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L’esplorazione tattile che diventa un vero e proprio gioco investigativo

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Si chiama “Un enigma tra le mani” l’appuntamento pensato per le famiglie con bambine e bambini dai 6 ai 10 anni, in programma per il 30 novembre alla “Galleria Booh!” del Museo Tattile Statale Omero di Ancona, un percorso sensoriale in totale oscurità, che trasformerà l’esplorazione tattile in un vero e proprio gioco investigativo La “Galleria Booh!” al Museo Tattile Statale Omero di Ancona

Dopo Il buio di Booh!, da noi presentato a suo tempo, la Galleria Booh!, nuovo ambiente permanente del rinnovato Spazio Contemporaneo presente nel Museo Tattile Statale Omero di Ancona, dove l’arte si esplora con le mani, nel mistero e nella magia del buio, ospiterà una nuova iniziativa, nel pomeriggio del 30 novembre (ore 16.30), denominata Un enigma tra le mani.
«Si tratta – spiegano dalla struttura marchigiana – di un appuntamento pensato per le famiglie con bambine e bambini dai 6 ai 10 anni, un percorso sensoriale che trasformerà l’esplorazione tattile in un vero e proprio gioco investigativo. In totale oscurità, infatti, guidati dallo staff esperto del nostro Museo, bambine, bambini e adulti si muoveranno nello spazio affidandosi esclusivamente al tatto. Lungo il percorso incontreranno tre sculture della collezione ciascuna delle quali custodirà un dettaglio, un indizio, un segnale da interpretare attraverso le mani. Toccare diventerà così un’azione attenta e concentrata, un modo per entrare nella materia e comprenderla senza il filtro della vista. Al termine dell’esplorazione, poi, il pubblico sarà invitato a sciogliere un piccolo enigma, costruito proprio sulle sensazioni tattili raccolte, un esercizio di immaginazione, logica e sensibilità che stimolerà curiosità, autonomia e desiderio di scoperta, valorizzando il contatto diretto con l’arte».

«Con questo secondo appuntamento, la nostra Galleria Booh! – aggiungono dal Museo Omero – conferma la sua natura di luogo poetico e sorprendente, uno spazio dove l’esperienza sensoriale è allo stesso tempo gioco, conoscenza e relazione». (S.B.)

L’iniziativa del 30 novembre, come detto, sarà rivolta a famiglie con bambine e bambini dai 6 ai 10 anni. Costo: 5 euro (gratuito per persone con disabilità e accompagnatori). La prenotazione è obbligatoria, tramite l’indirizzo redazione@museoomero.it (tel. e WhatsApp 335 5696985).

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Le persone con disabilità visive in viaggio

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Rivolto alla cittadinanza tutta, il convegno “Le persone con disabilità visive in viaggio. Diritti e buone prassi per un trasporto accessibile”, organizzato per il 2 dicembre a Torino dall’UICI Piemonte, riunirà rappresentanti istituzionali, esperti del settore dei trasporti e referenti dell’UICI stessa, per affrontare temi quuali il quadro normativo sulla mobilità accessibile, i diritti dei passeggeri con disabilità visive, le buone prassi nei sistemi di trasporto, le criticità e le prospettive future

«Prendere un treno o un aereo, fare un viaggio di lavoro o concedersi una vacanza: tutte queste azioni sono sinonimo di libertà, autonomia, vita adulta. In una parola, sono indicatori di normalità. Ma per chi non vede o ha una grave minorazione visiva, potersi spostare in autonomia e sicurezza non è affatto scontato. Benché riconosciuta, infatti, dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, la mobilità accessibile è un orizzonte che va continuamente conquistato, ridefinito e rinegoziato. In Italia, negli ultimi decenni, sono stati fatti considerevoli passi avanti, ma molto resta da fare»: lo dicono dall’UICI Piemonte (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), presentando il convegno Le persone con disabilità visive in viaggio. Diritti e buone prassi per un trasporto accessibile, organizzato per la mattinata del 2 dicembre a Torino (Sala Trasparenze del Grattacielo della Regione Piemonte, Piazza Piemonte, 1, ore 9-12.30), incontro rivolto non solo ai diretti interessati ma a tutti i cittadini e le cittadine, che riunirà rappresentanti istituzionali, esperti del settore dei trasporti e referenti dell’UICI, per affrontare una serie di punti nodali, tra cui il quadro normativo sulla mobilità accessibile, i diritti dei passeggeri con disabilità visive, le buone prassi nei sistemi di trasporto, le criticità esistenti e le prospettive future.

«Viaggiare, sia per necessità che per piacere, dovrebbe essere un diritto accessibile a tutti e tutte – sottolinea Franco Lepore, presidente dell’UICI Piemonte -, indipendentemente dalla loro condizione. E del resto, in base alla normativa internazionale, le persone con disabilità e/o a mobilità ridotta hanno diritto di accedere autonomamente ad ogni mezzo di trasporto e di ricevere l’assistenza necessaria senza costi aggiuntivi e senza discriminazioni. Con il convegno del 2 dicembre vogliamo dunque condividere buone prassi e linee guida per garantire sistemi di trasporto realmente accessibili e inclusivi. Le Istituzioni, i gestori di infrastrutture e i vettori di trasporto devono compiere ogni sforzo possibile per rimuovere gli ostacoli che, ancora oggi, impediscono la piena mobilità delle persone con disabilità. Solo un sistema di trasporto accessibile e fruibile può contribuire alla piena inclusione delle persone con disabilità, anche in viaggio». (S.B.)

A questo link è disponibile il programma completo del convegno. L’ingresso sarà gratuito, ma consentito solo alle persone preventivamente registrate, tramite il modulo presente a questo link. Per ulteriori informazioni. comunicazione@uicpiemonte.it (Lorenzo Montanaro).

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In tutta Europa basket unificato: che passione!

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Si protrarrà fino al 3 dicembre la ventiduesima edizione dell’“European Basketball Week” di Special Olympics, il movimento internazionale dello sport praticato da persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, evento che coinvolge oltre 25.000 partecipanti in 25 Paesi, vedendo entrare in campo giovani con e senza disabilità (“basket unificato”), in più di 250 diverse iniziative, molte delle quali anche nel nostro Paese Foto di gruppo per la presentazione a Rieti degli eventi italiani della ventiduesima “Special Olympics European Basketball Week”

È in corso già dal 25 novembre e fino al 3 dicembre la ventiduesima edizione dell’European Basketball Week di Special Olympics, il movimento internazionale dello sport praticato da persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo. Si tratta di un evento che coinvolge oltre 25.000 partecipanti in 25 Paesi, vedendo entrare in campo giovani con e senza disabilità, in più di 250 diverse iniziative, perché il “basket unificato”, quello cioè giocato in formazioni miste, è ritenuto la chiave per raggiungere l’obiettivo.

La conferenza stampa di presentazione degli eventi italiani (a questo link vi è l’elenco) si è svolta nei giorni scorsi a Rieti, aperta da Alessio Grassini, atleta Special Olympics, che ha dichiarato: «Ho 18 anni, faccio parte da quasi quattro anni della Fortitudo Baskin Rieti. Quando ho iniziato avevo un po’ paura perché non conoscevo nessuno, ero stordito da tutto quanto. Però col tempo mi sono trovato bene, ho fatto amicizia con tutti. Mi alleno costantemente con loro, abbiamo vinto e perso tante partite. Spero di continuare a crescere e migliorare con loro».
Dal canto suo, Sofia Guadagnoli, atleta partner Special Olympics, ovvero persona senza disabilità, ha affermato «Special Olympics e lo sport unificato mi hanno aperto la mente, mi confronto con atleti fantastici. Avevo smesso di giocare a basket e questa è stata un’opportunità per ricominciare a praticare questo sport». (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento sulla presentazione a Rieti degli eventi italiani per la ventiduesima Special Olympics European Basketball Week. Per altre informazioni: stampa@specialolympics.it (Giampiero Casale).

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“Dialoghi con Mister Parkinson – Storie di carattere. Oltre il tremore”: l’incontro di Pavia

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Dopo le tappe di Bergamo, Novara, Napoli e Treviso, arriverà domani, 28 novembre, a Pavia il ciclo di eventi “Dialoghi con Mister Parkinson – Storie di carattere. Oltre il tremore”, presentato nello scorso mese di settembre anche sulle nostre pagine e promosso dalla Confederazione Parkinson Italia, con il sostegno non condizionante di Zambon Italia

Avevamo presentato nel settembre scorso il ciclo di eventi denominato Dialoghi con Mister Parkinson – Storie di carattere. Oltre il tremore, promosso dalla Confederazione Parkinson Italia, con il sostegno non condizionante di Zambon Italia, che dal 19 settembre ha incominciato ad attraversare l’Italia, con la proiezione di volta in volta del docufilm che dà il nome al ciclo stesso, seguito da una tavola rotonda con testimonianze e approfondimenti su ricerca, qualità della vita e bisogni concreti di chi convive con la malattia.

Dopo le tappe di Bergamo, Novara, Napoli e Treviso, dunque, è prevista per il 28 novembre quella di Pavia (Sala Conferenze di Palazzo Broletto, Piazza della Vittoria, ore 17.30), con gli interventi di Roberta Zangaglia, direttore facente funzioni della Struttura Complessa Parkinson e Disordini del Movimento nella Fondazione Mondino IRCCS di Pavia; Carlo Dallocchio, direttore della Struttura Complessa di Neurologia, Dipartimento Area Medica Specialistica e Dipartimento Funzionale Sperimentale Interaziendale di Neuroscienze dell’ASST Pavia; Giangi Milesi, presidente della Confederazione Parkinson Italia; Adele Rea, presidente dell’Associazione Pavese Parkinsoniani. La moderazione sarà affidata a Cabiria Reina di Zambon Italia. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: segreteria@parkinson-italia.it; parkinsonpavia@gmail.com.

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“I diritti delle persone con disabilità”, che fornisce a tutti le basi per essere parte del processo di liberazione di una comunità oppressa

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È stata pubblicata una nuova edizione di “I diritti delle persone con disabilità. Percorsi di attuazione della Convenzione ONU”, opera di Natascia Curto e Cecilia Maria Marchisio, testo che partendo dalla definizione di “disabilità” come forma della diversità umana, illustra la trasformazione innescata dalla recente Riforma della disabilità, evidenziando gli elementi fondamentali del suo dispositivo primario di attuazione: il progetto di vita individuale personalizzato partecipato

[Con l’opera “I diritti delle persone con disabilità. Percorsi di attuazione della Convenzione ONU”, N.d.R.] Cecilia Maria Marchisio e Natascia Curto* ci accompagnano in un viaggio alla scoperta della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, rendendo accessibile una questione complessa e quanto mai attuale e urgente. Nell’affrontare la radicalità del documento, scopriamo infatti un altro modo di concepire la disabilità e, quindi, di approcciarci ad essa. Pagina dopo pagina, abbandoniamo i vecchi preconcetti, l’idea che per la persona con disabilità siano sufficienti cura e custodia in percorsi e luoghi scelti da altri e incontriamo, finalmente, la persona.
E forse un po’ ci stupiamo e fatichiamo a pensare che quella persona abbia i nostri stessi diritti, che sia l’unica titolare del proprio percorso esistenziale che, addirittura, abbia diritto di sbagliare.
La luce si accende, via via più intensa, ogni volta che ci troviamo a rispondere a quella domanda che ci lascia disarmati: se fossi io? Se qualcuno decidesse al mio posto, della mia vita?
La risposta è sempre la stessa: il silenzio imbarazzato di chi, in quel preciso istante, comprende che i diritti sono di tutti o non sono. Indipendentemente dai sostegni necessari ad esercitarli. È da lì che parte una nuova consapevolezza. È lì che germina una nuova cultura della disabilità.

Questa nuova edizione del libro di Marchisio e Curto ci regala un capitolo prezioso interamente dedicato al progetto di vita personalizzato e partecipato che si basa sul superamento delle pratiche e degli approcci di natura abilista: «Essi, infatti, funzionano esattamente all’inverso rispetto al progetto di vita a vocazione emancipatoria definito dalla Legge 227/21, poiché hanno come esito atteso un set di funzionamenti e competenze più vicino a quello di chi non ha una disabilità, sulla base dell’assunto per cui tale assetto modificato consentirà alla persona un migliore accesso. Al contrario, il progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato è costruito per consentire alla persona di accedere ai contesti della vita di tutti mediante gli adattamenti necessari indipendentemente dal funzionamento, poiché questo accesso incondizionato, lo abbiamo visto diffusamente nel CAP. 1, costituisce uno dei cuori proprio della Convenzione ONU».

Il progetto di vita, dunque, non può essere un form da compilare, un elenco di abilità, competenze o deficit su cui apporre una crocetta e in base ai quali decidere delle vite altrui.
«Si tratta di rendere procedurale ciò che la letteratura definisce un’asserzione di sovranità della persona realizzata attraverso l’eliminazione di tutte le forme di incapacitazione diretta o indiretta (Ciro Tarantino, a cura di, Il soggiorno obbligato. La disabilità fra dispositivi di incapacitazione e strategie di emancipazione, il Mulino, 2024) che costituisce il tratto comune di tutti i processi emancipatori».

Nel proliferare continuo e confuso di corsi e manuali sul progetto di vita, l’analisi di Marchisio e Curto ci consente di non perdere la bussola, ci fornisce le basi per essere, tutti noi, parte del processo verso la liberazione di una comunità oppressa.
Abbiamo gli strumenti. Spetta a noi trasformare l’immaginario, ampliare i margini del possibile, provare a costruire un futuro rispettoso dei diritti delle persone con disabilità nel mondo di tutti e su base di uguaglianza con gli altri.
Farlo in solitudine o condividere il cammino farà la differenza.

*Attivista per i diritti delle persone con disabilità.
**Cecilia Maria Marchisio è professoressa associata di Pedagogia Speciale nel Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino, Natascia Curto è ricercatrice in Pedagogia Speciale nel medesimo Dipartimento. Entrambe sono componenti fondatrici del Centro studi per i diritti e la vita indipendente dell’Università di Torino.

Natascia Curto e Cecilia Maria Marchisio, I diritti delle persone con disabilità. Percorsi di attuazione della Convenzione ONU. Nuova edizione, Collana Tascabili Faber, 164 pagine, 16 euro.
Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’h – Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso, con minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

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“Da donna a donna”: un progetto a Milano per la salute delle donne sorde

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Organizzato a Milano dall’Impresa Sociale Spazio Aperto Servizi, in collaborazione con l’ASST Santi Paolo e Carlo e con il contributo del Pio Istituto dei Sordi, verrà avviato domani, 28 novembre, nel capoluogo lombardo, il progetto “Da donna a donna”, voluto per rispondere al bisogno di informazioni e orientamento sulla salute da parte di donne sorde, promuovendo l’accessibilità ai Consultori e in generale alle informazioni in àmbito ostetrico-ginecologico

Organizzato a Milano dall’Impresa Sociale Spazio Aperto Servizi, in collaborazione con l’ASST Santi Paolo e Carlo e con il contributo del Pio Istituto dei Sordi, verrà avviato nel pomeriggio di domani, 28 novembre, a Milano (Consultorio di Via Monreale, 13, ore 15), il progetto denominato Da donna a donna, voluto per rispondere al bisogno di informazioni e orientamento sulla salute da parte di donne sorde, promuovendo l’accessibilità ai Consultori e in generale alle informazioni in àmbito ostetrico-ginecologico.
Il primo incontro, come detto, è in programma per domani, 28 novembre, mentre quelli successivi sono previsti per il 30 gennaio, 20 marzo e 17 aprile del nuovo anno (a questo link i contenuti degli incontri e altri approfondimenti sul progetto). (S.B.)

Ringraziamo Martina Gerosa per la segnalazione.

Per ulteriori informazioni: dadonnaadonna@spazioapertoservizi.org.

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La terza Settimana dei Diritti delle Persone con Disabilità, promossa dala Parlamento Europeo

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Numerosi gli eventi previsti dal 1° al 5 dicembre per la terza Settimana dei Diritti delle Persone con Disabilità (alcuni dei quali trasmessi in streaming online con funzionalità di accessibilità), ospitata dal Parlamento Europeo, e ad alcuni di essi parteciperà attivamente anche il Forum Europeo sulla Disabilità. Il tutto in concomitanza con la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 Dicembre e con la conferenza del 4-5 dicembre a Bruxelles, per la Giornata Europea delle Persone con Disabilità

In concomitanza con la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 Dicembre, di cui in altra parte del giornale abbiamo già segnalato il tema di quest’anno (Promuovere società che includano le persone con disabilità per promuovere il progresso sociale) e anche in corrispondenza con la conferenza del 4 e 5 dicembre a Bruxelles, per la Giornata Europea delle Persone con Disabilità, il Parlamento Europeo ospiterà dal 1° al 5 dicembre la sua terza Settimana dei Diritti delle Persone con Disabilità che vedrà gli Eurodeputati unirsi ad altri responsabili politici e alla società civile per valutare i progressi e garantire che i diritti delle persone con disabilità rimangano al centro delle politiche e delle politiche amministrative dell’Unione Europea.

Numerosi gli eventi previsti, alcuni dei quali trasmessi in streaming online con funzionalità di accessibilità; nella pagina ufficiale presente nel web è disponibile il programma completo.
Tra i vari argomenti che verranno trattati, da segnalare quelli riguardanti la revisione, da parte del Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, di quanto attuato dall’Unione Europea eispeto all’applicazione della Convenzione ONU, ma anche gli alloggi inclusivi e la vita indipendente, l’occupazione e l’accessibilità sul posto di lavoro, l’assistenza sanitaria, nonché l’assistenza attenta alle esigenze di genere, l’accessibilità digitale e l’etica dell’intelligenza artificiale, la capacità giuridica e i partenariati globali per l’inclusione.

Dal canto suo, l’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, sempre nell’àmbito della Settimana ospitata dal Parlamento Europeo e con l’obiettivo di fare rispettare ad ogni livello il motto Nulla su di Noi senza di Noi, sarà presente a propria volta ad una serie di incontri, a partire dal 1° dicembre, con la partecipazione all’udienza pubblica congiunta sul tema Alloggi inclusivi per tutti: accessibilità, diritti delle persone con disabilità, gruppi vulnerabili e inclusione sociale nella politica abitativa dell’Unione Europea.
Il 2 dicembre, quindi, interverrà alla conferenza denominata Perché la vita indipendente è così importante? E al workshop La revisione dell’UE entro il 2025, a cura del Comitato delle Nazioni Unite per i diritti delle persone con disabilità, in particolare dal punto di vista delle varie petizioni ricevute in tale settore.
E ancora, il 3 dicembre, il Forum parteciperà all’incontro su Accessibilità: stato dell’arte e prospettive future alla luce delle raccomandazioni delle Nazioni Unite e all’audizione pubblica su Sostegno di qualità per le persone con disabilità e per chi si prende cura di loro sul posto di lavoro e nella comunità.
Infine, il 4 dicembre, l’udienza pubblica su Capacità giuridica e meccanismi di supporto decisionale per gli adulti – Discussione sulla proposta di regolamento del 2023 sulla protezione degli adulti vulnerabili e lo scambio di opinioni sul tema generale Diritti, libertà e lacune residue nella protezione delle persone con disabilità nell’Unione Europea. (S.B.)

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Prosegue “INCinema Film Festival” a Udine, tra opere imperdibili, mostre e incontri, tutti accessibili

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Prosegue con successo a Udine la tappa d’avvio della terza edizione di “INCinema Film Festival”, festival cinematografico fruibile anche dalle persone con disabilità sensoriali, di cui Superando è da sempre media partner. Tra gli appuntamenti di questi giorni, vi sarà anche l’anteprima di “Put Your Soul in Your Hand and Walk”, film che racconta la vita quotidiana a Gaza attraverso le videochiamate tra la regista iraniana Sepideh Farsi e la fotoreporter palestinese Fatma Hassouna Una bella foto di Fatma Hassouna, la fotoreporter palestinese protagonista del film “Put Your Soul in Your Hand and Walk”, uccisa a Gaza nell’aprile di quest’anno, insieme a sei membri della sua famiglia, a causa di un attacco israeliano

Ampiamente presentata la scorsa settimana sulle nostre pagine, la terza edizione dell’INCinema Film Festival, di cui Superando è media partner sin dagli esordi, sta vivendo con successo la sua prima tappa al Cinema Visionario di Udine. Si tratta, lo ricordiamo, di una manifestazione ideata da Federico Spoletti e diretta da Angela Prudenzi che, come abbiamo ampiamente riferito a suo tempo, si svolge sia in presenza al cinema, sia da remoto su piattaforma MYmovies One e che soprattutto offre l’opportunità di vedere dei film in sala in modalità inclusiva anche a chi non può andare regolarmente al cinema, essendo il primo evento del genere in Italia fruibile anche dalle persone con disabilità sensoriali, che solitamente non possono partecipare ai festival cinematografici.
Ma vediamo nel dettaglio cosa succede oggi, 26 novembre, e nei prossimi giorni a Udine.

Innanzitutto, nella serata di oggi, 26 novembre (ore 19.30), verranno proiettati due film realmente imperdibili, quali È piccerella di Elvira Notari (Italia, 1922, 63 minuti), opera restaurata, muta con didascalie e musica, proposta in occasione del centocinquantenario dalla nascita di Notari, uno dei rarissimi film sopravvissuti della prima regista italiana, pioniera del cinema mondiale.
Successivamente (ore 21.30), vi sarà l’anteprima nazionale di C’era una volta mia madre (Ma mère, Dieu et Sylvie Vartan) di Ken Scott (Francia, 2025, 112 minuti), il nuovo film franco-canadese di tale regista, tratto dal romanzo autobiografico di Roland Perez, grande successo editoriale in Francia.
Ambientato nella Parigi degli anni Sessanta, il film racconta il legame speciale tra un bambino nato con un difetto congenito e la madre, determinata a garantirgli una vita “normale” e a non permettere che la disabilità ne ostacoli il futuro.

Domani, 27 novembre, vi sarà poi uno degli appuntamenti più significativi della tappa udinese di INCinema, ossia l’anteprima di Put Your Soul in Your Hand and Walk di Sepideh Farsi (Francia-Iran-Palestina, 2025, 112 minuti), film presentato in lingua originale con sottotitoli in italiano, che racconta la vita quotidiana a Gaza attraverso le videochiamate tra la regista iraniana Farsi e la fotoreporter palestinese Fatma Hassouna, durate un anno intero.
Tra connessioni instabili, immagini rubate al quotidiano e suoni della guerra, le due donne costruiscono un film-testimonianza sulla vita sotto assedio. Bloccata al confine egiziano e impossibilitata a entrare a Gaza, Farsi decide di raccontare il conflitto attraverso queste conversazioni con Fatma, che documentano bombardamenti, perdite familiari, fughe verso rifugi improvvisati. Il film intreccia le loro parole, le fotografie di Hassouna e materiali di reportage internazionali, restituendo uno sguardo intimo e struggente sulla sopravvivenza civile durante la guerra.
Il 16 aprile di quest’anno, poi, il giorno dopo l’annuncio della selezione del film al Festival di Cannes, Fatma Hassouna è stata uccisa insieme a sei membri della sua famiglia in un attacco mirato israeliano.
Presentato a Cannes nella sezione ACID, Put Your Soul in Your Hand and Walk è stato accolto come un ritratto umano, potente e devastante, capace di restituire voce a chi vive sotto assedio.

In occasione inoltre dell’anteprima del film, INCinema presenterà anche la mostra fotografica denominata The Eye of Gaza (ospitata dalla Biblioteca Vincenzo Joppi, Piazza Marconi, 8, Udine, fino al 6 dicembre e pienamente accessibile anch’essa), dedicata a Fatma Hassouna, raccogliendone una selezione di scatti realizzati a Gaza durante la primavera e l’estate del 2024 e condivisi con Sepideh Farsi per la realizzazione del documentario.

E da ultima, ma non ultima, prima della proiezione del film (ore 19.30), la presentazione dei libri Hassan e il genocidio. Gaza, un giornalista e i disegni che l’hanno salvato e Il popolo meraviglioso. Storie di umani più che umani nello sterminio di Gaza di Raffaele Oriani, Alhassan Selmi e Marcella Bancaforte, incontro dedicato alla stampa palestinese e alla copertura giornalistica internazionale del conflitto di Gaza, con la partecipazione in sala di Raffaele Oriani.

Infine, il 28 novembre sarà animato da un grande classico (ore 19.30) e da un titolo premiato con l’Orso d’Oro, il massimo riconoscimento del Festival Cinematografico di Berlino (ore 21.30).
Si tratta innanzitutto di Come eravamo (The Way We Were) di Sydney Pollack (Stati Uniti, 1973, 118 minuti), omaggio al grande attore Robert Redford, recentemente scomparso, con uno dei film più iconici della sua carriera, un’opera ormai raramente visibile sul grande schermo, di cui protagonista insieme a Redford è stata Barbra Streisand.
Sarà quindi la volta di Dreams di Dag Johan Haugerud (Norvegia, 2024, 110 minuti), vincitore, come detto, del Festival di Berlino, la cui storia ruota attorno a Johanne, 17 anni, che si innamora della sua insegnante. Incapace di rivelarlo, affida emozioni e timori a un diario. Quando la madre e la nonna lo scoprono, si apre un confronto generazionale sulle emozioni, la sessualità e il potere del racconto.

Ricordiamo in conclusione che a Udine l’evento è prodotto e organizzato da SUB-TI ACCESS, in collaborazione con l’Associazione Libero Accesso, con il sostegno del Comune e il supporto della Banca di Udine, e anche in collaborazione con MYmovies One e il Cinema Visionario, oltreché avvalendosi dei patrocini della Consulta Regionale delle Associazioni delle Persone con Disabilità e delle loro Famiglie del Friuli Venezia Giulia, di ADV (Associazione Disabili Visivi), FIADDA (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone sorde e Famiglie), FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), ANFAMIV (Associazione Nazionale delle Famiglie delle persone con Minorazioni Visive), Aniridia Italiana, ENS Friuli Venezia Giulia (Ente Nazionale Sordi) e UICI Friuli Venezia Giulia (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).
Altri partner sono BIM, la Cineteca di Bologna, CSC-Cineteca Nazionale, Europictures, L’Age d’Or, Wanted, MK2, Reves d’eau, la Fondazione Aquileia, Friuli Venezia Giulia Film Commission, Trieste Film Festival, la Biblioteca Joppi, l’Associazione +Cultura Accessibile e la Fondazione Friuli. Partner tecnico EARCATCH, media partner, oltre a Superando, FRED Film Radio e Radio Magica. (S.B.)

Per ogni ulteriore informazione: Martina Tonarelli (martina.tonarelli@fred.fm); Cristina Scognamillo (criscognamillo@gmail.com).

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I tirocini formativi, strumenti essenziali sulla strada dell’autonomia e dell’inclusione

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Continua, con ottimi risultati, il progetto “Pronti per l’Indipendenza”, di cui è capofila la Federazione FISH e nel quale i tirocini sono l’elemento cruciale di sperimentazione pratica del percorso formativo, con i partecipanti che possono applicare sul campo le competenze acquisite nei moduli riguardanti aree essenziali come la pianificazione della vita indipendente, la gestione delle risorse finanziarie, l’accessibilità e l’adattamento ambientale, la ricerca e l’organizzazione dei servizi di supporto

La FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) si sofferma in una nota sullo svolgimento dei tirocini formativi e sulla conclusione positiva di alcuni di essi, attivati nell’àmbito del progetto Pronti per l’Indipendenza, presentato anche su queste pagine, al momento dell’avvio, nell’estate dello scorso anno.
Tale iniziativa, che si avvale di un finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociale e di cui la FISH è capofila, è nata, come viene spiegato, «dalla profonda convinzione che la vita indipendente non sia solo un diritto, ma il fondamento per una vita soddisfacente e autodeterminata. Questa iniziativa si è concentrata sulla formazione e la sensibilizzazione, fornendo strumenti e risorse concreti non solo alle persone con disabilità, ma anche alle loro famiglie, agli operatori del settore e alle reti associative. In tal senso, i tirocini rappresentano l’elemento cruciale di sperimentazione pratica del percorso formativo, con i partecipanti che hanno avuto l’opportunità di applicare sul campo le competenze acquisite nei moduli riguardanti aree essenziali come la pianificazione della vita indipendente, la gestione delle risorse finanziarie, l’accessibilità e l’adattamento ambientale, la ricerca e l’organizzazione dei servizi di supporto».

Secondo la Federazione, un fattore determinante per il successo di questa fase è stata la qualità e la rete degli Enti ospitanti. «i tirocini – viene infatti spiegato -, alcuni dei quali sono ancora in pieno svolgimento, sono stati attivati presso organizzazioni di grande rilievo nel panorama sociale italiano, tra cui la Lega del Filo d’Oro, l’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori perSone con Autismo), la Fondazione Marino per l’Autismo, Alteriamoci APS, CIPSS COOP (Cooperativa Interventi Promozionali Socio-Sanitari), nonché numerosi Enti Pubblici. Grazie dunque al supporto di queste realtà, le esperienze pratiche hanno consentito ai tirocinanti di misurarsi direttamente con la realtà lavorativa e sociale, consolidando l’acquisizione di competenze chiave per l’empowerment personale e l’effettiva inclusione nella società».

«Il successo di questi tirocini – commenta Vincenzo Falabella, presidente della FISH – conferma che l’investimento nella formazione mirata e nel supporto diretto è la chiave per superare gli ostacoli all’autonomia. Il progetto, per altro, non si esaurisce con la fine di questi percorsi: questo meccanismo di “supporto alla pari” (peer support) è infatti essenziale per offrire sostegno continuo, scambiare buone pratiche e motivare le persone con disabilità a definire e perseguire i propri obiettivi di vita. Pronti per l’Indipendenza continua dunque la propria opera, dimostrando che l’obiettivo della piena autonomia è un traguardo concretamente raggiungibile». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@fishets.it.

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Assegno di cura: uno strumento importante, ma gestito male dagli Enti Locali

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«Uno degli strumenti potenzialmente più adeguati a garantire servizi efficaci a persone in situazione di gravissima disabilità – scrivono Mario Caldora e Giovanni Bembo, guardando nello specifico alla Regione Campania e alla città di Napoli – potrebbe essere l’“assegno di cura”, ma purtroppo ne viene addossato alla persona con disabilità o alla sua famiglia un insostenibile onere di anticipazione delle spese necessarie. Perché non affidarne la gestione all’INPS?»

Già due anni fa segnalammo su queste stesse pagine [“Assegni di cura o ‘gratta e vinci’?”, N.d.R.], che uno degli strumenti potenzialmente più adeguati a garantire servizi efficaci alle persone con disabilità gravissima – riferendoci nella fattispecie alla realtà della Regione Campania e nello specifico della città di Napoli – potrebbe essere l’“assegno di cura”, ma purtroppo la positività di tale strumento viene sistematicamente vanificata, in quanto finisce per addossare alla persona con disabilità o alla sua famiglia un insostenibile e troppo lungo onere di anticipazione delle spese necessarie.

Gli assegni di cura sono contributi economici omnicomprensivi erogati dall’Ambito Territoriale in favore di persone non autosufficienti in condizioni di disabilità gravissima e grave assistite a domicilio; sono finanziati tramite le risorse del Fondo per la Non Autosufficienza e costituiscono un titolo di riconoscimento delle prestazioni di assistenza tutelare svolte dai familiari, e/o dagli assistenti familiari a contratto, in sostituzione delle prestazioni professionali erogate dagli operatori socio sanitari.
La realtà è che il Comune di Napoli ha creato e continua a creare dei vuoti assistenziali, cosicché le famiglie delle persone con disabilità gravissime e non autosufficienti, oltre a non ricevere l’assegno di cura per molto tempo dal Comune, si trovano improvvisamente a dover far fronte, con notevoli spese economiche, all’assistenza dei propri figli in continuo peggioramento a causa delle proprie patologie.
L’importo dell’assegno dovrebbe essere di 1.200 euro mensili per i “gravissimi” e di 600 euro per i “gravi”, ma l’Amministrazione Comunale di Napoli, con la motivazione del ridotto accredito dei fondi da parte della Regione Campania, nel 2024 ha decurtato l’assegno del 38 %, introducendo l’obbligo di rendicontazione, che noi riteniamo comunque giusto e doveroso. E tuttavia, i fondi continuano a mancare.

Ci domandiamo allora: perché non prendere in considerazione la possibilità di richiedere che la gestione del servizio/beneficio “assegno di cura” venga sottratta alla Regione e ai Comuni che hanno ampiamente dimostrato di non saperlo gestire con continuità e puntualità, assegnandone quindi l’erogazione all’INPS, che avrebbe maggior titolo, autorevolezza, trasparenza e imparzialità nella somministrazione di esso?

*Mario Caldora è genitore e tutore di Chiara, persona con disabilità gravissima e già responsabile del Comitato per il Diritto all’Assistenza “Cinzia Fico” di Napoli (mcaldora68@gmail.com); Giovanni Bembo è presidente del Coordinamento Regionale H della Campania.

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La forza inclusiva dell’Arte: un percorso formativo a Bologna

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Si rivolgerà a insegnanti, artisti, educatori e professionisti del settore socio-sanitario, interessati a scoprire come l’arte possa facilitare l’espressione personale e la creatività delle persone con disabilità intellettiva e/o neurodivergenti, il percorso formativo a partecipazione gratuita, denominato “La forza inclusiva dell’Arte”, promosso dall’AIAS di Bologna e articolato su tre incontri il 3, il 10 e il 17 dicembre

Nel prossimo mese di dicembre, a Bologna, l’Associazione AIAS del capoluogo emiliano promuoverà il percorso formativo denominato La forza inclusiva dell’Arte, articolato su tre incontri a partecipazione gratuita, presso la stessa sede dell’Associazione promotrice (Villa Torchi, Via Colombarola, 46, Bologna), dedicati a esplorare come linguaggi artistici diversi possano diventare strumenti per la partecipazione alla vita culturale da parte delle persone con disabilità. Un’iniziativa, dunque, che si svolgerà con l’obiettivo di fornire competenze e spazi di confronto a chi lavora quotidianamente nella relazione d’aiuto, nell’educazione o nelle arti.

Tre, come detto, gli incontri, nei pomeriggi (ore 16.30-19) del 3, 10 e 17 dicembre, centrati rispettivamente sulla Pittura, la Musica e la Fotografia, rivolgendosi a insegnanti, artisti, educatori e professionisti del settore socio-sanitario, interessati a scoprire come l’arte possa facilitare l’espressione personale e la creatività delle persone con disabilità intellettiva e/o neurodivergenti.
In ognuno degli appuntamenti verrà appunto approfondito un linguaggio artistico diverso, offrendo ai partecipanti strumenti pratici e riflessioni utili per integrare approcci creativi nel proprio lavoro.

Il percorso rientrerà tra le iniziative del 12° Festival della Cultura Tecnica e si avvarrà del co-finanziamento del progetto europeo Artistic Minds, impegnato nella promozione dell’accesso all’arte e alla creatività per giovani con disabilità intellettive e neurodivergenze.
La partecipazione è gratuita, ma è necessario registrarsi tramite il modulo presente a questo link. (S.B.)

Per ogni ulteriore informazione: Noemi Marchiotto (nmarchiotto@aiasbo.it)

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Le iniziative della Fondazione Catarsini 1899 per il 3 Dicembre, tutte nel segno dell’accessibilità

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Due esercitazioni che avranno per protagoniste le nuove generazioni, un laboratorio esperienziale rivolto a persone con disabilità visiva, ma utile a tutti e tutte, e il corso per “Traduttore del mondo visibile”: sono le iniziative all’insegna dell’accessibilità culturale, promosse in occasione della prossima Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 Dicembre, dalla Fondazione Alfredo Catarsini 1899 e tutte con Superando quale media partner La conduttrice radiofonica e personaggio televisivo Rajae Bezzaz alle prese con l’esame tattile di un’opera, affiancata da Elena Martinelli, presidente della Fondazione Catarsini

In occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 Dicembre, la Fondazione Alfredo Catarsini 1899 propone tre diverse iniziative: innanzitutto organizza due esercitazioni, sia nel laboratorio esperienziale temporaneo allestito nel Municipio di Montecatini Terme (Pistoia), dove è in corso fino al 15 febbraio la mostra accessibile per tutti Il Novecento di Catarsini. Dalla macchia alla macchina (esposizione a cui abbiamo dato ampio risalto sulle nostre pagine), sia in quello permanente nella Sala Treccani al piano terra di Villa Bertelli, a Forte dei Marmi (Lucca). Unitamente a questi due appuntamenti, sempre il 3 Dicembre verrà lanciato il reclutamento di volontari durante le iniziative legate al progetto L’Arte accessibile per tutti.
Tutte le iniziative, come ormai da tradizione, vedranno Superando nella veste di media partner, una collaborazione ormai consolidata che ci onora e ci permette di divulgare il lavoro e l’impegno di questa Fondazione che ha fatto dell’accessibilità culturale il tratto distintivo di ogni sua iniziativa. Ma vediamo ora nel dettaglio cosa accadrà per il 3 Dicembre.

L’esercitazione a Montecatini Terme
Le nuove generazioni saranno protagoniste nella mattinata di mercoledì 3 dicembre (ore 10-12), quando la presidente della Fondazione Catarsini, Elena Martinelli, guiderà un’esercitazione di lettura tattile nel laboratorio esperienziale allestito al piano terra del Municipio di Montecatini Terme, nell’ambito della mostra in corso.
Parteciperanno due classi quinte della scuola primaria “Giovanni Pascoli”, per un totale di 45 alunni e 2 docenti per classe, e due classi quinte della scuola primaria “Don Facibeni”, per un totale di 46 alunni e 2 docenti per classe.
L’iniziativa è stata resa possibile grazie all’assessora e vicesindaca della città Beatrice Chelli, all’assessora alla Pubblica Istruzione Jessica Zucconi e alla dirigente scolastica dei due plessi, Roberta Tommei.

Nuovo allestimento a Forte dei Marmi
La Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità sarà poi l’occasione per presentare il riallestimento del laboratorio esperienziale per persone con disabilità visiva messo a punto dalla Fondazione Catarsini 1899 e inaugurato il 15 giugno 2023 nella Sala Treccani di Villa Bertelli, a Forte dei Marmi.
La dotazione del laboratorio, pronto per le esercitazioni, si arricchisce di tre nuove opere che reinterpretano in formato tridimensionale un dipinto di Alfredo Catarsini. Si tratta di Trabaccolo all’Annunziata, quadro realizzato nel 1954.
Realizzate con materiali misti, le tre opere tattili furono finaliste all’edizione 2024 del Premio Catarsini per studenti di scuole medie superiori della Toscana, e tutte si ispirarono al medesimo dipinto dell’artista, fornendo quindi oggi tre diverse reinterpretazioni del medesimo dipinto.
Le opere tattili sono state realizzate da Francesco Olivieri del Liceo Artistico Stagio Stagi di Pietrasanta (Lucca), da Etleva Cuka, Alessandro Raffaelli e Lara Zanchelli del Liceo Artistico Russoli di Pisa e da Duccio Lombardini del Liceo Alberti Dante di Firenze.
Unitamente alla presentazione del riallestimento del laboratorio, nel pomeriggio del 3 dicembre (ore 16-18), la Fondazione organizzerà un’esercitazione di Riattivazione sensoriale ed esplorazione tattile, nell’àmbito del progetto L’Arte accessibile per tutti, che si terrà nel laboratorio di Villa Bertelli appena riallestito. Nato per garantire autonomia alle persone con disabilità visiva, quest’ultimo è aperto a chiunque voglia sperimentare il potere dei sensi non visivi. L’esercitazione si svolgerà nella stessa sala che ospita la grande tela Il grano della bonifica lucchese, che Catarsini dipinse per l’edizione 1940 del Premio Cremona, insieme ai quattro ritratti a matita che l’artista viareggino realizzò di se stesso, di Enrico Pea, Leonida Repaci e Arturo Dazzi.
L’ingresso all’esercitazione è libero, ma è gradita la prenotazione chiamando il numero 338 1995851.

Corso per Traduttore del mondo visibile
Sempre nell’àmbito delle iniziative promosse per la Giornata internazionale delle Persone con Disabilità, la Fondazione Catarsini 1899 annuncia infine l’organizzazione del primo corso di Traduttore del mondo visibile, per volontari/animatori, con lo scopo sia di guidare le persone con disabilità visiva nei laboratori esperienziali, nelle mostre e negli eventi organizzati dalla Fondazione stessa, sia di offrire supporto nei percorsi d’arte e turistici e sul Cammino I luoghi di Catarsini, che unisce Lucchesia e Versilia.
Il progetto è pensato per persone con disabilità, ma è utile e aperto a tutti e tutte. In tal senso la Fondazione offre la formazione gratuita presso la sede viareggina e la partecipazione a iniziative culturali e turistiche inclusive, organizzate da essa stessa.
Possono partecipare persone maggiorenni, autonome o assistite, anche con disabilità, purché motivate a promuovere gli eventi culturali e turistici accessibili e inclusivi. Per candidarsi è sufficiente inviare i propri dati a info@fondazionecatarsini.com e attendere di essere contattati per un colloquio. La scadenza per inviare la propria candidature è fissata al 17 gennaio 2026. (Stefania Delendati)

Per ogni ulteriore informazione: Marco Ferri (press@marcoferri.info).

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