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I benefìci della teleriabilitazione respiratoria in quella struttura emiliana

Superando - 22 Maggio 2025 - 5:24pm

Se fino ad oggi i pazienti dovevano recarsi fisicamente a Villa Pineta KOS, struttura di Pavullo nel Frignano (Modena), per ricevere le cure in regime di ricovero o day hospital, con il nuovo servizio di teleriabilitazione sono i fisioterapisti della struttura stessa ad “arrivare” nelle case, ciò che assume un’importanza ancora maggoiore dopo la pandemia da Covid. E si parla in particolare di riabilitazione respiratoria, con benefìci concreti per le persone seguite Seduta di teleriabilitazione a cura di Villa Pineta KOS

Se fino ad oggi, i pazienti dovevano recarsi fisicamente nella struttura per ricevere le cure in regime di ricovero o day hospital, con il nuovo servizio di teleriabilitazione sono i fisioterapisti di Villa Pineta KOS, struttura di Pavullo nel Frignano, in provincia di Modena, ad “accedere” nelle case, attivando vere e proprie sedute riabilitative, un’iniziativa, questa, che rappresenta un ulteriore passo verso un accesso equo e sostenibile alla riabilitazione, portando il professionista della cura direttamente al domicilio dei pazienti.
La riabilitazione respiratoria, in particolare, è un settore fondamentale della cura, per persone con BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva) e altre patologie respiratorie, assumendo un’importanza ancora maggiore dopo la pandemia da Covid. Grazie dunque a questo servizio online, le persone possono continuare il loro percorso riabilitativo dopo avere iniziato il trattamento in ospedale, mantenendo la continuità che è indispensabile per il miglioramento della salute respiratoria.

«La riabilitazione respiratoria – sottolinea a tal proposito Gianfranco Beghi, primario e direttore di Villa Pineta KOS – viene suggerita anche nelle recenti linee guida GOLD 2025, in quanto è indicata in tutti i pazienti con sintomi rilevanti e/o ad alto rischio di riacutizzazione, poiché migliora la dispnea, lo stato di salute e la tolleranza all’esercizio, riducendo l’ospedalizzazione tra i pazienti che hanno una riacutizzazione recente. Infine, e questo è un servizio importante della teleriabilitazione, porta a una riduzione dei sintomi di ansia e depressione collegati all’isolamento del paziente. Chiaramente l’accesso alla riabilitazione respiratoria non è limitato ai pazienti con BPCO, ma è per tutti i pazienti con malattie respiratorie e/o che abbiano problemi respiratori collegati ad altre patologie».

Attivato da poco, il servizio di teleriabilitazione è già in fase di diffusione come pratica anche tra le persone anziane e fuori della Regione Emilia Romagna. Esso vede in prima linea Claudio Beneventi e Cristina Lorenzi, che realizzano e svolgono le sedute online. «Se prima erano i pazienti a dover raggiungere la struttura – dicono -, oggi con questo progetto siamo noi fisioterapisti ad incontrarli in modo virtuale con benefìci che sono concreti. L’attività elettiva principale è quella di eseguire la riabilitazione respiratoria e prevenire i sintomi che il paziente può manifestare durante il progredire della propria malattia. Riconoscere e prevenire i sintomi è importante perché permette di prevenire una riacutizzazione. I consigli che il paziente può ricevere da operatori, medici e paramedici sono dunque essenziali al fine di gestire al meglio la patologia respiratoria». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Deborah Annolino (d.annolino@adcommunications.it).

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La grande sfida di ampliare le opportunità lavorative per persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo

Superando - 22 Maggio 2025 - 4:45pm

Il nostro approfondimento sull’inclusione lavorativa delle persone con disabilità intellettiva e disturbi del neurosviluppo appartenenti al “mondo ANFFAS” ci porta questa volta a Parma ed esattamente da Séfora, Impresa Sociale ANFFAS nata appunto con l’obiettivo di assumere direttamente e/o facilitare l’inserimento lavorativo di persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo attraverso azioni dirette e personalizzate. Ne parliamo direttamente con Cristiana Torricella, CEO di Séfora Una delle persone seguite da Séfora

Ci conduce questa volta a Parma il nostro approfondimento sull’inclusione lavorativa delle persone con disabilità intellettiva e disturbi del neurosviluppo appartenenti al “mondo ANFFAS” (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo), portandoci esattamente da Séfora, Impresa Sociale ANFFAS costituita nel 2022 nella città emiliana, con l’obiettivo di assumere direttamente e/o facilitare l’inserimento lavorativo di persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo attraverso azioni dirette e personalizzate, a sostegno sia della persona che dei contesti produttivi. Ne parliamo direttamente con Cristiana Torricella, CEO di Séfora.

Séfora è nata con l’obiettivo di ampliare le opportunità lavorative per persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo. Quali sono le principali difficoltà che incontrate nell’inserimento lavorativo e come il vostro approccio contribuisce a superarle? Può condividere un caso concreto di successo?
«Le maggiori difficoltà derivano dal fatto che nel settore pubblico le uniche informazioni a disposizione per effettuare il dichiarato obiettivo di matching [“incontro”] tra la persona e l’azienda sono la diagnosi e la diagnosi funzionale. Quando si parla, per esempio di autismo, la diagnosi in sé non dice nulla perché lo spettro è amplissimo e conseguentemente le caratteristiche di funzionamento delle persone si differenziano all’interno di un range altrettanto ampio e diversificato.
Lo strumento della diagnosi funzionale, richiesto per l’iscrizione all’Ufficio per il Collocamento Mirato, attualmente ancora in uso – il Decreto Legislativo 62/24, infatti, ha completamente rivisto il procedimento di valutazione di base – è modellato sulle disabilità motorie e sensoriali e restituisce poco o nulla delle informazioni che invece sarebbero utili ai fini dell’inserimento lavorativo.
Nel nostro approccio “basato sull’evidenza” (evidence-based) il punto di partenza è la fase di assessment, un’attività che cerchiamo di svolgere con il massimo grado di accuratezza e che è rivolta sia alle persone che alle aziende. Per definizione, l’assessment è una valutazione finalizzata alla progettazione e questo è il secondo elemento distintivo del nostro operare, ossia una vera e propria progettazione costruita in condivisione con la persona interessata, in primis, e con tutte le principali figure di riferimento sia di àmbito pubblico che privato. In tal modo questa assume la caratteristica di una progettazione realmente personalizzata che coinvolge diversi attori chiamati a contribuire responsabilmente al raggiungimento dell’obiettivo finale.
Grazie dunque alle informazioni ricavate dalla fase di assessment, sia sugli aspetti del funzionamento che sulle aspettative e i desideri della persona, siamo in grado di mirare alla valorizzazione dei punti di forza della persona stessa, incrociando elementi valoriali (ciò che è importante per lei/lui). Questo ci permette poi di lavorare sull’acquisizione di prerequisiti, abilità trasversali e autonomie (come ad esempio imparare ad utilizzare i mezzi pubblici per recarsi al lavoro), pianificando in modo coerente i sostegni di cui la persona necessità per svolgere i compiti assegnati, differenziandoli per tipologia e intensità, in un’ottica di empowerment [crescita dell’autoconsapevolezza della persona, N.d.R.]. La persona viene accompagnata in tutte le fasi, dalla stesura del curriculum vitae, al colloquio di selezione e durante il percorso lavorativo fino al raggiungimento degli obiettivi desiderati.

Un altro dei lavoratori inseriti grazie al contributo di Séfora

Analogamente vengono valutate le caratteristiche e i bisogni dell’azienda, si analizzano i processi di lavoro, scomponendoli in task che possono essere assegnati al lavoratore in accordo con il tutor individuato all’interno dell’azienda.
Infine, la persona e l’azienda possono contare sulle figure del Job Coach e del supervisore per il monitoraggio continuo dei percorsi, la scelta delle migliori strategie condivise e il continuo riallineamento degli obiettivi-interventi, finalizzato a raggiungere il più alto livello di autonomia e di performance lavorativa nel minor tempo possibile. Viene analizzato anche il bisogno formativo dell’azienda al quale rispondiamo con proposte altrettanto personalizzate.
Tutte le situazioni in cui è stato possibile applicare l’approccio descritto hanno avuto un esito positivo rispetto agli obiettivi che ci si era prefissati di raggiungere e pertanto sono considerabili come casi di successo».

Nel rapporto con le aziende, quali sono le resistenze più frequenti quando si tratta di assumere persone con disabilità intellettive?
«Le principali resistenze derivano da precedenti esperienze rivelatesi fallimentari, ma anche da pregiudizi di carattere culturale o dalla semplice mancanza di conoscenza e conseguente costruzione di immaginari che non corrispondono alla realtà.
Mi sentirei di riformulare la sua domanda nel senso che è ciò che proponiamo alle aziende che fa sì che il rischio che inizialmente viene valutato unicamente come potenziale “danno” assuma poi al contrario il carattere di opportunità da cogliere. Le aziende apprezzano il nostro approccio progettuale, la condivisione delle informazioni attraverso continui feedback, il fatto di poter contare su professionisti qualificati e presenti, che rimangono costantemente un punto di riferimento per qualsiasi esigenza, intervenendo prontamente per risolvere i problemi che si dovessero presentare».

Avete seguito molti percorsi di inserimento lavorativo. C’è stato un caso particolarmente complesso in cui sembrava difficile trovare la giusta collocazione, ma che alla fine ha portato a un risultato positivo? E quali strategie si sono rivelate decisive?
«Quando si parla di disabilità intellettiva e di disturbi del neurosviluppo ogni situazione presenta un certo grado di complessità, anche in presenza di “alti funzionamenti”. Sicuramente uno dei successi maggiormente degni di nota è stato quello di un ragazzo con autismo che presentava un elevato bisogno di sostegno, in ragione di scarse competenze verbali e della presenza di comportamenti disadattivi e altamente sfidanti per il contesto lavorativo, che sono stati via via gestiti e risolti grazie ad interventi mirati e ad una forte collaborazione tra la psicologa referente del caso, la Job Coach, la Tutor e tutti i colleghi, oltre a una direzione aziendale molto presente e motivata. Dopo poco più di un anno di tirocinio in azienda la persona è stata assunta con un contratto a tempo indeterminato. Ora è un dipendente perfettamente inserito nel contesto aziendale e l’investimento inizialmente richiesto è stato più che compensato dal livello di competenze raggiunto, che oggi gli consentono di muoversi e di lavorare in totale autonomia, dal livello di autostima ed autoefficacia raggiunti e – non ultimi- dalla soddisfazione e dal sollievo riferiti dai suoi familiari».

Le prime cinque tappe di questo nostro percorso dedicato all’inclusione lavorativa nel “mondo ANFFAS” sono riportate nei testi Lavoro e disabilità intellettive: viaggio tra esperienze, opportunità e ostacoli da superare (disponibile a questo link), Dalla pasticceria al “co-housing”: quando il lavoro diventa inclusione e autonomia (disponibile a questo link), Oltre la burocrazia: il percorso di “Diversamente Bistrot” (disponibile a questo link), Inclusione lavorativa tra norme e realtà: Legge 68 e prospettive di cambiamento (disponibile a questo link) e Giulia: la mia esperienza è la prova che l’inclusione lavorativa non è solo un diritto, ma una ricchezza per tutti (disponibile a questo link).

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AVVISO – Concorso per titoli ed esami per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria di primo e di secondo grado su posto comune e di sostegno, ai sensi dell’articolo 3, comma 8, del Decreto ministeriale 26 ottobre 2023, n. 205 –...

Ultime da USR Calabria - 22 Maggio 2025 - 4:40pm

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AVVISO – Concorso per titoli ed esami per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria di primo e di secondo grado su posto comune e di sostegno, ai sensi dell’articolo 3, comma 8, del Decreto ministeriale 26 ottobre 2023, n. 205 –...

Ultime da USR Calabria - 22 Maggio 2025 - 4:30pm

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Avviso 117720 del 22 maggio 2025 - Calendario prova scritta suppletiva concorso PNRR 2 docenti secondaria primo e secondo grado

Ultime dal MIUR - 22 Maggio 2025 - 4:23pm

Avviso 117720 del 22 maggio 2025 - Calendario prova scritta suppletiva concorso PNRR 2 docenti secondaria primo e secondo grado

Categorie - News Normativa

Avviso 117718 del 22 maggio 2025 - Calendario prova scritta suppletiva concorso PNRR 2 docenti infanzia e primaria

Ultime dal MIUR - 22 Maggio 2025 - 4:21pm

Avviso 117718 del 22 maggio 2025 - Calendario prova scritta suppletiva concorso PNRR 2 docenti infanzia e primaria

Categorie - News Normativa

Avviso – Disponibilità  per incarico aggiuntivo di reggenza presso l’ istituzione scolastica IC LAUREANA GALATRO FEROLETO di LAUREANA DI BORRELLO (RC) – (art. 19 del C.C.N.L. – Area V dirigenza scolastica sottoscritto in data 11/04/2006).  – proroga...

Ultime da USR Calabria - 22 Maggio 2025 - 3:59pm

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Pubblicazione organico di diritto personale ATA – a.s. 2025/2026

Ultime da A. T. P. Cosenza - 22 Maggio 2025 - 2:22pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

Disponibilità prima dei movimenti del personale docente della scuola secondaria di secondo grado, a.s. 2025/26

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 22 Maggio 2025 - 2:04pm

Ministero dell’Istruzione e del Merito Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio II – Ambito Territoriale di Catanzaro Via Cosenza, 31 – ...

“Salva una vita”: il progetto che porta la medicina italiana negli ospedali ucraini

Superando - 22 Maggio 2025 - 1:54pm

Nel cuore dell’emergenza umanitaria causata dal conflitto in Ucraina, un gruppo di professionisti sanitari italiani ha deciso di intervenire direttamente per supportare i colleghi ucraini. Nel 2023 è nata così l’International Rescue Programme ODV, organizzazione di volontariato impegnata a fornire assistenza medica concreta, attraverso la consegna di strumenti chirurgici essenziali e la promozione di programmi di formazione congiunta. Ci racconta tutto il dottor Mauro Migliore, promotore dell’iniziativa Foto di gruppo davanti all’Istituto Pediatrico San Nicola del First Medical Union Hospital di Leopoli

Nel cuore dell’emergenza umanitaria causata dal conflitto in Ucraina, un gruppo di professionisti sanitari italiani ha deciso di intervenire direttamente per supportare i colleghi ucraini. Guidati dal dottor Mauro Migliore, anestesista presso l’Ospedale dell’Angelo di Mestre (Venezia) e uomo di grande sensibilità, insieme ai colleghi strumentisti Andrea Gasperini e Angela Levorato, nel 2023 hanno fondato l’International Rescue Programme ODV, organizzazione di volontariato che conta oggi più di 200 tra medici e infermieri specializzati in chirurgia e che si impegna a fornire assistenza medica concreta, attraverso la consegna di strumenti chirurgici essenziali e la promozione di programmi di formazione congiunta.

Dottor Migliore, come è nata l’idea dell’International Rescue Programme ODV?
«L’idea ha preso forma nel 2023, con dei trasporti di pazienti pediatrici dalla Polonia all’Italia. Con l’urgenza poi di fare qualcosa di concreto di fronte alla crisi umanitaria senza precedenti in Ucraina, assieme ai colleghi Andrea Gasperini e Angela Levorato, abbiamo deciso di unire le nostre competenze per supportare direttamente i medici ucraini».

Qual è stata la risposta da parte della società civile alla vostra raccolta di fondi?
«Abbiamo riscontrato fin da subito un grande entusiasmo, concretizzatosi prima nel raggiungimento dell’obiettivo di crowdfunding [raccolta fondi nel web, N.d.R.] e successivamente attraverso l’organizzazione di eventi, uno tra tutti, il viaggio in moto da Palermo a Kyiv (Kiev), un percorso di oltre 3400 chilometri, svoltosi proprio la scorsa settimana e che ha visto la partecipazione dell’AMRI (Associazione Motociclisti Rotariani Italiani) e del Gruppo Motociclisti della Polizia di Stato, con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla guerra in Ucraina e portare un sostegno umanitario».

Quali strutture ospedaliere ucraine avete coinvolto?
«Abbiamo collaborato con l’Istituto Nazionale di Chirurgia e Trapiantologia A.A. Shalimov di Kyiv, il Centro Nazionale di Riabilitazione Unbroken di Leopoli e l’Ospedale Clinico Regionale di Odessa. Queste strutture sono state selezionate per la loro importanza strategica e per la capacità di fornire cure chirurgiche avanzate».

L’ambasciatore d’Italia in Ucraina Carlo Formosa con il dottor Matteo Migliore

Oltre alla fornitura di attrezzature, avete avviato programmi di formazione?
«Sì, abbiamo promosso programmi di scambio interculturale tra operatori sanitari italiani e ucraini, con l’obiettivo di migliorare le competenze cliniche attraverso la formazione congiunta e l’adozione di pratiche mediche avanzate».

Qual è stato l’impatto di queste iniziative?
«Ogni kit di strumenti chirurgici, il cui costo si aggira attorno ai 2800 euro, può contribuire a salvare fino a 8-10 persone al giorno. Il nostro intervento ha avuto un impatto significativo, non solo in termini di vite salvate, ma anche nel rafforzare la collaborazione tra professionisti sanitari di diversi Paesi».

Quali sono i prossimi passi per l’International Rescue Programme ODV?
«Continueremo a supportare i medici ucraini, sia attraverso la fornitura di attrezzature mediche, che con programmi di formazione e affiancamento. Stiamo inoltre pianificando nuove missioni per valutare ulteriori necessità e rafforzare le collaborazioni esistenti».

Per il dottor Migliore e i suoi collaboratori aiutare significa anche contribuire alla ricostruzione delle competenze professionali, in un’ottica di rafforzamento strutturale e duraturo del sistema sanitario ucraino. Il loro lavoro testimonia come la medicina possa essere, anche in tempo di guerra, uno strumento di pace, di connessione e di speranza. In un contesto devastato, dove ogni bisturi, ogni pinza, ogni compressa può fare la differenza tra la vita e la morte, il gesto di chi si mobilita per sostenere altri professionisti della salute acquista un valore capace di andare ben oltre la solidarietà: diventa un atto di responsabilità globale.
Con il suo lavoro instancabile, il dottor Migliore continua così a percorrere questa strada, dimostrando che è possibile, partendo da un reparto ospedaliero italiano, raggiungere un Paese ferito e offrire, insieme agli strumenti medici, anche una presenza, un legame, una promessa di umanità.

Per ulteriori informazioni e per conoscere i futuri progetti dell’International Rescue Programme è possibile visitare il sito dedicato (a questo link).

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“Destinazione paesaggio” nel segno dell’accessibilità ai Musei Civici di Monza

Superando - 22 Maggio 2025 - 1:19pm

La mostra “Destinazione paesaggio“, che verrà inaugurata il 24 maggio ai Musei Civici di Monza e che sarà visitabile fino al 31 agosto, sarà caratterizzata da una totale accessibilità per persone con diverse disabilità, come altre iniziative già proposte dalla stessa struttura brianzola Erme Ripa, “Sulla spiaggia di Alassio”, 1931 (particolare)

«Dai mari alle montagne, passando per le vie di Monza e le vedute della Brianza, un viaggio ideale nel tempo e nello spazio, che permetterà ai visitatori di incontrare luoghi noti, evocare ricordi o conoscere, attraverso gli occhi dei pittori dal Seicento alla contemporaneità, paesaggi e vedute insolite, in Italia e nel mondo»: viene presentata così Destinazione paesaggio. Donazioni e acquisizioni nelle collezioni dei Musei Civici di Monza, la nuova mostra che verrà inaugurata il 24 maggio ai Musei Civici di Monza (Casa degli Umiliati, Via Regina Teodolinda, 4) e che sarà visitabile fino al 31 agosto, caratterizzata da una totale accessibilità, come altre iniziative già proposte dalla stessa struttura, quale ad esempio Grandi amori della quale si può leggere anche sulle nostre pagine.

Varie, dunque, saranno le opportunità per le persone con disabilità che vorranno visitare l’esposizione: potranno ad esempio utilizzare gratuitamente e senza scaricare nulla l’audioguida tramite la web app del museo o ascoltare le audiodescrizioni attivabili tramite QRCode. Le persone cieche e ipovedenti potranno inoltre prenotare visite guidate inclusive, così come potranno fare le persone sorde segnanti, ma anche le persone con disabilità intellettive o chi sia affetto da demenza.
Ogni proposta di visita guidata è personalizzabile in base alle esigenze dell’eventuale gruppo partecipante e in ogni caso, in tutto il museo e nel percorso espositivo permanente sono sempre disponibili gli strumenti e gli ausili del progetto Musei Civici per tutti. (S.B.)

Per ogni informazione o approfondimento: info@museicivicimonza.it.

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“Pensiero Imprudente”: abbracciamo i confini!

Superando - 22 Maggio 2025 - 12:39pm

«Un contesto può essere anche fisicamente accessibile o meno – scrive Claudio Imprudente nella sua rubrica “Pensiero Imprudente” -, ma se non c’è un “abbraccio”, una vera accoglienza, questo contesto può creare una “distanza”. Tante volte ho detto che il limite della disabilità ci obbliga a ridurre le distanze e dare l’opportunità di oltrepassare i reciproci recinti, se gli interessati lo permettono, ovviamente. Ma è nell’abbraccio che possiamo trovare il benestare dell’altro» Maka Kvartskhava, “Jut a Hug” (“Solo un abbraccio”), 2023

L’altra sera sono andato a cena al ristorante con un mio amico. Ho riflettuto su una questione: il confine dell’amicizia si mescola con l’assistenza alla persona, perché non riesco a mangiare da solo. Dunque, mi chiedo: “La libertà dove sta?”.
Ovviamente l’amico può anche decidere di non aiutarmi e io devo accettare il suo rifiuto, quindi, un’altra domanda che mi pongo è: “Dove sta l’amicizia?”.

In questa vicenda si mescolano tante cose: i miei limiti fisici e i confini tra me e il mio amico. Questa situazione è interessante e può diventare anche una metafora di quello che succede attualmente nel mondo. Un conflitto può iniziare per difendere un confine o per non accettare un limite.
La disabilità unisce in pochi secondi il “limite” con il “confine”, come nella situazione esemplificativa di cui sopra: la relazione è sempre un gioco di scambio.
Ad esempio, il confine può essere un elemento che protegge e garantisce la propria libertà, per cui io devo accettare che l’amico non mi dia da mangiare, ma anche lui deve accettare la mia reazione, perché potrei arrabbiarmi e così potrebbe iniziare un conflitto.
Questo conflitto è anche dentro me stesso, tra l’accettazione dei miei limiti fisici e l’accettazione della libertà dell’altro, per cui non do la responsabilità o la colpa al mio amico.
Io credo che la disabilità possa essere una risorsa per capire e per affrontare questa dinamica: se una persona con disabilità ha bisogno di aiuto, come si fa a rispettare e a non invadere i confini dell’amico?

Claudio Imprudente, che cura per Superando la rubrica “Pensiero Imprudente”

Tante volte ho detto che il limite della disabilità ci obbliga a ridurre le distanze e dare l’opportunità di oltrepassare i reciproci recinti, se gli interessati lo permettono, ovviamente. Può esistere una soluzione a questo gap, cioè a questo spazio tra sé e l’altro e quale potrebbe essere?
È nell’abbraccio che possiamo trovare il benestare dell’altro. Possiamo ricondurre il binomio concettuale “confine-limite” a quello dell’abbraccio. Quando abbracciamo qualcuno ne tocchiamo la pelle, la quale può essere considerata il confine del corpo. Ma se dall’altra parte c’è una persona che non desidera il contatto fisico, l’abbraccio può rivelarsi un ostacolo.
Mantenere le distanze da un lato è giusto, poiché si tratta di rispettare gli “spazi” altrui e quindi i confini, ma d’altro canto è rischioso, perché la distanza può aumentare la percezione della differenza e quindi la paura della diversità.
Questo discorso può sembrare filosofico, in realtà è alla base di ogni relazione e di ogni contesto.
Un contesto può essere anche fisicamente accessibile o meno, ma se non c’è un “abbraccio”, una vera accoglienza, questo contesto può creare una “distanza”.

Elisa nel 2018 cantava Anche fragile: «Io un confine non lo so vedere / Sai che non mi piace dare un limite, un nome alle cose / Lo trovi pericoloso e non sai come prendermi, mi dici / Ma non so se ti credo / Senza tutta questa fretta mi ameresti davvero? / Mi cercheresti davvero? / Quella forte, sì, però anche quella fragile».
E voi vi fate abbracciare, oppure siete voi che abbracciate? O avete timore di un abbraccio?
Scrivete a claudio@accaparlante.it oppure sulle mie pagine Facebook e Instagram.

*Il presente contributo è già apparso nella testata «Messaggero di sant’Antonio», con il titolo “Abbracciamo i confini” e viene qui ripreso con diverso titolo e minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

Pensiero Imprudente
Dalla fine del 2022 Claudio Imprudente è divenuto una “firma” costante del nostro giornale, con questa suo spazio fisso che abbiamo concordato assieme di chiamare Pensiero Imprudente, grazie alla quale sta impreziosendo le nostre pagine, condividendo con Lettori e Lettrici il proprio sguardo sull’attualità.
Persona già assai nota a chi si occupa di disabilità e di tutto quanto ruota attorno a tale tema, Claudio Imprudente è giornalista, scrittore ed educatore, presidente onorario del CDH di Bologna (Centro Documentazione Handicap) e tra i fondatori della Comunità di Famiglie per l’Accoglienza Maranà-tha. All’interno del CDH ha ideato, insieme a un’équipe di educatori e formatori specializzati, il Progetto Calamaio, che da tantissimi anni propone percorsi formativi sulla diversità e l’handicap al mondo della scuola e del lavoro. Attraverso di esso ha realizzato, dal 1986 a oggi, più di diecimila incontri con gli studenti e le studentesse delle scuole italiane. In qualità di formatore, poi, è stato invitato a numerosi convegni e ha partecipato a trasmissioni televisive e radiofoniche.
Già direttore di una testata “storica” come «Hp-Accaparlante», ha pubblicato libri per adulti e ragazzi, dalle fiabe ai saggi, tra cui Una vita imprudente. Percorsi di un diversabile in un contesto di fiducia,  Da geranio a educatore. Frammenti di un percorso possibile, entrambi editi da Erickson e il recente Scritti imprudenti. Idee e riflessioni intorno alla disabilità (La Meridiana).
Ha collaborato e collabora con varie riviste e testate, come il «Messaggero di Sant’Antonio», per cui cura da anni la rubrica “DiversaMente”. Il 18 Maggio 2011 è stato insignito della laurea ad honorem dall’Università di Bologna, in Formazione e Cooperazione.

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Il Terzo Settore oltre il fare

Superando - 22 Maggio 2025 - 12:10pm

Si intitolerà “Il Terzo Settore oltre il fare”, così come il volume di Autori Vari che vi verrà presentato, l’Assemblea del Forum Nazionale del Terzo Settore, in programma per il 28 maggio a Roma, durante la quale vi sarà anche la cerimonia conclusiva della prima edizione di “Terzo-Premio Claudia Fiaschi”, iniziativa rivolta alla migliore tesi di laurea magistrale e alla migliore tesi di dottorato di ricerca sul valore e l’impatto del Terzo Settore

In programma per la mattinata del 28 maggio a Roma (Auditorium Rieti, Via Rieti, 13), l’Assemblea del Forum Nazionale del Terzo Settore si intitolerà Il Terzo Settore oltre il fare e coinciderà anche con la consegna dei premi della prima edizione di Terzo-Premio Claudia Fiaschi, bando promosso in collaborazione con «Corriere Buone Notizie», dedicato segnatamente alla memoria di Claudia Fiaschi, scomparsa lo scorso anno e che fu portavoce del Forum. Un’iniziativa, lo ricordiamo, che metterà a disposizione 1.500 e 2.500 euro, rispettivamente per la migliore tesi di laurea magistrale e la migliore tesi di dottorato di ricerca sul valore e l’impatto del Terzo Settore. Vincitrici sono risultate Noemi Aondio, per una tesi di laurea magistrale in Social Design, e Cristiana Perego, per una tesi di dottorato in Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito (a questo link sono disponibili i dettagli delle tesi vincitrici e di tutte quelle presentate e valutate dal Comitato Scientifico).

Successivamente verrà presentato il volume denominato anch’esso Il Terzo Settore oltre il fare con cui il Forum, attraverso i contributi di alcuni dei principali protagonisti e osservatori dell’evoluzione sociale degli ultimi decenni, intende contribuire al rafforzamento culturale e identitario del Terzo Settore.
Vi sarà quindi un dibattito sulle sfide e il ruolo del Terzo Settore nel presente e nel futuro, con alcuni degli autori del volume, vale a dire Luca Antonini (vicepresidente della Corte Costituzionale), Andrea Bassi (sociologo), Luigi Bobba (presidente della Fondazione Terzjus), Ledo Prato (segretario generale di Mecenate 90), Ermete Realacci (presidente della Fondazione Symbola), Emanuele Rossi (costituzionalista), Chiara Saraceno (sociologa) e Stefano Zamagni (economista). (S.B.)

A questo link è disponibile il programma completo dell’evento del 28 maggio che sarà anche diffuso in diretta sul canale YouTube del Forum del Terzo Settore. Per ulteriori informazioni: stampa@forumterzosettore.it.
A questo link vi è l’elenco completo di tutti i soci e degli aderenti al Forum Nazionale del Terzo Settore, tra cui anche la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).

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Avviso di avvio di una procedura di selezione delle Istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado, che realizzino progetti volti a contrastare il fenomeno del cyberbullismo e sensibilizzare all’uso consapevole della rete internet

Ultime da USR Calabria - 22 Maggio 2025 - 11:47am

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Direttiva Europea sulla violenza di genere e donne con disabilità: importanti quelle Linee Guida

Superando - 22 Maggio 2025 - 11:28am

La Direttiva dell’Unione Europea sulla lotta alla violenza contro le donne contiene importanti tutele anche per le donne con disabilità, ma per entrare in vigore dev’essere recepita negli ordinamenti nazionali di tutti i 27 Stati Membri dell’Unione entro il 14 giugno 2027. Il Forum Europeo sulla Disabilità ha prodotto nuove Linee Guida che forniscono informazioni e strumenti pratici per aiutare in particolare le organizzazioni di persone con disabilità a farla applicare nei propri Paesi Salvador Dalì, “Ragazza seduta vista di spalle”, 1925, Museo Reina Sofia, Madrid (particolare)

La Direttiva (UE) 2024/1385 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 14 maggio 2024 sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica è un importante strumento giuridico che contiene anche diverse disposizioni specifiche a tutela delle ragazze e delle donne con disabilità vittime di violenza (se ne legga anche sulle nostre pagine, all’approfondimento disponibile a questo link). Proprio per garantire che i diritti delle donne e delle ragazze con disabilità siano effettivamente inclusi nel processo di recepimento della Direttiva dell’Unione Europea nelle leggi e nelle politiche nazionali, l’EDF, il Forum Europeo della Disabilità ha elaborato delle nuove Linee Guida per supportare i membri e i partner nel recepimento della Direttiva stessa (esse sono disponibili, in inglese, a questo link).
«Si tratta della prima normativa a livello di Unione Europea specificamente mirata ad affrontare la violenza di genere», osservano dal Forum, ma per entrare in vigore «deve essere recepita negli ordinamenti nazionali di tutti i 27 Stati Membri dell’Unione Europea entro il 14 giugno 2027. Questo processo è essenziale affinché i diritti e gli obblighi della Direttiva diventino realtà in tutta l’Unione Europea».

«Le donne e le ragazze con disabilità continuano a subire livelli sproporzionati di violenza, spesso senza un adeguato accesso alla protezione, ai servizi di supporto o alla giustizia – proseguono dal Forum –. Per questo motivo, le organizzazioni di persone con disabilità e i loro alleati svolgono un ruolo fondamentale nel definire le modalità di attuazione della Direttiva a livello nazionale». Esse, infatti, partecipando a questo processo, «possono non solo sostenere la piena attuazione della Direttiva, ma anche spingersi oltre l’àmbito di essa, promuovendo riforme cruciali come il divieto di sterilizzazione forzata e una migliore raccolta di dati disaggregati in base alla disabilità».

Le Linee Guida prodotte dall’EDF forniscono dunque informazioni e strumenti pratici per aiutare le organizzazioni di persone con disabilità e altre organizzazioni della società civile a promuovere una maggiore tutela delle donne e delle ragazze con disabilità contro la violenza. Esse sono divise in tre parti:
1. Comprendere la Direttiva e l’attuazione di essa: questa sezione spiega cosa include la Direttiva e come funziona il processo di recepimento. Essa evidenzia i principali diritti e obblighi che gli Stati Membri devono rispettare e attuare.
2. Suggerimenti e indicazioni per la difesa dei diritti: vi si possono trovare consigli pratici su come interagire con i decisori politici, sensibilizzare e proporre cambiamenti che rafforzino la protezione contro la violenza.
3. Due allegati con ulteriori risorse per supportare gli sforzi di advocacy (“rivendicazione”).

In conclusione, ricordiamo ancora una volta che le Linee Guida dell’EDF per il recepimento della Direttiva dell’Unione Europea sulla lotta alla violenza contro le donne sono disponibili, in inglese, a questo link. (Simona Lancioni)

Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’h – Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

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O.M. n.37 del 28 febbraio 2025 – graduatoria regionale su base diocesana per l’individuazione dei docenti soprannumerari nell’organico di diritto a.s. 2025/2026 – DECRETO RETTIFICA GM DEFINITIVE

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Personale docente – Decreto esclusione dalle Graduatorie Provinciali per le Supplenze di I Fascia della provincia di Catanzaro e dalle relative graduatorie di istituto – a.s. 2024/2026 – BERTUCCI Francesca Bruna

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m_pi.AOOUSPCZ.REGISTRO UFFICIALE(U).0004188.21-05-2025 Allegati m_pi.AOOUSPCZ.REGISTRO UFFICIALE(U).0004188.21-05-2025 (226 kB)

Gli “Stati Generali sulle Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo” del Piemonte

Superando - 21 Maggio 2025 - 6:21pm

«Intendiamo portare nuovi spunti, confronti e interlocuzioni tra istituzioni, amministrazioni e realtà del Terzo Settore del Piemonte sui temi concernenti le disabilità intellettive e i disturbi del neurosviluppo, con il diretto protagonismo delle persone con disabilità intellettive e delle loro famiglie»: così l’ANFFAS Nazionale e l’ANFFAS Piemonte presentano la tappa piemontese degli “Stati Generali sulle Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo”, in programma per il 23 maggio a Torino

«Proseguiamo con entusiasmo il nostro viaggio attraverso le realtà regionali del Paese e prosegue con questo anche il nostro impegno nel promuovere confronto, dialogo e ascolto, al fine di raccogliere esperienze, individuare criticità e costruire buone prassi per una visione comune che possa rispondere realmente e concretamente alle esigenze delle persone con disabilità e delle loro famiglie». «Siamo felici di ospitare nella nostra Regione questo importante evento ANFFAS e siamo certi che anche dal Piemonte arriveranno spunti utili all’obiettivo finale di questo grande e lungo percorso, ossia la realizzazione di una società con pari diritti e pari opportunità».
Queste le rispettive dichiarazioni di Roberto Speziale, presidente nazionale dell’ANFFAS (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo) e di Giancarlo D’Errico, presidente dell’ANFFAS Piemonte, nel presentare la nuova tappa del lungo percorso avviato ormai dallo scorso anno per gli Stati Generali ANFFAS sulle Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo, incontro che il 23 maggio a Torino (presso l’Auditorium della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Via Modane, 16) riguarderà appunto il Piemonte, con l’organizzazione dell’ANFFAS Regionale, in collaborazione con l’ANFFAS Nazionale.
«Con questo incontro – spiegano i promotori – intendiamo portare nuovi spunti, confronti e interlocuzioni tra istituzioni, amministrazioni e realtà del Terzo Settore del Piemonte sui temi concernenti le disabilità intellettive e i disturbi del neurosviluppo con un focus sulle specificità del territorio in termini di criticità e buone prassi, con il diretto protagonismo delle persone con disabilità intellettive e delle loro famiglie: presenti infatti, come sempre in questi appuntamenti, e pronti a far sentire la propria voce, al fine di rendere realmente esigibili i loro diritti, vi saranno gli Autorappresentanti della Regione il cui intervento contribuirà a dare maggiore consapevolezza della situazione nel contesto territoriale spronando a dare risposte concrete».

Moderati da Emanuela Bertini, direttore dell’ANFFAS Nazionale e con l’intervento anche questa volta di Alessandra Locatelli, ministra per le Disabilità, i lavori saranno aperti da Emilio Rota, vicepresidente nazionale dell’ANFFAS e dal già citato Giancarlo D’Errico. Quindi, dopo l’intervento degli Autorappresentanti e i saluti istituzionali, è in programma la sessione I diritti delle persone con disabilita intellettive e disturbi del neurosviluppo. Quadro Generale, con la relazione di Corinne Ceraolo Spurio, legale componente del Centro Studi Giuridici e Sociali dell’ANFFAS Nazionale, e la partecipazione di Marina D’Alberto, referente SAI dell’ANFFAS Piemonte e dell’ANFFAS di Torino.
Successivamente l’incontro prevede vari momenti di dibattito, a partire dal confronto tra le realtà ANFFAS della Regione Piemonte, cui seguiranno quattro tavole rotonde, dedicate rispettivamente ai temi Il ruolo fondamentale della scuola nel processo di abilitazione della persona, Verso un nuovo modello sostenibile di sostegni al progetto di vita, Esperienze e prospettive di inclusione reale attraverso sport, cultura, turismo e tempo libero e Obiettivo lavoro, l’importanza del lavoro come strumento di partecipazione e cittadinanza attiva per le persone con disabilità intellettiva: esperienze e prospettive.
Le conclusioni saranno affidate al presidente nazionale Roberto Speziale. (S.B.)

Sarà possibile partecipare all’incontro online su piattaforma Zoom oppure in presenza (previa iscrizione tramite questo link). Per ogni ulteriore informazione: comunicazione@anffas.net; segreteria@anffas.piemonte.it; nazionale@anffas.net.

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Disabilità e migrazioni: chiavi di lettura, strumenti e applicazioni

Superando - 21 Maggio 2025 - 5:39pm

Si chiama “Disabilità e migrazioni: chiavi di lettura, strumenti e applicazioni” uno degli interventi previsti per l’incontro del 26 maggio a Roma (ma fruibile anche online), intitolato “Chiave di lettura per un accesso alla complessità”, iniziativa formativa nell’àmbito di “NABILA”, progetto dell’ARCI Nazionale che offre servizi di supporto e orientamento per migranti con disabilità e in situazione di vulnerabilità

Promosso dall’ARCI Nazionale, il progetto NABILA si sostanzia in una linea telefonica gratuita per richiedenti e titolari di protezione internazionale, iniziativa nata nell’àmbito dell’intervento Assistenza ai rifugiati (articolo 2 del DPR 76/98), che offre servizi di supporto e orientamento per migranti con disabilità e vulnerabilità. Il tutto si avvale del finanziamento del Segretariato Generale del Dipartimento per il Coordinamento Amministrativo della Presidenza del Consiglio.
Si tratta, in concreto, di un Help Desk attivo a livello nazionale che fornisce assistenza socio-legale, mediazione linguistica e orientamento ai servizi territoriali attraverso la linea telefonica gratuita 800 999 977. Tra i servizi offerti: ascolto e supporto da remoto; orientamento tramite la JumaMap, una mappa interattiva per trovare molti servizi utili, gratuiti, per stranieri in Italia (ad esempio: dove dormire, supporto legale o psicologico, assistenza sanitaria, una scuola di italiano o una mensa); possibilità di appuntamenti in presenza presso la sede dell’Ufficio Immigrazione dell’ARCI Nazionale (lunedì e mercoledì, 10-17).

Tra le attività del progetto vi è anche quella di organizzare interventi di formazione sugli aspetti di pertinenza del progetto. È dunque con piacere che segnaliamo per il prossimo 26 maggio l’incontro di formazione dal titolo Chiave di lettura per un accesso alla complessità.
L’iniziativa, che si svolgerà dalle 9.30 alle 16, potrà essere seguita in presenza a Roma presso la sede dell’ARCI Nazionale (Via dei Monti di Pietralata, 16), oppure anche online (la registrazione, attraverso questo link, è obbligatoria, sia per chi seguirà in presenza, sia per la frequenza da remoto).
Questo il programma della giornata. In mattinata, Marco Accorinti, dell’Università di RomaTre, svilupperà il tema Il sistema di welfare e il fenomeno migratorio; Maurizio Marceca, dell’Università La Sapienza di Roma, esporrà l’intervento dal titolo Il fenomeno migratorio nella prospettiva della salute fisica, psichica e sociale; quindi Marco Tofani, dell’Università Link Roma, chiuderà la mattinata, parlando di Disabilità e migrazioni: chiavi di lettura, strumenti e applicazioni.
Dopo la pausa pranzo, con un catering curato dalla Cooperativa La Locanda dei Girasoli, che unisce cucina di qualità e inclusione sociale e lavorativa di giovani con sindrome di Down, sindrome di Williams e altre disabilità cognitive, nel pomeriggio è previsto un unico intervento, esposto dall’Associazione Approdi di Bologna, sul tema: Minori stranieri non accompagnati e vulnerabilità: l’intervento psicosociale. (Simona Lancioni)

Per ulteriori informazioni: progettonabila@arcinazionale.it.
Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’h – Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al diverso contenitore, insieme all’immagine utilizzata, per gentile concessione.

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Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla: 25 anni di informazione, cambiamenti, consapevolezza e diritti

Superando - 21 Maggio 2025 - 5:14pm

«Era il 2000 – dicono dall’AISM – quando accendemmo per la prima volta i riflettori sulla sclerosi multipla con una settimana dedicata all’informazione su una malattia ancora sconosciuta ai più, alla ricerca necessaria per sconfiggerla e ai diritti delle persone. 25 anni dopo, la Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla del 26 maggio-2 giuugno, da noi organizzata insieme alla nostra Fondazione FISM, è diventata un appuntamento radicato nella coscienza collettiva del Paese, un vero evento di cittadinanza attiva»

«Era il 2000 – dicono dall’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) – quando la nostra Associazione accese per la prima volta i riflettori sulla sclerosi multipla con una settimana interamente dedicata all’informazione su una malattia ancora sconosciuta ai più, alla ricerca necessaria per sconfiggerla, nonché ai diritti delle persone. Venticinque anni dopo, la Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla, da noi organizzata insieme alla nostra Fondazione FISM, dal 26 maggio al 2 giugno, è diventata un appuntamento profondamente radicato nella coscienza collettiva del Paese, un vero evento di cittadinanza attiva, che si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica».
«E tuttavia – aggiungono dall’Associazione – si tratta di un traguardo che è anche un nuovo punto di partenza: se oggi, infatti, si stima che il 97% delle persone in Italia sappia cosa sia la sclerosi multipla, non tutti, però, ne conoscono i cosiddetti “sintomi invisibili”, come la fatica ed è proprio a questi aspetti che guarda la nostra campagna nazionale PortrAIts, per tornare a raccontare con emozione e innovazione visiva le sfide quotidiane delle persone con sclerosi multipla». 

Ad aprire simbolicamente la Settimana, già il prossimo 24 maggio, sarà dunque Siracusa, con un evento di forte impatto culturale e simbolico: al Teatro Greco della città siciliana, infatti, poco prima della replica di Edipo a Colono di Sofocle, verrà lanciato il messaggio nazionale di sensibilizzazione, con gli interventi di Francesco Italia, sindaco di Siracusa e presidente della Fondazione INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico) e di Gianluca Pedicini, presidente della Conferenza delle Persone con Sclerosi Multipla, per dare voce alle storie, alle urgenze e ai diritti di queste ultime.
Per l’occasione, sarà esposta anche la citata mostra fotografica PortrAIts, che per l’occasione arriverà per la prima volta in Sicilia dopo Roma e Milano. Come abbiamo già raccontato sulle nostre pagine, si tratta, lo ricordiamo, di nove ritratti che raccontano con l’aiuto dell’intelligenza artificiale i sintomi invisibili della sclerosi multipla, dando forma visiva alla fatica, al dolore, alla determinazione delle persone protagoniste. I ritratti stessi saranno visibili su tre grandi pannelli LED all’ingresso del teatro.

Momento centrale della Settimana Nazionale sarà poi la celebrazione della Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla (World MS Day), il 30 maggio, che l’AISM trascorrerà in mattinata a Roma, presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.
«La Giornata Mondiale – sottolinea Mario Alberto Battaglia, presidente della MSIF, la Federazione Internazionale della Sclerosi Multipla – è un evento che unisce, che lancia messaggi di solidarietà per i milioni di persone che convivono con la sclerosi multipla, giovani e donne che ogni cinque minuti, in ogni parte del mondo, ricevono una diagnosi. Sono esattamente 124 i Paesi che, insieme all’Italia, condividono il valore di questa giornata: un invito rivolto a ciascuno di noi ad agire, a compiere almeno un gesto di ascolto e cambiamento verso la libertà dalla sclerosi multipla, perché ogni azione conta».
Per rendere dunque visibile il valore di questo messaggio, la sera del 30 maggio numerosi monumenti di tutta Italia si illumineranno di rosso.

All’Hotel Villa Pamphili di Roma, poi, il 27, 28 e 29 maggio la Fondazione FISM riunirà la comunità scientifica nazionale e internazionale per fare il punto sulla ricerca finanziata, con un focus speciale dedicato ai dieci anni del Registro Nazionale Sclerosi Multipla e alla presentazione dei risultati dei principali progetti giunti a conclusione, senza dimenticare, il giorno 29, la consegna del Premio Rita Levi Montalcini a un ricercatore di meno di 40 anni, impegnato a costruire il futuro della scienza, della speranza e della cura.
«In questi 25 anni – dicono dall’AISM -, grazie al lavoro della nostra Associazione e della FISM, la ricerca scientifica ha fatto passi avanti fondamentali: le terapie si sono moltiplicate e diversificate, migliorando concretamente la qualità della vita delle persone. E anche la riabilitazione, oggi, è riconosciuta come un alleato strategico con valore neuroplastico, capace di agire sul sistema nervoso per contrastare l’impatto della malattia».

«La Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla – concludono dall’Associazione – è oggi il simbolo concreto di come la percezione di una malattia possa cambiare quando è sostenuta da una rete viva e attiva, presente in tutte le Regioni, in ogni città e piazza del nostro Paese. Questa 25^ edizione è una vera e propria chiamata alla cittadinanza attiva, un invito a costruire ponti, stringere alleanze, partecipare a un cambiamento che riguarda tutti e che deve entrare con forza nell’agenda del nostro Paese. Perché, dopo venticinque anni, possiamo dirlo con convinzione: la sclerosi multipla non ci ferma, ma ci rende cittadini corresponsabili». Va del resto in questa stessa direzione anche la collaborazione con l’UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia), che dal 26 maggio al 2 giugno si sostanzierà in tante piazze del Paese, per invitare a firmare la Carta dei Diritti delle Persone con Sclerosi Multipla e Patologie Correlate, loro Familiari e Caregiver e aderire all’Agenda della Sclerosi Multipla. (S.B.)

Per ogni ulteriore informazione e approfondimento: Ufficio Stampa e Comunicazione AISM (Barbara Erba), barbaraerba@gmail.com.

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