Aggregatore di feed

Ogni foglia di quel giardino dedicato a Franco Bomprezzi sia una sfida vinta, un diritto acquisito

Superando -

«Verrà la primavera – scrive Alessandro Cannavò – e nel giardino di Milano intitolato a Franco Bomprezzi, il giornalista paladino dei diritti delle persone con disabilità, gli alberi torneranno a infoltirsi: è bello pensare che ogni foglia, più che un desiderio, possa rappresentare una sfida vinta, un diritto acquisito. Perché è proprio in quest’epoca mondiale di “revisionismo” sui diritti umani e sociali, che bisogna riaffermare il diritto all’equità di condizioni e sostenere la rivoluzione culturale sulla disabilità» Franco Bomprezzi è stato direttore responsabile di Superando sino alla sua scomparsa, nel dicembre 2014

Verrà la primavera e il giardino di Milano intitolato il 18 dicembre scorso a Franco Bomprezzi, nel quartiere Bicocca, dove il giornalista paladino dei diritti delle persone con disabilità abitava, gli alberi torneranno a inverdirsi e infoltirsi [se ne legga già ampiamente anche sulle nostre pagine, N.d.R.]. Mi piace pensare che ogni foglia, più che un desiderio, possa rappresentare una sfida vinta, un diritto acquisito.

Accanto a questo piccolo doveroso tributo dell’amministrazione milanese per un uomo che ha insegnato a guardare la disabilità con un’ottica diversa, matura, lontano dai pietismi e dalle concessioni, mi ha colpito un’altra notizia, di tutt’altro stampo e clamore, alla fine del 2025. Si tratta del breve viaggio spaziale di Michaela Benthaus, ex atleta ora su una sedia a rotelle dopo un incidente con la mountain bike, salita sulla navicella Origin di Jeff Bezos per un tour di qualche ora appena al di là della barriera di Karman, in assenza di gravità: chissà che sensazione di leggerezza, di libertà, senza costrizioni di ausili, lassù. «Abbiamo voluto così sottolineare che lo spazio è un diritto di tutti», dicono gli organizzatori della (costosissima) gita a 106 chilometri di altezza.

Ma è qui sulla Terra che bisogna lottare ogni giorno per avere un posto al sole. Nella tragedia delle guerre che insanguinano varie parti del mondo, ci risulta quasi impensabile la condizione di disabilità vissuta con il terrore dei bombardamenti e la desolazione delle distruzioni. E nel nostro mondo che vive in pace, ma con un crescente pessimismo e una diffusa angoscia, la disabilità si misura in termini di barriere architettoniche tuttora molto presenti, di attività scarsa nel mondo del lavoro (in Italia solo una persona con disabilità su tre ha un’occupazione e guadagna in media il 12% in meno di un collega normodotato), della mancanza di una legge nazionale sui caregiver che possa garantire stabilità e dignità a un ruolo così indispensabile quanto invisibile.

In un epoca mondiale di “revisionismo” sui diritti umani e sociali, di riapparizione talvolta persino baldanzosa di dichiarazioni abiliste, queste tematiche, finora facilmente condivisibili a parole, rischiano di sfumare, di passare in secondo piano, offuscate da urgenze economiche determinate anche dai nuovi minacciosi scenari internazionali. E invece proprio adesso bisogna riaffermare il diritto all’equità di condizioni, sostenere la rivoluzione culturale sulla disabilità che è in atto ma che ha ancora molta strada da fare.
Abbiamo un Presidente della Repubblica che sin dall’inizio del suo primo mandato non ha perso occasione per ricordare e illuminare questa parte della società che ci pone di fronte ai nostri valori di civiltà. Più o meno fra un mese ospiteremo il mondo delle Paralimpiadi a Milano-Cortina, gare che meritano un coinvolgimento e un sostegno pari a quelli che si riserveranno agli atleti olimpici. Possiamo dunque vantare un esempio morale e un evento sportivo che mettono sul tavolo il tema della disabilità. Saranno i nostri “fari” per raccontare anche in questo 2026 i problemi e le storie positive di chi si impegna a guardare il mondo da un’altra prospettiva.

*Il presente contributo è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it», con il titolo “Bomprezzi, lo spazio e l’impegno (sulla Terra) per il 2026” e viene qui ripreso per gentile concessione.

L'articolo Ogni foglia di quel giardino dedicato a Franco Bomprezzi sia una sfida vinta, un diritto acquisito proviene da Superando.

L’accesso alle nuove tecnologie assistive è uno strumento di libertà

Superando -

«Dobbiamo ribadirlo con forza – scrive Salvatore Cimmino -: l’accesso alle nuove tecnologie assistive — che si tratti di un ginocchio bionico, di un puntatore oculare o di una carrozzina di ultima generazione — non è un semplice supporto tecnico, né un capriccio tecnologico. È uno strumento di libertà. E il diritto a queste tecnologie non può e non deve dipendere dalle disponibilità economiche dello Stato»

L’inizio di ogni nuovo anno porta con sé l’auspicio di una vita più dignitosa e meno gravata dalle difficoltà quotidiane. Per le persone con disabilità e i loro familiari, la speranza è che cessi finalmente quella lotta solitaria contro i mulini a vento della burocrazia e dell’indifferenza, trasformando la precarietà in certezze e inclusione.
Affinché questo auspicio si traduca in realtà concreta, dobbiamo esigere dalle Istituzioni un deciso cambio di passo. È tempo che la nostra dignità di cittadini e cittadine sia pienamente riconosciuta, superando finalmente quella visione miope che ci riduce a meri capitoli di spesa. Non siamo un onere sociale, ma persone i cui diritti fondamentali non possono più essere sacrificati sull’altare di logiche di bilancio in aperto contrasto con i principi costituzionali.

Per stimolare questo necessario cambio di paradigma, porterò in giro per l’Italia il mio libro Disabilità Controcorrente [e ne legga già anche sulle nostre pagine a questo link, N.d.R.], con l’obiettivo di dare voce agli oltre 13 milioni di persone che, sin dalla nascita della Repubblica, chiedono il pieno rispetto della Carta Costituzionale e che essa non venga più né elusa né tradita: la Repubblica ha il dovere di tutelare la salute come diritto inviolabile e di garantire il rispetto della dignità umana, assicurando a ogni individuo una piena cittadinanza.
Dobbiamo ribadirlo con forza: l’accesso alle nuove tecnologie assistive — che si tratti di un ginocchio bionico, di un puntatore oculare o di una carrozzina di ultima generazione — non è un semplice supporto tecnico, né un capriccio tecnologico. È uno strumento di libertà. E il diritto a queste tecnologie non può e non deve dipendere dalle disponibilità economiche dello Stato, perché subordinare la mobilità o l’autonomia al bilancio è un vero crimine costituzionale.
Per chi ne ha bisogno, una riabilitazione “sartoriale” e l’accesso a protesi o terapie avanzate hanno lo stesso valore vitale di un trapianto di cuore. E proprio come un cuore nuovo restituisce la vita a un corpo morente, così queste tecnologie ripristinano il flusso stesso dell’esistenza. Negarne l’accesso significa condannare una persona a un’insufficienza funzionale che logora e spegne l’anima, esattamente come un cuore malato che smette di battere.

Rivolgo quindi un appello al Consiglio dei Ministri e ai Parlamentari dell’intero emiciclo: nessuno è immune da eventi avversi che possono cambiare la vita in modo permanente. Continuare a ignorare i dettati della nostra Costituzione e i diritti umani fondamentali rappresenta un precedente pericoloso che, un giorno, potrebbe ritorcersi contro chiunque, inclusi voi stessi.

*Autore del libro “Disabilità Controcorrente”.

L'articolo L’accesso alle nuove tecnologie assistive è uno strumento di libertà proviene da Superando.

Lesioni midollari: la forza della Federazione FAIP sta nella coesione della propria rete

Superando -

«La nostra Federazione – scrive Vincenzo Falabella, presidente della FAIP (Federazione delle Associazioni Italiane delle Persone con lesione al midollo spinale) – intende confermare anche in questo 2026 il proprio ruolo di punto di riferimento autorevole e competente, con l’impegno a promuovere innovazione, servizi qualificati e collaborazioni efficaci, e l’obiettivo di migliorare concretamente la vita delle persone con lesione al midollo spinale e delle loro famiglie»

La FAIP (Federazione delle Associazioni Italiane delle Persone con lesione al midollo spinale) apre questo nuovo anno rivolgendosi con un saluto sentito ai propri associati, alle Unità Spinali e a tutte le persone con lesione al midollo spinale che si riconoscono nella Federazione, riaffermando il proprio impegno costante per garantire diritti, autonomia e inclusione.

In questi anni, la FAIP ha consolidato la propria autorevolezza, diventando un interlocutore credibile delle istituzioni, del mondo scientifico e della società civile. Ha costruito una rete solida con Società Scientifiche italiane e Associazioni come l’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), la UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), l’ASBI (Associazione Spina Bifida Italia), la FAIS (Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati), la Fondazione Serena Olivi e Confindustria Dispositivi Medici. Queste sinergie hanno permesso di promuovere servizi qualificati, sostenere l’innovazione e affermare diritti pienamente esigibili, contribuendo alla costruzione di una società più inclusiva e rispettosa della dignità di ogni persona.
Un punto centrale dell’azione della FAIP resta il rafforzamento delle Unità Spinali, strutture fondamentali per la presa in carico globale delle persone con lesione al midollo spinale. La Federazione lavorerà affinché tali strutture mantengano elevati standard di qualità, garantiscano continuità di cura e percorsi riabilitativi sempre più mirati e personalizzati.

Tra le priorità del 2026 c’è anche la piena applicazione del Decreto Legislativo 62/24 (Definizione della condizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l’elaborazione e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato), che istituisce il Progetto di Vita Personalizzato e Partecipato. La FAIP si impegnerà affinché questo strumento diventi un modello operativo concreto, capace di tradurre i diritti delle persone con disabilità in azioni reali, coordinate e accessibili.

Il 2026 sarà inoltre un anno di eventi di grande rilevanza. La FAIP celebrerà il proprio Congresso elettivo, momento di sintesi e rilancio della strategia federale, e ospiterà il Congresso ESCIF, il Congresso Europeo delle Persone con Lesione al Midollo Spinale, che quest’anno si terrà in Italia. Entrambi gli appuntamenti offriranno occasioni di confronto, crescita e consolidamento della leadership della Federazione a livello europeo.

Un elemento strategico del lavoro della FAIP sarà il rafforzamento della rete con le Società Scientifiche italiane e con tutte le realtà che vorranno collaborare in maniera concreta, costruttiva e propositiva. Solo attraverso partnership basate sulla fiducia, sul dialogo aperto e sulla condivisione di obiettivi comuni è possibile sviluppare percorsi innovativi e interventi realmente centrati sulla persona. Chi non sarà disponibile a un confronto costruttivo sarà considerato al di fuori di questo percorso; concentreremo energie e risorse su chi condivide la nostra visione e i nostri obiettivi.
Questa rete strategica rafforza la capacità della Federazione di incidere nelle politiche sanitarie e sociali, garantendo percorsi riabilitativi completi, mirati e personalizzati e migliorando concretamente la vita quotidiana delle persone con lesione al midollo spinale. La nostra forza, infatti, è proprio la rete, la coesione e la visione condivisa, se è vero che solo lavorando insieme possiamo trasformare le sfide in opportunità concrete e garantire un futuro di diritti, autonomia e inclusione per le persone con lesione al midollo spinale.

La FAIP intende quindi confermare anche in questo 2026 il proprio ruolo di punto di riferimento autorevole e competente, con l’impegno a promuovere innovazione, servizi qualificati e collaborazioni efficaci, e l’obiettivo di migliorare concretamente la vita delle persone con lesione al midollo spinale e delle loro famiglie.

*Presidente della FAIP (Federazione delle Associazioni Italiane delle Persone con lesione al midollo spinale).

L'articolo Lesioni midollari: la forza della Federazione FAIP sta nella coesione della propria rete proviene da Superando.

Pensioni e indennità: gli importi del 2026

Superando -

Proponiamo tradizionalmente un prospetto delle principali voci fissate dall’INPS, tramite l’Allegato 2 della Circolare n. 153 (19 dicembre 2025), relative agli aggiornamenti degli importi per il 2026 di pensioni, assegni e indennità erogati mensilmente agli invalidi civili, ai ciechi civili e ai sordi e i relativi limiti reddituali previsti per alcune provvidenze economiche

Nell’Allegato 2 della Circolare n. 153, prodotta il 19 dicembre scorso, l’INPS ha fissato gli aggiornamenti degli importi per il 2026 delle pensioni, degli assegni e delle indennità erogati mensilmente agli invalidi civili, ai ciechi civili e ai sordi e i relativi limiti reddituali previsti per alcune provvidenze economiche.
Proponiamo qui di seguito un prospetto delle principali voci, comparate con quelle relative al 2025.

Pensione ciechi civili assoluti (non ricoverati)
2026: 368,46 (limite di reddito: 20.029,55) – 2025: 363,37 (limite di reddito: 19.772,50)

Pensione ciechi civili assoluti (ricoverati)
2026: 340,71 (limite di reddito: 20.029,55) – 2025: 336,00 (limite di reddito: 19.772,50)

Pensione ciechi civili parziali
2026: 340,71 (limite di reddito: 20.029,55) – 2025: 336,00 (limite di reddito: 19.772,50)

Pensione invalidi civili totali
2026: 340,71 (limite di reddito: 20.029,55) – 2025: 336,00 (limite di reddito: 19.772,50)

Pensione sordi
2026: 340,71 (limite di reddito: 20.029,55) – 2025: 336,00 (limite di reddito: 19.772,50)

Assegno mensile invalidi civili parziali
2026: 340,71 (limite di reddito: 5.852,21) – 2025: 336,00 (limite di reddito: 5.771,35)

Indennità mensile frequenza minori
2026: 340,71 (limite di reddito: 5.852,21) – 2025: 336,00 (limite di reddito: 5.771,35)

Indennità accompagnamento ciechi civili assoluti
2026: 1.064,98 (limite di reddito: nessuno) – 2025: 1.022,44 (limite di reddito: nessuno)

Indennità accompagnamento invalidi civili totali
2026: 552,57 (limite di reddito: nessuno) – 2025: 542,02 (limite di reddito: nessuno)

Indennità comunicazione sordi
2026: 274,17 (limite di reddito: nessuno) – 2025: 267,83 (limite di reddito: nessuno)

Indennità speciale ciechi ventesimisti
2026: 238,14 (limite di reddito: nessuno) – 2025: 229,30 (limite di reddito: nessuno)

Lavoratori con drepanocitosi o talassemia major
2026: 611,85 (limite di reddito: nessuno) – 2025: 603,40 (limite di reddito: nessuno)

L'articolo Pensioni e indennità: gli importi del 2026 proviene da Superando.

Scenderà drasticamente il numero di lavoratori con disabilità assunti dalle aziende “ordinarie”?

Superando -

Convertito in Legge negli ultimi giorni del 2025, il cosiddetto “Decreto Sicurezza” contiene alcuni provvedimenti che secondo la Federazione lombarda LEDHA e la FAND Lombardia, «rischiano di modificare in modo rilevante, rendendoli meno cogenti nei confronti delle aziende in obbligo, i percorsi di inclusione lavorativa delle persone con disabilità» Un giovane lavoratore con disabilità intellettiva

Il 18 dicembre scorso, come ricordano dalla LEDHA – la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità che costituisce la componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) il Decreto Legge 159/25 (Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile) è stato definitivamente convertito, diventando la Legge 198/25, che è già entrata in vigore. E all’interno di quella norma sono state inseriti alcuni provvedimenti, sottolineano ancora dalla LEDHA, «destinati a modificare in modo rilevante, rendendoli meno cogenti nei confronti delle aziende in obbligo, i percorsi di inclusione lavorativa delle persone con disabilità».

«Già oggi – spiegano dalla Federazione lombarda -, si consente alle aziende del mercato ordinario del lavoro, di rispettare l’obbligo di avere un certo numero di lavoratori con disabilità, non solo attraverso assunzioni dirette, ma anche grazie all’attribuzione di una commessa di lavoro a una cooperativa o impresa sociale, comunque finalizzata all’assunzione di una persona con disabilità, come previsto dall’articolo 14 del Decreto Legislativo 276/03. Lo stesso obbligo poteva essere assolto anche “distaccando” il lavoratore, fino a un massimo del 10% della quota in obbligo e con controlli ben definiti (articolo 12 bis della Legge 68/99). Ebbene, la nuova norma amplia notevolmente queste possibilità, prevedendo da una parte che “assolvere l’obbligo” attraverso l’attribuzione di commesse (che in Lombardia può già oggi arrivare fino al 40% dei posti in obbligo) riguardi non solo le Cooperative Sociali di tipo B, ovvero quelle dedicate all’inserimento lavorativo, ma anche tutti gli Enti di Terzo Settore non commerciali e persino le “Società benefit”. Inoltre, si agevola la possibilità del “distacco”, riducendo i controlli e ampliando la quota al 60%: in pratica, un’azienda che deve assumere almeno dieci lavoratori con disabilità, potrà utilizzare questa particolare opportunità per coprire fino a sei dei posti soggetti all’obbligo».

Insieme dunque alla FAND Lombardia (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), la LEDHA guarda «con grande preoccupazione a questa norma e alla sua attuazione», evidenziando il rischio «di vedere alterato il senso originale di questi provvedimenti che era quello di offrire un’opportunità di lavoro e di reddito alle persone con disabilità che necessitano di maggior sostegno ovvero a quelle che il mondo del lavoro ha sempre fatto più fatica ad includere. La cooperazione sociale, infatti, per via della sua storia e della sua natura, ha sempre offerto una serie di garanzie di attenzione alla salvaguardia di una reale inclusione lavorativa che non è invece sempre riscontrabile nella generalità degli Enti di Terzo Settore e che, riteniamo, non appartengano al DNA delle “Società benefit” che sono e rimangono imprese finalizzate essenzialmente alla generazione di profitto. È quindi probabile che, molto rapidamente, il numero di lavoratori con disabilità direttamente assunti dalle aziende “ordinarie” sia destinato a scendere drasticamente, a favore dell’assunzione presso altri soggetti, con una riduzione non solo delle opportunità di una reale inclusione lavorativa, ma anche delle stesse garanzie occupazionali e contrattuali».

Per tutto quanto detto, quindi, la LEDHA e la FAND Lombardia chiedono alla Regione Lombardia, cui compete l’applicazione della nuova norma sul territorio regionale, «di essere convocate quanto prima per definire modalità di applicazione che limitino il rischio di ripercussioni negative sul nostro territorio». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@ledha.it.

L'articolo Scenderà drasticamente il numero di lavoratori con disabilità assunti dalle aziende “ordinarie”? proviene da Superando.

Sclerosi multipla: le adesioni alla Carta dei Diritti, i volontari formati, i servizi nei territori

Superando -

Oltre 5.200 nuove adesioni alla Carta dei Diritti delle persone con sclerosi multipla e patologie correlate, loro familiari e caregiver, 1.120 volontari formati e servizi concreti attivati nei territori: sono i principali risultati del progetto “Agenda della Sclerosi Multipla e patologie correlate 2025: Diritti, Inclusione, Partecipazione”, promosso dall’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Una realizzazione grafica dedicata alla Carta dei Diritti delle persone con sclerosi multipla e patologie correlate, loro familiari e caregiver, documento prodotto dall’AISM

Oltre 5.200 nuove adesioni alla Carta dei Diritti delle persone con sclerosi multipla e patologie correlate, loro familiari e caregiver, 1.120 volontari formati e servizi concreti attivati nei territori: sono i principali risultati del progetto Agenda della Sclerosi Multipla e patologie correlate 2025: Diritti, Inclusione, Partecipazione, promosso dall’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
L’iniziativa ha coinvolto oltre 350 persone e rafforzato la capacità della rete territoriale AISM – composta da 98 Sezioni Provinciali, 38 Gruppi Operativi Territoriali e 16 Sedi Regionali – di accogliere le persone con sclerosi multipla e patologie correlate, ascoltarne i bisogni e orientarle nel sistema dei servizi, lavorando in modo strutturato con le Istituzioni locali.
Entrando ulteriormente nel dettaglio, va detto che durante il progetto sono stati attivati 15 gruppi regionali, realizzati 7 webinar e 3 corsi di formazione in presenza, promosse 28 iniziative territoriali di sensibilizzazione e convegni regionali. In tutta Italia si sono inoltre svolti 53 momenti di presentazione della Carta dei Diritti, portando, come detto, a 5.200 nuove adesioni.

«Le Agende – sottolinea Paolo Bandiera, direttore degli Affari Generali e delle Relazioni Istituzionali dell’AISM – non si realizzano da sole: servono azioni concrete, competenze e continuità. Questo progetto ha dimostrato che la rete AISM è in grado di trasformare priorità condivise in risultati misurabili, incidendo sulla qualità di vita delle persone con sclerosi multipla».
Secondo Francesco Vacca, presidente nazionale dell’AISM, «i risultati raggiunti sono il frutto di un lavoro collettivo e questo progetto conferma il valore di una rete territoriale capace di dare risposte reali alle persone, mettendo in relazione volontari, operatori e istituzioni».

Uno degli elementi centrali dell’iniziativa è stato il rafforzamento della rete di accoglienza AISM, con la formazione, come accennato, di 1.120 tra volontari, dipendenti e operatori, di cui 931 volontari e 400 persone con cariche associative, anche sui contenuti della nuova normativa in materia di disabilità, migliorando la capacità di ascolto, presa in carico e accompagnamento delle persone. «Accogliere significa trasformare i bisogni individuali in risposte collettive – afferma Francesca Di Giovanni, presidente dell’AISM di Roma – e questo progetto ha rafforzato la collaborazione tra territori, l’attenzione alle priorità locali e la capacità di anticipare i bisogni delle persone».
La formazione, inoltre, ha coinvolto direttamente anche le persone con sclerosi multipla. «Essere informati sui propri diritti – osserva in tal senso Alessandro Marsili, presidente dell’AISM di Perugia – significa poter scegliere e agire. La conoscenza, infatti, è il primo passo per essere protagonisti della propria vita, nonostante la diagnosi».

La diffusione della Carta dei Diritti, per altro, non si è fermata a un’adesione formale, ma ha favorito la costruzione di reti territoriali di collaborazione tra l’AISM e le varie Istituzioni locali. «Le firme raccolte – ricorda Serena Giovannelli, presidente dell’AISM di Lucca – hanno prodotto effetti concreti. Nel nostro territorio, ad esempio, hanno portato all’attivazione di nuovi infopoint, a una mappatura dei servizi di riabilitazione e a un dialogo strutturato con Comuni e Sanità locale, migliorando l’accesso ai servizi per le persone con sclerosi multipla».

Da segnalare ancora che il progetto ha introdotto anche un nuovo modulo del software gestionale Sportello, pensato per migliorare la raccolta e l’analisi dei bisogni e rafforzare il confronto con le Istituzioni. «I dati non sono numeri astratti, ma storie di vita – sottolinea Federica Panconi dell’AISM di Pistoia –:grazie quindi a informazioni strutturate, è stato possibile attivare un nuovo servizio riabilitativo in un’area della nostra Provincia dove molte persone con sclerosi multipla non riuscivano ad accedere alle cure, garantendo tempi rapidi e percorsi personalizzati». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa e Comunicazione AISM (Barbara Erba), barbaraerba@gmail.com.

L'articolo Sclerosi multipla: le adesioni alla Carta dei Diritti, i volontari formati, i servizi nei territori proviene da Superando.

Nulla sull’intelligenza artificiale che riguardi le persone con disabilità sia deciso senza il loro contributo

Superando -

«L’intelligenza artificiale – scrivono dall’Associazione sammarinese Attiva-Mente – non è neutrale e non può essere accolta con leggerezza. E nulla su di essa che riguardi le persone con disabilità deve essere deciso senza la loro presenza e senza il loro contributo. Si parla infatti di qualcosa che può essere un ponte verso una maggiore libertà o un muro invisibile che esclude. La differenza non la fa la tecnologia in sé, ma le scelte politiche, sociali e culturali che saremo in grado di compiere»

L’intelligenza artificiale non è più un orizzonte lontano: è una realtà che entra ogni giorno nella vita delle persone, nei servizi pubblici, nella sanità, nella scuola, nel lavoro e persino nelle decisioni amministrative. Ma se per qualcuno rappresenta una promessa di efficienza e innovazione, per molte persone con disabilità può diventare un terreno minato, dove diritti e dignità rischiano di essere compromessi in modo silenzioso e invisibile.
Il recente documento Impacts of Artificial Intelligence on Disabled People (“Impatto dell’intelligenza artificiale sulle persone con disabilità”), pubblicato dall’ILMI, il Movimento Irlandese sulla Vita Indipendente, apre un confronto urgente: chi è davvero al centro dello sviluppo dell’intelligenza artificiale? E, soprattutto, cosa succede quando la tecnologia prende decisioni che incidono sulla vita delle persone più vulnerabili?

L’intelligenza artificiale, se sviluppata con responsabilità e con uno sguardo davvero inclusivo, può diventare uno strumento straordinario. Può migliorare l’accessibilità digitale e comunicativa, affiancare le tecnologie assistive come i lettori di schermo o il riconoscimento vocale, sostenere la comunicazione alternativa e aumentare le possibilità di autonomia e partecipazione sociale. Può rendere più accessibili i luoghi, i servizi e i processi amministrativi, permettendo alle persone con disabilità di interagire con la società in modo più libero e pieno.
In queste condizioni, l’intelligenza artificiale non è un lusso tecnologico, ma un vero e proprio “diritto abilitante”, perché rafforza la Vita Indipendente e l’autodeterminazione.

Il rovescio della medaglia nasce quando l’intelligenza artificiale viene introdotta senza controllo, senza trasparenza e soprattutto senza il coinvolgimento delle persone con disabilità nella progettazione di essa. È in queste situazioni che può diventare uno strumento discriminatorio senza che ci sia un’intenzione esplicita di discriminare. Basta che un algoritmo sia addestrato con dati non rappresentativi o basati su modelli normativi, per escludere automaticamente una candidatura lavorativa, penalizzare l’accesso a servizi sociali o perfino influenzare valutazioni sanitarie o assistenziali. Non perché qualcuno lo voglia, ma perché la tecnologia replica e amplifica pregiudizi già presenti nella società.

Un altro rischio riguarda la sostituzione dell’umano nei servizi essenziali. Quando l’intelligenza artificiale viene introdotta solo per risparmiare risorse, si può arrivare a proporre automatismi, chatbot o modelli standardizzati al posto di figure professionali e supporti umani, come l’assistenza personale, che per molte persone con disabilità, sono fondamentali. Questo va in aperto contrasto con i princìpi della Vita Indipendente e con lo spirito della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
A questo si aggiunge il problema della trasparenza: se una decisione sanitaria, amministrativa o sociale viene presa da un sistema automatico, chi risponde degli errori? Chi spiega il perché di una scelta? Chi può correggerla? Un diritto è tale solo se può essere compreso, contestato e difeso.

Tutto questo porta a una conclusione chiara: l’intelligenza artificiale non è neutrale e non può essere accolta con leggerezza. È necessario un quadro etico, politico e normativo che metta al centro le persone con disabilità non come utenti passivi ma come protagonisti.
Il principio da cui partire è semplice e non negoziabile: nulla sull’intelligenza artificiale che riguarda le persone con disabilità deve essere deciso senza la loro presenza e senza il loro contributo. Significa coinvolgere Associazioni e persone direttamente interessate nei tavoli decisionali, nelle valutazioni di impatto, nei regolamenti e nelle linee guida pubbliche.
L’intelligenza artificiale, pertanto, può essere un ponte verso una maggiore libertà o un muro invisibile che esclude. La differenza non la fa la tecnologia in sé, ma le scelte politiche, sociali e culturali che saremo in grado di compiere.

*Attiva-Mente è un’Associazione della Repubblica di San Marino (contatto@attiva-mente.info).

L'articolo Nulla sull’intelligenza artificiale che riguardi le persone con disabilità sia deciso senza il loro contributo proviene da Superando.

Dal Braille alla fiamma olimpica, un impegno per rendere i diritti visivi parte della cultura del Paese

Superando -

Gli eventi di questi giorni – dalla Giornata Mondiale del Braille di ieri, 4 Gennaio, alla fiamma olimpica che domani, 6 gennaio, a Bologna, verrà portata dal presidente dell’Associazione Barbuto – rappresentano per l’UICI il punto di partenza di un percorso che attraversa sport, istituzioni e cittadinanza attiva, e che troverà nella Giornata Nazionale del Braille del 21 febbraio, promossa dall’UICI stessa, il proprio momento di massima partecipazione pubblica Ieri, 4 gennaio, è stata la Giornata Mondiale del Braille

«Con la Giornata Mondiale del Braille di ieri, 4 Gennaio, si è celebrato uno strumento che rappresenta molto più di un sistema di lettura e scrittura – sottolineano dall’UICI Nazionale (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) -: il Braille, infatti, è autonomia, accesso alla conoscenza e partecipazione piena alla vita culturale e civile. Si è trattato quindi di una ricorrenza internazionale volta a richiamare l’attenzione sul diritto all’informazione accessibile e che ha aperto idealmente il percorso verso le iniziative istituzionali dedicate alla prevenzione e alla salute visiva, un percorso che troverà un ulteriore importante momento simbolico quando domani, 6 gennaio, il nostro presidente Mario Barbuto sarà tedoforo delle Olimpiadi Invernali di Milano/Cortina, quando la fiamma olimpica farà tappa a Bologna, ciò che porterà il tema della disabilità visiva all’interno di uno degli eventi più universali e condivisi, lo sport, trasformando la staffetta olimpica in un messaggio di inclusione e partecipazione».

In Italia si stima siano oltre un milione e mezzo le persone cieche e ipovedenti, per le quali l’accesso all’informazione, alla prevenzione e alla piena partecipazione sociale rappresenta una priorità civile, prima ancora che sanitaria. «Essere presenti in un contesto universale come quello olimpico – afferma Barbuto – significa ricordare che l’inclusione non è un tema di categoria, ma un valore che riguarda l’intera società. Dal Braille alla prevenzione, infatti, il nostro impegno è rendere i diritti visivi parte della cultura del Paese».

Come detto inizialmente, dunque, gli eventi di questi giorni rappresentano il punto di partenza di un percorso che attraversa sport, istituzioni e cittadinanza attiva, e che troverà nella Giornata Nazionale del Braille del 21 febbraio, promossa dalla stessa UICI, il proprio momento di massima partecipazione pubblica, una Giornata che come ogni anno coinvolgerà scuole, enti pubblici, istituzioni sanitarie e associazioni su tutto il territorio nazionale. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Virginia Coletta (virginia@virginiacoletta.it).

L'articolo Dal Braille alla fiamma olimpica, un impegno per rendere i diritti visivi parte della cultura del Paese proviene da Superando.

Per accompagnare le persone con disabilità a una vita il più possibile autonoma e partecipata

Superando -

Verrà aperto in questo mese di gennaio il bando “Vita e Opportunità”, misura rivolta agli Enti del Terzo Settore, con una dotazione di oltre 370 milioni di euro, per finanziare progetti in grado di promuovere al meglio la dimensione abitativa, lavorativa e ricreativa della vita delle persone con disabilità, affiancando l’entrata in vigore del Progetto di Vita delle stesse persone con disabilità con azioni concrete

Annunciato nei giorni scorsi dalla ministra per le Disabilità Locatelli, a margine della seduta del 29 dicembre della Conferenza Unificata, verrà aperto in questo mese di gennaio il bando Vita e Opportunità, misura rivolta agli Enti del Terzo Settore, con una dotazione di oltre 370 milioni di euro, per finanziare «progetti in grado di promuovere al meglio la dimensione abitativa, lavorativa e ricreativa della vita delle Persone con disabilità, affiancando l’entrata in vigore del Progetto di Vita con azioni concrete».
Con le risorse a disposizione, quindi, sarà possibile in particolare ristrutturare spazi, acquistare mezzi di trasporto, attrezzature e materiale, attivare corsi di formazione per l’inclusione lavorativa e anche per gli operatori, il tutto lavorando in rete, anche con il supporto delle Istituzioni, garantendo altresì continuità ai progetti avviati. (S.B.)

L'articolo Per accompagnare le persone con disabilità a una vita il più possibile autonoma e partecipata proviene da Superando.

Persone con sindrome di Down usate come strumento di propaganda

Superando -

«Non solo disinformazione, ma anche l’utilizzo delle persone con disabilità come strumento in una guerra psicologica, riducendo le persone con sindrome di Down a mere pedine in un gioco di potere che non ha nulla a che vedere con il rispetto e la dignità umana»: così dall’AIPD vieene commentata la falsa notizia di un soldato con sindrome di Down impegnato nell’esercito ucraino e deriso dai commilitoni, che sarebbe stata messa in circolazione dalla propaganda russa, per screditare l’Ucraina La falsa immagine del soldato ucraino con sindrome di Down

«Alla vigilia della Giornata Mondiale della Pace del 1° Gennaio, la guerra ha svelato uno dei suoi volti peggiori: l’annientamento della dignità umana. La fake news del soldato ucraino con sindrome di Down ci scuote e ci indigna, come famiglie e come associazione»: così Gianfranco Salbini, presidente nazionale dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), ha commentato nei giorni scorsi la falsa notizia diffusa tramite la pubblicazione del video di un soldato con sindrome di Down impegnato nell’esercito ucraino e deriso dai commilitoni. Come riportato dai media (se ne legga ad esempio nella testata «Open», si tratterebbe di una deepfake, ossia di un’immagine umana fondata sull’intelligenza artificiale, messa in circolazione dalla propaganda russa, per screditare l’Ucraina.
«La gravità della questione – sottolinea Salbini – non risiede solo nella disinformazione, ma nel messaggio che queste immagini veicolano: l’utilizzo delle persone con disabilità come strumento in una guerra psicologica. Le immagini diffuse riducono infatti le persone con sindrome di Down a mere pedine in un gioco di potere che non ha nulla a che vedere con il rispetto e la dignità umana. In questo contesto, le persone con disabilità vengono strumentalizzate per scopi militari e politici e questo è moralmente inaccettabile. Non possiamo infatti rimanere indifferenti di fronte a simili abusi, perché usare persone vulnerabili come strumento di propaganda non è solo ingiusto, ma rappresenta un insulto alla loro dignità».

Da sempre, del resto, l’AIPD è particolarmente vigile e attenta su situazioni come questa: «Spesso – dichiara infatti il Presidente dell’Associazione – le persone con sindrome di Down, così come tutte le persone con disabilità, sono rappresentate in modo stereotipato e limitante: piuttosto che essere apprezzate per le loro capacità, vengono frequentemente ridotte a semplici oggetti di derisione, come su tutt’altro versante abbiamo recentemente denunciato in merito a un film di Pio e Amedeo [se ne legga anche sulle nostre pagine, N.d.R.]). Ora, in questa circostanza, diventano addirittura strumenti di propaganda: ribadiamo quindi, come famiglie e come associazione, che le persone con sindrome di Down sono esseri umani con diritti, sogni, aspirazioni e capacità che meritano di essere rispettati, non sfruttati».

In occasione della Giornata Mondiale della Pace, dunque, l’AIPD, per tramite del proprio Presidente, ha voluto rilanciare un proprio appello: «Le guerre non portano a vincitori, ma solo a sconfitte, come dimostrato dalla storia. Ogni conflitto distrugge non solo le infrastrutture e le vite, ma anche il tessuto morale delle nazioni coinvolte. Le guerre non solo distruggono vite, ma anche princìpi morali e civili. La pace, la comprensione e la solidarietà sono gli unici veri vincitori, e su questi valori dovremmo costruire la nostra società. Solo così potremo dare un futuro migliore a tutti, inclusi coloro che vivono con disabilità. Spero che questo messaggio apra nuove prospettive per l’anno nuovo». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampaaipd@gmail.com.

L'articolo Persone con sindrome di Down usate come strumento di propaganda proviene da Superando.

La FISH e il Forum del Terzo Settore sulla Legge di Bilancio

Superando -

«Pur prendendo atto di alcuni provvedimenti significativi, ci saremmo aspettati uno sforzo più ambizioso e risorse più consistenti su alcuni capitoli cruciali. Concentriamo ora l’attenzione sulle sfide riguardanti l’attuazione del Decreto Legislativo 62/24 e la stesura di una Legge che tuteli i caregiver familiari»: così la Federazione FISH commenta la Legge per il Bilancio 2026, rispetto alla quale il Forum Nazionale del Terzo Settore parla di «luci e ombre per il sociale»

«Pur comprendendo i vincoli economici e di finanza pubblica, ci saremmo aspettati uno sforzo più ambizioso e risorse più consistenti su alcuni capitoli cruciali»: è questo il primo commento “a caldo”, prodotto nei giorni scorsi dalla FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), dopo l’approvazione della Legge per il Bilancio 2026 (Legge 199/25), in riferimento alle misure riguardanti le persone con disabilità e le loro famiglie. «E tuttavia – aggiunge la nota della FISH , la stessa Legge di Bilancio introduce alcuni provvedimenti significativi, in particolare sul fronte della conciliazione tra vita lavorativa e familiare per i genitori e degli incentivi al lavoro flessibile. Da sottolineare anche il finanziamento del Fondo per i caregiver, la definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione, il potenziamento del Fondo Unico per l’inclusione e il riconoscimento di un sostegno elevato o molto elevato per persone con epilessia farmacoresistente certificata. Positivi, inoltre, gli investimenti per la formazione scolastica, universitaria e per la mobilità accessibile. Bene, infine, l’esclusione della prima casa dal calcolo ISEE, una misura di equità che elimina una penalizzazione storica per le famiglie con disabilità».
Al di là di quanto sottolineato, secondo la Federazione «permangono però alcune criticità, tra cui la mancata proroga della detrazione IRPEF del 75% prevista per il bonus destinato all’abbattimento delle barriere architettoniche. Preoccupano, inoltre, le nuove modalità di controllo sui permessi previsti dalla Legge 104 e il rafforzamento complessivo dei sistemi di verifica, che rischiano di aumentare gli oneri burocratici e incidere sulla dignità delle persone con disabilità e delle loro famiglie».
«A questo punto – conclude la nota della FISH – è tempo di concentrare l’attenzione sulle due sfide ancora aperte: l’attuazione del Decreto Legislativo 62/24 (Definizione della condizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l’elaborazione e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato) e la stesura di una Legge che tuteli i caregiver familiari. Il passaggio dalle parole ai fatti si misura qui: nella capacità dell’Italia di garantire diritti certi e un’inclusione che non sia solo sulla carta, ma nelle vite delle persone.

Sempre a proposito della Legge di Bilancio, Giancarlo Moretti, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, parla di «luci e ombre per il sociale», evidenziando da una parte «alcune misure positive per il Terzo Settore, quali l’innalzamento del tetto del 5 per mille da 525 a 610 milioni che, per quanto non possa rappresentare un punto di arrivo, è comunque un buon segnale per rispettare la volontà dei contribuenti e non penalizzare chi svolge attività per l’interesse collettivo».
«Apprezziamo anche – prosegue Moretti – che nella norma si compia un passo importante verso l’attuazione del Piano Nazionale per l’Economia Sociale, se è vero che l’istituzione presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze di un Comitato di esperti in materia di sviluppo dell’economia sociale, va nella direzione di proseguire il percorso di condivisione portato avanti fin qui, per valorizzare un comparto che genera anche sviluppo economico, avendo come princìpi cardine sostenibilità, inclusione e partecipazione. In tal segno ci auguriamo che il Piano produca un vero e proprio slancio dell’economia sociale nel nostro Paese. Bene, infine, che si lavori per il riconoscimento e la valorizzazione dei caregiver, anche se per il fondo previsto saranno assolutamente necessarie maggiori risorse».
Dall’altra parte, però, secondo il Portavoce del Forum «non sono sufficienti, purtroppo, le misure per il contrasto alle disuguaglianze e alla povertà, e in particolare segnaliamo negativamente il taglio del 50% della prima mensilità dell’Assegno di inclusione al momento del rinnovo. Più in generale, constatiamo come la pur comprensibile esigenza di ridurre il deficit pubblico si traduca in una carenza di significativi investimenti a medio-lungo termine per migliorare il nostro sistema di welfare. Investimenti di cui oggi il Paese avrebbe però urgente bisogno». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@fishets.it; stampa@forumterzosettore.it.
A questo link vi è l’elenco completo di tutti i soci e degli aderenti al Forum Nazionale del Terzo Settore, tra cui anche la stessa FISH.

L'articolo La FISH e il Forum del Terzo Settore sulla Legge di Bilancio proviene da Superando.

Pagine

Abbonamento a Centri Territoriali di Supporto B.E.S. - Calabria aggregatore