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Riconoscere il valore e garantire i diritti del caregiver familiare

Superando - 21 Luglio 2025 - 6:01pm

«Il caregiver familiare è una figura centrale nel sistema di welfare italiano, ma nonostante questo, continua a operare in un contesto di scarsa visibilità e limitato riconoscimento normativo»: prenderà il via da questo assunto il convegno del 24 luglio “Caregiver familiare: riconoscere il valore e garantire i diritti”, promosso a Roma, presso la Sala Stampa della Camera, dalla deputata Malavasi, con la media partnership dell’OMaR (Osservatorio Malattie Rare)

«Il caregiver familiare rappresenta una figura centrale nel sistema di welfare italiano e svolge un ruolo cruciale nel supporto quotidiano a persone con disabilità, patologie rare o croniche. E tuttavia, nonostante l’indispensabile contributo sociale ed economico, questa figura continua a operare in un contesto di scarsa visibilità e limitato riconoscimento normativo. Se infatti l’introduzione della Legge 205/17 ha segnato un primo passo verso una definizione giuridica del caregiver, rimangono evidenti le carenze in termini di tutele, sostegni e misure strutturali»: prenderà il via da questo assunto, sottolineato dall’OMaR (Osservatorio Malattie Rare), che ne sarà media partner, il convegno del 24 luglio denominato Caregiver familiare: riconoscere il valore e garantire i diritti, promosso a Roma, presso la Sala Stampa della Camera, dalla deputata Ilenia Malavasi, con la partecipazione di altri rappresentanti istituzionali e del mondo associativo.

«Nello scenario descritto – proseguono dall’OMaR – si inserisce anche la figura del sibling, termine utilizzato nella letteratura medica per riferirsi a fratelli e sorelle di persone con patologie – anche rare – o disabilità, spesso coinvolti fin dalla giovane età nella cura del familiare e che assumono ruoli di responsabilità non sempre compatibili con il loro sviluppo emotivo e sociale e con il loro progetto di vita. Anche se il loro contributo è essenziale, questi caregiver “invisibili”, infatti, non sono riconosciuti dalle Istituzioni e restano ai margini dei percorsi di supporto. Alla luce di quanto detto, duunque, risulta prioritario sviluppare politiche pubbliche organiche e integrate che riconoscano e sostengano in maniera concreta il caregiver familiare, promuovendo ad esempio misure di conciliazione vita-lavoro, supporto psicologico e formazione specifica. Un sistema di welfare realmente inclusivo, infatti, non può prescindere dal valorizzare pienamente queste figure, tutelandone i diritti e favorendo una più equa distribuzione del carico assistenziale all’interno della società». (S.B.)

Il convegno potrà essere seguito in diretta sul canale WebTV della Camera dei Deputati. Per ulteriori informazioni: Rossella Melchionna (melchionna@rarelab.eu).

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D.D.G. 1330/2023 – Concorso per titoli ed esami per l’accesso ai ruoli del personale docente relativi all’insegnamento dell’educazione motoria nella scuola primaria, di cui all’articolo 1, commi 329 e seguenti, della legge 30 dicembre 2021, n. 234 –...

Ultime da USR Calabria - 21 Luglio 2025 - 5:36pm

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La Fondazione LIA (Libri Italiani Accessibili) amplia la propria rete internazionale

Superando - 21 Luglio 2025 - 5:27pm

La Fondazione LIA (Libri Italiani Accessibili), organizzazione non profit creata dall’AIE (Associazione Italiana Editori) e dall’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), ha ampliato la propria rete di collaborazioni internazionali, accogliendo tra i propri soci tre prestigiose realtà del panorama editoriale globale, quali EDItEUR, l’STM Association (International Association of Scientific, Technical & Medical Publishers) e il BISG (Book Industry Study Group)

In queste settimane la Fondazione LIA (Libri Italiani Accessibili), organizzazione non profit creata dall’AIE (Associazione Italiana Editori) e dall’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), ha ampliato la propria rete di collaborazioni internazionali, accogliendo tra i propri soci tre prestigiose realtà del panorama editoriale globale, quali EDItEUR, l’STM Association (International Association of Scientific, Technical & Medical Publishers) e il BISG (Book Industry Study Group).
«L’ingresso di questi nuovi membri – sottolineano da LIA – rafforza ulteriormente il nostro posizionamento internazionale, confermandone il ruolo di riferimento della nostra Fondazione nella promozione dell’accessibilità lungo tutta la filiera editoriale e nella costruzione di una cultura condivisa su temi legati all’innovazione tecnologia e all’inclusione. Fin dalla nostra nascita nel 2014, del resto, abbiamo costruito la nostra identità valorizzando la collaborazione con enti, istituzioni e partner qualificati, attivando sinergie con soggetti chiave per portare avanti progetti tecnologicamente avanzati e ad alto impatto sociale. L’ingresso di EDItEUR, STM e BISG rappresenta dunque un ulteriore passo in questa direzione, confermando la nostra volontà di operare in rete e condividere buone pratiche a livello globale».

«L’ingresso di queste tre prestigiose realtà nella rete della nostra Fondazione – commenta Cristina Mussinelli, segretario generale di LIA – è un segnale importante, a dimostrazione che il lavoro da oi condotto per promuovere un’editoria accessibile è riconosciuto a livello internazionale e condiviso da attori fondamentali del settore. Insieme, potremo contribuire a costruire un ecosistema editoriale sempre più accessibile e capace di rispondere alle sfide globali dell’inclusione».

EDItEUR è un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro che coordina lo sviluppo di standard per il commercio elettronico nei settori dei libri, degli e-book e degli audiolibri, in particolare lo standard ONIX il più utilizzato per la distribuzione dei metadati lungo tutta la filiera editoriale, e Thema, lo schema internazionale multilingue di classificazione delle pubblicazioni. Essa riunisce oltre 110 membri in 25 Paesi impegnati nella definizione di metadati, identificatori e pratiche per il commercio editoriale globale. «Collaboriamo con LIA sin dalla sua fondazione – dichiara Graham Bell, direttore esecutivo di EDItEUR – e sono lieto di riconoscere e rafforzare questo rapporto. L’impegno di LIA per migliorare l’accessibilità dei libri digitali e degli altri componenti della filiera e il lavoro complementare di EDItEUR sui metadati per l’accessibilità non sono mai stati così importanti e allineati».

STM Association è invece l’Associazione di categoria leader a livello mondiale degli editori accademici e professionali. Con circa 150 membri (editori indipendenti e grandi gruppi editoriali, società di studi e aziende di innovazione tecnologica), rappresenta oltre il 60% della produzione scientifica internazionale in lingua inglese. «Siamo orgogliosi – afferma Leila Jones, direttrice operativa di STM Association – di entrare a far parte della Fondazione LIA e della sua rete internazionale che promuove una cultura dell’accessibilità nell’editoria. Questa partnership rafforza il nostro impegno a favore dell’editoria inclusiva, garantendo a tutti, indipendentemente dalle capacità visive, l’accesso e il beneficio dei contenuti accademici».

BISG, infine, è un’organizzazione internazionale che include editori, fornitori di servizi editoriali e produttivi, grossisti e distributori, biblioteche, librerie online e altri partner industriali del mondo del libro sia cartaceo sia digitale. Essa lavora per migliorare gli standard e la ricerca nell’àmbito di: metadati, gestione dei diritti, processi produttivi e distributivi, gestione della catalogazione e soggettazione delle pubblicazioni. Ne fanno parte oltre 200 organizzazioni e 2.800 professionisti ed esperti del mondo del libro in 25 Paesi. In occasione dell’ingresso di BISG, il suo Direttore esecutivo ha dichiarato: «La Fondazione LIA – sottolinea Brian O’Leary, direttore esecutivo di BISG – ha aperto la strada nel supportare la comunità editoriale nella creazione, distribuzione e vendita di contenuti accessibili. Apprezziamo molto il loro contributo e non vediamo l’ora di avviare una collaborazione ancora più stretta». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Denise Nobili (denise.nobili@fondazionelia.org).

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Un convegno a Salerno in occasione della Giornata Mondiale sulla Sindrome di Sjögren

Superando - 21 Luglio 2025 - 4:57pm

Formare i medici, gli specialisti, gli operatori sanitari, i fisioterapisti, gli infermieri e gli odontoiatri su una malattia rara, degenerativa e inguaribile non ancora inserita nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), pur avendone titolo: è l’obiettivo del convegno promosso per il 23 luglio dall’ANIMASS (Associazione Nazionale Italiana Malati Sindrome di Sjögren), presso l’Ordine dei Medici di Salerno, in occasione dell’undicesima Giornata Mondiale sulla Sindrome di Sjögren

In occasione dell’undicesima Giornata Mondiale sulla Sindrome di Sjögren del 23 luglio, l’ANIMASS (Associazione Nazionale Italiana Malati Sindrome di Sjögren) proporrà un convegno ECM, presso l’Ordine dei Medici di Salerno, in collaborazione e con il patrocinio dello stesso (Via SS. Martiri Salernitani, 31, ore 13-18.30).
L’iniziativa punta a formare i medici, gli specialisti, gli operatori sanitari, i fisioterapisti, gli infermieri e gli odontoiatri su questa malattia rara, degenerativa e inguaribile non ancora inserita nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), pur avendone titolo, un tema su cui si batte ormai da vent’anni l’ANIMASS, con la propria presidente Lucia Marotta. (S.B.)

A questo link è disponibile il programma completo del convegno di Salerno, Per ogni altra informazione: animass.sjogren2005@gmail.com.

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La sindrome di Down e una corretta informazione sulle più recenti scoperte scientifiche

Superando - 21 Luglio 2025 - 4:35pm

«Oggi  la speranza delle ricerche sulla sindrome di Down si fonda su tante strade già in corso di sperimentazione e sulla passione e l’impegno di tanti gruppi di ricerca, tra cui molti italiani»: lo dichiara Lucio Nitsch, coordinatore della Down Syndrome Task Force, la rete di ricercatrici e ricercatori italiani che da anni lavora per promuovere la ricerca scientifica sulla sindrome di Down e per la divulgazione delle più corrette informazioni sulle ultime scoperte effettuate, insieme all’AIPD e al CoorDown

«La prospettiva che la ricerca scientifica ci dà oggi è molto importante e si capisce con un’immagine semplice: è come se ogni persona con sindrome di Down portasse sulle spalle uno “zainetto” pieno di sassi, che rende molte attività più difficili o più lente. I ricercatori non cercano di “eliminare la sindrome”, ma di togliere sassolini dallo zainetto per rendere più agevole il cammino. Per questo lavoriamo a stretto contatto con la Down Syndrome Task Force, per informare le persone con sindrome di Down e le loro famiglie su come può migliorare la qualità della vita e in quali fasi»: lo dichiarano Gianfranco Salbini e Martina Fuga, presidenti rispettivamente dell’AIPD (Associazionre Italiana Persone con Sindrome di Down) e del CoorDown (Coordinamento Nazionale Associazioni delle Persone con Sindrome di Down), in una nota congiunta riguardante i passaggi più recenti della ricerca sulla sindrome di Down, diffusa dalla Down Syndrome Task Force, la rete di ricercatrici e ricercatori italiani che da anni lavora appunto per promuovere la ricerca scientifica sulla sindrome di Down e per la divulgazione delle più corrette informazioni sulle ultime scoperte effettuate, insieme alla stessa AIPD e al CoorDown.

Si parla innanzitutto dello studio pubblicato nello scorso mese di febbraio da parte di un gruppo di ricercatori giapponesi, tra cui Ryotaro Hashizume e Hiroki Kurahashi, arrivati a parlare addirittura di una «cura per la sindrome di Down». Essi infatti sono riusciti, per la prima volta, a rimuovere una delle tre copie del cromosoma 21 da cellule umane coltivate in laboratorio. «Si sa da molti anni – spiegano a tal proposito dalla Down Syndrome Task Force – che nella sindrome di Down le cellule hanno tre copie (anziché due) del cromosoma 21, e proprio questa copia in più è alla base delle difficoltà cognitive e dei problemi di salute associati alla sindrome, inclusa la frequenza elevata di demenza di tipo Alzheimer. Il risultato è, quindi, molto interessante dal punto di vista della ricerca». «E tuttavia – si aggiunge – bisogna fare molta attenzione: si tratta infatti di un risultato ottenuto solo in laboratorio, in cellule coltivate in un ambiente controllato. Non è una cura, né qualcosa che si può applicare oggi alle persone e per capire perché, bisogna sapere che per ottenere tale risultato è stato necessario usare sofisticate strategie di ingegneria genetica e introdurre nelle cellule particolari enzimi in grado di tagliare il DNA in punti precisi: una tecnica basata sul “taglia e incolla” del DNA, chiamata CRISPR/Cas9, che sarebbe oggi impossibile da fare nel cervello umano, perché bisognerebbe, tra l’altro, fare arrivare nel cervello questi enzimi, e altre molecole, superando una barriera naturale che lo protegge; farli quindi entrare nelle cellule nervose, evitando che la loro attività le danneggi; soprattutto garantire che tutto avvenga in modo efficace, sicuro e preciso, senza effetti collaterali. Ebbene, siamo ancora molto lontani da queste possibilità».

Nel frattempo, però, la ricerca non si ferma. Poco più di un anno fa, ad esempio, nel mese di giugno 2024, durante un importante congresso internazionale tenuto a Roma e organizzato da ricercatori italiani, coordinati da Eugenio Barone, si è discusso anche di queste possibilità future nel corso del simposio intitolato La terapia genica è una prospettiva nella sindrome di Down? cui ha partecipato anche uno degli autori del citato studio giapponese.
«Molti laboratori in Italia e nel mondo – ancora sottolineato dalla Down Syndrome Task Force – stanno lavorando all’inattivazione di una copia del cromosoma 21 o anche all’eliminazione di alcune sue porzioni, ma molti stanno anche percorrendo strade più vicine all’applicazione clinica. In particolare, ci sono oggi diversi farmaci in sperimentazione che potrebbero migliorare le capacità cognitive o rallentare la comparsa della malattia di Alzheimer nelle persone con sindrome di Down. Due di essi (AEF0217 e Bumetanide) vengono sperimentati anche in Italia e a questi si aggiungono metodi non farmacologici, come la stimolazione cerebrale con correnti elettriche o magnetiche, che si stanno rivelando promettenti.
«Oggi dunque – commenta – Lucio Nitsch, professore emerito dell’Università di Napoli Federico II e coordinatore della Down Syndrome Task Force – la speranza si fonda soprattutto su queste tante strade già in corso di sperimentazione e sulla passione e l’impegno di tanti gruppi di ricerca, tra cui molti italiani. La maggior parte di questi ultimi è rappresentato nella nostra Task Force, che ogni anno organizza un convegno scientifico e divulgativo con l’obiettivo di rendere accessibile il dibattito tra studiosi e illustrare le ultime novità. Il prossimo si terrà a Napoli dal 17 al 19 ottobre e sarà gratuito e aperto a tutti: persone con sindrome di Down, familiari, ricercatori, medici, operatori, insegnanti. Un’occasione, quindi, da non perdere». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampaaipd@gmail.com, ufficiostampa@coordown.it.

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Procedura di selezione per l’assegnazione di 4 unità fra dirigenti scolastici e/o docenti per lo svolgimento dei compiti connessi all’autonomia scolastica (art. 26, comma 8, legge 448/1998), per il triennio 2025/2026 –2026/2027 – 2027/2028 presso USR...

Ultime da USR Calabria - 21 Luglio 2025 - 2:23pm

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Procedura di selezione per l’assegnazione di 4 unità fra dirigenti scolastici e/o docenti per lo svolgimento dei compiti connessi all’autonomia scolastica (art. 26, comma 8, legge 448/1998), per il triennio 2025/2026 –2026/2027 – 2027/2028 presso USR...

Ultime da USR Calabria - 21 Luglio 2025 - 2:21pm

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Una FISH Friuli Venezia Giulia sempre più rappresentativa delle istanze dei vari territori

Superando - 21 Luglio 2025 - 1:50pm

Si è tenuto a Udine il congresso straordinario e ordinario della FISH Friuli Venezia Giulia (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), alla presenza di numerose organizzazioni, federate e non, che ha portato tra l’altro all’aumento dei componenti della Giunta Esecutiva da 9 a 11, tenendo conto dell’ingresso di nuove Associazioni e dunque per garantire la più ampia rappresentatività possibile Giampiero Licinio, riconfermato alla Presidenza della FISH Friuli Venezia Giulia

Si è tenuto il 15 luglio scorso a Udine, presso la sede legale della Federazione, il congresso straordinario e ordinario della FISH Friuli Venezia Giulia (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), alla presenza di numerose organizzazioni (federate e non), ossia l’ANFFAS Friuli Venezia Giulia (Associazione Nazionale Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo) e l’ANFFAS Udine, l’AISM Regionale (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), Diritto di Parola di Gorizia, l’APICI Gorizia (Associazione Provinciale Invalidi Civili e Cittadini Anziani), la UILDM Gorizia (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), l’Associazione DAF Gorizia (Diabetici per/in Attività Fisica), l’Impresa Sociale Io Ci Vado, Federvol FVG (Federazione Volontariato del Friuli Venezia Giulia), ALICe Trieste (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale), l’ANFI FVG, l’ANFAMIV (Associazione Nazionale delle Famiglie delle persone con Minorazioni Visive), l’Impresa Sociale Laluna e la Fondazione Il Melograno.

All’ordine del giorno dell’incontro vi erano alcune modifiche statutarie da apportare e innanzitutto quella conseguente alla nuova denominazione della Federazione (già Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), approvata dal recente congresso cui anche la FISH Friuli Venezia Giulia ha preso parte. Doveva intervenire con un proprio il presidente nazionale della FISH Vincenzo Falabella che tuttavia, a causa di improvvisi e improrogabili impegni non ha potuto collegarsi. Ha comunque garantito un incontro con le Associazioni federate – questa volta in presenza – per il prossimo mese di settembre.
Un’altra modifica statutaria approvata è stata quella riguardante l’aumento del numero dei componenti della Giunta Esecutiva da 9 a 11, tenendo conto dell’ingresso di nuove Associazioni e dunque per garantire la più ampia rappresentatività possibile. E sempre per consentire una maggiore fattiva partecipazione, nonché per assicurare le istanze dei vari territori, su proposta del presidente Giampiero Licinio – confermato ancora una volta a guidare la Federazione Regionale -, l’organo assembleare ha deliberato la nomina di delegati territoriali di Udine, Trieste, Gorizia e Pordenone.

Il congresso ordinario ha provveduto invece al rinnovo delle cariche associative. Come detto, Giampiero Licinio guiderà la Federazione Regionale anche per i prossimi cinque anni, proseguuendoi sulla strada delle numerose iniziative già intraprese e ricordate anche in questa occasione, come il noto progetto Sportelli per il volontariato, di cui anche il nostro giornale si è già più volte occupato, e, prima ancora, la costante e costruttiva collaborazione con la FISH Nazionale, culminata nei recenti Stati Generali di fine 2024. Proprio durante quell’incontro era stata portata all’attenzione la Legge Regionale del Friuli Venezia Giulia 16/22 che ha per più di un aspetto anticipato i contenuti della recente Riforma sulla Disabilità.

Con voto unanime e per acclamazione, oltre al già citato Licinio, è stata in parte confermata, ma in parte anche innovata, la Giunta Esecutiva. Sono risultati quindi eletti (in rigoroso ordine alfabetico): Nelea Butnaru, Edda Caligaris, Alessandra Ferletti, Rachele Francescutti, Pierpaolo Gregori (segretario confermato), il già citato Giampiero Licinio, Massimiliano Mauri, Gerardo Napoli (confermato tesoriere), Annalisa Noacco, Maria Cristina Schiratti (sempre vicepresidente vicaria) e Alberto Volpe (vicepresidente confermato).
«Nel ringraziare i componenti della Giunta «per la fiducia accordata e per il loro impegno», Licinio ha voluto sottolineare «le notevoli competenze professionali e personali di ben otto neoeletti su undici». «Con questa nuova governance – ha chiosato – la FISH Friuli Venezia Giulia farà sicuramente un significativo salto di qualità. E ringrazio anche i collaboratori Erika, Roberto e Lorenza per il loro costante impegno e dedizione».

A chiudere l’incontro è stato il saluto di Giorgio Dannisi, già componente di Giunta nei precedenti tre mandati e ora coinvolto in un nuovo progetto, vale a dire la Fondazione Il Melograno di recentissima costituzione. Tutta la Giunta, nell’augurare grandi successi, ha auspicato di proseguire la collaborazione con il Presidente e con la Fondazione tutta.
Ora la neoeletta Giunta si riunirà a breve, per il conferimento di alcune deleghe di competenza. (L.V. e S.B.)

Per ulteriori informazioni: segreteria@fishfvg.it.

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Per chi non vede ogni gesto sulla scacchiera tattile è un inno all’autonomia

Superando - 21 Luglio 2025 - 1:17pm

«Per chi non vede, ogni gesto sulla scacchiera tattile è un atto di libertà, un inno all’autonomia, una sfida alla marginalità, una forma di arte civile. E Galatina, città d’arte, accoglienza e storia, è la cornice perfetta per questo racconto»: lo dicono dall’ASCID, l’Associazione Scacchisti Ciechi e Ipovedenti Italiani, presentando il 52° Campionato Italiano Assoluto di Scacchi per Ciechi e Ipovedenti, che in questi giorni è approdato per la prima volta in Puglia

Giunto alla sua 52ª edizione, il Campionato Italiano Assoluto di Scacchi per Ciechi e Ipovedenti è per la prima volta approdato in questi giorni – e fino al 27 luglio – in Puglia ed esattamente a Galatina (Lecce), riunendo i migliori giocatori e le migliori giocatrici ciechi e ipovedenti del nostro Paese in una sfida che oltre ad assegnare i titoli di Campione e Campionessa Italiana, inciderà sul ranking internazionale della FIDE, la Federazione Scacchistica Mondiale. E tra i protagonisti vi saranno anche gli Azzurri recentemente rientrati dalle Olimpiadi degli Scacchi in Serbia (se ne legga anche sulle nostre pagine), già proiettati verso il Campionato Mondiale Individuale in Polonia, previsto dal 17 al 29 agosto.
«L’apertura del Campionato – sottolineano dall’ASCID (Associazione Scacchisti Ciechi e Ipovedenti Italiani), ha coinciso anche con un’importante ricorrenza simbolica: il 20 luglio, infatti, è stata la Giornata Internazionale degli Scacchi, istituita su proposta dell’Unesco, in memoria della nascita della FIDE, avvenuta nel 1924. Ogni 20 luglio, dunque, il mondo intero si ritrova idealmente intorno alla scacchiera, riconoscendo in questo antico gioco un patrimonio dell’umanità e tra le varie iniziative promosse per l’occasione anche in Italia, vi è anche il nostro Campionato Italiano, con il quale portare un messaggio potente di uguaglianza, autodeterminazione e passione condivisa».

«Gli scacchi – aggiungono dall’ASCID – sono molto più che un gioco, sono pensiero in movimento, poesia in battaglia, equilibrio in azione. Per chi non vede, ogni gesto sulla scacchiera tattile è un atto di libertà, un inno all’autonomia, una sfida alla marginalità, una forma di arte civile. E Galatina, città d’arte, accoglienza e storia, è la cornice perfetta per questo racconto. Qui, infatti, lo sport diventa esperienza collettiva, narrazione condivisa, turismo inclusivo, qui l’accessibilità si intreccia con la bellezza e i diritti trovano casa».

L’evento di questi giorni in Puglia non è per altro solo competizione, se è vero che a fianco del torneo si svilupperà un programma di iniziative aperte alla cittadinanza, per diffondere una cultura della disabilità fondata su rispetto, conoscenza e partecipazione. «“Occhio non vede, cuore non molla!” – concludono dall’ASCID -: è questo il nostro motto e la nostra verità. E il Campionato di questi giorni sarà il luogo in cui prenderà vita, nei volti, nei gesti, nei sogni e nelle vittorie di chi ogni giorno dimostra che la luce più potente è quella che nasce dentro. Immaginiamo infatti un futuro in cui la passione possa abbattere ogni ostacolo, creare ponti e allargare gli orizzonti. Perché quando gli occhi non vedono, il cuore trova la strada. E noi, quella strada, continuiamo a percorrerla. Con entusiasmo. Con fierezza. Insieme». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: presidenza@ascid.it.

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PERSONALE DOCENTE SECONDO GRADO – DECRETO ESECUZIONE SENTENZA

Ultime da A. T. P. Cosenza - 21 Luglio 2025 - 1:14pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

AVVISO D.M. n. 137/2025 Operazioni assunzionali informatizzate personale docente a.s. 2025/2026 PRECISAZIONI cdc AM48.

Ultime da USR Calabria - 21 Luglio 2025 - 12:47pm

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Un “Ambasciatore della Disabilità” in ogni azione dell’Unione Europea sui cambiamenti climatici

Superando - 21 Luglio 2025 - 11:57am

«Rafforzare la rappresentanza delle persone con disabilità nel Patto Europeo per il Clima, introducendo un profilo dedicato a una sorta di “Ambasciatore della Disabilità”, sul modello di successo degli “Ambasciatori dei Giovani”»: lo scrive il Forum Europeo sulla Disabilità, nel quadro di un necessario sostanziale coinvolgimento delle persone con disabilità in ogni politica e azione sui cambiamenti climatici, anche in vista della Conferenza COP30 del prossimo novembre in Brasile Le persone con disabilità sono segnatamente tra le più colpite dalle conseguenze dei cambiamenti climatici

Insieme all’IDA, l’Alleanza Internazionale sulla Disabilità, anche l’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, ha partecipato attivamente, qualche settimana fa in Germania, ai Bonn Climate Change Meetings, conferenza delle Nazioni Unite dedicata ai cambiamenti climatici, continuando a sostenere, anche in tale sede, la necessità di un coinvolgimento sostanziale delle persone con disabilità nelle politiche e negli eventi riguardanti tale tema, in particolare con il riconoscimento di uno specifico ente di rappresentanza per la disabilità.
«Abbiamo colto l’occasione – spiegano dall’EDF – per unirci a una più ampia coalizione di organizzazioni per sostenere questo obiettivo in diversi eventi, collaborando anche all’organizzazione dell’incontro collaterale Just and Disability Inclusive Climate Action [letteralmente “Un’azione climatica giusta e inclusiva per le persone con disabilità”, N.d.R.], sia chiedendo l’inclusione della disabilità nel Piano d’Azione di Genere, sia la disaggregazione dei dati per disabilità in ogni indagine sulla popolazione. Inoltre, in vista della COP 30, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, in programma a Belém, in Brasile, dal 10 al 21 novembre prossimi, ci siamo soffermati sull’accessibilità di tale evento».

A dare ulteriore sostanza alla propria partecipazione al meeting in Germania, il Forum Europeo sulla Disabilità ha anche prodotto il documento Rights of Persons with Disabilities and EU Climate Action (“Diritti delle persone con disabilità e azioni dell’Unione Europea per il clima”, disponibile in inglese a questo link), ove si illustra come i responsabili politici dell’Unione Europea possano promuovere l’inclusione della disabilità nell’azione per il clima, in vista della COP30 di novembre in Brasile. «Una proposta chiave – sottolineano dall’EDF – è quella di rafforzare la rappresentanza delle persone con disabilità nel Patto Europeo per il Clima, introducendo un profilo dedicato a una sorta di “Ambasciatore della Disabilità”, sul modello di successo degli “Ambasciatori dei Giovani”». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: An-Sofie Leenknecht, coordinatrice dell’EDF per i Diritti Umani (ansofie.leenknecht@edf-feph.org).

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DD.D.G. prot. AOODRCAL20517 del 21.07.2025 – esecuzione Sentenza n. 1387/2025 del 16 luglio 2025 resa dal tribunale di Vibo Valentia.

Ultime da USR Calabria - 21 Luglio 2025 - 10:13am

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Personale docente – Immissioni in ruolo a.s. 2025/2026 – Decreto accantonamento sedi PNRR 2

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 21 Luglio 2025 - 8:57am

AOOUSPCZ.REGISTRO UFFICIALE.2025.0006170 ACCANTONAMENTI PNRR 2 Allegati AOOUSPCZ.REGISTRO UFFICIALE.2025.0006170 (230 kB)ACCANTONAMENTI PNRR 2 (52 kB)

Personale docente – GAE – Ripubblicazione graduatorie AAAA valevoli per l’a.s.2025/26

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 21 Luglio 2025 - 8:55am

Decreto ripubblicazione GaE AAAA A. S. 2025-26 Prot.6169.19-07-2025 GAE Definitive Infanzia 16-07-25 Da pubblicare Allegati Decreto ripubblicazione GaE AAAA A. S. 2025-26 Prot.6169.19-07-2025 (290 kB)GAE ...

Chi succederà a Vienna quale città più accessibile dell’Unione Europea?

Superando - 18 Luglio 2025 - 6:18pm

Ogni città dell’Unione Europea con più di 50.000 abitanti potrà candidarsi fino al 9 settembre al 16° “Access City Award 2026”, premio promosso sin dal 2010 dalla Commissione Europea e dal Forum Europeo sulla Disabilità (EDF), per dare visibilità a quelle città che abbiano preso iniziative esemplari per migliorare l’accessibilità nelle abitazioni, negli ambienti di lavoro, nei trasporti, nelle strutture ricreative e culturali del proprio ambiente urbano, nonché nell’àmbito delle tecnologie della comunicazione

«La tua città è “leader” nell’accessibilità? O è impegnata a compiere progressi significativi in tale àmbito? Incoraggiala a candidarsi all’Access City Award 2026!»: è dunque tempo, per le città dell’Unione Europea con oltre 50.000 abitanti (o per le aree urbane composte da due o più città con una popolazione complessiva di oltre 50.000 abitanti, se si trovano in Paesi dell’Unione con meno di due città che abbiano più di 50.000 abitanti) di candidarsi alla sedicesima edizione del “Premio Europeo alla città più accessibile”, iniziativa organizzata sin dal 2010 – come abbiamo raccontato in questi anni -, dalla Commissione Europea, insieme all’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, allo scopo appunto di dare visibilità e premiare quelle città che abbiano preso iniziative esemplari per migliorare l’accessibilità nelle abitazioni, negli ambienti di lavoro, nei trasporti, nelle strutture ricreative e culturali del proprio ambiente urbano, nonché nell’àmbito delle tecnologie della comunicazione.

Le iscrizioni sono aperte fino al 9 settembre e le città vincitrici riceveranno premi in denaro di 150.000 euro alla prima classificata, 120.000 euro alla seconda e 80.000 euro alla terza. Quest’anno, inoltre, verrà assegnata anche una menzione speciale per l’accessibilità nell’abitare a una città che stia affrontando la crisi abitativa, garantendo al contempo l’accessibilità alle persone con disabilità. Fermo restando che la giuria europea potrà anche decidere come sempre di assegnare altre menzioni speciali.
I vincitori verranno annunciati il 4 e 5 dicembre, durante una cerimonia di premiazione in occasione della Giornata Europea delle Persone con Disabilità.

Come si può notare dall’Albo d’Oro dell’Access City Award, che proponiamo nel box in calce, l’unica città del nostro Paese ad aggiudicarsi finora il primo premio è stata Milano che, come avevamo anche raccontato a suo tempo, non aveva ritenuto il riconoscimento come un traguardo raggiunto, ma piuttosto come un punto di partenza per diventare sempre più accogliente e accessibile non solo alle persone con disabilità, ma a tutti, grazie anche alla continua e costante pressione delle Associazioni impegnate nel settore.
In occasione poi di un’edizione successiva, vi era stata una menzione speciale per Firenze, andando ad aggiungersi a quelle ottenute negli anni precedenti da altre città italiane, vale a dire Arona (Novara), Alessandria e Monteverde (Avellino). (S.B.)

Access City Award – Albo d’oro
2011: Ávila (Spagna)
2012: Salisburgo (Austria)
2013: Berlino (Germania)
2014: Göteborg (Svezia)
2015: Borås (Svezia)
2016: Milano
2017: Chester (Inghilterra)
2018: Lione (Francia)
2019: Breda (Olanda)
2020: Varsavia (Polonia)
2021: Jönköping (Svezia)
2022: Lussemburgo (Lussemburgo)
2023: Skellefteå (Svezia)
2024: San Cristóbal de La Laguna (Spagna)
2025: Vienna (Austria)

Per ogni informazione sull’Access City Award 2026 e su come candidarsi, accedere a questo link.

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Riproduzioni accessibili di opere d’arte in mostra gratuitamente a Viareggio

Superando - 18 Luglio 2025 - 5:42pm

Il 19 e 20 luglio a Viareggio, nell’àmbito del convegno “Consumatori e Disabilità: verso un nuovo modello di consumerismo inclusivo”, organizzato da Consumers’ Forum, verranno esposte e saranno fruibili gratuitamente numerose riproduzioni tattili “parlanti” e in Lingua dei Segni di celebre opere, curate da un gruppo interdisciplinare di esperti composto da Dino Angelaccio, Odette Mbuyi e Carlo D’Aloisio Esplorazione tattile della riproduzione della “Crocifissione bianca” di Marc Chagall

Il 19 e 20 luglio a Viareggio (Sala Vangi di Principino Eventi, Viale Marconi, 130), nell’àmbito del convegno Consumatori e Disabilità: verso un nuovo modello di consumerismo inclusivo, organizzato da Consumers’ Forum, verranno esposte e saranno fruibili gratuitamente numerose riproduzioni tattili “parlanti” e in Lingua dei Segni di celebri opere, curate da un gruppo interdisciplinare di esperti composto da Dino Angelaccio, Odette Mbuyi e Carlo D’Aloisio.
Tra le altre opere accessibili in mostra, vi saranno anche La crocifissione bianca di Marc Chagall, il mosaico bizantino della Basilica di Sant’Apollinare Nuovo a Ravenna e quello del Mausoleo di Galla Placidia, sempre a Ravenna.
«Sarà una mostra totalmente gratuita, per richiamare l’attenzione sul tema dell’accessibilità universale e dell’inclusione dal punto di vista delle persone con disabilità, in qualità di consumatori e utenti anche dei beni artistici», sottolineano da Consumers’ Forum, ente indipendente di cui fanno parte Associazioni di consumatori, imprese industriali e di servizi e le loro Associazioni di categoria, oltre a rappresentanze delle Istituzioni. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@consumersforum.it (Alessandra Piloni).

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“Autonomia e Cooperazione”: il campo estivo promosso dall’IRIFOR Campania

Superando - 18 Luglio 2025 - 5:22pm

«La collaborazione tra Associazionismo e Pubblica Amministrazione ha garantito lo svolgimento di attività capaci di far acquisire e potenziare competenze di autonomia personale e autostima dei partecipanti»: lo ha sottolineato Giulia Antonella Cannavale, presidente dell’UICI di Caserta, a proposito del campo estivo “Autonomia e Cooperazione”, promosso dall’IRIFOR della Campania, con base a San Gregorio Matese (Caserta), e rivolto a persone con disabilità visiva e ulteriori minorazioni Foto di gruppo per il campo estivo “Autonomia e Cooperazione”

Frutto di un progetto giunto alla sua ottava edizione e rivolto a persone con disabilità visiva e ulteriori minorazioni, il campo estivo denominato Autonomia e Cooperazione, promosso dall’IRIFOR della Campania (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione dell’UICI), con base a San Gregorio Matese (Caserta), si è caratterizzato nei giori scorsi per innovazione, con il suo “stile scout” che ha visto i partecipanti imparare ad installare tende, a costruire strutture in legno e a svolgere altre attività con le dovute accortezze.
Nel corso degli ultimi giorni, inoltre, il campo ha beneficiato della collaborazione dell’Amministrazione Comunale di San Gregorio Matese, dell’operatività dell’Ufficio Municipale della Protezione Civile e degli operatori del Servizio Civile Universale. Il sindaco e gli assessori della città, quindi, insieme ai giovani in Servizio Civile, hanno consentito ai diciotto partecipanti, accompagnati dai propri operatori e volontari, di svolgere due attività fondamentali: una giornata in piscina e un percorso multisensoriale presso la Cipresseta di Fontegreca.
La giornata in piscina ha permesso infatti ai partecipanti di scoprire il proprio corpo e di migliorare la coordinazione, acquisendo competenze utili per l’autonomia personale, mentre il percorso multisensoriale ha permesso di toccare le foglie del cipresso, i suoi frutti e abbracciare l’albero, creando un momento di intimità tra l’uomo e la natura.

Nel ringraziare l’IRIFOR Campania e l’Amministrazione Comunale di San Gregorio Matese, per la grande collaborazione, Giulia Antonella Cannavale, presidente dell’UICI di Caserta (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), ha sottolineato come «la collaborazione tra Associazionismo e Pubblica Amministrazione abbia garantito lo svolgimento di attività capaci di far acquisire e potenziare competenze di autonomia personale e autostima dei partecipanti». Concetti ripresi anche da Vincenzo Del Piano, direttore scientifico dell’IRIFOR, che ha espresso a propria volta «soddisfazione per l’importante collaborazione costituitasi tra le Associazioni e l’Amministrazione Comunale, sottolineando l’impegno profuso per il raggiungimento dell’autonomia personale dei partecipanti». «In tal senso – ha aggiunto – l’IRIFOR continuerà ad offrire opportunità sempre più interessanti per la conferma dei diritti di tutte le persone cieche e ipovedenti del territorio, per l’acquisizione di competenze e strumenti che permetteranno di avere le stesse pari opportunità di vita». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: uicicaserta@gmail.com.

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Disabilità: svolgere insieme continue “prove tecniche di trasformazione”

Superando - 18 Luglio 2025 - 4:50pm

«La trasformazione, le alleanze, i rischi, il coraggio e il tempo: sono i cinque punti in cui articoliamo questo nostro contributo a un dibattito sulla disabilità oggi, che coinvolge i contesti istituzionali, sociali, economici e culturali in cui viviamo e operiamo, in una fase che richiede di svolgere insieme continue “prove tecniche di trasformazione”»: lo scrivono scrivono Roberto Speziale e Marco Faini, prendendo spunto da un contributo di riflessione di Giovanni Merlo da noi pubblicato nei giorni scorsi L’intervento del portavoce degli Autorappresentanti con disabilità dell’ANFFAS a un evento pubblico dell’Associazione

L’intervento di Giovanni Merlo, direttore della LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone fcon Disabilità, componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), intitolato Libere tutte, le persone con disabilità, ma proprio tutte, pubblicato nei giorni scorsi su queste stesse pagine, merita una replica che vorremmo venisse considerata come un contributo ad un dibattito che non può limitarsi tra noi e il direttore della LEDHA perché molto più complesso e articolato e che coinvolge i contesti istituzionali, sociali, economici e culturali in cui viviamo e operiamo.
Diciamo subito che sottoscriviamo il senso generale del suo intervento, sottolineando che il problema non sta in quello che è scritto, ma in quello che non è scritto.
Articoliamo questo nostro intervento in cinque punti.

Punto primo: il cambiamento, anzi, la trasformazione. La portata universale dei temi riproposti dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità è tale da giustificare l’utilizzo di un’espressione divenuta di uso frequente: da parte nostra, e da sempre, vi è un’adesione senza se e senza ma. Da qui a considerare esaurito il dibattito su tali temi, e cioè il godimento di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali, per citare uno dei passaggi più significativi del Decreto Legislativo 62/24, quando affronta il principio/strumento dell’accomodamento ragionevole, ce ne vuole. Non perché si debba discutere se debbano essere adattati, ridimensionati o alleggeriti nel loro significato e valore, ma perché il raggiungimento di questi obiettivi di civiltà, fondativi del vivere contemporaneo, non può essere affidato “solo” al valore delle norme, ma richiede approfondimenti, esperienze, progettualità, investimenti. Sono insomma le azioni, i concreti passi con gli inevitabili insuccessi ed errori che hanno il compito di tradurre le norme in un processo di costante e lenta stratificazione, creando condizioni diffuse di consenso per giungere alla concreta applicazione e rispetto di tali princìpi. Esattamente quello che nel nostro piccolo stiamo tentando di fare, convinti che la trasformazione debba vedere nella qualità normativa dell’ordinamento solo un tassello (forse addirittura il più piccolo, anche se indispensabile e strategico), ma che siano poi i mille e mille rivoli delle azioni quotidiane ad alimentare il processo di trasformazione, perché il nemico con cui tutti noi dobbiamo fare i conti sta nella potenza dei pregiudizi, degli stereotipi, dei pigri e accomodanti paternalismi, parenti stretti del qualunquismo, dell’indifferenza civica e dell’assenza di solidarietà. Mille e mille rivoli che un’organizzazione come la nostra che ambisce, per scelta e non solo per obbligo normativo, a qualificarsi come Ente di Terzo Settore, non può lasciare alla libera iniziativa di chi la compone, ma che deve invece programmare, progettare e produrre instancabilmente per concorrere a creare quelle condizioni di rispetto dei princìpi e dei valori fondanti la trasformazione. E qui si innesta il secondo punto: le alleanze.

Tanto più il cambiamento assume dimensioni rilevanti tanto più forti sono e saranno le resistenze che si opporranno al cambiamento. Resistenze a tutto campo (culturali, professionali, organizzative) incluse quelle “inconsapevoli” esercitate da chi vede le persone con disabilità come destinatarie di cure e sostegni che possono ignorare la grande meta della partecipazione su base di uguaglianza con gli altri e che quindi considerano i servizi alla persona la prevalente, anzi l’unica, risposta possibile ai loro bisogni, indipendentemente dalle scelte delle persone su come, dove e con chi vivere.
Se, sommariamente, questo è il campo di gioco in cui stiamo agendo, è per noi imprescindibile agire in modo trasparente nel seguente modo: dichiarare e perseguire (per esempio con le azioni progettuali) in modo coerente le mete della Convenzione ONU, ma, al contempo, comprendere le resistenze da parte di chiunque incontriamo nel nostro cammino e cercare di conquistare, con infinita pazienza, alleati e compagni di cammino. Con delle priorità, dettate non da valutazioni di maggiore o minore importanza dei soggetti con cui tentare di stringere alleanze, ma dalla prevalenza delle sfide che la realtà di propone.
Per essere chiari, vediamo oggi prioritario, nel processo di implementazione della riforma (Legge 227/21) contribuire a costruire quel clima cooperativo che la riforma stessa descrive e che deve (non dovrà, o dovrebbe, ma deve) vedere le Istituzioni della Pubblica Amministrazione, le persone con disabilità e loro familiari e i rappresentanti e soggetti del Terzo Settore agire in modo coordinato e inclusivo, a partire dalla grande e avvincente sfida del protagonismo attivo della persona con disabilità («…per rimuovere gli ostacoli e per attivare sostegni utili al pieno esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, delle libertà e dei diritti civili e sociali nei vari contesti di vita, liberamente scelti», articolo 1, comma 1 del Decreto Legislativo 62/24).

E siamo al terzo punto di questa riflessione: i rischi.
Diffondere e difendere in modo convinto le grandi mete che ci indica la Convenzione ONU significa per noi fare i conti con le tante dimensioni e i volti della contemporaneità (si pensi, ad esempio, alla battaglia culturale sui temi del contrasto alle discriminazioni). In questa semplice, ma indispensabile cornice di consapevolezza crediamo si celi la vera sfida che stiamo vivendo: promuovere l’uguaglianza nei diritti in favore di persone che invece, per lungo, lunghissimo e inaccettabile tempo sono state considerate come persone per cui, in nome della “cura”, si poteva ignorare il pieno godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Una sfida che tutti noi abbiamo accettato, resa ancora più complicata dall’epoca che stiamo vivendo e che appare dominata dai disvalori dell’indifferenza verso i beni comuni, dall’accentuarsi delle disuguaglianze multilivello e, non ultimo, da una sorta di accettazione e ineluttabilità dell’avvio di conflitti armati sempre più estesi e globali: una situazione che genera la sensazione di avere intrapreso un compito quasi impossibile da compiere. Se non che, se non che, e proprio per il valore di quelle concrete azioni prima ricordate, sempre più persone (persone con disabilità, loro familiari, operatori pubblici e privati, contesti sociali, ecc.) hanno cessato di “meravigliarsi” dell’approccio alla disabilità basato sui diritti umani, e sono sempre di più i dubbi sull’efficacia del “vecchio” sistema.

Da qui il quarto punto di questo contributo: il coraggio. Avere il coraggio di aprire e provare nuove strade. Un coraggio che c’è, spesso auto-prodotto da tante realtà e da un numero crescente di persone e loro familiari, e che la nostra organizzazione cerca di rinnovare passo dopo passo, progetto dopo progetto.

E infine, il quinto e ultimo elemento che compone questo nostro contributo: il tempo.
Un tempo fatto di lavoro, impegno, critica, tentativi ed errori, e non certo un tempo inerte e silente. Il tempo è indispensabile per fare tutto ciò che sappiamo deve essere fatto, compresa la conversione in chiave inclusiva del concetto stesso di “servizio alla persona”.

Tornando allora al contributo di Giovanni Merlo confessiamo che, al termine della sua lettura, ci siamo detti che tutto quanto lì esposto non aiuta, nel senso che non ci fa pensare o intravedere cose che non fossero già note e, per quanto ci riguarda, condivise. Non ci consideriamo né più preparati né più impreparati di altri, ma quel modo di descrivere le mete della Convenzione ONU crediamo abbia fatto il suo tempo, che non serva più di tanto, soprattutto perché ignora quel tanto (o quel poco, a seconda dei punti di vista) che si sta facendo, perché oggi è vitale impegnare tutte le nostre energie per compiere ogni azione utile a concretizzare in politiche e prassi la Convenzione ONU.
Per quanto ci riguarda, avendo appena concluso un’Assemblea Nazionale che si è assunta il compito di traguardare il 2030 come soglia temporale entro cui “devono accadere delle cose” nella nostra organizzazione, abbiamo condiviso gli elementi essenziali del nostro cammino prossimo venturo:
° Promuovere e garantire il protagonismo della persona con disabilità: ANFFAS ha mutato la propria genesi fondativa ed è divenuta Associazione di Famiglie e di Persone con Disabilità, ha fatto della partecipazione della persona con disabilità uno “standard di qualità” imprescindibile in tutte le iniziative progettuali degli ultimi dieci anni, ha attivato la prima piattaforma nazionale degli autorappresentanti, ha costituito una rete con oltre 50 sportelli per il contrasto alle discriminazioni e la tutela delle vittime.
° Definire la centralità strategica del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato: abbiamo agito, spesso in splendida solitudine, nel promuovere anche nelle aule di giustizia il valore strategico dell’articolo 14 della Legge 328/00 e continuiamo a difendere il principio di autonomia e indipendenza delle persone con disabilità, anche rispetto agli aspetti economici, tutelandone i diritti nei confronti delle pretese illegittime relative alla compartecipazione al costo dei servizi.
° Conoscere il quadro normativo e affinare la capacità tecnica-operativa basata su modelli e strumenti scientificamente validati è elemento imprescindibile per l’appartenenza e la permanenza nella nostra rete associativa e gestionale.
° Tradurre in termini concreti e distintivi la riforma del Terzo Settore attraverso il Codice di Qualità e Autocontrollo impostato e tratto dalla Convenzione ONU, assunta come “manuale di qualità” a cui riferirsi per lo svolgimento delle proprie attività, siano esse attività di advocacy che di gestione ed erogazione di sostegni.

E infine, per venire e concludere sul tema dei servizi, abbiamo maturato la serena e lucida consapevolezza che l’approccio alla disabilità basato sui diritti umani comporta la conversione del sistema dei servizi, così come siamo convinti che occorre dirigere altrettanti sforzi per allestire contesti di vita sempre più inclusivi. Ma per le ragioni esposte nei cinque punti di questo intervento, occorre, e da subito, aprire una stagione in cui si inizi a progettare, programmare per poi sperimentare un nuovo sistema in sostituzione del vecchio.
Dobbiamo affrontare ora, e non domani, temi come la flessibilità organizzativa del lavoro, la gestione di spazi e attività in contesti comunitari nel rispetto della sicurezza, le nuove professionalità necessarie ad affrontare le sfide generate dalla visione inclusiva dei contesti e dei servizi, il riesame dal punto di vista giuridico dei livelli di responsabilità degli operatori nell’attuazione di esperienze inclusive, l’abbandono delle attuali forme e strumenti utilizzati dalla Pubblica Amministrazione per verificare l’appropriatezza dei sostegni erogati in favore di forme e strumenti che verifichino, a partire dal coinvolgimento della persona con disabilità e di chi la rappresenta, l’effettivo esito in termini di miglioramento della qualità di vita, il finanziamento del nuovo sistema basato sui sostegni, il mantenimento (per quali situazioni, con quali standard di funzionamento, con quali livelli di piena tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali della persona) di servizi specialistici per affrontare le difficoltà che la persona può incontrare nel corso della sua vita, le concrete misure e politiche a sostegno dei familiari, anche in termini di politiche previdenziali, la stesura e l’avvio di programmi sulle necessità abitative dettate dall’incremento dei progetti di vita autonoma e indipendente.

Se non parliamo di questo, il grande rischio che abbiamo di fronte è assistere alla saldatura di tre soggetti (o meglio, di parti di essi) che manifestano, per diversi motivi, inerzie e resistenze alla trasformazione: Pubblica Amministrazione che non intende modificare le prassi consolidate di una presa in carico prevalentemente assistenziale e in perenne emergenza (si vedano le lunghissime liste di attesa per la fruizione di servizi, soprattutto residenziali), soggetti gestori di servizi anche di Terzo Settore che non intendono “cambiare il certo per l’incerto”, familiari preoccupati dall’attenuazione dei sostegni sin qui ricevuti e poco convinti della concretezza delle mete di libertà, indipendenza e non discriminazione proposti dalla Convenzione ONU.
Occorre invece – facendo tesoro di quanto di positivo si sta muovendo nel Paese, sia sul versante della Pubblica Amministrazione che su quello delle gestioni di servizi, che da tanta parte dell’Associazionismo familiare e delle persone con disabilità – svolgere insieme continue “prove tecniche di trasformazione”. Di questo abbiamo bisogno, e solo ora, al termine di questo contributo, ci permettiamo un cambio di “stile” e ci permettiamo di dire che di certo non abbiamo bisogno di richiami massimalisti.

*Rispettivamente presidente nazionale dell’ANFFAS (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo) e componente del Centro Studi Giuridici e Sociali dell’ANFFAS Nazionale.

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