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Personale ATA: Graduatorie interpello per il conferimento di incarico di DSGA su posto vacante e non disponibile per l’A.S. 2025/2026 presso IIS MANCINI – TOMMASI – TODARO – COSENTINO – prot. n. 13855 del 17.09.2025
Uno spettacolo teatrale a Firenze per promuovere la Vita Indipendente delle persone con disabilità
Calcio invenzione infinita: si chiama così lo spettacolo teatrale organizzato dall’Associazione Firenze con Te, adattamento dell’omonimo libro di Sandro Picchi e Marco Viani, che andrà in scena al Teatro Verdi di Firenze, nella serata del 4 ottobre (ore 21).
Con l’adattamento e la regia di Marco Lombardi, direttore della Compagnia Giardini dell’Arte, lo spettacolo prevede l’esibizione di 30 artisti e musica dal vivo con professionisti provenienti dal Conservatorio Cherubini.
L’iniziativa è finalizzata al finanziamento di un corso di formazione sull’assistenza personale per la Vita Indipendente e la libertà delle persone con gravi disabilità, promosso dall’AVI Toscana (Associazione Vita Indipendente della Toscana), che si svolgerà tra novembre e dicembre.
C’era una volta una palla di stracci…, la corposa opera di Sandro Picchi e Marco Viani, edita da Conti Tipocolor nel 2023, ripercorre la meravigliosa storia del gioco più amato del mondo a partire dal 1800, quando lo stesso venne inventato. E proprio una palla di stracci è anche l’immagine scelta per pubblicizzare lo spettacolo teatrale. (Simona Lancioni)
Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso – con minimi riadattamenti al diverso contenitore – per gentile concessione.
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Un cambio di paradigma per la mobilità delle persone con disabilità
Abbiamo già avuto occasione, nei giorni scorsi, di occuparci del nuovo Prontuario Adattamenti, documento tecnico aggiornato del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che, come avevamo sottolineato, può realmente rappresentare un cambio di paradigma per la mobilità delle persone con disabilità. Quel documento è stato presentato a Bologna, nell’àmbito di un evento formativo promosso dall’ANGLAT (Associazione Nazionale Guida Legislazioni Andicappati Trasporti), in collaborazione con la Direzione Generale Territoriale del Nord-Est del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, cui hanno partecipato esperti tecnici, rappresentanti istituzionali e componenti delle Commissioni Mediche Locali.
Come riferito dunque dagli esponenti dell’ANGLAT, «l’adozione dei Codici Unionali Armonizzati rappresenta uno dei cardini del nuovo Prontuario, aggiornamento che apre anche a un mercato più standardizzato per gli adattamenti veicolari, con ricadute potenzialmente positive sui costi e sulla disponibilità delle soluzioni tecniche».
«Questo non è solo un adeguamento formale – ha affermato Claudio Puppo, presidente dell’ANGLAT -, ma un passo avanti concreto nel riconoscere diritti e autonomia a chi ogni giorno si confronta con barriere ancora troppo diffuse. Le soluzioni, infatti, non si limiteranno più solo agli adattamenti fisici o dei veicoli, ma si estenderanno anche all’ambiente e ai servizi, per favorire una partecipazione più ampia e inclusiva».
«Particolarmente rilevante – commentano ancora dall’ANGLAT – è l’introduzione di nuove classificazioni per patologie complesse (tetraplegia, distrofia muscolare e sclerosi multipla), condizioni a ciascuna delle quali sono ora associati adattamenti più mirati e personalizzati, in grado di garantire un’esperienza di guida più sicura, efficace e rispettosa delle capacità residue del conducente. Si supera così l’approccio “unico per tutti”, promuovendo invece soluzioni tagliate sulle reali esigenze funzionali. E ancora, un’altra importante innovazione normativa riguarda la possibilità, prevista dal Codice della Strada, di semplificare il rinnovo della patente per le persone con patologie fisiche stabilizzate e non soggette a peggioramento: in questi casi, sarà possibile evitare la visita in Commissione Medica, riducendo sensibilmente il carico burocratico e i tempi di attesa. La misura punta a restituire serenità e continuità nella mobilità personale, senza compromessi sulla sicurezza».
All’evento di Bologna ne seguiranno altri, già programmati a Bari e Milano, e altri ancora in via di definizione al Centro Sud e nel Nord Est del Paese, tutti dedicati in particolare alla formazione nazionale per i componenti delle Commissioni Mediche Locali, che sono segnatamente organi centrali nella valutazione dell’idoneità alla guida. Il nuovo Prontuario richiede infatti competenze aggiornate e uniformi, per garantire valutazioni più eque su tutto il territorio.
Tra le altre novità illustrate a Bologna, notevole interesse ha suscitato l’integrazione delle tecnologie sviluppate dallo CSIMA, il Centro Superiore Integrato per la Mobilità Accessibile dell’ANGLAT, tra cui il simulatore e il valutatore tecnico, per rendere più oggettive e precise le valutazioni delle capacità residue, in particolare per i casi di tetraplegia e di distrofia. Grazie a questi strumenti sarà possibile certificare le forze residue della persona esaminata, evidenziare l’insieme delle capacità dei suoi movimenti e consentire anche percorsi di addestramento sicuri prima della guida su strada.
«La tecnologia non sostituisce la competenza umana – commenta Giorgio Salamati, responsabile del CSIMA -, ma la potenzia, la rende più accurata e giusta. È questo il cuore del nostro lavoro».
«Il forte coinvolgimento dei Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti, della Salute e del Dipartimento per le Politiche in favore delle Persone con Disabilità – dichiara in conclusione Claudio Puppo – testimonia l’interesse strategico che le Istituzioni stanno finalmente riconoscendo al tema. Abbiamo tracciato una rotta, ora il compito di tutti è percorrerla con coerenza, responsabilità e visione». (S.B.)
Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Katia Pallone (katia.pallone@gmail.com).L'articolo Un cambio di paradigma per la mobilità delle persone con disabilità proviene da Superando.
Personale ATA – Avviso -Individuazioni ai fini del conferimento di incarichi a tempo determinato a.s. 2025/2026 – Profilo CS – Esiti convocazioni del 25 settembre 2025 con assegnazione sede
Verso la Riforma della Disabilità sul territorio genovese: alleanza attiva tra istituzioni, associazioni e territorio
Verso la Riforma della Disabilità sul territorio genovese: un’alleanza attiva tra istituzioni, associazioni e territorio: sarà questo il titolo dell’evento in programma per il 29 settembre a Genova, presso la Sala Trasparenza della Regione Liguria, organizzato in collaborazione tra la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) e l’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), che verterà sul ruolo centrale delle Associazioni di persone con disabilità e del Terzo Settore nell’attuazione della Riforma in materia di disabilità, come si evince sin dal titolo scelto.
L’incontro punterà dunque, come detto, a valorizzare il contributo delle organizzazioni di persone con disabilità, delle loro Federazioni e del Terzo Settore nel processo di riforma avviato dalla Legge Delega 227/21 in materia di disabilità, prendendo spunto dai progetti Pronti per l’Indipendenza e Insieme per l’Indipendenza, promossi dalla FISH in collaborazione con i partner FISH Calabria, FISH Friuli Venezia Giulia, AISM, CAPIT, ANFFAS (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo), UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), FAIS (Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati), AVI UMBRIA (Associazione Vita Indipendente), FIADDA (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone sorde e Famiglie) e FIADDA Roma.
«Il 29 settembre a Genova – sottolinea Vincenzo Falabella – vi sarà un momento cruciale nel percorso di attuazione del Decreto Legislativo 62/24, attuativo della Legge Delega 227/21 in materia di disabilità. Tale evento, infatti, riconoscerà in modo inequivocabile il ruolo fondamentale delle Associazioni e del Terzo Settore nel garantire pienamente i diritti delle persone con disabilità. Attraverso le iniziative della nostra Federazione, infatti, e l’applicazione di un modello collaborativo, abbiamo dimostrato che la partecipazione diretta delle persone con disabilità e dei loro caregiver è essenziale per un’implementazione efficace della Riforma. Partendo dunque dall’esperienza positiva della Liguria, l’obiettivo è quello di costruire un modello condiviso che renda la Riforma per la Disabilità una realtà concreta per tutti».
E a proposito di quest’ultimo passaggio evidenziato dal Presidente della FISH, come viene ribadito nella nota di presentazione diffusa dalla Federazione, «l’incontro di Genova rappresenterà anche un’occasione di confronto per definire un modello di collaborazione tra tutti gli attori coinvolti, a partire dalle buone pratiche di amministrazione condivisa e dai patti di sussidiarietà già esistenti in Liguria. L’obiettivo è costruire una strategia comune che supporti la fase di sperimentazione della riforma, che a Genova prenderà il via il 30 settembre».
Dal canto suo, Paolo Bandiera, direttore degli Affari Generali e delle Relazioni Istituzionali dell’AISM, ricorda l’impegno della propria Associazione «nel mettere a disposizione delle Istituzioni coinvolte nella Riforma e dell’intero sistema associativo del territorio l’esperienza e le competenze maturate nel corso degli anni». «Sin dai primi passi della Riforma – afferma infatti -, inclusa la fase di predisposizione dei Decreti Legislativi attuativi e in particolare del Decreto 62/24, ci siamo messi pienamente in gioco per dare il nostro contributo e continuiamo a farlo giorno dopo giorno, partecipando all’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle persone con Disabilità, presso cui coordiniamo il gruppo di lavoro dedicato al Progetto di Vita, vero cuore della Riforma. Lo facciamo inoltre concorrendo al programma di formazione nei territori, facendo informazione e creando consapevolezza sulle tante e positive novità della Riforma, confrontandoci con le Istituzioni a tutti i livelli, nonché lavorando a quattro mani con le reti del territorio e il sistema dei servizi per sperimentare e trovare soluzioni efficaci e partecipate. E, ancora, lo facciamo investendo le nostre competenze ed energie in progettualità come Pronti per l’Indipendenza e Insieme per l’Indipendenza della FISH, per creare condizioni di collaborazione tra Istituzioni e Terzo Settore e agire da abilitatori di processi di innovazione dei servizi che la Riforma innesca e sostiene. E in un territorio come quello genovese e ligure in cui AISM e FISH sono così profondamente radicate non potevamo non essere coinvolti a tutto tondo nel momento di avvio della sperimentazione dal 30 settembre». (S.B.)
A questo link è disponibile il programma completo dell’incontro di Genova. Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@fishets.it.L'articolo Verso la Riforma della Disabilità sul territorio genovese: alleanza attiva tra istituzioni, associazioni e territorio proviene da Superando.
Per “diffondere il messaggio” di passeggiate nella natura inclusive e accessibili
Si chiama SpreadTheMessage (letteralmente “Diffondi il messaggio”) ed è un progetto su disabilità e trekking fatto di passeggiate-intervista, promosso dall’Associazione Sportiva Dilettantistica Ammappa l’Italia, avvalendosi dei fondi dell’8 per mille della Chiesa Valdese. «Durante quattro passeggiate inclusive e accessibili dedicate a persone con disabilità e caregiver – spiegano i promotori – attraverso delle interviste audio costruiremo un racconto sul rapporto tra disabilità ed esperienza in natura».
«In continuità con i nostri progetti WalkInMyShoes-10 passi per l’inclusione e ShareYouPath (“Condividi il tuo percorso”) – aggiungono -, iniziative che hanno portato a linee guida per la mappatura di passeggiate inclusive o accessibili, con SpreadTheMessage vogliamo contribuire ancora una volta a diffondere una corretta cultura della disabilità, realizzando quattro nuove mappature “certificate” come percorsi carrozzabili da inserire nel nostro sito».
Le quattro passeggiate, dunque, si terranno il 28 Settembre nella macchia di Bracciano (Roma), il 15 ottobre nella riserva naturale di Nazzano Tevere-Farfa (Poggio Mirteto, Rieti), il 18 ottobre nella riserva naturale Monte Soratte (Sant’Oreste, Roma) e il 19 ottobre, con una passeggiata urbana ed extraurbana a Viterbo.
Ammappa l’Italia, lo ricordiamo, è un’Associazione che si occupa di trekking e che attraverso iniziative sportive, culturali e sociali, promuove la salvaguardia del patrimonio naturalistico, artistico, paesistico e archeologico nostrano. Da anni, tramite il progetto collaborativo ammappalitalia.it, raccoglie tracciati e percorsi, fornendo liberamente informazioni utili a sostegno della percorribilità lenta del territorio italiano. Le molte esperienze di montagnaterapia promosse dall’organizzazione hanno spinto i soci a immaginare mappature e progetti dedicati al tema della disabilità. (S.B.)
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“Cadamà”, l’imbarcazione “nata accessibile” dei Timonieri Sbandati alle “Régates Royales de Cannes”
Per la prima volta in acque francesi, l’equipaggio inclusivo Cadamà Sailing formato dai soci dell’Associazione Sportiva Dilettantistica I Timonieri Sbandati sta partecipando in questa settimana alle prestigiose Régates Royales de Cannes, evento annuale nato nel 1929, che si tiene nella baia di Cannes e che riunisce una flotta di yacht classici e d’epoca tra i più belli al mondo. Il tutto avverrà a bordo del maxi Sailing Yacht Y Cadamà, con un equipaggio unico nel panorama mondiale delle vele storiche, formato da velisti e navigatori con e senza disabilità, pronto a dimostrare ancora una volta che la passione per il mare non conosce barriere.
Come abbiamo riferito già in diverse occasioni sulle nostre pagine, Cadamà non è un natante “adattato”, ma su progetto di Laurent Giles, è “nato accessibile” alle persone con disabilità motoria, consentendo loro di vivere l’esperienza a bordo in totale autonomia.
Le Régates Royales de Cannes rappresentano un appuntamento straordinario e un palcoscenico internazionale dove si confrontano i migliori equipaggi e le barche più belle del mondo. «Essere presenti qui – dicono dai Timonieri Sbandati – significa portare un messaggio forte di inclusione nel cuore della grande vela storica. Tutti sullo stesso piano, uniti dalla stessa passione per il mare e dal desiderio di condividere esperienze indimenticabili, senza differenze né competizioni di ruolo». (S.B.)
Per ulteriori informazioni: info@itimonierisbandati.it.L'articolo “Cadamà”, l’imbarcazione “nata accessibile” dei Timonieri Sbandati alle “Régates Royales de Cannes” proviene da Superando.
A Salerno la trentottesima panchina azzurra, per sensibilizzare sulla sindrome di Sjögren
Dopo tante panchine inaugurate in Sicilia, a Verona, a Rimini e in varie località del Salernitano, come abbiamo di volta in volta riferito anche sulle nostre pagine, la trentottesima panchina azzurra, nell’àmbito dell’omonimo progetto promosso dall’ANIMASS (Associazione Nazionale Italiana Malati Sindrome di Sjögren), per sensibilizzare sulla sindrome di Sjögren, sta per arrivare proprio nella città di Salerno. Accadrà nel pomeriggio di domani, 26 settembre, presso la sede del Dopolavoro Ferroviario di Salerno (Via Dalmazia, 14, ore 18), nel corso di un incontro patrocinato dallo stesso Dopolavoro Ferroviario e dall’Associazione Art Experience.
L’inaugurazione sarà preceduta da un momento di informazione, sensibilizzazione sulla patologia, con la presentazione del libro fumetto Alice e la sua compagna invisibile e alcune letture di racconti e poesie tratte dal libro di medicina narrativa Dietro la Sindrome di Sjögren.
Saranno presenti Lucia Marotta, presidente dell’ANIMASS, Giacomo D’Orilia, presidente del Dopolavoro Ferroviario di Salerno, Paolo Moscato, reumatologo dell’Ospedale Ruggi di Salerno e Cristina Tafuri, docente di Storia dell’Arte al Liceo Artistico Sabatini-Menna di Salerno. Sono stati altresì invitati l’assessore comunale Alessandro Ferrara, i consiglieri del Dopolavoro Ferroviario, i Presidenti di altre Associazioni e la cittadinanza tutta.
Patologia che colpisce in grande maggioranza le donne (in proporzione di 9 a 1), la sindrome di Sjögren è una malattia autoimmune, sistemica, degenerativa e inguaribile che può attaccare tutte le mucose dell’organismo: occhi, bocca, naso, reni, pancreas, fegato, cuore, apparato cardiocircolatorio, apparato osteo-articolare e polmonare, degenerando spesso in linfoma non-Hodgkin, con conseguenze fatali per il 5-8% delle circa 12.000/16.000 persone malate. Tra le malattie autoimmuni è quella con il più alto rischio di linfoproliferazioni (44 volte superiore alla popolazione generale), oltre a provocare gravi effetti non soltanto sotto l’aspetto clinico e psicologico, ma anche nei confronti della vita sociale e affettiva.
A causa della complessità clinica, una diagnosi precoce e una prevenzione mirata sono sempre molto difficili, ma assolutamente necessarie e per superare questo pesante ostacolo identificativo, è opportuno lavorare in rete per la presa in carico a trecentosessanta gradi delle persone malate. Ed è importante anche la conoscenza tra i giovani, per creare attenzione e accoglienza nei confronti dei coetanei/coetanee colpiti da una malattia rara invisibile come questa, che coinvolge anche la fascia pediatrica. (S.B.)
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Nota ministeriale 205851 del 25 settembre 2025 - DM 182 2025 Cessazioni dal servizio personale scolastico da 1 settembre 2026 - Trattamento quiescenza e previdenza - Indicazioni operative
Decreto ministeriale 182 del 25 settembre 2025 - Cessazioni dal servizio personale scolastico da 1 settembre 2026
Si allarga ancora la rete associativa della Federazione FISH
Nata nel 2001 come ONLUS e oggi APS-ETS (Associazione di Promozione Sociale-Ente di Terzo Settore), l’Associazione Famiglie SMA è ormai da anni in prima linea per combattere l’atrofia muscolare spinale (SMA), malattia genetica rara, e nel corso del tempo è via via cresciuta, sino a diventare un punto di riferimento per medici e ricercatori scientifici e per tutte le famiglie di bambini e adulti con la SMA.
Proprio in questi giorni Famiglie SMA ha aderito alla FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), contribuendo quindi ad allargarne ulteriormente la rete associativa. «Il nostro impegno per i diritti delle persone con disabilità e famiglie si rafforza ancora di più – commentano dalla FISH -: insieme, uniamo le forze per un futuro di inclusione e diritti per tutti e tutte». (S.B.)
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Personale ATA – Profilo di Collaboratore Scolastico – Disponibilità sedi per conferimento incarichi a tempo determinato – a.s. 2025/2026
Al lavoro per il terzo anno, con l’obiettivo di far “Cambiare sguardo” sulla disabilità
Si rinnova anche quest’anno, per la terza volta, l’impegno di CBM Italia – organizzazione che opera per la salute, l’educazione, il lavoro e i diritti delle persone con disabilità in Italia e nel mondo – all’interno della scuola, con il progetto educativo Cambiamo sguardo: dire, fare, parlare di disabilità, realizzato in collaborazione con LEDHA Milano (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità), l’Istituto dei Sordi di Torino e il CeDiSma dell’Università Cattolica di Milano (Centro Studi e Ricerche sulla Disabilità e Marginalità), con l’obiettivo di promuovere la cultura dell’inclusione a partire dal linguaggio, sostenere i diritti delle persone con disabilità e costruire classi inclusive (se ne leggano i nostri resoconti relativi alle prime due edizioni a questo e a questo link).
Solo per citare qualche dato, nell’anno scolastico 2024-2025 sono state oltre 500 le scuole e le altre istituzioni che hanno aderito al progetto, coinvolgendo 16.000 persone tra studenti, genitori, personale scolastico e professionisti del mondo dell’educazione di tutta Italia.
Rivolta alle scuole di ogni ordine e grado, alle famiglie, ai contesti extrascolastici come le Associazioni, gli Enti, le Istituzioni culturali, le Università e a chiunque altro desideri approfondire il tema della disabilità, l’iniziativa parte anche quest’anno dalle stesse basi degli anni scorsi, ossia dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ritenuto uno strumento indispensabile per promuovere e tutelare i diritti delle persone con disabilità e contrastare stereotipi, luoghi comuni e comportamenti che generano stigma ed emarginazione.
Uno degli incontri realizzati lo scorso anno nell’àmbito di “Cambiamo sguardo”«Ma cos’è una classe inclusiva? – chiedono e si chiedono da CBM Italia -: è un ambiente in cui studenti e studentesse, con e senza disabilità, si sentono accolti, ascoltati e valorizzati, dove l’insegnante facilita il dialogo e la collaborazione, l’aula si trasforma in base alle diverse esigenze e i banchi diventano isole per facilitare l’interazione. Per favorire la nascita di una classe inclusiva, esistono preziosi strumenti che aiutano a creare quel clima sereno in classe, basato su rispetto, fiducia e accettazione delle differenze. Sono per esempio il Circle Time, che stimola l’espressione emotiva; il Cooperative Learning, che incoraggia il lavoro di gruppo; il Peer Tutoring, basato sul sostegno tra pari. Ebbene, tutte queste metodologie vengono raccontate da Cambiamo sguardo nel modulo dedicato alla didattica inclusiva sotto forma di una video lezione della durata di 20 minuti. Oltre poi a questa sezione, la formazione online del progetto propone anche moduli sul linguaggio inclusivo, la Convenzione ONU e l’Agenda ONU 2030».
«La seconda parte di Cambiamo sguardo – proseguono da CBM Italia – è composta invece dal kit operativo, ovvero attività didattiche, giochi e laboratori che favoriscono il confronto e la partecipazione consapevole di tutti, la riflessione sulle diseguaglianze, il parlare di disabilità con naturalezza e rispetto. Per la sua natura digitale, il progetto è strutturato in modo da poter essere svolto in qualsiasi momento dell’anno e in autonomia. Bisognerà attendere invece la primavera per partecipare al nuovo ciclo di workshop che vedrà tra le protagoniste due donne che sapranno offrire interessanti spunti sul tema dell’inclusione, vale a dire Marina Cuollo, scrittrice e consulente D&I (Diversity & Inclusion), che accompagnerà i partecipanti tra le diverse forme di accessibilità, da quella digitale a quella fisica, e Anna Rossi, presidente della UILDM di Milano (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), che affronterà il tema dell’autonomia delle persone con disabilità, dal diritto allo sport e al tempo libero, alla scelta di come organizzare la propria quotidianità».
«Contribuire alla costruzione di una società più equa e consapevole è alla base di questo nostro progetto – sottolinea Massimo Maggio, direttore di CBM Italia:- con Cambiamo sguardo, infatti, vogliamo coinvolgere studenti e studentesse a riflettere sulle parole, a mettersi nei panni dell’altro, a cambiare punto di vista, per rendere la classe, ma non solo, un luogo accogliente in cui ciascuno – con e senza disabilità – possa partecipare attivamente e sviluppare le proprie potenzialità». (S.B.)
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La malattia di Fabry tra gravidanza e menopausa
«La gestione della malattia di Fabry nella donna in età adulta si confronta con due fasi critiche e spesso trascurate: la gravidanza e la menopausa. Questi momenti di profonda trasformazione fisica e ormonale pongono interrogativi clinici, etici e personali ancora poco affrontati dalla letteratura scientifica. Ad oggi, infatti, mancano linee guida strutturate che aiutino medici e pazienti a orientarsi nella pianificazione della gravidanza, nella gestione dei sintomi durante la gestazione e l’allattamento o nel trattamento della menopausa. I pochi studi disponibili sono spesso eterogenei e non sufficientemente rappresentativi»: per fornire dunque un utile quadro informativo su tali temi, l’AIAF (Associazione Italiana Anderson-Fabry), in collaborazione con Sanofi e con il supporto dell’OMaR (Osservatorio Malattie Rare), ha promosso, per la mattinata del 27 settembre, l’incontro online denominato La malattia di Fabry tra gravidanza e menopausa. Tappe cruciali, scelte consapevoli e presa in carico personalizzata, per cercare appunto di colmare un vuoto informativo e clinico, offrendo un’occasione di confronto tra specialisti, pazienti e caregiver.
«Discutere di gravidanza e menopausa nella donna con Fabry – sottolineano dall’OMaR – significa infatti riconoscere l’importanza di un approccio personalizzato, rispettoso dei desideri e delle esigenze della persona e orientato a migliorare l’autonomia decisionale e la qualità della vita».
Si parla, ricordiamo in conclusione, di una malattia genetica (nome completo malattia di Anderson-Fabry), causata da accumulo lisosomiale e dovuta alla carenza dell’enzima alfa-galattosidasi A, ciò che porta all’accumulo di glicosfingolipidi nei tessuti viscerali e nell’endotelio vascolare di tutto l’organismo, con danni a livello renale, cardiaco e del sistema nervoso centrale, tali da compromettere qualità e aspettativa di vita. I sintomi sono dolori anche molti forti agli arti (acroparestesie dolorose), febbre, stanchezza e intolleranza agli sforzi, al caldo e al freddo eccessivi, talvolta anche disturbi dell’udito e della vista, sintomi non specifici che rendono piuttosto difficile la diagnosi la quale può arrivare in età adulta, anche con grande ritardo. (S.B.)
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Aprire la scienza a tutti e tutte, promuovendo equità e inclusione
Nel corso di un incontro alla fine di giugno a Bologna, segnalato anche sulle nostre pagine, è stato presentato il progetto Scienza senza barriere, iniziativa promossa dalla Società G-LAB Impresa Sociale, che ha come obiettivo l’accessibilità delle attività didattiche nei laboratori scientifici dell’Opificio Golinelli del capoluogo emiliano, al fine di permettere a studenti e studentesse con disabilità visive, uditive, motorie, cognitive e neurodivergenza di fruire pienamente delle varie proposte (a questo link è disponibile una scheda sui laboratori del progetto).
Finanziata tramite il Bando della Regione Emilia Romagna per i Progetti di innovazione sociale, l’iniziativa può anche contare sulla partnership con una serie di organizzazioni del tutto degne di nota, quali l’Associazione La Girobussola, la Fondazione ASPHI, la Cooperativa Accaparlante, la Fondazione Gualandi A Favore Dei Sordi e il Dipartimento di Scienze dell’Educazione G.M. Bertin dell’Università di Bologna.
Ne abbiamo parlato con Eugenia Ferrara, presidente di G-Lab Impresa Sociale e vicedirettrice della Fondazione Golinelli.
Proviamo innanzitutto a spiegare ancor più nel dettaglio in cosa consiste esattamente il progetto Scienza senza barriere.
«Si tratta di un’iniziativa promossa da G-LAB Srl Impresa Sociale, braccio operativo della Fondazione Golinelli di Bologna per le attività formative e didattiche. Nasce dalla volontà di tradurre in azione un principio che da sempre guida la Fondazione: la conoscenza e la cultura scientifica devono essere accessibili a tutti e tutte, senza eccezioni né barriere.
Ogni anno, l’Opificio Golinelli accoglie oltre 100.000 studentesse e studenti da tutta Italia nei laboratori di scienze, ma non tutti riescono a vivere pienamente l’esperienza a causa di ostacoli legati a disabilità visive, uditive, motorie, cognitive o a condizioni di neurodivergenza. Scienza senza barriere interviene proprio qui, con l’obiettivo di ripensare gli spazi, gli strumenti e la didattica in chiave inclusiva, affinché ogni ragazza e ogni ragazzo possa avere accesso alla stessa qualità di apprendimento.
Il progetto è stato selezionato e sostenuto dalla Regione Emilia Romagna nell’ambito del Bando per i Progetti di Innovazione sociale. I Fondi Europei hanno reso possibile un lavoro di coprogettazione con esperti di tecnologie assistive, ma l’iniziativa nasce innanzitutto dalla missione educativa e culturale che la Fondazione Golinelli porta avanti da decenni: aprire la scienza a tutti e tutte, promuovendo equità e inclusione. Concretamente, l’innovazione si concentra su quattro laboratori didattici già molto apprezzati dalle scuole – DNA fingerprinting, Trasformazione batterica, Chimica e biologia della digestione, Acqua agli sgoccioli – scelti come casi pilota per sperimentare soluzioni replicabili sull’intero catalogo di attività».
Ma come viene declinata l’iniziativa a seconda delle diverse disabilità?
«L’approccio è multilivello e personalizzato: non si tratta infatti di un intervento unico valido per tutti, ma di un insieme di soluzioni progettate per rispondere ai diversi bisogni educativi, con l’idea che ciò che nasce per abbattere una barriera finisca spesso per migliorare l’esperienza di tutte e tutti.
E quindi, per quanto concerne le disabilità visive, si parla di mappe tattili e modelli 3D per comprendere concetti complessi, fogli anatomici in Braille per esplorare la disposizione degli organi, provette tattili con indicatori di livello per partecipare in autonomia agli esperimenti.
Rispetto invece alle disabilità uditive, gli interventi riguardano impianti audio dotati di microfoni e casse, sistemi di riconoscimento vocale che producono sottotitoli in tempo reale durante le spiegazioni, materiali visivi di supporto, schemi e infografiche che affiancano la didattica orale.
E ancora, per le disabilità motorie, spazi riorganizzati per consentire movimenti fluidi, tavoli regolabili in altezza, eliminazione di barriere fisiche che rende i laboratori fruibili anche a chi utilizza una sedia a ruote.
Infine, riguardo alle disabilità cognitive e alle neurodivergenze, qui si agisce sulla semplificazione del linguaggio, su percorsi didattici suddivisi in micro-fasi, su materiali di supporto accessibili con icone, su riassunti e contenuti visivi complementari, nonché sulla creazione di “spazi sicuri” per chi necessita di momenti di decompressione.
Questa cura nel progettare l’accessibilità non si limita a fornire strumenti tecnici, ma rappresenta un vero cambio di prospettiva: la scienza, infatti, non è un sapere da cui alcune persone devono sentirsi escluse, ma un terreno comune dove tutte e tutti hanno diritto di sperimentare, scoprire e appassionarsi».
Tra le organizzazioni partner ce ne sono alcune che costituiscono “presenze costanti” anche sulle nostre pagine, tra cui, ad esempio, le Fondazioni ASPHI e Gualandi, la Cooperativa Accaparlante, l’Associazione Girobussola. Qual è il loro ruolo nel progetto?
«ASPHI, Gualandi, Accaparlante e Girobussola sono stati partner fondamentali per la realizzazione del progetto: G-LAB ha scelto di coinvolgerli per avere un team che potesse portare esperienza, competenza e conoscenza per ciascuna tipologia di disabilità. Hanno partecipato in prima persona, come consulenti, all’osservazione o alla fruizione delle attività didattiche, con l’obiettivo di individuare le barriere esistenti, per poi proporre soluzioni di tipo metodologico, pratico e strumentale che potessero abbattere gli ostacoli individuati. Inoltre Girobussola, nella persona della sua fondatrice e presidente Marta Giacomoni, ha svolto anche il ruolo di supporto strategico a G-LAB per la definizione del piano di lavoro operativo e ha seguito l’andamento delle attività realizzate dai partner, facilitando la connessione tra le diverse azioni.
A sostegno del lavoro di tutto il team, abbiamo avuto la collaborazione del Dipartimento di Scienze dell’Educazione G.M. Bertin dell’Università di Bologna, nelle persone delle professoresse Aurora Ricci e Valeria Friso, finalizzata al monitoraggio e alla valutazione dell’impatto sociale, con l’obiettivo di garantire una comprensione chiara e sistematica delle ricadute del progetto sulla comunità destinataria e sull’ecosistema educativo in generale».
Sono previsti, in conclusione, nuovi momenti di presentazione dedicati al progetto?
«Sì, Scienza senza barriere è stato presentato il 18 settembre scorso e sarà nuovamente al centro di un appuntamento del 30 settembre, insieme alle altre attività didattiche per il nuovo anno scolastico. Ci teniamo che l’iniziativa venga raccontata nello stesso contesto delle nuove proposte, perché rappresenta a pieno titolo parte integrante della nostra offerta formativa. In questo modo, gli insegnanti hanno già potuto conoscerla e potranno ancora sperimentarla accanto alle altre esperienze, cogliendone naturalmente il valore inclusivo. Per chi desidera approfondire o rimanere aggiornato sui percorsi dedicati, tutte le informazioni sono sempre disponibili sul sito di Fondazione Golinelli. Da quest’anno scolastico, inoltre, le scuole possono prenotare direttamente i laboratori di Scienza senza barriere, avendo così l’opportunità di accedere a un’offerta ancora più inclusiva e calibrata sui diversi bisogni educativi».
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Nota ministeriale 7254 del 24 settembre 2025 - Viaggi istruzione - Indicazioni operative as 2025 2026
Un corso in Campania, per consentire a persone con disabilità visiva di utilizzare in autonomia dispositivi digitali
Partirà l’8 ottobre a Sant’Anastasia (Napoli) e ci si potrà iscrivere gratuitamente (fino ad esaurimento posti) entro il 30 settembre, il corso NATIVIDigitali! (Accessibilità per tutti. Nessuno escluso!), promosso dalla Società Cooperativa Sociale campana Projenia e dall’ADAC (Associazione Diersamente Abili Campania), componente, quest’ultima, della Rete CIVES, avvalendosi di un co-finanziamento della Regione Campania.
«L’iniziativa – spiegano i promotori – nasce con l’obiettivo di favorire l’inclusione sociale delle persone con disabilità visiva, abbattendo le barriere immateriali e materiali di tipo comunicativo e informativo. Attraverso un percorso di formazione specifico, infatti, i partecipanti impareranno a utilizzare in autonomia dispositivi digitali come smartphone e tablet, strumenti indispensabili nella vita quotidiana per comunicare, informarsi e accedere ai servizi».
Il corso si terrà presso la sede di Sant’Anastasia dell’ADAC (Via Capodivilla, 233) e coinvolgerà un massimo di 15 partecipanti, suddivisi in piccoli gruppi, per garantire un apprendimento personalizzato ed efficace. Le lezioni si svolgeranno principalmente di pomeriggio, con la possibilità di organizzare attività anche al mattino (martedì o giovedì), in base alle esigenze dei gruppi.
«Con questo progetto – aggiungono gli organizzatori – vogliamo offrire a ciechi e ipovedenti un’opportunità concreta per accrescere l’autonomia personale e l’inclusione sociale, attraverso le nuove tecnologie che oggi rappresentano un ponte fondamentale verso la piena partecipazione». (S.B.)
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Formazione e inserimento lavorativo di sei tecnici tifloinformatici con disabilità visiva
Nata con l’obiettivo di sostenere le persone con disabilità visiva, promuovendone l’inclusione sociale e migliorandone la qualità della vita, la Fondazione ConTatto di Roma ha promosso un percorso di formazione e inserimento lavorativo rivolto appunto a persone con disabilità visiva e finalizzato all’assunzione di sei tecnici tifloinformatici che saranno inseriti nei propri servizi socio-occupazionali.
Le candidature sono aperte fino al 4 ottobre e per partecipare è necessario disporre della cittadinanza italiana o di uno Stato Membro dell’Unione Europea, del diploma di maturità, dello stato di disoccupazione, di una disabilità visiva riconosciuta come da Legge 138/01 e di una DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) antecedente al 19 settembre 2025. (S.B.)
Ringraziamo l’ADV (Associazione Disabili Visivi) per la segnalazione.
Tutti i dettagli e il form per la candidatura sono disponibili a questo link.L'articolo Formazione e inserimento lavorativo di sei tecnici tifloinformatici con disabilità visiva proviene da Superando.































