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Atto finale a Vallelunga per il Campionato Italiano di Motociclismo Paralimpico

Superando - 10 Ottobre 2025 - 4:23pm

Quindici piloti sono pronti a sfidarsi nel weekend all’Autodromo Piero Taruffi di Vallelunga (Roma), per conquistare il titolo nelle classi 1000 cc. e 600 cc., durante l’atto conclusivo della “OCTO CUP 2025”, il Campionato Italiano di Motociclismo Paralimpico, organizzato dall’Associazione Di.Di. – Diversamente Disabili, sotto l’egida della FMI (Federazione Motociclistica Italiana)

Si concluderà nel weekend all’Autodromo Piero Taruffi di Vallelunga (Roma) la OCTO CUP 2025, ossia il Campionato Italiano di Motociclismo Paralimpico, organizzato dall’Associazione Di.Di. – Diversamente Disabili, sotto l’egida della FMI (Federazione Motociclistica Italiana), evento seguito regolarmente anche dal nostro giornale.
Dopo le qualifiche di domani, 11 ottobre, saranno dunque quindici i piloti in griglia per la gara del 12 ottobre (ore 17.20), pronti a sfidarsi per conquistare il titolo nazionale nelle categorie 1000 cc. e 600 cc. (S.B.)

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming a questo link. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@diversamentedisabili.it.

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Decreto del Direttore Generale n. 2939 del 9 ottobre 2025: “Concorso per titoli ed esami per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria di primo e di secondo grado su posto comune e di sostegno, ai sensi del Decreto ministeriale...

Ultime da USR Calabria - 10 Ottobre 2025 - 4:03pm

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Decreto del Direttore Generale n. 2938 del 9 ottobre 2025: “Concorso per titoli ed esami per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola dell’infanzia e primaria su posto comune e di sostegno, ai sensi del Decreto ministeriale 26 ottobre 2023...

Ultime da USR Calabria - 10 Ottobre 2025 - 3:59pm

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Deistituzionalizzare non significa chiudere un luogo, significa aprire possibilità

Superando - 10 Ottobre 2025 - 3:47pm

«Deistituzionalizzare – scrivono tra l’altro dall’Associazione sammarinese Attiva-Mente – non significa chiudere un luogo: significa aprire possibilità. Significa ridare fiducia a chi per troppo tempo è stato oggetto di cura e non soggetto di diritti. Significa costruire reti di sostegno, e non recinti, accompagnare le persone nelle scelte, non sostituirle in esse. È un processo profondo, che parte dal linguaggio, attraversa le leggi e si compie solo quando cambia lo sguardo collettivo»

C’è un punto, nella storia di ogni comunità, in cui le parole “cura” e “protezione” rischiano di trasformarsi, quasi senza accorgercene, in “controllo” e “separazione”. È lì che nasce l’istituzione. Non necessariamente tra le mura di un grande edificio, ma ovunque una persona smette di essere padrona del proprio tempo, delle proprie scelte, della propria vita. Capire se un modello abitativo, un servizio o una struttura è un’istituzione significa allora guardare oltre la facciata, oltre le buone intenzioni. Non basta che un luogo sia “nuovo”, “bello”, “moderno” o “situato nella comunità”: ciò che conta davvero è se chi vi vive ha potere su di sé, se può scegliere, se può cambiare idea, se può decidere con chi stare e come vivere. In altre parole, un ambiente è libero solo quando chi vi abita è libero.

Le Linee Guida del Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità ci ricordano che l’istituzionalizzazione non è solo una questione di spazi, ma di relazioni, di diritti, di potere. Ogni volta che qualcuno stabilisce per altri le regole della quotidianità, l’orario dei pasti, chi può entrare o uscire, chi può aiutare chi, si riaccende una logica antica: quella dell’assistenza che sostituisce la libertà. E ogni volta che accettiamo quella logica, anche in nome della “protezione”, un frammento di umanità si spegne.

Deistituzionalizzare non significa chiudere un luogo: significa aprire possibilità. Significa ridare fiducia a chi per troppo tempo è stato oggetto di cura e non soggetto di diritti. Significa costruire reti di sostegno, e non recinti, accompagnare le persone nelle scelte, non sostituirle in esse. È un processo profondo, che parte dal linguaggio, attraversa le leggi e si compie solo quando cambia lo sguardo collettivo.
E allora dovremmo chiederci: quante istituzioni esistono ancora, silenziose, nelle pieghe delle nostre buone intenzioni? Quante volte la parola “accoglienza” cela, in realtà, una vita fatta di regole altrui? Quante volte confondiamo la sicurezza con la libertà, la cura con la dipendenza, l’aiuto con il potere?

La vera sfida per gli Stati, ma anche per ciascuno di noi, è creare le condizioni perché nessuno debba più “essere accolto” da un sistema, ma possa semplicemente vivere dove e con chi desidera, con i sostegni che sceglie, nella comunità che riconosce come propria. È questo il significato più profondo della Vita Indipendente: non la solitudine dell’autonomia, ma la dignità della scelta. Perché l’indipendenza non è “fare da soli”, è poter decidere come vivere.
Ecco perché la deistituzionalizzazione non è una riforma tecnica: è un atto di civiltà. È la misura della maturità democratica di un Paese, la prova del rispetto che una società ha per i propri cittadini più fragili o, meglio, per la propria stessa umanità.
Finché esisterà un solo luogo in cui una persona è costretta a vivere secondo regole altrui, la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità resterà incompiuta. E con essa, anche la nostra idea di libertà.

*Attiva-Mente è un’Associazione della Repubblica di San Marino.

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INTERPELLO – Avviso di selezione, ai sensi dell’articolo 13, comma 23 dell’O.M. 16 maggio 2024, n. 88 finalizzato al reclutamento di personale docente (classe di concorso ADAA – Sostegno Scuola dell’infanzia)

Ultime da A. T. P. Cosenza - 10 Ottobre 2025 - 3:28pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

Interpello Nazionale – avviso finalizzato al reclutamento di docenti forniti della classe di concorso AM56 – VIOLINO presso I.C. A. Amarelli Corigliano Rossano (CS)

Ultime da A. T. P. Cosenza - 10 Ottobre 2025 - 3:26pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

D.M. n. 137/2025 – Operazioni assunzionali informatizzate personale docente a.s. 2025/2026 – Avviso avvio Fase 2 Scelta sede – ccdc A015 – A040 – A060 – B006

Ultime da A. T. P. Cosenza - 10 Ottobre 2025 - 3:20pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

D.M. n 137/2025 – Operazioni assunzionali informatizzate personale docente a.s. 2025/2026 – Esiti fase 1 Scelta provincia – cdc A015-A040-A060-B006

Ultime da A. T. P. Cosenza - 10 Ottobre 2025 - 3:16pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

Due giornate in Campania dedicate agli “occhiali intelligenti”

Superando - 10 Ottobre 2025 - 2:01pm

La Rete campana CIVES promuoverà il 15 e 16 ottobre a Sant’Anastasia (Napoli) due giornate speciali dedicate all’innovazione e all’autonomia delle persone cieche e ipovedenti, ponendo al centro gli “iSee One”, i cosiddetti “occhiali intelligenti” che stanno migliorando la mobilità delle persone con disabilità visiva e che i partecipanti potranno provare dal vivo, sperimentandone personalmente le tante potenzialità “iSee One”, i cosiddetti “occhiali intelligenti”

La Rete campana CIVES promuoverà il 15 e 16 ottobre presso la Biblioteca Comunale di Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia (Napoli) due giornate speciali dedicate all’innovazione e all’autonomia delle persone cieche e ipovedenti. Al centro vi saranno gli iSee One, i cosiddetti “occhiali intelligenti” che stanno migliorando la mobilità delle persone con disabilità visiva e che i partecipanti potranno provare dal vivo, sperimentando personalmente le potenzialità di questo ausilio, vale a dire sensori che rilevano ostacoli all’altezza del viso e della testa, avvisi sonori e vibrazioni per segnalare la distanza, connessione Bluetooth per gestire musica, GPS, VoiceOver, Siri e persino ChatGPT.
«Non solo un supporto tecnologico – sottolineano da CIVES -, ma uno strumento concreto di autonomia e inclusione, pensato per rendere la vita quotidiana più sicura e indipendente. (S.B.)

Le prove si svolgeranno su prenotazione (i posti sono limitati, confermare la partecipazione tramite il telefono 081 898 3113, il numero per i whatsapp 351 090 3222 e l’e-mail segreteriacives@gmail.com).

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Formazione, informazione e autonomia al centro delle Giornate Nazionali UILDM

Superando - 10 Ottobre 2025 - 1:41pm

Stanno per tornare le “Giornate Nazionali UILDM”, evento dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare e delle sue 65 Sezioni, che dal 13 al 19 ottobre sensibilizzeranno ancora una volta sul diritto all’inclusione delle persone con distrofie, malattie neuromuscolari e altre disabilità. Tra le iniziative che ruoteranno attorno alle Giornate, il corso del 18 ottobre a Busto Arsizio sulla riabilitazione respiratoria e la presentazione il 21 ottobre a Milano della piattaforma “Sostegninrete” Volontari della UILDM con la latta piena di biscotti che caratterizza le Giornate Nazionali dell’Associazione

Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, stanno per tornare le Giornate Nazionali UILDM, il tradizionale evento dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare e delle sue 65 Sezioni sul territorio nazionale, che dal 13 al 19 ottobre sensibilizzeranno ancora una volta sul diritto all’inclusione delle persone con malattie neuromuscolari, sette giorni per richiamare l’attenzione su un’Associazione che dal 1961 lavora per i diritti delle persone con distrofie e altre malattie neuromuscolari, nonché per le loro famiglie.
A caratterizzare l’evento, un video con gli artisti Luca Ravenna ed Eleazaro Rossi, stand up comedian, che invitano tutti e tutte a scommettere sulla UILDM e sull’impegno di essa per le persone con disabilità, all’insegna del motto «Noi scommettiamo su UILDM, e tu?» (il video è visibile a questo link e tutta la campagna di comunicazione sarà accompagnata dall’hashtag #IoScommettoSuUILDM).

Saranno sostanzialmente tre le parole chiave delle Giornate UILDM, vale a dire Formazione, Informazione e Autonomia personale, come spiegano dall’Associazione: «Uno dei pilastri della nostra azione è la formazione e l’informazione sulle distrofie e le altre malattie neuromuscolari, per aumentare la conoscenza di queste patologie rare e degenerative. In tal senso segnaliamo che il 18 ottobre si svolgerà all’Ospedale di Busto Arsizio (Varese) il corso ECM dedicato ai professionisti del mondo sanitario sulla Riabilitazione respiratoria nel paziente neuromuscolare: dalla teoria alla pratica, per fornire una panoramica completa sul coinvolgimento respiratorio nelle malattie neuromuscolari, con particolare riferimento alle distrofie muscolari, evidenziando le specificità della fisiopatologia e le problematiche legate alla valutazione, al monitoraggio clinico e all’applicazione di tecniche e delle più recenti tecnologie nell’ambito della ventilazione meccanica e della disostruzione bronchiale (per iscrizioni accedere a questo link)».

Per quanto poi riguarda l’autonomia personale, «da sempre – dicono dalla UILDM – il nostro impegno si spende in favore di essa, oltreché promuovendo la Vita indipendente delle persone con disabilità, attraverso strumenti e servizi messi a disposizione della comunità neuromuscolare. Il 21 ottobre, ad esempio, presso Palazzo Marino a Milano, verrà presentata la nuova piattaforma denominata Sostegninrete, nata per creare un match tra persone con disabilità e assistenti personali. La presentazione, che avverrà con il patrocinio del Comune di Milano, vedrà la partecipazione dei rappresentanti delle Istituzioni, del mondo del Terzo Settore, delle realtà in rete con la nostra Associazione, della comunità delle persone con disabilità e le loro famiglie. Sostegninrete sarà uno spazio dedicato all’assistenza personale, che intende fare incontrare le persone con disabilità che cercano un supporto per la vita quotidiana con assistenti personali che ricercano nuove opportunità di lavoro e vogliono mettere a disposizione le proprie competenze professionali (per partecipare in presenza o seguire l’evento online, segnalare la propria partecipazione a questo link)».

Le Giornate Nazionali UILDM, infine, saranno anche la cornice ideale per presentare il rinnovamento di alcuni tra i più importanti strumenti con cui l’Associazione racconta ciò che fa, ossia la messa online del nuovo portale nazionale e i siti in rete, quelli del Servizio Civile UILDM, del Gruppo Donne e delle Sezioni locali. «Un nuovo strumento – viene spiegato – che rende l’informazione e la formazione più vicine e accessibili a tutti e tutte, mettendo in rete le storie, i servizi, i progetti e l’impegno per combattere le malattie neuromuscolari e costruire piena inclusione».

Da dire in conclusione che ad accompagnare la campagna della prossima settimana sarà la consueta latta UILDM, firmata quest’anno dall’illustratrice Ciwa (Cinzia Piazza), con 220 grammi di biscotti all’interno (distribuita a fronte di un contributo minimo di 12 euro nelle sedi delle Sezioni UILDM o tramite questo sito). Dal canto loro, i volontari dell’Associazione saranno presenti in tante piazze per raccontare le attività che li vedono impegnati nel dare alle persone con distrofia muscolare e alle loro famiglie le stesse possibilità di tutti. I vari contributi raccolti serviranno a finanziare i servizi che le Sezioni della UILDM offrono sul proprio territorio alle persone con malattie neuromuscolari e con disabilità in generale. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: uildmcomunicazione@uildm.it.

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Le batterie al litio in aereo

Superando - 10 Ottobre 2025 - 12:45pm

«A proposito del trasporto delle batterie al litio in aereo – scrive Claudio Calligaris – le ragioni di sicurezza sono preminenti, ma è anche certo che per una persona con disabilità in carrozzina non poter portare con sé il proprio propulsore elettrico è una grave menomazione del proprio diritto alla mobilità. Ci rendiamo conto che chiedere un aumento del limite attualmente consentito per le batterie non è semplice, ma perché non provare almeno a sollevare il problema?»

A proposito del trasporto delle batterie al litio in aereo, chiaramente le ragioni di sicurezza sono preminenti, ma è anche certo che per una persona con disabilità in carrozzina non poter portare con sé il proprio propulsore elettrico è una grave menomazione del proprio diritto alla mobilità.
Attualmente, in generale, è permesso il trasporto in cabina di una batteria che non superi i 300 Wh [Wattora, N.d.R.], una quantità, questa, molto limitante soprattutto per le batterie più recenti e potenti. È vero che esistono batterie specifiche che rimangono sotto tale limite, ma hanno il difetto di un costo discretamente elevato.
Ci rendiamo conto che chiedere per le persone con disabilità un aumento del limite consentito non è cosa semplice, sia perché la tendenza di molte compagnie aeree è, al contrario, quella di limitare ulteriormente la potenza trasportabile (ad esempio, risulta che Emirates, da qualche giorno, avrebbe introdotto limitazioni ulteriori), sia perché l’interlocutore dovrebbe essere l’ente che raggruppa le compagnie aeree, sicuramente non facile da raggiungere per un simile argomento. Però, perché almeno non provarci, cominciando a sollevare il problema?

*Presidente dell’Associazione Tetra-Paraplegici del Friuli Venezia Giulia.

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“Quando mi ascolti, fatti sentire!”: è il motto della web radio creata da Stefano Pietta

Superando - 10 Ottobre 2025 - 12:18pm

«Condivido la mia vita con una tetraparesi spastica che mi limita nei movimenti degli arti e mi fa vivere da sempre in carrozzina», racconta Stefano Pietta, che nel 2013 ha creato la web radio Steradiodj, allo scopo iniziale di «sensibilizzare verso quella straordinaria parte del mondo che prende il nome di “disabilità”», ma rendendo nel tempo la sua emittente sempre più generalista, promuovendo dibattiti, incontri e rubriche sugli argomenti più disparati Stefano Pietta ai microfoni della sua Steradiodj

Erano gli Anni Settanta, quelli delle radio libere, emittenti private con un certo non so che di ribelle, nate dopo la liberalizzazione dell’etere, che agivano non soltanto a scopi commerciali e di puro intrattenimento, ma utilizzavano lo strumento radiofonico anche per fini sociali.
Ha un po’ quel sapore pionieristico, genuino e generoso Steradiodj, la web radio voluta, fondata, diretta e condotta da Stefano Pietta, quarantunenne giornalista pubblicista di Manerbio (Brescia) che da 12 anni trasmette da casa sua 24 ore su 24 musica, interviste, opinioni e dibattiti sui temi più vari, a partire dalla disabilità. «Condivido la mia vita con una tetraparesi spastica che mi limita nei movimenti degli arti e mi fa vivere da sempre in carrozzina», esordisce Stefano e, come ripete spesso, per lui questa radio è un hobby, ma con un obiettivo nobile, avendola aperta per “sensibilizzare verso quella straordinaria parte del mondo che prende il nome di “disabilità”.

Entriamo nel vivo con qualche dettaglio tecnico e curiosità, perché quando si pensa a una radio ci si immagina uno studio professionale, pieno di apparecchiature che in una comune abitazione in teoria non riuscirebbero ad entrare. Soltanto in teoria, però: la storia di Steradiodj, infatti, sovverte questo luogo comune. «La mia avventura è iniziata ufficialmente il 23 ottobre 2013 per passione, è tuttora una passione e resterà sempre tale», racconta Stefano, ripercorrendo i suoi esordi, e quando gli chiediamo come sia riuscito ad allestire uno studio radiofonico “casalingo”, ci spiega che «la strumentazione adatta l’ho trovata dopo una lunga ricerca anche grazie all’aiuto di un amico. Per quanto riguarda la programmazione, decido io a mio piacere quando andare in diretta da solo, realizzare interviste oppure mandare semplicemente la programmazione a rotazione automatica perché magari ho impegni di lavoro o altro. Ho “trasformato” la mia camera da letto in una sorta di studio radiofonico con microfono e due computer. La radio ha regolari licenze SIAE, SCF ed ITSRIGHT».

Ma cosa ti ha spinto, gli chiedo, a diventare il promotore e conduttore di una radio tutta tua? «I motivi che mi hanno spinto a fondare, condurre e gestire Steradiodj sono principalmente trattare le condizioni di disabilità, i temi sociali e la speranza di poter avere nuovi contatti e fare nuove amicizie. La gestione è tutta solo mia, a parte qualche rubrica a tema e in giorni fissi che conduco con amici o amiche».
Sei riuscito poi a fare nuove conoscenze come speravi? «Ho aumentato notevolmente i contatti, ma sono comunque sempre alla ricerca di nuovi e specialmente di persone che vengano a trovarmi fisicamente». Stefano tiene molto all’interattività con ascoltatori e ascoltatrici, non soltanto vissuta a livello virtuale e lo stesso vale per le persone che intervengono in diretta. Sono numerose, infatti, le fotografie sui suoi canali social che lo ritraggono con coloro che gli fanno visita sia per amicizia sia per essere intervistati da lui nello studio.
Come ogni dj che si rispetti, ha conosciuto numerosi volti noti della musica e dello spettacolo: «Tutti gli incontri che ho fatto, nessuno escluso, mi hanno lasciato emozioni stupende. Per citarne alcuni in àmbito musicale: Luciano Ligabue (di cui sono anche fan), Zucchero, Jovanotti, Francesco De Gregori, Giorgia, Gianna Nannini, Malika Ayane e molti altri. In àmbito di disabilità, sicuramente Alex Zanardi. In àmbito dello spettacolo, invece, Giorgio Panariello».

Stefano trasmette, nei limiti del possibile, tutti i generi musicali, mentre da ascoltatore predilige la musica leggera italiana e, quando può, assistere ai concerti. A tal proposito dice che «accessibilità e visibilità potrebbero essere molto migliorate perché molto spesso veniamo collocati lontani dal palco, impedendoci così di fruire al 100% dell’evento».
Questa considerazione ci porta dritti a parlare di un’altra passione di Stefano, lo sport. Convinto interista, è stato per alcuni anni aiuto allenatore di diverse squadre del settore giovanile. Ha sempre vissuto il calcio non soltanto da tifoso, ma dentro il campo e ora, in qualità di giornalista, avrebbe il diritto di poterlo “frequentare” non dal settore riservato alle persone con disabilità, ma accanto ai colleghi dalle tribune stampa, se non fosse che queste sono nella maggior parte dei casi inaccessibili. Nel 2023 ha condotto un’inchiesta tra le società di serie A per valutare la fruibilità ai giornalisti con disabilità (a suo tempo ne abbiamo parlato anche sulle nostre pagine) e a proposito di quel suo sondaggio dice: «Le società di serie A che hanno stadi con tribuna stampa accessibile sono cinque su venti. Sinceramente non ho poi più approfondito se ci sono stati cambiamenti, ma ne dubito, essendo così strutturati gli stadi…».

Se gli eventi musicali e sportivi non brillano per l’inclusione, lo stesso non si può dire dell’ambiente radiofonico nel quale afferma di non avere mai incontrato discriminazioni o pregiudizi.
Stefano Pietta ha fatto della comunicazione una forma di espressione e di dialogo franco con il pubblico. Nata con uno scopo sociale, Steradiodj nel corso del tempo è diventata un’emittente generalista che promuove dibattiti, incontri e rubriche sugli argomenti più disparati. Disabilità, dunque, ma anche attualità, cronaca, sport e gossip: «Scelgo l’ospite da intervistare, quindi il tema trattato dipende ovviamente da chi scelgo. Tendo ad escludere il più possibile dalla mia radio la politica in generale».
In questi 12 anni Steradiodj è uscita dai confini provinciali, ormai la seguono persone da tutta Italia, merito anche della notorietà del suo fondatore, che è anche volontario onorario del Comitato di Brescia della Croce Rossa Italiana e testimonial della sezione bresciana dei City Angels.
Chi pensa poi che Stefano si limiti a “ingannare la noia” davanti a un microfono si sbaglia di grosso. Se infatti l’interesse per la musica l’ha portato a creare una radio tutta sua e quello per il calcio gli ha fatto indossare i panni dell’allenatore, questo giovane è riuscito anche a mettere a frutto il diploma di gestione aziendale e il corso di webmaster e amministratore di reti locali: «Da tanti anni lavoro come impiegato informatico per una fonderia tramite il telelavoro».

I punti di vista da cui Stefano guarda la disabilità sono molteplici; non soltanto la vive sulla sua persona, ma ha modo di confrontarsi con l’atteggiamento nei confronti di questa condizione nel mondo del lavoro, nello sport, nell’ambiente musicale e dello spettacolo. Quando gli domandiamo come valuta lo sguardo dell’opinione pubblica, afferma che «si è fatto moltissimo di positivo per quanto riguarda l’atteggiamento nei nostri confronti, poi ovviamente è chiaro che si potrebbe fare sempre di più».
C’è sempre una nota positiva e di apertura verso gli altri nelle sue risposte, caratteristiche che ritroviamo nello slogan che si legge sulla pagina web della sua radio: Quando mi ascolti, fatti sentire!. Un invito all’amicizia che è poi una delle ragioni che l’hanno portato ad inventarsi con successo dj: «Quindi chi volesse contattarmi e/o farsi intervistare da me, eccomi, vi aspetto!», conclude Stefano Pietta congedandosi, non prima di averci ricordato che possiamo seguirlo dal sito di Steradiodj oppure scaricando la app gratuita per smartphone steradiodj.
Se la radio ha resistito al trascorrere dei decenni, cambiando eppure restando sempre se stessa, lo dobbiamo a persone come Stefano che hanno saputo con intelligenza adattarla ai gusti delle persone, amplificandone le possibilità con l’utilizzo di Internet.

*Direttrice responsabile di Superando. Il presente contributo è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it» (con il titolo “Stefano Pietta e la sua Steradiodj, il ragazzo con disabilità che diffonde positività da un’emittente radiofonica”) e viene qui ripreso per gentile concessione.

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D.M. n. 137/2025 – Operazioni assunzionali informatizzate personale docente a.s. 2025/2026 – Avviso avvio Fase 2 Scelta sede – ccdc A015 – A040 – A060 – B006

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DDG n. 1328 del 29 maggio 2024 – Decreto approvazione graduatoria di merito scuola secondaria di I e II grado. RETTIFICA

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D.D.G. prot. n. AOODRCAL29308 del 10 ottobre 2025 – Esito avviso prot. n. AOODRCAL28113 del 30 settembre 2025

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D.D.G. prot. n. AOODRCAL29305 del 10 ottobre 2025 – Esito avviso prot. n. AOODRCAL26996 del 22.09.2025

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D.M. n 137/2025 – Operazioni assunzionali informatizzate personale docente a.s. 2025/2026 – Esiti fase 1 Scelta provincia – cdc A015-A040-A060-B006

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“Piccoli Eroi a Scuola, quando fu il giorno della Calabria” per la Scuola dell’Infanzia A.S. 2025/2026

Ultime da USR Calabria - 10 Ottobre 2025 - 8:52am

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Si concluderà sul lungomare di Bari il 15° Giro d’Italia di Handbike

Superando - 9 Ottobre 2025 - 6:34pm

Dopo avere abbracciato da Sud a Nord l’intera Italia, il 15° Giro d’Italia di Handbike si concluderà il 12 ottobre sul lungomare di Bari, dove è in programma anche l’evento finale dei Campionati Italiani FISDIR‑FCI Faum Cup, rivolti ad atleti con disabilità intellettiva e relazionale

Abbiamo seguito regolarmente anche quest’anno il Giro d’Italia di Handbike, giunto alla sua quindicesima edizione, che ha abbracciato da Sud a Nord l’intera Italia, da Reggio Calabria a Noventa di Piave (Venezia), da Basiglio (Milano) a Monfalcone (Gorizia), da Seregno (Monza-Brianza) a Pioltello (Milano). Siamo ora a pochi giorni dalla tappa conclusiva, in programma per il 12 ottobre a Bari, dove vi sarà anche l’evento finale dei Campionati Italiani FISDIR‑FCI Faum Cup (la FISDIR è la Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali).
«Abbiamo scelto ancora una volta Bari e il suo iconico lungomare per ospitare la finalissima del nostro Giro – dichiara Fabio Pennella, presidente di Solutions & Events Organization che promuove la manifestazione -, un evento che edizione dopo edizione cresce in successo e partecipazione, attirando un numero sempre maggiore di atleti, anche dall’estero, che scelgono di prendere parte a questa straordinaria avventura sportiva». (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di approfondimento. Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@girohandbike.it (Angela Grassi).

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Quando la cura diventa prigionia

Superando - 9 Ottobre 2025 - 5:48pm

Ritenendo che il numero delle persone sottoposte a contenzione meccanica nelle residenze per anziani che accolgono persone non autosufficienti e con demenza sia un indicatore rilevante per valutare la qualità dei servizi, il Gruppo Solidarietà ha provato a rilevare questo dato nelle Marche e a giudicare dai risultati raccolti, che parlano ad esempio di un livello di contenzione tra il 75 e l’85% nelle Province di Pesaro-Urbino e Ascoli Piceno, il quadro è per lo meno inquietante

Ritenendo che il numero delle persone contenute nelle residenze sociali e sociosanitarie per anziani che accolgono persone non autosufficienti e con demenza sia un indicatore rilevante per valutare la qualità dei servizi, il Gruppo Solidarietà, importante realtà marchigiana impegnata da oltre quarantacinque anni nella difesa e nella promozione dei diritti delle persone con disabilità, ha provato a rilevare questo dato nelle Marche.
Dalla richiesta rivolta alle cinque Aziende Sanitarie della Regione, è emerso che «nelle strutture delle Province di Pesaro-Urbino e Ascoli Piceno il livello di contenzione oscilla tra il 75 e l’85%. Dal dato di Fermo non si riesce a desumere una percentuale che presumibilmente può essere assimilabile alle altre due. Non sono presenti i dati delle Aziende Sanitarie Territoriali di Ancona e Macerata. La prima ha ritenuto la richiesta non adeguatamente formulata; la seconda, invece, non ha proprio risposto», spiegano dal Gruppo Solidarietà, che all’indagine ha dedicato uno specifico approfondimento, liberamente fruibile a questo link.

Comunque lo si voglia guardare, osservano ancora dal Gruppo Solidarietà, si tratta di un dato «sufficientemente impressionante», «un indicatore estremamente significativo, che una volta accertato, e soprattutto evidenziato, richiederebbe un’analisi accurata delle cause (è un problema di modello organizzativo? gli standard sono inadeguati? la paura di contenziosi legali? ecc.), e urgenti interventi finalizzati ad una [sua] significativa riduzione. L’auspicio e l’augurio che la pubblicazione di questi dati, possa stimolare, accanto ad analisi e riflessioni, azioni volte a cambiare questa situazione. L’impressione è che troppe volte “una cinta non la si neghi a nessuno”».

Oltre a rendere disponibili i dati e le schede di rilevazione, l’approfondimento del Gruppo Solidarietà è arricchito dai commenti di due esperti, Letizia Espanoli, consulente e formatrice, esperta di servizi a persone con demenza (se ne legga a questo link), e Pietro Landra, geriatra, già direttore della struttura complessa “Geriatria Territoriale” a Torino, attualmente direttore sanitario della residenza sanitaria assistita “Il Trifoglio” di Torino. Due figure amiche del Gruppo Solidarietà, che nel tempo ha ospitato diversi loro contributi sulla propria rivista, «Appunti sulle politiche sociali».
«Quando la cura diventa prigionia. In alcune case per anziani oltre l’80% dei residenti è contenuto. In altre, molto meno. Non è il bisogno clinico a decidere, ma la cultura organizzativa. La contenzione non protegge: mortifica. La vera sicurezza nasce da ambienti adattati, formazione e relazione. La domanda resta: perché in certi luoghi si sceglie di legare e in altri di liberare?», si chiede, tra le altre cose, Espanoli.
Questo, invece, è uno dei passaggi più significativi del commento di Landra: «L’attenzione è stata giustamente focalizzata sulla contenzione meccanica, non dimentichiamo tuttavia che esistono altri tipi di contenzione, in particolare quella farmacologica, meno visibile ma diffusissima. In àmbito psichiatrico la scoperta negli Anni Cinquanta della Clorpromazina (primo farmaco antipsicotico) aveva permesso di ridurre l’uso della contenzione meccanica; nelle nostre RSA ho la sensazione che ciò non avvenga, il farmaco purtroppo non sostituisce le cinture e le sponde, ma si affianca a loro». (Simona Lancioni)

Per ulteriori informazioni: grusol@grusol.it.
Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso, con minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

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