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Prevenzione delle malattie respiratorie nel Modenese, perché il respiro è vita!

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Tornerà il 20 settembre a Pavullo nel Frignano (Modena), la “Giornata Nazionale del Respiro”, iniziativa promossa a livello nazionale dall’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri e per il secondo anno vi sarà celebrata dal personale sanitario di Villa Pineta Gruppo KOS, allo scopo di sensibilizzare e informare la cittadinanza sulle malattie respiratorie, tramite screening gratuiti, consulti e altre iniziative

Tornerà il 20 settembre a Pavullo nel Frignano (Modena), la Giornata Nazionale del Respiro, iniziativa promossa a livello nazionale dall’AIPO (Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri) e per il secondo anno celebrata dal personale sanitario di Villa Pineta Gruppo KOS allo scopo di sensibilizzare e informare la cittadinanza sulle malattie respiratorie. A tal proposito, nella mattinata di quel giorno (ore 9-13) verranno effettuati gratuitamente numerosi screening per la prevenzione delle malattie respiratorie, nella Piazza della Chiesa di San Bartolomeo, dove appunto il personale specializzato di Villa Pineta di Gaiato, con medici specialisti e fisioterapisti, sarà a disposizione per effettuare spirometrie, ma anche saturazione dell’ossigeno e frequenza cardiaca. Sarà inoltre possibile avere dei consulti sulle patologie dell’apparato respiratorio.

«Si tratta di una giornata – spiegano i promotori dell’iniziativa – che diventa ancora più simbolica in un territorio come l’Emilia Romagna, e Modena in particolare, in cui l’inquinamento ambientale presenta un livello elevato, con possibili conseguenze negative per la salute delle persone, soprattutto per le fasce più fragili, quali bambini e anziani».
«I tre fattori importanti alla base del peggioramento del respiro anche nella provincia di Modena – sottolinea Gianfranco Beghi, medico pneumologo e direttore di struttura di Villa Pineta – sono l’inquinamento, l’attività lavorativa e il fumo. In età pediatrica, invece, è l’ambiente domestico che influisce sullo sviluppo polmonare e chiaramente l’inquinamento; non ultimo le mamme e i papà che fumano durante la gravidanza».

In occasione della Giornata Nazionale, altresì, l’équipe medica multidisciplinare di Villa Pineta illustrerà anche la possibilità dei percorsi di teleriabilitazione, servizio che consente al paziente di proseguire il percorso riabilitativo da casa sotto il monitoraggio dei fisioterapisti specializzati. È questo un modello di cura avviato sin dall’inizio di quest’anno, che ha reso le cure accessibili a tutti garantendo la continuità terapeutica. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: d.annolino@adcommunications.it (Deborah Annolino).

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Uno spazio nelle scuole dedicato all’ascolto

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«Mi piacerebbe sapere l’opinione del Ministro dell’Istruzione e del Merito – scrive Luca Faccio – sull’idea di considerare l’introduzione, in tutti i programmi scolastici, di uno spazio dedicato all’ascolto, di almeno due ore a settimana, dove gli studenti, partendo magari dai fatti dell’attualità e della cronaca, potessero confrontarsi tra loro ed esprimere i propri pensieri, imparando così ad ascoltarsi»

Vorrei rivolgermi direttamente al ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara, per chiedere di considerare l’introduzione, in tutti i programmi scolastici, di uno spazio dedicato all’ascolto, di almeno due ore a settimana, dove gli studenti, partendo magari dai fatti dell’attualità e della cronaca, possano confrontarsi tra loro ed esprimere i propri pensieri, imparando così ad ascoltarsi. Poi, guidati dal personale docente, con estrema dolcezza e comprensione, approdare a un percorso introspettivo che li porti a riconoscere le proprie emozioni e successivamente ad esprimerle. Credo infatti che questo tipo di percorso possa ridurre atteggiamenti aggressivi presenti sempre più spesso nelle relazioni fra gli adolescenti e non solo.
Se i giovani imparassero ad ascoltarsi, ad esempio, incontrando un compagno con disabilità o una persona portata all’introversione, con tutta probabilità non lo deriderebbero, né lo bullizzerebbero, ma si avvicinerebbero con dolcezza, aiutandosi vicendevolmente, senza sentirsi diversi l’uno rispetto all’altro, facendolo diventare così uno splendido momento di ricchezza per tutti.
Apparentemente questa mia idea potrebbe sembrare sottrarre del tempo prezioso all’acquisizione dei programmi scolastici, ma credo sia indispensabile che la scuola, insieme alle famiglie e ad altre strutture educative, debba dare spazio ai bisogni ulteriori dei giovani, perché se una persona è serena, anche l’acquisizione delle materie di studio può diventare più piacevole e meno complessa.
Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensa il Ministro e se questa mia proposta potrebbe essere realmente applicata.

*Blogger, persona con disabilità.

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La nona edizione di “Accarezza l’Arte”, per “leggere” le opere con le mani

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È un’iniziativa che Superando segue sin dagli esordi “Accarezza l’Arte”, mostra tattile con sculture e opere da toccare, che da domani, 19 settembre, fino al 27 del mese, vivrà la nona edizione nel cortile e loggiato di Palazzo Vaj a Prato, promossa come sempre dall’Associazione Arcantarte, impegnata da anni in attività culturali, artistiche, ambientali, educative e del tempo libero, con particolare attenzione alla sostenibilità e all’inclusione

È un’iniziativa che il nostro giornale segue sin dagli esordi Accarezza l’Arte, mostra tattile con sculture e opere da toccare nel cortile e loggiato di Palazzo Vaj a Prato, di cui domani, 19 settembre (ore 18), si inaugurerà la nona edizione, il tutto promosso da Arcantarte (in collaborazione con l’Associazione Industraiele e Commerciale dell’Arte della Lana), Associazione di Promozione Sociale che da anni opera per favorire un processo comunicativo di crescita e relazione, tramite attività culturali, artistiche, ambientali, educative e del tempo libero con particolare attenzione alla sostenibilità e all’inclusione.
«La mostra – spiegano da Arcantarte – è un approccio all’esplorazione tattile, forma di conoscenza che si attua “leggendo” le opere d’arte con le mani, un percorso percettivo-sensoriale pensato espressamente per le persone con disabilità visiva, ma utile a tutti, in quanto coinvolge, oltre alla vista, anche gli altri sensi. In tal senso, la scultura è l’espressione artistica che più di tutte beneficia del contatto fisico, se è vero che un’opera tridimensionale non è solo piacevole alla vista, ma anche al tatto, poiché l’uso della materia e il modo in cui l’artista la tratta, la leviga e la arrotonda permette alla mano e alle dita di scivolare piacevolmente su di essa, percorrendone le forme e traendone quel godimento che si prova nell’atto di accarezzare».

Fino al 27 settembre, dunque, saranno presenti le opere di Giovanna Bellanca, Italo Bolano, Raffaele Campanale, Roberto Ceccherini, Giuliano Ciardi, Angela Ciccarello, Mattia Crisci, Martina Fontana, Franco Mauro Franchi, Marta Gelsumini, Alessandro Gonfiantini, Claudio Maddaleno, Antonella Nannicini, Lucia Pretto, Riccardo Puggelli, Emi Scatena e Giacomo Vannucchi.
Durante tutto il periodo dell’esposizione, inoltre, saranno proposte visite tattili guidate gratuite a cura di Arcantarte (con prenotazione obbligatoria, scrivendo a arcantarteaps@gmail.com).
E ancora, sono in programma anche due eventi speciali, a ingresso libero, nella mattinata del 20 settembre (ore 10), con la proposta di un’esperienza inclusiva e multisensoriale che unirà la mostra tattile a un reading con interprete LIS e musica. Per l’occasione, la novella per tutti Dumbo il polpo sarà letta dall’autrice Carla Vinci, con commento musicale di Andrew Serafini e traduzione in LIS di Dania Nardi (a seguire visita guidata alla mostra tattile anche in Lingua dei Segni).
Nel pomeriggio del 24 settembre, infine (ore 18), in collaborazione con la Fondazione Opera Santa Rita, Arcantarte presenterà il video Franco Mauro Franchi, Maestro d’Arte e di Vita (a questo link è disponibile un approfondimento su Franco Mauro Franchi).

Da ricordare in conclusione che l’iniziativa si avvale del patrocinio e del contributo del Comune di Prato, nonché del patrocinio dell’UICI di Prato (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), dell’ENS di Prato (Ente Nazionale Sordi), di altri Enti della città toscana (Palazzo delle Professioni, Fondazione Pin Polo Universitario di Prato, Ordine degli Architetti), della Monash University, di Disability Pride Toscana e dell’Associazione MAC (Musei a Colazione). (S.B.)

Per ulteriori informazioni: arcantarteaps@gmail.com.

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Un mare sicuro e accessibile: se ne parlerà al Salone Nautico di Genova

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I Timonieri Sbandati, Associazione che porta la vela oltre ogni barriera, la SICS (Scuola Italiana Cani da Salvataggio), eccellenza nel soccorso in acqua e Osculati, azienda leader nel settore della nautica, uniranno le forze il 21 settembre, nell’àmbito del Salone Nautico di Genova, per presentare l’evento “Un Mare per Tutti”, iniziativa voluta per sensibilizzare sull’importanza della sicurezza in mare e dell’accessibilità per tutte e tutti Una simpatica foto di gruppo dei Timonieri Sbandati

I Timonieri Sbandati, Associazione che porta la vela oltre ogni barriera, la SICS (Scuola Italiana Cani da Salvataggio), eccellenza nel soccorso in acqua e Osculati, azienda leader nel settore della nautica, da sempre al fianco di chi vive il mare, uniranno le forze il 21 settembre, al Teatro del Mare di Genova, nell’àmbito del Salone Nautico del capoluogo ligure, per presentare l’evento Un Mare per Tutti, iniziativa voluta per sensibilizzare sull’importanza della sicurezza in mare e dell’accessibilità per tutte e tutti.
Durante l’incontro (ore 15-16), verrà proiettato il video integrale di un’esercitazione realizzata nelle acque di Viareggio, dove i cani della SICS e i velisti con disabilità dei Timonieri Sbandati hanno collaborato in simulazioni di recupero di “uomo a mare”, utilizzando dispositivi di sicurezza forniti da Osculati, prove che hanno permesso non solo di testare sul campo le dotazioni di sicurezza, ma anche di dimostrare che il mare può e deve essere accessibile a tutti. (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento. Per altre informazioni: info@itimonierisbandati.it.

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Un’importante iniziativa culturale per dare la spinta decisiva a un cinema accessibile a tutti e tutte

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La proiezione accessibile in 14 sale italiane, dal 22 al 28 settembre, di un capolavoro del cinema italiano quale “La dolce vita” di Federico Fellini, in versione restaurata, per responsabilizzare operatori e pubblico sulla necessità di avere finalmente la produzione e la distribuzione di film italiani anche in versione accessibile: è la bella iniziativa promossa dall’Associazione +Cultura Accessibile, in partnership con l’ANICA, l’ANEC e la Cineteca Nazionale

È una proposta molto interessante, quella che arriva dall’Associazione +Cultura Accessibile, impegnata ormai da anni per ottenere contenuti filmici accessibili a tutti e tutte. Insieme infatti ai più importanti attori dell’industria cinematografica italiana, l’ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive Digitali), l’ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema) e la Cineteca Nazionale, oltreché con altri partner nazionali, +Cultura Accessibile ha organizzato una vera e propria tournée in 14 cinema italiani, dal 22 al 28 settembre, del capolavoro di Federico Fellini La dolce vita, uscito esattamente 65 anni fa, che vi verrà proiettato in versione digitalizzata, restaurata dalla Cineteca Nazionale e resa accessibile a tutti e tutte dai partecipanti alla decima edizione del corso per sottotitolatori e audiodescrittori (edizione 2025), promosso anch’esso da +Cultura Accessibile, di cui è partner da molti anni la stessa Cineteca Nazionale. Un corso che dalla prossima edizione aggiungerà tra i propri partner anche l’ANICA Academy.

«La formula che vogliamo venga diffusa capillarmente – spiegano da +Cultura Accessibile – è il film proiettato con sottotitoli facilitati sul digitale standardizzato (DGP-Digital Cinema Package) e con audiodescrizione scaricabile da una app specializzata e fruibile in sala su smartphone. Ma a chi sono rivolte le proiezioni accessibili? Alle categorie di persone in situazione di fragilità, comprendenti le persone con disabilità sensoriale e cognitiva, ma anche alle persone di lingua straniera che vogliono apprendere l’italiano (oltre il 75% del pubblico straniero, infatti, utilizza la sottotitolazione facilitata per apprendere una lingua), nonché alle persone anziane, a coloro che hanno deficit di attenzione e ad altre categorie ancora, coinvolgenti pure i più giovani. L’accessibilità ai contenuti filmici si può altresì connotare come uno strumento di Audience Development, ossia di quell’approccio strategico utilizzato dalle organizzazioni culturali per creare relazioni durature e significative con pubblici esistenti e potenziali, ampliando la loro accessibilità, comprensione e partecipazione attraverso la co-creazione e l’adozione di pratiche culturali più inclusive».

Va da sé, dunque, che questa iniziativa sia decisamente importante da un punto di vista culturale, ma non è il solo aspetto che la rende degna di nota, se è vero che essa intende anche stimolare distributori ed esercenti di cinema a promuovere una volta per tutte i film italiani anche nella versione accessibile. «Come si sa – sottolineano a tal proposito da +Cultura Accessibile – la produzione cinematografica che accede alla Tax Credit del Ministero ha l’obbligo di produrre e depositare la resa accessibile, come stabilito dalla Legge 220/16. Ma siccome sembra sempre mancare un ultimo passaggio per arrivare a questo risultato, bisogna continuare a insistere con azioni di sensibilizzazione che responsabilizzino sia gli operatori che il pubblico. In altri Paesi il traguardo è già stato raggiunto, ora tocca a noi!».

In conclusione non resta che ricordare il calendario delle proiezioni accessibili della Dolce Vita:
22 settembre:
° Cagliari, Cinema Greenwich d’essai, ore 20
° Genova, Sala Sivori, ore 18
° Matera, Cinema Piccolo, ore 18
° Napoli, Cinema Vittoria, ore 21
23 settembre:
° Barletta, Cinema Opera Omnia, ore 18
° Roma, Cinema Barberini, ore 19
° Venezia, Multisala Rossini, ore 20,15
24 settembre:
° Palermo, Cinema Rouge et Noir, ore 20.30
25 settembre:
° Bologna, Cinema Modernissimo, ore 17
26 settembre:
° Bari, Cinema ABC, ore 19.30
° Torino, Cinema Massimo, ore 20.30
28 settembre:
° Firenze, Cinema Astra, ore 15
° Milano, Anteo Palazzo del Cinema, ore 10
° San Teodoro (Sassari), MAST, Museo Archeologico San Teodoro, ore 20
(S.B.)

Per ulteriori informazioni: Daniela Trunfio (daniela.trunfio@fastwebnet.it).

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I corsi gratuiti di informatica di Orbolandia, rivolti a persone cieche e sordocieche

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Anche per questa stagione 2025-2026 stanno per ripartire i corsi gratuiti online di informatica promossi dalla community Orbolandia, rivolti a persone con disabilità visiva, con una novità importante: oltre infatti ai consueti corsi individuali su iPhone e Mac, saranno attivati anche corsi specifici per l’uso delle barre Braille, con particolare attenzione alle persone sordocieche

Nell’ormai lontano 2014 si era presentata sulle nostre pagine come una «community di aiutoaiuto di Ciechi a misura di città. News, App e ausili tifloinformatici senza orpelli e gabelli». Via via negli anni, poi, Orbolandia.it, si è resa visibile soprattutto con i propri corsi gratuiti online di informatica, rivolti a persone con disabilità visiva.
Anche per questa stagione 2025-2026, dunque, sta per ripartire quella bella iniziativa, con una novità importante: oltre infatti ai consueti corsi individuali su iPhone e Mac, saranno attivati anche corsi specifici per l’uso delle barre Braille, con particolare attenzione alle persone sordocieche.
Le lezioni si terranno online tramite Microsoft Teams, con avvio il 6 ottobre prossimo per il primo gruppo, il 12 gennaio 2026 per il secondo, e un terzo ciclo di ripasso previsto per il mese di maggio del prossimo anno.
Come detto, i corsi sono gratuiti, richiedendo solo una donazione simbolica alla Lega del Filo d’Oro. (S.B.)

Le iscrizioni ai corsi di Orbolandia.it sono aperte fino ad esaurimento posti. Per partecipare fare riferimento a questo link. Per informazioni: orbolandia@orbolandia.it.

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Tutto dedicato allo sport l’Open Day dell’Istituto Montecatone di Imola

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Sarà tutto dedicato allo sport lo speciale Open Day del 20 settembre dell’Istituto Riabilitativo Montecatone, la nota struttura di Imola (Bologna) impegnata nella riabilitazione di persone mielolese o con grave cerebrolesione acquisita, con illustri ospiti del mondo paralimpico e non solo, tra i quali anche il recente campione mondiale di nuoto, l’imolese Simone Cerasuolo Giuseppe “Pippo” Galliano, campione di padel in carrozzina, impegnato in un tour nelle Unità Spinali italiane

Sarà tutto dedicato allo sport lo speciale Open Day del 20 settembre dell’Istituto Riabilitativo Montecatone, la nota struttura di Imola (Bologna) impegnata nella riabilitazione di persone mielolese o con grave cerebrolesione acquisita. La giornata, infatti, inizierà al mattino al Palace Sport Center di Imola (Via Gronchi, 9, ore 10.-15-12), dove assieme ad alcuni pazienti di Montecatone, vi saranno vari campioni del padel in carrozzina, tra cui anche Giuseppe “Pippo” Galliano, referente dell’Associazione Para Padel Project, impegnato in un tour nelle Unità Spinali italiane.
Lo stesso Galliano sarà poi protagonista nel pomeriggio di una testimonianza nel Parco dell’Istituto di Montecatone, dove dalle 13 alle 17 vi sarà la seconda parte dell’Open Day. Assieme a lui Davide Cortini e Omar Bortolacelli, entrambi ex pazienti dell’Istituto, che racconteranno le loro esperienze di rinascita attraverso lo sport.
Cortini è campione di handbike della Nazionale Azzurra di Paraciclismo, fresco di medaglia di bronzo ai recenti Campionati Mondiali in Belgio, mentre Bortolacelli è uno sportivo che annovera diversi interessi, tra handbike, motociclismo e maratona, non disdegnando le sfide impossibili, come quella che nel 2021 lo vide salire al Santuario della Madonna di San Luca a Bologna utilizzando un esoscheletro.

Ospite d’eccezione della giornata sarà il campione del mondo di nuoto Simone Cerasuolo, atleta dell’Imolanuoto che ha conquistato l’oro nei 50 rana ai recenti Campionati Mondiali di Singapore, accompagnato dal presidente della sua Società Mirko Piancastelli, dall’allenatore Cesare Casella e dai compagni di squadra Michele Busa, Alessandro Pinzuti, Arianna Castiglioni e Alessia Polieri.

Per tutto il pomeriggio, infine, musica dal vivo con il duo Loris Ceroni e Antonella Nuti, tornei di bocce e tennis tavolo e dimostrazioni di pet therapy con le volontarie dell’Associazione Chiaramilla. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: segreteriadirezione@montecatone.com.

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Bambini e bambine con malattia rara e disabilità: dalla diagnosi all’assistenza

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Aumentare le conoscenze e le competenze sulle malattie rare e rafforzare il legame con i pediatri del territorio su tale tema: è l’obiettivo promosso dalla Fondazione Lega del Filo d’Oro, insieme alla Clinica Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria e dell’Università Politecnica delle Marche, con il congresso “Il bambino con malattia rara e disabilità, dalla diagnosi all’assistenza”, di cui il 20 settembre vi sarà la quarta edizione a Osimo (Ancona) Una bimba con malattia rara seguita dalla Lega del Filo d’Oro

«I bambini/bambine con malattia rara e le loro famiglie fronteggiano ogni giorno sfide durissime: a causa infatti delle difficoltà nel raggiungimento di una diagnosi certa e nell’individuazione di cure risolutive, avere a che fare con una patologia rara può generare in chi ne è colpito e nei suoi familiari una forte insicurezza. Per questo, è fondamentale aumentare le conoscenze e le competenze in questo settore e rafforzare il legame con i pediatri del territorio, per orientare correttamente il percorso diagnostico e assistenziale del neonato/bambino con malattia rara».
È con questo obiettivo che viene promosso dalla Fondazione Lega del Filo d’Oro, insieme alla Clinica Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria e dell’Università Politecnica delle Marche, il congresso Il bambino con malattia rara e disabilità, dalla diagnosi all’assistenza, iniziativa che il 20 settembre, alla luce dell’interesse suscitato negli anni scorsi, giungerà alla sua quarta edizione.
Questa volta l’attenzione sarà dedicata in particolare alle malattie rare che possono dare origine a patologie renali.
L’appuntamento, dunque, è, come detto, per la giornata del 20 settembre presso il Centro Nazionale della Lega del Filo d’Oro a Osimo, in provincia di Ancona (Via Linguetta, 3) e si rivolgerà non solo ai pediatri del territorio marchigiano, ma anche a tutte le figure professionali coinvolte nella diagnosi e nella cura dei pazienti pediatrici affetti da malattie rare e delle loro famiglie. (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento. Per altre informazioni: v.matteucci@inc-comunicazione.it (Virginia Matteucci).

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È discriminazione non assicurare il sostegno scolastico ad alunni e alunne con disabilità!

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Un Tribunale stabilisce che non rispettare quanto scritto nel PEI (Piano Educativo Individualizzato) di un ragazzo con disabilità è discriminazione, ma la scuola ne ignora il provvedimento: una situazione, questa, che consente all’Associazione AIPD di fare il punto sull’inizio dell’anno scolastico per gli alunni e le alunne con disabilità, ponendo anche tre precise richieste a coloro che a tutti i livelli sono chiamati a realizzare concretamente l’inclusione scolastica

«Quel provvedimento parla chiaro – scrivono dall’AIPD Nazionale (Associazione Italiana Persone con Sindrome di Down) e ordina a parte convenuta [la scuola, N.d.R.] la cessazione della condotta di discriminazione attuata in via indiretta nei confronti di Mario (nome di fantasia), attribuendogli, entro l’inizio dell’anno scolastico corrente (15 settembre), un insegnante di sostegno, sostenendo le relative spese, per il monte orario indicato nel Piano Educativo Individualizzato. Ad oggi, tuttavia, non solo l’insegnante di sostegno non c’è, ma l’ultima parola rivolta dalla scuola alla famiglia è contenuta nella lettera trasmessa dalla dirigente della scuola dell’infanzia a cui il bambino è iscritto: “Il prossimo anno scolastico non ci sarà alcun docente di sostegno. Pertanto i genitori dovranno decidere la scuola che dovrà frequentare il proprio figlio che meglio ritengono soddisfacente”. Si tratta di un caso che, come ben sappiamo, non è purtroppo isolato e che ci è stato segnalato dal papà di un bambino con sindrome di Down, dopo mesi di dinieghi, umiliazioni e isolamento inflitti a mio figlio».

Il provvedimento cui si fa riferimento è stata prodotta il 3 settembre scorso dal Tribunale di Vallo della Lucania (Salerno) e il 10 settembre si è tenuto il GLO della scuola coinvolta (Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione) che però non ha tenuto conto in alcun modo dell’Ordinanza del Tribunale e ha quindi ignorato le disposizioni ricevute. «Ad oggi – riferisce il papà – non ho ricevuto alcuna risposta: finora, nessuno degli obblighi giudiziali è stato adempiuto».
«Non è così che avremmo voluto raccontare l’inizio del nuovo anno scolastico – sottolineano dall’AIPD -: questa storia è però il segno che l’attenzione debba rimanere alta e che tutti gli strumenti debbano essere messi in campo perché il diritto all’inclusione scolastica sia effettivamente garantito. Il nostro Paese, del resto, vanta in questo campo non solo una normativa all’avanguardia, ma anche Sentenze che accendono un faro, prima fra tutte, la Sentenza 265/16 della Corte Costituzionale, che svincola chiaramente l’inclusione scolastica dalle esigenze di bilancio e dalla disponibilità di risorse, una Sentenza che, insieme a tutte le altre Associazioni, avevamo definito come “storica”. Oggi, non meno significativa è quell’Ordinanza del Tribunale di Vallo della Lucania, che inquadra come «condotta di discriminazione in via indiretta» la mancata assegnazione dell’insegnante di sostegno. Una chiara indicazione per tutte le scuole – siano esse pubbliche o paritarie – che sono quindi obbligate ad assicurare il sostegno scolastico agli alunni e alle alunne con disabilità, pena l’accusa di condotta discriminatoria».

«Alla luce di quanto accaduto in quella scuola – commenta Gianfranco Salbini, presidente nazionale dell’AIPD – e dei numerosi casi che ogni anno ci vengono segnalati, ricordiamo alle famiglie e alle istituzioni scolastiche che il diritto all’inclusione scolastica e quindi alle ore di sostegno previste nei PEI (Piano Educativo Individualizzato) è inalienabile e non vincolabile a esigenze organizzative o di bilancio. Purtroppo, tante famiglie devono ricorrere alle vie legali per vedersi riconosciuto questo diritto e in alcuni casi – come in quello di cui si parla – anche l’esito positivo del ricorso non sempre è sufficiente a garantire il risultato. Esprimiamo comunque soddisfazione per l’Ordinanza del Tribunale di Vallo della Lucania, che riafferma il diritto allo studio e all’inclusione come inalienabile, indicando la violazione di questo come condotta discriminatoria. Il nostro augurio a tutti i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze che sono tornati a scuola nei giorni scorsi è di trovare un ambiente accogliente, che sappia mettere in campo tutti gli strumenti e le risorse per valorizzare le loro capacità. Oggi, purtroppo, non possiamo ignorare un sentimento diffuso di scoraggiamento, di fronte a una realtà che è ancora lontana dall’ideale di una scuola davvero inclusiva, capace di accogliere tutti e tutte, senza eccezioni. Proprio per questo non possiamo smettere di crederci e di lottare: perché anche se quella scuola forse non arriverà domani, ogni passo avanti è un dovere nei confronti di chi la vive oggi».

Il nuovo anno scolastico, ricordano ancora dall’AIPD, si è aperto con alcune novità che hanno o potrebbero avere un impatto importante sugli studenti e le studentesse con disabilità. Innanzitutto, il divieto di utilizzo dei cellulari. «Per i ragazzi e le ragazze con sindrome di Down, in particolare, lo smartphone è uno strumento che facilita non solo l’attività didattica, ma anche la partecipazione sociale e l’autonomia personale. Non nascondiamo la nostra preoccupazione verso una regola che, se rigidamente applicata, potrebbe avere ricadute negative sui percorsi di questi studenti», commenta a tal proposito Salbini.
Bene invece la continuità del sostegno, che è stata assicurata dal Ministero, e che, aggiunge il Presidente dell’AIPD, «ci risulta stia già dando buoni frutti, permettendo a tanti studenti di ritrovarsi accanto la stessa figura di supporto dello scorso anno. Per quanto riguarda invece l’assistenza specialistica, continuiamo a ricevere segnalazioni di casi in cui l’ente locale ne eroga meno di quanta indicata nei PEI, facendosi forti della Sentenza prodotta dal Consiglio di Stato nell’agosto dello scorso anno, nonostante vari tribunali locali abbiano ribadito che le ore indicate nel PEI vanno erogate, a prescindere dalle esigenze di bilancio dell’ente».

A questo punto, quindi, vi sono tre precise richieste rivolte dall’AIPD a coloro che a tutti i livelli sono chiamati a realizzare concretamente l’inclusione scolastica: dal Ministero agli Uffici Scolastici Regionali, passando per dirigenti e insegnanti:
° Garantire sempre quanto previsto nel PEI, per quanto riguarda le ore di sostegno e dell’assistente educativo, fin dai primi giorni di scuola e per tutto l’anno scolastico.
° Assicurare agli studenti e alle studentesse con disabilità la possibilità di utilizzare i dispositivi digitali (inclusi i cellulari), per gli scopi concordati e previsti.
° Aumentare i contributi per il sostegno anche nelle scuole paritarie, in modo da realizzare una piena equiparazione degli alunni con disabilità nelle scuole di tutto il Paese, evitando alle famiglie l’onere di ricorsi giurisdizionali per ottenere la realizzazione di un diritto. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampaaipd@gmail.com.

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Le “Parole per capire” la violenza di genere contro le donne con disabilità

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Il 22 settembre vi sarà a Grosseto “Parole per capire”, evento conclusivo del progetto “La violenza di genere contro le donne con disabilità”, promosso dall’Associazione Olympia de Gouges e finanziato dal Comune della città toscana. “Parole per capire” è anche la denominazione di un glossario minimo sulla violenza contro le donne con disabilità che verrà distribuito ai partecipanti e alle partecipanti Particolare di un ritratto della drammaturga e attivista Olympe de Gouges, alla quale si deve la “Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina” e che venne condannata a morte nel 1793 per le proprie idee. A lei si ispira l’Associazione grossetana Olympia de Gouges

Il 22 settembre prossimo si terrà Parole per capire, evento conclusivo del progetto La violenza di genere contro le donne con disabilità, promosso dall’Associazione Olympia de Gouges, e finanziato dal Comune di Grosseto. Parole per capire è anche la denominazione di un glossario minimo sulla violenza contro le donne con disabilità che verrà distribuito ai/alle partecipanti. Si tratta di un agile strumento elaborato dall’Associazione Olympia de Gouges per sensibilizzare la popolazione su questo importantissimo tema a partire da concetti quali la violenza, la doppia discriminazione, l’invisibilità, l’ascolto, la rete, la consapevolezza e i diritti (è disponibile a questo link).

L’incontro sarà ospitato, a partire dalle 15, presso l’Aula Magna della Biblioteca Comunale Chelliana di Grosseto (Via Mazzini,. 36). Sabrina Gaglianone, presidente dall’Associazione Olympia de Gouges, farà gli onori di casa, porgendo un saluto di benvenuto e introducendo i lavori, mentre il Comune ospitante sarà rappresentato da Carla Minacci, assessora con Delega al Sociale, alle Politiche della Casa e ai Rapporti con il Coeso.
A seguire la psicologa e psicoterapeuta Agnese Benedetti e chi scrive [Simona Lancioni], in qualità di responsabile del Centro Informare un’h, presenteranno il libro La voce a te dovuta. Donne con disabilità e violenza di genere (edizioni la meridiana, 2024, nona uscita della collana “i libri di accaParlante”, dedicata all’accessibilità culturale e realizzata in collaborazione con il Centro Documentazione Handicap-Cooperativa Accaparlante di Bologna), e dialogheranno con l’autrice, Valeria Alpi, giornalista, formatrice, viaggiatrice con disabilità. A questo link è possibile leggere una nostra presentazione dell’opera.
L’incontro si concluderà con gli interventi dei diversi partner del progetto.

Costituitasi nel 1998, l’Associazione Olympia de Gouges gestisce attualmente due Centri Antiviolenza (a Grosseto ed a Orbetello), quattro Punti di Ascolto (a Follonica, Amiata, Capalbio e Manciano), una Casa Rifugio a indirizzo segreto e una Casa di seconda accoglienza. Essa fa parte dell’Associazione Nazionale D.i.Re. (Donne in Rete contro la violenza) e di TOSCA, il Coordinamento Toscano dei Centri Antiviolenza.
Olympe de Gouges (1748-1793), la figura a cui si ispira l’Associazione, è stata una drammaturga e attivista francese che visse durante la Rivoluzione Francese. A lei si deve la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina (del 1791), che affermava l’uguaglianza politica e sociale tra uomini e donne. Per le sue idee venne condannata a morte sulla ghigliottina. La condanna venne eseguita a Parigi, il 3 novembre 1793. (Simona Lancioni)

Per ulteriori informazioni: segreteria@olympiadegouges.net.
Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti dovuti al diverso contenitore, per gentile concessione. Sui temi qui trattati suggeriamo anche la consultazione, sempre nel sito di Informare un’h, delle sezioni dedicata alla Violenza nei confronti delle donne con disabilità e a Donne con disabilità.

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