Centri Territoriali di Supporto B.E.S. - Calabria
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Quando l’inclusione resta fuori dall’ufficio

Superando - 28 Agosto 2026 - 5:18pm

«L’inclusione – scrive Marco Macrì – non si misura dalle fotografie delle inaugurazioni o dai comunicati stampa. Si misura quando una madre entra in un ufficio con un figlio fragile e trova un’amministrazione capace di adattare le procedure alla persona, non la persona alle procedure. Perché se alla fine l’unica risposta che il sistema riesce a dare è «prenda il numerino e aspetti», allora non è la famiglia ad avere trovato una porta chiusa, ma è l’inclusione ad essere rimasta fuori dall’ufficio» Il giovane con disabilità al quale si sarebbe potuta certamente evitare la lunga attesa all’Anagrafe di Genova

Esistono due Italie. Quella raccontata nei convegni sull’inclusione, nelle conferenze stampa, nei manifesti istituzionali e nelle campagne sulla disabilità. E poi c’è quella reale, dove una persona con disabilità grave deve dimostrare di sapersi adattare ai tempi della burocrazia. Qualche settimana fa, presso l’Ufficio Anagrafe di Genova, è andata in scena l’ennesima rappresentazione di questa distanza.
Una madre si presenta con il proprio figlio, persona con disabilità grave e non autosufficiente, accompagnato dall’assistente che quotidianamente lo supporta. Non è una visita di cortesia: deve semplicemente rinnovare la carta d’identità. Il ragazzo soffre di importanti problematiche comportamentali. Restare in un ambiente chiuso, attendere a lungo, gestire rumori e persone, per lui non è una questione di pazienza. È una condizione che può trasformarsi rapidamente in una crisi. Circostanza già rappresentata agli uffici anche in passato.
Prima di recarsi all’Anagrafe, la madre si informa e riceve rassicurazioni sulla possibilità di presentarsi in mattinata. Arrivati sul posto, però, la risposta cambia: bisogna prendere il numerino e attendere il proprio turno. Come tutti.
Peccato che la disabilità grave non funzioni a numeri progressivi. Durante l’attesa, infatti, il ragazzo si getta più volte a terra, tenta ripetutamente di uscire dall’ufficio e vive un evidente stato di agitazione. La madre e l’assistente cercano di gestire una situazione sempre più difficile davanti agli occhi di tutti. Nessuna soluzione organizzativa. Nessun accomodamento. Nessuna valutazione del caso concreto.
A risolvere la situazione non è stata l’amministrazione, ma un cittadino, che con un gesto di semplice civiltà, ha ceduto il proprio turno.
Il dettaglio più emblematico arriva però dopo. Una volta iniziata la pratica, l’operatore comunica che la presenza del ragazzo non è più necessaria: era sufficiente il riconoscimento visivo iniziale. Tradotto: tutta quella lunga attesa avrebbe potuto essere evitata o ridotta al minimo con un’organizzazione diversa.
Ed è proprio questo il punto. Nessuno pretende privilegi. Si chiede soltanto che il principio dei ragionevoli accomodamenti previsto dalla normativa non resti uno slogan buono per i convegni, ma trovi applicazione anche dietro lo sportello di un ufficio pubblico.
L’inclusione non si misura dalle fotografie delle inaugurazioni o dai comunicati stampa. Si misura quando una madre entra in un ufficio con un figlio fragile e trova un’amministrazione capace di adattare le procedure alla persona, non la persona alle procedure. Perché se alla fine l’unica risposta che il sistema riesce a dare è «prenda il numerino e aspetti», allora non è la famiglia ad avere trovato una porta chiusa, ma è l’inclusione ad essere rimasta fuori dall’ufficio. 

*Portavoce di Genova Inclusiva e referente nazionale della Rete Caregiver e Disabilità Italia (marcopompierege@gmail.com).

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Personale Docente- incarichi a T.D. a.s. 2026/27 – Decreto Conferma su posti di sostegno

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 28 Agosto 2026 - 5:09pm

Storie di amore e di cura tra nonni, nonne e nipoti con sindrome di Down

Superando - 28 Agosto 2026 - 4:56pm

Non solo i bambini, ma anche i giovani e gli adulti con sindrome di Down trovano nell’estate l’occasione e il tempo di coltivare il legame con i nonni e in questo di apprendere, ma anche di dare e rendersi utili. Diamo dunque spazio ad alcuni bei racconti proposti dall’AIPD (Associazione Italiana Persone con sindrome di Down), che testimoniano il valore di questo legame, capace di offrire a tutti, giovani e anziani, una possibilità vitale: quella di rendersi utili, indipendentemente dall’età e dalle condizioni Charlotte e Hannah con i loro familiari (©AIPD Nazionale)

Per le persone anziane l’estate è caldo, fatica, a volte solitudine. Uscire di casa è un problema, dormire bene è difficile. Spesso se ne parla come di un’emergenza e i bollini rossi sono ancora più rossi, quando si rivolgono alle persone ultrasettantenni. I figli adulti alle prese con il lavoro fanno quel che possono e soprattutto se sono lontani non possono più di tanto. Allora i nipoti, per chi li ha, sono una risorsa preziosa: per bambini e ragazzi il tempo estivo è più disteso ed è più facile – per i più piccoli spesso provvidenziale – condividerlo con i nonni.
Così l’estate è per molti il tempo in cui la famiglia torna ad allargarsi, con beneficio di tutti, ma se questo è vero per tutte le famiglie, lo è anche per quelle della nostra Associazione [AIPD-Associazione Italiana Persone con sindrome di Down, N.d.R.]: non solo i bambini, ma anche i giovani e gli adulti con sindrome di Down trovano nell’estate l’occasione e il tempo di coltivare il legame con i nonni e in questo di apprendere, ma anche di dare e rendersi utili.
Qui di seguito, grazie alla collaborazione delle nostre Associazioni territoriali, abbiamo messo insieme alcuni racconti, che con le parole e le immagini testimoniano il valore di questo legame, capace di offrire a tutti, giovani e anziani, una possibilità vitale: quella di rendersi utili, indipendentemente dall’età e dalle condizioni.

Charlotte e Hannah, voci di nipoti
Charlotte e Hannah sono due sorelle di 16 e 12 anni, entrambe con sindrome di Down. Vivono a Roma ma sono francesi e l’estate è il momento per stare con i nonni: Bernard, Babette e Pascal. Uno di loro ha 76 anni e l’Alzheimer.
«Sono Hannah, ho 12 anni. Sono andata in Francia dai nonni. Sono andata al parco. Ho aiutato grand-père a camminare fino alla spiaggia. L’ ho anche aiutato a mettere le scarpe e a sedersi». E Charlotte dice chiaramente: «Sono andata in Francia per aiutare i nonni. Ho fatto la spesa con la nonna, sono andata al mare e al bar. Ho cucinato, ho messo a posto la cucina dopo pranzo, ho anche preparato la colazione del nonno, ho disegnato perché mio nonno è un pittore».

Michela insieme ai nonni (©AIPD Nazionale)

Gabriella, nonna innamorata: «Michela è il nostro pilastro!»
Michela ha 9 anni ed è «impegnatissima. Tra scuola, attività sportive, terapie bisettimanali e le tante giornate in gita con tutta la sua numerosa famiglia, non riusciamo in estate a stare con lei per molto tempo, ma ogni volta che l’AIPD di Roma organizza visite a mostre o a luoghi particolari, partecipiamo con molto entusiasmo anche noi nonni, constatando ogni volta il suo interesse e il suo grande entusiasmo! Michela ha un carattere meraviglioso ed è attenta a tutte le novità»: a parlare della nipotina con un affetto di cui forse solo una nonna è capace è Gabriella, che ricorda così la nascita di Michela: «Sei arrivata come “una stellina a forma di bambina”, come disse il tuo fratellino maggiore appena ti vide per la prima volta! Quel giorno c’eravamo anche noi nonni, con le manine dei tuoi 6 fratellini che accarezzavano i vetri che li separavano da te. Loro già sapevano vedere “oltre”: l’immagine di chi è felice di essere venuto al mondo con la forza del tuo animo da combattente, grande Michela!».
E continua Gabriella: «Sei sempre il pilastro, il centro della tua/nostra bellissima famiglia che è tale anche, e forse soprattutto, grazie a te che vivi sempre con gioia autentica ogni festa, da Natale ai compleanni, alle semplici passeggiate, in complicità e ironia che ti rendono adorabile! Non cambiare mai, tesoro prezioso dei nonni!».

Andrea insieme al nonno (©AIPD Nazionale)

I nonni e Andrea, custodi ed erede di tradizioni
Andrea ha 35 anni e vive a Mestre. I suoi nonni vivono in parte a Venezia, in parte in Abruzzo e «da ciascuno di loro ha ereditato qualcosa di prezioso: le tradizioni di famiglia, i valori, i racconti, i gesti semplici e l’importanza dello stare insieme. Tutto questo ha contribuito a costruire il suo carattere e il suo modo di vivere le relazioni», racconta la mamma, Paola.
«Andrea è cresciuto circondato dall’amore dei suoi nonni: per loro non è mai stato “il nipote con la sindrome di Down”, ma semplicemente Andrea, un nipote da amare senza riserve. Lo hanno accolto con un affetto infinito, accompagnandolo nella crescita con pazienza, tenerezza e tanta dedizione. Oggi che è adulto, porta con sé un bagaglio ricco di amore, ricordi e tradizioni. È un patrimonio che custodisce con orgoglio e che restituisce ogni giorno ai due nonni che sono ancora al suo fianco: la nonna paterna e il nonno materno. A loro dedica lo stesso affetto sincero e incondizionato che ha ricevuto per tutta la vita, in un legame fatto di cura, gratitudine e amore reciproco. Grazie a loro, Andrea ha vissuto la sua “venezianità” e la sua “meridionalità”».

Tommy insieme ai nonni (©AIPD Nazionale)

Tommy e i nonni, una squadra preziosa per una mamma single
Carla e Paolo sono diventati nonni giovanissimi: lui aveva 53 anni, lei neanche 49. Era il 1999 quando si sono ritrovati tra le braccia Tommaso, una chioma di capelli rossi, la sindrome di Down e una mamma di 22 anni appena compiuti. Ed è lei, Giulia, che da Roma ci racconta quanto il legame tra Tommaso e i nonni sia stato cruciale per permettere anche a lei diventare “grande”, di essere mamma, senza rinunciare a essere giovane. «Quel cucciolo rosso – ricorda – divenuto oggi un giovane uomo di 27 anni, ha cambiato la vita di una famiglia intera, che attorno a lui ha costruito ponti di amore, sacrificio e dedizione. Tommaso è la gioia più grande di nonno Paolo e nonna Carla, che a lui hanno dedicato quegli anni della vita nei quali ti senti appena libero dall’impegno di aver cresciuto i tuoi figli».
«Grazie al loro supporto, io ho potuto terminare gli studi, trovare una casa in cui vivere col mio piccolo Tommy, mantenere quel minimo di vita sociale che i miei 22 anni vedevano perdersi del tutto. Anche grazie al loro sostegno ho potuto divenire la mamma che sono. Anche grazie al loro amore, Tommaso è potuto crescere nella sicurezza di non essere mai solo», assicura.
«È difficile scegliere tra i cento ricordi di questi 27 anni… nonno Paolo che lo accompagna alla scuola materna, nonna Carla che sceglie per lui le insegnanti migliori, le vacanze in Austria e gli immancabili panini di nonno, le vacanze al mare e la crema spalmata dalla nonna, nonno Paolo che lo aspetta il venerdì sera fuori dalla scuola di ballo, nonna Carla che lo accompagna alle lezioni di logopedia, la festa per il diploma e per i 18 anni , le serie TV riviste mille volte, i Natali in trepidante attesa dei regali».
E poi Giulia si rivolge ai nonni con un augurio che è anche una promessa: «Ora state invecchiando, lui crescendo, che vi sia di sostegno come voi lo siete stati con lui, nell’amore e nella dedizione profonda. Vi amiamo infinitamente, mille volte grazie!».

Emanuele con la nonna (©AIPD Nazionale)

Emanuele e i nonni: quando l’amore diventa cura
Emanuele è nato a Palermo 11 anni dopo sua sorella. «Il rapporto con i nonni, Pina e Gaetano, fu subito speciale – assicura la mamma Alessandra -. Non sono stati i “nonni della domenica”, sono stati casa, presenza, quotidianità. Grazie a loro Emanuele è cresciuto dentro una famiglia grande, rumorosa, e soprattutto dentro la casa dei nonni. Con loro ha imparato il mondo. Con i nonni ha girato. Ha visto città nuove, culture diverse, posti che per molti restano solo sui libri. Con loro è entrato a teatro per la prima volta, seduto in platea a bocca aperta, a battere le mani anche fuori tempo. Con loro ha capito che la vita si può guardare con curiosità, sempre».
Oggi Emanuele è cresciuto, è quasi maggiorenne, mentre «nonno Gaetano è invecchiato: ha 85 anni e le forze non sono più quelle di una volta – racconta ancora Alessandra -. I ruoli, piano piano, si sono invertiti. Oggi è Emanuele che accudisce il nonno. Con un’attenzione che non si insegna. Gli sistema la coperta, gli porta l’acqua, gli parla piano. Hanno un rapporto simbiotico, si capiscono con uno sguardo. La sera guardano la TV insieme sul divano, spalla a spalla, come hanno sempre fatto. E ogni giorno, alle ore 15 in punto, recitano il Rosario: Pina, Gaetano ed Emanuele. Una routine sacra che non si salta».
Anche per Pina, Emanuele è oggi un riferimento fondamentale: «In questo periodo è un po’ più triste, vedendo il declino di suo marito Gaetano. È lì che entra Emanuele. Con una battuta, con una carezza, con il suo modo di sdrammatizzare. La coccola e le strappa un sorriso, anche nelle giornate più grigie. Perché lui ha imparato dai nonni a non mollare. E ora insegna la stessa cosa a loro».
Conclude Alessandra: «Quando Emanuele è nato, ci sembrava che fosse arrivato “in ritardo”: invece era arrivato proprio nel momento giusto, per quei nonni che hanno scelto di crescerlo con il mondo in valigia e il teatro nel cuore. E di un amore che oggi fa il giro completo: quello che hanno dato, ora lo ricevono indietro. Un amore unico. Quello di tutti i giorni».

*Associazione Italiana Persone con sindrome di Down.

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Personale ATA – Pubblicazione esiti operazioni di mobilità interprovinciale a.s. 2026-2027

Ultime da A. T. P. Cosenza - 28 Agosto 2026 - 4:43pm

      Allegati m_pi.AOOUSPCS.REGISTRO UFFICIALE(U).0012767.28-08-2026 (1) (136 kB)Esiti (335 kB)

Personale ATA – Pubblicazione disponibilità per le operazioni di mobilità interprovinciale a.s. 2026-2027

Ultime da A. T. P. Cosenza - 28 Agosto 2026 - 4:34pm

      Allegati m_pi.AOOUSPCS.REGISTRO UFFICIALE(U).0012766.28-08-2026 (169 kB)DISPONIBILITA' PER INTERPROVINCIALE (106 kB)

GPS 2026/2028 – Pubblicazione esiti conferme per la continuità sostegno a.s. 26/27

Ultime da A. T. P. Cosenza - 28 Agosto 2026 - 3:59pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

GPS 2026/2028 – Pubblicazione rettifica disponibilità per incarichi TD

Ultime da A. T. P. Cosenza - 28 Agosto 2026 - 3:47pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

Mobilità di fatto docenti A.S. 2026-27. Rettifiche assegnazioni provvisorie interprovinciali AM12

Ultime da A. T. P. Cosenza - 28 Agosto 2026 - 3:13pm

Allegati rettifica ass. interprov. AM12 (178 kB)m_pi.AOOUSPCS.REGISTRO UFFICIALE(U).0012749.28-08-2026 (226 kB)

Personale ATA – Decreto di rettifica della graduatoria definitiva delle Posizioni Economiche per la Valorizzazione Professionale – Profilo AA (Prima Posizione)

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 28 Agosto 2026 - 2:19pm

Il mio viaggio tra ostacoli, amore e conoscenza

Superando - 28 Agosto 2026 - 1:52pm

«Molto spesso – scrive Mino Mammolenti, raccontando un po’ della sua vita, contraddistinta sin da subito da una diagnosi complessa – le limitazioni più gravose che una persona con disabilità si trova ad affrontare non derivano dalla propria condizione biologica, ma dall’ambiente sociale. E comprendere la disabilità significa superare i pregiudizi, abbattere le barriere culturali e promuovere una reale cultura dell’inclusione basata sul rispetto, sullo studio e sulla conoscenza diretta dei fatti» Kalu Uche (Karis), “Journey of Life” (“Il viaggio della vita”), 2021 (©Art Majeur)

Vorrei raccontare a tutti un po’ della mia vita, un cammino cominciato in salita fin dal primo istante. Sono nato con una diagnosi complessa, tetraparesi spastica, e fin da subito la sofferenza ha bussato alla mia porta, costringendomi a intraprendere un percorso lungo, articolato e spesso doloroso, fatto di continui “viaggi della speranza” e di numerosi interventi chirurgici nel corso degli anni.
Eppure, in questo viaggio lungo e tortuoso, non sono mai stato solo. Accanto a me ho sempre avuto due pilastri incrollabili, i miei genitori che con straordinaria dedizione, affetto profondo e un amore incondizionato, mi hanno accompagnato passo dopo passo, sostenendomi in ogni ricovero, in ogni sala d’attesa e in ogni riabilitazione, trasformando le difficoltà in momenti di unione.

Tuttavia, nonostante le barriere fisiche e le sfide quotidiane imposte dalla disabilità, non ho voluto che la mia vita si fermasse alla condizione medica. Ho vissuto bellissime esperienze, ho viaggiato, ho incontrato persone straordinarie e ho costruito ricordi preziosi. La disabilità fa parte di me, ma non ha mai definito l’intero perimetro delle mie possibilità.
Credendo però che non si possa parlare di disabilità senza conoscere davvero l’argomento e che la vera barriera non sia solo il deficit fisico, ma anche l’ignoranza e la mancanza di conoscenza da parte di chi giudica dall’esterno, con il passare degli anni io stesso ho avvertito un forte desiderio di risposte e sentito l’esigenza profonda di studiare da vicino il mondo della disabilità, affrontandolo non solo come un vissuto personale, ma anche con approccio analitico e culturale. Volevo e voglio capire da dove arrivano davvero i nostri reali deficit fisici e dove, invece, iniziano i limiti imposti dall’esterno.
Molto spesso, infatti, le limitazioni più gravose che una persona con disabilità si trova ad affrontare non derivano dalla propria condizione biologica, ma dall’ambiente sociale. Derivano dall’incompetenza intesa nel suo senso letterale: la mancanza di conoscenza e di familiarità con il tema.
È quindi fondamentale ribadirlo con forza: non si può parlare o giudicare se non si conosce a fondo l’argomento.

A questo punto, avere raccontato un po’ della mia storia non è servito certo a cercare compassione, ma a cercare di costruire un ponte di consapevolezza: comprendere la disabilità significa infatti superare i pregiudizi, abbattere le barriere culturali prima ancora di quelle architettoniche e promuovere una reale cultura dell’inclusione basata sul rispetto, sullo studio e sulla conoscenza diretta dei fatti.

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Il “Piano Casa” e le persone con disabilità

Superando - 28 Agosto 2026 - 1:20pm

Il cosiddetto “Piano Casa”, entrato in vigore con la Legge 116/26, interviene sul diritto all’abitare delle persone con disabilità promuovendo da un lato un modello abitativo maggiormente inclusivo, imponendo cioè che gli interventi previsti siano orientati ai princìpi dell’accessibilità e della progettazione universale; rafforzando dall’altro lato gli strumenti di sostegno economico destinati a favorire l’accesso e la permanenza nell’abitazione da parte delle persone in condizioni di maggiore vulnerabilità

Programma di interventi con i quali si intende contrastare il disagio abitativo e aumentare l’offerta di alloggi a prezzi calmierati attraverso progetti di rigenerazione urbana, valorizzazione dell’edilizia residenziale pubblica e sostegno all’edilizia sociale, il cosiddetto “Piano Casa”, entrato recentemente in vigore tramite la Legge 116/26 (conversione con modificazioni del Decreto Legge 66/26), interviene sul diritto all’abitare delle persone con disabilità attraverso un duplice approccio. Da un lato, promuove un modello abitativo maggiormente inclusivo, imponendo che gli interventi previsti siano orientati ai princìpi dell’accessibilità e della progettazione universale; dall’altro, rafforza gli strumenti di sostegno economico destinati a favorire l’accesso e la permanenza nell’abitazione da parte delle persone in condizioni di maggiore vulnerabilità.
L’intervento del Legislatore non si è quindi limitato a prevedere specifiche agevolazioni, ma ha anche voluto incidere sui criteri che devono guidare la realizzazione degli interventi edilizi. La norma stabilisce infatti che gli interventi realizzati debbano garantire, su base di uguaglianza con gli altri, l’accessibilità, l’autonomia, la sicurezza e la piena fruibilità degli edifici da parte delle persone con disabilità, nel rispetto dei princìpi e delle regole tecniche della progettazione universale.
Si tratta di un passaggio rilevante perché supera una visione limitata al solo abbattimento delle barriere architettoniche. L’accessibilità diventa così un elemento strutturale della politica abitativa e non un intervento meramente correttivo.

Accanto poi agli aspetti legati alla qualità e alla fruibilità degli alloggi, la legge interviene anche sul versante dell’accesso al credito per l’acquisto dell’abitazione principale. Tra le misure più significative rientra l’ampliamento delle categorie prioritarie ammesse al Fondo di Garanzia per la prima casa istituito dalla Legge 147/13.
Tra i beneficiari rientrano ora sia le persone con disabilità grave riconosciuta ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge 104/92, sia i componenti di nuclei che convivono da almeno due anni con un familiare in condizione di disabilità permanente accertata dalla medesima legge.
Per queste categorie, dunque, è prevista una garanzia pubblica sulla quota capitale del finanziamento, elevabile fino all’80 per cento in presenza di un reddito ISEE non superiore a 40.000 euro annui.
La modifica rafforza la funzione sociale del Fondo, rendendo più agevole l’accesso al credito per l’acquisto dell’abitazione principale da parte delle persone con disabilità e delle famiglie che quotidianamente sostengono percorsi di assistenza e cura.
Da ricordare che la domanda per accedere al Fondo di Garanzia per la prima casa può essere presentata utilizzando la modulistica disponibile sul sito della CONSAP (a questo link).

*Centro Studi Giuridici HandyLex della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).

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Piano Nazionale per la Formazione dei Docenti in servizio (P.N.F.D.) 2025-2026

Ultime da USR Calabria - 28 Agosto 2026 - 1:06pm

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Decreto di rettifica Marotta

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 28 Agosto 2026 - 12:44pm

m_pi.AOOUSPCZ.REGISTRO UFFICIALE(U).0008840.28-08-2026 Allegati m_pi.AOOUSPCZ.REGISTRO UFFICIALE(U).0008840.28-08-2026 (550 kB)

“Rent Carrozzella”: solidarietà e impegno istituzionale per una mobilità accessibile e autonoma

Superando - 28 Agosto 2026 - 12:37pm

Presentato dall’ENAC e avviato all’Aeroporto di Roma Fiumicino, il progetto “Rent Carrozzella” intende unire solidarietà e impegno istituzionale per facilitare un sistema di mobilità sempre più accessibile, attraverso una raccolta fondi destinata a migliorare concretamente la qualità della vita dei passeggeri che necessitano di supporti per la mobilità. Nell’accoglierlo con favore, la Federazione FISH si augura che possa diventare uno standard esteso a tutta la rete aeroportuale nazionale

Presentato alla fine di luglio dall’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), il progetto denominato Rent Carrozzella intende unire solidarietà e impegno istituzionale per facilitare un sistema di mobilità sempre più accessibile, attraverso una raccolta fondi destinata a migliorare concretamente la qualità della vita dei passeggeri che necessitano di supporti per la mobilità. A tal proposito, per rendere concreta l’iniziativa, sono in fase di installazione, all’interno dell’Aeroporto di Roma Fiumicino, alcuni totem digitali per la raccolta di donazioni attraverso pagamento elettronico (POS), grazie al sostegno della società di gestione Aeroporti di Roma che ha messo a disposizione i relativi spazi. Le risorse raccolte saranno interamente destinate all’acquisto di carrozzine di nuova generazione, con elevati standard tecnologici e funzionali.

«Questa iniziativa – ha sottolineato in sede di presentazione Pierluigi Di Palma, presidente dell’ENAC – permetterà ad alcune categorie di persone con disabilità di trovare nello scalo di destinazione il necessario supporto alla propria esigenza di mobilità per viaggiare senza ostacoli di sorta, tal quale a qualsiasi ogni altro passeggero».
Alla presentazione del progetto ha partecipato anche Michele Adamo, consigliere della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), che per l’occasione ha dichiarato: «Come FISH, accogliamo con grande favore la sinergia tra l’ENAC e Aeroporti di Roma per il progetto Rent Carrozzella. Garantire infatti l’accesso a sedie a ruote all’avanguardia non significa solo abbattere barriere fisiche e culturali, ma investire su autonomia, dignità e pari opportunità di viaggio. Ci auguriamo quindi che questa virtuosa iniziativa avviata a Roma Fiumicino diventi presto uno standard esteso a tutta la rete aeroportuale nazionale». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@fishets.it.

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Persone con disabilità nell’Unione Europea: la difficoltà di trovare case accessibili e a prezzi contenuti

Superando - 28 Agosto 2026 - 12:03pm

In vista anche dell’emanazione da parte della Commmissione Europea della norma che punta a fornire agli Stati Membri dell’Unione, ai vari territori e alle autorità locali una serie di strumenti da applicare per alleviare la pressione abitativa nel proprio contesto, il Forum Europeo sulla Disabilità ha lanciato un sondaggio cui collaborare tramite un questionario, riguardante gli ostacoli incontrati dalle persone con disabilità nel trovare alloggi accessibili, a prezzi contenuti e adeguati

La Commissione Europea sta preparando l’Affordable Housing Act, sorta di “Piano Casa europeo”, norma che punta a fornire agli Stati Membri dell’Unione, ai vari territori e alle autorità locali una serie di strumenti da applicare per alleviare la pressione abitativa nel proprio contesto.
A questo guarda con attenzione anche l’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, che attua un’azione mirata ad evidenziare ai decisori politici il reale impatto dei vari ostacoli incontrati dalle persone con disabilità e dalle loro famiglie nel trovare alloggi accessibili, a prezzi contenuti e adeguati.
Per raccogliere dunque utili testimonianze dirette, volte a dare ulteriore forza e a supportare il proprio impegno nei confronti della Commissione Europea in tale àmbito, lo stesso EDF ha lanciato un sondaggio dedicato appunto ai problemi incontrati dalle persone con disabilità dell’Unione Europea nel trovare casa. Il relativo questionario è disponibile a questo link, aperto naturalmente alla compilazione anche da parte di tutti i cittadini e le cittadine con disabilità del nostro Paese. (S.B.)

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Procedura di accreditamento delle istituzioni scolastiche statali e paritarie quali sedi di svolgimento delle attività di tirocinio docenti ai sensi dell’art. 12, D.M. 249/2010, del D.M. 93/2012 e del DPCM 4 agosto 2023 – Acquisizione delle candidature...

Ultime da USR Calabria - 28 Agosto 2026 - 11:19am

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AVVISO – DISPONIBILITA’ PER INCARICHI AGGIUNTIVI DI REGGENZA PRESSO L’ISTITUZIONE SCOLASTICA IC SAN LUCIDO di SAN LUCIDO (CS) – (ART. 19 DEL C.C.N.L. – AREA V DIRIGENZA SCOLASTICA SOTTOSCRITTO IN DATA 11/04/2006).

Ultime da USR Calabria - 28 Agosto 2026 - 10:44am

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Decreto di rettifica delle utilizzazioni/assegnazioni

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 28 Agosto 2026 - 9:13am

m_pi.AOOUSPCZ.REGISTRO UFFICIALE(U).0008822.28-08-2026 Allegati m_pi.AOOUSPCZ.REGISTRO UFFICIALE(U).0008822.28-08-2026 (424 kB)

Personale Docente – Disponibilità su posto comune e di sostegno e costituzione posti orario utili ai fini del conferimento delle supplenze as 2026/2027

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 27 Agosto 2026 - 10:29pm

Allegati POSTI DISPONIBILI CON RISERVE (25 kB)PostiOrario_AA_441897 (13 kB)PostiOrario_EE_441897 (17 kB)PostiOrario_MM_441897 (2) (18 kB)PostiOrario_SS_441897 (15 kB)

Personale ATA – Assegnazioni Provvisorie Interprovinciali per l’A.S. 2026/2027 – ASSEGNAZIONI DI SEDE

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 27 Agosto 2026 - 6:41pm

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