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Il Natale secondo I Buffoni di Corte

6 Dicembre 2024 - 2:08pm

Il 9 dicembre l’Associazione dei Buffoni di Corte, attiva da quasi vent’anni a Torino, organizzerà una serata accessibile a tutti e tutte per celebrare il Natale all’insegna di una “Comunità culturale senza etichette” Componenti dell’Associazione torinese I Buffoni di Corte

Sarà una serata accessibile a tutti e a tutte per celebrare il Natale in arrivo, all’insegna di una “comunità culturale senza etichette”: il 9 dicembre, a partire dalle 19.30, presso il MILK Torino, si terrà l’evento Show Love by Dancing, promosso da I Buffoni di Corte, associazione attiva da quasi vent’anni sul territorio, per rispondere alle esigenze educative, formative e artistiche di giovani, adolescenti e persone con disabilità.
Per l’occasione I Buffoni di Corte si riuniranno insieme ad associati, famiglie, volontari e amici, unitamente a personalità di spicco del panorama torinese, tra le quali autorità e imprenditori. Obiettivo: condividere uno spazio senza etichette, nel quale ognuno ha il diritto di sentirsi libero, rappresentato e incluso.

«I Buffoni sono un luogo di incontro tra arti, intese come strumento di formazione, integrazione sociale e partecipazione tra gli individui – spiega Luca Nicolino, presidente dell’Associazione -, uno spazio dedicato alle persone in quanto tali, indipendentemente dalle loro caratteristiche distintive e dal backgroud».  Le attività e i laboratori proposti ogni giorno- coinvolgono infatti 150 famiglie di persone con disabilità e circa 80 adolescenti e giovani tra i quali numerosi volontari/e, scout, persone che svolgono lavori di pubblica utilità, servizio civilisti, tirocinanti dell’università e di scuole secondarie di secondo grado».

L’evento di Natale al Milk, che lo scorso anno ha visto la partecipazione di circa 400 persone, è anche finalizzata ad una raccolta fondi: attualmente I Buffoni di Corte sono concentrati sul completamento della ristrutturazione dell’ex sede della Scuola Materna Centro Europa di Via Rubino, 82 a Torino, dove presto sorgerà La Corte, nuova sede operativa dell’Associazione. (C.C.)

Per maggiori informazioni: Associazione I Buffoni di Corte (info@ibuffonidicorte.it).

“Più di mille parole”: una mostra fotografica a Milano dall’archivio del Pio Istituto dei Sordi

6 Dicembre 2024 - 1:50pm

La mostra fotografica Più di mille parole. Dialogo tra Gianni Moretti e l’Archivio fotografico del Pio Istituto dei Sordi, inaugurata a Milano il 5 dicembre e aperta fino al 12 gennaio 2025, racconta la storia dell’Istituto, attraverso il linguaggio dell’arte e le nuove tecnologie, fondendo analogico e digitale Immagine a corredo della locandina della mostra

Ogni immagine esposta racchiude in sé più di mille parole: quelle che spesso non riusciamo a condividere con le persone che hanno fatto parte del nostro percorso di crescita. Stiamo parlando della mostra Più di mille parole. Dialogo tra Gianni Moretti e l’Archivio fotografico del Pio Istituto dei Sordi, inaugurata ieri, presso la Casa della Memoria di Milano.

In occasione del 170° anniversario dalla sua fondazione, il Pio Istituto dei Sordi di Milano, in collaborazione con il Comune del capoluogo lombardo, all’interno della nona edizione di Cantierememoria 2024-2025 – Pace è libertà, con il patrocinio dell’ANAI (Associazione Nazionale Archivistica Italiana) e l’ulteriore contributo della Fondazione di Comunità Milano, ha presentato l’esposizione di cui si è detto, aperta ad accesso libero fino al 12 gennaio del nuovo anno.

Inaugurata alla presenza tra gli altri dell’assessore alla Cultura del Comune di Milano Tommaso Sacchi, della dirigente dell’Unità Progetti Speciali e Fabbrica del Vapore Maria Fratelli, e del presidente del Pio Istituto dei Sordi Marco Petrillo,  la mostra racconta la storia dell’istituzione, assumendo, per la prima volta, un punto di osservazione il più possibile “ad altezza studente”, attraverso il linguaggio dell’arte e le nuove tecnologie, fondendo analogico e digitale.
Affidandosi infatti alle immagini e ai racconti di ex allievi, che prendono vita grazie alla realtà aumentata, l’esposizione guarda all’esperienza scolastica come ad uno spazio delle relazioni con l’altro e della crescita personale. «Ne nasce – sottolineano dal Pio Istituto dei Sordi – un percorso che riprende un pezzo di storia poco nota che però appartiene a tutte e tutti: quella di bambine e bambini sordi cresciuti al Pio Istituto dei Sordi di Milano. Gli scatti in bianco e nero, conservati nel nostro archivio fotografico, diventano la base per raccontare il lungo percorso d’inclusione delle diversità nel nostro Paese e, a un tempo, il materiale che l’artista Gianni Moretti utilizza e trasforma nella sua installazione volta a farci comprendere perché questa storia è anche la nostra storia. Partendo dunque da questa riflessione, l’intervento artistico è volto a indagare proprio la relazione con l’altro, creando un tappeto di immagini su cui muovere passi leggeri, togliendosi le scarpe e andando alla scoperta di quei frammenti di vita racchiusi negli album dell’Archivio».
Su questo “tappeto”, dove si intrecciano storie raccontate attraverso contenuti multimediali accessibili tramite la app ideata, progettata e realizzata dalla Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, con le docenti Silvia Marcante e Sara Meroni di Rataplan, sono depositate milleuna tessere in metallo che riportano la scritta “a te” preceduta da uno spazio vuoto. Al visitatore la facoltà di riempire quello spazio attraverso un gesto che vale “più di mille parole”, raccogliendo una tessera, a patto di donarla a qualcuno che è stato o è importante per la sua vita. (C.C.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Francesca Di Meo progetti@pioistitutodeisordi.org.

Progettare in modo inclusivo nella cooperazione internazionale

6 Dicembre 2024 - 1:29pm

In occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani del 10 dicembre, vi sarà l’evento Manuale sul Marker Disabilità: strumento di progettazione inclusiva, presso la sede dell’AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) Immagine tratta dalla pagina Facebook della Federazione delle Organizzazioni per la Disabilità del Ghana

In occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani del prossimo 10 dicembre, vi sarà l’evento di lancio del Manuale sul Marker Disabilità: strumento di progettazione inclusiva, presso la sede romana dell’AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo).
Il “Marker Disabilità”, strumento inserito nel sistema informativo dell’AICS, consente di raccogliere e analizzare i dati relativi sia ai progetti interamente dedicati alla disabilità (100% del finanziamento) che ai progetti mainstreamed con percentuali di finanziamento inferiori. L’inclusione e l’empowerment delle persone con disabilità sono una parte essenziale dell’impegno globale di “non lasciare nessuno indietro” e delle attività di cooperazione allo sviluppo e di emergenza a sostegno dell’Agenda ONU 2030.

L’evento si svolgerà dalle 9.30 alle 13, in formato ibrido, consentendo la partecipazione sia in presenza che da remoto.
Dopo i saluti introduttivi di Marco Riccardo Rusconi (direttore dell’AICS) e di Elena Centemero (CIDU-Comitato Interministeriale per i Diritti Umani), interverranno Leonardo Carmenati (vicedirettore tecnico dell’AICS), Riccardo Sirri (EducAid), Elena De Palma (WG/ISTAT), Chiara Anselmo (CBM), Francesca Ortali (AIFO), Giampiero Griffo (RIDS-Rete Italiana Disabilità e Sviluppo), Marta Collu e Livia Canepa (AICS), Maura Viezzoli (CISP-Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli), Arianna Taddei (Università di Macerata). Le conclusioni saranno affidate a Leonardo Carmenati.

Le registrazioni per la partecipazione in presenza sono aperte fino ad esaurimento dei posti disponibili e sarà data priorità agli ospiti esterni; mentre la partecipazione da remoto sarà comunque possibile previa registrazione (effettuabile tramite questo link. In fase di registrazione è richiesta la compilazione di un formulario in cui indicare eventuali esigenze, al fine di garantire la partecipazione e l’accessibilità all’evento per tutti e tutte). (C.C.)

Per ulteriori informazioni: Francesca Trisciuzzi (francesca.trisciuzzi@aics.gov.it).

L’orientamento teologico e pastorale sulla disabilità e le persone laiche

6 Dicembre 2024 - 1:06pm

«Credo che anche per le persone laiche – scrive tra l’altro Salvatore Nocera – il cambiamento di orientamento teologico e pastorale ecclesiale in atto nei confronti delle persone con disabilità possa essere visto come un cambiamento culturale e sociale e che quindi, anche per loro, debba essere considerato, sociologicamente, come un passo avanti nella crescita di consapevolezza della sempre maggiore dignità umana delle stesse persone con disabilità» Justin Glyn, autore di “’Us’ not ‘Them’. Disability and Catholic Theology and Social Teaching” (“’Noi’, non ‘loro’. Disabilità, teologia e dottrina sociale cattolica”)

Ho letto con molto interesse in Superando il più recente contributo di riflessione proposto da Angelo Fasani, intitolato L’identica umanità di tutti richiede l’inclusione di tutti, relativo ad un commento alla teoria teologica del professor Justin Glyn su come le persone con disabilità, pur con le loro minorazioni, debbano considerarsi comprese anch’esse nell’affermazione del Creatore, contenuta nella Bibbia, «facciamo l’uomo a nostra immagine».
Glyn, approfondendo un filone teologico avviatosi durante il genocidio nazista nei confronti degli Ebrei, sviluppa la tesi affascinante che le persone con disabilità si identifichino con Gesù crocifisso, figlio di Dio e quindi rientrino nell’affermazione di Dio nella Creazione, sopra riportata.

In un mio articolo precedente e già nel volume A Sua immagine? Figli di Dio con disabilità, curato da Alberto Fontana e Giovanni Merlo (ripresa in italiano di “Us” not “Them”. Disability and Catholic Theology and Social Teaching, “Noi’, non ‘loro’. Disabilità, teologia e dottrina sociale cattolica” di Justin Glyn), mi ero permesso di intervenire sostenendo che teologicamente era ancor meglio completare tale identificazione anche in Gesù risorto. Infatti, purtroppo, nella Pastorale dei secoli scorsi, sino al Concilio Ecumenico Vaticano II, l’identificazione delle persone emarginate come quelle con disabilità con Gesù crocifisso aveva significato un’educazione religiosa di queste all’accettazione delle sofferenze fisiche e psicologiche che si incontrano a causa delle proprie minorazioni. Anzi, talvolta tale educazione religiosa era giunta alla sublimazione di esse, con l’invito ad accettare tali sofferenze, perché, tramite queste, le persone con disabilità avrebbero contribuito alla redenzione del mondo operata dalle sofferenze del Crocifisso.
A mio sommesso avviso, questa forma di catechesi, fino a quando è stata operata, istillava nelle persone con disabilità un’accettazione passiva delle sofferenze e non portava ad un’accettazione attiva; cioè portava tali persone a sentirsi come “soggetti passivi” nella Chiesa e nella società civile, soddisfatti del loro stato, destinatari di pietismo caritatevole; il Concilio Vaticano II, invece, ha dato delle persone emarginate, comprese quelle con disabilità, una visione attiva nella Chiesa e nella comunità civile, invitandole a divenire soggetti attivi, ciascuno secondo le proprie potenzialità, sviluppate dalla riabilitazione, dall’istruzione e, ove possibile, dal lavoro.
Conseguentemente, l’educazione pastorale e sociale delle persone senza disabilità è stata orientata all’impegno per collaborare all’inclusione delle persone con disabilità, come persone attive nelle comunità ecclesiali e nella società civile, collaborando, come volontari e professionisti, al raggiungimento di tale fine.
Quanto detto è potuto avvenire, ritengo, in forza di una più attenta rilettura del famoso brano del Vangelo di Matteo relativo al giudizio finale (Matteo, 25, 31-46), passo in cui Gesù risorto dice che quanto viene fatto «ai più piccoli» dei suoi fratelli è stato fatto a lui. Qui c’è un’identificazione piena delle persone emarginate, come pure quelle con disabilità, a Gesù risorto, addirittura, secondo la narrazione evangelica, come “giudice glorioso”.

Ovviamente quanto mi sono permesso di dire vale per i cristiani credenti in Gesù figlio di Dio. Però anche per i laici questo cambiamento di orientamento teologico e pastorale ecclesiale può essere visto come un cambiamento culturale e sociale e quindi, anche per loro, dev’essere considerato, sociologicamente, come un passo avanti nella crescita di consapevolezza della sempre maggiore dignità umana delle persone con disabilità.
Certo, come osserva Angelo Fasani, ancora nella prassi questi orientamenti fanno fatica a realizzarsi, anche, a mio avviso, per il peso che secoli di quella pastorale e cultura religiosa grava ancora sulla mentalità comune. Penso però che con questi approfondimenti teologici e culturali anche le prassi pastorali stiano lentamente mutando, come sta avvenendo con maggiore rapidità nella società civile.

La resilienza di “Graz”, una pioniera dell’inclusione

6 Dicembre 2024 - 12:24pm

Parlare di impegno civile e diritti delle persone con disabilità in Trentino significa evocare il ricordo di Graziella Anesi. Oggi, la vita e le battaglie della fondatrice della Cooperativa HandiCREA, scomparsa all’inizio del 2023, diventano un libro (Graz. Ritratto a più voci di Graziella Anesi), scritto a più mani da familiari, colleghi e amici, con il coordinamento del giornalista Paolo Ghezzi Graziella Anesi

Parlare di impegno civile e diritti delle persone con disabilità in Trentino significa evocare il ricordo di Graziella Anesi. Oggi, la vita e le battaglie della fondatrice della Cooperativa HandiCREA – scomparsa il 24 gennaio 2023 – diventano un libro. A scriverlo sono i familiari, i colleghi e gli amici, coordinati dal giornalista Paolo Ghezzi.
L’opera si intitola Graz. Ritratto a più voci di Graziella Anesi (Erickson, 2024) e fissa su carta una novantina di incontri e memorie che testimoniano la straordinaria dinamicità della protagonista.

Nata sull’Altopiano di Pinè con sette fratture e l’osteogenesi imperfetta, Graziella era una “popina che si rompeva”, una “bambina di cristallo”, diremmo oggi. Fragile fuori, ma tenace dentro. «Nostro padre – racconta il fratello Sergio – chiese un prestito per farla visitare dai migliori specialisti a Bologna». Lì, le prelevarono un frammento di costola da analizzare a Leningrado, allora centro di riferimento mondiale per la sua malattia. Alla bambina vennero dati tre anni di vita. «Ma Graziella di anni ne ha vissuti sessantasette. E l’Unione Sovietica l’ha vista cadere».
Ghezzi, invece, ricorda di quando, giovane cronista, venne mandato a coprire i “picchetti” contro le barriere architettoniche di Natale Marzari a Trento. «Erano gli Anni Ottanta» e lui prendeva letteralmente a martellate i gradini delle poste per segnalare l’impossibilità di accedervi per chi era in carrozzina. «Graziella condivideva quelle rivendicazioni nello spirito, ma nei metodi scelse sempre la strada del dialogo e della diplomazia». Fu così che fondò la Cooperativa HandiCREA in Via San Martino a Trento, «a sua immagine e somiglianza». L’idea era quella di dar vita a un soggetto che potesse mediare tra i bisogni delle persone con disabilità e i servizi distribuiti sul territorio.
Nel tempo, la Cooperativa si è trasformata in un luogo di raccolta e scambio di informazioni utili su sport, cultura e turismo accessibile, nonché sulla mobilità. Graziella Anesi in questo era una pioniera. Prendeva la corriera da Pinè a Trento e ritorno, rendendo manifesto il diritto – e le difficoltà – nell’uso dei trasporti pubblici delle persone in carrozzina.
«Colpivano il suo sguardo, il sorriso luminoso, l’ottimismo». La capacità di cogliere e accogliere. Proverbiale, e ricorrente nelle testimonianze, l’invito a bere insieme un «caffettuccio». Per lei anche il sesto o settimo della giornata. «Un piccolo piacere della vita, ma soprattutto un modo per esprimere il suo grande senso dell’ospitalità, la voglia di lavorare in squadra e di stare con gli altri, sapendo ascoltarli e incoraggiarli».
Un’altra sua passione era la musica, in particolare quella di Roberto Vecchioni. «Graziella l’aveva conosciuto durante un concerto in Trentino e quando gli ho scritto se voleva inviarci un pensiero per il libro, ha risposto nel giro di ventiquattr’ore con questa massima: qualunque sia il dolore, più forte è la luce dell’anima».

Oltre alla Graziella pubblica, presidente di HandiCREA, conferenziera, attivista e assessora alle Politiche Sociali, alle Pari Opportunità e all’Istruzione del Comune di Baselga di Piné, nel volume c’è la Graziella privata, sorella, amica – come ricorda nella prefazione l’artista Clara Lunardelli – e zia. Sono tanti gli aneddoti proposti dai nipoti Cecilia, Francesco e Matteo. «La zia si apriva al mondo con curiosità infinita, forte impegno e testarda spontaneità. Ci diceva: non ho tempo di scrivere un libro sulla mia vita, sono troppo impegnata a viverla». Ecco «speriamo che il libro scritto dai tanti che le hanno voluto bene possa essere fonte di ispirazione per le battaglie a lei care, per una comunità più giusta, equilibrata e inclusiva».
Un primo passo in quella direzione è la devoluzione dei ricavati delle vendite alla Cooperativa HandiCREA. E l’intitolazione a Graziella Anesi del “Tavolo Città di Trento per l’inclusione delle persone con disabilità”.

Il presente contributo è già apparso in «Corriere del Trentino» e viene qui ripreso, con diverso titolo e con minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

Il valore di una narrazione condivisa sulla disabilità

6 Dicembre 2024 - 11:32am

È in programma per il 7 dicembre a Genova Parlare di disabilità: il valore di una narrazione condivisa, convegno promosso dal CELIVO (Centro di Servizio per il Volontariato della Città Metropolitana di Genova), insieme alle Associazioni della Rete Disabilità, e in collaborazione con la Consulta Comunale e Metropolitana per la Tutela dei Diritti delle Persone con Disabilità. Vi interverranno, tra gli altri, Fabrizio Acanfora, Valentina Tomirotti e Lorenzo Sani

Si terrà il 7 dicembre a Genova, Parlare di disabilità: il valore di una narrazione condivisa, convegno promosso dal CELIVO (Centro di Servizio per il Volontariato della Città Metropolitana di Genova), insieme alle Associazioni della Rete Disabilità, e in collaborazione con la Consulta Comunale e Metropolitana per la Tutela dei Diritti delle Persone con Disabilità. L’iniziativa, che si colloca nell’àmbito delle celebrazioni per la recente Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, è frutto di un percorso di studio e confronto durato tre anni.

Tra i relatori e le relatrici vi saranno anche Fabrizio Acanfora (divulgatore, scrittore e conferenziere, docente universitario, neurodivergent advocate, pianista e clavicembalista), Valentina Tomirotti (giornalista pubblicista, social media manager e attivista del mondo disability) e Lorenzo Sani (giornalista, scrittore e coautore della guida Comunicare la disabilità. Prima la persona (liberamente fruibile a questo link), un progetto del Coordinamento per le Pari Opportunità dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti per il quale ha ricevuto il premio di “Miglior giornalista per il sociale 2024” nell’ambito della XVII edizione del Festival Internazionale della Cinematografia Sociale Tulipani di seta nera.
In particolare, il confronto prenderà in esame i seguenti temi: la necessità di decostruire la diffusa narrazione abilista, ossia discriminante nei confronti delle persone con disabilità; il bisogno di restituire centralità alla persona al di là della sua condizione; il linguaggio come strumento per esercitare e promuovere autorappresentanza e autodeterminazione.

«Il linguaggio è uno strumento fondamentale, un patrimonio comune che appartiene a tutti – osserva Stefano Dossi, presidente del CELIVO –. È attraverso le parole che ci comprendiamo, ci esprimiamo e ci avviciniamo l’un l’altro, ed è proprio per questo che dobbiamo prenderci cura del modo in cui le utilizziamo. Questo convegno è rivolto a tutti, perché la consapevolezza di un linguaggio rispettoso e inclusivo verso le persone con disabilità non riguarda solo chi vive quotidianamente questa realtà, ma ogni cittadino. Invitiamo quindi a partecipare, a riflettere insieme su come possiamo fare della nostra comunicazione un mezzo di inclusione e rispetto».

L’evento è rivolto a tutta la popolazione, si svolgerà dalle 9.30 alle 12.30, e sarà ospitato presso il Palazzo Ducale di Genova (Piazza Matteotti. 9, Sala del Minor Consiglio), ma sarà fruibile anche in diretta streaming attraverso la pagina Facebook dell’Ente organizzatore.
La Sala è attrezzata con impianto ad induzione magnetica e sarà disponibile il servizio di interpretariato in LIS, sia in presenza che da remoto. (Simona Lancioni)

Tutte le notizie e il programma completo sono reperibili nella pagina dedicata all’evento (a questo link). Per altre informazioni: celivo@celivo.it; retitematiche@celivo.it.
Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso, con minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

Parte l’utilizzo del nuovo “certificato medico introduttivo” per l’invalidità e la condizione di disabilità

6 Dicembre 2024 - 10:05am

A maggio di quest’anno è stato adottato il Decreto Legislativo 62/2024 recante: “Definizione della condizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l’elaborazione e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato”. Questo decreto statuisce, come richiesto dalla Legge 227/2021,  una riforma dei criteri e delle modalità di accertamento della condizione di disabilità. Lo fa stabilendo una “valutazione di base” che verrà eseguita in via esclusiva dall’Inps.

Questa nuovo iter accertativo partirà per l’intero territorio nazionale, da gennaio 2026, mentre inizierà ad essere applicato dal 1° gennaio 2025    nei territori delle 9 province indicate dall’articolo  9 del decreto- legge 71/2024, per la sperimentazione della Legge Delega 227/2021. Precisamente, tali province sono: Brescia, Trieste, Forlì-Cesena, Firenze, Perugia, Frosinone, Salerno, Catanzaro e Sassari.

Tra le novità della suddetta riforma vi è un cambiamento nella fase di avvio del procedimento di accertamento, che sarà costituta dall’invio telematico all’Inps del nuovo “certificato medico introduttivo”.  Quest’ultimo costituirà, appunto, l’unico presupposto per l’avvio del procedimento valutativo di base, sostituendo quindi, la “domanda amministrativa”, la quale non dovrà essere più presentata.

Il “certificato medico introduttivo” è un certificato medico che può essere rilasciato dai medici in servizio presso le aziende sanitarie locali, le aziende ospedaliere, oppure da medici che svolgono la propria attività lavorativa presso gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, o all’interno dei centri di diagnosi e cura delle malattie rare.   Predetto certificato medico inoltre, può essere rilasciato e trasmesso anche dai medici di medicina generale, dai pediatri di libera scelta, dagli specialisti ambulatoriali del Servizio sanitario nazionale, dai medici in quiescenza iscritti all’albo, dai liberi professionisti e dai medici in servizio presso strutture private accreditate, come individuati dall’INPS (art.8 D.lgs 62/2024).

Nel suo messaggio n. 4014, del 28 novembre 2024, Istituto Nazionale della Previdenza Sociale chiarisce che per tutti i certificati introduttivi redatti fino al 31 dicembre 2024 il medico certificatore deve comunicare al cittadino che risiede o abbia il proprio domicilio in una delle in sperimentazione che la domanda amministrativa deve essere presentata all’INPS entro e non oltre il 31 dicembre 2024. La ragione di ciò è che, come sopra chiarito, a cominciare dal 1° gennaio 2025, nelle sopraccitate 9 province l’avvio del procedimento per l’accertamento della condizione di disabilità dovrà avvenire unicamente tramite il nuovo “certificato medico introduttivo”.

 

News a cura del Centro Studi Giuridici HandyLex © HandyLex.org – Tutti i diritti riservati – Riproduzione vietata senza preventiva autorizzazione

 

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La “cassetta degli attrezzi” per il Dopo di Noi

5 Dicembre 2024 - 4:28pm

Il 6 dicembre è in programma il webinar “La cassetta degli attrezzi: tutto quello che serve per costruire un progetto per il Dopo di Noi di persone con disabilità intellettiva e autismo” per raccontare l’esperienza avviata dalla Fondazione Oltre il Blu in Cascina Croce Piaggi nell’Oltrepò Pavese, sui temi del Progetto di Vita e del Dopo di Noi La struttura realizzata dalla Fondazione Oltre il Blu a Val di Nizza (Pavia)

La Fondazione Oltre il Blu, guidata da Fabrizia Rondelli, torna sui temi del Progetto di Vita e del Dopo di Noi nel webinar denominato La cassetta degli attrezzi: tutto quello che serve per costruire un progetto per il Dopo di Noi di persone con disabilità intellettiva e autismo, che si terrà nel pomeriggio del 6 dicembre (ore 17), durante il quale si parlerà dell’esperienza, in crescita, avviata in Lombardia presso la Cascina Croce Piaggi nell’Oltrepò Pavese.
L’incontro si focalizzerà su vari temi, a partire dalla consapevolezza delle famiglie, vero motore del progetto in Cascina Croce Piaggi, per poi affrontare le progettualità personalizzate delle ragazze e dei ragazzi con distrubo dello spettro autistico e con disabilità intellettiva. Un lavoro, questo, che coinvolge tutti e offre un’opportunità di crescita e relazione, poiché accompagna a misurarsi con le proprie abilità, contribuendo, nello stesso tempo, a cementare l’autostima. Il legame con il territorio, inoltre, è da vivere all’insegna di un’esperienza immersiva nella natura e da coltivare e tutelare, proprio perché restituisce quelle materie prime poi utilizzate nei laboratori. Infine, i prodotti dei laboratori tornano al territorio e contribuiscono a sostenere l’intero progetto.

Il webinar del 6 dicembre affronterà le varie fasi di questo lavoro sinergico tra famiglie, ragazze e ragazzi, operatori, risorse umane territoriali, che tutti insieme creano lavoro e benessere diffuso. «Questo è il messaggio per costruire il “Dopo di Noi” – sottolineano da Oltre il Blu -: un “Durante Noi” attivo e fertile, che non trascuri la qualità della vita e la dignità delle persone coinvolte.
Maria Teresa Scarpa sarà a disposizione per chiarire ogni dubbio riuguardante i temi economici, mentre a moderare l’incontro sarà Cristiana Mazzoni, presidente del FIDA (Forum Italiano Diritti Autismo), che introdurrà il tema del Progetto di Vita quale punto di partenza per la persona con disabilità, finalizzato alla costruzione di un futuro dignitoso e rispondente alle sue esigenze. (C.C.)

Per iscriversi al webinar del 6 dicembre accedere a questo link . Per altre informazioni: info@oltreilblu.org.

La Convenzione ONU attraverso gli occhi dei giovani

5 Dicembre 2024 - 3:41pm

Oggi, 5 dicembre, al Palazzo delle Nazioni Unite di New York, l’inaugurazione della mostra “La Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità attraverso gli occhi dei giovani”.  «Opportunità per rafforzare il dialogo internazionale e sensibilizzare la comunità globale sull’importanza di una piena attuazione della Convenzione ONU», sottolinea il presidente della FISH Falabella, presente a New York, insieme alla delegazione italiana Anche la ministra per le Disabilità Locatelli (al centro) era presente in ottobre in Umbria all’inaugurazione della mostra sulla Convenzione ONU

I principi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità racchiusi in una mostra: oggi, 5 dicembre, alle 18, al Palazzo dell’ONU di New York, la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli inaugurerà la mostra The UN Convention on the rights of persons with disabilities through the eyes of young people (“La Convenzione ONU attraverso gli occhi dei giovani”), già esposta al Castello di Solfagnano, in occasione del G7 Inclusione e Disabilità, tenutosi nell’ottobre scorso in Umbria.

«La Convenzione ONU è un faro per i diritti delle persone con disabilità di tutto il mondo. Attraverso questa mostra, i giovani hanno offerto una prospettiva nuova e coinvolgente per promuovere la piena inclusione e il rispetto dei diritti umani. La presenza della FISH sottolinea il nostro impegno nel portare avanti questi principi. Eventi come questo rappresentano un’opportunità per rafforzare il dialogo internazionale e sensibilizzare la comunità globale sull’importanza di una piena attuazione della Convenzione ONU», ha affermato da New York Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), presente in tale sede per l’inaugurazione della mostra e per l’anniversario della stipula della Convenzione. La sua presenza servirà anche per incontrare le organizzazioni del territorio newyorkese e confrontarsi con loro, mentre domani vi sarà un incontro con l’ambasciatore italiano a New York.

Le venti tavole grafiche della mostra sono state realizzate a partire dal fumetto L’importante è vincere… INSIEME, disegnato da Tommaso Cordelli per la Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica, su impulso dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità della Regione Umbria, coordinato da Paola Fioroni. Interverrà al taglio del nastro il rappresentante permanente d’Italia, ambasciatore Maurizio Massari. Seguiranno gli interventi di Alessandra Locatelli, del Capo di Gabinetto del Segretario Generale dell’ONU e vicesegretario Generale, ambasciatore Courtenay Rattray, del direttore esecutivo dell’IDA (International Disability Alliance) Josè Maria Viera, di Vincenzo Falabella, di Nazaro Pagano, presidente della FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), di Giorgio Pezza, rappresentante della Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica e del citato autore del fumetto Tommaso Cordelli. La mostra sarà visitabile fino al 20 dicembre prossimo. (C.C.) Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@fishonlus.it

Veneto: gli “Stati Generali sulle Disabilità Intellettive e i Disturbi del Neurosviluppo”

5 Dicembre 2024 - 2:24pm

Con gli “Stati Generali sulle Disabilità Intellettive e i Disturbi del Neurosviluppo” del Veneto, l’ANFFAS concluderà il 6 dicembre a Mestre (ma con la possibilità di fruirne anche online) il lungo ciclo di questo tipo di incontri, avviato ormai da tempo. L’evento celebrerà anche la recente Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 Dicembre

«Siamo felici di chiudere il 2024 e celebrare in questa occasione anche la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 Dicembre con l’appuntamento in Veneto, un incontro che possiamo definire più che corposo, dati i numerosi interventi e le numerose sessioni previste, che consentiranno a tutti noi di avere una reale panoramica sulla situazione attuale della regione relativamente ad esigibilità, tutela e rispetto dei diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie»: lo dichiara Roberto Speziale, presidente nazionale dell’ANFFAS (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e del Neurosviluppo),cui si unisce la presidente dell’ANFFAS Veneto, Graziella Lazzari Peroni, che afferma: «Anche il Veneto contribuisce a realizzare questo grande quadro dei diritti delle nostre persone e delle nostre famiglie andando a fornire un’analisi ampia e dettagliata di tanti temi che riguardano diversi ambiti e cercando di proporre soluzioni e buone prassi volti a migliorare l’attuale contesto regionale».

Gli Stati Generali sulle Disabilità Intellettive e i Disturbi del Neurosviluppo del Veneto si terranno il 6 dicembre a Mestre (presso M9, Museo del ’900, Auditorium Cesare De Michelis, Via Giovanni Pascoli, 11, ore 9-17.20), ma potranno anche essere seguiti online tramite la piattaforma Zoom (a questo link, ID riunione: 817 8949 7403).
Ad organizzare l’evento, è l’ANFFAS Veneto, in collaborazione con l’ANFFAS Nazionale, avvalendosi del patrocinio della Regione Veneto, dell’ULSS3 Serenissima, dell’ANCI Veneto e del Comune di Venezia, proponendo un programma che coprirà numerosi argomenti di grande interesse per le persone con disabilità, per le loro famiglie e per tutti coloro che sono coinvolti a vario titolo in tali àmbiti: solo per citarne alcuni, l’inclusione scolastica, l’inserimento lavorativo, la vita indipendente e la programmazione.
Confermato inoltre, anche per questo appuntamento, è il collegamento in diretta con la ministra per le Disabilità Locatelli. (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ulteriore, ampio approfondimento, con il dettaglio del programma. Per altre informazioni: anffas.veneto@gmail.com; nazionale@anffas.net.

Scegliamo, ogni giorno, la “meraviglia della diversità”

5 Dicembre 2024 - 1:51pm

In occasione della recente Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 Dicembre, Casa al Plurale, l’Associazione di coordinamento delle case famiglia di Roma e del Lazio, ha lanciato una riflessione-quesito: «Che tipo di comunità vogliamo essere? Di fronte a chi appare diverso cosa scegliamo: il rifiuto, la pietà o la meraviglia?»

In occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 Dicembre, Casa al Plurale, l’Associazione di coordinamento delle case famiglia di Roma e del Lazio, ha lanciato una riflessione-quesito: «Che tipo di comunità vogliamo essere? Di fronte a chi appare diverso cosa scegliamo: il rifiuto, la pietà o la meraviglia?».

«La Giornata delle Persone con Disabilità – sottolineano da Casa al Plurale – non è solo un’occasione per ricordare i diritti delle persone con disabilità, ma un’opportunità per riflettere sulla qualità della nostra umanità e sul modo in cui scegliamo di vivere insieme. Di fronte alla diversità, ogni società si trova a dover rispondere e tre sono gli approcci possibili: rifiuto, pietà o meraviglia. Il rifiuto è il volto più duro e ingiusto: è l’approccio di chi non accetta ciò che non rientra nei propri schemi, eliminando o ignorando le persone che considera “diverse”. È la società che chiude gli occhi e il cuore, che non si assume responsabilità e che non intende pagare il costo di una vera inclusione. La pietà, invece, è la risposta di chi tende la mano, ma solo con ciò che gli avanza. È la logica delle elemosine, delle briciole lasciate cadere dai banchetti. È un atteggiamento che, pur mostrando una parvenza di compassione, non riconosce pienamente la dignità e il valore delle persone con disabilità, relegandole ai margini delle decisioni economiche e sociali. E poi c’è la meraviglia. È lo sguardo che ci permette di vedere davvero, che va oltre le apparenze e coglie ciò che in superficie non si vede».

«La parola “meraviglia” – afferma Luigi Vittorio Berliri, presidente di Casa al Plurale – deriva dalla stessa radice di “mirare” (“prendere la mira” significa guardare con molta attenzione) ed è la chiave per riconoscere l’unicità e la bellezza di ogni essere umano. Una società che sceglie la meraviglia non lascia indietro nessuno, ma mette al centro i più fragili, facendo di loro una priorità non solo morale, ma anche politica e di bilancio e non solo in occasione del 3 dicembre».

«La meraviglia – concludono dall’Associazione – è però una scelta che richiede coraggio: i provvedimenti varati finora non hanno eliminato le barriere e gli ostacoli affrontati, ogni singolo giorno, dalle persone con disabilità – parliamo di 3 milioni e 150.000 cittadini e cittadine – e la spesa pubblica italiana sul tema è nettamente inferiore rispetto alla media europea, anzi è la metà (come mostrato in un’analisi di Openpolis). (C.C.)

A questo link è disponibile l’elenco degli aderenti a Casa al Plurale. Per ulteriori informazioni: Carmela Cioffi (carmelacioffi@gmail.com).

Autismo: niente ABA nel nuovo Decreto Tariffe. La protesta delle Associazioni

5 Dicembre 2024 - 1:24pm

«Esprimiamo forte delusione per il mancato inserimento delle terapie psicoeducative basate sull’Analisi Applicata del Comportamento (Applied Behavior Analysis, in sigla ABA) nel nuovo Decreto Tariffe per la specialistica ambulatoriale compresa nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza)»: lo dicono dall’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori di perSone con Autismo), esprimendo una posizione sottoscritta anche da varie altre organizzazioni

«Esprimiamo forte delusione per il mancato inserimento delle terapie psicoeducative basate sull’Analisi Applicata del Comportamento (Applied Behavior Analysis, in sigla ABA) nel nuovo Decreto Tariffe per la specialistica ambulatoriale compresa nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza)»: lo si legge in una nota diffusa dall’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori di perSone con Autismo), ma sottoscritta anche da altre organizzazioni (se ne veda l’elenco in calce).

«Lo scorso 14 novembre – dicono dall’ANGSA – è stata approvata in Conferenza Stato-Regioni l’intesa sul nuovo Decreto del Ministero della Salute, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che modifica il Decreto Ministeriale del 23 giugno 2023, Definizione delle tariffe dell’assistenza specialistica ambulatoriale e protesica, ma licenzia un documento che, dopo i lunghissimi anni impiegati per l’elaborazione nasce senza tenere conto dei diritti dei bambini e delle persone con autismo. Questo diritto agli interventi basati sull’ABA si poggia sulla Linea guida n. 21 del 2011, Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti, confermata senza modifiche nel 2015, sulla base delle ricerche scientifiche condotte fino alle Linee di Indirizzo del 2012. L’articolo 60 dei Livelli Essenziali di Assistenza del gennaio 2017 ha poi ribadito il diritto sancito dalla Legge 134/15 “alle prestazioni della diagnosi precoce, della cura e del trattamento individualizzato, mediante l’impiego di metodi e strumenti basati sulle più avanzate evidenze scientifiche”; ciò ha prescritto alla Conferenza Unificata Stato-Regioni di aggiornare le citate Linee di Indirizzo del 2012 entro 120 giorni. Le nuove Linee di Indirizzo, pubblicate il 10 maggio 2018 (ben oltre i mesi concessi), hanno quindi aggiornato, senza smentirle quelle del 2012, che davano appunto precise indicazioni sulle modalità degli interventi».

«Altri quattro anni sono trascorsi invano – proseguono dall’Associazione – e a questi diritti non è stato dato seguito nel recente Decreto Tariffe del novembre scorso, che non nomina neppure una volta gli interventi basati sull’ABA. Da parte nostra abbiamo a più riprese espresso l’esigenza dell’inserimento dei trattamenti basati sull’ABA nel Nomenclatore Tariffario, ma le nostre richieste non sono mai state prese in considerazione. Questo inserimento non è più procrastinabile, anche per la Sentenza del Consiglio di Stato 8708/23 che ne ha stabilito la piena esigibilità a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Inoltre, la “Commissione Nazionale per l’aggiornamento dei LEA e la promozione dell’;appropriatezza nel Servizio Sanitario Nazionale” ha disatteso anche le indicazioni dei Parlamentari che il 3 marzo 2022 avevano approvato all’unanimità due mozioni concernenti iniziative per la diagnosi e la cura dei disturbi dello spettro autistico in tutte le età (mozione 1-00543 e mozione 1-00597). Infine, non è stata accolta, come già denunciato dalla SIGU (Società Italiana di Genetica Umana), nemmeno la richiesta appoggiata dalla nostra Associazione e dall’APRI (Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l’autismo e il danno cerebrale), di inserire test completi per esaminare a “pacchetto” (cioè “a tappeto”) le condizioni biochimiche e genetiche utili per giungere alla diagnosi eziologica, rispettando il primo diritto dei genitori che rappresentano il bambino con disturbi del neurosviluppo di origine sconosciuta, quello appunto di conoscere l’eziologia e se è possibile allo stato della scienza, che progredisce sempre più in questo campo».

«Invitiamo pertanto il Ministero della Salute – concludono dall’ANGSA – a prendersi carico di questa grave carenza, nell’interesse esclsuivo di bambini, adolescenti e adulti con autismo e delle loro famiglie». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa ANGSA (Luca Benigni), luca.benigni@gmail.com.
Si associano all’ANGSA su quanto espresso nel presente testo:
° FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap)
° FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità)
° ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo)
° APRI (Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l’autismo e il danno cerebrale)
° AIAMC (Associazione Italiana di Analisi e Modificazione del Comportamento e Terapia Comportamentale e Cognitiva)
° AARBA (Association for the Advancement of Radical Behavior Analysis)

Il nuovo film di Almodóvar accessibile grazie a “INCinema”

4 Dicembre 2024 - 5:43pm

Fa tappa in questi giorni a Udine l’“INCinema Film Festival”, il primo Festival in Italia fruibile anche dalle persone con disabilità sensoriali, e la tappa friulana della manifestazione, tra i vari eventi, ne proporrà anche uno davvero speciale, il 5 dicembre, vale a dire il nuovo film di Pedro Almodóvar La stanza accanto, in contemporanea con l’uscita nelle sale italiane Le attrici Julianne Moore e Tilda Swinton in una scena del film di Pedro Almodóvar “La stanza accanto”

La seconda edizione di INCinema Film Festival, manifestazione ideata da Federico Spoletti e diretta da Angela Prudenzi, di cui Superando si onora di essere media partner, è un Festival, come abbiamo ampiamente riferito a suo tempo, che si svolge sia in presenza al cinema, sia da remoto su piattaforma e che soprattutto offre l’opportunità di vedere dei film in sala in modalità inclusiva anche a chi non può andare regolarmente al cinema. Si tratta infatti del primo festival in Italia fruibile anche dalle persone con disabilità sensoriali, che solitamente non possono partecipare ai festival cinematografici.

In questi giorni, e fino al 6 dicembre, INCinema, dopo l’apertura a Firenze, e le tappe di Lecce, Roma e Torino, è a Udine, con numerosi film previsti (che saranno disponibili anche online sulla piattaforma MYmovies One), in modo da raggiungere il maggior numero di spettatori possibile. Il programma completo è disponibile a questo link, insieme a vari altri approfondimenti, ma ciò che renderà realmente imperdibile l’appuntamento friulano sarà l’evento del 5 dicembre, quando in serata, in contemporanea con l’uscita nelle sale italiane e grazie a Warner Bros-Discovery, sarà presentato il nuovo film di Pedro Almodóvar La stanza accanto (The Room Next Door), vincitore del Leone d’Oro all’81ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e candidato a quattro European Film Awards.
Per la prima volta, dunque, grazie a INCinema, un film del celebre regista spagnolo verrà reso accessibile a tutti dal giorno della sua uscita in sala (per approfondimenti su tale evento, accedere a questo link).

INCinema, ricordiamo in conclusione, è prodotto e organizzato da SUB-TI ACCESS, in collaborazione con l’Associazione Libero Accesso, con il sostegno del Comune e della Banca di Udine, e anche in collaborazione con MYmovies, Alice nella Città, la Cineteca di Milano, la Fondazione Sistema Toscana, il Museo del Cinema di Torino, il Festival del Cinema Europeo di Lecce, Trieste Film Festival e l’Associazione +Cultura Accessibile. Si avvale inoltre del patrocinio dell’ADV (Associazione Disabili Visivi), della FIADDA (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone sorde e Famiglie), della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), dell’Associazione Aniridia Italiana e della Consulta Regionale delle Associazioni delle Persone con Disabilità e delle loro Famiglie del Friuli Venezia Giulia. I partner tecnici sono Earcatch e EasyReading, i media partner, oltre a Superando, Fred Film Radio e Motto Podcast. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Cristina Scognamillo (criscognamillo@gmail.com); Martina Tonarelli (martina.tonarelli@fred.fm).

Il soccorso riparte dall’inclusione

4 Dicembre 2024 - 4:54pm

Si è ripetuto a Ferrara il workshop Sicurezza per tutti e per ciascuno. Impariamo a soccorrere, organizzato dall’Università di Ferrara e dai Vigili del Fuoco della stessa città, per sensibilizzare e addestrare le persone chiamate ad operare in possibili scenari di soccorso dove siano coinvolte persone con disabilità e in generale con specifiche necessità. A scriverne è Stefano Zanut, che cura per Superando la rubrica Sicurezza per tutti, anche in emergenza Una delle esercitazioni condotte nella due giorni di Ferrara: movimentazione di una persona in sedia a rotelle, simulando una situazione di emergenza

Si è ripetuto anche quest’anno, a Ferrara, il workshop Sicurezza per tutti e per ciascuno. Impariamo a soccorrere, organizzato dall’Università di Ferrara e dai Vigili del Fuoco della stessa città, per sensibilizzare e addestrare le persone chiamate ad operare in possibili scenari di soccorso dove siano coinvolte persone con specifiche necessità.
Come nella precedente edizione anche in questa sono state coinvolte le persone con disabilità e le loro Associazioni, per metterle in relazione con i potenziali soccorritori e costruire assieme un percorso inclusivo capace di restituire indicazioni utili da mettere in atto nei momenti critici di un’emergenza. Per questo sono state pianificate due giornate, il 29 e 30 novembre, con il mattino dedicato alla parte teorica, per la conoscenza del tema e la condivisione di esperienze al riguardo, e il pomeriggio, invece, ad una fase più operativa in cui tutti i partecipanti sono stati coinvolti nell’effettuazione di prove pratiche sugli argomenti trattati.

Dopo i saluti di Francesco Notaro e Antonio Del Gallo, rispettivamente direttore regionale e comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, ha aperto i lavori di entrambe le giornate Maddalena Coccagna dell’Università di Ferrara e di CERPA Italia (Centro Europeo di Ricerca e Promozione dell’Accessibilità), regista e conduttrice dell’evento, che ha tessuto il filo conduttore tra i vari contributi. In tale contesto ha colto l’occasione per ricordare la figura di Antonio Zuliani, a cui era dedicata l’edizione del workshop, figura di rilievo nel nostro Paese sui temi della psicologia dell’emergenza, che ha saputo mettere al centro delle proprie attività le persone più vulnerabili.
Zuliani è stato referente tecnico nazionale per il Servizio Psicosociale della Croce Rossa Italiana e ha lavorato anche con i Vigili del Fuoco nel supporto psicologico agli operatori in emergenza. Ha fondato «PdE. Rivista di psicologia applicata all’emergenza, alla sicurezza e all’ambiente», resa disponibile gratuitamente a questo link e scritto numerosi contributi sull’argomento. «Non c’è aiuto – scriveva – se non si ha cura di chi aiuta», un concetto che ha permeato l’iniziativa dei due giorni ferraresi.

Le relazioni, tutte accompagnate da interprete LIS, sono state aperte da Elisabetta Schiavone di Soluzioni Emergenti e CERPA Italia, con un intervento dedicato agli aspetti riguardanti le specifiche necessità delle persone con disabilità motorie o malattie neurodegenerative.
La disabilità motoria è da sempre associata univocamente all’utilizzo della sedia a ruote in una visione che può vincolare l’intero panorama della disabilità, ha fatto capire. L’àmbito della disabilità motoria, infatti, coinvolge persone che utilizzano ausili diversi per muoversi come carrozzine manuali a spinta e autospinta, superleggere, basculanti, elettroniche. Ma anche deambulatori, tripodi e altri sostegni o magari persone che non usano ausili, ma hanno un incedere lento per altre ragioni, tutti aspetti che possono incidere nella gestione di una situazione di emergenza.
In tale contesto, Schiavone ha saputo evidenziare il tema della variabilità umana come chiave interpretativa che aiuta a considerare le persone nella loro complessità, vista anche attraverso la prospettiva di persone con patologie neurodegenerative, come la sclerosi multipla, con la compromissione di più funzioni che possono riguardare la mobilità e la sfera sensoriale.

Un altro momento della due giorni di Ferrara

Successivamente Consuelo Agnesi di CERPA Italia ha proposto l’intervento dal titolo Se urli non ti sento: comunicare in emergenza con persone sorde, seguito da Cecità ed ipovisione: aiutami ad uscire di qui, proposto da Martino Zavagno dell’ANIOMAP (Associazione Nazionale Istruttori Orientamento Mobilità Autonomia Personale). Entrambi hanno descritto qualitativamente le problematiche connesse con tali disabilità sensoriali e le loro ripercussioni in emergenza, facendole seguire da indicazioni ai potenziali soccorritori sulle modalità di relazione e accompagnamento.

Franco Romagnoni e Gian Luca Calanchi dell’AUSL di Ferrara (Unità Operativa Assistenza Anziani – Disabili Adulti), si sono quindi soffermati sul tema Accompagnamento in emergenza delle persone colpite da demenze o Alzheimer, seguiti da Francesca Masina (e altre), del settore di Neuropsichiatria Infantile dell’AUSL Ferrara, che hanno trattato il tema dell’autismo.
Romagnoni e Calanchi hanno evidenziato l’importanza di considerare il tema della demenza alla luce dei dati epidemiologici di Censis-Aima: al giorno d’oggi in Italia si stima una presenza di circa 600.000 malati di Alzheimer con 80.000 nuovi casi, ma le proiezioni per il 2030 restituiscono 2 milioni di casi. Numeri che lasciano a bocca aperta e preoccupano, un’emergenza che nel prossimo futuro richiederà maggiore attenzione di oggi. Da qui la necessità che i soccorritori abbiano competenze al riguardo, vista la possibilità di incontrare queste persone in varie circostanze, e strumenti per mettersi in relazione con loro. A tal proposito, hanno evidenziato, è da porre attenzione e «valorizzare sempre il contributo del caregiver quando possibile: è la persona che ci può aiutare a comprendere la complessità che abbiamo di fronte».
L’autismo è stato quindi considerato nell’àmbito dell’intervento Persone con sindrome dello spettro autistico ed emergenza, dove più relatrici si sono alternate per delineare questo tema e fornire utili strumenti di relazione, a partire dall’utilizzo di immagini per comunicare.

In entrambe le giornate questa prima parte è stata chiusa da Antonella Geloso (Comando dei Vigili del Fuoco di Pordenone) e chi scrive (Stefano Zanut, già dei Vigili del Fuoco e ora di CERPA Italia), che hanno messo a disposizione dei presenti le esperienze condotte dai pompieri pordenonesi nel campo del soccorso inclusivo.
Si è trattato, come hanno evidenziato i relatori, di un vero e proprio laboratorio esperienziale, dove, alle varie necessità connesse con il soccorso, in molti casi vissute anche in scenari reali, i Vigili del Fuoco friulani hanno saputo associare indicazioni emerse dalle esperienze con il coinvolgimento diretto e confronto delle persone con disabilità e delle loro Associazioni. È da questo percorso che sono nate le Linee Guida per il soccorso inclusivo dedicate a vari tipi di disabilità.

I pomeriggi, come già detto, sono stati dedicati alla parte esperienziale, dove a rotazione i gruppi hanno affrontato gli aspetti della movimentazione di una persona in sedia a rotelle, con l’utilizzo dell’ausilio personale o di una sedia di evacuazione, accompagnamento di persone con disabilità visiva e indicazioni per comunicare in emergenza con persone sorde. Anche in queste circostanze il workshop è stato capace di dare un apporto significativo, alla luce del fatto che per un attimo i soccorritori si sono trasformati in vittime, trovandosi, ad esempio, in una sedia a rotelle o con gli occhi bendati per simulare la cecità. Certamente conserveranno il ricordo di queste esperienze quando si troveranno a interagire con una persona con disabilità, anche se speriamo che questo non accada.
Nel pomeriggio del 30 novembre, infine, è stata proposta una relazione curata dal Comando Operazioni Aerospaziali (COA) di Poggio Renatico (Ferrara) in cui sono state illustrate le esperienze nel campo del soccorso inclusivo con l’utilizzo di elicotteri per redigere specifiche Linee guida sul soccorso aereo a persone con disabilità non motorie.

Si è trattato quindi di due giornate decisamente intense in cui i 200 soccorritori che vi hanno partecipato hanno acquisito nuovi strumenti e conoscenze nella direzione di garantire un soccorso per tutti e tutte le persone della nostra società.

*stefano.zanut@gmail.com.

Sicurezza per tutti, anche in emergenza
Con il presente contributo prosegue il proprio percorso la rubrica di «Superando.it» denominata Sicurezza per tutti, anche in emergenza, voluta per affrontare i temi della sicurezza e della gestione dell’emergenza dal punto di vista dell’inclusione e curata da Stefano Zanut, “firma” già ben nota ai nostri Lettori e Lettrici.
L’obiettivo non è solo quello di proporre un’informazione generale su questi temi, ma anche di far conoscere e condividere esperienze condotte in questo campo per rilanciarle, affinché possano diffondersi e affermare una cultura su questi temi che sappia diventare patrimonio comune.
Stefano Zanut è architetto e già direttore vicedirigente dei Vigili del Fuoco del Comando di Pordenone, nonché già membro dell’Osservatorio sulla Sicurezza e il Soccorso delle Persone con Esigenze Speciali attivato proprio dai Vigili del Fuoco. Ha al proprio attivo una lunga esperienza in questo campo, che ha condiviso curando numerose pubblicazioni e partecipando a iniziative di vario tipo, tra cui l’attività nell’àmbito di CERPA Italia (Centro Europeo di Ricerca e Promozione dell’Accessibilità) e del CTS del CRIBA Friuli Venezia Giulia (Centro Regionale di Informazione sulle Barriere Architettoniche) del Friuli Venezia Giulia.
Certi che con i suoi contributi sappia stimolare l’attenzione su questi argomenti, invitiamo tutti e tutte a dare il proprio contributo in merito, anche scrivendo alla nostra redazione (info@superando.it), per “costruire assieme una società più sicura nel senso inclusivo del termine”.

Comunicazione e disabilità: il fotoromanzo come strumento liberatorio

4 Dicembre 2024 - 4:07pm

La Pontificia Università Salesiana di Roma, in collaborazione con l’Associazione Culturale romana Buona Idea!, ha organizzato per il 5 dicembre un seminario, allo scopo di riflettere sul tema della comunicazione nella disabilità. L’opportunità dell’evento è nata da un progetto realizzato dall’Ateneo, in collaborazione con Buona Idea! e insieme a ragazzi con disabilità cognitiva, che hanno riproposto, attraverso il fotoromanzo, il noto film di Benigni e Troisi Non ci resta che piangere

Gli Istituti di Metodologia Pedagogica e di Sociologia della Facoltà di Scienze dell’Educazione della Pontificia Università Salesiana di Roma hanno organizzato un seminario per riflettere sul tema della comunicazione nella disabilità. L’evento si svolgerà il 5 dicembre (ore 15), presso la Sala J. Vecchi.
L’opportunità dell’evento nasce da un progetto realizzato dall’Ateneo, in collaborazione con l’Associazione Culturale Buona Idea! e insieme a ragazzi con disabilità cognitiva che hanno riproposto, attraverso il fotoromanzo, il film Non ci resta che piangere. Si approfondirà il tema della comunicazione nella disabilità e nello specifico verrà presentata una riflessione su un canale comunicativo particolare come quello del fotoromanzo, scelto per rappresentare il film.
Insieme a Claudia Giorgini, docente di Pedagogia Speciale nella Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Ateneo promotore e a Tommaso Sardelli, docente, invece, di Fotografia e Comunicazione Visiva della Facoltà di Comunicazione Sociale, si affronterà il tema della rappresentazione pubblica della disabilità e l’inclusione sociale.
Nella seconda parte del seminario ci sarà la presentazione del laboratorio realizzato dall’Associazione Buona Idea! e la testimonianza di due giovani con la sindrome di Down che hanno interpretato alcuni personaggi del film (a questo link la locandina dell’incontro).

«Nel corso di questi mesi – spiegano i promotori del progetto – siamo stati impegnati con giovani adulti con sindrome di Down e Williams nella realizzazione di un fotoromanzo. Un progetto educativo che da un ciclo di incontri sulla cura della persona e la conoscenza delle regole sociali (Educare al bon ton) è giunto a rappresentare con Massimo Troisi e Roberto Benigni l’ambiente e il paese di Frittole del film Non ci resta che piangere attraverso un fotoromanzo». (C.C.)

Per ulteriori informazioni: ass.buonaidea@gmail.com.

Sport e inclusione al Centro Protesi INAIL di Lamezia Terme

4 Dicembre 2024 - 1:24pm

L’evento Open day è collegato al progetto “INsieme” attivato presso la struttura protesico-riabilitativa Inail di Lamezia

Lo sport come fondamentale elemento di integrazione e reinserimento sociale della persona con disabilità: nell’ambito della pluriennale collaborazione tra l’INAIL e il CIP (Comitato Italiano Paralimpico), il 5 dicembre a Lamezia Terme (Catanzaro) vi sarà un Open Day, evento di promozione e informazione sportiva.

L’ Open day è collegato al progetto INsieme attivato presso la struttura protesico-riabilitativa INAIL di Lamezia.
Curato dal Servizio Psicosociale, il progetto stesso si rivolge agli assistiti del locale Centro Protesi INAIL, con finalità di promozione e orientamento allo sport. Tra le attività, comprende anche lo Sportello Informativo, servizio che si svolge a cadenza periodica, in concomitanza con la prima visita tecnico-sanitaria ed è affidata a un delegato CIP che fornisce informazioni per l’individuazione della disciplina più idonea e il necessario supporto tecnico per l’avviamento alla pratica sportiva.

Organizzato dalla Filiale del Centro Protesi Inail in collaborazione con il Cip e con la Direzione regionale Inail Calabria, l’iniziativa vedrà la presenza di autorità, associazioni, atleti con disabilità e studenti.
La giornata si aprirà alle 9.30 con i saluti istituzionali di INAIl, CIP e delle Autorità presenti, cui seguirà la proiezione di video tematici e la parte pratica con testimonianze, dimostrazioni tecniche e la possibilità per i partecipanti di provare diverse discipline paralimpiche quali: pesistica, scherma, bocce, tiro con l’arco, handbike, tiro a segno, calciobalilla, sotto la guida dei tecnici federali. L’evento è stato aperto alla più ampia partecipazione, tra cui gli studenti degli Istituti Superiori e dei Dipartimenti di Scienze Motorie delle Università Magna Graecia di Catanzaro, UniCal di Cosenza e Università Mediterranea di Reggio Calabria.

«Lo sport sia amatoriale sia agonistico costituisce un fondamentale momento di partecipazione e di inclusione sociale. Per le persone con disabilità rappresenta anche un importante strumento per la riconquista dell’autostima e dell’autonomia individuale. In ambito protesico poi  l’utilizzo di materiali  come carbonio, kevlar e titanio  consentono la realizzazione di dispositivi tecnici sempre più affidabili e performanti capaci anche di portare  gli atleti paralimpici ad ottenere grandi riconoscimenti in competizioni nazionali ed internazionali», sottolineano gli organizzatori. (C.C.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Simona Amadesi (s.amadesi@inail.it).

Un webinar dedicato alle pazienti con linfangioleiomiomatosi (LAM)

4 Dicembre 2024 - 12:15pm

Nel secondo pomeriggio di oggi, 4 dicembre, il webinar “La Ricerca italiana in prima linea. Nuove speranze per le pazienti con LAM”, organizzato dall’AST (Associazione Sclerosi Tuberosa)

Aperto a tutti e a tutte, con i maggiori esperti in Italia di Linfangioleiomiomatosi (LAM) e organizzato dall’AST (Associazione Sclerosi Tuberosa), il webinar La Ricerca italiana in prima linea. Nuove speranze per le pazienti con LAM” si svolgerà oggi 4 dicembre, dalle 18 alle 19.30,  sulla piattaforma  zoom AST APS (nella locandina è presente il QR tramite il quale è possibile entrare nella riunione).
Pensata e creata in collaborazione con l’A.I.LAM (Associazione Italiana Linfangioleiomiomatosi) e con LAM Italia, la riunione è stata fortemente voluta da Sergio Harari, direttore dell’Unità Operativa Ospedale San Giuseppe, Multimedica Milano e da Roberto Cassandro, dirigente medico dell’Unità Operativa di Pneumologia dello stesso Ospedale San Giuseppe, Multimedica Milano, nonché da Davide Elia, dirigente medico dell’Unità Operativa di Pneumologia nella medesima struttura e membro del Comitato Scientifico dell’AST. (C.C.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Segreteria Associazione Sclerosi Tuberosa (info@sclerosituberosa.org).

Autismo: il buco nero è la ricerca

3 Dicembre 2024 - 5:40pm

«L’autismo – scrivono dall’ANGSA – è la disabilità di questo secolo perché in crescita esponenziale in tutto il mondo. È bene tener conto di questo dato oggi, 3 Dicembre, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità. E quello che manca è soprattutto la ricerca: non ci sono risorse adeguate dedicate a individuare le ragioni dell’autismo, a indagarne le cause, e le poche esistenti vengono spesso sprecate. Senza ricerca, però, non c’è futuro per la disabilità e per l’autismo in particolare»

L’autismo è la disabilità di questo secolo perché in crescita esponenziale in tutto il mondo. È bene tener conto di questo dato oggi, 3 Dicembre, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità.
Negli Stati Uniti da anni è in corso una ricerca epidemiologica in undici Stati sui bambini che via via compiono gli otto anni. Nel 2016 ha raggiunto il 18,5 per 1.000, pari a una persona con autismo ogni 54 persone. Studi in Asia, Europa e Nordamerica hanno identificato persone nello spettro autistico con una media tra l’1% e il 2%. E ancora, un recente studio condotto in diversi Stati europei da Autism Europe su 631.619 bambini tra i 7 e i 9 anni ha determinato una prevalenza stimata media di 12,2 per 1.000 (uno su 89). Il valore dei vari Paesi varia tra il 4,4 e il 19,7 per 1.000.

In Italia si registrano circa 5.000 nuovi casi ogni anno con una media di 14 al giorno. Secondo la ricerca più recente condotta dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità), oggi, nel nostro Paese, un bambino fino a 8 anni su 77 presenta disturbi dello spettro autistico. Dalla prima rilevazione del 2000 ad oggi la crescita è stata costante e si aggira sul 10%. Le persone coinvolte in Italia sono dunque oltre 300.000.
Tutti numeri che raccontano un fenomeno in grande crescita rispetto al quale il nostro Paese ha prodotto una legislazione molto avanzata, ma applicata malissimo a livello regionale.

Le famiglie spesso sono avvolte da un forte senso di solitudine. Manca il personale, perché malpagato, faticano a crescere strutture adeguate ai bisogni delle persone con autismo, in particolare per adolescenti e adulti. In questo senso si stanno facendo passi avanti seppur lentamente.
Quello che manca del tutto, invece, è la ricerca e anche gli ultimi fondi delegati alle Regioni per tale scopo sono rimasti sulla carta.
Questo è il grido di allarme e la denuncia delle famiglie: manca la ricerca, non ci sono risorse adeguate dedicate a individuare le ragioni dell’autismo, a indagarne le cause, e le poche esistenti vengono spesso sprecate. Senza ricerca, però, non c’è futuro per la disabilità e per l’autismo in particolare.

*Associazione Nazionale Genitori di perSone con Autismo.

Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa ANGSA (Luca Benigni), luca.benigni@gmail.com.

Spesa sociale: un gap enorme da colmare

3 Dicembre 2024 - 4:47pm

«La spesa sociale in Italia è aumentata dal 2019 al 2024 del 23%, ma la quotidianità dei cittadini e delle cittadine con disabilità non è migliorata rispetto alla loro qualità della vita»: lo ha sottolineato il presidente della FISH Falabella, nel corso della riunione dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con disabilità, convocata in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità. «Bisogna intervenire in maniera significativa – ha aggiunto – per cambiare la cultura e le politiche di intervento e dare risposte immediate alle persone con disabilità»

«La spesa sociale in Italia è aumentata dal 2019 al 2024 del 23%, 10 miliardi di euro, ma constatiamo che la quotidianità dei cittadini e delle cittadine con disabilità non è migliorata rispetto alla loro qualità della vita. Perché la spesa sociale in Italia è vista ancora come un costo che “ingessa” quegli interventi che devono avere una ricaduta concreta nel soddisfare i bisogni di chi vive in una condizione di disabilità. Se dunque in àmbito sanitario l’Italia spende 140 miliardi, in àmbito sociale sono solo 10 quelli spesi e questo è un gap enorme da colmare»: è partito da queste riflessioni l’intervento di Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e consigliere del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro), nel corso della riunione dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con disabilità, convocata in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità di oggi, 3 Dicembre, come avevamo riferito in altra parte del giornale.

«Oggi è una giornata normale per le tante persone con disabilità che vivono nel nostro Paese – ha sottolineato ancora Falabella -, ma è una giornata importante per noi organizzazioni e per le Istituzioni. Abbiamo infatti il dovere di intervenire in maniera significativa per cambiare la cultura e le politiche di intervento che possono dare risposte immediate ai cittadini e alle cittadine con disabilità, che devono essere considerati al pari degli altri. Occorre dunque una responsabilità maggiore, sia da parte del mondo della politica che del movimento associativo». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: uficiostampa@fishonlus.it.

Quando la scuola dell’inclusione esclude

3 Dicembre 2024 - 4:15pm

«A fronte di tali episodi, è fondamentale che le Istituzioni preposte, dai dirigenti regionali ai sindacati, intervengano per promuovere una gestione scolastica che rispetti e valorizzi le diversità»: lo dicono dall’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità di oggi, 3 Dicembre, prendendo punto da uno dei tanti casi segnalati all’Associazione, ovvero quello di un istituto superiore di Potenza, che non ha accolto la domanda d’iscrizione al secondo anno di Donato, ragazzo con la sindrome di Down

«Dovrebbe essere luogo di partecipazione e inclusione per eccellenza, eppure a volte la scuola ancora esclude e lascia fuori»: lo dicono dall’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità di oggi, 3 Dicembre, prendendo punto da uno dei tanti casi segnalati all’Associazione, ovvero quello di un istituto superiore di Potenza, che non ha accolto la domanda d’iscrizione al secondo anno di Donato, ragazzo con la sindrome di Down.
Tale decisione era stata così motivata dal dirigente scolastico: «In considerazione della gravità dell’handicap per la quale l’alunno era stato affiancato da docente di sostegno con rapporto 1/1 per 18 ore settimanali, e in mancanza della nomina dell’insegnante di sostegno, ci è impossibile accogliere la domanda di iscrizione per l’anno scolastico in corso nel secondo periodo didattico del percorso di istruzione per adulti attivato presso il nostro istituto».

Si tratta di un caso di “discriminazione diretta”, ai sensi della Legge 67/06 (Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni, come denuncia Gianfranco Salbini, presidente nazionale dell’AIPD, che ha preso in carico la vicenda e sta sostenendo la famiglia. «La disabilità non è una condizione straordinaria – sottolinea lo stesso Salbini -, ma parte integrante della realtà umana, una diversità che arricchisce e caratterizza ogni persona. La scuola, luogo deputato alla crescita culturale e civica, deve essere il laboratorio in cui si imparano il rispetto, la comprensione e la valorizzazione delle diverse condizioni di vita. Solo così si potrà costruire una società veramente partecipativa, in grado di accogliere tutti, senza discriminazioni».

«Il caso di Donato – ricordano dall’AIPD – purtroppo non è isolato». «In alcune, seppur rare, situazioni – conferma infatti Salbini -, i dirigenti scolastici scelgono di affrontare la disabilità con un approccio distante e diffidente, considerandola un problema piuttosto che una risorsa. Questo atteggiamento non solo tradisce la missione educativa della scuola, ma si pone in netto contrasto con la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata dall’Italia con la Legge 18/09, che garantisce il diritto all’istruzione senza discriminazioni».
In occasione quindi della Giornata Internazionale di oggi, l’AIPD rilancia questo appello: «A fronte di tali episodi, è fondamentale che le Istituzioni preposte, dai dirigenti regionali ai sindacati, intervengano per promuovere una gestione scolastica che rispetti e valorizzi le diversità. Ogni forma di resistenza a questo principio rischia di vanificare gli sforzi di chi ogni giorno lavora per un’educazione inclusiva. La Giornata di oggi deve quindi rappresentare non solo un momento di celebrazione, ma anche un’occasione per ribadire il nostro impegno: costruire una scuola e una società in cui nessuno sia lasciato indietro». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampaaipd@gmail.com.

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