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Concorso per titoli ed esami per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria di primo e di secondo grado su posto comune e di sostegno – D.D.G. n. 3059 del 10 dicembre 2024 – Decreto di integrazione per scorrimento graduatoria di...
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Concorso per titoli ed esami per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola dell’infanzia e primaria su posto comune e di sostegno, ai sensi del Decreto ministeriale 26 ottobre 2023, n. 206 – D.D.G. n. 2938 del 09 ottobre 2025 – Decreto di...
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La professoressa Ileana Argentin
Come abbiamo già scritto in altra parte del nostro giornale, Ileana Argentin, scomparsa nei giorni scorsi a Roma all’età di 62 anni, era stata deputata per due Legislature dal 2008 al 2018, oltreché impegnata a lungo nel mondo dell’associazionismo e anche docente all’Università Unicusano (Università degli Studi Niccolò Cusano) di Roma. È un altro docente di quello stesso Ateneo, Federico Girelli, a inviarci il seguente ricordo cui diamo ben volentieri spazio.
Ileana Argentin è venuta a mancare. In questi casi spesso si dice che la dipartita della persona lascia un vuoto. Beh, nel caso di Ileana, semmai, direi che resta un pieno: Ileana ci lascia infatti tutti i contenuti e i traguardi di tante battaglie di attività sociale e politica a sostegno delle persone con disabilità.
Il suo impegno politico-istituzionale è a tutti noto. Meno noto, forse, è il suo ruolo di docente universitaria. Ileana, infatti, insegnava Diritto delle Disabilità nell’Università Niccolò Cusano di Roma.
Quando assunse l’incarico di insegnamento fu bello ritrovarci nella mia Università: naturalmente ci conoscevamo da tempo in ragione non solo dei miei interessi scientifici, ma anche per via del comune impegno sociale sul fronte delle disabilità, che aveva fatto sì che ci incontrassimo in diverse occasioni. Insomma, grazie all’Università Ileana ed io, oltre che amici siamo diventati “colleghi”.
Non va data per scontata la volontà di Ileana di cimentarsi anche nell’insegnamento universitario: lo sforzo, sì è questo il termine esatto, lo sforzo che ha dovuto fare per svolgere questa ulteriore (ennesima) attività non può certo esser sottovalutato. Nelle sue condizioni nulla era facile o scontato: eppure, quando all’Università ci fermavamo a parlare, dalla sua persona traspariva sempre naturalezza, mai stanchezza.
La docenza di Ileana è stata un’attività preziosa non solo sul piano didattico: è stato anche un atto politico. Ad uno studente universitario, magari non di frequente, può capitare di avere un collega o una collega con disabilità. Ma quante volte ha l’opportunità di confrontarsi con un professore (in questo caso una professoressa) con disabilità?
Nel fare lezione, nel fare gli esami, nel partecipare alle sedute di laurea, nel ricevere gli studenti, faceva vedere ai giovani (e a tutti noi) che le persone con disabilità non sono “marziani”, ma sono appunto persone che, se adeguatamente supportate, possono svolgere le più diverse attività, financo, ove possibile, così complesse come la docenza universitaria.
Ileana, con la sua presenza all’Università, ha concretamente combattuto l’idea – ancora troppo diffusa – per cui da una parte ci sono i cosiddetti “normali” e dall’altra i “disabili”, quando, invece, la realtà è che esiste un unico genere umano, ricco di tante diversità che, come tali, vanno riconosciute e valorizzate.
Arrivederci, Ileana.
*Professore di Diritto Costituzionale all’Università degli Studi Niccolò Cusano di Roma, presidente del Comitato Siblings.
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“Storie, Voci e Luoghi Accessibili” a Quartu Sant’Elena
«Questa iniziativa mira a trasformare la percezione della disabilità e a promuovere un’idea di città realmente aperta a tutti, attraverso l’arte e la creatività, affrontando appunto il tema dell’accessibilità e dell’inclusione sociale attraverso un percorso multidisciplinare fatto di laboratori sensoriali di teatro, danza, canto, scrittura creativa e produzioni cinematografiche»: sarà questo, a Quartu Sant’Elena (Cagliari), popoloso centro della Sardegna, il terzo per abitanti dopo Cagliari e Sassari, il progetto denominato Storie, Voci e Luoghi Accessibili, promosso dall’Associazione di Promozione Sociale Impatto Teatro, diretto da Karim Galici e sostenuto dall’Assessorato alle Politiche Sociali e Generazionali del Comune di Quartu Sant’Elena, unitamente a più di 20 partner.
Il progetto, che si svilupperà con numerose attività aperte al pubblico da questo mese di febbraio fino a luglio, verrà presentato nella mattinata del 5 febbraio (Sala Convegni dello Spazio Michelangelo Pira, Via Brigata Sassari, Quartu Sant’Elena, ore 11.30), alla presenza di Karim Galici, del sindaco di Quartu Sant’Elena Graziano Milia e di altri rappresentanti istituzionali. (S.B.)
Per ulteriori informazioni: Dafne Turillazzi (dafneturillazzi@gmail.com).L'articolo “Storie, Voci e Luoghi Accessibili” a Quartu Sant’Elena proviene da Superando.
Ileana Argentin, una vita di impegno per i diritti delle persone con disabilità
Deputata per due Legislature dal 2008 al 2018, già impegnata in precedenza nel mondo dell’associazionismo come presidente, tra l’altro, della UILDM di Roma (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), e anche docente all’Università Unicusano, è scomparsa a 62 anni Ileana Argentin, donna con atrofia muscolare spinale. Come è stato scritto, «il suo è stato un impegno instancabile per i diritti delle persone con disabilità, un’attività a tutti i livelli, dall’associazionismo e dal volontariato fino al Parlamento, passando per Consigli Comunali o di Circoscrizione nella Capitale».
Riceviamo e pubblichiamo il seguente ricordo di Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).
Ileana Argentin non è stata solo una donna con disabilità, ma una figura centrale e autorevole nella lunga e difficile battaglia per il riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità in Italia. La sua vita è stata un esempio di impegno civile profondo, nato dall’esperienza personale e trasformato in azione politica concreta, sempre orientata alla giustizia sociale e all’uguaglianza sostanziale.
Conosceva direttamente le barriere fisiche, culturali e istituzionali che ostacolano l’autonomia e la piena partecipazione delle persone con disabilità. Per questo ha scelto di non accettare l’emarginazione come destino, ma di contrastarla con determinazione e competenza. Ileana ha sempre affermato che le persone con disabilità non devono essere oggetto di assistenza passiva, ma soggetti di diritto, cittadini e cittadine a pieno titolo, protagonisti della propria vita.
Durante la sua permanenza in Parlamento, uno dei risultati più significativi del suo impegno è stata la cosiddetta “Legge sul Dopo di Noi” [Legge 112 del 2016, “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”, N.d.R.], da lei fortemente voluta e sostenuta, una norma che ha rappresentato una svolta culturale e politica fondamentale, affrontando una delle paure più profonde delle famiglie delle persone con disabilità: il futuro dei propri figli quando i genitori non ci saranno più. Ileana ha lottato affinché lo Stato si assumesse la responsabilità di garantire continuità di cura, autonomia abitativa, inclusione sociale e rispetto della dignità della persona, superando una visione puramente assistenzialistica. Il “Dopo di Noi” non è stato per lei solo un provvedimento normativo, ma un atto di civiltà, che riconosce il diritto a una vita dignitosa anche oltre la protezione familiare.
Nel suo impegno pubblico, Argentin ha lavorato perché l’accessibilità fosse riconosciuta come un diritto fondamentale e non come una concessione, e perché l’inclusione diventasse una pratica reale nelle scuole, nel lavoro, nei servizi e negli spazi della vita quotidiana. Ha denunciato con chiarezza ogni forma di discriminazione, ricordando che una società che esclude le persone con disabilità è una società ingiusta e incompleta.
Nel suo percorso politico e civile, ha sempre attribuito grande valore al confronto con il mondo associativo, e in particolare con la FISH. Il rapporto con tale Federazione è stato caratterizzato da un dialogo costante, talvolta anche da dibattiti intensi e critici, ma sempre fondati su un obiettivo comune: l’affermazione dei diritti delle persone con disabilità. Ileana non ha mai temuto il confronto, neppure quando le posizioni erano diverse, perché riteneva che il dissenso argomentato fosse una risorsa e non un ostacolo. Nei dibattiti con la FISH ha difeso con forza la centralità delle persone con disabilità nelle scelte politiche, riconoscendo al movimento associativo un ruolo fondamentale di stimolo, controllo e proposta nei confronti delle istituzioni. Questo dialogo, a volte serrato ma sempre leale, ha contribuito a rafforzare politiche più consapevoli e aderenti ai bisogni reali, dimostrando come il cambiamento nasca dall’ascolto reciproco e dalla collaborazione tra rappresentanza politica e società civile organizzata.
Ileana Argentin ci lascia un’eredità politica e morale di grande valore. Ci ha insegnato che i diritti non sono mai acquisiti una volta per tutte, ma vanno difesi e ampliati; che la disabilità non è un limite individuale, bensì il risultato di un contesto che non sa accogliere le differenze; che la dignità della persona non può essere subordinata a logiche economiche o burocratiche.
La sua scomparsa rappresenta una perdita profonda, ma anche una chiamata alla responsabilità collettiva. Ricordarla significa continuare la sua battaglia, dare forza alle sue idee e lavorare ogni giorno per una società davvero inclusiva, in cui nessuna persona con disabilità venga lasciata sola.
*Presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).
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Carta europea della disabilità e Contrassegno Europeo di Parcheggio: verso l’adozione della Direttiva Europea
Tra le diverse deleghe al Governo per l’attuazione della normativa europea, approvate con la Legge 91/25, ce n’è una relativa all’esecuzione della Direttiva (UE) 2024/2841 sulla Carta Europea della Disabilità (European Disability Card) e sul Contrassegno Europeo di Parcheggio (European Parking Card) per le persone con disabilità.
L’articolo 17 della Legge 91/25 stabilisce infatti la «delega al Governo per il recepimento della direttiva (UE) 2024/2841 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2024, che istituisce la Carta europea della disabilità e il contrassegno europeo di parcheggio per le persone con disabilità».
Quella Direttiva Europea prevede in sostanza che tutti gli Stati dell’Unione Europea adottino entro il 2028 la Carta Europea della Disabilità e il Contrassegno Europeo di Parcheggio con le caratteristiche previste. Si tratta di due strumenti volti a facilitare e favorire la mobilità delle persone con disabilità all’interno dello spazio europeo.
Va sottolineato che l’Italia è stata uno degli otto Paesi che hanno preso parte al progetto pilota della Carta Europea della Disabilità, cominciando a rilasciarla già nel 2018.
Con la delega oggetto del presente contributo, si dovrà dunque andare ad adeguare l’attuale Carta Europea della Disabilità, rilasciata dall’INPS, alle caratteristiche richieste dalla Direttiva Europea e a sostituire l’attuale contrassegno auto con uno di modello europeo, condiviso con tutti gli Stati membri.
Nel farlo, dunque, il Governo deve rispettare sia i princìpi generali già previsti dalla legge, sia alcune regole specifiche, ossia:
° aggiornare e coordinare le norme esistenti per applicare correttamente la Direttiva Europea, eliminando quelle incompatibili;
° stabilire quali siano le autorità competenti, a livello nazionale e locale, per l’applicazione della Direttiva;
° definire chi si occupa del rilascio e del rinnovo gratuito della Carta Europea della Disabilità e del Contrassegno Europeo di Parcheggio, anche in caso di smarrimento o danneggiamento;
° attribuire al Dipartimento per le Politiche in favore delle Persone con Disabilità e ai Comuni i compiti previsti dalla Direttiva, prevedendo forme di coordinamento tra loro;
° affidare la produzione e la stampa della Carta Europea della Disabilità e del Contrassegno Europeo di Parcheggio, anche in formato digitale, a un soggetto specializzato, utilizzando sistemi di sicurezza contro falsificazioni e contraffazioni, compreso il codice QR;
° fissare in dieci anni la durata di validità della Carta Europea della Disabilità e del Contrassegno Europeo di Parcheggio;
° definire le modalità tecniche per l’uso della versione digitale dei documenti, secondo le regole stabilite dall’Unione Europea;
° garantire che le persone con disabilità provenienti da altri Paesi dell’Unione Europea ricevano in Italia lo stesso trattamento delle persone residenti, comprese eventuali agevolazioni per accompagnatori o assistenti;
° prevedere procedure per sostituire i contrassegni di parcheggio attualmente in uso in Italia entro il 5 dicembre 2029;
° regolamentare il trattamento dei dati personali necessari al rilascio e al rinnovo dei documenti, assicurandone sicurezza, riservatezza e correttezza;
° rendere disponibili sui siti istituzionali informazioni chiare sulle agevolazioni, sui parcheggi riservati e sull’uso della Carta e del Contrassegno;
° coinvolgere attivamente le Associazioni delle persone con disabilità nello sviluppo, nell’attuazione e nella valutazione delle nuove misure;
° definire un sistema di tutela e di sanzioni per chi viola le disposizioni della direttiva, con sanzioni adeguate e proporzionate; i proventi delle sanzioni saranno destinati al Dipartimento per le Politiche in favore delle Persone con Disabilità.
Detto che i relativi Decreti Legislativi saranno adottati previa acquisizione del parere della Conferenza Unificata Stato-Regioni-Enti Locali, va ricordato che le spese necessarie per l’attuazione di alcune di queste misure sono coperte tramite fondi già previsti per il recepimento delle norme europee.
*HandyLex è il Centro Studi Giuridici della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).
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Impariamo insieme, Stefania, a stare sospese
Non siamo solo persone che scrivono, lavorano o si scambiano impressioni, siamo anime che si toccano, legami che si intrecciano e che la morte non può spezzare. Voglio salutare così, Stefania Delendati, giornalista e direttrice responsabile di «Superando», venuta mancare il 30 gennaio, all’età di 49 anni. Una Persona che ho avuto modo di conoscere e stimare.
Ti saluto col dolore della separazione, ma anche con la gratitudine della condivisione. Mentre eri ricoverata, Ti avevo spedito una poesia. Sapevo che non avresti gradito frasi consolatorie, non piacciono neanche a me. Ma forse una poesia l’avresti apprezzata. Pensavo che avremmo imparato insieme a stare sospese. E io oggi, un po’ sospesa, mi ci sento.
Eccola, la poesia, non avendo un corpo a cui consegnarla, la consegno al mondo. È il mio omaggio per Te. Con affetto.
Mi riguardano del mondo / tutte le piccole cose, / il sonno dei sassi, / gli spaventi dell’acqua che trema, / la stoffa della luce, / la gravità delle foglie. / Imparo. / A stare sospesa. (Chandra Livia Candiani)
*Responsabile di Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli nel cui sito il presente contributo è già apparso e viene qui ripreso per gentile concessione.
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Concorso per titoli ed esami per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria di primo e di secondo grado su posto comune e di sostegno, ai sensi dell’articolo 3, comma 8, del Decreto ministeriale 26 ottobre 2023, n. 205 – D.D.G. n....
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AVVISO – Concorso per titoli ed esami per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria di primo e di secondo grado su posto comune e di sostegno, ai sensi dell’articolo 3, comma 8, del Decreto ministeriale 26 ottobre 2023, n. 205 –...
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La testimonianza e lo straordinario patrimonio che ci ha lasciato Stefania
Oltre che direttrice responsabile di Superando, Stefania Delendati, scomparsa il 30 gennaio scorso, era anche collaboratrice fissa di InVisibili, il noto blog del «Corriere della Sera.it» dedicato alla disabilità. Più che volentieri riprendiamo proprio da InVisibili il ricordo del responsabile del blog Alessandro Cannavò.
«Ciao a tutti, ben ritrovati nel nuovo anno che speriamo porti cose belle! Vi propongo per il blog una nuova intervista ad una fisioterapista di Bergamo, Mara Violani, a cui nel 2018 è stata diagnosticata la sclerosi multipla. In modo particolare, mi interessa “indagare” come vive questa condizione una persona che lavora in ambito sanitario e che quindi in un certo senso ora è passata dall’altra parte della barricata, e se questo ha cambiato il suo rapporto con i pazienti. In attesa di sapere se posso procedere, vi ringrazio come sempre per l’attenzione. Un caro saluto a presto, Stefania»: sono tornato indietro di un paio di settimane o poco più per ritrovare, in data 14 gennaio, quest’ultima mail speditami da Stefania Delendati, che ci ha lasciati il 30 gennaio a 49 anni, per i postumi di un’operazione in seguito a un blocco intestinale, gettandoci in un dolore profondo. Quelle poche righe, con semplici comunicazioni di lavoro, racchiudono già tutto il suo spirito, tutta la sua passione e la sua serietà nel lavoro.
Stefania, firma di lunga data di Superando.it di cui era diventata nel 2024 direttrice responsabile, è stata una stella fulgente che ha brillato per un po’ di anni anche qui nel blog InVisibili, illuminandolo con una scrittura impeccabile, la profondità di analisi, i toni pacati, le punte di ironia.
Che dono che aveva Stefania nel trovare storie di disabilità inusuali, nel saperle raccontare arricchendole di ogni dettaglio, nella capacità di ascolto e di interpretazione del mondo della disabilità.
Come spiegai nel post che scrissi lo scorso anno [ripreso anche da Superando a questo link, N.d.R.] in occasione del Premio Garbesi ricevuto a Imola, Stefania, che una malattia genetica aveva relegato su una sedia a rotelle togliendole forza e movimenti, aveva la capacità di guardare lontano, di oltrepassare quel suo corpo così fragile e trasportarsi con la mente, la cultura, lo studio, nelle situazioni che raccontava, da vera cronista. Un valore straordinario messo a disposizione, senza clamori ma con grande sostanza, al servizio delle cause della disabilità.
In questo giorno tristissimo, che ci pare ingiusto come ogni giorno di una morte prematura, bisogna anche onorare la fatica, la capacità di resilienza e di reazione che le persone come Stefania e i loro familiari (ai genitori di Stefania il più grande abbraccio) hanno messo in campo ogni giorno, aggrappandosi alla vita. Stefania questa volta si è dovuta arrendere, ma ci lascia una testimonianza e un patrimonio straordinari.
Il blog InVisibili, che si appresta ormai a compiere 14 anni su «Corriere.it», può vantare nella sua storia momenti esaltanti, tra ricordi, iniziative, battaglie. Ma ha nel suo destino anche il dover affrontare perdite enormi: Stefania è il quarto addio dopo Franco Bomprezzi, Simona Petaccia, Antonio Giuseppe Malafarina. Sono tutti lì, con le loro foto, nel parterre di firme. E li rimarranno con il loro esempio, la loro grandissima dignità.
*Il presente contributo è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it», con il titolo “Stefania addio, ci hai dato una straordinaria lezione di bravura e dignità» e viene qui ripreso, con minime modifiche dovute al diverso contenitore, per gentile concessione.
L'articolo La testimonianza e lo straordinario patrimonio che ci ha lasciato Stefania proviene da Superando.
La prima ricerca in Italia sulla partecipazione e l’attivismo online
Promossa dalla Fondazione Terzjus e dalla piattaforma Italia non profit, Mi Attivo Per… è stata certamente la prima ricerca in Italia sulla partecipazione e l’attivismo online, chiusasi il 30 settembre dello scorso anno. A suo tempo era stata presentata così: «Oggi le persone si attivano in tanti modi diversi: c’è chi firma una petizione, chi partecipa a una raccolta fondi, chi si impegna per la propria comunità, chi usa i social per far sentire la propria voce. Questa ricerca nasce per capire meglio come si partecipa, perché ci si attiva – online o di persona – e quali motivazioni spingono ognuno di noi».
L’iniziativa ha coinvolto tantissimi cittadini e cittadine in tutta Italia, raccogliendo una partecipazione davvero notevole e nella mattinata di domani, 3 febbraio (ore 12-13), è in programma un incontro online di presentazione dei risultati in anteprima, a partecipazione gratuita, mentre i risultati completi della ricerca saranno pubblicati ufficialmente il 6 marzo all’interno del Terzjus Report 2025 della Fondazione Terzjus, che verrà presentato a Roma nella stessa giornata e sarà fruibile anche online.
Aperto a tutti e tutte, il webinar di domani, moderato da Mara Moioli, co-fondatrice e capo progettazione di Italia non profit, prevede la partecipazione di Andrea Bassi, professore di Sociologia Generale all’Università di Bologna; Luigi Bobba, presidente della Fondazione Terzjus; Luigi Ceccarini, professore di Scienza Politica presso l’Università di Urbino Carlo Bo; Claudia Ladu, project manager di Italia non profit. (S.B.)
Per partecipare al webinar di domani, 3 febbraio, è necessario iscriversi tramite questo link. Per ulteriori informazioni: rim@italianonprofit.it.L'articolo La prima ricerca in Italia sulla partecipazione e l’attivismo online proviene da Superando.
La mia sintonia con Stefania
Sulla scomparsa della nostra direttrice responsabile Stefania Delendati, riceviamo e ben volentieri pubblichiamo questo contributo di Laura Bonanni, psicologa, psicoterapeuta, collaboratrice del nostro giornale e autrice anche di poesie in romanesco, al cui ricordo fa seguire alcuni suoi versi.
L’occasione ci è propizia inoltre – non potendolo fare uno per uno, da quanti sono stati -, per ringraziare caldamente tutti i tanti, tantissimi messaggi di vicinanza che abbiamo ricevuto. Grazie a tutti e tutte.
Ho appreso la scomparsa di Stefania aprendo la newsletter di Superando di oggi, 31 gennaio.
Sono addolorata e sconcertata! Ma si sa, la morte non manda il preavviso e «…come un ladro viene quando meno te lo aspetti» (Matteo 24, 42-51).
Non conoscevo bene Stefania e neppure da molto, ma dalle mail che ci siamo scambiate ho subito percepito una sintonia, una sensibilità profonda, una bella professionalità e ciò me l’ha subito resa familiare e consona ad un mio stile di procedere nelle relazioni.
Stefania è stata generosa con me. Pochi mesi fa mi aveva scritto un bel pezzo per il blog del «Corriere della Sera.it» InVisibili e poi mi aveva proposto la stesura di un articolo per Superando, in merito ad un mio intervento come relatrice, ad un convegno di specialisti in psicoterapia.
Sentivo reciprocità sincera fra noi, sintonia di intenti, di metodi, di approccio alla vita e alle persone. Insomma, “viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda”.
Ho vissuto altre perdite improvvise e inaspettate… Se il taglio è stato brusco e duro, nello stesso tempo ho pian piano, cominciato a sentire la presenza di queste persone nella mia vita ad altri livelli, poiché quando si costruisce un rapporto autentico e si sono condivisi parti e spazi di vita, l’altro resta in noi. Cioè alcuni suoi modi di fare, modi di vedere le cose, di vivere la vita, cominciano ad integrarsi con la nostra personalità.
Io ho fede e voglio averla! Non può finire tutto qui!
Ringrazio Stefania e sono vicina alla sua famiglia: non la scorderemo.
Concludo con delle belle e veritiere parole di un mio caro amico scomparso un paio di anni fa improvvisamente e inaspettatamente: Padre Lello Lanzilli SJ: «Non esiste nessuna bara, nessun sepolcro che può rinchiudere l’Amore… Perché l’Amore non muore mai…».
C’è tempo pe’ ogni cosa, / c’è tempo per il “rosa”. / C’è tempo pe’ un pensiero / che a volte è cupo e nero. / C’è tempo per i baci a vorte molto audaci. / C’è tempo per urlare, / quando stai troppo male… / C’è tempo pe’ sta’ soli in propria compagnia, non sempre è armonia… / C’è tempo pe’ ’sto corpo che spesso sopportiamo / e a volte poco amiamo.
Te fai mille domande, / te chiedi tante cose… / Ma siamo veramente ’na scheggia de un bel niente? / Ma siamo come rosa che pure se preziosa, / sfiorisce e se consuma lì, dentro la spazzatura?
Io credo che ’sto tempo che è cosa assai veloce / non è poi così atroce, / perché lui ci permette di far ben circolare / qualcosa assai speciale: / il bene, il bello, il cuore, / perché è solo se c’è amore / potrai guardà lontano oltre quell’aeroplano… / Oltre ’sto tempo corto che non sarà mai morto / se quando te ne andrai il cuor ti porterai.
Quel cuore che ha pulsato / e che ha sempre dato: / a un figlio, ad un fratello / o a quel genitore, con vera e umana passione. / A volte un po’ in conflitto, pe’ storto, non per dritto. / Ma siamo tanto umani e anche ben carnali. / Possiamo perdonarci anche se siamo “stracci”.
E dopo questo tempo che è come un lampo svelto… / tu apri gli occhi al Cielo, che non è più mistero. / E già da questa vita puoi far cosa gradita: / coltiva la passione, la voglia, un’intenzione… / e allora già vivrai il Cielo che sarai!
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Stefania Delendati, una guida autorevole al servizio dei diritti e della disabilità
La scomparsa di Stefania Delendati, direttrice responsabile di Superando, rappresenta una perdita profonda per il mondo dell’informazione sociale e per l’intera comunità delle persone con disabilità.
Con il suo lavoro, svolto sempre con rigore, passione e un forte senso di responsabilità, Stefania ha contribuito in modo determinante a rendere sempre più Superando uno strumento autorevole di informazione, analisi e cultura sui temi dei diritti, dell’inclusione e della disabilità.
Da editore di Superando posso affermare che nel suo ruolo di direttrice Stefania ha lavorato in stretta, costante e proficua collaborazione con Stefano Borgato, segretario di redazione sin dall’avvio del giornale, e con la nostra Federazione FISH, condividendo una visione editoriale comune fondata sulla qualità e sull’approfondimento dei contenuti, sull’accuratezza e l’affidabilità delle fonti e sull’utilizzo di un linguaggio attento, rispettoso e centrato sulle persone.
Questo lavoro condiviso ha permesso di rafforzare in modo significativo il legame tra la testata e la rete associativa della FISH, contribuendo a valorizzarne le esperienze, le competenze e le istanze provenienti dai territori. Superando si è così consolidato come uno spazio autorevole di informazione e riflessione, capace di dare visibilità alle buone pratiche, di sostenere una rappresentazione corretta e non stereotipata della disabilità e di favorire un dialogo costante tra le associazioni, le istituzioni e la società civile.
Il contributo di Stefania è stato centrale nel costruire un’informazione capace di accompagnare il dibattito pubblico con competenza e profondità, senza mai perdere di vista le ricadute concrete delle politiche e delle scelte istituzionali sulla vita quotidiana delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Attraverso Superando, ha sostenuto e seguito con attenzione le principali battaglie civili del movimento per i diritti, dall’inclusione scolastica e lavorativa all’accessibilità e alla piena partecipazione sociale.
Il suo lavoro ha rappresentato un vero e proprio presidio culturale e civile, orientato a contrastare stereotipi, narrazioni pietistiche e approcci assistenzialistici, promuovendo invece una lettura della disabilità fondata sui diritti, sull’autodeterminazione e sulla cittadinanza attiva. In questo percorso, Stefania ha sempre dimostrato una grande sensibilità umana, unita a una profonda competenza professionale.
La sua scomparsa lascia un vuoto umano e professionale difficile da colmare, ma anche un’eredità solida fatta di metodo, valori e visione. Continuare il lavoro di Superando nel solco da lei tracciato, in dialogo con Stefano Borgato e con la rete associativa della FISH, significa onorarne la memoria e dare continuità a un impegno che resta oggi più che mai necessario.
Quindi grazie Stefania: con il tuo lavoro lasci una testimonianza concreta di rigore editoriale, responsabilità culturale e impegno civile, contribuendo a rendere Superando non solo uno strumento di informazione, ma uno spazio autentico di diritti, partecipazione e rispetto delle persone.
*Presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).
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Prova finale di valutazione della procedura selettiva per l’attribuzione delle posizioni economiche finalizzate alla valorizzazione professionale del personale A.T.A. all’interno delle Aree, di cui al decreto ministeriale n. 140 del 12 luglio 2024 –...
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Prova finale di valutazione della procedura selettiva per l’attribuzione delle posizioni economiche finalizzate alla valorizzazione professionale del personale A.T.A. all’interno delle Aree, di cui al decreto ministeriale n. 140 del 12 luglio 2024 –...
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A.S. 2025/2026 – “Nuovi Giochi della gioventù”, legge 25 marzo 2025, n. 41 – Attivazione della Piattaforma dedicata alle iscrizioni delle scuole del primo e del secondo ciclo di istruzione
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Ciao Stefania, grazie per tutti i regali che ci hai fatto
Per Superando è davvero molto difficile dare oggi questa notizia, la notizia di una perdita che ci lascia completamente senza fiato e senza parole.
È mancata a 49 anni per le complicazioni successive a un intervento chirurgico la nostra cara direttrice responsabile Stefania Delendati, una persona che i nostri Lettori e Lettrici avevano imparato in questi anni ad apprezzare per la sua intelligenza, per l’umanità e per la non comune voglia di ascoltare e di raccontare.
Quando nel maggio del 2024 era diventata la nostra direttrice responsabile, era stata la prima donna a farlo, succedendo a veri “giganti” della comunicazione sulla disabilità quali erano stati Franco Bomprezzi e Antonio Giuseppe Malafarina.
Nell’articolo con cui si era presentata – e che crediamo giusto riproporre qui di seguito, per far capire meglio di chi stiamo parlando, anche chi non la conosceva bene – lei, che collaborava con Superando sin dal 2013, si era detta emozionata di prendere il posto di quei suoi “maestri”. In questi duue anni non li ha fatti rimpianger e la sua perdita, che ci vede stretti in un abbraccio con i familiari, oltre che essere particolarmente dolorosa da un punto di vista umano per coloro che le erano vicini da tanto tempo, come chi scrive, crediamo sia grave non solo per il mondo della disabilità, ma per la cultura del nostro Paese in generale.
Ciao Stefania, è stato un regalo conoscerti e lavorare assieme. (Stefano Borgato)
20 maggio 2024:
“Benvenuta Stefania Delendati, la nostra nuova direttrice responsabile”
Il mio primo articolo pubblicato da Superando si intitolava Tutti a bordo delle carrozzine del futuro. Era l’8 novembre 2013 e con quel pezzo dedicato ai prototipi più avveniristici di sedie a rotelle mi affacciavo a questa testata che fino ad allora avevo seguito da lontano, con una certa riverenza.
Sono passati quasi undici anni e oggi (stento a crederci) sono qui a presentarmi come direttrice responsabile, consapevole dell’onere e dell’onore che comportano questo incarico, in quanto anche prima donna al timone da quando Superando è nato, con la garanzia di mettere tutto il mio impegno in questa nuova esperienza.
Chi ci segue forse conosce il mio nome, ma essendo per natura timida e per necessità poco avvezza alle frequentazioni degli eventi inerenti la disabilità, mi sembra giusto raccontare qualcosa di me.
Sono arrivata al giornalismo per passione e per destino. Passione per la scrittura, da sempre, il destino ha fatto il resto, mettendo sulla mia strada persone che navigavano in questo mestiere da anni e mi hanno dato fiducia, insegnandomi e credendo in me più di quanto io stessa vi abbia mai creduto.
Scrivo per diverse testate dal 1995 e non mi sono sempre occupata soltanto di disabilità; questo argomento che mi riguarda da vicino in quanto persona con disabilità è stato un “ritorno al primo amore” dopo una parentesi di qualche anno in cui ho scritto di storia, economia e cultura del mio territorio, il Parmense. Se parlare di disabilità per una giornalista in sedia a rotelle può sembrare normale, anzi, quasi scontato, Vi assicuro che continuo ogni giorno ad imparare cose nuove. Imparo anche dai miei errori: se leggete infatti quel primo articolo del 2013 troverete la definizione “persone con handicap”, oggi caduta in disuso, ma che allora, ogni tanto, si utilizzava ancora.
Superando è stato uno dei terreni comuni in cui nel tempo il linguaggio ha saputo trasformarsi e diventare consapevole delle diversità che sono insite in ogni persona che abbia o meno una disabilità. Una nuova prospettiva di ragionamento alimentata da professionisti come Franco Bomprezzi e Antonio Giuseppe Malafarina, inarrivabili nel lavoro di decostruzione dei pregiudizi, a partire dall’uso corretto delle parole che non è questione marginale: è da lì, infatti, che si comincia a ragionare sulle soluzioni ai problemi concreti che vivono quotidianamente le persone con disabilità e le loro famiglie (assistenza domiciliare, vita indipendente, “Dopo di Noi”, contributi per continuare a vivere a casa propria, inclusione scolastica e lavorativa, erogazione dei servizi sociosanitari, barriere architettoniche specchio di quelle culturali, solo per citarne alcuni). Franco e Antonio erano maestri nell’aprire varchi di dialogo su ognuno di questi temi, con competenza, e di proporne di nuovi non meno importanti, come la sessualità, il tempo libero, lo sport, i viaggi, l’accesso alla cultura, ovvero il diritto di esprimersi come individui.
Ho avuto il privilegio di conoscere entrambi, anche se non come avrei desiderato, non c’è stato il tempo necessario. Ora che mi accingo a prendere il posto che è stato loro alla guida di Superando sono emozionata e nel solco che hanno tracciato farò in modo che i temi della disabilità continuino ad essere trattati senza pietismo, in maniera approfondita e precisa, mai pedante e senza salire in cattedra, perché sempre più vorrei che questa testata fosse seguita da tutti e non considerata un mezzo di informazione di nicchia, letto soltanto dagli “addetti ai lavori”.
Ho capito scrivendo che la disabilità abita ogni àmbito, la trovi anche laddove ti pare impossibile, a dimostrazione che non è un argomento riservato a pochi, ma può toccare chiunque.
Non mi è mai piaciuto dire “mondo della disabilità”, è in antitesi con l’inclusione, una maniera per relegare una parte di umanità su un pianeta distante, mentre dobbiamo conoscerci e arricchirci a vicenda nell’unico mondo di cui tutti facciamo parte.
Dobbiamo tendere la mano anche noi, persone con disabilità, non rannicchiarci in una zona di comfort dove tutto ci è dovuto, farci conoscere anche con i nostri difetti, perché un altro tabù da abbattere è quello che ci vede buoni e perfetti, un po’ santi un po’ eroi, figli di una narrazione stereotipata. Il giorno in cui di una persona con disabilità oggettivamente insopportabile si avrà il coraggio di dire con sincerità quel che si pensa di lei, l’ultimo pregiudizio sarà abbattuto!
Ecco, quel che mi è sempre piaciuto di Superando è proprio dare la possibilità di esprimere, anche con ironia, questi concetti che gettano il seme del dubbio, l’apertura verso opinioni divergenti espresse con rispetto, senza giudicare, con la volontà di riflettere insieme.
Ringrazio fin d’ora i tanti preparati collaboratori e il caro segretario di redazione Stefano Borgato al quale mi lega un rapporto di amicizia e stima ultratrentennale. Confido nel Vostro sostegno e nelle Vostre idee che sono pronta ad accogliere per dare voce a tutti. Sono felice di continuare ad imparare da Voi e di fare con Voi informazione sociale di qualità, mettendo altri tasselli affinché la disabilità sia sempre meno marginale.
Stefania Delendati
L'articolo Ciao Stefania, grazie per tutti i regali che ci hai fatto proviene da Superando.































