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GPS 2026/2028 Avviso apertura funzioni per la presentazione telematica delle istanze di scioglimento della riserva ai fini dell’inclusione a pieno titolo nella I fascia delle GPS e di conferma del servizio svolto nell’anno scolastico in corso.

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Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

“Pensiero Imprudente”: e alla fine di fronte c’è sempre il mare!

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«Ha senso – scrive Claudio Imprudente – lavorare oggi così tanto per un mondo più inclusivo? Educare le nuove generazioni alla pace e alla valorizzazione dell’alterità, in un mondo dove i “furbi” vengono esaltati, i poveri sono sempre più poveri, e dove il presidente di una grande nazione, che causa delle guerre, viene osannato dal popolo? Per fortuna a salvarci ci sono i nostri limiti, perché alla fine anche uno che vuole predominare sull’altro, si trova sempre di fronte al mare, ovvero a quei limiti di fronte ai quali non si può scappare»

Mi sono imbattuto di recente in due proverbi. Uno è: «Chi ruba un cavallo viene impiccato, chi ruba un regno diventa re»; l’altro è un proverbio turco: «Quando un pagliaccio si trasferisce in un palazzo, non diventa re. Il palazzo si trasforma in un circo». Appena li ho letti, ho pensato che sono proprio attuali e mi sono sentito un po’ frustrato: che senso ha, oggi, lavorare così tanto per un mondo più inclusivo? Educare le nuove generazioni alla pace e alla valorizzazione dell’alterità, in un mondo dove i “furbi” vengono esaltati e i poveri sono sempre più poveri, e dove, se da un lato un boss mafioso viene incarcerato, dall’altro un presidente di una grande nazione, che causa delle guerre, viene osannato dal popolo?

Vasco Rossi diceva con il suo grande successo, Un Senso: «Voglio trovare un senso a questa storia, anche se questa storia un senso non ce l’ha». Vasco ha proprio ragione: bisogna dare un senso a questa storia, ma la Storia con l’esse maiuscola.
Spesso mi alzo alla mattina chiedendomi: tutto questo perché succede? Non parlo di massimi sistemi, ma a livello pedagogico lottare contro questo sistema per una cultura dell’inclusione, della solidarietà, della disabilità come risorsa, in un contesto che giustifica chi prevarica sul più debole, è molto frustrante.
In questi quarant’anni in Italia si stavano creando, bene o male, delle situazioni di accoglienza per persone marginalizzate, ma nel lasso di poco tempo si è tornati indietro ai tempi bui del nazionalismo. Credo che un trucco sia spostare il nostro punto di vista sulla realtà: mentre dico questo mi viene in mente una trasmissione scientifica sull’universo, dove spiegavano che qui sulla Terra, che è una pallina che gira vorticosamente attorno al Sole, molto più piccola rispetto all’universo intero – anzi alla parte di universo che conosciamo – ci siamo noi, piccoli esseri, sempre uno contro l’altro, in conflitto perenne.
Quella trasmissione mi ha dato la vera misura delle cose, delle nostre paure e delle nostre brame di conquista: siamo veramente microscopici rispetto all’universo intero. A volte sarebbe bene spostare il nostro punto di vista, così come l’astronauta Samantha Cristoforetti, che in un’intervista aveva detto: «Io da lassù non vedo confini, i confini sono solo nelle nostre carte geografiche». Questa relatività credo che sia l’unica carta che ci può salvare dalla distruzione dell’umanità.

Quando ragiono in questa ottica, dentro di me canto la canzone di Roberto Vecchioni, Stranamore (Pure questo è amore), che risuona quasi come un mantra: «Ed il più grande conquistò nazione dopo nazione / E quando fu di fronte al mare si sentì un cog…e / Perché più in là non si poteva conquistare niente / E tanta strada per vedere un sole disperato / E sempre uguale e sempre come quando era partito».
Eh già, è proprio così, uno che vuole predominare sull’altro, alla fine si trova sempre di fronte al mare, che rappresenta i propri limiti e di fronte a essi non si può scappare.
Tutte queste riflessioni, in questo periodo, fanno parte di me, mi tengono sveglio e attivo. Ovviamente di risposte non ce ne sono, anzi se avete delle risposte mi piacerebbe che le condivideste con me. Scrivete a claudio@accaparlante.it oppure sulle mie pagine Facebook e Instagram.

*Il presente contributo è già apparso nella testata «Messaggero di sant’Antonio», con il titolo “Voglio dare un senso a questa storia” e viene qui ripreso con diverso titolo e minimi riadattamenti dovuti al differente contenitore, per gentile concessione.

Pensiero Imprudente
Dalla fine del 2022 Claudio Imprudente è divenuto una firma regolare del nostro giornale, con questa suo spazio fisso che abbiamo concordato assieme di chiamare Pensiero Imprudente, grazie alla quale sta impreziosendo le nostre pagine, condividendo con Lettori e Lettrici il proprio sguardo sull’attualità.
Persona già assai nota a chi si occupa di disabilità e di tutto quanto ruota attorno a tale tema, Claudio Imprudente è giornalista, scrittore ed educatore, presidente onorario del CDH di Bologna (Centro Documentazione Handicap) e tra i fondatori della Comunità di Famiglie per l’Accoglienza Maranà-tha. All’interno del CDH ha ideato, insieme a un’équipe di educatori e formatori specializzati, il Progetto Calamaio, che da tantissimi anni propone percorsi formativi sulla diversità e l’handicap al mondo della scuola e del lavoro. Attraverso di esso ha realizzato, dal 1986 a oggi, più di diecimila incontri con gli studenti e le studentesse delle scuole italiane. In qualità di formatore, poi, è stato invitato a numerosi convegni e ha partecipato a trasmissioni televisive e radiofoniche.
Già direttore di una testata “storica” come «Hp-Accaparlante», ha pubblicato libri per adulti e ragazzi, dalle fiabe ai saggi, tra cui Una vita imprudente. Percorsi di un diversabile in un contesto di fiducia, Da geranio a educatore. Frammenti di un percorso possibile, entrambi editi da Erickson e il recente Scritti imprudenti. Idee e riflessioni intorno alla disabilità (La Meridiana).
Ha collaborato e collabora con varie riviste e testate, come il «Messaggero di Sant’Antonio», per cui cura da anni la rubrica “DiversaMente”. Il 18 Maggio 2011 è stato insignito della laurea ad honorem dall’Università di Bologna, in Formazione e Cooperazione.

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Torna nelle acque di Boccadasse “Il mare da toccare”

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Numerosi subacquei con disabilità visiva, insieme alle guide esperte di HSA Italia, potranno ancora una volta vivere l’esperienza di immersioni guidate nelle acque del mare di Boccadasse, presso Genova, in un’atmosfera di amicizia e scoperta: accadrà il 13 giugno, con la seconda edizione dell’iniziativa “Il mare da toccare”, evento a partecipazione gratuita organizzato da HSA Genova, con il supporto dell’Associazione Mondo Fondo Diving, del Nucleo Carabinieri Subacquei Genova e dell’UICI del capoluogo ligure Partecipanti alla prima edizione dello scorso anno del “Mare da toccare”

Dopo l’esito quanto mai felice dell’edizione di esordio, nell’agosto dello scorso anno, di cui avevamo riferito anche sulle nostre pagine, sta per tornare nel mare di Boccadasse, presso Genova, una nuova edizione del Mare da toccare, evento a partecipazione gratuita organizzato da HSA Genova, componente ligure di HSA Italia, l’Associazione Attività Subacquee e Natatorie per Persone con Disabilità, con il supporto degli istruttori e guide HSA dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Mondo Fondo Diving, del Nucleo Carabinieri Subacquei Genova e dell’UICI del capoluogo ligure (Unione dei Ciechi e degli Ipovedenti), avvalendosi inoltre del patrocinio del Comune di Genova.
Accadrà nel pomeriggio del 13 giugno (presso Diving Mondo Fondo, Piazzale Kennedy, 1, nuovo Water Front di Genova, ore 14), consentendo a numerosi subacquei con disabilità visiva, insieme alle guide esperte di HSA Italia, di vivere l’esperienza di immersioni guidate al largo della spiaggia iconica di Genova, in un’atmosfera di amicizia e scoperta.

«Siamo molto felici di ritornare a Genova con Il Mare da toccare – dichiara Giosuè Sannino, responsabile di HSA Genova -. La prima edizione dello scorso anno ha visto la partecipazione di una ventina di subacquei con disabilità visiva e al momento, per la prova del 13 giugno, vi sono già 30 iscritti. Tutto questo ci dà entusiasmo nel costruire sempre più prove subacquee. Sott’acqua, infatti, chi non vede esplora le bellezze della flora e della fauna del mondo sommerso con il tocco delle mani, dove passano le correnti profonde del pensiero, i ricordi, la dimensione delle cose. Avvolti dal mare, i subacquei non vedenti condividono intense emozioni con i compagni di immersioni. La gravità si attenua, ci si muove liberamente. Tanta gioia e meraviglia per un’esperienza unica, di amicizia e di valore, in cui le barriere si annullano, le limitazioni si alleggeriscono, aumentano la fiducia in sé, l’autonomia e un benessere che aiuta anche il vivere quotidiano». (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento. Per altre informazioni: info@patriziadesantopr.it (Patrizia De Santo); info@hsaitalia.it.

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In bici per la Fondazione Roberto Sisto per Vitalba

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Undici atleti, tra cui alcuni noti handbikers con disabilità, partiranno domani, 12 giugno, da Napoli, per arrivare a Pontinia (Latina), ripartendo sabato 13 verso Formello (Roma), dopo avere percorso in totale 300 chilometri: sarà questo l’iniziativa “In bici per la Fondazione Roberto Sisto per Vitalba” il cui scopo è raccogliere fondi per la realizzazione di una casa famiglia rivolta a persone con disabilità, oltre a portare un messaggio di riscatto attraverso le storie dei protagonisti

Undici atleti, tra i quali Leonardo Melle, Lola Delnevo e Pietro Trozzi, handbikers con disabilità di fama non solo nazionale, partiranno domani, 12 giugno, da Piazza del Plebiscito a Napoli, per arrivare a Pontinia (Latina), ripartendo sabato 13 verso Formello (Roma), dopo avere percorso in totale 300 chilometri: sarà questo l’iniziativa denominata Viaggio in bici Napoli-Pontinia-Formello per la Fondazione Roberto Sisto per Vitalba il cui scopo è raccogliere fondi per la realizzazione di una casa famiglia rivolta a persone con disabilità, oltre a portare un messaggio di riscatto attraverso le storie dei protagonisti.
Nata grazie all’iniziativa dell’Associazione Vitalba di Riano (Roma), che unisce famiglie di persone con disabilità della zona nord di Roma e dedicata alla memoria di Roberto Sisto, indimenticato presidente dell’Associazione stessa, la Fondazione Roberto Sisto per Vitalba punta a garantire un futuro sereno e dignitoso a persone con disabilità che, con il tempo, potrebbero trovarsi senza un sostegno familiare. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: presidente@fondazionerspv.it.

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Accessibilità, partecipazione e impegno sociale: il Service-Learning come paradigma di inclusione

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La presentazione di un libro parlato ad alta accessibilità realizzato dagli alunni di una classe della scuola secondaria di primo grado Borgoncini Duca di Roma, in collaborazione con l’UICI, è stata anche un’occasione per riflettere sul valore dell’accessibilità come diritto e sull’importanza di costruire contesti educativi nei quali la collaborazione tra diversi soggetti possa generare risposte concrete ai bisogni della comunità La realizzazione grafica elaborata per la presentazione di fine maggio del libro parlato all’Università LUMSA di Roma

Accessibilità, partecipazione e impegno sociale: se n’è parlato a Roma il 28 maggio scorso, presso l’Università LUMSA, in occasione dell’evento denominato Il Service-Learning: paradigma di inclusione nella scuola, per la presentazione del libro parlato ad alta accessibilità Dialoghi “Etterni”. Pensieri accessibili ispirati all’Inferno dantesco, realizzato dagli alunni della 2^B della scuola secondaria di primo grado Borgoncini Duca di Roma, in collaborazione con l’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).
Nato come proposta didattica ed educativa per promuovere attenzione e responsabilità verso l’accessibilità e l’inclusione, il libro è stato pensato, in particolar modo, per favorire l’accesso alla lettura delle persone con disabilità visiva e/o non verbali, grazie agli adattamenti dei testi in CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) e all’audioregistrazione.

Dialoghi “Etterni” si inserisce in un più ampio quadro di iniziative dell’Istituto Comprensivo Borgoncini Duca dedicate all’educazione alla cittadinanza, con particolare attenzione ai temi dell’inclusione e dell’accessibilità, promosse attraverso metodologie di apprendimento attivo e la collaborazione con le realtà del territorio.
Il Service-Learning è una metodologia educativa che integra gli obiettivi di apprendimento con la realizzazione di un servizio concreto rivolto alla comunità. Attraverso l’individuazione di bisogni reali e la progettazione di risposte efficaci, gli studenti e le studentesse diventano protagonisti di percorsi che promuovono non solo le competenze disciplinari, ma anche il senso di responsabilità, la partecipazione civica e la capacità di collaborare per il bene comune. In questa prospettiva, il libro parlato costituisce un esempio significativo di come la scuola possa contribuire alla costruzione di una società più inclusiva, trasformando l’apprendimento in un’opportunità di crescita personale e di impegno sociale.

L’evento di fine maggio ha riunito rappresentanti del mondo accademico, scolastico, istituzionale e associativo, dando vita a una riflessione condivisa sul valore dell’inclusione e sull’importanza di promuovere percorsi educativi capaci di generare un impatto positivo sul territorio.
Hanno aperto i lavori Caterina Fiorilli, direttrice del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università Lumsa; Maria Cinque, direttrice della Scuola di Alta Formazione EIS (Educare all’Incontro e alla Solidarietà) e docente ordinaria di Didattica e Pedagogia Speciale sempre nell’Ateneo ospitante; Irene Culcasi, ricercatrice della LUMSA e membro del Direttivo dell’UNiSL (Associazione Universitaria Italiana per il Service-Learning); Simone Consegnati, ricercatore dell’INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa).
I loro interventi hanno richiamato l’attenzione sul ruolo che il Service-Learning può svolgere nel collegare formazione e responsabilità sociale, evidenziando il contributo di tali esperienze alla crescita culturale e civile degli studenti.

Sono quindi intervenute le docenti del Borgoncini Duca Chiara Serva e chi scrive [Laura Bonsi, N.d.R.], per illustrare l’impianto didattico complessivo e gli obiettivi formativi ed educativi del percorso, evidenziando l’integrazione tra attività disciplinari, pratiche laboratoriali e sviluppo di competenze di cittadinanza attiva.
Hanno inoltre partecipato ai lavori Vincenzo Massa, dirigente nazionale dell’UICI e coordinatore del Centro Nazionale del Libro Parlato Francesco Fratta, insieme a Francesca Ferraro e Carmelo Di Gesaro, che hanno riferito la fase tecnico-operativa delle registrazioni; Fabrizio Corradi, psicotecnologo, esperto in tecnologie assistive, CAA e intelligenza artificiale, coordinatore nazionale del Comitato Scientifico di ISAAC Italy, oltreché direttore del Master in Comunicazione Aumentativa e Alternativa e Tecnologie Assistive alla LUMSA (Roma e Palermo); Elisa Maria Stufani, docente a contratto della LUMSA, logopedista, pedagogista, esperta in CAA, membro del Comitato Scientifico di ISAAC Italy, nonché, come Corradi, docente del Master in Comunicazione Aumentativa e Alternativa e Tecnologie Assistive alla LUMSA (Roma).
L’accento è stato posto sull’importanza di rendere la cultura e la lettura accessibili a tutte le persone, valorizzando strumenti e linguaggi in grado di abbattere le barriere che ancora limitano la piena partecipazione alla vita culturale e sociale.

Particolarmente applaudito è stato il messaggio di apprezzamento e di incoraggiamento a proseguire con questo tipo di iniziative pervenuto in sala dall’avvocato Salvatore Nocera, presidente emerito del MAC (Movimento Apostolico Ciechi).
Sono quindi passati per il tavolo dei relatori anche Chiara Iannarelli, consigliera della Regione Lazio e vicepresidente della Commissione Scuola nella Regione stessa; Arianna Ugolini, assessora alle Politiche Educative e Scolastiche del Municipio XIII di Roma; Alessia Vagliviello, referente regionale per il Service-Learning presso l’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio, oltreché referente per la prevenzione e il contrasto al bullismo, per la rappresentanza studentesca e per l’orientamento; Caterina Spezzano, dirigente tecnico nel Dipartimento per il Sistema Educativo di Istruzione e formazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito, referente nazionale in quest’ultimo per il Service-Learning.
I rappresentanti istituzionali intervenuti hanno ribadito il valore del Service-Learning come approccio metodologico capace di coniugare apprendimento, inclusione e cittadinanza attiva e di modellare reti virtuose di collaborazione tra scuola, università e territorio.

In conclusione, quindi, va detto che la presentazione del libro parlato ha rappresentato non soltanto il momento finale di un percorso didattico, ma anche un’occasione per riflettere sul valore dell’accessibilità come diritto e sull’importanza di costruire contesti educativi nei quali la collaborazione tra diversi soggetti possa generare risposte concrete ai bisogni della comunità. Un’esperienza che dimostra come l’incontro tra apprendimento e servizio possa tradursi in un’opportunità di crescita per tutti i protagonisti coinvolti e in un contributo concreto alla diffusione di una nuova cultura dell’inclusione.

*Docente di sostegno e referente d’Istituto per il Service-Learning nell’Istituto Comprensivo Borgoncini Duca di Roma (laura.bonsi@docenti.scuola365.com).

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Teatro che mette al centro le persone autistiche e il loro diritto a partecipare alla vita culturale e sociale della comunità

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Lo spettacolo teatrale “Amica Ombra”, andato in scena a Cagliari, è stato il passaggio conclusivo del progetto “SDIT” (acronimo inglese che sta per “Autodeterminazione e inclusione attraverso il teatro”), a cura dell’Associazione Diversamente, in collaborazione con la compagnia Il Crogiuolo. «L’esito finale – sottolineano da Diversamente – di un percorso che mette al centro le persone autistiche, le loro capacità, i loro desideri e il loro diritto a partecipare pienamente alla vita culturale e sociale della comunità»

Nel pomeriggio dell’8 giugno scorso, presso Casa Saddi a Cagliari, è andato in scena Amica Ombra, inserito all’interno della rassegna di teatro per famiglie E-stiamo al Parco, spettacolo conclusivo del progetto SDIT (Self Determination and Inclusion by Theatre, “Autodeterminazione e inclusione attraverso il teatro”), promosso dall’Associazione sarda Diversamente, in collaborazione con la compagnia Il Crogiuolo.
«Lo spettacolo – spiegano da Diversamente – rappresenta l’esito finale di un percorso che mette al centro le persone autistiche, le loro capacità, i loro desideri e il loro diritto a partecipare pienamente alla vita culturale e sociale della comunità. SDIT è nato come progetto europeo dalla collaborazione tra organizzazioni di diversi Paesi e che vede la nostra Associazione tra i partner internazionali. L’iniziativa si fonda sulla convinzione che il teatro possa rappresentare uno straordinario strumento di autodeterminazione, crescita personale, partecipazione e inclusione sociale».

Nel corso degli anni, dunque, il laboratorio ha coinvolto persone autistiche nei diversi ruoli del fare teatrale, non soltanto come attori, ma anche come autori, collaboratori, tecnici e protagonisti attivi di un processo creativo condiviso. Il tutto con l’obiettivo di non realizzare semplicemente uno spettacolo, ma anche per creare opportunità concrete di espressione, relazione, apprendimento e cittadinanza.
Grazie inoltre a una consolidata collaborazione con la compagnia del Crogiuolo e all’accoglienza di Casa Saddi, SDIT è diventato negli anni uno spazio stabile nel quale le persone nello spettro autistico possono sperimentarsi, sviluppare competenze, costruire relazioni significative e trovare un luogo nel quale sentirsi riconosciute e valorizzate.

Per quanto riguarda lo specifico dello spettacolo Amica Ombra, esso affronta con delicatezza temi profondi e universali come il ricordo, l’assenza, il cambiamento e la permanenza dei legami affettivi. E attraverso il linguaggio teatrale, le persone che vi hanno partecipato hanno potuto dare voce a emozioni, pensieri ed esperienze appartenenti a tutti, trasformandoli in una narrazione collettiva capace di coinvolgere e far riflettere il pubblico.
«Da diversi anni – sottolinea Pierangelo Cappai, presidente di Diversamente – il teatro rappresenta per le persone che fanno riferimento alla nostra Associazione un’importante opportunità di crescita personale e sociale. Il progetto SDIT ci ha insegnato infatti che l’inclusione non consiste nel creare spazi separati, ma nel costruire contesti nei quali ogni persona possa partecipare, esprimersi e contribuire con le proprie caratteristiche. Il teatro diventa così un luogo di incontro autentico, nel quale le differenze non vengono nascoste ma riconosciute come una ricchezza per tutta la comunità».

Come accennato da Cappai, l’esperienza di SDIT si inserisce all’interno di un più ampio lavoro che Diversamente conduce ormai da anni sul Progetto di Vita delle persone autistiche. Attraverso attività culturali, formative, sportive, educative e di partecipazione sociale, l’Associazione promuove infatti percorsi orientati all’autonomia, all’autodeterminazione e alla piena cittadinanza, «nella convinzione – come viene detto – che ogni persona debba avere la possibilità di costruire il proprio futuro e trovare il proprio posto nella comunità».
Per quanto riguarda il percorso 2025-2026, esso è stato condotto da Marta Gessa e Antonella Perrone, con la supervisione di Rita Atzeri e anche con il fondamentale contributo dei volontari del Servizio Civile Universale Karola Cappai e Lorenzo Garau, insieme agli operatori, ad altri volontari e alle famiglie che hanno accompagnato i ragazzi lungo tutto il percorso. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: segreteria.diversamenteodv@gmail.com.

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Formazione gratuita sull’intelligenza artificiale: un bando aperto in particolare anche a persone giovani con disabilità

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550 posti per giovani non inseriti in percorsi di studio, formazione o lavoro e per 300 donne tra i 20 e i 25 anni in condizioni di disoccupazione, inoccupazione o fragilità occupazionale, con particolare attenzione riservata anche alle persone con disabilità: è l’opportunità che arriva da un progetto formativo gratuiti sull’intelligenza artificiale, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha come capofila ANIS Regione Puglia, in partenariato con varie organizzazioni, tra cui alcune impegnate proprio sul fronte della disabilità

Sono aperte le candidature per partecipare ai percorsi formativi gratuiti del progetto denominato NEET and WOMEN inside A.I. – Formazione, Inclusione e Innovazione, iniziativa finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’àmbito dell’Avviso n. 3/2024 (finanziamento di progetti di rilevanza nazionale dedicati all’intelligenza artificiale, ai sensi dell’articolo 72 del Decreto Legislativo 117/17) e promossa da ANIS Regione Puglia (Associazione Nazionale di Inclusione Sociale) in qualità di capofila.
Il bando mette a disposizione 550 posti destinati a giovani NEET tra i 15 e i 29 anni, persone cioè non inserite in percorsi di studio, formazione o lavoro, e a 300 donne tra i 20 e i 25 anni in condizioni di disoccupazione, inoccupazione o fragilità occupazionale. Particolare attenzione sarà riservata alle persone con disabilità, ai soggetti provenienti da contesti socioeconomici svantaggiati e a chi si trova in situazioni di rischio di esclusione sociale.

L’iniziativa nasce per offrire opportunità concrete di crescita personale e professionale attraverso l’acquisizione di competenze sempre più richieste nel mercato del lavoro. I partecipanti potranno scegliere uno o più percorsi formativi dedicati all’intelligenza artificiale, ai media digitali, all’analisi dei dati, alla creatività, all’innovazione e all’imprenditorialità, approfondendo anche temi legati all’uso consapevole delle tecnologie, alla privacy e ai nuovi modelli organizzativi del lavoro.
Le attività saranno completamente gratuite e si svolgeranno in presenza, online e in modalità mista, con il coinvolgimento di professionisti del settore, esperti di innovazione digitale e formatori specializzati. Accanto alle lezioni sono previsti laboratori pratici, percorsi di mentoring, attività collaborative, contest e hackathon (maratone di progettazione collaborativa e problem-solving intensivo), pensati per accompagnare i partecipanti nello sviluppo di competenze immediatamente spendibili nei contesti professionali e sociali.
Le domande di partecipazione dovranno essere inviate entro le ore 23.59 del 6 luglio prossimo a mezzo mail all’indirizzo neetandwomen.inside.ai@gmail.com. Ai/alle partecipanti che frequenteranno almeno il 70% delle attività previste verrà  rilasciato un attestato finale di partecipazione.

Il progetto NEET and WOMEN inside A.I. – Formazione, Inclusione e Innovazione, come accennato, è promosso da ANIS Regione Puglia APS in qualità di capofila e realizzato in partenariato con le Associazioni Oltre le Mura, Crescere Insieme, Atlantis 27, FAIP (Federazione Associazioni Italiane delle Persone con Lesione al Midollo Spinale), FIADDA (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone sorde e Famiglie), FIADDA Roma (Associazione per i Diritti delle Persone sorde e Famiglie), FISH Calabria (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), FISH Friuli Venezia Giulia, Fondazione Messina Ente Filantropico, Terni Digital. (Simona Lancioni)

Per ulteriori informazioni: oliviero.ciro.rn@gmail.com (Ciro Oliviero).
Il presente contributo è già apparso in Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli e viene qui ripreso, con diverso titolo e alcuni riadattamenti al differente contenitore, per gentile concessione.

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