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Diritti delle persone con disabilità: l’Unione Europea deve fare di più!

«Il Comitato ONU ha parlato chiaro: nonostante i progressi compiuti, l’Unione Europea deve emanare nuove leggi, revisionare quelle esistenti, dove necessario, e attuare nuove politiche, per promuovere maggiormente i diritti delle persone con disabilità»: lo dicono dal Forum Europeo sulla Disabilità, dopo avere analizzato le “Osservazioni conclusive” prodotte dal Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, sull’applicazione da parte dell’Unione Europea della Convenzione ONU

«Il Comitato ONU ha parlato chiaro: nonostante i progressi compiuti, l’Unione Europea, che ha ratificato la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità nel 2010, deve assumersi maggiori responsabilità, emanando leggi e politiche che promuovano i diritti delle persone con disabilità»: lo dicono dall’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, dopo avere approfonditamente analizzato le Osservazioni conclusive recentemente prodotte dal Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (disponibile in inglese a questo link), sull’applicazione da parte dell’Unione Europea della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (di tale tema si legga già sulle nostre pagine a questo e a questo link).

Sono tre, in particolare, le azioni che l’EDF individua come prioritarie, tra le Raccomandazioni espresse dal Comitato ONU, per arrivare a un maggior rispetto dei diritti delle persone con disabilità da parte dell’Unione Europea: «Adottare nuove azioni, misure e tempi specifici per l’attuazione della attuale Strategia Europea sui Diritti delle Persone con Disabilità (paragrafo 13 delle Osservazioni conclusive), processo, questo, che tenga conto delle restanti Raccomandazioni del Comitato. L’Unione Europea deve inoltre rafforzare il proprio prossimo Bilancio, chiedendo in particolare (paragrafo 49b delle Osservazioni conclusive) che nessun finanziamento comunitario venga utilizzato per la costruzione o la manutenzione di strutture istituzionalizzate, dove le persone con disabilità vivano segregate. Il paragrafo 66c delle Osservazioni conclusive, quindi, invita l’Unione a dare priorità ai finanziamenti per alloggi accessibili e a prezzi accessibili per le persone con disabilità. Tutte raccomandazioni in linea con le richieste già da noi espresse per il prossimo Bilancio dell’Unione. La terza azione prioritaria che sottolineiamo, infine, è quella riguardante una revisione completa della legislazione, delle politiche e delle pratiche dell’Unione, per garantirne la compatibilità con la Convenzione ONU (paragrafo 9, lettera a)».

Nuove leggi e nuove politiche, quindi, e la revisione di quelle esistenti, dove necessario. Nel dettaglio, l’EDF indica la necessità di «adottare una legislazione che garantisca l’accessibilità dell’ambiente costruito, del trasporto urbano, nonché di tutti i prodotti e le informazioni (paragrafi 27a e 51d), con requisiti totali di accessibilità per le stazioni ferroviarie e il materiale rotabile, nella prossima revisione delle norme di settore (paragrafo 51b), nonché revisionando i regolamenti sui diritti dei passeggeri».
Per quanto poi riguarda la Carta Europea della Disabilità (European Disability Card), l’EDF evidenzia la richiesta del Comitato ONU di «estenderne l’àmbito di applicazione e di renderne trasferibili tra i vari Stati le prestazioni di sicurezza sociale o di protezione sociale (paragrafo 47a)».
Altro passaggio ritenuto molto importante, è la Raccomandazione di «integrare la disabilità e il genere in tutti i quadri legislativi, politici e programmi, allargando l’àmbito stesso di applicazione della Strategia per la Parità di Genere per includere i diritti delle donne con disabilità al lavoro e all’occupazione, nonché i diritti delle donne e delle ragazze con disabilità alla partecipazione politica, a un adeguato tenore di vita, alla salute e all’istruzione (paragrafo 21a)».
L’EDF non manca poi di sottolineare la richiesta agli Stati Membri dell’Unione Europea, da parte del Comitato ONU, «di adottare sistemi decisionali assistiti che rispettino la volontà e le preferenze delle persone con disabilità (paragrafo 33, lettera a)», senza dimenticare l’esortazione agli Stati stessi, «a ritirarsi dal progetto di Protocollo Addizionale alla Convenzione di Oviedo (paragrafo 39, lettera a)», questione di cui da tempo ci occupiamo anche sulle nostre pagine, riguardante appunto quel progetto di Protocollo Addizionale alla Convenzione di Oviedo (Convenzione sui Diritti Umani e la Biomedicina del Consiglio d’Europa), testo molto avversato dalle principali organizzazioni di persone con disabilità europee perché, se approvato, autorizzerebbe il trattamento forzato e la coercizione nell’assistenza sanitaria alle persone con disabilità psicosociale.
Due richiami, infine, vanno da una parte alla necessità di «sviluppare e attuare un Piano d’Azione globale sulla disabilità per l’azione esterna dell’Unione Europea (paragrafo 75, lettera a)», dall’altra alla richiesta di «adottare una strategia globale e interistituzionale per l’inclusione della disabilità, che includa obiettivi per l’ulteriore sviluppo dello statuto del personale e delle politiche sull’attuazione dei diritti dei dipendenti con disabilità e dei visitatori e partecipanti con disabilità alle attività dell’Unione Europea (paragrafo 83, lettera a)».

«Invitiamo le Istituzioni dell’Unione Europea – concludono dall’EDF – a coinvolgere attivamente le organizzazioni delle persone con disabilità nell’attuazione delle raccomandazioni degli esperti delle Nazioni Unite. Da parte nostra continueremo a sostenere con forza una strategia aggiornata sui diritti delle persone con disabilità, con azioni concrete in linea con le Osservazioni conclusive del Comitato. Intensificheremo inoltre i nostri sforzi per garantire che il prossimo Bilancio dell’Unione Europea possa finanziare e sostenere adeguatamente i diritti delle persone con disabilità e l’inclusione delle persone con disabilità in tutti gli aspetti della loro vita». (Stefano Borgato)

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“Dall’intelligenza artificiale all’intelligenza inclusiva”: è il tema delle Manifestazioni Nazionali UILDM

«Il tema sul quale abbiamo “giocato” è l’intelligenza artificiale, insieme di strumenti che apre numerose possibilità, ma che senza l’intelligenza inclusiva rimane depotenziato»: così la UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) presenta le proiprie Manifestazioni Nazionali, in programma dal 15 al 17 maggio a Lignano Sabbiadoro (Udine)

Dall’intelligenza artificiale all’intelligenza inclusiva: è questo il tema scelto per le Manifestazioni Nazionali UILDM 2025, uno degli eventi più attesi e partecipati di soci e socie, volontari e volontarie dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare, che si terranno dal 15 al 17 maggio a Lignano Sabbiadoro (Udine).
«Il tema sul quale abbiamo “giocato” è l’intelligenza artificiale – spiegano dall’Associazione –, insieme di strumenti che apre numerose possibilità, ma che senza l’intelligenza inclusiva rimane depotenziato. Saranno come sempre tre giorni fondamentali per la nostra Associazione: si torna a incontrarsi, a progettare il futuro, ad ascoltare da vicino la comunità delle persone con malattie neuromuscolari per costruire inclusione».

Si partirà dunque nel pomeriggio del 15 maggio (ore 15), con un incontro dedicato al Servizio Civile Universale curato dagli Uffici della UILDM preposti a gestire questo aspetto, mentre, in contemporanea, vi sarà l’evento Fondazione Serena, la persona al centro, a cura di Marco Rasconi, presidente nazionale della UILDM e presidente dei Centri Clinici NeMO (NeuroMuscular Omnicentre) e di Michele Adamo, segretario nazionale dell’Associazione.
A seguire (ore 16.30), il Tavolo Scuola UILDM si presenterà, coordinando un momento dedicato al tema Scuola e formazione.
La giornata si chiuderà con la presentazione di Musica senza confini, a cura di Manuele Maestri, ideatore di tale progetto.

Il giorno successivo, il 16 maggio, spazio dalle 9.45 ai temi scientifici e, nello specifico, agli Approcci integrati alla salute: strategie e soluzioni nella gestione delle patologie neuromuscolari.
Oltre ad un momento dedicato agli aggiornamenti su Carriers di patologie muscolari, Emergency Card e alle Schede di patologia, ci sarà la tavola rotonda sul Percorso gravidanza, uno spazio dedicato alla Fondazione Telethon, nonché, nel pomeriggio, un’ulteriore tavola rotonda su L’importanza del/la caregiver nella gestione domiciliare.
In contemporanea, invece, e per l’intera giornata, proseguirà il citato approfondimento sul tema del Servizio Civile Universale.
Altri eventi della seconda giornata di lavori saranno la Presentazione del nuovo sito e gestionale soci (ore 10) a cura degli Uffici Fundraising e Progettazione UILDM; Come favorire il volontariato oggi? Da volontari a donatori di tempo (ore 15), a cura di Luciano Zanin, consulente e formatore su fundraising, people raising, intermediazione filantropica e marketing per Fundraiser per Passione; un Incontro sulla disfagia (ore 16.45), a cura dell’azienda MedicAir; FISH e UILDM, una storia lunga 30 anni (ore 17), a cura di Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).
Alle 18, infine, verrà data lettura della Relazione del Presidente Nazionale e presentati i candidati alla prossima Direzione Nazionale dell’Associazione, mentre nel dopo cena è previsto il momento di intrattenimento Tutta l’Italia! Serata di festa.

La giornata conclusiva delle Manifestazioni, quella del 17 maggio, prevede, come di consueto, lo svolgimento in mattinata (ore 9) dell’Assemblea Nazionale UILDM, durante la quale si voterà anche per il rinnovo della nuova Direzione Nazionale, mentre la proclamazione di quest’ultima è prevista per il pomeriggio (Simona Lancioni)

A questo link è possibile scaricare il programma completo delle Manifestazioni Nazionali UILDM 2025. Per ogni ulteriore informazione: uildmcomunicazione@uildm.it (Alessandra Piva e Chiara Santato).
Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’h – Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

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Vita Indipendente e donne con disabilità: i video di due seminari

La Federazione LEDHA ha reso disponibili i video di due seminari organizzati in marzo insieme all’Università di Milano Bicocca, nell’àmbito del ciclo “Diritti umani e disabilità. Una relazione difficile”, dedicati ai temi “Indipendenti nella comunità” e “La discriminazione (ancora) invisibile”

Avevamo ampiamente presentato, nello scorso mese di marzo, due seminari promossi dalla LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) e dall’Università di Milano Bicocca, nell’àmbito del ciclo Diritti umani e disabilità. Una relazione difficile, il primo dei quali (Indipendenti nella comunità) ha approfondito il ruolo degli organismi internazionali nel promuovere politiche sociali fondate su servizi basati sulla comunità, mentre il secondo (La discriminazione (ancora) invisibile) ha analizzato le forme di discriminazione, ancora troppo spesso ignorate, che colpiscono le donne e le ragazze con disabilità.
Per chi non abbia potuto parteciparvi o che desideri rivedere i contributi prodotti, la LEDHA ha messo a disposizione in YouTube i video dei due incontri (a questo link). (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@ledha.it.

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Diritti, inclusione e autodeterminazione: quattro incontri online a partecipazione gratuita

Prenderà il via il 13 maggio, per articolarsi su quattro incontri successivi, un ciclo di appuntamenti formativi online a partecipazione gratuita, dedicati ai diritti delle persone con disabilità e ai percorsi di inclusione e autodeterminazione, promosso dall’Associazione InCerchio, insieme all’Associazione milanese Il Gabbiano – Noi come gli altri

Prenderà il via il 13 maggio, per articolarsi su quattro incontri successivi, un ciclo di appuntamenti formativi online a partecipazione gratuita, dedicati ai diritti delle persone con disabilità e ai percorsi di inclusione e autodeterminazione, promosso dall’Associazione InCerchio, insieme all’Associazione milanese Il Gabbiano – Noi come gli altri. Il tutto nell’àmbito del progetto ALL- Rigth, finanziato da ActionAid International Italia e dalla Fondazione Realizza il Cambiamento, all’interno del progetto THE CARE – Civil Actors for Rights and Empowerment, cofinanziato dall’Unione Europea.
Tutti gli incontri si terranno dalle 15.30 alle 17.30 e il primo, come detto, sarà il 13 maggio, sul tema Verso il progetto di vita della persona disabile, con Daniela Piglia (giurista) e Cristina Labianca (psicologa). Si proseguirà il 27 maggio (Invalidità, disabilità, handicap: procedure e benefici), con Cristina Andreetto (giurista) e Daniela Piglia e il 10 giugno (Dalla scuola al lavoro: diritti e strumenti), con Federica Marci (pedagogista) e Daniela Piglia, per concludere il ciclo il 20 giugno (Per un Dopo di Noi consapevole e pianificato), con Daniela Piglia e Cristina Andreetto. (S.B.)

Per ogni informazione: info@associazioneincerchio.com.

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Autismo e Progetto di Vita

Si terrà il 13 maggio a Cagliari l’incontro “Autismo e Progetto di Vita, promosso dall’Associazione Diversamente, insieme ai Lions Club Cagliari Monte Urpinu, Cagliari Karel e Cagliari Lioness, voluto «per spiegare e tradurre il significato di normative, tecnica e pianificazione che compongono un mondo realizzato per favorire lo sviluppo delle abilità personali e relazionali, che punta a massimizzare l’inclusione e l’autodeterminazione delle persone con autismo»

Si terrà nel secondo pomeriggio del 13 maggio a Cagliari (Casa di Accoglienza Lions, Via Jenner, 6, ore 18) l’incontro denominato Autismo e Progetto di Vita, promosso dalla locale Associazione Diversamente, insieme ai Lions Club Cagliari Monte Urpinu, Cagliari Karel e Cagliari Lioness, iniziativa voluta, come viene precisato, «allo scopo di spiegare e tradurre il significato di normative, tecnica e pianificazione che compongono un mondo realizzato per favorire lo sviluppo delle abilità personali e relazionali, che punta a massimizzare l’inclusione e l’autodeterminazione delle persone con autismo».
«Sarà un incontro – aggiungono da Diversamente – nato da due differenti realtà che condividono uno stesso obiettivo: quello di informare e di fare accrescere nelle persone la consapevolezza rispetto alle opportunità presenti sul territorio. Si tratterà pertanto di un appuntamento ricco di spunti, affrontati assieme a specialisti che esporranno le peculiarità principali di un sistema che evolve verso un modello sempre più aperto e accessibile a tutti, sviluppando l’argomento con riflessioni tecniche e pratiche con gli esperti».

Interverranno quindi Marco Pontis, docente di Pedagogia e Didattica Speciale per la Disabilità Intellettiva e i Disturbi Generalizzati all’Università di Perugia e docente di Didattica Inclusiva, Politiche e Prassi Didattiche all’Università LUMSA di Roma; Francesca Palmas, pedagogista, responsabile Scuola e Centro Studi della Federazione ABC Italia (Associazione Bambini Cerebrolesi), e componente dell’Osservatorio Ministeriale Permanente sull’Inclusione Scolastica.
Assieme inoltre a Yari Mauro Pilia e a Francesca Secci, verrà presentato il principale progetto realizzato da Diversamente, che ricalca il concetto sotteso al progetto di vita, intitolato Learning to Fly Academy Project – Percorsi di avviamento alla vita indipendente, «un’iniziativa – viene spiegato – che è supportata da importanti contributi pubblici e privati e rivolta alle persone con disturbi dello spettro autistico le quali richiedono il massimo livello di supporto e che una volta terminato il percorso scolastico, non trovano soluzioni adeguate alle proprie esigenze. A tal proposito, il titolo del progetto è chiaro rispetto agli obiettivi che persegue: con il lavoro di professionisti, educatori, assistenti sociali e psicologi, e l’essenziale supporto dei volontari della nostra Associazione e degli stessi familiari dei ragazzi coinvolti, esso viene realizzato in un’abitazione, la cosiddetta Fly House, nel Comune di Monserrato (Cagliari), attraverso laboratori ed esperienze pratiche che ogni individuo vive nell’arco della propria esistenza, con l’intento di far accrescere nei destinatari le capacità per condurre la vita il più indipendente possibile».

L’appuntamento del 13 maggio, dunque, consentirà a tutti e tutte di avere una panoramica più chiara sul significato stesso del concetto di Progetto di Vita e dei risvolti possibili per le persone con disturbo dello spettro autistico. (S.B.)

Per chiunque fosse interessato a partecipare e per ulteriori informazioni, scrivere a: info@diversamenteonlus.org o a carlamirigliani@hotmail.it.

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Modifiche recenti sulla firma digitale per gli elettori con disabilità

Delineando le modalità attuative del Decreto Legge 27/25, una recente Circolare del Ministero dell’Interno ha darto applicazione a una recente Sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato l’illegittimità delle precedenti norme su tali tale materia, nelle parti in cui impedivano l’utilizzo della firma elettronica da parte delle persone con disabilità che, in ragione della propria condizione, non possono firmare manualmente nell’atto di sottoscrivere le liste elettorali Un’elaborazione grafica che sintetizza il contenuto della Sentenza 3/25 della Corte Costituzionale

Tramite la Circolare n. 17 del 2025, il Ministero dell’Interno ha delineato le modalità attuative del Decreto Legge 27/25, recante Disposizioni urgenti per le consultazioni elettorali e referendarie dell’anno 2025, che ha lo scopo di stabilire le modalità di svolgimento delle elezioni referendarie e amministrative che si terranno nell’anno corrente.
Di specifico interesse per le persone con disabilità è l’articolo 4 del suddetto atto normativo, ove si stabilisce che l’elettore impossibilitato ad apporre la propria firma autografa, a causa di un impedimento fisico o perché si trova nelle condizioni per esercitare il voto domiciliare ai sensi dell’articolo 1, comma 1, del Decreto Legge 1/06 (convertito con modificazioni dalla Legge 22/06), possa sottoscrivere le liste elettorali per mezzo della firma digitale, come da articolo 20, comma 1-bis, del Codice dell’Amministrazione Digitale.
La già menzionata impossibilità deve essere certificata secondo i dettami normativi in materia.

La norma in questione vuole dare applicazione alla recente Sentenza della Corte Costituzionale 3/25, che ha dichiarato l’illegittimità dell’articolo 9, comma 3, della Legge 108/68 e dell’articolo 2 del Decreto Legislativo 82/05, nelle parti in cui impedivano l’utilizzo della firma elettronica da parte delle persone con disabilità le quali, in ragione della propria condizione, non possono firmare manualmente nell’atto di sottoscrivere le liste elettorali.
Infatti, anche se tale pronuncia costituzionale si riferisce specificamente alla sottoscrizione delle liste dei candidati alle elezioni regionali, delineando le modalità attraverso cui garantire agli elettori con disabilità l’esercizio dei diritti politici su un piano di uguaglianza con gli altri cittadini, l’applicazione di essa non può che superare i confini della normativa relativa alle votazioni regionali.

*https://www.handylex.org.

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Lo sport elitario per antonomasia che diviene accessibile e formativo per i “più fragili”

Il golf come strumento di inclusione, riabilitazione e benessere psicofisico: questo dal 2008 è il lavoro di Golf senza Barriere, Associazione lombarda che è riuscita a rendere lo sport elitario per antonomasia, qualcosa di accessibile e formativo per i “più fragili”. Protagonisti assoluti di questo progetto, infatti, sono gli atleti con disabilità dei Centri Diurni Disabili (CDD) del Comune di Milano e della Regione Lombardia Persone con disabilità coinvolte nel progetto promosso in Lombardia da Golf senza Barriere

Il golf come strumento di inclusione, riabilitazione e benessere psicofisico: questo dal 2008 è il lavoro di Golf senza Barriere, Associazione lombarda che è riuscita a rendere lo sport elitario per antonomasia, qualcosa di accessibile e formativo per i “più fragili”.
Controllo, Concentrazione e coordinazione vengono sollecitate dalle decine di persone che in questi anni hanno praticato il golf e i benefici sono sotto gli occhi di tutti gli educatori che lavorano con loro. A questo si aggiunge la socializzazione e l’attività all’aria aperta in contesti belli e curati.
Il progetto vive grazie all’ospitalità di importanti strutture come il Golf Club di Camuzzago, il Golf Club Ambrosiano e Lainate Golf Club, che mettono a disposizione gratuitamente gli spazi per le gare di fine stagione.

Protagonisti assoluti di questa iniziativa sono gli atleti con disabilità dei Centri Diurni Disabili (CDD) del Comune di Milano e della Regione Lombardia, che durante l’anno hanno partecipato ai corsi organizzati all’interno dei Centri di Riabilitazione e in strutture comunali, grazie a un modello inclusivo e terapeutico che ha già dimostrato i propri benefìci. E dopo mesi di allenamenti indoor, sono tornate le attesissime gare di fine stagione, a partire da quella del 6 maggio all’Urban Gold Tee Up di Milano.
Il ritorno alle gare rappresenta un momento di grande festa e condivisione, ma anche un traguardo importante per chi, attraverso il golf, ha intrapreso un percorso di crescita e autonomia. I partecipanti, allenati durante i mesi invernali in ambienti indoor, si misureranno sul campo, mettendo in pratica le competenze acquisite e vivendo l’emozione della competizione.
Le prossime date saranno il 13 maggio (Urban Golf, Tee Up, Milano); 20 maggio (Golf Club Camuzzago); 26 maggio (Golf Club le Robinie); 3 giugno (Golf Club Ambrosiano); 4 giugno (Golf Club Lainate); 6 giugno (Golf Club Camuzzago); 10 giugno (Golf Club Camuzzago).

Sostenuto anche dalle Istituzioni locali, che riconoscono il valore sociale e terapeutico dell’iniziativa, il progetto è supportato da un Comitato Medico-Scientifico, che ha da subito evidenziato i benefìci psicofisici del golf adattato: miglioramenti nella coordinazione, nelle relazioni interpersonali, nel controllo emotivo e fisico e nella consapevolezza delle proprie capacità.
Golf Senza Barriere si conferma così come un punto di riferimento per lo sport inclusivo in Lombardia, capace di unire passione, impegno e solidarietà. Perché il golf, quando è davvero per tutti, diventa molto più di uno sport: diventa un’occasione di rinascita.
Anche i progetti più belli, per altro, hanno bisogno di sostegno per continuare il loro percorso. Come segnalato da Pierluigi Locatelli, istruttore del golf dell’Associazione, nonostante i risultati e l’interesse sempre crescente da parte di nuovi centri, oggi l’iniziativa rischia di interrompersi per mancanza di risorse economiche. Golf Senza Barriere ha lanciato quindi un accorato appello a istituzioni, aziende e cittadini sensibili al tema dell’inclusione, affinché questo “gioiello di civiltà” possa continuare a esistere.

*Il presente contributo è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it», con il titolo “Il golf senza barriere che manda in buca l’autonomia e l’autostima” e viene qui ripreso – con minime modifiche dovute al diverso contenitore – per gentile concessione.

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Quali conseguenze sull’appropriatezza dei dispositivi medici dal nuovo Codice Appalti?

«Alcune modifiche introdotte nel nuovo Codice degli Appalti Pubblici potrebbero limitare il diritto dei pazienti ad accedere ai dispositivi medici più adatti e a scegliere liberamente, come previsto dall’Allegato 11 del Decreto del Presidente del Consiglio del 12 gennaio 2017 di aggiornamento dei LEA»: partirà da questo assunto la tavola rotonda online “Nuovo Codice Appalti. Quali conseguenze sull’appropriatezza dei dispositivi medici?”, promossa per il 13 maggio dalla FAIS

«Alcune modifiche introdotte nel nuovo Codice degli Appalti Pubblici potrebbero limitare il diritto dei pazienti ad accedere ai dispositivi medici più adatti e a scegliere liberamente, come previsto dall’Allegato 11 del Decreto del Presidente del Consiglio del 12 gennaio 2017 di aggiornamento dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza)»: partirà da questo assunto la tavola rotonda online denominata Nuovo Codice Appalti. Quali conseguenze sull’appropriatezza dei dispositivi medici?, promossa per il pomeriggio del 13 maggio (ore 17) dalla FAIS (Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati), nell’àmbito delle proprie attività istituzionali di FAIS Academy, con l’obiettivo di favorire un confronto costruttivo tra tutti i portatori d’interesse coinvolti nel settore dei dispositivi medici, che consenta di individuare soluzioni concrete per affrontare le possibili criticità.

Con la moderazione di Marina Perrotta, past president della FAIS, parteciperanno Americo Cicchetti, direttore generale della Programmazione del Ministero della Salute; Adriano Leli, presidente della FARE (Federazione delle Associazioni Regionali degli Economi e Provveditori della Sanità); Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) e della FAIP (Federazione delle Associazioni Italiane di Persone con Lesione al Midollo Spinale), oltreché consigliere del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro); Fausto Bartolini della SIFO (Società Italiana Farmacisti Ospedalieri); Alessandro Giammò, presidente della SIUD (Società Italiana Urodinamica); Angela Deni, responsabile delle Relazioni Istituzionali per Confindustria Dispositivi Medici; Carmelo Gagliano, tesoriere della FNOPI (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche). (S.B.)

Per registrarsi e seguire la diretta della tavola rotonda online, accedere a questo link. Per ulteriori informazioni: info@faisitalia.it.

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Donne, psichiatria e deistituzionalizzazione, ovvero Praticare la differenza

L’Università di Pisa ha organizzato per il 13 e il 14 maggio nella città toscana il seminario denominato “Praticare la differenza: donne, psichiatria, deistituzionalizzazione”, iniziativa che si propone come una lettura in chiave femminile del processo di deistituzionalizzazione in àmbito psichiatrico. La due giorni sarà fruibile anche online Ospedale Psichiatrico Provinciale di Trieste, padiglione Q (già “Reparto Agitate”), 1972: sciopero per il riconoscimento del proprio lavoro (foto di Pier Luigi Cerato; fonte: archivio privato di Assunta Signorelli)

L’Università di Pisa ha organizzato per il 13 e il 14 maggio il seminario denominato Praticare la differenza: donne, psichiatria, deistituzionalizzazione, iniziativa che si colloca nell’àmbito del PRIN (Progetti di Ricerca d’Interesse Nazionale) Narration and Care. The deinstitutionalization of asylum system in Italy: history, cultural imaginary, planning (from 1961 to today), che vede le professoresse Vinzia Fiorino e Chiara Tognolotti quali responsabili dell’Unità di Pisa.

L’evento viene presentato con la seguente riflessione della psichiatra, basagliana e femminista Assunta Signorelli: «Mettere mano a quella che oggi chiamiamo deistituzionalizzazione ha significato ri/generare la vita e lo scambio nel luogo delle persone “non degne di vita”». Il seminario sarà ospitato nell’Aula Magna di Palazzo Matteucci (Piazza Torricelli, 2, a Pisa), con la possibilità di partecipare a distanza via Teams attraverso questo link.
In particolare, nel pomeriggio del 13 maggio (ore 14), i lavori saranno introdotti dai saluti istituzionali di Sonia Maffei, direttrice del Dipartimento Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa, e Vinzia Fiorino, docente di Storia Contemporanea del medesimo Ateneo.
A seguire sono previsti i seguenti interventi: Il manicomio (non) esiste: cosa resta della salute mentale in Italia?, Keynote Speakers: Alice Banfi e Ludovica Jona in dialogo con Vinzia Fiorino; Ricostruire e raccontare la deistituzionalizzazione delle donne di Marianna Scarfone, dell’Università di Strasburgo; Noi e “le altre”. Femministe e salute mentale a Torino tra anni Settanta e anni Ottanta di Daniela Adorni, dell’Università di Torino; Decostruire il manicomio: femminismi, deistituzionalizzazione e lavoro sociale a Torino dopo il 1978 di Davide Tabor dell’Università di Torino; Assunta Signorelli e Fabrizia Ramondino: per un percorso di ricerca su scrittrici e psichiatria di Marina Guglielmi dell’Università di Cagliari; “Qualcosa mai definito al femminile”. Lotte, esperienze e pratiche femminili nella deistituzionalizzazione italiana di Manoela Patti dell’Università di Palermo; Diventare psicologa delle ultime: Letizia Comba nel Reparto C donne a Gorizia di Marica Setaro ricercatrice indipendente.

Il 14 maggio, quindi, i lavori inizieranno alle 9, prevedendo i seguenti interventi: Uno sguardo visuale sulla deistituzionalizzione delle donne di Martina Salvante, dell’Università di Nottingham; Praticare l’individuazione di sé: servizi orientati alla guarigione per una salute mentale di comunità di Diana Gallo, presidente dell’Associazione L’Alba; Oltre il muro. Appunti su deistituzionalizzazione e architettura ospedaliera di Sonia Paone dell’Università di Pisa; Pirkko Peltonen e “La favola del serpente”: sguardi comparati sull’ospedale psichiatrico di Gorizia di Diego Cavallotti, dell’Università di Cagliari; Goliarda, Liseli e le altre: lo spazio dell’oppressione, le parole del desiderio di Giulia Simi dell’Università di Sassari; Lo Stato addosso. Donne, migrazione e istituzioni immaginarie della società, Keynote Speaker: Simona Taliani dell’Università Orientale di Napoli. (Simona Lancioni)

A questo link è disponibile la locandina dell’evento. Per ulteriori informazioni e contatti: Andrea Sortino (andrea.sortino10@gmail.com).
Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’h – Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso, con minimi riadattamenti al diverso contenitore, insieme all’immagine utilizzata, per gentile concessione.

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Tutti in Campo

Verrà presentato il 13 maggio a Milano “Tutti in Campo”, torneo di calcio integrato organizzato dagli studenti e dalle studentesse dell’ITS Jobs Academy Lombardia, in collaborazione con il CSI di Milano, evento che il 17 maggio a Cornaredo (Milano), darà vita a una giornata di sport, inclusione e festa, con dodici squadre in campo e protagonisti atleti con disabilità, affiancati da famiglie, volontari, istituzioni e numerosi ospiti

Verrà presentato il 13 maggio a Milano, nel corso di una conferenza stampa presso il Comune del capoluogo lombardo (Palazzo Marino, Sala Brigida, Piazza della Scala, 2, ore 12), Tutti in Campo, torneo di calcio integrato organizzato interamente dagli studenti e dalle studentesse dell’ITS Jobs Academy Lombardia, in collaborazione con il CSI di Milano (Centro Sportivo Italiano), evento in programma per il 17 maggio presso il Centro Sportivo Sandro Pertini di Cornaredo (Milano), una giornata di sport, inclusione e festa, con dodici squadre in campo e protagonisti atleti con disabilità, affiancati da famiglie, volontari, istituzioni e numerosi ospiti.
Interverranno alla conferenza stampa di presentazione Alceste Cavallini, delegato del CIP Lombardia (Comitato Italiano Paralimpico); Massimo Achini, presidente CSI Milano; Luca Baravalle, presidente della Fondazione San Michele Arcangelo, che supporta l’iniziativa; Lorenzo Ferrario, studente dell’ITS JobsAcademy Lombardia. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: info@testoriufficiostampa.it.

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Nuovo Consiglio per l’UICI Piemonte: le sfide principali su lavoro, scuola e accessibilità

Inclusione lavorativa e scolastica, accessibilità, ma anche attenzione ai territori più periferici, saranno tra le sfide chiave per il nuovo Consiglio dell’UICI Piemonte (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), che ha confermato alla Presidenza Franco Lepore Da sinistra: Mario Barbuto e Linda Legname, presidente e vicepresidente nazionale dell’UICI, intervenuti al Consiglio dell’UICI Piemonte. A destra il riconfermato presidente regionale Franco Lepore

Tredici persone, di cui 4 donne; la più giovane ha 26 anni e si è appena laureata in Giurisprudenza: è la squadra che guiderà per i prossimi cinque anni l’UICI Piemonte (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti), Associazione che può contare su una presenza capillare nella propria regione, se è vero che gestisce infatti 7 sedi territoriali, collabora con i 5 Centri di Riabilitazione Visiva regionali e con il Centro di Consulenza Tiflodidattica del Piemonte, specializzato nelle tecnologie e nelle strategie utili a supportare bambini/bambine e ragazzi/ragazze con minorazioni visive nel loro percorso di studio).
Inclusione lavorativa e scolastica, ma anche attenzione ai territori più periferici, saranno alcune tra le sfide chiave per il nuovo Consiglio dell’UICI Piemonte, che ha confermato alla Presidenza l’avvocato e disability manager torinese Franco Lepore. Ad affiancarlo, come membri della Direzione Regionale, saranno Diego Borsetti (Vercelli), Luca Mellano (Cuneo), Valter Scarfia (Alessandria) e Marta D’Arienzo (Novara).
Inoltre, in virtù della propria storia e delle proprie competenze, ciascun Consigliere seguirà specifici settori, puntando, in ognuno di essi, a potenziare l’inclusione e il coinvolgimento attivo delle persone con disabilità visiva. Nel dettaglio, il presidente Lepore avrà le deleghe per i rapporti istituzionali, l’inclusione scolastica e gli inserimenti lavorativi. Valter Scarfia, esperto in informatica, si occuperà di nuove tecnologie, autonomia e mobilità, settori interconnessi e tutti in grande espansione, mentre Roberto Benvenuti seguirà il Comitato Ipovedenti. E ancora, Diego Borsetti coordinerà il Gruppo Genitori e la ventiseienne Marta D’Arienzo il settore giovanile, nonché le pari opportunità, àmbito, quest’ultimo, che include molti temi e che sempre più spesso s’impone all’attenzione pubblica. Sarà poi Adriano Gilberti a seguire i soci più anziani, all’insegna di un tema che richiede anch’esso grande attenzione, visto il progressivo acuirsi delle patologie visive nella terza età.
E ancora, l’accessibilità culturale sarà affidata a Giovanni Laiolo che da torinese, ben conosce l’esperienza del capoluogo di Regione, divenuto, in questo settore, un punto di riferimento a livello nazionale ed europeo. Sport e tempo libero – che spesso rappresentano un valido ponte tra persone vedenti e non – saranno appannaggio di Claudio Costa e a completare il Consiglio, ciascuno con le proprie preziose specificità, sono Romina Gastaldo, Mario Alciati, Stefania Coppola e Nives Torta.

«Nei prossimi cinque anni – afferma Franco Lepore – dovremo far fronte a tante sfide, rese ancora più complesse da una società in costante cambiamento. Tante opportunità si stanno aprendo, in molti settori, e il tema dell’inclusione inizia a guadagnare terreno nel dibattito pubblico e nella sensibilità di amministrazioni e aziende. Tuttavia, per chi non vede o convive con gravi patologie visive, esistono ancora tante disparità. Riteniamo che scuola, lavoro e accessibilità urbana siano alcuni degli àmbiti chiave, poiché legati al raggiungimento di una vita autonoma e soddisfacente. Inoltre non dimentichiamo che la nostra Regione è costituita da tante realtà diverse: le grandi città, ma anche i piccoli centri, le aree montane e quelle a vocazione rurale. Spesso le persone con disabilità visiva che abitano questi territori vivono difficoltà ancora maggiori, perché spostarsi è più difficile e mancano punti di riferimento per la riabilitazione. Faremo dunque tutto il possibile per raggiungere anche le aree più periferiche e perché nessuno si senta isolato». (L.M. e S.B.)

Per ulteriori informazioni: comunicazione@uicpiemonte.it (Lorenzo Montanaro).

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Vivere è partecipare: accessibilità e sordità a Milano

Nell’àmbito della “Milano Civil Week”, la Fondazione Pio Istituto dei Sordi promuoverà per il 10 maggio, in collaborazione con Pirelli HangarBicocca e con la Fondazione di Comunità Milano, l’evento “Vivere è partecipare”, per condividere iniziative, esperienze e buone pratiche realizzate da persone e organizzazioni della società civile impegnate sul territorio per rimuovere gli ostacoli e garantire alle persone con disabilità uditiva piena partecipazione a tutti gli aspetti della vita

Anche quest’anno la Fondazione Pio Istituto dei Sordi promuoverà un evento all’interno della manifestazione Milano Civil Week, in collaborazione con Pirelli HangarBicocca e con la Fondazione di Comunità Milano, per condividere iniziative, esperienze e buone pratiche realizzate da persone e organizzazioni della società civile quotidianamente impegnate sul territorio, per rimuovere gli ostacoli e garantire alle persone con disabilità uditiva piena partecipazione a tutti gli aspetti della vita. Accadrà nel pomeriggio del 10 maggio (presso Pirelli HangarBicocca, Via Chiese, 2, Milano, ore 14-15.30) e l’evento si intitolerà Vivere è partecipare.
«L’incontro – spiegano i promotori – sarà l’occasione per affrontare da diversi punti di vista il tema dell’accessibilità e del coinvolgimento del pubblico sordo attraverso il racconto diretto di progetti nati proprio per realizzare i princìpi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, garantendo partecipazione alla vita culturale».

L’iniziativa sarà anche l’occasione per presentare il nuovo bando del Fondo Sordità Milano, aperto dal Pio Istituto dei Sordi in Fondazione di Comunità Milano, per sostenere progetti e iniziative capaci di generare cambiamenti positivi volti a migliorare la qualità della vita delle persone sorde sul territorio. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: info@pioistitutodeisordi.org.

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Gli amministratori di sostegno e gli istituti di credito

Il libro di Giulio Rufo Clerici “Gli amministratori di sostegno e gli istituti di credito” è una monografia che affronta, sinteticamente, i principali temi del rapporto tra gli amministratori di sostegno e gli istituti di credito, a protezione degli interessi personali ed economici delle parti

Ogni nuova iniziativa editoriale va salutata con grande rispetto ed entusiasmo, essendo strumento di conoscenza, di formazione e di approfondimento professionale. In questo contesto s’inserisce la nuova collana denominata “Intendere e Volare”, edita da Andrea Livi e diretta dall’avvocato Giulio Rufo Clerici, che propone all’attenzione di lettori e lettrici l’opera dal titolo Gli amministratori di sostegno e gli istituti di credito.
Si tratta di uno scritto interessante, frutto della conoscenza della materia da parte dell’Autore e da quest’ultimo dimostrata sia in precedenti scritti, pubblicati su prestigiose riviste giuridiche, sia attraverso il contributo apportato ai lavori della Commissione Persona, Famiglia e Minori, istituita presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Milano [di Giulio Rufo Clerici si legga anche, sulle nostre pagine, il contributo “L’amministrazione di sostegno, l’uguaglianza e il rispetto del beneficiario”, N.d.R.].

Il 4,9% della popolazione italiana – rileva l’Autore – soffre di limitazioni “gravi” nelle attività svolte abitualmente e il 16,5% di limitazioni “non gravi”, per un totale di circa 12,6 milioni di persone: le loro risorse economiche sono integrate da un flusso di pagamenti di natura previdenziale e assistenziale, che da solo è pari, in un anno, a circa 37 miliardi di euro e che, necessariamente, è rispecchiato da un analogo flusso in uscita, per l’acquisto di beni e di servizi necessari.
Non sfugge pertanto il taglio, volutamente concreto, dato dall’Autore al suo scritto, giustificato dalla ratio, da egli perseguita, di fornire un utile strumento sia agli operatori del diritto, sia agli stessi istituti di credito, per offrire una valida e soddisfacente risposta alle molteplici esigenze di tutela delle persone “fragili”, ivi comprese quelle giudizialmente ammesse alla misura dell’amministrazione di sostegno.
E infatti, dopo la corretta ricognizione della qualifica di pubblico ufficiale riconosciuta all’amministratore di sostegno, i cui poteri trovano la loro fonte e il loro limite nel decreto giudiziale di nomina da parte del Giudice Tutelare (al punto che sono state dichiarate vessatorie le clausole dei contratti bancari, specie di conto corrente, che limitavano l’uso dell’home banking da parte dell’amministratore di sostegno, senza che tali limiti trovassero riscontro nel precedente decreto di nomina da parte del medesimo Giudice Tutelare), l’Autore si sofferma, analiticamente, sui rapporti del beneficiario con gli istituti di credito, nonché sull’istituto dell’“accomodamento ragionevole”: quest’ultimo permette oggi di ovviare ad eventuali diseguaglianze e a tutelare i diritti umani e le libertà delle persone con “disabilità” e/o “fragilità”, tramite misure ed adattamenti che non impongano, però, oneri eccessivi alle altre parti e, tra esse, le banche.
L’accomodamento ragionevole offre dunque l’occasione all’Autore per auspicare, sulla scorta anche dei pertinenti riferimenti dottrinali e giurisprudenziali proposti all’attenzione del lettore, una sempre più stringente e leale collaborazione tra istituti di credito e amministratori di sostegno, siccome indispensabile alla piena attuazione di una misura che trova la sua vera ragion d’essere proprio nella salvaguardia della persona lato sensu “fragile”, e come tale beneficiaria dell’intervento di sostegno disposto dal Giudice Tutelare.

La monografia di Rufo Clerici affronta quindi, sinteticamente, i principali temi del rapporto tra gli amministratori di sostegno e gli istituti di credito, a protezione degli interessi personali ed economici delle parti: sono temi che in prospettiva riguardano un numero crescente di persone e una fascia sempre più rilevante del sistema finanziario, assumendo dimensioni sovranazionali, alla luce delle indicazioni provenienti dalle Istituzioni europee.

*Avvocato in Roma.

Giulio Rufo Clerici, Gli amministratori di sostegno e gli istituti di credito, Fermo, Andrea Livi Editore, 2024.

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Il valore delle infermiere e degli infermieri nella presa in carico della sclerosi multipla

In occasione dell’imminente Giornata Internazionale delle Infermiere e degli Infermieri del 12 maggio, l’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) rende omaggio a tutte le infermiere e gli infermieri che, con dedizione, competenza e umanità, rappresentano un punto di riferimento insostituibile nella vita delle persone con sclerosi multipla, con un particolare riconoscimento per la SISM (Società Infermieri Sclerosi Multipla), nata all’interno della stessa AISM Marina, infermiera della SISM (Società Infermieri Sclerosi Multipla), che lavora alla Clinica Neurologica dell’Ospedale San Martino di Genova

In occasione dell’imminente Giornata Internazionale delle Infermiere e degli Infermieri (International Nurses Day), che sin dal 1965 si celebra ogni anno il 12 maggio, l’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) intende rendere omaggio a tutte le infermiere e gli infermieri che, con dedizione, competenza e umanità, rappresentano un punto di riferimento insostituibile nella vita delle persone con sclerosi multipla, con un particolare riconoscimento per la SISM (Società Infermieri Sclerosi Multipla), nata all’interno della stessa AISM, che da anni si impegna a valorizzare la professionalità degli infermieri specializzati nella sclerosi multipla. L’obiettivo di essa è sostanzialmente quello di promuovere la formazione specifica, favorire lo scambio di esperienze e affermare un ruolo professionale riconosciuto, contribuendo così a garantire qualità e continuità dell’assistenza nei Centri Clinici distribuiti sul territorio nazionale, che rappresentano la rete di riferimento per oltre il 70% delle persone con sclerosi multipla in Italia.
«La nostra – sottolinea Francesco Pastore, presidente della SISM – è una sfida quotidiana che richiede formazione specifica, riconoscimento professionale e spazi adeguati per costruire una presa in carico realmente multidisciplinare e centrata sulla persona».

La sfida cui fa riferimento Pastore prende vita anche nelle storie personali, come quella di Marina, infermiera presso la Clinica Neurologica dell’Ospedale San Martino di Genova che dopo un’esperienza di Servizio Civile in AISM, è tornata per scelta – o forse per destino -, a occuparsi di sclerosi multipla: «Da quando sono tornata a lavorare con persone con sclerosi multipla – racconta – ho ritrovato la mia dimensione umana. Qui conosco ogni paziente per nome e volto, entriamo in relazione vera. E questo cambia tutto: la qualità della cura, l’umore, la fiducia».
Come tante colleghe e colleghi, Marina non si limita a somministrare farmaci: costruisce legami, accompagna, ascolta. «Non sono solo farmaci – conferma -, è relazione, è ascolto, è esserci».
La sua presenza, pertanto, è parte integrante del percorso di vita delle persone con sclerosi multipla «Dentro e oltre l’infusione, nella complessità della malattia e nella semplicità di un sorriso, di una focaccia condivisa, di una parola detta al momento giusto».

«Ci uniamo dunque alla voce della SISM – dichiarano dall’AISM – per chiedere con forza che il ruolo dell’infermiere nella sclerosi multipla sia pienamente riconosciuto come pilastro essenziale dell’équipe multidisciplinare. Occorrono investimenti in formazione continua, protocolli condivisi, strumenti adeguati e, soprattutto, il riconoscimento formale di una figura professionale che ha già dimostrato il proprio valore sul campo. In occasione quindi della Giornata Internazionale delle Infermiere e degli Infermieri del 12 maggio, rinnoviamo il nostro impegno a garantire che ogni persona con sclerosi multipla possa disporre di un’assistenza competente, empatica e vicina, nella quale ogni Marina possa avere voce, spazio e strumenti, per prendersi cura – davvero – della persona e non solo della malattia». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa e Comunicazione AISM (Barbara Erba), barbaraerba@gmail.com.

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Torna in Veneto il Giro d’Italia di Handbike

Dopo il grande successo della prima tappa di Reggio Calabria, tornerà l’11 maggio nel Veneto il 15° Giro d’Italia Handbike, per la seconda tappa che si terrà a Noventa di Piave (Venezia), con una significativa presenza di atleti e atlete provenienti anche dall’estero (Slovenia, Slovacchia, Ungheria, Gran Bretagna, Austria, Svizzera) Foto di gruppo per i protagonisti della prima tappa del 15° Giro d’Italia di Handbike a Reggio Calabria

Dopo il grande successo ottenuto alla fine di marzo con la prima tappa di Reggio Calabria – “prima assoluta” per la manifestazione in Calabria – tornerà l’11 maggio nel Veneto il 15° Giro d’Italia Handbike, per la seconda tappa che si terrà a Noventa di Piave (Venezia), con una significativa presenza di atleti e atlete provenienti anche dall’estero (Slovenia, Slovacchia, Ungheria, Gran Bretagna, Austria, Svizzera).

«Siamo grati all’Amministrazione Comunale di Noventa di Piave – dichiara Fabio Pennella, presidente di Solutions & Events Organization che promuove il Giro Handbike – per avere voluto con entusiasmo ospitare la seconda tappa del Giro. Il circuito che abbiamo disegnato consentirà anche di apprezzare le bellezze paesaggistiche del luogo».
«Siamo sinceramente orgogliosi di ospitare una tappa del Giro Handbike per almeno due motivi – afferma dal canto suo il sindaco di Noventa di Piave Claudio Marian –: in primo luogo gli atleti rappresentano un esempio di valori che dobbiamo rappresentare costantemente sul territorio; inoltre, sono un modello da seguire per tutti i giovani». «Siamo un centro di 7.000 abitanti del Veneto Orientale – aggiunge – e per noi è uno sforzo importante ospitare la grande macchina organizzativa del Giro, ma abbiamo pensato che non poteva essere persa questa occasione. Ringrazio dunque tutta la squadra dell’organizzazione e gli sponsor della tappa».

Sono numeri davvero importanti quelli di questi anni per il Giro di Handbike, che in 15 edizioni dal 2010 ha assommato 109 tappe in 78 Comuni di 14 Regioni, con una media di partecipanti per tappa pari a 143 atleti (107 uomini e 36 donne).
L’avvio di quest’anno, come detto, è stato a Reggio Calabria e dopo la tappa dell’11 maggio a Noventa di Piave, si riprenderà il 1° giugno a Basiglio (Milano), per proseguire il 22 giugno a Seregno (Monza-Brianza), il 13 luglio a Monfalcone (Gorizia) e il 14 settembre a Pioltello (Milano), con la conclusione prevista per il 12 ottobre a Bari. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@girohandbike.it (Angela Grassi).

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“Prima Persona Plurale”: tre giorni di confronto per ripensare la Vita Indipendente

Tre giornate di divulgazione, riflessione e confronto per promuovere l’autodeterminazione e la piena partecipazione nella società delle persone con disabilità. A Torino, il festival “Prima Persona Plurale” ha riunito ospiti e attivisti per discutere di diritti, accessibilità e Riforma della Disabilità. L’iniziativa tornerà nel 2026 Un momento di confronto di “Prima Persona Plurale”

Si è chiusa l’“edizione zero” di Prima Persona Plurale, il festival italiano dedicato alla Vita Indipendente, che per tre giorni, a Torino, ha posto al centro la voce delle persone con disabilità e delle loro famiglie (lo avevamo presentato qui). Dal 5 al 7 maggio, la manifestazione ha offerto infatti un’occasione di confronto e scoperta sulla Vita Indipendente, sulle prospettive future e sulle opportunità legate alla Riforma della Disabilità, attualmente in fase di sperimentazione.

Nata dall’esperienza di Fondazione Time2, la manifestazione ha portato a Torino tantissimi ospiti con talk, panel e laboratori. Sono state tre giornate di divulgazione, riflessione e confronto per promuovere l’autodeterminazione e la piena partecipazione nella società delle persone con disabilità.
«Siamo arrivati al termine di quella che possiamo chiamare “edizione zero” di Prima Persona Plurale», ha dichiarato Antonella Lavazza, vicepresidente di Fondazione Time2. «Siamo soddisfatti perché abbiamo già raccolto qualche riscontro e l’impressione è che di un Festival della Vita Indipendente, oggi, nel nostro Paese, ci fosse davvero bisogno. Abbiamo avuto conferma che è necessario ampliare la conoscenza di questa prospettiva culturale perché è una leva decisiva nell’affermazione della libertà, della dignità e dei diritti di cittadinanza delle persone con disabilità. Quindi è con immenso piacere che vi diamo appuntamento a Prima Persona Plurale 2026».

Dalla storia del movimento alle lotte degli attivisti che quotidianamente si battono per la Vita Indipendente, fino alle prospettive future, analizzando politiche, servizi e opportunità in un confronto su diritti, accessibilità e modelli di supporto inclusivi: tanti, come detto, gli ospiti intervenuti sul tema, da Jozef Gjura a Giampiero Griffo, passando per Marta MigliosiSimone RiflessoMarta PulimenoValentina PerniciaroElisa CostantinoJacopo RosatelliFabrizio StaraceAlice SodiMonique JourdanAndrea Faini e Valeria Carletti.
Uno spazio speciale è stato riservato anche ai laboratori, due momenti dedicati alla creatività, alla condivisione e all’advocacy (“tutela”), con il Laboratorio Zanna Dura e il Laboratorio di uncinetto che ha visto la partecipazione di Patrizia Palillo e il Disability Pride.
Appuntamento, dunque, al 2026, con una nuova edizione di Prima Persona Plurale. (C.C.)

Per maggiori informazioni: Ufficio Stampa Fondazione Time2 (Silvia Bellucci), silviabelluccicomunicazione@gmail.com.

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Accessibilità, intelligenza artificiale e diritti: il progetto di Alessandro Calabrò

In un tempo in cui l’inclusione rischia di rimanere uno slogan, Alessandro Calabrò ci ricorda con forza che la vera accessibilità per le persone con disabilità visiva (e non) passa prima di tutto dalla conoscenza, dall’educazione e da uno sguardo nuovo, capace di vedere oltre i limiti, per costruire – davvero – un mondo più giusto per tutti. Uno dei contributi più importanti del suo recente impegno è il libro “Nuove Visioni. L’AI a supporto della disabilità visiva” Alessandro Calabrò

In un mondo sempre più digitale, la tecnologia rappresenta una risorsa fondamentale per promuovere l’autonomia e l’inclusione delle persone con disabilità visiva. Strumenti come gli smartphone, i display braille, le app di riconoscimento vocale e visivo, i software di lettura dello schermo e oggi l’intelligenza artificiale hanno trasformato profondamente la possibilità di accedere all’informazione, muoversi nello spazio, comunicare e lavorare. Lungi dall’essere semplici supporti, queste tecnologie diventano vere e proprie estensioni sensoriali, capaci di abbattere barriere e restituire libertà di scelta, autonomia e partecipazione attiva alla vita sociale.

Alessandro Calabrò è un giovane blogger ipovedente siciliano, classe 1997, che ha saputo trasformare la propria condizione in uno strumento di consapevolezza collettiva e di attivismo digitale. Nato a Siracusa, Alessandro è un esperto di comunicazione e accessibilità, ma soprattutto un appassionato testimone delle potenzialità offerte dalla tecnologia, per migliorare la vita delle persone con disabilità visiva.
Attraverso il suo sito, questo giovane blogger condivide riflessioni, esperienze personali, strumenti e risorse per favorire una cultura dell’inclusione. Il sito è accessibile, ben organizzato e pensato per rispondere alle esigenze di utenti con disabilità. La sezione blog ospita articoli che spaziano dalla quotidianità di una persona con problemi di vista alle recensioni di tecnologie assistive, passando per riflessioni sociali e politiche.

Uno dei contributi più importanti del suo recente impegno è il libro Nuove Visioni. L’AI a supporto della disabilità visiva, recentemente pubblicato con Youcanprint. In quest’opera, Alessandro esplora l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla vita delle persone cieche e ipovedenti, con uno stile chiaro, accessibile e al tempo stesso competente.
Il libro presenta una panoramica aggiornata su strumenti come VoiceOver, GPT Vision, Seeing AI, Be My AI, Claude Vision e Meta AI, mostrando come queste tecnologie e queste piattaforme stiano rivoluzionando il modo in cui le persone cieche interagiscono con il mondo.
Ma il libro è anche un invito etico alla responsabilità: Calabrò sottolinea infatti come l’adozione della tecnologia debba essere sempre accompagnata da una riflessione critica, un confronto con la realtà delle persone con disabilità e una continua sperimentazione per evitare che l’innovazione lasci indietro chi ha più bisogno di essere incluso.
La forza comunicativa di Calabrò risiede anche nella sua capacità di parlare alla propria generazione: presente su TikTok, Instagram e Facebook, Alessandro usa i social media non solo per raccontare la sua esperienza, ma anche per sensibilizzare su barriere architettoniche, diritti delle persone con disabilità e buone pratiche per l’accessibilità urbana e digitale. Con uno stile diretto, ironico ma mai banale, riesce a coinvolgere un pubblico vasto, rendendo visibile ciò che fin troppo spesso tende a restare invisibile.

In un tempo, dunque, in cui l’inclusione rischia di rimanere uno slogan, Alessandro Calabrò ci ricorda con forza che la vera accessibilità passa prima di tutto dalla conoscenza, dall’educazione e da uno sguardo nuovo, capace di vedere oltre i limiti, per costruire – davvero – un mondo più giusto per tutti.

Per approfondimenti, si può visitare il sito www.alessandrocalabro.it e/o leggere il suo libro Nuove Visioni, disponibile in formato cartaceo e in eBook.

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Camminare senza barriere: Toscana, Umbria e Lazio protagoniste di “Cammini Aperti 2025”

Il 10 e 11 maggio torna “Cammini Aperti”, con 27 escursioni gratuite in diverse Regioni italiane. Inclusività, sostenibilità e spiritualità al centro dell’iniziativa, con il supporto della Federazione FISH, che ha fornito criteri di accessibilità e formazione per le guide escursionistiche. Toscana, Umbria e Lazio avranno un ruolo centrale, con itinerari significativi e aperture straordinarie della Pieve di Sant’Ippolito, della Cripta di San Benedetto e del Monastero delle Clarisse Eremite

Il 10 e 11 maggio torna Cammini Aperti, grande evento nazionale dedicato ai cammini, con 27 escursioni gratuite, pensate per rendere la bellezza del camminare un’esperienza aperta a tutti (lo avevamo annunciato in questo pezzo).
Inclusività, sostenibilità e spiritualità sono i valori cardine della manifestazione, lanciata lo scorso anno, con la Regione Umbria quale capofila, e fortemente voluta dal Ministero del Turismo. L’iniziativa nasce con un impegno chiaro: rendere i cammini accessibili a chiunque. Fondamentale, in questo senso, il contributo della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), partner del progetto, che ha fornito criteri metodologici per garantire l’accessibilità delle escursioni, oltre a una formazione di base per le guide ambientali escursionistiche, affinché possano accompagnare i camminatori con disabilità in sicurezza e con competenza.
Ad affiancare questo percorso, anche il CAI (Club Alpino Italiano) e FederTrek, impegnati nel garantire itinerari immersi nel verde e lontani dal traffico, offrendo esperienze rispettose delle diverse necessità dei partecipanti.
Tra le Regioni coinvolte nell’edizione 2025 di Cammini Aperti, Toscana, Umbria e Lazio avranno un ruolo di primo piano, con itinerari che valorizzano il patrimonio storico, naturalistico e culturale, sempre con un’attenzione particolare all’accessibilità. Ne parliamo dettagliatamente di seguito

I cammini accessibili in Toscana, Umbria e Lazio
La Toscana offrirà sei escursioni nei tratti delle Vie e Cammini di San Francesco e delle Vie e Cammini Lauretani, attraversando paesaggi mozzafiato e borghi ricchi di storia. Il 10 maggio è prevista l’apertura straordinaria della Pieve di Sant’Ippolito ad Asciano (Siena), una gemma del patrimonio storico toscano, che potrebbe custodire un affresco attribuibile a Raffaello. Tra gli itinerari più significativi, l’escursione ad anello da Cortona all’Eremo delle Celle (11 maggio), con la partecipazione del campione di basket Giacomo Galanda.
In Umbria, cuore dell’iniziativa, saranno organizzate nove escursioni lungo le Vie e Cammini di San Francesco, le Vie e Cammini Lauretani e il Cammino di San Benedetto, con itinerari tra foreste e luoghi di grande valore spirituale. Il 10 maggio verrà aperta la Cripta della Basilica di San Benedetto a Norcia (Perugia), tradizionalmente considerata il luogo natale del Santo, con una visita guidata dedicata. Da non perdere il percorso dal lungolago di Passignano sul Trasimeno, con particolare attenzione all’accessibilità, alla presenza del plurimedagliato del nuoto Filippo Magnini.
Il Lazio, infine proporrà sei escursioni tra le meraviglie della Sabina, lungo le Vie e Cammini di San Francesco e il Cammino di San Benedetto. L’11 maggio è prevista l’apertura straordinaria del Monastero delle Clarisse Eremite di Fara in Sabina (Rieti), dove sarà possibile visitare il Museo del Silenzio, un luogo unico che racconta la storia della contemplazione e della spiritualità. Tra gli itinerari più affascinanti, il cammino tra i borghi della Sabina, con il coinvolgimento del campione di pallavolo Valerio Vermiglio.

Partecipare alle escursioni è gratuito. Tutti i dettagli sui percorsi e sulle modalità di iscrizione sono disponibili sul sito ufficiale. Cammini Aperti 2025 è un’opportunità concreta perché l’inclusione passa anche dal camminare insieme, senza barriere. (C.C.)

A questo, questo e questo link sono disponibili tre testi di ampio approfondimento, dedicati rispettivamente a Cammini Aperti 2025 in Toscana, in Umbria e nel Lazio. Per altre informazioni: Ufficio Stampa Cammini Aperti (agostini@atcomunicazione.it).

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Che sia un pontificato di pace, dialogo e diritti umani

«Il pontificato di Leone XIV – scrive tra l’altro Vincenzo Falabella – potrebbe segnare un momento di svolta: si auspica infatti che il Vaticano possa finalmente avviare un processo formale di recepimento della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Sarebbe un gesto di grande valore non solo simbolico, ma operativo, capace di orientare l’intera comunità ecclesiale verso una maggiore attenzione ai temi dell’inclusione, della partecipazione e dell’equità

Con l’elezione di Leone XIV, la Chiesa Cattolica si apre a una nuova fase del proprio cammino, orientata verso una visione profetica e inclusiva del mondo contemporaneo.
In un tempo attraversato da guerre, ingiustizie sociali e profonde fratture culturali, il nuovo pontificato si presenta come un invito concreto alla riconciliazione, alla costruzione di legami di fraternità e all’impegno condiviso per la dignità di ogni persona.
Il richiamo, inoltre, al papato di Leone XIII, figura emblematica per il proprio impegno a favore della giustizia sociale, suggerisce chiaramente che questo pontificato sarà segnato da una rinnovata attenzione per la dottrina sociale della Chiesa. Leone XIII, infatti, con la sua enciclica Rerum Novarum (“Delle cose nuove”) del 1891, aveva posto le basi per un intervento della Chiesa nelle questioni sociali, evidenziando la necessità di difendere i diritti dei lavoratori e di promuovere la giustizia nelle relazioni economiche e sociali. Il nome scelto, quindi – Leone XIV appunto – non solo richiama la figura di Leone XIII e la sua visione sociale, ma intende esprimere anche un impegno diretto e deciso nel fronteggiare le problematiche globali, come la povertà, le disuguaglianze e la tutela dei diritti umani. Un atto, questo, che indica la determinazione del nuovo Papa a promuovere una visione che non sarà solo teologica, ma anche profondamente concreta, mirata a proteggere la dignità umana e a garantire il bene comune per ogni individuo.

Al centro dunque di questa visione si colloca la promozione della pace e del dialogo tra popoli, fedi e comunità, nella convinzione che solo attraverso l’ascolto reciproco e la collaborazione si possano costruire società giuste e solidali. Accanto a questi grandi temi globali, deve però anche emergere con forza anche l’attenzione per le persone con disabilità, spesso dimenticate nei processi decisionali, emarginate nei contesti civili e religiosi, e ostacolate nell’esercizio pieno dei loro diritti.
Proprio in questo àmbito, il pontificato di Leone XIV potrebbe segnare un momento di svolta: si auspica infatti che il Vaticano possa finalmente avviare un processo formale di recepimento della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Si tratterebbe di un gesto di grande valore, non solo simbolico ma operativo, capace di orientare l’intera comunità ecclesiale verso una maggiore attenzione ai temi dell’inclusione, della partecipazione e dell’equità.
Il recepimento della Convenzione ONU rappresenterebbe infatti per la Santa Sede l’opportunità di confermare il proprio impegno sui diritti umani, riconoscendo la piena cittadinanza delle persone con disabilità all’interno della Chiesa e della società. Significherebbe abbracciare con coerenza i principi evangelici di giustizia, accoglienza e rispetto della dignità umana, rendendo testimonianza di una Chiesa davvero universale, capace di prendersi cura delle fragilità non come limiti, ma come luoghi teologici da cui ripartire.

In questo processo, la partecipazione della società civile, e in particolare delle organizzazioni che da anni lavorano per l’affermazione dei diritti delle persone con disabilità, sarà cruciale. La FISH (già Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, oggi Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) esprime un forte auspicio affinché possa essere coinvolta attivamente in questo percorso, insieme alla propria rete associativa, tra cui il MAC (Movimento Apostolico Ciechi), che alla Federazione aderisce.
L’esperienza maturata, il radicamento sui territori e la competenza nell’àmbito dei diritti umani rappresentano una risorsa imprescindibile per accompagnare un cambiamento autentico. Il nostro coinvolgimento non solo garantirebbe un approccio rispettoso delle esperienze vissute dalle persone con disabilità, ma offrirebbe anche un’occasione per costruire alleanze concrete tra il mondo ecclesiale e quello delle Associazioni.

Un pontificato che mette al centro la pace, il dialogo e i diritti deve fondarsi sulla corresponsabilità. Ecco perché come FISH ribadiamo la nostra disponibilità a contribuire con spirito di servizio e collaborazione a questo nuovo cammino, perché nessuno venga lasciato indietro, e perché la voce delle persone con disabilità trovi ascolto e riconoscimento anche nel cuore della Chiesa.

*Presidente della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), consigliere del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro).

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Torna in Sardegna l’Assemblea Generale di Autism Europe

Come già accaduto nel 2016, l’Associazione sarda Diversamente OdV ha organizzato l’annuale Assemblea Generale di Autism Europe, importante momento di confronto tra le realtà europee che si occupano di autismo, un evento che nei prossimi giorni richiamerà grandi personalità del mondo associativo, politico e amministrativo, favorendo un dialogo sui principali temi che riguardano un’ampia comunità di persone Vi sarà anche una visita al Nuraghe Piscu, in comune doi Suelli (Sud Sardegna), per i partecipanti all’Assemblea Generale di Autism Europe

Il 2025 sarà per l’Associazione sarda Diversamente OdV un anno da ricordare, perché caratterizzato da un evento particolarmente distintivo: ha ricevuto, infatti, l’incarico di organizzare l’annuale Assemblea Generale della Federazione Autism Europe, importante momento di confronto tra le realtà europee che si occupano di autismo, che nel prossimo fine settimana richiamerà grandi personalità del mondo associativo, politico e amministrativo, favorendo un dialogo sui principali temi che riguardano un’ampia comunità di persone.
Va per altro sottolineato che l’Associazione cagliaritana, pur emozionata e in tensione per le aspettative nutrite dai partecipanti, non è estranea ad appuntamenti di questa portata: infatti, oltre ad altri eventi simili, si è occupata dell’edizione 2016 dell’Assemblea di Autism Europe, svoltasi a Nora con l’apprezzamento di tutti i presenti.

Quest’anno, dunque, così come per l’edizione 2016, l’appuntamento è distribuito su tre giornate, nelle quali, oltre agli adempimenti previsti, non mancheranno le occasioni per promuovere il territorio, attraverso un programma studiato per favorire la scoperta delle bellezze e della cultura sarda.
Si inizierà ad esempio nella mattinata del 9 maggio, dove tutto il gruppo di Autism Europe sarà ospitato dall’Amministrazione dal Comune di Suelli (Sud Sardegna), per un tour che lo porterà a scoprire il Nuraghe Piscu. Successivamente, nel pomeriggio dello stesso giorno, le persone verranno accompagnate a Casa Saddi, teatro privato ubicato nella municipalità di Pirri (Municipalità di Cagliari), dove i giovani adulti con autismo di Diversamente, che richiedono il massimo livello di supporto, andranno in scena con lo spettacolo teatrale dal significativo titolo di Diversi Noi, esibizione nata dal progetto Erasmus+ denominato SDIT – Self Determination and Inclusion Theatre, voluto allo scopo di promuovere l’inclusione delle persone con autismo attraverso il teatro, favorendone l’espressione emotiva e creativa, il miglioramento delle abilità sociali e la partecipazione attiva in un contesto di gruppo, realizzato anche grazie alla fattiva collaborazione di un partner locale, Rita Atzeri, presidente dell’Associazione Il Crogiuolo.

Sabato 10 si svolgerà quindi l’Assemblea Generale, che durerà fino a sera, nella quale troverà spazio un intervento di Claudia Munaro, docente specializzata per le attività di sostegno alla scuola secondaria di primo grado e fondatrice del Gruppo Nazionale Sportelli Autismo Italia, che parlerà della rete degli Sportelli e di come sia dedicata al supporto e alla condivisione di pratiche innovative per l’inclusione degli studenti con disturbi dello spettro autistico.
Domenica 11, infine, il Consiglio di Amministrazione di Autism Europe, concluso il quale avrà luogo il Self Rappresentative, coordinato da Pietro Cirrincione, momento dedicato alle persone autistiche in grado di autorappresentarsi, per concludere l’intero evento con una gita guidata presso le Saline Conti Vecchi.

Considerata la rilevanza dell’evento, Diversamente ha coinvolto anche importanti aziende che gestiscono servizi pubblici, come il CTM, azienda di trasporto da sempre sensibile alle tematiche sull’autismo, che ha accolto la richiesta di replicare la campagna di sensibilizzazione svolta nel giugno dello scorso anno attraverso i cosiddetti “dondolini” [se ne legga sulle nostre pagine a questo link, N.d.R.], cartoncini appesi ai sostegni tubolari metallici ai quali ci si mantiene durante il viaggio, sui quali è riportata la scritta Not invisible (“Non invisibile”) e più sotto l’hashtag #AutismDay2025, per la promozione della Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo. O come la Sogaer, società che gestisce lo scalo aeroportuale di Elmas, anch’essa sempre disponibile e sensibile alle tematiche sull’autismo, che ha avviato una campagna di sensibilizzazione con la condivisione sugli schermi presenti nell’aeroporto, visibili all’utenza in transito, di un video con immagini che inducono a un momento di riflessione sull’autismo, oltreché con l’adozione del protocollo Autismo, che consente un percorso prioritario alle persone con autismo, e con la presenza in aeroporto dell’Autismoteca, sezione della biblioteca presente nello scalo, ove si trattano esclusivamente testi sull’autismo.

«Come la volta precedente – dichiara Pierangelo Cappai, presidente di Diversamente e presidente della FISH Sardegna (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) – anche quest’anno l’organizzazione ha richiesto parecchie energie, ma a nome di tutta l’Associazione e di tutti i volontari e il personale coinvolto, posso affermare che siamo sempre ben disposti a organizzare questo tipo di incontri, perché si tratta di un’occasione importante che oltre a stimolare un ampio confronto tra realtà geograficamente distanti, permettendo la condivisione delle esperienze e delle buone prassi che favoriscono necessariamente un’evoluzione verso modelli sempre più raffinati, attira la partecipazione anche di quelle autorità politiche e amministrative con le quali dialogare per dare corpo alle iniziative che nascono dai confronti associativi. Si tratta, dunque, di un momento molto importante per tutti gli interessati e sono certo che l’immagine della Sardegna imprimerà un ricordo indelebile nella mente dei partecipanti». (R.O. e S.B.)

Per ogni ulteriore informazione: segreteria.diversamenteodv@gmail.com.

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