Decreto adozione Piano Ispettivo anno 2025.
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Dopo essere fuggite dall’orrore di Gaza grazie a un corridoio umanitario, diciannove persone palestinesi, tra bambini e adulti, sono state accolte a Firenze dal Coordinamento delle Misericordie dell’Area Fiorentina, attivatosi per garantire ospitalità, assistenza sanitaria e un ambiente protetto in cui iniziare un percorso di cura e speranza. Dal canto suo, a mettere a disposizione gli alloggi è stata l’Opera Madonnina del Grappa.
«Accogliere queste persone – afferma Andrea Ceccherini, presidente del Coordinamento delle Misericordie dell’Area Fiorentina – significa ribadire con forza il nostro impegno a non restare indifferenti di fronte alla sofferenza. Sono persone private di tutto dalla guerra e oggi Firenze si fa comunità accogliente, pronta a offrire loro ascolto, cure e protezione. Un ringraziamento sentito va alla Misericordia di Fiumicino, all’Opera Madonnina del Grappa e alla Caritas Diocesana di Firenze, oltre naturalmente a tutta l’Amministrazione Comunale della nostra città».
Le diciannove persone sono state prese in carico all’Aeroporto di Roma Fiumicino, grazie alla mobilitazione della Misericordia locale, che le ha portate a Firenze, ove il Coordinamento delle Misericordie ha attivato una rete di supporto composta da volontari, operatori sanitari e strutture di accoglienza diffuse sul territorio. «Davanti a tragedie come questa – aggiunge Ceccherini – non possiamo voltarci dall’altra parte. Come Misericordie ci sentiamo chiamati a un impegno concreto, che passa dai gesti quotidiani ma ha un valore che va al di là della quotidianità». (S.B.)
Per ulteriori informazioni: misericordiefiorentine@gallitorrini.com.L'articolo Diciannove persone palestinesi accolte a Firenze proviene da Superando.
Settimo appuntamento della stagione per il percorso da noi regolarmente seguito, ideato già da alcuni anni dal Teatro Stabile di Torino-Teatro Nazionale e sviluppato in collaborazione con il partner tecnologico PANTHEA e con l’Associazione +Cultura Accessibile, per consentire anche alle persone con disabilità visiva e sensoriale di assistere agli spettacoli mediante nuove tecnologie e materiali di approfondimento.
Accadrà da mercoledì 4 a domenica 8 giugno, con Autoritratto, al Teatro Gobetti di Torino, intenso monologo che parla di mafia, di comunità e di rielaborazione personale e collettiva del dolore, diretto e interpretato dall’attore, regista e scrittore siciliano Davide Enia, accompagnato sul palco dal chitarrista Giulio Barocchieri.
Lo spettacolo ripercorre i cosiddetti “anni di piombo” in Sicilia ed è una profonda orazione civile in cui Enia risale alle radici della propria memoria e in quella della sua città, Palermo.
Come sempre, dunque, per questo tipo di rappresentazioni torinesi, lo spettacolo sarà corredato da sovratitoli in italiano e in italiano semplificato con descrizione dei suoni, attraverso l’uso di dispositivi forniti direttamente dal Teatro, ovvero smartglasses (occhiali smart) o smartphone. All’inizio di ogni recita, inoltre, è prevista la trasmissione in sala di una breve audiointroduzione e verrà resa disponibile un contenuto audiodescrittivo che verrà inviato prima dello spettacolo, tramite e-mail, al momento della ptrenotazione.
E ancora, nel pomeriggio di venerdì 6 (ore 18), è previsto l’ormai tradizionale appuntamento gratuito con il tour descrittivo e tattile sul palcoscenico (previa prenotazione, entro il 5 giugno, scrivendo a accessibilita@teatrostabiletorino.it).
Da ricordare, poi, che in una specifica sezione del sito internet del Teatro Stabile (a questo link), predisposta per la lettura da parte di applicazioni screen reader e con un plug-in facilitante, oltreché sulla app del Teatro stesso, saranno disponibili nei prossimi giorni alcuni materiali consultabili prima della fruizione dello spettacolo, ossia un video di approfondimento con audio, sottotitoli in italiano e in LIS (Lingua dei Segni Italiana), la scheda di sala semplificata.
Da segnalare infine che le persone con disabilità avranno diritto al biglietto ridotto e, in caso di necessità, l’accompagnatore potrà entrare gratuitamente. (S.B.)
L'articolo Un “Autoritratto” accessibile al Teatro Gobetti di Torino proviene da Superando.
«Esprimiamo piena solidarietà e massimo supporto alla famiglia Agnello, associata dell’ANFFAS di Savona, a seguito dell’increscioso, a dir poco, episodio di cui purtroppo è stata vittima nei giorni scorsi all’aeroporto di Praga con la compagnia aerea easyJet, che ha impedito l’imbarco su un volo Praga-Milano ai due genitori e alle loro due bambine con disabilità intellettive e del neurosviluppo»: lo denuncia in una nota l’ANFFAS Nazionale (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo), aggiungendo che «l’assenza di comprensione e attenzione dimostrata dal personale della compagnia aerea e dal personale aeroportuale nei confronti della famiglia, in particolare verso le bambine con disabilità, è la dimostrazione che purtroppo, ancora oggi, vi è una totale mancanza di rispetto dei diritti dei cittadini con disabilità e delle loro famiglie e che la reale inclusione è ancora lontana».
«Vietare l’imbarco ad una famiglia che ha seguito tutte le corrette procedure per l’assistenza – dichiarano ancora dall’Associazione – e che ha anche cercato di spiegare la situazione di disagio in cui si trovavano le bambine, e trattare i suoi componenti alla stregua di delinquenti, è il segno tangibile di una società che non ha consapevolezza di quelle che sono le esigenze e le necessità delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo e che anziché dare supporto preferisce escludere. Una situazione che si è aggravata ancora di più, se si considera cha la compagnia aerea non ha neanche fornito aiuto nella ricerca di un altro volo di rientro in Italia».
«Siamo dunque pronti a sostenere e ad assistere la famiglia – concludono dall’ANFFAS – in tutto ciò che vorrà porre in essere a seguito di tale vicenda e auspichiamo che vi siano non solo delle scuse formali alla famiglia da parte della società aeroportuale e della compagnia easyJet, ma anche maggiore attenzione da parte di queste ultime alle esigenze dei passeggeri con disabilità e loro famiglie, evitando così situazioni di tale grave disagio, e l’impegno ad una formazione adeguata del personale in tema di disabilità». (S.B.)
Per ulteriori informazioni: comunicazione@anffas.net.L'articolo Ancora lontani dalla consapevolezza e dal rispetto dei diritti delle persone con disabilità! proviene da Superando.
Un ciclo di quattro incontri a partecipazione gratuita dedicati al tema del “Dopo di Noi”, ovvero a come prepararsi per tempo al futuro delle persone con disabilità: è la nuova proposta dell’Associazione InCerchio di Milano, denominata Progettare oggi per il domani, durante la quale il tema verrà affrontato da diversi punti di vista (psicologico, giuridico, fiscale e sociale), attraverso il confronto con esperti, professionisti e familiari, per offrire strumenti pratici e spunti di riflessione a chi si trova appunto a dover progettare il futuro dei propri cari con disabilità.
Gli incontri si terranno ogni mercoledì di giugno (ore 14-16), presso la Sala Multifunzionale della Biblioteca di Baggio (Via Pistoia, 10, Milano) e a condurli sarà Daniela Piglia, direttrice dell’Associazione InCerchio.
Si partirà dunque il 4 giugno, sul tema Perché pensarci per tempo, e come, con Cristina Labianca (psicoterapeuta), Giacomo Marinini (presidente dell’Associazione Gabbiano Noi come Gli altri) e Paolo Comerio (commercialista), oltreché con testimonianze di familiari.
Si proseguirà l’11 giugno, con Le norme di riferimento e i diritti esigibili, insieme a Giuliana Bagnara (avvocata) e Cristina Andreetto (giurista) e ancora, il 18 giugno, su Possibili risorse pubbliche per la sostenibilità del progetto di vita, con Cristina Andreetto e un’assistente sociale del Comune di Milano.
L’ultimo incontro, infine, si avrà il 25 giugno, su Possibili assetti giuridici delle risorse familiari, con Cristina Andreetto, Paolo Comerio ed Elena Faglia, mentre le conclusioni del ciclo saranno affidate a Daniela Piglia e Giacomo Marinini. (S.B.)
L'articolo “Progettare oggi per il domani”: quattro incontri a Milano sul “Dopo di Noi” proviene da Superando.
«Un passaggio fondamentale per rilanciare con forza il ruolo della nostra Federazione come interlocutore attivo nelle politiche regionali. In un momento in cui si parla tanto di riforme, infatti, il nostro compito è di vigilare, proporre, costruire soluzioni concrete, insieme alle persone con disabilità e alle loro famiglie»: così Daniele Romano, presidente della FISH Campania (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), presenta il congresso della stessa FISH Campania, intitolato Insieme per i diritti. Strumenti, risorse, soluzioni, che il 7 giugno riunirà rappresentanti istituzionali, esponenti della politica regionale e nazionale, realtà del Terzo Settore e della società civile, presso Fabula – Laboratorio di comunità a Sant’Arpino (Caserta). «In tale occasione – aggiunge Romano – chiederemo il pieno riconoscimento dei diritti, a partire dai territori, dove troppo spesso le disuguaglianze si moltiplicano. In Campania c’è ancora tanto da fare per garantire piena inclusione, pari opportunità, accesso ai servizi e autodeterminazione delle persone con disabilità».
I lavori del 7 giugno – moderati da Giovanna De Rosa, direttrice del CSV Napoli (Centro Servizi Volontariato) – saranno aperti dallo stesso Daniele Romano, da Melicia Comberati, portavoce dell’Alleanza contro la Povertà in Campania e da Giovanpaolo Gaudino, portavoce del Forum del Terzo Settore Campania.
Seguirà il panel sul tema La Legge Delega sui territori, a che punto siamo?, con gli interventi di Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH e dei deputati Gianpiero Zinzi, Stefano Graziano, Gerolamo “Gimmi” Cangiano e Sergio Costa.
Sarà poi la volta di Carmine De Blasio, presidente dell’ADIPS Campania (Associazione Dirigenti Politiche Sociali) e di Bruna Fiola, presidente della VI Commissione Politiche Sociali della Regione Campania.
Nel pomeriggio è previsto infine il congresso elettivo della FISH Campania, importante passaggio per confrontarsi sul futuro e rinnovare gli organismi che guideranno la Federazione nel prossimo mandato. (S.B.)
Per ulteriori informazioni: Ciro Oliviero (oliviero.ciro.rn@gmail.com); fishcampania@gmail.com.L'articolo Insieme per i diritti. Strumenti, risorse, soluzioni proviene da Superando.
Ha fatto discutere, in questi giorni, la definizione di “panchine inclusive”, adottata in un testo da noi pubblicato, insieme all’immagine a corredo di quello stesso testo.
Un prezioso contributo di chiarezza su tale tema, di cui suggeriamo senz’altro la consultazione a Lettori e Lettrici, si intitola Panchine per tutti tra inclusione e design ostile ed è a firma di Valeria Tatano, architetta e docente di Tecnologia dell’Architettura all’Università IUAV di Venezia nella quale è anche delegata del Rettore per le politiche e le azioni per l’inclusione, la disabilità e la sostenibilità.
Tale approfondimento è alle pagine 46-53 del volume miscellaneo Specie di spazi. Promuovere il benessere psico-fisico attraverso il progetto, atti dell’omonimo convegno di Firenze del 20 novembre 2023 (integralmente di libero accesso a questo link).
Per far capire l’impostazione di questo contributo sul tema delle panchine inclusive, oltre a riprenderne qui di fianco un’immagine (con la relativa didascalia), ne citiamo qui di seguito un passaggio, ovvero quello in cui si scrive che «per i parchi gioco inclusivi […] non è sufficiente la presenza di uno o più giochi definiti dalle aziende fornitrici come “accessibili ai bambini con disabilità”. Giochi e attrezzature devono essere scelti secondo princìpi di progettazione universale per garantire accessibilità, usabilità e fruizione d’uso di un’ampia platea di utenti, in modo che possano giocare insieme facilitando la sperimentazione, la socializzazione, l’incontro e la relazione tra bambini con e senza disabilità. Questo principio vale anche per le panchine che devono essere scelte e collocate in base a un progetto complessivo che valuti, tra i molti aspetti, la fruibilità delle pavimentazioni e dei percorsi, la flessibilità di impiego, e preveda anche la collocazione di elementi vegetali “per ombreggiare le zone per le attività ludiche e le aree dove sono collocate le panchine, al fine di configurare un contesto in cui la natura è inclusa tra gli elementi cardine del progetto. Confrontando queste caratteristiche con la panchina “inclusiva” emergono diverse criticità dato che la soluzione con il foro centrale non affronta la questione dei diversi ingombri delle persone e dei loro ausili, trascura ogni riferimento alle norme esistenti, e concentrandosi sul singolo oggetto, non considera il luogo in cui va posizionata e le possibili modalità di uso e accostamento degli utenti, permettendo a tutti di scegliere se spostarsi sulla panchina o meno, affinché ognuno adotti il modo più idoneo alle sue capacità e desideri [grassetti nostri nella citazione, N.d.R.]». (S.B.)
Ringraziamo per la collaborazione e la disponibilità la professoressa Valeria Tatano.
L'articolo A proposito di panchine inclusive: un utile approfondimento proviene da Superando.
La nostra Federazione [Federazione Osservatorio 182] ha fatto pervenire al Ministero dell’Istruzione e del Merito due dossier riguardanti i temi dell’inclusione scolastica, al fine di sollecitare l’attenzione in relazione ad alcune criticità presenti, offrendo, rispetto ad alcune questioni, una serie di possibili suggerimenti.
Il primo dossier si chiama La continuità didattica: una sfida aperta! (disponibile a questo link) affronta molte tematiche e fra queste lo spinoso tema della continuità didattica, partendo dall’assunto che l’alunno con disabilità, esattamente come i compagni, deve poter lavorare con “tutti i docenti assegnati alla classe” e non soltanto con il docente incaricato sul sostegno; questa impostazione, che riconosce il diritto alla continuità per tutti gli alunni della stessa classe, mira anche a contrastare fenomeni, purtroppo ancora diffusi, come la delega e la deresponsabilizzazione.
Sia per garantire la continuità che per rilanciare la qualità della scuola inclusiva, un altro argomento, oggetto di attenzione da anni da parte di più realtà, è la formazione in ingresso e in servizio di tutti coloro che, nella scuola, lavorano in qualità di docenti o di dirigenti scolastici.
Ritorna poi la questione della famiglia che, in base alle norme emanate in questi anni (si veda quale esempio il Decreto Interministeriale 182/20 e non solo), risulta essere sempre più marginalizzata, soprattutto in relazione al processo decisionale riguardante il figlio; in questo è emblematica la composizione del GLO (Gruppo di Lavoro Operativo sull’Inclusione): nella Legge la famiglia è componente a tutti gli effetti, nel Decreto Applicativo, è «soggetto che partecipa ai lavori del GLO».
La nostra richiesta, in questo caso, prevede una profonda modifica dell’impianto normativo sotteso al Decreto 182/20, al fine di restituire alla famiglia, in quanto esercitante la responsabilità genitoriale, il suo ruolo centrale che le compete all’interno del GLO per le importanti decisioni in esso assunte.
Il secondo dossier, invece, intitolato L’inclusione in piattaforma: dalla partizione separata SIDI “Anagrafe dello studente” nuovo modello PEI, alla Piattaforma “Unica” (disponibile a questo link), entra nel merito del processo di innovazione della pubblica istruzione, attualmente in atto, facendo tesoro delle segnalazioni e dei contributi pervenuti, al fine di migliorare l’efficienza dei sistemi informatici, con particolare attenzione alla digitalizzazione del nuovo modello di PEI (Piano Educativo Individualizzato), compresa la risoluzione di alcune criticità, derivanti proprio dall’utilizzo di un sistema che impedisce o rende critico l’accesso e l’utilizzo della piattaforma stessa.
La nostra Federazione auspica a tal proposito che tali processi, nel promuovere la collaborazione scuola/famiglia, possano caratterizzare il GLO come un’occasione che possa favorire il successo formativo dell’alunno con disabilità.
*osservatorio182.federazione@gmail.com.
L'articolo Due dossier sui temi dell’inclusione scolastica proviene da Superando.
Segnaliamo con piacere che Open Channel TV, canale televisivo che si occupa di disabilità, fruibile via web e con informazioni totalmente accessibili alle persone sorde, sia oraliste che segnanti, ha messo online due video dedicati alle donne con disabilità, uno sul tema della violenza nei loro confronti (12.32 minuti, disponibile a questo link), l’altro sul tema della maternità e disabilità (5.50 minuti, fruibile a quest’altro link). Entrambi i video sono sottotitolati e tradotti in LIS (Lingua dei Segni Italiana).
L’idea di affrontare i due temi oggetto dei video è scaturita in occasione del seminario Violenza contro le donne con disabilità: riflessioni e prospettive pedagogiche, organizzato il 26 novembre dello scorso anno dal Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali e del Turismo dell’Università di Macerata, per celebrare la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne (una presentazione dello stesso è disponibile a questo link).
All’evento hanno partecipato alcune componenti della Redazione di Open Channel TV che, in un momento successivo all’evento stesso, hanno rivolto alle relatrici del seminario delle interviste sui temi esposti in tale sede. I servizi che ne sono scaturiti sono curati da Silvia Cotechini, Anna Chiara Scarponi e Gioia Feliziani.
In particolare, in entrambe le interviste è stata coinvolta Arianna Taddei, professoressa associata di Didattica e Pedagogia Speciale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Macerata, nonché autrice di diversi saggi sull’educazione inclusiva, tra i quali anche Come fenici. Donne con disabilità e vie per l’emancipazione (FrancoAngeli, 2020). Mentre al video sulla violenza, oltre alla menzionata Taddei, ha preso parte anche chi scrive, Simona Lancioni, in qualità di responsabile di Informare un’h – Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e curatrice di una sezione documentaria online dedicata alle donne con disabilità (che affronta anche il tema della violenza).
Infine, nel video in tema di maternità e disabilità, assieme a Taddei, troviamo anche Barbara Alesi, dottoranda del corso di Formazione, Patrimonio Culturale e Territori sempre presso l’Università di Macerata, che ha condotto un’indagine qualitativa e quantitativa sui modelli di intervento, le pratiche e i protocolli diffusi nei servizi sociosanitari, ginecologici-ostetrici, materno-infantili e di accompagnamento alla genitorialità della Regione Marche per valutare la loro capacità di accogliere e supportare le madri (o le aspiranti madri) con disabilità (indagine di cui si può leggere anche sulle pagine di Superando). (Simona Lancioni)
L'articolo Una bella iniziativa: due video dedicati alle donne con disabilità proviene da Superando.
“Rivive” l’orso delle caverne nel Centro ProM Facility di Trentino Sviluppo, in Polo Meccatronica, grazie alla tesi di laurea di Andrea Sartori della Scuola d’Arte LABA di Rovereto. In collaborazione infatti con la Fondazione Museo Civico di Rovereto e il Museo Archeologico della Valle Sabbia, con sede a Gavardo (Brescia), il giovane designer vicentino, coadiuvato dai tecnici di ProM Facility, ha potuto scansionare il teschio dell’animale preistorico e stamparlo in 3D.
La riproduzione, in scala 1:1, è altamente realistica e funzionale a scopi scientifici: consente ad esempio lo studio della morfologia o delle cavità nasali ed encefalica dell’orso, che altrimenti si potrebbero analizzare solo sezionando il teschio. Ma il progetto ha anche una valenza socioculturale, proponendo la realizzazione di un espositore che potrebbe essere utilizzato in diversi tipi di museo ed è pensato per permettere anche a chi ha una disabilità fisica, sensoriale o cognitiva di godere appieno dell’esperienza. Ci sono ad esempio i cassetti con le infografiche accessibili a chi è in carrozzina, le targhe in Braille, le audioguide scaricabili sul proprio telefono, i campioni tattili e i profumatori per sollecitare la memoria olfattiva.
«Da piccolo, quando entravo in un museo – spiega Andrea Sartori – la prima cosa che mi raccomandavano era di non toccare niente, perché avrei potuto danneggiare opere e reperti di inestimabile valore. Crescendo ho iniziato a chiedermi come potevano, allora, fruire di quell’esperienza le persone cieche e ipovedenti».
Di qui, dunque, la scelta di approfondire l’argomento anche nella propria tesi di laurea in Design alla Scuola d’Arte LABA di Rovereto. «Volevo dar vita a qualcosa di unico, che mostrasse un impiego non standardizzato della stampa 3D». Nello specifico, si è scelto di lavorare su un teschio di orso speleo. Un esemplare dell’animale, che abitava le valli trentine 20.000-30.000 anni fa, è esposto al Museo Civico di Rovereto. Molti altri resti sono stati trovati nelle grotte della Valle Sabbia e trasferiti nell’omonimo museo di Gavardo. Proprio da lì viene il teschio che è stato riprodotto in ProM.
«Per riprodurre il cranio – racconta Gianluca Berti, ingegnere di ProM Facility – abbiamo eseguito due tipi di analisi: una prima scansione esterna superficiale e una seconda tomografica, ovvero una specie di TAC, del teschio». Ciò ha permesso di analizzare con dovizia di dettagli non solo la parte esterna del reperto, ma anche l’interno. Sono stati infatti esaminati e riprodotti fedelmente i vasi del cranio e le cavità nasali e dentali. Il cranio è stato poi stampato in 3D in Poliammide (Nylon), un materiale che ben si presta ad essere maneggiato.
La riproduzione del cranio – come già fatto con precedenti modelli in scala realizzati in ProM Facility – verrà messa a disposizione dei due musei sopracitati, per diversi percorsi museali che possano facilitare l’esperienza a una platea di pubblico più ampia possibile.
In collaborazione con la Cooperativa AbilNova di Trento, infatti, Sartori si è interrogato sulle barriere architettoniche e percettive che una persona con disabilità può trovarsi ad affrontare entrando in un museo e, oltre alla riproduzione del teschio dell’orso delle caverne, nella tesi ha studiato un innovativo espositore, accessibile anche dal punto di vista economico, per migliorare la loro esperienza di visita. Si tratta del totem informativo denominato Homeros, in omaggio al grande padre cieco dell’epica classica e che ruota su se stesso per evitare che debba essere la persona a spostarsi. Anche le altezze sono calcolate con una particolare attenzione per le persone in carrozzina. All’interno dell’espositore, vi sono l’oggetto prototipato – che può quindi essere maneggiato dai visitatori – e poi cassetti con fascicoli in Braille, tablet con la spiegazione nella LIS (Lingua dei Segni Italiana), sistemi tecnologici RFID per trasmettere l’audioguida semplicemente avvicinando totem e cellulare del visitatore, campioni materici – per esempio, nel caso dell’orso, pelliccia o corteccia – e ancora un profumatore per attivare la memoria olfattiva. La parte inferiore del totem, infine, è forata, per permettere a una coreografia di laser di farla interagire con lo spazio circostante. L’idea, infatti, è quella di mettere le persone con disabilità al centro e a fianco degli altri visitatori e di garantire a tutti l’esperienza di visita più completa e integrata possibile.
L'articolo “Rivive” l’orso delle caverne, grazie alla tecnologia, ed è accessibile a ogni forma di disabilità proviene da Superando.
«La Città Metropolitana di Napoli ha organizzato per il prossimo 5 giugno il convegno La Città Metropolitana inclusiva e accessibile. Esempi di buone pratiche e traiettorie di sviluppo [a questo link il programma completo, N.d.R.]. L’iniziativa, che vedrà la partecipazione di importanti rappresentanti istituzionali, ha l’ambizione di riflettere sul futuro delle politiche sociali e urbane nel territorio metropolitano. Ma a mancare, ancora una volta, saranno proprio le persone con disabilità e le organizzazioni che ne rappresentano i diritti e le istanze. Le Associazioni, infatti, sono state semplicemente invitate ad assistere, senza alcuno spazio di intervento, confronto o co-progettazione»: a denunciarlo è la FISH Campania (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), volendo ribadire «un principio che è fondamento di ogni processo democratico e inclusivo, ovvero Nulla su di Noi senza di Noi, che non è uno slogan, ma un criterio imprescindibile per ogni intervento che intenda davvero promuovere autonomia, cittadinanza attiva e pari opportunità per tutte e tutti. Chiediamo dunque alle Istituzioni un reale cambio di passo, a partire dal riconoscimento del ruolo delle Associazioni delle persone con disabilità come interlocutori attivi e necessari nella costruzione delle politiche pubbliche».
«Per noi si tratta di un grave passo indietro – commenta Daniele Romano, presidente della FISH Campania -, che ripropone una dinamica purtroppo frequente: discutere di disabilità senza le persone con disabilità, una dinamica che svuota di senso parole come partecipazione, accessibilità e inclusione».
«Quando si esclude chi vive quotidianamente la disabilità – aggiunge – si rischia di perpetuare una visione parziale, che ignora bisogni reali, diritti e prospettive fondamentali. È una distorsione della realtà che finisce per legittimare chi non ha competenza esperienziale come detentore di un sapere che in realtà non possiede». (S.B.)
L'articolo La cattiva prassi di organizzare incontri sulla disabilità senza persone con disabilità proviene da Superando.
A venticinque anni dalla propria fondazione, avvenuta proprio a Taormina (Messina) nel 2000, l’AIM (Associazione Italiana di Miologia) celebrerà dal 28 al 31 maggio il proprio 25° Congresso Nazionale, presso il Palazzo dei Congressi di Taormina, prestigiosa manifestazione che rappresenta l’appuntamento annuale più rilevante in Italia dedicato alle malattie neuromuscolari, riunendo i maggiori esperti nazionali e internazionali — tra medici, ricercatori, operatori sanitari e rappresentanti delle associazioni di pazienti — per condividere conoscenze, esperienze e prospettive future.
Dopo un saluto del sindaco di Taormina Cateno De Luca, i lavori verranno aperti ufficialmente nel pomeriggio del 28 maggio (ore 14.30), con il saluto del presidente dell’AIM Vincenzo Nigro, ordinario di Genetica Medica all’Università della Campania Luigi Vanvitelli di Napoli, seguito dagli interventi delle autorità locali e dei Past President dell’Associazione, in una cerimonia inaugurale che celebrerà i 25 anni di crescita della comunità miologica italiana.
A seguire, Antonio Toscano, ordinario e dirigente di primo livello all’Università di Messina, nonché coordinatore del Comitato Scientifico AIM e presidente del Comitato Organizzatore locale, aprirà le sessioni scientifiche, introducendo la lettura magistrale di Giacomo Pietro Comi, che approfondirà gli ultimi Advancements in Therapeutics in Muscular Dystrophies (“Avanzamenti nelle terapie riguardanti le distrofie muscolari”), con un’analisi delle terapie emergenti, incluse quelle geniche e farmacologiche, che stanno cambiando la storia naturale di malattie un tempo considerate incurabili.
Fino alla mattinata del 31 maggio, il congresso offrirà un intenso programma di sessioni plenarie, simposi, letture magistrali e workshop dedicati a tutte le principali patologie neuromuscolari: dalla distrofia miotonica alla miastenia gravis, dalle miopatie infiammatorie alla SMA (atrofia muscolare spinale), fino alle malattie mitocondriali.
Tra gli appuntamenti più attesi, da segnalare il workshop New Therapeutic Roads in Muscle Disorders (“Nuove strade terapeutiche nei disturbi muscolari”), in programma nella mattinata del 30 maggio (ore 11-12.30), con interventi di Benedikt Schoser (Monaco di Baviera), Marco Bugiardini (Londra) e del citato Antonio Toscano, che aggiornerà i presenti sulle nuove opzioni terapeutiche per la malattia di Pompe.
Un ruolo centrale nel Congresso sarà riservato ai Gruppi di Studio AIM, laboratori di idee, formazione e ricerca che rappresentano il cuore pulsante della comunità miologica italiana. Queste realtà multidisciplinari non solo alimentano il dibattito scientifico sui diversi sottotipi di malattie neuromuscolari, ma promuovono anche la diffusione delle buone pratiche cliniche e riabilitative, con una visione sempre più condivisa e integrata.
La vivacità scientifica e la forza propulsiva del settore saranno testimoniati in Sicilia non solo dalla partecipazione attesa di oltre 500 specialisti provenienti da tutta Italia, ma anche dalla sottomissione di più di 200 abstract, che saranno selezionati per la presentazione in formato poster e comunicazioni orali, riflettendo l’elevato livello qualitativo dei contributi proposti.
Particolare attenzione sarà rivolta ai giovani professionisti, incoraggiati a confrontarsi con esperti senior e a emergere nella comunità scientifica grazie a sessioni dedicate, premi, momenti formativi e opportunità di networking. In questo contesto, il Gruppo Giovani AIM avrà un ruolo attivo nel favorire lo scambio generazionale e nell’alimentare la passione per la ricerca in miologia, investendo concretamente sul futuro della disciplina.
Come da tradizione, la mattinata dell’ultimo giorno, sabato 31, sarà dedicata alla tavola rotonda con le Associazioni, un momento fondamentale di confronto, ascolto e alleanza tra clinici, ricercatori e pazienti, per affrontare insieme le sfide della diagnosi, dell’accesso alle cure e della gestione quotidiana delle malattie neuromuscolari. Per la UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) vi parteciperà la vicepresidente nazionale Stefania Pedroni.
*La UILDM è l’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare, aderente alla FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).
A questo link è disponibile il programma completo del Congresso di Taormina.L'articolo Il 25° Congresso dell’Associazione Italiana di Miologia proviene da Superando.
Un diritto che dovrebbe essere garantito a tutti i bambini è quello del gioco, purtroppo non è sempre così, barriere architettoniche, infatti, spesso non rendono accessibili i parchi giochi ai bimbi con disabilita. Lacchiarella, Comune dell’hinterland milanese, non si è solo limitato a fare fronte a questo problema, ma promuove anche alcune iniziative finalizzate all’inclusione dei suoi cittadini più piccoli con disabilità e non solo.
Nel 2021 è stato realizzato un parco inclusivo, concepito non solo per bambini in sedia a rotelle o con problemi di deambulazione, ma con ogni tipo di disabilità. All’interno di esso, infatti, oltre a non esserci alcun tipo di barriera architettonica, sussistono “accorgimenti” che possono facilitare la permanenza e il gioco di bimbi con disabilità sensoriali o intellettive.
Un percorso tattile per i bambini ciechi o ipovedenti costituto da piastrelle codificate e di vario colore e texture, funge da vero e proprio codice rettilineo. Le stesse piastrelle sono di due materiali diversi: quelle del camminamento sono in calcestruzzo, mentre quelle della pavimentazione dell’area giochi sono in gomma. È stato utilizzato un forte contrasto di colori, in modo da ottenere un netto distacco cromatico dalla pavimentazione esistente, pensato in particolare per gli ipovedenti.
I giochi installati non sono stati prescelti in base all’inclusione, ma alla multifunzionalità, cioè utilizzabili sia da bambini senza che con disabilità, per favorire la vera aggregazione.
Due anni più tardi è stato realizzato un percorso analogo, dove preesisteva già il “Parco della Vita”, costruito nel 2015, specificatamente per i bambini in età scolare. La struttura attuale consiste in un viale che si apre su una circonferenza dove sono posizionati i giochi; la configurazione a cerchio simboleggia sia l’abbraccio protettivo dei genitori, sia il concetto di inclusione.
Nell’aprile scorso, quindi, per favorire l’inclusione delle persone con disabilità anche nel cuore della cittadina, è stata realizzata una panchina inclusiva, concepita come un luogo di incontro e discussione, che ha un posto centrale utile a fare accomodare le persone in sedia a rotelle, mentre sull’esterno ci sono le sedute per quelle “normodotate”. La panchina bianca, colore scelto appositamente per richiamare l’attenzione sulla pedofilia perché quest’ultima è un grave problematica mai abbastanza affrontata.
Oltre a realizzare queste strutture finalizzate all’inclusione dei cittadini con disabilità, il Comune di Lacchiarella organizza alcune iniziative con lo stesso scopo. Di particolare rilevanza è la Festa dell’inclusione – Fuori di Festa – un mondo di sorrisi senza barriere, la cui prima edizione si è svolta il 6 aprile scorso. Grazie al contributo delle Associazioni del territorio che lavorano nel campo della disabilità, sono state promosse varie attività, come, giochi di manipolazione e la pet therapy.
Il 18 maggio scorso, invece, presso il laghetto comunale, si è svolta la 27^ edizione della manifestazione Peschiamo insieme, durante la quale adulti e bambini con e senza disabilità hanno avuto la possibilità di cimentarsi nella pesca, portandosi a casa un premio: le trote che sono riusciti a pescare. La stessa giornata, inoltre, è stata allietata da un pranzo comunitario, da giochi e musica.
*Il presente contributo è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it», con il titolo “Il parco giochi di Lacchiarella abbraccia i bambini con ogni esigenza”, e viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.
L'articolo Ci sono Comuni che lavorano bene sul fronte dell’accessibilità e dell’inclusione proviene da Superando.
«Lottare contro la discriminazione delle bambine e dei bambini con disabilità per l’inclusione è la nostra mission da quando siamo nati. Non abbiamo avuto paura di dire che la mancanza di luoghi pensati e adeguati per il gioco, strutturati per percorsi educativi, abilitativi e riabilitativi, la carenza di presa in carico delle disabilità complesse, di sollievo e di sostegni alla povertà e al disagio familiare creano discriminazioni. Non abbiamo avuto paura di dire che le famiglie sono lasciate spesso senza ascolto, consigli, orientamento, supporto e sollievo. Per questo motivo, insieme agli altri quindici Enti della Rete ConsideraMI, abbiamo deciso di aderire alla Settimana dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, indetta dal 25 al 31 maggio a Milano dal Garante dei Diritti per l’Infanzia e l’Adolescenza del Comune»: lo dicono dall’Associazione L’abilità di Milano, che come primo atto di tale adesione, ha partecipato nei giorni scorsi alla Commissione Consiliare congiunta (Welfare, Educazione, Pari Opportunità), voluta per sensibilizzare il Consiglio Comunale, dare visibilità al lavoro della Rete ConsideraMI, riproporre i contenuti dell’Agenda 16 (Verso una città inclusiva per bambini e adolescenti con disabilità) e richiamare l’attenzione sui doverosi e urgenti investimenti che il Comune deve introdurre per rispondere alle necessità dei bambini e al progetto di vita.
«Un’alleanza, quella con le Istituzioni, necessaria per costruire momenti di rilevanza, di visibilità», sottolineano da L’abilità, dalla quale si ricorda poi come «durante la Commissione dei giorni scorsi siano stati i giovani con disabilità e le loro famiglie a mettere in primo piano, grazie alle loro testimonianze dirette, alcune tematiche fondamentali come, per esempio, l’assenza di luoghi di partecipazione e di ascolto in cui poter esprimersi liberamente senza subire discriminazioni, o la possibilità di avviare i loro percorsi di inserimento lavorativo, luoghi necessari anche per i caregiver che, in quegli spazi, possono ri-trovare energie e supporto. Si parla quindi della visione di una città che deve assumere un ruolo fondamentale nella costruzione di contesti adeguati in cui non sia la condizione di disabilità dei minori a delineare il loro futuro, ma le loro passioni, interessi e relazioni. Perché il percorso di vita delle famiglie con minori con disabilità nella città di Milano può rappresentare, nelle parole della nostra direttrice generale Laura Borghetto, “un viaggio senza valigie che comincia dalla mancanza di consapevolezza sui numeri e sui bisogni. Quando non si risponde subito e con eccellenza, formazione e attenzione si discrimina il bambino e il suo futuro”. Vi è pertanto un futuro senza barriere tuttora da costruire».
La seconda iniziativa che vede protagonisti in questa settimana gli Enti della Rete è la ConsideraMI Week, palinsesto di eventi all’insegna dell’inclusione e dei diritti dei minori con disabilità, in programma nel capoluogo lombardo fino al 31 maggio. (S.B,)
Per ulteriori informazioni: comunicazione@labilita.org (Anna Tipaldi).L'articolo Verso una città inclusiva per bambini e adolescenti con disabilità proviene da Superando.
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