosi multipla e patologie correlate. Il progetto sarà realizzato con il coinvolgimento di centri internazionali.

Accanto poi al progetto sulla mobilità, l’Alliance ha finanziato altri due studi che affrontano alcuni dei sintomi più difficili da gestire nelle forme progressive.
Il primo riguarda la gestione del dolore, problema spesso cronico e sottovalutato, che incide profondamente sulla qualità della vita. Lo studio confronterà diversi programmi di auto-gestione erogati in telemedicina, con o senza il supporto diretto di un terapeuta, per individuare le strategie più efficaci e facilmente integrabili nei sistemi sanitari.
Il secondo progetto punta invece a migliorare mobilità e funzioni cognitive attraverso un approccio che combina stimolazione cerebrale non invasiva ed esercizio aerobico, con l’obiettivo di potenziare la plasticità cerebrale e amplificare gli effetti della riabilitazione tradizionale.

Un elemento distintivo comune ai tre studi è il coinvolgimento diretto delle persone con sclerosi multipla progressiva fin dalla fase di progettazione: non solo partecipanti, ma co-protagonisti nella definizione dei bisogni e degli esiti di ricerca. Si tratta di un approccio che riflette il modello MULTI-ACT, promosso dall’AISM e finanziato dall’Unione Europea, che ha contribuito a ridefinire i criteri di valutazione dell’impatto della ricerca, integrando appunto la prospettiva delle persone direttamente coinvolte. (B.E. e S.B.)

Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa e Comunicazione AISM (Barbara Erba), barbaraerba@gmail.com.

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Cantafio Marilena c/MIM- Notifica per pubblici proclami disposta dal TAR per il Lazio (Sezione Quarta Bis) – Ordinanza n. 232/2026

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 19 Febbraio 2026 - 1:05pm

Ministero dell’Istruzione e del Merito Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria  Ufficio II – Ambito Territoriale di Catanzaro Via Cosenza, 31 – 88100 Catanzaro e-mail: usp.cz@istruzione.it – ...

Dalla magia dei puntini all’emozione del teatro audiodescritto

Superando - 19 Febbraio 2026 - 12:54pm

Promosso dall’UICI di Ferrara, è in programma per il 21 febbraio nella città estense, in corrispondenza con la Giornata Nazionale del Braille, l’evento denominato “Dalla magia dei puntini all’emozione del teatro”, vero e proprio ponte ideale tra la rivoluzione silenziosa del sistema di letto-scrittura Braille e le moderne forme di accessibilità culturale, il tutto centrato sulla rappresentazione del “Malato immaginario” di Molière, reso accessibile grazie all’audiodescrizione

«L’accessibilità a ogni forma di cultura non è solo un diritto, ma un valore da promuovere costantemente e grazie a geniali invenzioni come il Braille e alle moderne tecnologie, oggi possiamo rendere fruibili libri, spettacoli e opere d’arte a chiunque, eliminando barriere e creando opportunità di partecipazione reale. Ringraziamo dunque di cuore tutti coloro che vorranno unirsi a noi in questa serata speciale, per condividere insieme la magia della cultura senza barriere»: così Alessandra Mambelli, presidente dell’UICI di Ferrara (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) presenta l’evento promosso per il 21 febbraio al Teatro Comunale della città estense (ore 20.30), in corrispondenza con la Giornata Nazionale del Braille, ossia la serata denominata Dalla magia dei puntini all’emozione del teatro, vero e proprio ponte ideale tra la rivoluzione silenziosa del Braille e le moderne forme di accessibilità culturale, il tutto centrato sulla rappresentazione del Malato immaginario di Molière, grande classico del teatro europeo, reso accessibile grazie all’audiodescrizione.
«Nel solco appunto dell’eredità del Braille – sottolineano dall’UICI di Ferrara – abbiamo scelto di celebrare la ricorrenza non solo ricordando l’importanza di tale rivoluzionario metodo di letto-scrittura, ma offrendo un’esperienza concreta di accessibilità culturale, con l’udiodescrizione dello spettacolo nell’àmbito del progetto Teatro No Limits del Centro Diego Fabbri ETS di Forlì, con il teatro che diventa così non soltanto uno spettacolo da osservare, ma un’emozione condivisa, un’opera d’arte realmente fruibile da tutti e tutte». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Marzia Mecozzi (m.mecozzi@audiotre.com).

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Sostituire nella Costituzione la parola “minorati” con “persone con disabilità”

Superando - 19 Febbraio 2026 - 12:29pm

“La riFORMA conta. Il rispetto passa anche dalle parole”: è il messaggio di una campagna di sensibilizzazione civile e istituzionale lanciata dall’OMaR (Osservatorio Malattie Rare), in collaborazione con le Associazioni dell’AMR (Alleanza Malattie Rare), a sostegno della proposta di modifica costituzionale che punta a sostituire il termine “minorati” con “persone con disabilità” nell’articolo 38 della Costituzione stessa

La riFORMA conta. Il rispetto passa anche dalle parole: è il messaggio di una campagna di sensibilizzazione civile e istituzionale lanciata dall’OMaR (Osservatorio Malattie Rare), in collaborazione con le Associazioni dell’AMR (Alleanza Malattie Rare), ruotando attorno a un gioco di parole che lascia intendere come la forma conti, perché talvolta è anche sostanza. E questo tanto più che nel caso specifico vi è in discussione una proposta di modifica costituzionale, quella cioè che punta ad aggiornare il linguaggio dell’articolo 38 della Costituzione stessa, dove compare ancora il termine “minorati”, espressione di uso comune nel periodo in cui la Carta Costituzionale fu scritta.

«Negli ultimi anni – sottolinea Ilaria Ciancaleoni Bartoli, direttrice dell’OMaR – l’attenzione al linguaggio corretto è cresciuta in diversi àmbiti, incluso quello normativo. Ormai da 16 anni noi raccontiamo le malattie rare e la disabilità con una particolare attenzione al linguaggio e, in virtù del nostro ruolo di soggetto di informazione e comunicazione, troviamo oggi doveroso richiamare l’attenzione sull’iter di discussione, perché se ne parli, e per sostenerne la rapida conclusione e dunque l’approvazione della modifica. In questo abbiamo trovato grande appoggio, idee e collaborazione tra le Associazioni, a partire da quelle aderenti all’Alleanza Malattie Rare insieme alle quali abbiamo discusso claim e operatività».
A fare la prima mossa, infatti, sono state proprio le Associazioni dell’AMR che hanno sottoscritto una lettera (disponibile integralmente a questo link) inviata all’Ufficio di Presidenza della Commissione I del Senato (Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell’Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, editoria, digitalizzazione), nella quale spiegano come «sentano la responsabilità di condividere una riflessione pubblica su alcuni elementi linguistici della Costituzione e sulla necessità di renderli più attuali e coerenti con un sentire comune e un linguaggio rispettoso del tempo in cui viviamo».

«Accogliamo con interesse – hanno scritto ancora le Associazioni – l’avvio di un iter parlamentare volto ad aggiornare il linguaggio dell’articolo 38 della Costituzione e a sostituire la parola “minorati” con “persone con disabilità”. Le parole della Costituzione, infatti, parlano a tutti e tutte e riguardano il modo in cui una società sceglie di guardare alle persone. Per questo chiediamo che questa riforma, che ha già avviato il suo iter di discussione parlamentare, venga attuata nel minor tempo possibile e con la massima condivisione».
In meno di una settimana la lettera è già stata firmata da ben 110 Associazioni: la sottoscrizione rimarrà tuttavia aperta a ogni soggetto associativo e civico (basta scrivere una mail, con oggetto riForma, a stefania.collet@osservatoriomalattierare.it, specificando bene il nome dell’Associazione o dell’Ente).

Nei prossimi mesi, dunque, l’OMaR seguirà e racconterà l’evoluzione dell’iter parlamentare, promuovendo informazione, dialogo e coinvolgimento della società civile, delle associazioni e dei media. «È una questione di forma – aggiunge Ciancaleoni Bartoli -, ma nel diritto spesso la forma è sostanza. Il linguaggio della Costituzione definisce chi siamo e quali valori scegliamo di affermare come Paese. Se questo linguaggio non ci rispecchia più è possibile cambiarlo: il Parlamento lo sta facendo, spetta a chiunque abbia il rispetto tra i propri valori sostenere questo cambiamento». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: info@osservatoriomalattierare.it.

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Valutazione del comportamento e valutazione del profitto di un alunno, con e senza disabilità

Superando - 19 Febbraio 2026 - 11:36am

«Le sanzioni disciplinari che interferiscono sul profitto di un alunno – scrive Salvatore Nocera in questo suo approfondimento – sono doppiamente illegittime, sia perché violano una serie di norme, sia perché sono irrogate senza il rispetto della procedura fissata nel regolamento di istituto o da norme generali. E per gli studenti con disabilità è possibile irrogare loro sanzioni disciplinari, ma solo dopo una valutazione individualizzata, motivata e proporzionata, che tenga conto di una serie di elementi»

Da sempre nelle nostre scuole si sono verificati casi di commistione impropria tra valutazione del profitto di un alunno in singole materie e sanzioni disciplinari, pensando ad esempio a un alunno che durante lo svolgimento di un compito in classe parla con i compagni; a lui, dopo l’intimazione di far silenzio non rispettata, viene tolto il compito e viene dato un voto negativo. Altro esempio: un alunno con disturbi del neurosviluppo che ha dei comportamenti anomali nei rapporti con i docenti o con i compagni, che non conoscono il funzionamento dei soggetti con autismo, viene punito con una sanzione disciplinare. Altro esempio: un alunno che ha svolto un compito in classe, ma senza seguire tutte le indicazioni date dal docente, si vede attribuire un voto negativo, senza che il docente abbia valutato il contenuto dell’elaborato, per il semplice fatto della trasgressione alle indicazioni del docente stesso. Ultimo esempio: uno studente con disabilità intellettiva che lanci un oggetto contro un compagno durante una lezione, e che per questo venga sanzionato con l’abbassamento della votazione nella disciplina insegnata durante quell’ora.
Questi e altri casi lasciano sempre più perplessi, specie adesso che abbiamo una normativa molto chiara sulla differenza tra valutazione del profitto di un alunno e valutazione del suo comportamento.

L’articolo 1, comma 3 del DPR 122/09 stabilisce infatti chiaramente che: «La valutazione ha per oggetto il processo di apprendimento, il comportamento e il rendimento scolastico complessivo degli alunni. La valutazione concorre, con la sua finalità anche formativa e attraverso l’individuazione delle potenzialità e delle carenze di ciascun alunno, ai processi di autovalutazione degli alunni medesimi, al miglioramento dei livelli di conoscenza e al successo formativo […]».
Molto più esplicito è l’articolo 1, comma 1 del Decreto Legislativo 62/17 (Principi. Oggetto e finalità della valutazione e della certificazione), il quale recita: «La valutazione ha per oggetto il processo formativo e i risultati di apprendimento delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti delle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione e formazione, ha finalità formativa ed educativa e concorre al miglioramento degli apprendimenti e al successo formativo degli stessi, documenta lo sviluppo dell’identità personale e promuove la autovalutazione di ciascuno in relazione alle acquisizioni di conoscenze, abilità e competenze».
Quanto alla distinzione esplicita tra valutazione del profitto e valutazione sul comportamento, interviene il DPR 249/98 (Regolamento recante lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria), il quale all’articolo 4, comma 3 così stabilisce: «La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni. Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto». Quest’ultima norma, contenuta nel Regolamento delle studentesse e degli studenti, è chiarissima nel distinguere i differenti oggetti dei due tipi di valutazione, che non debbono interferire tra di loro.

A questo punto bisogna preventivamente accennare a come la dottrina e la giurisprudenza abbiano affrontato i casi di comportamenti di studenti con disabilità sui quali possano intervenire o meno sanzioni disciplinari.
Secondo la dottrina prevalente (Giannini, Sandulli, Zagrebelsky) e la giurisprudenza, bisogna tener conto degli articoli 3, 34, e 38 della Costituzione. Dalle argomentazioni si desume che in via generale una sanzionabilità generalizzata come per i compagni senza disabilità impatterebbe in casi di discriminazione, ma ugualmente si avrebbe discriminazione al contrario qualora si volesse totalmente escludere la sanzionabilità disciplinare di comportamenti irregolari degli studenti con disabilità. Tuttavia, la sanzione è legittima solo se:
° la scuola ha previamente attuato le misure di sostegno previste nel PEI (Piano Educativo Individualizzato);
° il comportamento è imputabile allo studente;
° non vi è nesso causale diretto tra la condotta e la condizione di disabilità, oppure tale nesso è stato adeguatamente valutato.
Ne potrebbe conseguire che, ad esempio, per dei comportamenti scorretti da parte di studenti con disabilità fisiche o sensoriali, gli interventi disciplinari dovrebbero di norma essere simili a quelli dei compagni senza disabilità; invece, nei confronti di comportamenti anomali di studenti con disturbo dello spettro autistico o con disabilità intellettive, se il comportamento anomalo è causalmente collegato alla propria menomazione, allora l’irrogazione della sanzione disciplinare sarebbe illegittima e viziata da eccesso di potere.
Per tutti gli studenti la sanzione scolastica non deve avere natura punitiva, bensì funzione educativa; nei confronti degli studenti con disabilità, l’amministrazione deve dimostrare di avere coinvolto famiglia e GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione), valutato alternative educative e motivare in modo rafforzato la decisione.
È quindi possibile irrogare sanzioni disciplinari a studenti con disabilità, ma solo dopo una valutazione individualizzata, motivata e proporzionata, che tenga conto del PEI; della diagnosi funzionale; dell’imputabilità soggettiva della condotta; del principio di non discriminazione.
Diversamente, l’atto sarebbe suscettibile di annullamento per eccesso di potere e violazione di legge.

Comunque, per tutti gli studenti, la giurisprudenza è orientata nel senso che un solo caso di scorrettezza non possa inficiare la valutazione del profitto, mentre un comportamento scorretto durante tutto l’anno scolastico potrebbe legittimare un’ipotesi di sanzione disciplinare influente sul profitto generale dell’alunno. In particolare, il TAR della Calabria, con la Sentenza n. 629 del 2009, ha così deciso su una questione relativa all’illegittima interferenza della valutazione del comportamento con quella del profitto: «[…] mentre il voto delle singole materie è volto ad esprimere un giudizio didattico, ossia relativo al processo di apprendimento, e deve essere giustificato e sorretto da una motivazione riferibile all’avvenuta acquisizione delle nozioni previste dai programmi formativi (quindi è un voto che esprime la valutazione di una corrispondente situazione oggettiva di fatto e come tale va inteso, secondo i principi generali in tema di motivazione di un atto amministrativo), il voto in condotta, invece, esprime un giudizio più lato che investe sia la maturità personale complessiva della persona, sia la sua capacità di interazione con l’ambiente, nonché il grado di inserimento in quel sistema di valori che, sulla base della Carta Costituzionale, sono da considerarsi fondanti della società e del vivere civile».
È inoltre da far presente, con riguardo alle sanzioni disciplinari, che il già citato Statuto delle studentesse e degli studenti (e successive modifiche e integrazioni) richiede che per l’irrogazione di una sanzione disciplinare il regolamento di istituto debba stabilire le fattispecie punibili, le diverse tipologie di sanzioni e i diversi organi della scuola competenti ad irrogarle a seconda della loro gravità.
Pertanto, le sanzioni disciplinari che interferiscono sul profitto sono doppiamente illegittime, sia perché violano le norme già citate, sia perché sono irrogate senza il rispetto della procedura fissata nel regolamento di istituto o da norme generali.

Si potrebbe a questo punto obiettare che la Legge 164/25 ha introdotto, all’articolo 17 del Decreto legislativo 62/17, il comma 2-bis, che prevede: «L’esame di maturità è validamente sostenuto se il candidato ha regolarmente svolto tutte le prove di cui al comma 2». Tale norma è stata determinata dal fatto che alcuni studenti, agli Esami di Maturità del 2025, sapendo di avere ormai sicuramente la sufficienza, si sono rifiutati di rispondere durante gli esami orali come forma di solidarietà alla disperata situazione dei palestinesi. Per evitare in futuro queste forme di alterazione dello svolgimento ordinario degli esami di maturità, il Parlamento, dietro proposta del Governo, ha introdotto la norma sopra espressa come sanzione disciplinare incidente sul profitto generale dello studente che si rifiuta di parlare agli esami orali, ricevendo di conseguenza la bocciatura. A chi scrive non pare potersi accogliere l’obiezione poiché, pur se voluta, come occasio legis, come sanzione disciplinare, come ratio legis, essa è coerente con il normale svolgimento degli Esami di Naturità. Infatti, già il comma 2 dell’articolo 17 delk Decreto legislativo 62/17 prevedeva che «l’esame di Stato comprende due prove a carattere nazionale e un colloquio…». L’espressione normativa è pertanto chiara nel significare che debbano essere svolte due prove scritte a carattere nazionale ed un colloquio. Da sempre se uno studente ad una prova scritta presenta carta bianca per un qualunque motivo, egli viene bocciato perché non ha svolto tutte le prove previste dalla normativa. Il comma 2-bis si limita a ribadire che debbano essere svolte tutte le prove regolarmente e quindi esplicita ciò che implicitamente era già detto nel comma 2. Con lo stesso comma 2-bis si è invece voluto esplicitare con norma primaria quanto si poteva esprimere con una circolare o, se si vuole, più correttamente, con una norma regolamentare. Si è voluto pertanto intervenire con una norma primaria probabilmente per fugare ogni rischio di conflitto interpretativo, attribuendo tuttavia a tale norma un carattere sanzionatorio che rompe la logica prevista dal citato articolo 4, comma 3 del DPR 249/98, ove all’ultimo periodo si legge «Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto».

Ritornando a quanto detto sopra, una sanzione disciplinare consistente nell’abbassamento di un voto è giuridicamente illegittima per il diritto amministrativo sotto diversi profili:
a) per violazione di legge in relazione alle norme sopra citate, dove è chiaramente detto che l’oggetto della valutazione del profitto è distinto dall’oggetto della valutazione del comportamento;
b)
per non competenza, dal momento che il docente irroga una sanzione per la quale è competente uno degli organi previsti dal regolamento di istituto;
c)
per eccesso di potere poiché il docente esorbita dal suo potere che è quello di limitarsi a valutare il profitto della propria disciplina.
Qualora ovviamente lo studente ponga in essere comportamenti scorretti, la scuola può attivare la procedura della sanzione disciplinare, secondo quanto stabilito nel regolamento di istituto.

In conclusione, quindi, sembra opportuno richiamare l’attenzione su quanto detto affinché il Patto educativo di corresponsabilità tra scuola e studente si svolga nel rispetto della normativa, e dunque con serenità.

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IM BELVEDERE M. – Interpello per supplenza su classe di concorso AI55 Strumento Musicale nella Scuola secondaria di II Grado Percussioni

Ultime da A. T. P. Cosenza - 19 Febbraio 2026 - 11:12am

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

Concorso per titoli ed esami per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria di primo e di secondo grado su posto comune e di sostegno – D.D.G. n. 3059 del 10 dicembre 2024 – Decreto di integrazione per scorrimento graduatoria di...

Ultime da USR Calabria - 19 Febbraio 2026 - 9:26am

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Posti di sostegno in deroga a.s. 2025/2026

Ultime da USR Calabria - 19 Febbraio 2026 - 9:16am

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Protocollo nr: 38310 – del 18/02/2026 – AOODGOSV – D.G. per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del S.N.I. Fiera “Didacta Italia 2026”. Fortezza da Basso – Firenze – 11-13 marzo 2026.

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Diritto alla casa e disabilità: nel futuro gli ambienti dovranno essere fruibili da parte di chiunque

Superando - 18 Febbraio 2026 - 6:38pm

Sarà possibile in futuro far sì che le persone con disabilità possano godere appieno del diritto di avere una casa conforme alle loro specifiche esigenze? Perché succeda risulterà fondamentale la collaborazione tra tutti gli attori interessati, forze politiche, terzo settore, settore immobiliare, associazioni ed enti che si occupano di disabilità, per trovare soluzioni il più efficaci possibili dal punto di vista fisico e anche economico, oltreché potenziando i vari servizi

«In un mondo che corre veloce, l’architettura e l’urbanistica non possono limitarsi a “rispondere” ai bisogni, ma devono imparare ad anticiparli. Fare un salto di qualità culturale, diventa progettare seguendo standard all’avanguardia che annullino il concetto stesso di barriera prima ancora che si presenti. Parlare di Filosofia dell’Universal Design significa creare spazi, edifici e percorsi fruibili, sicuri e accoglienti per chiunque, indipendentemente dalla propria condizione fisica. La vita è un percorso dinamico e tutti noi ci accorgiamo di essere “persone potenzialmente disabili”, basta un banale incidente domestico, una gamba ingessata per una caduta o una mano fasciata per trasformare una scala o un marciapiede stretto in un ostacolo insormontabile. Con la Nuova Legge sulla Casa e i progetti di Rigenerazione Urbana dobbiamo sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che questi non sono solo elenchi di norme tecniche, ma strumenti per costruire un futuro. Rendere una città fruibile a tutti significa investire nel benessere collettivo: una rampa non serve solo a una sedia a rotelle, ma anche a un genitore con un passeggino, a un anziano con la spesa o ad uno sportivo infortunato. L’urbanistica non esclude nessuno. Progettare oggi senza barriere significa garantire a noi stessi e alle generazioni future la libertà di muoversi in un mondo che ci accoglie sempre. Il mio motto presente e futuro diventa “costruire oggi il domani che tutti noi meritiamo”».
Sono le parole di Annalisa Beccaria, consigliera regionale del Piemonte e amministratrice condominiale. Proprio perché sensibile al tema ha voluto introdurre nel convegno sugli Stati Generali della Casa, svoltisi di recente a Meina, sul Lago Maggiore, il tema del diritto della casa e la disabilità. È partendo da questo spunto che vorrei approfondire tale binomio – il diritto alla casa e la disabilità, appunto – perché, seppur di fondamentale importanza, esso, a mio parere, viene affrontato poco.

La casa è un bene di prima necessità, e pertanto è un diritto inviolabile che deve essere garantito a tutti, comprese le persone con disabilità; inoltre, l’articolo 19 (Vita indipendente ed inclusione nella società) della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità sancisce che le stesse devono avere la possibilità di poter scegliere dove, come e con chi vivere, al pari di tutti gli altri cittadini e cittadine. Tali diritti sono i presupposti per la loro Vita Indipendente e il processo di deistituzionalizzazione che li riguarda.
In quest’ottica, il recente Piano Casa Europeo è concepito da molti come una grande opportunità per attuare queste prerogative. Peccato, però, che dall’altro lato, la Strategia Europea per i Diritti delle Persone con Disabilità, come sottolinea lo stesso Piano, presenti alcune criticità, nell’utilizzo dei fondi dell’Unione Europea, nell’efficienza del monitoraggio e nella poca attenzione rivolta alla povertà e all’esclusione sociale, proprio tipiche delle persone con disabilità. In particolare, da alcuni studi condotti dall’EASPD (European Association of Service Providers for Persons with Disabilities), l’Associazione Europea dei Fornitori di Servizi per Persone con Disabilità, è emerso un dato poco rassicurante: sebbene il Piano Casa Europeo sia stato concepito per promuovere anche la deistituzionalizzazione delle persone con disabilità, a favore della loro inclusione sociale, si assiste in realtà a un considerevole aumento di soggetti in difficoltà che vivono in apposite strutture.
Una contraddizione? Per certi versi sì, dovuta a una complessa situazione, dove prevalgono problemi di diverso tipo. Un ruolo non indifferente lo gioca la persistenza di barriere fisiche che ancora predominano nelle nostre abitazioni; e il design per lo più utilizzato non è in grado di eliminarle. Esistono poi restrizioni legali, come la “tutela”, che impediscono alle persone con disabilità di firmare autonomamente e in libertà contratti di affitto o di accedere a benefit relativi alla casa.

Quest’ultima problematica è particolarmente complessa, e nello stesso tempo richiede la presenza e il coinvolgimento di figure giuridiche che possono rallentare o rendere difficile l’acquisto di un immobile. Infatti l’interdizione è disciplinata dall’articolo 414 del Codice Civile, riguardante le persone in stato di infermità di mente e pertanto incapaci di provvedere a se stesse; in questo caso si rende necessario il tutore. Le persone soggette all’inabilitazione, invece (articolo 415 del Codice Civile), sono pure considerate in stato di infermità di mente, ma non in situazione tanto grave da prevedere l’interdizione, come quelle che ad esempio fanno un uso abituale di sostanze alcoliche o stupefacenti, esponendo se stesse e la loro famiglia a gravi pregiudizi economici; lo stesso articolo 115 fa anche riferimento alle persone cieche o sorde dalla nascita o  dalla prima infanzia che non hanno ricevuto un’educazione adeguata; in tutti questi casi è previsto il curatore. In base infine all’articolo 424 del Codice Civile, l’amministratore di sostegno viene dato a persone che per effetto di infermità fisica o psichica, risultino incapaci di curare i propri interessi, sia per un tempo limitato, sia in modo permanente.
Altre difficoltà incontrate dalle persone con disabilità nell’acquisto della casa sono i dati insufficienti e poco trasparenti che non permettono di avere un quadro completo della situazione, nonché la mancanza di un dialogo tra il settore immobiliare e il mondo della disabilità.

È possibile, in qualche modo, porre rimedio a questo complesso problema di fondamentale importanza, affinché le persone con disabilità possano godere appieno del diritto di avere una casa conforme alle loro specifiche esigenze? La risposta è sicuramente affermativa. Risulta pertanto fondamentale la collaborazione tra tutti gli attori interessati, forze politiche, terzo settore, settore immobiliare, associazioni ed enti che si occupano di disabilità, per trovare soluzioni il più efficaci possibili.
Una delle azioni più urgenti da promuovere riguarda l’accessibilità fisica delle case, adottando l’approccio che negli ultimi anni sta sempre più prendendo piede, vale a dire l’Universal Design (il “design universale”), secondo il quale si devono progettare e realizzare ambienti fruibili da tutti, in modo autonomo, sicuro e dignitoso, indipendentemente dalle capacità fisiche, cognitive e sensoriali di ciascuno. Serve poi cercare di favorire l’acquisto della casa economicamente per le persone in difficoltà, offrendo loro concreti, come, contributi, agevolazioni e sgravi. E ancora, rafforzare i servizi per una soluzione abitativa che sia una valida alternativa all’istituzionalizzazione. Favorire infine la collaborazione e il dialogo tra i soggetti chiamati in causa sopra citati, fornendo anche un’adeguata preparazione ai professionisti dei singoli settori.

A concludere l’evento sul Lago maggiore è stato il senatore Roberto Rosso, relatore al Senato del Disegno di Legge Quadro sulla Rigenerazione Urbana, molto sensibile al tema anche perché proveniente da una famiglia impegnata nell’edilizia: «Il Disegno di Legge Quadro sulla Rigenerazione Urbana – ha affermato per l’occasione – nasce con un obiettivo chiaro: costruire città in cui non sia più necessario distinguere tra spazi per persone con disabilità e spazi per cosiddetti “normodotati”. Una distinzione che pesa, che ferisce, che isola. Una città giusta è una città che funziona per tutti e tutte, senza etichette e senza percorsi separati. Rigenerare oggi significa progettare ambienti urbani in cui l’accessibilità sia una condizione naturale e non una concessione o una correzione tardiva. Strade, edifici, servizi, trasporti e spazi pubblici devono essere pensati fin dall’origine per essere utilizzabili da chiunque, in ogni fase della vita. Per un anziano che vuole continuare a muoversi in autonomia. Per una persona con disabilità che chiede solo normalità. Per una famiglia, per un bambino, per chi vive una fragilità temporanea o permanente. Una città davvero moderna non crea categorie, offre risposte universali. Con questa riforma dell’abitare si vuole quindi dare vita a quartieri in cui ambulatori, farmacie, scuole, trasporti, spazi verdi, presìdi sociali e commercio di prossimità siano raggiungibili a piedi, in sicurezza e senza barriere. Demoliamo e ricostruiamo edifici obsoleti per creare abitazioni moderne, efficienti e pienamente accessibili: restituiamo autonomia, serenità e futuro, con il buon senso che può rendere le città più umane e più giuste».

*Il presente contributo è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it», con il titolo “Il diritto alla casa accessibile, un percorso a ostacoli da affrontare nella rigenerazione urbana” e viene qui ripreso, con una serie di modifiche e riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

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Fiera “Didacta Italia 2026 ”. Fortezza da Basso – Firenze – 11-13 marzo 2026.

Ultime da USR Calabria - 18 Febbraio 2026 - 6:07pm

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La “Torch Run” dei Giochi Nazionali Invernali di Special Olympics attraversa l’Abruzzo

Superando - 18 Febbraio 2026 - 5:38pm

Montesilvano, Chieti, Avezzano, Roseto degli Abruzzi e Sulmona: sono le tappe del “Torch Run” in Abruzzo, ossia della “Fiamma della Speranza” di Special Olympics, il movimento di sport praticato da persone con disabilità intellettive, prima di arrivare all’Aquila, per la cerimonia di apertura dei XXXVII Giochi Nazionali Invernali Special Olympics, in programma dal 2 al 6 marzo a Ovindoli, con 500 atleti e atlete impegnati in quattro dsiverse discipline

Da oggi, 18 febbraio, e fino al 27 del mese, il Torch Run, ossia la torcia di Special Olympics, il movimento di sport praticato da persone con disabilità intellettive, attraverserà l’Abruzzo, per annunciare l’arrivo dei propri XXXVII Giochi Nazionali Invernali, in programma dal 2 al 6 marzo a Ovindoli (l’Aquila). In tal senso la “Fiamma della Speranza” toccherà tutte le province abruzzesi, partendo oggi, come detto, da Montesilvano, nei pressi di Pescara, dove grande è stato il successo dell’iniziativa (se ne legga a questo link), per proseguire domani, 19 febbraio, a Chieti, il 20 ad Avezzano (l’Aquila) e il 24 a Roseto degli Abruzzi (Teramo), per arrivare infine a Sulmona (l’Aquila) e concludere il proprio viaggio il 3 marzo all’Aquila, con l’accensione del tripode in occasione della cerimonia di apertura, programmata per le 16 in Piazza Duomo.
L’evento è organizzato da Special Olympics Italia, con il supporto della Regione Abruzzo, del Comune di Ovindoli, dell’Ufficio Scolastico Regionale, del CONI, del CIP (Comitato Italiano Paralimpico), di Sport e Salute, della Federazione Regionale Sport Invernali e delle Amministrazioni Comunali, che hanno fortemente voluto questa manifestazione.
Ogni tappa del Torch Run sarà un’occasione per preparare le comunità ad accogliere 500 atleti e atlete protagonisti dei Giochi di Ovindoli, ove gareggeranno nello sci alpino, nello sci nordico, nella corsa con le racchette da neve e nello snowboard.

«Da sempre – dicono da Special Olympics Italia -, il Torch Run, tappa dopo tappa, si traduce in un percorso che unisce sport e partecipazione, dando visibilità ai valori e all’impegno del nostro movimento, cambiare cioè le coscienze e gli atteggiamenti, promuovendo una cultura dello sport come strumento di rispetto, solidarietà e valorizzazione delle differenze».
Anche le Forze dell’Ordine saranno al fianco del Torch Run, correndo insieme agli atleti e come in ogni grande evento di Special Olympics, anche in Abruzzo è prevista una forte partecipazione del mondo scolastico, con numerose scuole rappresentate dai loro studenti e docenti. A sostenere inoltre l’iniziativa vi è la Fondazione Carispaq dell’Aquila, impegnata da anni nel supporto a progetti rivolti alle persone con disabilità e alla promozione dell’inclusione attraverso lo sport, che riconosce nel movimento di Special Olympics un punto di riferimento per la crescita sociale, il benessere psicofisico e la partecipazione dei giovani. E accanto ad essa, in prima linea anche arie realtà associative tra cui i Service Club (Lions, Rotary, Panathlon, Kiwanis e Serra), che contribuiranno all’organizzazione e all’accoglienza nelle varie tappe.

«Quando si traduce in esperienze concrete come questa – concludono da Special Olympics Italia -, lo sport diventa un linguaggio immediato capace di trasmettere alle nuove generazioni il valore dell’inclusione. Un pallone, un gioco di squadra, una staffetta: strumenti semplici ma potentissimi, in grado di connettere persone con e senza disabilità, abbattendo, attraverso la partecipazione e la condivisione, barriere e pregiudizi». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: stampa@specialolympics.it (Giampiero Casale).

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“Vita & Opportunità – Un futuro migliore e di valore per tutti”

Superando - 18 Febbraio 2026 - 4:40pm

Una dotazione di 380 milioni e tre linee (“Progetto di Vita”, “Agricoltura sociale”, “Attività ricreative per bambini e giovani con disabilità”): sono le caratteristiche del bando “Vita & Opportunità – Un futuro migliore e di valore per tutti”, promosso dal Ministero per le Disabilità e rivolto in particolare agli Enti del Terzo Settore, per progetti che promuovano il diritto delle persone con disabilità a una vita sociale, lavorativa e ricreativa piena e partecipata e il più possibile autonoma e indipendente

Una dotazione di 380 milioni di euro e tre linee, ossia Progetto di Vita, Agricoltura sociale e Attività ricreative per bambini e giovani con disabilità: sono le caratteristiche del bando reso pubblico nei giorni scorsi dal Ministero per le Disabilità (Presidenza del Consiglio – Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità), denominato Vita & Opportunità – Un futuro migliore e di valore per tutti, rivolto in particolare agli Enti del Terzo Settore, «per il finanziamento – come viene spiegato – di progetti che promuovano il diritto delle persone con disabilità a una vita sociale, lavorativa e ricreativa piena e partecipata e il più possibile autonoma e indipendente, e che aumentino possibilità, opportunità e occasioni di crescita e innovazione nell’àmbito dello sviluppo di percorsi formativi, occupazionali, ricreativi e di vita».

«Con il bando Vita & Opportunità – dichiara la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli – vogliamo accompagnare e sostenere percorsi reali di crescita e autonomia concreta, investendo nelle persone, nei loro talenti e nel diritto di ciascuno a costruire il proprio progetto di vita. Dalla data di apertura dello sportello, prevista per il 2 marzo, ci saranno poi 180 giorni per presentare i progetti. Ciascun soggetto proponente, sia in qualità di capofila che di partner potrà presentare una sola istanza di partecipazione relativa ad un unico progetto conforme alle specifiche caratteristiche di una delle tre Linee». (S.B.)

Le varie istanze dovranno essere presentate tramite PEC all’indirizzo vitaopportunita@postacert.invitalia.it, utilizzando il modello presente sul sito internet di Invitalia, alla pagina dedicata, a partire, come sopra detto, dalla data di apertura dello sportello (2 marzo 2026) e non oltre la chiusura di esso (180 giorni dall’apertura).

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Gaia Mercurio e la capacità di rimettersi continuamente in corsia

Superando - 18 Febbraio 2026 - 4:08pm

Ha ottenuto recentemente il record europeo nella sua categoria del nuoto paralimpico, ma ciò che definisce davvero Gaia Mercurio non è soltanto quel primato, bensì la capacità di rimettersi in corsia ogni volta e di continuare a crederci anche quando sembra difficile: è questa la sintesi concreta del suo percorso Gaia Mercurio

Il numero che colpisce è 43”06: record europeo nei 50 rana categoria SB7, firmato agli Assoluti in vasca corta di Fabriano. Accanto, un altro dato che pesa: quarta in Europa e sesta nel mondo nei 100 rana. Numeri che certificano il livello raggiunto da Gaia Mercurio, atleta del Gabbiano di Campodarsego (Padova) e oggi tra i riferimenti del nuoto paralimpico veneto.
Ma ridurre tutto a un crono sarebbe limitante. La sua, infatti, non è una crescita lineare, costruita solo su progressioni costanti. È una storia fatta di pause forzate, cambi di classe, mancati pass olimpici e ricostruzioni pazienti. E ogni passaggio ha richiesto un riadattamento fisico e mentale.

Dalla riabilitazione alla scelta consapevole
Gaia nasce a Trento con un’amputazione al braccio sinistro all’altezza del polso e una malformazione alla mano destra. L’acqua entra nella sua vita come strumento riabilitativo, quando è ancora piccolissima. A 8 anni, nel 2012, entra in Art4Sport, l’Associazione fondata dalla famiglia di Bebe Vio: un ambiente che le permette di crescere vedendo atleti vivere la disabilità con naturalezza e ambizione.
A 11 anni arriva un intervento complesso alle gambe che la tiene lontana dalla piscina per oltre tre anni. Poi la decisione di tornare. Non per un progetto definito, ma perché sentiva che l’acqua era parte di sé.
A Trento incontra l’allenatore Dino Coppola, che la avvicina con decisione al circuito FINP (Federazione Italiana Nuoto Paralimpico) e le fa intravedere un orizzonte diverso.
Tra il 2014 e il 2019 alterna gare con “normodotati” e paralimpiche. Il dorso è lo stile più istintivo, la rana quello più complesso, soprattutto dopo l’intervento alle gambe. Ed è proprio sulla rana che si costruirà la sua identità sportiva.

Il trasferimento a Padova e la svolta tecnica
Nel 2021 arrivano i primi risultati di peso: record giovanili nei 100 e 50 stile libero, argento agli Assoluti. È il segnale che può competere stabilmente ad alto livello.
A 19 anni si trasferisce a Padova per l’università ed entra nel gruppo del citato Gabbiano. Qui inizia il lavoro con Tomas Nepitali, affiancato da Sofia De Cecchi. Il metodo cambia: più analisi tecnica, maggiore attenzione ai dettagli della spinta, della coordinazione, della gestione della gara. La rana diventa un progetto strutturato, non più uno stile “da temere”.
Nel 2022 conquista la finale europea giovanile nei 100 rana: ottava. Non è una medaglia, ma è il punto in cui la paura si trasforma in fiducia.

Il cambio di classe e il rimpianto di Parigi
Nel 2024 arriva la riclassificazione in SB7, un passaggio che modifica completamente il quadro competitivo. A Brescia firma 1’39”32 nei 100 rana: ottavo tempo del ranking di Parigi 2024, virtualmente dentro alle Paralimpiadi. La FINP, tramite il CIP (Comitato Italiano Paralimpico), chiede uno slot individuale al World Para Swimming. Ma dopo la riclassificazione avvenuta a Lignano Sabbiadoro, Gaia non viene ammessa agli Europei di Madeira – requisito necessario per l’iscrizione paralimpica – perché per un decimo non aveva centrato il tempo limite previsto (1’43”34 il limite, 1’43”48 il suo crono).
Parigi, dunque, sfuma per una questione regolamentare. Una delle fasi più dure da metabolizzare.

Il record europeo e la nuova consapevolezza
La risposta è nel lavoro. Con Nepitali decide di investire totalmente sulla rana, trasformandola nella specialità guida. Il lavoro si fa ancora più specifico: partenze, subacquee, frequenze di bracciata, gestione dell’ultimo 25 metri.
Agli Assoluti in vasca corta di Fabriano arriva, come detto, il record europeo nei 50 rana SB7 in 43”06. Non è solo un primato cronometrico: è la certificazione di un percorso tecnico maturato negli anni. Gaia entra stabilmente tra le migliori in Europa e ai vertici mondiali nei 100 rana.

L’infortunio e il valore del gruppo
Il 9 febbraio 2025, durante il riscaldamento a Nove (Vicenza), arriva però un infortunio che la costringe a tre mesi di stop e complica la rincorsa ai Mondiali di Singapore. «Più che l’infortunio è difficile il rientro – racconta -, Quando ti senti tornata indietro e devi ricostruire tutto».
La gestione della testa diventa centrale. Prima delle gare disegna: un modo per concentrarsi, isolarsi dal rumore esterno e riportare l’attenzione su sé stessa.
In questo percorso il ruolo di Tomas Nepitali è stato decisivo. Non solo come tecnico, ma come riferimento nei momenti più delicati: dopo la mancata convocazione a Parigi 2024, dopo quella ai Mondiali di Singapore 2025, durante l’infortunio. «Mi ha aiutata a non perdere motivazione e a tenere vivi i miei obiettivi».
Accanto a lei, i compagni Mirco Maschio e Thomas Rodella condividono allenamenti, fatica, aspettative, delusioni. Nel nuoto il risultato è individuale, ma la crescita è collettiva.

La stagione 2026: nuovi progetti
La stagione 2026 riparte da Bologna e dalle World Series di Lignano, tappe chiave verso gli Europei assoluti di luglio. La rana resta il fulcro, ma il lavoro si allarga anche sui 400 stile libero e delfino, prove che richiedono gestione e resistenza.
Il 43”06 resta scritto nei risultati ufficiali. Ma ciò che definisce davvero Gaia Mercurio non è soltanto un record europeo. È la capacità di rimettersi in corsia ogni volta. «Continuare a crederci anche quando sembra difficile» non è una formula, è la sintesi concreta del suo percorso.

*Il presente contributo è già apparso in “chesport.info” e viene qui ripreso, con diverso titolo e con minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione. Ringraziamo Giuliana Valerio per la collaborazione.

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Nota ministeriale 264 del 18 febbraio 2026 - Indicazioni operative gestione esiti mobilità e procedure concorsuali

Ultime dal MIUR - 18 Febbraio 2026 - 3:34pm

Nota ministeriale 264 del 18 febbraio 2026 - Indicazioni operative gestione esiti mobilità e procedure concorsuali

Categorie - News Normativa

Personale ATA: Proroga incarico di reggenza DSGA IC Rossano I

Ultime da A. T. P. Cosenza - 18 Febbraio 2026 - 2:10pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

Per garantire strumenti adeguati a quel laboratorio di comunicazione e di formazione

Superando - 18 Febbraio 2026 - 1:42pm

La campagna lanciata dall’ASSI Gulliver (Associazione Sindrome di Sotos Italia) punta a un obiettivo quanto mai concreto, acquistare cioè kit professionali composti da cuffie e microfoni, per i giovani con disabilità intellettive impegnati nel progetto di comunicazione inclusiva “ASSI TV” Persone impegnate in “ASSI TV”

Poco meno di un mese fa avevamo dato notizia della “ripartenza” di ASSI TV, progetto di comunicazione inclusiva promosso dall’ASSI Gulliver (Associazione Sindrome di Sotos Italia) e nato con l’obiettivo – come avevamo raccontato a suo tempo anche sulle nostre pagine – di offrire a giovani con disabilità intellettive – insieme ai loro fratelli e sorelle, i cosiddetti sibling – uno spazio di espressione, crescita e racconto.
Oggi diamo spazio alla campagna nazionale di crowdfunding (raccolta fondi) promossa dalla stessa ASSI Gulliver, con un obiettivo quanto mai concreto, acquistare cioè kit professionali composti da cuffie e microfoni, che consentano a ogni ragazzo e ragazza di ASSI TV di poter disporre di strumenti adeguati e lavorare con qualità e in sicurezza.
La campagna è già attiva sulla piattaforma GoFundMe a questo link. (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento. Per altre informazioni: Francesca Pucci (pucci.comunicazione@gmail.com).

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Decreto dirigenziale 221 del 18 febbraio 2026 - Spesa autorizzata per assunzioni personale AFAM

Ultime dal MIUR - 18 Febbraio 2026 - 1:37pm

Decreto dirigenziale 221 del 18 febbraio 2026 - Spesa autorizzata per assunzioni personale AFAM

Categorie - News Normativa

AVVISO – Concorso per titoli ed esami per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria di primo e di secondo grado su posto comune e di sostegno, ai sensi dell’articolo 3, comma 8, del Decreto ministeriale 26 ottobre 2023, n. 205 –...

Ultime da USR Calabria - 18 Febbraio 2026 - 1:24pm

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